# EMD112 – Defibrillatori DAE e articoli medicali > Dal 2011 soluzioni salvavita per emergenza e cardioprotezione. > Contact: s.sagona@zaki.it ### Articoli #### ‘Romagna Cardioprotetta’: donati defibrillatori a 9 comuni romagnoli Continuano le iniziative del progetto ‘Romagna Cardioprotetta’. Il Centro Polifunzionale di Prevenzione Medoc  di Forlì, Cesena e Faenza attivo in collaborazione l’Associazione Cardiologica Myriam Zito Sacco di Forlì, è attualmente impegnato infatti nella diffusione di defibrillatori DAE sul territorio. L’iniziativa prevede la donazione di un defibrillatore a nove Comuni del territorio romagnolo; in questa prima fase i comuni interessati saranno Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro, Cesena, Unione dei Comuni del Rubicone, Rimini, Faenza, Ravenna e Imola. “L’obiettivo finale del nostro Progetto ‘Romagna Cardioprotetta’ – fanno sapere dal centro – è la distribuzione capillare in ogni città grande e piccola della Romagna, di altri defibrillatori automatici installati in colonnine Totem, attraverso”. Ogni anno, in Italia, circa 60mila persone muoiono per  arresto cardiaco improvviso; secondo le casistiche prese in esame e gli studi condotti l’intervento tempestivo con defibrillazione precoce entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco, può garantire la sopravvivenza nell’ 80% dei casi. I defibrillatori automatici di ultima generazione, possono essere utilizzati sia su persone adulte che su bambini. #### “BATTICUORE”: il servizio di Report dedicato ai defibrillatori Nella puntata di lunedì 15 maggio, Report ha parlato dell’arresto cardiaco e dei defibrillatori semiautomatici esterni. Il conduttore della trasmissione, Sigfrido Ranucci, ha introdotto l’argomento segnalando le morti causate da arresto cardiaco che ogni anno, mediamente, si verificano nostro Paese: circa 60.000. Una ogni mille abitanti. Circa 164 vittime al giorno: una ogni 9 minuti. Numeri spaventosi. Eppure, come ha fatto notare Ranucci, se si intervenisse adeguatamente entro i primi 5 minuti dall’evento, si potrebbero salvare centinaia di vite. Già, perché con un defibrillatore semiautomatico esterno a portata di mano, assieme al massaggio cardiaco, sarebbe possibile attivare la catena della sopravvivenza in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, regalando al paziente una possibilità di sopravvivenza che potrebbe sfiorare anche l’80%. Dal 2001, fra l’altro, la defibrillazione precoce può essere effettuata anche da personale non sanitario che abbia seguito un piccolo corso di formazione sulle tecniche di rianimazione, i cosiddetti corsi BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). “L’importante, però, è avere a portata di mano questo importantissimo apparecchio salvavita, altrimenti, anche se si fosse circondati da 6 medici, il rischio di non farcela sarebbe comunque alto” – ha spiegato il conduttore prima di dare la linea ad Antonella Cignarale. Difatti, l’inviata ha intervistato Silvio Canciello, medico del Presidio di Salute Solidale di Napoli. Quest’ultimo ha ricordato di quando aveva prestato soccorso a un signore a terra da alcuni minuti, privo di conoscenza, nei pressi della metropolitana della città. Avendo intuito che il paziente era stato colpito da arresto cardiaco, Silvio cercò invano un defibrillatore semiautomatico esterno nei paraggi. Prima di arrendersi, telefonò anche alla Polizia e ai Carabinieri, sperando che le loro vetture avessero a bordo un defibrillatore DAE. Ma nulla. A quel punto, assieme ad altri 5 medici, non poté fare altro che effettuare 50 minuti di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Dopo tutto quel tempo, però, l’intervento del 118 fu del tutto inutile: il paziente, purtroppo, era già morto. “Questo signore poteva essere salvato se avessimo trovato un defibrillatore in un tempo utile” – ha concluso. La puntata è proseguita con un’intervista a Giampiero Suannini, Istruttore BLS-D ARES 118, che ha mostrato in cosa consistono questi corsi di formazione, della durata di circa 5 ore, e quanto sia facile utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Difatti, attraverso un defibrillatore didattico, del tutto identico a un DAE vero e proprio con la sola eccezione che non è in grado di erogare alcuna scarica elettrica, l’istruttore ha mostrato le poche e semplici mosse da compiere per utilizzare questi apparecchi salvavita. Ha chiarito, inoltre, cosa accade al nostro cuore quando viene interessato da fibrillazione ventricolare, la principale aritmia responsabile di un arresto cardio-circolatorio: “Il cuore inizia a battere in maniera anormale, non riesce più a svolgere la sua consueta funzione di pompa. Però, non è fermo: effettua dei movimenti spastici e scoordinati che non sono sufficienti a pompare il sangue a tutti gli organi del nostro corpo. Mediante la scarica elettrica erogata da un defibrillatore, il muscolo cardiaco è come se venisse resettato. Il cuore viene fatto smettere di battere, affinché possa ripartire in maniera sinusale”. L’inviata ha proseguito spiegando che solo le polisportive professionistiche sono obbligate ad avere un DAE sempre disponibile a portata di mano. Ha chiarito, però, che paradossalmente in altri luoghi con elevato flusso di persone, la legge si limita solamente a consigliarne la presenza, con il risultato che tutti se la prendono comoda. Così nei musei, nelle metropolitane, nelle stazioni, nelle discoteche e nelle università, ad esempio, è quasi impossibile trovarne uno. Persino nella sede del 112 della regione Lazio, dove smistano le chiamate per le emergenze, la trasmissione ha mostrato come non fosse presente alcun DAE. Come non se ne trova uno nemmeno al porto di Napoli, dove ogni anno transitano circa 7 milioni di persone. La Cignarale, non contenta, è andata ad intervistare Domenico Antonio Ientile, Direttore sanitario ARES 118, che ha ribadito come in caso di arresto cardiaco le probabilità di sopravvivenza si riducano del 10% circa per ogni minuto che passa. “I primi cinque minuti sono fondamentali, non solo per la sopravvivenza, ma anche per la restituzione ad integrum del paziente” – ha precisato. L’inviata, poi, ha continuato spiegando che, per legge, i defibrillatori dovrebbero essere segnalati al 118 e che la loro posizione dovrebbe essere opportunamente indicata, dimodoché qualsiasi persona possa individuarli con estrema facilità. Ha documentato, inoltre, come talvolta questo non avvenga. Nella sede del Comune di Bologna, ad esempio, l’inviata ha mostrato come un operatore dell’ente non sapesse nemmeno che fosse presente un DAE all’interno dell’edificio. I giocatori del Piacenza Volley, invece, dopo aver perso l’amico e compagno di squadra Igor Bovolenta a causa di un arresto cardiaco, portano sempre con sé il defibrillatore semiautomatico esterno di cui si sono dotati dopo il tragico evento. Ha dichiarato il pallavolista Hristu Dimitrov: “Le persone dovrebbero capire l’importanza della vita, perché è una sola. Siamo costretti a portare in trasferta il nostro defibrillatore perché, purtroppo, non sempre è presente nei palazzetti delle squadre che ci ospitano!” La trasmissione è poi proseguita mostrando alcuni casi di persone che, pur non obbligate dalla legge, hanno deciso di cardio-proteggere i luoghi in cui vivono. È quello che è accaduto, ad esempio, in un condominio di Roma, dove i residenti del palazzo si sono accordati per acquistare un DAE. Il servizio, infine, si è concluso con un’intervista a Daniela Aschieri, Presidente del progetto “Vita” di Piacenza, che ha spiegato come alcune applicazioni per dispositivi mobili siano utili per individuare i defibrillatori ad accesso pubblico dislocati nelle vicinanze del luogo in cui ci si trova in quel momento. In caso di arresto cardiaco, dunque, queste app ci permettono di raggiungere in pochissimo tempo il DAE più vicino a noi, in modo da poter soccorrere quanto prima il paziente in stato di incoscienza. “Non c’è nessuna possibilità di sbagliare perché è il defibrillatore che esegue la diagnosi e decide se è il caso o meno di erogare lo shock al paziente. Il soccorritore non ha alcuna responsabilità in merito” – ha poi concluso. Tornati in studio, il conduttore ha infine fatto notare come, per legge (vedi Decreto Balduzzi), entro il 30 giugno 2017 anche le associazioni sportive dilettantistiche dovranno mettersi in regola acquistato un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Ha precisato, inoltre, come nel decreto venga consigliata la presenza dei DAE anche negli alberghi, nei cinema, nei teatri, nelle sale da gioco, nelle discoteche, negli ipermercati, nei ristoranti, negli stabilimenti balneari (obbligo in alcune regioni d’Italia) e negli istituti penitenziari. Anche noi di Echoes Srl, come Sigfrido Ranucci, non comprendiamo il senso di questo consiglio. “Se uno volesse fare prevenzione seria, dovrebbe rendere obbligatoria la presenza dei DAE anche in questi luoghi pubblici” – ha concluso il conduttore. #### “Lista del Cuore”, sistema di incentivazione ideato allo scopo di favorire la realizzazione di progetti di cardioprotezione “Lista del Cuore” è un progetto ideato e realizzato da EMD112 , distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori HeartSine, azienda leader mondiale nella progettazione e produzione di defibrillatori ad accesso pubblico. La EMD112, infatti, ha deciso di promuovere e di incentivare la diffusione della cultura della defibrillazione precoce attraverso un servizio gratuito di consulenza offerto a tutti coloro che sono interessati a dotarsi di defibrillatori automatici esterni (DAE). www.listadelcuore.com è una piattaforma online che rappresenta concretamente l’impegno economico e sociale dell’azienda: unire finalità commerciali ad obbiettivi sociali al fine di ridurre le morti causate da arresto cardiaco improvviso che in Italia sono oltre 73.000 all’anno, ma che, attraverso l’utilizzo immediato di un defibrillatore semi-automatico e l’attuazione di corrette manovre di soccorso, si potrebbero ridurre di oltre il 70%. In altre parole, la “Lista del Cuore” è un sistema di incentivazione ideato allo scopo di favorire la realizzazione di progetti di cardioprotezione, sia in ambito pubblico che privato. Seguendo la guida all’interno del portale, un progetto di cardioprotezione potrà essere diffuso online e potrà iniziare a ricevere i primi contributi. Il suo funzionamento è molto semplice: in pochi semplici passi è possibile creare una “lista”, ossia presentare il proprio progetto, e promuovere la richiesta di contributi attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili sulla piattaforma stessa. La procedura da seguire è molto semplice: 1)      CREAZIONE DI UNA LISTA. Nella sezione “CREA LA TUA LISTA” occorre inserire tutte le informazioni che riguardano il proprio progetto ed il numero di postazioni DAE che si intendono far finanziare. Nel giro di poche ore il progetto sarà online e sarà possibile iniziare ad incentivarne il finanziamento. 2)      PROMOZIONE DELLA LISTA. Nella sezione “PROMUOVI LA TUA LISTA” è possibile scaricare gli strumenti gratuiti di visibilità che il portale mette a disposizione per diffondere e ricevere donazioni per il proprio progetto (banner web, volantini formato A5 e locandine formato A4). Con un contributo di soli € 200,00 + iva, invece, sarà possibile ricevere tutto il materiale promozionale necessario a promuovere la propria lista, senza la necessità di investire in consulenza grafica o nella progettazione della propria campagna di visibilità. 3)      IL GIOCO È FATTO! Il proprio progetto, pubblicato e visibile all’interno del sito web, potrà essere condiviso sui propri social network e potrà essere promosso attraverso il materiale pubblicitario scaricato dalla sezione apposita del portale “Lista del Cuore”. Gli utenti, visitando il sito internet, avranno così la possibilità di versare contributi per finanziare il tuo progetto!   #### “Solo dopo averlo vissuto in prima persona ho capito quanto siano importanti i DAE”: la testimonianza di Piero, sopravvissuto a un arresto cardiaco durante un’uscita in bici Ci sono storie che meritano di essere raccontate direttamente dalla voce di chi le ha vissute. Qualche giorno fa abbiamo pubblicato sul blog di EMD112 un articolo dedicato al salvataggio di un ciclista colpito da arresto cardiaco durante un’uscita in bicicletta a Regnano, in provincia di Reggio Emilia. Poco dopo la pubblicazione, sotto al post condiviso sui nostri canali social, è comparso un commento speciale: era proprio il protagonista di quella vicenda. Si chiama Piero Catellani, ha 55 anni, è uno sportivo e oggi è tornato a casa. È stato lui a commentare il nostro post, dicendo di essere la persona protagonista della vicenda che avevamo raccontato, lo abbiamo quindi contattato per approfondire la sua storia. Da quel messaggio è nata una telefonata che ci ha permesso di ascoltare la sua esperienza direttamente dalla sua voce. Quella che segue non è soltanto la cronaca di un arresto cardiaco. È la testimonianza di una persona che oggi può raccontare ciò che è successo grazie a una catena della sopravvivenza che ha funzionato alla perfezione.   “Quel giorno ero con gli amici. È stata la mia fortuna.” Il 18 luglio, Piero stava partecipando a una normale uscita in bicicletta insieme ad alcuni amici. Durante una breve sosta, senza alcun preavviso, il suo cuore si è fermato. O almeno così è stato per chi era con lui. Di quei momenti Piero non conserva alcun ricordo. “Ricordo tutto fino a circa mezz’ora prima che accadesse. Poi c’è un vuoto: non ricordo nulla dell’arresto cardiaco né di buona parte della giornata successiva. I ricordi hanno iniziato a tornare gradualmente e, dalla domenica sera, ero di nuovo completamente lucido.” Se quel giorno fosse stato da solo, probabilmente oggi la sua storia sarebbe molto diversa. Piero ci ha raccontato che spesso esce in bicicletta anche da solo. Quel sabato, però, era in compagnia di alcuni amici, e questo si è rivelato decisivo. Sono stati proprio loro a riconoscere immediatamente la gravità della situazione, ad allertare il sistema di emergenza e a iniziare senza esitazione il massaggio cardiaco. Una rianimazione cardiopolmonare che sarebbe durata 12 minuti, mantenendo il sangue ossigenato diretto al cervello fino all’arrivo dei soccorsi.   Dodici minuti di RCP che hanno protetto il cervello Mentre gli amici praticavano il massaggio cardiaco, la Centrale Operativa ha attivato il sistema DAE RespondER. La notifica è arrivata ai telefoni di Giovanni Scazzieri e Omar Gualandri, volontari della Croce Rossa e First Responder. I due hanno recuperato rapidamente il defibrillatore presente in paese e hanno raggiunto Piero nel minor tempo possibile. È bastata una sola scarica del DAE perché comparissero i primi segni di ripresa. Successivamente Piero è stato trasportato d’urgenza all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Oggi, a distanza di pochi giorni, è tornato a casa senza aver riportato danni neurologici. Un risultato che non è frutto del caso. La qualità del massaggio cardiaco eseguito dagli amici ha infatti consentito al cervello di continuare a ricevere sangue e ossigeno durante l’arresto cardiaco, preservandone le funzioni fino al ripristino del battito. Nei giorni successivi Piero ha avuto modo di sentire telefonicamente Giovanni e Omar per ringraziarli. Da quella telefonata è nato un legame speciale, che presto si trasformerà in un incontro. Quando si sarà ripreso completamente, si ritroveranno infatti a pranzo insieme anche agli amici che erano con lui durante l’uscita in bicicletta. Il luogo scelto non è casuale: il ristorante vicino al punto in cui tutto è accaduto, lo stesso dove, pochi minuti prima dell’arresto cardiaco, il gruppo si era fermato semplicemente per bere un po’ d’acqua. Un pranzo dal forte valore simbolico, che rappresenta il modo più bello per celebrare una storia che, grazie alla tempestività dei soccorsi e al lavoro di squadra, ha avuto un lieto fine.   I primi segnali erano arrivati due settimane prima Durante la nostra conversazione, Piero ci ha raccontato un particolare importante. Circa due settimane prima dell’arresto cardiaco aveva iniziato ad avvertire un insolito bruciore allo sterno e alcune alterazioni del battito cardiaco. Non ha ignorato quei sintomi. Ha contattato il proprio medico di medicina generale e successivamente il cardiologo, mostrando anche gli esiti di una prova da sforzo. Dopo il ricovero sono stati effettuati ulteriori accertamenti che hanno evidenziato la presenza di aritmie maligne, motivo per cui i medici hanno deciso di impiantargli un defibrillatore sottocutaneo, una scelta fondamentale per ridurre il rischio di nuovi episodi. Questa parte della sua esperienza ricorda quanto sia importante non sottovalutare mai sintomi insoliti come dolore toracico, alterazioni del ritmo cardiaco o sensazioni persistenti di malessere, soprattutto durante l’attività fisica.   «Solo dopo ho capito quanto siano importanti i DAE» Tra tutti i passaggi della nostra intervista, ce n’è uno che racchiude perfettamente il senso della cardioprotezione. Quando gli abbiamo chiesto se, prima di questa esperienza, avesse mai riflettuto sull’importanza della diffusione dei defibrillatori sul territorio, Piero ci ha risposto: “Solo dopo averlo vissuto in prima persona ho capito quanto siano importanti i DAE.” Una frase semplice, ma estremamente significativa. Spesso si tende a considerare i defibrillatori come dispositivi destinati a eventi eccezionali o lontani dalla propria realtà. La storia di Piero dimostra esattamente il contrario. L’arresto cardiaco può colpire anche una persona sportiva, durante una normale uscita in bicicletta, e avere un defibrillatore disponibile nelle vicinanze può fare la differenza tra la vita e la morte.   Dall’esperienza personale all’impegno per la cardioprotezione Questa esperienza ha inevitabilmente cambiato il modo di vedere le cose. Piero ci ha raccontato di essersi già attivato per promuovere una maggiore cultura della cardioprotezione nei contesti che frequenta quotidianamente. Lo farà nel suo lavoro, dove opera nella Polizia Locale, e all’interno della scuola di mountain bike di cui fa parte, contribuendo a sensibilizzare colleghi, collaboratori, ragazzi e famiglie sull’importanza dei DAE, della formazione al primo soccorso e della diffusione della cardioprotezione. La sua esperienza dimostra come un evento tanto drammatico possa trasformarsi in un’opportunità per aiutare altre persone, affinché siano sempre di più i cittadini preparati a intervenire in caso di arresto cardiaco.   Una storia che dimostra il valore della catena della sopravvivenza La vicenda di Piero è un esempio concreto di come ogni anello della catena della sopravvivenza sia indispensabile. Gli amici hanno riconosciuto immediatamente l’emergenza. Hanno iniziato la rianimazione cardiopolmonare senza perdere tempo. I First Responder sono stati allertati tramite l’App DAE Responder. Il defibrillatore è arrivato rapidamente sul posto. I sanitari hanno poi completato il percorso di cura in ospedale. Quando tutti questi elementi funzionano insieme, le probabilità di sopravvivenza aumentano in modo significativo. Ed è grazie a questa rete che oggi Piero può raccontare la sua storia.   Una testimonianza che vale più di mille statistiche Nel parlare di arresto cardiaco ci si concentra spesso su numeri, percentuali e protocolli. Sono informazioni fondamentali, ma a volte rischiano di far dimenticare ciò che conta davvero: dietro ogni intervento riuscito c’è una persona che torna dalla propria famiglia, dagli amici e alla propria vita. La storia di Piero ci ricorda anche un’altra cosa: la cardioprotezione non riguarda solo chi viene soccorso, ma coinvolge tutti. Gli amici che iniziano il massaggio cardiaco, i First Responder che rispondono a una notifica, i volontari che recuperano un DAE, i professionisti sanitari che completano il percorso di cura. Ognuno svolge un ruolo fondamentale. Ringraziamo Piero Catellani per aver scelto di condividere con noi la sua esperienza e gli auguriamo di tornare presto a pedalare in serenità. Perché ogni testimonianza come la sua può contribuire a diffondere una maggiore cultura della cardioprotezione e, un domani, aiutare a salvare un’altra vita. #### “La fisioterapia del cuore”: a Sassari il primo centro fisioterapico della Sardegna ad aderire al progetto. Il Kiness del Dottor Marco Angius è il primo studio di fisioterapia e riabilitazione ad aver aderito a “La fisioterapia del cuore”, progetto nato da Simona Buono, rappresentante dei defibrillatori HeartSine per EMD118, e da Massimiliano Pastore, titolare dell’azienda MaxMedical, rivenditore dei DAE HeartSine per il nord della Sardegna.   Il Dottor Marco Angius, professionista molto noto in tutta Sassari per le patologia cliniche trattate e per la sua specializzazione nella riabilitazione sportiva, è stato il primo ad aderire al progetto denominato “La fisioterapia del cuore”, i cui fondatori sono Simona Buono e Massimiliano Pastore, rappresentante, la prima, e rivenditore per il nord della Sardegna, il secondo, dei defibrillatori semi-automatici esterni HeartSine per EMD118. Il Kiness, situato in Via Nenni a Sassari, è il primo centro fisioterapico e riabilitativo di tutta l’isola ad essersi dotato di un defibrillatore DAE HeartSine, il samaritan PAD 350P. È stata la sensibilità del Dottor Angius che, a prescindere dagli obblighi di legge, lo ha spinto a cardio-proteggere il suo studio, offrendo alla propria clientela una chance di vita in più in caso di arresto cardiaco. Il Kiness, fra l’altro, è situato in una zona della città in fortissima espansione e molto trafficata, pertanto il samaritan PAD installato all’interno del centro fisioterapico potrebbe salvare la vita anche a numerosi passanti. In Italia, infatti, sono circa 70.000 all’anno le persone colpite da arresto cardio-circolatorio e soltanto il 2% di esse riescono a sopravvivere. L’arresto cardiaco colpisce nell’80% dei casi lontano da ospedali e strutture sanitarie: colpisce per strada, all’interno dei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle palestre e all’interno delle proprie abitazioni, ad esempio. Soltanto un defibrillatore semi-automatico esterno (DAE) è in grado di ripristinare nel paziente una normale frequenza cardiaca a seguito di un arresto cardio-circolatorio. Inoltre, è di fondamentale importanza intervenire con il defibrillatore il prima possibile: per ogni minuto che passa, infatti, la possibilità di sopravvivere diminuisce del 10% circa. Ciò significa che dopo soli 5 minuti dall’evento infausto la probabilità di sopravvivere ad un arresto cardiaco è pari al 50%. L’augurio di Massimiliano e Simona, orgogliosi del progetto lanciato e fieri dell’immediata adesione del Kiness, è quello che sempre più persone si sensibilizzino sul tema della cardio-protezione in modo tale da poter salvare, ogni anno, un numero sempre maggiore di persone colpite da arresto cardiaco. D’altra parte è proprio questa la mission di EMD118, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine: salvare più vite possibili diffondendo i dispositivi salvavita in maniera capillare su tutto il territorio nazionale. Per questo motivo EMD118 ha scelto i defibrillatori della casa madre irlandese: tali dispositivi, infatti, sono gli unici defibrillatori DAE presenti sul mercato con una garanzia di ben 10 anni e indice di protezione IP56 contro l’ingresso di polvere e acqua. Inoltre, oltre ad essere i più resistenti, i defibrillatori samaritan PAD della HeartSine sono anche i più efficaci presenti in circolazione grazie all’onda bifasica SCOPE brevettata dall’azienda stessa. Essa, infatti, è l’unica forma d’onda in grado di adattarsi perfettamente all’impedenza dei pazienti offrendo loro la terapia più efficace possibile in caso di arresto cardiaco. #### “Lista del Cuore” il portale per promuovere ed incentivare progetti di cardioprotezione di strutture pubbliche e private. Questa idea è stata realizzato dalla EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori semiautomatici HeartSine. Nei paesi industrializzati, una persona su mille ogni anno perde la vita a causa di un arresto cardio-circolatorio (ACC). In Italia sono più di 200 al giorno gli individui che muoiono per morte cardiaca improvvisa (MCI) e si stima siano circa 15 milioni i soggetti a rischio tra coloro che soffrono di obesità, di diabete mellito, soggetti ipertesi e/o con alti livelli di colesterolo nel sangue, fumatori, persone che hanno una anamnesi familiare di coronopatia o che, geneticamente, rischiano più di altre di essere colpite da arresto cardiaco. Nell’80% dei casi l’arresto cardiaco colpisce in ambienti extra-ospedalieri (nelle abitazioni private, negli uffici pubblici, nelle strade e nelle piazze, sul lavoro, all’interno di impianti sportivi) senza dare segni premonitori. Il cuore smette di compiere la sua normale funzione di pompa e la persona colpita da ACC cade a terra senza dare alcun segno di vita. Il 65% degli arresti cardio-circolatori, inoltre, avviene in presenza di testimoni. Per ogni minuto che passa, le probabilità di sopravvivere si abbassano del 10%. Pertanto, se non si interviene entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco somministrando una scarica elettrica al cuore per ripristinare la normale attività cardiaca del paziente, le possibilità di salvezza per la persona colpita diventano praticamente nulle. Il defibrillatore samaritan PAD 350P, modello base della tecnologia PAD HeartSine, leggero, facile da usare e garantito 10 anni, si presta perfettamente ad essere collocato ovunque. Infatti, grazie al suo indice di protezione IP56, il più alto indice di protezione contro la penetrazione della polvere e di getti d’acqua disponibile sul mercato, è idoneo all’uso in qualsiasi situazione ambientale: nelle strade e nelle piazze, all’interno dei luoghi di lavoro, nei centri commerciali, all’interno di scuole ed impianti sportivi, a bordo di imbarcazioni, etc. Nelle città in cui sono stati avviati importanti progetti di cardioprotezione, come Piacenza, Pisa, Orvieto, Monza e Brianza e Sanremo, il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco è passato da poco meno del 5% a oltre il 50%: questo significa aver ridotto di molte migliaia all’anno il numero dei decessi causati da arresto cardiaco sull’intero territorio italiano. Nonostante l’evidenza dei dati e il fatto che l’arresto cardiaco sia una delle principali cause di decesso in tutto il mondo (l’incidenza della MCI è paragonabile  a quella determinata dalla somma dei principali tumori conosciuti ed è dieci volte maggiore a quella legata agli incidenti stradali), non esistono leggi che impongano la presenza di defibrillatori DAE all’interno dei luoghi di lavoro e all’interno di locali pubblici, come accade per esempio per gli estintori. In Italia, dal 2007 al 2010 le persone che hanno perso la vita a causa di un incendio o di una esplosione sono state 530. Eppure gli estintori sono obbligatori nelle scuole, nei centri commerciali, negli uffici e nei luoghi di lavoro, nonostante la probabilità di essere colpiti da arresto cardio-circolatorio sia circa 500 volte maggiore della probabilità di morire a causa di un incendio. Per porre rimedio a queste incongruenze, la EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori DAE HeartSine, ha deciso di promuovere ed incentivare la diffusione della cultura della defibrillazione precoce attraverso un servizio gratuito di consulenza offerto a tutti coloro che sono interessati a dotarsi di defibrillatori semiautomatici per cardioproteggere la propria struttura, sia essa pubblica o privata. Sul sito web della “Lista del Cuore” è possibile creare e pubblicare la propria “lista” promuovendo la richiesta di contributi per il proprio progetto di cardioprotezione attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili all’interno del portale stesso, come volantini, locandine e banner pubblicitari. In pochi, semplici passi, e nell’arco delle 24 ore, la propria “Lista del Cuore” verrà pubblicata all’interno del portale e gli utenti che navigano in rete potranno iniziare a donare il loro contributo per il compimento del tuo progetto di cardioprotezione. Tutti i prodotti HeartSine sono acquistabili online all’interno dello shop ufficiale. Oltre ai defibrillatori, è possibile acquistare kit per la rianimazione cardio-polmonare, manichini didattici per addestramento RCP/BLS-D, cartellonistica in forex per la segnalazione della presenza di DAE, armadietti DAE per l’interno e per l’esterno e molto altro ancora.       #### “Un pic-nic mozzafiato”, l’app gratuita di IRC per insegnare ai bambini le manovre di soccorso L’applicazione interattiva ideata dal Gruppo Italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare (IRC) cerca di istruire i più piccoli sulle manovre da compiere in caso di arresto cardiaco o di ostruzione delle vie aree IRC (Italian Resuscitation Council), Gruppo Italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare, ha lanciato un’applicazione interattiva per insegnare ai più piccoli le manovre di soccorso da mettere in campo in caso di arresto cardiaco o di ostruzione delle vie aeree. I bambini, divertendosi, impareranno come mamma scoiattolo salverà i propri piccoli che rischiano di soffocare a causa di una nocciolina andata loro di traverso, mentre la volpe Quick, che sa come si pratica un massaggio cardiaco, salverà la vita all’orso Tum-Tum colpito da arresto cardiaco. L’applicazione, denominata “Un pic-nic mozzafiato”, è stata presentata a Milano dall’IRC stessa ed è stata realizzata in collaborazione con l’editore digitale Elastico. È disponibile gratuitamente sia per piattaforme iOS che per piattaforme Android ed è fruibile sia da smartphone che da dispositivi tablet. L’applicazione, inoltre, è stata sviluppata sia in lingua italiana che in lingua inglese. Eppela, piattaforma di crowdfunding, ha reso possibile la raccolta dei fondi necessari per l’implementazione del progetto mediante la sessione dedicata al gioco interattivo: più animali riesci a soccorrere, più punti guadagni. Insomma, l’applicazione lanciata da IRC è una favola multimediale che diventa gioco interattivo in grado di insegnare ai bambini le importantissime manovre da compiere in caso di emergenza. Sì, perché, ogni anno, in Europa sono più di 400mila le persone che vengono colpite da arresto cardiaco. 60-70mila solo in Italia. Sono circa 164 al giorno coloro che ne rimangono vittime. Attuare tempestivamente le opportune manovre di rianimazione cardiopolmonare prima dell’arrivo dei soccorsi fa aumentare le chance di sopravvivenza sino al 300%. Purtroppo, però, ciò accade solo nel 15% dei casi. La paura di non saper cosa fare o la paura di peggiorare la situazione spesso ci impediscono di intervenire in tempi stretti e in maniera adeguata. Nei bambini, una delle cause più frequenti di arresto cardio-circolatorio è proprio l’ostruzione delle vie aeree, non a caso uno degli argomenti trattati nella app favola-gioco “Un pic-nic mozzafiato”. Circa 50 bambini all’anno, infatti, perdono la vita a causa di un arresto cardiaco causato da soffocamento: uno ogni circa 7 giorni. Il cibo è il principale responsabile delle ostruzioni delle vie aeree dei nostri bambini, ma anche piccoli oggetti, come parti di giocattoli, spille o monete, possono causare il soffocamento. “Questa tipologia di sensibilizzazione è già ben strutturata nei Paesi dell’Europa del Nord e i risultati ottenuti sono ottimi,” – ha spiegato Giuseppe Ristagno, coordinatore del comitato scientifico di IRC. “Se riuscissimo ad aumentare la percentuale di intervento con le manovre di rianimazione cardiopolmonare dal 15% al 50-60% dei casi, potremmo salvare la vita a circa 100mila persone all’anno in tutta Europa,” – ha sottolineato il presidente di IRC Federico Semeraro. Che ha spiegato: “Ci siamo resi conto che i bambini dimostrano maggiore dimestichezza e disinvoltura nell’apprendimento delle manovre salvavita ed è un bagaglio che conserveranno anche da adulti, superando la resistenza e la paura di intervenire prima dell’arrivo del personale sanitario. Questo timore si può superare solo attraverso informazioni chiare e con una formazione qualificata”. Nella favola, infatti, le tematiche della rianimazione cardiopolmonare e della disostruzione delle vie aeree vengono trattate in modo “leggero”, ma corretto: le manovre effettuate dagli animali rispettano nei dettagli le indicazioni ufficiali. “L’app è innanzitutto una favola divertente da leggere e da ascoltare e con cui interagire. Le illustrazioni di Valeria Petrone immergono sin da subito nell’atmosfera magica del bosco – spiega Giorgia Conversi di Elastico – così che si impara senza accorgersene”. Inoltre, nel libro sono presenti numerose illustrazioni che spiegano cosa fare in caso di ostruzione delle vie aeree nei lattanti e nei bambini di più di un anno di vita, ma anche in caso di arresto cardiaco di un adulto. I bambini in preda a soffocamento tendono a sbarrare gli occhi e portare le mani alla gola. È importante sì chiamare i soccorsi, ma è ancor più importante intervenire immediatamente. Se si tratta di un lattante, la manovra d’intervento consiste in 5 pacche sul dorso, tra le scapole del bambino, con il palmo della mano aperta. Se dopo tale intervento il corpo estraneo non fosse ancora stato espulso, occorrerà procedere con 5 compressioni forti da applicare al centro del torace. Se non bastasse, sarà necessario ripetere entrambe le manovre. In caso si tratti di un bambino sopra l’anno di vita, invece, i 5 colpi tra le scapole dovranno essere alternati con la manovra di Heimlich: posizionandosi dietro al bambino, occorrerà individuare la parte inferiore dello sterno dove posizionare un pugno chiuso. Afferrandolo con l’altra mano, occorrerà effettuare 5 compressioni antero-posteriori, dal basso verso l’altro, ogni circa 2 secondi. Se necessario, anche in questo caso occorrerà ripetere entrambe le manovre. Durante la presentazione della app, fra l’altro, è stato mostrato anche come praticare un massaggio cardiaco. In caso di arresto cardio-circolatorio, la prima cosa da fare è chiamare il 118 e intervenire tempestivamente sul paziente. Molto spesso, gli operatori stessi del 118 guidano telefonicamente il soccorritore a compiere le opportune manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ma imparare già da piccoli a muoversi efficacemente in queste situazioni è sicuramente molto meglio. “Sempre più spesso, infatti, – ha testimoniato Giovanni Sesana, responsabile del 118 di Milano – capita che i genitori vengano salvati da un arresto cardiaco proprio dai loro figli”. Durante la favola raccontata nella app, tra l’altro, l’orso Tum-Tum, soccorso in prima battuta dalla volpe Quick, ritorna in vita grazie proprio all’utilizzo, da parte dei coniglietti soccorritori, di un defibrillatore portatile. “Anche se si sbaglia il massaggio cardiaco di pochi centimetri e non si ottengono risultati – è stato spiegato il giorno della presentazione dell’applicazione – in caso di arresto cardiaco, nell’attesa dei soccorsi, sarebbe molto peggio non intervenire affatto”. Difatti, quando si viene colti da arresto cardiaco, il muscolo miocardio smette di pompare sangue (e quindi ossigeno) verso gli organi vitali. In questa condizione, non spontaneamente reversibile, se non viene ripristinata una frequenza cardiaca regolare nel cuore del paziente attraverso la defibrillazione precoce, la morte sopraggiunge entro pochissimi minuti. E allora, quale danno peggiore si potrebbe arrecare ad un paziente praticamente già privo di vita? E importantissimo, dunque, sconfiggere il timore di sbagliare sin da quando si è molto piccoli in modo da farsi trovare sempre pronti nel caso in cui ci si trovi a soccorrere una persona colpita da arresto cardiaco. Per concludere, in caso di ostruzione delle vie aeree: “L’unica cosa da non fare è mettere le dita in bocca ai bambini. Bisogna incoraggiarli a tossire e, se possibile, evitare loro di praticare alcuna manovra”  – ha terminato il presidente di IRC. #### 14enne in arresto cardiaco, salvato da un medico e dal defibrillatore È successo in provincia di Parma. Il dottor Taglia doveva giocare una gara di calcio amatoriale subito dopo la sfida del campionato Giovanissimi. Un ragazzino di 14 anni, durante una partita di calcio, è stato colpito da un arresto cardiaco. Per sua fortuna, però, è stato salvato grazie all’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e grazie all’intervento di un medico cremonese, il dottor Maurizio Taglia, che doveva giocare subito dopo una gara di calcio amatoriale. Il tutto è accaduto a San Pancrazio, provincia di Parma. Il ragazzino era in campo per una partita del campionato Giovanissimi tra il Cus Parma e il Salsomaggiore Terme. A circa 20 minuti dalla fine dell’incontro il 14enne si è accasciato a terra a centrocampo, esanime. Immediatamente si è intuita la gravità dell’accaduto e le grida dei presenti hanno richiamato l’attenzione di tutti. Il dottor Taglia, 39 anni, si è subito precipitato in campo. Senza perdere altro tempo, ha iniziato a praticare sul ragazzo il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. Subito dopo è stato messo in funzione il defibrillatore semiautomatico esterno presente all’interno dell’impianto sportivo e il cuore del 14enne ha ripreso a battere. Il giovane calciatore ha riaperto gli occhi e ha immediatamente riconosciuto il padre. Nel frattempo, automedica e ambulanza sono entrate direttamente in campo. Il 14enne è stato intubato, prima di essere trasportato al Maggiore, dov’è stato ricoverato in Rianimazione. Questa storia a lieto fine non è altro che l’ennesima testimonianza dell’importanza di avere un DAE a portata di mano in caso di arresto cardiaco. Fonte: http://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/193168/calciatore-14enne-si-accascia-in-campo-salvato-da-un-medico-cremonese-e-dal-defibrillatore.html #### 16-enne in arresto cardiaco durante una partita di basket Sempre più spesso, purtroppo, si leggono notizie del genere: giovani atleti colpiti da arresto cardiaco durante un allenamento o durante una competizione sportiva. Per fortuna, però, i defibrillatori automatici esterni sono sempre più diffusi all’interno degli impianti sportivi, nonostante l’entrata in vigore del Decreto Balduzzi sia stata nuovamente prorogata al 20 novembre di questo anno (leggi l’articolo). È accaduto anche ieri sera, lunedì 10 ottobre 2016, a Mazzano, provincia di Brescia, alle ore 20:30 circa. Un ragazzo di 16 anni stava disputando una partita di basket del campionato di Eccellenza, quando, non sentendosi bene, ha chiesto di essere sostituito. Una volta raggiunta la panchina, si è accasciato al suolo colpito da arresto cardiaco. Il giovane giocatore è stato sottoposto tempestivamente ad opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare ed è stato utilizzato anche il defibrillatore DAE presente all’interno del palazzetto. Il soccorso è perdurato per circa 40 minuti anche dopo l’arrivo del personale sanitario del 118. Il ragazzo è stato poi caricato in ambulanza e trasportato d’urgenza all’Ospedale civile di Brescia, scortato anche da una macchina dei carabinieri per rendere ancor più veloce il trasferimento in clinica. Adesso, purtroppo, sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di Terapia Intensiva. È importante sottolineare che senza l’ausilio del defibrillatore automatico esterno questo giovane talento sarebbe probabilmente già morto. L’augurio, quindi, è che il Decreto Balduzzi non venga nuovamente prorogato: l’arresto cardiaco, infatti, non aspetta niente e nessuno! #### 2° appuntamento Heart Experiences, 12 collaboratori EMD112 guideranno in pista una Ferrari 458 Challenge EVO per una giornata ricca di emozioni Pochi giorni al via del 2° appuntamento EMD112 Heart Experiences, Incentive rivolte ai propri collaboratori. EMD112 infatti, premia nell’edizione 2017 i suoi migliori collaboratori con tre eventi dalle forti emozioni. Venerdì  29 settembre 2017 presso l’autodromo di Marzaglia (Modena), 12 collaboratori EMD112 avranno la possibilità di guidare in pista una Ferrari 458 Challenge EVO!! Un’opportunità esclusiva di testare nel circuito di Modena, uno degli autodromi più recenti del panorama nazionale, costruito con i moderni dettami delle piste di Formula 1, le performance e l’ebrezza della guida della velocissima Ferrari 458 Challenge EVO, vettura sviluppata dall’esperienza della gestione sportiva della Scuderia Ferrari nelle competizioni. Il programma della giornata prevede una successione di turni di guida che permetterà ai partecipanti di conoscere i segreti del tracciato, l’uso della vettura e degli pneumatici slick, in modo da perfezionare la propria tecnica di guida con il continuo supporto a bordo dello stesso istruttore Max Mugelli. La progressione e la personalizzazione didattica sarà garantita anche dall’utilizzo della telemetria che verrà analizzate con un ingegnere di pista telemestrista dedicato, il quale dopo ogni sessione di guida permetterà ai partecipanti di confrontare le proprie performance a quelle del pilota. I giri di pista verranno inoltre registrati da una telecamera on-board cosi da consegnare ad ogni partecipante il ricordo di un’esperienza unica al volante di una Ferrari da corsa. Nell’attesa dei turni di guida in pista sarà possibile dilettarsi o in un esercizio all’interno del paddock chiamato Car Soccer, in cui ogni ospite dovrà tentare di fare goal mettendo la palla in rete usando una vettura con un particolare sistema di sbandata; oppure divertirsi con un simulatore di guida F1 all’interno del box hospitality, oppure di effettuare un test dirve su strada a bordo di una Ferrari 458 stradale, sempre accompagnati da un istruttore di guida qualificato. Qualche informazione sulla Ferrari 458 Challenge EVO: La 458 Challenge esordisce al MotorShow di Bologna del 2010 e, come la F430, è destinata alle competizioni dei clienti sportivi del Cavallino Rampante. Rispetto alla progenitrice, riporta 100 kg in meno ottenuti spogliando la vettura di molti arredi interni e agendo su componentistica come i cerchi, i sedili e alcuni componenti della ciclistica. Il motore è sempre un V8 montato in posizione centrale con cilindrata portata a 4,5 litri sul quale una centralina con mappatura leggermente diversa e scarichi più permeabili sono le variazioni per l’ uso in pista. Dati Tecnici Vettura: • Motore: 4.5 litri 8 cilindri a V di 90° • Potenza: 570 CV a 9.000 giri/minuto • Cambio: sequenziale tipo F1 a sei rapporti • Velocità Max. : 340 km/h • Peso: 1.245 kg. • Accelerazione: 0-100 km/h in 2,6 secondi Programma: • 11.30 -12.00: Arrivo in Autodromo e accredito degli ospiti. • 12.00 -13.00: Pranzo • 13.15 -13.45: briefing tecnico sulla vettura e sulle caratteristiche del tracciato con il pilota istruttore Max Mugelli e successiva preparazione alla guida (casco e sottocasco messi a disposizione dall’ Autodromo). • 14.00-18.00: 4 ore di sessioni di guida in pista, suddivise in 2 turni da 5 giri ciascuno per ognuno dei 12 ospiti partecipanti • 18.00: Foto di gruppo e saluti con aperitivo in pit-lane Open bar sempre disponibile ai box. A ciascun partecipante verrà fornita una scheda SD con i video on-board dei suoi giri di pista e foto della giornata. Come raggiungere l’autodromo: Strada Pomposiana 255/A, 41123 Modena, Loc. Marzaglia, 255, 41123 Modena (MO)   #### 2° appuntamento Heart Experiences: Ferrari 458 Challenge EVO in pista al Mugello Venerdì 8 giugno presso il circuito del Mugello a Scarperia e San Piero (Firenze), si è svolto il 2° appuntamento 2018 dell’Heart Experiences EMD112. I partner EMD112 hanno potuto vivere da protagonisti circa 40Km a bordo di una Ferrari 458 Challenge EVO da ben 570CV nella splendida cornice del circuito del Mugello. Il tempo non era molto promettente, anzi, il meteo segnalava piogge forti, tuttavia siamo riusciti a completare le nostre uscite su pista asciutta per il 95%. Una pista stupenda quella del Mugello, ma anche complessa nei suoi oltre 5Km, con dislivelli importanti ed un lungo rettilineo. Il pilota istruttore è sempre il nostro grande Max Mugelli, pilota professionista di grande esperienza, mentre ai box al termine di ciascuna delle 2 sessioni, i piloti hanno potuto visionare assieme al telemetrista la propria performance, individuando gli errori da correggere nella 2° uscita. Nelle pause tra i turni in pista, i presenti hanno potuto sfidarsi sulla pista delle Slot Cars allestita all’interno dei Box. 4 vetture comandate elettricamente, ed una pista particolarmente realistica, dotata anche di monitor con tempi sul giro e performance! Così è stato, poiché tutti i driver hanno migliorato la propria performance nella 2° sessione, non cercando il tempo, ma cercando di apportare alcune correzioni alla propria guida racing. L’evento ha visto la presenza di Fabrizio Nazio, capo redattore del “Il Filo Mugello” e Irene Saderini volto noto agli appassionati di motori. Irene attualmente segue come giornalista di Sport Mediaset i campionati del mondo Superbike e Formula E ..e numerose altre manifestazioni e campionati. Non tutti sanno che Irene Saderini è istruttrice di Vela e di Sci, ha praticato corsi di formazione BLSD e continua a praticare re-training BLSD. Irene è molto sensibile all’argomento e non perde occasione per fare informazione sulla prevenzione e sulla cardio-protezione. Durante questa giornata assieme, abbiamo avuto modo di toccare ancora più da vicino queste tematiche. Per noi è importante che persone note ed influenti come Irene riescano a trasmettere il valore di un defibrillatore e le sue capacità salvavita. Il prossimo appuntamento Heart Experiences è al World Ducati Week a Misano il 20-21-22 Luglio 2018! Vuoi partecipare anche tu alle iniziative Heart Experiences? Diventa nostro distributore o partner! #### 25enne in arresto cardiaco: rianimato con un DAE sugli spalti È rimasta sospesa per 18 minuti la partita tra Sansepolcro e Aquila Montevarchi in modo da consentire ai sanitari di prestare soccorso ad un tifoso in arresto cardiaco. L’episodio è quello che si è verificato pochi minuti dopo l’inizio del secondo tempo del match che ha interessato la 35esima giornata della Serie D tra le due formazioni aretine. Passati i primi 15 minuti della ripresa il tifoso, un montevarchino di 25 anni, ha accusato un malore ed è improvvisamente caduto dai gradoni del settore destinato agli ospiti dello stadio Bernicchi di Città di Castello. Subito dopo la caduta, il ragazzo è andato in arresto cardiaco. Il primo ad intervenire per prestare aiuto al giovane è stato il padre del secondo portiere della formazione montervarchina che essendo medico ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Nel frattempo sono stati allertati i sanitari dell’emergenza urgenza. Giunti sul posto hanno immediatamente defibrillato il giovane. Una volta stabilizzato è stato trasferito al pronto soccorso del nosocomio tifernate. A quanto pare il tifoso soffrirebbe di crisi epilettiche e l’incidente sarebbe stato una conseguenza di un attacco. Stando alle ultime indiscrezioni trapelate, le condizioni del giovane sarebbero stabili e non sarebbe in pericolo di vita. La partita è rimasta sospesa per 18 minuti ed è terminata con la vittoria dell’Aquila Montevarchi. Fonte: http://www.arezzonotizie.it/cronaca/paura-durante-sansepolcro-aquila-montevarchi-25enne-in-arresto-cardiaco-rianimato-sugli-spalti/ #### 26enne salvato da un defibrillatore HeartSine mentre giocava in campo Un’altra vita salvata da un defibrillatore samaritan PAD di HeartSine. Questa volta è successo il 10 settembre scorso a Rovigo, al Circolo Tennis di viale Tre Martiri. A essere colpito da arresto cardiaco è stato un ragazzo 26enne. Il malore è arrivato mentre si trovava in campo a giocare, poco dopo il suo arrivo. L’allarme è stato dato da un ragazzo che si trovava in campo insieme alla vittima. È intervenuto subito un socio del Circolo, presente in quel momento nella struttura. Fortunatamente il Circolo Tennis è dotato dal 2014 di un defibrillatore samaritan PAD di HeartSine, fornito da EMD112. Il soccorritore, pur non avendo mai usato prima il defibrillatore, prima di raggiungere il giovane colpito da malore ha preso con sé il defibrillatore a servizio della struttura. Arrivato in brevissimo tempo sul giovane riverso a terra, ha constatato, secondo le manovre di rianimazione cardio-polmonare, che il giovane non respirava e che anche il cuore si era fermato. Senza perdere tempo il socio del Circolo ha posizionato gli elettrodi sulla pelle nuda del 26enne. A questo punto le caratteristiche del defibrillatore HeartSine, il più semplice dispositivo salvavita in commercio, e i suoi comandi vocali e visivi, hanno fatto la differenza. Il soccorritore, come ha raccontato in un’intervista al giornale La voce di Rovigo, ha eseguito gli ordini del defibrillatore, che ha annunciato l’erogazione della scarica. Quindi, una volta erogata, il soccorritore ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco seguendo il tempo scandito dal defibrillatore, continuando fino a nuove disposizioni del dispositivo. Il DAE ha eseguito una nuova analisi e ha ordinato di continuare il massaggio cardiaco. Nel frattempo sono arrivati sul posto anche i medici. Poco dopo, il lieto fine. Il cuore del 26enne ha ricominciato a battere, dopo che il defibrillatore aveva erogato una scarica soltanto. Il caso di Rovigo conferma le statistiche secondo le quali con i defibrillatori HeartSine, nel 90% dei casi, il paziente torna in vita dopo una scarica soltanto. Come racconta la vicenda di Rovigo, la presenza di un defibrillatore in loco fa la differenza tra salvare una vita e perderla. Di seguito riportiamo l’intervista di Ketty Areddia al soccorritore Marco Bragante, 40 anni di Rovigo, pubblicata sul giornale La voce di Rovigo il 23 settembre 2015. Com’è andata? «Erano le 20.20 e il ragazzo era arrivato da poco dal lavoro, mentre già giocavano. Lo avevano messo in porta. Io ero al bar, che in qualità di socio gestisco con mio padre da 5 anni. A un certo punto è arrivato un ragazzo di gran corsa, trafelato. Mi ha detto che c’era un ragazzo in campo che non respirava più. Ho preso il telefono e sono andato nella stanza dove teniamo il defibrillatore, che abbiamo comprato nel 2014. Non lo avevo mai usato, ma me lo sono portato dietro lo stesso». In che condizioni era il ragazzo? «Era disteso e attorno a lui una trentina di persone, erano arrivate da tutti i campi del circolo che quel giorno lavorava a pieno ritmo. Erano tutti come congelati dallo shock. Ho messo due dita bagnate sotto il naso del ragazzo ma non respirava. Ho tastato velocemente il polso e non c’erano segnali, allora ho aperto il macchinario e ho posizionato i sensori sulla pelle nuda». Dalla centrale del Suem la teleguidavano? «Erano attimi concitatissimi e non sono riuscito a seguire nessuno. L’operatore del Suem parlava con il maestro di tennis. Ho agito come in trance. Il defibrillatore ha fatto un’autoanalisi del corpo e ha visto se rilasciare o meno la scarica. Quando lo strumento ha dato l’ok ho gridato a tutti di allontanarsi dal campo. Il macchinario ha dato la scarica e il corpo si è sollevato di 10 centimetri buoni dal campo. Poi ho cominciato a praticare il massaggio cardiaco. Con le dita tra le costole finali. Il defibrillatore mi dava il tempo del massaggio. Finché non dice di smettere non bisogna interrompere. Poi il defibrillatore ha fatto un’altra analisi del corpo e ha detto di ripetere il massaggio. Nel frattempo ricordo che sono arrivati i dottori del Suem. Mentre si preparavano a me facevano male le braccia e mi sono fermato un secondo. Allora i medici mi hanno gridato ‘muoviti, muoviti, continua’. Ho dato altri quattro colpi sul petto ed è resuscitato dall’aldilà, il cuore ha ricominciato a battere. I medici lo hanno stabilizzato e intubato». Come si è sentito? «Quando ho sentito che respirava mi sono accorto che stavo piangendo». E mentre massaggiava il ragazzo, ricorda cosa pensava? «Mi sono detto speriamo che non muoia. C’ero a massaggiare il militare della caserma che era qui a giocare a calcetto quando è morto. È stato dopo la sua morte che abbiamo deciso di comprare il defibrillatore». #### 3° appuntamento Heart Experiences: World Ducati Week di Misano Nella giornata di domani avrà inizio la decima edizione del World Ducati Week, la grande kermesse che dal 20 al 22 luglio coinvolgerà la Riviera Romagnola e il World Circuit “Marco Simoncelli” di Misano. Sarà una grande festa con tantissimi eventi per tutti i gusti che vedrà la partecipazione di centauri provenienti da tutto il mondo pronti a celebrare, all’insegna del divertimento e della passione, le famose “Rosse di Borgo Panigale”, fra cui il nuovo Monster 1200 25° Anniversario svelato in occasione della presentazione dell’evento svoltosi all’Auditorium Ducati. Scendendo nel dettaglio, durante il World Ducati Week 2018 si avrà l’opportunità di frequentare, ad esempio, i corsi di guida della DRE Academy, di girare in pista a Misano con la propria moto e di effettuare test ride con la nuova gamma di moto Ducati. Non mancherà la tradizionale parata e la possibilità di provare il brivido di fare da zavorrina a piloti del calibro di Randy Mamola e Franco Battaini. Inoltre, saranno presenti i piloti Ducati impegnati sia nei campionati di MotoGP che in Superbike. Ma non è tutto: gli alfieri della Casa di Borgo Panigale si sfideranno in sella alla nuova Ducati Panigale V4 S, preparata specificamente per questo inedito e straordinario evento. EMD112 sarà presente durante tutte e tre le giornate del WDW 2018 presso lo stand dell’Angel Nieto Team con i defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine®, materiale informativo, energy drink e altri gadget riguardanti l’evento. “Come sempre la nostra azienda è vicina agli sport legati alla velocità, caratteristica di fondamentale importanza per dispositivi salvavita come i defibrillatori automatici esterni” – ha dichiarato Simone Madiai, CEO EMD112. “I nostri DAE, infatti, – ha continuato Madiai – sono gli apparecchi più veloci presenti sul mercato sia per quanto riguarda il tempo impiegato per effettuare la diagnosi che per erogare la scarica elettrica al cuore del paziente. E in caso di arresto cardiaco improvviso, si sa, è necessario intervenire efficacemente nel minor tempo possibile.” “Difatti, per ogni minuto che passa dal momento del malore, le probabilità di sopravvivere ad un arresto cardio-circolatorio diminuiscono del 10% circa. Ma non solo: per evitare danni cerebrali irreversibili è necessario intervenire entro 2 o 3 minuti al massimo. La velocità d’intervento, quindi, può fare la differenza tra la vita e la morte” – ha poi concluso. Al termine dell’evento, pubblicheremo un resoconto dettagliato di questo 3° appuntamento Heart Experiences. Vuoi partecipare anche tu a questa iniziativa? Diventa nostro distributore o partner! Pagina ufficiale dell’evento: https://www.ducati.com/it/it/experience/world-ducati-week #### 35enne in arresto cardiaco, il defibrillatore non era a portata di mano È successo a Scafati, venerdì 20 gennaio alle ore 22:30 circa. Un 35enne è arrivato all’ospedale con la propria automobile lamentando un dolore lancinante al petto: aveva un infarto in corso. Presso la struttura sanitaria, poi, il ragazzo è andato in arresto cardiaco. Non è raro, infatti, che a seguito di un infarto possa sopraggiungere un arresto cardio-circolatorio. Il personale della postazione Psaut dell’ospedale di Scafati ha soccorso tempestivamente il ragazzo, ma il defibrillatore non era a portata di mano. Il medico presente, quindi, ha dovuto chiedere al 118 di prestargli il loro defibrillatore, altrimenti il ragazzo sarebbe morto. La fortuna ha voluto che presso l’ospedale fossero presenti, in quel momento, volontari, autisti, infermieri e un medico della Croce del Sud che hanno immediatamente fornito il loro defibrillatore al medico del nosocomio. Il 35enne è stato quindi defibrillato e stabilizzato ed, infine, trasportato d’urgenza all’ospedale di Nocera Inferiore. Pare che il ragazzo non sia più in pericolo di vita, ma è stata la buona sorte a far sì che sia stato salvato. E questo non dovrebbe succedere, soprattutto all’interno di una struttura sanitaria. In caso di arresto cardiaco, si sa, è di vitale importanza intervenire entro i primi 2 o 3 minuti dalla manifestazione dell’evento mediante l’erogazione di una scarica elettrica al cuore del paziente: soltanto un defibrillatore, infatti, può ripristinare una frequenza cardiaca nella norma, ma esso deve essere utilizzato tempestivamente. Per ogni minuto che passa, difatti, le possibilità si sopravvivenza diminuiscono del 10% circa. Dopo soli 5 minuti, quindi, la possibilità di sopravvivere è esattamente identica a quella di morire. Per questo motivo, i defibrillatori dovrebbero essere sempre a portata di mano: in strada, negli impianti sportivi, nelle scuole, sul posto di lavoro, eccetera. L’augurio è quello che eventi come questi non abbiamo più un buon esito per una mera questione di fortuna…   Fonte: http://www.puntoagronews.it/cronaca/item/49396-scafati-arresto-cardiaco-in-ospedale-per-un-35enne-ma-il-defibrillatore-non-funziona-lo-scandalo.html #### 47enne salvato da un arresto cardiaco in un’area di servizio Arresto cardiaco per un 47enne nell’area di servizio “ex Dall’Aglio” di Ceregnano. Un uomo gli ha praticato il massaggio cardiaco sino all’arrivo del defibrillatore. Domenica 6 novembre un uomo di 47 anni è stato colto da arresto cardiaco nell’area di servizio “ex Dall’Aglio” di Ceregnano. Un uomo che si trovava nei paraggi ha immediatamente allertato i soccorsi e ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. L’arrivo tempestivo dell’ambulanza, poi, gli ha definitivamente salvato la vita: mediante l’utilizzo di un defibrillatore, infatti, l’uomo è stato rianimato, stabilizzato e trasportato d’urgenza nell’ospedale più vicino. Questo fatto non è altro che l’ennesima dimostrazione che l’arresto cardiaco può colpire chiunque e in qualunque momento. Inoltre, la vicenda mette in luce ancora una volta l’importanza fondamentale dei defibrillatori in caso di arresto cardio-circolatorio e delle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) per tenere ossigenati gli organi vitali del nostro corpo. Speriamo, pertanto, che si diffondano sempre più i defibrillatori automatici esterni, sia all’interno degli impianti sportivi che all’interno di luoghi pubblici e privati come scuole, musei, cinema, teatri, piazze, strade, autogrill, eccetera. #### 56-enne colpito da arresto cardiaco, salvo grazie al defibrillatore È successo a Chitignano, provincia di Arezzo. Un uomo di 56 anni è stato colpito da arresto cardiaco mentre si trovava ad una sagra. Prontamente defibrillato, al momento è in condizioni stabili. Chitignano, sabato 23/07/2016 ore 23:00 circa. Un uomo di 56 anni di Castiglion Fiorentino si trovava a una sagra di paese quando, improvvisamente, è crollato a terra in stato di incoscienza. L’uomo è stato colpito da un arresto cardiaco. Fortunatamente, però, alla manifestazione era presente il soccorso sanitario pronto ad intervenire in caso di emergenza. Difatti, mentre veniva allertato il 118, due soccorritori che si aggiravano nei paraggi hanno iniziato a praticare sul paziente le opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e lo hanno prontamente collegato al defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) presente all’interno del loro zaino. Dall’arresto cardiaco alla prima erogazione della scarica elettrica non sono trascorsi più di due minuti. L’uomo, una volta defibrillato, ha ripreso immediatamente conoscenza e il suo cuore ha ricominciato a battere autonomamente e con una frequenza cardiaca nella norma. All’arrivo dell’ambulanza, l’uomo è stato tempestivamente trasportato all’ospedale San Donato dove prima della mezzanotte è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Dopo l’operazione alle coronarie, l’uomo è stato ricoverato nell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica dell’ospedale di Arezzo. Al momento le sue condizioni sono stabili. Il buon esito di questo episodio è dovuto soprattutto alla diffusione capillare dei defibrillatori semiautomatici esterni distribuiti in tutta la provincia aretina: ben 638 apparecchi. Inoltre, sono più di 20.000, tra laici e sanitari, i cittadini della provincia di Arezzo che hanno seguito un corso BLS-D e che, quindi, sono abilitati all’utilizzo dei DAE. “Nella nostra provincia – ha spiegato Massimo Mandò, Direttore del dipartimento di Emergenza-urgenza della nuova Asl – ci sono, per l’appunto, 638 defibrillatori censiti e oltre 20.000 cittadini formati al primo soccorso cardiologico. Essi sono in grado di eseguire il massaggio cardiaco e di applicare in maniera adeguata un defibrillatore semiautomatico esterno al torace del paziente, anticipando l’azione che verrà poi svolta dai sanitari. E l’importanza di questa rete diffusa di DAE ce la raccontano i risultati: 10 anni fa chi sopravviveva ad un arresto cardiaco era solamente il 2-3% dei pazienti, cioè meno di 10 persone. Adesso abbiamo raggiunto il 20%, cioè 70/80 persone.” Inoltre, tutti gli equipaggi delle ambulanze aretine, quando intervengono su un sospetto infarto o arresto cardiaco, sono in grado di eseguire sul posto un elettrocardiogramma che viene inviato istantaneamente per via telematica al cardiologo di guardia presente 24 ore su 24 presso l’ospedale di Arezzo. Quest’ultimo, leggendo in tempo reale  il tracciato,  è in grado di stabilire la destinazione giusta per quel paziente e di dare le prime istruzioni di cura al personale in ambulanza che si trasforma così  in un “ospedale itinerante”. Speriamo che sempre più città italiane seguano la scia di Arezzo e di altre importanti realtà, come Piacenza, in cui i DAE sono diffusi in maniera capillare su tutto il territorio di competenza, dalle scuole, agli impianti sportivi, dai luoghi pubblici alle sagre e manifestazioni di paese. In questo modo si potrebbero salvare dall’arresto cardiaco centinaia e centinaia di persone ogni anno. #### 800 arresti cardiaci nei luoghi pubblici in Sardegna, l’Areus istituisce il registro regionale DAE La Sardegna ha un alto tasso di arresti cardiaci improvvisi, con circa 800 casi all’anno nei luoghi pubblici. Per migliorare le possibilità di soccorso, l’Areus, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza Sardegna, ha istituito un nuovo Registro regionale Dae della Sardegna. Questo registro censirà i Defibrillatori automatici e semiautomatici sul territorio regionale e gli operatori autorizzati a utilizzarli, georeferenziandoli per consentire ai cittadini di rintracciare quello più vicino in caso di emergenza. Gli operatori autorizzati faranno parte di una rete che li avviserà in caso di emergenza, così da poter intervenire tempestivamente. La Sardegna conta circa 1,6 milioni di abitanti (su un territorio di oltre 24.000 km²), che però porta numerosi turisti nei periodi estivi. Questa iniziativa si basa sul principio che un adeguato intervento di primo soccorso può salvare fino al 30% in più delle persone colpite da arresto cardiaco. Tale percentuale è indicata nell’articolo di Quotidianosanità, tuttavia segnaliamo che il tasso di salvataggio da arresto cardiaco in aree ampiamente e correttamente cardioprotettte può salire fino al 70%. La Giunta Regionale ha trasferito la gestione dei Dae e la loro mappatura sul territorio regionale in capo all’Azienda Regionale per l’Emergenza Urgenza della Sardegna, in ottemperanza alla Legge 4 agosto 2021 n°116 “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici”. Areus, nell’ambito dei suoi nuovi obiettivi strategici, ha deciso qiuindi di creare un nuovo Registro Regionale Dae che elencherà tutti i defibrillatori disponibili sul territorio sardo e gli operatori autorizzati ad utilizzarli. Secondo Areus, il vecchio registro regionale, datato 2018, conteneva solo circa 600 defibrillatori, ma si stima che il loro numero effettivo sia di circa 2.000 defibrillatori. Per questo motivo Areus invita tutti i proprietari di defibrillatori a segnalare la loro presenza inviando una mail a registrodae@areus.sardegna.it. I defibrillatori elencati nel registro saranno georeferenziati, in modo da permettere ai cittadini di trovare il defibrillatore più vicino in caso di emergenza e di utilizzarlo, anche con l’assistenza del 118, in attesa dell’arrivo del personale sanitario. L’Area Ingegneria Clinica di Areus ha avviato la procedura di accreditamento degli Enti formatori che offrono i corsi per l’autorizzazione all’uso dei defibrillatori. Gli Enti accreditati saranno elencati sul sito di Areus e avranno una validità di cinque anni dall’accreditamento stesso. Gli operatori autorizzati all’uso dei defibrillatori saranno parte di una rete di operatori a disposizione delle Centrali Operative del 118 e potranno essere contattati per prestare soccorso in caso di necessità, garantendo la tempestività di intervento con il defibrillatore. Un modello già sperimentato in Emilia Romagna.   Fonte: https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=113214 #### A partire dal 1° dicembre 2020 attivo in Toscana il NUE112 A partire dal 1° dicembre 2020 sarà attivo anche in Toscana il NUE112, Numero Unico di Emergenza valido in tutta Europa. La data dell’attivazione del NUE112 in Toscana è stato presentato in videoconferenza, alla quale hanno preso parte Laura Lega, Prefetto di Firenze, Eugenio Giani, Presidente Giunta Regione Toscana, Simone Bezzini, Assessore Regionale al Diritto alla Salute e Sanità, Dario Nardella, Sindaco di Firenze, Alessio Lubrani, Direttore NUE 112 Toscana. L’attivazione del NUE112 in Toscana è sicuramente un valore aggiunto importante per il sistema di emergenza medica, soprattutto in un periodo complesso a causa del Covid-19. Un solo interlocutore quindi, che sarà in grado di attivare emergenza medica, vigili del fuoco, forze dell’ordine e altri enti ancora. Un solo numero da ricordarsi, per richiedere e attivare l’intervento di più enti. Di seguito il video LIS realizzato da Emergenza Sordi APS, con indicazioni sulle altre date previste di attivazione del servizio NUE 112 che riguardano le tre regioni: Toscana, Marche e Umbria. Per verificare le aree dove il NUE112 è attivo per maggiori informazioni: https://112.gov.it https://it.wikipedia.org/wiki/Numero_unico_di_emergenza_112#:~:text=Il%20numero%20unico%20di%20emergenza%20112%20%C3%A8%20il%20numero%20di,indica%20anche%20come%20NUE%20112 https://www.emergency-live.com/it/news/nue-112-dal-1-dicembre-sara-attivo-anche-in-toscana-il-numero-unico-di-emergenza-112-la-presentazione/   #### A Torino taxi dotati di defibrillatore e autisti formati all’utilizzo A Torino taxi dotati di defibrillatore e autisti formati all’utilizzo, l’obiettivo è offrire un contributo importante per una città sempre più cardioprotetta. L’iniziativa di Taxi Torino è stata promossa da due tassisti, Ermanno (Parigi26) e Stefania (Como25), attivi nel gruppo Servizio Sociale Taxi. E’ proprio di Stefania Laguardia il primo taxi dotato di defibrillatore. L’appello lanciato dai taxisti torinesi è stato raccolto nei giorni scorsi dl poeta Umberto Maccioni. Dopo aver approfondito l’argomento “cardioprotezione”, anche viaggiando spesso sui taxi cittadini, Maggioni ha donato un defibrillatore a Stefania, ispiratrice e personaggio chiave del progetto “Taxicardia, Una corsa contro il tempo”. Il DAE donato è un defibrillatore semiautomatico Stryker® samaritan® PAD 350P, uno dei modelli tecnologicamente più avanzati e dal minor costo di manutenzione del mercato. Sulle loro vetture adesso è presente la sigla Taxicardia e il volto di Renato Biason, tassista torinese scomparso a 51 anni per un arresto cardiaco.   E’ stata l’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione (AICR) “Lorenzo Greco Onlus” a provvedere alla formazione di 56 tassisti (volontari) per l’impiego del defibrillatore, con corsi BLSD dedicati. “Abbiamo conosciuto i taxisti di TaxiRomaCapitale che da alcuni anni portano avanti un analogo progetto come in altre città – Commenta Marcello Segre, Presidente dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus, che prosegue – E’ stato fantastico vedere la loro passione per il nostro Progetto Vita che ha lo scopo di diffondere la cultura della defibrillazione precoce attraverso l’uso del defibrillatore in attesa dei soccorsi. E l’impegno nel formarsi ed effettuare le prove con i manichini”. Taxi Torino è nata dalla fusione delle cooperative Radio taxi 5730 e Pronto taxi 5737, ed è oggi una delle maggiori realtà italiane del settore con 1.400 vetture di cui oltre 400 ibride o completamente elettriche. A Roma sono 7.703 i taxi cittadini, a Milano 4.852, e un totale in Italia di 40.000 vetture. Questi 40.000 taxi sono presenti nelle aree più affollate e trafficate delle città. La presenza di un defibrillatore nelle vetture garantirebbe un pronto impiego sia per i passeggeri sia per tutte le persone che si trovano nei dintorni, sia con mezzo fermo sia con mezzo in movimento. In Italia potremmo salvare ogni anno decine di migliaia di persone con il pronto impiego del defibrillatore, che però deve essere già presente nelle immediate vicinanze. Il nostro augurio è che queste iniziative prendano sempre più forza e il numero di mezzi cardioprotetti divenga sempre maggiore, un aspetto che diviene ancora più importante visti i ritardi del governo per l’entrata in vigore dell’obbligo del defibrillatore nella Pubblica Amministrazione. #### Abbiamo cardioprotetto il SAG Racing Team per il GP d’Italia del Mugello con i defibrillatori samaritan® e LIFEPAK® CR2 Abbiamo cardioprotetto il SAG Racing Team per il GP d’Italia del Mugello con i defibrillatori samaritan® e LIFEPAK® CR2 In occasione del GP d’Italia di MotoGP del Mugello, EMD112 ha cardioprotetto BOX e Hospitaity della squadra di Moto2 SAG Racing Team. Anche quest’anno EMD112 porta la cardioprotezione nel motomondiale, cardioproteggendo un Team e portando avanti con perseveranza la volontà di fare cultura su un tema che ancora non è ben compreso. Il weekend di gara del GP del Mugello rientra nell’Heart Experiences, l’incentive di EMD112, quest’anno alla 3° edizione, aperto ai partner e collaboratori che si sono contraddistinti nell’ultimo anno. L’iniziativa è partita ufficialmente il giovedì di gara, con un evento privato presso la sede di EMD112 di Scarperia e San Piero, a pochi chilometri del circuito internazionale del Mugello. Presenti alla serata il SAG Racing Team, con il team manager Eduardo Perales, il direttore commerciale, i piloti Ramy Gardner (figlio d’arte di Wayne Gardner) e Testuta Nagashima, le istituzionilocali, con il Sindaco Federico Ignesti, quest’anno al 3° mandato con il 75% dei consensi, parte della giunta comunale e tant partner, amici ed ospiti. Tra questi il nostro Max Mugelli, pilota professionista in attività, che si supporterà durante la giornata di martedì 4 giugno per la giornata in Ferrari con l’autodromo del Mugello dedicato a EMD112. Questo il programma del main evento Heart Experiences 2019: 8:00 Arrivo ospiti presso Mugello Circuit 08:15 – 08:45 Briefing in sala stampa 08:45 – 09:00 Foto di gruppo 09:00 – 13:00 Attività in pista 13:00 – 14:30 Pranzo in saletta Lounge 14:30 -18:00 Attività in pista   Attività che vedranno coinvolti gli ospiti: 2 giri e 1/2 con Ferrari 458 Challenge Evo da 570CV (circa 13 Km) 4 giri e 1/2 con Ferrari 488 Challenge da 670CV (circa 21 Km) Test drive su strada con Maserati Levante Experience su simulatore professionale F1 Analisi e commento telemetrico con ingegneri Gli ospiti avranno modo di effettuare circa 34 Km su 2 Ferrari da corsa in uno dei circuiti più belli del mondo, con un istruttore-pilota professionista e 2 ingegneri per la telemetria a disposizione. Tornando al GP del Mugello, sono stati cardioprotetti: BOX SAG Racing Team: con un defibrillatore semiautomatico Stryker® samaritan® PAD 500P Gateway (versione con collegamento Wireless) Hospitality SAG Racing Team: con un defibrillatore semiautomatico Stryker® LIFEPAK® CR2 (versione con collegamento Wireless + GSM) Due defibrillati per l’evento hanno avuto una incidenza rilevante nell’autodromo. Il regolamento generale dell’autodromo del Mugello riporta: In caso di eventi con grande affluenza di persone viene attivato un presidio antincendio specifico dei Vigili del Fuoco e un servizio medico attivo nel paddock (centro medico) e in zona pubblico. Sono presenti idonei presidi di emergenza e di primo soccorso compreso due defibrillatori semi automatici (ubicati nel paddock sud e 1° piano palazzina box fronte sala stampa. Quest’anno erano attesi 150.000 spettatori al GP del Mugello. Sappiamo bene che dal sopraggiungere di un arresto cardiaco abbiamo circa 5 minuti di tempo per intervenire con elevate possibilità di salvataggio senza conseguenze per soggetto colpito da AR (ad esempio danni celebrali dovuti ad ipossia). Lo scorso anno EMD112 ha cardioprotetto Angel Nieto Team, che ha sempre con se 2 defibrillatori samaritan® (ed 1 presso la sede spagnola del team). Anche Yamaha Racing ha 1 defibrillatore presso la propria hospitality, opportunamente segnalato con il cartello verde “AED”. Molti defibrillatori sono poi presenti presso i mezzi di soccorso dislocati su tutto il circuito. Quanto tempo occorre per capire cosa sta accadendo, soccorrere il paziente, allertare qualcuno che chiami i soccorsi, chiedere un defibrillatore (che deve essere facilmente individuato)? Spesso troppo. E’ necessario avere sempre un numero di DAE adatti al pubblico presente ed opportunamente segnalati, in genere max 100 mt tra 2 defibrillatori, opportunamente segnalati e ben visibili (oltre che sempre funzionanti e ben mantenuti). Abbiamo in programma altre iniziative nel circus del motomondiale quest’anno, seguici per restare aggiornato, adesso scaldiamo i motori per l’evento in Ferrari domani martedì 4 giugno! #### Acquista un samaritan® PAD 500P e risparmia 1.258 €!! Per tutto il mese di luglio 2018 sarà possibile acquistare il defibrillatore samaritan® PAD 500P assieme ad altri prodotti ad un prezzo veramente speciale!* L’offerta messa a disposizione da EMD112 comprende: un defibrillatore samaritan® PAD 500P; una teca da interni ARKY INSIDE con allarme e batteria; un cartello in alluminio per la segnalazione del DAE; un kit RCP composto da una pocket mask, tre salviette disinfettanti, una busta da 4 guanti in vinile, un rasoio per tricotomia e un paio di forbici tagliabendaggi; il programma di manutenzione ALL-INCLUSIVE per defibrillatori samaritan PAD che permette di sollevare l’acquirente da ogni onere relativo alla manutenzione ordinaria e straordinaria del proprio defibrillatore per ben 10 anni. Il tutto avrebbe un PREZZO DI LISTINO PARI A 2.748 € + IVA, ma sarà possibile acquistarlo A SOLI 1.490 € + IVA, RISPARMIANDO BEN 1.258 €!! Cosa aspetti? È un’occasione unica! Con un prezzo veramente speciale potrai dotarti di un samaritan® PAD 500P, l’unico DAE al mondo in grado di supportare pienamente quanto affermato dalle Linee Guida ERC/AHA 2015 in virtù del suo RCP Advisor. Le statistiche hanno dimostrato che oltre il 70% dei massaggi cardiaci non vengono eseguiti correttamente né da parte del personale laico, né da parte del personale specialistico. Questi dati allarmanti hanno spinto HeartSine a progettare un dispositivo in grado di monitorare e supportare il soccorritore durante l’esecuzione della Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Difatti, il defibrillatore samaritan® PAD 500P è l’unico dispositivo al mondo che, grazie ad un algoritmo di analisi basato sulla cardiografia ad impedenza (ICG), è in grado di misurare le effettive variazioni del flusso sanguigno all’interno della cassa toracica del paziente e, di conseguenza, che riesce a valutare la reale efficacia del massaggio cardiaco che si sta effettuando. Inoltre, il samaritan® PAD 500P è l’unico DAE disponibile sul mercato con indice di protezione IP56 contro l’ingresso di polveri e liquidi ed è l’unico defibrillatore semiautomatico esterno con una garanzia di ben 10 anni. Per finire, ricordiamo che il defibrillatore samaritan® PAD 500P della HeartSine è stato testato secondo i più elevati standard tecnologici e di sicurezza e che è in possesso del marchio CE e dell’approvazione dell’FDA americana (Food and Drug Administration). Il prezzo di listino di questo preziosissimo dispositivo salvavita sarebbe di 2.415 € + IVA, ma per tutto il mese di luglio potrai acquistarlo anche in noleggio operativo o a rate con carta di credito a soli 1.490 € + IVA assieme ad altri 3 prodotti. Difatti, come indicato all’inizio dell’articolo, assieme al defibrillatore, riceverai una teca da interni ARKY INSIDE con allarme e batterie, l’ideale per collocare il DAE all’interno di un edificio. Questo armadietto per defibrillatori offre una qualità superiore a tutte le analoghe proposte di contenimento per ambienti interni presenti sul mercato. Riceverai infine un cartello in alluminio per segnalare la presenza del DAE (come previsto dal Decreto Balduzzi), un kit di primo soccorso per defibrillatori DAE estremamente comodo e pratico e il programma di manutenzione ALL-INCLUSIVE per defibrillatori samaritan PAD che permette di sollevare l’acquirente da ogni onere relativo alla manutenzione ordinaria e straordinaria del proprio defibrillatore per ben 10 anni. Per acquistare l’offerta, visita il nostro shop online. Per richiedere informazioni, puoi contattarci al numero verde 800 363 525 o tramite l’apposito form di contatto. *Offerta limitata ai primi 50 pezzi! #### Al Festival di Sanremo donati i defibrillatori Durante la settimana del Festival di Sanremo, che si terrà dal 21 febbraio 2014, verranno donati dall’Associazione “Mantieni il Ritmo del Cuore”, tre nuovi defibrillatori da posizionare in città. I defibrillatori verranno situati all’interno di teche allarmate in punti considerati strategici, in un periodo, durante il concorso canoro appunto, che vede la presenza di molti turisti. Un gesto benefico di sostegno per prevenire la morte per arresto cardiaco. La consegna alle autorità locali avverrà alle 14.30 del 22 febbraio, e per due giorni, il coordinamento nazionale “Mantieni il Ritmo del Cuore” organizzerà una serie di incontri e corsi per sostenere la prevenzione contro gli arresti cardiaci. “I 3 nuovi DAE andranno ad ampliare la rete dei defibrillatori sul territorio di Progetto Vita Sanremo – spiegano dall’Associazione – Il progetto di defibrillazione precoce per prevenire la morte improvvisa dovuta ad arresto cardiaco. La manifestazione Mantieni il Ritmo del Cuore ha il Patrocinio del Comune di Sanremo, dell’Asl1 Imperiese e si avvale della collaborazione della Croce Rossa Italiana e dell’amichevole partecipazione di Trenta Ore per la Vita. Il coordinamento di Mantieni il Ritmo del Cuore crede molto nella condivisione dei progetti costruiti insieme, perché diventino concreti e non c’è progetto più importante di quello di riuscire a salvare una vita”. #### Al via il Progetto Trasporti Sicuri con la convenzione siglata tra EMD 118 e ANAV È partito in questi giorni l’ambizioso progetto “Trasporti Sicuri”, frutto del contratto convenzionato siglato il 19 novembre scorso tra EMD 1182– Echoes Medical Division, la divisione medicale di Echoes srl, e ANAV, l’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori. ANAV ha acconsentito a diventare portavoce di questo progetto e a promuovere la cardio-protezione degli autobus, consapevole delle gravi criticità logistiche esistenti sui mezzi di trasporto, nel caso una persona sia colpita da arresto cardiaco. Le difficoltà legate al raggiungimento dei soccorsi in tempi utili, soprattutto durante la percorrenza di tratte medie o lunghe, ha spinto l’Associazione ad avviare un’importante campagna di sensibilizzazione nei confronti dei suoi 600 soci all’utilizzo di dispositivi salvavita semiautomatici sui propri mezzi di trasporto. Per poter soccorrere una persona colpita da arresto cardiaco e salvarle la vita è, infatti, necessario agire subito. Per questo ANAV ha scelto di sensibilizzare le proprie imprese sull’importanza di dotare i mezzi di trasporto passeggeri con defibrillatori, nonché di formare adeguatamente il personale delle imprese di trasporto su autobus. Si tratta di un primo passo, ma di grandissima importanza. L’obiettivo molto ambizioso del progetto resta quello di riuscire a cardio-proteggere tutti gli autobus delle imprese legate ad ANAV, riducendo drasticamente i casi di decesso per arresto cardiaco.   Le statistiche riguardanti i casi di arresto cardiaco parlano chiaro: in Italia in un anno sono più di 70 mila i decessi conseguenza di un arresto cardiaco improvviso, ma il 75% delle persone colpite potrebbero essere salvate intervenendo tempestivamente con un defibrillatore semiautomatico e praticando la rianimazione cardiopolmonare. Il fattore determinante per scongiurare il decesso resta, quindi, il tempo, che non dovrebbe superare i 5 minuti. E il defibrillatore resta l’unico strumento in grado di salvare un cuore colpito da arresto cardiaco. I dispostivi DAE, contrariamente a quanto si possa pensare, sono di facile utilizzo e alla portata di tutti. La presenza sui defibrillatori di comandi vocali e visivi in grado di guidare il soccorritore nelle corrette manovre salvavita, inoltre, fornisce un valido aiuto. Tutti i modelli di defibrillatori samaritan PAD forniti da Emd112, i più piccoli e leggeri DAE presenti sul mercato, sono dotati di simili comandi, fondamentali per il giusto svolgimento del massaggio cardiaco da parte del soccorritore. Il marchio cui Echoes srl si affida è del resto sinonimo di alta qualità e sicurezza. Echeos srl è main partner dei defibrillatori HeartSine, l’azienda europea leader al mondo nella produzione di dispostivi salvavita. Proprio la garanzia di alta qualità del dispositivo salvavita HeartSine e di sicurezza in caso di utilizzo su una persona colpita da arresto cardiaco sono alla base della recente convenzione siglata tra EMD112 e ANAV. #### Allarme morti in campo per arresto cardiaco: l’Italia è indietro anni luce. Maurice Muamba, Marc-Vivien Foé e Piermario Morosini: tre calciatori colpiti da arresto cardiaco sul campo di gioco. Soltanto il primo, però, può raccontare il suo ‘miracolo’. Maurice Muamba, infatti, è stato salvato dalla prontezza e dalla tempestività con cui sono intervenuti i suoi soccorritori: 1,07 minuti dal collasso alla rianimazione cardiopolmonare e 2,21 minuti dal crollo sul tappeto erboso alla prima scarica elettrica. Tre dolorose vicende menzionate oggi al congresso della Società europea di cardiologia (Esc), in corso a Barcellona. Il dramma del giocatore del Livorno, morto il 14 aprile 2012 al 31esimo minuto di una partita in trasferta contro il Pescara, è la chiara dimostrazione che “in Italia manca la cultura sulla defibrillazione”. Su questo fronte, purtroppo, siamo indietro anni luce, mentre siamo leader in prevenzione primaria grazie all’introduzione dello screening elettrocardiografico” per chi fa sport agonistico. Ad affermarlo è Domenico Corrado, professore di malattie cardiovascolari dell’Università di PADova, intervenuto durante una seduta del meeting catalano dedicata alla morte cardiaca improvvisa (MCI) nello sport. “Spesso mancano ancora i defibrillatori in campo, nonostante la legge Balduzzi li abbia previsti”, sottolinea l’esperto parlando ai giornalisti italiani. Secondo uno studio condotto in Veneto e pubblicato su ‘Jama’ dopo il via allo screening sul cuore degli sportivi, “le morti in campo sono crollate del 90%”: da 3,6 a 0,4 casi su 100.000 abitanti per anno, contro gli 1,2 casi su 100.000 abitanti per anno registrati per esempio in Olanda. “Se avessimo più risorse potremmo fare ancora di meglio e allargare lo screening con l’ecocardiografia, o magari con la diagnosi genetica”, osserva Corrado. “Ma la prima cosa da fare è educare, creare cultura. Partendo dalle scuole”. Se massaggio cardiaco e ventilazione polmonare iniziassero tempestivamente, le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco sul campo da gioco passerebbero dal 17% al 50%. La rianimazione cardio-polmonare (RCP) assieme alla defibrillazione precoce fanno raddoppiare/triplicare le possibilità di salvezza. Questo è quanto emerso da un’esperienza olandese riferita durante l’incontro. “È fondamentale spiegarlo già ai bambini sui banchi di scuola”, insiste Corrado. “Proprio come una volta c’era l’ora di educazione civica”. È necessario, inoltre, investire più risorse sulla cardioprotezione degli impianti sportivi dotandoli di un numero sufficiente di defibrillatori semi-automatici da posizionare, in maniera opportuna, all’interno delle strutture stesse, e lavorare sempre di più sulla diagnosi precoce. In circa il 23% dei casi, infatti, le analisi post-mortem non rivelano alcuna anomalia apparente. Decessi misteriosi “un tempo archiviati come ‘morti bianche’ – precisa lo specialista – ma che invece ora hanno una spiegazione: la causa è riconducibile a malattie dei canali ionici, patologie di origine genetica che possono essere svelate dall’autopsia ‘molecolare’ sul sangue della vittima”. O meglio ancora “da uno screening genetico dei familiari, in modo da identificare eventuali anomalie in altri componenti” per cercare di evitare altri lutti.   #### AMBU: l’incidenza della ventilazione meccanica sull’efficacia della RCP L’AMBU è un “pallone autoespandibile”, utilizzato da sanitari e soccorritori per il supporto dell’attività respiratoria, ed è uno dei presidi impiegati nel primo soccorso durante la rianimazione cardio-polmonare. AMBU è l’acronimo di “Auxiliary Manual Breathing Unit”, ovvero “Unità di respirazione manuale ausiliaria”. La sua ideazione e commercializzazione risale al 1956. L’AMBU è composto da materiale plastico autoespandibile che si connette alle sue estremità a due valvole unidirezionali. La valvola prossimale possiede un raccordo universale da 15 mm che serve per collegarlo a diversi presidi per la gestione delle vie aeree. L’AMBU viene impiegato maggiormente con le mascherine facciali, disponibili in varie misure e forme per garantire una perfetta aderenza sul volto del paziente. La maschera facciale deve essere posizionata sul viso del paziente attraverso la manovra a “CE”: 3 dita sotto il mento per ottenere una posizione iperestesa del capo e 2 dita sopra la maschera per mantenerla applicata ed evitare perdite di aria durante l’insufflazione. La mascherina facciale dell’AMBU deve essere posizionata a premuta sulla bocca del paziente. L’operatore potrà quindi effettuare le insufflazioni con un rapporto di 30:2 durante le manovre RCP, ovvero 2 ventilazioni ogni 30 compressioni (nell’adulto). Premendo sul pallone nella parte rigonfia e autoespandibile, l’aria al suo interno viene spinta attraverso la valvola e quindi nei polmoni. Durante l’espirazione invece, la valvola blocca il ritorno dell’aria ricca di anidride carbonica. L’AMBU è disponibile nelle versioni pediatrico e adulto. La versione AMBU pediatrico in genere ha una capacità di circa 500ml, mentre la versione AMBU adulto ha una capacità di 1.300-1600ml. Tuttavia, è importante tenere presente, che la compressione effettuata (in genere con una mano), somministra al paziente adulto i 500-800ml necessari. L’AMBU può essere realizzato in vari materiali, i più comuni sono: silicone, PVC, SEBS. Nella parte inferiore dell’AMBU è predisposto un attacco per connettere il reservoir e per il collegamento con una fonte di ossigeno. Il reservoir è una sacca (circa 1.600ml di capacità) che ha lo scopo di accrescere la percentuale di ossigeno presente nella miscela in arrivo al paziente tramite quello fornito dalla bombola, in modo che la ventilazione risulti maggiormente efficace. Il reservoir viene impiegato solo in presenza di una fonte di ossigeno senza la cui pressione non sarebbe in grado di espandersi ed esercitare la propria funzione. Veniamo adesso all’oggetto del post, ovvero l’incidenza della ventilazione meccanica con AMBU sull’efficacia della RCP. Di seguito riportiamo i 3 differenti scenari possibili e la relativa percentuale di efficacia, in termini di capacità di ossigenare il sangue: Solo AMBU: 21% AMBU collegato a O2: 40-50% AMBU e reservoir con O2 (10-12 L/min) : 90% Si comprende quindi quanto vari l’efficacia delle insufflazioni erogate con AMBU durante una RCP n funzione dei presidi integrativi utilizzati. #### Amsterdam, 21enne di Cassino perde la vita a causa di un arresto cardiaco L’ambulanza arriva sul posto 20 minuti dopo, ma Antonio Baggi è già privo di vita. Il 21enne è stato rianimato per più di un’ora e mezza, ma per lui non c’è più stato nulla da fare. Si trovavano all’interno di un bar: Antonio Baggi, la fidanzata Annachiara Fiorillo e una coppia di amici, Luca Quagliozzi e Claudia Morelli. Avevano deciso di trascorrere 6 giorni di relax in una delle capitali più suggestive d’Europa. Erano circa le 19, Antonio stava bevendo dell’acqua mentre i suoi compagni stavano gustando una cioccolata calda. Pochi secondi dopo Baggi è crollato a terra e, a causa di una crisi epilettica, è andato in arresto cardiaco. Allertati immediatamente i soccorsi, l’ambulanza è arrivata sul posto 20 minuti dopo. Il personale sanitario ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare che sono proseguite per più di un’ora e mezza. Ma Antonio era già morto. L’arresto cardiaco, si sa, va trattato entro pochissimi minuti. Quando il cuore smette di battere, le possibilità di sopravvivenza calano del 10% circa per ogni minuto che passa. Dopo soli 5 minuti, pertanto, la possibilità di tornare in vita è praticamente identica a quella di morire. Soltanto una scarica elettrica al cuore è in grado di ripristinare nel paziente una frequenza cardiaca regolare. È per questo motivo che sarebbe di fondamentale importanza aumentare in maniera esponenziale la presenza dei DAE in tutti i luoghi pubblici: nei locali, nelle scuole, nelle piazze, per le strade e, in generale, in tutti quei luoghi in cui si verificano spesso affollamenti di persone. Con un defibrillatore semiautomatico esterno a portata di mano, Antonio avrebbe potuto far ritorno a casa sulle sue stesse gambe. La sua salma, invece, rientrerà in Italia venerdì prossimo, dove la sua città, Cassino, lo attende per donargli un ultimo saluto. #### Amsterdam: tre italiani salvano un passante da un arresto cardiaco Erano appena arrivati ad Amsterdam, lunedì 11 dicembre, Daniele Pastore, Matteo Peruzzo e Luca Piccinino, assieme alle rispettive fidanzate, per trascorrere quattro giorni in relax nella città mai visitata. I ragazzi, tre infermieri di Alessandria, si sono subito trovati di fronte ad una ordinaria (per loro) emergenza. “Nei pressi del quartiere a luci rosse”, racconta Daniele, “abbiamo notato un capannello di persone attorno ad un uomo disteso a terra”. Visto che nessuno dei presenti pareva particolarmente allarmato, le tre coppie hanno dapprima pensato ad un malore, magari dovuto a qualche birra di troppo. “Appena ci siamo avvicinati, ci siamo accorti del colorito blu dell’uomo: era un evidente arresto cardiaco. Pensavamo che l’impreparazione a situazioni del genere fosse tipico degli italiani. Invece anche gli olandesi si sono dimostrati incapaci di reagire”. I tre ragazzi sapevano benissimo che in quelle situazioni ogni minuto che passava poteva essere fatale. Così, invece di aspettare i soccorsi, si sono precipitati sull’uomo, praticandogli, a turno, il massaggio cardiaco. Cinque minuti interminabili di pressioni sul torace, fino all’arrivo degli aiuti. Fortunatamente, l’auto della polizia era dotata di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), subito utilizzato dai tre giovani infermieri, che hanno poi passato la mano ai sanitari olandesi, giunti sul posto in meno di dieci minuti. La giornata ricca di emozioni, però, non è finita lì: “Ce ne siamo andati, senza aspettarci niente perché avevamo fatto ciò che dovevamo. Ma avevo dimenticato lo zaino a terra!” Tornato indietro, Daniele viene avvicinato da una poliziotta che gli chiede i documenti e l’hotel in cui alloggiavano. “Al ritorno, il receptionist ci ha invitato ad andare alla stazione di polizia. Abbiamo pensato a qualche incombenza burocratica, invece ci aspettava una bella sorpresa”. Al commissariato li attendavano i poliziotti intervenuti, con una bottiglia di vino in mano. “Era per ringraziarci per quello che avevamo fatto”, prosegue Daniele. “ll dono era accompagnato da un biglietto di complimenti. Tutti insieme abbiamo fatto una foto, postata poi su Facebook e credo sul giornale locale”. Il post della polizia olandese recitava più o meno così: “Questa mattina, un uomo è stato rianimato. L’uomo si è accasciato a terra per strada ed è stato visto da un gruppo di turisti italiani. Uno di questi si è trasformato in un infermiere e ha subito iniziato la rianimazione cardio-polmonare. Il personale di un bar vicino, nel frattempo, ha chiamato il 112. Siamo molto lieti che questi turisti abbiano agito in questa maniera ed è per questo che li abbiamo ringraziati per i loro sforzi”. Daniele, Matteo e Luca hanno cercato di contattare nuovamente la polizia per avere informazioni sulle condizioni di salute dell’uomo di mezza età soccorso durante il loro primo giorno olandese: “Ci hanno solo detto che all’ospedale è arrivato con battito cardiaco”. Una vacanza decisamente indimenticabile. Fonte: http://www.alessandrianews.it/alessandria/in-vacanza-ad-amsterdam-tre-alessandrini-salvano-passante-154146.html #### Anita Alvarez sviene in acqua durante la gara di nuoto sincronizzato in diretta tv Il fatto risale a pochi giorni fa, quando Anita Alvarez, atleta statunitense 25enne di nuoto sincronizzato, ha perso i sensi in acqua durante la sua prova ai Mondiali di Budapest. Non è la prima volta per Alvarez, che ha già vissuto eventi simili, ma non così gravi. A comprendere la situazione è stata la sua allenatrice Andrea Fuentes, che vedeva da bordo vasca l’atleta scendere anziché risalire in superficie. Così ha subito deciso di intervenire, dal momento che nessuno altro lo stava facendo (compresi i bagnini che hanno appunto il compito di vigilare e intervenire nel caso di problemi in acqua per gli atleti), recuperando Alvarez dal fondo della piscina e portandola in superficie. Solo a quel punto un secondo soccorritore ha raggiunto Fuentes e Alvarez, supportando il trasporto fuori dall’acqua. Alvarez non respirava, si stima che sia rimasta priva di ossigeno per circa 2 minuti, e così sono state avviate le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP). Alvarez ha quindi ripreso a respirare autonomamente, ha vomitato e lentamente ha iniziato a recuperare. In seguito alla ripresa della coscienza, Alvarez è stata trasportata da medici e paramedici in infermeria, per effettuare valutazioni più accurate sullo stato di salute. Pochi minuti dopo l’atleta, ormai in fase di recupero, è tornata a bordo vasca per rassicurare il pubblico. Le possibili cause sembrano essere legate a diversi fattori: forte umidità e temperature elevate; temperatura dell’acqua alta; stress legato al contesto agonistico; pressione sanguigna bassa. La tempestività e la preparazione della coach Fuentes hanno quindi salvato l’Alvarez. Durante un malore durante l’attività fisica, il primo aspetto da gestire è comprendere se lo svenimento è una conseguenza di un arresto cardiaco improvviso oppure solo legato a una semplice perdita di coscienza che non abbia compromesso nessuna funzione vitale. Le procedure di valutazione dello stato di coscienza sono differenti per professionisti sanitari (medici e infermieri) e tutti gli altri soccorritori (volontari del soccorso, bagnini e tutti i laici che abbiano effettuato corsi di Primo Soccorso e BLSD). Cosa evidenziano eventi come questo: Tempestività: la tempestività in caso di arresto cardio cardiaco o perdita di conoscenza in acqua è fondamentale. Il nostro organismo può resistere solo pochi minuti senza ossigeno senza riportare conseguenze. Sapere quindi riconoscere una situazione di pericolo è importante, ed il tempo che intercorre tra il riconoscimento del pericolo e l’intervento è fonamentale.Inoltre, sentirsi preparati nell’intervento accorcia ulteriormente i tempi. Primo Soccorso: acquisire le nozioni base di Primo Soccorso è importante. La nostra preparazione può salvare delle vite in caso di necessità, ancora di più verso le persone a noi più vicine e con le quali trascorriamo più tempo. Un corso BLSD ha una durata di circa 5 ore ed ha un costo di circa 50-60 Euro. All’interno del corso BLSD si acquisiscono le competenze per la disostruzione delle vie aeree (lattante, bambino, adulto), a effettuare una valutazione sullo stato di coscienza e valutarne la respirazione, effettuare le manovre di rianimazione cardio-polmonare (massaggio cardiaco, insufflazioni di aria) e utilizzare il defibrillatore.   #### App per arresto cardiaco e DAE: come funzionano le applicazioni che aiutano a salvare vite In caso di arresto cardiaco improvviso, il tempo è il fattore più importante. Ogni minuto che passa senza rianimazione cardiopolmonare (RCP) e senza l’utilizzo di un defibrillatore automatico esterno (DAE) riduce significativamente le possibilità di sopravvivenza della persona colpita. Anche l’arrivo tempestivo dei soccorsi avanzati può non essere sufficiente se nei primi minuti nessuno interviene. Per questo motivo negli ultimi anni la tecnologia ha iniziato ad avere un ruolo sempre più importante nella gestione dell’emergenza cardiaca. Oggi esistono applicazioni in grado di: allertare cittadini formati al BLSD presenti nelle vicinanze; indicare dove si trova il defibrillatore più vicino; facilitare la comunicazione con il sistema di emergenza; creare una rete di persone pronte a intervenire. Queste applicazioni rappresentano uno strumento innovativo per rafforzare la catena della sopravvivenza e aumentare le possibilità di salvare una vita.   Cosa sono le app per l’arresto cardiaco e i DAE Le app per la cardioprotezione sono piattaforme digitali progettate per collegare il sistema di emergenza sanitaria con cittadini formati, soccorritori volontari e First Responder presenti sul territorio. In caso di sospetto arresto cardiaco, quando viene attivato il sistema 112/118, alcune applicazioni possono inviare una notifica alle persone registrate che si trovano nelle vicinanze dell’evento. A seconda della piattaforma utilizzata, l’app può: indicare il luogo dell’emergenza; mostrare il percorso più rapido per raggiungerlo; segnalare il DAE più vicino; fornire informazioni utili per raggiungere il dispositivo; supportare il coordinamento con il sistema di emergenza. L’obiettivo è ridurre il tempo tra l’arresto cardiaco e l’inizio delle prime manovre salvavita.   Perché queste applicazioni possono fare la differenza L’arresto cardiaco improvviso è una delle principali emergenze tempo-dipendenti. Nella maggior parte dei casi avviene fuori dall’ospedale: in casa; sul luogo di lavoro; durante attività sportive; in luoghi pubblici. La sopravvivenza dipende dalla rapidità con cui vengono attivate tre azioni fondamentali: chiamare il sistema di emergenza; iniziare la rianimazione cardiopolmonare; utilizzare il DAE nel minor tempo possibile. Le app dedicate alla cardioprotezione permettono di creare una rete di intervento più vicina al cittadino colpito, affiancando il lavoro dei soccorsi professionali. Non sostituiscono il 112/118, ma possono anticipare alcuni interventi fondamentali nei primi minuti.   Il ruolo dei First Responder: chi può intervenire Un First Responder è una persona formata al primo soccorso che, trovandosi nelle vicinanze di un arresto cardiaco, può essere allertata per iniziare rapidamente le prime manovre in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Non è necessario essere un medico o un operatore sanitario. Possono entrare nella rete: cittadini formati BLSD; volontari del soccorso; operatori sanitari; personale aziendale formato; istruttori BLSD; forze dell’ordine; personale di sicurezza. Più persone fanno parte della rete, maggiore è la probabilità che qualcuno possa intervenire nei minuti decisivi.   Anche un cittadino comune può usare un DAE? Cosa dice la legge Uno dei principali ostacoli alla diffusione della cardioprotezione è spesso il timore di utilizzare un defibrillatore senza essere un professionista sanitario. In Italia questo timore è stato superato dalla normativa. La Legge 4 agosto 2021, n. 116, ha introdotto importanti disposizioni per favorire l’utilizzo dei DAE anche da parte di cittadini non sanitari, stabilendo che, in caso di sospetto arresto cardiaco, l’uso del defibrillatore da parte di una persona non sanitaria presente sul posto è consentito. La norma tutela il cittadino che interviene in una situazione di emergenza, riconoscendo l’importanza dell’azione immediata da parte di chi si trova vicino alla persona colpita. In pratica: se una persona vede qualcuno in arresto cardiaco, può utilizzare un DAE anche senza essere un medico, quando non sono presenti operatori sanitari o soccorritori qualificati. I DAE moderni sono progettati per guidare l’utilizzatore attraverso istruzioni vocali e analizzano automaticamente il ritmo cardiaco, erogando lo shock solo quando necessario. La tecnologia rende quindi possibile un intervento rapido anche da parte di cittadini adeguatamente informati.   Come trovare il DAE più vicino grazie alle app Uno degli aspetti più importanti delle applicazioni dedicate alla cardioprotezione è la geolocalizzazione dei defibrillatori. Sapere che esiste un DAE sul territorio non è sufficiente. È necessario sapere: dove si trova; se è accessibile; quando è disponibile; come raggiungerlo rapidamente. Le app permettono di visualizzare sulla mappa i dispositivi censiti e di individuare quello più vicino. Tuttavia è fondamentale ricordare che una rete efficace dipende dalla qualità delle informazioni: un DAE deve essere correttamente registrato, mantenuto e aggiornato.   Le principali app per arresto cardiaco, First Responder e localizzazione dei DAE Non tutte le applicazioni hanno la stessa funzione. Alcune sono integrate con i sistemi di emergenza e servono ad attivare i First Responder. Altre permettono principalmente di trovare un DAE.   App per l’allerta dei First Responder Applicazione Area Funzione DAE RespondER Emilia-Romagna Allerta First Responder e mappa DAE DAE Marche Marche Allerta First Responder e rete DAE DAE FVG Friuli Venezia Giulia Attivazione volontari e mappa DAE ValDAE Valle d’Aosta Allerta e gestione DAE DAE Responder RSM Repubblica di San Marino Attivazione soccorritori GoodSAM Internazionale Rete First Responder   App per trovare un defibrillatore vicino Applicazione Area Funzione DAEdove Italia Ricerca e geolocalizzazione DAE App del Cuore Italia Mappatura DAE Staying Alive Internazionale Mappa DAE e supporto RCP   App di supporto alle emergenze Applicazione Funzione 112 Where ARE U Invio posizione GPS e comunicazione con il NUE 112   Una comunità cardioprotetta nasce dalla partecipazione di tutti Quando si parla di cardioprotezione si pensa spesso soltanto ai defibrillatori. In realtà un DAE da solo non salva vite. Serve qualcuno che: sappia dove trovarlo; sappia utilizzarlo; sia disposto a intervenire. Le applicazioni per arresto cardiaco rappresentano quindi un ponte tra tecnologia e persone. Ogni nuovo cittadino formato e ogni nuovo volontario iscritto contribuiscono a costruire una rete di soccorso più rapida ed efficace. Una comunità cardioprotetta non nasce solo installando nuovi DAE, ma creando una cultura diffusa dell’intervento precoce.   Il ruolo della formazione BLSD Le applicazioni sono uno strumento fondamentale, ma la formazione resta il primo passo. Un corso BLSD permette di imparare: riconoscere un arresto cardiaco; effettuare la RCP; utilizzare correttamente un DAE; intervenire con maggiore sicurezza. Formarsi significa trasformarsi da semplice spettatore a possibile primo soccorritore.   Le app per l’arresto cardiaco e la localizzazione dei DAE rappresentano un’ innovazione importante nel campo della cardioprotezione. Grazie alla tecnologia è possibile coinvolgere cittadini formati, ridurre i tempi di intervento e aumentare le possibilità di sopravvivenza. Se hai già frequentato un corso BLSD, verifica quale applicazione è disponibile nella tua regione e valuta l’iscrizione come First Responder. Se invece non hai ancora una formazione specifica, un corso BLSD può essere il primo passo per contribuire concretamente alla sicurezza della tua comunità. Perché quando il cuore si ferma, la differenza può essere fatta dalla persona che si trova più vicino nei primi minuti. #### Appello dei cardiologi italiani: utilizzo dei DAE anche senza abilitazione Dal congresso dell’European Society of Cardiology è arrivato un appello: cambiare la legge che richiede un certificato di abilitazione per poter utilizzare i defibrillatori semiautomatici esterni. Si tratterebbe, infatti, di un requisito controproducente che limita la quantità di pazienti che potrebbero essere salvati.   