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Quali sono i sintomi dell’arresto cardiaco?

Nessun segnale premonitore, i sintomi si possono identificare con AC in corso

L’Arresto Cardiaco (AC), viene comunemente chiamato anche Arresto Cardiaco Improvviso (ACI), proprio perché il sopravvento è repentino e segna segnali premonitori.

L’arresto cardiaco può colpire chiunque, senza distinzione di genere ed età.

Il primo segnale è quindi la perdita di conoscenza del soggetto.

Come capire allora se si tratta di un arresto cardiaco oppure di una sincope?

La sincope è comunemente chiamata svenimento ed è un disturbo molto comune che si caratterizza per la perdita improvvisa e di breve durata della coscienza, che può verificarsi rapidamente e colpire sia soggetti giovani che anziani, sani o malati.

Comprendere i sintomi e la procedura per identificarli è quindi fondamentale per comprendere le differenze tra un evento di semplice risoluzione, ed un evento di emergenza tempo-dipendente, che richiede manovre di soccorso immediate.

Ecco i sintomi dell’arresto cardiaco:

  • Perdita di coscienza
  • Assenza di respiro o respiro molto debole o irregolare
  • Assenza di battito cardiaco o battito cardiaco molto debole o irregolare
  • Labbra, viso o unghie bluastri o grigiastri, pelle pallida (cianosi)
  • Contrazioni muscolari involontarie (convulsioni)

L’arresto cardiaco è un’emergenza medica e richiede un trattamento immediato.

Quali sono le procedure per identificare i sintomi dell’arresto cardiaco?

I sintomi sono identificabili tramite le procedure di RCP, ovvero la rianimazione cardiopolmonare.
Esistono delle linee guida internazionali per l’RCP.

Quando siamo presenti ad un evento nel quale vediamo un soggetto perdere conoscenza, la procedura è la seguente (il testo è scritto in modo semplice per essere maggiormente comprensibile per soggetti che non hanno effettuato corsi RCP/BLSD):

  1. Chiama e scuoti delicatamente la vittima dalle spalle:
    “Signore, signore, mi sente?”
    Applica un piccolo stimolo doloroso, come un pizzico sul collo o sulla spalla.
    Nessuna reazione, nessuna risposta: È INCOSCIENTE
  2. Sistema la vittima a terra, a pancia in su con le braccia parallele al corpo, slaccia i suoi abiti e scoprile il torace:
    Inginocchiati di fianco al soggetto.
    Controlla la respirazione: estendi molto all’indietro il suo capo, chinati sul suo viso, presta attenzione ai movimenti del suo torace per 10 secondi (scoperto da abiti) e allo stesso tempo controlla con la tua guancia, se è percettibile un flusso di aria in uscita dal suo naso e dalla sua bocca. Respira?
  3. Sì, RESPIRA
    1. Metti la persona interessata in posizione laterale di sicurezza, con la testa estesa molto all’indietro.
    2. Richiedi a uno dei presenti di chiamare il 112 o 118 richiedendo soccorsi, indicando che una persona è incosciente ma con segni vitali (risponde a stimoli dolorosi, si vede l’espansione toracica data dal respiro); se sei solo devi procedere in autonomia.
    3. Osserva costantemente la persona, fino all’arrivo dei soccorsi.
  4. NO, NON RESPIRA
    1. Richiedi a uno dei presenti di chiamare il 112 o 118 richiedendo soccorsi, indicando che una persona è incosciente e in arresto cardiaco; se sei solo devi procedere in autonomia.
    2. Avvia la manovra di rianimazione cardio-plomonare con le compressioni toraciche:
      posiziona le mani sovrapponendole, al centro dello sterno, ed esercita delle compressioni energiche al centro del torace con una profondità di 4-5 centimetri, poi rilascia.
      Prosegui in questo modo, con un ritmo di circa 100-120 compressioni al minuto, finché arrivano i soccorsi.Non devi avere paura di fare male al soggetto. Le compressioni hanno lo scopo di comprimere il cuore sulla colonna vertebrale in modo da creare un effetto meccanico di pompa, in grado di effettuare un ricircolo di sangue, e quindi di ossigeno. Una compressione troppo leggera sarebbe inefficacie.

Una volta sopraggiunto il personale sanitario del 112/118, verificato lo stato di AC, proseguire le manovre di rianimazione con l’ausilio del defibrillatore.

Note di approfondimento.

Chi scrive le linee guida RCP e BLSD?

Le linee guida vengono definite da ILCOR, International Liaison Committee on Resuscitation, fondato nel 1992 per fornire un hub di collegamento tra le principali organizzazioni di rianimazione in tutto il mondo.
Fanno parte dell’excecutive board di ILCOR membri delle principali associazioni mondiali di rianimazione cardiopolmonare: ERC/IRC, AHA, ANZCOR.
Ciascuna associazione ha la libertà di apportare alcune modifiche minori nei processi di soccorso e soprattutto nella modalità di erogazione dei corsi RCP/BLSD verso operatori e istruttori, laici e sanitari.
Per approfondire questo argomento vi invitiamo a leggere l’articolo sulle linee guida aggiornate RCP e BLSD.

Arresto cardiaco e infarto

Molto frequentemente i termini arresto cardiaco e infarto vengono utilizzati imporpriamente.
Si tratta di due scenari differenti tra loro.
L’infarto ha segni premonitori, anche da giorni prima, mentre l’arresto cardiaco no.
L’infarto può portare a un arresto cardiaco, ma è difficilmente diagnosticabile se non siamo a conoscenza di alcuni dei segni premonitori caratteristici avuti dal soggetto.
Quindi se ci troviamo davanti a un soggetto incosciente e senza circolo, parleremo di arresto cardiaco, non di infarto, che eventualmente potrebbe essere accertato in seguito, da parte dei sanitari.
Per approfondire questo argomento vi invitiamo a leggere l’articolo sulla differenza tra arresto cardiaco e infarto.

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