Come abbiamo ripetuto più volte, in caso di arresto cardiaco è fondamentale intervenire in tempi rapidi. Per questo motivo, i defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE, si stanno diffondendo in maniera capillare su tutto il territorio italiano, sia nei luoghi pubblici che in quelli privati. I DAE sono gli unici strumenti efficaci in caso di fibrillazione ventricolare, l’aritmia che nella maggior parte dei casi causa un arresto cardio-circolatorio. Soltanto mediante l’erogazione di uno shock elettrico al cuore, difatti, è possibile ripristinare nel paziente una frequenza cardiaca nella norma. Ma a poter utilizzare i DAE, però, secondo il Decreto Balduzzi, sono solamente quelle persone che sono in possesso di uno specifico certificato che ne attesti l’abilitazione all’uso, ossia coloro che hanno seguito un corso di formazione BLS-D. Questa legge però, secondo il parere di molti esperti, sarebbe alquanto limitante: la possibilità di utilizzare i DAE, dunque, dovrebbe essere estesa a tutti i cittadini. Stando ad uno studio del Policlinico San Matteo di Pavia, difatti, presentato durante il congresso Acute Cardiovascular Care 2018 dell’European Society of Cardiology, oggi questi dispositivi vengono utilizzati ancora troppo poco, e permetterne l’utilizzo anche in mancanza di un training specifico aumenterebbe esponenzialmente il numero di pazienti che si potrebbero salvare. I defibrillatori DAE, d’altronde, sono dispositivi estremamente semplici da utilizzare. Generalmente, infatti, sono provvisti di soli due tasti: uno per accendere il dispositivo e l’altro per erogare la scarica elettrica che deve far ripartire il cuore del paziente. “Inoltre, guidano l’operatore con delle chiare e semplici istruzioni vocali e decidono da soli se la scarica elettrica è utile o meno, permettendo di erogarla solamente se necessaria” – ha spiegato l’autore dello studio Enrico Baldi, medico specializzando in Cardiologia presso l’Università di Pavia e il Policlinico San Matteo di Pavia. “Non è possibile in alcun modo forzare l’apparecchio e sbagliare la manovra, e quindi chi lo utilizza è esonerato da qualsiasi possibile responsabilità medica” – ha poi precisato. Entrando nel dettaglio, il team di Baldi ha esaminato tutti gli arresti cardiaci della provincia di Pavia avvenuti tra l’ottobre 2014 e marzo 2017. Dai risultati dell’analisi è emerso per prima cosa che nei pazienti che hanno avuto un arresto cardiaco in presenza di astanti il DAE è stato utilizzato solo nel 6,4% dei casi. “Si tratta di un tasso estremamente basso di utilizzo dei defibrillatori” – ha precisato Baldi. “Negli Stati, dove tutti i cittadini possono utilizzare i DAE senza problemi, il tasso di utilizzo dei defibrillatori prima dell’arrivo dell’ambulanza è intorno al 15-20%”. Inoltre, il tasso di sopravvivenza dei pazienti assistiti con un defibrillatore prima dell’arrivo dell’ambulanza è risultato significativamente più alto (60%) rispetto a quello dei malati soccorsi unicamente all’arrivo del personale sanitario (24%). “Prima si utilizza il defibrillatore, più possibilità si hanno di salvare la persona colpita da arresto cardiaco” – riassunto Baldi. “In caso di arresto cardiaco, per ogni minuto che passa si perde il 10% di possibilità di salvare la persona, e se pensiamo che il tempo medio di arrivo dell’ambulanza, in tutta l’Europa, è di almeno 10 minuti, si capisce immediatamente come spesso i soccorsi arrivino troppo tardi”. “La nostra legge andrebbe modificata per consentire a tutti i cittadini italiani di utilizzare un DAE indipendentemente dal fatto che siano stati formati o meno al loro utilizzo”. A dirlo non è solamente il risultato del nuovo studio: difatti, nell’ultima edizione delle linee guida europee sulla Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), promulgate dall’European Resuscitation Council nel 2015, è scritto chiaramente che l’utilizzo dei DAE da parte di persone non formate è sicuro ed efficace e deve essere incoraggiato. “Ci si dovrebbe adeguare a molti stati europei, come Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna, dove la legge prevede che chiunque possa utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno” – ha infine dichiarato. Oltre ad una legge troppo restrittiva, “dobbiamo incentivare l’utilizzo di sistemi, come le app, che in caso di arresto cardiaco aiutano a chiamare più rapidamente il soccorso di cittadini, vigili del fuoco e polizia” – ha concluso Baldi. “Ad esempio, nel Canton Ticino, la Fondazione TicinoCuore ha sviluppato da anni un invidiabile sistema di allerta dei laici e delle forze di polizia, prima con un sms e da 3-4 anni con un’apposita applicazione per smartphone e tablet. Il sistema di funzionamento è molto semplice: non appena la centrale operativa di emergenza sanitaria riceve una chiamata per un arresto cardiaco viene attivata, con un semplice tasto, la rete dei “First Responders”, ossia dei cittadini comuni e dei poliziotti, formati mediante un breve corso sulle manovre salvavita, che hanno dato la loro disponibilità ad intervenire. Costoro ricevono l’alert sul proprio smartphone e, nel caso siano disponibili, intervengono tempestivamente. In quel momento, se si trovano in una posizione più competitiva rispetto a quella dell’ambulanza più vicina, vengono guidati dall’app stessa sul luogo dell’evento. Il risultato? Nel 97% dei casi qualcuno ha accettato di intervenire, e il tempo medio di soccorso è risultato di soli 4 minuti. Sicuramente questi sistemi sono facilmente esportabili anche in Italia: si tratta, infatti, di un applicativo informatico dal costo di poche migliaia di euro. Nulla in confronto al valore di una vita salvata dall’arresto cardiaco”. Fonte: http://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2018/03/12/news/bisogna_cambiare_la_legge_sui_defibrillatori_l_appello_dei_cardiologi_italiani-190881307/ #### Approvata la Legge: defibrillatori obbligatori per la Pubblica Amministrazione Sono stati necessari oltre 2 anni di attesa in Senato, dopo l’approvazione della camera nel 2019, ma ieri 27 maggio 2021, la commissione Igiene e Sanità del Senato, ha approvato il DDL1441: adesso l’obbligo di dotazione dei defibrillatori per la pubblica amministrazione è un obbligo di legge. I defibrillatori saranno obbligatori in: scuole (di qualsiasi ordine e grado; stazioni ferroviarie; aeroporti; uffici pubblici; porti; mezzi di trasporto con tempi di percorrenza elevati. Il ddl 1441 ha introdotto il 25 mazo 2021, alcune misure importanti per rafforzare il primo soccorso in caso di arresto cardiaco nelle scuole, grazie allo stanziamento di 10 milioni di Euro. Le scuole che ne faranno richiesta, potranno beneficiare di 1.000 Euro per l’acquisto di un defibrillatore automatico o semiautomatico, da installare nel proprio istituto. Il fondo coprirà circa 1/4 delle scuole presenti in Italia. Numerose le dichiarazioni dei protagonisti che hanno reso possibile questo importante traguardo, e le numerose associazioni legate alla cardioprotezione, salute e prevenzione. «E’ una legge fondamentale – ha commentato l’IRC, Italian Resuscitation Council, la società scientifica senza scopo di lucro che unisce medici e infermieri esperti in rianimazione cardiopolmonare  –  Maggiore diffusione dei defibrillatori e corsi di formazione a scuola sono essenziali per salvare più vite». «Ci sono voluti quasi 2 anni per l’approvazione della legge – commenta il sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, che prosegue – Questa legge di civiltà e buonsenso, di cui sono stato promotore, primo firmatario e relatore, è nata nel 2018 ed è stata approvata alla Camera nel luglio 2019 grazie all’impulso di Forza Italia. Una legge che ha raccolto il consenso di tutti i partiti rappresentati in Parlamento. Dopo il voto alla Camera, la legge giaceva al Senato e solo grazie a un nuovo impulso legato alla responsabilità di governo di Forza Italia e alla collaborazione in particolare del ministro Brunetta si è ora superato l’impasse legato ai rilievi sollevati dalla Ragioneria Generale dello Stato». «L’approvazione del DDL1441 – commenta Marcello Segre, presidente di AICR – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus-  da anni in prima linea per l’approvazione del disegno di legge, rappresenta per il nostro movimento associativo una vittoria di civiltà. La cultura della defibrillazione precoce deve partire dalla scuola come sancito dalla nuova normativa, tutti possono usare il defibrillatore senza carte o timbri burocratici imposti dalle regioni. Semplificare e informare la popolazione con spot. Noi siamo sempre stati in prima linea, nelle scuole e per le strade per spiegare come con due mani e uno strumento che ha due tasti può fare la differenza tra una morte improvvisa e la vita». In Italia si verificano circa 60.000 morti per arresto cardiaco ogni anno. Si tratta di una incidenza di 1 ogni 1.000 abitanti, circa 7 ogni ora. I numeri indicati sopra, salgono a oltre 100.000 morti dal marzo 2020 a marzo 2021 a causa di dinamiche legate al Covid-19: reticenza a chiamare i soccorritori ai primi segni di malessere, tempi di intervento sensibilmente più lunghi da parte dei soccorritori, numero di soccorritori ridotto nel periodo di emergenza, sospensione o rallentamento della formazione BLSD per soccorritori volontari di emergenza/urgenza. L’arresto cardiaco oggi ha una incidenza di sopravvivenza del 2%. Una distribuzione capillare dei defibrillatori sul territorio e una maggiore preparazione nelle manovre di primo soccorso, potrebbe far salire questa percentuale al 60-70%. In caso di arresto cardiaco le possibilità di successo calano del 10% ogni minuto che passa, ma solo i primi 5 minuti sono quelli realmente utili a salvare una persona senza conseguenze neurologiche date dall’assenza di ossigeno. Se calcoliamo il tempo di reazione all’evento, la chiamata al 118, l’arrivo dei mezzi di soccorso sul luogo e l’avvio delle manovre di rianimazione cardio-polmonare e BLSD, si comprende che difficilmente questi tempi possono essere rispettati. Per questo motivo è fondamentale che i defibrillatori siano già presenti nelle vicinanze e che possano essere impiegati prima dell’arrivo dei soccorritori. I defibrillatori moderni sono estremamente semplici da utilizzare e a prova di errore. Nel caso presti soccorso una persona che non ha abbia nessuna competenza di utilizzo, il personale del 118 fornirà telefonicamente indicazioni sui pochi passaggi da effettuare. Altro elemento di grande valore, riguarda la formazione, in particolare all’interno degli istituti scolastici, che consentirà la formazione alle manovre di primo soccorso anche agli studenti, acquisendo fin da giovanissimi competenze che si porteranno dietro tutta la vita. Il DDL1441 è stato approvato con l’applicazione di alcune modifiche richieste dalla Ragioneria dello Stato, che rende necessario un ulteriore passaggio alla Camera. Restiamo quindi in attesa del testo definitivo nei prossimi giorni. #### Arezzo: defibrillatori per i grandi parcheggi Ad Arezzo cittadini e turisti più sicuri grazie alla messa in funzione, nei giorni scorsi, di un nuovo defibrillatore nell’area del parcheggio Atam. L’iniziativa è solo l’ultima delle tante del progetto “Arezzo Cuore” ideato e realizzato dalla fondazione “A. Cesalpino” insieme ad Atam. L’azienda partecipata del Comune ha deliberato l’acquisto di 10 defibrillatori da installare nei punti più cruciali della città. Non solo: Atam  si è avvalso anche dei corsi organizzati dal 118 per formare personale capace di utilizzare il defibrillatore in casi di emergenza. “Ci è sembrato un atto importante e significativo per migliorare la sicurezza dei cittadini – ha spiegato l’amministratore unico di Atam, Francesco Falsini – e ringrazio tutto il personale ed i commercianti che hanno frequentato il corso di formazione. Da parte nostra abbiamo aderito con entusiasmo al progetto della Fondazione Cesalpino e fin da ora ci dichiariamo disponibili ad affiancarla in altre iniziative volte a migliorare la sicurezza e la qualità della vita in questa città. In questo modo – conclude Francesco Falsini – pensiamo di poter confermare, ancora una volta, che Atam è un’azienda a completo servizio della città“. Nelle prossime settimane la Fondazione Cesalpino ne collocherà altri, sempre acquistati da Atam, in piazza San Francesco, in piazza Sant’Agostino, a Porta San Lorentino e in piazza Guido Monaco. Un’operazione che sottolinea una sempre crescente sensibilizzazione sull’importanza della defibrillazione precoce, che in caso di arresto cardiaco rappresenta l’unico modo per poter per riavviare il cuore. #### Armadietti e colonnine defibrillatori: tipologie e prezzi Per contenere e posizionare un defibrillatore DAE le soluzioni sono molteplici: dai semplici supporti da parete, agli armadietti per defibrillatori (per interni o esterni, riscaldati e non, con o senza allarme, con o senza chiamata d’emergenza, eccetera), dai totem alle piantane. In questo articolo elencheremo le caratteristiche e i prezzi di ogni tipologia di armadietto e colonnina per defibrillatori DAE (automatici o semiautomatici esterni). Supporto da parete in plexiglass per defibrillatori DAE – ARKY PLEX ARKY PLEX è un semplice supporto da parete in plexiglass per defibrillatori DAE. Oltre al logo quadrato DAE sul davanti che misura 20 centimetri per lato, vengono forniti due adesivi DAE (le cui dimensioni sono di 10cm x 10cm) che possono essere posizionati lateralmente. Sono inclusi nel prezzo, di soli 100€ + IVA, i supporti di montaggio e le istruzioni. Dimensioni del prodotto: 23,5cm x 46cm x 14,5cm. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Armadietto per defibrillatori con allarme, riscaldamento e alimentazione a bassa tensione – ARKY WARM ARKY WARM è un armadietto per defibrillatori DAE con allarme, riscaldamento e alimentazione a bassa tensione. Per le peculiarità appena elencate, questo armadietto può essere tranquillamente installato anche in ambienti esterni, dove diventa di fondamentale importanza garantire condizioni di conservazione del dispositivo tali per cui il defibrillatore sia sempre pronto all’uso. ARKY WARM, infatti, garantisce la totale protezione del defibrillatore dal contatto con liquidi e sporco, e grazie ad un elemento interno riscaldante, funzionante a bassa tensione (24 V), è in grado di conservare perfettamente il DAE anche in condizioni climatiche estreme, con temperature comprese fra -10°C e + 50°C. Il prezzo di questo armadietto per defibrillatori è di 600€ + IVA. Per acquistare il prodotto, clicca qui. Box AIVIA serie 230 con allarme, condizionamento, chiusura con codice numerico e chiamata di emergenza La teca per defibrillatori AIVIA 230, leggera, ma allo stesso tempo resistente, è composta da due parti distinte: un coperchio in policarbonato e un supporto in ABS. Questi materiali sono ben noti nel mercato automobilistico e hanno caratteristiche di resistenza agli urti sorprendenti: il policarbonato, infatti, è un materiale sempre più utilizzato per la costruzione dei veicoli e con l’ABS vengono realizzati i paraurti. Nella parte anteriore della teca è presente un adesivo, semplice e intuitivo, che mostra le varie fasi della catena della sopravvivenza e le manovre da compiere in caso di emergenza. Questa teca per defibrillatori può essere posizionata sia all’interno che all’esterno degli edifici. Difatti, è dotata di un sistema di allarme a due toni ad alta potenza (105 dB) e di un sistema di condizionamento con sensore di temperatura interno che permette una perfetta conservazione del DAE. Inoltre, il box AIVIA è dotato di un’apertura motorizzata dello sportello, protetta da codice digitale, e di un combinatore telefonico GSM che si attiva automaticamente all’apertura della teca stessa, contattando i servizi d’emergenza e consentendo l’effettuazione di una chiamata in vivavoce. Altre caratteristiche: illuminazione del vano DAE con sensore di rilevamento automatico di luminosità; l’apertura del coperchio attiva automaticamente un allarme visivo (LED rosso lampeggiante); il box viene fornito con alimentatore a bassa tensione (24 V) per offrire il massimo della sicurezza agli utilizzatori. Dimensioni: 42,3cm x 38,8cm x 20,1cm. Peso: 3,5 kg. Prezzo: 1.500€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Armadietto impermeabile per defibrillatori con allarme a batteria – ARKY RUGGED ARKY RUGGED è un armadietto impermeabile per defibrillatori DAE con allarme a batteria. Ideale per la collocazione nei luoghi di lavoro con condizioni ambientali critiche, in presenza di alti livelli di umidità, sporco, getti d’acqua è perfetto anche per il posizionamento su mezzi in movimento come autobus, treni, metropolitane o su mezzi di soccorso avanzato. Altre caratteristiche: alto standard qualitativo garantito dalla struttura in polistirene; guarnizioni in neoprene e ganci di chiusura in acciaio inox. Prezzo: 400€ + IVA. Per acquistare il prodotto, clicca qui. Teca per defibrillatori DAE con allarme a batteria – ARKY INSIDE Elegante e funzionale, la teca per defibrillatori ARKY INSIDE è il box di contenimento ideale per la collocazione di un DAE ad accesso pubblico all’interno di un edificio. Ideale per scuole, palestre, studi medici, uffici privati e pubblici, questo armadietto per defibrillatori offre una qualità superiore a tutte le analoghe proposte di contenimento per ambienti interni presenti sul mercato. Dotato di chiusura magnetica, allarme di apertura a batteria con 3 livelli di regolazione, elegante maniglia di apertura cromata, il box ARKY INSIDE è verniciato a polvere e realizzato con spigoli arrotondati per garantire i massimi livelli di durata e di sicurezza. Dimensioni esterne: 36cm x 36cm x 20cm. Prezzo: 120€ + IVA. A questo link è possibili acquistare il prodotto. Piantana con armadietto per defibrillatori DAE Questa colonnina per defibrillatore completa di teca (acquistabile anche separatamente a questo link) è dotata di fori per il fissaggio a pavimento, di un sistema ad incastro e di pre-foratura che agevola e rende più estetici e sicuri eventuali cablaggi e passaggi di cavi. Realizzata in lamiera di acciaio al carbonio P02 zincato, questa piantana viene verniciata con polvere di epossipoliestere RAL9010 bianca, con passaggio in galleria termica 180°C. Dimensioni del prodotto: 100cm x 25cm x 15cm. Base: 30cm x 15cm. Peso articolo vuoto: 8 kg. Prezzo: 150€ + IVA. Per acquistare il prodotto, clicca qui. Teca per defibrillatore DAE – Disponibile anche con allarme a batteria e telecomando Questa teca per defibrillatori DAE è ideale per ambienti interni, ed è disponibile anche con allarme sonoro a batteria da 100 db e sistema di inserimento e disinserimento dell’allarme tramite telecomando. Realizzata in lamiera di acciaio al carbonio P02 zincato, viene verniciata a polvere di epossipoliestere RAL9010 bianco, con passaggio in galleria termica a 180°C. È dotata, inoltre, di un’anta finestrata, di cerniere con perno zincato e di un angolo di apertura pari a 180 gradi. Infine, è possibile chiudere l’armadietto con un lucchetto zincato. Questa teca per defibrillatori è pre-forata per l’attacco a parete e per l’apposita piantana EMD-PIA040, descritta al punto precedente. Peso articolo vuoto: 6 kg. Misure: 45,2cm x 42,5cm x 16cm. Prezzo a partire da 80€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Supporto da muro per defibrillatori HeartSine® Questo semplice supporto da muro per defibrillatori DAE, posizionabile anche su mezzi in movimento, è compatibile con tutti i modelli di defibrillatori HeartSine® (samaritan® PAD 350P, samaritan® PAD 360P e samaritan® PAD 500P). Prezzo: 120€ + IVA. Per acquistare il prodotto, clicca qui. Teca per defibrillatore impermeabile con allarme – Rotaid Solid Plus L’armadietto per defibrillatori DAE Rotaid Solid Plus è posizionabile a muro o su totem. Costruito con materiali molto solidi e resistenti, permette di riporre in maniera riconoscibile, solida e sicura ogni tipologia di defibrillatore DAE. La caratteristica forma tonda e il suo design particolare rendono il defibrillatore facile da individuare e semplice da prelevare. Sulla teca, infatti, sono presenti il logo del DAE e le frecce direzionali che indicano il senso in cui va svitato il coperchio per poter accedere al dispositivo salvavita. Questo modello di teca è adatto per posizionare il defibrillatore sia in ambienti interni che in ambienti esterni dove le temperature non scendono mai al di sotto dello zero. Dimensioni: 48 cm di lunghezza e larghezza x 18 cm di profondità. Peso: 6,7 kg. Materiali di fissaggio inclusi. Prezzo: 400€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Teca per defibrillatore riscaldata, illuminata e con sistema d’allarme – Rotaid Solid Plus Heat La teca per defibrillatori Rotaid Solid Plus Heat differisce dal modello precedente (Rotaid Solid Plus) solo per il fatto che è riscaldata e dotata di illuminazione a led. Queste due peculiarità permettono di poter installare l’armadietto anche in ambienti esterni, con temperature che possono scendere anche di 20° C sotto lo zero. Prezzo: 600€ + IVA. Per acquistare il prodotto, clicca qui. Totem per defibrillatori con teca da interni Questo modello di totem è stato ideato per posizionare i defibrillatori DAE all’interno degli edifici ed è dotato di armadietto “ARKY INSIDE” con allarme. Il totem da terra è realizzato in lamiera zincata e verniciata, ed è completo di base smontabile. Il prodotto viene fornito con gli adesivi mostrati in figura oppure (su richiesta) con adesivi personalizzati. Dimensioni. Totem: 45cm x 10cm x 180cm. Base: 60cm x 60cm. Peso: 50 kg. Prezzo: 650€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Totem per defibrillatori con teca da esterno Questo totem per defibrillatore da esterni differisce da quello descritto al punto precedente solo per la tipologia di teca con cui viene fornito: l’ARKY WARM, riscaldata e dotata di allarme, invece dell’armadietto ARKY INSIDE per interni. Prezzo: 1.050€ + IVA. Per acquistare il prodotto, clicca qui. Totem per defibrillatori con teca da esterni riscaldata e illuminata Infine, questo totem per defibrillatore da esterni viene fornito completo di teca Rotaid Solid Plus Heat impermeabile, riscaldata, dotata di sistema d’allarme e illuminazione a LED. Prezzo: 1.150€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. #### Armadietti per defibrillatori: quale scegliere? Oggi parliamo degli armadietti (o teche) per defibrillatori semiautomatici esterni: i DAE. Ne esistono di diverse tipologie sia per ambienti interni che per l’esterno. Le teche per defibrillatori a marchio ARKY, ad esempio, propongono quattro modelli diversi: ARKY INSIDE, disponibile sia in verde che in bianco. Da utilizzare in ambienti interni, come scuole, palestre, studi medici, aziende, uffici pubblici e privati, gli armadietti ARKY INSIDE sono dotati di chiusura magnetica, allarme di apertura a batteria ed elegante maniglia cromata. ARKY RUGGED, disponibile nel colore verde. È una teca impermeabile per ambienti esterni dotata di allarme, guarnizioni in neoprene e ganci di chiusura in acciaio INOX. La sua struttura in polystyrene ne garantisce l’alto standard qualitativo. Questo armadietto per defibrillatori è ideale per la collocazione in luoghi con condizioni ambientali critiche, in presenza di alti livelli di umidità, sporco e getti d’acqua. È perfetto anche per il posizionamento su mezzi in movimento come autobus, treni, metropolitane o su mezzi di soccorso avanzati come elicotteri e idrovolanti. ARKY WARM, di colore verde, è una teca per defibrillatori riscaldata e dotata di allarme. L’ideale per essere collocata in ambienti esterni con importanti variazioni climatiche, l’armadietto ARKY WARM diventa indispensabile laddove le temperature invernali scendono al di sotto dello zero termico. Generalmente, infatti, la temperatura di funzionamento di un DAE è compresa tra 0°C e 50°C. Infine, la ARKY ha sviluppato per i defibrillatori HeartSine samaritan PAD il supporto da parete in plexiglass ARKY PLEX. La PYRESCOM, invece, azienda francese certificata ISO 9001 e 140001, ha realizzato l’AIVIA 230, l’armadietto per defibrillatori, di colore verde, dotato di riscaldamento e ventilazione regolarizzati, allarme sonoro, apertura protetta da codice digitale e combinatore telefonico GSM che si attiva all’apertura dello sportello contattando i servizi d’emergenza e consentendo l’effettuazione di una chiamata in vivavoce. Per concludere, quindi, quando si acquista un defibrillatore automatico o semiautomatico esterno occorre pensare anche all’acquisto di un armadietto che lo contenga. Fra i vari prodotti disponibili sul mercato, bisogna intanto distinguere le teche da interno da quelle per ambienti esterni. In questo secondo caso, occorre poi valutare le condizioni climatiche e ambientali in cui si intende installare il defibrillatore.  In base ad esse, si dovrà valutare l’acquisto di una teca per defibrillatori per esterni dotata o meno di un sistema di riscaldamento/raffreddamento. Infine, è possibile scegliere tra armadietti dotati o meno di combinatore telefonico e apertura protetta da codice digitale. #### Arresti cardiaci in Lombardia: +58% di casi a causa del Coronavirus Il Coronavirus, purtroppo, ha fatto aumentare anche i casi di arresto cardiaco extra-ospedaliero, soprattutto nelle prime zone rosse in Lombardia. In media, l’arresto cardiaco ha colpito il 58% in più rispetto allo scorso anno, fino ad arrivare a numeri impressionanti nelle provincie lombarde di Lodi (+187%) e Cremona (+143%). I dati, pubblicati sul The New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche più prestigiose al mondo, si riferiscono ad uno studio effettuato nel periodo compreso tra il 21 febbraio e il 30 aprile 2020. “Risultati estremamente preoccupanti” – ha dichiarato Enrico Baldi, cardiologo del San Matteo e ricercatore dell’Università di Pavia, primo firmatario dello studio. “Il sesso e l’età dei pazienti erano simili nei periodi 2020 e 2019, ma, nel 2020, l’incidenza di arresto cardiaco extra-ospedaliero dovuto a una causa clinica è stata di 6,5 punti percentuali più elevata, così come quelle di arresto cardiaco all’interno delle abitazioni (+7,3%) e di arresto cardiaco extra-ospedaliero senza testimoni è stata di 11,3 punti percentuali più elevata” – ha segnalato il team di Baldi in una lettera indirizzata alla rivista medica. Si è visto, inoltre, che i soccorsi, in media, hanno impiegato circa tre minuti per raggiungere i pazienti e la probabilità che questi ricevessero le manovre di primo soccorso da persone presenti è stata inferiore di 16,5 punti percentuali rispetto al 2019. Il tasso di decesso sul campo è stato dell’88,7% mentre nel 2019 si è attestato al 77,3%. “I numeri sono impressionanti – ha aggiunto Simone Savastano, cardiologo del San Matteo e “principal investigator” del Registro degli arresti cardiaci extraospedalieri in Lombardia –. Abbiamo scoperto che c’è stato un aumento di arresti cardiocircolatori in tutto il territorio analizzato e questo può essere dovuto a molte cause. Tuttavia, secondo noi, il Covid-19 gioca un ruolo importante perché da una sotto analisi dei dati è emerso che circa il 70% delle persone colpite da arresto cardiaco, nei giorni precedenti, aveva manifestato sintomi sospetti, come febbre, tosse, dispnea, o aveva già una diagnosi”. “Molte possono essere le cause – ha commentato Luigi Oltrona Visconti, direttore cardiologia del San Matteo –; probabilmente è l’espressione anche del fatto che tante persone a casa hanno sottovalutato i sintomi e ritardato la chiamata ai soccorsi”. Secondo Alessandra Paolo, infine, coautrice del lavoro e responsabile del 118 della provincia di Pavia “i cittadini non devono temere di attivare i soccorsi. Il sistema di emergenza territoriale, nonostante il considerevole aumento di chiamate e di casi di arresto cardiaco, ha risposto adeguatamente”. Oltre ad allertare i soccorsi, però, se i defibrillatori DAE fossero diffusi in maniera capillare in tutta la Lombardia (e, più in generale, su tutto il territorio nazionale) la percentuale delle vittime di arresto cardiaco potrebbe scendere e anche di parecchio. Un tasso di decesso dell’80-90% è decisamente inaccettabile. Poiché l’arresto cardiaco colpisce generalmente in presenza di testimoni, avere un DAE a portata di mano, anche e soprattutto all’interno del proprio condominio o della propria abitazione, potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte. Lo abbiamo ripetuto più e più volte: una persona in arresto cardiocircolatorio è in grado di “resistere” pochissimi minuti senza che il sangue ossigeni il suo cervello. Intervenire in maniera tempestiva (entro i primi 2-3 minuti dall’evento) e in maniera efficace, cioè attraverso le manovre RCP e la defibrillazione precoce, è fondamentale affinché il paziente non riporti danni cerebrali, oltre che per la sopravvivenza dello stesso. Sempre, ma soprattutto in un momento come questo, cardioproteggere la propria salute e quella dei propri cari attraverso l’acquisto di un defibrillatore DAE potrebbe davvero fare la differenza! Pensiamoci! Fonti: https://www.lastampa.it https://www.quotidianosanita.it https://www.ilgiorno.it #### Arresto Cardiaco (AC) e Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) Arresto Cardiaco (AC) e Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) Anche se molto spesso vengono impiegati come sinonimi, la Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) e l’Arresto Cardiaco (AC) non sono la stessa cosa. Per morte cardiaca improvvisa, infatti, si intende la morte naturale inaspettata causata da un evento cardiaco entro un’ora dall’inizio dei sintomi acuti. Essa può colpire soggetti con o senza preesistenti patologie cardiache. L’arresto cardiaco, invece, può essere un evento prevedibile e soprattutto reversibile. Se non si interviene tempestivamente attraverso adeguate manovre di soccorso e mediante l’utilizzo di strumenti opportuni, un arresto cardiaco può portare alla morte cardiaca improvvisa.   Arresto cardiaco: modalità con cui si origina Il ritmo più frequente riscontrato in caso di arresto cardiaco è la Fibrillazione Ventricolare (FV), spesso preceduta da Tachicardia Ventricolare (TV). La fibrillazione ventricolare non è nient’altro che un’aritmia cardiaca caotica e rapidissima che causa la cessazione completa della gittata cardiaca. Ciò è dovuto alla contrazione scoordinata dei ventricoli del cuore. La tachicardia ventricolare, invece, è un’aritmia ipercinetica caratterizzata da una frequenza ventricolare maggiore di 100 battiti per minuto. Come dicevamo, nell’80% dei casi un arresto cardiaco viene causato da fibrillazione ventricolare, mentre nel restante 20% dei casi la causa dell’arresto cardiaco è la Bradiaritmia (battito cardiaco al di sotto dei 60 per minuto). In caso di fibrillazione ventricolare, l’altezza delle onde elettriche, misurate attraverso un elettrocardiogramma, si abbassa in maniera progressiva entro pochi minuti, fino a giungere alla cessazione totale della circolazione sanguigna (asistolia). È stato calcolato che lo stato di asistolia viene raggiunto mediamente in 10-12 minuti dall’esordio dell’Arresto Cardio-Circolatorio (ACC). È ovvio, quindi, come il tempo di intervento incida significativamente sul buon esito della vicenda: maggiore sarà l’intervallo di tempo che trascorrerà tra l’arresto Cardiaco e il primo soccorso, minori saranno, per il pazienze, le speranze di poter sopravvivere, scongiurando la morte cardiaca improvvisa (MCI).   Come riconoscere un arresto cardiaco e come trattarlo Una persona colpita da arresto cardiaco si troverà in stato di incoscienza, mostrando apnea (assenza di respirazione) o gasping (boccheggiamento caratterizzato da una riduzione estrema della frequenza degli atti respiratori fino al loro totale arresto) e assenza di polso. In caso di arresto cardiaco, l’obiettivo principale del soccorritore dovrà essere quello di collegare quanto prima un defibrillatore automatico esterno (o un defibrillatore semiautomatico esterno) al paziente. In attesa del defibrillatore, inoltre, dovranno essere iniziate opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) per tenere ossigenati il più possibile il cervello e gli altri organi vitali del paziente. Difatti, per scongiurare la morte cardiaca improvvisa, è fondamentale attivare quanto prima la cosiddetta “Catena della Sopravvivenza”, il cui obiettivo è, per l’appunto, garantire tempestivamente un primo soccorso efficace, in attesa dell’intervento del personale sanitario del 118. Elenchiamo di seguito le azioni sequenziali da mettere in pratica a seguito di un arresto cardiaco: Allertare i soccorsi: in caso di arresto cardiocircolatorio, allertare il servizio d’emergenza è la prima cosa di cui occuparsi. In questo modo, un operatore del 118 potrà inviare sul posto le risorse idonee e necessarie a soccorrere adeguatamente il paziente in oggetto. RCP precoce: la rianimazione cardiopolmonare è la procedura mediante la quale le funzioni di base  della  circolazione  sanguigna  e  dell’ossigenazione  possono  essere mantenute (per  breve tempo) in modo da supportare il muscolo cardiaco e il Sistema Nervoso Centrale in attesa di un trattamento definitivo che ristabilisca nel paziente un battito cardiaco normale. Defibrillazione precoce: le aritmie ventricolari “maligne”, responsabili dell’80-90% dei casi di arresto cardiaco, possono essere convertite in un ritmo cardiaco corretto solo mediante uno shock elettrico al cuore erogato da un defibrillatore. È di vitale importanza, quindi, avere a portata di mano un Defibrillatore Automatico (o semiautomatico) Esterno (DAE) con cui poter soccorrere tempestivamente il paziente. Istituzione precoce  di  cure  avanzate:  a seguito di un arresto cardiocircolatorio, la rapida  ripresa  di  un  ritmo  cardiaco spontaneo rimane l’obiettivo primario per evitare al paziente il sopraggiungere della morte cardiaca improvvisa . Così, se la defibrillazione precoce rappresenta il momento chiave per il recupero del ritmo cardiaco, altrettanto importanti sono gli altri interventi di ACLS (Advanced Cardiovascular Life Support, supporto avanzato di rianimazione cardiovascolare) che permettono  di  trattare  le  cause  alla  base  dell’arresto cardiaco e a  prevenirne la ricomparsa. Anche in questo caso, quanto più tempestiva sarà l’intervento, tanto più elevate saranno le probabilità di sopravvivenza per il paziente. Elencati i quattro “anelli” fondamentali della “Catena della Sopravvivenza”, occorre sottolineare come negli ultimi tempi la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione precoce vengano considerate azioni da svolgere simultaneamente o, meglio, non necessariamente in sequenza: un unico anello della catena, insomma.   Diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni Fortunatamente, i defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) si stanno diffondendo sempre di più all’interno dell’intero territorio nazionale, anche se, in tal senso, la strada da percorrere è ancora molto lunga. Fra l’altro, questi dispositivi salvavita, dall’utilizzo semplice ed intuitivo, dovranno essere acquistati da tutte le società sportive dilettantistiche entro il 20 luglio 2016. Ad imporlo è una legge, il Decreto Balduzzi, firmato nel 2013 dall’allora Ministro della Salute Renato Balduzzi. Per le società sportive professionistiche l’obbligo è già scattato, mentre per le associazioni sportive dilettantistiche il termine ultimo per dotarsi di un DAE è stato fissato, appunto, a luglio di quest’anno. Anche in conseguenza di ciò, sempre più spesso veniamo a conoscenza di persone, giovani e meno giovani, sopravvissuti ad un arresto cardiaco grazie all’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno. Il 22 febbraio di quest’anno, ad esempio, un uomo di 61 anni si è accasciato al suolo durante la Mezza maratona di Scandicci, provincia di Firenze. Un volontario della Croce Rossa, provvisto di defibrillatore portatile semiautomatico esterno, l’ha prontamente soccorso salvandogli la vita. Il 28 febbraio 2016, invece, un turista ceco di 56 anni è stato salvato da un defibrillatore nei pressi della seggiovia “Arabba fly”, in provincia di Belluno. L’uomo, colpito da arresto cardiocircolatorio, è stato prontamente defibrillato e  trasportato nel  vicino ospedale di Agordo. A Viterbo, il primo marzo 2016, un ragazzo di 25 anni è stato salvato da un defibrillatore nei pressi di una fermata dell’autobus. A Livorno, il 14 marzo, si è accasciato al suolo sul luogo di lavoro un uomo di 38 anni colpito da arresto cardiaco. Fortunatamente, la Pierburg Pump, azienda per ricambi auto, è dotata di un defibrillatore semiautomatico esterno che ha permesso di salvare la vita all’uomo. Il 15 marzo 2016, invece, un atleta 45-enne, al termine della mezza maratona Roma – Ostia, è stato colto da arresto Cardiaco. Fortunatamente, erano presenti in loco alcuni volontari della Croce Rossa che gli hanno salvato la vita mediante l’utilizzo di un defibrillatore DAE. Ma purtroppo, a causa della mancata presenza di un DAE, non ce l’hanno fatta molte altre persone. È il caso di una studentessa tredicenne di Pavullo nel Frignano, provincia di Modena, che è crollata a terra durante una lezione di inglese; Giorgia, che non era stata prontamente defibrillata, è morta alcune ore dopo presso l’Ospedale Maggiore di Bologna. Ricordiamo anche il caso, più famoso, di Vigor Bovolenta, il pallavolista veneto scomparso il 24 marzo 2011 durante una partita di B2 fra il Volley Forlì, la squadra in cui giocava, e la Lube. Oppure il caso di Piermario Morosini, centrocampista del Livorno, morto a Pescara, all’età di 26 anni, durante la partita. Su Piermario, colpito da arresto cardiaco, non venne utilizzato nemmeno uno dei due defibrillatori presenti all’interno del campo da calcio. In conseguenza di ciò, i medici Ernesto Sabatini, Manlio Porcellini e Vito Molfese sono stati indagati proprio per non aver utilizzato il defibrillatore durante l’intervento di soccorso del calciatore. L’augurio è quello che sempre meno persone possano perdere la vita a causa di un arresto cardiaco: con la diffusione capillare di questi dispositivi salvavita su tutto il territorio nazionale si potrebbero salvare migliaia di vite ogni anno! #### Arresto cardiaco a 7 anni: salvo grazie al DAE Mauro Maltauro, comandante del corpo dei vigili del fuoco di Mori, assieme al figlio Alessio di 25 anni, è riuscito a salvare la vita di un bambino di 7 anni colpito da un arresto cardiaco. Un intervento come quello che nella serata di mercoledì 22 aprile ha salvato la vita a un bambino di 7 anni colpito da arresto cardiaco riempie di valore anni ed anni di volontariato. Perché Mauro Maltauro, comandante dei vigili del fuoco di Mori (provincia di Trento) ha risposto a migliaia di chiamate della centrale unica nella sua “carriera” di pompiere ma ci sono eventi, come questo, che lasciano il segno. E con lui stavolta c’era anche il figlio Alessio, 25 anni, volontario dello stesso corpo. È successo mercoledì sera, per l’appunto, alle 20:40 circa: dalla centrale unica è arrivata la richiesta di supporto dei vigili del fuoco volontari di Mori per l’arrivo dell’elisoccorso. “Solitamente in questi casi una delle nostre macchine con due volontari va nel luogo dove atterra l’elicottero, mentre un’altra con altri due vigili si porta sul luogo dell’evento. In questo modo possiamo raccogliere più notizie da dare anche ai medici o ai sanitari che sono in arrivo” – ha spiegato Maltauro. Il 22 aprile sul mezzo che si è diretto nell’abitazione da cui è partita la richiesta di soccorso c’erano lui e suo figlio. Sapevano che c’era un bambino in arresto cardiaco: si sono precipitati nel luogo indicato, ma non si aspettavano di arrivare prima dell’ambulanza. Succede spesso, in realtà, proprio perché i corpi sono distribuiti in ogni comune e i volontari sono sempre disponibili a correre in caso di chiamata. L’infermiere con l’auto sanitaria o l’ambulanza hanno qualche chilometro in più da percorrere, così come l’elicottero che deve seguire una procedura prima di alzarsi in volo. “Appena entrati in casa – ha raccontato il comandante – abbiamo visto la nonna del bambino, infermiera, che stava praticando il massaggio cardiaco al suo nipotino”. Poco più in là, il dolore e la paura dei genitori che osservavano disperati il loro bambino, steso a terra senza dare segni di vita. Il suo cuore aveva smesso di battere. La preparazione dei due pompieri e l’adrenalina che in quel momento permette loro di agire nelle situazioni più complicate hanno fatto sì che non rimanessero lì fermi in attesa dei sanitari. “Fortunatamente avevamo in dotazione un defibrillatore DAE e non abbiano esitato un secondo ad utilizzarlo, continuando le manovre di rianimazione cardiopolmonare fino all’arrivo dei soccorsi” – ha continuato Mauro Maltauro. “È successo tutto in pochi minuti, ma mi sono sembrati un’eternità” – ha precisato il comandante l’indomani. All’arrivo dei sanitari il cuore del bambino aveva già ripreso a battere grazie all’utilizzo del defibrillatore. Fondamentale è stato anche il pronto intervento della nonna che, mediante il massaggio cardiaco, ha tenuto ossigenati gli organi vitali del bambino, cervello compreso. Il personale sanitario lo ha poi stabilizzato e trasportato nell’ospedale più vicino. In un secondo momento il bambino è stato trasferito nella struttura ospedaliera di Padova. “Non è la prima volta che utilizziamo il defibrillatore. Abbiamo dovuto usarlo anche in altre occasioni, purtroppo. Però negli altri casi avevamo soccorso delle persone adulte. Questa volta, invece, si trattava di un bambino di 7 anni” – ha concluso Maltauro, rendendo l’idea dei sentimenti provati in quei momenti. Alcuni giorni dopo, il comandante del corpo dei vigili del fuoco di Mori ha ricevuto un messaggio dai famigliari del bambino che lo hanno ringraziato per il suo intervento. Sicuramente uno degli attestati più belli che un volontario possa ricevere e che lo ripaga del tempo e delle energie spese a favore della propria comunità. Fonti: https://www.ildolomiti.it/ https://www.ladige.it/ #### Arresto cardiaco a casa, 50enne salvato con il defibrillatore dai figli minorenni Un uomo di 50 anni ha avuto un malore in casa, a salvarlo i figli minorenni, che hanno preso un defibrillatore pubblico poco distante e utilizzato con il supporto telefonico del 112. L’evento si è registrato nel pomeriggio di venerdì 26 agosto a Nerviano (Milano), quando il cinquantenne colto da arresto cardiaco ha perso i sensi. In casa si trovavano anche i due figli, minorenni, che hanno immediatamente chiamato i soccorsi del 112. L’operatore del 112 ha dato quindi le istruzioni di soccorso in attesa dell’arrivo dell’autoambulanza, chiedendo ai ragazzi la presenza di un defibrillatore pubblico disponibile in zona. Così uno dei ragazzi si è precipitato a prendere un defibrillatore installato lo scorso luglio all’esterno della chiesa parrocchiale di Santo Stefano, e seguendo le istruzioni telefoniche, ha collegato e avviato il dispositivo, che ha salvato l’uomo. Il defibrillatore era stato installato a luglio in memoria di Luciano Fontana, ex presidente dell’U.S. Nervianese 1919. Il DAE fu acquistato grazie a una raccolta fondi promossa dalla famiglia Fontana, dalla società U.S. Nervianese 1919 e dall’associazione Sessantamilavitedasalvare Alto Milanese. Il 50enne è stato poi portato al pronto soccorso dell’Ospedale di Legnano, dove si trova al momento ricoverato in prognosi riservata. Il defibrillatore era stato installato il 15 Luglio, circa 1 mese e mezzo prima. Ad utilizzarlo due ragazzini minorenni, senza competenze di primo soccorso e soggetti ad una forte emotività, visto che hanno soccorso il loro padre. Alcune considerazioni: Chiunque può essere colto da arresto cardiaco improvviso, a qualsiasi età e anche senza patologie cardiologiche L’arresto cardiaco può colpire in qualsiasi luogo. Per assurdo, i luoghi meno cardioprotetti sono quelli dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, le abitazioni. Il defibrillatore deve essere correttamente posizionato e mantenuto: deve essere in garanzia, così come batteria e elettrodi, per garantirne una costante efficacia. Nell’articolo precedente abbiamo tratta di un intervento con esito negativo dovuto ai 2 DAE utilizzati non funzionati. Chiunque può utilizzare un defibrillatore, anche un ragazzino senza nessuna competenza di primo soccorso. Il defibrillatore pubblico è fondamentale per intervenire in modo rapido su tutto il territorio nazionale. donare un defibrillatore ha sempre un grande valore di responsabilità civile e sociale, e può offrire una seconda chance di vita.   #### Arresto cardiaco a Livorno, anziano salvato con il defibrillatore dal personale della farmacia Nei giorni scorsi un anziano di 84 anni è stato salvato con l’impiego del defibrillatore dal direttore della Farmacia Centrale Scalabrella. L’evento è accaduto in Via De Larderel, a Livorno. L’uomo era uscito di casa con la badante, quando ha avuto un malore e si è accasciato a terra. La badante ha chiesto quindi soccorso al personale della farmacia poco distante. Vittorio Scalabrella, si è quindi recato fuori per soccorrere l’uomo, cosciente, aiutandolo ad alzarsi e allertando anche il 112. Poco dopo l’uomo ha iniziato a respirare con difficoltà e dopo poco è andato in arresto cardiaco. Scalabrella ha quindi avviato subito il massaggio cardiaco, che in seguito ha chiesto di proseguire a uno dei presenti, così da potersi recare nella farmacia per prendere il defibrillatore. Appena applicati gli elettrodi è arrivata l’autoambulanza della Misericordia. I soccorritori hanno proseguito le manovre RCP ed hanno erogato 1 scarica, sufficiente per rianimare l’uomo. E’ stato impiegato un defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P . Poco dopo è sopraggiunto anche una seconda autoambulanza della Pubblica Assistenza con medico a bordo, che ha quindi stabilizzato il paziente per poi trasferirlo presso l’Ospedale (Ospedali Riuniti di Livorno). La Farmacia Centrale Scalabrella è dotata di defibrillatore, ed il personale è addestrato con corsi BLSD e aggiornamenti periodici per il primo soccorso con impiego del defibrillatore. Le farmacie non sono obbligate a dotarsi di defibrillatore. Ad oggi la possibilità di dare una seconda chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco è in buona parte legata anche alla sensibilità, responsabilità e senso civico di altre persone. Nell’attesa che il defibrillatore venga maggiormente regolamentato e reso obbligatorio, come l’estintore per prevenire e contrastare lo sviluppo degli incendi oppure la cintura di sicurezza per una maggiore sicurezza in caso di incidenti stradali, ci teniamo a raccontare storie come questa. Complimenti a Vittorio Scalabrella e al suo Staff! #### Arresto cardiaco a San Donato in Poggio (Firenze): cittadinanza e defibrillatore salvano un uomo A San Donato in Poggio, frazione di Barberino Tavarnelle (Firenze), un uomo di 55 anni è stato salvato grazie all’intervento tempestivo dei cittadini e all’utilizzo di un defibrillatore pubblico. La mattina del malore, l’uomo stava tornando a casa insieme alla moglie. Nei pressi della porta del borgo, ha avvertito un forte dolore al petto e improvvisamente è crollato a terra, colpito da un arresto cardiaco. Un evento improvviso che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche senza l’immediata risposta della comunità. Alcuni residenti, sentendo le grida della moglie e notando l’uomo in difficoltà, hanno subito allertato i soccorsi e si sono avvicinati per prestare i primi aiuti. Grazie alla prontezza e alla conoscenza delle manovre salvavita, sono riusciti a recuperare rapidamente il defibrillatore pubblico situato nei pressi del borgo. Seguendo le istruzioni del dispositivo e coordinandosi tra loro, hanno iniziato la defibrillazione e la rianimazione cardiopolmonare. Il cuore dell’uomo ha ripreso a battere prima dell’arrivo dei soccorsi avanzati, permettendo al personale sanitario di completare le cure e stabilizzare il paziente. Un esempio concreto di come la preparazione della comunità e la disponibilità di dispositivi salvavita possano fare la differenza tra la vita e la morte. Tommaso, così si chiama l’uomo salvato, ha voluto esprimere la sua gratitudine: “Non smetterò mai di ringraziare chi è intervenuto così rapidamente. La loro prontezza mi ha ridato la vita. È incredibile pensare a quanto conti la formazione e la consapevolezza della comunità in questi momenti.” L’importanza dei defibrillatori pubblici Questo episodio sottolinea l’importanza della presenza di defibrillatori pubblici in luoghi strategici, facilmente accessibili a cittadini e operatori. Ogni minuto conta in caso di arresto cardiaco: l’intervento immediato con un defibrillatore aumenta significativamente le possibilità di sopravvivenza. La comunità di San Donato in Poggio ha dimostrato come, anche in piccoli borghi, la collaborazione tra cittadini e strumenti salvavita possa fare la differenza. L’episodio invita a riflettere sull’importanza della formazione, della consapevolezza e della diffusione di dispositivi salvavita, così da creare una rete di protezione efficace in ogni comunità. La vicenda di San Donato in Poggio è un chiaro esempio di come la preparazione e la solidarietà possano salvare vite. Ogni cittadino formato e ogni defibrillatore pubblico installato rappresentano un passo concreto per garantire la sicurezza della comunità. #### Arresto cardiaco a scuola, insegnante interviene con il defibrillatore Un ragazzo di 16 anni si è accasciato a terra a scuola, al termine dell’ora di educazione fisica. L’episodio è avvenuto martedì 4 maggio 2021 presso il Liceo sportivo dell’Istituto Pandini a San’Angelo Lodigliano (Lodi). Il ragazzo si trovava nel cortile della scuola e stava apprestandosi a rientrare in aula, quando improvvisamente ha perso conoscenza. Immediato l’intervento di un insegnante, che compresa la situazione ha avviato le manovre di primo soccorso e praticato il massaggio cardiaco, fino all’arrivo del defibrillatore, presente all’interno della scuola. Grazie alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e al tempestivo impiego del defibrillatore il ragazzo è stato salvato. Poco dopo, sono giunti presso l’istituto scolastico i mezzi di soccorso del 118, che hanno provveduto a trasportare il ragazzo, in gravi condizioni salute e con la massima urgenza, all’ospedale Maggiore di Lodi e attualmente la prognosi è riservata. Si tratta del 2° caso di arresto cardiaco a scuola nell’ultimo mese, in entrambe i casi a 2 sedicenni (un ragazzo e una ragazza), dove è stato necessario l’intervento del defibrillatore. Fattore che conferma l’importanza del contributo di 1.000 Euro per l’acquisto di defibrillatori da installare nelle sedi scolastiche da parte del Ministero dell’Istruzione. Solo con una presenza capillare dei defibrillatori sul territorio, potremo passare dalla percentuale di salvataggio attuale di arresto cardiaco del 2%, ad una percentuale di circa il 60-70%. #### Arresto cardiaco a scuola: Anna non ce l’ha fatta Il Preside si difende: “Il defibrillatore non è un obbligo”. Non ce l’ha fatta Anna Modenese, la studentessa quattordicenne che mercoledì 19 febbraio è stata colta da arresto cardiaco davanti all’insegnante e ai suoi compagni di classe. Un attimo prima stava seguendo la lezione di matematica, un attimo dopo il suo corpo si è accasciato a terra, senza alcun preavviso. È così che colpisce l’arresto cardiaco: all’improvviso, colpendo chiunque e dovunque. Giovani e meno giovani, anziani e bambini. È successo al Liceo delle Scienze umane Duca D’Aosta di Padova. Tre arresti cardiaci consecutivi non le hanno lasciato scampo, nonostante i tentativi di rianimarla da parte del personale del 118: è morta dopo nemmeno 24 ore dal ricovero nell’unità coronarica del nosocomio della città. Era la prima ora di lezione. Il professore era entrato in classe e aveva iniziato a spiegare. Dopo neppure mezz’ora dall’inizio della lezione, il silenzio nella classe viene rotto dalle urla della compagna di banco di Anna. La ragazza era caduta a terra, priva di sensi. Pensavano tutti a uno svenimento, ma la studentessa non si riprendeva. Non parlava. Non era cosciente. Non respirava. Attorno a lei si sono radunati tutti i compagni di classe, il professore e alcuni bidelli. Qualcuno, nella confusione, ha chiamato i soccorsi. La gravità della situazione è stata chiara fin da subito. Giunti sul posto, gli operatori del 118 iniziano le manovre di rianimazione sulla ragazza: d’un tratto il suo cuore ricomincia a battere. Subito dopo, Anna è stata trasportata d’urgenza nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Padova, ma, in poco tempo, la studentessa viene colpita da un altro arresto cardiaco. Poi da un altro ancora. Dopo una notte trascorsa in ospedale, dopo aver provato a fare anche l’impossibile, è stato avviato l’iter di accertamento della morte cerebrale. La ragazzina ha lasciato il padre Alessandro, la madre Claudia, e un fratello più piccolo. I familiari hanno acconsentito all’espianto dei suoi organi. «Purtroppo nel 2020 non è ancora possibile prevenire un arresto cardiaco. È possibile, però, diffondere la cultura della rianimazione precoce, di cui il defibrillatore è il cardine», dice la professoressa Luisa Cacciavillani. Mentre il Preside, Alberto Danieli, si è difeso così: «Il defibrillatore non è un obbligo nelle scuole». Vero. Il defibrillatore, purtroppo, non è ancora obbligatorio nelle scuole. In Parlamento, però, si discute da tempo di una proposta di legge in proposito che è già stata approvata da Montecitorio il 30 luglio scorso e che ora è al Senato e ha iniziato il suo iter in commissione con una serie di audizioni, l’ultima delle quali si è tenuta l’11 febbraio scorso. Il testo, di nove articoli, ha come primo obiettivo quello di favorire la progressiva diffusione e l’uso dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni presso alcune sedi di pubbliche amministrazioni, infrastrutture e mezzi di trasporto, oltre che presso i gestori di servizi pubblici. Nel programma, inoltre, è prevista una diffusione prioritaria per quanto riguarda le scuole di ogni ordine e grado. Qui il link di approfondimento. La domanda che sorge spontanea, però, davanti a queste tragedie, è la seguente: «Per dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno è necessario che una legge ci obblighi a farlo?». Noi crediamo di no. Bastano poche centinaia di euro per salvare la vita a migliaia di persone ogni anno. Allora, cosa aspettiamo? Fonti: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/02/20/news/padova_colpita_da_infarto_a_14_anni_dicdichiar_morte_cerebrale-249096818/ http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/editoriali/2020/02/21/legge-sui-defibrillatori.-che-fine-ha-fatto_6b9042fe-2fb7-4531-bc99-cb6e552197e4.html https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/infarto_a_scuola_morta_ragazza_14_anni-5063844.html #### Arresto cardiaco a teatro: salvato da cinque sanitari Tre medici e due infermieri che si trovavano nella stessa sala hanno soccorso tempestivamente lo spettatore in arresto cardiaco. È successo a Calamonaci, provincia di Agrigento. Al teatro “Aldo Nicolaj”, durante una rappresentazione teatrale, uno spettatore è stato colto da un arresto cardiaco. L’uomo è stato fortunato perché nella stessa sala in cui si trovava erano presenti tre medici, fra cui un cardiologo, e due infermieri professionali. I cinque sanitari, in attesta dell’arrivo del 118 e in assenza del defibrillatore, hanno iniziato a praticare sull’uomo le opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Una volta arrivati i soccorsi, il sessantenne è stato rianimato e subito trasportato all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera da dove, nelle ore successive, è stato trasferito in una struttura sanitaria regionale. Sono stati minuti di grande spavento al teatro “Aldo Nicolaj”. Anche la rappresentazione teatrale, giunta ormai al termine, è stata interrotta. Persino gli attori sono scesi in platea per sincerarsi delle condizioni di salute del loro assiduo spettatore. A soccorrere l’uomo sono stati: il cardiologo Pietro Gambino, il chirurgo Giovanni Falcone, la dottoressa Filippa Garuana, gli infermieri professionali Pino Spinelli ed Enza Rizzo. In sala era presente anche il maresciallo dei carabinieri, comandante della stazione dell’Arma di Calamonaci, Fabio Santopietro, che ha coordinato l’arrivo dell’ambulanza del 118. L’accaduto non può che far riflettere, ancora una volta, sull’importanza della diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni nei luoghi pubblici, compresi, dunque, i teatri. L’arresto cardiaco, infatti, può colpire chiunque e in qualunque momento, come è stato dimostrato anche da questo evento. Non necessariamente, per l’appunto, l’arresto cardiaco colpisce mentre si pratica un’attività sportiva. Ma può colpire anche mentre si è seduti: nella platea di un teatro come sul divano guardando la televisione; e persino sui banchi di scuola. Come abbiamo ripetuto più volte, per evitare gravi danni cerebrali o, addirittura, la morte, l’arresto cardiaco deve essere tratto entro i primi 5 minuti dalla manifestazione del malore. Per ogni minuto che passa, difatti, le possibilità di sopravvivere diminuiscono del 10% circa. Va da sé, quindi, che dopo soli 10 minuti le speranze di rimanere in vita siano praticamente nulle. Cosa aspettiamo, quindi, a cardioproteggere i nostri paesi e le nostre città? I defibrillatori DAE hanno un costo relativamente basso e potrebbero salvare migliaia di vite all’anno. #### Arresto cardiaco al circolo: salvata da un 70enne con il defibrillatore L’ha salvata il defibrillatore, l’ha salvata ancora una volta la rete del Progetto Cuore che fa di Arezzo la città più protetta d’Italia insieme a Piacenza: circa duecento DAE pronti a rianimare un po’ ovunque chiunque venga colto da un arresto cardiaco. Stavolta è successo al centro sociale Fiorentina di via Vecchia, dietro Porta San Clemente, a due passi dalla taverna del miracolo della Madonna del Conforto, ora trasformata in cappella veneratissima dagli aretini. Se sia miracolo anche questo dipende dalla fede dei singoli, di sicuro per la signora, 68 anni, è stato provvidenziale che il centro sociale avesse un defibrillatore semiautomatico esterno in dotazione. È successo tutto in pochi attimi, intorno alla mezzanotte di sabato, come racconta il presidente del circolo Gianfranco Grifoni. Lei stava ballando un fox-trot, uno dei tanti della solita serata per appassionati di danza della terza età animata dall’orchestra. Nel pieno della melodia, la donna si è sentita mancare ed è crollata a terra colpita da un arresto cardiaco. Il caso ha voluto che in sala ci fosse un socio che è anche volontario della Misericordia di Laterina, il settantenne Brunero Grifoni. È stato lui a rendersi conto per primo che era un problema di cuore, è stato lui ad applicare il defibrillatore sul petto della signora. Minuti interminabili, come ricorda adesso l’altro Grifoni, il presidente: alla prima scarica il cuore non ne voleva sapere di ripartire, ce ne sono volute altre due. Intanto erano arrivate anche l’auto medica e l’ambulanza del 118. La vittima dell’arresto cardiaco è stata poi trasportata al San Donato, dove è ancora ricoverata in terapia intensiva, ma dovrebbe farcela. E, se ce la farà, sarà anche perché il malore l’ha colpita in una sala munita di DAE e perché le persone che le stavano intorno sapevano come intervenire. È appunto il progetto «Cuore» di cui il responsabile del 118 Massimo Mandò è uno dei più strenui sostenitori. Dal 2010 ad oggi, la rete di protezione dei defibrillatori si è progressivamente estesa e oggi ce ne sono un po’ dappertutto, nei centri sociali come nei palasport, nei parchi e persino nei parcheggi. Di continuo, come ha spiegato di recente Mandò a La Nazione, si svolgono corsi di formazione nel corso dei quali si impara a maneggiare un defibrillatore DAE. Anche nelle scuole, dove si sono formati oltre 2 mila studenti assieme ai loro professori (180 laureati in scienze motorie con l’abilitazione). Qualche mese fa l’apparecchio con il disegno del cuore aveva salvato un novantenne di Sansepolcro, ripreso per i capelli, ma altri salvataggi sono avvenuti alla Coop di Montevarchi e addirittura nel parcheggio coperto dell’ospedale. Ora la storia di San Clemente: sono le ragioni del cuore che anche il cuore conosce. Fonte: https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/arresto-cardiaco-mentre-balla-al-circolo-salvata-da-un-settantenne-con-il-defibrillatore-1.3865713 #### Arresto cardiaco al ristorante: una cliente la salva con il defibrillatore La signora Gianna Tardozzi, 75 anni, non si è accorta di nulla. Il suo cuore ha smesso di battere a causa di un arresto cardiaco, ma una ragazza che le cenava accanto le ha salvato la vita. È successo sabato 4 novembre presso il ristorante Il Pescatore di Anzola dell’Emilia. Con un defibrillatore a disposizione e l’aiuto degli operatori del 118 via telefono, una cliente di 28 anni, che fa la bagnina, è stata la sua salvatrice. “Avevo appena finito di mangiare il risotto, mi sono svegliata in ospedale” – ha dichiarato la signora Gianna dal letto dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Ma sa bene che nel brutto tiro che la sorte le ha giocato è stata anche molto fortunata. In attesa dell’arrivo dell’ambulanza, infatti, giunta sul posto dopo “soli” 9 minuti, la 28enne prima le ha praticato il massaggio cardiaco e poi le ha erogato due scariche elettriche al cuore che l’hanno rianimata. Il tutto accadeva mentre a un altro capo del telefono un operatore del 118 la istruiva sui passaggi da compiere. “Quando è arrivata l’ambulanza la signora aveva già ripreso a respirare” – ha raccontato Giorgio Tattini, titolare del ristorante. E così la signora Gianna Tardozzi, che ora è ricoverata in Cardiologia al Maggiore in buone condizioni, è la sesta paziente dall’inizio dell’anno arrivata in Unità coronarica dopo essere stata rianimata da personale non sanitario. Per Giovanni Gordini, direttore del Dipartimento di Emergenza dell’Ausl, l’episodio “conferma che la tempestività negli interventi per arresto cardiaco, quando può contare su una pluralità di soggetti soprattutto laici in grado di eseguire le prime manovre salvavita, incide positivamente sull’esito. A tutto ciò ha contribuito significativamente anche l’investimento ultradecennale della Ausl di Bologna per la creazione di una rete di soccorritori non sanitari formati all’utilizzo dei defibrillatori”. “Le altre persone arrivate in reparto dopo essere state rianimate da personale non sanitario — racconta il direttore della Cardiologia Giuseppe Di Pasquale — arrivavano dalla stazione, soccorse dalla Polfer, e da impianti sportivi. È un segnale che indica che aumenta la diffusione della cultura della rianimazione cardiopolmonare — osserva il medico —. E se il massaggio cardiaco è fatto correttamente, il cuore riparte senza danni al cervello, come nel caso della signora. Se non fosse stata in un ristorante con il defibrillatore e se non ci fosse stata una persona appositamente formata, non sarebbe qui”. Lo sa anche la signora Gianna che se l’attacco cardiaco fosse arrivato per strada o magari a casa “forse non sarei qui a raccontarlo”. E invece quello di sabato sera non è stato di certo il suo ultimo risotto. “Ero a cena con mio marito e degli amici — racconta —, ma stavo bene. Ho avuto un infarto 16 anni fa e un’angioplastica. So che l’altra sera la ragazza che mi ha salvato la vita è stata molto brava, ha provato diverse volte a rianimarmi. Mio figlio l’ha contattata per ringraziarla, appena esco ci incontreremo e andrò a trovare anche il titolare del ristorante: ho saputo che anche lui è stato molto bravo. Se non ci fosse stato il defibrillatore non sarei viva, i medici me l’hanno detto”. Il Pescatore è un ristorante immerso tra alcuni laghetti attrezzati per la pesca sportiva e il canoa polo, per questo è dotato di defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e di due operatori che hanno seguito il corso di primo soccorso BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). La signora Gianna è rimasta ricoverata per tre giorni nell’Unità coronarica, da ieri è in reparto. Entro il fine settimana, molto probabilmente, potrà tornare a casa. Arianna Monari, a ragazza che le ha salvato la vita, ha dichiarato: “Andrò al Maggiore a trovare a signora nella mattinata di domani”. Poi ha aggiunto: “Sono laureata in scienze motorie e ho il brevetto di salvataggio perché d’estate faccio la bagnina in piscina. Ho seguito corsi BLS-D per l’utilizzo del defibrillatore. L’ultimo aggiornamento l’ho effettuato la settimana scorsa tramite la palestra per cui lavoro, e quindi ero tranquilla: sapevo quello che stavo facendo, anche se era la prima volta che intervenivo su un arresto cardiaco. Quando ho chiesto il defibrillatore, il mio ragazzo l’ha aperto: anche lui ha un brevetto di salvataggio. Il defibrillatore era semi-automatico e ha consigliato l’erogazione di due scariche elettriche. Poi, mentre facevo ancora il massaggio cardiaco è arrivata l’ambulanza”. Infine, Arianna ha lanciato un auspicio: “Consiglio a tutti di frequentare un corso BLS-D per poter essere pronti quando accadono queste situazioni: potrebbe succedere anche a qualcuno a cui si vuole bene ed è bellissimo essere d’aiuto e sapere di aver contribuito a salvare una vita”. Noi ci auguriamo, inoltre, che i defibrillatori si diffondano a macchia d’olio in tutto il territorio nazionale, in modo da averne sempre uno a portata di mano in caso di necessità. Intervenire tempestivamente, infatti, è fondamentale per la buona riuscita del soccorso: quando si viene colpiti da un arresto cardiaco le probabilità di sopravvivere calano del 10% circa per ogni minuto che passa. Va da sé, quindi, che dopo soli 5 minuti dall’evento le probabilità di vivere siano pressoché identiche a quelle di morire. Occorre tenere presente, infine, che senza un adeguato apporto di ossigeno al cervello, anche solo per pochissimi minuti, le funzionalità cerebrali subiscono gravi alterazioni, talvolta permanenti e di notevole entità. In caso di arresto cardiaco, dunque, attendere l’arrivo del 118 non è sufficiente. In Italia il tempo medio di arrivo dei mezzi di soccorso varia dai 12 ai 15 minuti. Nel caso della signora Gianna, l’ambulanza è arrivata prima: 9 minuti. Prima del solito, ma sempre troppo tardi. Fonte: http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/17_novembre_08/infarto-ristorante-cliente-salva-il-defibrillatore-69ae2b5a-c45f-11e7-b640-03b6aabdaba2.shtml #### Arresto cardiaco al supermercato, salvato da una infermiera e l’impiego tempestivo del defibrillatore Un mercoledì pomeriggio di luglio, come tanti altri, in un supermercato di Rassina, in provincia di Arezzo. Durante la spesa, un’infermiera nota del movimento inconsueto, si avvicina e vede che alcune persone stavano adagiando un uomo atterra. Sono necessari pochi istanti a Valentina Mencherini, per accorgersi della gravità della situazione, allertare il 118 e avviare le manovre di rianimazione cardio-polmonare. Nel frattempo viene portato un defibrillatore, che viene applicato e impiegato prontamente. E’ stata erogata una prima scarica, non sufficiente a far riprendere la normale attività cardiaca, così il massaggio cardiaco è proseguito, fino alla seconda scarica, quest’ultima con esito positivo. Pietro ha ripreso a respirare! Divenuto cosciente, è stato informato dell’accaduto dall’infermiera fuori servizio, che lo ha rassicurato in attesa dei soccorsi. “La storia di Pietro – Commenta Massimo Mandò, direttore del dipartimento Emergenza Urgenza della Asl Toscana Sud Est, che prosegue – rappresenta un vero esempio positivo di come può funzionare il sistema sanitario d’emergenza. Per questi risultati, però, è fondamentale che anche i cittadini e la comunità partecipino attivamente. Nei luoghi affollati, ad esempio, devono essere presenti, come è previsto dalla legge, i defibrillatori e ci devono essere persone formate per l’emergenza, ma spesso non è così. Nella nostra provincia grazie al progetto “Arezzo Cuore” abbiamo circa 1100 defibrillatori e oltre 35mila persone formate al suo utilizzo.” Pietro Tondelli, 58 anni di Bibbiena, racconterà in seguito che ha 2 ricordi distinti di quel giorno: l’ingresso nel supermercato e l’atro di alcune voci che lo chiamano. L’arresto cardiaco agisce in questo modo. Un attimo prima sembra tutto ok, come sempre. Un attimo dopo l’insorge l’arresto cardiaco e si cade atterra privi di sensi. L’arresto cardiaco per questo viene chiamato anche “arresto cardiaco improvviso” (ACI) o “morte cardiaca improvvisa” “MCI”. Si hanno a disposizione solo pochi minuti per prestare soccorso, che sarà comunque vano se non si impiega tempestivamente un defibrillatore, che deve essere già disponibile in loco, perché il tempo fisiologico dell’arrivo dei soccorritori non è quasi mai sufficiente. Nei giorni scorsi Pietro a voluto incontrare l’infermiera che lo ha salvato, donandole un mazzo di fiori! Ancora una volta, un defibrillatore presente e un tempestivo intervento, hanno salvato una vita. #### Arresto cardiaco al supermercato: 41enne salvato grazie a RCP e defibrillatore Un arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque, in qualsiasi momento e luogo. È quanto accaduto nei giorni scorsi ad Asti, dove un uomo di 41 anni è stato salvato grazie al tempestivo intervento delle persone presenti e all’utilizzo di un defibrillatore (DAE). L’episodio si è verificato presso un supermercato Lidl in Corso Casale ad Asti, dove l’uomo si è improvvisamente accasciato a terra sotto gli occhi di clienti e passanti. La reazione immediata delle persone presenti ha fatto la differenza. Dopo aver allertato il numero di emergenza 112, alcuni testimoni hanno iniziato senza esitazione le manovre di rianimazione cardiopolmonare, guidati telefonicamente dagli operatori sanitari della centrale operativa. All’arrivo dei soccorsi, il personale ha utilizzato un defibrillatore, che con una scarica ha permesso il ripristino del battito cardiaco e la ripresa dello stato di coscienza del paziente. L’uomo è stato successivamente trasportato in ospedale in codice rosso, ma cosciente: un esito possibile solo grazie alla rapidità e alla correttezza degli interventi effettuati nei primi minuti. Questo episodio rappresenta un esempio concreto di quanto sia fondamentale la cosiddetta “catena della sopravvivenza”, ovvero l’insieme di azioni che, se attivate rapidamente, aumentano in modo significativo le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Il riconoscimento precoce dell’emergenza, la chiamata immediata ai soccorsi, l’avvio della rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’uso tempestivo del DAE sono passaggi determinanti. Quando queste azioni vengono eseguite nei primi minuti, le possibilità di sopravvivenza possono aumentare in modo significativo. Nel caso di Asti, ogni anello della catena ha funzionato perfettamente: i presenti hanno riconosciuto la gravità della situazione, hanno iniziato la RCP e hanno reso possibile l’intervento efficace del defibrillatore.   Uno degli aspetti più rilevanti di questo evento è il ruolo attivo dei cittadini. Non si è trattato di un intervento esclusivamente sanitario, ma di una risposta collettiva in cui persone comuni, guidate a distanza, hanno eseguito manovre salvavita. Questo dimostra quanto sia fondamentale diffondere la cultura del primo soccorso e rendere sempre più persone capaci di intervenire in situazioni di emergenza. La formazione in BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) consente infatti di riconoscere un arresto cardiaco e intervenire correttamente anche prima dell’arrivo dei soccorsi. #### Arresto Cardiaco di un tifoso, la partita di calcio Liverpool-Inter sospesa per 4 minuti Durante la partita di calcio Liverpool-Inter di martedì 8 marzo, valida per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, un tifoso inglese che si trovava dietro la porta del portiere Alisson, ha avuto un arresto cardiaco. Il fatto si è verificato al 25’ del primo tempo. La notizia fa subito il giro dello stadio tra i tifosi e c’è un gran movimento dietro la porta. L’allenatore del Liverpool Jurgen Klopp si accorge che qualche cosa non va e dalla panchina chiama a gran voce l’arbitro, Mateu Lahoz, che comprende la situazione e sospende immediatamente la partita. Lo staff medico del Liverpool, il medico sociale dei Reds Jim Moxon e il fisioterapista Chris Morgan, seguiti dagli steward dell’Anfiel, si recano quindi verso il tifoso per prestare il primo soccorso, hanno con loro anche un defibrillatore. Le manovre di rianimazione-cardiopolmonare durano pochi minuti e consentono al tifoso di riprendersi. Dopo soli 4-5 minuti la partita riprende. Un grande spavento, ancora una volta sotto gli occhi dei numerosi presenti e di tutti i telespettatori internazionali che seguivano la partita, risolto positivamente! Sono numerose le cronache negli ultimi anni di arresti cardiaci nel calcio e dello sport in generale, che hanno interessato sia atleti sia spettatori. Tra i più noti in Italia citiamo il casi di Piermario Morosini e Vigor Bovolenta, entrambe scomparsi nel 2012 a causa di un arresto cardiaco: Morosini morì a causa di un arresto cardiaco durante la partita del 14 aprile 2012, durante il match fuoricasa contro il Pescara. Non aveva ancora compiuto 26 anni. L’evento fu ripreso dalle telecamere e venne ripreso sui media nazionali e internazionali, sensibilizzando molto le persone sul fatto che l’arresto cardiaco possa colpire chiunque, e che l’unico modo per contrastarlo è il tempestivo impiego del defibrillatore. Bovolenta morì il 24 marzo 2012 all’età di 37 anni in seguito a un arresto cardiaco avvenuto durante la partita una partita di Volley del campionato B2. Anche questo evento ebbe un grande richiamo mediaco. Pochi mesi dopo, venne emanato il Decreto Legge 13 settembre 2012, n. 158 noto come Decreto Balduzzi, che introduceva l’obbligo per le società e associazioni sportive per la dotazione del defibrillatore. Il Decreto Balduzzi, fu convertito in Legge (n. 189), l’8 novembre 2012, e diventato effettivo a partire dall’11 novembre 2012. Ci auguriamo che il grande lavoro svolto negli ultimi 10 anni, che ha visto l’obbligo del defibrillatore per le società sportive, l’obbligo della formazione BLSD/Primo Soccorso per il personale, una presenza capillare sul territorio dei DAE e numerose campagne informative e di sensibilizzazione, portino a salvare sempre più vite da un arresto cardiaco improvviso. #### Arresto cardiaco dopo il calcetto: salvato grazie al DAE Un arresto cardiaco improvviso, pochi minuti per intervenire e una comunità pronta ad agire: è quanto accaduto nei giorni scorsi a Legnano, dove un medico di 53 anni è stato salvato grazie all’utilizzo tempestivo di un defibrillatore (DAE). Un episodio reale, raccontato da diverse testate locali, che rappresenta un esempio concreto di come la catena della sopravvivenza possa funzionare quando strumenti e persone sono pronti a intervenire.   La sera del 30 aprile, dopo una partita di calcetto, un medico dell’ospedale cittadino è stato colpito da arresto cardiaco mentre rientrava a casa. Il malore si è verificato in strada, in via Parma, intorno alle ore 21. Le persone presenti hanno compreso immediatamente la gravità della situazione, attivando i soccorsi e recuperando un defibrillatore disponibile in una struttura sportiva nelle vicinanze. Le scariche erogate dal DAE sono risultate decisive per ristabilire il ritmo cardiaco prima dell’arrivo dei sanitari. All’arrivo dell’équipe di emergenza, le manovre di rianimazione sono proseguite e il paziente è stato successivamente trasportato in ospedale, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Un elemento particolarmente significativo riguarda proprio i primi soccorritori: non si trattava di personale sanitario, ma di cittadini formati, in grado di intervenire con tempestività ed efficacia. Il DAE è stato determinante Quando si verifica un arresto cardiaco, il tempo rappresenta il fattore più critico. Ogni minuto che passa senza un intervento adeguato riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza. In questo caso specifico, la presenza di un defibrillatore nelle immediate vicinanze e la capacità dei presenti di utilizzarlo senza esitazione hanno permesso di intervenire nei primissimi minuti. La defibrillazione precoce ha ristabilito il ritmo cardiaco e ha consentito di mantenere in vita il paziente fino all’arrivo dei soccorsi avanzati, aumentando in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. La cultura dell’emergenza sta cambiando Quanto accaduto a Legnano non è un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio in cui la diffusione dei defibrillatori e la formazione dei cittadini stanno progressivamente cambiando l’approccio all’emergenza. Sempre più spesso, infatti, sono proprio le persone presenti sul luogo dell’evento a fare la differenza nei primi istanti, quelli in cui si gioca la sopravvivenza. Oggi è ampiamente riconosciuto che il defibrillatore può essere utilizzato anche da personale non sanitario e che una formazione di base è sufficiente per intervenire in modo corretto. Anche il quadro normativo italiano va in questa direzione, favorendo l’accesso e l’utilizzo dei DAE da parte dei cittadini in caso di emergenza. Arresto cardiaco nello sport: un rischio reale L’episodio riporta l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: l’arresto cardiaco può colpire anche persone attive e apparentemente sane, soprattutto in concomitanza o subito dopo uno sforzo fisico. Il punto centrale non è solo la prevenzione, ma la capacità di intervenire immediatamente. I contesti sportivi, come campi da calcetto, palestre e centri ricreativi, rappresentano ambienti in cui la presenza di un defibrillatore può risultare decisiva, proprio perché concentrano un numero elevato di persone e prevedono attività fisiche che possono aumentare il rischio di eventi acuti. Il caso di Legnano dimostra in modo concreto quanto sia fondamentale garantire l’accessibilità dei defibrillatori e la preparazione delle persone. Non è sufficiente installare un dispositivo se questo non è facilmente individuabile. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza l’importanza di costruire una rete di cardioprotezione diffusa, che coinvolga comunità, aziende, strutture sportive e istituzioni, con l’obiettivo di ridurre i tempi di intervento e aumentare le probabilità di sopravvivenza. Il ruolo della cardioprotezione territoriale La differenza tra vita e morte, in molti casi, si gioca nei primi minuti dopo l’arresto cardiaco. Per questo motivo, la cardioprotezione non può essere considerata un elemento accessorio, ma deve essere vista come una vera e propria strategia di salute pubblica. Diffondere i defibrillatori sul territorio, promuovere la formazione BLSD e sensibilizzare la popolazione significa costruire un sistema in cui l’intervento è immediato e il soccorso è efficace, aumentando concretamente le possibilità di salvare vite.   La vicenda di Legnano non rappresenta soltanto una storia a lieto fine, ma una dimostrazione concreta di quanto la preparazione e la tempestività possano fare la differenza. Un defibrillatore disponibile, persone in grado di intervenire e una comunità più consapevole hanno trasformato un evento potenzialmente fatale in una storia di sopravvivenza. Alla luce di episodi come questo, diventa naturale interrogarsi su un aspetto fondamentale: quanto sono cardioprotetti i luoghi in cui viviamo, lavoriamo o pratichiamo sport? #### Arresto cardiaco dopo la partita di padel, salvato dai presenti e dall’impiego tempestivo del DAE L’evento si è verificato poco dopo un incontro di padel, un momento di svago e sport che si è trasformato in un testamento dell’umanità e del coraggio. L’uomo colpito, dopo essersi accasciato a terra, ha smesso di respirare, portando i presenti a temere il peggio. Tuttavia, il suo amico ha prontamente iniziato a praticare la rianimazione cardiopolmonare, un gesto che si è rivelato essenziale per la sopravvivenza dell’uomo. La rapida reazione dell’amico e compagno di gioco, insieme all’intervento tempestivo degli istruttori del club e ad alcune indicazioni cruciali fornite telefonicamente dal servizio di emergenza 112, hanno giocato un ruolo chiave nel suo salvataggio. L’atmosfera tesa negli spogliatoi è stata descritta dai maestri Leonardo Borselli e Stefano Giraldi, entrambi istruttori presso il club. Hanno raccontato di come il silenzio abbia lasciato spazio al panico, e di come la situazione sia stata gestita con un’incredibile efficacia di squadra. In questo momento critico, anche i membri del vicino Circolo Tennis Villanova sono intervenuti, utilizzando un defibrillatore per assistere nell’operazione di salvataggio. L’arrivo dei volontari della Pubblica Assistenza di Empoli e dell’automedica ha segnato un punto di svolta: l’uomo ha gradualmente ripreso conoscenza e, grazie a ulteriori manovre salvavita, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giuseppe. La serata ha portato buone notizie sulle sue condizioni, che sono migliorate significativamente. Questo episodio sottolinea non solo l’importanza della formazione in primo soccorso e della disponibilità di attrezzature salvavita, ma anche dello spirito di comunità e della solidarietà. Il club, sotto la guida di Antonella Lazzerini, ha dimostrato un impegno notevole nella prevenzione e nella preparazione per situazioni di emergenza, un fattore che ha giocato un ruolo cruciale in questo lieto fine. La legge n.189, definisce l’obbligo e le modalità di manutenzione dei defibrillatori per le società e associazioni sportive. Come abbiamo già avuto modo di segnalare, vengono periodicamente fatti controlli per verificare che i dispositivi siano a norma, regolarmente mantenuti e funzionanti, correttamente posizionati e segnalati e che i collaboratori siano formati con corsi BLSD e retraining periodici. Vengono infatti effettuati regolarmente controlli svolti dai NAS per la verifica dei DAE in diverse regioni d’Italia, con relative sanzioni e qualche chiusura per i centri sportivi con irregolarità nella presenza e gestione dei dispositivi e anche per altri motivi di sicurezza e prevenzione. Le sanzioni dovrebbero dare una spinta maggiore nella corretta gestione dei defibrillatori per le società sportive, tuttavia è sulla sensibilizzazione della grande capacità salvavita che questi dispositivi offrono che vogliamo fare leva. In caso di arresto cardiaco, con uno scenario ottimale installazione e gestione, 7 persone su 10 potrebbero essere salvate! Questo solo in Italia, significherebbe dare una seconda possibilità di vita a oltre 40.000 persone ogni anno. Se hai la necessità di acquistare un DAE o cardioproteggere la tua struttura completo, puoi contattarci per un confronto senza impegno. #### Arresto cardiaco duranta gara di ballo: salvato dal defibrillatore Ha completato il proprio numero nella gara regionale di danza sportiva e poi si è accasciato a terra privo di sensi. È successo al Palagolfo di Follonica ad un uomo di 68 anni originario di Livorno mentre prendeva parte alla competizione; solo l’intervento del personale della Croce Rossa, che ha immediatamente eseguito le manovre salvavita applicando il protocollo Blsd (Basic Life Support Defibrillation) ha permesso al cuore del malcapitato di riprendersi. A intervenire due operatori di turno nell’impianto sportivo che non hanno esitato a ricorrere all’uso del defibrillatore, l’unico apparecchio salvavita capace insieme alle manovre di rianimazione di riavviare il cuore della persona colpita da arresto cardiaco improvviso. Dopo due scosse il paziente ha ripreso a respirare autonomamente per essere poi subito trasferito in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto dove è stato ricoverato per tutti gli accertamenti del caso. Un intervento provvidenziale che dimostra ancora una volta l’importanza della cardiopretezione nei luoghi pubblici: defibrillatore ovunque e a portata di tutti. A esprimere entusiasmo lo stesso commissario del comitato locale di Follonica Giorgio Lolini: “Proprio in questi giorni — ha dichiarato — stiamo svolgendo dei corsi Basic Life Support Defibrillation per i nostri volontari e per soggetti esterni. Domenica scorsa è stata la volta del personale dell’istituto tecnico commerciale e dell’hockey, ai quali abbiamo consegnato due apparecchi DAE per il progetto ‘Trenta ore per la vita’ promosso dalla Croce rossa italiana a livello nazionale, mentre in questa settimana ci sarà un corso per i militari della Guardia di Finanza e per alcuni dipendenti della società Nuova Solmine. Mi complimento con i volontari e faccio tanti auguri anche alla persona che potrà testimoniare l’utilità dei defibrillatori e la tempestività di un soccorso che gli ha salvato la vita”. #### Arresto cardiaco durante il mercatino dell’antiquariato A Lecce, all’interno del chiostro dei Teatini, un commerciante è stato colpito da un arresto cardiaco: salvo grazie a due medici spagnoli e al defibrillatore del 118. L’arresto cardiaco, lo abbiamo detto più e più volte, può colpire chiunque e in qualunque momento. Qualche giorno fa, infatti, il 19 agosto per la precisione, un commerciante salentino è stato colto da un malore durante il tradizionale mercatino dell’antiquariato che si svolge nel cuore della città, nella centralissima via Vittorio Emanuele che collega Piazza Sant’Oronzo con il Duomo. L’uomo è crollato improvvisamente a terra dietro il proprio banco, così alcuni clienti, assieme ai vicini colleghi espositori, hanno immediatamente lanciato l’allarme. Tra i tanti turisti che stavano passeggiando al mercatino fortunatamente c’erano anche due medici spagnoli che hanno subito intuito la gravità della situazione. Trattandosi di un arresto cardiaco, per l’appunto, hanno iniziato prontamente a praticare sull’uomo le opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), che sono proseguite sino all’arrivo, questa volta tempestivo, dei soccorritori del 118, dotati di defibrillatore. Il personale paramedico, quindi, ha provveduto a defibrillare il paziente che ha immediatamente ripreso conoscenza. Il commerciate, ad ogni modo, è stato trasportato all’ospedale cittadino “Vito Fazzi” dove sono stati effettuati i controlli tipici del caso. Questa vicenda ha avuto un buon esito grazie alla presenza dei due medici spagnoli e grazie all’utilizzo tempestivo del defibrillatore del 118, ma non sempre, purtroppo, i soccorsi arrivano in un tempo utile. In Italia, infatti, il tempo medio d’intervento è di 12-15 minuti: troppi in caso di arresto cardiaco. Per questo motivo, sarebbe di fondamentale importanza dotare i luoghi più affollati delle nostre città di defibrillatori ad accesso pubblico, in modo tale da avere sempre a portata di mano questi preziosissimi dispositivi salvavita. I defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE, sono, infatti, gli unici strumenti in grado di ripristinare una frequenza cardiaca normale in un paziente colpito da fibrillazione ventricolare, l’aritmia che più di frequente rappresenta la causa di un arresto cardiaco. Sempre più città si stanno dotando di defibrillatori semiautomatici esterni e la speranza, quindi, è quella che, in pochi anni, questi dispositivi vengano dislocati in maniera capillare su tutto il territorio nazionale. Fonte: http://www.leccenews24.it/cronaca/arresto-cardiaco-durante-il-mercatino-dell-antiquariato-due-turisti-spagnoli-e-il-defibrillatore-gli-salvano-la-vita.htm #### Arresto cardiaco durante l’allenamento: morto calciatore trentenne Cheik Tioté, centrocampista ivoriano del Beijing Enterprises, è morto a causa di un arresto cardiaco che lo ha colpito durante un allenamento. Classe 1986, il calciatore della Costa d’Avorio è crollato a terra davanti ai suoi compagni. Trasportato d’urgenza all’ospedale più vicino, Tioté non ce l’ha fatta. Ha lasciato la moglie, in attesa di partorire il quarto figlio, e tre bambini piccoli. La conferma della sua morte è arrivata dal suo agente Emanuele Palladino: “È con profonda tristezza che confermo che Cheik è morto in seguito ad un arresto cardio-circolatorio”. Immediati i messaggi di affetto di alcuni ex compagni di squadra ai tempi del Newcastle, come Demba Ba e Jonas Gutierrez. Secondo le prime, difficili, ricostruzioni, il giocatore ivoriano sarebbe stato rianimato soltanto durante il trasporto in ospedale. Magari, se in campo ci fosse stato un defibrillatore a portata di mano, a quest’ora non saremmo qui a parlare di questa ennesima tragedia. A questo proposito, ricordiamo che entro il 30 giugno tutte le società sportive dilettantistiche saranno obbligate a dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e a formare adeguatamente una o più persone al suo utilizzo. Il Decreto Balduzzi, infatti, dopo numerosi rinvii, dovrebbe entrare in vigore il 30 giugno c.m.. Speriamo sia la volta buona! #### Arresto cardiaco durante la partita di beach volley, salvato dal defibrillatore Sabato 17 ottobre Fucecchio (Firenze) un uomo di 44 anni è stato colto da arresto cardiaco durante una partita di beach volley. Nicola Ferradini, questo è il nome dell’uomo, è stato immediatamente soccorso con l’impiego del defibrillatore presente nella struttura. Ricordiamo che tutte le strutture sportive in Italia, sono obbligate ad avere il defibrillatore e personale formato per l’impiego (oltre a garantirne il funzionamento, manutenzione, corretta segnalazione, etc..), norma che prende il nome di Decreto Balduzzi. Ferradini, dirigente dell’azienda toscana produttrice di legumi e cereali Del Colle di Bientina (Pisa), ha quindi deciso di installare un defibrillatore anche in azienda e di formare i dipendenti con un corso BLSD. Una scelta logica e consapevole, che ha lo scopo di cardioproteggere tutti i dipendenti e le persone che transiteranno nell’area aziendale, in modo da poter far fronte in modo efficace ad un evento imprevedibile e improvviso come l’arresto cardiaco, che ogni giorno in Italia colpisce 1 persona ogni 1.000 abitanti, circa 8 persone ogni ora. La formazione BLSD del personale aziendale è stata affidata a Cecchini Cuore Onlus di Pisa, fondata dal cardiologo Maurizio Cecchini che dal 2007 organizza corsi di BLSD e cardioprotegge la comunità locale del territorio pisano grazie all’installazione capillare di defibrillatori presso aziende, scuole, palestre e vari Comuni della provincia. Con il defibrillatore installato a Bientina a novembre 2020, sono 536 i defibrillatori installati sul territorio. Pisa è oggi una delle città più cardioprotette d’Italia, dove 17 persone sono state salvate dall’arresto cardiaco grazie alla presenza dei DAE ad accesso pubblico. In 13 anni sono inoltre stati tenuti 600 corsi gratuiti BLSD, che hanno formato nelle manovre di primo soccorso oltre 20.000 persone. Una nota negativa segnalata sempre da Cecchini Cuore Onlus sono i furti legati ai defibrillatori, l’ultimo è avvenuto nei giorni scorsi in via Cattaneo di fronte all’ex asilo “Gianfaldoni” a Pisa, si tratta del 3° furto di DAE nella zona. L’associazione sta già provvedendo al ripristino, tuttavia la situazione è grave. #### Arresto cardiaco durante Roma-Spezia Paura in Curva Sud nel corso di Roma-Spezia dove un tifoso di 23 anni infatti è stato colpito da arresto cardiaco improvviso. Intorno al 25′ del primo tempo, dopo il vantaggio dei giallorossi firmato da Smalling, improvvisamente la Curva Sud si è ammutolita, rimanendo in silenzio fino al termine della prima frazione di gioco. Celere l’intervento dei paramedici per intervenire sul tifoso, rimasto a terra e, grazie ai tifosi vicino a lui, subito soccorso. Il ragazzo è stato salvato grazie all’utilizzo del DAE e successivamente è stato portato al Gemelli in ambulanza.  Un bell’applauso della Curva quando è stato portato via, poi un silenzio assordante tra paura e rispetto per il 23 enne. #### Arresto cardiaco durante un giro in bicicletta: salvato con l’utilizzo di un DAE Ieri l’altro, domenica 27 agosto, alle ore 13:00 circa, un uomo è stato colpito da un arresto cardiaco sul massiccio del Grappa, in località Panettone, comune di Crespano. La vicenda ha avuto luogo a millequattrocento metri di quota, dove, fortunatamente, si erano dati appuntamento, sulla pista di lancio, molti appassionati di volo libero. Nella zona, chiamati a prestare servizio in caso d’emergenza, erano presenti anche un’infermiera bassanese e un operatore di Cartigliano, coloro che, con un defibrillatore semiautomatico esterno, hanno salvato la vita al ciclista colto dal malore. L’uomo, di sessantaquattro anni e residente a Fiera di Primiero (Trento), stava percorrendo la strada Giardino diretto verso Cima Grappa quando è crollato improvvisamente a terra. Il drammatico episodio s’è consumato a circa 50 metri dalla zona di lancio degli appassionati di volo libero, dove, per l’appunto, si trovava l’ambulanza messa a disposizione dall’associazione Blu Emergency onlus con sede a Barbarano Vicentino. Per il servizio sanitario erano presenti l’operatore Fabio Florio, di Cartigliano, e l’infermeria bassanese Luisa Rigon. «Siamo stati avvertiti da alcune persone che hanno richiamato la nostra attenzione» – ha raccontato Florio. «Luisa e io siamo accorsi immediatamente. Lei ha praticato il massaggio cardiaco al paziente e subito dopo abbiamo azionato il defibrillatore di cui eravamo dotati. Dopo un paio di scariche elettriche, il cuore del ciclista ha ripreso a battere». Nel frattempo, considerata la gravità della situazione, Florio aveva allertato anche l’elisoccorso e poco dopo è atterrato nelle vicinanze il mezzo del Suem di Treviso. Attualmente il paziente è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale trevigiano, ma l’intervento con il DAE gli ha sicuramente salvato la vita. Non è stato intubato come accade spesso in situazioni analoghe e questo sta a significare che sussistevano le speranze per una prognosi favorevole. «Va sottolineato – ha concluso Fabio Florio – anche il supporto garantito dal presidente e dagli addetti dell’Aero Club Montegrappa che hanno lanciato i fumogeni di allerta, hanno bloccato la gara e sono stati attenti al transito dei veicoli». Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/bassano/romano/arresto-cardiaco-ciclista-salvato-con-defibrillatore-1.5920535?refresh_ce#scroll=342 #### Arresto cardiaco durante un’amichevole: determinante il defibrillatore L’8 luglio scorso, durante la gara amichevole tra Ajax e Werder Brema disputatasi in Austria, il calciatore ventenne Abdelhak Nouri, di nazionalità marocchina, è stato colpito da un arresto cardiaco. Il giovane calciatore dell’Ajax, più o meno al 70-esimo minuto di gioco, si è accasciato improvvisamente a terra. Fortunatamente, però, è stato tempestivamente soccorso dai medici presenti in campo che, grazie all’uso di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), lo hanno rianimato. Una volta ripreso il battito cardiaco, Nouri è stato trasportato in ospedale mediante eliambulanza, atterrata pochi minuti dopo sul terreno di gioco. La società olandese dell’Ajax, attraverso un messaggio su Twitter, ha reso noto, in serata, che le condizioni del ventenne erano ancora gravi ma, per fortuna, la frequenza cardiaca era tornata stabile. Il defibrillatore, quindi, che di norma deve essere sempre a disposizione dei sanitari a bordo campo, è stato determinate ai fini della rianimazione del giovane calciatore: senza questo preziosissimo dispositivo salvavita, probabilmente, oggi, staremmo piangendo un altro Piermario Morosini. Ovviamente, dopo il malore di Nouti, la partita non aveva più ragione di continuare, per cui l’arbitro ha mandato i giocatori negli spogliatoi e il pubblico presente sugli spalti è stato invitato a lasciare lo stadio, causa la sospensione, per gravi motivi, del match. Dalle ultime notizie giunte dall’Austria, dall’opedale di Zillertal, le condizioni di salute del giovane talento di origini marocchine sarebbero ancora gravi ma stabili. Il club olandese ha comunicato che il giocatore è stato ricoverato in terapia intensiva, ma che non è più in pericolo di vita. Noi auguriamo una pronta guarigione al giovane Abdelhak. Fonte: http://tgcomnews24.com/ajax-vs-werder-brema-nouri/ #### Arresto cardiaco e polveri sottili Un’indagine – “Long term exposure to ambient air pollution and incidence of acute coronary events: prospective cohort study and meta-analysis in 11 European cohorts from the Escape Project”, pubblicata sul British medical journal – coordinata dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio ha evidenziato come ogni aumento nella media annuale di esposizione al Pm10, il particolato sprigionato da smog e traffico, corrisponde un incremento del rischio di attacchi cardiaci del 12 per cento. Questa ricerca ha esaminato per 12 anni più di 100 mila persone in sette città di cinque Paesi europei (in Italia Roma e Torino), verificando che l’esposizione cronica al particolato atmosferico non solo è correlabile all’incidenza di eventi coronarici acuti, ma lo è anche a livelli inferiori sia rispetto ai limiti fissati dall’Unione europea. Francesco Forastiere, del Dipartimento di Epidemiologia del Ssr del Lazio sottolinea come gli effetti sanitari del Pm2,5   si verificano anche a concentrazioni inferiori sia di quelle accettate dalla normativa europea sia di quelle indicate nelle linee guida pubblicate nel 2005 dall’Organizzazione mondiale della sanità». A rischio sarebbero le persone sopra i 60 anni, e soprattutto dopo i 70 anni. I meccanismi attraverso cui l’esposizione all’inquinamento dell’aria influisce sul sistema cardiovascolare sono vari, e comprendono l’infiammazione sistemica, lo stress sistemico ossidativo, trombosi e coagulazione, cambiamenti nella pressione sanguigna e aterosclerosi. #### Arresto cardiaco improvviso: mutazioni genetiche in un quarto dei casi Nascosto nei geni di un giovane su quattro che sopravvive a un inspiegabile arresto cardiaco improvviso, una mutazione genetica legata alla cardiomiopatia può essere il fattore scatenante. Secondo uno studio dei ricercatori del Centenary Institute dell’Università di Sydney e del Royal Prince Alfred Hospital, quasi un quarto (22%) dei 36 sopravvissuti all’arresto cardiaco presentava mutazioni genetiche che spiegavano perché il loro cuore apparentemente sano aveva funzionato male. “Trovare la causa di un arresto cardiaco improvviso, o almeno di una parte rilevante dei casi, significa poter svolgere attività di prevenzione e trattamento mirato ai membri della famiglia con le stesse mutazioni ereditarie”, ha affermato la cardiologa Dott.ssa Julia Isbister, autrice principale. Per la maggior parte di questi pazienti (88%) le mutazioni erano in geni legati alla cardiomiopatia, nonostante il loro cuore apparisse fisicamente normale ai test consueti. “Se questi sopravvissuti non fossero mai stati testati geneticamente non avrebbero saputo perché avevano subito un arresto cardiaco quasi fatale o che anche le loro famiglie erano a rischio”, ha dichiarato Chris Semsarian, autore senior e direttore della Genetic Heart Disease Clinic della RPA. L’arresto cardiaco viene chiamato comunemente anche arresto cardiaco improvviso, proprio perché può colpire chiunque, senza distinzione di genere o età, anche in soggetti sani o apparentemente sani. Senza test genetici, qualsiasi squadra medica potrebbe giungere alla conclusione che un arresto cardiaco potrebbe essere un evento strano e inspeigabile, che non richiede cure continue, lasciando i pazienti vulnerabili a un secondo attacco potenzialmente fatale. Il test genetico stava rilevando “cardiomiopatie nascoste” e potrebbe essere usato come un sistema di allarme precoce che il sistema elettrico del cuore è in cortocircuito. Gli autori dello studio sospettano che pazienti con cardiomiopatie sopravvisuti ad un primo arresto cardiaco, svilupperanno segni esteriori di cardiomiopatia anni dopo, come un ingrossamento o un ispessimento del cuore. “Questa è la medicina di precisione in azione: utilizzare la genetica per individuare la causa precisa della malattia, selezionare le loro famiglie e trovare trattamenti mirati che possono essere semplici come cambiamenti dello stile di vita o farmaci o può essere un defibrillatore impiantato, ma è tutto orientato alla prevenzione morte improvvisa in futuro “, ha detto il Dott. Semsarian. Gli scienziati hanno finora testato geneticamente 11 parenti di primo grado di sopravvissuti. Cinque avevano le stesse mutazioni genetiche ereditarie e sei hanno ricevuto la notizia confortante di no, ha riportato l’International Journal of Cardiology. Circa 33.000 australiani (su una popolazione di 25 Milioni di persone) hanno un arresto cardiaco improvviso ogni anno, solo il 9% sopravvive. La maggioranza dei casi riguarda persone di età superiore a 35 anni con malattia coronarica e fattori di rischio consolidati come il fumo e l’ipertensione. Il Ministro Federale della Sanità australiano, nel 2019 ha finanziato 220 milioni di dollari per finanziare la ricerca per i prossimi 10 anni, relativa alle malattie cardiovascolari. Le malattie cardiovascolari rimangono una delle principali cause di disabilità e morte in Australia, con oltre 4,2 milioni di persone che convivono con malattie cardiache, che costano all’economia 12 miliardi di dollari all’anno. C’è ancora molto da fare, ma è un passo in avanti importante della ricerca verso l’identificazione delle cause che portano all’arresto cardiaco improvviso, e di conseguenza nella prevenzione e trattamento precoce. Fonti: https://www.smh.com.au/national/hidden-cause-of-cardiac-arrests-uncovered-in-perfectly-healthy-hearts-20201016-p565pr.html https://www.centenary.org.au https://www.slhd.nsw.gov.au/rpa/ https://www.internationaljournalofcardiology.com https://www.victorchang.edu.au/news/2019-funding https://www.sydney.edu.au/medicine-health/about/our-people/academic-staff/christopher-semsarian.html#collapseprofileresearchinterest #### Arresto cardiaco in campo: salvo grazie al defibrillatore Un uomo di 49 anni è andato in arresto cardiaco dopo essere uscito dal campo: lo hanno salvato il DAE e il massaggio cardiaco. Il racconto di un pomeriggio di grande paura.   Purtroppo, la maggior parte delle persone si accorge dell’importanza delle normative, della formazione e della prevenzione solamente quando la presenza di un defibrillatore semiautomatico esterno salva la vita ad una persona. Grazie alla presenza di un defibrillatore DAE e di personale adeguatamente formato, anche ieri, domenica 8 aprile, un uomo è stato salvato da un arresto cardiaco. Il tutto è successo a Mezzana di Somma Lombardo. Nel corso di una partita di calcio del campionato CSI di serie A2 tra le squadre Oss Mezzana A e Olimpia Bianco il giocatore Tawfik Nasser, 49 anni, egiziano residente a Casorate Sempione, è stato colto da un malore dopo essere uscito dal terreno di gioco. Era seduto in panchina, accanto ad un suo compagno, quando, all’improvviso, si è accasciato al suolo tremando. Immediatamente l’allenatore Luca Fedeli e i dirigenti della società mezzanese hanno intuito la gravità della situazione e hanno chiamato il 112. Nel frattempo, come previsto dal Decreto Balduzzi, è stato chiamato in soccorso l’addetto al defibrillatore (obbligatorio dal luglio 2017) che ha subito predisposto l’apparecchiatura. Il calciatore è stato posizionato a terra a pancia sopra ed è stato collegato, attraverso gli elettrodi, al defibrillatore semiautomatico esterno dell’impianto sportivo. Dopo aver effettuato un elettrocardiogramma, il dispositivo ha indicato la necessità dell’erogazione di una scarica elettrica al cuore del paziente. Una volta premuto il pulsante di shock, Tawfik ha ripreso conoscenza. L’ambulanza è giunta sul posto nel giro di 15 minuti. L’uomo è stato quindi trasportato in ospedale a Legnano dove è stato ricoverato nel reparto di unità coronarica in terapia intensiva. Al suo fianco la moglie e i due figli, oltre all’appoggio dei tanti amici e compagni di squadra che non dimenticheranno mai quei momenti di paura. «In 30 anni di calcio non mi era mai successa una cosa simile, un momento davvero tremendo – ha spegato spiega Luca Fedeli, allenatore dell’Oss Mezzana A, uno dei primi ad accorgersi del malore –. L’hanno salvato il defibrillatore e il massaggio cardiaco. Oggi abbiamo capito quanto sia importante avere un DAE sempre a portata di mano e quanto sia importante saperlo usare. Fortunatamente questa volta è andata bene e il cuore di Nasser ha ripreso a battere. Voglio ringraziare l’infermiera che è intervenuta e il responsabile dell’oratorio in primis, ma anche i nostri avversari che hanno capito la situazione e hanno deciso insieme a noi di sospendere la partita». «Innanzitutto voglio ringraziare le tantissime persone che hanno chiamato per sapere delle condizioni del mio giocatore – ha poi commentato Gabriele Baldini, presidente della società mezzanese –. Oggi ce la siamo vista davvero brutta. La differenza tra la vita e la morte la si deve ad uno strumento fondamentale che è stato molto discusso dalle società, ma che oggi salvato la vita a Nasser. Il defibrillatore è indispensabile, insieme ad una adeguata formazione degli addetti al primo soccorso. Non bisogna prendere con sufficienza questi corsi e soprattutto occorre tenere sempre a portata di mano il defibrillatore. Un ringraziamento particolare a Rosita e Davide per il preziosissimo aiuto. Al nostro “leone d’Egitto” un caldo in bocca al lupo per una pronta guarigione». Fonte articolo e immagine: http://www.varesenews.it/2018/04/arresto-cardiaco-campo-salvato-dal-defibrillatore/706212/ #### Arresto cardiaco in casa: salvata dal nipotino di 10 anni Chiavari (GE) – Ha 67 anni la signora che sabato 7 marzo è stata colta da un malore all’interno della sua abitazione. Colpita da arresto cardiaco improvviso, è stata salvata dal nipotino di 10 anni che ha chiamato tempestivamente i soccorsi. Non avendo a disposizione un defibrillatore DAE (semiautomatico o automatico esterno), l’operatrice del 118 che ha ricevuto la telefonata non ha potuto fare altro che spiegare al nipote come effettuare correttamente il massaggio cardiaco. Il bambino, fortunatamente, è riuscito a mantenere la calma e ad eseguire correttamente tutto ciò che gli è stato comunicato per telefono. Poco dopo, sono giunte sul posto un’automedica e un’ambulanza della Croce Verde. La paziente chiavarese è stata subito stabilizzata e trasportata, viva, nel reparto di emodinamica dell’ospedale di Lavagna. Una storia a lieto fine, per fortuna, che poteva finire in tragedia se i soccorsi non fossero arrivati tempestivamente sul posto. Non avendo un defibrillatore all’interno dell’abitazione o comunque a portata di mano (ad esempio un defibrillatore condominiale), l’unica possibilità per tenere ossigenati gli organi vitali della signora era effettuare le opportune manovre di rianimazione cardio-polmonare. Il nipotino è stato molto bravo, ma la fortuna della 67-enne è stata la rapidità con cui i soccorsi hanno raggiunto la sua abitazione. È molto faticoso, infatti, effettuare il massaggio cardiaco, e un bambino di 10 anni non è in grado di effettuarle per più di una manciata di minuti. O, perlomeno, non è in grado di effettuarle in maniera efficace per parecchio tempo. Insomma, tutto è bene ciò che finisce bene, ma è sempre meglio non rischiare: avere un DAE a portata di mano è una notevole sicurezza in più! #### Arresto cardiaco in classe: le 10 cose da ricordare in caso di emergenza Skuola.net ha chiesto a IRC (Italian Resuscitation Council) di rispondere ad alcune domande che qualsiasi studente si porrebbe se si trovasse nella situazione di dover soccorrere una persona colpita da arresto cardiaco. Di seguito, quindi, vengono elencate le 10 cose da tenere a mente quando si deve gestire una situazione del genere. Cosa devo fare se una persona nelle mie vicinanze perde improvvisamente i sensi? Se un nostro amico cade improvvisamente a terra privo di sensi occorre innanzitutto assicurarsi che l’ambiente in cui ci si trova sia al sicuro: la pericolosità, difatti, è la sola circostanza che ci autorizza a spostare una persona incosciente. Una volta accertata la sicurezza, occorre posizionarsi di fianco alla persona svenuta e chiamarla a voce alta scuotendola leggermente dalle spalle. Come faccio a capire se si tratta di uno svenimento o di qualcosa di più serio? Se chiamando e scuotendo leggermente la persona priva di sensi si sveglia o reagisce, non è un arresto cardiaco. Se rimane incosciente, ma respira normalmente, non è un arresto cardiaco ma potrebbe essere un altro problema serio: occorre pertanto chiamare il 118/112. Che metodo occorre utilizzare per capire se la persona respira oppure no? Se la persona non è cosciente, bisogna allineare il corpo su un piano rigido, come il pavimento. Successivamente, occorre scoprire il torace per vedere se esso si muove oppure no. Per farlo, è necessario piegare la testa della vittima all’indietro e sollevarle il mento appoggiando la vostra mano sulla fronte e due dita dell’altra sotto il mento. Per controllare in maniera accurata se la vittima del malore respira oppure no, è necessario avvicinare il proprio orecchio alla bocca e al naso della persona incosciente per non più di 10 secondi. S e non si sente alcun respiro o se ne sentono al massimo 2, vuol dire che la vittima non respira in maniera normale. È opportuno lasciare la persona priva di sensi nella posizione in cui si trova, o è preferibile provare a metterla supina? Per valutare in maniera corretta la situazione e per poter eseguire le manovre di rianimazione cardio-polmonare è necessario mettere la persona incosciente in posizione supina, con gli arti allineati al corpo. L’istinto mi dice che devo fargli il massaggio cardiaco ma non l’ho mai fatto. È meglio temporeggiare in attesa dei soccorsi o è meglio provare a farglielo? Se il paziente non respira normalmente è stato colpito da arresto cardiaco. Il tempo è prezioso e bisogna intervenire quanto prima: chiamate il 118/112 ed iniziare quanto prima le manovre di rianimazione cardio-polmonare. Quanta pressione devo fare affinché il massaggio cardiaco sia efficace? Occorre posizionare le proprie mani al centro del torace della vittima e, mantenendo le braccia tese, occorre premere verso il basso. È necessario premere sul torace della persona in arresto cardiaco in maniera rapida e veloce, permettendo, però, al torace di tornare nella posizione di partenza tra una compressione e l’altra, senza fermarsi, possibilmente. Come faccio a capire se sta funzionando il massaggio cardiaco? L’unico strumento in grado di ripristinare una frequenza cardiaca normale nel cuore del paziente è il defibrillatore. Pertanto, occorre continuare la rianimazione cardio-polmonare fino all’arrivo dei soccorsi professionali o fino all’arrivo di un defibrillatore DAE automatico esterno. È opportuno effettuare anche la respirazione bocca a bocca? Se si è in grado di farlo, dopo una serie di 30 compressioni toraciche è possibile eseguire 2 ventilazioni polmonari. Per farlo, occorre chiudere il naso della vittima e aprire leggermente la bocca della vittima mantenendole il mento sollevato. Posizionare le proprie labbra su quelle del paziente. Se il torace si solleva, la ventilazione è efficace.  Non interrompere le compressioni toraciche per più di 10 secondi per erogare le due ventilazioni. Se vedo dei segnali di ripresa devo smettere, continuare oppure applicare altre procedure? È molto improbabile che accada, ma se la persona dovesse muoversi o svegliarsi, occorre fermarsi. Il paziente non si riprende e i soccorsi non arrivano (e non c’è a disposizione un defibrillatore automatico esterno). Cosa devo fare? In questo caso è opportuno continuare le manovre di rianimazione cardio-polmonare e occorre chiamare nuovamente il 118/112, chiedendo aiuto. Fonte: http://www.corriereadriatico.it/attualita/malore_classe-1983271.html #### Arresto cardiaco in Europa: dati statistici e implicazioni cliniche L’arresto cardiaco rappresenta una delle principali cause di morte in Europa, responsabile di circa il 20% dei decessi totali. La sopravvivenza in caso di arresto cardiaco rimane estremamente bassa, con stime che variano dal 2% all’8% a seconda delle circostanze e dell’efficacia dell’intervento. Ogni anno, in Europa, si registrano tra 67 e 170 casi di arresto cardiaco extraospedaliero ogni 100.000 abitanti. Di questi, circa la metà riceve un trattamento di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) da parte di personale specializzato. Tuttavia, solo l’8% dei pazienti che subiscono un arresto cardiaco fuori dall’ospedale sopravvive fino al ricovero. Gli arresti cardiaci che avvengono in ospedale mostrano un’incidenza di 1,5-2,8 casi ogni 1.000 ricoveri, con una percentuale di sopravvivenza significativamente più alta, stimata tra il 15% e il 34%. Per quanto concerne il panorama italiano, sono 60.000 che si verificano ogni anno in Italia, 1 ogni 1.000 abitanti (oppure 100 ogni 100.000 abitanti, per poter verificare l’incidenza con la media europea). Un individuo colpito da arresto cardiaco perde conoscenza, non respira o respira in modo anomalo e non mostra segni di movimento. In tali situazioni, è fondamentale eseguire immediatamente la RCP per mantenere un minimo di circolazione sanguigna e preservare le funzioni cerebrali. La manovra di compressione toracica, spesso rappresentata nei media, prevede la compressione del centro del torace per stimolare il cuore e mantenere il flusso sanguigno. Questa pratica può causare fratture dello sterno o delle costole, ma è essenziale per mantenere la circolazione. In questo interessante articolo trattato sul sito “Il Post”, si illustrano le tecniche di ECPR e ECMO, argomenti spesso poco trattati. In casi di arresto cardiaco refrattario, dove le tecniche convenzionali falliscono, si può ricorrere alla rianimazione cardiopolmonare extracorporea (ECPR). Questa tecnica utilizza sistemi di circolazione extracorporea per sostituire temporaneamente le funzioni del cuore e dei polmoni, guadagnando tempo per risolvere le cause dell’arresto. L’ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO) è un sistema di supporto vitale che viene impiegato sia per il cuore che per i polmoni. L’ECMO può essere veno-venosa (per i soli polmoni) o veno-arteriosa (per cuore e polmoni). Nonostante l’efficacia potenziale della ECPR e dell’ECMO, la loro applicazione è limitata da costi elevati e dalla necessità di personale altamente specializzato. La selezione dei pazienti è cruciale per il successo di questi trattamenti. In Italia, ospedali come il Policlinico di Milano (Ospedale Maggiore) e l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo fanno parte della Extracorporeal Life Support Organization (ELSO), che promuove lo sviluppo e la condivisione delle pratiche cliniche riguardanti la ECPR. La rete ECMONet facilita il coordinamento dei centri ECMO in Italia, riducendo i tempi di accesso e migliorando la qualità delle cure. Tuttavia, le sfide logistiche e finanziarie rimangono significative, richiedendo ulteriori studi e investimenti per ottimizzare l’uso di queste tecnologie salvavita. #### Arresto cardiaco in Italia. I numeri che mancano e quelli che non possiamo più ignorare In Italia l’arresto cardiaco improvviso rappresenta una delle principali emergenze sanitarie, ma continua a essere raccontato attraverso dati incompleti e stime frammentarie. È proprio questa criticità che la Fondazione IRC – Italian Resuscitation Council ha posto al centro dell’attenzione, sottolineando la mancanza di un Registro Nazionale dell’Arresto Cardiaco in grado di restituire un quadro reale e omogeneo del fenomeno. Senza una raccolta sistematica dei dati, comprendere davvero cosa accade e come intervenire in modo più efficace diventa estremamente difficile. Le informazioni oggi disponibili indicano che ogni anno in Italia si verificano circa 60.000 arresti cardiaci extra-ospedalieri. Di questi, solo circa 3.900 persone riescono a sopravvivere; si tratta del 6,5% (la media Europea è del 7,5%) è  un numero che, sebbene negli anni siano stati fatti molti passi avanti per migliorare la cardioprotezione, mostra quanto ci sia ancora da fare. In contesti ottimali, con interventi tempestivi e una corretta catena della sopravvivenza, la percentuale di sopravvissuti può arrivare anche al 70%. Per avvicinarsi a questi risultati è necessario non solo ampliare la disponibilità dei defibrillatori, ma anche formare l’intera popolazione sulle azioni da intraprendere e sulle manovre salvavita da eseguire in caso di arresto cardiaco. Numeri che, letti insieme, restituiscono la dimensione del problema meglio di qualsiasi definizione: la sopravvivenza resta un evento raro, nonostante le conoscenze scientifiche e gli strumenti a disposizione. Secondo l’IRC, questa distanza tra incidenza e sopravvivenza non può essere spiegata solo con la gravità dell’evento. Una parte rilevante del problema risiede in ciò che accade nei primi minuti, spesso prima dell’arrivo dei soccorsi sanitari. In molti casi l’arresto cardiaco avviene in contesti extra-ospedalieri, come abitazioni, luoghi di lavoro o spazi pubblici, dove il primo intervento dipende dai presenti. Tuttavia, l’assenza di dati nazionali strutturati rende difficile capire con precisione dove e perché la catena della sopravvivenza si interrompa più spesso. Il tempo rimane il fattore decisivo. Dopo pochi minuti senza circolazione, il rischio di danni neurologici gravi aumenta in modo significativo e le probabilità di sopravvivenza si riducono drasticamente. È in questo intervallo che l’uso precoce del defibrillatore  può fare la differenza tra la vita e la morte. Eppure, nonostante la diffusione crescente dei DAE, il loro utilizzo resta ancora limitato, spesso per mancanza di formazione o per timore di intervenire. Tra le sfide che complicano la sopravvivenza all’arresto cardiaco c’è il fatto che viene spesso confuso con un infarto. Un errore che può rallentare l’intervento nei minuti cruciali e influire sulle probabilità di sopravvivenza. Questo rende importante conoscere la differenza tra arresto cardiaco e infarto. Il numero di sopravvissuti annuali all’arresto cardiaco non riguarda solo chi ce l’ha fatta, ma anche le occasioni in cui la vita è stata persa. Racconta ciò che sarebbe potuto accadere se l’intervento fosse stato più rapido, se il defibrillatore fosse stato disponibile o se qualcuno si fosse sentito pronto ad agire. È proprio per questo che l’IRC insiste sull’importanza di affiancare alla tecnologia una vera cultura del primo soccorso, fondata su informazione, addestramento e consapevolezza diffusa. Accanto ai numeri, esistono le storie. Il docufilm realizzato dalla Fondazione IRC: “La differenza tra otto e nove” porta l’attenzione su Fabio, Francesca, Luca, Marco e Pierluigi. Tutti sopravvissuti a un arresto cardiaco, e su ciò che accade dopo, sono dunque cinque testimonianze dell’enorme differenza che possono fare pochi minuti. Non solo il ritorno alla vita, ma il percorso di recupero, i cambiamenti fisici e psicologici, il peso di quei minuti iniziali che continuano a influenzare il futuro. Il film sottolinea come la sopravvivenza non sia un evento isolato, ma il risultato di una catena di decisioni e interventi tempestivi. Dal docufilm emerge un messaggio chiaro e misurato: l’arresto cardiaco non concede margini, ma può essere affrontato se chi è presente sa cosa fare. Ogni intervento precoce aumenta le possibilità di sopravvivenza e riduce il rischio di esiti gravi. Raccontare queste esperienze significa rendere visibile ciò che i dati, da soli, non riescono a spiegare.       In questo contesto, la richiesta dell’IRC di istituire un Registro Nazionale dell’Arresto Cardiaco assume un valore strategico. Disporre di dati completi e confrontabili permetterebbe di individuare le aree più critiche, valutare l’efficacia degli interventi e orientare le politiche di prevenzione e formazione. Conoscere meglio significa salvare di più. Parlare oggi di arresto cardiaco in Italia significa quindi unire numeri, storie e responsabilità collettiva. Significa riconoscere che dietro ai migliaia di arresti cardiaci annuali ci sono persone, famiglie e comunità, e che ridurre il divario tra eventi e sopravvivenza è una sfida che coinvolge tutti. Diffondere conoscenza corretta, promuovere la cultura dell’emergenza e sostenere l’accesso ai dispositivi salvavita significa agire prima che l’arresto cardiaco avvenga. Perché, quando il cuore si ferma, ciò che conta davvero è ciò che è stato fatto prima. #### Arresto cardiaco in palestra: giovane salvato dal defibrillatore MESTRE. Un’altra storia a lieto fine grazie alla presenza di un DAE all’interno dell’impianto sportivo. Sabato 4 novembre, verso mezzogiorno, un giovane è stato colto da un arresto cardiaco mentre si trovava nella palestra Mc Fit di Marghera, in via Orsato, nella zona del parco commerciale del Panorama. Il ragazzo è crollato improvvisamente a terra, privo di sensi, mentre era impegnato in un esercizio. I responsabili della palestra, intuendo la gravità della situazione, sono immediatamente intervenuti azionando il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) presente nella struttura sportiva privata. Un altro addetto dello staff, nel frattempo, ha allertato il 118. Sotto il controllo telefonico del personale della centrale del Suem 118, i responsabili della palestra hanno proseguito le manovre salva-vita sino all’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica con a bordo un medico rianimatore. Giunti presso il paziente, i sanitari hanno preso il controllo della situazione utilizzando un’altra volta il defibrillatore, riuscendo così a stabilizzare le condizioni del giovane. In seguito, il paziente è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo dove si trova ricoverato nel reparto di rianimazione, con una prognosi al momento riservata. I medici, infatti, stanno verificando tutta una serie di parametri per comprendere la causa del collasso. Ancora una volta, dunque, il lieto fine di questa vicenda è stato assicurato dalla presenza di un defibrillatore all’interno della palestra, presidio salva-vita fondamentale per intervenire in questi casi, tutt’altro che rari.  Ovunque si faccia sport o si pratichino attività fisiche, dunque, è essenziale la presenza dei DAE. Fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/11/05/news/giovane-salvato-dal-defibrillatore-1.16078694 #### Arresto cardiaco in piscina: 70enne rianimato e trasportato in ospedale È successo ancora: l’arresto cardiaco ha provato a mietere un’altra vittima. D’altronde, in Italia colpisce una persona ogni 8/9 minuti circa. Ma anche questa volta l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno è stato decisivo. Lunedì mattina, alle 9:30 circa, infatti, un uomo di settant’anni è stato colto da un malore mentre si trovava in una piscina di Verona, precisamente nella struttura di via Monte Bianco. Accortisi dell’accaduto, i bagnini presenti a bordo vasca lo hanno soccorso tempestivamente praticandogli il massaggio cardiaco e utilizzando il defibrillatore presente all’interno dell’impianto sportivo. L’uomo, poi, è stato trasportato d’urgenza dai soccorritori del 118 presso l’ospedale di Borgo Trento. Una storia a lieto fine, dunque, che sarebbe potuta essere l’ennesima tragedia. Ma grazie al Decreto Balduzzi, e talvolta alla sensibilità di alcune persone, i defibrillatori DAE sono sempre più presenti all’interno degli impianti sportivi e anche nei luoghi pubblici, come starde, piaze, teatri, scuole e musei. La speranza è quella che questi dispositivi salvavita possano presto essere installati in maniera capillare su tutto il territorio italiano, salvando migliaia di vite ogni anno. Perché è solo così che si possono avere buone probabilità di sopravvivere ad un arresto cardiaco: intervenendo tempestivamente (entro i primi 5 minuti dall’evento) e mediante l’utilizzo di un DAE. Fonte: http://www.veronasera.it/cronaca/malore-piscina-70enne-rianimato-ospedale-30-ottobre-2017.html #### Arresto cardiaco in spiaggia: fondamentale il defibrillatore Nella giornata di ieri, nella marina di Melendugno su un tratto di spiaggia libera a pochi passi dal Lido “La Sorgente”, un uomo dell’età di circa 70 anni, in vacanza con la famiglia, ha accusato un malore e si è accasciato al suolo, tra decine di bagnanti. Non appena le tante persone presenti si sono accorte di quanto accaduto, è prontamente scattata la macchina dei soccorsi a opera del personale di Salvataggio dei “Servizi Spiaggia di Giovanni Borelli” che hanno raggiunto di brevissimo tempo l’uomo. Il primo a intervenire è stato Gianluca Mingiano, formato al BLS-D e munito di defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) che, praticato il massaggio cardiaco e applicati gli elettrodi, ha avviato il percorso di defibrillazione precoce. A sostegno degli operatori impegnati nelle procedure e coordinati in remoto dalla centrale operativa 118, sono intervenuti, allertati via radio, gli assistenti bagnanti del Lido La Sirena di Ugo Potenza. Tra i soccorritori, eroi inaspettati, anche Daniela Dell’Anna, dell’Areonatica Militare, oltre a un medico e un’infermiera in vacanza. Un’alternanza puntuale di massaggio cardiaco e shock elettrici ha ripristinato il ritmo cardiaco fino all’arrivo dei mezzi di soccorso avanzati che hanno messo il paziente in sicurezza e l’hanno condotto presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove è stato affidato alle cure avanzate della Terapia intensiva cardiologica. Durante l’intervento è stato allertato anche il servizio custodi ambientali della pineta di Torre dell’Orso che hanno consentito, agli operatori laici prima e sanitari poi, di intervenire al riparo da curiosi che si accalcavano nella zona. Un successo legato alla sinergia tra pubblico e privato; alla collaborazione nell’ambito del piano collettivo di salvamento firmato tra l’amministrazione comunale, nella persona del Sindaco e l’associazione balneari Assotour e il grande lavoro di soccorso, promozione culturale e formazione, della Seus 118 Leccese. Il Dr. Scardia, presente in centrale operativa al momento dell’accaduto, ha voluto sottolineare l’ottima integrazione tra soccorritori “laici” e operatori di centrale operativa. Collaborazione che ha consentito il tempestivo avvio delle procedure di soccorso e defibrillazione precoce attraverso i soccorritori non appartenenti agli operatori sanitari ospedalieri, regolarmente formati e capillarmente diffusi lungo tutta la costa, e gli operatori specializzati. “Un modello a cui ispirarsi come buona prassi nella gestione dell’emergenza cardiaca, in grado di abbattere la mortalità da arresto cardiaco sul territorio” – ha dichiarato Scardia. Si ricorda che, a seguito di questa prima sperimentazione made in Salento, tutta la costa pugliese è stata cardioprotetta grazie all’ordinanza balneare 2017 della Guardia Costiera Regionale e che la stessa Regione Puglia, su proposta del consigliere Ruggiero Mennea, ha emanato lo scorso aprile un’importante Legge Regionale per la promozione dei defibrillatori nei luoghi di aggregazione e rischio che fa da apripista per l’intera Nazione. Fonte articolo: http://www.leccenews24.it/cronaca/anziano-salvato-defibrillatore-torre-orso.htm #### Arresto cardiaco in spiaggia: salvato da un samaritan PAD 350P È successo a Castellabate, provincia di Salerno, sul litorale della frazione Lago. Un uomo di sessant’anni è stato colpito da un arresto cardiaco mentre si trovava in spiaggia con la figlia poco più che ventenne. Fondamentale è stato l’utilizzo tempestivo del defibrillatore semiautomatico esterno presente all’interno della struttura, un samaritan PAD 350P della HeartSine®. Il personale dello stabilimento balneare, infatti, grazie al corso BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) a cui aveva partecipato con l’acquisto del defibrillatore, ha soccorso immediatamente il sessantenne praticando le opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e collegando il dispositivo al torace del paziente. Dopo poco minuti, grazie all’erogazione di una scarica elettrica al cuore, l’uomo ha ripreso conoscenza ed è stato trasferito, in ambulanza, presso l’ospedale più vicino. I defibrillatori semiautomatici esterni della HeartSine®, tra l’altro, sono gli unici DAE al mondo con indice di protezione IP56 contro l’ingresso di polvere e acqua. L’International Protection, o Codice IP, è uno standard internazionale utilizzato, per l’appunto, per classificare il grado di protezione fornito da involucri meccanici e quadri elettrici contro l’intrusione di particelle solide e contro l’accesso di liquidi. Al termine fisso “IP” seguono sempre due cifre e, talvolta, due lettere. La 1a cifra indica il livello di protezione che l’involucro fornisce contro l’accesso di parti pericolose e contro l’ingresso di oggetti solidi estranei. La 2a cifra, invece, indica la protezione contro l’accesso di liquidi. In questo caso, IP56 sta a significare, per l’appunto, che il dispositivo è protetto contro l’ingresso di polvere e di materiale solido con uno spessore inferiore a 1 millimetro; inoltre, l’apparecchio è in grado di resistere anche ad ondate di acqua salata. Per questo motivo, i defibrillatori samaritan PAD 350P e 500P della HeartSine® vengono spesso installati all’interno di strutture turistiche ubicate a ridosso di spiagge e acqua di mare, come, ad esempio, gli stabilimenti balneari. Ricordiamo, infine, che la HeartSine®, grazie al programma “Forward Hearts”, è l’unica azienda al mondo che regala un DAE a tutti coloro che sono stati salvati da un samaritan PAD. Questa iniziativa permette ai superstiti di un arresto cardiaco di salvare potenzialmente altre vite. I sopravvissuti, infatti, potranno decidere di elargire il defibrillatore ricevuto in dono ad un ente benefico o ad un’organizzazione a propria scelta. Salva Salva Salva #### Arresto cardiaco in stazione: poliziotti salvano 49enne con un DAE Ieri mattina, lunedì 9 ottobre, un uomo di 49 anni, in procinto di prendere un treno del Passante Ferroviario alla stazione di Porta Garibaldi di Milano, si è accasciato improvvisamente a terra colpito da un arresto cardiaco. Alcuni agenti della Polizia Ferroviaria, allertati dal 118, lo hanno tempestivamente soccorso mediante l’utilizzo di un defibrillatore semi-automatico esterno presente in loco. I poliziotti, una volta raggiunto il malcapitato steso a terra e privo di conoscenza, hanno acceso il dispositivo salva vita e lo hanno collegato al torace dell’uomo. In un primo momento, il dispositivo non consigliava l’erogazione di una scarica elettrica al cuore del paziente; ma dopo una seconda analisi, avvenuta in maniera totalmente automatica, il defibrillatore ha segnalato l’arresto cardiaco e la necessità di premere il pulsante dello shock. L’intervento tempestivo ha permesso al cuore del 49enne di riprendere a battere, sia pur flebilmente, in attesa del personale medico del 118, giunto sul posto pochi minuti dopo. Una volta sottoposto alle cure del caso, l’uomo è stato trasportato in ambulanza all’Ospedale San Raffaele di Milano, in codice rosso. L’utilizzo dei defibrillatori DAE da parte della Polizia Ferroviaria è stata possibile grazie alla sinergia che ha visto in campo a livello nazionale l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF), il Servizio di Polizia Ferroviaria della Polizia di Stato (POLFER) e l’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO). È stata cura degli specialisti l’attività di formazione degli agenti di polizia chiamati a utilizzare i dispositivi già dai primi mesi del 2015, nel periodo dell’EXPO. Fonte: http://www.cronacamilano.it/cronaca/arresto-cardiaco-stazione-garibaldi-milano-polizia-salva-passeggero.html #### Arresto cardiaco in strada, salvo grazie a un DAE installato nei paraggi Domenica pomeriggio un uomo è stato colpito da arresto cardiaco mentre transitava in bicicletta in Corso Matteotti a Cecina. Salvo grazie al tempestivo intervento di un poliziotto e grazie alla presenza di un defibrillatore pubblico installato nel centro cittadino. Cecina (Livorno) – Enrico Bertini, poliziotto in servizio domenica pomeriggio, sapeva perfettamente che in caso di arresto cardiaco i minuti a disposizione per salvare una persona da morte certa sono circa una manciata. Entro i primi cinque minuti di tempo dalla manifestazione dell’evento, fra l’altro, è abbastanza probabile che il paziente non riporti danni cerebrali. Le sue conoscenze, per fortuna, hanno dato i suoi frutti. Infatti, mentre passava in auto nel centro urbano, ha notato un gruppo di persone che stava soccorrendo un uomo a terra. A quel punto, ha prontamente parcheggiato la vettura e si è precipitato a fornire aiuto. Al suo arrivo, due passanti stavano già praticando le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) sulla persona priva di sensi. Bertini, che aveva seguito un corso sull’utilizzo dei defibrillatori, ha immediatamente intuito che si trattava di un caso da manuale. Con la collaborazione di altre due persone presenti, quindi, ha recuperato il DAE installato nelle vicinanze e ha collegato l’apparecchio salvavita al torace del paziente. Pochi secondi dopo, mediante l’erogazione di una scarica elettrica al muscolo cardiaco, il paziente ha ripreso conoscenza e il suo cuore ha ripreso a battere con una frequenza cardiaca nella norma. Dopo pochi istanti è giunta sul posto anche un’ambulanza del 118 che ha trasportato il paziente, in codice rosso, all’ospedale di Livorno, dove è tuttora ricoverato nel reparto di rianimazione. Questa vicenda non fa altro che mostrare l’importanza fondamentale della presenza di defibrillatori automatici esterni dislocati in vari punti della città. Cecina, infatti, è dotata, da tempo, di una rete di DAE ad accesso pubblico disponibili 24 ore su 24. Al momento sono ben 14 le postazioni DAE dislocate in altrettanti punti strategici e particolarmente frequentati della cittadina livornese. Tali postazioni, fra l’altro, sono mappate e registrate al 118, protette da teche e debitamente controllate dalla Polizia Municipale. Visitando il sito web di Cecina Cuore (il progetto del Comune di Cecina e di altri Partner che vogliono rendere Cecina una città cardio-protetta) è possibile avere il quadro generale e la localizzazione precisa di dove sono installati gli apparecchi salvavita. Da sottolineare, infine, che negli ultimi anni sono state adeguatamente formate per l’utilizzo dei DAE più di 160 persone. In più, l’amministrazione comunale, conscia dell’importanza fondamentale di questi dispositivi salvavita, è impegnata ad ampliare la platea di persone in grado di effettuare correttamente le manovre di primo soccorso, assieme all’utilizzo dei DAE. Basta, infatti, seguire un corso di formazione BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation), che dura poche ore, per imparare ad utilizzare un DAE e le corrette manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare: l’unica maniera per lottare contro la Morte Cardiaca Improvvisa (MCI), che ogni anno, nel nostro Paese, miete più di 60.000 vittime. #### Arresto cardiaco mentre balla: salvato dai volontari dotati di defibrillatore Bórgio Verèzzi (Savona). Mercoledì 26 luglio un uomo è stato colpito da un arresto cardiaco durante una serata danzante. Fortunatamente, però, una squadra di militi della Croce Bianca dotata di defibrillatore semiautomatico esterno stavano sorvegliando la festa. Avendo intuito la gravità della situazione, un gruppo di volontari ha soccorso tempestivamente il paziente iniziando le opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Dopo meno di un minuto, il defibrillatore era già stato collegato al torace dell’uomo, che ha erogato una scarica elettrica al cuore. Quasi immediatamente l’uomo ha ripreso conoscenza e, prima ancora di arrivare in ospedale, ha potuto dare con la propria voce le sue generalità. “Al di là dell’ottimo lavoro svolto dai nostri volontari, che voglio ringraziare pubblicamente – ha dichiarato il presidente della Croce Bianca – mi preme sottolineare ancora una volta l’importanza di conoscere le manovre basilari di primo soccorso. Nel caso in cui un evento del genere accadesse nella propria abitazione o in un luogo dove i soccorsi impieghino anche solo 6/7 minuti ad arrivare sul posto, infatti, un buon massaggio cardiaco è l’unica manovra in grado di dare speranza di ripresa al paziente. Sette minuti possono sembrare tanti – ha spiegato – ma immaginate di dovervi prima di tutto accorgere che la persona è in arresto cardiaco, prendere il telefono, chiamare, spiegare dove siete e aspettare che i soccorsi giungano sul posto. È un tempo veramente breve e difficilmente i soccorsi riescono a rispettare questa tempistica”. “In questi casi il massaggio cardiaco è davvero fondamentale – hanno continuato dalla pubblica assistenza – non solo per limitare i danni in attesa dell’arrivo del defibrillatore, l’unico strumento in grado di ripristinare una frequenza cardiaca nella norma, ma anche per consentire al dispositivo stesso di essere più efficace. Per questi motivi, una nostra squadra è sempre presente (e lo sarà fino alla fine di agosto) ogni giovedì dalle 21:00 in Piazza Magnolie durante le serate ‘Borgiovedi’, per consentire a chiunque ne abbia voglia di provare sul manichino didattico queste importantissime manovre”. Sì, perché come abbiamo ripetuto più volte, per ogni minuto che passa dall’arresto cardiaco le possibilità di sopravvivere diminuiscono del 10% circa. Va da sé, quindi, che dopo soli 10 minuti la probabilità di farcela, o di non riportare danni cerebrali permanenti, è praticamente nulla. Per questo motivo, oltre a seguire corsi di formazione sulle manovre di primo soccorso, i cosiddetti corsi BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation), sarebbe necessario avere sempre a portata di mano un defibrillatore DAE: non solo negli impianti sportivi, ma anche nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, in azienda, nei luoghi pubblici e all’interno delle proprie abitazioni. Fonte: https://www.ivg.it/2017/07/va-arresto-cardiaco-balla-salvato-dai-militi-della-croce-bianca-borgio/ #### Arresto cardiaco mentre vota, salvato con defibrillatore dal personale del seggio L’arresto cardiaco si è verificato all’interno di un seggio elettorale situato in una scuola di Verona. Mentre si trovava all’interno del seggio per votare, la persona è stata colta da arresto cardiaco improvviso. Il personale del seggio ha subito allertato il 118, che ha inviato il mezzo di soccorso e allo stesso tempo, fornito supporto ai presenti guidandoli nelle manovre di soccorso. Tra le richieste dell’operatore della centrale, il recupero del defibrillatore più vicino. Sono state così fornite indicazioni telefoniche sulle manovre di rianimazione cardio-polmonare e sull’impiego del defibrillatore. Il personale del seggio ha così potuto salvare una persona da morte certa. Il personale del 118 arrivato sul posto, ha trasportato in seguito la persona presso l’ospedale di Borgo Trento. Nell’attesa che la legge sui defibrillatori nella Pubblica Amministrazione e in tutti i luoghi pubblici entri in vigore, in questi luoghi il rischio ad oggi è ELEVATO, perché le possibilità di salvare la vita senza che vi sia un DAE nelle immediate vicinanze è MINIMA. In Italia muoiono per arresto cardiaco improvviso circa 7 persone ogni ora, 1 ogni 1.000 abitanti. Di queste circa l’80% potrebbero essere salvato con l’impiego immediato del defibrillatore. Il tempo utile è di soli 10 minuti dall’evento, ma quelli realmente utili per evitare l’insorgere di complicanze date dal mancato afflusso di ossigeno a organi e tessuti è di solo 5 minuti. Queste tempistiche possono tuttavia aumentare molto, nel caso in cui le manovre di rianimazione cardio-polmonare, che comprendo il massaggio cardiaco e la ventilazione polmonare, risultino particolarmente efficaci. Tale efficacia può registrarsi solo da parte di operatori formati e regolarmente allenati: medici, infermieri, forze dell’ordine, operatori del 118, volontari sui mezzi di emergenza/urgenza medica (Misericordia, ANPAS, CRI, etc..), altre persone che hanno effettuato formazione e re-training periodici in contesti sportivi o lavorativi. E’ importante quindi, incentivare la formazione BLSD e nel primo soccorso, una competenza che riteniamo chiunque debba possedere. Sottolineiamo ancora una volta quanto sia grave il ritardo nell’entrata in vigore della legge sui defibrillatori, approvata all’unanimità ma non ancora attiva per motivi burocratici. #### Arresto cardiaco nei luoghi pubblici: fondamentale l’intervento dei passanti con un DAE Uno studio retrospettivo, condotto su 2.500 persone, ha messo in evidenza come sia fondamentale la presenza di un defibrillatore e l’assistenza dei passanti quando una persona viene colpita da arresto cardiaco in un luogo pubblico.   I pazienti in arresto cardiaco che vengono tempestivamente soccorsi dai passanti mediante l’utilizzo di un Defibrillatore Automatico Esterno (DAE) hanno maggiori probabilità di sopravvivere e ridotte disabilità permanenti. Questo è, in sintesi, quanto è stato evidenziato da una ricerca coordinata da Myron L. Weistfeldt, della Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora, e pubblicata da Circulation. Lo studio Scenario – La sopravvivenza dopo un arresto cardiaco extra-ospedaliero con ritmi defibrillabili può essere migliorata con la defibrillazione precoce. Siccome il 60% degli arresti cardiaci che avvengono in luoghi pubblici sono causati da un’aritmia defibrillabile, esiste la possibilità di salvare la vita a migliaia di persone se solo gli astanti utilizzassero un defibrillatore DAE. Durante lo studio, quindi, si è cercato di determinare l’associazione tra l’uso di defibrillatori automatici esterni da parte dei passanti e il tasso di sopravvivenza ad un arresto cardiaco con ritmo defibrillabile. Metodo utilizzato – Dal 2011 al 2015, il Resuscitation Outcomes Consortium ha raccolto in modo prospettico informazioni dettagliate su tutti gli arresti cardiaci avvenuti in 9 centri regionali. Sono stati confrontati i casi in cui gli astanti hanno soccorso tempestivamente il paziente mediante l’utilizzo di un defibrillatore automatico esterno rispetto ai casi in cui sono stati gli operatori dei soccorsi a defibrillare il cuore del paziente. Sono stati valutati il tasso di sopravvivenza e le condizioni in cui i pazienti sono stati dimessi dall’ospedale (presenza o assenza di danni permanenti al cervello). Risultati – Su 49.555 arresti cardiaci avvenuti al di fuori di strutture sanitarie, sono stati analizzati 4.115 (l’8,3%) arresti cardiaci avvenuti in luoghi pubblici, di cui 2.500 (il 60,8%) potevano essere sottoposti a shock elettrico. Gli astanti sono intervenuti con un defibrillatore DAE solo nel 18,8% degli arresti cardiaci defibrillabili. Ma quando i passanti sono intervenuti, i pazienti in arresto cardiaco hanno avuto il doppio delle probabilità di sopravvivere ed anche maggiori probabilità di lasciare l’ospedale camminando da soli e gestendo le attività quotidiane autonomamente o con poca assistenza. In particolare, il 67% dei pazienti che hanno ricevuto assistenza con il defibrillatore da un passante è sopravvissuto abbastanza a lungo da riuscire a lasciare l’ospedale, rispetto al 43% dei pazienti che hanno ricevuto assistenza con il defibrillante solo all’arrivo dell’ambulanza. Nel momento della dimissione, poi, il 57% dei pazienti aiutati dai passanti presentava poche o nessuna disabilità, rispetto al 33% dei pazienti trattati dal personale medico giunto in emergenza. Conclusione – In caso di arresto cardiaco in un luogo pubblico, l’utilizzo del defibrillatore automatico esterno da parte degli astanti, prima dell’arrivo dei servizi medici di emergenza, ha mostrato un tasso di sopravvivenza maggiore e migliori risultati funzionali. Questi risultati, tuttavia, potrebbero notevolmente migliorare se questi dispositivi salvavita venissero utilizzati più spesso dai passanti. Articolo originale: http://circ.ahajournals.org/content/early/2018/02/21/CIRCULATIONAHA.117.030700 #### Arresto cardiaco nella propria abitazione: salvo grazie al DAE Nei giorni scorsi è stato dimesso dalla Cardiologia di Fano (PU) un uomo di 63 anni che il 30 marzo era stato colpito da un arresto cardiaco all’interno della propria abitazione. Grazie al tempestivo utilizzo di un defibrillatore DAE, l’uomo è riuscito ad evitare la morte certa. Il defibrillatore, infatti, è l’unico dispositivo in grado di far ripartire il cuore nel caso si venga colpiti da arresto cardiocircolatorio. Il 63-enne aveva lamentato un dolore toracico persistente e per questo motivo aveva autonomamente allertato i soccorsi, telefonando al 118. L’arresto cardiaco, per sua fortuna, si è verificato pochi minuti dopo l’arrivo dell’ambulanza e questo ha consentito un immediato soccorso con il defibrillatore che ha interrotto l’aritmia, causa dell’arresto cardiaco, consentendo al cuore di riprendere la sua indispensabile attività. Il successivo elettrocardiogramma aveva poi evidenziato un quadro di infarto acuto, e per questo il paziente era stato condotto nel reparto di Emodinamica e Cardiologia Interventistica dell’ospedale di Pesaro e trattato con angioplastica. Ricoverato poi in Cardiologia, è stato dimesso senza aver subito alcun danno neurologico. La vicenda non fa altro che riproporre l’importanza fondamentale di un rapido intervento mediante il defibrillatore nei casi di arresto cardiaco, evento drammatico che può accedere in ogni momento e in ogni luogo. L’intervento con il defibrillatore, però, per essere efficace, deve avvenire entro pochi minuti dall’arresto cardiocircolatorio e raramente i mezzi di soccorso arrivano in tempo. Per questo motivo i defibrillatori semiautomatici o automatici esterni, altrimenti detti defibrillatori DAE, che possono essere utilizzati da chiunque, si stanno diffondendo sempre di più all’interno delle città italiane. Sono obbligatori all’interno degli impianti sportivi, ma resta ancora molto da fare per far crescere tra i cittadini la cultura del primo soccorso, rendendo il defibrillatore uno strumento conosciuto e fugando i timori che persistono sul suo utilizzo. L’uso dei defibrillatori DAE, infatti, è semplice e sicuro: non esiste alcuna possibilità di arrecare danno alla persona soccorsa, ma solo di salvarle la vita. “Il caso riportato – ha precisato il Dott. Alberto Caverni – consente di rinnovare una raccomandazione importantissima: nel caso che qualcuno avverta un dolore toracico non è bene recarsi al pronto soccorso con mezzi propri, ma è consigliato chiamare il 118 in modo che l’ambulanza, e con essa il defibrillatore, arrivi al più presto”. Oltre a ciò, noi aggiungiamo che sarebbe opportuno dotarsi di un defibrillatore DAE anche senza che una legge ce lo imponga: se in ogni condominio, in ogni piazza, in ogni cinema, in ogni teatro, in ogni scuola di ordine e grado, in ogni ristorante, bar, pizzeria, ecc…, ci fosse a disposizione un defibrillatore DAE, si potrebbero salvare migliaia di vite ogni anno! Non aspettiamo un obbligo di legge per cardio-proteggere noi stessi e i nostri famigliari! Possiamo iniziare da subito a salvare delle vite! Perché aspettare? Fonte: https://www.occhioallanotizia.it/fano-arresto-cardiaco-in-casa-63enne-salvato-grazie-alluso-di-un-defibrillatore/ #### Arresto cardiaco notturno, donne più a rischio degli uomini Le ricerche motivi legati all’insorgenza dell’arresto cardiaco improvviso proseguono, con l’obiettivo di contrastare una delle maggiori causa di morte al mondo. Infatti, l’insufficienza cardiaca colpisce oltre 26 milioni di persone in tutto il mondo, con una tendenza in aumento. E’ notizia di poche settimane fa, la ricerca svolta dall’AHA – American Heart Association, pubblicata sulla rivista scientifica “Circulation”, dell’incidenza dell’arresto cardiaco in funzione della qualità del sonno. Oggi una nuova ricerca condotta dal Cedars-Sinai Schmidt Heart Institute di Los Angels (California – USA), aggiunge altri elementi che fornisco un quadro più definito. Lo studio, pubblicato sulle pagine della rivista specializzata Heart Rhythm, si è focalizzato sull’analisi da parte dei ricercatori, delle registrazioni di oltre 3.200 eventi di arresto cardiaco durante il giorno e 918 eventi di arresto cardiaco durante la notte. La ricerca ha evidenziato che rispetto agli eventi di AC avvenuti durante il giorno, i pazienti che hanno sofferto di arresto cardiaco improvviso durante la notte avevano maggiori probabilità di essere donne: poco più del 25% degli eventi che ha coinvolto le donne si è verificato di notte, rispetto a quasi il 21% dei casi che coinvolgono uomini. Lo studio inoltre indica che tra le 22 di sera e le 6 del mattino, si verifica una percentuale compresa tra il 17% e il 41% dei 350mila arresti cardiaci improvvisi stimati ogni anno negli Stati Uniti Secondo i ricercatori i risultati suggerisco che potrebbe esserci una componente respiratoria che causa questo aumento del rischio per le donne. I pazienti colpiti da arresto cardiaco di notte avevano maggiori probabilità di essere stati fumatori o di esserlo nel momento della raccolta dei dati. La prevalenza della malattia polmonare era significativamente più alta in coloro che avevano avuto un arresto cardiaco durante la notte rispetto a coloro che avevano avuto un arresto cardiaco durante il giorno. È stato anche scoperto che i farmaci che agiscono sul cervello, inclusi sedativi e antidolorifici hanno un utilizzo significativamente maggiore durante la notte rispetto all’arresto cardiaco diurno. Tanti nuovi elementi quindi, che forniscono nuovi dati preziosi per orientare meglio gli studi e ricerca. Comprendendo meglio le dinamiche che portano all’insorgenza dell’arresto cardiaco improvviso, potrebbero consentire una prevenzione mirata e trattamenti ancora più efficaci. Il punto fermo resta il defibrillatore, strumento che ha una percentuale di salvataggio se impiegato in tempi rapidi su un un soggetto colpito da arresto cardiaco imrpovviso, vicino all’80%. Per questo motivo è importante avere un defibrillatore nel proprio condominio o nella propria casa. Oggi esistono soluzioni di noleggio a partire da circa €25 al mese. Adesso il limite è solo culturale e informativo, è importante diffondere la cultura della cardioprotezione e abbattere drasticamente i decessi per AC, 60.000 ogni anno solo in Italia. #### Arresto Cardiaco sul lavoro, salvato dai colleghi con il defibrillatore L’episodio è avvenuto la mattina del 16 Marzo 2021 all’interno dell’azienda Sbe di Monfalcone. Monfalcone è un comune di circa 28 mila abitanti del Friuli-Venezia Giulia, importante Polo industriale e portuale, con grande concentrazione di aziende, ed è sede di importanti cantieri navali. L’uomo 54 anni, carrellista, ha accusato un malore all’interno dell’azienda poco prima dell’inizio del turno di lavoro alle 6 del mattino, perdendo i sensi. Immediato l’intervento dei colleghi, 3 soccorritori, che hanno ricevuto indicazioni dalla centrale operativa del 118 sulle manovre di primo soccorso e sull’impiego del defibrillatore, presente in azienda. Le manovre di rianimazione cardio-polmonare e l’impiego tempestivo del defibrillatore hanno avuto esito positivo. All’arrivo dei soccorsi avanzati del 118, l’operaio era già stato rianimato. Il defibrillatore consente di dare una nuova chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco, 1 ogni 1.000 abitanti, circa 164 ogni giorno in Italia. I defibrillatori sono obbligatori per le associazioni e società sportive dilettantistiche e professionistiche (Decreto Balduzzi), e lo saranno a breve anche all’interno della Pubblica Amministrazione (uffici pubblici, scuole, comuni, parchi, stazioni e mezzi di trasporto). Tra i luoghi dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo troviamo sicuramente le nostre abitazioni e il luogo di lavoro. E’ evidente quanto sia importante essere cardioprotetti soprattutto nei luoghi dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo. Per quanto riguarda i luoghi di lavoro, i datori di lavoro possono beneficiare della riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione, avvalendosi del modello OT23, che consente di ottenere lo sconto dei premi assicurativi per interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro (D.lgs 81/08 ). Per maggiori informazioni in merito al D.lgs 81/08 -Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, vi invitiamo a leggere l’articolo completo a questo link: https://www.emd112.it/blog/news/defibrillatori-in-azienda-e-d-lgs-81-08-il-testo-unico-sulla-salute-e-sicurezza-sul-lavoro/. #### Arresto cardiaco sul lavoro, salvo grazie al defibrillatore 3 giugno 2016 – A causa di un infarto del miocardio, un uomo di 40 anni è andato in arresto cardiaco sul luogo di lavoro. È accaduto a Pescia. La centrale operativa del 118 Empoli-Pistoia ha ricevuto una richiesta di soccorso per un uomo in arresto cardiaco. L’infermiera del 118 che ha risposto alla telefonata si è subito resa conto della gravità della situazione e, dopo aver attivato il codice rosso, ha impartito al suo interlocutore le istruzioni sulle manovre da svolgere in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Fortunatamente, sul luogo di lavoro, una ditta farmaceutica, era presente un defibrillatore semiautomatico esterno e personale opportunamente formato al suo utilizzo. Dopo aver liberato il torace del paziente dagli indumenti, sotto la guida dell’infermiera Roberta Conti, i colleghi del 40-enne hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Una volta collegato il defibrillatore al paziente e acceso il dispositivo, l’uomo è stato defibrillato ben due volte prima dell’arrivo dell’automedica (dopo 8 minuti) e dell’ambulanza della Misericordia di Uzzano (dopo 9 minuti). Una volta giunto l’equipaggio sanitario, il paziente è stato sottoposto a manovre di rianimazione avanzate, defibrillato altre due volte ed effettuata la necessaria farmaco terapia; tutto questo ha permesso il ripristino dei parametri vitali del paziente. A quel punto, una volta individuata la causa dell’arresto cardiaco, cioè un infarto del miocardio, è stato trasmesso in centrale operativa e all’ospedale di Pistoia l’elettrocardiogramma del paziente. Il cardiologo presente in reparto ha confermato la diagnosi e ha attivato la sala di emodinamica dove lo stesso paziente è stato tempestivamente trasportato. L’uomo, ricoverato in terapia subintensiva del livello 1 dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, è stata sottoposto ad angioplastica. Questo caso clinico testimonia come la catena dei soccorsi abbia funzionato perfettamente sin dalla chiamata al 118. Altro elemento fondamentale è stata la presenza del defibrillatore semiautomatico esterno, con personale abilitato, all’interno della ditta. Decisiva anche la professionalità del personale della centrale operativa 118 e di quello intervenuto sul posto, sia quello volontario dell’ambulanza che del medico e dell’infermiere dell’automedica. #### Arresto cardiaco sul posto di lavoro Un arresto cardiaco lo sorprende sul luogo di lavoro e lo salva l’uso dal defibrillatore. È quello che è successo ad un uomo di Legnano lo scorso 29 gennaio, finito al pronto soccorso in codice rosso dopo accusato un dolore al torace mentre si trovava a lavoro. Solo la tempestiva richiesta d’aiuto da parte dei colleghi ha permesso l’intervento immediato del personale medico: l’ambulanza Sos Uboldo e l’automedica dell’ospedale di Varese lo hanno infatti rianimato utilizzando anche il defibrillatore semiautomatico riportando il ritmo al cuore. Dopo essere stato stabilizzato è stato condotto al pronto soccorso della Mater Domini di Castellanza dov’era stato allertato il reparto di Cardiologia Emodinamica. Un esempio di quanto sia sempre più  urgente rendere obbligatori i defibrillatori anche nelle aziende,  oltre che negli  impianti sportivi come già prevede il decreto  ministeriale del 14 aprile 2013. Il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. Questo significa che oltre 70 lavoratori alla settimana in Italia sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro. L’attuale normativa relativa alla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (L.81/08) non prevede la dotazione di defibrillatori semi-automatici da parte delle aziende, ma l’obbligo di formazione del personale al primo soccorso e la Legge 120 del 2001 confermano l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato e di dispositivi idonei a tutelare al meglio la salute dei lavoratori. La defibrillazione entro tre minuti può aumentare la possibilità di sopravvivenza del 7%; avere quindi un defibrillatore a portata di mano diventa un’urgenza prima che una necessità. #### Arresto cardiaco sulle piste da sci: salvato in extremis un 25enne In caso di arresto cardiaco un minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Nel caso di S.R., 25enne residente ad Azzano Decimo, i soccorsi sono arrivati in tempo. Nella giornata di ieri, domenica 18 marzo 2018, sulle piste da sci di Piancavallo il ragazzo è stato colpito da un arresto cardiaco scendendo dalla seggiovia, poco prima delle 11:00. Ma un incredibile lavoro di squadra e la presenza del defibrillatore hanno permesso di salvargli la vita. Attualmente, infatti, il ragazzo è ricoverato in terapia intensiva presso il nosocomio di Pordenone. A lanciare l’allarme è stato l’operatore Promoturismo che si trovava nei pressi della seggiovia. In men che non si dica, dalla cima della montagna sono scesi con gli sci ai piedi i quattro volontari del soccorso piste della FISPS: il presidente di Pordenone fiere Renato Pujatti, l’ingegnere triestino Andrea Del Ben, Giuliano Corva e Davide Bilucaglia. Il ragazzo era disteso a terra, privo di conoscenza, in arresto cardiaco. Ancora un minuto e sarebbe stato troppo tardi, ma la tempestività dei soccorsi è stata decisiva. Dopo aver iniziato le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), hanno applicato al torace del paziente il defibrillatore semiautomatico esterno in dotazione ai volontari del soccorso su pista. La sequenza è stata ripetuta tre volte, alternando l’erogazione di uno shock elettrico al cuore al massaggio cardiaco. Alla terza scarica elettrica il giovane azzanese ha riaperto gli occhi. Nel frattempo erano stati mobilitati l’elicottero del 118 e Paolo Rossi, guardia medica di Piancavallo, accompagnato in motoslitta dai Carabinieri della stazione del paese. Si sono fermati a prestare soccorso anche un componente del soccorso alpino e un medico fuori servizio che si trovavano, per caso, nei paraggi. Dopo aver valutato le condizioni del 25enne, si è deciso di trasportarlo all’ospedale di Pordenone con l’ambulanza della Croce rossa, e non con l’elisoccorso. Giunto al nosocomio in codice rosso, è stato affidato al reparto di terapia intensiva coordinato dal primario Flavio Bassi. Dopo essere stato sedato perché in agitazione psicomotoria, S.R. è stato anche intubato: le sue condizioni sono ritenute molto gravi e la prognosi è ovviamente riservata. “È stata una delle situazioni più pesanti che abbiamo mai affrontato” – ha raccontato la guardia medica Paolo Rossi. “L’apporto di tutti, i volontari della FISPS, i Carabinieri, l’Elisoccorso Fvg, la Croce rossa, il volontario del soccorso alpino, Promoturismo, è stato preziosissimo. Non è facile gestire un intervento di questa portata, in condizioni meteo avverse” – ha poi concluso. Fondamentale, poi, come sempre in questi casi, è stata la presenza del DAE. Fonte: http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2018/03/19/news/infarto-sulle-piste-a-25-anni-salvato-1.1661070 #### Arresto cardiaco sulle piste da sci: slavo grazie al defibrillatore. Uno sciatore ceco di 57 anni è stato colpito da arresto cardiaco sulle piste da sci: l’uomo è stato salvato dai volontari della Croce bianca di Arabba che lo hanno prontamente defibrillato.   Ieri mattina, verso le ore 10, uno sciatore straniero è stato colto da arresto cardiaco a Porta Vescovo, provincia di Belluno, sulla pista di raccordo che porta alla seggiovia Arabba Fly, accanto alla partenza degli impianti. L’uomo, un ceco di 57 anni, si è accasciato improvvisamente a terra a causa di un arresto cardiaco. Prontamente soccorso dagli agenti di polizia in servizio sulle piste da sci, le sue condizioni sono apparse subito gravi. Sul paziente, privo di conoscenza, sono state immediatamente eseguite le opportune manovre di rianimazione cardiopolmonare. Una volta arrivati in loco i volontari della Croce bianca di Arabba, accompagnati dal medico in servizio sugli impianti da sci, l’uomo è stato prontamente defibrillato mediante l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno. Sono stati necessari circa 40 minuti e ben 5 scariche elettriche affinché il paziente riprendesse conoscenza. A questo punto il 57-enne ceco è stato stabilizzato e immediatamente trasportato, a bordo di un’ambulanza, nell’ospedale più vicino: quello di Agordo. Successivamente è stato accompagnato al pronto soccorso del San Martino di Belluno dove è stato sottoposto ad alcuni esami clinici ed è stato ricoverato nell’unità coronarica intensiva di Cardiologia: un’altra vita salvata grazie a un defibrillatore semiautomatico esterno. #### Arresto cardiaco vaccino anti-covid Un militare in servizio ad Augusta (Siracusa), Stefano Paternò, 43 anni, è morto martedì 9 marzo 2021 per arresto cardiaco all’interno della sua casa. Paternò si era sottoposto alla prima dose di vaccino anti-Covid il giorno precedente. La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta Dalla ricostruzione dei fatti, Paternò si è sottoposto al vaccino lunedì mattina, nel pomeriggio è rientrato a casa, senza alcun sintomo fino alle 19.00, quando è iniziata a salire la febbre. Ha preso una tachipirna e è andato a dormire. Alle 24.00 i lamenti dell’uomo ed i movimenti nel letto, hanno fatto allarmare la moglie, che ha immediatamente chiamato i soccorsi, arrivati in tempi rapidi. Ma il peggioramento è stato repentino, ed anche il massaggio cardiaco non ha salvato Paternò. I primi di marzo una situazione analoga si era verificata a Napoli, dove una docente scolastica di 62 anni è morta a seguito di un arresto cardiaco il giorno successivo alla somministrazione della prima dose di vaccino. Vi sono altri casi accertati con incidenza simile L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (Pisa), in previsione della imminente campagna vaccinale su scala nazionale contro il Covid-19, aveva pianificato e organizzato un corso di formazione in 14 edizioni, rivolto al personale sanitario (medici, infermieri, operatori socio-sanitari), della durata di 2 ore, per 210 persone dal 23 dicembre 2020 al 19 gennaio 2021. l titolo era proprio: “Anafilassi e arresto cardiaco in corso di vaccinazione”. Referente scientifico della campagna la Dottoressa Alda Mazzei, responsabile del Centro di simulazione medica dell’Aoup. L’iniziativa è stata promossa dalla direzione aziendale in questa fase così importante di gestione della pandemia per garantire la massima sicurezza del servizio di vaccinazione, con il personale opportunamente formato e periodicamente aggiornato sulle emergenze legate alla pratica vaccinale, sul riconoscimento e trattamento dello shock anafilattico e sulle conseguenti manovre di rianimazione cardiopolmonare. In ogni ambulatorio di vaccinazione, oltre al medico, è consigliabile infatti la presenza di un infermiere altrettanto adeguatamente formato e devono essere disponibili tutti gli strumenti e i farmaci necessari per il trattamento immediato delle eventuali reazioni avverse, fra cui appunto l’anafilassi, con conseguente arresto cardio-circolatorio, che è la più grave anche se, fortunatamente, rara. Seppure in piccola percentuale, in termini assoluti su una popolazione di oltre 60 milioni di persone, l’incidenza potenziale è comunque importante. E’ quindi importante dotare i centri di vaccinazione con defibrillatori e personale adeguatamente formato, solo così sarà possibile ridurre al minimo eventuali conseguenze irreversibili date dall’arresto cardiaco improvviso, evitabili con buon senso e prevenzione.   Fonti: https://palermo.repubblica.it/cronaca/2021/03/10/news/militare_muore_per_arresto_cardiaco_si_era_vaccinato_il_giorno_prima_aperta_un_inchiesta-291528151/ https://www.tecnicadellascuola.it/vaccino-una-docente-muore-per-arresto-cardiaco-poche-ore-dopo-la-prima-dose https://www.ao-pisa.toscana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3699:covid-19-in-aoup-corso-di-formazione-su-anafilassi-e-arresto-cardiaco-in-corso-di-vaccinazione&catid=8&Itemid=101 https://www.comilva.org/informazione/covid-dallitalia-dal-mondo-ricerca-scientifica/persone-che-muoiono-dopo-il-vaccino-0 https://genova.repubblica.it/cronaca/2021/03/08/news/le_regole_di_alisa_per_le_vaccinazioni_i_medici_a_caccia_di_defibrillatori-290869973/ #### Arresto cardiaco, muore bambino di 9 anni a Catanzaro Il fatto è accaduto lunedì 8 giugno 2020 a Catanzaro. Il bambino, 9 anni, stava giocando all’aperto nelle vicinanze della sua abitazione, quando all’improvviso ha accusato un dolore al petto, accasciandosi al suolo, privo di sensi. Immediata la segnalazione al 118. I soccorritori hanno portato il bambino all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dove è giunto in condizioni critiche, da li a poco sarebbe morto. L’arresto cardiaco è la principale causa di morte nei maschi di età compresa tra i 20 ed i 60 anni, tuttavia colpisce chiunque (anche senza nessuna patologia cardiaca), senza distinzione di età o genere, sopraggiungendo in tempi rapidi senza preavviso, per questo prende il nome di Arresto Cardiaco Improvviso o Morte Cardiaca Improvvisa o Morte Improvvisa Cardiaca. Questo studio del Ministero della Salute pubblicato nel 2010, riporta la statistica relativa alla frequenza della Morte Improvvisa Cardiaca in Italia in rapporto alla Mortalità Improvvisa nelle varie età:    Età (anni)        /      Tra le MI (Morte Improvvisa) % MIC (Morte Improvvisa per arresto Cardiaco) 1 – 13               /     19 14 – 21            /     30 22 – 39           /     35 40 – 69          /     75 Di seguito riportiamo il report pubblicato quest’anno dal sito Statista.com relativo all’analisi delle morti per arresto cardiaco negli USA, in funzione di genere e età: Come si può vedere, anche per le fasce di età più giovani, si ha una incidenza di morte per arresto cardiaco, che seppur minima rispetto ad altre fasce d’età, porta a valori assoluti comunque rilevanti. Attualmente in italia, la percentuale di sopravvivenza dopo un arresto cardiaco è di poco superiore al 2%. Una diffusione capillare dei defibrillatori sul territorio, una cultura della cardioprotezione con corsi di primo soccorso già ai bambini in età scolastica e una maggiore attenzione in materia, potrebbe portare a una percentuale di sopravvivenza prossima all’80%. Questo significherebbe salvare ogni anno solo in Italia, circa 48.000 persone sulle oltre 60.000 vittime che registriamo ogni anno. #### Arresto cardiaco: 60.000 morti all’anno, ma i defibrillatori non sono obbligatori in scuole e uffici Sicuramente, se nelle scuole o negli uffici non fossero presenti gli estintori e non venissero svolte prove di evacuazione degli edifici, qualcuno solleverebbe il problema. Nessuno, però, si preoccupa della presenza o meno di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) all’interno delle stesse scuole o degli stessi uffici. Eppure, mentre di incendio muoiono ogni anno circa 180 persone, in Italia le vittime di arresto cardiaco sono più di 60.000: una circa 9 minuti. Tra queste, il 7% ha meno di 30 anni e il 3,5% ne ha meno di 8, il che significa che ogni anno muoiono 4.200 giovani e ben 2.100 bambini, nel silenzio generale. Il motivo per cui le vittime sono così numerose è soprattutto uno: l’assenza, o la scarsa presenza, dei defibrillatori sul territorio. Ad oggi, infatti, i defibrillatori sono obbligatori solo nelle strutture sanitarie o sociosanitarie, nelle ambulanze e negli ambulatori pubblici e privati. Nessun obbligo, invece, è presente per le scuole, le aziende o le associazioni, per le quali il defibrillatore è solamente consigliato dal Ministero della Salute. Nulla viene detto, infine, per i condomìni, anche se è stato ampiamente dimostrato che la maggior parte degli arresti cardiaci avviene, oltre che sul lavoro, all’interno delle proprie abitazioni e in presenza di testimoni. Obbligo defibrillatori: il Decreto Balduzzi Da circa un anno qualcosa è cambiato per coloro che praticano un’attività sportiva con un discreto impegno cardio-circolatorio. Dal luglio 2017, infatti, dopo ben 4 proroghe, è entrato in vigore il famoso Decreto Balduzzi. La legge prevede l’obbligo per le società e per le associazioni sportive dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) e di personale formato al suo utilizzo. “Ancora oggi”, – ha spiegato Mirco Jurinovich, Presidente della Onlus 60mila vite da salvare e da anni impegnato a diffondere la cultura del defibrillatore, – “leggo numerose notizie di associazioni sportive che ricevono in donazione i prescritti defibrillatori e formano il loro personale all’utilizzo. Ciò significa che molte realtà sportive non si sono ancora messe in regola, anche se non ci sono notizie di indagati per omicidio colposo laddove si siano verificati decessi di atleti in impianti sportivi non dotati di defibrillatori DAE. Ritengo, però, che il problema serio sia dovuto al mancato obbligo di presenza di personale formato durante lo svolgimento degli allenamenti o nelle gare non ufficiali, perché ciò significa che agli atleti tesserati non viene garantita una cardioprotezione adeguata durante i 2/3 dell’attività”. Formazione DAE: un obbligo solo italiano Secondo la legge italiana, solo le persone che hanno partecipato ad un corso di formazione BLS-D possono utilizzare i defibrillatori DAE in caso di necessità. Ma a detta dei cardiologi dell’ultimo Congresso della European Society of Cardiology, che si è concluso pochi giorni fa, questa misura andrebbe tolta perché riduce drasticamente il numero di vite salvate. Lo spiega bene uno studio del Policlinico San Matteo di Pavia, a firma del cardiologo Enrico Baldi: i DAE sono troppo poco utilizzati, e questo nonostante il tentativo di far ripartire il cuore prima dell’arrivo di un’ambulanza aumenti il tasso di sopravvivenza dal 24% al 60% (quando c’è un arresto cardiaco per ogni minuto che passa si perde il 10% della possibilità di salvare la persona). Negli altri Paesi d’Europa, come in Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna, l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni è stato liberalizzato e, quindi, ogni cittadino “laico” è consapevole del fatto che in caso di emergenza può intervenire utilizzando il defibrillatore più vicino, senza violare alcuna legge. “Questo significa”, – ha continuato Jurinovic, – “che chi si recasse in Francia o nel Regno Unito potrebbe, in caso di necessità, utilizzare liberamente uno dei defibrillatori DAE presenti all’interno delle numerose bacheche pubbliche, mentre in Italia, senza un attestato di formazione riconosciuto (ottenuto quasi sempre a pagamento), nella migliore delle ipotesi dovrebbe attendere l’autorizzazione telefonica dell’operatore 118, altrimenti si dovrebbe limitare ad eseguire solamente il massaggio cardiaco. Anche se, come recita l’art. 54 del nostro codice penale, un qualsiasi cittadino non formato che utilizzasse un defibrillatore DAE in caso di necessità non sarebbe comunque perseguibile penalmente”. Un vero e proprio controsenso. Anche perché i defibrillatori DAE sono estremamente facili da utilizzare: basta accenderli e applicare gli elettrodi al torace del paziente (seguendo le istruzioni visive riportate su di essi). Sarà il dispositivo stesso ad effettuare un ECG per verificare lo stato di arresto cardiaco del paziente ed, eventualmente, a predisporsi per erogare una scarica elettrica al cuore. Nel caso non fosse necessario, quindi, sarebbe impossibile, anche premendo il pulsante di scarica, defibrillare il paziente. Emergenza scuole Nonostante accada di frequente che una persona vada in arresto cardiaco in un luogo pubblico affollato, o per strada, non esistono nel nostro Paese né una mappatura nazionale accessibile al pubblico né percorsi segnaletici che conducano gli eventuali soccorritori ai defibrillatori presenti. L’altra emergenza sta nell’assenza di defibrillatori nelle scuole. “Qui i giovani trascorrono la maggior parte del loro tempo e per questo sarebbe così importante la loro presenza”, – ha spiegato Gabriele Bronzetti, cardiologo al Sant’Orsola di Bologna. Cosa bisognerebbe fare, allora? “Anzitutto, andrebbe evitata la retorica dei fiori sul banco vuoto e lo stupore del ‘fino a un secondo prima la vittima stava bene’. Bisognerebbe, invece, che gli studenti apprendessero la cultura del primo soccorso e che imparassero a utilizzare i defibrillatori nello stesso modo in cui sanno usare uno smartphone: è stato ampiamente dimostrato che un dodicenne potrebbe manovrare tranquillamente un defibrillatore”. Lo stesso vale anche per la Rianimazione Cardio-Polmonare, o RCP, (una manovra temporanea e non risolutiva come il defibrillatore), tanto è vero che un gruppo di medici bolognesi, coordinato dall’anestesista Federico Semeraro, ha creato qualche tempo fa un videogame – ‘Relive’ – che attraverso la realtà virtuale e il rilevamento dei movimenti del giocatore insegna le suddette manovre in maniera innovativa e divertente. Buone sperimentazioni da copiare In Italia sono tante le sperimentazioni e le best practice sul tema dell’intervento precoce in caso di arresto cardiaco. Sul fronte dei condomìni, ad esempio, il progetto più noto è quello della città di Piacenza, dove l’associazione ‘Progetto Vita’, fondata dalla cardiologa Daniela Aschieri, ha creato un intero quartiere cardioprotetto, con defibrillatori installati presso i condomìni privati. L’obiettivo finale è quello di installare un defibrillatore ogni 150 metri, per aumentare di quattro volte la sopravvivenza di chi viene colpito da un arresto cardiaco improvviso. Sul fronte dell’intervento in strada, invece, in Emilia Romagna è stata sperimentata con successo una app, integrata col sistema 118 regionale, che si chiama DAE RespondER. Come funziona? L’app allerta le persone registrate all’applicazione nel caso la centrale operativa 118 identifichi un sospetto arresto cardiaco nell’area per cui l’utente ha dato la propria disponibilità a intervenire e consente, inoltre, di localizzare il defibrillatore più vicino, per poterlo recuperare e per poterlo utilizzare sul paziente. Per cambiare le cose, però, ci vorrebbe anche altro. “Senza dubbio, servirebbe una modifica della legge 120/2001”, – ha continuato il presidente della Onlus ‘60 mila vite da salvare’, – “che liberalizzi l’utilizzo dei DAE, slegandolo da assurdi obblighi formativi, sostituendoli con una massiccia campagna informativa che crei cultura e che faccia superare paure e superstizioni. Inoltre, occorrerebbe parlare di più dell’incidenza della patologia e dei metodi, disponibili, da 20 anni, per contrastarla. Le campagne sul tema dell’arresto cardiaco e della defibrillazione precoce sono troppo poche a confronto di quelle sul tabagismo o sull’Aids. Indispensabile, inoltre, sarebbe anche un provvedimento di natura economica per abbattere, o eliminare, l’IVA al 22% che grava sull’acquisto dei defibrillatori”. “Insomma, le mani, invece che nei capelli, si possono mettere sul petto di un altro e su un apparecchio che ci prende il 99,99% delle volte”, – ha puntualizzato, infine, Bronzetti. Fonte: https://it.businessinsider.com/arresto-cardiaco-60-000-morti-in-italia-ma-i-defibrillatori-non-sono-obbligatori-in-scuole-e-uffici/ #### Arresto cardiaco: altri due casi in quest’ultimo weekend L’arresto cardiaco ha colpito altre due persone in quest’ultimo weekend: una donna di 55 anni e un bambino di 6. Diversa la prognosi per i due pazienti. La donna si è sentita male in uno studio medico associato a Roseto, provincia di Teramo. All’improvviso, infatti, la 55-enne si è accasciata al suolo senza dare segni di vita, colpita da arresto cardiaco. Fortunatamente, però, nello studio medico era stato posizionato un defibrillatore semiautomatico esterno. Soccorsa tempestivamente mediante l’utilizzo del DAE, la donna ha ripreso quasi subito conoscenza. Una volta arrivati i soccorsi, la donna è stata stabilizzata e trasportata d’urgenza all’ospedale più vicino. Al momento è ricoverata in gravi condizioni, ma non è in pericolo di vita. Diverso, purtroppo, il caso di un bambino di  6 anni che sta lottando tra la vita e la morte da sabato mattina, quando è stato colto da un malore mentre faceva il bagno nella piscina del parco acquatico Scivosplash, appena fuori Latina. Il defibrillatore non era presente. All’interno della struttura, però, era presente un medico. Egli ha praticato un lungo massaggio cardiaco al bambino fino all’arrivo dei soccorsi. Poco dopo, il piccolo è stato trasferito in Elisoccorso all’Ospedale Bambino Gesù, in condizioni gravissime. Pare che la causa del malore sia stata una congestione, ma si sta ancora indagando sull’accaduto. Duole dover ricordare, in questo caso, che la presenza di un defibrillatore automatico esterno all’interno del parco acquatico avrebbe potuto fare la differenza. #### Arresto Cardiaco: Chiara Fornasari salvata dal DAE Chiara Fornasari è una ragazza bolognese di 24 anni. Il 9 giugno 2021 alle 22, mentre era impegnata in una normale partita di beach volley Chiara è colpita un arresto cardiaco. È in battuta, colpisce la palla e poi cade a terra. La fortuna vuole che li a pochi metri, nel centro sportivo in cui si trovava, fosse presente un DAE, e che fossero di turno persone che avevano frequentato un corso Bls-D. Dopo due scosse Chiara viene ripresa. Durante il soccorso la paura dei presenti era palpabile, non è stato semplice intervenire, come spesso succede in questi casi. Il coraggio e la tempestività però fanno la differenza, sempre. Chiara è stata trasportata in ospedale dove è stata ricoverata due giorni in coma farmacologico. Dopo il suo risveglio, l’11 giugno, è stata sottoposta all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo, il 15. I ricordi di Chiara iniziano a riaffiorare solo questo momento, a causa dei farmaci somministrati per il coma farmacologico, e lei si dice fortunata a non ricordare i dettagli dell’accaduto. Parlando con lei emerge spesso la parola fortuna: la fortuna di essere stata salvata, la fortuna di essersi trovata in un centro sportivo con un DAE e non a casa, lungo la strada, o in un luogo non cardio protetto., la fortuna di avere trovato delle persone che hanno avuto il coraggio di agire e di provare a salvarle la vita. Dobbiamo però smettere di affidarci alla fortuna. L’unica soluzione per salvare vite è realizzare dei progetti di cardio protezione capillari su ogni territorio, in ogni luogo. La fortuna potrebbe non accompagnarci sempre e, in quel caso, vicino a dove ci troviamo, dovrà esserci un DAE e persone preparate ad usarlo. Chiara ha deciso di donare grazie al programma Forward Hearts un altro DAE all’Active beach, il centro sportivo dove si trovava il 9 giugno. Il programma Forward Hearts di Stryker® permette di regalare un DAE a coloro che sono stati salvati da un defibrillatore della casa madre. Questa iniziativa permette ai sopravvissuti di un arresto cardiaco improvviso di salvare potenzialmente altre vite. Stryker® infatti, per celebrare l’evento salvavita, regala un defibrillatore DAE semiautomatico esterno alla vittima di arresto cardiaco, che potrà scegliere di donarlo in beneficenza o ad un’organizzazione a sua scelta.   #### Arresto cardiaco: dimesso il 68enne salvato dai Carabinieri È stato dimesso in questi giorni dalla Cardiologia di Pesaro il signore di 68 anni colpito da un arresto cardiaco il 17 febbraio scorso sul molo di ponente del porto di Fano (PU). Il buon esito della vicenda è stato possibile grazie all’intervento tempestivo di alcuni passanti, in particolare una pattuglia dei Carabinieri. Gli uomini dell’Esercito hanno subito praticato sull’uomo le opportune manovre RCP, cosa che ha permesso di guadagnare tempo prezioso in attesa dell’arrivo del personale del 118 che, mediante l’utilizzo di un defibrillatore, ha fatto ripartire il cuore del paziente. “Il caso – spiega il dottor Alberto Caverni, dell’associazione Fano Cuore delle Marche – ripropone l’importanza delle manovre di rianimazione cardio-respiratoria assieme all’utilizzo del defibrillatore nei primi minuti dopo un arresto cardiaco, evento drammatico che può accadere in ogni momento e in ogni luogo. Chiunque può trovarsi nella situazione di poter salvare una vita con il massaggio cardiaco e soprattutto con l’uso tempestivo di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Questi apparecchi si stanno diffondendo sempre più con lo scopo di aumentare la probabilità di averne uno a disposizione quando è necessario. Anche nella nostra città sono presenti numerosi defibrillatori semiautomatici, obbligatori negli impianti sportivi. Nella stagione estiva buona parte degli stabilimenti balneari sono dotati di defibrillatore, ma resta ancora molto da fare per renderli facilmente accessibili e per segnalarne chiaramente la presenza. Occorre inoltre far crescere tra i cittadini la cultura del primo soccorso, rendere il defibrillatore uno strumento conosciuto e fugare i timori che persistono sul suo utilizzo. L’uso del defibrillatore semiautomatico è semplice e sicuro, non esiste alcuna possibilità di arrecare danno alla persona soccorsa, ma solo di salvarle la vita. Esprimiamo la nostra gratitudine alle persone, in particolare ai militari dell’arma dei carabinieri, che sono intervenuti quel giorno sul molo dando un contributo decisivo al salvataggio di una vita”. Fonte: https://www.pesarourbinonotizie.it/24941/dragaggio-del-porto-di-fano-una-boccata-dossigeno #### Arresto cardiaco: in Emilia-Romagna nasce l’app integrata con il sistema 118 In attesa dell’arrivo dei soccorsi, i cittadini “first responder” possono intervenire teleguidati. BOLOGNA – Un uomo di 70 anni stava camminando in una strada piuttosto centrale di Bologna, quando si è accasciato a terra. A salvarlo sono stati un negoziante, che gli ha praticato il massaggio cardiaco, e un tassista della Cotabo, che lo ha defibrillato. Il tassista è stato allertato grazie a un’applicazione, che si chiama Dae RespondER, già in dotazione di alcuni conducenti di auto bianche. Il 70enne è stato stabilizzato in attesa del 118, che poi l’ha portato all’ospedale. È una storia a lieto fine avvenuta in città alla fine di settembre, che, grazie a un progetto della Regione, potrebbe ripetersi, consentendo di salvare altre vite umane: le statistiche, infatti, dicono che ogni anno una persona su mille muore a causa di un arresto cardio-circolatorio. Dae RespondER è la prima app integrata col sistema 118 attivo a livello regionale. “Siamo molto orgogliosi perché è uno strumento salvavita in più, che non sostituisce il 118, ma entra a tutti gli effetti nella catena del soccorso e consente di velocizzarlo” – ha spiegato l’assessore alle Politiche della salute, Sergio Venturi. L’app è di fatto un sistema di “allertamento” delle persone, che include anche la localizzazione dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) disponibili sul territorio. Consente a chiunque sia registrato (DAE First Responder) di essere allertato nel caso in cui la centrale operativa 118 identifichi un sospetto arresto cardiaco nell’area per cui l’utente ha dato la disponibilità a intervenire. Consente, inoltre, di localizzare il defibrillatore più vicino, per poterlo recuperare e portarlo dove si trova la persona colpita. L’obiettivo è quello di contribuire a ridurre i tempi di intervento sui codici blu, ovvero casi presunti di arresto cardiaco, che si verificano sul territorio dell’Emilia-Romagna, perché defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto cardio-circolatorio può consentire la sopravvivenza del paziente nel 50-70% dei casi. La Regione ha deciso di investire 127mila euro in questo progetto, cui si aggiungono 30mila euro della Fondazione del Monte. Ma come funziona in concreto questo sistema? Quando una persona viene colpita da un arresto cardiaco e viene chiamato il 118, “sugli smartphone dei Dae First Responder registrati nel sistema arriva una notifica, con cui si avvisa che la centrale operativa 118 ha registrato un probabile arresto cardio-circolatorio nelle loro vicinanze. I Dae First Responder aprono l’applicazione e visualizzano le informazioni di base, quali la propria distanza dall’evento e dal defibrillatore” – ha spiegato in una nota la Regione. “Per confermare alla Centrale Operativa 118 la propria disponibilità a intervenire, basta premere sul display “Posso intervenire”, senza eseguire alcuna chiamata. Il sistema accetta la disponibilità e guida il Dae First Responder al recupero del DAE nelle vicinanze per portarlo sul luogo dell’evento; nel frattempo la Centrale Operativa 118 può seguire sul proprio cartografico il Dae First Responder in avvicinamento. Giunto sul posto con il defibrillatore, il Dae First Responder – in contatto telefonico con l’operatore del 118 – eseguirà le operazioni di soccorso”. Attualmente sono registrati sull’applicazione oltre 300 Dae First Responder sparsi in tutto il territorio emiliano-romagnolo. Sono invece 1500 i defibrillatori sparsi in città e paesi, in luoghi pubblici o privati, presenti nella mappatura della Regione; dovrebbero diventare 2mila a breve. Fonte: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/11/23/news/app_arresto_cardiaco-181887982/ #### Arresto cardiaco: morto agente di 44 anni NAPOLI – L’arresto cardiaco ha fatto un’altra giovane vittima. A soli 44 anni, originario di Casoria, sposato e con due figli, un agente della Polizia postale è stato colto da un malore all’interno dell’ufficio in cui stava lavorando. È successo a Napoli, lo scorso 4 aprile. Secondo quanto riferito dal quotidiano Il Mattino, il poliziotto si è accasciato improvvisamente a terra alle 18:30 circa. I colleghi hanno subito allertato il 118, ma i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari sono stati del tutto vani: al loro arrivo l’uomo era già morto. Il medico legale ha accertato che la morte è avvenuta per cause naturali: molto probabilmente un arresto cardiocircolatorio. Solo il giorno prima le forze dell’ordine di Napoli avevano perso un altro collega, stavolta a causa del coronavirus. Giuseppe Esposito, luogotenente della polizia municipale di Napoli, è morto a 65 anni dopo aver contratto il covid-19 in un ospedale di Bergamo, dove si era recato a febbraio per svolgere un intervento al ginocchio e la successiva riabilitazione. A dare la notizia della morte di Esposito era stato lo stesso sindaco della città partenopea, Luigi De Magistris, che ha espresso vicinanza alle famiglie di entrambe le vittime. Non vorremmo ripetere sempre le stesse cose, ma ne siamo costretti. L’arresto cardiaco può colpire chiunque e in qualunque momento, persone anziane ma anche giovani e bambini. Per questo motivo riteniamo che i defibrillatori DAE (automatici o semiautomatici esterni) dovrebbero essere diffusi in maniera capillare in tutto il territorio nazionale: negli uffici pubblici e privati, nelle scuole, nelle università, sui mezzi di trasporto, nei condomini, nelle strade e nelle piazze. Ovunque, appunto. E non dovremmo aspettare che una legge ce lo imponga, perché l’arresto cardiaco, nel frattempo, non aspetta: continua a mietere vittime. Se nell’ufficio del poliziotto ci fosse stato a disposizione un defibrillatore pronto all’uso, magari, oggi, non saremmo qui a parlare dell’ennesima tragedia. In caso di arresto cardiaco, infatti, è fondamentale intervenire con le manovre RCP e la defibrillazione precoce entro 2-3 minuti dall’evento. Perché dopo soli 5 minuti da un arresto cardiocircolatorio le possibilità di salvare la vittima sono pari al 50% circa, e dopo soli 10 minuti la probabilità di sopravvivenza è pressoché nulla. Attraverso la defibrillazione precoce, invece, il tasso di sopravvivenza può raggiungere anche l’85%. Cosa aspettiamo, allora, a cardioproteggere i luoghi in cui viviamo, in cui lavoriamo e in cui trascorriamo buona parte del nostro tempo? Fonte: https://www.ilmattino.it/ #### Arresto cardiaco: online il video “Il tempismo non è una favola” In caso di arresto cardiaco prima si interviene in maniera efficace e più probabilità si hanno di sopravvivere. Per ogni minuto che passa, infatti, la probabilità di sfuggire alla morte (la cosiddetta “Morte Cardiaca Improvvisa”) diminuisce del 10% circa. Va da sé, dunque, che dopo soli 5 minuti dal malore la probabilità di sopravvivere è più o meno identica a quella di morire. Inoltre, occorre tenere presente che bastano pochi minuti senza che l’ossigeno raggiunga il nostro cervello per riportare danni cerebrali permanenti. Per evitare tutto ciò, è necessario eseguire immediatamente sul paziente le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e utilizzare tempestivamente un defibrillatore semiautomatico esterno, altrimenti detto defibrillatore DAE. Purtroppo, però, in Italia il tempo medio d’intervento del 118 è di 12/13 minuti: troppo. Per questo motivo, sarebbe necessario distribuire in maniera capillare su tutto il territorio nazionale questi preziosissimi dispositivi, che tutti sono in grado di utilizzare. I defibrillatori semiautomatici esterni, infatti, nascono proprio con questo scopo: anche un “non addetto ai lavori”, dopo un breve corso di formazione, è in grado di salvare una vita utilizzando questi dispositivi. In tanti, però, ignorano quanto sia importante avere un defibrillatore a portata di mano e quanto sia semplice utilizzarli. Inoltre, non tutti sanno che solamente nel nostro Paese muoiono circa 70.000 persone all’anno a causa di un arresto cardiaco e che molte di loro sarebbero potute sopravvivere se fossero state defibrillate per tempo. Per sensibilizzare la popolazione su questo argomento, l’Associazione di volontariato La Panchina di Albanella, provincia di Salerno, ha creato un video, online da oggi, intitolato “Il tempismo non è una favola”. Il video, diretto da Luigi Marmo e prodotto dalla Hobos Factory di Salerno, è liberamente ispirato alla favola di Biancaneve. Realizzato nelle montagne di Roccadaspide, il progetto ha visto la partecipazione di giovani attori come Ludovica Ferraro, nella parte di Biancaneve, Antonio Coppola, nel ruolo del Principe Azzurro e la collaborazione di Luigi Marmo (autore e regista), di Roberta Chiancone, make up artist, di Dario Renda, direttore di produzione e della fotografia, e del fonico Ferdinando Farro. In 1 minuto e 17 secondi il video racconta quanto sia fondamentale essere tempestivi nel salvare una vita, ma soprattutto l’importanza e la necessità di cardio-proteggere il territorio con l’installazione di defibrillatori semiautomatici (DAE) ovunque, persino nei boschi. Avere un defibrillatore a portata di mano, infatti, fa salire la percentuale di sopravvivenza oltre il 75%. Dal 2013 ad oggi l’associazione La Panchina ha installato 17 defibrillatori su gran parte del territorio del Cilento (Albanella, Altavilla Silentina, Felitto, Laurino, Piaggine e 1 defibrillatore per l’Istituto Alberghiero di Gromola a Capaccio, quest’ultimo installato in collaborazione con l’associazione Carmine Speranza Onlus) ed è attiva nell’organizzazione di corsi di primo soccorso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation). Speriamo che questa preziosissima iniziativa serva a diffondere maggiormente, nel nostro Paese, la cultura della cardio-protezione e che contribuisca, in modo forte, a salvare migliaia di vite ogni anno. Fonte: https://www.infocilento.it/2017/07/24/cilento-un-video-promozione-alla-diffusione-dei-defibrillatori/ #### Arresto cardiaco: si può prevedere? «Morte cardiaca improvvisa» ovviamente non si aspetta, arriva come un fulmine a ciel sereno, all’improvviso: il cuore va in fibrillazione, smette di battere e, se non c’è un defibrillatore a portata di mano per farlo ripartire, è molto probabile non sopravvivere. Tutto questo si può prevedere? Secondo una ricerca presentata all’ultimo congresso dell’American Heart Association: molti casi di arresto cardiaco improvviso sarebbero preceduti, nelle ore e addirittura nelle settimane precedenti, da segni e sintomi che potrebbero salvare la vita se li sapessimo riconoscere e ascoltare, secondo una ricerca dell’Oregon Sudden Unespected Death Study, che dal 2002 al 2012 ha valutato informazioni ottenute da oltre un milione di abitanti dell’area di Portland, negli Stati Uniti. Nell’ambito dell’indagine sono stati estratti i dati di tutti gli uomini fra i 35 e i 65 anni che negli ultimi undici anni, hanno avuto arresti cardiaci al di fuori dell’ospedale. In questa situazione, meno del 10 per cento delle vittime sopravvive visto che quando arrivano i soccorritori nella maggioranza dei casi non c’è più niente da fare. I casi di arresto cardiaco registrati in questo lasso di tempo sono stati poco meno di 600. In questa ricerca, sono stati valutati eventuali segni e sintomi premonitori manifestati nelle settimane precedenti: il 53 per cento delle vittime ha avuto qualche campanello d’allarme prima dell’arresto cardiaco, nell’80 per cento dei casi da un’ora fino a quattro settimane prima dell’evento. Nel 56 per cento dei pazienti si era manifestato un dolore al petto, il 13 per cento aveva sofferto di affanno e fiato corto, il 4 per cento aveva avuto palpitazioni, capogiri o era svenuto. La maggior parte delle vittime di morte cardiaca improvvisa aveva una coronaropatia, ma solo la metà di loro era stata sottoposta ad accertamenti per questo problema prima dell’arresto cardiaco. Le conclusioni dei ricercatori, ma anche la nostra, leggendo i dati e che questi sintomi, non devono essere trascurati: occorre parlarne al proprio medico senza perdere tempo, perché potrebbe fare la differenza fra la vita e la morte. Agire in tempo infatti, può consentire di iniziare terapie farmacologiche o programmare interventi che riescono a scongiurare l’arresto cardiaco. Questo vale anche per chi è più giovane.  Rispetto ai pazienti studiati dagli statunitensi: purtroppo infatti la morte cardiaca improvvisa riguarda anche ragazzi che vengono stroncati da un attacco di cuore mentre praticano sport. In Italia sono stati avviati numerosi progetti a tutela delle giovani vite. A Pavia è partita da poco una campagna, il «Progetto Giovani Pavia ‘93». In questo progetto, tutti i ventenni della città saranno sottoposti gratuitamente a uno screening per individuare alterazioni che espongono al rischio di morte improvvisa. «Le malattie che aumentano la probabilità di questo evento sono numerose, ma oggi abbiamo a disposizione un microchip genetico che può rivelarle con una rapidità e una precisione finora impensabili – spiega Italo Richichi, coordinatore del progetto -. La nuova indagine genetica infatti ha una sensibilità diagnostica dell’80 per cento contro il 50-60 per cento dei test precedenti. Inoltre fornisce i risultati in un mese contro i 4-5 mesi necessari con gli esami disponibili a oggi. Possiamo perciò sapere velocemente e con una buona certezza se un soggetto è predisposto a patologie che espongono al rischio di morte improvvisa come le cardiomiopatie ipertrofiche, la trombofilia, le sindromi del QT lungo e corto, di Marfan, di Brugada, di Nooman e di Leopard». Il nuovo microchip genetico è sviluppato dall’Advanced Genetics Italia, collegata alla casa madre portoghese HeartGenetics, la cui tecnologia è fondata sul sistema MassARRAY. Il sistema MassARRAY consiste in una piattaforma basata sul DNA Microchip ottimizzato per l’analisi genetica e in grado di offrire risultati altamente precisi e specifici grazie alla spettrometria di massa MALDI-TOF. I medici sperano di poter estendere lo screening anche ad altre città. Alla luce di queste ricerche, sembra che  la morte cardiaca improvvisa è meno “fulminea” di quanto si pensasse in passato ed esiste un margine per prevenirla e difendersi. Voi che ne dite?   #### Arresto cardiaco: si può prevenire con l’alimentazione? Come sappiamo, l’arresto cardiaco indica il collasso completo di tutte le funzioni cardiovascolari. Questa condizione, naturalmente, rappresenta un’emergenza medica assoluta, in quanto è reversibile solo per un breve periodo di tempo, dopo il quale ogni tentativo rianimatorio risulterà inutile ai fini della ripresa della funzione dell’apparato cardiovascolare. Lo abbiamo ripetuto più volte: senza un intervento efficace e tempestivo, il tasso di sopravvivenza è pari solo al 2%; se, invece, le manovre RCP assieme alla defibrillazione precoce avvengono nei primi 3-5 minuti seguenti all’attacco, il tasso di sopravvivenza può raggiungere anche l’85%. Quello di cui vogliamo parlare oggi, però, ha a che fare con l’alimentazione: una dieta sana ed equilibrata può aiutare a prevenire l’arresto cardiaco? Partiamo elencando, prima di tutto, quali possono essere le cause dell’arresto cardiocircolatorio e quali sono i fattori di rischio. L’arresto cardiaco improvviso è causato da un problema del sistema elettrico del cuore e si verifica quando quest’ultimo comincia a battere a una velocità pericolosamente elevata al punto da vibrare, cessando di pompare il sangue in maniera efficace sia agli organi del nostro corpo che al cervello. Nella maggior parte dei casi, l’aritmia che provoca l’arresto cardiocircolatorio è la fibrillazione ventricolare, ma anche le seguenti situazioni possono portare a subire un arresto cardiaco: infarto del miocardio; coronopatie; cardiomiopatia dilatativa; alcune anomalie delle valvole cardiache; alcune malformazioni al cuore; alcune malattie come la sindrome di Brugata e la sindrome del QT lungo. Sappiamo, inoltre, che colpisce giovani e meno giovani: anziani, adulti, ragazzi e, purtroppo, anche bambini. Sicuramente hanno un maggiore rischio di essere colpiti da arresto cardiaco improvviso: gli ipertesi; chi soffre di ipercolesterolemia; coloro che hanno già avuto un attacco cardiaco; coloro che soffrono di scompenso cardiaco; i fumatori; gli obesi; chi è già stato colpito da un arresto cardiocircolatorio; chi ha un’anamnesi familiare di arresto cardiaco improvviso; chi soffre di diabete; coloro che hanno una vita molto sedentaria; chi abusa di alcol e droghe (soprattutto eccitanti come cocaina e anfetamine); alcuni squilibri nutrizionali, come la carenza di magnesio e potassio nel sangue; chi possiede una bassa frazione di eiezioni, cioè una bassa percentuale di sangue pompata dal cuore a ogni contrazione. Per i motivi sopraelencati, è ovvio che una dieta equilibrata, assieme ad un moderato esercizio aerobico regolare, può aiutare a prevenire l’arresto cardiaco. Ma vediamo, nel dettaglio, quali sono gli alimenti che fanno bene al nostro cuore. FRUTTA SECCA. Noci, mandorle e altra frutta secca forniscono acidi grassi omega 3, aminoacidi e antiossidanti che aiutano a proteggere il cuore. PESCE RICCO DI OMEGA 3. Sardine, tonno, aringhe, sgombro e salmone sono i principali pesci ricchi di acidi grassi omega 3 (EPA e DHA) che diminuiscono la tendenza del sangue a coagulare e abbassano la pressione arteriosa, riducendo così il rischio di infarto cardiaco e ictus cerebrale. Inoltre, possono prevenire i disturbi del ritmo cardiaco e ridurre efficacemente l’incidenza della morte improvvisa per arresto cardiaco. Il salmone, fra l’altro, è consigliato anche dall’American Heart Association (AHA) per ridurre il rischio di infarti, insufficienza cardiaca e ictus. BROCCOLI. Ricchi di vitamine, minerali e fibre alimentari, i broccoli sono uno degli ingredienti che promuovono la salute delle arterie e del cuore. Contengono acido folico, zinco e ferro, minerali che aiutano a mantenere una buona circolazione e a evitare disturbi come l’ipertensione. Forniscono vitamine C, E e K, e fitonutrienti che rafforzano le arterie e il muscolo cardiaco. Le loro fibre alimentari riducono l’assorbimento del colesterolo cattivo (LDL) ed eliminano le tossine. CURCUMA. La curcumina, il principale composto attivo della curcuma, è nota per la sua funzione antinfiammatoria dei tessuti cardiaci, riducendo il rischio di insufficienza cardiaca e di infarto. Questa sostanza, oltre ai suoi potenti antiossidanti, aiuta anche a ridurre il colesterolo e a regolare la pressione sanguigna. FRAGOLE. I flavonoidi contenuti nelle fragole rappresentano un ottimo aiuto per la dilatazione delle arterie, prevenendo l’indurimento correlato all’ipertensione arteriosa. Ricche di fibre, vitamine e minerali che regolano i livelli di colesterolo, evitano disturbi come l’aterosclerosi, aiutano a eliminare le tossine dal sangue e a ridurre gli stati infiammatori. TÈ VERDE. È risaputo come il tè verde sia ricco di antiossidanti fondamentali per la salute del nostro apparato cardiocircolatorio. Contiene, infatti, catechine, polifenoli e isoflavoni che sono in grado di migliorare il funzionamento del cuore e della circolazione sanguigna. Gli antiossidanti del tè verde, inoltre, aiutano a rimuovere i lipidi che si accumulano nel sangue, prevenendo l’ostruzione delle arterie. Infine, la L-teanina, aminoacido contenuto in questa bevanda, riduce al minimo l’impatto dello stress ossidativo, un fattore che aumenta il rischio di gravi patologie cardiache. OLIO D’OLIVA. L’olio d’oliva, ingrediente basilare della dieta mediterranea, è anche uno dei migliori integratori alimentari per tenere a bada le malattie cardiache. Difatti, il suo alto contenuto di grassi sani favorisce la pulizia delle arterie e previene la comparsa di aterosclerosi, oltre ad aumentare l’elasticità delle arterie, favorendo la circolazione e la pressione sanguigna. Infine, questo prezioso alimento è in grado di combattere l’infiammazione e di rinforzare e proteggere il muscolo cardiaco.   Fonti: Associazione italiana scompnsati cardiaci Fondazione svizzera di cardiologia https://www.my-personaltrainer.it https://www.cibo360.it https://viverepiusani.it #### Arresto cardiaco: una strage da evitare Arresto cardiaco: Una vera strage che si può evitare con più responsabilità e senso civico. I n Italia oltre 60mila persone ogni anno vengono colpite (una su mille), con una media di 164 persone al giorno. In Europa le vittime di arresto cardiaco sono 400 mila all’anno e le percentuali di sopravvivenza bassissime: meno del 20%. Percentuali che potrebbero migliorare notevolmente con un intervento tempestivo: se i testimoni iniziassero la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza, le possibilità di sopravvivenza della vittima aumenterebbero di due/tre volte. Nel 70% dei casi l’arresto cardiaco avviene in presenza di testimoni, ma la maggior parte dei cittadini italiani non sa come fare o forse per paura di possibili responsabilità, evita di effettuare la rianimazione cardiopolmonare. Aumentando la percentuale dal 15% al 50-60% dei casi si potrebbero salvare circa 100 mila persone all’anno. I noltre un recente sondaggio ha rivelato che solo l’1% degli intervistati conosce la frequenza di compressioni toraciche da eseguire e solo il 2% sa quale sia il corretto rapporto compressioni/ventilazioni. Alla scarsa consapevolezza della popolazione si deve aggiungere la paura a intervenire in particolare a utilizzare il defibrillatore. D’altro canto focalizzare l’attenzione soltanto su questo dispositivo è un errore perché solo un arresto su quattro ha un ritmo che può essere trattato in tal modo. Noi di Echoes Srl, in collaborazione con HeartSine, azienda produttrice di defibrillatori semiautomatici (DAE) vogliamo fare la nostra parte proponendo sistemi completi di cardioprotezione. Dalla formazione degli addetti, all’istallazione dei DAE, alla loro sicurezza e accessibilità, fino ad una vasta gamma di accessori per chi opera a livello professionale a salvaguardia della vita umana anche nel settore dell’emergenza. #### Artemis II: nello spazio con o senza defibrillatore? La missione Artemis II segna un passaggio storico: il ritorno dell’uomo oltre l’orbita terrestre bassa, per la prima volta dai tempi dell’Apollo. A bordo della capsula Orion “Integrity”, quattro astronauti affronteranno un profilo di missione complesso (lancio, inserzione translunare, sorvolo lunare e rientro) in un contesto operativo ad altissima criticità, dove ogni grammo e ogni decisione progettuale sono determinanti. Ma tra le molte domande che emergono, una in particolare attira l’attenzione di professionisti sanitari e operatori dell’emergenza: a bordo è presente un defibrillatore? La risposta è no. Ed è una scelta tutt’altro che banale. Perché Artemis II non ha un DAE a bordo In un ambiente come quello spaziale, la gestione del rischio medico segue logiche radicalmente diverse rispetto alla Terra o anche alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La progettazione dei sistemi sanitari a bordo della Orion si basa su tre pilastri: Selezione medica estremamente rigorosa dell’equipaggio, con screening avanzati e monitoraggio continuo; Riduzione della probabilità di eventi acuti, piuttosto che gestione reattiva; Ottimizzazione estrema di massa, volume ed energia disponibile. Secondo la documentazione tecnica NASA (Orion Medical Kit Reference Guide), il sistema sanitario di bordo è progettato per gestire 128 condizioni mediche identificate, attraverso 139 risorse mediche disponibili. Tuttavia, queste risorse non includono un defibrillatore. Dotazione medica a bordo Orion Il sistema medico è articolato in più livelli e include: Farmaci: antinfiammatori, antibiotici, antiemetici (space motion sickness), sonniferi, antiallergici; Dispositivi diagnostici: monitor parametri vitali, elettrocardiogramma, pulsossimetria; Terapie: gestione ferite, trattamenti urinari e dentali; Supporto vitale di base (BLS) e accessori medici distribuiti tra kit principali e secondari; Dispositivi accessibili direttamente dai sedili per utilizzo in condizioni di emergenza durante il volo. La logica è chiara: prevenzione e gestione conservativa, non intervento avanzato come la defibrillazione. Stazione Spaziale Internazionale (ISS) cardioprotetta Il confronto con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) evidenzia un cambio di paradigma. Sulla ISS, dove le missioni sono di lunga durata e il rischio cumulativo aumenta, è invece presente un defibrillatore! Gli astronauti ricevono formazione specifica e svolgono regolarmente esercitazioni di emergenza, inclusi scenari di arresto cardiaco. L’ultimo noto a oggi, è quello di Febbraio 2026. La differenza è sostanziale: Durata missione: Artemis II ≈ 10 giorni, ISS mesi; Possibilità di evacuazione: nulla per Artemis, parziale per ISS; Spazio e risorse disponibili: estremamente limitati su Orion; Strategia medica: preventiva (Artemis) vs operativa (ISS). Il primo defibrillatore nello spazio: LIFEPAK 1000! È proprio sulla ISS che nel 2008 è stato introdotto il primo DAE nello spazio, il LIFEAPAK 1000! La selezione da parte della NASA non è stata casuale. Dopo test su 18 dispositivi disponibili a livello globale, il LIFEPAK 1000 è stato scelto per: Affidabilità in condizioni estreme (vibrazioni, accelerazioni, interferenze elettromagnetiche); Facilità d’uso anche in condizioni operative non standard; Compattezza e peso contenuto; Capacità di funzionamento in microgravità (testato su voli parabolici NASA). Un elemento tecnico rilevante: il dispositivo è stato utilizzato quasi invariato rispetto alla configurazione terrestre, con adattamenti limitati (batteria custom e schermatura EMI). Questo conferma la robustezza della piattaforma. Dopo quasi 20 anni, i defibrillatore LIFEPAK 1000 è tutt’ora in commercio, chiaramente con sviluppi, evoluzioni e innovazioni che lo rendono ancora oggi un riferimento nel settore. Oggi il LIFEPAK 1000 rappresenta ancora un riferimento nel segmento dei DAE professionali, affiancato da evoluzioni come LIFEPAK CR2 e samaritan. RCP in assenza di gravità: limiti e soluzioni L’assenza di un defibrillatore su Artemis II non elimina il problema clinico: cosa accade in caso di arresto cardiaco nello spazio? Gli studi internazionali sulla rianimazione in microgravità evidenziano criticità significative: Assenza di gravità → compressioni toraciche meno efficaci; Instabilità operatore-paziente → difficoltà nel mantenere posizione e ritmo; Limitata disponibilità di dispositivi avanzati. Per ovviare a questi limiti, sono state sviluppate tecniche specifiche: Ellen Method: l’operatore si ancora a una struttura e utilizza le gambe per generare forza; Bear Hug Technique: compressioni toraciche tramite abbraccio compressivo; Sistemi di ancoraggio per stabilizzare paziente e soccorritore. Nonostante queste soluzioni, la letteratura è concorde: la defibrillazione precoce resta il fattore determinante per la sopravvivenza, anche nello spazio. Uno scenario futuro: il DAE ultracompatto può cambiare le regole? La scelta di non includere un defibrillatore su Artemis II è coerente con i vincoli attuali. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica apre nuove prospettive. Il Vivest Pocket (P1/P3) rappresenta oggi il DAE più leggero al mondo, con un peso di  poco più di 600 grammi, progettato per: massima portabilità; ridotto ingombro; semplicità operativa; certificazioni per utilizzo in contesti complessi. Questo tipo di miniaturizzazione richiama un trend già visto in altri ambiti (telecomunicazioni, elettronica medicale, sensoristica): dispositivi un tempo impensabili diventano progressivamente standard. La domanda diventa quindi legittima: un DAE ultracompatto potrebbe rientrare nei requisiti di missioni spaziali future? Se è così, il Pocket è in pole-position! FONTI: Artemis II Reference Guide (PDF – EN) https://www.nasa.gov/blogs/spacestation/2026/02/18/new-expedition-74-foursome-kicks-off-science-gets-used-to-space/ (EN) https://www.dicardiology.com/content/nasa-selects-lifepak-1000-defibrillator-physio-control-first-aed-space (EN) https://healthcare-in-europe.com/en/news/defibrillator-in-space.html (EN) https://www.defibsupplies.co.uk/resources/cpr-and-defibrillators-in-space-zero-gravity-first-aid (EN) #### ASI Sardegna sceglie i defibrillatori DAE HeartSine e firma una convenzione con Muay Thai Combat Cagliari. È stato compiuto un altro importante passo avanti per la cardio-protezione dello sport nel territorio sardo: ASI SARDEGNA, infatti, ha scelto HeartSine per la sicurezza dei propri affiliati. Il raggiungimento di tale accordo ha siglato la partnership tra Muay Thai Combat Cagliari, rivenditore per EMD118 dei defibrillatori HeartSine e azienda leader nel settore delle arti marziali e degli sport da combattimento in Sardegna, e Roberto Garau, Presidente ASI SARDEGNA, per la promozione della cultura della defibrillazione precoce nello sport. “Siamo orgogliosi di aver coinvolto ASI SARDEGNA in quello che è il più grande progetto di cardio-protezione esistente oggi nella nostra isola! ASI è un pilastro dello sport nella nostra regione e abbiamo voluto sin da subito puntare sulla loro collaborazione. Possiamo dire di aver trovato in Roberto Garau e Corrado Pani (Comitato ASI Cagliari e Gallura) due persone molto sensibili su questo tema, a prescindere dagli obblighi di legge, e molto decise a cercare la miglior qualità in circolazione in materia di defibrillatori.” – ha dichiarato lo staff di Muay Thai Combat Cagliari. ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane) è uno dei più importanti e rappresentativi Enti di Promozione Sportiva della Sardegna riconosciuto dal CONI. Leader nel settore delle arti marziali, del motocross e del basket, e presenza costante in tutti i restanti settori sportivi, questa convenzione con ASI ha reso ancor più efficace la diffusione capillare della cultura della cardio-protezione in tutto il territorio dell’isola. Difatti, oltre 200 associazioni sportive ASI sarde si stanno preparando ad adeguarsi alle ultime normative in materia (Decreto Balduzzi) che le obbligano ad installare un defibrillatore DAE all’interno dei propri impianti sportivi entro il 20 Luglio 2016: grazie alla convenzione stipulata, tramite Muay Thai Combat Cagliari avranno a disposizione un canale d’acquisto a condizioni agevolate e, non ultima, la possibilità di dilazionare la spesa, punto di estrema rilevanza per tutte le associazioni sportive senza scopo di lucro. “Operiamo in Sardegna nel settore dello sport da oltre due anni e conosciamo molto bene le problematiche delle piccole ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche, NdR). Occuparsi di cardio-protezione non può essere un mero business ed è impossibile, per noi, non pensare alle realtà di piccole dimensioni. Lo staff ASI condivide con noi questa posizione, così abbiamo potuto gettare le basi affinché l’eccellenza di HeartSine possa entrare in ogni palestra del nostro territorio.” – ha spiegato Gabriele Iscaro, uno dei proprietari di Muay Thai Combat Cagliari. I samaritan PAD della HeartSine, infatti, sono, attualmente, i migliori defibrillatori semiautomatici esterni disponibili sul mercato. Sono gli unici in grado di offrire al cliente i più alti standard di operatività, una garanzia di ben 10 anni e i minori costi di manutenzione tra tutti i dispositivi concorrenti. I defibrillatori HeartSine rappresentano il prodotto ideale per tutti coloro che non vogliono scendere a compromessi in materia di sicurezza, qualità e prevenzione. La partnership con ASI prevede, tuttavia, anche un progetto di promozione-formazione inerente alla cardio-protezione e all’importanza della defibrillazione precoce in caso di arresto cardiaco. “Siamo fermamente convinti che nessun obbligo di legge possa tradursi in maggior sicurezza senza una conoscenza diffusa di queste tematiche e senza l’acquisizione di una determinata consapevolezza di esse. HeartSine è l’unico produttore al mondo che insiste su questo concetto da più di 50 anni. Siamo fieri di far parte della loro squadra e siamo ancor più fieri che ASI SARDEGNA abbia abbracciato la nostra mission. Assieme a loro siamo fermamente convinti di poter sviluppare un lavoro di promozione-formazione davvero molto incisivo.” – ha spiegato lo staff di Muay Thai Combat Cagliari. Rivolgendosi a Muay Thai Combat Cagliari e a tutti i referenti di ASI Sardegna, per l’appunto, si potranno ottenere tutte le informazioni desiderate sui defibrillatori HeartSine, sul loro funzionamento e sulla convenzione esistente per il loro acquisto. #### Associazione Onlus “Miriana il mio Angelo in Paradiso” Grazie all’Associazione Onlus “Miriana il mio Angelo in Paradiso” Pomezia diventa una città cardio protetta. La Onlus fondata da Simone Pecorella, padre di Miriana, scomparsa prematuramente all’età di 10 anni, ha donato ufficialmente alla comunità pometina il primo DAE pubblico della città. Il defibrillatore è stato collocato in piazza Indipendenza, luogo di forte aggregazione sociale. Queste le parole del Primo Cittadino: “Attiva da anni sul nostro territorio, l’associazione onlus “Miriana il mio Angelo in Paradiso” si è fatta promotrice di diverse iniziative di solidarietà. Ringraziamo il suo fondatore, Simone Pecorella, che grazie a questa raccolta fondi oggi ci consente di dotare la nostra piazza, di un utile strumento capace realmente di salvare vite umane. L’iniziativa testimonia la grande e vivace solidarietà che esiste nel nostro territorio e ci rende orgogliosi dell’opportunità offerta ai cittadini di Pomezia”. “Miriana il mio Angelo in Paradiso” non è nuova a simili iniziative. Questo è il secondo DAE che viene donato alla città. Il primo è stato destinato alla scuola Trilussa. Per leggere la storia dell’Associazione e rimanere aggiornati sulle loro attività potete visitare il loro sito: https://www.mirianaonlus.org/     #### Asti: 38enne colpito da arresto cardiaco in palestra Mentre stava giocando a calcetto, un 38-enne si è accasciato al suolo colpito da arresto cardiaco. Nella palestra non c’era il defibrillatore, ma fortunatamente i soccorsi sono arrivati tempestivamente. L’arresto cardiaco ha colpito ancora. Per fortuna, questa volta, senza uccidere. È accaduto ad Asti, la sera del 2 novembre. Nella palestra di Portacomaro d’Asti, poco dopo le 20:00, un ragazzo di 38 anni è crollato a terra sul campo senza dare segni di vita. L’uomo stava giocando a calcetto di fronte a numerosi testimoni, spaventati a morte per quanto stava accadendo. I compagni di squadra, intuendo la gravità della situazione, hanno immediatamente dato l’allarme al 118, richiedendo l’intervento dell’ambulanza. Fortunatamente, un ragazzo che stava seguendo l’incontro di calcio aveva partecipato da poco ad un corso BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). Pertanto, in mancanza di un defibrillatore automatico esterno, guidato telefonicamente da un operatore del 118, ha iniziato ad eseguire le manovre di rianimazione cardio-polmonare in attesa dell’arrivo dei soccorsi. La buona sorte, inoltre, ha fatto sì che l’ambulanza del 118 abbia raggiunto la palestra entro pochissimi minuti. Il paziente, così, è stato prontamente defibrillato e, dopo essere stato stabilizzato, ha potuto raggiungere in vita il vicino pronto soccorso di Asti. Attualmente il 38-enne si trova ancora in rianimazione, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Questo è uno di quei rari casi in cui, senza un defibrillatore a portata di mano, un paziente sia sopravvissuto ad un arresto cardiaco. La fortuna di questo ragazzo, per l’appunto, è stata l’arrivo tempestivo del 118. Generalmente, infatti, il tempo medio impiegato dai mezzi di soccorso per raggiungere il paziente si aggira attorno ai 12-15 minuti: troppo tardi per una persona colpita da arresto cardiaco! Difatti, se il sangue non viene pompato correttamente al cervello per alcuni minuti, non riuscendo pertanto ad ossigenarlo, è possibile sopravvivere, senza riportare conseguenze cerebrali, solamente per pochissimi minuti. È stato dimostrato che, a seguito di un arresto cardiaco, per ogni minuto che passa le probabilità di sopravvivere si abbassano di circa il 10%. Va da sé, quindi, che dopo soli 5 minuti la probabilità di rimanere in vita sia più o meno identica a quella di morire. È per questo motivo che avere un defibrillatore automatico esterno a portata di mano è di FONDAMENTALE IMPORTANZA in caso di arresto cardio-circolatorio! Pertanto, nonostante le continue proroghe all’entrata in vigore del Decreto Balduzzi, ci auguriamo che sempre più persone comprendano l’importanza di questi dispositivi salvavita e che non aspettino, quindi, che una legge imponga loro di acquistarli. I defibrillatori salvano la vita! #### Atleta salvato dall’arresto cardiaco al Parco Parri di Cuneo grazie alla Croce Rossa Domenica 15 febbraio 2026, durante la Festa regionale delle staffette di corsa campestre al Parco Parri di Cuneo, un atleta si è improvvisamente accasciato a terra colpito da un arresto cardiaco. La situazione, critica, si è trasformata in una storia di speranza grazie all’intervento tempestivo dei volontari della Croce Rossa e alla rapidità con cui è stato utilizzato il defibrillatore.   L’intervento tempestivo che ha salvato una vita I volontari della Croce Rossa, presenti sul posto per assistere l’evento, sono subito intervenuti. Hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato il defibrillatore DAE, fondamentale per ripristinare il battito cardiaco. L’atleta non respirava e ogni secondo era prezioso: dopo alcuni minuti, grazie alla combinazione di compressioni toraciche e scarica elettrica, ha ripreso conoscenza prima ancora dell’arrivo dell’ambulanza avanzata. “La rapidità e la professionalità dei volontari hanno fatto la differenza. Questo episodio dimostra quanto sia essenziale essere pronti ad intervenire in caso di emergenza”, spiegano dalla Croce Rossa di Cuneo.   L’importanza della formazione e della cardioprotezione L’episodio sottolinea l’importanza di conoscere le tecniche di rianimazione e di avere a disposizione defibrillatori in contesti pubblici e sportivi. Intervenire nei primi minuti può aumentare sensibilmente le probabilità di sopravvivenza. La Croce Rossa di Cuneo promuove regolarmente corsi BLSD per cittadini e sportivi, combinando teoria e pratica, per garantire che sempre più persone siano in grado di gestire emergenze come questa. Investire nella formazione e nella disponibilità pubblica dei defibrillatori non è più un optional, ma una priorità per la sicurezza di tutti, in ambito sportivo e quotidiano. #### Attività elettrica senza polso (PEA) e asistolia Ultimo aggiornamento: 22/05/2025 L’attività elettrica senza polso (PEA) e l’asistolia sono due situazioni di emergenza tra le più critiche in ambito cardiologico. Anche se possono sembrare simili, si distinguono per alcune caratteristiche fondamentali, soprattutto quando si osservano all’elettrocardiogramma (ECG). Saper distinguere tra queste due condizioni permette di adottare tempestivamente le manovre di emergenza più appropriate. In questa guida spiegheremo in modo chiaro cosa sono la PEA e l’asistolia, quali sono le cause più frequenti, cosa si vede all’ECG e quali trattamenti sono indicati secondo le linee guida mediche. Cos’è l’asistolia: definizione, cause, sintomi e trattamento L’asistolia è una delle situazioni più critiche in ambito cardiologico: si tratta di un arresto cardiaco in cui il cuore smette completamente di generare impulsi elettrici. In altre parole, non c’è alcuna attività elettrica residua capace di attivare la contrazione del muscolo cardiaco. Asistolia: come si presenta all’ECG A differenza di altre aritmie gravi in cui l’attività elettrica è disorganizzata (come nella fibrillazione ventricolare), nell’asistolia l’ECG mostra una linea isoelettrica, priva di qualsiasi segnale cardiaco. È proprio questa assenza totale di segnali elettrici a renderla così pericolosa: il cuore non pompa sangue, e ogni secondo diventa fondamentale per tentare un intervento. Cause principali dell’asistolia Le cause dell’asistolia possono essere molteplici, ma nella maggior parte dei casi sono riconducibili a condizioni cliniche gravi che, se identificate tempestivamente, possono essere trattate. Tra queste rientrano situazioni come la carenza di ossigeno (ipossia), l’abbassamento critico della temperatura corporea (ipotermia) e gravi squilibri elettrolitici, come l’iperpotassiemia. Anche il tamponamento cardiaco, ossia l’accumulo di liquido che esercita una pressione sul cuore impedendone il corretto funzionamento, può essere una causa scatenante. Altre condizioni potenzialmente responsabili includono la tensione pneumotoracica, l’intossicazione da sostanze tossiche o farmaci, e alcune forme di tromboembolia. Nei protocolli di emergenza avanzata, tutte queste situazioni vengono raccolte sotto le cosiddette “5 H” e “5 T”, un modello clinico utile per individuare rapidamente le cause reversibili dell’arresto cardiaco. Trattamento dell’asistolia L’asistolia non è un ritmo defibrillabile. Il trattamento prevede l’inizio immediato delle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e la somministrazione precoce di adrenalina ogni 3-5 minuti. Parallelamente, è essenziale cercare e trattare le cause reversibili che possono aver determinato l’arresto, seguendo il protocollo delle “H&T”. In questi casi, anche piccoli margini di tempo possono fare la differenza tra la vita e la morte. Prognosi e sopravvivenza Purtroppo, l’asistolia è associata a una prognosi sfavorevole. Le probabilità di ripristinare una circolazione spontanea sono basse, soprattutto se il soccorso non è tempestivo o se non vengono identificate le cause scatenanti. Tuttavia, in contesti sanitari ben organizzati o in presenza di testimoni che iniziano subito la RCP, esistono casi di ripresa, seppur rari. Ecco perché è fondamentale formare il personale sanitario, ma anche i cittadini, a riconoscere tempestivamente un arresto cardiaco e intervenire senza esitazione. Cos’è la PEA (attività elettrica senza polso) La PEA, acronimo di Pulseless Electrical Activity, è una condizione in cui il cuore sembra elettricamente attivo, ma non produce alcuna contrazione meccanica efficace. Questo significa che, pur essendo presente un ritmo all’ECG, anche apparentemente regolare, non c’è alcun polso palpabile e quindi non c’è circolazione sanguigna. È una situazione particolarmente insidiosa perché può trarre in inganno: il tracciato può mostrare un’attività elettrica che somiglia a un ritmo sinusale o a una tachicardia, ma in realtà il cuore è fermo dal punto di vista meccanico. È quindi essenziale verificare sempre il polso contestualmente alla lettura dell’ECG. Cosa si vede all’ECG nella PEA A differenza dell’asistolia, in cui il monitor mostra una linea piatta, nella PEA l’ECG può visualizzare un ritmo organizzato. Nonostante ciò, il paziente non ha polso né segni di perfusione. In pratica, il cuore “sembra battere” ma non pompa sangue. È proprio questa dissociazione tra attività elettrica e funzione meccanica a rendere la PEA così pericolosa. Le differenze tra PEA e asistolia Anche se entrambe le condizioni rientrano tra i ritmi non defibrillabili, è importante distinguerle, perché si manifestano e si interpretano in modo diverso. Nell’asistolia, non c’è alcuna attività elettrica: il tracciato è piatto e il cuore è completamente inattivo. Nella PEA, invece, l’attività elettrica è presente, ma inefficace dal punto di vista circolatorio. In sintesi, la PEA è una dissociazione elettromeccanica, mentre l’asistolia rappresenta l’assenza completa di attività elettrica. Entrambe richiedono l’inizio immediato delle manovre di rianimazione e la somministrazione di farmaci, ma il riconoscimento corretto del ritmo cambia la gestione clinica e le aspettative prognostiche. Cause più comuni della PEA Anche la PEA può avere origine da condizioni reversibili, purché vengano individuate e affrontate in modo rapido. Rientrano nelle già citate “5 H” e “5 T”: ipossia, ipovolemia, acidosi, squilibri elettrolitici, tamponamento cardiaco, pneumotorace iperteso, trombosi polmonare o coronarica, e intossicazioni. La capacità di identificare rapidamente uno di questi fattori può cambiare l’esito dell’intervento. Trattamento della PEA Come l’asistolia, anche la PEA non è un ritmo defibrillabile. In questi casi, il defibrillatore, pur rilevando un’attività elettrica, non indicherà la necessità di uno shock, ma guiderà il soccorritore con il messaggio “shock non consigliato, procedere con RCP”. Il protocollo prevede l’avvio immediato della rianimazione cardiopolmonare, la somministrazione di adrenalina, e soprattutto la ricerca attiva delle cause reversibili. Il monitoraggio costante dell’ECG e dei segni vitali è essenziale per intercettare eventuali variazioni e adattare l’intervento.   In conclusione, PEA e asistolia sono due condizioni estremamente gravi, ma riconoscere le differenze, agire subito, e sapere cosa fare può davvero fare la differenza. La formazione continua, la disponibilità di strumenti e la collaborazione tra professionisti e cittadini sono le chiavi per migliorare la sopravvivenza.   Fonti e approfondimenti: https://www.nurse24.it/specializzazioni/emergenza-urgenza/pea-asistolia-pazienti-arresto-cardiaco-intraospedaliero.html https://www.valorinormali.com/malattie/rcp/ https://it.wikipedia.org/wiki/Arresto_cardiaco #### Audizione Senato ddl 1441: defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero Martedì 16 Giugno 2020 la Commissione Igiene e sanità – Ufficio di Presidenza, ha tenuto una audizione, in videoconferenza, su ddl 1441 e connessi (defibrillatori) di: Dott. Paolo Rosi, Direttore del Sistema 118 di Venezia, coordinatore regionale del Sistema 118 della Regione Veneto, Adelina Ricciardelli, Direttore del Pronto soccorso Azienda Usl di Ferrara, Maurizio Falco, Prefetto di Piacenza L’audizione è orientata all’analisi e rivisitazione del ddl 1441, la fine di rendere la norma funzionale, comprensibile e allineata all’impiego del defibrillatore negli altri paesi. Sono stati affrontati vari argomenti, segnalate alcune incongruenze e mancanze del ddl 1441, sottoposte alcune proposte correttive o comunque di evoluzione. Il Dott. Paolo Rosi, ha portato l’attenzione sul fatto che tutti i defibrillatori sono automatici (poiché l’analisi viene fatta in automatico, così la relativa ripetizione dei cicli, la capacità di definire se erogare o meno la scarica). La distinzione dovrebbe essere fatta solo sulla modalità operativa, ovvero se il DAE è operante in modalità automatica o modalità semiautomatica. Negli altri paesi, il defibrillatore maggiormente diffuso è il DAE automatico. Questo molto probabilmente per una questione di percezione dell’associazione maggiore del soccorso all’evento (e dell’esito): nel caso in cui l’operatore prema il pulsante di scarica, si verifica una associazione maggiore sul salvataggio o mancato salvataggio del soggetto, al contrario, un DAE automatico rende questo punto irrilevante. Nel prossimo futuro vedremo una diffusione maggiore dei defibrillatori automatici anche in italia. La legge attuale prevede che per utilizzare il defibrillatore è necessario essere in possesso di un certificazione rilasciata da un ente accreditato. Nell’Articolo 3 del ddl 1441  è indicato che possono utilizzare il defibrillatore anche le persone non formate, in assenza di persone formate. Queste indicazioni, in contrasto tra loro, creano uno scenario di questo tipo: Premettiamo che non tutti sono a conoscenza del ddl 1441, quindi molte persone non avranno idea delle responsabilità civili e penali, se è necessario un accreditamento per l’utilizzo, la procedura corretta, etc.. Coloro che sono informati, come prima cosa si attiveranno per cercare nell’area dell’evento se sia presente o meno una persona formata e accreditata.Per l’intervento in caso di arresto cardiaco il tempo è estremamente prezioso, poiché si hanno a disposizione circa 10 minuti dall’evento. I primi 5 sono i più importanti e preziosi affinchè non si verifichino danni permanenti dovuti dall’ipossia celebrale. Se teniamo in considerazione che passa del tempo tra il verificarsi dell’evento, l’individuazione e soccorso da parte di una persona, la comprensione di quanto sta accadendo, un tempo utile importante è già trascorso, se a questo aggiungo il tempo di ricerca di una persona formata, le chance di salvare la vita calano sensibilmente. Da qui la proposta di cambiare il messaggio in modo chiaro: Chiunque può utilizzare il defibrillatore, anche senza formazione e preparazione; In alcuni casi, come ad esempio nelle strutture sportive, vi è l’obbligo di formazione; Tuttavia, in caso di arresto cardiaco, chiunque dovrebbe intervenire rapidamente, senza cercare e attendere la persona accreditata, che sarà comunque cercata da altri eventuali presenti sulla scena, non perdendo così secondi preziosi. Un elemento che è stato messo in evidenza è che l’estintore è più difficile da utilizzare del defibrillatore. In effetti pensiamo che per utilizzare il defibrillatore dovremmo almeno averlo preso in mano una volta, fatto un corso, essere a conoscenza delle manovre di primo soccorso. Ma quante persone hanno chiare le dinamiche e modalità di soppressione di un incendio. Gli estintori sono classificati in funzione della capacità estinguente, al peso dell’agente estinguente, all’agente estinguente dell’estintore. L’agente estinguente dell’estintore può essere: polvere, co2, biossido di carbonio, schiuma. Chi saprebbe verificare immediatamente l’agente estinguente dell’estintore ed associarlo correttamente alla tipologia di fuoco tra: Fuochi di solidi; Fuochi di liquidi; Fuochi di gas; Fuochi di metalli; Apparecchi Elettrici; Oli a grassi da cucina; Inoltre è necessario sapere se per le varie tipologie di fuochi se è corretto o meno impiegare l’acqua. Un messaggio chiaro quindi: il defibrillatore è più semplice di molti strumenti che fanno già parte della nostra società e abitudini, il problema maggiore al momento è informativo-culturale. Di seguito riportiamo il testo completo del ddl 1441. Legislatura 18ª – Disegno di legge n. 1441 DISEGNO DI LEGGE Art. 1. (Programma pluriennale per la diffusione e l’utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni) 1. La presente legge è volta a favorire, nel rispetto delle modalità indicate dalle linee-guida di cui all’accordo del 27 febbraio 2003 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2003, e del decreto del Ministro della salute 18 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2011, la progressiva diffusione e l’utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE):   a) presso le sedi delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in cui siano impiegati almeno quindici dipendenti e che abbiano servizi aperti al pubblico;   b) negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti, a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interna che effettuano tratte con percorrenza continuata, senza possibilità di fermate intermedie, della durata di almeno due ore e, comunque, presso i gestori di pubblici servizi di cui all’articolo 2, comma 2, lettera b), del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché di servizi di trasporto extraurbano in concessione. 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione, sentiti gli altri Ministri interessati, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è definito il programma pluriennale per favorire la progressiva diffusione e l’utilizzazione dei DAE nei luoghi e sui mezzi di trasporto indicati al comma 1, con priorità per le scuole di ogni ordine e grado e per le università, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, e sono stabilite le modalità di accesso delle amministrazioni pubbliche di cui al medesimo comma 1 ai contributi di cui al comma 5. Il programma ha la durata di cinque anni e può essere aggiornato, con le medesime modalità previste per la sua definizione, per tenere conto del livello di diffusione e utilizzazione dei DAE conseguito durante il periodo di programmazione di riferimento. 3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, sono stabiliti i criteri e le modalità per l’installazione di DAE, opportunamente indicati con apposita segnaletica, favorendo ove possibile la loro collocazione in luoghi accessibili 24 ore su 24 anche al pubblico. 4. Per le procedure di acquisto dei DAE, le amministrazioni di cui al comma 1 si avvalgono degli strumenti di acquisto e di negoziazione messi a disposizione dalla società Consip Spa ovvero dalle centrali di committenza regionali. 5. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma 2, sono concessi contributi nel limite di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020. 6. Agli oneri di cui al comma 5, pari a 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 7. Fatto salvo quanto previsto dai commi 5 e 6, le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione del presente articolo nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 2. (Installazione dei DAE nei luoghi pubblici) 1. Sulla base di quanto previsto dal programma pluriennale di cui all’articolo 1, comma 2, e dai suoi successivi aggiornamenti, gli enti territoriali possono adottare regolamenti al fine di disciplinare l’installazione, nel proprio territorio, di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico adeguatamente segnalate. 2. I DAE installati in luoghi pubblici devono essere collocati, ove possibile, in teche accessibili al pubblico 24 ore su 24 e un’apposita segnaletica deve indicare la posizione del dispositivo in maniera ben visibile e univoca, secondo la codificazione internazionale corrente. 3. Gli enti territoriali possono incentivare, anche attraverso l’individuazione di misure premiali, l’installazione dei DAE nei centri commerciali, nei condomìni, negli alberghi e nelle strutture aperte al pubblico, nel rispetto dell’equilibrio dei rispettivi bilanci e della normativa vigente. Art. 3. (Modifiche alla legge 3 aprile 2001, n. 120) 1. Alla legge 3 aprile 2001, n. 120, sono apportate le seguenti modificazioni:   a) il comma 1 dell’articolo 1 è sostituito dal seguente: « 1. L’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico è consentito anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. In assenza di personale sanitario o non sanitario formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco è comunque consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico anche a chi non sia in possesso dei requisiti di cui al primo periodo. Si applica l’articolo 54 del codice penale a colui che, non essendo in possesso dei predetti requisiti, nel tentativo di prestare soccorso a una vittima di sospetto arresto cardiaco, utilizza un defibrillatore o procede alla rianimazione cardiopolmonare »;   b) il titolo è sostituito dal seguente: « Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero ». Art. 4. (Utilizzo dei DAE da parte di società sportive che usufruiscono di impianti sportivi pubblici) 1. All’articolo 7 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, sono apportate le seguenti modificazioni:   a) al comma 11, dopo la parola: « semiautomatici » sono inserite le seguenti: « e automatici (DAE) » e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « nelle competizioni e negli allenamenti »;   b) dopo il comma 11 è aggiunto il seguente: « 11-bis. È fatto obbligo alle società sportive di cui al comma 11, che utilizzano gli impianti sportivi pubblici, di condividere il DAE con coloro che utilizzano gli impianti stessi. In ogni caso, il DAE deve essere registrato presso la centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria “118” territorialmente competente, a cui devono essere altresì comunicati, attraverso opportuna modulistica informatica, l’esatta collocazione del dispositivo, le caratteristiche, la marca, il modello, la data di scadenza delle parti deteriorabili, quali batterie e piastre adesive, nonché gli orari di accessibilità al pubblico. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ». 2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute provvede a modificare il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013, al fine di adeguarlo alle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo. Art. 5. (Introduzione dell’insegnamento della rianimazione cardiopolmonare di base e dell’uso del DAE) 1. Al comma 10 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Le iniziative di formazione di cui al presente comma devono comprendere anche le tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base, l’uso del defibrillatore semiautomatico e automatico esterno e la disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo. Nell’organizzazione delle iniziative di formazione devono essere adottate speciali misure di attenzione nei confronti degli studenti, in modo da tenere conto della sensibilità connessa all’età. Le predette iniziative sono estese al personale docente e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario ». 2. Le scuole di ogni ordine e grado, nell’ambito della propria autonomia, organizzano le iniziative di formazione di cui al comma 10 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificato dal comma 1 del presente articolo, programmando le attività, anche in rete, in accordo con le strutture sanitarie e di volontariato. Ogni scuola, nell’ambito della propria autonomia, il giorno 16 ottobre, in concomitanza con la « Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare », può altresì dedicare iniziative specifiche di informazione all’arresto cardiaco e alle conseguenti azioni di primo soccorso, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 3. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione del presente articolo nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 6. (Registrazione dei DAE presso le centrali operative del sistema di emergenza sanitaria « 118 ») 1. Al fine di consentire, in caso di arresto cardiaco, la tempestiva localizzazione del DAE più vicino e di fornire indicazioni per il suo reperimento ai chiamanti o ad altri soccorritori, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i soggetti pubblici e privati già dotati di un DAE devono darne comunicazione alla centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria « 118 » territorialmente competente, specificando il numero dei dispositivi, le caratteristiche, la marca e il modello, l’esatta ubicazione, gli orari di accessibilità al pubblico, la data di scadenza delle parti deteriorabili, quali batterie e piastre adesive, nonché gli eventuali nominativi dei soggetti in possesso dell’attestato di formazione all’uso dei DAE. Per i DAE acquistati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, all’atto della vendita il venditore deve comunicare, attraverso modulistica informatica, alla centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria « 118 » territorialmente competente, sulla base dei dati forniti dall’acquirente, il luogo dove è prevista l’installazione del DAE e il nominativo dell’acquirente, previa autorizzazione al trattamento dei dati personali. 2. Nei luoghi pubblici presso i quali è presente un DAE registrato ai sensi del comma 1 deve essere individuato un soggetto responsabile del corretto funzionamento dell’apparecchio e dell’adeguata informazione all’utenza. La centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria « 118 » territorialmente competente, sulla base dei dati forniti, presta un servizio di segnalazione periodica delle date di scadenza delle parti deteriorabili dei DAE. 3. I DAE devono essere collegati al sistema di monitoraggio remoto della centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria « 118 » più vicina. Il monitoraggio consente di verificare in tempo reale lo stato operativo del DAE, la scadenza delle parti deteriorabili e di segnalare eventuali malfunzionamenti. 4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 7. (Applicazione mobile e obbligo di fornire istruzioni) 1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità operative per la realizzazione e l’adozione di un’applicazione mobile integrata con i servizi delle centrali operative del sistema di emergenza sanitaria « 118 » per la rapida geolocalizzazione dei soccorritori e dei DAE più vicini al luogo ove si sia verificata l’emergenza. I soccorritori, reclutabili attraverso l’applicazione di cui al presente comma, sono individuati tra quelli registrati su base volontaria negli archivi informatici della centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria « 118 » territorialmente competente. 2. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, pari a 250.000 euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le centrali operative del sistema di emergenza sanitaria « 118 » sono tenute a fornire durante le chiamate di emergenza, secondo un protocollo definito e standardizzato predisposto dal Ministero della salute, le istruzioni da seguire, in attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso, sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e sull’uso del DAE nonché, ove possibile, le indicazioni utili a localizzare il DAE più vicino al luogo ove si sia verificata l’emergenza. 4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione del presente articolo nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 8. (Campagne di informazione e di sensibilizzazione) 1. Al fine di promuovere la cultura del primo soccorso in situazioni di emergenza, il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, promuove ogni anno negli istituti di istruzione primaria e secondaria una campagna di sensibilizzazione rivolta al personale docente e non docente, agli educatori, ai genitori e agli studenti, finalizzata a informare e sensibilizzare sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e sull’uso dei DAE. 2. Il Ministero della salute promuove, nell’ambito delle campagne periodiche di sensibilizzazione sociale, la diffusione della conoscenza degli elementi di primo soccorso e delle tecniche salvavita, provvedendo altresì ad informare in modo adeguato sull’uso dei DAE in caso di intervento su soggetti colpiti da arresto cardiaco. L’attività di informazione e di sensibilizzazione di cui al presente comma costituisce messaggio di utilità sociale e di pubblico interesse ai sensi dell’articolo 3 della legge 7 giugno 2000, n. 150. 3. Per le medesime finalità di cui al presente articolo, il Ministero dello sviluppo economico assicura che nel contratto di servizio con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo sia previsto l’obbligo di riservare spazi di informazione nella programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale. 4. Ai fini dell’attuazione dei commi 1 e 2 è autorizzata la spesa di 150.000 euro annui a decorrere dall’anno 2020. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 9. (Disposizioni a tutela delle minoranze linguistiche) 1. Nei territori in cui sono presenti minoranze linguistiche riconosciute, le disposizioni della presente legge si applicano nel rispetto della relativa lingua di minoranza. Link ddl 1441 nel sito del Senato: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/DDLPRES/0/1121845/index.html?part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1 Videoconferenza audizione del 16/06/20  : http://webtv.senato.it/webtv_comm?video_evento=90301   I defibrillatori dovrebbero essere liberalizzati e utilizzati da chiunque, mantenendo l’obbligo nei centri sportivi e altri contesti specifici. Allo stesso tempo, è di fondamentale importanza continuare a promuovere la cultura della cardioprotezione e del primo soccorso fin dalla giovane età in ambito scolastico. Se è vero che il defibrillatore moderno è estremamente semplice da utilizzare, è altrettanto vero che un massaggio cardiaco ottimale o in generale una manovra di rianimazione cardio-polmonare, non sia altrettanto semplice Un corso BLSD consente di acquisire competenze sulla disostruzione delle vie aeree, sulla posizione laterale di sicurezza, sulla differenza di intervento RCP tra adulto, bambino e lattante.. e molto altro. #### Bambina di 8 anni rischia di annegare in piscina, salvata con un nostro defibrillatore HeartSine samaritan PAD Martedì 20 giugno una bambina di 8 anni ha rischiato di annegare presso la piscina Campus Aquae di Pavia. La bambina si trovava lì per un centro estivo, si è tuffata in acqua e non è più riemersa. Immediata la reazione del bagnino, che compresa la situazione si è tuffato per soccorrerla. La bambina quando è riemersa era incosciente e in arresto cardio-circolatorio. Il bagnino e una infermiera del Policlinico San Matteo fuori servizio, hanno subito avviato le manovre RCP e BLSD, utilizzando il defibrillatore presente nella struttura, un nostro HeartSine® samaritan® PAD! Il cuore ha ripreso a battere, intanto sul posto sono arrivati un’autoambulanza della Croce Verde di Pavia, un’automedica e l’elisoccorso proveniente da Alessandria. La piccola è stata poi trasportata in ambulanza con urgenza in ospedale, dove ha finalmente ripreso conoscenza. L’estate precedente sì è verificata una situazione analoga: una bambina, sempre di 8 anni, ha rischiato l’annegamento, è andata in arresto cardio-circolatorio, ed è stata prontamente salvata da un bagnino che le ha praticato le manovre di primo soccorso e impiegato il defibrillatore, riuscendo così a salvarla. Adesso si attiverà il programma Forward Hearts, che prevede la donazione di un DAE alla persona salvata, che a sua volta potrà donarlo a un ente o associazione a propria scelta, incrementando le possibilità di salvare altre vite da arresto cardiaco improvviso! Nello stesso luogo, 2 giovani vite salvate grazie al defibrillatore in poco più di 1 anno. Questo è possibile grazie all’obbligo per le società sportive dell’impiego del defibrillatore, compresa la corretta manutenzione per garantirne lo stato di efficienza e la formazione del personale con corsi BLSD. Cosa sarebbe successo se il DAE non fosse stato obbligatorio? La legge 116 definisce le “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici.” È una legge inefficace, poiché è focalizzata sulla incentivazione all’adozione dei DAE al di fuori del contesto sportivo, ma non ne decreta l’obbligo. In attesa che la legge 116 divenga attuativa e che preveda l’obbligo del defibrillatore per tutta la Pubblica Amministrazione, trasporti e luoghi di lavoro, l’adozione del DAE è demandata al senso civico e sociale delle persone con ruoli di responsabilità. E’ possibile dare una seconda chance di vita, ma dobbiamo farci trovare pronti. #### Bambini di 10 anni imparano il soccorso cardiaco L’arresto cardiaco colpisce individui di qualsiasi età e in condizioni di apparente buono stato di salute. Inoltre, purtroppo, la Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) miete vittime anche tra i bambini. La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce individui di qualsiasi età e, per definizione, in condizioni di apparente buono stato di salute. Di essi, il 7% ha meno di 30 anni e, purtroppo, miete vittime anche tra i più piccoli. “I bambini vengono spesso considerati come vittime poco probabili di arresto cardiaco” – ha spiegato Leonardo Bolognese, Direttore del Reparto di Cardiologia dell’ospedale di Arezzo ed ESC Local Press Coordinator. “La realtà, invece, è diversa: i dati ci dicono che il 3,5% dei deceduti per arresto cardiaco ha meno di 8 anni” – ha continuato. “Le cause più frequenti sono traumi toracici o condizioni difficilmente diagnosticabili (come la sindrome del QT lungo e la cardiomiopatia ipertrofica) che possono interessare fino ad un bambino su 500” – ha poi concluso. In caso di arresto cardiaco, per chi non lo sapesse, diventa di fondamentale importanza instaurare un trattamento adeguato entro 3-5 minuti: se non viene tempestivamente ripristinato un ritmo cardiaco nella norma, alla cessazione della circolazione sanguigna consegue inevitabilmente, nella migliore delle ipotesi, un danno cerebrale. Poiché, in media, il tempo di arrivo dei soccorsi è di 12-15 minuti, e considerando che parecchi istituti scolastici contano più di 2500 studenti, dotare ogni scuola di uno o più defibrillatori semiautomatici esterni, detti anche DAE, è l’unica maniera per assicurarsi che i bambini colpiti da questa patologia possano ricevere un trattamento adeguato in una finestra temporale utile a salvare loro la vita. Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’European Resuscitation Council e l’American Heart Association sottolineano da tempo l’importanza dell’educazione alla Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) nelle scuole. Allo stato attuale delle cose, però, a causa di mancanza di evidenza, la pratica delle suddette manovre di emergenza vengono insegnate a ragazzi che hanno già compiuto i 13 anni d’età. “I ricercatori del Dipartimento di Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Universitario di Vienna” – ha aggiunto Franco Romeo, Direttore del Reparto di Cardiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma ed ESC Local Press Coordinator – “hanno esaminato per la prima volta l’impatto di fattori come l’età e il sesso sulla motivazione e l’interesse nelle procedure di rianimazione in un gruppo di ragazzini molto giovani”. Difatti, sono stati ben 322 i piccoli volontari di età compresa tra gli 8 e 13 anni che sono stati inseriti in questo trial randomizzato e controllato in singolo cieco: tutti i bambini, suddivisi in piccoli gruppi, hanno ricevuto una spiegazione/dimostrazione sulle manovre da compiere in caso di emergenza (le cosiddette “manovre di primo soccorso”) durante la quale sono stati impiegati due manichini identici, ma con differenti resistenze toraciche. Il gruppo di controllo operava su un manichino su resistenza standard di 45 kg, mentre il gruppo di intervento operava su una resistenza base più bassa pari a 30 kg. Dopo il training, a ciascun bambino è stato somministrato un questionario di sei domande con quattro possibili risposte cadauna al fine di valutare il divertimento e l’interesse per l’attività svolta, se il training era stato facile o meno, per comprendere come giudicavano la propria performance ed, infine, è stato chiesto loro se pensavano che avere competenze in materia di Rianimazione Cardio-Polmonare RCP) fosse per loro importante. Tra i 322 bambini che hanno partecipato all’esperimento, l’età media era di 10 anni e il peso corporeo medio di 40 chilogrammi: il 98% nel gruppo di intervento e il 99% in quello di controllo hanno dichiarato di essersi divertiti nell’attività. Inoltre, l’89% di loro ha dichiarato che sarebbe stato molto contento se in futuro avesse avuto la possibilità di approfondire ulteriormente l’argomento trattato; il 99% dei bambini è stato interessato o molto interessato all’attività trattata; il 96% di loro ha ritenuto di aver eseguito delle compressioni toraciche buone o molto buone; il 93% del gruppo di controllo ha dichiarato, inoltre, di aver portato a termine un buon intervento di primo soccorso. Per concludere con le statistiche, l’80% dei ragazzi ha giudicato facile o molto facile effettuare le compressioni toraciche ritenendo che fosse molto importante sapere cosa fare per aiutare qualcuno in caso di emergenza. I risultati hanno quindi mostrato che imparare le base del primo soccorso cardiaco può essere molto coinvolgente anche per i bambini. Negli Stati Uniti d’America i corsi di primo soccorso sono in auge già dagli anni Settanta per il personale scolastico e, dall’anno 2000, anche per gli studenti stessi. Ciò ha permesso di salvare oltre il 75% delle persone, tra bambini, ragazzi e adulti, che sono stati colpiti da arresto cardiaco. In Italia, invece, solo il 2% circa dei bambini colpiti da arresto cardio-circolatorio sui banchi scolastici viene sottratto alla Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). Per questo motivo, un gruppo di volontari è riuscito a fare approvare una legge che inserisca negli istituti dei corsi di primo soccorso (BLS, Basic Life Support). “Il fine è quello di ridurre drasticamente le morti per soffocamento da cibo e per arresto cardiaco, proprio come è successo a Seattle” – ha speigato Michele Gulizia, Direttore del reparto di Cardiologia dell’Ospedale Garibaldi di Catania ed ESC Local Press Coordinator. “Nell’ultima riforma della scuola” – ha continuato – “è stata inserita una norma che obbliga gli istituti a insegnare anche ai bambini, dall’asilo fino ai ragazzi delle superiori, come intervenire in caso di emergenza”. Fonte: http://www.pharmastar.it/?cat=19&id=22187 #### Bambino di 1 anno in arresto cardiaco, i carabinieri scortano l’auto dei genitori nel traffico di Napoli fino all’ospedale Un bambino di 13 mesi ha improvvisamente perso i sensi, così i genitori lo hanno caricato in auto per dirigersi verso l’ospedale. Nonostante la premura l’auto rimane bloccata nel traffico, ma i colpi di clacson, attirano l’attenzione di una pattuglia di Carabinieri che si trovavano nelle vicinanze. Avvicinatosi hanno visto la madre piangere con il figlio privo di sensi tra le braccia, compresa la situazione, i Carabinieri si sono messi davanti alla loro auto, e facendo segno di seguirli li hanno scortati lampeggianti e sirene fino al pronto soccorso dell’Ospedale Evangelico “Villa Betania”. I medici del pronto soccorso constatano  l’arresto cardiocircolatorio, intubano il bambino e avviano le manovre di rianimazione cardi-polmonare, fino al sopraggiungere di un pianto improvviso del bambino, salvo e fuori pericolo. I medici hanno dichiarato che con solo un minuto in più, il bambino molto probabilmente non si sarebbe salvato. Commovente l’intervista a Vincenzo Di Gennaro e Mauro Postiglione i due Carabinieri di San Giorgio a Cremano, in servizio alla stazione di Barra di Napoli, intervistati dai media e apparsi nei vari telegiornali. I Carabinieri, in lacrime, pieni di commozione, hanno rivisto nel bambino i propri figli e nipoti, comprendendo il ruolo chiave che hanno avuto nel salvataggio del bambino. Noi come sempre non raccontiamo solo un fatto di cronaca, ma cii operiamo per fare cultura e sensibilizzare in merito alla cardioprotezione. Ogni anno in Italia 60.000 persone muoiono per arresto cardiaco, 1 ogni 1.000 persone, 164 ogni giorni, 7 ogni ora. Di queste circa il 70% (42.000) potrebbe salvarsi con l’avvio tempestivo delle manovre di primo soccorso e l’impiego del defibrillatore. L’arresto cardiaco può colpire chiunque, individui di qualsiasi età, anche senza nessuna patologia cardiaca. Questi eventi devono farci capire quanto sia importante avere le basi di Primo Soccorso e avere un defibrillatore vicino. Ancora di più oggi, dove i mezzi di comunicazione consentono di raggiungere chiunque, portando conoscenza e consapevolezza su questi aspetti, non più ingorabili. In questo caso il defibrillatore non ì stato necessario, ma è fondamentale per la grande maggioranza dei casi di arresto cardiaco improvviso. Da dove iniziare quindi? Da un corso BLSD. Il corso BLSD fornisce competenze su: Disostruzione delle vie aeree lattante/bambino/adulto Manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) Impiego del defibrillatore Quante energie richiede un corso BLSD, in grado di incrementare le chance di salvare una vita? Sei ore, questo il tempo necessario per un corso operatore BLSD, con un costo di circa €60-€70. Il corso fornisce consapevolezza, che in caso di necessità, porta ad un rapido intervento, fondamentale per una dinamica tempo-dipendente come l‘arresto cardiaco. #### Bari, 21enne in arresto cardiaco nel centro sportivo Ha un arresto cardiaco mentre fa attività fisica ma viene salvato dall’intervento di un infermiere e del 118. È successo venerdì sera in un centro sportivo di Bari. La vittima dello spiacevole episodio, per fortuna a lieto fine, un ragazzo di 21 anni. Appena il giovane ha avvertito il malore è scattata immediatamente la chiamata al 118, ma la fortuna ha voluto che, casualmente, in quel momento fosse presente un infermiere fuori servizio che ha intrapreso le prime manovre di rianimazione cardio-polmonare di base. Subito dopo, fortunatamente, è arrivata l’automedica di stanza presso l’ospedale Giovanni XXIII: il medico ha proceduto con la rianimazione del paziente con applicazione dei protocolli di ACLS (Advanced Cardiac Life Support) col defibrillatore, registrando una rapida ripresa dell’attività cardiaca. Nel frattempo, è arrivata anche l’ambulanza del 118 che ha velocemente trasportato il giovane presso il Policlinico della città. Il ragazzo ora sta meglio, ma la sua disavventura ha messo in luce due temi di grande rilevanza. Da una parte il perfetto funzionamento della macchina dei soccorsi e l’ottimizzazione delle risorse in campo, notoriamente risicate. Dall’altro, però, anche la necessità di dotare tutti i luoghi pubblici di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) e di diffondere la cultura del primo soccorso, che, non a caso, verrà presto insegnata a scuola. Non sempre, infatti, si può essere così “fortunati”: un infermiere casualmente in loco e un medico con defibrillatore che sopraggiunge in tempi utili. In caso di arresto cardiaco, infatti, per ogni minuto che passa le probabilità di sopravvivere diminuiscono del 10% circa. Dopo soli 5 minuti dall’evento, dunque, la probabilità di morire è pressoché identica a quella di rimanere in vita. Senza contare, inoltre, che intervenendo in tempi brevi è anche molto più probabile non riportare lesioni cerebrali permanenti. Insomma, questa volta è andata bene, ma è sempre meglio avere un DAE a portata di mano! Fonte articolo: https://bari.ilquotidianoitaliano.com/cronaca/2018/02/news/bari-arresto-cardiaco-in-un-centro-sportivo-187929.html/ #### Bari, ragazzo di 18 anni in arresto cardiaco a scuola salvato dal defibrillatore Un ragazzo di 18 anni ha avuto un arresto cardio-circolatorio durante l’ora di educazione fisica mentre si trovava a scuola, un istituto tecnico del comune Altamura, in provincia di Bari. L’insegnante ha subito prestato il primo soccorso, ed ha messo il ragazzo in posizione laterale di sicurezza, al fine di ridurre il rischio di soffocamento. Una volta giunti i mezzi di soccorso avanzato del 118, allertati subito al verificarsi dell’episodio, l’infermiera a bordo dell’autoambulanza ha avviato le manovre RCP (Rianimazione Cardio Polmonare), coadiuvata anche dai sanitari dell’auto medica arrivati poco dopo. E’ stato quindi impiegato il monitor defibrillatore (defibrillatore avanzato a solo uso di sanitari e per alcune funzione anche ai volontari dell’emergenza) ed erogata la scarica che ha salvato la vita al ragazzo. Una volta fuori pericolo, il 18enne è stato successivamente trasferito presso l’Ospedale Perinei per accertamenti, risultati negativi, ed in seguito trasferito all’Ospedale San Paolo. Un’altra giovane vita salvata da arresto cardiaco improvviso, ancora una volta verificatosi a scuola, luogo dove un ragazzo passa mediamente ¼ del suo tempo nei giorni feriali. Il 28 Luglio 2021 è stata approvata la legge n°116, che regolamenta la progressiva diffusione e utilizzo dei DAE, anche se non ne impone al momento l’obbligo, come avviene per società e associazioni sportive dilettantistiche e professionistiche. La dotazione dei DAE è quindi fortemente raccomandata per: Pubblica Amministrazione, con almeno 15 dipendenti, tra cui: scuole di ogni ordine e grado, uffici pubblici, luoghi pubblici, etc..; Aeroporti; Stazioni ferroviarie; Porti marittimi; Mezzi di trasporto che effettuano tratte senza soste di almeno 2 ore; Servizi di trasporto extra-urbani in concessione. Nel caso dello studente di Altamura è stato possibile salvare lavita, ma non sempre è così, anzi. Il tempo utile per salvare una vita da arresto cardiaco è di pochissimi minuti, solo i primi 5 minuti dall’evento sono veramente utili per salvare il soggetto senza che riscontri complicanze dovute all’ipossia (mancanza di afflusso sanguigno, con conseguente mancanza di ossigenazione al cervello, organi e tessuti), mentre nei successivi minuti il rischio di conseguenze neurologiche è elevato. Ogni minuto che passa le chance di salvare 1 vita calano del 10%. Anche i secondi sono preziosi. E’ tuttavia bene precisare che, nel caso di manovre RCP effettuate in modo estremamente efficacie, da parte di operatori particolarmente esperti e preparati, queste tempistiche possono aumentare molto. Dal verificarsi di un evento di arresto cardiaco, sarà necessario del tempo per comprendere la gravità della situazione da parte dei presenti, allertare il 118, consentire ai soccorritori di raggiungere il paziente e avviare le manovre salvavita con l’impiego del defibrillatore. Si capisce quindi che nella quasi totalità dei casi, siamo oltre i tempi realmente utili. Per questo diviene fondamentale che il defibrillatore sia già presente negli istituti scolastici e che il personale avvii da subito le manovre BLSD prima ancora dell’arrivo dei sanitari. L’augurio è quindi che sempre più scuole seguano queste raccomandazioni, si dotino di defibrillatori e formino con corsi di primo soccorso e BLSD il personale scolastico.   Fonti: https://bari.ilquotidianoitaliano.com/cronaca/2021/11/news/altamura-18enne-in-arresto-cardiaco-durante-educazione-fisica-infermiera-gli-salva-la-vita-339352.html/ http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Altamura-Arresto-cardiaco-a-scuola-durante-ora-di-educazione-fisica-118-salva-18enne-7f1e58c0-85f1-4b1a-a777-9a841e1586bb.html #### Batterie ed elettrodi per defibrillatori Physio-Control e HeartSine Nel post di oggi andiamo a presentare le varie tipologie di consumabili, batterie ed elettrodi, per i defibrillatori HeartSine® e Physio-Control®, oggi di proprietà del gruppo multinazionale Stryker®. Cercheremo di illustrare in maniera semplice e chiara le caratteristiche di ogni consumabile, sottolineandone i loro punti di forza. Batterie ed elettrodi defibrillatori HeartSine® Cartuccia Pad-Pak™ per adulti per defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD Appositamente progettata per essere di facile inserimento anche da parte dell’utente inesperto o agitato, questa cartuccia incorpora elettrodi e batteria assieme. È indicata per adulti e bambini con età superiore agli 8 anni e/o con un peso corporeo superiore ai 25 kg. Ogni Pad-Pak™ è garantito 4 anni dalla data di produzione e consente 60 scariche da 200 J cadauna o 6 ore continue di monitoraggio. Quando la batteria raggiunge un’autonomia inferiore alle 10 scariche, il samaritan® PAD emette un messaggio di allarme. Questa soluzione permette di avere un’unica data di scadenza da controllare e bassi costi di manutenzione, a differenza dei defibrillatori di altre marche. Dopo l’uso oppure dopo 4 anni dalla data di produzione (la più lunga in commercio), il componente deve essere sostituito, e istantaneamente il defibrillatore sarà di nuovo operativo. La soluzione di avere già gli elettrodi collegati al DAE, ne semplifica ulteriormente l’utilizzo nel mondo laico, qualora si trovi ad utilizzarlo una persona inesperta. Il fatto di non dover capire come e dove connettere gli elettrodi al DAE, consente di risparmiare secondi preziosi durante un paziente in arresto cardiaco. Il Pad-Pak™ è compatibile con i seguenti modelli di DAE: HeartSine® samaritan® PAD 350P; HeartSine® samaritan® PAD 360P; HeartSine® samaritan® PAD 500P. HeartSine® samaritan® PAD 350P Gateway HeartSine® samaritan® PAD 500P Gateway HeartSine® samaritan® PAD 360P Gateway Qui trovi il link per acquistare il prodotto. Cartuccia Ped-Pak™ pediatrica per defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD Questa cartuccia ha le stesse caratteristiche del Pad-Pak™ per adulti ma permette di defibrillare pazienti da 1 a 8 anni e/o di peso inferiore a 25 kg. Qui trovi il link per acquistare il prodotto. Batterie ed elettrodi defibrillatori Physio-Control® Batteria per defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK® CR-2 La batteria al litio per defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK® CR2 hanno una durata di 4 anni (in caso di non utilizzo) o di 166 scariche elettriche. Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche di questo consumabile: batteria litio-biossido-manganese, 12 V, e 4,7 Ah; ha un’autonomia a 20° C di 166 scariche a 200 joule (con un minuto di RCP tra le scariche) o 103 scariche a 360 joule (con un minuto di RCP tra le scariche) o 800 minuti di funzionamento; una batteria nuova fornisce alimentazione per 4 anni se installata in un dispositivo non utilizzato; ha un peso di 0,3 kg. Qui trovi il link per acquistare il prodotto. Elettrodi e batteria per defibrillatori Physio-Control LIFEPAK CR Plus/Express Questo kit comprende il CHARGE-PAK (caricabatteria) e il QUIK-PAK (set di elettrodi di ricambio con validità pari a 2 anni) per i defibrillatori Physio-Control® (ex Medtronic) LIFEPAK® CR Plus e LIFEPAK Express. Mediante il CHARGE-PAK è possibile ricaricare per 2 anni la batteria interna del defibrillatore. Quando essa sarà carica, il defibrillatore è in grado di erogare fino a 30 shock a 360 joules. Il CHARGE-PAK deve rimanere inserito nel defibrillatore. Dopo un’operazione di soccorso, è opportuno sostituire il caricabatterie. Gli elettrodi, invece, devono essere sostituiti dopo ogni utilizzo o al raggiungimento della data di scadenza indicata (2 anni). Questi due componenti non possono essere venduti singolarmente. Qui trovi il link per acquistare il prodotto. Batteria LIFEPAK® 1000 di Physio-Control® – Non ricaricabile La batteria originale per defibrillatori LIFEPAK® 1000 di Physio-Control® (ex Medtronic) ha una durata di ben 5 anni. Di seguito riportiamo le caratteristiche tecniche del prodotto: batteria biossido di manganese, 12.0 V e 4,5 Ah; ha un’autonomia di 440 scariche a 200 joule o 1030 minuti di funzionamento; pesa 0,45 kg. Avvertenze Le batterie non ricaricabili non devono mai essere ricaricate. Il livello approssimativo di carica della batteria è segnalato dall’apposito indicatore del livello di carica sul display di stand-by quando il defibrillatore è spento oppure sullo schermo quando è in uso. L’indicatore del livello di carica posto sulla batteria non ricaricabile consente di stabilire con la massima facilità la capacità residua della batteria, che equivale al livello di carica per questo tipo di batteria. La batteria non ricaricabile viene consegnata ai clienti completamente carica. Premere il pulsante grigio situato sotto il simbolo della batteria per controllare il livello di carica di una batteria non ricaricabile nuova prima di installarla nel defibrillatore. Tutti i 4 LED si illumineranno. Se sottoposta a operazioni di manutenzione ottimali, una batteria non ricaricabile nuova può fornire circa 17 ore di “stand-by” oppure 440 scariche a 200 joule. Anche solo accendendo il defibrillatore si utilizza la carica della batteria. La carica della batteria si riduce quando essa si trova all’interno del defibrillatore: ciò avviene a causa del normale tasso di scaricamento automatico della batteria stessa nonché a causa dell’energia utilizzata dai test automatici del defibrillatore. Se installata in un defibrillatore non utilizzato, la batteria ha una durata di cinque anni. Qualsiasi utilizzo del defibrillatore sul paziente o per finalità di addestramento riduce la durata e la vita utile della batteria. Una nuova batteria non ricaricabile ha una durata di cinque anni se conservata a una corretta temperatura. La batteria (se conservata fuori dal defibrillatore) tende a scaricarsi nel tempo. Pertanto, quando viene inserita nel defibrillatore, la sua vita utile risulterà ridotta a seconda del periodo di inutilizzo. Qui trovi il link per acquistare il prodotto. Batteria per defibrillatore LIFEPAK® 500 di Physio-Control® – Non ricaricabile Batteria non ricaricabile con una durata di 5 anni per defibrillatori LIFEPAK® 500 di Physio-Control® (ex Medtronic). Caratteristiche tecniche: batteria al litio, 12 V e 7,5 Ah. Qui trovi il link per acquistare il prodotto. Elettrodi pediatrici per defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK® CR Plus/Express/1000/500 Gli elettrodi pediatrici per bambini con riduttore di energia per defibrillatori Physio-Control® (ex Medtronic) hanno una validità di almeno 2 anni. Possono essere utilizzati in bambini tra 0 e 8 anni d’età e/o di peso inferiore a 25 kg. Questi elettrodi devono essere sostituiti dopo ogni utilizzo o al raggiungimento della data di scadenza indicata. Qui trovi il link per acquistare il prodotto. Piastre per adulti con connettore QUIK-COMBO e sistema di pre-connessione REDI-PAK per defibrillatori LIFEPAK® Physio-Control® Questi elettrodi hanno una validità di 2 anni e sono compatibili con i seguenti modelli di defibrillatore: Physio-Control® LIFEPAK® 12; Physio-Control® LIFEPAK® 15; Physio-Control® LIFEPAK® 20; Physio-Control® LIFEPAK® 20e; Physio-Control® LIFEPAK® 500; Physio-Control® LIFEPAK® 1000. Qui trovi il link per acquistare il prodotto. #### Bergamo: 100 defibrillatori al Coni Cento defibrillatori in arrivo per il Coni di Bergamo. A donarli la Fondazione Banca Popolare di Bergamo per un investimento di 250 mila euro che andranno a coprire anche i corsi di formazione all’uso dei DAE per mille volontari; un progetto di cardioprotezione, che per l’entità e il numero di attrezzature fornite da un ente privato, diventa il primo caso in Italia facendo di Bergamo la prima provincia italiana a credere fortemente nella prevenzione. “È un investimento per creare sana cultura sportiva – spiega il delegato del Coni Bergamo Giuseppe Pezzoli – Sport e salute è un binomio per noi strategico. Significa far crescere sportivi pronti ad intervenire in situazioni di emergenza, accorciando ‘la catena della sopravvivenza’ nei soggetti che incorrono in queste drammatiche situazioni. Dalle statistiche risulta che, se la scarica elettrica viene erogata entro il sesto minuto dall’arresto cardiaco, le possibilità di sopravvivenza arrivano al 20%. L’opportunità di avere questi mezzi a disposizione è determinante”. Ad effettuare i corsi di formazione sull’utilizzo dei defibrillatori saranno gli stessi medici della Federazione Medico Sportiva Italiana, in linea con il protocollo della Regione Lombardia. “Ho ritenuto di proporre questa donazione al Consiglio della Fondazione – spiega il presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo Emilio Zanetti – perché sono rimasto personalmente molto colpito dagli episodi di cronaca, purtroppo non infrequenti ed alcuni di grande risonanza per la comunità nazionale e bergamasca in particolare, che riportavano la tragica morte prematura di giovani atleti, per cause purtroppo non sempre prevedibili, nemmeno con i più sofisticati accertamenti preventivi già previsti dalle nostre leggi, ma che almeno in parte potevano forse essere evitati con la disponibilità e l’utilizzo tempestivo dei DAE da parte di persone adeguatamente formate. L’idea è stata subito condivisa ed accolta con entusiasmo. Ma anche se è maturata a dicembre, solo ora è stata concretizzata, a causa della complessità di realizzarla con modalità efficaci. Così, abbiamo scelto il supporto di un partner competente, come appunto il CONI, che ha una grande diffusione sul territorio”. #### Blocco del soccorritore: perché molte persone non intervengono in caso di arresto cardiaco Ogni anno, in Italia, migliaia di persone assistono a un’emergenza sanitaria senza sapere come reagire. Quando una persona perde improvvisamente conoscenza e smette di respirare normalmente, ogni secondo può fare la differenza. Eppure, molto spesso chi assiste all’evento rimane immobile. Non si tratta di mancanza di empatia o indifferenza. Nella maggior parte dei casi è il cosiddetto blocco del soccorritore, una risposta psicologica che impedisce di agire anche quando si vorrebbe aiutare. La paura di sbagliare, di fare male alla vittima o di avere conseguenze legali rappresenta ancora oggi uno dei principali ostacoli alla diffusione della cardioprotezione. La buona notizia è che queste paure, nella maggior parte dei casi, non trovano riscontro nella realtà. Conoscere come funziona un DAE e sapere cosa prevede la normativa italiana può aiutare a superare questo blocco e, soprattutto, a salvare una vita.   Cos’è il blocco del soccorritore? Il blocco del soccorritore è una reazione emotiva e psicologica che può manifestarsi quando ci si trova improvvisamente davanti a un’emergenza. Il cervello viene sopraffatto dallo stress e dall’imprevedibilità della situazione. Di conseguenza possono comparire: paura di sbagliare; timore di peggiorare le condizioni della persona; ansia di assumersi una responsabilità troppo grande; incapacità di decidere rapidamente cosa fare; convinzione che sia meglio aspettare l’arrivo dei soccorsi. Questa reazione è assolutamente normale e può colpire chiunque, indipendentemente dall’età o dalla preparazione. Tuttavia, nel caso dell’arresto cardiaco, non fare nulla rappresenta il rischio maggiore.   Perché si ha paura di usare un defibrillatore? Uno dei falsi miti più diffusi riguarda proprio il defibrillatore. Molte persone credono che sia uno strumento complesso, destinato esclusivamente ai medici o ai soccorritori professionisti. In realtà, il Defibrillatore (DAE) è stato progettato proprio per essere utilizzato anche da personale non sanitario. Durante il suo utilizzo: analizza automaticamente il ritmo cardiaco; stabilisce se è necessario erogare la scarica; impedisce tecnicamente di erogare una scarica se non serve; guida il soccorritore con istruzioni vocali semplici e chiare. In altre parole, non è possibile “dare una scarica per errore” a una persona che non ne ha bisogno. Il DAE è uno strumento progettato per ridurre al minimo la possibilità di errore umano.   “E se faccio più danni?” È probabilmente la domanda che ogni soccorritore occasionale si pone. La risposta è semplice: in caso di arresto cardiaco, il rischio maggiore è non intervenire. Quando il cuore si ferma, infatti, il sangue non raggiunge più cervello e organi vitali. Per ogni minuto che passa senza rianimazione cardiopolmonare e senza defibrillazione, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono sensibilmente. Intervenire tempestivamente con: chiamata al 112; massaggio cardiaco; utilizzo del DAE; può aumentare in modo significativo le possibilità di sopravvivenza della vittima. Anche un massaggio cardiaco non perfetto è generalmente preferibile all’assenza totale di intervento.   Cosa dice la legge? Chi soccorre è tutelato Un’altra delle paure più frequenti riguarda le possibili conseguenze legali. Molti pensano: “E se la persona muore? Potrei essere denunciato?” Questa convinzione frena numerosi potenziali soccorritori. La normativa italiana, però, va nella direzione opposta. Con l’entrata in vigore della Legge 4 agosto 2021 n. 116, che promuove la diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici, è stato ulteriormente rafforzato il principio secondo cui chi interviene in buona fede per prestare soccorso è tutelato dalla legge, purché agisca secondo le proprie conoscenze e senza comportamenti gravemente imprudenti. La legge ha inoltre ampliato l’accesso ai DAE, consentendone l’utilizzo anche ai cittadini non specificamente formati, quando ciò sia necessario per prestare un soccorso tempestivo in attesa dell’arrivo del Sistema di Emergenza Sanitaria. In altre parole, la normativa italiana punta a favorire l’intervento precoce e a ridurre il timore di utilizzare un defibrillatore.   Il DAE può essere utilizzato anche da chi non ha seguito un corso? Sì. La normativa italiana consente l’utilizzo del DAE anche ai cittadini non formati quando si verifica un arresto cardiaco e non è presente personale qualificato. Naturalmente, frequentare un corso BLSD rimane la scelta migliore perché permette di acquisire maggiore sicurezza e preparazione pratica. Ma l’assenza di una formazione specifica non deve impedire di intervenire, soprattutto quando il defibrillatore è disponibile e ogni minuto è determinante.   Come superare il blocco del soccorritore La paura non si elimina completamente, ma può essere gestita. Ecco alcuni elementi che aiutano a intervenire con maggiore serenità: conoscere i sintomi dell’arresto cardiaco; sapere come attivare correttamente il 112; imparare le basi della rianimazione cardiopolmonare; partecipare a un corso BLSD; familiarizzare con il funzionamento di un DAE; ricordare che il defibrillatore guida passo dopo passo il soccorritore. Più aumenta la conoscenza, minore sarà il rischio che la paura prenda il sopravvento.   La cardioprotezione nasce dalla cultura, non solo dalla tecnologia Installare un defibrillatore è fondamentale, ma da solo non basta. Un territorio realmente cardioprotetto è quello in cui le persone sanno riconoscere un arresto cardiaco e si sentono in grado di intervenire senza lasciarsi bloccare dalla paura. Per questo motivo è fondamentale investire nella diffusione della cultura del primo soccorso, nella formazione BLSD e nella sensibilizzazione della popolazione. Ogni cittadino informato può diventare il primo anello della catena della sopravvivenza.   Il blocco del soccorritore è una reazione umana, ma non deve trasformarsi in un ostacolo insormontabile. Sapere che il DAE è progettato per essere sicuro, che la legge tutela chi presta soccorso e che ogni minuto può salvare una vita rappresenta il primo passo per costruire una vera cultura della cardioprotezione. Perché, davanti a un arresto cardiaco, la differenza tra assistere e intervenire può coincidere con la possibilità di dare a qualcuno una seconda occasione. #### Bologna unita per la cardioprotezione: EMD112 al fianco del Dott. Squicciarini e del gruppo WAVE Martedì 5 novembre 2024, Palazzo Re Enzo di Bologna ha ospitato un evento unico nel suo genere: un corso sulle manovre salvavita che ha coinvolto 900 persone, tra cui dipendenti comunali, studenti liceali, genitori e operatori del settore. Un giorno dedicato alla protezione della vita, reso possibile grazie all’impegno del Dott. Marco Squicciarini, al suo team di Squicciarini Rescue, al WAVE Training Site e con il contributo di EMD112. L’impegno di Squicciarini per diffondere le conoscenze sulle manovre salvavita ha toccato molte città italiane, da Roma a Verona, portando con sé un messaggio fondamentale: chiunque può salvare una vita se adeguatamente formato. L’evento al Palazzo Re Enzo non è stato solo un corso, ma un simbolo di come la comunità possa unirsi per promuovere la sicurezza e il benessere collettivo. Per l’occasione è stata mobilitata una rete di oltre 70 istruttori BLSD certificati, tra medici, infermieri e soccorritori, creando un’esperienza formativa coinvolgente e accessibile. Il gruppo WAVE, da anni punto di riferimento a Bologna per la formazione alle manovre salvavita, ha giocato un ruolo cruciale nell’organizzazione e nell’ospitalità dell’evento, confermando il suo impegno nel rendere la conoscenza del primo soccorso accessibile a chiunque, ovunque. EMD112 ha partecipato attivamente all’iniziativa, con Simone Madiai, CEO di EMD112, presente per consegnare personalmente il defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P al gruppo WAVE. Questa donazione si inserisce in una più ampia visione di cardioprotezione, mirata a rendere più sicuri i luoghi di aggregazione, dai contesti scolastici ai centri comunitari. Inoltre, EMD112 ha provveduto alla stampa di valigette con materiale informativo e ha offerto un contributo economico per garantire la gestione logistica dell’evento, sottolineando il proprio impegno costante nel rendere la cardioprotezione una realtà diffusa e accessibile. Questa giornata formativa ha avuto un impatto che va oltre il numero impressionante di persone formate. Ha rappresentato un esempio concreto di sinergia tra istituzioni, professionisti del soccorso e realtà aziendali, uniti dall’obiettivo di costruire una comunità più sicura e consapevole. Ogni partecipante ha potuto apprendere le nuove linee guida sulla prevenzione del soffocamento e sulla rianimazione, elementi fondamentali per un pronto intervento in situazioni di emergenza. Iniziative come queste non solo informano, ma ispirano un cambiamento culturale verso una maggiore attenzione e preparazione nella gestione delle emergenze. Eventi come quello di Bologna testimoniano che la conoscenza salva vite. EMD112 continuerà a sostenere e promuovere iniziative che mirano a diffondere la cultura della cardioprotezione e delle manovre salvavita. Perché, come dimostrato ancora una volta, la sicurezza della comunità inizia dalla consapevolezza e dalla formazione! #### Bologna, bambina di 7 anni in arresto cardiaco Una bambina di 7 anni è stata colpita da arresto cardiaco mentre si trovava con la madre nella piscina comunale di Ozzano Emilia, paese in provincia di Bologna. La piccola è in gravi condizioni all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Secondo la prima ricostruzione dell’accaduto, la bambina è stata colta dal malore attorno alle 11:30, quando un altro bambino che nuotava nella stessa piscina, situata in via Nardi, ha notato la piccola galleggiare sull’acqua a faccia in giù. La bambina, come citato poc’anzi, era stata accompagnata in piscina dalla madre che, al momento del fatto, si era momentaneamente allontanata. Una volta arrivati i soccorsi, il personale del 118 ha constatato che la piccola era stata colpita da arresto cardiaco. Prontamente rianimata e stabilizzata, è poi stata trasportata con codice di massima gravità all’ospedale più vicino. Attualmente si trova nel reparto di rianimazione pediatrica del Sant’Orsola di Bologna. Sul posto, per gli accertamenti del caso, sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di San Lazzaro. Questo drammatico episodio non fa che ricordarci come l’arresto cardiaco possa colpire chiunque, adulti, giovani e bambini, e in qualunque momento. E in queste situazioni, avere un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) a portata di mano sarebbe di vitale importanza. In caso di arresto cardio-circolatorio, infatti, intervenire entro i primissimi minuti dalla manifestazione del malore mediante l’utilizzo di un defibrillatore potrebbe far crescere la probabilità di sopravvivenza anche oltre il 70%. Più nel dettaglio, per ogni minuto che passa la possibilità di sopravvivere ad un arresto cardiaco diminuisce di circa 10 punti percentuali. In media, quindi, dopo “soli” 10 minuti le speranze di vita sono davvero ridotte al minimo. L’augurio, dunque, è quello che un numero sempre crescente di persone si sensibilizzi in materia di cardio-protezione dotandosi di un defibrillatore DAE anche senza obbligo di legge (Decreto Balduzzi). #### Bologna, l’abbraccio fra salvato e salvatore Maurizio Tatini, 75 anni, è stato salvato da un arresto cardiaco che lo ha colpito durante una partita di tennis. Leonardo Rava, utilizzando il defibrillatore presente nel centro sportivo, è colui che gli ha salvato la vita. «Mi hanno detto che sei stato eccezionale: senza di te, me ne sarei andato». È un lungo abbraccio pieno di vita quello con cui Maurizio accoglie Leonardo. «Beh anche tu sei stato bravo, mi hai dato soddisfazione», risponde Leonardo, stretto in una morsa di gratitudine. Settantacinque anni Maurizio, 28 anni Leonardo: ciò che li ha uniti è stato un arresto cardiaco del primo e il pronto intervento, con defibrillatore e manovre di prima rianimazione, del secondo, che nella vita non indossa il camice bianco, ma è un amministrativo al centro Sport Club di Ozzano. A dicembre, fra l’altro, Leonardo aveva partecipato al corso di formazione BLS-D della Croce Rossa locale. Sono poche ore quelle che servono per salvare una vita: mezza giornata in classe. È così è stato. Ora, fortunatamente, si ride in quella stanza della Cardiologia, al quarto piano dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Sorride Maurizio che non molla Leonardo, aggrappandosi al suo salvatore. Sorridono Giuseppe Di Pasquale, il primario della Cardiologia, Gianfranco Tortorici, responsabile del reparto, e Gianluca Montefrancesco, il numero due degli infermieri del reparto. «E adesso solo un doppio a fondo campo», lo esorta Di Pasquale. «No, no, farò il giudice», replica Maurizio, che non smette di dispensare grazie a ogni camice bianco gli capiti a tiro. «In 75 anni non ho mai avuto necessità dell’ospedale. Ora, però, è capitato: qui sono stati meravigliosi». Maurizio e Leonardo: una storia incredibile. «Non ricordo nulla – esordisce Maurizio, fisico atletico da tennista di master –. Mi sono svegliato qui (al Maggiore, ndr). Non mi sono neppure reso conto di essere caduto». Leonardo, invece, ricorda bene ogni minuto di quel venerdì mattina di una decina di giorni fa. «Mi hanno chiamato urlando: ho agguantato il defibrillatore e sono corso da lui». Leonardo sapeva benissimo che era tutta una questione di tempo: anche limare i secondi poteva fare la differenza tra la vita e la morte. «Erano le 9,30 quando mi hanno chiamato». Maurizio, mentre giocava una partita «è crollato improvvisamente a terra» privo di conoscenza. Leonardo è accorso immediatamente, intuendo la gravità della situazione. Mentre lui, da laico, ha compiuto il miracolo, qualcuno ha avvertito il 118. «Ho notato che i battiti di Maurizio erano molto deboli – ha raccontato Leonardo con una pacatezza strabiliante –. Il respiro era affannoso». Così, ha acceso il defibrillatore. «È un dispositivo eccezionale, in grado di guidare il soccorritore passo dopo passo». Dopo l’erogazione della prima scarica elettrica non è successo nulla, così ho Leonardo ha proseguito con il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. La seconda scarica elettrica, invece, ha avuto buon esito: Leonardo era riuscito a riacciuffare Maurizio. «Lo sentivo respirare forte, così l’ho messo in posizione di sicurezza». A quel punto anche Leonardo ha tirato un sospiro di sollievo. I soccorritori del 118, fra l’altro, erano alle sue spalle. Medico e infermiere si sono occupati subito di Maurizio, ma anche di lui. «Mi hanno detto di rilassarmi e che avevo fatto un ottimo lavoro. Sapevo che la cosa più importante era provare a salvargli la vita, anche se non sono un medico. In quei momenti, è necessario farsi passare la paura, altrimenti il paziente muore». Maurizio, nel frattempo, era stato caricato sull’elicottero e trasportato al Maggiore di Bologna. Dopo neanche 55 minuti dall’arresto cardiaco si trovava nella stanza dell’Emodinamica. Ora è in reparto pronto per essere dimesso. http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/salvato-infarto-giovane-ozzano-1.3371940 #### Borgo San Lorenzo (Firenze) rafforza la presenza di Defibrillatori Pubblici con 11 DAE samaritan Nei giorni scorsi sono terminati i lavori di installazione delle 11 nuove postazioni DAE di accesso pubblico nel comune di Borgo S.Lorenzo (Firenze). Le postazioni comprendono pannello con guide manovre primo soccorso, teca, colonne, allaccio elettrico. I Defibrillatori sono stati acquistati dalla Misericordia di Borgo S. Lorenzo. Queste le installazioni e lo stato attuale: Cimitero Della Misericordia (Defibrillatore Pubblico presente) Panicaglia (Defibrillatore Pubblico presente) Ronta (Defibrillatore Pubblico presente) Razzuolo (Defibrillatore Pubblico presente) Casaglia (Defibrillatore Pubblico presente) Rabatta (Defibrillatore Pubblico presente) Faltona (Defibrillatore Pubblico presente) Polcanto (Defibrillatore Pubblico presente) Sagginale (Defibrillatore Pubblico presente) Luco (Defibrillatore Pubblico presente) Grezzano Nei prossimi giorni saranno posizionati all’interno delle dentro le teche i defibrillatori ancora mancanti. Entro l’estate verrà creata anche una brochure con le collocazioni precise dei defibrillatori, così da poterla distribuire anche ai numerosi turisti presenti e ai cittadini. Il comune di Borgo San Lorenzo ha contribuito attivamente al progetto mettendo a disposizione il proprio personale e provvedendo all’ individuazione delle postazioni e alle relative predisposizioni. Le 11 postazioni di DAE pubblici sono cardioprotette con i defibrillatori Stryker® samaritan® PAD 350P. Non tutti sanno che è proprio a Borgo S. Lorenzo che EMD112 ha avuto la propria sede, fino al trasferimento nella nuova sede di Scarperia e San Piero dal 30 settembre 2016! #### Cagliari, ragazzo di 20 anni muore per arresto cardiaco durante una partita di calcio Sant’Elia (Cagliari), un ragazzo di 20 anni è morto poco dopo la fine del primo tempo di una partita di calcetto. La vittima è Andrea Musiu, calciatore dilettante cresciuto nelle giovanili del Cagliari. Sabato 23 Luglio 2022, presso il campo del Vecchio Borgo Sant’Elia, l’arbitro aveva appena fischiato la fine del primo tempo. Il giovane calciatore ha avuto un malore e si è accasciato a terra davanti ai compagni di squadra, che hanno iniziato a urlare richiamando l’attenzione dei presenti per soccorrere Andrea. Ad attivarsi immediatamente il padre, presente tra gli spettatori, che raggiunto il figlio e avviato le manovre di rianimazione cardio-polmonare, praticando il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. In circa una decina di minuti è arrivata anche l’ambulanza del 118. I soccorritori hanno impiegato subito il defibrillatore erogando 4-5 scariche. Ma il cuore di Andrea non è ripartito. Pochi giorni fa avevamo pubblicato una news relativa allo studio sull’aumento di SADS e di decessi per arresto cardiaco improvviso sui campi di calcio. La FIFA riporta infatti che in Europa si sono registrati +420% di morti per arresto cardiaco improvviso sui campi da gioco nel 2021, con circa 769 atleti colpiti. Nell’arresto cardiaco improvviso il tempo utile per salvare una vita è di 10 minuti dall’insorgere dell’evento. Le possibilità di riuscita calano del 10% ogni minuto che passa. Solo i primi 5 minuti sono quelli veramente utili per evitare l’insorgere di complicanze, spesso permanenti, date dall’ipossia celebrale, ovvero la mancanza di ossigeno. E’ comunque importante precisare che in letteratura vi sono numerosi casi di RCP particolarmente lunghe, anche di 1-2 ore, prima dell’arrivo del DAE, che hanno portato al salvataggio della persona colpita da arresto cardiaco. In questi casi però, i soccorritori sono in genere professionisti sanitari o soccorritori preparati e formati, in grado di effettuare le manovre di soccorso in modo efficacie e di mantenerle tali nel tempo. la legge 8 novembre 2012, n. 189, obbliga tutte le società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche a dotarsi di defibrillatore, di garantirne sempre il corretto mantenimento e la piena efficienza, ed anche di formare tramite appositi corsi BLSD e re-training periodici (ogni 24 mesi) il proprio staff, al fine di assicurare sempre la possibilità di un rapido intervento prima dell’arrivo dei soccorritori. Questo perché difficilmente i soccorritori riescono a raggiungere il soggetto entro i 10 minuti utili. Riportiamo queste informazioni affinchè possano essere utili anche ai media, al fine di descrivere nel modo più puntuale possibile eventi di questo tipo, indicando se sia stato applicato il defibrillatore (che deve essere presente e funzionante nel campo da gioco) prima dell’arrivo dei soccorritori, facendo inoltre attenzione a non confondere l’infarto con l’arresto cardiaco. Maggiore sarà la diffusione della cultura nella cardioprotezione, la diffusione capillare dei defibrillatori e la preparazione del primo soccorso da parte del pubblico laico (non sanitario), maggiori saranno le possibilità di salvare delle vite. Con un rapido e efficacie intervento infatti, potremmo salvare il 70-80% delle persone colpite da arresto cardiaco improvviso.   Fonti: https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cagliari/il-malore-improvviso-le-lacrime-dei-compagni-anche-il-cagliari-piange-andrea-musiu-il-20enne-selargino-morto-giocando-a-calcio-bsnv6qw9 https://www.fanpage.it/attualita/malore-mentre-gioca-a-calcio-con-gli-amici-20enne-si-accascia-in-campo-e-muore/ https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-B/24-07-2022/cagliari-malore-campo-muore-20-anni-andrea-musiu-ex-giovanili-rossoblu-4401567005481.shtml https://www.ilmessaggero.it/italia/andrea_musiu_morto_calcetto_partita_cagliari_chi_era_ultime_notizie-6831104.html #### Calascibetta: 22enne stroncato da un arresto cardiaco Lo abbiamo detto tante volte: l’arresto cardiaco può colpire anche i giovani. E purtroppo anche Giuseppe, a soli 22 anni, ne è rimasto vittima. È successo il giorno di Pasquetta, lunedì 13 aprile, a Calascibetta, un piccolo comune italiano, con poco più di 4.000 abitanti, in provincia di Enna. I giornali non lo hanno riportato, ma, viste le restrizioni dovute al virus Covid-19, probabilmente Giuseppe era in casa, assieme alla sua famiglia. Un arresto cardiaco ha spezzato per sempre i suoi sogni, gettando nello sconforto il padre, la madre, la sorella e tutti coloro che lo conoscevano. Giuseppe Rampello lavorava nell’attività commerciale dei suoi genitori, in via Nazionale. “Era giovane, puro e un ragazzo per bene” – dice chi lo conosceva bene. “Calascibetta ha perso un figlio!” – ha aggiunto qualcuno. “Nel vedere Giuseppe sul letto di morte, le mie labbra si sono incollate per diversi minuti, poi l’ho affidato a nostro Signore” – sono state le parole dell’arciprete don Giuseppe Di Rocco. Nessuno si sarebbe mai aspettato di leggere il suo nome su un necrologio. Eppure, purtroppo, queste tragedie accadono. Giuseppe avrà improvvisamente perso i sensi e sarà crollato a terra privo di coscienza davanti ai volti stupefatti dei suoi famigliari. È così che colpisce la Morte Cardiaca Improvvisa: senza avvisare. Ne abbiamo parlato di recente in questo post: il cuore cessa improvvisamente di svolgere in maniera efficace la sua funzione di pompa. In queste condizioni, se non si interviene tempestivamente praticando sul soggetto le manovre RCP e la defibrillazione precoce, il malcapitato andrà incontro a morte certa. Noi non sappiamo se il ragazzo sia stato soccorso adeguatamente e in tempi brevi: ce lo auguriamo con tutto il cuore. Magari per lui è stato fatto tutto il possibile, e non c’è stato nulla da fare, ma spesso, purtroppo, non è così che vanno le cose. Le persone, di frequente, non sanno cosa sia un arresto cardiaco; non sanno che può colpire chiunque, in qualunque momento, anche soggetti giovani in apparente stato di salute. Nonostante ultimamente se ne parli di più, la gente non sa che con un defibrillatore a portata di mano si potrebbero salvare migliaia di vite ogni anno. Sì, perché se un soggetto in arresto cardiaco venisse defibrillato entro i primi 2-3 minuti dall’evento, la sua probabilità di sopravvivenza potrebbe raggiungere anche l’85%. Invece, senza nessun tipo di intervento, dopo soli 5 minuti dall’arresto cardiocircolatorio le possibilità di sopravvivenza sono circa del 50%; dopo 10 minuti sono pressoché nulle. E i soccorsi, purtroppo, difficilmente riescono a raggiungere il luogo dell’evento in tempo utile. In Italia, il tempo medio di arrivo dell’ambulanza è di 12-15 minuti: troppi in caso di arresto cardiaco! È per questo motivo che i defibrillatori DAE dovrebbero essere diffusi in maniera capillare su tutto il territorio italiano: dovrebbero essere presenti in tutte le strade, nelle piazze, all’interno dei condomini, nelle nostre abitazioni; nelle scuole, nelle università, nei cinema, all’interno dei teatri, nelle aziende; nelle farmacie, sui mezzi di trasporto pubblico, nelle navi da crociera e negli aerei. Ovunque! Dovrebbero essere presenti ovunque! Non solo all’interno degli impianti sportivi! E noi cittadini non dovremmo aspettare che una legge ce lo imponga: dovremmo dotarci di un defibrillatore DAE per cardioproteggere noi stessi e i nostri cari. Solo così si potrebbero evitare, ogni anno, migliaia di tragedie come quella di Giuseppe. Siamo vicini ai suoi famigliari. Fonte articolo: https://www.vivienna.it #### Calciatore 13enne in arresto cardiaco salvato da un defibrillatore HeartSine Sabato scorso, il 18 febbraio, sembrava un pomeriggio come tanti. A Marano di Napoli, presso il complesso sportivo “Nuovo Grillo”, si stava disputando un incontro di calcio della categoria “Giovanissimi Regionali” della Lega calcio Nazionale dilettanti. Le squadre che si stavano sfidando erano la “A.S.D. Lanzaro” e la “A.S.D. Ciro Caruso”. All’improvviso, uno dei giocatori, un tredicenne, si è accasciato a terra sul campo da gioco colpito da arresto cardiaco. Il ragazzo è stato soccorso tempestivamente e, nonostante il campo fosse acquitrinoso per le forti piogge cadute in quei giorni, è stato defibrillato con un samaritan PAD 350P. «Mi sono subito precipitato in campo – ha raccontato il papà di Alessandro – per soccorrere mio figlio. Tutti si sono attivati per rianimarlo, in primis Pino Caruso e Massimiliano Quartucci che hanno iniziato le manovre di massaggio al cuore. Dopo un po’ hanno utilizzato il defibrillatore presente sul campo. Senza il loro intervento, durato molti minuti, probabilmente mio figlio non ce l’avrebbe fatta». Arrivati i soccorsi del 118, il tredicenne è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale Pediatrico Santobono. «Questo episodio ci ricorda l’importanza vitale del defibrillatore all’interno degli impianti sportivi e la necessità di incentivare i programmi di formazione all’uso di tali dispositivi – ha dichiarato il presidente della Lega nazionale dilettanti, Cosimo Sibilia». «Sono infinitamente grato al tecnico ed al suo collaboratore, e a quanti sono intervenuti, che hanno eseguito con successo le manovre di salvataggio – ha continuato Sibilia». «Se i genitori me lo permetteranno, infine, è mia intenzione recarmi a trovare il ragazzo per manifestargli la mia personale vicinanza e quella di tutto il mondo del calcio dilettantistico e giovanile. Al contempo, mi farebbe piacere incontrare i due principali artefici del soccorso». Sempre più persone, dunque, iniziano a toccare con mano l’importanza di avere un defibrillatoee DAE a portata di mano in caso di arresto cardiaco. In questo contensto, poi, grazie all’indice di protezione IP56 del samaritan PAD 350P (i defibrillatori HeartSine sono gli unici al mondo ad avere IP56) si è potuto defibrillare il ragazzino anche in mezzo all’acqua. Una caratteristica da tenere bene a mente qualora si decidesse di acquistare un DAE. #### Calciatore della Dinamo Bucarest muore in campo per un arresto cardiaco. Non c’era il defibrillatore. 7 maggio 2016 – Patrick Ekeng, centrocampista camerunense della Dinamo Bucarest, muore in campo a causa di un arresto cardiaco. Il defibrillatore non c’era. Durante il match con il Viitorul Constanta, il calciatore ventiseienne della Dinamo Bucarest crolla improvvisamente a terra al 70-esimo minuto di gioco, dopo soli 7 minuti dal suo ingresso in campo. Sui soccorsi è scoppiata la polemica: pare che dopo soli 2 minuti e 47 secondi Patrick Ekeng fosse già stato caricato sull’ambulanza, ma a bordo non c’era alcuna strumentazione d’emergenza e men che meno un defibrillatore. Come si può vedere dal video sottostante, sul ragazzo non viene nemmeno praticata la Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Nell’attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso, il ragazzo viene solamente girato su un fianco. Il giocatore, trasportato in ospedale, è deceduto poco dopo nonostante i tentativi di rianimarlo. La Federcalcio rumena ha deciso che il campionato e tutte le altre gare si fermeranno fino al 17 maggio, mentre l’arbitro della partita Dinamo Bucarest – Viitorul Constanta, dopo il malore del centrocampista camerunense, ha deciso di non interrompere il gioco. Il match, infatti, si è concluso con un punteggio di parità, 3-3. Questa tragedia riporta alla mente quella di Piermario Morosini, di cui avevamo parlato anche pochi giorni fa. E purtroppo non è stata l’unica di questo fine settimana. Infatti, sabato sera, intorno alle 21:30, è deceduto anche il calciatore della Friburguense Bernardo Salim Ribeiro, ex giovanili del Catania, mentre stava disputando una partita amatoriale. Anche lui aveva soli 26 anni. A riportare la notizia è stata la stampa brasiliana. Anche in questo caso, la causa del decesso pare sia stato un arresto cardiaco. Bernardo è giunto all’ospedale São Sebastião di Recreio già privo di vita. In questo caso, però, non si hanno notizie dettagliate sulle manovre di emergenza che gli sono state praticate. Due tragedie in sole 24 ore, entrambe a causa di un arresto cardiaco. Quante persone ancora dovranno perdere la vita affinché si comprenda l’importanza dell’avere a portata di mano un defibrillatore in caso di arresto cardio-circolatorio? I defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) nascono per poter essere utilizzati anche da personale non sanitario. Difatti, sono estremamente semplici da utilizzare, tanto che un bambino di soli 8 anni impiega circa 90 secondi per capire il funzionamento di un samaritan PAD della HeartSine. Basterebbe così poco per salvare una vita…   Malore Patrick Ekeng: il video del tragico evento #### Caldo e arresto cardiaco: un nesso diretto che ne aumenta l’incidenza Una giovane di 23 anni, Ana Clara Benevides Machado, ha perso tragicamente la vita il 17 novembre, in attesa dell’inizio del concerto di Taylor Swift a Rio de Janeiro. Ana Clara, proveniente dallo Stato di Mato Grosso do Sul, aspettava sotto un caldo estremo, con temperature attorno ai 40 gradi, all’esterno dello stadio Nilton Santos. Poco prima che i cancelli si aprissero per l’evento, è collassata a causa di un arresto cardiorespiratorio, molto probabilmente indotto dalle condizioni climatiche avverse. Nonostante sia stata prontamente soccorsa e trasportata all’ospedale Salgado Filho, non è stato possibile salvarla. La notizia della sua morte ha colpito profondamente la comunità dei fan e la stessa Taylor Swift, che ha espresso il suo dolore attraverso un messaggio commovente sui social media. La popstar ha manifestato il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari e agli amici di Ana Clara, sottolineando il dolore e lo shock per una perdita così inaspettata. Durante il concerto, Swift ha fatto diverse pause per sollecitare la distribuzione di acqua tra il pubblico, dopo aver appreso che molti dei 60.000 presenti soffrivano a causa del caldo e che era stato impedito loro di portare acqua e ombrelli per proteggersi. Si riferisce che oltre mille persone sono svenute a causa delle temperature estreme. La situazione ha attirato l’attenzione del ministro della Giustizia, Flavio Dino, che ha richiesto un’indagine da parte della polizia federale per chiarire le circostanze dell’accaduto, specialmente in relazione alle misure preventive adottate dagli organizzatori dell’evento. Questo tragico evento ha messo in luce le sfide e i rischi associati alla gestione della sicurezza e del benessere dei partecipanti in grandi eventi pubblici, soprattutto in condizioni di caldo estremo. Sono reperibili online numerose altre notizie di cronca analoghe. Il caldo può infatti, piò  influire sull’insorgere dell’arresto cardiaco in diversi modi: Disidratazione e squilibrio elettrolitico: Il calore intenso può portare a disidratazione e squilibrio elettrolitico, in particolare a bassi livelli di potassio e magnesio, che sono critici per il funzionamento normale del cuore. Stress sul sistema cardiovascolare: Le alte temperature costringono il cuore a lavorare di più per raffreddare il corpo. Questo aumento dello sforzo può essere pericoloso per chi soffre di problemi cardiaci preesistenti. Vasodilatazione: Il calore provoca la dilatazione dei vasi sanguigni, che può portare a una riduzione della pressione sanguigna. In alcune persone, questo può causare stress al cuore e potenzialmente portare a un arresto cardiaco. Aumento della coagulazione del sangue: Il caldo può aumentare la tendenza del sangue a coagulare, aumentando il rischio di formazione di coaguli che possono portare a infarti miocardici o stroke, entrambi fattori di rischio per l’arresto cardiaco. Aggravamento di condizioni preesistenti: Il calore può aggravare condizioni cardiache preesistenti come l’insufficienza cardiaca, aumentando il rischio di arresto cardiaco. Effetti sui medicinali: Alcuni farmaci per il cuore possono essere meno efficaci o avere effetti collaterali diversi a temperature elevate, influenzando il rischio di arresto cardiaco. E’ fondamentale avere la consapevolezza, che il caldo eccessivo può avere conseguenze ben più gravi di una perdita di sensi. Rimanere idratati, evitare l’esposizione eccessiva al caldo e seguire attentamente le indicazioni mediche durante i periodi di calore intenso, soprattutto se si soffre di condizioni cardiache preesistenti è fondamentale. Altre fonti in cui si descrive la correlazione tra caldo e arresto cardiaco: https://www.ircouncil.it/sport-caldo-e-salute-del-cuore/ rel=”no-follow” title=”Articolo ircouncil.it sul tema del nesso tra caldo e arresto cardiaco” https://www.cardiologicomonzino.it/it/news/2020/08/16/con-il-caldo-il-cuore-e-piu-a-rischio/1298/ https://www.grupposandonato.it/news/2021/agosto/malati-cuore-caldo-consigli https://www.wired.it/article/caldo-estremo-vittima-italia-lavoro-acropoli-chiusa-croazia-incendi/   #### Caltanissetta, ragazzo di 19 anni morto per arresto cardiaco in casa San Cataldo (Caltanissetta) un ragazzo di 19 anni, Mattia Vicari, è stato trovato privo di vita dai genitori all’interno della loro casa. La causa è stata un arresto cardiaco improvviso. Sono intervenuti anche i soccorritori del 118, allertati dai genitori, tuttavia le manovre di rianimazione hanno avuto esito negativo. Il giovane, uno sportivo, non soffriva di nessuna patologia cardio-circolatoria. Ancora una vola una morte causata da un arresto cardiaco improvviso, ancora una volta nel posto in cui ci sentiamo più al sicuro e nel quale trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, la propria casa. E’ possibile fare in modo che questi eventi possano essere fortemente contenuti. Come? Datandosi di un Defibrillatore in casa e facendo un corso di formazione BLSD della durata di 6 ore. E’ possibile cardioproteggere la propria abitazione e i propri familiari al costo di circa 25 Euro al mese. Chiunque può utilizzare il defibrillatore con una formazione minima. L’uso di un defibrillatore moderno non è più difficile dell’uso di un estintore, misuratore di pressione o altri dispositivi di sicurezza o analisi medica, che sono ormai di uso comune. #### Campagna REAS 2019: 3 vantaggi per le associazioni di cardioproteggere la propria comunità Anche quest’anno EMD112 sarà presente al REAS di Montichiari (Brescia), il salone internazionale dell’Emergenza. La scorsa edizione l’iniziativa “Energia Salvavita” ha riscosso un grande riscontro e successo. Per questa edizione non vogliamo essere da meno. L’evento, che si svolgerà il 4, 5 e 6 ottobre 2019, vedrà la presenza di professionisti sanitari e volontari provenienti da tutte le associazioni: ANPAS, CRI – Croce Rossa Italiana, Misericordia, Ordine di Malta, Croce Blu, Croce Verde, Croce Bianca, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, etc. et.. Le associazioni hanno un ruolo importante nel supportare la propria comunità sia nella sensibilizzazione verso la cardioprotezione locale e nelle manovre di primo soccorso, sia nella scelta dei defibrillatori e loro installazione. Professionisti e volontari, sanno bene che il tempo utile per far fronte ad un arresto cardiaco è di pochissimi minuti, solo 3-5 per non evitare danni neurologici, fino a 10 minuti massimo con l’insorgere però di complicanze più o meno gravi date dall’ipossia celebrale. Il tempo che trascorre dall’arresto cardiaco di un soggetto, al tempo necessario ai presenti per comprendere la gravità della situazione e allertare il 118, al 118 per allertare i soccorsi locali più vicini, al mezzo di soccorso di raggiungere il paziente ed avviare la procedura BLSD fino all’erogazione della scarica… è un tempo troppo lungo per poter essere efficaci. E’ facile comprendere che il defibrillatore deve trovarsi già in loco, con una diffusione capillare sul territorio. In questo modo i presenti potranno prestare soccorso sotto il supporto della centrale operative del 118 oppure nei casi sia presente personale formato nelle manovre di primo soccorso, procedere con RCP/BLSD.     L’associazione dovrà quindi indirizzare verso l’acquisto di defibrillatori con requisiti particolari: Anni di garanzia del defibrillatore Costo di acquisto + costo manutenzione: quanto costa mantenere il defibrillatore tra acquisto, costituzione di batteria e elettrodi alla scadenza. Meglio se valutato in un ciclo di vita di 8-10 anni Garanzie: assicurazione contro malfunzionamenti, certificazioni (FDA, CE, anticaduta, aeronautica, ..) Specifiche tecniche: tempi di carica e erogazione dello shock, gamma di impedenza, energia scaricata (e se proporzionata ai singoli soggetti), protezione contro polveri e liquidi, etc.. In questo scenario i defibrillatori Stryker®, che comprendono i brand Physio-Control® e HeartSine®, sono sicuramente al vertice. Entriamo nel merito della campagna REAS 2019! PER LA TUA ASSOCIAZIONE TRE GRANDI VANTAGGI: Acquisto di defibrillatori con le MAGGIORI GARANZIE E QUALITÀ IN COMMERCIO 100€ EXTRA SCONTO sull’ acquisto dei DAE della linea Stryker®: Physio-Control®, LIFEPAK® e HeartSine samaritan® PAD 100€ BUONO per l’acquisto di articoli medicali per le associazioni da utilizzare sul sito https://www.shopheartsinepad.it Registra la tua associazione, compila la form e attiva i 10 codici coupon sconto. L’attivazione dei 10 coupon relativi ai 10 acquisti a prezzo ulteriormente scontato grazie alla promozione, daranno all’associazione un credito di €100 per l’acquisto di articoli medicali/elettromedicali/emergenza/urgenza. L’attivazione di 20 coupon darà diritto a €200 di buoni e cosi via. Molti comuni, società sportive, aziende, PA, stanno già lavorando a progetti di cardioprotezione locali, puoi dare un tu contributo proponendo dei defibrillatori di altissima qualità, con grandi capacità salvavita, ad un prezzo estremamente conveniente. L’iniziativa è valida su tutto il territorio nazionale. Se sarai presente al REAS potrai venire al nostro stand per un confronto e maggiori informazioni in merito, se non sarai presente puoi registrarti online sul sito dedicato e scriverci. Cosa aspetti? Contribuisci a cardioproteggere la tua comunità con EMD112! #### Capri, installato un defibrillatore semi-automatico all’ingresso del municipio. Capri ha investito sulla cardio-protezione dei propri turisti e dei propri cittadini installando un DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) nell’atrio dell’ingresso del municipio. Gianni De Martino, sindaco della città, ha precisato: “È nostra intenzione organizzare alcuni incontri formativi e informativi per spiegare l’utilizzo e il funzionamento del defibrillatore semi-automatico. I corsi saranno rivolti agli operatori turistici, ai vigili urbani e a chiunque vorrà parteciparvi. Presto ne verranno installati altri nei luoghi di maggiore affluenza e verrà organizzato un incontro pubblico circa l’importanza di rendere Capri un comune cardio-protetto.” E il primo intervento con il defibrillatore è avvenuto l’altra mattina in via Fuorlovado per soccorrere una persona riversa in terra. Gli agenti della polizia municipale e il dottore della guardia medica, Diego Scognamiglio, sono arrivati sul posto con il defibrillatore semi-automatico prestando soccorso al paziente colpito da malore. I soccorritori del 118 hanno completato l’intervento, ma per l’anziano signore non c’è stato nulla da fare. L’uomo di 74 anni, ricoverato nel vicino ospedale, è morto qualche ora dopo a causa dell’estrema gravità del caso. Così, dopo Monte Compatri, il Comune di Sestiere, il Comune di Creazzo (il Comune più cardio-protetto della provincia di Vicenza), dopo Riccione e molte altre città, anche Capri sta sviluppando un progetto per la diffusione dei defibrillatori semi-automatici da utilizzare per soccorrere all’istante una persona colpita da arresto cardiaco. Infatti, in presenza di un arresto cardio-circolatorio (ACC), per ogni minuto che passa le possibilità di salvare la vittima diminuiscono del 10%. Pertanto, dopo 5 minuti dall’attacco cardiaco, le possibilità di salvezza scendono al 50% e le probabilità di permanenza di danni celebrali dovuti al mancato afflusso di ossigeno al cervello sono già elevate. Solamente un intervento immediato e l´utilizzo di un defibrillatore possono offrire alla vittima delle possibilità di salvezza. Questi dispositivi, infatti, sono l’unico trattamento efficace in caso di fibrillazione ventricolare (principale causa di ACC): la defibrillazione viene applicata al torace in modo tale che la corrente elettrica passi attraverso il cuore arrestando l’aritmia e permettendo al muscolo cardiaco di ritrovare il suo ritmo. L’augurio e che sempre più Comuni aderiscano a queste iniziative per arrivare, un domani, a cardio-proteggere tutta la nostra penisola. #### Cardio protezione per Italo Treno Emd112® è fornitore ufficiale di DAE per Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori. Ecco la nota ufficiale di Italo: La tua sicurezza ci sta a cuore. Ogni treno Italo ha in dotazione 2 defibrillatori Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi+3G bilingue, per un totale di più di 100, grazie alla collaborazione con Emd112®. Insieme alla formazione all’avanguardia del nostro personale di bordo, ti garantiamo sicurezza ed efficienza in ogni tuo viaggio. I DAE, grazie al ddl 1441, dovranno essere collocati all’interno delle stazioni ferroviarie e dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Italo ha scelto Emd112® per garantire la cardio protezione sui propri mezzi per la qualità dei nostri DAE.   #### Cardio protezione per scuole e spiagge di Ostia Il Municipio X di Roma, che si estende da nord a sud dal mar Tirreno fino alla frazione di Vitinia (Municipio IX), mentre da ovest a est dal fiume Tevere, alla frazione di Villaggio Tognazzi (Pomezia), ha realizzato un progetto di cardio protezione per le spiagge del litorale ostiense. Emd112 ® ha fornito 28 defibrillatori per un progetto di cardio protezione di Ostia che si divide in due aree. La prima area cardio protetta è quella del litorale, dove i defibrillatori coprono la zona che parte dal Porto di Roma fino alla spiaggia libera di Castel Porziano. I DAE sono situati nella spiaggia libera e sono a disposizione dei bagnini, che hanno ricevuto la formazione per il loro utilizzo. Una volta terminata la stagione balneare i 28 DAE presenti sulle spiagge vengono spostati in alcune delle scuole di Ostia. Un passo importante per la cardio protezione degli alunni, dei professori e del personale al lavoro nelle scuole.       #### Cardio-protezione delle scuole: il Comune di Gallarate dona 15 defibrillatori DAE semiautomatici. Domenica 12 ottobre il Comune di Gallarate consegnerà ai dirigenti scolastici 14 defibrillatori DAE semiautomatici in occasione della manifestazione della Onlus “Ama il tuo cuore”. Domenica 12 ottobre è in programma la manifestazione “Ama il tuo cuore”, promossa dalla Onlus omonima, che si svolgerà nel centro di Gallarate. Collaborerà all’evento anche l’Amministrazione comunale. L’iniziativa, volta a informare e sensibilizzare la cittadinanza sui rischi cardiovascolari e sull’importanza della defibrillazione precoce, prevede la consegna di 15 defibrillatori semiautomatici esterni da parte del Sindaco, Edoardo Guenzani, e dell’Assessore allo Sport, Danilo Barban, ai dirigenti scolastici della città. Il Comune, infatti, ha stanziato 20mila euro per l’acquisto di quindici defibrillatori DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) da dislocare nelle scuole primarie, secondarie di primo grado e in alcune scuole superiori della propria città. Tali apparecchiature saranno fruibili da parte dei professori e degli studenti di Gallarate nonché dai tanti ragazzi iscritti alle società sportive che si allenano all’interno delle palestre comunali. Per assicurarsi che i DAE siano un aiuto efficace in caso di arresto cardiaco, il progetto “Salvaunavita” prevede la formazione di 100 persone attraverso corsi teorici e pratici effettuati da operatori specializzati, prove finali e, in caso di “promozione”, rilascio di certificati di abilitazione all’uso dei DAE riconosciuti  dall’AREU (Azienda Regionale di Emergenza Urgenza). Collaborano all’iniziativa anche la Croce Rossa di Gallarate e il 118 di Varese e naturalmente l’associazione “Ama il tuo cuore”. La consegna dei defibrillatori semiautomatici avverrà alle ore 11:00 presso Palazzo Borghi, ma la Onlus presieduta dal cardiologo Roberto Canziani ha allestito un programma di iniziative che si svolgerà per tutta la giornata in piazza Libertà e nelle zone limitrofe. Nel contesto della consegna dei defibrillatori ci sarà inoltre una dimostrazione pratica di rianimazione cardiaca. Alle ore 15:30 circa si svolgerà una camminata allo scopo di ricordare l’importanza dell’attività motoria nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Al termine della giornata, intorno alle ore 17:30, verranno consegnate targhe di benemerenza ai vari gruppi partecipanti. Durante l’intera manifestazione sarà possibile assistere a filmati a tema e a dimostrazioni di primo soccorso. Noi di Echoes Srl, assieme alla nostra divisione medicale EMD118, speriamo che la cultura della defibrillazione precoce si diffonda sempre più e ci auguriamo che tutti i Comuni d’Italia seguiranno l’iniziativa promossa dalla città di Gallarate. Cardio-proteggere le scuole e i luoghi pubblici dovrebbe essere una priorità per il sindaco di ogni Comune. La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce ogni anno circa 60.000 individui (1 ogni 1000 abitanti) in condizioni di apparente buona salute di entrambi i sessi e di qualsiasi età. E il 7% di essi ha meno di 30 anni. Sebbene i bambini non vengano generalmente considerati come potenziali vittime di arresto cardiaco, il 3,5% dei deceduti per arresto cardiaco ha meno di 8 anni. Pertanto è importante dotare di defibrillatori DAE semiautomatici anche le scuole dell’infanzia.   #### Cardio-protezione nei ristoranti della Sardegna, parte il progetto “Ristoranti del Cuore” Cardio-protezione nei ristoranti della Sardegna, al via il progetto “Ristoranti del Cuore” che registra la  prima adesione. Il progetto nasce da un’iniziativa di Simona Buono, referente per la Sardegna di EMD118, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine, azienda europea leader mondiale nella produzione di defibrillatori, il cui staff medico progettò nel 1966 il primo defibrillatore extra-ospedaliero mai realizzato al mondo. “In Italia – Spiega Simona Buono – si verificano circa 70.000 arresti cardiaci all’anno, poco meno di 200 al giorno. Con l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico le possibilità di salvare una vita salgono fino al 70%. È importante intervenire tempestivamente possibilmente entro i primi 3 minuti, dal momento che dopo soltanto 5 minuti di tempo, le possibilità di salvezza scendono al 50%. Per rispettare questi tempi, è fondamentale avere un defibrillatore vicino.” Il ristorante “La Guardiola”, storico ristorante di Castelsardo (Sassari) con oltre 40 anni di attività, è il primo ristorante ad aderire al progetto. Il titolare Giampaolo ci spiega il perché di questa scelta. “L’incontro con Simona ha avuto un forte impatto. Da subito è stato chiaro quanto sia importante essere dotati di defibrillatore e formati per il suo utilizzo. Abbiamo scelto di non posizionare il defibrillatore all’interno del ristorante, ma in una postazione accessibile anche a turisti e all’intera comunità”. La scelta sul defibrillatore samaritan è stata dettata dalla semplicità di utilizzo, e ad alcune caratteristiche uniche: 10 anni di garanzia, la maggiore resistenza sul mercato ed il programma “Forward Hearts”, che prevede la donazione da parte dell’azienda di un defibrillatore a coloro che sono stati salvati da un defibrillatore, che a loro volta potranno donarlo a enti ed associazioni di propria scelta. Il ristorante “La Guardiola” si trova nel centro storico di Castelsardo, nelle vicinanze del castello, oggi sede del museo, che vede ogni anno la presenza di oltre 100.000 visitatori. L’importante transito per le vie del centro storico ha portato, con grande senso civico e sociale del titolare, a beneficiare di questo servizio l’intera collettività locale. La notizia sta suscitando interesse dei media locali che hanno pubblicato un articolo a riguardo Le immagini allegate si riferiscono all’articolo di Donatella Simi, giornalista di “La Nuova Sardegna” . L’augurio è che la cultura della cardio-protezione cresca e molti altri ristoratori aderiscano al progetto “Ristoranti del Cuore” . #### Cardioprotezione e diritti: EMD12 dona un DAE alla RFK International House of Human Rights di Firenze La tutela della vita e la promozione dei diritti umani condividono un principio comune: proteggere la persona in ogni contesto, senza eccezioni. È in questa prospettiva che si inserisce la donazione di un defibrillatore semiautomatico Vivest X1P da parte di EMD112 alla RFK International House of Human Rights di Firenze, all’interno del complesso delle Murate. L’iniziativa rappresenta un intervento concreto di cardioprotezione in un luogo che ogni giorno accoglie bambini, studenti, educatori, attivisti e cittadini, trasformando uno spazio simbolico in un presidio salvavita operativo. La RFK International House of Human Rights non è una struttura qualsiasi. Situata all’interno dell’ex carcere delle Murate, oggi riconvertito in polo culturale e sociale secondo le linee guida dell’architetto Renzo Piano, rappresenta un punto di incontro tra memoria storica e impegno civile contemporaneo. Qui convivono attività educative, iniziative culturali e programmi dedicati ai diritti umani. La presenza di un DAE in questo contesto non è solo un adeguamento tecnologico, ma un’estensione coerente della missione: garantire sicurezza, inclusione e tutela della persona. La donazione è stata effettuata e consegnata personalmente da Simone Madiai, CEO di EMD112. La sua presenza sottolinea un approccio che va oltre la fornitura di dispositivi: integrare tecnologia, cultura della prevenzione e responsabilità sociale d’impresa. Nel contesto della cardioprotezione, la disponibilità di un DAE è solo il primo passo. La vera efficacia si costruisce attraverso la diffusione capillare e la sensibilizzazione delle comunità. La presenza di Kerry Kennedy, Presidente Onoraria di RFK Human Rights Italia, rappresenta la continuità di un’eredità storica legata alla figura di Robert F. Kennedy. Da oltre trent’anni è impegnata nella difesa dei diritti fondamentali: dalla tutela delle donne alla libertà di espressione, dalla giustizia sociale alla lotta contro le disuguaglianze. La sua presenza rafforza il valore simbolico dell’iniziativa, che unisce diritti civili e diritto alla salute. L’organizzazione dell’evento è stata seguita dall’Avv. Fiammetta Chiarini, figura di riferimento della RFK International House, delle attività di vicinanza alla comunità e del progetto Bobby’s Dream per l’inclusione lavorativa di persone in stato di vulnerabilità economica e sociale. Il suo ruolo evidenzia la dimensione operativa e progettuale delle attività RFK, che si traducono in iniziative concrete sul territorio. Oltre alla donazione del dispositivo, la formazione rappresenta un passaggio determinante. Squicciarini Rescue si occuperà infatti di erogare sessioni formative aperte alla comunità, rendendo il defibrillatore realmente utilizzabile in caso di emergenza. Nel contesto della rianimazione cardiopolmonare, il fattore tempo è determinante: ogni minuto senza intervento riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza. La formazione consente di colmare il gap tra disponibilità del dispositivo e capacità di intervento. La Robert F. Kennedy Human Rights Italia opera in Italia dal 2005 con l’obiettivo di promuovere diritti, giustizia sociale e sostenibilità, attraverso un approccio fortemente orientato all’educazione e al coinvolgimento delle nuove generazioni. Le principali aree di intervento includono: formazione di docenti e programmi educativi nelle scuole; inclusione socio-lavorativa di persone in stato di vulnerabilità economica e sociale; supporto alle comunità. La RFK International House of Human Rights rappresenta una sintesi fisica e simbolica di queste attività: uno spazio aperto, partecipativo, orientato alla crescita culturale e civile. Il diritto alla salute è un diritto fondamentale. In questo senso, la cardioprotezione può essere letta come una sua applicazione diretta e immediata. Integrare un DAE in un contesto come quello della RFK International House significa: ridurre il rischio associato agli eventi cardiaci improvvisi in ambienti ad alta frequentazione; aumentare la resilienza della comunità; diffondere una cultura della prevenzione attiva. Non si tratta quindi solo di installare un dispositivo, ma di attivare un sistema: tecnologia, formazione e consapevolezza. La collaborazione tra EMD112, RFK Human Rights Italia e Squicciarini Rescue dimostra come l’integrazione tra competenze tecniche, terzo settore e formazione possa generare un impatto reale e misurabile. Questo modello è replicabile in scuole, aziende, spazi pubblici e comunità, contribuendo a costruire un tessuto sociale più sicuro e preparato. In un contesto in cui i diritti umani vengono spesso discussi in termini teorici, iniziative come questa riportano il tema su un piano concreto: la tutela della vita, qui e ora. #### Cardioprotezione i dubbi da chiarire Il verificarsi di una altro episodio di morte improvvisa porta, sempre più di frequente, a discutere di defibrillazione. I più non hanno però ben chiaro il perché ed il come, questo presidio possa funzionare. Con questo post, vorremmo provare a fare un po di chiarezza su quest’aspetto. Come funziona il cuore e perché servono la defibrillazione e la rianimazione cardiopolmonare? La condizione fondamentale affinché il cuore funzioni correttamente è che la contrazione di tutte le sue fibre sia sincronizzata. In tutti i ritmi che minacciano la vita, questa sincronizzazione è alterata più o meno completamente. La defibrillazione agisce proprio ripristinando, mediante una scarica elettrica, la contrazione coordinata del cuore, mentre la rianimazione cardiopolmonare precoce è fondamentale nel mantenere il cuore responsivo all’uso successivo del defibrillatore: è per questo che, se omessa per aspettare i sanitari, la vittima diventa, con il passare del tempo, sempre più vulnerabile al danno ischemico ed alla morte. Cos’è un DAE? I defibrillatori semiautomatici sono dispositivi che analizzano automaticamente il ritmo della vittima e si caricano da soli tutte le volte che lo shock elettrico è consigliato: in altre parole, dopo che il dispositivo è stato azionato e gli elettrodi sono stati posizionati, non c’è bisogno di personale sanitario per erogare lo shock in modo corretto. Al soccorritore, anche occasionale, non rimane che da premere il tasto di scarica. A rendere le cose ancora più facili, i DAE migliori usano comandi visivi o vocali per suggerire al soccorritore il modo corretto di gestire l’emergenza conformemente alle linee guida più recenti e riconosciute internazionalmente. Come funziona la defibrillazione? Quando viene azionato, il DAE registra gli eventi cardiaci in corso, iniziando a guidare il soccorritore attraverso le varie fasi del soccorso: posizionamento degli elettrodi, erogazione della scarica, effettuazione delle compressioni toraciche. Durante l’analisi del ritmo (5-15 secondi), il soccorritore deve evitare di toccare il paziente, in modo che il DAE non “confonda” il ritmo del soccorritore con quello della vittima. Durante l’erogazione, l’apparecchio modifica i parametri di scarica in base alle caratteristiche della vittima. Essendo i DAE in commercio bifasici, la corrente somministrata passa attraverso il cuore un numero di volte doppio rispetto ai  vecchi dispositivi ma con energia minore e questo diminuisce l’eventualità di un danno. Dopo che lo shock è stato somministrato, il DAE arresta l’analisi del ritmo per due minuti per permettere l’esecuzione della rianimazione cardiopolmonare, al termine della quale il ritmo viene nuovamente analizzato e vengono fornite al soccorritore indicazioni ulteriori su come procedere conformemente alle linee guida. Nel prossimo post di questa serie, parleremo dei criteri in base ai quali scegliere un DAE.   #### Cardioprotezione in azienda: La Nuova Meccanica Navale Srl La Nuova Meccanica Navale, fondata a Napoli nel 1948, è uno dei principali players italiani nei settori della riparazione e manutenzione di navi. Il cantiere vanta oltre a 74 anni di storia, anche una posizione geografica strategica, dal momento che il porto di Napoli è uno dei porti più importanti d’Italia: 2° posto nella classifica come porto passeggeri: oltre 8.200.000 di passeggeri/anno 10° posto nella classifica come porto merci: oltre 18.500.000 tonnellate/anno NMN vanta collaborazioni di prestigio con realtà internazionali, ad esempio è azienda partner del gruppo MSC – Mediterranean Shipping Company presso il porto di Napoli. La Nuova Meccanica Navale ha acquisito nel corso della sua ricca storia un importante prestigio internazionale e rappresenta uno dei migliori e più veloci cantieri di riparazione navale in Italia per capacità produttiva. A questo successo contribuiscono circa 300 lavoratori, impiegati sia direttamente che indirettamente. Un patrimonio umano importante e una sensibilità aziendale attenta, hanno portato alla necessità di cardioproteggere le proprie sedi. Non si è trattato solo dell’acquisto dei defibrillatori, ma della necessità di cardioprotegere le proprie strutture in un modo adeguato. Sono stati quindi selezionati dei defibrillatori con caratteristiche di alto profilo e con elevate garanzie ed avviato un progetto di cardioprotezione che tenesse in considerazione tutti gli aspetti necessari per essere efficacie in caso di necessità. E’ stato quindi scelto il defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P, che oltre a numerose peculiarità tecniche, vanta anche la specifica più alta di tutta la categoria per la protezione da polveri e liquidi (IP56), particolarmente utile vista la vicinanza al mare e per posizionamenti in esterno. I defibrillatori sono stati quindi posizionati presso: Sito produttivo / cantiere di Vigliena Banchina 29/30 Bacino galleggiante “Dique De Vigo” Safety Car aziendale «Assieme a Emd112® abbiamo effettuato dei sopralluoghi, verificato le posizioni più idonee per il collocamento e individuato i DAE più adatti – dichiara Francesco Castello, Deputy Chief of Q-HSE & Security Department – Shipyards & Offshore Operations, che prosegue – La prevenzione e la tutela dei propri collaboratori, ed in generale di tutti gli astanti, è preziosa e deve essere tutelata». #### Cardioprotezione: un ulteriore approfondimento – La scelta del DAE Con l’aumentare delle iniziative di educazione alla cardioprotezione e diffusione della cultura della defibrillazione precoce, sempre più di frequente si sente parlare di defibrillatori pubblici. Rimane però molta confusione su quali siano i criteri più importanti per l’acquisto di questo tipo di dispositivi. Quest’articolo si propone di fare chiarezza su quest’aspetto. Nella scelta del defibrillatore, esistono 3 ordini di fattori tecnici di cui tenere conto. Innanzi tutto, bisogna capire quale sia il tipo di vittima che ci si aspetta di dover soccorrere con il defibrillatore che si intende acquistare. A rivestire notevole importanza non sono solo età e peso, ma anche un ampio range di condizioni – fisiologiche e patologiche – che incidono sulla resistenza della cute al passaggio dell’energia elettrica, la cosiddetta impedenza. Questo perché è il passaggio effettivo della corrente attraverso il cuore della vittima, piuttosto che l’energia erogata di per sé, che determina il risultato della scarica. A titolo di esempio, una cosa è dover soccorrere un adulto sano bagnato o sudato (come un nuotatore o uno sportivo), ben altra è trovarsi di fronte ad un anziano disidratato: nel primo caso, saranno sufficienti energie più basse mentre, nel secondo, ne occorreranno di più elevate. Per quanto tutti i DAE funzionino agevolmente per impedenze basse, esistono differenze – anche notevoli – nel loro comportamento per impedenze maggiori. Da un punto di vista un po’ più tecnico, i DAE differiscono anche in base all’algoritmo usato per “decidere” come modificare l’energia erogata in funzione delle variazioni di impedenza del paziente. In questo contesto, un secondo fattore da considerare è quale si prevede sia il tipo di soccorritore che più probabilmente si troverà ad usare il DAE e, di riflesso, quali siano le effettive capacità di questo soggetto di effettuare correttamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP) secondo le ultime linee guida. Siccome molti studi hanno provato che la RCP correttamente eseguita – precoce, efficace ed ininterrotta – è indipendentemente associata alla sopravvivenza dopo arresto cardiaco, anche qualora il DAE non venga usato, se si prevede che il soccorritore non sia esperto nella RCP, è fondamentale l’acquisto di un DAE provvisto di un dispositivo di assistenza in grado di guidarlo in questo processo. Da questo punto di vista, le caratteristiche più importanti sono la presenza di un metronomo in grado di fornire il giusto ritmo delle compressioni toraciche e l’esistenza di un  feedback sull’efficacia della RCP. In ogni caso, però, il fattore più importante nella scelta del DAE riguarda le condizioni ambientali d’utilizzo che, quando inadeguate, inficiano la performance. Tutti i defibrillatori possono funzionare agevolmente in ambienti chiusi e caratterizzati da assenza di fattori fisici estremi. La temperatura d’utilizzo, così come quella di conservazione e trasporto, diventa però fattore limitante per quei DAE collocati all’esterno, specie se in climi estremi: in questo caso, l’acquisto di una DAE va supportato dall’acquisto contestuale di teca idonea alla sua corretta conservazione. Talvolta, anche in interni climaticamente temperati, la presenza di fattori fisici particolari (come l’acqua delle piscine, l’umidità delle saune, la polvere dei cantieri o le vibrazioni dei mezzi di trasporto) condiziona pesantemente la scelta del DAE da installare, limitando la scelta a quelli con certificazioni IP più avanzate. Da tutto ciò si evince il motivo per cui l’inquadramento del modello atto a garantire la performance idonea alla condizione d’uso sia la prima cosa da capire, lasciando che le considerazioni sui costi avvengano solo in un secondo tempo. Esse saranno pertanto oggetto del nostro articolo successivo. #### Carnevale Cerrese cardioprotetto da “Supereroi” con il defibrillatore pronti ad intervenire tempestivamente Durante la sfilata di Carnevale, a Cerro Maggiore hanno preso parte i volontari dell’associazione “Sessantamilavitedasalvare”, vestiti da Supereroi e dotati di defibrillatori, per poter intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco. Cerro Maggiore è un comune italiano di 15 mila abitanti della città metropolitana di Milano, in Lombardia. Il Carnevale Cerrese si è svolto Domenica 3 marzo, con la sfilata dei carri allegorici per le vie di Cantalupo, e Sabato 9 marzo con i carri allegorici e le maschere percorreranno le vie di Cerro Maggiore portando tantissima allegria, balli, coriandoli e altre divertenti pazzie. Gli organizzatori del carnevale sono le parrocchie dei Santi Cornelio e Cipriano e di San Bartolomeo, con il contributo dell’assessorato al tempo libero del comune di Cerro Maggiore. Come tutti gli anni hanno preso parte alla sfilata di Carnevale che ha affollato il centro cittadino di Cerro Maggiore. I volontari hanno preso parte all’evento vestiti da Supereroi, ricordando però che il defibrillatore non richiede nessun superpotere: il DAE è dotato di placche da applicare sul torace del paziente, grazie a semplici comandi vocali è facilissimo da usare, utilizzabile da chiunque e può davvero dare una seconda opportunità di vita in caso di arresto cardiaco. L’intero percorso della sfilata è stato così cardioprotetto, grazie ai volontari di “Sessantamilavitedasalvare” ma anche grazie alla presenza di altri 3 defibrillatori semiautomatici, 2 DAE davanti alle farmacie, ed 1 DAE presso l’oratorio. Sessantamilavitedasalvare nasce dalla passione di un gruppo di amici operanti nell’ambito dell’emergenza sanitaria, ospedaliera ed extraospedaliera, per contrastare il fenomeno della Morte Cardiaca Improvvisa mediante la diffusione della cultura dell’emergenza e della Defibrillazione precoce. Oggi Sessantamilavitedasalvare è Centro di Formazione BLSD laico riconosciuto da AREU 118 Lombardia, ed ha dato inizio a “Progetto Vita Altomilanese” contribuendo a gestire la rete di oltre 100 Defibrillatori Samiautomatici sul territorio, formando migliaia di cittadini, e diffondendo la cultura dell’emergenza all’interno della società. #### Carrie Fisher colpita da un arresto cardiaco su un aereo L’arresto cardiaco non risparmia nemmeno le star. Anche Carrie Frances Fisher, conosciuta come Carrie Fisher, o meglio ancora come la principessa Leila di Star Wars (Guerre stellari), è deceduta alcuni giorni dopo aver subito un arresto cardio-circolatorio. Il malore l’aveva colpita il 23 dicembre 2016, mentre si trovava su un volo della United Airlines che da Londra era diretto a Los Angeles. Il tutto è accaduto a circa un quarto d’ora dall’atterraggio, minuti interminabili durante i quali il personale di bordo, mancando un defibrillatore, l’aveva tenuta in vita mediante il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Allo scalo, attesa da una ambulanza, le sue condizioni, definite “critiche” in prima battuta, erano state stabilizzate dal personale sanitario ed era stata ricoverata in terapia intensiva presso l’Ucla Medical di Los Angeles, dov’era circondata dall’affetto della famiglia. Più tardi, il fratello Todd aveva fatto sapere che, grazie all’intervento dei medici, si trovava “fuori dall’emergenza e in condizioni stabili”. Quattro giorni dopo, però, il 27 dicembre 2016, Carrie Fisher morì. Sulla causa del decesso ancora non c’è molta chiarezza. È stao l’arresto cardiaco ad ucciderla? O un mix di farmaci e droghe? Qualcuno ha parlato anche di apnee notturne. Non lo sappiamo, ma forse, se sull’aereo della United Airlines fosse stato presente un defibrillatore DAE, la principessa Leila avrebbe potuto essere ancora viva. Le sue condizioni di salute, infatti, a causa del disturbo bipolare di cui soffriva, dell’abuso di droghe, e dei farmaci che era costretta a prendere per curarsi, erano già abbastanza precarie e un arresto cardio-circolatorio non è stato di certo un toccasana. Soprattutto perchè non trattao temestivamente con l’apparecchiatura utile: un defibrillatore, per l’appunto. Defibrillatori a bordo degli aerei: cosa dice la legge Negli Stati Uniti è stato stabilito che ogni aereo della capacità di carico di almeno 7.500 libbre, cioè di 3,5 tonnellate, deve essere dotato di un defibrillatore a bordo. Una direttiva del 2006, poi, ha stabilito come deve avvenire l’addestramento del personale di volo all’uso di tali dispositivi. L’installazione dei defibrillatori automatici esterni (DAE) e dell’addestramento del personale costò alle compagnie aeree statunitensi 16 milioni di dollari. Tra l’altro, l’Aviation Medical Assistance Act del 1998 ha stabilito che sia i Vettori che i passeggeri che si prodigano a praticare la defibrillazione non possono essere perseguibili penalmente in caso della morte di un passeggero in seguito al tentativo di soccorso durante l’emergenza in volo. La Qantas Airlines ha iniziato ad installare i defibrillatori su tutte le sue rotte internazionali già nel 1990, seguita, l’anno successivo, dalla compagnia Virgin Atlantic. Entrambe le compagnie aeree dispongono oggi di DAE su tutta la flotta. Un bilancio sulla politica di sicurezza della compagnia Quantas è stato fatto dal dottor Michael O’Rourke dell’Università del Nuovo Galles del Sud (Australia) in occasione di un congresso di Cardiologia, tenutosi alla fine degli Novanta negli USA. Facendo riferimento a 5 anni di attività, il relatore in quella occasione riferì che gli operatori della Qantas avevano utilizzato un defibrillatore per 109 volte. In 63 casi si era trattato di un controllo su passeggeri a rischio di infarto o di una aritmia, mentre negli altri 46 casi si era trattato di un arresto cardiaco. Infine, aggiunse che la defibrillazione precoce aveva consentito di salvare ben 27 pazienti sui 46 colpiti dal malore. Come mai, quindi, sull’aereo di Carrie Fisher non era presente un DAE? Di questo nessuno ne ha parlato, ma sarebbe interessante capirne il motivo. La legge italiana sull’obbligo dei defibrillatori La legge italiana non prevede ancora l’obbligo di installare dispositivi di defibrillazione a bordo degli aeromobili, anche se qualche tentativo in passato è stato fatto. La prima proposta di legge inerente a questo argomento è datata 4 febbraio 1988. Fu presentata nel corso della X legislatura dal Senatore Boato, ma il decreto è rimasto in attesa di un’approvazione definitiva. Successivamente, un decreto legge presentato dai Senatori IDV Lannutti, Mascitelli e Carlino, propose una soluzione definitiva alla questione attraverso l’istituzione di corsi di formazione, l’individuazione dei luoghi adatti all’installazione dei defibrillatori e l’addestramento del personale al loro utilizzo. L’esame della legge non è, però, mai iniziato. Di recente, il 10 marzo 2014, l’on. Maria Greco, dopo aver subito il decesso del marito mentre viaggiava in aereo, ha presentato alla Camera dei Deputati un disegno di legge per l’istituzione di un servizio di assistenza sanitaria sugli aerei di piccola, media e lunga tratta. In attesa che anche questo disegno di legge venga approvato, alcune compagnie aeree hanno deciso di dotare il kit di soccorso per le emergenze con un defibrillatore. L’adozione del defibrillatore come mezzo fondamentale per salvare vite umane, attualmente è dunque lasciata alla discrezionalità delle varie compagnie aeree. Se la proposta dell’on. Greco dovesse un giorno divenire legge, tutte le società di navigazione aerea dovrebbero istituire un servizio di assistenza sanitaria, assicurando la presenza di un medico e di un infermiere specializzato a bordo e dovrebbero dotarsi di un defibrillatore automatico esterno (DAE). Attualmente tutte le compagnie aeree che volano su rotte intercontinentali dispongono, finalmente, di defibrillatori DAE. #### Casalbordino: donato Defibrillatore all’associazione sportiva ‘Apt Quattro Colli’ Da ieri anche l’Associazione Sportiva Apd Quattro Colli di Casalbordino in provincia di Chieti ha il suo defibrillatore, grazie all’impegno del gruppo della Protezione civile volontaria ‘Madonna dell’Assunta’. Una consegna che arriva puntuale all’Auditorium ‘Tito Molisani’ e che sarà solo la prima iniziativa di un progetto più ampio e ambizioso: “Installare delle colonnine all’esterno di edifici pubblici ove all’interno sono già posizionati dei defibrillatori pronti all’utilizzo da personale formato”, come annunciato dal presidente dell’associazione Tommaso Bucciarelli. “Come ogni anno – ha spiegato Bucciarelli – stiamo effettuando una raccolta fondi a sostegno della nostra associazione per coprire le spese correnti, assicurazioni, bolli e attrezzature. Con l’assenso del direttivo e di tutti i volontari quest’anno abbiamo deciso di rinunciare alla somma raccolta e di devolverla all’acquisto di un defibrillatore da destinare alla società sportiva a sicurezza di tutti i nostri ragazzi che praticano sport”. Le apparecchiature verranno posizionati sotto il controllo delle telecamere già installate dal comune. “La realtà del territorio è in continua evoluzione – ha commentato il sindaco Remo Bello – basata su un modello di sviluppo sostenibile, orientata al raggiungimento di una maggiore  sicurezza ed inclusione sociale, un plauso  a tutta  la protezione civile locale, un ringraziamento a tutti i partecipanti”. La presenza di defibrillatori in un numero sempre più diffuso di luoghi pubblici non è solo una necessità dovuta a obblighi di legge: oggi è un bisogno reale. Soprattutto se si considera che l’arresto cardiaco  colpisce chiunque e dovunque: per strada, al bar e nei luoghi pubblici, sui campi di gioco e nelle strutture sportive, nei luoghi di lavoro e di studio, alla guida del proprio mezzo di trasporto. Ogni anno le vittime di arresto cardiaco superano di gran lunga quelle causate dagli incidenti stradali e dall’aids. Si stima che le morti improvvise cardiache nella popolazione sopra i 35 anni siano 1 ogni 1000 abitanti per anno e l’unico modo per riavviare il cuore in questi casi è l’uso tempestivo del defibrillatore nei cinque minuti successivi all’arresto. Ecco perché un defibrillatore a portata di tutti può salvare una vita. #### Caso Morosini, con il DAE le probabilità di salvarlo erano tra il 60% e il 70% “Tutti i medici che hanno collaborato e si sono avvicendati nei primi soccorsi a Morosini erano tenuti all’uso del defibrillatore”. È attorno a questa argomentazione che ruotano le quaranta pagine di motivazioni che hanno accompagnato la sentenza di condanna dei tre medici coinvolti nel caso Morosini. Per la morte del calciatore del Livorno, infatti, avvenuta il 14 aprile 2012, sono stati condannati a otto mesi di reclusione il medico sociale del Livorno, Manilo Porcellini, e il medico del Pescara, Ernesto Sabatini. Il medico del 118 Vito Molfese, invece, è stato condannato a un anno di carcere. Il centrocampista del Livorno Piermario Morosini sì accasciòa terra al 29-esimo del primo tempo, sul terreno di gioco della squadra avversaria: il Pescara. In merito alle cause del decesso, il giudice del tribunale monocratico di Pescara, Laura D’Arcangelo, ha ritenuto condivisibili le conclusioni dei periti, secondo le quali “Morosini è stato colpito da fibrillazione ventricolare indotta dalla cardiopatia aritmogena da cui era affetto e dallo sforzo fisico intenso”. È stato escluso, inoltre, che Morosini sia stato colto da asistolia, sulla quale non sarebbe stato possibile intervenire efficacemente con il defibrillatore. Una volta accertato che il defibrillatore era presente sul campo e che andava utilizzato tempestivamente, il giudice si è dunque occupato di individuare le responsabilità di chi avrebbe dovuto utilizzarlo. “Poiché il DAE è uno strumento dall’utilizzo estremamente facile” – ha rimarcato la D’Arcangelo – è del tutto evidente come il suo utilizzo debba necessariamente far parte del bagaglio professionale di qualsiasi medico, anche non specialista”. Secondo il giudice, poi, gli imputati “non potevano non avere visto che il Silvestre aveva prontamente predisposto il defibrillatore semiautomatico esterno accanto alla testa dell’infortunato: Porcellini, Sabatini e Molfese, intervenuti in soccorso di Morosini nei primi minuti dopo il malore, avrebbero dovuto, una volta effettuate le manovre prodromiche, procedere alla defibrillazione”. Il giudice inoltre esclude “qualsiasi incidenza, in termini di responsabilità degli altri medici, del ruolo di leader eventualmente attribuibile a uno di loro”, in virtù del fatto che “l’utilizzo del defibrillatore in tale frangente costituisce una procedura codificata e non connessa ad alti livelli di specializzazione”. Un aspetto che, però, non ha impedito al tribunale di delineare una graduazione delle responsabilità sotto il profilo della colpa: il giudice ha rilevato che, “considerate le competenze professionali dei sanitari intervenuti nelle operazioni di soccorso, il referente del gruppo […] era sicuramente Molfese”, il quale avrebbe dunque dovuto assumere il ruolo di leader. “Tutti gli elementi consentono di ritenere che le probabilità di ripresa del ritmo cardiaco e quindi di scongiurare la morte in quel momento e con quelle modalità – è scritto nelle motivazioni – sarebbero quantificabili, nei primi tre minuti dal collasso, qualora fosse stato utilizzato il DAE, intorno al 60/70 per cento”. Una valutazione compiuta soprattutto alla luce del fatto che “Morosini era un soggetto giovane (26 anni), in condizioni fisiche che gli avevano consentito di esercitare per anni attività sportiva a livello professionale, e la cardiopatia aritmogena dalla quale era affetto, del tutto asintomatica fino all’insorgenza della fibrillazione ventricolare, interessava un’area del muscolo cardiaco molto limitata”. #### Caso Morosini: come si è conclusa la vicenda? Tra pochi giorni saranno già passati 8 anni dalla sua tragica morte, avvenuta il 14 aprile 2012 al 29-esimo minuto della partita Pescara-Livorno. Ma come si è conclusa questa terribile vicenda? Andiamo per ordine. Chi era Piermario Morosini Nato a Bergamo il 5 luglio del 1986, Piermario Morosini era un calciatore professionista di ruolo centrocampista. Rimasto orfano di mamma a soli 15 anni e orfano di papà soltanto due anni dopo, nel 2004 ha dovuto affrontare un altro lutto: quello del fratello disabile, morto suicida. Gli era rimasta solo una sorella, anch’essa disabile. Una vita non facile, insomma, ma tutti descrivono Morosini come un ragazzo solare e sempre sorridente, nonostante tutto. Quel giorno stava facendo la cosa che amava di più, che era anche il suo lavoro: stava disputando una partita del campionato di serie B con la maglia numero 25 del Livorno, la squadra in cui militava (in prestito dall’Udinese) dal 31 gennaio 2012. Carriera di Piermario Morosini Nella sua breve carriera da calciatore, Piermario Morosini aveva militato anche nelle Nazionali giovanili (partendo dall’Under-17), esordendo nella Nazionale Under-21 nel settembre del 2006. Fece parte, fra l’altro, della squadra azzurra che partecipò all’Europeo Under-21 del 2009 in Svezia. La sua carriera da calciatore iniziò presso la Polisportiva Monterosso, squadra di quartiere di Bergamo. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, con la quale vinse uno scudetto Allievi, nel 2005 passò in compartecipazione all’Udinese giocando a 19 anni la prima stagione da professionista, vantando 5 presenze in Serie A. L’allenatore Serse Cosmi lo fece esordire il 23 ottobre in Udinese-Inter. Piermario aveva giocato anche tre partite in Coppa Italia e una in Coppa UEFA: l’ottavo di finale Levski Sofia-Udinese. Nella stagione 2006-2007 passò al Bologna, in Serie B, scendendo in campo in ben 16 occasioni. Nel luglio 2007, riscattato dall’Udinese, passò al Vicenza, sempre in Serie B. Con la squadra veneta conquistò la salvezza contribuendo con 34 presenze e un gol. A fine annata il Vicenza ne riscattò la metà del cartellino, e quindi giocò altre 32 partite. Nell’estate del 2009 l’Udinese riscattò la metà per una somma pari a circa 1,5 milioni di euro. Il 31 agosto 2009 passò in prestito alla Reggina e il1º febbraio 2010 passò al Padova, debuttando con i biancoscudati nel match contro il Piacenza. Nel gennaio 2011 tornò in prestito al Vicenza, debuttando da titolare il 7 febbraio nella partita contro il Livorno. Il 31 gennaio 2012 passò in prestito dall’Udinese al Livorno, debuttando nella partita contro il Vicenza giocata l’11 di febbraio. Come sappiamo, morì a causa di un arresto cardiaco durante la partita del 14 aprile 2012, durante il match fuoricasa contro il Pescara. Non aveva ancora compiuto 26 anni. Morte Piermario Morosini si accasciò improvvisamente a terra al 29-esimo minuto del primo tempo. Tentò di rialzarsi per ben due volte, poi più nulla. Steso a pancia in giù, venne subito accerchiato da alcuni compagni che lanciarono l’allarme. Il gioco venne subito interrotto dall’arbitro. I medici delle due squadre, Manilo Porcellini (del Livorno) ed Ernesto Sabatini (medico del Pescara) soccorsero subito il ragazzo iniziando a praticargli il massaggio cardiaco e la ventilazione artificiale. Con circa 3 minuti di ritardo, arrivò in campo anche l’ambulanza del 118 con medico (Vito Molfese) e infermieri a bordo. Un volontario della Croce Rossa, Andrea Silvestre, portò subito un defibrillatore semiautomatico esterno accanto al corpo del ragazzo, ma nessuno lo utilizzò. Morosini venne caricato in ambulanza e fu trasportato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Pescara. Alle ore 17:00, il Dottor De Blasi rese noto che “il giocatore era morto a causa di un arresto cardiaco”. Aggiunse, inoltre, che arrivò in ospedale già morto. Il primario del reparto di Cardiologia, Leonardo Paloscia, volle precisare: “Abbiamo fatto tutto il possibile per rianimare il ragazzo. Ma purtroppo non ha mai ripreso conoscenza”. Il processo “Quando arrivai in campo c’erano il medico del Pescara e il medico del Livorno che stavano soccorrendo il giocatore. Un defibrillatore DAE era aperto all’altezza della testa di Morosini. Io lo segnalai per ben due volte, ma nessuno lo utilizzò e nessuno mi disse di farlo. Normalmente chi arriva per primo è colui che deve guidare le operazioni” – dichiarò Marco Di Francesco, infermiere del 118 in turno quel 14 di aprile. Fig. 1 – L’operatore della Croce Rossa Andrea Silvestre porta un defibrillatore (e lo apre) accanto al corpo di Morosini. “Se c’è un incendio devi usare l’estintore, anche se poi l’incendio non lo fermi: ma siccome il defibrillatore è anche diagnostico, e non solo terapeutico, a maggior ragione un medico lo deve usare” – dichiarò la Dott.ssa Basso, docente di Anatomia patologica all’Università di Padova, perito nominato dalla famiglia del calciatore, assieme al perito del Pubblico Ministero. “Se si mette in correlazione l’intervallo di tempo intercorso tra l’arresto cardiaco e il primo shock defibrillante con le possibilità di sopravvivenza del paziente – dichiararono i periti Cristian D’Ovidio, Giulia D’Amati e Simona Martello – è possibile affermare che, all’arrivo sul posto del medico del 118, le possibilità di sopravvivenza di Morosini erano pari a circa il 70%. Oltre alla presenza del defibrillatore, difatti, va considerata anche la disponibilità di quel giorno di tutti i presidi farmacologici e non necessari alla stabilizzazione del paziente”. Qualunque medico presente nel soccorrere Morosini avrebbe dovuto usare il defibrillatore. Questa fu, sostanzialmente, la motivazione che spinse Laura D’Arcangelo, giudice del Tribunale monocratico di Pescara, a condannare in primo grado per omicidio colposo, il 13 settembre 2016, i tre medici coinvolti nel caso: Vito Molfese, 1 anno di reclusione; Manilo Porcellini, 8 mesi di reclusione; Ernesto Sabatini, 8 mesi di reclusione. I tre vennero anche condannati, insieme alla Asl di Pescara e alla Pescara Calcio, al pagamento di una provvisionale di 150mila euro. Anche in secondo grado, nel febbraio 2018, la Corte d’Appello dell’Aquila confermò quasi in toto la sentenza di primo grado. Ma dopo arrivò “il bello”. Il primo colpo di scena avvenne il 10 aprile 2019, quando la Corte di Cassazione annullò la sentenza di condanna per i tre medici e dispose un nuovo processo presso la Corte d’Appello di Perugia. “Le valutazioni espresse nella sentenza di condanna e poste alla base della ritenuta sussistenza del nesso di derivazione causale tra le condotte dei sanitari e la morte improvvisa del giovane calciatore sono da un lato carenti e dall’altro inficiate da aporie logico-argomentative”. Questa fu la motivazione. Infine, l’assurdo: nessun colpevole per la morte di Piermario Morosini. L’11 ottobre 2019, difatti, la Corte d’Appello di Perugia ha assolto tutti e tre i medici coinvolti nel caso, imputati, per l’appunto, per non aver utilizzato il defibrillatore. “Nella sentenza d’appello non sono state considerate le condizioni di concitazione e urgenza in cui si svolse l’azione di soccorso, nella prospettiva della concreta esigibilità di una condotta diversa da parte dei medici” – questa la giustificazione. Ci auguriamo che la procura generale decida di presentare ricorso in Cassazione, perché riteniamo che questa dolorosa vicenda non possa finire così! 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Un defibrillatore semiautomatico esterno era aperto all’altezza della testa di Morosini, io l’ho segnalato per ben due volte, ma nessuno lo ha utilizzato e nessuno mi ha detto di utilizzarlo.» – ha spiegato davanti al giudice. Il decesso di Piermario Morosini, avvenuto a Pescara durante i minuti di gioco, venne causato da un arresto cardiaco dovuto a una cardiomiopatia aritmogena. Nell’ambito del procedimento, che ruota, per l’appunto, attorno al mancato utilizzo del defibrillatore prima dell’arrivo di Morosini in ospedale, sono imputati i medici del Pescara e del Livorno, sopraccitati, e il medico del 118 di Pescara, Vito Molfese (presente in aula lunedì, come Porcellini). Per tutti e tre l’accusa è quella di omicidio colposo. «Normalmente chi arriva per primo è colui che guida le operazioni. » – ha proseguito Di Francesco. «Non so chi fosse arrivato per primo quel giorno, ma Porcellini stava eseguendo un massaggio cardiaco a Piermario Morosini. Suppongo, quindi, che fosse lui in quel momento a coordinare l’intervento di soccorso. Molfese stava solo guardando, senza fare nulla. C’era una gran confusione e nessuno dava disposizioni.»  – ha aggiunto. Attraverso le testimonianze rese davanti ai giudizi sono stati ricostruiti tutti i passaggi principali, dal momento in cui Morosini si è accasciato a terra, al ventinovesimo minuto del primo tempo, fino all’arrivo al pronto soccorso di Pescara. «Quando entrai in campo con la barella, mi accorsi subito che il giocatore non stava bene.» – ha spiegato Andrea Silvestre, volontario della Croce Rossa che si trovava a bordo campo. «Per precauzione andai a prendere il defibrillatore e lo aprii vicino alla testa del giocatore, senza accenderlo.» – ha poi precisato Silvestre. Poi, rispondendo a una domanda del giudice, ha specificato: «Non ho sentito nessuno dire di utilizzare il defibrillatore.» Circostanze confermate dall’infermiere del 118 Bruno Rossi e dalle volontarie della Croce Rossa Claudia Compagnoni e Alessia Consigli, tutti e tre in servizio allo stadio Adriatico. «Ero sull’ambulanza che trasportò Morosini in ospedale e ricordo che il dottor Paloscia eseguì un massaggio cardiaco durante il percorso.» – ha testimoniato Giacomo Bolognesi, fisioterapista del Livorno calcio. Poi ha aggiunto: «Qualcuno disse di utilizzare il defibrillatore, ma nessuno lo fece.» Il defibrillatore, infatti, venne applicato sul torace del paziente soltanto al pronto soccorso di Pescara, ma per il calciatore, ormai, non c’era più nulla da fare. La domanda che tutti si pongono è molto semplice: «Perché nessuno, e soprattutto nessun medico, usò il defibrillatore che era stato posizionato di fianco al corpo del calciatore 25-enne del Livorno, crollato a terra a causa di un arresto cardiaco?» Un medico non può non conoscere l’importanza della defibrillazione precoce in caso di arresto cardiaco. Come hanno potuto, dunque, dimenticarsi del defibrillatore? La domanda è semplice e forse lo sarà anche la risposta che gli inquirenti e i giudici daranno a tempo debito. Intanto è stata fissata la data della prossima udienza per il 18 luglio. Quel giorno verranno ascoltati i testimoni delle parti civili, quelli delle difese di Molfese e Sabatini, e i consulenti di parte di tutte le difese. Non resta che aspettare per vedere come si concluderà questa triste, tragica e assurda vicenda. #### Cesano Boscone: atleta colto da malore salvo grazie a uso defibrillatore Atleta colto da malore si salvo grazie all’uso del defibrillatore. È successo lo scorso 16 maggio a Cesano Boscone, durante la terza edizione della ‘Cesano Sotto Le Stelle’, corsa non competitiva di 6km, organizzata dal Running Cesanese. A metà corsa, mentre i primi corridori si preparavano a tagliare il traguardo, un atleta di circa 45 anni, a trecento metri dall’arrivo, si è accasciato al suolo perdendo conoscenza vittima di un arresto cardiocircolatorio. Immediati i primi soccorsi da parte dei volontari della Intervol che si sono dati da fare praticando i tradizionali massaggi salvavita indispensabili per riattivare il cuore. Sul posto provvidenziale anche l’arrivo di un’autoambulanza dotata di defibrillatore usato prontamente dal personale del 118. Dopo 20 minuti il cuore del paziente ha ricominciato a battere e l’uomo ha ripreso a respirare in modo autonomo, anche se privo di conoscenza. Una volta stabilizzato, l’uomo è stato trasportato in codice rosso nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale San Raffaele di Milano, le sue condizioni rimangono molto gravi. Indispensabile è stato l’utilizzo del defibrillatore e la prontezza e professionalità con cui il personale medico sul posto ha eseguito tutto le procedure rianimatorie. Tra cittadini presenti anche il professor Luigi Colombo, cardiologo e presidente del Rotary Club di Corsico, associazione che nei mesi scorsi ha donato ad alcune società sportive cittadine due defibrillatori. #### Ciclismo: Jeroen Goeleven morto nel sonno come Astori Trovato privo di vita dal padre nel suo letto, dieci giorni fa aveva vinto il titolo di campione del Limburgo dilettanti a cronometro. Aperta un’inchiesta per chiarire le cause del decesso. Un dramma che ricorda la recente morte del capitano della Fiorentina Astori.   Dopo la morte del 23enne Michael goolaerts durante la Parigi-Roubaix, un’altra tragedia ha colpito il ciclismo belga. Jeroen Goeleven, 25 anni, tesserato per lo Snake Cycling Team, è stato trovato senza vita nella sua stanza. Giusto pochi giorni fa, precisamente il 7 aprile, aveva conquistato il titolo di campione del Limburgo dilettanti nella cronometro. Il giovane è stato trovato morto nel letto della sua camera dal padre Danny, che ha poi dato la notizia su Facebook: “La nostra famiglia è distrutta, ho trovato nostro figlio nella sua stanza senza vita, è incomprensibile”. “Non c’è alcun segnale che possa far pensare a un suicidio, un altro giovane corridore molto motivato perde la vita per ragioni sconosciute”, hanno scritto L’Equipe e i media belgi. Le cause del decesso, comunque, non sono ancora state chiarite. Il Tribunale ha aperto un’inchiesta, anche se la polizia locale propende per una morte dovuta a cause naturali. Goeleven, che per due stagioni (2014 e 2015) aveva gareggiato nella formazione Continental della Colba-Superano Ham per poi tornare a correre da dilettante, domenica aveva preso parte a una prova interclub di Boutersem. Il dramma del giovane atleta belga richiama alla mente la tragedia che di recente ha toccato lo sport italiano: la morte di Davide Astori, il 31enne capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale, trovato senza vita lo scorso 4 aprile nella sua stanza di un albergo di Udine, dove si trovava con la squadra per la partita di serie A che i viola avrebbero dovuto disputare quel giorno contro la formazione friulana. Chissà se anche Goeleven è morto a causa di un arresto cardiaco. Fonte articolo: http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2018/04/18/news/ciclismo_ancora_in_lutto_morto_nel_sonno_il_25enne_belga_jeroen_goeleven-194192137/ #### Ciclista colpito da arresto cardiaco salvato grazie a due volontari e all’App DAE Responder: perché ogni minuto fa la differenza Ancora una volta, una storia di cronaca ci ricorda quanto l’arresto cardiaco possa colpire chiunque, in qualsiasi momento, anche durante una normale attività sportiva. Nella mattinata del 18 luglio 2026, un ciclista di 55 anni è stato colpito da un arresto cardiaco mentre percorreva Via Ballotta a Regnano, nel comune di Viano (Reggio Emilia). L’uomo si è improvvisamente accasciato a terra e ogni secondo è diventato determinante per la sua sopravvivenza. Quella che avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima tragedia si è invece conclusa con un lieto fine grazie alla perfetta combinazione di tre elementi fondamentali: un sistema di allertamento rapido; volontari formati al BLSD; un defibrillatore disponibile sul territorio.   Due volontari allertati dall’App DAE Responder salvano il ciclista La Centrale Operativa ha attivato il sistema DAE Responder, l’applicazione che consente di geolocalizzare e allertare i soccorritori formati presenti nelle vicinanze dell’emergenza. L’allarme è arrivato sui telefoni di Giovanni Scazzeri e Omar Gualandri, volontari della Croce Rossa Italiana e autisti soccorritori. Ricevuta la notifica, i due hanno recuperato rapidamente il defibrillatore presente nel centro di Viano e hanno raggiunto il ciclista nel giro di pochi minuti. Dopo aver iniziato immediatamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP), hanno utilizzato il DAE. Già alla prima scarica il paziente ha mostrato i primi segni di ripresa. Successivamente sono intervenuti ambulanza, automedica ed elisoccorso, che hanno preso in carico il paziente, stabilizzandolo prima del trasferimento all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.   Perché l’App DAE Responder ha fatto la differenza Questa vicenda rappresenta uno degli esempi più concreti dell’efficacia dei sistemi di First Responder. Quando una persona va in arresto cardiaco: il cervello inizia a subire danni già dopo 4-6 minuti; ogni minuto senza RCP e defibrillazione riduce la probabilità di sopravvivenza di circa il 10%; l’ambulanza, pur intervenendo nel minor tempo possibile, potrebbe impiegare diversi minuti per raggiungere il luogo dell’evento. Le applicazioni come DAE Responder colmano proprio questo intervallo di tempo, notificando immediatamente i soccorritori formati che si trovano nelle vicinanze e guidandoli verso il DAE più vicino. In molti casi, sono proprio loro ad arrivare prima del 118. Ed è esattamente ciò che è successo a Regnano. Una conferma di quanto siano importanti le app che allertano i soccorritori Questo episodio conferma quanto siano ormai strategiche le applicazioni che permettono di mobilitare rapidamente i cittadini formati. Proprio recentemente, sul blog di EMD112 abbiamo approfondito il funzionamento delle app che allertano i soccorritori in caso di arresto cardiaco, spiegando come questi strumenti stiano rivoluzionando la rete della cardioprotezione in Italia. La vicenda di Regnano rappresenta la dimostrazione pratica di quanto illustrato nell’articolo: una semplice notifica sullo smartphone può tradursi in minuti preziosi guadagnati e, soprattutto, in una vita salvata. Non si tratta più di una tecnologia del futuro, ma di uno strumento che ogni giorno contribuisce ad aumentare le probabilità di sopravvivenza delle vittime di arresto cardiaco.   Il DAE rimane l’elemento decisivo L’app da sola non basta. Per salvare una persona serve che sul territorio sia presente un defibrillatore accessibile, registrato e facilmente recuperabile. In questo caso i due volontari hanno potuto recuperare rapidamente il DAE e utilizzarlo pochi minuti dopo il collasso del ciclista. È la dimostrazione concreta di quanto sia importante investire nella diffusione dei defibrillatori in: comuni; impianti sportivi; aziende; scuole; luoghi pubblici; aree frequentate da ciclisti e sportivi. Ogni nuovo DAE installato amplia la rete di cardioprotezione e aumenta le possibilità di intervento tempestivo.   Anche i cittadini possono fare la differenza La storia di Regnano dimostra che i protagonisti del soccorso non sono stati medici o infermieri già presenti sul posto. Sono stati due cittadini formati che hanno deciso di mettere le proprie competenze al servizio della comunità. È questo il principio della catena della sopravvivenza: riconoscere rapidamente l’arresto cardiaco; chiamare immediatamente il 118; iniziare la rianimazione cardiopolmonare; utilizzare il DAE il prima possibile; consentire ai soccorsi avanzati di prendere in carico il paziente. Ogni anello è indispensabile.   Una vita salvata grazie alla cardioprotezione L’episodio di Regnano non è soltanto una bella notizia. È la prova concreta che quando formazione, tecnologia, defibrillatori e organizzazione lavorano insieme, l’esito di un arresto cardiaco può cambiare radicalmente. L’App DAE Responder ha permesso di attivare i soccorritori giusti nel momento giusto. I volontari hanno eseguito le corrette manovre di rianimazione. Il defibrillatore era disponibile e raggiungibile. Il risultato è che un uomo di 55 anni ha avuto una concreta possibilità di sopravvivere grazie a una rete di cardioprotezione che ha funzionato esattamente come dovrebbe. #### Click day il 27 ottobre 2016: La Regione Emilia Romagna stanzia 100mila euro per 100 defibrillatori, che verranno rimborsati ai primi cento comuni richiedenti Il Decreto Balduzzi impone come obbligo di legge alle società sportive professionistiche, ed a breve anche le società sportive dilettantistiche, di dotarsi di defibrillatori automatici esterni, garantirne la corretta segnalazione e funzionamento, formare il personale all’utilizzo con corsi BLSD. La Regione Emilia Romagna ha così dato un ulteriore contributo alla cardioprotezione negli impianti sportivi, stanziando 100mila Euro per 100 defibrillatori automatici con un concorso denominato “Click Day”. È quanto stabilito in una delibera della Giunta regionale che mette a disposizione dei Comuni proprietari di impianti sportivi fondi per interventi efficaci e tempestivi, da realizzare entro e non oltre il 31 Dicembre 2016, che mettano in campo azioni di salvaguardia dei praticanti e di chi assiste alle manifestazioni sportive. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, dichiara che dall’inizio della legislatura sono già stati stanziati oltre 11 milioni di Euro, attraverso specifici bandi, per l’ampliamento e la costruzione di impianti sportivi, l’organizzazione di eventi e manifestazioni, la realizzazione di progetti di attività motoria e il sostegno alle associazioni sportive regionali, e abbiamo destinato risorse specifiche alla ricostruzione degli impianti sportivi danneggiati dal maltempo nel 2015. In Emilia Romagna sono presenti oltre 16.000 impianti sportivi e vanta numeri da record, con 800 mila iscritti a enti di promozione sportiva, quasi 370 mila atleti aderenti alle federazioni e circa 3 milioni di praticanti di attività motorie. Il 27 ottobre 2016 i Comuni proprietari di impianti sportivi affidati in gestione ad associazioni sportive dilettantistiche (ASD) non a scopo di lucro potranno presentare la propria domanda di contributo dalle ore 8.00 alle ore 18.00, esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC): segreteriapresidente@postacert.regione.emilia-romagna.it, indicando nell’oggetto “L. R. 13/200 Avviso n. 4”. Saranno ammesse le prime 100 domande, che dovranno essere compilate attraverso un modulo allegato alla delibera e inviate da una casella di posta elettronica certificata. Ogni ente potrà beneficiare di 1 solo contributo pena l’esclusione. L’importo minimo di spesa per la realizzazione dei progetti è di 1.000 Euro e nell’intervento proposto deve essere compresa anche la dotazione di un defibrillatore. La Regione concederà 1.000 Euro per ogni domanda ammessa. In caso di presentazione di un numero di domande inferiore a 100 si procederà a una riapertura dei termini fino ad arrivare ad esaurimento del plafond di 100mila Euro. Le domande saranno registrate automaticamente dai sistemi di protocollo regionali e valutate in base all’ordine cronologico di presentazione. Per informazioni e supporto per la presentazione delle domande ed accesso ai fondi è possibile contattare EMD112 ai seguenti recapiti: Telefono 055/0511249 – 055/0511203. Per chiamate da telefono fisso è inoltre disponibile il numero verde gratuito 800-363525. e-mail: info@emd112.it #### Clinica Mobile e Emd112® assieme per promuovere la diffusione del defibrillatore Clinica Mobile e Emd112® assieme per promuovere la diffusione del defibrillatore e la cultura della cardioprotezione, ma non solo. Dal 2016 Emd112® è legata al mondo del motorsport, con sponsorizzazioni e presenza all’interno dei campionati di mondo Superbike, MotoGP, Moto2, Moto3 e CIV. Sponsorizzazioni che hanno consentito di svolgere eventi informativi e divulgativi sull’utilizzo del defibrillatore ad un pubblico vasto ed eterogeneo. Siamo lieti di proseguire il lavoro di sensibilizzazione, con un partner altamente qualificato e attento come la Clinica Mobile, che esordì nel gran premio il 1° maggio 1977 a Salisburgo in Austria, e proprio quel giorno salvò la vita al pilota Franco Uncini. Dai primi di settembre a metà di ottobre in Emilia-Romagna si celebra il 1° “mese del cuore” con l’iniziativa “Tieni in forma il tuo cuore”. Saranno 12 le tappe nei comuni di capoluogo dell’Emilia Romagna, più Cesena e Imola. Saranno effettuati screaning gratuiti nelle piazze delle principali città dell’Emilia Romagna: Determinazione dell’assetto lipidico e glucidico (grazie al prelievo di una goccia di sangue); Rilevazione dei principali parametri vitali (pressione arteriosa e indice di massa corporea); Screening della fibrillazione atriale asintomatica. Durante questi eventi saranno sensibilizzati cittadini in merito rischi delle patologie cardiovascolari e dei comportamenti necessari per prevenire e ridurre i danni. Nel video sottostante, l’assessore regionale Raffaele Donini presenta lacampagna “Tieni in forma il tuo cuore”. Gli istruttori di rianimazione cardiopolmonare certificati dall’American Heart Association, avranno modo di illustrare ai cittadini come riconoscere l’infarto e come effettuare le manovre di primo soccorso in caso di arresto cardiaco, con l’impiego tempestivo del defibrillatore. Prenderanno parte all’iniziativa operatori sanitari delle Asl, medici e associazioni di volontariato. Di seguito il calendario delle tappe dell Clinica Mobile per gli eventi “Tieni in forma il tuo cuore”: Ferrara: 4 settembre 2021 Cesena: 5 settembre 2021 Reggio Emilia: 11 settembre 2021 Ravenna: 12 settembre 2021 Bologna: 18 e 19 settembre 2021 Modena 25 settembre 2021 Rimini: 26 settembre 2021 Parma: 2 ottobre 2021 Piacenza: 3 ottobre 2021 Forlì: 9 ottobre 2021 Imola: 10 ottobre 2021   Fonti e approfondimenti: https://www.clinicamobile.com https://salute.regione.emilia-romagna.it/tieni-in-forma-il-tuo-cuore https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2021/agosto/tieni-in-forma-il-tuo-cuore-dal-4-settembre-al-10-ottobre-via-al-mese-dedicato-al-rischio-cardiovascolare https://www.cronacacomune.it/notizie/42707/giornata-della-prevenzione-cardiovascolare-tieni-in-forma-il-tuo-cuore-lassessore-coletti-opportunita-da-cogliere-pienamente-per-sensibilizzare-i-cittadini-su-un-tema-cosi-delicato.html #### Colpito da arresto cardiaco durante una partita di rugby, il defibrillatore gli salva la vita. Colpito da arresto cardiaco durante una partita di rugby, il defibrillatore gli salva la vita. Al Campo dell’Edera di Forlì, un’infermiera professionale gli salva la vita utilizzando il defibrillatore semi-automatico presente all’interno della struttura. È accaduto a Forli, al Campo dell’Edera. Un uomo aveva accompagnato il figlio ad una partita di rugby quando, improvvisamente, si è accasciato al suolo senza dare alcun segno di vita. Una vita che gli è stata restituita grazie alla presenza in loco di un defibrillatore semi-automatico (DAE) e da una passante che prontamente l’ha utilizzato. La donna, un’infermiera professionale, grazie al lavoro che svolge, ha saputo mantenere la calma e ha immediatamente soccorso il paziente collegandolo al DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) presente all’interno della struttura. Il fatto che la donna fosse un’infermiera professionale non ha influito in alcun modo sul buon esito della vicenda: questi defibrillatori, infatti, sono in grado di analizzare  il ritmo cardiaco del malcapitato e, se necessario, comunicano al soccorritore di effettuare una defibrillazione, erogando una scarica elettrica. Una volta ben posizionati gli elettrodi sul paziente, occorre solamente seguire, passo dopo passo, le istruzioni vocali emesse dal defibrillatore stesso. Forlì, negli ultimi anni, ha dimostrato una grande sensibilità sull’argomento. Molte associazioni assieme ai familiari di alcune vittime di arresto cardiaco, come Vigor Bovolenta e Raffaele Polidori, si sono dedicati alla diffusione della cultura e dell’utilizzo dei DAE contribuendo, in modo significativo, a cardio-proteggere la propria città. In più, oltre cinquecento persone tra Forlì, Predappio e Medolla assieme ad una Onlus di Pisa, Cecchini Cuore, sono impegnati da anni nella diffusione capillare della defibrillazione precoce mettendo a disposizione la loro professionalità per insegnare ad utilizzare un DAE a chiunque abbia questo interesse. Attualmente una legge italiana obbliga tutte le società sportive a dotarsi di un defibrillatore semi-automatico entro determinate scadenze. Fortunatamente, però, la squadra di rugby di Forlì aveva già provveduto ad acquistarne uno, altrimenti, in questo momento, ci saremmo ritrovati a parlare dell’ennesima disgrazia avvenuta durante un evento sportivo.   #### Come la miniaturizzazione del defibrillatore sta cambiando il futuro della cardioprotezione La storia della tecnologia è la storia di oggetti diventati più piccoli, più leggeri, più accessibili. È un percorso che ha trasformato abitudini, mercati e persino comportamenti sociali. Televisori ingombranti diventati schermi sottili, telefoni fissi ingombranti trasformati in smartphone, radio a valvole evolute in auricolari wireless: ogni passaggio di miniaturizzazione ha avuto un impatto profondo sulla vita quotidiana delle persone. Oggi questa rivoluzione arriva nella cardioprotezione. Con Vivest Pocket, il primo defibrillatore realmente tascabile da soli 700 grammi, la miniaturizzazione entra ufficialmente in un territorio che può cambiare le statistiche di sopravvivenza nell’arresto cardiaco improvviso. Perché la miniaturizzazione ha sempre cambiato il mondo Prima di comprendere cosa rappresenti Vivest Pocket nel contesto dei defibrillatori e nello scenario di un dispositivo salvavita, è utile guardare a ciò che la miniaturizzazione ha portato in altri settori e il valore che ha portato: Televisione: da un mobile pesante a un display sempre con te. Una volta occupava mezza stanza. Oggi, grazie alla miniaturizzazione dei componenti, la TV è diventata portatile: smartphone, tablet, smartwatch permettono di guardare video ovunque. Abbiamo portato l’informazione fuori dalle mura domestiche. Telefonini: dalla valigetta allo smartphone da 150 grammi. I primi cellulari pesavano diversi chili. La loro miniaturizzazione ha creato un punto di svolta sociale: comunicare sempre e ovunque. Lo smartphone non ha solo cambiato un dispositivo, ha cambiato la società. Computer: dagli armadi ai laptop ultrasottili. Interi uffici dedicati a ospitare un computer oggi stanno in uno zaino. La miniaturizzazione ha reso possibile il lavoro in mobilità, l’accesso immediato ai dati, la nascita del cloud e della digitalizzazione. Videocamere e fotocamere: dal professionale all’indossabile. La tecnologia indossabile, dalle action cam agli occhiali smart, non sarebbe mai nata senza la miniaturizzazione dei sensori. Oggi chiunque può documentare, analizzare, creare contenuti in modo immediato. Auricolari: dalla cuffia ingombrante alle micro-tecnologie wireless. L’audio è diventato invisibile. Nessun filo, nessun ingombro. Un esempio perfetto di come miniaturizzare significhi: più praticità → più utilizzo → più valore. Ogni volta che la tecnologia diventa piccola e semplice da portare con sé, cambia la frequenza d’uso e, di conseguenza, l’impatto sulla società. Mappe: da dispositivi di navigazione dedicati e specifici, con pesi e ingrombri rilevanti, a semplici applicazioni da installare sui dispositivi smartphone. Ora diventa possibile vivere la cardioprotezione come qualcosa di dinamico, personale, quotidiano. Vivest Pocket, la miniaturizzazione applicata a un dispositivo elettromedicale salvavita Fino a oggi, i defibrillatori sono stati progettati per essere trasportabili, non indossabili. Questo limite ha sempre condizionato la possibilità di rispondere in tempo a un arresto cardiaco. Il tempo utile per intervenire è di 3-5 minuti per evitare danni irreversibili, ma trovare un DAE pubblico richiede spesso più tempo. L’introduzione di un defibrillatore tascabile ultracompatto, grande quanto una piccola borraccia e più leggero di una bottiglia d’acqua, rappresenta un cambio di paradigma: da “raggiungere un DAE” → a “avere sempre un DAE con sé”. Significa portare la cardioprotezione esattamente dove serve, accanto alla persona che può fare la differenza. Perché un defibrillatore miniaturizzato cambia gli scenari salvavita Tempi di intervento più rapidi Il fattore determinante per salvare una vita non è la sofisticazione del dispositivo, ma la sua disponibilità immediata. Un DAE da 700 grammi può accompagnare persone e professionisti ovunque. Maggiore capillarità reale, non teorica Le postazioni defibrillatori pubblici sono fondamentali, ma non possono coprire ogni strada, sentiero, abitazione o mezzo di trasporto. Il DAE miniaturizzato aggiunge un ulteriore livello di capillarità. Il cittadino che sceglie di averlo con sé diventa parte della rete di cardioprotezione. Utilizzo in contesti dove prima era impossibile La miniaturizzazione del defibrillatore permette di portare un dispositivo in situazioni prima incompatibili con peso e ingombro: • soccorritori o personale in pattuglia a piedi; • addetti alla sicurezza di grandi eventi; • motociclisti e ciclisti; • unità cinofile o gruppi di protezione civile; • escursionisti e guide alpine; • sportivi outdoor; • operatori sanitari che si muovono in contesti remoti; • droni, aeromobili ultraleggeri, elicotteri con limiti stringenti di peso; • e molto altro.. In tutti questi scenari, anche mezzo chilo in più può fare la differenza. Per la prima volta, un DAE non “accompagna”, ma segue la persona in movimento. Miniaturizzazione non solo per dimensioni, ma un nuovo modello di utilizzo La miniaturizzazione tecnologica del defibrillatore non si limita a ridurne il volume. Cambia: la frequenza d’uso; il contesto d’uso; la tipologia di utenti; la percezione culturale dell’oggetto. Quando un dispositivo diventa tascabile, passa da “oggetto specialistico” a “presenza naturale nella vita delle persone”. Vivest Pocket introduce lo stesso cambio di paradigma in un settore dove il fattore tempo vale una vita. Una rivoluzione culturale, dal “DAE di proprietà’”al “DAE di prossimità” Il defibrillatore da 700 grammi apre un nuovo capitolo: quello della responsabilità diffusa. Come alcune persone non escono mai senza smartphone, auricolari o power bank, allo stesso modo associazioni, professionisti e cittadini potranno scegliere di avere con sé un DAE tascabile, sempre pronto, sempre disponibile. La tecnologia rende possibile ciò che fino a ieri era impensabile, normalizzare la presenza del defibrillatore nella vita di tutti i giorni! #### Come scegliere un defibrillatore semiautomatico: costo, qualità, efficacia, garanzie, normativa Sul mercato sono disponibili varie marche di defibrillatori con provenienza, caratteristiche e qualità molto diverse tra loro. Rapportarsi con un solo fornitore non offre nessuna garanzia e sicurezza di ciò che sia acquista, perché spesso si vende una qualità che non c’è e si omettono molte informazioni. Quasi sempre si gioca tutto su un falso risparmio. Il risparmio (apparente) è dovuto ad una minore qualità del defibrillatore, minori controlli sul prodotto in fase di sviluppo e produzione, minori garanzie e certificazioni, specifiche inferiori, assistenza e consulenza minimi o assenti, nessun assicurazione a copertura dell’impiego, costi di manutenzione elevati di sostituzione elettrodi e batterie (argomentati marginalmente o totalmente), e molto altro ancora. Il defibrillatore è tuttavia un prodotto elettromedicale salvavita. Ha senso risparmiare su prodotti salvavita poche decine di Euro? Per noi assolutamente no. Oltre alle zone pubbliche e ad enti e aziende lungimiranti che credono nella sicurezza e protezione sociale con l’adozione di defibrillatori anche dove non sono obbligatori per legge, le società sportive professionistiche e dilettantistiche (queste ultime da gennaio 2016) non solo dovranno dotarsi obbligatoriamente di defibrillatori, ma saranno responsabili del personale addetto alla formazione per l’utilizzo, la manutenzione periodica, dovendone garantire il perfetto funzionamento in caso di necessità. E allora come è possibile scegliere defibrillatori con caratteristiche realmente valide, solide ed affidabili? Di seguito riportiamo alcune delle caratteristiche dei defibrillatori samaritan di HeartSine che potete valutare e raffrontare con altri prodotti: 1. GARANZIA: Sono gli unici al mondo ad offrire 10 anni di garanzia (possibile per la massima qualità dei prodotti) 2. PROTEZIONE: Gli unici al mondo con indice di protezione IP56 contro polveri e liquidi, che ne garantisce il funzionamento dove altri defibrillatori non riescono 3. ESPERIENZA/EFFICACIA: HeartSine ha realizzato il 1° defibrillatore extra-ospedaliero al mondo nel 1966. Da allora ha proseguito con una crescita continua di ricerca ed innovazione di prodotto, acquisendo un know-how che consente di ideare e produrre DAE sempre più efficaci. 4. ASSICURAZIONE: Copertura assicurativa di circa 13 milioni di euro 5. COSTO MANUTENZIONE: Minor costi di manutenzione del mercato. Questo è possibile grazie all’indice di protezione elevato ed alla massima qualità di ogni singolo componente, che porta a sostituire batteria/elettrodi solo ogni 4 anni. 6. PESO: Minor peso del mercato con soli 1,1Kg ed è il più piccolo defibrillatore automatico in commercio (dal 28 al 56% più piccolo, a seconda del dispositivo al quale viene paragonato) 7. IMPEGNO SOCIALE: grazie al programma “Forward Hearts”, diamo i ricambi gratuiti a chiunque abbia usato un nostro defibrillatore in caso di necessità e mettiamo a disposizione un DAE da donare a chiunque sia stato salvato da un nostro prodotto. ogni volta che verrà salvata una vita HertSine donerà un DAE “al salvato” che lo potrà donare ad una associazione a sua scelta, ogni volta che sia ha un tentativo di salvataggio HeartSine dona una nuova batteria 8.VELOCITA’/ACCURATEZZA DIAGNOSI: sono i più veloci, sia i tempi della Diagnosi e della scarica erogata (principalmente dovuta ai 50 anni di esperienza specifica nel campo) 9. DIFFUSIONE: Commercializzati in oltre 70 stati con clienti che hanno scelto di cardio-proteggere i propri ambienti, dipendenti e clienti con i defibrillatori samaritan troviamo la Casa Bianca USA, il Dipartimento dell’Air Force One, la Nato, i Los Angeles Lakers, la Lufthansa. 10. CERTIFICAZIONI:  certificata secondo standard europei (CE), americani (FDA), militari (STD-MIL810F), avionici (RTCA-D160F); che nessun un altro prodotto al mondo eguaglia. 11. SEMPLICITA’ DI IMPIEGO:  La contemporanea presenza di comandi vocali  e visivi guida chi lo usa durante tutto il processo di soccorso può essere usato anche senza necessità di estrarlo dallo zainetto di contenimento. L’RCP Advisor, funzione del defibrillatore samaritan PAD 500P , fornisce istruzioni visive e vocali in tempo reale al soccorritore impegnato nelle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Questa funzione, unica nel suo genere, utilizza il Cardio-Gramma ad Impedenza (CGI) che, misurando i cambiamenti dinamici nel torace del paziente in conseguenza alle manovre RCP effettuate dal soccorritore, guida quest’ultimo a dosare forza e velocità delle compressioni effettuate migliorando la qualità di tali manovre. 12. TECNOLOGIA: l’Onda Bifasica Scope  permette al defibrillatore di gestire range di impedenza maggiori rispetto ai dispositivi della concorrenza, offrendo una performance senza precedenti: la migliore terapia salvavita con il più basso livello di effetti collaterali per le cellule cardiache. 14. AGGIORNAMENTO SOFTWARE: il dispositivo viene fornito comprensivo di linee guida aggiornate (AHA/ERC 2010), ma può essere aggiornato in autonomia tramite cavetto USB  e software gratuito SAVER® EVO, scaricabile dal sito del produttore. 15. REFERENZE: hanno scelto HeartSine FIT (Federazione Italiana Tennis), FITeT (Federazione Italiana Tennis Tavolo), Comune di Firenze, Ternana Calcio, Ikea, Guinness, American Airlines, Los Angeles Lakers, ANAV (Associazione Nazionale Autrotrasporto Viaggiatori), Metro, Coni, Salvamento Academy, HSA Italia (Handicapped Scuba Association), Pfizer, Novartis, Caravel, e molte altre aziende.   Aumenta le possibilità di salavare una vita scegliendo un defibrillatore samartian. Per maggiori informazioni contattaci senza impegno a info@emd112.it oppure al numero verde 800 363525.   #### Como, DAE scarico, inutili le manovre di soccorso Un uomo di 66 anni residente in Provincia di Como è morto in seguito a un arresto cardiaco improvviso in via Dante. Un Infermiera dell’Ospedale Valduce, ospedale religioso retto dalla Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata, insieme ad altri cittadini presenti, ha tentato di rianimarlo utilizzando il DAE installato fuori dal Comune di Como, ma le manovre di soccorso sono state inutili perché il DAE è risultato non funzionante. Bendetta Zernottin, volontaria al Valduce, si stava recando all’ospedale per un trasporto ordinario, ma ha notato per strada davanti nei pressi di un parcheggio un folto gruppo persone, che notando il mezzo di soccorso ha provveduto a fermarlo. C’era un uomo a terra. Un sanitario del vicino ospedale aveva da poco cercato di rianimare il paziente colto da malore con il DAE installato fuori dal Municipio di Como. Il DAE però non era funzionante. Oltre al sanitario che stava già praticando le manovre RCP, anche Zernottin ha provato ad azionare il DAE, tuttavia i pulsanti on e off, ma non davano risposta. A quel punto è stato impiegato subito utilizzato il DAE presente sul loro mezzo. L’uomo è stato quindi rianimato, ma ormai le condizioni erano critiche. Trasportato in urgenza all’ospedale Valduce è deceduto poco dopo. L’associazione Comocuore, attiva da anni nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nella diffusione dei DAE pubblici, precisa che la manutenzione DAE è in carico agli enti o alle aziende in cui sono installati. Salvo poche rare eccezioni, che ricadono sotto la competenza dell’associazione stessa, per esempio per quanto riguarda i DAE montati nelle pubbliche piazze, dal Duomo, a piazza Cavour, a San Fedele. Ciascuno di questi strumenti salvavita ha bisogno di revisioni periodiche, le batterie hanno una durata precisa, variabile da marca e modello, ed anche gli elettrodi vanno ciclicamente cambiati prima della loro scadenza. Sono complessivamente 140 circa i defibrillatori automatici o semiautomatici distribuiti nella città di Como. Di questi circa 80 si trovano in convalle e 50 nell’area del centro storico. Il 1° settembre avevamo pubblicato l’articolo “Muore per arresto cardiaco perché i 2 defibrillatori individuati non hanno funzionato” , oggi, a distanza di poco più di 3 mesi le dinamiche si ripetono, sempre con conseguenze tragiche. Ancora una volta segnaliamo 2 articoli molto utili per comprendere le modalità di manutenzione e le responsabilità per il corretto funzionamento dei DAE: Manutenzione del defibrillatore, come adempiere agli obblighi di legge e avere il dispositivo sempre efficiente Defibrillatori con garanzia scaduta, sono ancora efficaci? Quali sono le implicazioni se non funzionano al bisogno? Avere un DAE non è sufficiente, è necessario mantenerlo sempre in piena efficacia, come indica la normativa europea sugli apparecchi elettromedicali e la normativa italiana. I DAE non sono tutti uguali. Alcuni vengono prodotti in paesi che sono soggetti a specifiche e controlli meno rigidi di altri. A testimonianza di questo fatto oggettivo, ad esempio, negli stati uniti i DAE devono essere approvati dalla FDA (Food and Drug Administration), solo una parte dei DAE prodotti a livello mondiale supera questi controlli molto severi, tra questi tutti i DAE della linea Stryker® (Physio-Control® e HeartSine®), che ricordiamo, sono tutti assicurati contro malfunzionamenti per 11 Milioni di Euro. Premesso quindi che i DAE non sono tutti uguali, come qualità e capacità salvavita, è da tenere conto che non è sufficiente acquistarlo e posizionarlo, ma dovrà esserne sempre garantita la presenza, corretta segnalazione e piena efficienza. L’installazione dovrà quindi essere adeguata alle caratteristiche del luogo (teca allarmata, riscaldata, ben visibile, DAE con IP idoneo all’installazione, ..). Emd112® offvre anche servizi di telecontrollo e assistenza, che sollevano da qualsiasi responsabilità di malfunzionamento il titolare dei dispositivi, servizi di noleggio operativo, sostituzione automatica di batterie e elettrodi prima della scadenza, servizio muletto in caso di necessità. In Italia è possibile salvare ogni anno oltre 40.000 persone da arresto cardiaco improvviso, grazie all’impiego tempestivo di un DAE, a condizione che sia perfettamente funzionate. Non limitiamoci quindi ad acquistarlo, attiviamoci per renderlo sempre operativo! Vi aguriamo un sereno Natale e Buone Feste! Staff Emd112®   #### Con Time-Care gli smartwatch potrebbero prevedere gli arresti cardiaci e rivoluzionare la cardioprotezione Negli ultimi anni gli smartwatch e i dispositivi indossabili si sono trasformati da semplici accessori fitness a strumenti capaci di monitorare continuamente parametri vitali come frequenza cardiaca, variabilità del battito, attività fisica e qualità del sonno. Ma e se questi dispositivi potessero fare molto di più? Il progetto di ricerca Time-Care punta proprio a questo: trasformare gli smartwatch in potenti strumenti predittivi per intercettare gli arresti cardiaci prima che si manifestino, aprendo nuove prospettive per la cardioprotezione. Time-Care nasce all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e vede la partecipazione di un team multidisciplinare di medici, ingegneri e data scientist del Politecnico di Milano. Il progetto è coordinato anche grazie all’esperienza clinica del Professor Alberto Zangrillo, noto medico, professore ordinario di Anestesia e Terapia Intensiva e responsabile dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Cardio-Toraco-Vascolare presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Questa leadership medica, unita alle competenze tecniche e all’uso avanzato di dati biometrici, rende Time-Care una delle iniziative italiane più promettenti nel campo della medicina predittiva basata su intelligenza artificiale. Cos’è Time-Care e come funziona Time-Care, acronimo di Technological and patient-tailored Innovations for Maximizing Effectiveness of Cardiac Arrest Resuscitation, è un progetto finanziato dall’Unione Europea tramite il PNRR con l’obiettivo di prevedere eventi cardiaci potenzialmente letali analizzando i dati raccolti dagli smartwatch di uso quotidiano. In cardiologia esiste un principio fondamentale: il tempo è vita. Ogni minuto che passa senza un intervento efficace durante un arresto cardiaco riduce drasticamente le chance di sopravvivenza del paziente e, in caso di salvataggio, può compromettere la sua qualità di vita. Time-Care si propone di anticipare l’evento prima che diventi critico, interpretando segnali biometrici che, se valutati nel tempo, possono rivelare pattern precursori invisibili all’occhio umano. Gli smartwatch non sono stati progettati principalmente per diagnosticare condizioni patologiche, ma la continuità e la quantità dei dati che raccolgono li rendono preziosi per la ricerca predittiva: frequenza cardiaca, variabilità del ritmo, livelli di attività, dati di sleep tracking e, nei modelli avanzati, anche elettrocardiogrammi a una derivazione. Dati, intelligenza artificiale e pattern predittivi Il cuore tecnologico di Time-Care è un sistema di intelligenza artificiale in grado di elaborare enormi quantità di dati biometrici e clinici per riconoscere pattern che precedono l’arresto cardiaco. Questo non significa che l’intelligenza artificiale prenderà decisioni al posto dei medici, ma potrebbe affiancarli, offrendo uno strumento di lettura avanzata dei dati che sarebbe impossibile da ottenere con l’osservazione tradizionale. Invece di concentrarsi su singoli valori, questi modelli predittivi guardano alla traiettoria dell’insieme dei dati nel tempo, individuando variazioni sottili che possono indicare un rischio elevato. Il progetto coinvolge sia volontari sani sia pazienti con storia di eventi cardiaci, costruendo così dataset longitudinali che allenano gli algoritmi a distinguere le variazioni fisiologiche normali da segnali di allarme reali. Questi algoritmi non servono a creare allarmi generici, ma a generare notifiche personalizzate basate sul profilo clinico e sui dati biometrici individuali. Tecnologie complementari di riconoscimento e rianimazione personalizzata Time-Care non si limita alla sola prevenzione predittiva degli arresti cardiaci, ma integra anche soluzioni tecnologiche pensate per intervenire nel momento stesso in cui l’evento si verifica, anche in caso di assenza di testimoni. Il progetto esplora, ad esempio, sistemi avanzati di riconoscimento automatico dell’arresto cardiaco basati su sensori di movimento e tecnologie di visione artificiale, che permettono di identificare situazioni critiche anche quando la persona colpita è sola. Parallelamente, Time-Care lavora allo sviluppo di strumenti di supporto alla rianimazione cardiopolmonare personalizzata, capaci di adattare le manovre di intervento alle caratteristiche anatomiche e fisiologiche del singolo paziente, superando gli approcci standardizzati. In questo modo, la tecnologia non solo contribuisce ad anticipare l’evento, ma diventa un alleato fondamentale anche nella gestione dei momenti più critici, con il potenziale di migliorare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. Perché Time-Care conta: l’ impatto clinico e sociale Gli arresti cardiaci extra-ospedalieri rappresentano una delle principali cause di mortalità nei paesi occidentali, con decine di migliaia di casi ogni anno. La sopravvivenza dipende in larga misura dalla rapidità dell’intervento e dalla capacità di rilevare tempestivamente l’evento o i segnali che lo precedono. Time-Care agisce su diversi fronti complementari: Prevenzione proattiva: anticipare l’evento attraverso i segnali biometrici raccolti quotidianamente dagli smartwatch. Rilevazione rapida: identificare arresti cardiaci anche quando non ci sono testimoni diretti. Ottimizzazione dell’intervento: suggerire strategie di rianimazione personalizzate. I benefici di Time-Care non riguardano solo l’ambito ospedaliero o la ricerca scientifica, ma potenzialmente chiunque: persone anziane, soggetti a rischio cardiovascolare, ma anche individui apparentemente sani. L’introduzione di questo approccio integrato non solo può salvare vite, ma anche contribuire a sviluppare nuovi standard di prevenzione cardiovascolare digitale, riducendo la pressione sul sistema sanitario e favorendo una cultura di salute predittiva e personalizzata. In questo senso, la cardioprotezione smette di essere un tema esclusivamente clinico e diventa una responsabilità condivisa, supportata dalla tecnologia. La tecnologia alla base di Time-Care è già addosso a milioni di persone sotto forma di smartwatch. Questo progetto dimostra che non servono dispositivi futuristici o costosi macchinari clinici, ma la capacità di leggere e interpretare i dati che produciamo ogni giorno. Se Time-Care riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi, potrebbe riscrivere il paradigma della cardioprotezione, passando da un intervento reattivo a uno proattivo, personalizzato e continuo. #### Concluso il 2° Heart Experience 2017, un’intera giornata presso l’autodromo di Modena a bordo di una Ferrari 458 Challenge EVO Grande giornata quella trascorsa presso l’autodromo di Modena venerdì 29 settembre. 12 tra i migliori collaboratori di EMD112 hanno potuto vivere una giornata Heart Experience davvero speciale, ricca di forti emozioni e tanta adrenalina. La giornata è iniziata di prima mattina con il check e messa a punto della vettura. La  Ferrari 458 Challenge EVO è un’auto da corsa, molto più potente e performante rispetto alla vettura stradale. La mattinata è passata in fretta, accompagnata da Ferrari 458 stradali che giravano nel circuito, mentre gli ospiti procedevano con le registrazioni, pranzo e briefing tecnico prima di entrare in pista. Un briefing necessario per guidare in piena sicurezza una vettura da corsa dotata di 570CV. Istruttore per l’occasione: Max Mugelli. Pilota professionista attivo nel campionato Turismo e con una grande carriera alle spalle. Il coach perfetto per la giornata. I 12 ospiti/piloti, si sono susseguiti alla guida , suddivisa in 2 sessioni da 5 giri ciascuna. Al termine di ogni sessione i piloti sono entranti nel box per vedere la telemetria ed il video della prestazione per comprendere i principali errori e gestione “non racing”, con l’obiettivo di tentare di migliorare il proprio stile di guida. Il risultato è stato eccezionale, con miglioramenti significativi a suon di secondi abbassati da parte di tutti i partecipanti, ed un miglioramento tecnico nella guida, quel tanto che basta per portare a casa una gran soddisfazione ed una splendida giornata. Nelle attese tra i turni di guida era disponibile ai box un simulatore da Formula 1, dove i novelli piloti si sono sfidati sul circuito di Monza. La giornata è volta al termine con i complimenti di Max e degli organizzatori, che hanno sottolineato più volte un grande spirito di squadra, armonia e tanto divertimento. Chiudiamo questo breve riepilogo con uno dei feedback ricevuti:  “È stata per me un’esperienza davvero intensa che ricorderò con tanto soddisfazione anche se i miei tempi erano da classifica medio/bassa! L’idea di spingersi oltre il proprio limite è terapeutica e formativa.” #### Congresso Emergenza Urgenza 2023 – Firenze Emd112® ha partecipato al terzo Congresso Emergenza Urgenza 2023, svoltosi a Firenze dal 31 marzo al 1 aprile scorso. Questa importante occasione di incontro e confronto ha coinvolto tutte le figure che fanno parte del sistema, dal pre-ospedaliero alla medicina d’urgenza. Il congresso ha visto la partecipazione di società scientifiche, organizzazioni e enti, riuniti insieme per l’evento congressuale tematico più grande del 2023. Emd112® ha partecipato con grande entusiasmo, presentando le linee di prodotti a marchio Stephan e Safeguard: Ventilatori Polmonari Stephan: Ventilatore Polmonare neonatale EVEneo Ventilatore polmonare Stephan EVE IN Ventilatore polmonare EVE TR Articoli di emergenza e urgenza medica Prometheus (adesso parte del gruppo Safeguard): Gestione emorragie Bendaggio di emergenza elastico con tampone antiaderente – Blast® Bandage Bendaggio per traumi e ferite modulare – OLAES® Modular Bandage Laccio emostatico – SWAT-T™ Tourniquet TMT Tourniquet – Laccio emostatico tattico meccanico Tourniquet – Laccio emostatico Militare arancione Garza emostatica – Chito Gauze® XR Pro Tourniquet – Laccio emostatico FullStop® Gestione pneumotorace Ago per decompressione pneumotorace – TPAK Ago rigido per decompressione pneumotorace – PneumoDart Ago da decompressione pneumotorace – Russel Pneumofix 11 Ago da decompressione pneumotorace – Russel Pneumofix 8 Cerotto per pneumotorace esterno – Russell Chest Seal® Immobilizzazione fratture degli arti Stecca per fratture arti in alluminio modellabile – Omni Splint™ Stabilizzazione frattura bacino per trasporto Cintura pelvica stabilizzante – Tactical Pelvic Splint (versione militare) Cintura pelvica stabilizzante – Tactical Pelvic Splint (versione civile)   Domizia, Silvia e Salvatore ringraziano i numerosi visitatori passati dal nostro stand per l’interesse dimostrato!   #### Consegnati gli ultimi 4 defibrillatori CR2 alle scuole dei 21 totali Questa mattina è avvenuta la consegna degli ultimi 4 defibrillatori, dei 21 totali da inizio anno, presso le scuole interessate nella città di Firenze. L’installazione dei nuovi DAE, rientra nel programma di rafforzamento del sistema di cardioprotezione negli istituti scolastici superiori, di cui al protocollo d’intesa siglato a luglio 2020 tra la Città Metropolitana di Firenze e l’Ufficio scolastico regionale, con cui la prima ha assunto l’impegno di acquistare i defibrillatori, per collocarli negli edifici scolastici ancora sprovvisti, mentre l’Ufficio scolastico regionale (Ambito territoriale Firenze) ha assunto l’impegno ad assicurare la formazione BLSD per gli addetti al primo soccorso individuati dalle scuole. Alla consegna presso il Liceo Dante di Firenze è intervenuto il Consigliere Nicola Armentano, che ha illustrato come le consegne di oggi sono il frutto di un percorso ambizioso, che ha come obiettivo la cardioprotezione capillare ed efficace della città metropolitana, che comprende anche l’attività di formazione già avviata da parte dell’Ufficio scolastico regionale. Presente alla cerimonia Simone Madiai, CEO Emd112®, che ha consegnato i 4 defibrillatori. I nuovi 4 defibrillatori sono stati installati nelle scuole seguenti: Istituto Scolastico Checchi (piazza V. Veneto 21, Fucecchio); Istituto Scolastico Agnoletti (via Ragionieri 47, Sesto Fiorentino); Istituto Scolastico Rodolico (via Senese 208, Firenze); Istituto Scolastico Alberti-Dante (via Puccinotti 55, Firenze). I defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi, sono dispositivi di nuova generazione, ai massimi livelli per tecnologie, garanzie e capacità salvavita, dotati anche di sistema Wireless che consente la verifica remota dello stato di funzionamento, dello stato dei consumabili (batteria e elettrodi), della localizzazione ed infine della possibilità di comunicare con la rete dei soccorritori del 118, in grado di comprendere già prima dell’arrivo sul luogo in caso di intervento, lo scenario completo di utilizzo (tempo di esecuzione delle manovre di rianimazione, scariche erogate, etc.). Complimenti quindi a dirigenti che, in anticipo sugli obblighi di legge che vedranno a breve i defibrillatori in tutte le scuole, hanno già installato numerosi DAE sul territorio, con particolare attenzione alla scelta di questi preziosi strumenti salvavita in base alle loro caratteristiche tecniche. #### Convenzione EMD112 e IRC Comunità È stata siglata in questi giorni la convenzione tra EMD112 e IRC Comunità. L’accordo firmato con la Divisione Medicale di Echoes Srl garantisce ai formatori di IRC Comunità la possibilità di acquistare materiale didattico di HeartSine a prezzi convenzionati. Le agevolazioni riguardano il kit istruttori completo, comprensivo di manichino mezzo busto da utilizzare nei corsi BLS-D, dotato di selettore per la resistenza toracica per adulto e pediatrico, e comprensivo di borsa per il trasporto. È incluso nel kit istruttori, quindi disponibile a prezzi convenzionati, anche un defibrillatore samaritan PAD Trainer, a scelta tra un 350P o un 500P: si tratta di versioni da addestramento dei defibrillatori samaritan PAD 350P e 500P di HeartSine. L’associazione IRC (Italian Resuscitation Council) Comunità è nata nel 2004 con lo scopo di promuovere la cultura della cardio-protezione e dell’emergenza sanitaria nella società, per contrastare la morte per arresto cardiaco. L’obiettivo è di informare e formare alle manovre di primo soccorso tutti gli operatori non sanitari, come agenti di polizia di Stato e urbana, vigili del fuoco, addetti a impianti sportivi, operatori dei servizi di protezione civile, personale di complessi industriali e commerciali, addetti al settore dei trasporti e personale scolastico. Leader nella produzione di dispositivi salvavita, HeartSine offre strumenti didattici altamente professionali, in grado di riprodurre in tutto e per tutto (fatta eccezione per la scarica, che il Trainer non eroga) le caratteristiche dei normali defibrillatori semiautomatici. Il samaritan PAD Trainer di HeartSine include sei situazioni preregistrate in grado di simulare altrettante tipologie di emergenze reali che una persona può trovarsi a dover fronteggiare, per rendere massima la familiarità con i DAE effettivi e con il loro utilizzo. Il samaritan PAD Trainer è comprensivo di funzione “pausa”, ed è dotato di telecomando. #### Coppa Toscana: trionfa la Mattagnanese, sponsorizzata da EMD112 La Coppa Toscana è un trofeo regionale di calcio a 5 che viene disputato ogni anno. In campo maschile, interessa le serie C1, C2 e la serie D. Mentre per il settore femminile vengono iscritte d’ufficio alla competizione tutte le squadre di Serie C presenti nell’organico. Per quanto riguarda la serie C1 maschile, dove gioca la Mattagnanese, sponsorizzata da EMD112, gli ottavi e i quarti di finale sono stati ad eliminazione diretta e si sono giocati in un turno unico in casa della squadra meglio classificata al termine del girone di andata. Anche la semifinale e la finale erano ad eliminazione diretta, però in campo neutro. Difatti, il 5 gennaio 2018 si è disputata la finale fra Lastrignana e Mattagnanese al Pala “Kobilica” di Prato. Era una delle sfide più attese, perché, fin dal mercato estivo, le due squadre erano state inserite davanti a tutte le altre nei pronostici. La Lastrignana aveva già vinto 6 anni questo trofeo, mentre per i mugellani della Mattagnanese si è trattato del primo storico successo in Coppa Toscana. I mugellani, infatti, hanno battuto per 5 gol a 2 la squadra allenata da Toria, disputando una finale praticamente perfetta. Grazie a questa vittoria, la Mattagnanese volerà alla fase nazionale, sfidando la vincente della Coppa Friuli. I dati dell’incontro LASTRIGIANA–MATTAGNANESE 2–5 (0–3) Lastrigiana: Morozzi, Bloisi, Mannazzu, Remorini, Migliacci, Poggiini, Gocaj, Panariello, Di Lauro, Balestri, Risaliti, Pelagatti. Allenatore: Toria. Mattagnanese: Fredducci, Cianferoni, Corsi, Naldi, Bearzi, Giordani, Mei, Dallai, Secchioni, Righeschi, Mucaj, Monchetti. Allenatore: Del Re – Bearzi. Arbitri: Fantoni di Carrara e Scifo di Firenze Reti: 7’pt Righeschi, 18’pt Secchioni, 32’pt Mei; 7’st Poggini, 12’st Righeschi su rigore. 19’st Panariello, 32’st Mucaj. Note: Espulsi: Di Lauro al 29’pt, Toria al 32’pt, Migliacci al 12’st, Mucaj al 32’st; Ammoniti: Mucaj, Gocaj. La partita Primo tempo: Mattagnanese che parte con Fredducci tra i pali, Giordani, Righeschi, Secchioni e Corsi. La Lastrigiana è invece in campo con Morozzi in porta, Di Lauro, Balestri, Pelagatti e Poggini. Avvio di partita a ritmo non elevatissimo, con la Mattagnanese che ci prova con un paio di iniziative di Righeschi, ma l’occasione migliore è per Pelagatti che costringe Fredducci alla parata con un bel rasoterra da fuori. Al 7′ però colpiscono i mugellani, con, nemmeno a dirlo, Righeschi. Fallo laterale battuto con precisione chirurgica da Corsi, che pesca il bomber rossoverde tutto solo a centro area. Per l’ex Pistoia è un gioco da ragazzi battere Morozzi. Al 9′ ancora Mattagnanese pericolosa, con uno schema su punizione con tiro di Secchioni deviato fuori. Lo stesso Secchioni impegna Morozzi con un bel tiro da fuori area. A metà del primo tempo la Mattagnanese mette in campo quattro quote contemporaneamente, Dallai, Mucaj, Mei e Corsi. Il dominio dei mugellani si concretizza al 18′ con la rete del 2–0 realizzata da Secchioni dopo una splendida combinazione con Righeschi. Toria chiama il time-out e la Lastrigiana si sveglia con Panariello, su cui Fredducci compie un’autentica prodezza. I biancorossi cercano di alzare il proprio baricentro, ma prestano il fianco al contropiede avversario e al 26′ serve due volte un super Morozzi a negare il 3–0 a Righeschi. Sul cambio di fronte ghiotta chance per i ragazzi di Toria, con Remorini che coglie il palo da posizione defilata. Pochi secondi dopo occasionissima per Bloisi, imbeccato da Pelagatti, che si mangia un gol quasi fatto non riuscendo a centrare nemmeno la porta. La svolta decisiva al 29′ del primo tempo, quando Di Lauro viene espulso per proteste. Sulla superiorità successiva, Mei infila il 3–0. E immediatamente dopo viene allontanato anche Maurizio Toria, con il direttore di gara che ha probabilmente frainteso un gesto di stizza indirizzato dal tecnico ad un proprio giocatore. Secondo tempo: Mattagnanese che riparte con Fredducci, Giordani, Mucaj, Secchioni e Righeschi. Lastrigiana con Morozzi, Gocaj, Migliacci, Balestri e Poggini. Al 2′ subito pericoloso Gocaj, la cui punizione è salvata sulla linea da Mucaj. Sul successivo corner Fredducci dice di no a Balestri. Al 7′ la riapre Poggini, che trasforma un calcio di punizione assegnato per infrazione di secondi da parte del portiere avversario. Bearzi corre ai ripari, chiamando time-out per dare una sveglia ai suoi ragazzi, rientrati in campo con atteggiamento sbagliato. Appena riprende il gioco, però, ancora occasione per Poggini, che calcia fuori da buonissima posizione. Al 12′ altro colpo di scena. Migliacci salva miracolosamente su Mucaj in scivolata, il pallone gli carambola sulla mano e per il direttore di gara è rigore ed espulsione. Dal dischetto Righeschi realizza il 4–1. Dopo due minuti Mei avrebbe la palla per chiudere il match, ma dopo aver saltato il portiere spedisce il pallone sull’esterno della rete. Al 15′ Fredducci dice di no a Panariello con un riflesso prodigioso. La Lastrigiana però è dura da piegare e al 19′ la riapre con Panariello, servito alla perfezione da Pelagatti. Al 21′ Righeschi potrebbe realizzare nuovamente il +3, ma da un passo il bomber valdarnese manda incredibilmente a lato a portiere ormai battuto. Al 22′ occasione per Mucaj, ma Morozzi gli nega la gioia del gol. Toria si gioca la carta di Mannazzu portiere di movimento, ma nel finale lo stesso Mucaj, su lancio perfetto di Fredducci, infila il definitivo 5–2. “Sono felice che questi ragazzi abbiano vinto un trofeo così importante” – ha dichiarato Simone Madiai, CEO EMD112. Poi ha spiegato: “Abbiamo deciso di sponsorizzare la Mattagnanese per sensibilizzare il mondo del calcio in materia di cardio-protezione. Troppe persone, purtroppo, ignorano ancora che nel nostro Paese sono circa 70.000 all’anno le vittime dell’arresto cardiaco.” “Basterebbe avere un defibrillatore DAE a portata di mano, facile da utilizzare come il nostro, il samaritan PAD della HeartSine, per poter salvare centinaia di vite ogni mese” – ha poi concluso. #### Coppia di sposi ha donato un defibrillatore samaritan PAD ai vigili del fuoco Hanno pensato agli altri, ancor prima di pensare a loro stessi. Laura Masino e Maurizio Di Beo, il 30 maggio scorso, si sono sposati dopo 18 anni di fidanzamento. E per il regalo di nozze, anziché un viaggio ai Caraibi, hanno chiesto agli invitati di raccogliere i soldi per comprare un defibrillatore da donare ai vigili del fuoco di Cascina. Una spesa non di poco conto, ieri mattina salutata con emozione dal comando di Pisa, che in caso di bisogno contribuirà a salvare le vite degli angeli in divisa, che ogni giorno fanno altrettanto proteggendo le persone che per qualsiasi motivo rischiano la morte. La storia di Laura è emozionante. Sessantatré anni, originaria di Torino – dove era proprietaria di un pub – dopo un Capodanno a Pisa si trasferisce all’ombra della Torre, rilevando la gestione della vecchia “Stanzina”, un’osteria del centro. Poi passa un po’ di tempo e inizia a lavorare proprio nel settore dei defibrillatori, in un’agenzia che ne promuove l’uso corretto. La donazione ai vigili del fuoco, però, affonda le radici nel passato piemontese, lontano dalla Toscana. Trent’anni fa, purtroppo, la neosposa perde padre per arresto cardiaco. È principalmente per ricordarlo che insieme a Maurizio, 62 anni, ha deciso di regalare lo strumento salvavita ai pompieri pisani. «Con mio marito abbiamo deciso che per fare questo regalo non c’era migliore occasione delle nozze – ha spiegato Laura – e dobbiamo ringraziare tutti i nostri amici che hanno contribuito a questo dono speciale». La cerimonia si è svolta nella sede dei vigili del fuoco di Pisa, in via Matteotti. Insieme alla coppia, che vive a Cascina, una delegazione degli invitati composta da Giuliana Morelli, Agostino Chiarini, Dario e Claudio Meliani, che hanno svolto una visita guidata della struttura insieme a Maurizio Daini, responsabile regionale del corpo per la formazione sanitaria. I neosposi ringraziano anche la famiglia Langone, che ieri non ha potuto assistere alla consegna del defibrillatore, un modello speciale che può funzionare anche nelle situazioni più complesse, in mezzo alla polvere, ma anche sugli elicotteri e a bordo degli aerei impegnati nelle operazioni più delicate. Presente alla cerimonia anche il comandante provinciale, Ugo D’Anna. «A Cascina avevamo un defibrillatore datato, quindi questo regalo sarà utilissimo, anche se speriamo di non utilizzarlo mai. Volevo ringraziarvi per un pensiero non così comune – ha dichiarato rivolgendosi a Laura e Maurizio – che rappresenta un bellissimo gesto al di là dell’oggetto. Poteva anche essere una penna. Il contesto in cui avete fatto la donazione lo rendono speciale. È la prima volta che mi capita una cosa del genere – ha proseguito il comandante – e non avevo mai visto un regalo così bello per un matrimonio. Lo installeremo sull’autopompa più importante di Cascina e aumenterà la sicurezza sia del nostro personale, sia di tutte le persone che dovessero averne bisogno». Masino, esperta di defibrillatori, ha scelto il modello migliore e «più robusto» fra quelli in commercio, dato che può funzionare anche in situazioni limite: un samaritan PAD della HeartSine. «Conosco la macchina, perché noi svolgiamo anche assistenza tecnica agli impianti – ha spiegato – e sono sicura che per i vigili del fuoco questo defibrillatore sarà importantissimo». La donna, a margine della cerimonia, ha rivelato pure qualche aneddoto sul suo trasferimento in Toscana. «Come mi sono trasferita a Pisa? Con il mio ex marito, durante le vacanze di Capodanno di 30 anni fa, rimanemmo innamorati della città. Quindi ci trasferimmo. Torino, all’epoca, era un disastro: mentre lavoravo al pub non facevo altro che chiamare polizia e carabinieri. Il problema è che oggi Pisa è la Torino di trent’anni fa: stanno succedendo le stesse cose, per questo abito a Cascina». Fonte articolo: http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2018/07/29/news/si-sposa-e-dona-un-defibrillatore-ai-vigili-del-fuoco-nel-ricordo-del-padre-morto-1.17104790?refresh_ce #### Coronavirus, guida mascherine di protezione per le aziende. Quali mascherine protettive dovranno essere utilizzate nelle aziende, nelle attività commerciali e nei luoghi pubblici, nei quali sarà possibile mantenere 1 metro di distanza, durante l’ ormai la famosa Fase 2? E  stata introdotta una categoria speciale di presidi – le “maschere filtranti” destinate alla sola collettività, che possono essere utilizzate da parte di “tutti gli individui presenti sul territorio nazionale”, benché “prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio” Per evitare e contenere la diffusione del Coronavirus (Covid-19), il Ministero della Salute e le autorità sanitarie hanno preposto le line guida, tra queste sono comprese le disposizioni speciali contenute agli articoli 15 e 16 del Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18, c.d. Decreto “Cura Italia” Si tratta di presidi con finalità precauzionale, limitati alla generica collettività; per cui, utilizzabili negli altri ambienti di lavoro e luoghi (anche pubblici) in cui ne sia consentito o richiesto l’impiego, deve essere rispettata la distanza di sicurezza interpersonale – che, come raccomandato dalle autorità sanitarie e dai provvedimenti regionali, deve essere di almeno 1 (un) metro –, salve le ulteriori misure di igiene e prevenzione raccomandate dalle autorità sanitarie. Nulla vieta, tuttavia, di condurre test di tenuta e di efficacia filtrante: anche la Circolare 3572/2020 prescrive ai produttori la “assoluta necessità” di garantire che tali mascherine “non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso”. Del resto, l’articolo 16 le definisce come “maschere filtranti”: è ragionevole, quindi, che debbano essere costruite, per lo meno, con strati di tessuto filtrante come polipropilene, TNT o cotone con trattamento antidroplet. E’ quindi consigliato rivolgersi a fornitori che abbiano svolto svolto test in grado di dimostrare il potere filtrante delle mascherine, i materiali impiegati  per la produzione, la respirabilità,  come per i modelli che abbiamo accuratamente selezionato dai nostri fornitori, dotati di certificazioni di conformità CE e testate secondo la norma norma UNI EN 14683:2009+AC E’ inoltre fondamentale fornire agli utenti finali una corretta informazione circa la natura e le modalità di impiego delle mascherine per la collettività includendo etichetta e istruzioni di impiego. #### Coronopatia e rivascolarizzazione coronarica: cosa sono e perché la prevenzione cardiaca è fondamentale La coronopatia è una delle malattie cardiovascolari più diffuse e rappresenta una delle principali cause di infarto miocardico e arresto cardiaco improvviso. Si tratta di una condizione che interessa le arterie coronarie, i vasi sanguigni che hanno il compito di portare ossigeno e nutrienti al cuore. Quando queste arterie si restringono o si ostruiscono a causa dell’accumulo di placche aterosclerotiche, il cuore può ricevere meno sangue del necessario. In alcuni casi il problema evolve lentamente, mentre in altri può manifestarsi improvvisamente con eventi cardiaci acuti anche molto gravi. Comprendere cos’è la coronopatia, quali sintomi può provocare e quando si rende necessaria una rivascolarizzazione coronarica è importante non solo dal punto di vista clinico, ma anche in ottica di prevenzione e cardioprotezione.   Cos’è la coronopatia La coronopatia, chiamata anche malattia coronarica o cardiopatia ischemica, è una patologia che colpisce le arterie coronarie. La causa più frequente è l’aterosclerosi, ovvero l’accumulo di grassi, colesterolo e altre sostanze sulle pareti dei vasi sanguigni. Con il passare del tempo le arterie possono restringersi e ridurre il flusso di sangue verso il muscolo cardiaco. Quando il cuore non riceve abbastanza ossigeno possono comparire sintomi come dolore toracico, affaticamento o difficoltà respiratoria. Nei casi più gravi, invece, l’ostruzione improvvisa di una coronaria può provocare un infarto miocardico.   Quali sono i sintomi della coronopatia I sintomi possono variare da persona a persona e non sempre si presentano in modo evidente. Alcuni pazienti possono convivere per anni con una coronopatia senza rendersene conto, mentre altri sviluppano sintomi più marcati. Tra i segnali più comuni troviamo: dolore o senso di pressione al petto; affanno durante sforzi o attività quotidiane; dolore irradiato a braccio, schiena, collo o mandibola; sudorazione fredda, nausea o forte stanchezza improvvisa. In presenza di sintomi sospetti è fondamentale rivolgersi rapidamente ai soccorsi, perché intervenire tempestivamente può ridurre il rischio di complicanze cardiache severe.   Cos’è la rivascolarizzazione coronarica La rivascolarizzazione coronarica è un insieme di procedure utilizzate per ripristinare il corretto afflusso di sangue al cuore quando una o più arterie coronarie risultano ristrette o ostruite. L’obiettivo è migliorare l’ossigenazione del muscolo cardiaco, ridurre i sintomi e diminuire il rischio di eventi cardiovascolari maggiori. Le tecniche più utilizzate sono principalmente due: angioplastica coronarica con eventuale posizionamento di stent; bypass aorto-coronarico. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui l’estensione della malattia coronarica, le condizioni generali del paziente e l’urgenza clinica.   Angioplastica coronarica e bypass: quali differenze esistono L’angioplastica coronarica è una procedura mini-invasiva che consente di dilatare l’arteria ostruita attraverso un palloncino introdotto mediante catetere. Spesso viene inserito anche uno stent, una piccola struttura metallica che aiuta a mantenere aperto il vaso sanguigno. Il bypass coronarico, invece, è un intervento cardiochirurgico più complesso che crea un nuovo percorso per il sangue utilizzando vasi prelevati da altre parti del corpo. Entrambe le procedure hanno lo stesso obiettivo: migliorare il flusso sanguigno verso il cuore e ridurre il rischio di complicanze cardiache.   Coronopatia e arresto cardiaco: qual è il collegamento La coronopatia rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’infarto miocardico e per alcune gravi aritmie cardiache che possono evolvere in arresto cardiaco improvviso. Quando il cuore entra in fibrillazione ventricolare o in altre alterazioni del ritmo potenzialmente letali, ogni minuto diventa decisivo. In questi casi la sopravvivenza dipende dalla rapidità con cui vengono attivati i soccorsi, iniziata la rianimazione cardiopolmonare e utilizzato un defibrillatore DAE. È proprio qui che entrano in gioco cardioprotezione e formazione BLSD.   Cardioprotezione e DAE sono fondamentali Non tutti gli arresti cardiaci avvengono in ambiente ospedaliero. Molti episodi si verificano in luoghi pubblici, aziende, palestre, scuole o ambienti sportivi. Per questo motivo creare ambienti cardioprotetti significa aumentare concretamente le possibilità di sopravvivenza in caso di emergenza cardiaca. Una strategia efficace di cardioprotezione dovrebbe prevedere: presenza di defibrillatori DAE facilmente accessibili; personale formato BLSD; manutenzione periodica dei dispositivi; diffusione della cultura del primo soccorso e della prevenzione cardiovascolare. La tempestività resta infatti uno degli elementi più importanti nella gestione dell’arresto cardiaco improvviso.   Prevenzione cardiovascolare: un aspetto da non sottovalutare La prevenzione gioca un ruolo centrale nella riduzione del rischio cardiovascolare. Adottare uno stile di vita sano, controllare pressione arteriosa e colesterolo, evitare il fumo e sottoporsi a controlli medici periodici può contribuire a ridurre il rischio di coronopatia. Anche la consapevolezza è fondamentale. Riconoscere i segnali di un possibile problema cardiaco e sapere come comportarsi in caso di emergenza può fare la differenza tra la vita e la morte.   Coronopatia e rivascolarizzazione coronarica sono temi strettamente collegati alla prevenzione cardiovascolare e alla gestione delle emergenze cardiache. Conoscere i fattori di rischio, riconoscere i sintomi e promuovere una cultura della cardioprotezione sono elementi essenziali per aumentare la sicurezza delle persone nei luoghi di vita e di lavoro. In caso di arresto cardiaco improvviso, la rapidità dell’intervento, l’utilizzo del DAE e la presenza di personale formato BLSD possono contribuire in modo decisivo a salvare una vita. Fonti: Mayo Clinic CDC IRC ERC #### Corsa Strapazzata 2026 a Pisa: sport, comunità e sicurezza cardioprotetta con EMD112 Il 25 aprile 2026 Pisa torna a colorarsi di sport e partecipazione con la storica Corsa Strapazzata 2026, la corsa-camminata ludico-motoria che da anni rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dalla cittadinanza. L’evento, aperto a tutti e con percorsi da 5 e 10 km, si snoderà tra le vie del centro storico, i lungarni e le aree simboliche della città, trasformando Pisa in un grande spazio di sport condiviso, inclusione e benessere. Quest’anno la manifestazione assume un valore ancora più importante grazie alla collaborazione con EMD112, resa possibile grazie all’associazione Amico Cuore Toscana, il cui presidente è il dottor Andrea Colli, direttore del reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale di Pisa, che sarà sponsor ufficiale e protagonista attivo sul fronte della sicurezza sanitaria e della cardioprotezione dell’evento. La Strapazzata nasce con una filosofia semplice ma potente: lo sport come esperienza collettiva e accessibile a tutti. Non si tratta di una gara competitiva, ma di una corsa/camminata aperta a famiglie, sportivi amatoriali, gruppi di amici e cittadini di tutte le età. Il percorso prevede due opzioni principali: una da 5 km, pensata come tracciato breve, accessibile e inclusivo, e una da 10 km, che rappresenta invece il percorso completo attraverso il centro città. L’evento si svolgerà con partenza e arrivo nell’area della Torre della Cittadella, cuore simbolico della manifestazione, in un contesto di festa e partecipazione diffusa. EMD112 sponsor della sicurezza: una presenza concreta sul campo Per l’edizione 2026, EMD112 non è solo sponsor, ma parte integrante della rete di sicurezza sanitaria dell’evento. Durante la manifestazione saranno attivate soluzioni operative avanzate per la gestione delle emergenze e la protezione dei partecipanti, con un sistema organizzato di presidio sanitario diffuso lungo il percorso. DAE ViVest Pocket e riconoscibilità dei soccorritori Uno degli elementi distintivi sarà la distribuzione di 10 defibrillatori ViVest Pocket, assegnati ai soccorritori presenti sul tracciato. Ogni soccorritore è identificabile grazie alla maglietta con la scritta “ELETTRIZZAMI” e dispone di un ruolo attivo nella gestione della sicurezza sanitaria dell’evento. Il DAE semiautomatico ViVest Pocket, con un peso di poco più di 600 grammi, rappresentano uno strumento operativo fondamentale per garantire rapidità di intervento e coordinamento sul campo. Uno degli aspetti più rilevanti dell’edizione 2026 è la forte attenzione alla cardioprotezione dell’evento. L’intera manifestazione sarà infatti dichiarata area cardioprotetta, grazie alla presenza di DAE, cartelli informativi che segnalano la cardioprotezione dell’evento e soccorritori dotati di defibrillatori e sempre pronti all’intervento lungo tutto il percorso. La presenza dei DAE in mobilità consente di intervenire in pochi secondi in caso di emergenza cardiaca, aumentando in modo significativo le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. I cartelli presenti lungo il percorso informeranno i partecipanti che l’evento è ufficialmente cardioprotetto, rafforzando la consapevolezza e la cultura della prevenzione. La Strapazzata non è solo sport, ma anche promozione del territorio, aggregazione sociale, valorizzazione degli spazi urbani ed educazione al movimento e al benessere. Eventi come la Strapazzata diventano così non solo occasioni sportive, ma anche strumenti concreti di sensibilizzazione sanitaria, prevenzione cardiovascolare e formazione indiretta della cittadinanza. La partecipazione di EMD112 come sponsor dell’evento si inserisce in una più ampia missione: portare la cultura del primo soccorso e della cardioprotezione nei luoghi della vita quotidiana. La Strapazzata 2026 di Pisa rappresenta molto più di una corsa: è un evento che unisce sport, comunità e sicurezza. Grazie alla collaborazione con EMD112, l’edizione di quest’anno introduce un livello superiore di protezione sanitaria, rendendo l’esperienza non solo coinvolgente, ma anche più sicura per tutti i partecipanti. Il 25 aprile Pisa non correrà soltanto: correrà insieme, in sicurezza e con il cuore protetto. #### Corsi gratuiti funciontal training a Roma, Firenze e Milano con EMD112 EMD112 è partner di 4Move, società di consulenza e formazione nei settori fitness e wellness. Grazie a questa partnership EMD112 è in grado di offrire ai propri clienti ed utenti web l’iscrizione gratuita al workshop Functional Workshop, del valore di €69. È possibile scegliere la città e la data che si preferisce tra le seguenti: Firenze 16 gennaio 2016 ore  14.00-18.00 Roma 17 gennaio 2016 ore 09.00-13.00 Vicenza 13 febbraio 2016 ore 14.00-18.00 Affinchè un allenamento sia funzionale, occorre comprendere i principi didattici di ogni esercizio. insegnamento ed apprendimento sono alla base di ogni processo di costruzione del functional training. In questa giornata verranno spiegate le analogie e le differenze tra kettlebells e clubbels, scomponendo gli esercizi più complessi in movimenti più semplici per favorire l’acquisizione di nuovi schemi motori. Il corso è rivolto a laureati in scienze motorie, professionisti dello sport e del fitness I temi trattati – T. R. R., il sistema didattico per il corretto insegnamento: Lo “stacco da terra”: la base per uno swing perfetto Didattica e costruzione dello swing con kettlebell Didattica e costruzione dello swing con clubbels Analogie e differenze tra kettlebell e clubbels, dagli esercizi più semplici agli esercizi più evoluti Docente del corso di Functional Training sarà Lorenzo Di Maio, Personal Trainer con esperienza decennale e pluricertificato (team lead Tacfit, RKC, TRX e molti altri). Per accedere al corso di Functional Traning gratuitamente è succifiente inviare una richiesta tramite il form presente sul sito https://www.emd112.it/contattaci/, vi forniremo un codice da utilizzare sul sito http://www.4move.biz/contatti/ indicando corso, luogo e data, codice accesso gratuito EMD112, vostri dati anagrafici. #### Corso BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. – sabato 16 luglio 2016 Roma Rete Emergenze Associazione Onlus organizza per SABATO 16 LUGLIO 2016 il corso corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C., comprensivo delle monovre di disostruzione delle vie aeree. Rete Emergenze Associazione Onlus non commercializza corsi di formazione, bensì ha come missione ed UNICO obiettivo la diffusione capillare delle corrette manovre salvavita extraospedaliere, cioè salvare vite umane e mettere le persone in condizione di salvarle, attraverso LEZIONI UNICHE NEL GENERE,  MATERIALE DIDATTICO INTERATTIVO,  ISTRUTTORI/DOCENTI DI IMPORTANZA NAZIONALE, FEEDBACK CONTINUO. EMD118 è forniture del materiale didattico BLSD: defibrillatori trainer e manichini didattici per addestramento RCP/BLSD. Precisiamo oltretutto che, come sempre, varrebbe la pena fornire anche come notizia, che con noi, è possibile attivare ed organizzare un Corso BLS-D, oppure un retraining, oltre quelli da noi programmati, avendo almeno n° 6 (sei) persone disponibili a parteciparvi, ed anche in sedi e luoghi  più congeniali ai partecipanti. Il corso BLSD è rivolto a: istruttori sportivi, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini. Informazioni e logistica:  Aule/locations, separate per laici e sanitari;  Partecipanti: numero chiuso (posti riservati per coloro che ci comunicano aver appreso la notizia attraverso EMD112 – HEARTSINE Italia);  Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni);  Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015;  Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400;  Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata);  Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus;  Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN;  Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC), grazie alla collaborazione  con EMD118;  Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016); CHI HA NECESSITA’/VOLONTA’ DI ESSERE ISCRITTO ALL’ARES 118, DEVE EFFETTUARE L’ISCRIZIONE ENTRO E NON OLTRE LA DATA DEL 1 LUGLIO (così da consentire l’inserimento del loro nominativo nel database regionale dell’Ares 118)  Non sono previsti  crediti ECM per sanitari;  Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council;  Richiesto solo un contributo per attività associativa di euro 60,00;  Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita;  Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi), dai sedici anni in poi;  Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus;  Termine iscrizioni: 48 ore prima dell’inizio del Corso;   Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com . Oltre ai corsi programmati, Rete Emergenze organizza corsi BLSD su richiesta per associazioni sportive, aziende, enti  con un minimo di N° 6  partecipanti, nelle sedi e luoghi  più congeniali ai partecipanti. Per richieste di organizzazione di corsi BLSD contattare all’indirizzo email rete.emergenze@gmail.com.   #### CORSO BLS-D 25 e PBLS-D a Roma il 25 settembre e il 2 ottobre SABATO 25 SETTEMBRE 2021 ore 9,00 – 14,00 a ROMA in Via del Casaletto n° 400, 00151, CORSO BLS-D (BASIC LIFE SUPPORT & DEFIBRILLATION) con nuove Linee Guida “anti COVID-19”. Compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti, valido, utile e aperto a tutti (istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e  comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre  e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.): Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso; Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2021, e “anti COVID-19” (2020); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti  crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST;  Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso.   SABATO 2 OTTOBRE 2021 a Roma in Via del Casaletto 400 – 00151, dalle 9,00 alle 18,00 con pausa pranzo (una sola giornata). Corso PBLS-D (Pediatric Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, con Linee Guida “anti Covid-19” (2020) Compreso di disostruzione delle vie aeree su bambini e neonati, valido, utile e aperto a tutti i sanitari e soccorritori: Partecipanti: numero chiuso (fino al raggiungimento dei posti limite); Corso abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) su vittime in età pediatrica, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2021 e “anti COVID-19” (2020); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti  crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore PBLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di PBLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST;   Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com    (specificare il tipo di Corso e la data) Corsi predisposti secondo norme e protocolli “anti covid-19” (2020), con distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc.; è necessario esibire il GREEN PASS. Autorizzati allo svolgimento, anche durante pandemia covid-19, dal Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Nota n° 0021859-23/06/2020-DGPRE-MDS-P     #### Corso BLS-D Accreditato ARES 118 e Certificato I.R.C. – DOMENICA 21 GENNAIO 2018 a Roma Corso BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Dettagli del corso BLS-D: Aule/Locations separate per laici e sanitari. Partecipanti: numero chiuso(ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di Corso: parte teorica interattiva, attraverso proiezione slides; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto contributo per attività associativa. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers messi a disposizione da EMD112. Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti (POCHI POSTI ANCORA DISPONIBILI). Per ulteriori informazioni e per richiedere la scheda di iscrizione: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso). Ciò che non è specificato, significa che non è previsto. Locandina dell’evento: https://www.heartsinepad.it/wp-content/uploads/2018/01/Locandina-corso-BLS-D-21-gennaio.pdf #### Corso BLS-D Accreditato ARES 118 e Certificato I.R.C. – SABATO 24 FEBBRAIO 2018 a Roma Corso BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Dettagli del corso BLS-D: Aule/Locations separate per laici e sanitari. Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di Corso: parte teorica interattiva, attraverso proiezione slides; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto contributo per attività associativa. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers messi a disposizione da EMD112. Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. Per ulteriori informazioni e per richiedere la scheda di iscrizione: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso). Ciò che non è specificato, significa che non è previsto. #### Corso BLS-D certificato I.R.C. e accreditato ARES 118 – SABATO 10 GIUGNO 2017 A ROMA e SABATO 24 GIUGNO 2017 A FIRENZE Corso BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) certificato I.R.C. e accreditato ARES 118 – SABATO 10 GIUGNO 2017 A ROMA e SABATO 24 GIUGNO 2017 A FIRENZE, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi e comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, eccetera. Aule/Locations, separate per laici e sanitari. Partecipanti: numero chiuso(ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede dei corsi: Roma, Via del Casaletto 400; Sesto Fiorentino (FI), Sala Conferenze Concessionaria BI Auto S.p.A., Via San Morese 9. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto contributo per attività associativa. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers, messi a disposizione da EMD112; Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di corso). Sito web: www.retemergenze.org #### CORSO BLS-D Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 – SABATO 15 LUGLIO 2017 a ROMA Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 – SABATO 15 LUGLIO 2017 a ROMA, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi e comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, eccetera Aule/Locations: separate per laici e sanitari. partecipanti: numero chiuso(ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti  crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto solo contributo per attività associativa di euro 70,00. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers, messi a disposizione da EMD 112. Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di corso). Sito web: www.retemergenze.org #### Corso BLS-D certificato IRC per Laici e Sanitaria 7 maggio 2016 Roma Rete Emergenze Onlus organizza il nuovo corso BLS-D certificato IRC rivolto a Laici e Sanitari. Il corso BLS-D si svolgerà Sabato 7 Maggio 2016 alle ore 09:00 a Roma,  presso il MoVi Lazio di Via Del Castelletto N°400. Il corso è comprensivo di disostruzione delle vie aeree, abilitante all’uso del defibrillatore semiautomatico, certificato valido in tutta Europa, ideale per Istruttori Sportivi, sportivi in genere, Soccorritori e Volontari del Soccorso, OSS, Medici, Infermieri, fisioterapisti, insegnanti scolastici, lavoratori e disoccupati, comuni cittadini, operatori le forze dell’ordine, aspiranti militari, chiunque voglia imparare a salvare una vita umana anche con l’uso del defibrillatore. (C.d.F. IRC accreditato ARES 118). E’ richiesto solo un contributo spese. Un Corso da non perdere. INFO ED ISCRIZIONI: rete.emergenze@gmail.com #### Corso BLS-D certificato IRC, sabato 9 Aprile 2016 – Roma Sabato 9 Aprile 2016 alle ore  9,00 si svolgerà il corso BLS-D certificato IRC per laici e sanitari (valido in tutta Europa) organizzato da Rete Emergenze. Rete Emergenze Associazione Onlus è un gruppo interdisciplinare per la diffusione di manovre salvavita extra-ospedaliere. Il corso BLS-D si svolgerà presso la sede di Via del Casaletto N° 400, Roma. Corso necessario per utilizzare i Defibrillatori Automatici e Semiautomatici Esterni (DAE) in : strutture sanitarie, farmacie, poliambulatori, stadi, ambulanze, palestre, discoteche, cinema, teatri, scuole, centri commerciali, alberghi, stabilimenti balneari, manifestazioni sportive e ludiche, aeromobili e navi, etc…; utile per concorsi. Tu Cosa Aspetti ? Per Info e iscrizioni scrivere a rete.emergenze@gmail.com . #### Corso BLS-D SABATO 22 OTTOBRE 2016 organizzato da Rete Emergenze Onlus Sei in grado di salvare una vita umana? SABATO 22 OTTOBRE 2016 si svolgerà il corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C., comprensivo di disostruzione delle vie aeree, aperto a tutti (infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e  comuni cittadini, istruttori sportivi, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.): . aule/locations, separate per laici e sanitari; . partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); . Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; . Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; . Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; . Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); . Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; . Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; . Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; . tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); . non sono previsti  crediti ECM per sanitari; . Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council; . materiale didattico e DAE Trainers, forniti da EMD 112; . richiesto contributo per attività associativa di euro 70,00; . si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita; . numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; . docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; . termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti; . per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com   Il corso BLSD si svolgerà dalle ore 9.00 presso la sede operativa di Rete Emergenze Associazione Onlus, in Via Canaletto n°400 a Roma. #### Corso BLSD 28 agosto e corso PBLSD 29 agosto a Roma RETE EMERGENZE ODV organizza per sabato 28 agosto un corso BLSD e domenica 29 agosto un corso PBLSD (pediatrico), come di consueto sempre presso la propria sede di Roma. Di seguito dettagli e programma: Corso BLSD (con nuove Linee Guida “anti COVID-19”) Sabato 28 Agosto 2021 ore 09.00 – 14.00 ROMA – Via del Casaletto n° 400, 00151 Corso aperto a TUTTI (laici, sanitari, soccorritori) Costo: richiesto piccolo contributo quota associativa, anziché l’importo intero del Corso Autorizzato allo svolgimento, anche durante pandemia covid-19, dal Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Nota n° 0021859-23/06/2020-DGPRE-MDS-P Programma corso BLSD: Corso predisposto secondo norme e protocolli “anti covid-19” (2020) con distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc..; aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; partecipanti: numero chiuso; Corso della durata di 5 ore, abilitante all’uso dei defibrillatori secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2021, e “anti COVID-19” (2020); Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400 – 00151; Orario: dalle 09.00 alle ore 14.00; Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e DAE trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso.     Corso PBLSD (con nuove Linee Guida “anti COVID-19”) Domenica 29 Agosto 2021 ROMA – Via del Casaletto n° 400, 00151 Corso aperto a TUTTI (laici, sanitari, soccorritori) Costo: richiesto piccolo contributo quota associativa, anziché l’importo intero del Corso Programma corso PBLSD: Partecipanti: numero chiuso (fino al raggiungimento dei posti limite); Corso abilitante all’uso dei DAE su soggetti in età pediatrica, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2021 e “anti COVID-19” (2020); Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400 – 00151; Orario: dalle 09.00 alle 18.00 con pausa pranzo (una sola giornata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore PBLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di PBLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. I corsi di formazione sono autorizzati allo svolgimento, anche durante pandemia covid-19, dal Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Nota n° 0021859-23/06/2020-DGPRE-MDS-P. Per ulteriori informazioni e iscrizioni ai corsi BLSD e PBLSD, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com . #### Corso BLSD 28 Marzo e Corso PBLSD 29 Marzo a Roma – RETE EMERGENZE Associazione Onlus Corso di BLSD Certificato IRC e Accreditato ARES 118, Sabato 28 Marzo – ROMA Il corso BLSD comprende la disostruzione delle vie aeree su adulti ed è valido, utile e aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Programma e Info: Aule/locations, separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 09.00 alle ore 14.00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC – Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: n°6 allievi, di età dai 16 anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e defibrillatori trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Link sito web: https://www.retemergenze.org/sabato-28-marzo-2020-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/   Corso di PBLSD Certificato IRC e Accreditato ARES 118, Domenica 29 Marzo – ROMA Il corso BLSD comprende la disostruzione delle vie aeree su bambini e neonati, valido, utile e aperto a tutti i sanitari e soccorritori. Programma e Info: Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 8 (otto) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) su vittime in età pediatrica, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 09.00 alle ore 17.00 (una sola giornata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, RETE EMERGENZE Onlus; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore PBLS-D Certificato IRC – Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di PBLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: n°6 allievi, di età dai 16 anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e defibrillatori trainers da addestramento, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Link sito web: https://www.retemergenze.org/domenica-29-marzo-a-roma-corso-di-pbls-d-pediatric-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ Per ulteriori info e iscrizione ai corsi BLSD e PBLSD, richiedere la scheda di iscrizione specificando Corso e data a: rete.emergenze@gmail.com. #### Corso BLSD a Roma certificato IRC e accreditato ARES 118 Sabato 29 agosto 2020 è in programma il nuovo corso di BLSD organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus. Il corso BLSD è certificato I.R.C. (Italian Resuscitation Council) e accreditato ARES 118 (Azienda Regionale Emergenza Sanitaria Ares 118). Anche in questo periodo di emergenza sanitaria, l’impegno di Rete Emergenze Associazione Onlus è uno: salvare quante più vite possibili a persone colpite da arresto cardio-respiratorio. Il corso BLSD è aperto a chiunque: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.. Programma del corso BLSD: Sale predisposte secondo norme e linee guida anti covid-19 (distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc.); Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico, defibrillatori trainers da addestramento, manichini, etc. di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso; Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data). Rete Emergenze Associazione Onlus promuove corsi BLSD senza scopi di lucro, chiedendo solo un piccolo contributo come quota associativa.’obiettivo è la promozione della salute delle persone, sensibilizzare il lettore al senso civico dell’aiuto, diffondendo la cultura delle corrette manovre salvavita extraospedaliere, attraverso un corso BLSD, utilissimo per imparare le manovre di primo soccorso. Link sito web: https://www.retemergenze.org/sabato-29-agosto-2020-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ #### Corso BLSD a Roma con nuove Linee Guida anti COVID-19 Sabato 27 Febbraio 2021  dalle ore 09.00 alle ore 14.00 si terrà a Roma il nuovo corso BLSD (BASIC LIFE SUPPORT & DEFIBRILLATION) con nuove Linee Guida “anti COVID-19”. Il corso di formazione BLSD comprende la disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è valido, utile e aperto a chiunque: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Programma del corso BLSD: Aule/locations, separate per cittadini laici (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso; Corso della durata di 5 ore, abilitante all’impiego del Defibrillatore; Protocolli RCP/BLSD anti Covid-19 (2020): distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc..; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 09.00 alle ore 14.00; Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Struttura del Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini didattici RCP/BLSD (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Costo: Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e defibrillatori trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori informazioni e iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data) RETE EMERGENZE ODV promuove la diffusione delle manovre salvavita extraospedaliere, attraverso corsi periodici BLSD, con l’obiettivo di avere sempre più persone preparate ad intervenire in caso di necessità con le manovre di primo soccorso e l’impiego del defibrillatore. I costi dei corsi sono a copertura delle sole spese di gestione. Link sito web #### Corso BLSD a ROMA sabato 23 Marzo 2019, Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 Rete Emergenze organizza sabato 23 Marzo 2019 il corso di formazione BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118. Il corso di BLS-D  comprende manovre di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Altre informazioni utili: Aule/locations, separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; (NON E’ UN CORSO GRATUITO DI PRIMO SOCCORSO – BLS), è richiesto contributo per attività associativa; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita; Numero minimo di partecipanti: 6 allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data) Link alla pagina del corso BLS-D sul portale di Rete Emergenze Onlus. #### Corso BLSD a Roma, Rete Emergenze – 25 LUGLIO 2020 Sabato 25 Luglio 2020 si terrà a Roma un nuovo corso BLSD organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus. Il corso di formazione BLSD è certificato IRC e accreditato ARES 118. Il corso, comprensivo delle manovre di disostruzione delle vie aeree su adulti, è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.. Programma del corso BLSD: Sale predisposte secondo norme e linee guida anti Covid-19 (distanziamento sociale, sanificazioni, Dispositivi Protezione Individuale, etc…); Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 ore, abilitante all’uso del defibrillatore, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto n°400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche attestato ARES 118; Struttura corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Defibrillatori didattici da addestramento BLSD di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del corso. Per ulteriori informazioni e iscrizioni, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com specficando data e tipo di corso. Link sito web: https://www.retemergenze.org/sabato-25-luglio-2020-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ RETE EMERGENZE Associazione Onlus eroga corsi di formazione BLSD e promuove l’impiego del defibrillatore come strumento salvavita. La quota minima di partecipazione al corso tramite una quota associativa, è a copertura dei costi. La mission di RETE EMERGENZE Associazione Onlus è la salute delle persone, sensibilizzare il lettore al senso civico dell’aiuto, diffondere la cultura delle corrette manovre salvavita extra-ospedaliere.   #### Corso BLSD certificato IRC a Roma domenica 28 giugno 2020 Segnaliamo un nuovo corso BLSD tenuto dal nostro partner Rete Emergenze Associazione Onlus. Il corso BLSD si svolgerà a Roma domenica 28 giugno 2020 presso la sede in Via del Casaletto 400. Il corso BLSD è aperto e rivolto tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.. Sono comprese anche le manovre di disostruzione delle vie aeree su adulti.   Programma completo: Sale predisposte secondo norme e linee guida anti covid-19 (distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc.); Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 ore, abilitante all’uso defibrillatore secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Struttura del corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e defibrillatori didattici da addestramento, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificando tipo e data del corso). Link sito web: https://www.retemergenze.org/domenica-28-giugno-2020-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ #### Corso BLSD certificato IRC per laici e sanitari – Roma Rete Emergenze Associazione Onlus organizza nel mese di marzo 2016 il corso BLSD certificato IRC per laici e sanitari. Rete Emergenze Associazione Onlus è un gruppo interdisciplinare di diffusione delle manovre salvavita extra-ospedaliere Il corso BLSD si svolgerà sabato 5 marzo 2016 dalle ore 09.00, a Roma c/o  il MoVi Lazio (Movimento di volontariato italiano – Federazione Regionale del Lazio) di Via del casaletto N°400 a Roma. Il corso BLS-D è comprensivo di disostruzione delle vie aeree ed certificato valido in tutta Italia: è rivolto principalmente a: per Istruttori Sportivi, sportivi in genere, Soccorritori e Volontari del Soccorso, Insegnanti scolastici, lavoratori e disoccupati, comuni cittadini, OSS, Medici, Infermieri, FKT, chiunque voglia imparare a salvare una vita umana con l’uso del defibrillatore. Il materiale didattico (Defibrillatori Trainer, Manichini, etc..) sono forniti da EMD118. PER INFO ED ISCRIZIONI: rete.emergenze@gmail.com Rete Emergenze è disponibile per organizzari corsi BLS/D anche presso sedi esterne di aziende ed enti. #### Corso BLSD e Corso PBLSD a Roma 12 e 19 ottobre 2019 di Rete Emergenze Associazione Onlus Segnaliamo 2 corsi BLSD che si svolgeranno a roma nel mese di ottombre: Corso BLSD 12 ottobre Roma: SABATO 12 OTTOBRE 2019 si svolgeà a Roma il nuovo Corso BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus. Il corso BLSD comprende le manovre di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso di formazione BLSD è valido, utile e aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Di seguito programma e dettagli del corso BLSD: Aule/locations, separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e trainers (defibrillatori trainer da addestramento e manichini RCP/BLSD), di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso; Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data). Corso PBLSD 19 OTTOBRE Roma: Corso PBLSD (Pediatric Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, comprensivo di manovre di disostruzione delle vie aeree su bambini e neonati Il corso è valido, utile e aperto a tutti. Di seguito programma e dettagli del corso PBLSD: Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 8 (otto) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) su vittime in età pediatrica, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 17,00 (una sola giornata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e defibrillatori da addestramento, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data). Link sito web: https://www.retemergenze.org #### Corso BLSD in Lingua dei Segni Italiana LIS a Roma 24 maggio, accreditato SIAATIP e ARES 118 Regione Lazio Corso BLSD adulto e pediatrico (manovre di rianimazione cardio polmonare con l’uso del defibrillatore) con il patrocinio della FSSI – Federazione Sport Sordi Italia e in collaborazione con EMD112. Rilascio della doppia certificazione, SIAATIP (Società Italiana di Anestesia, Analgesia e Terapia Intensiva Pediatrica) e ARES 118 Regione Lazio, riconosciuta a livello nazionale. Il Corso BLSD si terrà venerdì 24 maggio 2019 a Roma presso Hotel Villa Rosa in Via G. Prati, n°1 e sarà strutturato su due turni a scelta della durata di 5 ore ciascuno: Mattina: dalle ore 09.00 alle ore 14.00 Pomeriggio: dalle ore 14.00 alle ore 19.00 Il corso BLSD verrà svolto in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e voce dagli istruttori sordi qualificati ed accreditati Ares 118 Regione Lazio. Al raggiungimento di 40 corsisti presenti nei due turni, verrà messo in palio un premio tramite sorteggio: un defibrillatore. Sono previsti sconti per coloro che pagheranno prima il corso, ed uno sconto dedicatro per i tesserati FSSI. Per informazioni ed iscrizioni scrivere alla email  info@blsd.eu . #### Corso BLSD mercoledì 21 Dicembre 2016 a Roma, Organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus NON BISOGNA ESSERE SUPEREROI PER SALVARE UNA VITA UMANA : Mercoledì 21 Dicembre 2016 a Roma, Rete Emergenze Associazione Onlus terrà un nuovo corso di formazione BLSD. Il corso di BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C., è comprensivo di disostruzione delle vie aeree, ed aperto a tutti:(infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e  comuni cittadini, istruttori sportivi, addetti alle palestre  e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc…) Ulteriori informazioni e dettagli: Aule/locations, separate per laici e sanitari Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners) Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015 Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400 Orario: dalle 14,00 alle ore 19,00 (una sola sessione pomeridiana) Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118 tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC) non sono previsti  crediti ECM per sanitari Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council, ed iscrizione nel Registro Esecutori BLS-D ARES 118 Lazio Richiesto contributo per attività associativa di €70,00 Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD (fino ad esaurimento), coffee break, gadget salvavita Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus Materiale didattico e trainers (defibrillatori trainer e manichini rcp), messi a disposizione da EMD112 Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com #### Corso BLSD sabato 24/10 e corso PBLSD domenica 25/10 – Roma Nel weekend di sabato 24 ottobre 2020 e domenica 25 ottobre 2020, Rete Emergenze Associazione Onlus organizza 2 corsi di formazione, che si svolgeranno presso la sede di ROMA in Via del Casaletto n° 400. La quota di iscrizione è a titolo di rimborso spese. Tutti i corsi organizzati da Rete Emergenze Associazione Onlus hanno come unico scopo la divulgazione delle manovre salvavita di primo soccorso e dell’impiego del defibrillatore. CORSO BLSD – Roma, Sabato 24 ottobre 2020 Il corso è aperto a chiunque. Programma del corso BLSD: Sale predisposte secondo norme e linee guida anti covid-19 (distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc.); Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015, e anti COVID-19 2020; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9.00 alle ore 14.00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 allievi, di età dai sedici anni in poi (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e defibrillatori trainers da addestramento, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso; per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data).   Link sito web: https://www.retemergenze.org/sabato-24-ottobre-2020-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/     Corso PBLSD (Pediatric Basic Life Support & Defibrillation) Certificato IRC e Accreditato ARES 118 – Roma, Domenica 25 ottobre 2020 Il corso PBLSD comprende la disostruzione delle vie aeree su bambini e neonati. Il corso è valido, utile e aperto a tutti i sanitari e soccorritori. Programma del corso PBLSD: . Partecipanti: numero chiuso (fino al raggiungimento dei posti limite); Corso abilitante all’uso dei defibrillatori su vittime in età pediatrica, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9.00 (una sola giornata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore PBLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di PBLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: sei allievi, di età dai 16 anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Defibrillatore didattico (DAE trainer), manichini BLSD e materiale formativo di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso; Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data).   Link sito web: https://www.retemergenze.org/domenica-25-ottobre-a-roma-corso-pbls-d-pediatric-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ #### Corso di BLS-D sabato 24 settembre 2016 a Roma, organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus Sabato 24 settembre 2016 si svolgerà a Roma il  corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) , Certificato I.R.C., organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus. Il corso di BLS-D è comprensivo di disostruzione delle vie aeree ed è aperto a tutti (infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio,  comuni cittadini, istruttori sportivi, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.): Aule/locations: separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Durata: corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016); Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Crediti ECM: non sono previsti  crediti ECM per sanitari; Attestato: rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council; Costo: richiesto solo contributo per attività associativa di euro 70,00; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, od al raggiungimento del numero massimo di iscritti; EMD112 fornirà il materiale didattico, come i defibrillatori trainer ed i manichini per le manovre RCP. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com #### Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato IRC – Roma 11 Giugno 2016 Sabato 11 Giugno 2016 si terrà a Roma il Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Organizzato da  RETE EMERGENZE Associazione Onlus, Certificato I.R.C.. Il Corso di BLS-D ècomprensivo di disostruzione delle vie aeree, per tutti (istruttori sportivi, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini,etc.): Aule/locations: separate per laici e sanitari; Sede corso: Via del Casaletto n° 400 (Sede Operativa) – Roma Partecipanti: numero chiuso (posti riservati per coloro che ci comunicano aver appreso la notizia attraverso EMD112 ); Durata Corso: 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni); Linee Guida: internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC), grazie alla collaborazione  con EMD118; Accreditamento: ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016); Crediti ECM: non sono previsti  crediti ECM per sanitari; Attestati: Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council; Costo: Richiesto contributo spese di euro 60,00; Sono compresi nel costo di iscrizioni: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, dai sedici anni in poi; Docenti: Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Termine iscrizioni: 48 ore prima dell’inizio del Corso; RETE EMERGENZE Associazione Onlus ha come UNICO obiettivo la diffusione capillare delle corrette manovre salvavita extraospedaliere, cioè…salvare vite umane e mettere le persone in condizione di salvarle, attraverso LEZIONI UNICHE NEL GENERE,  MATERIALE DIDATTICO INTERATTIVO ,  ISTRUTTORI/DOCENTI DI IMPORTANZA NAZIONALE, FEEDBACK CONTINUO. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com . #### Corso di BLS-D accreditato ARES 118 – SABATO 4 MARZO 2017 Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Accreditato ARES 118, Certificato I.R.C., organizzato da RETE EMERGENZE, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi e comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, eccetera. Ulteriori informazioni: Aule/Locations separate per laici (cioè i non sanitari) e sanitari. Partecipanti: numero chiuso (posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016). Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D ARES 118. Rilascio Attestato di Esecutore IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto solo contributo per attività associativa di euro 70,00. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, coffee break, gadget salvavita, manuale di BLS-D IRC (fino ad esaurimento scorte). Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers, forniti da EMD 112; Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com #### Corso di BLS-D Accreditato ARES 118 e Certificato I.R.C. – SABATO 11 NOVEMBRE 2017 a Roma Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Accreditato ARES 118 e Certificato I.R.C., compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, addetti alle palestre  e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, eccetera. POCHI POSTI DISPONIBILI. Dettagli del corso BLS-D: Aule/Locations, separate per laici e sanitari. Partecipanti: numero chiuso(ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto contributo per attività associativa. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers, messi a disposizione da EMD112. Posti riservati, e di favore, per i partners di EMD112. Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. Per ulteriori informazioni e per richiedere la scheda di iscrizione: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso). Ciò che non è specificato, significa che non è previsto. #### Corso di BLS-D Accreditato ARES 118 e Certificato I.R.C. – SABATO 16 DICEMBRE 2017 a Roma Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Dettagli del corso BLS-D: Aule/Locations separate per laici e sanitari. Partecipanti: numero chiuso(ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto contributo per attività associativa. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età superiore ai 16 anni. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers, messi a disposizione da EMD112. Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. Per ulteriori informazioni e per richiedere la scheda di iscrizione: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso). Ciò che non è specificato, significa che non è previsto. Locandina del corso: https://www.heartsinepad.it/wp-content/uploads/2017/11/locandina-BLSD-16-DICEMBRE.jpg #### Corso di BLS-D accreditato ARES 118, certificato I.R.C. – SABATO 1 APRILE 2017 Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) accreditato ARES 118, certificato I.R.C. – SABATO 1 APRILE 2017, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi e comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, eccetera. Ulteriori informazioni: Aule/Locations separate per laici (cioè i non sanitari) e sanitari. Partecipanti: numero chiuso (posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto n° 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016). Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D ARES 118. Rilascio Attestato di Esecutore IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto solo contributo per attività associativa di euro 70,00. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, coffee break, gadget salvavita, manuale di BLS-D IRC (fino ad esaurimento scorte). Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers forniti da EMD 112. Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com Sito web: www.retemergenze.org #### Corso di BLS-D Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 – SABATO 7 OTTOBRE 2017 a ROMA Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, eccetera. Dettagli: Aule/Locations, separate per laici e sanitari. Partecipanti: numero chiuso(ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti  crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto contributo per attività associativa. Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers, messi a disposizione da EMD112. Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti (GIÀ POCHI POSTI DISPONIBILI). Per ulteriori informazioni e per richiedere la scheda di iscrizione: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso). Ciò che non è specificato, significa che non è previsto. #### Corso di BLS-D Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 – SABATO 9 SETTEMBRE 2017 a ROMA Corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, compreso di disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso di formazione è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e  comuni cittadini, addetti alle palestre  e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, eccetera. Dettagli: Aule/Locations separate per laici e sanitari. Partecipanti: numero chiuso(ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners). Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE(defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo la Legge. Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015. Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400. Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata). Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN. Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118. Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC). Non sono previsti crediti ECM per sanitari. Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council. Richiesto contributo per attività associativa. Si offre gratuitamente: cartella congressuale, manuale di BLS-D fino ad esaurimento, coffee break, gadget salvavita. Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi. Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Materiale didattico e trainers, messi a disposizione da EMD112; Le iscrizioni termineranno 72 ore prima dell’inizio del Corso o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti. POCHI POSTI ANCORA DISPONIBILI! Per ulteriori informazioni e per richiedere la scheda di iscrizione: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso). #### Corso di BLS-D Sabato 19 Novembre 2016 A ROMA NON BISOGNA ESSERE SUPEREROI PER SALVARE UNA VITA UMANA: Rete Emergenze Associazione Onlus organizza per SABATO 19 NOVEMBRE 2016 A ROMA, il  corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. . Il corso BLSD-D, comprensivo di disostruzione delle vie aeree, è aperto a tutti: infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e  comuni cittadini, istruttori sportivi, addetti alle palestre  e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Di seguito il programma completo: Aule/locations, separate per laici e sanitari Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners) Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015 Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400 Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata) Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118 Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC) Non sono previsti  crediti ECM per sanitari Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council Richiesto contributo per attività associativa di €70,00 Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus Materiale didattico e trainers, messi a disposizione da EMD112 Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com . #### Corso di BLSD Certificato IRC e Accreditato ARES 118 Sabato 26 settembre 2020 si svolgerà a Roma un nuovo corso BLSD Organizzato da RETE EMERGENZE Associazione Onlus. Il corso è rivolto a tutti i cittadini. RETE EMERGENZE Associazione Onlus eroga corsi di formazione BLSD finalizzati alla sensibilizzazione e formazione dei cittadini riguardo alle manovre di primo soccorso e nell’impiego del defibrillatore. Come costo è richiesto solo un piccolo contributo spese come quota associativa.   Dettagli del corso BLSD: Sale predisposte secondo norme e linee guida anti covid-19 (distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc.); Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9.00 alle ore 14.00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo: 6 partecipanti, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Defibrillatori trainer didattici e Manichini da addestramento di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione (specificare il tipo di Corso e la data) a: rete.emergenze@gmail.com. Link al corso BLSD sul sito di EMERGENZE Associazione Onlus: https://www.retemergenze.org/sabato-26-settembre-2020-ore-900-1400-a-roma-via-del-casaletto-n-400-corso-bls-d-basic-life-support-defibrillation/ #### Corso di BLSD SABATO 20 LUGLIO 2019 a Roma Certificato IRC e Accreditato ARES 118 Sabato 20 Luglio 2019 si terrà a Roma in nuovo corso di formazione BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato IRC e Accreditato ARES 118, organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus. Il corso di addestramento BLSD comprende la disostruzione delle vie aeree su adulti, ed è utile e aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Dettagli e programma del corso: Aule/locations, separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9.00 alle ore 14.00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e defibrillatori trainers da addestramento BLSD, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso.   E’ previsto un contributo con quota di iscrizione all’Associazione Onlus. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com, specificando il tipo di corso e la data. #### Corso di BLSD SABATO 25 GENNAIO 2020 a Roma Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 Il corso BLSD comprende la disostruzione delle vie aeree su adulti ed è valido, utile e aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Dettagli e programma del corso BLSD di Roma: Aule/locations, separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 ore, abilitante all’uso dei defibrillatori secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14.00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, “RETE EMERGENZE”; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC da Italian Resuscitation Council; Costo: richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Defibrillatori didattici da addestramento e atro materiale per la formazione di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data) In qualità di partner, EMD112 contribuisce alla promozione dei corsi organizzatida Rete Emergenze Associazione Onlus per promuovere la cultura della cardioprotezione e della salute delle persone, sensibilizzare il lettore al senso civico dell’aiuto, diffondendo la cultura delle corrette manovre salvavita extraospedaliere, attraverso un Corso specifico, utilissimo per imparare tali manovre) Link sito web: https://www.retemergenze.org/sabato-25-gennaio-2020-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ Affrettati, pochi posti disponibili! #### Corso di Formazione BLSD a Roma, sabato 21 Gennaio 2017 organizzato da Rete Emergenze Sabato 21 Gennaio 2017 a Roma si terrà il Corso di BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C., organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus. Il Corso di BLSD è comprensivo della disostruzione delle vie aeree su adulti. Il corso è aperto a tutti: infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e  comuni cittadini, istruttori sportivi, addetti alle palestre  e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.. Ulteriori Informazioni: Aule/locations: separate per laici e sanitari Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners) Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015 Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400 Orario: dalle 09,00 alle ore 14,00 (una sola sessione) Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118 Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC) Crediti ECM: non sono previsti  crediti ECM per sanitari Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council, ed iscrizione nel Registro Esecutori BLS-D ARES 118 Lazio Richiesto contributo per attività associativa di euro 70,00 Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD (fino ad esaurimento), coffee break, gadget salvavita docenti di importanza nazionale, volontari di Rete Eemergenze Associazione Onlus Materiale didattico RCP/BLSD messo a disposizione da EMD112: defibrillatori trainer didattici, manichini didattici RCP adulto Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso, o comunque al raggiungimento del numero massimo di iscritti Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com #### Corso di formazione BLSD certificato IRC a Roma organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus Rete Emergenze Associazione Onlus, gruppo interdisciplinare di diffusione delle manovre salvavita extra-ospedaliere,  domenica 20 dicembre 2015 alle ore 09.00 organizza un Corso BLS-D Certificato I.R.C. (Italian Resuscitation Council), che si svolgerà presso la sede operativa del MoVi Lazio (Movimento di volontariato italiano – Federazione Regionale del Lazio) di Via del casaletto N°400 a Roma. Saranno forniti ai corsisti: manuale BLS-D (fino ad esaurimento), cartellina congressuale, gadget salvavita, coffee break. Il corso, non rilascia crediti ECM per sanitari. Il numero di posti disponibili, è comunque limitato, e pertanto al fine dell’iscrizione, è necessario inviarci email di richiesta info e scheda di iscrizione, alla casella email  : rete.emergenze@gmail.com EMD118 fornirà il materiale didattico quali manichini per le manovre RCP, trainer DAE HeartSine (defibrillatori da addestramento per la formazione del personale) ed altro materiale funzionale al corso.     #### Corso disostruzione pediatrica Dott. Squicciarini presso Salone Dei Cinquecento Palazzo Vecchio Firenze EMD112 è main sponsor del “Corso Manovre di disostruzione pediatrica e taglio di alimenti per bambini in sicurezza secondo le nuove linee guida internazionali” che si terrà il 20 Marzo 2019 presso Palazzo Vecchio a Firenze. Il corso si svolgerà in 2 sessioni, per dare seguito alle molte richieste di partecipazione: 1° Sessione: Mattina dalle ore 10.30 alle ore 12.30 2° Sessione: Pomeriggio dalle ore 16.30 alle ore 18.30 Il corso sarà tenuto dal Dott. Marco Squicciarini, Medico, Istruttore BLSD/PBLSD, esperto in tecniche di rianimazione pediatriche. L’evento formativo è completamente GRATUITO, iscrizione obbligatoria via email: manovresalvabimbifirenze@gmail.com Location del corso: salone dei cinquecento, Palazzo Vecchio Firenze Il Salone dei Cinquecento è la sala più grande e più importante sotto il profilo storico ed artistico di Palazzo Vecchio , nel pieno centro storico di Firenze, situato in piazza della Signoria, nei prezzi del Museo degli Uffizi e Ponte Vecchio. Il salone dei cinquecento è imponente, con una lunghezza di 54 metri, una larghezza di 23 e un’altezza di 18 metri. Per volume è la più grande sala in Italia realizzata per la gestione del potere civile. L’ultimo restauro risale al 2000-2001. Chi è il Dott. Marco Squicciarini? Alcuni dei punti principali che caratterizzano il suo profilo personale Medico, Volontario Croce Rossa Italiana dal 2004; Formatore nazionale rete scientifica sanitaria Federazione Medici Pediatri; Project manager della Salvamento Academy (AHA e SIMEU); Direttore del Corso di Formazione dei VDS (corso di formazione per Volontari Operatori del Soccorso e di Emergenza Sanitaria); Delegato Tecnico Provinciale per Roma della Rianimazione Cardiopolmonare Pediatrica, uso del defibrillatore e manovre di disostruzione, collaboratore per Maxi Emergenze con il Provinciale; Dal 2007 Collaboratore Tecnico Nazionale per il PBLSD e membro della Task Force Nazionale BLSD; Dal 2008 nomina a referente nazionale ed internazionale per il PBLD e Manovre Disostruzione Pediatrica della Croce Rossa Italiana; Istruttore presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la formazione dei medici e degli infermieri interni e per i Corsi ai sanitari che da tutta Italia afferiscono all’OPBG per diventare esecutori PBLSD; Membro del Consiglio Direttivo della SIMEUP LAZIO ( Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica); Specializzato nell’insegnamento delle manovre salvavita pediatriche è attivo per la diffusione delle nuove linee guida internazionali sia negli Ospedali a medici e infermieri, in Croce Rossa in tutti i gruppi dei VDS di Roma e Provincia, nei centri sportivi; Fondatore e gestore di associazioni per le diffusioni di manovre salvavita e di impatto sociale, come ad esempio Translator4Children (sponsor dell’evento), che si occupa di tradurre gratuitamente le cartelle cliniche dei bambini per operazioni o visite presso ospedali esteri; E molto altro…. Purtroppo le cronache sono piene di morti di bambini perchè in campo non c’era nessuno preparato ad affrontare un arresto cardiorespiratorio, ma soprattutto nelle scuole alle maestre degli asili e delle scuole elementari. Continua quindi a formare tutto il personale possibile ed a creare sensibilizzazione su queste tematiche.   #### Corso gratuito “Health Workshop” a Roma e Firenze con EMD112 Dopo il corso di Functional Traning, EMD112 offre ai propri clienti la possibilità di partecipare ad un nuovo corso a titolo gratuito: Health Workshop, di 4Move. Il valore del corso è di  €69. Sarà possibile scegliere la città e la data che si preferisce tra le seguenti: Firenze 16 gennaio 2016 ore 9.00-13.00 Roma 17 gennaio 2016 ore 14.00-18.00 In ogni momento della nostra vita è il cervello che decide come muoverci. In questa giornata introdurremo i concetti di neural training e gerarchia nervosa, mostrando come il nostro sistema nervoso reagisce agli stimoli motori. Spiegheremo come usare la mobilità articolare per migliorare l’intelligenza cinestetica ed il comportamento motorio. Metteremo in evidenza la plasticità del cervello, la sua capacità di modificarsi, e come utilizzarla a seconda dell’obiettivo: dalla gestione del dolore cronico al miglioramento delle performances. Il corso è rivolto Laureati in scienze motorie, professionisti dello sport e del fitness. I temi trattati saranno: La “visione neurale delle cose”: perché usare il sistema nervoso come riferimento La mappa propriocettiva e gli homunculi Riflesso artrocinetico Mobilità articolare: l’ABC del movimento Come quando perchè usare la mobilità articolare Cenni di allenamento visivo Docenti del corso Dott. Gianluca Giorgi – Dottore in scienze motorie con specializzazione in scienze e tecniche dello sport, preparatore atletico F.I.G.C., riprogrammatore posturale, certificato Z-health; relatore del corso Health, nel quale si occuperà di allenamento respiratorio e mobilità articolare. Dott. Marco Maccari – Dottore in scienze motorie con specializzazione in attività motorie preventive ed adattative, istruttore federale di Power Lifting, personal trainer e preparatore atletico; è uno dei relatori del corso Health, la sua area tematica è l’analisi del passo ed il ritmo osseo. Daniele Pinto – Personal trainer da più di 15 anni; oltre ad essere certificato con le scuole più rilevanti di allenamento funzionale, quali Tacfit, Strongfirst, RKC, Z-Health; sta conducendo studi sulla gestione del dolore cronico. Per 4Move è uno dei formatori del corso Health, dove gestisce l’area tematica pain management. Dott. Daniele Baioletti – Laureato in scienze motorie, tra le varie certificazioni si evidenziano il master in personal training, una certificazione di 1° livello della Federazione Italiana Pesistica e Cultura Fisica; inoltre è il primo master trainer italiano di Z-Health, occupandosi nello specificio delle risposte neuronali della mobilità articolare. Per accedere al corso di Functional Traning gratuitamente è succifiente inviare una richiesta tramite il form presente sul sito https://www.emd112.it/contattaci/, vi forniremo un codice da utilizzare sul sito http://www.4move.biz/contatti/ indicando corso, luogo e data, codice accesso gratuito EMD112, vostri dati anagrafici. #### Corso Operatore Massaggiatore Cardiaco Automatico LUCAS® 3 Aeronautica Militare – 2° Stormo Nella giornata di ieri giovedì 6 agosto, EMD112 ha effettuato la consegna del Massaggiatore Cardiaco Automatico Stryker® LUCAS® 3 al 2° Stormo di Rivolto, Codroipo (Udine). A consegnare il LUCAS® 3 Simone Giovanelli, Training Manager EMD112, che ha avuto modo di presentarlo allo staff sanitario. Il LUCAS® 3 ha stupito anche chi lavora quotidianamente con la perfezione! Il Corso Operatore e il Corso Istruttore LUCAS® 3 sono frutto di un lavoro lungo e complesso durato più di 2 anni. La “fortuna” ha voluto che un progetto formativo “pilota” così importante si svolgesse nella casa delle Frecce Tricolori. Si tratta infatti del 1° corso Operatore e LUCAS® 3, al quale prenderà parte lo staff sanitario completo del 2° Stormo, formato da circa 16-18 militari, che si terrà a settembre 2020. Qualche informazione in più sul 2° Stormo. Il 2° Stormo è uno dei principali punti di riferimento missilistici del sistema di difesa aerea nazionale. Lo Stormo cura l’addestramento e la prontezza operativa di uomini e mezzi delle batterie missilistiche “Spada” dell’Aeronautica Militare. Lo Stormo inoltre assicura il regolare svolgimento dei servizi aeroportuali e il mantenimento delle infrastrutture e degli impianti, anche a favore del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) dell’Aeronautica Militare Italiana, nata nel 1961 e comunemente chiamata “Frecce Tricolori”. Seguici per aggiornamenti sul progetto! Se sei interessato al Corso Operatore LUCAS®3 e al Corso Istruttore LUCAS®3 contattaci. #### Cos’è un defibrillatore e come funziona Il defibrillatore è un apparecchio salvavita in grado di rilevare le alterazioni del ritmo della frequenza cardiaca e di erogare una scarica elettrica al cuore qualora sia necessario. L’erogazione di uno shock elettrico serve per azzerare il battito cardiaco e, successivamente, ristabilirne il ritmo. Generalmente, un defibrillatore è composto da due elettrodi che devono essere posizionati sul torace del paziente (uno a destra e uno a sinistra del cuore ) e da una parte centrale dedicata all’analisi dei dati da essi trasmessi. Esistono quattro principali tipologie di defibrillatori: il defibrillatore manuale, il defibrillatore semiautomatico esterno, il defibrillatore automatico esterno e il defibrillatore impiantabile o interno. Il defibrillatore manuale è il dispositivo più difficile da utilizzare poiché ogni valutazione delle condizioni cardiache viene completamente delegata al suo utilizzatore, così come la calibrazione e la modulazione della scarica elettrica da erogare al cuore del paziente. Per tali motivazioni, il defibrillatore manuale viene utilizzato prettamente da medici o da operatori sanitari abilitati. Il defibrillatore semiautomatico esterno è un dispositivo “intelligente” in grado di funzionare quasi in completa autonomia. Una volta collegati in maniera corretta gli elettrodi al paziente, mediante uno o più elettrocardiogrammi che il dispositivo effettua in maniera automatica, il defibrillatore semiautomatico esterno è in grado di stabilire se è necessaria o meno erogare uno shock elettrico al cuore. Più precisamente, è in grado di “comprendere” se il paziente è stato colpito da arresto cardiaco e, qualora il ritmo fosse defibrillabile, avverte l’operatore, della necessità di erogare una scarica elettrica al muscolo cardiaco. A questo punto, l’operatore dovrà solo premere il pulsante di scarica. Questa tipologia di defibrillatori, grazie alla semplicità d’uso che la contraddistingue, può essere utilizzata anche da personale laico opportunamente formato. Infatti, la guida vocale presente all’interno di tali dispositivi assisterà l’operatore durante ogni fase del soccorso. In più, soltanto nel caso in cui il paziente si trovi in uno stato di arresto cardiaco il defibrillatore si predisporrà all’erogazione della scarica. In nessun altro caso, salvo malfunzionamento del dispositivo, sarà possibile defibrillare il paziente, anche se, per sbaglio, venisse premuto il pulsante dello shock. Alcuni DAE, inoltre, come i defibrillatori della HeartSine, per supportare maggiormente il soccorritore, sono provvisti anche di indicazioni visive sia sugli elettrodi che sul dispositivo stesso. Il defibrillatore DAE completamente automatico, invece, necessita solamente di essere collegato al paziente e di essere acceso. A differenza dei defibrillatori semiautomatici esterni, infatti, una volta riconosciuto lo stato di arresto cardiaco, procedono in autonomia all’erogazione dello shock al cuore del paziente. Ultima tipologia di defibrillatore esistente, è quello impiantabile o interno. Si tratta di uno stimolatore cardiaco alimentato da una batteria dalle dimensioni molto ridotte che viene inserito in prossimità del muscolo cardiaco, solitamente, sotto la clavicola. In caso registri una frequenza anomala del battito cardiaco del paziente è in grado di erogare autonomamente una scarica elettrica per tentare di riportare la situazione alla normalità. Esclusa l’ultima tipologia di defibrillatore elencata, ricordiamo che per salvare la vita ad una persona colpita da arresto cardiaco non basta avere a disposizione un defibrillatore, ma occorre anche utilizzarlo quanto prima: per ogni minuto che passa, infatti, le probabilità di sopravvivenza per la persona colpita da arresto cardio-circolatorio diminuiscono di circa il 10%. Per tale motivo, sarebbe opportuno cardio-proteggere il più possibile i luoghi in cui viviamo e quelli che più frequentiamo. #### Costo Defibrillatori: i 3 fattori che costituiscono il prezzo reale Nella maggior parte dei casi viene considerato quasi esclusivamente il costo dei defibrillatori, inteso come prezzo finito con lo sconto applicato. Le ricerche, prevalentemente online, si concentrano quindi sul fattore prezzo e sulle offerte, sconto,  promozioni dei vari venditori. Tuttavia i fattori che incidono sul costo reale sono 3: Costo Defibrillatore Il prezzo del defibrillatore è il primo fattore da considerare. Online si trovano numerose offerte. E’ da tenere presente che il defibrillatore è uno strumento salvavita, quindi ha poco senso cercare il prodotto più economico in assoluto a discapito delle garanzie ed efficacia. Al contrario, è opportuno identificare prodotti di alta qualità e con buon rapporto qualità prezzo. I costi di listino al pubblico (IVA inclusa) variano mediamente da €1.200 a €3.200. Tuttavia questi prezzi sono soggetti ad offerte e sconti anche importanti, i prezzi finiti con lo sconto si aggirano attorno a 1.000-1.300 Euro. Da 800 a 1.000 Euro troviamo i DAE in genere con solo 5-6 anni di garanzia e specifiche minori (protezione IP, range impedenza, tempi di carica, etc..), per la maggior parte prodotti in Asia. Su questi prodotti apparentemente più convenienti è necessario calcolare il costo di acquisto di nuovi DAE al termine della garanzia ed il costo dei consumabili. Il risultato è che questi DAE non sono i più economici realmente. Il costo dei consumabili (Batteria e Elettrodi dei Defibrillatori) I defibrillatori necessitano la sostituzione periodica delle batterie ed elettrodi. Il prezzo delle batterie ed elettrodi dei defibrillatori possono variare molto da marca a marca. Per dare un numero reale, in 10 anni il costo dei consumabili (piastre e batteria) dei defibrillatori presenti sul mercato varia da marca a marca da €300 a €1.100. Le batterie in genere devono essere sostituite in funzione della marca e modello, dai 2 a7 anni. Gli elettrodi da 1 anno a 30 mesi. (mediamente ogni 2 anni). Sul mercato esistono batterie compatibili non originali, che hanno prezzi più economici ma che non sono riconosciute dalle case produttrici in caso di funzionamento non corretto, con tutte le implicazioni che ciò comporta. I defibrillatori samaritan® sono gli unici DAE con batteria ed elettrodi già collegati (in caso di utilizzo quindi non è necessario inserire l’attacco degli elettrodi in quello del DAE, operazione semplice per coloro che sono abituati all’utilizzo, ma meno semplice per tutti gli altri, in particolare nel momento concitato in cui è necessario eseguire l’operazione). I consumabili del defibrillatore samaritan®, grazie a questa caratteristica, vengono sostituiti assieme ogni 4 anni. Il costo della batteria da adulii PAD-PAK è di €146,4 (IVA inclusa) e la pediatrica PED-PAK è di €195,2. La sostituzione dei consumabili al termine del loro ciclo di vita è a carico dell’acquirente. EMD112 contatta preventivamente tutti i propri clienti segnalando con anticipo la necessità di sostituzione.  Anni di garanzia del Defibrillatore Questo fattore diviene fondamentale nelle realtà che hanno l’obbligo di dotazione del defibrillatore (Decreto Balduzzi), ad esempio le Società Sportive Professionistiche e  le Società Sportive Dilettantistiche (entrata in vigore definitiva il 20 Luglio 2017). In questo caso la legge prevede non solo che l’impianto ne sia dotato, ma che il N° di defibrillatori sia funzionale alle dimensioni dell’impianto, che ne sia garantita la manutenzione ed il corretto funzionamento in caso di necessità, che sia appositamente segnalato, che il personale della struttura abbia svolto corsi di formazione BLSD per l’impiego del DAE. Se nel caso di necessità un defibrillatore non funziona correttamente, con le conseguenze che ciò può comportare, il magistrato si rifarà sul responsabile dell’impianto, che se ha svolto tutto in modo regolare si rifarà sulla casa produttrice. Nel caso in cui il defibrillatore non sia più in garanzia ..sarà il responsabile dell’impianto che dovrà rispondere direttamente al magistrato. Questo comporta una sostituzione dei defibrillatori al termine della garanzia con dei nuovi DAE. Gli anni di garanzia dei defibrillatori variano da 5 anni a 8 anni. L’unico defibrillatore al mondo con 10 anni di garanzia è il defibrillatore semiautomatico samaritan®. E’ facile comprendere quanto gli anni di garanzia incidano nel costo operativo di cardioprotezione tra acquisto e manutenzione negli anni.   In funzione del numero di DAE di cui è dotato o si deve dotare un impianto, azienda, privato, ente pubblico, scuola, comune, etc.. i 3 fattori indicati sopra divengono ancora più decisivi. Altro aspetto da considerare, è l’eventuale costo di aggiornamento dei defibrillatori che alcuni produttori o rivenditori richiedono, che in alcuni casi è superiore a €200, mentre HeartSine® non prevede costi accessori in caso di aggiornamento. E’ necessario in fase di richiesta preventivo richiedere espressamente in forma scritta dal venditore il costo dei consumabili e le tempistiche per la loro sostituzione, oltre al termine della garanzia del DAE per programmare il nuovo acquisto. Se l’obiettivo, o l’obbligo di legge, prevede la dotazione continuativa del/dei defibrillatori, sarà semplice poter calcolare il costo di gestione nel medio e lungo periodo.   Se devi acquistare uno o più defibrillatori o stai pianificando un grande progetto di cardioprotezione, contattaci utilizzando il modulo a fianco , ti forniremo una proiezione reale dei costi ed un confronto con gli altri defibrillatori in commercio. Nell’occasione parleremo anche dei plus qualitativi e delle caratteristiche uniche al mondo dei defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD. #### Costo di un defibrillatore. Tutto quello che c’è da sapere. Quale è il miglior defibrillatore in commercio? E come si fa a scegliere il più economico? Il costo dei defibrillatori è ovviamente variabile ma non può costituire l’unica discriminante al momento dell’acquisto, proprio come succede quando si sceglie un elettrodomestico o un’auto; l’altro parametro di cui tener conto è la destinazione d’uso. I passi da compiere sono quindi due: stabilire l’uso che se ne intende fare e, solo in un secondo momento, considerare il prezzo. DESTINAZIONE D’USO Due i criteri fondamentali nello stabilire la destinazione d’uso: il tipo di vittima ed il tipo di soccorritore che userà il DAE. Il primo è il parametro che incide meno, anche se – in virtù del fatto che la maggior parte degli arresti cardiaci avvengono fra le mura domestiche – le popolazioni più a rischio (cardiopatici di vario tipo) sono quelle che più possono giovarsi di un defibrillatore domiciliare. E’ anche da tenere presente come alcune malattie/condizioni modifichino uno dei parametri in base ai quali viene deciso il voltaggio della scarica a cui sottoporre la vittima, ragion per cui la condotta più prudente è quella di scegliere un DAE capace di gestire le impedenze più alte. Il tipo di soccorritore determina invece se è sufficiente che il defibrillatore abbia un metronomo incorporato (i soccorritori formati sanno come fare la rianimazione cardiopolmonare), oppure se serve che fornisca anche un feedback sulla qualità del massaggio cardiaco praticato: le linee guida ERC suggeriscono sempre e comunque l’uso di un dispositivo che fornisca questo feedback. Fra tutti i defibrillatori sul mercato, solo il samaritan 500P è in grado di fornire un feedback basato sulla rilevazione di una misura correlata al flusso sanguigno nei grandi vasi del torace, invece che allo spostamento dello sterno come fanno invece tutte le altre marche. COSTI Passando invece alle considerazioni di tipo economico, bisogna pensare sia in termini di costo di acquisto che di costi di manutenzione per anno di garanzia – il tutto alla luce della messa in opera in condizioni idonee. Nella spesa di acquisto rientra il costo necessario a conferire alla macchina capacità performative nelle condizioni ambientali in cui avviene il soccorso. Ciò significa che solo le macchine dotate di apposite certificazioni funzionano in alcuni ambienti particolari (con polveri fini, getti d’acqua sotto pressione, vibrazioni ambientali) e i samaritan rivelano la loro superiorità proprio in queste condizioni. Inoltre, in condizioni di temperatura ambientale estrema, il DAE può essere  funzionante solo a patto che sia conservato correttamente, in apposite teche impermeabili e/o riscaldate. Se ne evince che non ha senso, acquistare il solo DAE  se non è idoneo ad espletare il suo ruolo salvavita al meglio. Pertanto, nei costi di acquisto, oltre al costo della macchina di per sé, vanno considerati anche i costi relativi alle teche, come pure alle segnalazioni a norma: questo perché, un DAE funzionante ma non raggiungibile, non potrà essere usato qualora sia necessario. Le spese di manutenzione devono essere considerate in funzione della durata della garanzia: alcune macchine hanno garanzia più lunga, altre hanno consumabili più economici. I samaritan hanno il doppio vantaggio della garanzia (8 anni) e di avere un unico consumabile, che va rinnovato ogni 4 anni, per un costo di 120 euro, ovvero una spesa di manutenzione di soli 30 euro all’anno per 8 anni. Se non si hanno né il tempo né la voglia di fare tutte queste considerazioni, se ne possono fare alcune molto più basilari per aiutare nella scelta: Un produttore approvato dalla FDA: la Food and Drug Administration ha infatti standard molto più elevati di quelli europei. Le marche approvate sono: Philips, HeartSine, Physio-control, Defibtech, Zoll, Cardiac Science. Un indice di protezione adeguato alla situazione in cui è presumibile che avvenga il soccorso. I samaritan HeartSine hanno l’indice di protezione più alto sul mercato (IP56), i Philips il più basso. Sommare il costo del defibrillatore (più eventuali teche) e segnaletica con quello della manutenzione per anno, moltiplicata per gli anni di garanzia della macchina. La cosa più importante da capire è che il prezzo della macchina non solo non è l’unico da considerare, ma è anche fuorviante se non si considerano le condizioni d’uso. #### Covid-19, saturimetro in ogni famiglia per prevenire le polmoniti Il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm): «un saturimetro in ogni famiglia, come il termometro». Questa la visione e proposta del CTS rivolta alle famiglie, per poter essere più efficaci davanti alla diffusione del Covid-19 in Italia. Il Comitato scientifico del Ccm è costituito da dieci esperti, di cui cinque designati dal Ministro del lavoro, della Ministero della Salute e Ministero delle politiche sociali o dal Sottosegretario delegato e cinque nominati dalla Conferenza Assessori alla sanità delle Regioni, e dal Direttore generale della prevenzione Sanitaria/Direttore operativo del Ccm. Il suo compito è esprimere parere sulla proposta del programma annuale di attività del Ccm, esaminare e approvare i progetti predisposti dal direttore operativo di attuazione del programma annuale di attività, valutandone: qualità dei contenuti e dei metodi scelti, coerenza con le linee di indirizzo approvate e congruenza dei piani finanziari proposti. Quando necessario, il Comitato scientifico può avvalersi di Sottocomitati di progetto istituiti con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali o del Sottosegretario delegato, su proposta del Direttore operativo del Ccm. Il saturimetro è indispensabile per misurare l’ossigenazione nel sangue e affrontare tempestivamente eventuali polmoniti. «I saturimetri sono straordinariamente utili – ha detto il presidente del Consiglio superiore della Sanità e membro del Cts, Franco Locatelli – per considerare la compromissione respiratoria anche all’inizio, con bassi livelli di saturazione dell’ossigeno. Lo sforzo che verrà discusso e che sarà messo in campo è quello di dotare i medici di medicina generale e quindi i soggetti infettati di saturimetri, evitando situazioni critiche dei pazienti e pertanto anche l’affanno delle strutture di pronto soccorso degli ospedali». Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) è un organismo di coordinamento tra il ministero della Salute e le Regioni per le attività di sorveglianza, prevenzione e risposta tempestiva alle emergenze. Il Ccm è stato istituito con lo scopo di contrastare le emergenze di salute pubblica legate prevalentemente alle malattie infettive e diffusive e al bioterrorismo. Secondo la norma, il Ccm opera “in coordinamento con le strutture regionali attraverso convenzioni con l‘Istituto superiore di sanità, l‘Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, gli Istituti zooprofilattici sperimentali, le Università, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e con altre strutture di assistenza e di ricerca pubbliche e private, nonché con gli organi di sanità militare”, e agisce “con modalità e in base a programmi annuali approvati con decreto del Ministro della Salute”. «Ogni famiglia dovrebbe averne uno, come il termometro – ha dichiarato Luca Richeldi, membro del Cts e direttore di Pneumologia al Gemelli di Roma – Deve entrare nell’armamentario delle famiglie come il termometro che ci dice se abbiamo la febbre. Ma se avere 38 o 39 non fa questa differenza sapere invece il valore di saturazione dell’ossigeno può dirci se abbiamo una polmonite in corso». Il saturimetro è di semplice e immediata comprensione, alla pari di un normale termometro. I valori della saturazione visualizzati sul display possono essere raggruppati in 3 gruppi: 95% – 100% saturazione fisiologica e normale 90 – 95%: indicano una condizione di parziale assenza dell’ossigeno; sotto al 90%: risultano essere patologici e quindi gravi. Il saturimetro rileva la presenza dell’ossigeno applicando una pressione all’ultima falange di un dito della mano del paziente ( oppure in alcuni casi al lobo dell’orecchio o in caso neonatale di un dito del piede). Il monitor sull’apparecchio riporterà la percentuale e l’unità di calcolo. Durante il primo lockdown i saturimetri sono stati presi d’assalto, e la loro reperibilità è calata in tempi estremamente rapidi. Questo è accaduto per l’estrema semplicità dell’apparecchio (si accende, applica, viene segnalata subito la lettura con un valore ben visibile) che si presta ad essere utilizzato da chunque (medici, operatori sanitari, volontari di emergenza, e tutti i cittadini), per la grande utilità che questo semplice apparecchio porta, e non per ultimo l’economicità. Anche EMD112 ha tra i propri prodotti un saturimetro digitale da dito, che può essere impiegato come suggerito dal CTS per la diagnostica e prevenzione del Covid-19: Saturimetro / Pulsossimetro da dito adulti e pediatrico (codice: EMD-PUL001) Il saturimetro fornisce valori SpO2, misurazione del battito cardiaco, barra grafica e visualizzazione del pletismogramma. Caratteristiche principali: • Dimensioni e peso contenuti. • Unico pulsante per uso semplificato • Display LED. • Contenuto display: Misurazione SpO2, pulsazione cardiaca, barra grafica. • Consumo energetico contenuto e sospensione automatico dopo 8 secondi dall’ assenza di segnale • Suono del battito cardiaco selezionabile. • Indicatore di batteria scarica. • Batterie incluse Approfitta della promozione: puoi acquistare il saturimetro in offerta a €36,60 iva inclusa, anziche a €54,90 (-33%, risparmi € 18,30!). Fonti: http://www.salute.gov.it/portale/ministro/p4_5_2_4_2.jsp?lingua=italiano&menu=uffCentrali&label=uffCentrali&id=635 http://www.ccm-network.it https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/covid_saturimetro_cts_termometro_febbre_influenza_polmonite_famiglia_ultime_notizie_1_novembre_2020-5559671.html #### Croazia: Bruno Boban muore in campo come Morosini Dopo Davide Astori una nuova tragedia colpisce il mondo del calcio: è morto Bruno Boban, attaccante del Marsonia, probabilmente a causa di un arresto cardiaco. Il giocatore, 25 anni, si è accasciato a terra durante la partita della terza divisione croata contro il Pozega Slavonja. Le impressionanti immagini dell’accaduto riportano alla mente quelle di Piermario Morosini. La nuova tragedia, inoltre, arriva a tre settimane dalla morte di Davide Astori. Nelle immagini diffuse da Fox Sports, Boban cede la palla in attacco a un compagno di squadra che entra in area, poi si inginocchia, crollando sul terreno di gioco. L’arbitro ha immediatamente lanciato l’allarme. Sin da subito i soccorritori hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a mano, poi è intervenuta l’ambulanza, ma non c’è stato nulla da fare. Intanto il mondo del calcio piange la sua scomparsa. Mario Mandzukic, attaccante della Juventus, gli ha dedicato un post su Instagram: «Bruno, riposa in pace… Le mie più sincere condoglianze alla famiglia, così come agli amici e ai compagni di squadra». Così, a sole tre settimane dalla morte di Davide Astori, il mondo del calcio è nuovamente in lutto. Nonostante abbiano tentato di rianimarlo per ben 45 minuti, Bruno Boban non ha mai ripreso conoscenza. Una tragedia che inevitabilmente ricorda quanto accaduto a Piermario Morosini, nell’aprile 2012. Boban era stato colpito al petto qualche secondo prima di crollare a terra, ma si è trattato di una pallonata molto leggera. Secondo i media croati, Bruno Boban avrebbe perso subito conoscenza e sarebbe stato prontamente soccorso dai medici e dallo staff sanitario presente a bordo campo. Tuttavia, almeno sino a questo momento, nessuno ha parlato della presenza e dell’eventuale utilizzo di un defibrillatore. Anche dal video che è stato diffuso da Fox Sports, del defibrillatore non c’è traccia. Nel caso di Piermario Morosini, invece, di defibrillatori ne erano presenti ben due, ma nessuno li utilizzò. Per questo motivo sono stati condannati tutti e tre i medici coinvolti nel caso: Vito Molfese, medico del 118 della città di Pescara (1 anno di reclusione); Manilo Porcellini, medico sociale del Livorno (8 mesi di reclusione); Ernesto Sabatini, medico del Pescara (8 mesi di reclusione). Bruno Boban: carriera Curiosamente, Bruno Boban si era appena trasferito al Marsonia proprio dallo Slavonjia: nella città di Pozega, in Slavonia, il calciatore era cresciuto esordendo anche in prima squadra. Ad agosto era stato ceduto al NK Zagabria. Non giocava tantissimo, ma aveva iniziato a farlo con più continuità con la sua nuova squadra, il Marsonia, appunto. Nella sua carriera si contano 18 partite anche nella prima divisione croata, con la maglia dello Slavonjia; nessun gol per lui, e appena un assist che risale al novembre 2014 in un 2-2 contro l’RNK Spalato. Bruno aveva un fratello, Gabrijel Boban, che ha tre anni più di lui e attualmente gioca nell’Osiejk, nel massimo campionato croato (quarta in classifica): maglia numero 7, è titolare della formazione e ha segnato 3 gol con 7 assist nel torneo, mettendo anche a segno una rete nei turni preliminari di Europa League dove la sua squadra è arrivata fino al playoff per entrare nella fase a gironi, venendo eliminata dall’Austria Vienna. È un esterno destro offensivo: lo stesso ruolo che ricopriva il povero Bruno. Di seguito il video dell’accaduto. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia. https://www.heartsinepad.it/wp-content/uploads/2018/03/Bruno-Boban.mp4   Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Calcio-e-altri-Sport/2018/3/25/Croazia-Bruno-Boban-muore-in-campo-Ultime-notizie-video-vittima-di-un-collasso-dopo-una-pallonata/813177/ #### Cuneo: donato defibrillatore alla Croce Rossa Un defibrillatore può salvarti la vita. Solo la defibrillazione precoce è infatti in grado di riavviare il cuore in caso di arresto cardiaco; sono oltre 60.000 le persone che ogni anno vengono colpite da morte improvvisa e di queste i soggetti sopra i 35 anni sarebbero 1 ogni 1000 abitanti. Il 70% dei decessi si verifica fuori dall’ospedale e colpisce chiunque e dovunque: per strada, al bar e nei luoghi pubblici, sui campi di gioco e nelle strutture sportive, nei luoghi di lavoro e di studio, alla guida del proprio mezzo di trasporto. Per questo avere un defibrillatore a portata di mano è diventato oltre che un obbligo di legge una necessità reale. E non è un caso che  le iniziative per rendere i luoghi pubblici delle nostre città sempre più cardioprotetti si siano moltiplicate: l’ultima donazione in ordine di tempo è quella fatta lo scorso 19 marzo al comitato locale di Cuneo della Croce Rossa Italiana, che fino a ieri poteva contare su un solo defibrillatore,  messo a disposizione dal 118 per l’utilizzo sulle ambulanze di base. Il defibrillatore semiautomatico donato alla Cri cuneese è stato acquistato con il contributo dalla popolazione e verrà utilizzato durante le manifestazioni che prevedono la presenza della Croce Rossa per assistenza sanitaria. “In caso di Morte Cardiaca Improvvisa – spiegano alla Croce Rossa – il tempo limite per avere un minimo di speranza di salvare la vittima è di 10 minuti. A tal fine l’uso del defibrillatore deve avvenire in un lasso di tempo il più breve possibile”. Il defibrillatore può essere utilizzato da chiunque, anche da personale non medico, purché abbia seguito l’apposito corso: i defibrillatori Semiautomatici (DAE) di ultima generazione infatti sono in grado di diagnosticare automaticamente la fibrillazione cardiaca, erogando così uno shock elettrico solo se riconoscono la Fibrillazione Ventricolare. I volontari della Croce Rossa di Cuneo abilitati all’uso sono attualmente 22, di cui 5 che hanno superato l’esame qualche settimana fa a Settimo Torinese. Seguiranno in futuro altri corsi di formazione per altri operatori. #### DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) per la cardio-protezione dei golf club. L’arresto cardiaco improvviso interessa, in tutto il mondo, 7 milioni di persone ogni anno: capita a chiunque, in qualsiasi luogo ed in qualsiasi ora e, nella stragrande maggioranza dei casi, avviene lontano dai presidi sanitari. Soltanto il 5-10% dei soggetti che subiscono un arresto cardiaco improvviso riprende spontaneamente le proprie funzioni vitali in modo soddisfacente, ma la sopravvivenza sale all’85% con l’uso di un defibrillatore semi-automatico (DAE) e delle manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP). L’arresto cardiaco improvviso rappresenta la prima causa di morte sui campi da golf che, negli Stati Uniti, costituiscono la quinta sede pubblica di più frequente incidenza per questa patologia. Allo stato attuale delle cose, più del 95% degli arresti cardiaci sui campi da golf è mortale, tanto che oltre 3000 persone all’anno muoiono in questo modo, solitamente alla terza e alla diciottesima buca. Tali statistiche sono facilmente spiegabili alla luce dei seguenti fatti: (1) per età media e sesso, chi pratica golf appartiene alla fascia di maggior rischio cardiovascolare; (2) gli attacchi cardiaci si verificano con maggiore probabilità nella fascia oraria mattutina, la stessa nella quale gioca la maggior parte dei golfisti; (3) chi pratica golf passa dalle 4 alle 6 ore al giorno al club per diversi giorni durante la settimana, il che rende più probabile che l’arresto cardiaco avvenga proprio in questa sede; (4) le buche più lontane sono pericolose perché il soggetto coinvolto è più difficile da raggiungere e, quindi, da soccorrere. A dispetto della statistica, la normativa italiana esclude gli impianti golfistici dall’obbligo di dotarsi di defibrillatore, in aperta contraddizione con la Federazione Italiana Golf che, nei propri requisiti per l’omologazione di queste strutture, stabilisce che il golf deve essere praticato “in condizioni di igiene e sicurezza per tutti gli utenti (atleti, giudici di gara, personale addetto, spettatori) secondo le esigenze connesse al livello di pratica previsto”. Nel resto dell’Europa, solo il 30% dei campi da golf è dotato di un DAE, mentre negli Stati Uniti la situazione è sensibilmente migliore, anche se i risultati in termini di sopravvivenza sono ancora insoddisfacenti, principalmente a causa di collocazione incongrua dei DAE installati. A tutt’oggi, la Federazione Italiana Golf – così attenta e sensibile alle tematiche eco-ambientali e paesaggistiche – non si è ancora pronunciata sulla necessità che gli impianti golfistici omologati predispongano obbligatoriamente un progetto di defibrillazione precoce, demandando – di fatto – la diffusione della cultura della cardioprotezione alla lungimiranza ed all’iniziativa del singolo. Negli ultimi tempi, anche a seguito di quanto accaduto al noto golfista Bernard Gallacher (colpito da arresto cardiaco improvviso al Marcliffe Hotel di Aberdeen e salvato grazie ad un DAE ed al pronto intervento di una persona formata alla corretta esecuzione delle manovre di rianimazione cardiopolmonare), la migliorata sensibilità pubblica ha fatto sì che un numero crescente di impianti golfistici si dotasse di questi dispositivi in maniera autonoma. Sono numerosi i vantaggi di cui un golf club cardio-protetto: innanzitutto, una tale iniziativa qualifica – e riqualifica – l’immagine dell’intero impianto; inoltre, la presenza di un DAE significa sicurezza dei locali per qualsiasi tipo di avventore, qualunque sia la sua condizione fisica, con l’effetto inevitabile di attrarre preferenzialmente quei clienti che altrimenti non si recherebbero in queste strutture, con conseguente aumento del fatturato della struttura coinvolta; infine, i campi da golf, non essendo soggetti ad obbligo legislativo, possono beneficiare della riduzione del tasso di premio INAIL in quanto ciò è funzionale anche a migliorare la sicurezza sul lavoro dei propri dipendenti. Spesso, gli impianti golfistici coprono vaste superfici e si articolano su spazi polifunzionali, comprensivi di strutture ricettive (ristoranti, hotels, saune, terme) e/o sportive afferenti a vari sport (tennis, calcetto, nuoto), soggette a normative differenti in materia di cardio-protezione. In queste circostanze, è fondamentale che si realizzi almeno una delle seguenti condizioni: multipla collocazione di DAE all’interno di più strutture di uno stesso club e/o presenza di DAE in mobilità. Mentre, nel primo caso, i DAE possono essere collocati all’interno di postazioni di cardio-protezione pubbliche esterne, complete di cartellonistica di segnalazione ed algoritmo di rianimazione cardiopolmonare, nel secondo caso, il progetto di cardio-protezione coinvolgerà un qualche dispositivo di comunicazione – fra chi è sul campo da golf e chi è in prossimità della sede di collocazione del DAE – unitamente ad un sistema di mappatura ed “accesso veloce” del club tale da permettere al mezzo dotato del DAE di raggiungere la vittima il più celermente possibile. Alcuni golf clubs in Florida hanno dotato ogni quartetto sul campo di una radio per il soccorso e collocato il DAE all’interno di un golf cart che raggiunge la sede della chiamata con l’ausilio di mappe colorate, altri hanno invece utilizzato delle strutture simili a cabine telefoniche per avvisare dell’urgenza in atto e provvedere a fare portare il DAE sul campo. Le soluzioni EMD112 sono, per più di un motivo, ideali in questi contesti: non solo EMD112 è main importer per i defibrillatori HeartSine, ma l’azienda è in grado di fornire tutta una gamma di postazioni esterne, pubbliche e personalizzate, che non ha rivali nel settore; in particolare, il samaritan PAD 350P, il più piccolo defibrillatore automatico in commercio  e con il più alto indice di protezione (IP56) contro la penetrazione di polvere, fango e getti d’acqua, è “il candidato ideale” da collocare all’interno dei golf club. I comandi visivi e la guida vocale presente all’interno del defibrillatore stesso sono in grado di accompagnare l’utente durante tutto il processo di soccorso rendendo questo defibrillatore facile da usare anche da parte di personale laico e inesperto. #### DAE e Cardioprotezione In Europa si verificano ogni anno circa 400mila arresti cardiaci (60mila in Italia) e si stima che solo nel 58% dei casi chi assiste intervenga con le manovra salvavita (massaggio cardiaco, ventilazioni) e nel 28% dei casi con il defibrillatore. Una percentuale assolutamente troppo bassa, visto che con questi dati, solo il 4% dei colpiti da arresto cardiaco riesce a sopravvivere. Un progetto di cardio protezione efficace, invece, può alzare questa percentuale intorno 70%, permettendo così di aumentare considerevolmente il numero delle persone salvate. In Italia non si ha ancora un vero e proprio censimento dei DAE presenti sul territorio. Il nuovo decreto legge 1441, richiede la tracciabilità di questi dispositivi, in modo tale da renderli facilmente individuabili per intervenire in caso di arresto cardiaco improvviso. Come più volte abbiamo sottolineato la tempestività dell’intervento è fondamentale, e conoscere l’ubicazione esatta dei DAE è assolutamente necessario. La legge 1441, che ne impone la collocazione in vari luoghi pubblici (scuole, stazione, mezzi a lunga percorrenza, pubbliche amministrazioni e impianti sportivi), accende i riflettori su un tema di primaria importanza. Lo stesso caso Eriksen ha evidenziato questa problematica, mostrandoci come l’arresto cardiaco possa colpire democraticamente tutti, anche atleti super controllati: bambini, giovani, anziani non ci sono differenze. Si dice sempre che la vita non ha un prezzo, ma se volessimo fare un esempio il costo di un DAE è paragonabile a quello di uno smartphone, non è inaccessibile e, magari, invece che darci pensieri e a volte causarci un po’ di stress, può salvarci la vita. I nostri DAE HeartSine® samaritan® sono estremamente semplici da usare. Sono stati scelti anche dall’associazione Emergenzasordi per la loro accessibilità e facilità di utilizzo, ma, allo stesso tempo, sono qualitativamente super efficaci, resistenti e performanti. Per avere tutte le informazioni sui nostri DAE, richiedere un contatto o un preventivo visita il nostro sito   ALTRI ARTICOLI CORRELATI OT23 2021: guida al modello INAIL per le aziende Defibrillatore obbligatorio: è legge L’importanza del defibrillatore per salvare vite #### DAE e pacemaker: si può usare il defibrillatore su una persona con pacemaker? Quando si parla di arresto cardiaco e defibrillazione, una delle domande più frequenti nei corsi BLSD e tra chi gestisce un defibrillatore in azienda è questa: si può usare il DAE su una persona con pacemaker? Il dubbio è comprensibile. Chi ha un pacemaker ha già un dispositivo elettronico impiantato nel torace e l’idea di applicare una scarica elettrica può generare timore. Tuttavia, in caso di arresto cardiaco, la priorità assoluta è una sola: salvare la vita. Cos’è un pacemaker e dove si trova Il pacemaker è un piccolo dispositivo elettronico impiantato chirurgicamente sotto la pelle, generalmente nella parte alta del torace, poco sotto la clavicola. È collegato al cuore tramite elettrocateteri e serve a regolare il ritmo cardiaco quando questo è troppo lento o irregolare. In molti casi è visibile come una piccola protuberanza sottocutanea. Proprio questa posizione superficiale genera la preoccupazione più comune: la scarica del defibrillatore può danneggiarlo? Si può usare il DAE su una persona con pacemaker? La risposta è chiara: sì, il DAE va utilizzato anche se la persona ha un pacemaker. In caso di arresto cardiaco, la defibrillazione precoce è il trattamento risolutivo più efficace per ripristinare un ritmo cardiaco vitale in presenza di fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso. Non utilizzare il defibrillatore per timore di danneggiare il pacemaker significa ridurre drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Le linee guida internazionali sulla rianimazione, come quelle dell’European Resuscitation Council, indicano chiaramente che la presenza di un pacemaker non rappresenta una controindicazione all’uso del DAE. L’eventuale rischio di interferenza con il dispositivo impiantato è secondario rispetto alla necessità immediata di trattare l’arresto cardiaco. Il DAE può danneggiare il pacemaker? È possibile che una scarica elettrica possa temporaneamente interferire con il funzionamento del pacemaker. Tuttavia, i dispositivi moderni sono progettati per resistere a questo tipo di stimoli elettrici esterni. Anche nel raro caso in cui il pacemaker subisse un malfunzionamento, il paziente si troverebbe comunque in una condizione di arresto cardiaco, quindi senza intervento la prognosi sarebbe fatale. La defibrillazione resta quindi la scelta corretta. Dal punto di vista clinico e operativo, il beneficio supera di gran lunga qualsiasi rischio teorico. Dove posizionare le piastre del DAE in presenza di pacemaker L’unica accortezza richiesta riguarda il posizionamento delle piastre adesive. Se il pacemaker è visibile o palpabile sotto la pelle, è sufficiente evitare di applicare la piastra direttamente sopra il dispositivo. Se il dispositivo è palpabile si consiglia di mantenere una distanza di almeno 2,5 centimetri dal punto in cui è impiantato. La posizione standard delle piastre resta valida: una sotto la clavicola destra e l’altra sul fianco sinistro del torace. Se il pacemaker si trova proprio nell’area prevista per la piastra superiore, è sufficiente spostarla leggermente più lateralmente. Non sono richieste manovre particolari, non servono protocolli differenti e non bisogna perdere tempo prezioso in valutazioni complesse. Cosa fare in caso di arresto cardiaco in una persona con pacemaker La sequenza di intervento non cambia rispetto a qualsiasi altro paziente: verificare lo stato di coscienza e la respirazione chiamare immediatamente i soccorsi iniziare le compressioni toraciche applicare il DAE appena disponibile Il defibrillatore analizzerà autonomamente il ritmo cardiaco e indicherà se è necessaria la scarica. Il soccorritore non deve decidere nulla in autonomia: il dispositivo guida passo dopo passo. È fondamentale comprendere che il pacemaker non “protegge” dall’arresto cardiaco. Una persona con pacemaker può comunque sviluppare fibrillazione ventricolare e, in quel caso, solo la defibrillazione può salvarla. Perché questo dubbio è così diffuso Durante i corsi di formazione emerge spesso la paura di “fare danni”. È una reazione naturale, soprattutto in contesti aziendali dove il DAE è affidato a personale non sanitario. Proprio per questo è essenziale fare informazione corretta. Il rischio maggiore non è usare il defibrillatore su una persona con pacemaker. Il rischio reale è non usarlo. La sopravvivenza in caso di arresto cardiaco diminuisce di circa il 10% per ogni minuto senza defibrillazione. Ritardare l’intervento per un dubbio tecnico può compromettere in modo irreversibile l’esito. DAE e pacemaker: il messaggio chiave In presenza di arresto cardiaco, il DAE deve essere utilizzato sempre, anche se la persona ha un pacemaker. È sufficiente evitare di posizionare le piastre direttamente sopra il dispositivo impiantato. Per il resto, la procedura è identica a quella prevista per qualsiasi altro paziente. Informarsi e formarsi correttamente significa essere pronti ad agire senza esitazioni. Ed è proprio questa prontezza che può fare la differenza tra la vita e la morte. Fonti: Boston Scientific American Heart Association European Resuscitation Council (ERC) #### DAE Obbligatori nella Pubblica Amministrazione, il ddl ancora fermo al Senato La legge sui DAE obblifatori nella PA è ancora in alto mare, bloccata in commissione Igiene e sanità al Senato. E’ trascorso quasi un anno e mezzo dall’approvazione del testo alla Camera il 30 luglio 2019, che prevede l’obbligo del DAE per tutta la Pubblica Amministrazione (scuole, asili, università, uffici pubblici, parchi pubblici, etc..) e mezzi di trasporto, aeroporti, stazioni ferroviarie e marittime. Il DAE è al momento obbligatorio solo per società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche (Decreto Balduzzi). L’obbligo per la Pubblica Amministrazione del DAE, porterebbe ad un salto quantitativo e qualitativo nella cardioprotezione veramente importante, che potrebbe contrastare gli oltre 60.000 arresti cardiaci che ogni anno si registrano in Italia, ulteriormente saliti da marzo 2020 a seguito della diffusione della pandemia da COVID-19 (si stima fino a 3 volte). Per poter essere efficaci in caso di arresto cardiaco, il tempo a disposizione è molto ridotto, sia hanno a disposizione circa 5 minuti di tempo per poter salvare il soggetto senza conseguenze, tempo non utile per l’arrivo dei mezzi del 118. E’ fondamentale quindi una distribuzione capillare su tutto il territorio, con la presenza di DAE già in loco nelle immediate vicinanze. Il Disegno Di Legge 1441 approvato all’unanimità alla Camera, è attualmente fermo in commissione Igiene e sanità del Senato, pronto per essere approvato e divenire legge. La legge è ferma perchè il Governo e il Mef non danno il via libera a soldi già stanziati (4 milioni di euro). La commissione Bilancio non dà quindi approvazione perchè non c’è il via libera del governo. E’ importante continuare a tenere l’attenzione alta su questo argomento, non si muore solo di covid-19. In Italia i decessi imputabili a Covid-19 da Gennaio 2020 a Gennaio 2021 sono circa 83.000. Ricerche internazionali recenti hanno stimato un incremento dei casi di decesso di arresto cardiaco di circa 3 volte. Il numero di decessi è quindi molto vicino, anzi, superiore per quanto riguarda l’arresto cardiaco. E’ importante individuare i fondi necessari e sbloccare gli aspetti burocratici, per fare fronte anche all’arresto cardiaco, con lo stesso impegno che viene riposto nel contrastare la pandemia da covid-19. #### DAE trainer Physio-Control LIFEPAK CR2 Il defibrillatore didattico da addestramento Physio-Control LIFEPAK CR2 fornisce una simulazione realistica sull’utilizzo del defibrillatore Physio-Control LIFEPAK CR2, senza effettive carica e scarica di energia elettrica, utilizzando la stessa semplice interfaccia utente. Gli scenari demo preimpostati possono essere programmati per la modalità completamente automatica o semiautomatica, in modo da consentire una rapida dimostrazione delle funzionalità chiave del defibrillatore trainer LIFEPAK® CR2, così come dei vantaggi della tecnologia di analisi cprINSIGHT™. Realismo di impiego Il Trainer DAE LIFEPAK® CR2 guida gli utilizzatori attraverso l’analisi simulata, l’erogazione di energia e periodi di RCP assistita con il metodo coaching RCP. E’ possibile inoltre, configurare automaticamente notifiche e-mail tramite il Wi-Fi attraverso il programma di gestione DAE LIFELINKcentral™, quando il DAE è in uso e le piastre sono posizionate. Come il defibrillatore LIFEPAK® CR2, il Trainer utilizza la tecnologia ClearVoice™, in grado di effettuare la regolazione automatica del volume, consentendo così l’ascolto delle istruzioni in modo chiaro anche in ambienti rumorosi. Scenari programmabili Tutte le funzioni del Trainer DAE LIFEPAK® CR2 sono programmabili per simulare l’intera gamma di scenari che potrebbero presentarsi agli utilizzatori durante l’uso del defibrillatore LIFEPAK® CR2 nella «vita reale». Il Trainer LIFEPAK CR2 fornisce anche 2 scenari completamente configurabili che sono personalizzabili utilizzando una schermata di configurazione e possono essere aggiornati durante il funzionamento per una massima flessibilità. Notifiche e-mail L’App Trainer Demo del LIFEPAK® CR2 può essere utilizzata per impostare le notifiche e-mail automatiche oppure per inviare notifiche e-mail manuali attraverso Bluetooth® da qualsiasi dispositivo mobile Windows, Android o iOS. Questa applicazione simula le notifiche e-mail automatiche fornite quando un dispositivo LIFEPAK CR2 viene gestito per mezzo del programma di gestione DAE LIFELINKcentral. Semplice ed economico Il DAE Trainer rileva quando viene esercitata una pressione sugli elettrodi di addestramento QUIK-STEP™ e avanza automaticamente attraverso lo scenario, eliminando la necessità di utilizzare il telecomando per procedere con la simulazione. Un pulsante pausa sull’unità permette l’arresto dello scenario in corso se necessario. Il Sistema di Addestramento DAE LIFEPAK® CR2 è economico: non solo è alimentato da 4 batterie D-cell standard, ma gli elettrodi sono economici e riutilizzabili, simulando gli elettrodi ECG di defibrillazione QUIK-STEP ad accesso rapido, caratteristici del defibrillatore LIFEPAK CR2. Ricorda sempre: la formazione migliora la prontezza! #### DAE usato e DAE ricondizionato: conviene? (no) Stai pensando di acquistare un DAE usato o ricondizionato? Leggi prima questo articolo. In caso di arresto cardiaco improvviso, intervenire tempestivamente con un DAE funzionante e adeguatamente mantenuto può aumentare le probabilità di sopravvivenza della persona colpita. Per questo è fondamentale assicurarsi di avere sempre un dispositivo in perfette condizioni e di non trascurare la manutenzione, la sostituzione di batterie ed elettrodi e gli aggiornamenti software (quando previsti). Prima di valutare l’acquisto di un DAE usato o ricondizionato, è importante porsi alcune domande: Defibrillatore usato Nel caso tu stia valutando l’acquisto di un defibrillatore usato, ti consigliamo di approfondire questi aspetti: Garanzia: è ancora in garanzia? Anche i defibrillatori, come molti dispositivi elettronici, hanno una durata operativa indicata dal produttore. Se la garanzia è terminata, salvo differenti dichiarazioni, è terminato anche il ciclo di vita del prodotto indicato dal costruttore, che indica espressamente che il device non è più idoneo a svolgere il suo compito. Si rende così necessario dotarsi di un nuovo dispositivo che abbia i requisiti di legge (nazionale e europea). Batterie ed elettrodi: sono scaduti o in procinto di scadere? Acquistare un DAE usato a un prezzo vantaggioso potrebbe non essere così conveniente se poi è necessario spendere cifre importanti per i consumabili dopo poco tempo. Spesso, i DAE apparentemente più economici, hanno costi di gestione maggiori (costi batteria e elettrodi elevati, frequenza di sostituzione maggiore, ..) • Stato di conservazione: come e dove è stato custodito il dispositivo? L’esposizione a umidità, polvere o temperature estreme, raggi diretti del sole, cadute accidentali, possono comprometterne il corretto funzionamento. Lo stato di conservazione non corretto, potrebbe compromettere la durata e l’efficienza del dispositivo. • Test di funzionamento: l’autotest del DAE indica che tutti i componenti sono in ordine? I DAE più recenti, sono dotati di autotest giornalieri, che ne rilevano lo stato di operatività. In genere, tale stato è facilmente visibile da una luce verde lampeggiante. In caso di anomalia, la luce è rossa (lampeggiante o fissa) e in alcuni casi è accompagnata anche da un segnale acustico intermittente. Defibrillatore ricondizionato Nel caso tu stia pensando di acquistare un defibrillatore ricondizionato, ti suggeriamo di approfondire questi aspetti: Responsabilità e garanzia: Chi effettua il ricondizionamento? L’azienda che ha ricondizionato il DAE si assume la responsabilità e garantisce la piena efficienza del dispositivo? Se non è il produttore o un centro di assistenza ufficiale autorizzato a farsi carico di questa procedura, ma una società esterna non autorizzata, potrebbe essere più complesso o impossibile ottenere assistenza in caso di malfunzionamenti, oltre a far decadere eventuali garanzie e portare a malfunzionamenti, dei quali tu sarai l’unico responsabile. Prolungamento del ciclo di vita: il ricondizionamento estende effettivamente la durata operativa del DAE o è solo un intervento di ripristino di alcune parti? Nel caso in cui il dispo Soluzione alternativa: noleggiare un DAE a partire da circa 25€/mese. Se l’investimento immediato in un nuovo DAE ti sembra oneroso, EMD112 offre anche la possibilità di noleggiare un defibrillatore con un costo a partire da circa 25€/mese, i vantaggi sono: Nessuna spesa iniziale elevata. Assistenza e manutenzione incluse nel canone. Possibilità di avere sempre un DAE di ultima generazione, perfettamente funzionante e aggiornato, con le massime garanzie e capacità salvavita. Questa soluzione rende ancora più accessibile la dotazione di un defibrillatore, mettendo la sicurezza al primo posto senza pesare eccessivamente sul bilancio. Monitor/defibrillatori usati e ricondizionati I monitor defibrillatori (o monitor DAE o semplicemente monitor), sono defibrillatori avanzati per uso sanitario. Le funzioni variano da dispositivo a dispositivo, ma la maggior parte ha funzioni avanzate come: ECG a 3 derivazioni, possibilità di invio dei dati sanitari dai mezzi di soccorso 118 direttamente al reparto ospedaliero specialistico, etc.. Questi monitor hanno costi elevati, che variano in genere dai 15.000 Euro ai 25.000 Euro. Anche le batterie hanno costi proporzionali. In questi casi, esiste un mercato UFFICIALE di articoli usati e ricondizionati, quindi con la possibilità di estendere il ciclo di vita, ma solo e se svolto dal produttore o tramite aziende espressamente autorizzate a gestire questa manutenzione specifica. Pertanto, gli scenari tra monitori/defibrillatori e DAE per uso laico sono profondamente diversi tra loro. Per un acquisto consapevole, ti invitiamo a leggere la guida all’acquisto del defibrillatore, che chiarisce tutto gli aspetti necessari, compresi i costi nascosti nel ciclo di vita del dispositivo. Se hai un vecchio DAE, puoi rottamarlo. Noi di EMD112 riconosciamo uno sconto per la rottamazione per il tuo dispositivo di €250! Mentre, se la disponibilità economica è limitata ma hai compreso l’importanza del DAE, puoi procedere con la formula del noleggio! #### DAE, una circolare del Ministero ne disciplina l’impiego per il personale non sanitario. DAE, una circolare del Ministero ne disciplina l’impiego per il personale non sanitario. L’obiettivo è quello di evitare disomogeneità tra Regioni e perseguire un modello unico per la diffusione della cultura e dell’utilizzo dei DAE. La circolare del Ministero della Salute del 16 maggio 2014 fornisce indirizzi in merito ai corsi di formazione finalizzati al rilascio di un attestato di autorizzazione all’impiego dei DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) a personale non sanitario. Nel documento viene precisato che è compito delle Regioni provvedere a disciplinare l’erogazione dei corsi di formazione e di addestramento in Basic Life Support – Defibrillation (BLS-D) per i soccorritori non medici, la definizione dei programmi di formazione, l’aggiornamento, la verifica e le modalità di certificazione. A tal proposito, per evitare disomogeneità tra Regioni nell’attuazione della circolare, si è deciso di seguire un modello unico, “senza rigidità strutturali che possano comportare ostacoli al processo di diffusione della cultura e dell’utilizzo dei DAE”. Di seguito riportiamo nel dettaglio le indicazioni presenti all’interno del documento: 1. Riconoscimento e/o accreditamento dei soggetti/enti erogatori Le Regioni possono riconoscere e/o accreditare i soggetti/enti che dimostrino il possesso dei seguenti requisiti minimi: – disponibilità di un direttore scientifico, medico, della struttura formativa, responsabile della rispondenza dei corsi ai criteri previsti; – disponibilità di almeno cinque (5) istruttori certificati; – disponibilità di una struttura organizzativa per le funzioni di segreteria e di registrazione dell’attività; – disponibilità di materiale didattico (computer, videoproiettore, manichini, simulatori DAE); – disponibilità di un manuale didattico che segua le ultime raccomandazioni International Liason Committee On Resuscitation (ILCOR). 2. Soggetti/enti titolati all’erogazione dei corsi Il riconoscimento e/o accreditamento da parte di una Regione o Provincia Autonoma dà diritto al soggetto/ente di formazione ad essere inserito, su richiesta, nell’elenco degli enti riconosciuti e/o accreditati delle altre Regioni e PA, nel rispetto delle indicazioni del presente documento. Alle Regioni è affidato il ruolo di verifica periodica del rispetto dei requisiti previsti. Le Regioni e le Province Autonome provvedono a mantenere disponibile su una pagina web l’elenco aggiornato dei soggetti/enti riconosciuti e/o accreditati. 3. Adempimenti dell’organizzatore del corso Il soggetto/ente, organizzatore del corso, deve trasmettere i dati relativi ai corsi organizzati sul territorio regionale, nonché la modalità e la tempistica di trasmissione dei dati stessi, alla struttura del sistema 118 identificata dalla Regione. Al termine del corso l’organizzatore deve trasmettere alla stessa struttura i nominativi dei partecipanti che hanno superato la prova di valutazione pratica e che risultano, pertanto, in possesso dei requisiti per l’autorizzazione all’impiego del DAE. 4. Revoca del riconoscimento e/o accreditamento Nel caso in cui le strutture Regionali incaricate delle visite ispettive rilevino delle difformità rispetto alle indicazioni del presente documento, assumono i conseguenti provvedimenti nei confronti del soggetto/ente interessato fino alla eventuale revoca del riconoscimento e/o accreditamento. 5. Caratteristiche del corso di formazione BLSD per non sanitari Il programma e la durata del corso ed il rapporto istruttori/discenti devono essere in linea con gli indirizzi dell’ILCOR. Il corso deve obbligatoriamente prevedere una parte pratica con l’impiego di un manichino e di un DAE simulatore, che permettano di riprodurre tutte le manovre di Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) di base e la defibrillazione. 6. Rilascio dell’autorizzazione all’uso del DAE L’autorizzazione all’utilizzo del DAE è nominativa e viene rilasciata dalla struttura del sistema 118 identificata dalla Regione o PA a coloro che al termine del corso di formazione hanno dimostrato di aver acquisito la competenza per l’effettuazione delle manovre di BLS-D. 7. Validità e durata dell’autorizzazione all’uso del DAE L’autorizzazione all’utilizzo del DAE ha validità su tutto il territorio nazionale. Ferma restando l’esigenza di pianificare un retraining periodico delle manovre di RCP, l’autorizzazione all’uso del DAE rilasciata a personale non sanitario, intesa come atto che legittima il soggetto ad impiegare il defibrillatore ai sensi della Legge 3 aprile 2001, n.120, ha durata illimitata. 8. Registrazione dei DAE e coordinamento dell’attività I soggetti/enti formatori, durante i corsi, informano che è obbligo del soggetto detentore di un DAE comunicare alla struttura regionale individuata allo scopo nei termini e con le modalità stabilite, il possesso del dispositivo e il luogo dove esso è posizionato. Le informazioni relative alla dislocazione dei DAE sul territorio regionale vengono messe a disposizione delle Centrali Operative 118 di riferimento ai fini della loro geolocalizzazione, sia per facilitare la tempestività di intervento sul luogo dell’evento in caso di segnalazione di utilizzo del dispositivo, sia per il monitoraggio delle attività di defibrillazione. #### DAE: HeartSine samaritan PAD 350P per cardioproteggere i circoli tennis. Ogni anno i decessi per arresto cardiaco superano di gran lunga quelli causati da incidenti stradali e da patologie oncologiche. In Italia, si stima che le morti cardiache improvvise (MCI) nella popolazione sopra i 35 anni siano 1 ogni 1000 abitanti. Molti decessi avvengono anche tra gli sportivi. In presenza di arresto cardio-circolatorio, per ogni minuto di ritardo prima che venga erogato lo shock elettrico con un defibrillatore, si riduce la possibilità di sopravvivenza del 10% ed è stato calcolato che il tempo medio d’intervento del 118 è di circa 13/15 minuti. È chiaro quindi che solo l´utilizzo immediato di un defibrillatore semi-automatico può offrire al paziente molte possibilità di salvezza, facendo salire il tasso di sopravvivenza sino al 85%. L’arresto cardiaco colpisce anche i giocatori di tennis. Recentemente un uomo si è sentito male durante una partita, cadendo a terra privo di sensi. Grazie all’intervento del personale del circolo e all’utilizzo di un Defibrillatore Automatico Esterno (DAE), è stato rianimato prima ancora dell’intervento del 118. L’importanza della presenza di un defibrillatore all’interno dei campi da tennis è stata recentemente sottolineata anche dalla legge italiana. Tutte le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, hanno l’obbligo di dotare i propri impianti di defibrillatori semi-automatici. Inoltre, il DAE deve essere “disponibile, accessibile e funzionante“ nonché allocato in modo tale che la “distanza da ogni punto dell’impianto sia percorribile in un tempo utile per garantire l’efficacia dell’intervento”. Il defibrillatore HeartSine samaritan PAD 350P, il più piccolo DAE in commercio  e con il più alto indice di protezione (IP56) contro la penetrazione di polvere, fango e getti d’acqua, è “il candidato ideale” da collocare all’interno dei campi da tennis. I comandi visivi e la guida vocale presente all’interno del defibrillatore stesso sono in grado di accompagnare l’utente durante tutto il processo di soccorso rendendo questo defibrillatore facile da usare anche da parte di personale laico e inesperto. Su http://www.listadelcuore.com/ è possibile creare e pubblicare dei progetti di cardio-protezione e promuovere la richiesta di contributi da parte di soggetti privati e pubblici attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili sulla piattaforma stessa.   #### Dall’Associazione Ponte Vecchio un defibrillatore per Firenze ci sta a cuore Un Natale di solidarietà e grande musica sul Ponte Vecchio. È l’omaggio che per le festività 2013 l’Associazione Ponte Vecchio, costituita dagli orafi presenti sul ponte simbolo di Firenze, regala a fiorentini e turisti, attraverso la donazione di un defibrillatore (DAE) e un concerto gospel di Nehemiah H. Brown e The Florence Gospel Choir. “Questo è un bell’esempio – sottolinea la vicesindaco Stefania Saccardi – che va nell’ottica della prevenzione sulle patologie a livello cardiaco e della sicurezza. Un primo esempio cui ne seguiranno altri con l’installazione di defibrillatori in luoghi di grande afflusso che si affianca a quello dell’assessorato allo sport per dotare ogni impianto sportivo di questa apparecchiatura. Voglio ringraziare l’Associazione Ponte Vecchio per questa iniziativa e il promotore del progetto ‘Firenze ci sta a cuore’ Alberto Locchi” Nel segno della solidarietà l’associazione, presieduta dalla neo presidente Laura Peruzzi, rinunciando alle solite luci natalizie, ha preferito acquistare un defibrillatore (DAE) che sarà donato come contributo al progetto ‘Firenze ci sta a cuore’ che prevede l’installazione di totem con defribillatori telecontrollati, nelle più grandi e affollate piazza di Firenze. L’installazione del defibrillatore sul Ponte Vecchio è in programma il 21 dicembre alle 16.30 (assieme a un concerto del coro formato da medici e infermieri di Careggi). Il progetto nasce da una idea del consigliere comunale Alberto Locchi e dell’Associazione NiccoTestini, in seguito al corso istituzionale ‘Firenze ci sta a cuore’ del comune di Firenze insieme a Anpas, Cri, Misericordie e la stessa associazione NiccoTestini che ha formato finora 3150 studenti al BLS (Basic Life Support) e all’uso del DAE. Nel segno della musica l’associazione Ponte Vecchio ha voluto e organizzato per domenica 15 dicembre (ore 16) anche il concerto “A bridge to the world” gospel di canzoni di natale che vedrà protagonista l’artista internazionale americano Nehemiah H. Brown, accompagnato dalle voci del Florence Gospel Choir. “Il defibrillatore sul Ponte Vecchio – spiega il consigliere Locchi – è un primo esempio concreto di un percorso che in questi 4 anni del progetto ‘Firenze ci sta a cuore’ col quale, primo esempio in Italia, sono stati formati studenti delle scuole superiori fiorentine all’uso di questo apparecchio che può salvare una vita. Un segnale chiaro contro la cultura del disinteresse del soccorso. Dopo il Ponte Vecchio è nostra intenzione sistemare altri defibrillatori in luoghi molto frequentati come le piazze Signoria, Repubblica, Santa Croce, Piazzale Michelangelo e alle Cascine”. “Tutto il programma di Natale di quest’anno – commenta la presidente Peruzzi – nasce dalla volontà di fare del Ponte un luogo di incontro, un posto che non sia solo di passaggio fra le due rive dell’Arno, ma che induca le persone a soffermarsi per ascoltare e guardare quanto di bello c’è intorno a noi, e tutto ciò senza l’uso di luminarie ma attraverso un messaggio semplice e immediato: solidarietà. Il nostro Natale è iniziato e finirà con due eventi di beneficenza: la vendita del panettone della File del 1° dicembre e il 21 con la donazione del defibrillatore da posizionare sul Ponte, eventi entrambi patrocinati dal Comune di Firenze”. Un Natale di solidarietà e grande musica sul Ponte Vecchio. È l’omaggio che per le festività 2013 l’Associazione Ponte Vecchio, costituita dagli orafi presenti sul ponte simbolo di Firenze, regala a fiorentini e turisti, attraverso la donazione di un defibrillatore (DAE) e un concerto gospel di Nehemiah H. Brown e The Florence Gospel Choir. “Questo è un bell’esempio – sottolinea la vicesindaco Stefania Saccardi – che va nell’ottica della prevenzione sulle patologie a livello cardiaco e della sicurezza. Un primo esempio cui ne seguiranno altri con l’installazione di defibrillatori in luoghi di grande afflusso che si affianca a quello dell’assessorato allo sport per dotare ogni impianto sportivo di questa apparecchiatura. Voglio ringraziare l’Associazione Ponte Vecchio per questa iniziativa e il promotore del progetto ‘Firenze ci sta a cuore’ Alberto Locchi” Nel segno della solidarietà l’associazione, presieduta dalla neo presidente Laura Peruzzi, rinunciando alle solite luci natalizie, ha preferito acquistare un defibrillatore (DAE) che sarà donato come contributo al progetto ‘Firenze ci sta a cuore’ che prevede l’installazione di totem con defribillatori telecontrollati, nelle più grandi e affollate piazza di Firenze. L’installazione del defibrillatore sul Ponte Vecchio è in programma il 21 dicembre alle 16.30 (assieme a un concerto del coro formato da medici e infermieri di Careggi). Il progetto nasce da una idea del consigliere comunale Alberto Locchi e dell’Associazione NiccoTestini, in seguito al corso istituzionale ‘Firenze ci sta a cuore’ del comune di Firenze insieme a Anpas, Cri, Misericordie e la stessa associazione NiccoTestini che ha formato finora 3150 studenti al BLS (Basic Life Support) e all’uso del DAE. Nel segno della musica l’associazione Ponte Vecchio ha voluto e organizzato per domenica 15 dicembre (ore 16) anche il concerto “A bridge to the world” gospel di canzoni di natale che vedrà protagonista l’artista internazionale americano Nehemiah H. Brown, accompagnato dalle voci del Florence Gospel Choir. “Il defibrillatore sul Ponte Vecchio – spiega il consigliere Locchi – è un primo esempio concreto di un percorso che in questi 4 anni del progetto ‘Firenze ci sta a cuore’ col quale, primo esempio in Italia, sono stati formati studenti delle scuole superiori fiorentine all’uso di questo apparecchio che può salvare una vita. Un segnale chiaro contro la cultura del disinteresse del soccorso. Dopo il Ponte Vecchio è nostra intenzione sistemare altri defibrillatori in luoghi molto frequentati come le piazze Signoria, Repubblica, Santa Croce, Piazzale Michelangelo e alle Cascine”. “Tutto il programma di Natale di quest’anno – commenta la presidente Peruzzi – nasce dalla volontà di fare del Ponte un luogo di incontro, un posto che non sia solo di passaggio fra le due rive dell’Arno, ma che induca le persone a soffermarsi per ascoltare e guardare quanto di bello c’è intorno a noi, e tutto ciò senza l’uso di luminarie ma attraverso un messaggio semplice e immediato: solidarietà. Il nostro Natale è iniziato e finirà con due eventi di beneficenza: la vendita del panettone della File del 1° dicembre e il 21 con la donazione del defibrillatore da posizionare sul Ponte, eventi entrambi patrocinati dal Comune di Firenze”. Fonte https://www.laprimapagina.it/ #### Dalla Superbike alla MotoGP: EMD112 protagonista di una nuova iniziativa per la cardioprotezione nel mondo delle moto EMD112  ancora protagonsita nel motomondiale con una nuova iniziativa che vede la donazione al Ángel Nieto Team di 3 defibrillatori semiuatomatici samaritan® PAD. I defibrillatori saranno posizionati all’interno dell’Hospitality, nei box e presso la sede centrale del Team a Valencia, in Spagna. EMD112 è molto presente nel panorama sportivo motociclistico nazionale ed internazionale, con sponsorizzazioni nel CIV con Andrea Bolognesi (MV Agusta 60cc), Luca Marconi nei campinati Europeo Superstock 1000 e Mondiale Endurance (Yamaha R1M) e Ángel Nieto Team, protagonista in Moto3 con Albert Arenas e Andrea Migno (arrivati rispettivamente 1° e 2° nell’ultimo GP disputato con le loro KTM a Le Mans, in Francia) e Alvaro Bautista e Karel Abraham con le Ducati in MotoGP. Già nel giugno 2016, EMD112 donò un defibrillatore semiautomatico samaritan® al PATA Yamaha Official Team WSBK all’interno del campionato del mondo Superbike. E’ possibile approfondire l’iniziativa all’interno del sito HeartSine® PAD dedicato alla cardioprotezione. #### DAN Europe soccorso alle Maldive: competenze, search & recovery e sicurezza subacquea nelle operazioni ad alta complessità Il recente incidente avvenuto nelle acque di Dhekunu Kandu, nell’atollo di Vaavu alle Maldive, ha riportato l’attenzione internazionale sul tema della sicurezza subacquea e sulla complessità delle operazioni di search & recovery in ambienti estremi. Nel corso delle attività di ricerca dei subacquei dispersi, le autorità locali hanno richiesto il supporto di specialisti internazionali altamente qualificati. A intervenire è stata DAN Europe, organizzazione di riferimento mondiale nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze e nel supporto operativo internazionale. L’operazione, caratterizzata da elevata complessità tecnica e da condizioni operative particolarmente critiche, ha richiesto l’impiego di subacquei tecnici specializzati in immersioni profonde, speleosubacquee e interventi in ambienti ostruiti e confinati. Più che soffermarsi sull’evento di cronaca, è importante comprendere cosa rappresenti oggi DAN Europe nel panorama internazionale della sicurezza subacquea, quali competenze vengano messe in campo in scenari di questo livello e perché organizzazioni di questo tipo siano fondamentali per la gestione del rischio in mare. DAN Europe: riferimento internazionale per la sicurezza subacquea DAN Europe è una delle principali organizzazioni internazionali dedicate alla sicurezza subacquea, all’assistenza medica, alla ricerca scientifica e alla gestione delle emergenze legate alle immersioni. Attiva da decenni a supporto della comunità subacquea mondiale, DAN Europe opera attraverso una rete internazionale di medici, ricercatori, istruttori, specialisti del soccorso e professionisti dell’emergenza. Le sue attività comprendono: assistenza medica d’urgenza per incidenti subacquei; coordinamento internazionale delle emergenze; ricerca scientifica in medicina subacquea e iperbarica; formazione tecnica e sanitaria; sviluppo di protocolli di sicurezza; supporto operativo in scenari complessi; raccolta e analisi dati sugli incidenti subacquei. Nel tempo, DAN Europe ha gestito centinaia di interventi internazionali, diventando un punto di riferimento sia per i subacquei ricreativi sia per quelli tecnici e professionali. Le operazioni alle Maldive: profondità, grotte sommerse e ambiente ostile Secondo quanto comunicato ufficialmente da DAN Europe, il sito dell’incidente presentava caratteristiche operative estremamente complesse. L’accesso alla cavità sommersa si trovava a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri, mentre il sistema di grotte si sviluppava per centinaia di metri attraverso camere interne, passaggi stretti e ambienti ostruiti. Le autorità maldiviane hanno definito l’intervento “ad alto rischio”, sia per la profondità sia per la conformazione dell’ambiente. In scenari di questo tipo, le criticità aumentano in modo esponenziale: gestione dei gas respiratori; orientamento in ambienti privi di visibilità; rischio di disorientamento; decompressioni prolungate; difficoltà di recupero; ridondanza delle attrezzature; pianificazione avanzata dell’immersione; limitate possibilità di intervento immediato in caso di emergenza. A rendere ancora più drammatico il contesto è stata anche la morte di un ufficiale della Marina maldiviana impegnato nelle operazioni di soccorso, elemento che evidenzia ulteriormente il livello di rischio operativo affrontato dai soccorritori. Il team internazionale DAN impiegato nelle operazioni Per supportare le attività di search & recovery, DAN Europe ha mobilitato una task force internazionale composta dagli specialisti finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Si tratta di professionisti con una lunga esperienza internazionale in immersioni tecniche, speleosubacquee e missioni operative in ambienti estremi. Gli operatori coinvolti sono qualificati per immersioni profonde fino a circa 100 metri e vantano esperienze maturate in alcune delle operazioni più complesse degli ultimi anni. Tra queste viene ricordato anche il supporto internazionale alle attività di salvataggio nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, nel 2018, quando dodici giovani calciatori e il loro allenatore rimasero intrappolati in una grotta allagata. La missione alle Maldive è stata pianificata in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force, il Ministero degli Affari Esteri italiano, l’Ambasciata italiana competente e il Consolato italiano a Malé. Tecnologie e attrezzature impiegate nelle immersioni di search & recovery Le immersioni operative effettuate durante la missione hanno richiesto l’utilizzo di sistemi avanzati normalmente impiegati nel technical diving e nelle operazioni speciali. Tra le principali tecnologie utilizzate: rebreather a circuito chiuso; DPV (Diver Propulsion Vehicles o scooter subacquei); miscele Trimix; attrezzature ridondanti; sistemi avanzati di pianificazione e gestione decompressione. Il rebreather rappresenta uno degli strumenti più evoluti nel panorama delle immersioni tecniche. A differenza dei sistemi tradizionali a circuito aperto, il rebreather ricicla il gas espirato dal subacqueo, rimuove l’anidride carbonica tramite filtri assorbenti e reintegra automaticamente l’ossigeno consumato. Questo consente: maggiore autonomia; ridotto consumo di gas; minore produzione di bolle; controllo più preciso della miscela respiratoria; maggiore efficienza nelle immersioni profonde e prolungate. In operazioni di search & recovery in grotta, questi elementi possono diventare determinanti. Anche l’utilizzo di DPV risulta fondamentale per consentire lunghi spostamenti in ambienti sommersi complessi riducendo il consumo energetico del subacqueo. Medicina subacquea, emergenza e trattamento iperbarico Uno degli aspetti meno conosciuti ma più importanti di organizzazioni come DAN Europe riguarda la gestione medica delle emergenze subacquee. In scenari complessi, soprattutto in contesti remoti o insulari, la componente sanitaria può diventare estremamente critica. Secondo quanto dichiarato dalla direttrice medica DAN Europe, la Dott.ssa Chiara Ferri, in operazioni di questo tipo è essenziale predisporre: supporto intensivistico avanzato; coordinamento sanitario specialistico; disponibilità di trattamento iperbarico urgente; pianificazione clinica preventiva; gestione delle emergenze correlate alle immersioni profonde. Le patologie da immersione possono infatti includere: malattia da decompressione; embolia gassosa arteriosa; tossicità da ossigeno; narcosi da azoto; ipotermia; traumi da pressione. La rapidità di gestione può fare la differenza tra recupero, danni neurologici permanenti o esiti fatali. Search & recovery subacqueo: una delle attività più complesse nel soccorso Le operazioni di search & recovery in ambiente subacqueo rappresentano uno degli ambiti più difficili e specialistici del soccorso tecnico. A differenza delle immersioni ricreative o operative standard, questi interventi vengono effettuati in scenari spesso caratterizzati da: profondità elevate; visibilità nulla; ambienti confinati; elevato stress operativo; tempi prolungati di decompressione; impossibilità di risalita diretta; condizioni psicologiche particolarmente impegnative. Per questo motivo, il personale impiegato necessita di: formazione altamente specialistica; esperienza internazionale; addestramento continuo; standard operativi rigorosi; capacità di gestione dell’emergenza avanzata. Inoltre, ogni missione richiede una pianificazione estremamente accurata che coinvolge aspetti tecnici, logistici, medici e psicologici. Formazione, prevenzione e cultura della sicurezza Uno degli aspetti più importanti dell’attività di DAN Europe riguarda la diffusione della cultura della sicurezza subacquea. La prevenzione resta infatti il principale strumento per ridurre incidenti e situazioni critiche. Negli anni, DAN Europe ha sviluppato programmi formativi, linee guida, protocolli e attività di ricerca orientate a: migliorare la sicurezza dei subacquei; aumentare la consapevolezza del rischio; promuovere una corretta pianificazione delle immersioni; diffondere procedure di emergenza; formare operatori sanitari e professionisti del soccorso; sviluppare standard condivisi. Nel mondo delle immersioni moderne, soprattutto tecniche e profonde, la preparazione non può essere improvvisata. Attrezzature evolute, pianificazione avanzata, gestione dei gas, ridondanza dei sistemi, capacità di problem solving e addestramento continuo sono elementi imprescindibili. Un messaggio alla comunità subacquea La tragedia delle Maldive ricorda ancora una volta quanto il mare possa essere affascinante quanto severo. Le immersioni subacquee, soprattutto in ambienti profondi o tecnici, richiedono preparazione, prudenza, addestramento continuo e piena consapevolezza dei propri limiti. Ogni immersione dovrebbe essere affrontata con: adeguata pianificazione; attrezzatura idonea; formazione aggiornata; rispetto delle procedure; valutazione delle condizioni ambientali; attenzione costante alla sicurezza.   Attenzione: molto spesso sentiamo nei fatti di cronaca che sono proprio professionisti esperti coloro che perdono la vita. Questo dipende da diversi fattori, troppo spesso sottovalutati: fatalità e situazioni non controllabili: non tutto è controllabile. Un cambio repentino di vento, corrente, temperatura, attrezzatura o strumentazione difettosa, etc…; sottovalutazione fattore di rischio: l’esperienza ci porta a immedesimarsi in situazioni analoghe già affrontate, accorciando i tempi di riflessione e valutazione, ma come abbiamo detto nel punto precedente, basta poco per modificare uno scenario apparentemente analogo; team: la guida deve essere chiaramente capace e leder indiscusso. Il meno preparato del team deve avere ampiamente le capacità di affrontare l’evento. Il fattore di non avere chiari alcuni di questi aspetti dovrebbe far scattare l’alert nei 2 punti precedenti È importante precisare e sottolineare che non stiamo valutando gli avvenimenti accaduti alle Maldive. L’intento è argomentare il fattore sicurezza e sensibilizzare tutti, esperti e non esperti, ad adottare le massime precauzioni, tenendo in conto anche, nei limiti del possibile, degli imprevisti. Allo stesso tempo, è doveroso esprimere un profondo ringraziamento agli specialisti DAN Europe impegnati nelle operazioni alle Maldive e, più in generale, a tutti i soccorritori che ogni giorno operano in condizioni difficili e ad alto rischio, in mare, in montagna, in aria e su strada. Professionisti e volontari che, spesso lontano dai riflettori, mettono competenze, esperienza e coraggio al servizio degli altri. Un pensiero va alle vittime dell’incidente e alle loro famiglie. #### Danimarca-Finlandia, Christian Eriksen ha un arresto cardiaco in campo Paura in diretta TV durante gli europei di calcio Al 42° minuto del 1° tempo di Danimarca-Finlandia, partita valida per gli europei di calcio, il giocatore dell’Inter Christian Eriksen, perde i sensi e cade a terra. A pochi minuti dalla fine del primo tempo, durante una delle azioni finali, la palla passata da un compagno di squadra rimbalzata addosso al calciatore, che cade da terra privo di sensi. Le condizioni di Christian Eriksen sono apparse subito gravi. I medici sono intervenuti immediatamente ed hanno praticato le manovre di rianimazione cardio-polmonare, praticando il massaggio cardiaco ed impiegando il defibrillatore. Un intervento durato circa 10 minuti, prima che venisse portato fuori dal campo e trasferito poco dopo d’urgenza verso l’ospedale di Copenhagen. L’incontro è stato sospeso per emergenza sanitaria, per poi riprendere circa 45? Una situazione surreale, in diretta TV, che ha visto i compagni fare scudo interno al giocatore, visibilmente scossi e preoccupati. Le ultime notizie indicano che Eriksen è cosciente ed ha parlato con i compagni, ed è tutt’ora in fase di accertamenti. Il centrocampista Christian Eriksen ha 29 anni. Una partita come tante altre, in una giornata come tante alte, per un atleta estremamente controllato dal punto di vista sanitario. Eppure, come raccontiamo quotidianamente e come è stato possibile vedere numerose altre volte anche in diretta TV, l’arresto cardiaco colpisce chiunque senza preavviso. Per questo prende il nome di Arresto Cardiaco Improvviso. L’unico modo per poter contrastare l’arresto cardiaco è impiegare il defibrillatore in tempi rapidi, quindi deve essere già presente nelle vicinanze, e avviare le manovre di primo soccorso. E se fosse capitato a casa? E se fosse capitato in una zona priva di defibrillatore e di personale con competenze di primo soccorso? E’ bene farsi queste domande, ed avere chiari i possibili scenari. La prevenzione e formazione del personale per contrastare gli incendi ha portato a fare passi da gigante negli anni, in Italia si registrano circa 100 morti all’anno per incendi e esplosioni. Lo stesso avviene per la sicurezza stradale, infatti si registrano circa 3.000 morti per incendi stradali. L’arresto cardiaco solo in Italia, registra 60.000 morti ogni anno. Di queste il 60-70% si potrebbe salvare con l’impiego precoce del defibrillatore e con l’ausilio delle manovre BLSD. E’ bene sottolineare due aspetti: Cultura del primo soccorso: chiunque deve avere le nozioni di base e saper intervenire nel caso di arresto cardiaco. Se non abbiamo molte competenze in materia, possiamo chiedere al nostro medico di fiducia o alle associazioni di volontariato di emergenza/urgenza del nostro paese. Avere false convinzioni e divulgarle è un danno grave per la società Il defibrillatore: è lo strumento salvavita per eccellenza. Dobbiamo assicurarci di averne uno sempre nelle vicinanze: lavoro, sport, casa, luoghi pubblici. I defibrillatori moderni sono a prova di errore, estremamente semplici da utilizzare, e l’utilizzatore è sollevato da qualsiasi responsabilità nel tentativo di salvare una vita. Un grande in bocca al lupo per una veloce ripresa a Christian Eriksen. #### Davide Patron e EMD112, una collaborazione per salvare vite e diffondere la cultura della cardioprotezione Nel maggio del 2024, durante un viaggio che avrebbe dovuto essere come tanti altri, l’influencer e insegnante di inglese Davide Patron ha vissuto un evento che gli ha cambiato la vita: un arresto cardiaco improvviso. Grazie all’intervento tempestivo di un passante che ha eseguito le manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’uso immediato di un defibrillatore, Davide è sopravvissuto a una situazione che per molti risulta fatale. Questa esperienza ha acceso in lui una profonda consapevolezza sull’importanza della cardioprotezione e delle manovre salvavita. La storia di Davide non è passata inosservata a noi di EMD112. La nostra realtà, specializzata nella commercializzazione di prodotti per l’emergenza medica e leader nella diffusione di defibrillatori, ha visto in Davide un alleato prezioso per amplificare il messaggio sulla necessità della cardioprotezione. Con una missione chiara, salvare vite umane offrendo una seconda chance a chi è colpito da arresto cardiaco improvviso, EMD112 ha deciso di contattare Davide per proporre una collaborazione. Lo scopo di questa collaborazione è semplice quanto potente, utilizzare la popolarità e l’influenza di Davide per sensibilizzare il pubblico sull’importanza delle manovre di primo soccorso e dell’accessibilità ai defibrillatori. Insieme, abbiamo deciso di creare una rubrica di brevi video educativi da diffondere sui canali social di Davide, con l’obiettivo di aumentare la cultura della cardioprotezione in Italia. Ieri 30 ottobre 2024, Davide ha annunciato ufficialmente l’inizio di questa nuova avventura attraverso un video pubblicato sui suoi profili social! Nel video, ha condiviso con i suoi follower l’importanza della cardioprotezione, sottolineando come piccole azioni possano fare la differenza tra la vita e la morte. “Impareremo tante cose che abbiamo sotto il naso ma a cui non facciamo caso o che ignoriamo”, ha dichiarato, invitando tutti a seguire questa nuova rubrica. Ma la collaborazione non si ferma alla sola sensibilizzazione. Insieme, abbiamo deciso di donare un defibrillatore al mese a enti, associazioni, società o aziende da lui scelti. Questo gesto concreto mira a creare una rete più capillare di defibrillatori sul territorio italiano, aumentando le possibilità di intervento tempestivo in caso di emergenza cardiaca. È importante sottolineare che questa collaborazione non è retribuita. Davide ha scelto di impegnarsi in questa iniziativa mosso esclusivamente dal desiderio di fare del bene e di restituire alla comunità ciò che ha ricevuto. “Lo facciamo per una giusta causa”, ha affermato, sottolineando come la sua esperienza personale lo abbia spinto a voler fare la differenza. Il Dott. Marco Squicciarini, formatore BLSD e partner di EMD112, ha elogiato l’iniziativa, sottolineando come persone come Davide, che dopo un evento traumatico sentono il “bisogno di restituzione”, siano fondamentali per il progresso sociale. “Sono sempre ammirato da chi aiuta il prossimo”, ha dichiarato Squicciarini, evidenziando l’importanza di collaborazioni che uniscono esperienze personali a iniziative aziendali con un forte impatto sociale. Davide Patron, dall’insegnamento alla promozione della vita Nato a Mogliano Veneto nel 1999, Davide Patron è diventato un punto di riferimento per molti giovani grazie alle sue “pillole” di inglese sui social media. Con oltre 2 milioni di followers tra TikTok, Instagram YouTube e Facebook, ha saputo trasformare la sua passione per la lingua inglese in uno strumento di connessione tra l’Italia e il resto del mondo. Laureato con lode in Finanza a Dundee, in Scozia, ha sempre avuto l’obiettivo di rendere l’apprendimento dell’inglese accessibile e divertente. Dopo l’arresto cardiaco, la sua vita ha preso una nuova direzione. Già dal letto d’ospedale, Davide ha lanciato un appello ai suoi follower: “Imparate tutti le manovre di primo soccorso”. La sua esperienza lo ha spinto a voler fare di più per la comunità, utilizzando la sua influenza per promuovere non solo l’educazione linguistica, ma anche la salute e la sicurezza. EMD112, un impegno che diventa Società Benefit Nel novembre 2024, EMD112 diventerà ufficialmente una Società Benefit, a testimonianza del suo crescente impegno sociale. L’azienda non si limita a commercializzare defibrillatori, ma ogni anno dona mediamente oltre 20 dispositivi a organizzazioni e associazioni che ne hanno bisogno. Questo passo sottolinea la volontà di EMD112 di andare oltre il profitto, mettendo al centro la salvaguardia della vita umana.   Il programma Forward Hearts di Stryker® La collaborazione si inserisce in un contesto più ampio di impegno globale per la cardioprotezione. Stryker®, azienda leader nel settore medico, è l’unica al mondo a donare un defibrillatore per ogni vita salvata dai suoi dispositivi. Grazie al programma Forward Hearts, i sopravvissuti a un arresto cardiaco possono donare un DAE a un’organizzazione di loro scelta, contribuendo a salvare altre vite. Questo impegno si allinea perfettamente con la missione di EMD112 e rafforza l’importanza di iniziative come quella intrapresa con Davide.   Una voce autorevole per la cardioprotezione Il 16 ottobre 2024, in occasione della Giornata Mondiale della Rianimazione Cardiopolmonare, Davide è stato invitato a partecipare a un evento presso la Camera dei Deputati. Durante l’incontro, ha condiviso la sua esperienza e ha sottolineato l’importanza di diffondere la conoscenza delle manovre salvavita. “Basta poco per salvare una vita”, ha ribadito, invitando tutti a partecipare attivamente alla creazione di una cultura della cardioprotezione. La collaborazione tra Davide Patron ed EMD112 rappresenta un esempio concreto di come esperienze personali possano tradursi in azioni collettive di grande valore sociale. In un Paese dove ogni anno si registrano circa 60.000 arresti cardiaci, con un tasso di sopravvivenza del 10%, aumentare la consapevolezza sull’importanza delle manovre di primo soccorso e dell’accessibilità ai defibrillatori è fondamentale. L’obiettivo è raggiungere un tasso di sopravvivenza da arresto cardiaco del 70-80%! Attraverso i nostri sforzi congiunti, mirano a creare una cultura della cardioprotezione più diffusa, offrendo strumenti e conoscenze che possono fare la differenza tra la vita e la morte.   Il nostro impegno è un invito a tutti noi ad imparare le manovre salvavita, partecipare a corsi di primo soccorso e sostenere la diffusione dei defibrillatori sul territorio. Come ha detto Davide: “Spero che questo progetto possa sensibilizzare tanti che, come me, non hanno mai avuto problemi a fare un controllo e a partecipare ad almeno un corso di primo soccorso”. Un messaggio di speranza e responsabilità che tutti noi dovremmo accogliere! Adesso non vi resta che seguire Davide e le sue rubriche: https://www.instagram.com/patrondavide/ https://www.youtube.com/@patrondavide https://www.facebook.com/patrondavide/ https://www.tiktok.com/@davidepatron #### DECRETO 16 marzo 2023 relativo alla LEGGE 4 agosto 2021, n. 116 La legge che definisce le “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici” è la LEGGE 4 agosto 2021, n. 116  (21G00126) (GU Serie Generale n.193 del 13-08-2021). Il provvedimento è entrato in vigore in data 28/08/2021. La legge n.116 è volta a favorire la progressiva diffusione e l’utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE): a) presso le sedi delle pubbliche amministrazioni in cui siano impiegati almeno quindici dipendenti e che abbiano servizi aperti al pubblico (la priorità è rivolta alle scuole di ogni ordine e grado e alle università); b) negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti, a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interna che effettuano tratte con percorrenza continuata, senza possibilità di fermate intermedie, della durata di almeno 2 ore e, comunque, presso i gestori di pubblici servizi di cui all’articolo 2, nonché di servizi di trasporto extraurbano in concessione. Il DECRETO 16 marzo 2023 “Definizione dei criteri e delle modalità per l’installazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 4 agosto 2021, n. 116”. (23A04152) (GU Serie Generale n.171 del 24-07-2023), entra maggiormente nel merito delle caratteristiche dei DAE e delle modalità di installazione e segnalazione, con 1 obiettivo ben preciso: creare una rete di cardioprotezione capillare e efficace. Il decreto è composto da 2 allegati: Allegato A: descrive le modalità di installazione e le caratteristiche che devono avere i DAE Allegato B: descrive in modalità grafica la segnaletica da utilizzare per la segnalazione dei DAE Di seguito riportiamo i contenuti relativi a l’Allegato A, con evidenziati alcuni passaggi chiave in grassetto: B. Caratteristiche dei DAE I DAE sono dispositivi medici che possono essere utilizzati sia in strutture sanitarie sia in qualunque altro tipo di strutture, fisse o mobili, stabili o temporanee, da parte dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 120, come modificato dall’art. 3, comma 1, lettera a), della legge 4 agosto 2021, n. 116. I suddetti dispositivi devono consentire l’esecuzione delle seguenti operazioni: analisi automatica dell’attività elettrica del cuore di una persona vittima di un arresto cardiocircolatorio, al fine di interrompere una fibrillazione o tachicardia ventricolare; ove la predetta analisi sia positiva, caricamento automatico dell’apparecchio volto a ripristinare un ritmo cardiaco efficace attraverso shock elettrici esterni transtoracici, d’intensità appropriata, separati da intervalli di analisi. In accordo con le linee guida internazionali, gli intervalli di tempo tra gli eventuali shock sono programmati negli apparecchi e non sono accessibili agli utilizzatori non medici; registrazione dei tratti elettrocardiografici realizzati e dei dati di utilizzazione dell’apparecchio. C. Criteri e modalità per l’installazione di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni I defibrillatori semiautomatici e automatici esterni devono essere distribuiti secondo un’ottica capillare e strategica, tale da costituire una rete di dispositivi in grado di favorire, prima  dell’intervento dei mezzi di soccorso sanitari, la defibrillazione entro quattro/cinque minuti dall’arresto cardiaco. L’installazione di DAE deve tenere conto del numero delle persone, dei flussi, della superficie (mq), delle difficoltà di accesso al luogo (presenza, ad esempio, di porte tagliafuoco, tornelli, check point di sicurezza, etc.). È altresì opportuno prevedere un incremento del numero dei defibrillatori disponibili in ipotesi di massiccio aumento dei flussi, ad esempio in ragione di particolari eventi o periodi dell’anno. Nei centri abitati, la densità ottimale di DAE è non inferiore a 2 DAE/Km². Ai fini della gestione e del corretto funzionamento dei DAE, fermi restando i compiti attribuiti al datore di lavoro dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, deve essere individuato un soggetto responsabile del corretto funzionamento del DAE e dell’informazione all’utenza, ai sensi dell’art. 6, comma 2, della legge 4 agosto 2021, n. 116, il quale deve assicurare: a. la presenza di apposita segnaletica, come di seguito specificata; b. la verifica dello stato di buon funzionamento dei defibrillatori, che prevede l’istituzione di un registro su cui annotare periodicamente, con frequenza minima di una volta a settimana, lo stato attivo del defibrillatore, della batteria e delle piastre. È auspicabile l’utilizzo di DAE di nuova generazione provvisti di connettività Wi-Fi/SIM integrata, che consentano la gestione del dispositivo da remoto mediante il sistema di telecontrollo, monitorando costantemente, con avvisi automatici, il risultato degli autotest, la scadenza delle batterie e degli elettrodi. Ove non provvisti di un sistema di connettività integrata e certificata, i DAE devono essere dotati di sistemi di connessione di terze parti conformi, in termini di sicurezza elettrica e compatibilità elettromagnetica, con altri dispositivi elettromedicali e con i defibrillatori medesimi. 5. In conformità a quanto previsto dall’art. 6, comma 3, della legge n. 116 del 2021, i DAE devono essere collegati al sistema di monitoraggio remoto della centrale operativa del sistema di  emergenza sanitaria «118» più vicina, al fine di consentire la verifica, in tempo reale, dello stato operativo dei medesimi e la scadenza delle parti deteriorabili, nonché la segnalazione di eventuali malfunzionamenti. D. Segnaletica 1. Ai fini di una corretta installazione e gestione dei DAE, è necessario l’utilizzo della apposita segnaletica individuata nell’allegato B del presente decreto, tale da garantire: la presenza di segnaletica posizionata all’ingresso dell’edificio con indicazione del luogo di posizionamento del DAE; la presenza di segnaletica nelle immediate vicinanze del dispositivo, il quale deve essere posizionato in luoghi visibili ed accessibili a tutti gli utenti della struttura, preferibilmente in apposita teca o su staffa di supporto, con il divieto di posizionarlo in luoghi dove non sia visibile (ripostigli, stanze non aperte al pubblico) e di applicare chiusure di sicurezza. I DAE installati in luoghi pubblici devono essere indicati, in modo chiaro e visibile, con la segnaletica internazionale di cui al punto 2 dell’allegato B, la quale, preferibilmente, è altresì utilizzata, in aggiunta ai pittogrammi nazionali di cui al punto 1 del medesimo allegato, per segnalare i DAE in tutti i contesti in cui è ipotizzata la presenza di soggetti stranieri non italofoni. La presenza di segnaletica deve essere prevista anche sulle planimetrie per emergenza ed evacuazione. E’ necessario provvedere all’aggiornamento delle stesse ogniqualvolta venga acquistato o riposizionato un defibrillatore. E. Criteri per la collocazione di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni La collocazione ottimale dei defibrillatori deve essere determinata in modo che gli stessi siano equidistanti da un punto di vista temporale rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo, al fine di consentire l’utilizzo del DAE prima del quarto minuto dal presunto arresto cardiaco (perdita di coscienza). In particolare, i DAE sono da collocare in luoghi di aggregazione cittadina e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, nonché in strutture dove si registra un grande afflusso di pubblico, tenendo comunque conto della distanza dalle sedi del sistema di emergenza. In conformità a quanto previsto dall’art. 2, comma 3, della legge n.116 del 2021 e fatto salvo quanto riportato nei successivi punti 3, 4 e 5, gli enti territoriali possono incentivare, anche attraverso l’individuazione di misure premiali, l’installazione dei DAE nei centri commerciali, nei condomini, negli alberghi e nelle strutture aperte al pubblico, nel rispetto dell’equilibrio dei rispettivi bilanci e della normativa vigente. In aggiunta alla diffusione dei DAE presso i luoghi ed i mezzi di trasporto di cui all’art. 1, commi 1 e 2, della legge n. 116 del 2021, sulla base dei criteri di cui al precedente punto 1, devono essere identificate, all’interno del territorio regionale, le seguenti aree: aree con particolare afflusso di pubblico; aree con particolari specificità, come luoghi isolati e zone disagiate (montagna, piccole isole), pur se a bassa densità di popolazione. Va pertanto valutata, in considerazione dell‘afflusso di utenti e dei dati epidemiologici, l’opportunità di dotare di DAE i seguenti luoghi e strutture: luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria; strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale; luoghi in cui si pratica attività ricreativa ludica, sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico, come auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi; luoghi dove vi è presenza di flussi elevati e continui di persone o attività a rischio, quali grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali; luoghi che richiamano un’alta affluenza di persone e sono caratterizzati da picchi notevoli di frequentazione: centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche, chiese e luoghi di culto; strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza; strutture di enti pubblici: scuole, università, uffici; postazioni temporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi; farmacie, per l’alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono, di fatto, punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio; luoghi pubblici aperti H24, come stazioni di servizio ed autogrill. In conformità a quanto indicato dal decreto ministeriale 18 marzo 2011, inoltre, in via prioritaria devono essere dotati di DAE a bordo, durante il servizio attivo, i seguenti mezzi: mezzi di soccorso sanitario a disposizione del sistema di emergenza territoriale 118; mezzi di soccorso sanitario appartenenti alle organizzazioni di volontariato, alla Croce rossa italiana ed al Dipartimento della protezione civile; mezzi aerei e navali adibiti al soccorso e al trasporto degli infermi; ambulanze di soggetti pubblici e privati che effettuano servizio di assistenza e trasporto sanitario. È altresì opportuno dotare di DAE i mezzi destinati agli interventi di emergenza della Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, del Corpo della Guardia di finanza, della Polizia locale, del Soccorso alpino e speleologico, delle Capitanerie di porto.   Conclusioni e aspetti in evidenza Uno step di cardioprotezione importante per il nostro paese, con maggiore focus non solo sulla diffusione capillare, ma anche con un focus sulla corretta installazione, segnalazione, manutenzione e tecnologie. L’obiettivo non è semplicemente disporre del DAE, ma farlo in modo efficace per poter contrastare le 60.000 vittime di arresto cardiaco che ogni anno si registrano nel nostro paese. Alcuni passaggi di particolare rilevanza sono: Il n° di DAE ottimale è non inferiore a 2 DAE/Km², e comunque deve tenere conto dell’affluenza (e di eventuali picchi) e di altre caratteristiche. La defibrillazione deve avvenire entro quattro/cinque minuti dall’arresto cardiaco, quindi è importante verificare le distanze e la capacità di raggiungere i dispositivi entro questo tempo utile Il DAE posizionato dentro un armadio non è più consentito, il dispositivo deve essere opportunamente segnalato La corretta manutenzione è fondamentale, terrà fede il registro settimanale dei controlli periodici.   Fonti: LEGGE 4 agosto 2021, n. 116: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/08/13/21G00126/sg DECRETO 16 marzo 2023: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/07/24/23A04152/SG #### Decreto Balduzzi e Legge n. 189 , facciamo chiarezza sugli obblighi del defibrillatore per le società sportive Ancora oggi, le ricerche per il Decreto Balduzzi sono molto elevate. Il Decreto Legge 13 settembre 2012, n. 158 noto appunto come Decreto Balduzzi (dal nome del Ministro della Salute On. Renato Balduzzi) è un atto normativo della Repubblica Italiana, presente in Gazzetta Ufficiale. Il Decreto Balduzzi, è stato convertito in Legge n. 189, con modificazioni, l’8 novembre 2012, e diventato effettivo a partire dall’11 novembre 2012. Quale è il problema? Il problema è che ogni giorno molte persone effettuano ricerche online in merito alla normativa che definisce l’obbligo delle società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche, ed anziché ricercare la Legge ultima aggiornata che ne descrive gli aspetti, cerano il Decreto Balduzzi, perchè ormai è ben più noto. E’ quindi utile fare chiarezza. In Italia possiamo avere varie tipologie di norme: Legge; Decreto legge; Decreto legislativo. In Italia è il Parlamento a emanare le leggi. La legge è lo strumento ordinario, la cui emanazione può richiedere però molto tempo. Se si rende necessario attivare scenari con carattere di urgenza, è possibile avvalersi del Decreto Legge, uno strumento più rapido perché elaborato dal Governo. Inoltre, se la materia da regolare risulti essere molto tecnica, si fa uso del Decreto Legislativo. E’ quindi la Legge 8 novembre 2012, n. 189 (impostata sulla base dal Decreto Balduzzi, ma con alcune modifiche), che definisce l’obbligo di dotazione, manutenzione e impiego del defibrillatore per le società sportive. Di seguito riportiamo il testo completo della Legge n. 189, al quale si aggiunge “l’allegato A”, composto da circa 20 pagine che ne argomentano lo scenario, reperibile nel link in calce nel sito della Gazzetta Ufficiale: La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.Data a Roma, addi’ 8 novembre 2012 NAPOLITANO Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri Balduzzi, Ministro della salute Visto, il Guardasigilli: Severino Avvertenza: Il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 214 del 13 settembre 2012. A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio di Ministri), le modifiche apportate dalla presente legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione è’ pubblicato in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 13. Se stai cercando informazioni relative al Decreto Balduzzi le risorse sono: Decreto Balduzzi articolo Emd112; Decreto Balduzzi sito Gazzetta Ufficiale. Se invece, come crediamo, tu stia ricercando la normativa aggiornata che definisce gli obblighi di impiego del defibrillatore per le società e associazioni sportive, la risorsa relativa alla Legge 8 novembre 2012, n. 189 è la seguente: Legge 8 novembre 2012, n. 189 sito Gazzetta Ufficiale #### Decreto Balduzzi: proroga al 20 luglio 2016 per l’acquisto di defibrillatori nelle società sportive Il Decreto Balduzzi è un Decreto Legge del Ministero della Salute, adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, in data 24 aprile 2013 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 20 Luglio 2013. Il Decreto Balduzzi disciplina la certificazione dell’attività sportiva agonistica e non agonistica e le linee guida sulla dotazione ed utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita. L’adozione dei defibrillatori era già tratta dal precedente articolo 7 comma 11 del decreto Salute e sviluppo del 2012. Il testo raccoglie le indicazioni del gruppo di lavoro istituito dal Ministro Renato Balduzzi e del corrispondente gruppo di lavoro del Consiglio Superiore di Sanità. Il Ministro della salute, con decreto adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo ed allo sport ha prorogato la scadenza ultima di 6 mesi,  portandola dal 20 Gennaio 2016 al 20 Luglio 2016: “Al decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, in data 24 aprile 2013, all’articolo 5, comma 5, le parole “30 mesi” sono sostituite dalle seguenti: “36 mesi” “. Di seguito riportiamo il testo completo relativo alla proroga al 20 Luglio 2016: IL DECRETO DI PROROGA IL MINISTRO DELLA SALUTE DI CONCERTO CON IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI VISTO l’articolo 7, comma 11, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, che prevede, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale, che il Ministro della salute, con decreto adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo ed allo sport, disponga garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte delle società sportive sia professionistiche sia dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita; VISTO il decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport in data 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 20 luglio 2013, n. 169, recante “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita”, ed, in particolare, l’articolo 5, comma 5, che dispone per le società dilettantistiche l’obbligo di dotarsi dei defibrillatori semiautomatici entro trenta mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto; CONSIDERATO che il Presidente del CONI, con nota del 2 novembre 2015 ha chiesto il differimento del predetto termine, che verrà a scadere in data 20 gennaio 2016, in considerazione delle specificità delle attività sportive esercitate a livello dilettantistico; CONSIDERATO che l’Assessore della regione autonoma Friuli Venezia Giulia, nella qualità di coordinatore degli assessori allo Sport, con nota del 5 gennaio 2016, ha formulato la medesima richiesta, evidenziando l’impossibilità che, entro la data del 20 gennaio 2016, vengano completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici; RITENUTA, pertanto, l’opportunità di disporre il differimento del predetto termine di sei mesi al fine di consentire che vengano completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici; DECRETA Articolo 1 1. Al decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, in data 24 aprile 2013, all’articolo 5, comma 5, le parole “30 mesi” sono sostituite dalle seguenti: “36 mesi”. Il presente decreto viene trasmesso all’organo di controllo e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana. Inizialmente il Decreto Balduzzi stabiliva che le società sportive dilettantistiche e professionistiche hanno l’obbligo di dotarsi di defibrillatori entro tempi stabiliti: Per le società sportive professionistiche il limite massimo entro il quale adeguarsi alla normativa era di 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto (20 Gennaio 2014). Le società sportive dilettantistiche, invece, aveva 30 mesi di tempo per uniformarsi alla legge (20 gennaio 2016), sempre a decorrere dall’entrate in vigore dello stesso decreto (che ricordiamo essere stato prorogato, fissando la data ultima al 20 Luglio 2016). Sono per il momento escluse dell’obbligo di legge attività sportive a ridotto impegno cardiocircolatorio, come bocce, biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e simili. Gli impianti sportivi scolastici rientrano nel decreto, e quindi dovranno adeguarsi adottando almeno un defibrillatore. Gli oneri per l’acquisto e manutenzione dei defibrillatori sono a carico delle società sportive, così come gli accessori di posizionamento (segnaletica, teche, etc..) e la formazione necessaria al personale per l’utilizzo con corsi BLS/D. I corsi di formazione possono essere effettuati tramite i centri accreditati a livello regionale, o più semplicemente richiesti tramite il partner individuato per la cardio-protezione. Il numero di soggetti da formare è strettamente  dipendente  dal luogo in cui è posizionato il  DAE  e  dal  tipo  di  organizzazione presente. Le società saranno responsabili per il funzionamento del defibrillatore in caso controllo e di necessità di utilizzo, è importante quindi che venga effettuata la manutenzione periodica, sostituite batterie ed elettrodi periodicamente, posizionare il DAE e la teca adeguati all’utilizzo. Non tutti i defibrillatori hanno la stessa resistenza, e per l’utilizzo in esterno, con presenza di sabbia, polveri, liquidi, umidità, etc.. è necessario avere un defibrillatore in grado di funzionare anche con questo tipo di condizioni. Uno dei requisiti chiave per definire oggettivamente la resistenza del defibrillatore i la classe IP di appartenenza. Altre situazioni da verificare nella fase di aquisto di un defibrillatore semiautomatico sono sicuramente la garanzia (i nostri defibrillatori sono gli unici al mondo con 10 anni di garanzia), i costi di manutenzione, i servizi di supporto nella progettazione delle aree cardioprotette ed assistenza. La FIT – Federazione Italiana Tennis, ha raggiunto un accordo con EMD112, che fornirà ai circoli tennis che ne faranno richiesta un defibrillatore semiautomatico HeartSine samaritan PAD 350P conforme alle norme di legge e al prezzo esclusivo. È possibile inoltrare la richiesta tramite l’apposita pagina. Molte altre federazioni e società sportive non hanno scelto i defibrillatori samaritan per le proprie realtà, ed EMD118 come partner per la cardio-protezione, non limitandosi alla fornitura dei defibrillatori, ma vero e proprio partner: sopralluoghi, progetti personalizzati di installazione, posizionamento e segnalazione, manutenzione ordinaria,  formazione del personale e molto altro. In Italia si registrano si circa 70000 arresti cardiaci all’anno, circa 192 al giorno. Per avere un esito positivo il defibrillatore deve essere impiegato possibilmente entro i primi 3 minuti dall’evento, già soltanto dopo 5 minuti di tempo le possibilità di salvezza scendono al 50%, riducendosi del 10% ogni minuto che passa. Avere un defibrillatore vicino e personale formato all’utilizzo può salvare delle vite fino al 70% dei casi. HeartSine ha progetto il primo defibrillatore extra-ospedaliero nel 1966, da allora ha proseguito il proprio percorso di ricerca e sviluppo, progettando defibrillatori sempre più innovativi ed efficaci. HeartSine per celebrare l’evento salvavita, regala un defibrillatore semiautomatico samaritan al sopravvissuto, che potrà scegliere di donarlo in beneficenza o ad un’organizzazione a sua scelta. Il nostro consiglio è di non attendere l’ultimo momento per acquistare un defibrillatore (e non attendere che sia una legge ad obbligarti), potresti avere modo di salvare delle vite! #### Decreto balduzzi: arrivata l’ennesima proroga La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce ogni anno circa 400.000 cittadini europei e circa 60.000 cittadini italiani. Ogni anno, quindi, nel nostro Paese 1 persona su 1000 perde la vita a causa di un arresto cardiaco. Si parla, in media, di 165 persone al giorno, cioè 7 persone ogni ora. Ciò significa un decesso ogni circa 8 minuti, tra adulti, giovani e bambini. Di essi, circa 10.000 persone ogni anno (ovvero 1 persona su 6) potrebbero essere salvate mediante l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), un apparecchio dai costi contenuti che chiunque, dopo un corso di circa 6/8 ore, sarebbe in grado di utilizzare. Eppure, il Governo italiano ha prorogato nuovamente la scadenza del Decreto Balduzzi. L’obbligo per le società sportive dilettantistiche di dotarsi di un DAE, difatti, è stato spostato al 30 novembre 2016. Il motivo è che “non sono ancora state completate, su tutto il territorio nazionale, le attività di formazione degli operatori del settore sportivo dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici”. Vogliamo ricordare, però, che dal giorno in cui morì Piermario Morosini, quel tragico 14 aprile 2012, migliaia di altre persone hanno perso la vita a causa di un arresto cardiaco. Ci auguriamo, quindi, che novembre 2016 sia davvero il termine ultimo per l’entrata in vigore di tale importantissimo decreto. Ricordiamo, inoltre, che per salvare una vita non occorre attendere un obbligo di legge: nessuno ci vieta di acquistare un DAE anzitempo e di seguire un corso BLS-D per imparare ad utilizzarlo. LA MORTE CARDIACA IMPROVVISA NON ASPETTA NIENTE E NESSUNO! Al seguente link è possibile visualizzare l’ultima proroga del Decreto Balduzzi firmata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in data 19/07/2016: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2408_listaFile_itemName_0_file.pdf #### Decreto Balduzzi: il prossimo 24 ottobre scadranno i trenta mesi concessi a fitness club, centri sportivi e piscine per dotarsi di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno e per formare adeguatamente il proprio personale. Il 23 ottobre 2015 sarà il termine ultimo per dotare il proprio impianto sportivo di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno; questo è quanto stabilito dal decreto del Ministro Balduzzi del 24 aprile 2013. Dalle linee guida del decreto, inoltre, si apprende che, oltre al dispositivo salva vita, che dovrà essere facilmente accessibile e opportunamente segnalato, all’interno del centro sportivo dovrà essere sempre presente personale adeguatamente formato pronto ad intervenire in caso di arresto cardiaco. Infatti, nel malaugurato caso in cui una persona perda la vita a causa di arresto cardio-circolatorio all’interno di una struttura priva di defibrillatori DAE e/o di personale formato, il gestore dell’impianto andrebbe incontro ad una condanna sia civile che penale per omicidio colposo. È importante sottolineare che tale pena verrebbe applicata anche se ciò accadesse durante la fase di transizione della norma (prima del 24 ottobre 2015). La decisione del Ministro di rendere obbligatoria la presenza di tale dispositivo in ogni centro ove si pratichi attività sportiva è sicuramente stata dettata dal numero consistente di persone (circa 70.000) che ogni anno perdono la vita per Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). Nemmeno i giovani e gli sportivi professionisti ne sono immuni. Basti ricordare quanto accaduto al pallavolista Vigor Bovolenta (37 anni) e al calciatore del Livorno Piermario Morosini (25 anni). Se fossero stati sottoposti a defibrillazione precoce, a quest’ora, molto probabilmente, non staremo parlando di questo. In caso di arresto cardiaco, infatti, è fondamentale intervenire quanto prima. Durante tale evento cardiovascolare, il cuore smette di pompare sangue al cervello e, pertanto, le cellule cerebrali iniziano a morire. È stato calcolato che, per ogni minuto che passa, le possibilità che il paziente ha di non subire danni cerebrali permanenti calano del 10%. Intervenire il più presto possibile, quindi, significa evitare un peggioramento vertiginoso delle condizioni del paziente e scongiurare gravi paralisi permanenti. Di conseguenza, avere in dotazione un defibrillatore DAE semiautomatico esterno è molto importante, ma è altrettanto fondamentale imparare ad affrontare eventuali emergenze con tempismo ed efficacia. Il corso BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) insegna, appunto, ad utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno, sinteticamente indicato con DAE. L’utilizzo del defibrillatore, infatti, presuppone il raggiungimento di due competenze: la capacità di interpretare in modo corretto le indicazioni e i comandi impartiti dal defibrillatore stesso e l’abilità di saper cogliere per tempo i sintomi di un arresto cardiaco. Durante questo corso di formazione è possibile apprendere le procedure di primo soccorso, GAS (Guardo, Ascolto, Sento), Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e di utilizzo di defibrillatori semiautomatici esterni, in modo tale che anche un soccorritore laico, in caso di emergenza, possa intervenire salvando vite preziose. La pratica del massaggio cardiaco, in particolare, è di fondamentale importanza in tutte quelle situazioni in cui, per un motivo o per l’altro, il nostro cuore smette di battere. Anche la American Heart Association, infatti, consiglia all’interno delle proprie linee guida di iniziare la rianimazione cardio-polmonare proprio dal massaggio cardiaco. La corretta esecuzione di tali manovre aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza di chi è stato colpito da arresto cardiaco. Purtroppo, però, oltre il 70% dei massaggi cardiaci non vengono eseguiti correttamente, nemmeno da soccorritori esperti. Per questo motivo, la HeartSine ha deciso di progettare il defibrillatore DAE samaritan PAD 500P, il dispositivo più innovativo disponibile sul mercato in grado di supportare il soccorritore durante le manovre di rianimazione cardio-polmonare grazie all’esclusivo sistema RCP Advisor. Questo algoritmo brevettato ha regalato al samaritan PAD 500P un primato molto importante: è l’unico defibrillatore DAE in commercio in grado di supportare pienamente quanto affermato dalle Linee Guida ERC/AHA 2010. Pertanto, a tutti i fitness club, ai centri sportivi e alle piscine che si devono ancora dotare di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno, ricordiamo che, oltre a munirsi quanto prima di tali dispositivi salvavita, poiché si tratta della vita di migliaia di persone, sarebbe opportuno cercare di acquistare un prodotto di ottima qualità e tecnologicamente avanzato. #### Decreto Balduzzi: Società Sportive Dilettantistiche SSD alla 4° proroga, l’obbligo scatterà (forse) a Luglio 2017 Il Decreto Balduzzi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2013 ed inerente alla dotazione e all’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di altri dispositivi salvavita e alla disciplina delle certificazioni sportive non agonistiche e amatoriali, è stato prorogato per la 4° volta. L’obbligo di dotazione per le Società Sportive Dilettantistiche scatterà (forse) a Luglio 2017. Il DL Balduzzi prevedeva che le Società Sportive Professionistiche (ASD) avevano come limite massimo entro il quale adeguarsi alla normativa è di 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto (e sono oggi cardioprotette) , mentre le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) invece avevano 30 mesi di tempo per uniformarsi alla legge, ovvero Gennaio 2016. Il decreto porta la firma del Ministro della Salute, On.  Beatrice Lorenzin, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Claudio De Vincenti. Questo slittamento è dovuto alla richiesta del Senatore Franco Panizza (segretario del Partito Autonomista Trentino Tirolese) rivolta al sottosegretario alla Salute Vito De Filippo De Filippo  di  “modificare il Decreto Balduzzi” . Una lettera sottoscritta anche dai colleghi del Gruppo per le Autonomie e da Giorgio Tonini. L’On. Panizza sostiene che è il Decreto è di complessa comprensione ed attuazione per le Società Sportive Dilettantistiche SSD, che dovrebbero formare il personale con corsi BLSD, garantirne la manutenzione, funzionamento e corretta segnalazione, portare il/i defibrillatori in trasferta in caso di alcuni sport (ciclismo, corsa, etc..). Lo stesso tipo di gestione  per le Società è richiesto per molti altri requisiti in materia si prevenzione e salute; anche gli estintori sono obbligatori, così come la loro corretta ubicazione, segnalazione, manutenzione, ricarica. Alcuni aspetti del DL possono essere poco chiari e dettagliati, ma sarebbe potuti essere chiariti in pochi giorni da una commissione di esperti che avrebbero potuto riscrivere il DL entro le precedenti proroghe. Così, dopo 3 anni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, stiamo ancora discutendo su come riscrivere il decreto e cosa indicare alle SSD. In Italia ogni anno muoiono 60.000 persone per arresto cardiaco (5.000 arresti cardiaci  ogni mese, 164 ogni giorno, circa 7 ogni ora ), di questi circa l’85% sono defibrillabili, di questi circa il 70% potrebbero essere salvati con il pronto impiego di un defibrillatore entro i primi 3-5 minuti dall’evento (che quindi deve essere nelle immediate vicinanze) . Stiamo parlando di oltre 100.000 morti evitabili in 3 anni. Solo questa ultima proroga di altri 8 mesi porterà alla morte 40.000 persone,  di cui 23.800 avrebbero potuto essere salvate grazie ad un defibrillatore. E’ vero che molti di questi non avvengono in ambito prettamente sportivo, possono capitare tra le mura domestiche, al lavoro, fuori casa. Tuttavia stiamo parlando di un dispositivo salvavita che ha un tasso di successo di oltre il 50%, che continua a non essere impiegato. I defibrillatori sono acquistabili a Rate, con Noleggi Operativi e tante altre soluzioni estremamente economiche ed alla portata di tutte le società. Molte società effettuano corsi BLSD gratuiti oppure con piccoli rimborsi spese, anche questi accessibili ed alla portata di tutte le società. Dal punto di vista della comprensione, le società sportive professionistiche, che hanno recepito questo obbligo in soli 6 mesi, non hanno manifestato particolari problemi. Attendiamo Luglio 2017, nella speranza che le SSD si cardioproteggano, perchè potrebbero essersi abituati alle proroghe non credendo più nell’entrata in vigore dell’obbligo.     #### Decreto Rilancio: DPI – Dispostivi Protezione Individuale esenti IVA fino al 31 dicembre 2020 Come previsto all’interno del Decreto Rilancio, i DPI – Dispostivi Protezione Individuale saranno esenti IVA fino al 31 dicembre 2020. Il Decreto Rilancio ha introdotto l’esenzione totale dell’IVA per i Dispositivi di Protezione Individuale al fine di contrastare il diffondersi della SARS-CoV-2. Di seguito riportiamo gli articoli medicali per i quali vige l’esenzione IVA, definiti all’interno del Decreto Rilancio ( tabella A, parte II bis del DPR IVA): Ventilatori polmonari per terapia intensiva e sub-intensiva; Monitor multi-parametrico anche da trasporto; Pompe infusionali per farmaci e pompe peristaltiche per nutrizione enterale; Tubi endotracheali; Caschi per ventilazione a pressione positiva continua; Maschere per la ventilazione non invasiva; Sistemi di aspirazione; Umidificatori; Laringoscopi; Strumentazione per accesso vascolare; Aspiratore elettrico; Centrale di monitoraggio per terapia intensiva; Ecotomografo portatile; Elettrocardiografo; Tomografo computerizzato; Mascherine chirurgiche; Mascherine FFP2 e FFP3; Articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici; Termometri; Detergenti disinfettanti per mani; Dispenser a muro per disinfettanti; Soluzione idroalcolica in litri; Perossido al 3% in litri; Carrelli per emergenza; Estrattori RNA; Strumentazione per diagnostica per COVID-19; Tamponi per analisi cliniche; Provette sterili; Attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo. Inoltre, le mascherine chirurgiche, oltre all’esenzione IVA, avranno un prezzo imposto di € 0,50 al pezzo. A partire dal 1° gennaio 2021, le cessioni dei beni indicati sopra, saranno soggette all’aliquota IVA del 5%.   Di seguito riportiamo alcune dei principali DPI e articoli medicali esenti IVA: GEL IGIENIZZANTE MANI 500ML CON DOSATORE GEL IGIENIZZANTE MANI 1000ML GEL IGIENIZZANTE 5L TERMOMETRO SENZA CONTATTO INFRAROSSI VISIERA PARA SCHIZZI PIANTANA CON DISPENSER AUTOMATICO SENZA CONTATTO PER GEL IGIENIZZANTE DISPENSER AUTOMATICO CON SENSORE OTTICO GRANDE DISPENSER AUTOMATICO CON SENSORE OTTICO PICCOLO   Di seguito riportiamo altri DPI e articoli medicali non esenti IVA ma utili per la sicurezza individuale e l’igiene (salvo i Kit, che includono componenti esenti IVA): SALVIETTINE DISINFETTANTI ANTIBATTERICHE MASCHERINE IN TNT FILTRANTI E LAVABILI MADE IN ITALY (DISPOSITIVO CONFORME ALLE NORME EN14683/2019 MASCHERINE PROTETTIVE FACE PRO (CONFEZIONE 50 PEZZI) PIANTANA ASSEMBLABILE IN FOREX CON SUPPORTO PER FLACONI O DISPENSER AUTOMATICI SENZA CONTATTO PIANTANA CON SUPPORTO ANTICADUTA PER FLACONI FINO A 1000 ML SUPPORTO A MURO REGOLABILE PER FLACONI KIT PIANTANA CON SUPPORTO FLACONE + FLACONE GEL 500ML (ESENTE IVA) + 5LITRI DI GEL (ESENTE IVA) KIT PIANTANA CON DISPENSER AUTOMATICO CON SENSORE OTTICO (ESENTE IVA) + 5LITRI DI GEL (ESENTE IVA) KIT PIANTANA FOREX + FLACONE GEL 500ML (ESENTE IVA) + 5LITRI DI GEL (ESENTE IVA) KIT PIANTANA FOREX + DISPENSER AUTOMATICO CON SENSORE OTTICO PICCOLO (ESENTE IVA) DISPENSER AUTOMATICO CON SENSORE OTTICO GRANDE (ESENTE IVA) + 5LITRI DI GEL (ESENTE IVA) SUPPORTO A MURO REGOLABILE PER FLACONI + FLACONE GEL 500ML (ESENTE IVA) SATURIMETRO/PULSOSSIMETRO A DITO I DPI e gli articoli medicali indicati sopra, sono adatti per: Impiego laico: da parte di qualsiasi cittadino; Impiego professionale: medici, infermieri, volontari 118, forze dell’ordine; Aziende: uffici, aziende, bar, negozi, etc.. per i quali è richiesto l’impiego di DPI e misure di sicurezza anti Covid-19. Per acquistare online DPI e articoli medicali anti Covid19 vi invitiamo a visitare il nostro shop www.shopheartsinepad.it. #### Defibrillation Day di Torino: 2000 bambini si esercitano con i defibrillatori HeartSine I defibrillatori HeartSine hanno partecipato nei giorni scorsi al primo Dafibrillation Day in piazza San Carlo a Torino. La manifestazione, la più grande iniziativa di addestramento al salvataggio di una vita in caso di arresto cardiaco, è stata organizzata da Piemonte Cuore Onlus e Progetto Vita. L’arresto cardiaco può colpire anche in giovanissima età, e l’utilizzo di un defibrillatore è semplicissimo, a portata anche di bambini. Da qui l’idea di organizzare il Defibrillation Day.   Alla manifestazione, che ha seguito il Jazz Festival, hanno partecipato circa 2000 bambini delle scuole primarie e secondarie di Torino, che a turni di tre hanno simulato vittima, soccorritore e persona incaricata di chiamare i soccorsi, quindi il 118, e occuparsi di cercare e portare in loco un defibrillatore. Le esercitazioni dei giovani sono avvenute sui defibrillatori samaritan PAD Trainer di HeartSine. EMD118 ha, infatti, partecipato all’iniziativa fornendo i defibrillatori trainer. Il defibrillatore Trainer di HeartSine è un dispositivo progettato a scopo soltanto formativo, ma riproduce in modo autentico le caratteristiche dei dispostivi operativi. Pur non erogando una scossa, riesce a riprodurre una situazione reale. Contiene, infatti, 6 situazioni registrate in grado di simulare le varie casistiche di emergenza da fronteggiare, e guida i soccorritori in tutti gli step che si troverebbero davanti in caso di reale emergenza. All’iniziativa formativa era presente anche il vicepresidente di HeartSine, Volker Brand.   Proprio per sottolineare l’importanza di sensibilizzare anche i bambini sulla cardio-protezione, Piemonte Cuore Onlus sta sollecitando Governo e Regioni a inserire le lezioni di rianimazione cardio-polmonare e l’utilizzo del defibrillatore come materia scolastica fin dalla scuola primaria. #### Defibrillatore (DAE): guida completa Ultimo aggiornamento: 13/11/2025 Cos’è un defibrillatore e quando serve Un defibrillatore è un dispositivo medico salvavita progettato per ripristinare il normale ritmo cardiaco in caso di arresto cardiaco improvviso (ACI). Agisce erogando una scarica elettrica controllata al cuore, con l’obiettivo di interrompere un’aritmia letale e consentire al muscolo cardiaco di riprendere un battito efficace. Ogni anno in Italia si registrano circa 60.000 arresti cardiaci improvvisi; la maggior parte avviene al di fuori degli ospedali, spesso in contesti pubblici o sportivi. In questi casi, l’utilizzo tempestivo di un defibrillatore automatico esterno (DAE) può fare la differenza tra la vita e la morte. 💡 Lo sapevi che… L’uso del DAE entro 3 minuti dall’arresto cardiaco aumenta la probabilità di sopravvivenza fino al 70%. Dopo 10 minuti senza intervento, la possibilità di sopravvivere scende sotto il 10%. Aritmie trattabili: fibrillazione ventricolare (FV) e tachicardia ventricolare (TV) Il defibrillatore non è utile in tutte le aritmie cardiache: la sua efficacia si limita a quelle in cui l’attività elettrica del cuore risulta disorganizzata o troppo rapida da impedire la contrazione efficace. Le due principali situazioni in cui la defibrillazione può essere salvavita sono la fibrillazione ventricolare (FV) e, in alcuni casi, la tachicardia ventricolare senza polso (TV). Nella fibrillazione ventricolare, il cuore smette di contrarsi in modo coordinato. Le fibre muscolari ventricolari si attivano in modo caotico, generando un’attività elettrica disordinata che non produce alcuna contrazione efficace. Il risultato è un arresto della circolazione e, di conseguenza, della perfusione cerebrale e sistemica. È questa la condizione in cui l’intervento del defibrillatore automatico esterno (DAE) risulta determinante: la scarica elettrica interrompe l’attività caotica e consente al cuore di ristabilire un ritmo normale. La tachicardia ventricolare senza polso, invece, è caratterizzata da un’attività elettrica molto rapida ma priva di efficacia meccanica: il cuore batte, ma non pompa sangue in modo sufficiente. In questi casi, non sempre il DAE riconosce la condizione come “defibrillabile”, poiché l’apparecchio analizza il tracciato e decide in autonomia se erogare o meno la scarica. Alcune forme di tachicardia ventricolare, soprattutto quelle a bassa frequenza o con attività residua, non vengono trattate dal DAE ma richiedono l’intervento di un defibrillatore manuale o di un DSA in mani esperte. In sintesi, i DAE intervengono in modo affidabile nelle fibrillazioni ventricolari e solo in alcune tachicardie ventricolari senza polso, mentre le aritmie non defibrillabili (come l’asistolia o l’attività elettrica senza polso) richiedono esclusivamente il massaggio cardiaco e la rianimazione cardiopolmonare (RCP) in attesa dei soccorsi avanzati. Com’è fatto un defibrillatore (componenti principali) Un defibrillatore moderno è uno strumento tecnologicamente avanzato ma progettato per essere estremamente intuitivo, anche per chi non ha competenze mediche. Al suo interno è presente un’unità di controllo elettronica che analizza in tempo reale il ritmo cardiaco della persona in arresto e decide se è necessaria una scarica elettrica. Questa centralina è il “cervello” del dispositivo, responsabile della sicurezza e dell’affidabilità dell’intervento. Il collegamento con il paziente avviene attraverso elettrodi adesivi, comunemente chiamati piastre, che vengono applicati sul torace seguendo la posizione indicata sul dispositivo stesso. Gli elettrodi rilevano l’attività elettrica del cuore e, quando necessario, veicolano la scarica in modo rapido e preciso. A fornire l’energia necessaria interviene una batteria ad alta capacità, studiata per mantenere il DAE sempre pronto all’uso, anche dopo lunghi periodi di inattività. Nei modelli più recenti, la batteria può garantire fino a cinque anni di autonomia e inviare notifiche automatiche quando si avvicina alla fine del ciclo di vita. Sul corpo del defibrillatore si trova un display o una serie di indicatori luminosi, accompagnati da istruzioni vocali chiare e progressive che guidano l’operatore passo dopo passo durante l’intervento. È proprio questa interfaccia semplice e diretta a rendere il DAE utilizzabile anche da chi non ha esperienza specifica nel soccorso. Infine, ogni dispositivo dispone di una memoria interna che registra i dati dell’evento: dal tracciato ECG alle scariche erogate. Queste informazioni, scaricabili in seguito dai soccorritori professionisti o dal personale sanitario, consentono di ricostruire con precisione l’intervento e di migliorare la gestione clinica del paziente. In sintesi, un defibrillatore racchiude in un design compatto un insieme di componenti elettronici e software che lavorano in sinergia per garantire affidabilità, sicurezza e semplicità d’uso, anche nelle situazioni più critiche. Tipologie di defibrillatori: DAE, DSA, manuali e impiantabili (ICD) Nel linguaggio comune, quando si parla di DAE — Defibrillatore Automatico Esterno — si fa spesso riferimento in senso generale a tutti i defibrillatori utilizzabili fuori dall’ambito ospedaliero, quindi sia a quelli automatici sia a quelli semiautomatici. La differenza tecnica tra i due riguarda unicamente la modalità di erogazione della scarica: nel modello automatico è il dispositivo stesso a decidere e ad agire in autonomia, mentre nel modello semiautomatico è l’operatore a confermare l’erogazione premendo un pulsante dedicato. In entrambi i casi, il principio di funzionamento è lo stesso: il dispositivo analizza il ritmo cardiaco della persona in arresto, riconosce se si tratta di un’aritmia defibrillabile e, se necessario, somministra una scarica elettrica per interrompere l’attività anomala e consentire al cuore di riprendere un battito regolare. Grazie ai comandi vocali e visivi, i DAE guidano l’operatore passo dopo passo, rendendo possibile l’intervento anche da parte di chi non ha formazione sanitaria specifica. Diversa è invece la logica dei defibrillatori manuali, strumenti professionali utilizzati da medici e infermieri. Questi dispositivi non analizzano automaticamente il ritmo: è l’operatore a interpretare il tracciato elettrocardiografico e a impostare manualmente l’energia e la tempistica della scarica. Si trovano principalmente nei pronto soccorso, nelle terapie intensive e sulle ambulanze di soccorso avanzato, dove la valutazione clinica diretta è indispensabile. Infine, esistono i defibrillatori cardiaci impiantabili, noti con la sigla ICD (Implantable Cardioverter Defibrillator). Si tratta di dispositivi miniaturizzati che vengono inseriti chirurgicamente nel torace del paziente e collegati direttamente al cuore. Il loro compito è monitorare costantemente il ritmo cardiaco e intervenire in autonomia in caso di aritmie gravi, erogando una scarica interna. Sono destinati a pazienti a rischio elevato di fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare e rappresentano una forma di cardioprotezione permanente. In sintesi, si può dire che il termine DAE identifichi oggi l’insieme dei defibrillatori esterni, automatici e semiautomatici, destinati all’uso pubblico o aziendale. La loro diffusione capillare, unita alla semplicità d’utilizzo e all’elevato livello di sicurezza, ha contribuito in modo determinante alla crescita della cultura della cardioprotezione in Italia e in tutta Europa. 💡 Lo sapevi che… In Italia la quasi totalità dei defibrillatori installati in ambienti pubblici è di tipo semiautomatico, ma le versioni completamente automatiche stanno progressivamente aumentando grazie alla semplificazione introdotta dalla legge e alla maggiore sicurezza dei nuovi modelli. Chi può usare un defibrillatore (DAE) e quando Fino a pochi anni fa, l’utilizzo del defibrillatore era riservato quasi esclusivamente al personale sanitario o a operatori formati con corsi specifici. Oggi, grazie alla Legge n. 116 del 2021, l’Italia ha compiuto un passo decisivo verso una maggiore cultura della cardioprotezione: chiunque può utilizzare un DAE — sia automatico che semiautomatico — in caso di emergenza, anche senza una formazione specifica. Il legislatore ha voluto semplificare l’intervento nelle situazioni di arresto cardiaco improvviso, autorizzando l’uso del DAE da parte dei cosiddetti “operatori laici”, ovvero persone comuni che, trovandosi di fronte a un’emergenza, decidono di agire per salvare una vita. In questi casi, chi interviene è tutelato dall’articolo 54 del Codice Penale, che riconosce lo “stato di necessità”: nessuno può essere punito per aver tentato di soccorrere una persona in pericolo, purché lo abbia fatto con buon senso e senza imprudenza. Ciò non significa, tuttavia, che la formazione non sia importante. Al contrario: frequentare un corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) consente di apprendere le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’uso corretto del DAE, riducendo i tempi di intervento e aumentando notevolmente le probabilità di successo. Le statistiche lo confermano: una persona formata agisce in media due minuti più rapidamente rispetto a chi non lo è — e in caso di arresto cardiaco, ogni secondo può fare la differenza. 💡 Lo sapevi che… Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2024 oltre 80.000 cittadini italiani hanno frequentato un corso BLSD, e il numero di defibrillatori pubblici registrati nel Registro Nazionale dei DAE ha superato quota 120.000 unità, con un incremento del 30% rispetto al 2022. In contesti pubblici come scuole, aziende, impianti sportivi e sedi della pubblica amministrazione, l’uso del DAE è ormai una competenza sempre più diffusa. Le linee guida europee ERC 2021–2025 incoraggiano la creazione di “catene di sopravvivenza” accessibili a tutti, dove ogni anello — dal cittadino al soccorritore professionista — contribuisce in modo determinante al buon esito del soccorso. In pratica, quindi, può utilizzare un DAE chiunque assista una persona in arresto cardiaco, purché segua le istruzioni vocali e visive del dispositivo. Il DAE è progettato per riconoscere autonomamente se il ritmo è defibrillabile e per impedire qualsiasi scarica non necessaria, rendendo l’intervento sicuro anche per chi non ha esperienza. La vera sfida, oggi, non è più capire chi “possa” usare un defibrillatore, ma far sì che ogni cittadino sappia dove trovarlo e non esiti a intervenire. Diffondere la conoscenza e la disponibilità dei DAE significa costruire una società più preparata, più solidale e, letteralmente, più capace di salvare vite. 💡 Lo sapevi che… Dal 2023, il Ministero della Salute promuove corsi BLSD gratuiti nelle scuole e nelle palestre, per favorire una cultura diffusa della cardioprotezione. Come si usa il DAE: passaggi essenziali e RCP Procedura operativa (HowTo) Valuta la sicurezza della scena e verifica se la persona è incosciente. Chiama immediatamente il 118 o attiva i soccorsi. Inizia il massaggio cardiaco (RCP): 100–120 compressioni al minuto. Accendi il DAE e segui le istruzioni vocali. Applica gli elettrodi sul torace come illustrato sul dispositivo. Allontanati quando il DAE analizza il ritmo. Se consigliata, eroga la scarica (solo nei modelli semiautomatici). Riprendi subito la RCP fino all’arrivo dei soccorsi. Sapere come utilizzare correttamente un defibrillatore (DAE) è fondamentale per affrontare un arresto cardiaco in modo rapido ed efficace. Anche se può sembrare un gesto complesso, in realtà l’intervento è alla portata di chiunque, grazie alle istruzioni vocali e visive che guidano passo dopo passo. Il principio da ricordare è semplice: prima si agisce, maggiori sono le probabilità di sopravvivenza. La prima cosa da fare è verificare la sicurezza della scena: assicurarsi che l’ambiente sia privo di rischi per sé e per la persona colpita. Subito dopo, è importante verificare lo stato di coscienza scuotendo leggermente le spalle e chiamando ad alta voce la vittima. Se non reagisce e non respira normalmente, bisogna chiamare il 118 o attivare il sistema di emergenza locale, indicando chiaramente che si tratta di un sospetto arresto cardiaco e chiedendo l’invio di un defibrillatore. In attesa che arrivi il DAE, si deve iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP), alternando 30 compressioni toraciche a 2 insufflazioni, se si è in grado di praticarle. Le compressioni devono essere eseguite al centro del torace, con un ritmo di 100–120 al minuto e una profondità di circa 5–6 centimetri. In caso di dubbio, è meglio praticare solo le compressioni continue piuttosto che non agire affatto. Quando il defibrillatore è disponibile, si apre la custodia, si accende il dispositivo e si seguono le istruzioni vocali. Il DAE indicherà di applicare gli elettrodi adesivi sul torace nudo della persona, uno sotto la clavicola destra e l’altro sul fianco sinistro, sotto l’ascella. A questo punto il dispositivo analizzerà automaticamente il ritmo cardiaco. Se il DAE riconosce un’aritmia defibrillabile, comunicherà che sta per erogare una scarica, oppure — nei modelli semiautomatici — chiederà di confermarla premendo il pulsante “shock”. È fondamentale, in questa fase, non toccare la persona per evitare rischi e garantire l’efficacia della scarica. Una volta erogata, il DAE inviterà a riprendere immediatamente la rianimazione cardiopolmonare, continuando fino all’arrivo dei soccorsi o fino alla ripresa dei segni vitali. 💡 Lo sapevi che… Secondo le linee guida European Resuscitation Council (ERC) 2021–2025, un intervento precoce con DAE entro 3–5 minuti dal collasso può portare il tasso di sopravvivenza a oltre 70%, mentre ogni minuto di ritardo riduce le possibilità di salvezza di circa il 10%. Un altro aspetto spesso sottovalutato è la sicurezza dell’intervento. I defibrillatori di nuova generazione sono progettati per impedire qualsiasi scarica non necessaria. Se il dispositivo rileva che il ritmo cardiaco non è defibrillabile, non consentirà in alcun modo l’erogazione dell’impulso. Per questo motivo, anche chi non ha una formazione specifica può utilizzarli in piena tranquillità: il DAE non può “sbagliare paziente” né arrecare danni se usato correttamente. Sicurezza e accorgimenti Non toccare mai la persona durante l’analisi o la scarica. Assicurarsi che il torace sia asciutto e libero da metallo o cerotti. Usare solo elettrodi compatibili con il modello del DAE. Dopo ogni utilizzo, sostituire batterie ed elettrodi. Costi: fasce prezzo e voci di mantenimento Acquistare un defibrillatore (DAE) significa investire in sicurezza e responsabilità sociale. I costi di un DAE possono variare sensibilmente in base al modello, alle funzionalità integrate e all’ambito d’uso previsto, ma negli ultimi anni il mercato ha reso questi dispositivi sempre più accessibili. Un defibrillatore destinato a un uso pubblico — ad esempio in un’azienda, una scuola o un centro sportivo — ha generalmente un prezzo compreso tra 700 e 1.300 euro, a seconda della marca e delle funzioni offerte. I modelli più evoluti, dotati di connessione Wi-Fi o GSM, che permettono di monitorare da remoto lo stato di efficienza del dispositivo, possono raggiungere anche i 1.800–3.000 euro. A incidere sul prezzo non è solo la tecnologia, ma anche il tipo di dotazione fornita. Alcuni modelli includono elettrodi pediatrici, batterie a lunga durata o kit di emergenza completi (forbici, guanti, rasoio, garze, mascherina per ventilazione), mentre altri vendono questi accessori separatamente. È sempre consigliabile valutare l’acquisto in ottica di sistema completo di cardioprotezione, e non del solo apparecchio. Oltre al costo iniziale, bisogna considerare le spese di mantenimento, indispensabili per garantire che il DAE sia sempre pronto all’uso. La batteria ha una durata media di tre-cinque anni, a seconda del modello e delle condizioni di conservazione. Gli elettrodi adesivi devono invece essere sostituiti ogni due anni o subito dopo un utilizzo, poiché il gel conduttivo tende a seccarsi col tempo. Alcuni produttori offrono kit di manutenzione programmata che includono la sostituzione periodica di questi componenti, l’aggiornamento del software e il controllo della funzionalità generale. 💡 Lo sapevi che… In Italia, diversi enti locali e associazioni sportive possono accedere a bandi pubblici o agevolazioni fiscali per l’acquisto dei defibrillatori, soprattutto se destinati a luoghi aperti al pubblico o ad attività sportive dilettantistiche. Investire in un DAE non significa solo conformarsi alla legge: rappresenta una scelta etica e preventiva che può fare la differenza tra la vita e la morte. È importante ricordare che un defibrillatore non è un dispositivo “da tenere in vetrina”: deve essere registrato, controllato e mantenuto efficiente. Per questo motivo, EMD112 offre piani di manutenzione periodica con monitoraggio automatico delle scadenze e notifiche preventive, assicurando che ogni dispositivo sia sempre operativo e conforme alla normativa vigente. In definitiva, il costo reale di un DAE non si misura solo in termini economici, ma anche nel valore di una vita salvata. Un investimento sostenibile, alla portata di aziende, enti pubblici e cittadini, che traduce la tecnologia in una concreta azione di tutela collettiva. Per approfondire l’argomento: https://www.emd112.it/blog/news/costo-defibrillatore/ Normativa italiana: obblighi, contesti e responsabilità Negli ultimi anni, l’Italia ha compiuto un importante passo avanti nella promozione della cardioprotezione, rendendo l’uso e la diffusione dei defibrillatori una priorità nazionale. La normativa che regola la presenza e l’utilizzo dei DAE si fonda principalmente su due leggi: la Legge n. 189 del 2012, conosciuta come Decreto Balduzzi, e la successiva Legge n. 116 del 2021, che ha aggiornato e ampliato le disposizioni precedenti. Il Decreto Balduzzi del 2012 ha introdotto per la prima volta l’obbligo di dotare gli impianti sportivi di un defibrillatore e di personale formato all’uso, aprendo la strada a un cambiamento culturale nel modo di affrontare le emergenze cardiache. Tuttavia, la norma iniziale era limitata principalmente al contesto sportivo e non copriva altri luoghi pubblici o lavorativi. Con la Legge n. 116 del 2021, il legislatore ha esteso l’obbligo e semplificato l’utilizzo del DAE, riconoscendo il diritto – e in certi casi il dovere – di ogni cittadino di intervenire in caso di arresto cardiaco. La legge stabilisce che i defibrillatori devono essere presenti non solo negli impianti sportivi, ma anche in scuole, uffici pubblici, aeroporti, stazioni ferroviarie, università, centri commerciali, mezzi di trasporto pubblici e in generale nei luoghi con elevata affluenza di persone. L’obiettivo è creare una rete di cardioprotezione diffusa, in cui il DAE diventa parte integrante dell’ambiente, facilmente individuabile e accessibile da chiunque in caso di emergenza. A tale scopo, la legge prevede anche la creazione di un Registro Nazionale dei Defibrillatori, gestito dal Ministero della Salute, in cui sono censiti tutti i dispositivi installati sul territorio italiano. Il registro, costantemente aggiornato, consente di individuare in tempo reale il DAE più vicino, anche tramite l’applicazione ufficiale “DAE Dove”, integrata con il sistema di emergenza sanitaria. 💡 Lo sapevi che… L’Italia è tra i primi Paesi in Europa ad aver introdotto una normativa nazionale che incoraggia non solo l’installazione dei DAE, ma anche la formazione diffusa dei cittadini e la connessione in rete dei dispositivi per una gestione più efficiente delle emergenze. La legge stabilisce inoltre che chiunque utilizzi un defibrillatore in buona fede e in situazioni di emergenza non è perseguibile penalmente, come previsto dall’articolo 54 del Codice Penale. Questa tutela legale incoraggia i cittadini a intervenire senza timore, rafforzando il principio di solidarietà civile. Oltre all’obbligo di installazione, le organizzazioni che gestiscono i DAE devono assicurarsi che i dispositivi siano funzionanti, mantenuti e accessibili. In particolare, devono prevedere controlli periodici, sostituzione di elettrodi e batterie secondo le scadenze indicate dal produttore e formazione del personale incaricato, anche se non strettamente necessaria per la legge. In sintesi, la normativa italiana attuale non si limita a prescrivere dove installare un defibrillatore: promuove una visione sociale della cardioprotezione, in cui la prevenzione e la prontezza d’intervento diventano parte della cultura collettiva. Oggi, parlare di defibrillatori non significa più solo discutere di un dispositivo medico: significa parlare di comunità, prevenzione e responsabilità condivisa. Ogni DAE installato in un luogo pubblico rappresenta un presidio di vita, un segno concreto di attenzione verso gli altri. La sfida non è soltanto aumentare il numero dei dispositivi sul territorio, ma creare consapevolezza diffusa, perché anche la tecnologia più avanzata è inutile se non c’è qualcuno pronto a utilizzarla. #### Defibrillatore Automatico EMD112® dispone di una vasta gamma di defibrillatori automatici, con ben 4 versioni del DAE LIFEPAK® CR2, 1 versione del DAE samaritan® e 1 versione del LIFEPAK® 1000: Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico Wi-Fi bilingue Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi + 3G ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2automatico WiFi + 3G bilingue HeartSine® samaritan® PAD 360P HeartSine® samaritan® PAD 360P Connected (WiFi) Physio-Control® LIFEPAK® 1000 I defibrillatori automatici Physio-Control® e HeartSine®, oggi fanno parte della multinazionale Stryker®, azienda leader nella tecnologia medica per ospedali e operatori sanitari a livello mondiale. Sette defibrillatori automatici, accomunati da standard qualitativi elevati, che li pongono ai vertici del settore, ma con peculiarità che consentono impieghi su misura in funzione delle diverse esigenze di impiego. Per coloro che non conoscono a fondo la differenza tra defibrillatore automatico e defibrillatore semiautomatico, invitiamo a leggere l’articolo di approfondimento dedicato. E’ inoltre importante tenere presente che i defibrillatori LIFEPAK®, sia nella versione “CR2” sia nella versione “1000”, hanno il connettore degli elettrodi compatibile con i monitor/defibrillatore “LIFEPAK® 12”, “LIFEPAK®15”, “LIFEPAK® 20e”. I monitor/defibrillatori sono defibrillatori impiegati sui mezzi di soccorso dai volontari dell’emergenza/urgenza (in modo limitato) e dai professionisti sanitari (in modo completo). La compatibilità del connettore degli elettrodi tra i modelli sopra indicati e i monitor/defibrillatori presenti sui mezzi di soccorso porta i seguenti vantaggi: – All’arrivo del mezzo di soccorso avanzato non sarà necessario rimuovere gli elettrodi dal paziente , ma semplicemente collegarli al loro dispositivo. La velocità di intervento è un fattore determinante in caso di Arresto Cardiaco, dove ogni singolo secondo può fare differenza sull’esito dell’intervento. – Evitiamo sprechi, oltre che di tempo, anche di materiale. E’ possibile tenere le piastre del DAE dei soccorritori per un’altra occasione (in media un mezzo 118 in una grande città in un turno di 6 ore effettua da 3 a 6 uscite in emergenza). E’ possibile vedere nel dettaglio le caratteristiche di ciascun defibrillatore automatico all’interno delle schede presenti nel nostro shop. Il nostro staff è a disposizione per fornire supporto pre e post acquisto. #### Defibrillatore automatico o semiautomatico, quale acquistare? In Italia sono maggiormente diffusi i defibrillatori semiautomatici, anche se stiamo notando un trend di incremento significativo di richieste per defibrillatori automatici (gennaio 2020). I motivi per i quali attualmente sono diffusi maggiormente i defibrillatori semiautomatici sono sostanzialmente 2: La formazione durate i corsi BSLD viene effettuata quasi esclusivamente con defibrillatori trainer semiautomatici. Una delle limitazioni del sistema formativo probabilmente è la limitazione a monte dei trainer impiegati. Sarebbe utile avere una maggiore variazioni di marche e modelli, impiegando in modo equilibrato trainer automatici e semiautomatici. In questo modo la familiarità con i dispositivi che realmente potremmo incontrare in caso di emergenza, potrebbe consentire di risparmiare tempo prezioso. Il Decreto Balduzzi (decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158), la norma che impone alle società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche l’obbligo di dotazione del defibrillatore, cita testualmente all’interno del DL “defibrillatore semi-automatico”.Questa citazione ha portato le richieste da parte delle società sportive a richiedere espressamente defibrillatori semi-automatici, favorendoli a quelli automatici.   Defibrillatore  semiautomatico o defibrillatore automatico, quale acquistare? Come avevamo visto in un precedente articolo, le due versioni di DAE hanno le stesse caratteristiche tecniche e capacità salvavita. La differenza tra i 2 Defibrillatori consiste nel fatto che nei Defibrillatori semiautomatici il dispositivo richiede l’azione del soccorritore per erogare la scarica.  Il soccorritore sarà supportato dal messaggio vocale “SHOCK consigliato, allontanarsi dal paziente. Premere ora il pulsante arancio SHOCK”, guidando il soccoritore a premere il pulsante di scarica. I Defibrillatori automatici non richiederanno nessuna azione di erogazione scarica al soccorritore, il messaggio vocale del DAE sarà “SHOCK consigliato, allontanarsi dal paziente. SHOCK sarà erogato in 3, 2, 1 SHOCK erogato”. I tempi di gestione dopo l’analisi sono molto simili, nella versione automatica sono necessari circa 2 secondi in più per fornire tutte le indicazioni audio. Le persone che conoscono le caratteristiche dei 2 defibrillatori, spesso prediligono quello automatico perché limita ulteriormente le manovre del soccorritore, che dovrà solo attaccare le piastre e accendere il dispositivo. Per le persone che sono da tempo abituate a fare corsi BLSD e re-training periodici con trainer semiautomatici, la propensione è di utilizzare un defibrillatore semiautomatico.     EMD112 dispone di una ampia gamma di defibrillatori per entrambe le versioni: Defibrillatori automatici: Stryker® samaritan® PAD 360P Stryker® LIFEPAK® CR2 Stryker® LIFEPAK® 1000 Defibrillatori semiautomatici: Stryker® samaritan® PAD 350P Stryker® samaritan® PAD 500P Stryker® LIFEPAK® CR2 Stryker® LIFEAPK® 1000 Ulteriori informazioni: Il Gruppo Stryker® Corporation ha acquisto le aziende Physio-Control® (produttrice dei DAE LIFEPAK®) e HeartSine® (produttrice del DAE samaritan®). Oggi il gruppo Stryker® detiene la gamma più ampia del mercato, ed anche la tecnologicamente più avanzata e con maggiori garanzie, che comprende: Defibrillatori per impiego laico Fefibrillatori ospedalieri e per impiego professionale Defibrillatori trainer da addestramento I defibrillatori LIFEPAK® CR2 sono disponibili in vari modelli: Wi-Fi, Wi-Fi + 3G, USB, bilingue. I defibrillatori samaritan® PAD sono disponibili anche nella versione Gateway (con Wi-Fi).     Ha necessità di un supporto professionale per la guida all’acquisto di un defibrillatore? Contattaci senza impegno, valuteremo le tue necessità e proporremo soluzioni su misura con il DAE più adatto. Possibilità di acquisto, acquisto rateale e noleggio operativo. #### Defibrillatore automatico Physio-Control LIFEPAK® CR2 In questo post presentiamo il defibrillatore automatico Physio-Control LIFEPAK® CR2, disponibile in vari modelli. Come abbiamo già visto più volte nei precedenti articoli, l’arresto cardiaco improvviso, può colpire chiunque e ovunque, in qualsiasi momento. Intervenire immediatamente è di fondamentale importanza. Le possibilità di sopravvivenza del paziente diminuiscono drasticamente per ogni minuto senza trattamento. Per questo motivo, i defibrillatori ad accesso pubblico hanno un ruolo determinante: i DAE, infatti, portano la tecnologia salvavita dove può apportare i maggiori benefici. Ragion per cui, in caso di emergenza, si dovrebbe avere a disposizione soltanto i migliori defibrillatori presenti sul mercato.   In maniera molto generica, il defibrillatore automatico Physio-Control LIFEPAK® CR2, indicato per essere utilizzato in pazienti di tutte le età colpiti da arresto cardiaco, può essere utilizzato sia in ambienti interni che esterni. Dopo aver applicato gli elettrodi adesivi sul torace del soggetto, il modello completamente automatico ne analizza il ritmo cardiaco e, se rileva un ritmo defibrillabile, somministra uno shock elettrico al cuore del paziente senza che sia richiesto alcun intervento da parte del soccorritore. Semplici da usare e realizzati con le stesse soluzioni tecnologiche presenti anche nei defibrillatori più avanzati (utilizzati dai professionisti dell’emergenza), tutte le versioni del defibrillatore Physio-Control LIFEPAK® CR2 sono progettate appositamente per i soccorritori laici. I DAE Physio-Control LIFEPAK® CR2, infatti, in soli tre passaggi, con comandi chiari e di facile comprensione, permettono di salvare una persona dall’arresto cardiaco. Questi defibrillatori, inoltre, hanno la possibilità di incrementare il dosaggio dell’energia fino a 360 joule, caratteristica essenziale nei casi più difficili da defibrillare. Oltre a ciò, possono fornire agli operatori sanitari un quadro completo di ciascun evento di arresto cardiaco improvviso grazie alla connessione in modalità Wi-Fi  oppure WiFi + GSM. Di conseguenza, i sanitari sono preparati ancor prima di raggiungere il paziente poiché conoscono i dettagli delle scariche elettriche somministrate, hanno visto l’effettivo ECG del paziente e altro ancora. La versione con doppia connettività Wireless + GSM, consente di avere una maggiore possibilità di connessione nel caso ad esempio che: Vi siano problemi con la connessione Wireless: assenza di connettività del provider, mancanza temporanea di corrente elettrica, malfunzionamenti di router o rete Vi siano problemi con la connesione GSM: mancanza di connettività del provider per problemi sulla linea, assenza di segnale a causa delle condizioni meteo La doppia soluzione di connettività quindi, offre un valore aggiunto importante nell’icremento della connettività dei dispositivi con la rete dei soccorritori ed anche con la rete che ne garantisce mantenzione e funzionamento, come il servizio EMD112 x TE. Altra peculiarità importante dei defibrillatori Physio-Control LIFEPAK® CR2 è quella di poter eseguire l’analisi della frequenza cardiaca del paziente anche durante l’esecuzione delle manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP). Ciò riduce in maniera significativa le pause nelle compressioni toraciche, eliminandole addirittura del tutto nel caso in cui l’apparecchio determini che il ritmo cardiaco del paziente non è defibrillabile. Ciò è importante perché un tempo maggiore dedicato alla RCP comporta un miglioramento della circolazione sanguigna e maggiori probabilità di sopravvivenza. In ultimo, ma non per importanza, vogliamo sottolineare il fatto che gran parte delle ambulanze e dei mezzi di soccorso avanzato sono dotati di defibrillatori professionali Physio-Control (LIFEPAK® 15, LIFEPAK® 12, LIFEPAK® 1000, ecc.). Per questo motivo, intervenire con un defibrillatore automatico Physio-Control LIFEPAK® CR2 consente ai soccorritori di utilizzare gli stessi elettrodi già applicati al soggetto, risparmiando tempo prezioso in situazioni dove anche i secondi diventano fondamentali. Quindi, concludendo, riassumiamo brevemente le caratteristiche e i vantaggi del defibrillatore automatico (o semiautomatico) LIFEPAK® CR2: è l’unico DAE disponibile sul mercato con connettività Wi-Fi + GSM integrata; è l’unico DAE a consentire lo svolgimento delle manovre RCP durante l’analisi del ritmo cardiaco del paziente; è l’unico DAE a creare una connessione diretta tra soccorritori avanzati (118) e l’evento dell’arresto cardiaco; dispone della massima energia disponibile per pazienti difficili da defibrillare (360 joule). A questo link puoi scaricare la brochure completa del prodotto. #### Defibrillatore automatico samaritan® PAD 360P: panoramica prodotto L’arresto cardiaco improvviso lascia poco tempo per pensare a come agire. Pertanto, è necessario avere a portata di mano un Defibrillatore Automatico Esterno (DAE) facile da utilizzare e pronto ad erogare una scarica elettrica. Studiati per essere molto semplici da utilizzare, tutti i defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD offrono un’ottima qualità ad un prezzo eccellente. Ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche del modello completamente automatico samaritan® PAD 360P: Portatile e leggero. L’ingombro del defibrillatore samaritan® PAD 360P è fino al 56% più piccolo rispetto agli altri DAE disponibili sul mercato. Inoltre, grazie al suo peso ridotto di soli 1285 grammi, è estremamente comodo da trasportare. Disponibile con connettività Wi-Fi® integrata. Il samaritan® PAD 360P dotato di connessione Wi-Fi è in grado di comunicare con il LIFELINKcentral™ AED Program Manager per consentire la gestione dei DAE in una o più ubicazioni. Difatti, il LIFELINKcentral™ AED Program Manager è in grado di monitorare automaticamente tutti i defibrillatori DAE HeartSine® collegati a una rete Wi-Fi e di avvisare l’utente di tutto ciò che può influire sulla disponibilità del dispositivo. Massimo livello di protezione da polveri e acqua. Grazie al suo indice di protezione IP56, offre una robustezza senza eguali (la più alta per un defibrillatore DAE). Tecnologia convalidata clinicamente. La tecnologia brevettata bifasica SCOPE™ per gli elettrodi dei defibrillatori samaritan® è in grado di adattarsi automaticamente all’impedenza di ogni singolo paziente. Per approfondimenti tecnici, clicca qui. Intuitivo. Le indicazioni visive e i messaggi vocali dei defibrillatori samaritan® sono estremamente semplici da comprendere e guidano il soccorritore durante l’intero intervento di soccorso. Assistenza alla rianimazione in tempo reale. I suggerimenti visivi e vocali di facile comprensione guidano il soccorritore anche durante l’esecuzione delle manovre RCP; nello specifico, durante l’esecuzione delle compressioni toraciche. Un unico pulsante. Il modello 360P ha un unico pulsante, quello di accensione e spegnimento. Ciò garantisce un funzionamento semplice e diretto. Somministrazione automatica della scarica. Dopo aver analizzato la frequenza cardiaca del paziente, se necessario eroga automaticamente una scarica elettrica sollevando il soccorritore dall’obbligo di premere un pulsante di scarica. Sempre pronto. Un indicatore di stato lampeggia per indicare che il defibrillatore è pronto all’utilizzo. Il dispositivo stesso esegue automaticamente un auto-test ogni settimana. Unica data di scadenza. Grazie all’innovativo sistema Pad-Pak™, che unisce batteria ed elettrodi in un unico componente, la manutenzione di questo DAE è estremamente semplice: avendo un’unica data di scadenza, la manutenzione va eseguita ogni quattro anni. Bassi costi di manutenzione. Come tutti gli altri defibrillatori samaritan® PAD, anche il modello automatico 360P ha bassi costi di manutenzione. Con una durata di quattro anni dalla data di produzione, il Pad-Pak™ (di cui abbiamo parlato nel punto precedente) garantisce un significativo risparmio rispetto agli altri defibrillatori disponibili sul mercato che richiedono la sostituzione separata di elettrodi e batteria. A seguire, una panoramica delle caratteristiche tecniche del defibrillatore automatico HeartSine® samaritan® PAD 360P. Quindi, volendo per concludere, i vantaggi del defibrillatore automatico samaritan® PAD 360P possono essere così riassunti: FACILE DA UTILIZZARE SEMPRE PRONTO AD EROGARE LA SCARICA ELETTRICA BASSI COSTI DI MANUTENZIONE OTTIMO RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO A proposito di quest’ultimo punto, immaginiamo che vi sarete sicuramente domandati quanto possa costare un dispositivo salvavita così all’avanguardia e dotato di così tante funzionalità. La risposta è molto semplice: grazie alla possibilità di acquistare un defibrillatore a rate, non vi costerà più di due pizze al mese! CONTATTACI SUBITO PER UN PREVENTIVO GRATUITO! #### Defibrillatore Automatico, cos’è e come funziona Il Defibrillatore Automatico (o DAE Automatico) possiede le stesse caratteristiche tecniche e capacità salvavita di un defibrillatore semiautomatico. In Italia è più diffuso il defibrillatore semiautomatico, mentre all’estero questi dispositivi sono ampiamente impiegati. I Defibrillatori automatici non richiedono nessuna azione di erogazione scarica al soccorritore, il messaggio vocale del DAE sarà “SHOCK consigliato, allontanarsi dal paziente. SHOCK sarà erogato in 3, 2, 1, SHOCK erogato”. La differenza tra le due tipologie di defibrillatori consiste nel fatto che per i defibrillatori semiautomatici è richiesto l’intervento del soccorritore per erogare lo shock. Il soccorritore udirà il messaggio vocale “SHOCK consigliato, allontanarsi dal paziente. Premere ora il pulsante arancio SHOCK”. I tempi di intervento dalla fase di analisi del ritmo cardiaco alla scarica sono molto vicini tra i due modelli, nelle versioni di defibrillatori automatici sono necessari circa 2 secondi in più, poiché il messaggio vocale che precede la scarica è leggermente più lungo. Pur avendo le stesse capacità salvavita, il DAE automatico ha il vantaggio di coinvolgere meno il soccorritore nelle manovre finali di erogazione dello shock, che decretano il successo o l’insuccesso del tentativo di rianimazione, con risvolti emotivi differenti. E’ importante che i centri di formazione BLSD e gli istruttori BLSD e PBLSD utilizzino defibrillatori automatici e semiautomatici all’interno dei loro corsi, per consentire agli utenti di poter essere efficace con qualsiasi apparecchio. Emd112® dispone della più ampia gamma del mercato di defibrillatori, tutti dalle caratteristiche qualitative di eccellenza. I defibrillatori Stryker®, comprendono infatti i brand Physio-Control® e HeartSine®: 7 differenti modelli, ciascuno dei quali è acquistabile con configurazioni specifiche: automatico, semiautimatico, WiFi, 3G, Bilingue, etc.. etc..). In totale le versioni di defibrillatori a disposizione sono ben 19. Di seguito riportiamo i modelli relativi ai defibrillatori automatici: Defibrillatore automatico HeartSine® samaritan® PAD 360P Defibrillatore automatico HeartSine® samaritan® PAD 360P Connected (WiFi) Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi ITALIANO Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi bilingue Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 USB Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi + 3G ITALIANO Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2  WiFi + 3G bilingue Sei modelli di defibrillatori automatici con caratteristiche differenti tra i quali scegliere. Contattaci, forniremo un supporto professionale pre-acquisto per individuare il modelle più adatto alle tue necessità. #### Defibrillatore DAE: come funziona Un defibrillatore automatico o semiautomatico esterno (comunemente indicati col termine “defibrillatore DAE”) è un dispositivo salvavita in grado di analizzare il ritmo cardiaco del paziente e, se necessario, di erogare una scarica elettrica per ripristinare un battito cardiaco normale in caso di arresto cardiaco improvviso. Il funzionamento di un defibrillatore DAE è articolato nei seguenti passaggi: 1) Posizionamento delle placche. Il defibrillatore viene equipaggiato con placche adesive (o elettrodi) che devono essere applicate sul torace del paziente. Una placca viene posizionata sul lato destro del torace, sotto la clavicola, e l’altra sul lato sinistro, vicino al capezzolo. Queste placche captano l’attività elettrica del cuore. 2) Analisi del ritmo cardiaco. Dopo il posizionamento degli elettrodi, il defibrillatore analizza il ritmo cardiaco del paziente. Questo controllo determina se è presente o meno una fibrillazione ventricolare, una condizione pericolosa caratterizzata da un ritmo cardiaco irregolare e non efficace. 3) Preparazione alla defibrillazione. Se il defibrillatore rileva una condizione che richiede la defibrillazione, accumula una carica elettrica nei suoi condensatori per erogare la scarica elettrica al cuore. Durante questo processo, il dispositivo emette segnali visivi e sonori per avvertire gli operatori di tenersi lontani dal paziente. 4) Erogazione della scarica elettrica al cuore. Nel caso di un defibrillatore semiautomatico esterno, l’operatore deve premere il pulsante di scarica dopo aver ricevuto il messaggio vocale e/o visivo dal dispositivo stesso. Invece, un defibrillatore automatico esterno eroga in autonomia la scarica elettrica al cuore del paziente, dopo aver avvertito gli astanti e chiedendo di mantenere una certa distanza dal paziente. Indipendentemente dalla modalità, la defibrillazione interrompe temporaneamente l’attività elettrica del cuore, con l’intento di ripristinare un ritmo cardiaco regolare. Il defibrillatore deve sempre essere utilizzato in caso di sospetto arresto cardiaco improvviso, anche da parte di personale laico, come previsto dalla legge. Come funzionano i defibrillatori samaritan® PAD? La soluzione migliore per mostrare come funziona (e come si usa) un defibrillatore è vederlo. Di seguito un video che parla del funzionamento dei dispositivi samaritan® PAD.   Disclaimer: Le informazioni fornite in questo testo non sono un sostituto di una formazione BLSD qualificata. In caso di emergenza, chiamare sempre il 118. Fonti: https://www.salute.gov.it/portale/prontoSoccorso/dettaglioContenutiProntoSoccorso.jsp?lingua=italiano&id=3939&area=118%20Pronto%20Soccorso&menu=vuoto #### Defibrillatore didattico trainer samaritan® PAD Il defibrillatore didattico  HeartSine® samaritan® PAD 350P/500P (con telecomando ) consente di simulare 6 differenti scenari di soccorso. Grazie al telecomando multifunzione, è in grado di gestire gli scenari “Real Life” , si ha infatti la  possibilità  di selezionare tra sei differenti situazioni per addestrare il personale alle condizioni di applicazione reale: CONDIZIONI DI SHOCK (SA), seguito da RCP NO SHOCK ADVISED (NSA) condizione, seguita da RCP CHECK PADS, seguito da una condizione SA e CPR Inizia direttamente in modalità “ANALISI” seguito da SA & RCP, SA & RCP e NSA & RCP CONDIZIONI DI SHOCK (SA), seguito da RCP, 30 compressioni e 2 respiri NO SHOCK ADVISED (NSA) condizione, seguito da RCP, 30 compressioni e 2 respiri Un telecomando può anche essere utilizzato per gestire più unità di addestramento alla volta (entro un raggio di 3-5 metri). Il trainer è compatibile con qualsiasi sistema di Manichino addestrativo BLS RCP. Il defibrillatore didattico rispecchia in modo molto realistico il Defibrillatore Semiautomatico: Le istruzioni vocali e visive e il coaching RCP corrispondono a quelle dei defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD Dimensione e la forma sono uguali Il Defibrillatore didattico è adatto per tutti i livelli di abilità. Il trainer può essere utilizzato dalle imprese per formare i primi soccorritori tra i propri dipendenti. L’uso dell’HeartSine® samaritan® PAD soddisfa le esigenze di Formatori Professionisti, sia per insegnare a utenti laici. Il trainer è alimentato da una batteria ricaricabile. Le piastre degli elettrodi sono  riutilizzabili più volte e imitano la cartuccia batteria Pad-Pak ™ . L’etichettatura e il colore delle membrane impediscono l’uso involontario in un’emergenza effettiva. Il Defibrillatore Ditattico non è in grado di erogare scariche elettriche (SHOCK) Il samaritan® PAD Trainer aderisce al protocollo AHA / ERC 2010 di uno shock seguito da due minuti di RCP. Un metronomo ed il richiamo lampeggiante a 110 battiti al minuto contribuiscono a definire una velocità ottimale per le compressioni toraciche a supporto delle manovre RCP del soccorritore.   Caratteristiche Meccanismo di riavvolgimento del cavo. Facile sostituzione di elettrodi e cavi dopo ogni seduta riduce il tempo trascorso nel ripristino. Batteria ricaricabile. Funziona fino a sette ore – una giornata completa di addestramento – su una sola carica. Ricariche  complete in soli quattro ore. Indicatore di stato della batteria. Il LED indica lo stato di carica (se non in uso) o un’ora di rimanenza della durata della batteria (in uso). Pulsante di pausa. Interrompe temporaneamente, quindi riprende, lo scenario di formazione per consentire all’istruttore di commentare ed illustrare nel dettaglio le varie fasi delle manovre di soccorso e funzionamento del dispositivo. Volume configurabile. Cinque livelli di volume selezionabili con impostazione predefinita per l’ultima selezione. Scenari di formazione selezionabili. Sei scenari AHA / ERC pre-programmati. Pad di allenamento. Sono incluse cinque coppie di elettrodi riutilizzabili e sostituibili. Compatibile con tutti i Manichini di allenamento. Aggiornabile. Sono disponibili aggiornamenti sul software Trainer sul sito web HeartSine®. Opzioni linguistiche. Venticinque opzioni linguistiche permettono al Trainer di fornire istruzioni nel lingua locale. Specifiche tecniche Peso: 1,3 kg (0,6 kg) Batteria: ricaricabile Comprende: telecomando con batterie AAA, Trainer-Pak, caricabatterie, custodia morbida con due scomparti a cerniera, manuale d’uso, cavo dati e cinque paia di elettrodi di allenamento Accessori di ricambio Cavo dati (HS-USB001) Cartuccia elettrodo Pad-Pak (HS-TRA005) Caricabatteria (HS-TRA004) Telecomando (HS-TRA003) Elettrodi: 10 / pak (HS-TRA006), 25 / pak (HS-TRA007)   Se sei interessato a visionare la panoramica completa del materiale didattico BLSD, BLS, RCP ti invitiamo a visionare questo articolo di approfondimento.   #### Defibrillatore e DVR: il DAE deve essere inserito nella valutazione dei rischi? Quando si parla di sicurezza sul lavoro, il defibrillatore rappresenta una delle misure che possono contribuire concretamente a rendere un ambiente più preparato a gestire un’emergenza. Ma qual è il rapporto tra defibrillatore e DVR? Il DAE deve essere obbligatoriamente previsto nel Documento di Valutazione dei Rischi? E quali sono gli obblighi per le aziende? La risposta richiede una distinzione importante: la normativa italiana non prevede un obbligo generalizzato di dotare ogni luogo di lavoro di un defibrillatore. Tuttavia, la valutazione dei rischi e l’organizzazione del primo soccorso possono portare un’azienda a individuare nel DAE una misura di prevenzione e protezione particolarmente utile, soprattutto quando le caratteristiche del luogo di lavoro rendono importante ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco.   Che cos’è il DVR e cosa deve contenere? Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è uno degli strumenti fondamentali previsti dalla normativa italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la valutazione dei rischi debba riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori connessi all’attività svolta, tenendo conto anche delle caratteristiche specifiche dell’organizzazione e delle persone potenzialmente esposte. Il DVR non è quindi un semplice elenco dei pericoli presenti in azienda, ma costituisce uno strumento attraverso il quale vengono individuate e organizzate le misure di prevenzione e protezione necessarie. Tra gli aspetti che possono essere considerati rientrano anche quelli relativi alla gestione delle emergenze e al primo soccorso. È proprio in questo contesto che può inserirsi la valutazione dell’opportunità di installare un defibrillatore DAE.   Defibrillatore e DVR: il DAE è obbligatorio? Questa è probabilmente la domanda più frequente quando si parla di defibrillatore in azienda. La risposta è: no, il DAE non è obbligatorio in tutte le aziende. La stessa INAIL, in una pubblicazione dedicata alla diffusione e all’utilizzo dei defibrillatori nei luoghi di lavoro, precisa che il defibrillatore non costituisce un presidio obbligatorio generalizzato nei luoghi di lavoro. La sua presenza è tuttavia raccomandata in determinati contesti e la normativa nazionale ne favorisce la progressiva diffusione. Questo significa che non è corretto sostenere che ogni datore di lavoro debba necessariamente acquistare un DAE e inserirlo nel DVR. Il ragionamento corretto è diverso: il datore di lavoro deve valutare i rischi presenti e organizzare il primo soccorso in relazione alle caratteristiche dell’attività, dell’azienda e delle persone presenti; nell’ambito di questa organizzazione, il DAE può rappresentare una misura di sicurezza aggiuntiva e particolarmente efficace.   Cosa prevede il D.Lgs. 81/2008 sul primo soccorso? Il punto di riferimento è l’articolo 45 del D.Lgs. 81/2008, dedicato al primo soccorso. La norma stabilisce che il datore di lavoro, tenendo conto della natura dell’attività e delle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e sentito il medico competente quando previsto, debba adottare i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e assistenza medica di emergenza. La valutazione deve considerare anche le eventuali altre persone presenti sul luogo di lavoro e i rapporti necessari con i servizi esterni di emergenza. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti degli addetti e la loro formazione sono disciplinati dal DM 15 luglio 2003, n. 388. Il DAE si inserisce quindi in un sistema più ampio di gestione dell’emergenza e non deve essere considerato come uno strumento isolato.   Quando può essere opportuno prevedere un DAE in azienda? Anche se non esiste un obbligo generalizzato, possono esserci situazioni nelle quali la presenza di un defibrillatore rappresenta una scelta particolarmente significativa sotto il profilo della sicurezza. Ad esempio: aziende con un elevato numero di lavoratori; strutture con presenza contemporanea di molte persone; luoghi di lavoro isolati o difficilmente raggiungibili dai soccorsi; stabilimenti o sedi di grandi dimensioni; attività caratterizzate da particolari condizioni organizzative o ambientali; aziende nelle quali sono presenti lavoratori, visitatori, clienti o altri soggetti esterni; luoghi nei quali i tempi di arrivo dei soccorsi possono essere più lunghi. In questi contesti, la disponibilità immediata di un DAE può contribuire a ridurre il tempo che intercorre tra l’arresto cardiaco e la prima defibrillazione. Ed è proprio il fattore tempo a rendere la cardioprotezione un tema strettamente collegato alla sicurezza.   Perché il fattore tempo è così importante nell’arresto cardiaco? L’arresto cardiaco improvviso è un’emergenza tempo-dipendente. Quando il cuore smette di pompare efficacemente il sangue, il cervello e gli altri organi non ricevono più ossigeno in quantità sufficiente. In questi casi, l’intervento dei presenti può fare la differenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. La sequenza fondamentale è quella della catena della sopravvivenza: riconoscere rapidamente l’arresto cardiaco; chiamare il 112/118; iniziare la rianimazione cardiopolmonare (RCP); utilizzare il DAE il prima possibile; proseguire l’assistenza fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. La normativa italiana ha inoltre previsto un protocollo con le istruzioni da seguire, in attesa dei soccorsi, per la RCP di base e l’utilizzo del DAE. Per questo motivo, avere un DAE in azienda non significa semplicemente “possedere un defibrillatore”: significa costruire le condizioni affinché possa essere raggiunto e utilizzato rapidamente quando serve.   DAE in azienda: non basta acquistare il defibrillatore Una strategia di cardioprotezione efficace non si esaurisce con l’acquisto del dispositivo. Un’azienda che decide di dotarsi di un DAE dovrebbe considerare diversi aspetti organizzativi: Posizionamento Il defibrillatore deve essere collocato in un punto facilmente individuabile e raggiungibile. La normativa prevede criteri specifici per l’installazione dei DAE e stabilisce che siano opportunamente indicati attraverso apposita segnaletica. Il DM 16 marzo 2023 ha definito proprio i criteri e le modalità per l’installazione dei defibrillatori automatici e semiautomatici esterni. Accessibilità In un’emergenza, perdere tempo per cercare le chiavi di un armadio, attraversare l’intero stabilimento o chiedersi chi abbia accesso al dispositivo può compromettere la tempestività dell’intervento. Per questo è importante progettare il posizionamento del DAE considerando concretamente la struttura dell’azienda e i percorsi che una persona dovrebbe compiere per raggiungerlo. Formazione La disponibilità del dispositivo dovrebbe essere accompagnata da una vera cultura del primo soccorso. La formazione BLSD permette di acquisire le competenze necessarie per riconoscere un arresto cardiaco, iniziare le compressioni toraciche, utilizzare il defibrillatore e coordinare le prime fasi dell’emergenza. La legge sulla diffusione dei DAE promuove infatti non solo la disponibilità dei dispositivi, ma anche una maggiore diffusione della cultura del primo soccorso. Manutenzione Un DAE deve essere pronto all’uso quando si verifica un’emergenza. È quindi necessario prevedere controlli e attività di manutenzione secondo le indicazioni del produttore, verificando anche lo stato degli accessori e delle componenti soggette a scadenza. Il principio è coerente con quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 per i dispositivi di sicurezza: le attrezzature e i dispositivi destinati alla sicurezza devono essere sottoposti a regolare manutenzione e controllo del funzionamento.   Il DAE può essere considerato una misura di prevenzione nel DVR? Qui è importante evitare una semplificazione. Non esiste una disposizione generale che imponga di inserire il DAE nel DVR di ogni azienda. Tuttavia, se dalla valutazione effettuata dall’azienda emerge l’opportunità di adottare un programma di cardioprotezione, la presenza del DAE e le relative modalità organizzative possono essere integrate nella documentazione e nelle procedure aziendali dedicate alla gestione delle emergenze. In altre parole, il DVR può rappresentare il punto di partenza per una riflessione più ampia: quali sono i rischi presenti? Come è organizzato il primo soccorso? Quanto è rapidamente raggiungibile il luogo di lavoro dai soccorsi? Quante persone sono presenti? Dove può essere collocato il DAE? Chi sa utilizzarlo? Come viene garantita la sua disponibilità? La risposta a queste domande permette di trasformare la presenza del defibrillatore da semplice dotazione a sistema organizzato di cardioprotezione.   Defibrillatore e sicurezza sul lavoro: il ruolo del datore di lavoro Il datore di lavoro ha un ruolo centrale nella costruzione del sistema di sicurezza aziendale. Il D.Lgs. 81/2008 richiede che la valutazione dei rischi consideri tutti i rischi per la salute e la sicurezza connessi all’attività lavorativa e che siano individuate le misure necessarie per la loro prevenzione e protezione. Anche l’informazione dei lavoratori è parte integrante di questo sistema: l’articolo 36 prevede che i lavoratori siano informati, tra gli altri aspetti, sulle procedure di primo soccorso e sulle misure di protezione e prevenzione adottate. Questo rende evidente un concetto importante: la sicurezza non consiste soltanto nel prevenire gli incidenti, ma anche nell’essere preparati a intervenire quando si verifica un’emergenza.   DAE e BLSD: perché devono viaggiare insieme Un defibrillatore disponibile ma sconosciuto al personale rischia di essere sottoutilizzato. Allo stesso modo, persone formate al BLSD ma prive di un DAE facilmente raggiungibile si trovano a dover affrontare un’emergenza con uno strumento fondamentale a distanza. Per questo DAE e formazione BLSD dovrebbero essere considerati come elementi complementari di un progetto di cardioprotezione. Il DAE è progettato per guidare l’utilizzatore durante la procedura e analizzare il ritmo cardiaco, ma la capacità di riconoscere rapidamente l’arresto cardiaco e iniziare la rianimazione cardiopolmonare rimane fondamentale. La cardioprotezione aziendale, quindi, può essere costruita su tre pilastri: dispositivo + formazione + organizzazione.   La presenza del DAE protegge solo i lavoratori? No. Uno degli aspetti più interessanti della cardioprotezione negli ambienti di lavoro è che il DAE può essere utile non soltanto per i dipendenti. In un’azienda possono essere presenti contemporaneamente: lavoratori; collaboratori; fornitori; clienti; visitatori; personale esterno; utenti e altre persone che accedono alla struttura. La stessa normativa sul primo soccorso richiede di considerare le eventuali altre persone presenti nei luoghi di lavoro. Questo significa che una scelta di cardioprotezione può avere un impatto che va oltre la tutela del singolo lavoratore e contribuire alla sicurezza dell’intera comunità che frequenta un determinato luogo.   La Legge 116/2021 e la diffusione dei DAE Un passaggio importante nel percorso italiano verso una maggiore diffusione della cardioprotezione è rappresentato dalla Legge 4 agosto 2021, n. 116. La norma ha l’obiettivo di favorire la progressiva diffusione e utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni e individua specifici contesti nei quali promuoverne la presenza, tra cui determinate sedi della pubblica amministrazione, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e mezzi di trasporto. La legge non trasforma quindi il DAE in un dispositivo obbligatorio per ogni azienda, ma inserisce la sua diffusione all’interno di una più ampia strategia nazionale di prevenzione della morte cardiaca improvvisa e promozione della cultura del primo soccorso. Successivamente, il DM 16 marzo 2023 ha definito criteri e modalità per l’installazione dei DAE, compresa la segnaletica da utilizzare per renderne riconoscibile la presenza.   Cosa dovrebbe valutare un’azienda che vuole diventare cardioprotetta? Prima di acquistare un DAE, è utile affrontare il progetto in modo strutturato. Alcune domande fondamentali sono: Il DAE è raggiungibile rapidamente dalle principali aree dell’azienda? Il dispositivo è chiaramente segnalato? Gli addetti al primo soccorso conoscono le procedure di emergenza? È presente personale formato al BLSD? Il numero di persone formate è sufficiente rispetto alle dimensioni e all’organizzazione della struttura? Il personale sa dove si trova il DAE? Sono previste procedure per chiamare rapidamente il 112/118? Il dispositivo è sottoposto a controlli e manutenzione? Gli accessori soggetti a scadenza vengono verificati periodicamente? Le procedure aziendali vengono aggiornate quando cambiano organizzazione, sede o condizioni operative? Questi elementi permettono di passare da una semplice dotazione tecnologica a un vero progetto di sicurezza. Perché parlare di cardioprotezione anche quando non esiste un obbligo? La sicurezza sul lavoro non dovrebbe essere interpretata esclusivamente come rispetto degli adempimenti minimi previsti dalla legge. La finalità più importante è creare ambienti nei quali sia possibile prevenire i rischi e intervenire rapidamente quando si verifica un’emergenza. L’arresto cardiaco può verificarsi senza preavviso e non riguarda esclusivamente persone con una storia nota di problemi cardiaci. Per questo la presenza di un DAE in un ambiente frequentato da molte persone può rappresentare una scelta di responsabilità, soprattutto quando viene inserita all’interno di un sistema organizzato di primo soccorso. INAIL ha sottolineato proprio questo valore nella pubblicazione del 2025 dedicata ai defibrillatori nei luoghi di lavoro, evidenziando la crescita della diffusione dei DAE nelle aziende e l’importanza di associare alla disponibilità del dispositivo una formazione adeguata.   Defibrillatore e DVR: dalla conformità alla cultura della sicurezza Il rapporto tra defibrillatore e DVR non dovrebbe essere affrontato soltanto in termini di obbligo o non obbligo. Il punto centrale è capire come costruire un ambiente di lavoro capace di rispondere anche alle emergenze tempo-dipendenti. Il DAE non sostituisce il DVR, non sostituisce l’organizzazione del primo soccorso e non sostituisce la formazione. È uno degli strumenti che, se correttamente integrato in un sistema di RCP, BLSD, chiamata ai soccorsi e gestione dell’emergenza, può contribuire a ridurre il tempo che separa l’arresto cardiaco dall’intervento salvavita. Per un’azienda, scegliere di dotarsi di un defibrillatore significa quindi fare un passo ulteriore: non limitarsi a rispettare gli obblighi di sicurezza, ma investire concretamente nella tutela delle persone. Perché in caso di arresto cardiaco, ogni minuto conta. E avere un DAE a disposizione, sapere dove trovarlo e sapere come intervenire può fare la differenza. #### Defibrillatore HeartSine samaritan PAD 500P Il defibrillatore samaritan® PAD 500P della HeartSine®, dotato di RCP Advisor (o CPR Advisor), è il dispositivo più innovativo attualmente disponibile sul mercato conforme alle linee guida AHA/ERC, che pongono l’accento sull’importanza di eseguire un’efficace Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) al fine di aumentare il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. L’RCP Advisor, infatti, è in grado di fornire al soccorritore un feedback effettivo sull’efficacia delle rianimazioni cardiopolmonari che sta effettuando sul paziente. Ma come funziona, esattamente, l’RCP Advisor della HeartSine? E quali sono le differenze con i Feedback RCP presenti nei defibrillatori della concorrenza? Prima di spiegarne il funzionamento, partiamo nel descrivere cause e sintomi di un arresto cardiaco. L’arresto cardiaco Si parla di arresto cardiaco, o arresto cardiocircolatorio, quando il cuore non riesce più a far circolare il sangue all’interno dell’organismo in maniera efficace (non riuscendo, quindi, ad irrorare adeguatamente gli organi vitali) o quando cessa completamente di battere. L’arresto cardiaco, pertanto, è una condizione di morte clinica reversibile che, se non adeguatamente e tempestivamente trattata, è destinata a trasformarsi in morte biologica irreversibile a causa della mancanza di ossigenazione all’organo principale del sistema nervoso centrale, il cervello. Le principali cause dell’arresto cardiaco sono la fibrillazione ventricolare (aritmia caotica e rapidissima che provoca contrazioni non coordinate del muscolo cardiaco che porta alla cessazione della gittata cardiaca), la tachicardia ventricolare (aritmia caratterizzata da una frequenza ventricolare maggiore di 100 battiti per minuto), la coronaropatia (alterazione delle arterie coronarie), l’arresto respiratorio, il soffocamento, cambiamenti della struttura del cuore, l’ipotermia, la folgorazione, l’annegamento, un calo drastico della pressione sanguigna e l’abuso di alcool e droghe. Talvolta, però, le cause di un arresto cardiaco sono tuttora sconosciute. Inoltre, prima di un arresto cardiaco si possono verificare nausea, palpitazioni, vertigini, dispnea, debolezza o dolore toracico. La persona colpita da arresto cardiaco cade improvvisamente a terra priva di conoscenza. Ha difficoltà respiratorie (boccheggiamento o “gasping” o assenza totale del respiro) e non risponde nemmeno se la si scuote in maniera energica. Pertanto, al fine di scongiurare la morte certa del paziente, è necessario intervenire in maniera tempestiva. L’unica terapia salvavita, in questi casi, è l’utilizzo di un defibrillatore alternato alle opportune manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ecco quindi, che entra in gioco il samaritan PAD 500P della HeartSine con il suo RCP Advisor. Funzionamento dell’RCP Advisor e differenze con i Feedback RCP dei competitor La rianimazione cardiopolmonare, abbreviata in RCP, si effettua alternando il massaggio cardiaco, volto a sostenere il circolo sanguigno agli organi vitali, e l’insufflazione di aria attraverso la bocca della vittima, per ossigenare i suoi polmoni. In caso di arresto cardiaco, una rianimazione cardiopolmonare ben eseguita può aumentare le probabilità di salvezza sino al 75%. Il defibrillatore samaritan PAD 500P della HeartSine è in grado di guidare il soccorritore, in tempo reale, durante l’esecuzione delle compressioni toraciche praticate sul paziente. Le istruzioni che si possono ricevere sono le seguenti: “Compressioni ben eseguite”, “Compressioni più profonde”, “Compressioni più veloci” e “Compressioni più lente”. Tali comandi vengono inoltre visualizzati anche sulla parte anteriore del dispositivo per garantire che il soccorritore possa eseguire la rianimazione cardiopolmonare nella maniera più appropriata possibile. Tutto ciò avviene, per l’appunto, grazie all’RCP Advisor di cui è dotato il dispositivo. Il samaritan PAD 500P, infatti, attraverso l’analisi del cardiogramma ad impedenza (ICG) effettuato sul paziente, riesce a misurare le variazioni di impedenza nella sua cavità toracica determinando così la reale efficacia delle compressioni toraciche eseguite dal soccorritore. In questo modo, il defibrillatore è in grado di guidare l’utente nell’erogazione dell’intensità e della velocità di compressione richieste per il soggetto specifico. L’obiettivo da raggiungere durante l’effettuazione del massaggio cardiaco è quello di udire il messaggio “Compressioni ben eseguite” e di visualizzare, quindi, la spia luminosa RCP di colore verde. In caso di arresto cardiaco, infatti, la difficoltà maggiore non consiste nell’utilizzare un defibrillatore automatico (o semiautomatico) esterno, ma nell’eseguire in maniera corretta le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Talvolta, purtroppo, il massaggio cardiaco non viene eseguito efficacemente nemmeno da soccorritori esperti. Con il samaritan® PAD 500P della HeartSine, invece, durante tutto il tempo d’intervento, il soccorritore riceve un REALE FEEDBACK sull’efficienza delle sue manovre. Altri defibrillatori della concorrenza, invece, possiedono un sistema di RCP Feedback basato sulla profondità delle compressioni toraciche eseguite sul paziente. È evidente, però, come questo feedback non sia per nulla realistico, né tantomeno affidabile: una compressione toracica di 5 centimetri su un uomo di 80 chilogrammi potrebbe non essere sufficientemente efficace; la stessa profondità di compressione su una bambina di 30 chilogrammi potrebbe addirittura causarle la rottura della cassa toracica stessa. Altre caratteristiche distintive del defibrillatore samaritan PAD 500P Il defibrillatore samaritan PAD 500P della HeartSine offre diverse funzionalità esclusive. Difatti, oltre alla presenza dell’RCP Advisor, possiede anche le seguenti caratteristiche distintive: semplicità di utilizzo (comandi visivi e sonori che assistono il soccorritore per tutta la durata dell’intervento); indice di protezione IP56 contro l’infiltrazione di polveri e acqua (il più altro sul mercato); 1,1 kg di peso e dimensioni più piccole del 56% rispetto agli altri DAE presenti sul mercato; 10 anni di garanzia; tecnologia bifasica proprietaria SCOPE™ (forma d’onda in grado di adeguarsi autonomamente alle diverse impedenze dei pazienti e a basso consumo energetico). Per tutti i dettagli e le specifiche tecniche del defibrillatore della casa madre irlandese, è possibile consultare la seguente pagina web: http://www.shopheartsinepad.it/prodotto/defibrillatore-samaritan-pad-500p-heartsine/. Da questo link, invece, è possibile prendere visione del video inerente al samaritan PAD 500P: https://www.youtube.com/watch?v=D1cDHSFnSgk.   In conclusione, con poche centinaia di euro è possibile acquistare uno dei migliori defibrillatori DAE presenti sul mercato e l’unico in grado di assistere il soccorritore durante l’esecuzione delle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Che cosa apetti, allora? #### Defibrillatore in filiale: salvata una vita grazie al DAE Un fatto di cronaca degli ultimi giorni ha riportato alla ribalta il progetto “Abbiamo a cuore il tuo cuore” di Friulovest e Credima, che da tempo stanno lavorando alla costituzione di una delle più vaste reti di comuni cardioprotetti d’Italia, grazie all’installazione di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), telecontrollati e georeferenziati. Un’iniziativa che punta a diffondere la cultura del primo intervento in caso di arresto cardiaco perché soltanto con un comportamento attivo di tutti è possibile salvare vite. Proprio quanto accaduto domenica a Valvasone Arzene, con l’intervento decisivo di un cittadino del posto che ha usato il defibrillatore presente nella filiale dello stesso comune, dopo che due medici avevano iniziato a praticare il massaggio cardiaco. «È motivo di orgoglio che si sia evitato il peggio anche grazie al nostro progetto – hanno commentato il direttore di Friulovest Severino Neri e il presidente Lino Mian –: abbiamo investito notevoli risorse in questa iniziativa che ha dato un primo frutto. L’obiettivo è che la capacità di intervento laico, in attesa dei soccorsi istituzionali, entri nella cultura diffusa. Lo scopo sarà raggiunto quando questo tipo di generosa e altruistica azione non farà più notizia e sarà entrata nel patrimonio della comunità locale. La partnership con l’Aas 5 e il Centro studi e formazione Gymnasium ci permette di fornire alle comunità strumenti all’avanguardia e conoscenze che tutelano la salute». «Un esempio straordinario e concreto di una strategia comunitaria intelligente e inclusiva – ha concluso il neopresidente di Credima Giorgio Siro Carniello –. Da cittadino consumatore di prestazioni sanitarie a cittadino promotore di salute. Onore e merito al mio predecessore, il compianto Vinicio Milan, principale promotore del progetto». Fonte articolo: http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2018/05/26/news/defibrillatore-in-filiale-salvata-una-vita-buon-investimento-1.16886282 #### Defibrillatore nelle aziende: in Italia 70 lavoratori alla settimana colpiti da arresto cardiaco Un dato che fa pensare, pubblicato pochi giorni fa sul portale Quotidianosanita.it: in Italia 70 lavoratori alla settimana sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro, con una incidenza di circa il 5% sui 60.000 decessi per arresto cardiaco che registriamo in media ogni anno in Italia. Mentre per le Pubbliche Amministrazioni l’obbligo di installazione dei defibrillatori, è stato al 31 dicembre 2025 (in realtà è stato prorogato di 3 anni, poiché l’entrata in vigore inizialmente era prevista dal 31 dicembre 2022), per le aziende ad oggi non vi sono regolamentazioni per la dotazione obbligatoria dei DAE. All’interno delle aziende, ma anche dei negozi, il defibrillatore dovrebbe essere considerato allo stesso modo di un sistema antincendio o di un estintore, ossia un dispositivo con grandi capacità salvavita che necessariamente per svolgere a questa funzione deve essere a immediata portata. Da considerare inoltre che, secondo un report dei Vigili del Fuoco, nel 2012 le morti per incendi e esplosioni in Italia sono state 152. Nonostante questo, gli estintori ed altri sistemi antincendio sono ampiamente diffusi e regolamentati, così come la loro manutenzione ed efficienza. Parliamo di 152 decessi in un contesto ampiamente regolamentato, contro 60.000 decessi in un contesto che ad oggi vede una regolamentazione attiva solo nel contesto sportivo. Apriamo una piccola parentesi per la regolamentazione dell’obbligo dei DAE per società sportive. Quali sono i provvedimenti nel caso in cui: il defibrillatore non sia presente nella struttura, non sia correttamente segnalato e reperibile, non sia stata effettuata una manutenzione che ne garantisca il corretto funzionamento, abbiamo consumabili scaduti, il DAE sia fuori garanzia e non funzioni in caso di impiego, etc… Beh, non vi sono regolamentazioni! Una norma verrà seguita nel pieno rispetto dei suoi punti, anche grazie a indicazioni chiare e altrettanti chiari provvedimenti in termini di sanzioni e penali. Nel contesto aziendale possiamo trovare situazioni particolari: dipendenti di età superiore ai 50 anni con capacità cardiache differenti da un ragazzino, giovani lavoratori inesperti, aziende apparecchiature ad alta tensione, luoghi urbani difficilmente raggiungibili dal 118, sedi di lavoro collocate in zone montane o lontane dai centri abitati e quindi difficilmente raggiungibili dai servizi di emergenza, condizioni di stress fisico per soggetti maggiormente a rischio di cardiopatie, etc.. L’INAIL (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) in una dettagliata pubblicazione del 2016 del Dipartimento di Medicina del Lavoro, indica: “L’esito degli infortuni sul lavoro dipende non soltanto dall’entità del danno, ma anche dalla prontezza ed efficacia dei primi soccorsi che possono fare la differenza tra la vita e la morte, tra recupero rapido o prolungato, tra disabilità temporanea o permanente. Questo vale anche per la morte cardiaca improvvisa, evento che in molti casi si verifica sul posto di lavoro. I fattori lavorativi che contribuiscono ad aggravare le malattie cardiovascolari sono il contatto con alcune sostanze (come il monossido di carbonio e il piombo), l’asfissia da inalazione di gas tossici, le condizioni lavorative stressanti, l’esposizione al caldo o al freddo estremi, lo sforzo fisico eccessivo. Ci sono poi dei fattori di rischio professionali come l’elettrocuzione, che portano alla fibrillazione ventricolare e quindi all’arresto cardiaco. Predisporre delle misure di emergenza nei luoghi di lavoro che prevedano l’utilizzo del DAE in caso di necessità, permette di aumentare la sicurezza dei lavoratori: il lavoratore può subire un attacco cardiaco improvviso durante l’orario di lavoro e, nel caso di fibrillazione ventricolare, l’unico intervento utile è la defibrillazione attraverso shock elettrico.“ Per permettere l’intervento in economia e qualità, sottolinea il documento INAIL, è necessario: Formare il personale addetto: il percorso didattico specifico può essere facilmente integrato con i corsi di formazione per addetti al Primo Soccorso, obbligatori per legge, nei quali è previsto un modulo specifico per l’emergenza e la rianimazione cardiopolmonare. Rendere accessibile il DAE: il DAE può essere posizionato in qualsiasi luogo di lavoro, in maniera tale da garantire l’intervento entro 5 minuti. Il defibrillatore è particolarmente consigliato: Nelle aree dove sono presenti apparecchi elettrici; Nei luoghi di lavoro all’aperto, dove possono cadere fulmini o dove si lavora su linee elettriche; In zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi come impianti di perforazione, cantieri di costruzione, piattaforme marine ecc.; In luoghi di transito o permanenza di molte persone. In ogni caso, per garantire un accesso rapido, è necessario che sia chiara a tutti, sia ai lavoratori che ai visitatori, la presenza di un defibrillatore. Esistono a tal fine una segnaletica internazionale e delle teche che è consigliabile utilizzare per rendere visibile e contenere il DAE. Il segnale universale del DAE, riportato nell’immagine sottostante, può essere combinato con frecce che indicano la presenza del più vicino apparecchio. La responsabile nazionale del dipartimento Welfare del PD Maria Luisa Gnecchi, propone di procedere con la revisione delle linee guida in materia di Primo Soccorso nei luoghi di lavoro, attraverso anche un aggiornamento dei protocolli sanitari, con l’introduzione dei Defibrillatori obbligatori dove necessario, adeguando i decreti ministeriali relativi a Primo Soccorso per la gestione delle emergenze in applicazione della normativa di salute e sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/2008. Dal 2014, tra gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro ritenuti idonei per ottenere lo sconto per prevenzione dell’Inail tramite il modello OT/24, è stata inclusa l’adozione dei defibrillatori e l’organizzazione di corsi di formazione BLSD per insegnare ai dipendenti le manovre da compiere in caso di arresto cardiaco. L’Inail premia, con uno sconto denominato “oscillazione per prevenzione” (OT/24), le aziende operative da almeno un biennio che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (d.l. 81/2008 e s.m.i.). In base al decreto ministeriale 3 marzo 2015 che ha riscritto il testo dell’articolo 24 del decreto ministeriale del 12 dicembre 2000, come successivamente modificato dal decreto ministeriale 3 dicembre 2010, la riduzione del tasso di premio è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno del periodo, come indicato di seguito: Fino a 10 Lavoratori/Anno: Riduzione del 28%; Da 11 a 50 Lavoratori/Anno: Riduzione del 18%; Da 51 a 200 Lavoratori/Anno: Riduzione del 10%; Oltre 200 Lavoratori/Anno: Riduzione del 5%. EMD112 fornisce la consulenza per ottenere lo sconto di prevenzione INAIL, oltre ad indicare i defibrillatori più adatti per ciascun contesto specifico, disponendo della gamma più alta del mercato, ovvero tutti i defibrillatori automatici e semiautomatici Stryker®, che comprendono le linee HeartSine® e Physio-Control®, leader nel mercato mondiale. La gamma di defibrillatori comprende caratteristiche uniche, che possono far fronte a qualsiasi contesto lavorativo, ad esempio: Defibrillatori con connessione Wi-Fi e/o GSM: questa caratteristica ne consente la localizzazione, la verifica remota del funzionamento e dello stato dei consumabili, l’attivazione del servizio EMD112 x Te che solleva l’azienda dalle responsabilità di manutenzione che saranno a carico di EMD112; Defibrillatori con IP56: unici DAE con IP56, offrono una resistenza contro polveri e liquidi maggiori a tutti gli altri defibrillatori in commercio, particolarmente adatti ad aziende soggette a queste caratteristiche; Costi di manutenzione più bassi del mercato: il costo di manutenzione è dato dalla garanzia dei DAE (8 anni), alla durata dei consumabili (batteria e elettrodi), al costo dei consumabili, costo di eventuali upgrade software. In una politica di economica aziendale e in previsione del contenimento dei costi, è un aspetto importante, ulteriormente valorizzato dal fatto che oltre al vantaggio economico i DAE sono per qualità e garanzie i prodotti top del mercato. Contattaci senza impegno per ulteriori informazioni per cardioproteggere la tua azienda. #### Defibrillatore obbligatorio: è legge La proposta di legge sui defibrillatori (DAE) è stata approvata oggi 28 Luglio 2021 definitivamente dalla Commissione Affari Sociali della Camera e diventa legge dello Stato. Si tratta della fase conclusiva di un iter durato 2 anni, che ha visto una prima approvazione alla Camera nel luglio 2019 cui è seguito l’ok del Senato nel maggio del 2021. La legge inoltre introduce l’abolizione della responsabilità penale da parte degli utilizzatori. Chiunque potrà utilizzare il defibrillatore, anche senza competenze e formazione, per tentare il salvataggio di vite umane in caso di estrema necessità, senza conseguenze giudiziarie. Un’attesa durata 20 anni, che ha portato all’obbligo di legge del defibrillatore, così come avviene per molti altri presidi di prevenzione, basti pensare agli estintori e norme antincendio, alle cinture di sicurezza e alle misure di sicurezza stradale, etc.. La legge prevede inoltre il potenziamento dei percorsi formativi all’interno degli istituti scolastici, introducendo l’obbligo a scuola dell’insegnamento delle manovre di primo soccorso e BLSD. E’ previsto uno stanziamento di 2 Milioni di Euro all’anno per la diffusione nei prossimi 5 anni dei Defibrillatori da parte del Ministero, rivolto alle pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti e con servizi aperti al pubblico, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, scuole e università e sui mezzi di trasporto (aerei, treni, navi, etc..). In Europa ogni giorno si registrano circa 1.100 morti per arresto cardiaco, solo in Italia i casi registrati ogni giorno sono circa 164. Il tasso di sopravvivenza attuale è di circa il 7-8%, mentre si stima che grazie a una diffusione capillare dei DAE ad accesso pubblico sul territorio (ma anche a una maggiore diffusione di DAE personali, come ad esempio nelle abitazioni e nei condomini), alla sensibilizzazione in materia e all’obbligo per alcune categorie di soggetti a effettuare corsi BLSD, tale percentuale potrebbe salire al 60-70%. Questi sono infatti le percentuali di salvataggio di alcune aree (grandi aeroporti internazionali, cittadine con elevato numero di DAE e cultura della cardioprotezione, etc..) che è stato possibile raggiungere. Una volta a regime, in Italia potremmo salvare ogni anno circa 39.000 vite da arresto cardiaco improvviso. «E’ un traguardo importante per il nostro paese – Commenta Simone Madiai, CEO Emd112® – chec consente ad uno dispositivo salvavita così importante, di poter essere impiegato al meglio, consentendo ogni anno il salvataggio di numerose vite. La legge inoltre, introduce altri importanti aspetti, come l’obbligo della formazione del primo soccorso nelle scuole e l’immunità giuridica per i soccorritori che tentano di salvare una vita utilizzando i DAE, abbattendo una barriera, cultura e operativa, che oggi è un vero e proprio limite nel processo di soccorso». #### Defibrillatore Physio-Control LIFEPAK CR2 con connessione Wireless – GSM Il defibrillatore semiautomatico LIFEPAK® CR2 nasce dall’esperienza del 118 e dei professionisti del soccorso. Physio-Control infatti, è uno dei maggiori fornitori di defibrillatori ed altri dispositivi medici, di ambulanze e mezzo di soccorso. Gran parte delle ambulanze e dei mezzi di soccorso avanzato 118 sono dotati di defibrillatori professionali Physio-Control (LIFEPAK® 15, LIFEPAK® 12, LIFEPAK® 1000, ecc.). Intervenire con un defibrillatore LIFEPAK® CR2 consente ai soccorritori di utilizzare gli stessi elettrodi già applicati al soggetto, risparmiando tempo prezioso, in situazioni dove anche i secondi divengono fondamentali. E’ sufficiente staccare gli elettrodi dal DAE del primi soccorritori, ed inserirli nel DAE dei soccorritori 118, operazione semplice dal momento che si tratta dello stesso attacco. Semplici da usare e realizzati con le stesse soluzioni tecnologiche presenti anche nei defibrillatori più avanzati utilizzati dai professionisti dell’emergenza, sono progettati appositamente per i soccorritori laici, che sono i primi a poter intervenire in soccorso di una persona colpita da un arresto cardiaco improvviso (ACI). Punti di forza del defibrillatore LIFEPAK® CR2 Unico DAE con connettività integrata sia Wi-Fi che 3G; Unico DAE a consentire il massaggio RCP durante l’analisi; Unico DAE a creare una connessione diretta tra soccorritori avanzati (118) e l’evento dell’arresto cardiaco; Unico DAE ad integrarsi perfettamente con i principali servizi di emergenza italiani dal punto di vista della continuità di trattamento del paziente; Massima energia disponibile per pazienti difficili da defibrillare. I defibrillatori LIFEPAK® CR2 presentano una estrema semplicità operativa, data dal funzionamento in tre passaggi, con comandi chiari e di facile comprensione. Hanno la possibilità di incrementare il dosaggio d’energia fino a 360 joule, essenziale per i casi più difficili da defibrillare. Inoltre possono fornire agli operatori del soccorso un quadro completo di ciascun evento di ACI grazie alla connessione in modalità Wireless ed eseguire analisi anche durante una RCP (rianimazione cardio-polmonare)   E’ possibile proseguire l’RCP durante la fase di analisi del defibrillatore Un funzionamento semplice, in soli 3passaggi Aprire il coperchio e scoprire il petto del paziente; Fase 1 Tirare la maniglia rossa e applicare gli elettrodi; Fase 2 Premere il pulsante lampeggiante per erogare la scarica. Fase 3 I defibrillatori LIFEPAK® CR2 sono in grado di erogare scariche con intensità progressivamente crescente fino a 360 joule, il più elevato valore energetico utilizzato. Una tecnologia che consente di arrivare a tale intensità, quando necessario, permette di offrire una migliore probabilità ed una migliore qualità di sopravvivenza. Mentre altri DAE possono offrire un feedback sulla RCP mediante l’uso di un accelerometro o di uno strumento aggiuntivo il LIFEPAK® CR2 fornisce invece la giusta quantità di informazioni ed integra la nuova tecnologia di analisi cprlNSIGHT™. Una volta iniziata la RCP, la tecnologia cprlNSIGHT analizza e rileva l’eventuale necessità di una scarica. Ciò riduce in maniera significativa le pause nelle compressioni toraciche, eliminando addirittura le pause nel caso in cui si determini che il ritmo non è defibrillabile. Un tempo maggiore dedicato alla RCP comporta un miglioramento della circolazione sanguigna e maggiori probabilità di sopravvivenza.   Il defibrillatore connesso (Wireless – GSM) consente un trattamento migliore La connettività del defibrillatore in modalità Wi-Fi può fornire agli operatori del soccorso un quadro completo di ciascun evento di ACI. Di conseguenza, gli operatori sono preparati ancor prima di arrivare poiché conoscono i dettagli delle scariche somministrate, vedono l’effettivo ECG del paziente e altro ancora. Tale continuità di trattamento segue i pazienti anche in ospedale, e prosegue con tutti gli operatori collegati al Sistema LIFENET®. Defibrillatore Connesso Wi-Fi In seguito ad un evento è possibile inviare i dati contenuti nella memoria del DAE direttamente ai Servizi di Emergenza che solitamente sono incaricati della loro raccolta. Il tutto avviene in modalità wireless, semplicemente e senza necessariamente dover utilizzare cavi ed adattatori dedicati.   Scheda tecnica defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi- GSM Coperto da una garanzia di 8 anni. Forma d’onda: Bifasica esponenziale tronca con compensazione in tensione e durata in funzione dell’impedenza del paziente. Intervallo impedenza paziente: 10 – 300 ohm Precisione energetica: 10% dell’impostazione energetica a 50 ohm 15% dell’erogazione di energia nominale a 25 – 175 ohm Sequenza energia in uscita: Livelli multipli, configurabili da 150 joule a 360 joule. Default energia: 200J, 300J, 360J (adulto) 50J, 75J, 90J (pediatrico) Sistema Shock Advisory: Il sistema di analisi dell’ECG che indica se una scarica è appropriata; conforme ai criteri di riconoscimento del ritmo specificati in IEC 60601-2-4. Tecnologia di analisi cprINSIGHT: Consente al defibrillatore di analizzare il ritmo cardiaco del paziente durante l’erogazione della RCP. Sistema di feedback per RCP: Istruzioni per RCP su pazienti adulti e pediatrici, comprensive di feedback su quando viene rilevata l’assenza di RCP, guida verso la frequenza e la profondità corrette, un metronomo ed istruzioni sul posizionamento delle mani. Tempistica per la somministrazione della scarica a 360J dopo la RCP (con cprINSIGHT abilitata): Semi-automatico: < 7 secondi Completamente automatico: < 13 secondi Tempo di carica: 0 secondi per la prima scarica a 150J oppure a 200J (il dispositivo è pre-caricato). Con cprINSIGHT abilitata, le scariche successive saranno caricate durante la RCP e pronte per la somministrazione al termine del periodo di RCP. Classificazione IP55, per ambienti particolarmente impegnativi.   Comandi Apertura-chiusura coperchio/ON-OFF: Controlla l’alimentazione del dispositivo Tasto SCARICA (versione semiautomatica): Eroga energia di defibrillazione quando viene premuto dall’utente. Tasto scarica (versione completamente automatica): Lampeggia prima di erogare la scarica, senza necessità di intervento da parte dell’utilizzatore. Tasto modalità bambino: Consente all’operatore di passare alla Modalità bambino, con energia ridotta e guida per la RCP appropriata per i bambini. Tasto lingua: Consente all’operatore di passare dalla lingua primaria alla secondaria, nella configurazione multilingue opzionale. Protezione elettrica: Input protetto contro impulsi di defibrillazione ad alta tensione in conformità con IEC 60601-1/EN 60601-1. Classificazione di sicurezza: Attrezzatura ad alimentazione interna. IEC 60601-1/ EN 60601-1. Interfaccia utente Interfaccia utente: L’interfaccia utente comprende istruzioni vocali e avvisi sonori. Tecnologia ClearVoice™: Il volume si regola in base al livello di rumore dell’ambiente circostante. Indicatori stato dispositivo: Indicatori acustici e visivi che indicano la disponibilità del sistema (dispositivo, piastre e batteria). Dati Ambientali Nota: Tutte le specifiche relative alle prestazioni definite partono dal presupposto che l’unità sia stata conservata (per un minimo di due ore) alla temperatura di funzionamento prima dell’utilizzo stesso. Temperatura di funzionamento: da 0° a 50° C. Temperatura di stoccaggio: da -30° a +60° C con batteria ed elettrodi; tempo di esposizione massimo limitato ad una settimana. Stoccaggio a lungo termine: Conservare sempre il defibrillatore entro l’intervallo di temperatura raccomandato, da 15° a 35°C. Altitudine: da -382 a 4572 m. Umidità relativa: dal 5 al 95% (senza condensa). Resistenza all’acqua: IEC 60529/EN 60529 IPX5 con elettrodi collegati e batteria installata. Resistenza alla polvere: IEC 60529/EN 60529 IP5X con elettrodi collegati e batteria installata. Scarica: MIL-STD-810F, Metodo 516.4, Procedura 1, (40g, polso 6-9 ms, 1/2 seno ogni asse). Vibrazioni: MIL-STD-810F, Metodo 514.4, Elicottero – categoria 6 (3,75 Grms) e Terrestre mobile – categoria 8 (2,85 Grms) Caratteristiche fisiche Con maniglia, elettrodi e batteria: Altezza: 9,7 cm Larghezza: 22,6 cm Profondità: 27,4 cm Peso: 2,0 kg   Link di approfondimento sui defibrillatori: https://www.heartsinepad.it/physio-control/lifepak-cr2/tecnologia-rivoluzionaria-connessa/ https://www.heartsinepad.it/physio-control/defibrillatori-semiautomatici/ https://www.heartsinepad.it/physio-control/defibrillatore-physio-control-lifepak-cr2/ #### Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2: innovazione e continuità nella rianimazione cardio-polmonare Il defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 rappresenta un’eccellenza nel campo dei dispositivi di emergenza per la rianimazione cardio-polmonare (RCP). La sua tecnologia avanzata permette di eseguire il massaggio cardiaco e la ventilazione artificiale anche durante la fase di analisi del ritmo cardiaco, caratteristica unica e rivoluzionaria nel panorama dei defibrillatori automatici esterni (DAE).   RCP continua per maggiori probabilità di sopravvivenza Una delle caratteristiche più innovative del LIFEPAK CR2 è la tecnologia cprINSIGHT. Questa tecnologia consente di praticare compressioni toraciche continue durante l’analisi del ritmo ECG. Questo approccio riduce drasticamente le pause tra le compressioni toraciche e la defibrillazione, migliorando significativamente la circolazione del sangue e aumentando le probabilità di sopravvivenza del paziente. Durante la RCP, cprINSIGHT esegue automaticamente l’analisi e determina se è necessaria una scarica. Questo elimina quasi completamente le pause, poiché le compressioni toraciche non devono essere interrotte per l’analisi del ritmo cardiaco. Solo nella prima analisi è necessario non toccare il paziente, ma dalla seconda in poi, le manovre RCP possono continuare senza interruzioni, massimizzando l’efficacia del trattamento. Confronto perfromance cprINSIGHT Vs DAE convenzionale: Tempo pausa di compressione con cprINSIGHT [p<0,001]: 8 secondi Tempo pausa di compressione con DAE convenzionale [p<0,001]: 22 secondi Grazie alla tecnologia cprINSIGHT le pause nelle compressioni toraciche vengono ridotte in media del -63,6%.   Importanza della RCP continua La continuità delle compressioni toraciche è fondamentale per mantenere una buona circolazione sanguigna durante un arresto cardiaco. Le linee guida dell’American Heart Association (AHA) e dell’European Resuscitation Council (ERC) sottolineano l’importanza di ridurre al minimo le pause nelle compressioni toraciche, puntando a mantenere una frazione di compressione toracica (CCF) del 60% o più. Studi hanno dimostrato che pause più brevi tra le compressioni e la defibrillazione sono associate a tassi più elevati di ritorno alla circolazione spontanea (ROSC) e di sopravvivenza. Tecnologia cprINSIGHT: analisi durante le compressioni La tecnologia cprINSIGHT del LIFEPAK CR2 riduce i tempi di pausa per l’analisi dell’ECG e la carica del defibrillatore, consentendo di dedicare più tempo alle compressioni toraciche. Durante le analisi successive, cprINSIGHT può analizzare il ritmo cardiaco anche durante le compressioni toraciche, classificando il ritmo come defibrillabile, non defibrillabile, o richiedendo un’analisi tradizionale solo in rari casi di incertezza.   Precisione del ritmo e sicurezza La precisione nell’analisi del ritmo durante le compressioni è fondamentale. Il defibrillatore LIFEPAK CR2 ha dimostrato un’elevata precisione, con una sensibilità del 95,5% per i ritmi defibrillabili e una specificità del 98,2% per quelli non defibrillabili. Questo garantisce che le decisioni di trattamento siano corrette e sicure anche in condizioni di emergenza.   Modelli e configurazioni del LIFEPAK CR2 Il LIFEPAK CR2 è disponibile in 8 differenti configurazioni, sia automatiche che semiautomatiche, con opzioni di connettività WiFi e 3G, e versioni bilingue per adattarsi a diverse esigenze operative. La connettività WiFi consente il monitoraggio remoto dello stato del dispositivo, garantendo che sia sempre pronto all’uso e riducendo i tempi di intervento in caso di emergenza.   Compatibilità e integrazione con il sistema 118 Il LIFEPAK CR2 è compatibile con altri dispositivi della serie LIFEPAK, come i monitor/defibrillatori LIFEPAK 12, 15 e 20e. Questa compatibilità consente l’uso delle stesse piastre, risparmiando tempo prezioso e riducendo i costi. Inoltre, la connettività con il sistema LIFENET permette la trasmissione continua dei dati, migliorando la transizione al livello successivo di assistenza medica. #### Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2: tutti i modelli e versioni Il defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 dispone di 2 modelli e ben 4 differenti configurazioni. In questo post illustriamo tutte le varianti di questo DAE. Il LIFEPAK® CR2 ha 2 modelli principali: defibrillatore automatico e defibrillatore semiautomatico. defibrillatore Physio-Control LIFEPAK CR2 Di seguito riportiamo tutte le configurazioni: Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico WiFi ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico WiFi bilingue Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico bilingue WiFi + 3G ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico bilingue WiFi + 3G bilingue Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico Wi-Fi bilingue Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi + 3G ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2automatico WiFi + 3G bilingue   Defibrillatore WiFi Il defibrillatore WiFi può essere connesso alla rete internet, quindi essere visibile alla rete dei soccorritori, che potranno vedere in tempo reale lo stato del dispositivo ed anche lo scenario in caso di impiego ancora prima dell’arrivo sul posto del mezzo di soccorso avanzato del 118. Inoltre, la connessione WiFi, consente di poter monitorare lo stato di efficacia del dispositivo e dei consumabili (batteria e elettrodi). EMD112 ha attivo un servizio di manutenzione remota per i dispositivi connessi a Internet, EMD112xTE, che sollevano da qualsiasi responsabilità su malfunzionamenti del defibrillatore, gestendo anche la manutenzione periodica.   Defibrillatore automatico e semiautomatico La differenza tra il defibrillatore automatico e il defibrillatore semiautomatico, consiste nel fatto che il DAE semiautomatico chiede all’operatore di premere il pulsante “SHOCK” se richiesto, mentre nella versione automatica la scarica viene erogata in autonomia dal dispositivo senza nessuna azione richiesta dall’operatore. L’efficacia è la medesima per le due versioni, nella versione automatica la segnalazione di non toccare il paziente viene fatta un volta in più rispetto all’altra versione. I tempi finali dall’analisi alla scarica sono praticamente gli stessi.   Defibrillatore WiFi + 3G La funzione WiFi + 3G, consente una ulteriore garanzia sulla raggiungibilità del DAE. Nel caso in cui la rete internet sia non raggiungibile per problemi di connettività oppure per problematiche hardware o di rete, i DAE sarà comunque raggiungibile grazie alla connettività 3G. Inoltre, questa opzione consente di geolocalizzarlo, identificandone anche la posizione.   Defibrillatore bilingue La versione bilingue è pensata per luoghi con una forte presenza di utenti di altri paesi. Ad esempio: località turistiche con forte presenza di stranieri; ambasciate e consolati di altri paesi; aziende multinazionali o estere con una sede anche in Italia; aree sportive con incontri internazionali; etc.. In questi casi, oltre a garantire la presenza del defibrillatore, la sua piena operatività e efficacia, la corretta segnalazione, è altamente consigliato anche di impiegare un DAE in grado di comunicare nella lingua estera maggiormente diffusa in quel luogo, così da semplificare al massimo l’utilizzo del dispositivo nel caso di utilizzo, in scenari che implicano già un impatto emotivo e stress, che l’utilizzo di un DAE in lingua straniera non conosciuta potrebbe complicare. La versione delle versioni LIFEPAK® CR2 bilingue hanno sempre l’italiano come prima lingua sempre, per la 2° lingua è possibile scegliere tra 15 disponibili. Una corretta installazione del DAE in questo caso, dovrebbe prevedere nel pannello posteriore, oltre alla classica rappresentazione della catena della sopravvivenza con la procedure illustrate da seguire, anche le indicazioni delle possibilità di selezionare 1 delle 2 lingue disponibili. Il LIFEPAK® CR2 è disponbile anche: con o senza maniglia per il trasporto; con o senza custodia protettiva.   #### Defibrillatore più semplice da utilizzare dell’estintore Di anno in anno in Italia abbiamo fatto passi da gigante nella cardioprotezione. Oggi sentiamo spesso associare il termine “arresto cardiaco” al defibrillatore e alla rianimazione cardio-polmonare. Basta cercare su Google, Facebook o qualsiasi altro social network, per trovare notizie relativa ai defibrillatori: installazione dispositivi, donazioni, persone salvate, persone non salvate, e molto altro. Registriamo anche una maggiore consapevolezza in merito alla differenza tra arresto cardiaco e infarto, anche se ancora questi termini sono spesso diffusi, a partire da coloro che scrivono gli articoli, ed a macchia d’olio dai lettori che successivamente li interpretano nel modo non corretto. Tuttavia sono ancora molti i luoghi comuni, i pregiudizi ed in generale una mancanza di informazioni non corrette, che portano ad avere un quadro generale errato. – Per usare il defibrillatore è necessario avere fatto il corso BLSD ed essere certificati Non è vero. Sono obbligati a fare il corso BLSD i soggetti che sono obbligati per legge, come ad esempio dei referenti delle strutture sportive, oppure ad esempio nel caso di acquisto per la cardioprotezione di un condominio, alcuni rappresentati della scala. Tuttavia chiunque è abilitato a utilizzare il defibrillatore. Anzi, molte vite sono state salvate proprio da persone che non avevano mai visto un defibrillatore prima, a volte in autonomia, spesso supportati telefonicamente dall’operatore del 118. – Responsabilità La persona colta da arresto cardiaco è destinata a morire nel giro di pochissimi minuti dall’insorgere dell’evento. Il defibrillatore è l’unico strumento capace di poter salvare la vita del soggetto. Per il soccorritore laico che tenta di salvare una vita con il defibrillatore, non vi sono responsabilità civili e penali. – Il defibrillatore è difficile da usare I defibrillatori moderni sono estremamente semplici da usare. Premesso che come tutti i prodotti esistono vari livelli qualitativi (dati dalle certificazioni disponibili, da garanzie e assicurazioni economiche contro malfunzionamenti, dalle specifiche tecniche e performance migliori, da servizi nuovi come la connettività remota, etc.. etc..), i defibrillatori moderni per un utilizzo laico, quindi progettati per tutti i cittadini, senza nessuna competenza in materia, sono stati sviluppati con logiche di ergonomia, messaggi visivi e disegni, messaggi audio, processi e funzionamento, estremamente semplici.   Questo era anche il titolo del post “Defibrillatore più semplice da utilizzare dell’estintore”. Molti di noi pensano di saper utilizzare un estintore senza problemi, giusto? L’estintore con il suo colore rosso e forma prevalentemente cilindrica è ben riconoscibile, per legge è presente in numerosi ambiti (aziende, scuole, PA, negozi, centri commerciali, mezzi di trasporto, ..), ben segnalato ed anche mantenuto per garantirne sempre il corretto funzionamento in caso di necessità. Gli estintori si possono classificare secondo:tipo di agente estinguente, carica di agente estinguente, sistema di propulsione, trasportabilità, peso, metodo di impiego. Bene con queste premesse, sapreste quale tipologia di estintore utilizzare per sopprimere: Fuochi di solidi; Fuochi di liquidi; Fuochi di gas; Fuochi di metalli; Fuochi di Oli a grassi da cucina; In assenza di estintore, su quale tipologia di fuochi indicati sopra utilizzereste l’acqua? L’agente estinguente dell’estintore, da utilizzare in modo specifico per le varie tipologie di fuochi viste sopra, può essere: polvere, co2, biossido di carbonio, schiuma. Ciascun estintore ha un’immagine dedicata in funzione dell’agente estinguente, sapete riconoscere l’immagine dell’agente estinguente? In funzione delle dimensioni dell’incendio che avete davanti, avete consapevolezza se i Kg di agente estinguente dell’estintore a disposizione siano sufficienti oppure non ne avete idea?   Nella tabella sopra, molto diffusa online in varie versioni, è presente anche il fuoco di “apparecchi elettrici” , cetegoria di fuoco Classe E, non esiste più da alcuni anni. Questo fa capire quanto sia difficile talvota informarsi online tra informazioni errate, incomplete o non aggiornate. La realtà, è che nessuno di noi che non ha affrontato un incendio oppure non ha effettuato una formazione mirata, conosce questi aspetti. Abbiamo delle informazioni minime, ma come società abbiamo superato alcuni pregiudizi e riteniamo che in una situazione di emergenza verosimilmente utilizzeremmo d’istinto l’estintore per sopprimere un incendio. Nonostante, come abbiamo visto sopra, le variabili siano molte, e poco chiare alla maggior parte dei cittadini. Inoltre, un incendio implica anche una soglia di pericolo variabile da situazione a situazione anche per il soccorritore. Il defibrillatore richiede di comprendere 4 passaggi : accendere il dispositivo (il DAE ha 2 pulsanti ben contrassegnati: ACCENSIONE/SPEGNIMENTO e SCARICA); posizionare gli elettrodi sul torace del paziente (gli elettrodi hanno il disegno di come devono essere posizionati); collegare gli elettrodi al DAE (con un connettore ben visibile. Nota: I defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD hanno già gli elettrodi collegati); durante la fase di analisi e scarica è necessario non toccare il soggetto (questo messaggio vocale viene ripetuto più volte dal dispositivo). Fig. 4 – Defibrillatore automatico. Se confrontiamo le implicazioni che ha il sopprimere un incendio utilizzando un estintore con agente estinguente idoneo o utilizzare il defibrillatore, è sicuramente quest’ultimo il più semplice da utilizzare, più sicuro e soggetto a meno variabili. Il defibrillatore è semplice da usare, molto più di moltissimi dispositivi che già utilizziamo o che crediamo di sapere utilizzare. Il defibrillatore è l’unico strumento in grado di salvare una vita dall’arresto cardiaco, con una probabilità di successo nell’ordine dell’80%. Pertanto se ci troviamo in una situazione di emergenza, non dovremmo avere timore di utilizzarlo. Il defibrillatore salva la vita, così come la corretta informazione. #### Defibrillatore pubblico: un dae samaritan installato all’esterno di una chiesa a Legnano, Milano Il defibrillatore sarà accessibile a chiunque 24 ore al giorno, situato all’esterno della parrocchia di via Liguria, nel quartiere San Paolo, a Legnano Il defibrillatore semiautomatico samaritan® è stato donato dai fedeli e da un collega di un sopravvissuto ad arresto cardiaco improvviso. Il DAE è posizionato all’esterno della chiesa parrocchiale di via san Giovanni in via Liguria 28 a Legnano. Il defibrillatore è stata acquistato grazie a 2 donazioni congiunte, la prima è quella della Parrocchia dell’Olmina in ricordo di Mariella Biaggi, mamma di una insegnante della scuola dell’infanzia Santi Magi, donazione alla quale hanno preso parte anche docenti e genitori degli alunni. La seconda proviene da un collega di Giorgio Meraviglia (Meraviglia è il podista salvato proprio dal defibrillatore al Parco di Legnano) che, in occasione di un cambio di lavoro, ha voluto devolvere i fondi del regalo che gli avrebbero fatto i colleghi. Presenti alla cerimonia di inaugurazione del DAE, che si è svolta domenica 24 marzo 2019,  oltre ai donatori, anche i volontari dell’associazione “Sessantamilavitedasalvare” , presieduta da Mirco Jurinovich, che da anni si batte per la diffusione capillare sul territorio dei defibrillatori. Il DAE è di facile utilizzo, ha piastre da posizionare sul torace del paziente ed è di facile utilizzo emettendo semplici comandi vocali.  Questo modello di defibrillatore in particolare, è particolarmente semplice e adatto per un impiego laico, poiché, oltre ad una ergonomia e comunicazione studiata per rendere il più semplice ed immediato possibile l’impiego anche in situazioni concitate, è l’unico dispositivo che ha già collegati gli elettrodi e non necessità di apertura di coperchi. “La normativa nazionale prevede un corso per la formazione e li faremo, ma si sta andando verso una liberalizzazione dell’utilizzo dei defibrillatori – ha commentato il Presidente Mirco Jurinovich – il defibrillatore è semplice e sicuro, può essere utilizzando da chiunque, anche senza corso e con l’aiuto dell’operatore del 112. Qui posizionato anche un pannello sul quale è installato il DAE, che fornisce informazioni su come intervenire. Siamo impegnati anche sulla battaglia contro l’Iva al 22% sui defibrillatori semiautomatici, per gli altri apparecchi elettromedicali è infatti del 4%. Fornisco alcuni dati: in Lombardia sono stati installati 9mila defibrillatori, al costo di circa 1200 euro ciascuno, con Iva del 22%: se questa fosse stata del 4% si avrebbe avuto un risparmio di 1.944.000 euro che avrebbe consentito di installare circa 2mila apparecchi in più sulle principali province lombarde. Questo è un dato che dovrebbe far riflettere”. La sensibilizzazione per ridurre l’iva applicata ai Defibrillatori è un tema molto caldo, con un importante risvolto sociale. Avevamo ripreso questo argomento qualche settimana fa, in occasione di un servizio Striscia La Notizia. L’auspicio è che l’iva sui defibrillatori venga portata al più presto al 4%, l’obbligo di dotazione sia maggiormente diffuso ad altre categorie (non solo a società/associazioni sportive) ed anche lo svincolo dall’obbligatorietà dei corsi di formazione. #### Defibrillatore salvavite: 32enne in arresto cardiaco salvato grazie al DAE Nei giorni scorsi, un uomo di 32 anni in arresto cardiaco, è stato salvato grazie all’impiego tempestivo del defibrillatore. L’episodio si è verificato a Castelfranco Veneto, comune di 33mila abitanti della provincia di Treviso, in Veneto. Dopo aver pranzato, l’uomo si è recato alla Baita al Lago, noto locale del centro di Treviso, assieme ai suoi due amici, per fare poco dopo un bagno nelle fredde acque del lago. Da li a poco il malore. Ad accorgersi dell’accaduto sono stati i due bagnini, che sono subito intervenuti. Una volta riportato a terra, è stato verificato che l’uomo si trovava in arresto cardio-circolatorio, così hanno avviato da subito le manovre di primo soccorso, ed hanno impiegato il defibrillatore presente nella struttura, salvando l’uomo prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso del 118. L’uomo è stato in seguito trasportato in urgenza all’ospedale di Castelfranco per accertamenti. Il defibrillatore è l’unico strumento che può offrire una chance concreta di salvare una persona colta da arresto cardiaco improvviso. In Italia, ogni anno, 7 persone ogni ora muoiono per arresto cardiaco. Se viene impiegato tempestivamente le possibilità di sopravvivenza sono di circa il 70%. #### Defibrillatore samaritan PAD 500P qualità irrangiungibile In uno studio presentato di recente al Simposio di Scienze della Rianimazione 2013 (ReSS), organizzato dalla American Heart Association a Dallas in Texas e intitolato “Il feedback vocale in tempo reale fornito da un DAE è in grado di migliorare la qualità della rianimazione cardiopolmonare in corso di rianimazione d’emergenza?”,  il dottor Peter O’Hare, membro del team di ingegneri clinici in forza alla HeartSine, ha sottolineato come “Tutti i defibrillatore HeartSine siano provvisti di comandi vocali in più di 29 linguaggi allo scopo di guidare passo a passo il soccorritore, anche non professionale, l’intero processo di rianimazione. Il defibrillatore samaritan PAD 500P fornisce il feedback in tempo reale, informando il soccorritore sulla qualità delle manovre di rianimazione cardiopolmonare erogate ed invitandolo a comprimere “più velocemente”, “più lentamente”, o “in modo più energico” come pure a mantenere la qualità delle compressioni in caso esse siano adeguate. Abbiamo collezionato dati nel corso di 5 mesi, a partenza da tutti gli eventi verificatesi in cui era stato usato un dispositivo HeartSine durante le manovre di soccorso verificatesi della vittima ed abbiamo analizzato questi eventi per capire il modo in cui il soccorritore non formato rispondeva a queste istruzioni. I dati di questo studio mostrano come i comandi vocali migliorano significativamente la qualità della RCP effettuata dal soccorritore non formato”. #### Defibrillatore samaritan utilizzato in riva al mare salva una ragazza E’ sempre una soddisfazione enorme apprendere di vite salvate, ma quando è uno dei nostri defibrillatori a dare una seconda chance di vita, l’emozione è ancora maggiore. Il fatto è accaduto l’11 agosto a Rosolina Mare, una frazione del comune di Rosolina, all’interno del Parco del Delta del Po Veneto, in provincia di Rovigo. La ragazza tedesca di 25 anni si trovava in mare, non distante da riva, quando è stata colta da arresto cardiaco e ha perso i sensi. Immediato l’intervento del bagnino del Bagno Arcobaleno di Rosolina Mare, dopo essere stata avvistata dalla torretta di sorveglianza riversa in acqua faccia in giù. Il bagnino ha provveduto anche a allertare il proprio coordinatore Francesco Corradi che per la società Alto Adriatiko cura la sicurezza di Rosolina mare dal Camping Rosapineta nord al Camping Vittoria. I bagnini hanno così raggiunto e prelevato la ragazza con una moto d’acqua, trasportandola a riva per procedere con le manovre di rianimazione cardiopolmonare, in attesa del defibrillatore, un samaritan® PAD. Sono state necessarie ben 6 scariche prima che il cuore della ragazza riprendesse a battere. Cinque bagnini si sono occupati del recupero, soccorso e supporto per l’atterraggio all’elicottero del servizio Suem 118, che è potuto atterrare direttamente sul bagnasciuga. La ragazza in seguito è stata trasportata presso l’ospedale di Rovigo per accertamenti. L’evento non è stato rapido, poiché le scariche sono state 6, e tutto si è svolto con paziente e soccorritori bagnati, ed anche il defibrillatore è stato bagnato nelle fasi concitate dell’accaduto. Ad ogni modo i defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD, in tutte le 6 differenti versioni, hanno un indice di protezione contro polveri e liquidi IP56. Questo significa che questi dispositivi sono protetti contro forti getti d’acqua (e acqua di mare). Un defibrillatore che date le sue caratteristiche tecniche uniche nel loro genere, si rivela come il DAE più adatto per un impiego all’interno degli stabilimenti balneari. Un grande augurio per una pronta e completa ripresa alla ragazza, ai bagnini che si sono dimostrati preparati e efficaci, a coloro che hanno saputo scegliere il defibrillatore più adatto al contesto di impiego, aspetto che troppo spesso non viene valutato a fondo. #### Defibrillatore samaritan® salva ragazzo di 15 anni colto da arresto cardiaco mentre si trovava in acqua presso la spiaggia di Mezzavalle, Ancona Mercoledì 21 agosto a Mezzavalle (Ancona), un ragazzo è stato salvato con il tempestivo impiego del defibrillatore. Il ragazzo di 15 anni era stato soccorso in condizioni gravissime presso la spiaggia di Mezzavalle nel giorno di Ferragosto. A portarlo a riva era stato un poliziotto fuori servizio che si trovava in spiaggia con la compagna. I primi soccorsi sono stati prestati dal il padre del ragazzo, dal poliziotto, e dai bagnini che hanno effettuato le manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP) e impiegato il defibrillatore, fino al sopraggiungere del mezzo di soccorso avanzato (eliambulanza). E’ con grande soddisfazione che segnaliamo che il defibrillatore che ha salvato la vita al ragazzo è un nostro Stryker® samaritan® PAD, che ancora una volta ha svolto egregiamente il suo compito. In seguito al ripristino delle funzioni vitali il ragazzo è entrato in coma. Sei giorni dopo la buona notizia dall’ospedale: il ragazzo è uscito dal coma e non ha riportato danni celebrali. Si tratta di un 15enne di origini britanniche, in vacanza ad Ancona con la famiglia, colto da arresto cardiaco improvviso mentre stava facendo il bagno. Complimenti a tutti i soccorritori intervenuti. #### Defibrillatore semiautomatico: 4 modelli in 11 possibili differenti configurazioni Il gruppo Stryker®, racchiude oggi 2 tra i più grandi produttori mondiali di defibrillatori: Physio-Control® e HeartSine®, brand conosciuti per l’eccellenza dei propri dispositivi. La gamma di modelli e versioni dei defibrillatori del gruppo Stryker® è oggi la più vasta e completa rispetto a qualsiasi altro player. Per quanto riguarda il defibrillatore semiautomatico, infatti, è possibile scegliere tra 4 modelli e 11 possibili differenti configurazioni: Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi ITALIANO; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi bilingue; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi + 3G ITALIANO; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi + 3G bilingue; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® 1000 – ECG; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® 1000 – Base; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR Plus; Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P; Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P Connected (WiFi); Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 500P; Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 500P Connected (WiFi). Una grande gamma di modelli per coprire le più svariate esigenze. Emd112® offre supporto pre e post vendita, al fine di individuare la soluzione più adatta alle specifiche esigenze e contesto di installazione. Il prezzo del defibrillatore semiautomatico varia da modello a modello, in funzione delle caratteristiche dei dispositivi, tutti di grande qualità. Per poter fare valutazioni tra le varie marche, è importante sapere che il prezzo del defibrillatore semiautomatico è dato dal costo del defibrillatore semiautomatico + il costo della batteria e degli elettrodi all’interno del periodo di garanzia si un prodotto, nel caso dei DAE Stryker® di 8 anni. Spesso i DAE apperentemente più economici (e con meno garanzie..), risultano essere più costosi di altri con maggiori garanzie all’interno del ciclo di vita del prodotto. Se hai la necessità di acquistare uno o più defibrillatori semiautomatici, è utile sapere che i dispositivi sono presenti in pronta consegna presso i nostri magazzini, possiamo evadere grandi ordini, siamo presenti all’interno del portale per gli acquisti della Pubblica Amministrazione MEPA (puoi cercarci come Echoes Srl o con P. IVA 05432960481), per ciascun DAE disponiamo dei consumabili (batteria e elettrodi) e accessori (teche, segnaletica,..), offriamo il servizio di monitoraggio remoto e assistenza sui modelli connessi Emd112xTe, è compreso il servizio di segnalazione al termine del ciclo di vita di batteria e/o elettrodi per una pronta sostituzione, eroghiamo anche servizi di formazione primo soccorso e BLSD per l’abilitazione all’uso dei DAE.   Possono interessarti le seguenti guide e articoli tematici: https://www.emd112.it/blog/news/come-scegliere-un-defibrillatore-semiautomatico-costo-qualita-efficacia-garanzie-normativa/ https://www.emd112.it/blog/news/guida-all-acquisto-defibrillatore-semiautomatico/ https://www.emd112.it/blog/news/defibrillatore-automatico-o-semiautomatico-quale-acquistare/ https://www.emd112.it/blog/dae-e-cardioprotezione/defibrillatore-automatico/ https://www.emd112.it/blog/dae-e-cardioprotezione/defibrillatore-automatico-cose-e-come-funziona/ #### Defibrillatore semiautomatico: formati all’uso 70 agenti 7o nuovi angeli sulle strade nazionali. Sono gli  agenti e gli ufficiali del Corpo unico di polizia municipale dell’Unione Terre verdiane, che, grazie ad un importante finanziamento regionale, sono stati formati all’uso del defibrillatore semiautomatico per prestare un primo intervento di soccorso. L’operazione, portata avanti in collaborazione con il Centro di Formazione Fi-For di Fidenza, si è svolto per due giorni all’Ospedale di Fidenza. Tutti i cittadini dell’Unione Terre Verdiane potranno stare più tranquilli, avendo sicuramente una chance in più di vita. Come ha spiegato il presidente Utv Salvatore Iaconi Farina:”I dati ci dicono che ogni anno una persona su mille può essere colpita da morte improvvisa per arresto cardiaco: alcune persone possono essere salvate ma soprattutto si possono evitare lesioni cerebrali se è attiva e disponibile sul territorio la cosiddetta ‘catena della sopravvivenza’, una serie di interventi integrati e consecutivi messi in atto tempestivamente”. #### Defibrillatore Stryker® LIFEPAK® CR2 – cprINSIGHT™ Miglioramento delle performance del Soccorritore Laico grazie alla tecnologia del DAE Stryker® LIFEPAK® CR2. Hands on e qualità del Massaggio Cardiaco Esterno. Come abbiamo visto nel precedente articolo, le Linee Guida per la Rianimazione ERC sono maggiormente orientate a eseguire una RCP di qualità. Ci siamo quindi posti alcune domande per verificare quali siano le azioni concrete che supportino le indicazioni delle linee guida ERC: Quali sono le migliori “risposte” che le aziende di settore hanno fornito alle Linee Guida? In quale modo la tecnologia interviene per aiutare il “soccorritore della strada” mentre si appresta ad eseguire delle manovre mai fatte o messe in pratica solo per qualche ora in un corso di formazione? Stryker®, con la tecnologia cprINSIGHT™ ha concretamente risposto alle raccomandazioni che stressano l’importanza di effettuare una RCP di qualità riducendo al minimo le interruzioni, allo scopo di scongiurare quel danno cerebrale irreversibile che insorge e progredisce immediatamente dopo un ACC (come sopracitato). La Tecnologia CPR Insight™ è stata introdotta allo scopo di garantire continuità e qualità delle compressioni toraciche. Una risposta concreta alle indicazioni delle Linee Guida del Soccorso sull’importanza di interrompere il meno possibile il massaggio cardiaco al fine di evitare conseguenze disastrose per la prognosi del soggetto colpito da arresto cardiaco. Nelle procedure di rianimazione e defibrillazione pre-ospedaliera possono esserci interruzioni delle manovre obbligate oppure causate dalla scarsa conoscenza della materia che, associata allo stress psicofisico del soccorritore, aumenta la possibilità di commettere errori involontari. La sequenza BLSD prevista dalle Linee Guida ILCOR – ERC prevede che il soccorritore intervenga in sicurezza controllando lo stato di coscienza della vittima, la presenza di un respiro efficace (GAS) e, in assenza di queste due funzioni vitali di base, che si chiami (o si faccia chiamare) il soccorso sanitario (112/118) chiedendo contestualmente che venga portato un DAE, se disponibile. Dopo aver attivato i sanitari il soccorritore deve immediatamente iniziare le 30 compressioni toraciche intervallandole con 2 insufflazioni (queste ultime non raccomandate in questo periodo di emergenza COVID-19). La sequenza compressioni/ventilazioni si protrarrà fino all’arrivo del DAE e/o dei sanitari. Come già accennato, nelle prime fasi del soccorso, la differenza la compie il First Reponder il quale, grazie a una RCP senza interruzioni, aumenterà notevolmente la probabilità di sopravvivenza della vittima da ACC. Nell’esecuzione del massaggio cardiaco esterno le interruzioni dovrebbero essere minimizzate e limitate allo stretto tempo necessario a somministrare le due insufflazioni (della durata di un secondo ciascuna). In un ipotetico soccorso “perfetto” non dovrebbero quindi esserci preziosi secondi “persi” ma interruzioni necessarie. La corretta applicazione delle Linee Guida prevede infatti che si interrompano le compressioni toraciche per non più di 10 secondi per effettuare le ventilazioni e ogni qualvolta il DAE richieda una pausa per l’analisi del ritmo, per la ricarica del condensatore e per il tempo che intercorre prima e dopo la scarica (pre e post shock). Pause obbligate ma che comportano un trend negativo nel computo finale della percentuale di successo. La tecnologia CPR Insight™ del defibrillatore Stryker® LIFEPAK® CR2, progettata per analizzare il ritmo durante l’esecuzione di una RCP, ha di fatto azzerato il tempo Hands Off imposto dai comuni algoritmi in dotazione al resto dei DAE presenti sul mercato. L’esecuzione dell’analisi del defibrillatore durante una RCP riduce le pause delle compressioni toraciche inoltre, quando si determina che un ritmo non è sottoponibile a shock, la pausa per l’analisi viene del tutto eliminata a beneficio di una RCP continua. Se si determina quindi che il ritmo ECG è defibrillabile, il tempo di pausa viene accorciato per consentire al soccorritore di allontanarsi ed erogare lo shock che potrà essere somministrato immediatamente grazie al condensatore precaricato presente nel DAE CR2. La tecnologia cprINSIGHT™ soddisfa pienamente le indicazioni delle Linee Guida* che pongono grande enfasi sull’importanza di garantire continuità e qualità del massaggio cardiaco esterno al fine di scongiurare interruzioni che hanno conseguenze disastrose per la prognosi della vittima di ACC (*pause pre- e post-shock minori di 10 secondi e una percentuale del tempo totale delle manovre di BLS-D speso nell’esecuzione di compressioni toraciche (chest compression fraction) >60%, si associano a prognosi migliori). La tecnologia CPR Insight™ si basa su un algoritmo convalidato inserendo segmenti di ECG di pazienti in ACC per i quali è stata disposta una “scarica consigliata” o una “scarica NON consigliata”. Tali decisioni sono state poi confrontate con i pareri di tre esperti clinici sulla base di 2775 ECG ed Impedenza forniti da diversi servizi medici di emergenza di America e Europa, sulla base di 699 segmenti relativi a pazienti Pediatrici e da RCP effettuata manualmente o con il sistema di compressione toracica LUCAS®. Dopo l’uscita sul mercato del defibrillatore LIFEPAK® CR2 sono stati analizzati numerosi casi di ACC extraospedaliero in occasione dei quali la tecnologia cprINSIGHT™ ha “deciso” se erogare o non erogare uno shock nel 70% dei casi, raggiungendo una “sensibilità” (shock consigliato) di circa il 95% e una “specificità” (shock NON consigliato) del 100%. Un dato estrematamene significativo che ha permesso di rilevare una frazione di Compressione Toracica prossima al 90%, superando di gran lunga la percentuale del >60% che le Linee Guida del Soccorso associano a una maggiore prognosi di sopravvivenza. Tabella comparativa dei tempi del DAE CR2 in modalità CPR Insight™ attiva e spenta: Riga 1: CPR cprINSIGHT™ spento – shock consigliato Riga 2: modalità cprINSIGHT™ attivo – shock consigliato Riga 3: modalità cprINSIGHT™ spento – shock non consigliato Riga 4: modalità cprINSIGHT™ attivo – shock non consigliato   #### Defibrillatore usato? No, grazie. Navigando sul web alla ricerca di informazioni per l’acquisto di un defibrillatore, non è difficile imbattersi in annunci su defibrillatori usati. Ma siamo proprio sicuri che sia un affare? Una considerazione banale ma molto importante: il defibrillatore è un DISPOSITIVO SALVAVITA. Non si tratta, quindi, di acquistare un asciugacapelli, un robot da cucina, un frullatore, un televisore o un personal computer. Il defibrillatore serve per fare ripartire il cuore di una persona colpita da arresto cardiaco. E’ l’unico apparecchio in grado di svolgere questo compito. Se acquistiamo una televisione usata, nel caso dovesse funzionare male, o non funzionare affatto, avremmo “solamente” buttato via del denaro. Se acquistiamo un defibrillatore usato e poi questo non funziona, il problema dell’aver buttato via del denaro passa decisamente in secondo piano. Oltre a ciò, tralasciando il lato etico della questione, ci sono altri aspetti pratici da tenere assolutamente in considerazione. Ad esempio, se una persona muore a causa di un malfunzionamento del defibrillatore di seconda mano che abbiamo acquistato, e questo è fuori garanzia, quindi anche fuori dalla responsabilità del produttore, chi si prende la RESPONSABILITÀ CIVILE E PENALE dell’accaduto? Il defibrillatore usato che stai per acquistare è coperto da garanzia? Quale è lo stato di scadenza dei consumabili? Il dispositivo è stato mantenuto nelle condizioni operative ideali oppure non lo sappiamo con certezza? Sono state fatte le manutenzioni ordinarie (verifica funzionamento, sostituzione batterie e elettrodi alla scadenza, eventuali aggiornamenti software se disponibili o segnalati come necessari dall’azienda produttrice)? In definitiva, quanto è sicuro acquistare un defibrillatore usato (automatico o semiautomatico esterno) ? Noi riteniamo che il poco vantaggio economico che è possibile ottenere da un DAE usato non compensa le garanzie estremamente basse di funzionamento. Il vantaggio economico è da vedere all’interno del ciclo di vite del defibrillatore. Se acquistiamo un defibrillatore usato con garanzia di 6 anni al 4° anno di vita, oltre a dover verificare lo stato dei consumabili ed avere l’incertezza su come i precedenti proprietari lo abbiano mantenuto, avremo solo 2 anni di copertura della garanzia, e dopo? Dovremo acquistarne uno nuovo, oppure rischiare di avere uno strumento salvavita fuori garanzia con tutti i rischi e implicazioni del caso. Oggi è possibile dotarsi di defibrillatori  con formule di noleggio operativo, acquisto rateale o leasing. Non ha senso acquistare il defibrillatore economico (apparentemente, perchè è necessario considerare gli anni di garanzia, costo e frequenza di sostituzione dei consumabili), dobbiamo acquistare il dispositivo con maggiori garanzie, che avrà costi non molto lontani. Ad esempio un defibrillatore Stryker® samaritan® PAD 350P è in vendita a €1.400 iva compresa. Non è difficile trovarlo in vendita con le varie offerte periodiche a circa €1.200. Un defibrillatore di alta gamma come il samaritan® PAD 350P offre: ben 8 anni di garanzia sostituzione batteria/elettrodi dopo 4 anni (quindi 1 sola sostituzione nel ciclo di vita) una assicurazione contro malfunzionamenti di circa 14 Milioni di Euro numerosissime certificazioni internazionali, come la rigida FDA programma ForwardHeart®, che consiste nel donare un DAE a coloro che vengono salvati, che potranno destinarlo a chi desiderano nella propria comunità etc.. etc.. Un defibrillatore di alta gamma e con le massime garanzie come il samaritan® PAD 350P, può essere tuo con la formula del noleggio operatico circa €25/mese. Con una spesa di circa due pizze al mese EMD112 mette a disposizione dei propri clienti la possibilità di salvare vite umane acquistando un defibrillatore DAE con il miglior rapporto qualità/prezzo esistente sul mercato. Quanto vale la vita di una persona? Una valutazione superficiale del defibrillatore da acquistare oppure un risparmio minimo mette a rischio chi ne potrà avere bisogno..e voi. In Italia muoiono circa 60.000 persone all’anno a causa di un arresto cardiaco: una ogni circa 9 minuti. Con un defibrillatore a portata di mano la probabilità di sopravvivenza può arrivare sino all’80%. Questo significa avere la possibilità di poter salvare migliaia di persone ogni anno! Non sprechiamo l’opportunità di salvare delle vite, acquistiamo defibrillatori nuovi, in garanzia, tecnologicamente avanzati. Il costo si può abbattere con l’acquisto rateale.   #### Defibrillatore: come e quando si usa Vuoi sapere come si usa e quando si usa un DAE? Ecco un articolo completo sull’argomento. Il defibrillatore, sia esso manuale, automatico, semiautomatico o impiantabile, è un dispositivo che serve per defibrillare un paziente colpito da arresto cardiaco o da fibrillazione ventricolare. La defibrillazione, infatti, è una tecnica medica che prevede l’erogazione di una scarica elettrica al cuore del paziente per porre termine a un’aritmia o ad un arresto cardiaco mortale. In questo articolo tratteremo solamente i defibrillatori esterni, tralasciando, quindi, i dispositivi impiantabili. I defibrillatori automatici e semiautomatici esterni, detti anche DAE, si differenziano da quelli manuali per la loro capacità di rilevare automaticamente se è necessario o meno erogare una scarica elettrica al cuore del paziente. Quindi, se si è testimoni di un arresto cardiaco e si ha a disposizione un defibrillatore DAE, anche una persona laica, ossia un non professionista, può salvare la vittima. Vediamo come. Come utilizzare un defibrillatore Un defibrillatore, collegato ad una presa di corrente o funzionante mediante batteria, è un apparecchio in grado di somministrare scariche elettriche al cuore del paziente attraverso due elettrodi, ossia due piastre metalliche che vengono posizionate sul torace dello stesso. L’applicazione degli elettrodi può avvenire in diversi punti del busto, ma la posizione più frequente è la seguente: una piastra metallica sotto la spalla destra del paziente e l’altra appena sotto l’ascella sinistra. Naturalmente, però, l’utilizzo di un defibrillatore varia a seconda del modello che si sta utilizzando. Defibrillatore manuale come si usa Il defibrillatore manuale esterno è un dispositivo associato ad un elettrocardiografo e può essere utilizzato esclusivamente da personale medico. Dal punto di vista funzionale, associare il defibrillatore manuale a uno strumento in grado di effettuare un elettrocardiogramma è di fondamentale importanza. Infatti, in base al tracciato elettrocardiografico, il medico può decidere se erogare o meno una scarica elettrica al paziente ed, eventualmente, di quale entità. Per la specifica preparazione richiesta, e per altri motivi che non stiamo ad elencare, il defibrillatore manuale esterno è un dispositivo che si usa soltanto in ambito ospedaliero e in alcune ambulanze. Come si usa un defibrillatore semiautomatico esterno Il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) è un apparecchio costruito con una determinata tecnologia in grado di analizzare automaticamente il ritmo cardiaco di un soggetto e di stabilire se è necessario o meno erogare una scarica elettrica al cuore del paziente. Per tale motivo, questa tipologia di defibrillatore è utilizzabile anche da personale “laico”, cioè non medico, e, quindi, anche da un cittadino qualunque. All’operatore, infatti, non è affidata nessuna tipologia di diagnosi: è il dispositivo stesso, come detto poc’anzi, ad analizzare il ritmo cardiaco del paziente e ad indicare se è necessario o meno effettuare una defibrillazione. Generalmente, l’analisi del ritmo cardiaco richiede dai 10 ai 20 secondi di tempo e avviene per mezzo degli elettrodi che, questo sì, devono essere posizionati dall’operatore sul torace del paziente. Utilizzando un defibrillatore semiautomatico esterno, quindi, non è possibile erogare uno shock se il dispositivo stesso non ha stabilito che è necessario, perché il pulsante (di solito contrassegnato da un lampo) viene automaticamente bloccato. Quando invece ce n’è bisogno, all’operatore è richiesto solo di premere il pulsante di scarica, accertandosi che nessuno stia toccando il paziente. Secondo la legge italiana, in caso di emergenza chiunque può utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno, anche se non provvisto del patentino. I defibrillatori semiautomatici odierni, infatti, sono dotati di un sistema vocale che impartisce le istruzioni che rendono lo strumento utilizzabile in sicurezza anche da chi non ha il patentino. Attualmente, con un corso di 6-8 ore totali, comprensivo di una parte teorica e di una parte pratica, chiunque può imparare a utilizzare correttamente un defibrillatore semiautomatico esterno. Chi partecipa a questi corsi (corsi di formazione BLS-D, Basic Life Support and Defibrillation), e quindi ottiene il patentino per il defibrillatore, fra l’altro, riceve istruzioni anche su come provvedere alla rianimazione cardiopolmonare, procedura complementare alla defibrillazione. Come si usa il defibrillatore automatico esterno Il defibrillatore automatico esterno (detto DAE anch’esso) è capace, autonomamente, di analizzare il ritmo cardiaco del paziente, di stabilire se è necessario o meno erogare una scarica elettrica e di emetterla senza alcuna digitazione di pulsanti da parte dell’utente soccorritore. In altre parole, chi usa un defibrillatore automatico deve soltanto azionare lo strumento, posizionare le piastre metalliche sull’individuo che necessita della defibrillazione e lasciare che il dispositivo faccia le sue operazioni. Defibrillatore: quando si usa La defibrillazione precoce e la rianimazione cardiopolmonare (RCP) sono due procedure mediche che possono salvare la vita di chi è vittima di un arresto cardiaco. Una persona che perde conoscenza, che non risponde e che non respira, potrebbe essere stata colpita da un arresto cardiaco. Quando il cuore non pompa il sangue in maniera adeguata, e quindi in maniera efficace, i tessuti non ricevono ossigeno a sufficienza e vanno incontro a danni (talvolta anche irreversibili) che possono portare rapidamente alla morte. Se una persona in queste condizioni viene soccorsa tempestivamente (cioè entro 3-5 minuti dall’evento) mediante opportune manovre di rianimazione cardiopolmonare e mediante l’utilizzo di un defibrillatore DAE, le possibilità di sopravvivere raddoppiano o, addirittura, triplicano. Certo, ci vuole, oltre al massaggio cardiaco, un defibrillatore DAE a portata di mano. Ogni anno circa 60.000 persone in Italia e 400.000 in Europa vengono colpite da arresto cardiaco improvviso e nel 70% dei casi ciò avviene in presenza di testimoni. Ma solo nel 15% dei casi i presenti iniziano subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare e solo 1 su 100 utilizza un defibrillatore automatico o semiautomatico esterno. Se questa percentuale aumentasse, si potrebbero salvare migliaia di vite ogni anno (ovvero circa il 40% dei casi). Pertanto, concludendo, in caso di arresto cardiaco è fondamentale chiamare prima di tutto il 118 e iniziare subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ma soprattutto, non appena lo si ha a disposizione, è di vitale importanza utilizzare un defibrillatore, l’unico strumento in grado di far ripartire il cuore. Se vuoi approfondire l’argomento, leggi questo articolo sul defibrillatore. #### Defibrillatore: Come funziona La Morte Improvvisa colpisce chiunque e dovunque: per strada, al bar e nei luoghi pubblici, sui campi di gioco e nelle strutture sportive, nei luoghi di lavoro e di studio, alla guida del proprio mezzo di trasporto. Studi recenti dimostrano che le morti improvvise cardiache nella popolazione sopra i 35 anni siano 1 ogni 1000 abitanti per anno, circa 50.000 per anno nel nostro paese considerando l´intera popolazione. Il 70% delle morti cardiache improvvise si verifica fuori ospedale. Non tutti però sanno che salvarsi da un arresto cardiaco improvviso è possibile. Come? La risposta è: defibrillazione precoce, cioè la tempestiva erogazione di uno shock elettrico da parte di un defibrillatore DAE. L’intervento nei primi 4 minuti dall’arresto cardiaco è fondamentale, se si considera che le possibilità di salvare la vittima diminuiscono del 10 per cento per ogni minuto trascorso. Ma come funziona un defibrillatore? È presto detto, come dimostra il samaritan PAD apparecchio salvavita di primo soccorso studiato per essere utilizzato anche da personale non sanitario e per supportarlo in ogni fase del soccorso in modo semplice ed intuitivo. Il suo design unico include infatti icone led interattive integrate su pittogrammi che indicano chiaramente all’utilizzatore le manovre da compiere. Gli avvisi vocali sono chiari e realizzati attraverso una sintesi audio digitale di ottima qualità, sincronizzata secondo le reali tempistiche operative di un soccorritore di medio/basso livello. COME FUNZIONA – ACCENSIONE: Un solo tasto ON/OFF per l’accensione e lo spegnimento del dispositivo. Basta premerlo per attivare il defibrillatore ed avviare la procedura di soccorso. – “Chiamare l’assistenza medica. Rimuovere gli indumenti affinché il torace del paziente sia nudo. Tirare la linguetta verde per rimuovere gli elettrodi.” Gli avvisi vocali e visuali supportano subito il soccorritore nelle prime operazioni da compiere in presenza di un arresto cardiaco. – “Staccare gli elettrodi. Applicare gli elettrodi sul torace nudo come mostrato nella figura. Premere saldamente gli elettrodi sulla pelle nuda del paziente.” Anche le operazioni di posizionamento delle piastre di defibrillazione sono supportate dagli annunci vocali e dai pittogrammi luminosi lampeggianti. – “Valutazione del ritmo cardiaco. Non toccare il paziente! Analisi in corso.” I defibrillatori HeartSine iniziano l’attività di analisi del ritmo cardiaco non appena il secondo elettrodo è stato posizionato sul torace del paziente. Bastano 4 secondi di analisi per determinare la presenza di un’aritmia cardiaca e la conseguente necessità di defibrillazione – “Allontanarsi dal paziente, shock consigliato!” In presenza di un’aritmia cardiaca defibrillabile, il tasto SHOCK si illumina indicando al soccorritore che il dispositivo è pronto per l’erogazione della scarica. I defibrillatori HeartSine offrono le migliori performance operative sul mercato: sono pronti a defibrillare dopo solo 12 secondi dall’avvio dell’analisi del ritmo cardiaco. – “Premere ora il pulsante arancione shock!” All’utilizzatore il solo compito di confermare l’erogazione della scarica premendo l’apposito tasto, dopo aver verificato le condizioni di sicurezza della scena del soccorso. Il tasto SHOCK rimane attivo per 15 secondi, ma un’eventuale modifica del ritmo cardiaco del paziente verrà subito monitorata dal DAE che provvederà, se necessario, all’immediata disattivazione del pulsante di scarica. – “Shock erogato! Il paziente può essere toccato con sicurezza. Iniziare la RCP: posizionare le mani sovrapposte al centro del torace. Premere sul torace seguendo il metronomo. Restare calmi!”. Le manovre di rianimazione eseguite dal soccorritore sono supportate grazie alla cadenza fornita dalla funzione metronomo del DAE HeartSine. Il samaritan PAD 500P offre inoltre l’esclusiva funzione di RCP Advisor che indica al soccorritore l’efficacia del massaggio cardiaco effettuato e ne corregge gli eventuali errori di esecuzione grazie a semplici messaggi vocali come “Premere più forte”, “Premere più velocemente”, “Premere più lentamente”. – “Interrompere l’ RCP. Valutazione del ritmo cardiaco. Non toccare il paziente! Analisi in corso.” I DAE offerti da EMD112 sono conformi alle più recenti Linee Guida AHA/ERC sulla RCP. Dopo il ciclo di rianimazione previsto, informano il soccorritore sulla necessità di eseguire nuovamente l’analisi clinica del ritmo cardiaco del paziente per valutare se procedere all’erogazione di una nuova scarica oppure continuare semplicemente con il massaggio cardiaco fino all’arrivo dei servizi d’emergenza. #### Defibrillatore: come sceglierlo Come comportarsi davanti al rischio di morte cardiaca improvvisa? In genere non essendoci molto tempo per reagire o pensare, è importante trovarsi con un defibrillatore a portata di mano, l’unico strumento salvavita in grado di riavviare il cuore. I più diffusi e attendibili sono i defibrillatori HeartSine, tecnologicamente avanzati e facili da usare: il sofisticato algoritmo di analisi del ritmo determina la corretta erogazione della scarica, mentre la tecnologia SCOPE permette di ottenere il massimo dell’efficacia con la minima potenza necessaria ed i comandi visivi e vocali guidano l´utente passo-passo attraverso il processo di soccorso. In particolare, i samaritan PAD sono i più leggeri, compatti e resistenti di tutta l’industria: il loro indice di protezione IP56 garantisce infatti il massimo livello di resistenza ad acqua e polvere reperibile in commercio. Come sceglierli? Basta dare un’occhiata in giro e decidere per quello più adatto alle proprie esigenze: ce ne sono di tutti i tipi e a prezzi diversi, per soccorritori esperti e meno. PDU 400 Concepito per l’uso domiciliare da parte del cardiopatico con fattori di rischio noti o presunti, il PDU 400 è un dispositivo monouso che può erogare oltre 30 scosse: viene consegnato completo di elettrodi integrati e batteria ed ha una garanzia di cinque anni. Il PDU 400 offre tutto quello che serve in una sola unità per salvare la vita di un amico o un familiare. samaritan PAD 350P con Metronomo RCP Pensato per l’uso da parte del soccorritore addestrato (laico o sanitario), il 350P permette di salvare la vita in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento in virtù del suo metronomo RCP al quale si affiancano comandi, vocali e visivi, precisi e puntuali su quando effettuare le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ha 10 anni di garanzia. samaritan PAD 500P con industria Advisor RCP Pensato per l’uso da parte del soccorritore occasionale o inesperto, il 500P si basa sulla stessa tecnologia del 350P, alla quale affianca l’innovativo Advisor RCP. Tramite il cardiogramma ad impedenza, l’Advisor RCP permette al 500P di fornire al soccorritore il feedback sull’esito che le compressioni effettuate sulla vittima hanno sull’impedenza toracica. Siccome quest’ultima ha correlazione diretta con il riempimento aortico, essa permette di valutare se la qualità delle manovre di rianimazione erogate dal soccorritore è sufficiente a mantenere una circolazione sanguigna efficace e, se così non è, il dispositivo istruisce il soccorritore su come modificare le proprie manovre in modo tale da essere il più incisivo possibile. samaritan PAD Trainers Gli HeartSine samaritan PAD Trainers, nelle due versioni 350P e 500P, sono i corrispettivi didattici degli HeartSine samaritan PAD. Essendo facili da usare, permettono all’istruttore di focalizzarsi al massimo sulle esigenze di apprendimento dei discenti. #### Defibrillatore: l’ ‘antidoto’ all’arresto cardiaco Il defibrillatore? Il rimedio giusto a quasi 50 mila morti improvvise all’anno nel nostro paese. Parola di Maurizio Santomauro, presidente del Giac (Gruppo emergenze cardiologiche italiano) che durante una recente intervista all’Adnkronos Salute spiega: “Morti improvvise che nel 40% dei casi si potrebbero evitare, grazie alla presenza di un defibrillatore semiautomatico e di personale addestrato a intervenire, in attesa del 118. Se in ogni megastore o grande magazzino fosse presente un defibrillatore raggiungibile in 4 minuti da ogni punto dell’esercizio, con personale formato ad hoc, tantissime morti si potrebbero evitare”. Da tempo ormai la Giac è impegnata in una lunga battaglia per la diffusione dei defibrillatori nei luoghi affollati. “Il decreto legislativo Fazio-Tremonti del 2011 poneva le basi per la diffusione di questi preziosi apparecchi salvavita, ma purtroppo il defibrillatore è ancora facoltativo: fino a quando non sarà obbligatorio, non resta che affidarsi alla sensibilità dei datori di lavoro – continua a spiegare Santomauro –Bisogna puntare sui defibrillatori che andrebbero distribuiti all’interno dei grandi centri commerciali in modo da essere raggiungibili in 4 minuti al massimo: questi sono minuti chiave per un intervento salvacuore in attesa del pronto soccorso”. Le possibilità di salvare una persona colpita da arresto cardiaco infatti, diminuiscono del 10 per cento per ogni minuto trascorso. E dopo soltanto 5 minuti le possibilità di salvezza scendono al 50 per cento; in Italia è calcolato che il tempo medio d’intervento di un’autoambulanza, dal momento della chiamata all’arrivo dal paziente da soccorrere, è di circa 13/15 minuti. È chiaro quindi che solo l´intervento immediato e l´utilizzo di un defibrillatore possono offrire alla vittima delle possibilità di salvezza. La distribuzione di DAE andrebbe studiata attentamente, e pubblicizzata anche all’interno degli esercizi. “Ogni apparecchio costa mille euro circa, e da circa un mese una disposizione Inps stabilisce detrazioni fiscali per i datori di lavoro che li acquistano. C’è poi da mettere in conto il costo del personale formato: 80-150 euro a persona. Anche in questo caso la crisi non aiuta: con il boom di contratti a progetto e temporanei che c’è ora, si rischia di formare personale che poi va via, e tutto ricomincia da capo”. “Occorre programmare attentamente questo tipo di intervento, ma il vantaggio in termini di vite salvate sarebbe straordinario”. Se ne parlerà a Nizza al Congresso in programma il 20-21 giugno. “Luoghi di lavoro, ma anche farmacie possono essere coinvolte per avere sempre un defibrillatore e personale abilitato a usarlo in punti molto frequentati delle città”. #### Defibrillatore: l’obbligo c’è, ma non tutti gli impianti sportivi lo hanno a disposizione Il primo luglio 2017 è finalmente entrato in vigore il Decreto Balduzzi. Per legge, dunque, tutte le associazioni sportive dilettantistiche devono essere in possesso di un defibrillatore DAE e di personale addetto al suo utilizzo. Ma ad oggi non tutti gli impianti sportivi ne sono provvisti. Ne è testimone Paolo Zanini, 13 anni, colpito da arresto cardiaco sabato 8 luglio mentre stava disputando una partita di calcio a Porzano di Leno, nel bresciano. Il defibrillatore non c’era e mancava anche un’ambulanza in loco, ma sugli spalti, fortunatamente, erano presenti due infermieri e un medico «in borghese» che lo hanno soccorso tempestivamente praticandogli il massaggio cardiaco. Una volta giunti sul posto i soccorritori del 118, circa 10 minuti dopo il malore, il ragazzino è stato defibrillato e trasportato in elisoccorso al Civile di Brescia. Dopo una notte in coma farmacologico, Paolo è stato svegliato e le sue condizioni sono via via migliorate. Ha riconosciuto i suoi genitori che commossi hanno voluto ringraziare gli eroi che hanno salvato la vita al proprio figlio. Già, perché grazie al loro massaggio cardiaco sono riusciti ad ossigenare tutti gli organi vitali del 13enne sino all’arrivo del defibrillatore. In questo modo, Paolo non ha riportato danni cerebrali. Il ragazzino oggi è stato dimesso e spera di poter tornare presto a giocare. In tanti sperano che la mancanza del defibrillatore non si ripeta più in alcun torneo estivo, ma intanto il Codacons ha depositato sul tema un esposto in Procura. Anche noi ci auguriamo che al più presto tutti gli impianti sportivi, obbligati o meno dalla Legge, provvedano a dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno. Paolo è stato fortunato, ma è sempre meglio non sfidare la sorte! Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/sport/17_luglio_15/13enne-arresto-cardiaco-torneo-leno-calcio-paolo-zanini-salvo-4dade9e4-6948-11e7-8ca5-a296e06be357.shtml #### Defibrillatore: la manutenzione Defibrillatore sicuro? Oltre al rispetto dei parametri di legge la parola chiave è manutenzione. L’acquisto di  un DAE presuppone infatti dei regolari controlli per assicurarsi che sia efficiente e che funzioni correttamente. Cosa fare quindi? È presto detto: poiché tutti i DAE prevedono qualche funzione di autotest, i controlli da effettuare sono davvero pochi. Il più semplice di tutti è prendere l’abitudine di passare davanti al DAE a cadenza giornaliera e controllare che: La segnaletica sia ancora presente. Il dispositivo sia conservato nella teca che – solitamente – lo contiene La spia di stato del DAE indichi che è tutto correttamente funzionante. Nei modelli samaritan, il led di stato deve lampeggiare sul verde. Periodicamente, vanno controllate anche le date di scadenza dei consumabili dell’apparecchio, cioè batteria ed elettrodi. Solo i samaritan hanno un solo consumabile brevettato, costituito da un’unica cartuccia comprensiva di batteria ed elettrodi, da rimpiazzare ogni 4 anni: tutti gli altri hanno la batteria separata dagli elettrodi, con scadenze diverse e risultano quindi più difficili, oltre che più costosi, da controllare. Il software del dispositivo va inoltre aggiornato secondo le più recenti linee guida ILCOR/AHA. Per alcune marche è necessario l’intervento del tecnico – per altre no. I samaritan possono essere facilmente aggiornati tramite cavetto USB HeartSine (connessione ad Internet e computer provvisto di sistema operativo Windows) oppure attraverso il kit di aggiornamento comprensivo di cavetto e CD, acquistabile nei punti vendita specializzati. I defibrillatori semiautomatici non hanno bisogno di un tecnico se non in quei casi in cui siano soggetti a malfunzionamento. n particolare, per i samaritan sia il cambio del consumabile che l’aggiornamento software possono essere effettuati da chiunque.   #### Defibrillatore: quali controlli effettuare È l’unico apparecchio salvavita in grado di riavviare il cuore di chi viene colpito da arresto cardiaco e dallo scorso anno è diventato obbligatorio per ogni centro sportivo averne uno. È il defibrillatore. Trovarsene uno a portata di mano è diventato di fondamentale importanza, soprattutto se si considera che nella maggior parte dei casi il 70% delle morti cardiache improvvise si verifica fuori da un ospedale. Scegliere e acquistare defibrillatori è oggi semplice, grazie alla presenza sul mercato di diverse tipologie che prevedono l’utilizzo anche da parte di soccorritori non esperti. Ma una volta acquistato a quali controlli è necessario sottoporre un defibrillatore perché sia sempre al massimo dell’efficienza? Un’analisi della FDA americana pubblicata sugli Annals of Emergency Medicineha ha dimostrato che ben 1284 DAE in 15 anni non hanno funzionato correttamente per cause da imputarsi a manutenzione mancata o erronea. Fermo restando che si deve, sempre e comunque, controllare che la presenza del DAE sia segnalata in conformità agli obblighi di legge e che l’apparecchio sia effettivamente disponibile, i controlli necessari al suo corretto funzionamento possono essere suddivisi come segue: – Controlli che la macchina effettua da sé: ogni marca ed ogni modello di DAE effettuano analisi automatiche periodiche a cadenze regolari per collaudare i circuiti più importanti e la stato di carica della batteria, di fatto assicurandosi che la macchina sia in grado di scaricare efficacemente qualora se ne presentasse il bisogno. Se viene rilevato un problema, compare il simbolo di manutenzione fino a che non si procede alla manutenzione straordinaria; – Manutenzione ordinaria, che – di solito – può essere effettuata da personale non tecnico: consiste nel controllare che il DAE sia integro, che la spia di malfunzionamento non sia accesa e che non si approssimi la data di scadenza dei consumabili; – Manutenzione straordinaria, che viene eseguita periodicamente da un tecnico incaricato, nei casi in cui la macchina segnali il malfunzionamento, sia disponibile una versione più aggiornata del software, oppure subito dopo il suo uso.   #### Defibrillatore: tutto quello che c’è da sapere In maniera molto generica, il defibrillatore è un dispositivo elettronico salvavita che permette l’esecuzione della defibrillazione elettrica, procedura di tipo medico che, mediante la somministrazione di scariche elettriche al cuore, ha come finalità il ripristino di un ritmo cardiaco normale e stabile in pazienti che presentano un’aritmia maligna responsabile di un arresto cardiaco (ossia, una tachicardia ventricolare senza polso o una fibrillazione ventricolare). Difatti, una persona che all’improvviso perde conoscenza, che non risponde agli stimoli esterni e che non respira autonomamente potrebbe essere stata colpita da un arresto cardiaco. Quando il cuore non riesce a pompare il sangue in maniera adeguata verso gli organi che compongono il nostro corpo umani, i tessuti, non ricevendo ossigeno, vanno incontro a danni, talvolta permanenti e irreversibili, che possono portare rapidamente alla morte. Fig. 1 – Arresto cardiaco. In queste condizioni, se il paziente viene soccorso con un massaggio cardiaco e mediante l’utilizzo di un defibrillatore entro 3-5 minuti al massimo dall’evento, la probabilità che sopravviva può arrivare fino all’80%. Se pensiamo che in Italia, ogni anno, vengono colpite da arresto cardiaco improvviso circa 70.000 persone e nel 70% dei casi questo accade in presenza di testimoni, è molto semplice capire che con un defibrillatore a portata di mano si potrebbero salvare anche il 40% dei casi, cioè migliaia di persone. COS’È IL DEFIBRILLATORE Semplificando molto, il defibrillatore è un dispositivo elettrico in grado di erogare una o più scariche elettriche al cuore del paziente. Da un punto di vista prettamente scientifico e specialistico, invece, il defibrillatore è uno strumento in grado di depolarizzare il tessuto muscolare del cuore (il miocardio), ristabilendo il normale ritmo cardiaco imposto dal nodo seno atriale, ossia dall’atrio destro. Alimentato a batteria o mediante presa di corrente, il defibrillatore è generalmente composto da un’unità centrale dedicata all’analisi del ritmo cardiaco del paziente e da due elettrodi (o piastre metalliche) attraverso i quali vengono trasmesse le scariche elettriche al torace dello stesso. L’applicazione degli elettrodi può avvenire in diversi punti del busto. Nella maggior parte dei casi, una delle due piastre metalliche viene posizionata appena sotto la spalla destra, mentre l’altra viene collocata appena sotto l’ascella sinistra. È possibile, altresì, posizionare uno dei due elettrodi al centro del petto e l’altro sulla schiena, in posizione opposta al primo; ed, infine, uno appena sotto l’ascella destra e l’altro appena sotto l’ascella sinistra. TIPOLOGIE E UTILIZZO Sono quattro le principali tipologie di defibrillatore: defibrillatore manuale defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) defibrillatore automatico esterno (DAE) defibrillatore impiantabile o automatico interno Quest’ultimo, però, è uno strumento molto particolare, che, per dimensioni e modalità di utilizzo, ricorda più un pacemaker che non un generico defibrillatore. Fig. 2 – Defibrillatore manuale DEFIBRILLATORE MANUALE ESTERNO Il defibrillatore manuale esterno, o più semplicemente defibrillatore manuale, è un defibrillatore coniugato ad un elettrocardiografo che funziona esclusivamente sotto la guida di un operatore medico. Infatti, è in base al tracciato elettrocardiografico risultante dall’analisi del ritmo cardiaco del paziente che l’operatore medico decide se e quale scarica elettrica erogare al cuore dello stesso. L’utilizzo corretto del defibrillatore manuale richiede, quindi, una preparazione specifica sia su come funziona lo strumento per la defibrillazione, sia su come funziona un elettrocardiografo. Pertanto, il defibrillatore manuale esterno è un dispositivo che trova impiego, generalmente, solo in ambito ospedaliero o in alcune ambulanze. DEFIBRILLATORE SEMIAUTOMATICO ESTERNO (DAE) Il defibrillatore semiautomatico esterno, noto anche come defibrillatore semiautomatico o semplicemente come defibrillatore DAE, è un dispositivo salvavita in grado di rilevare autonomamente le alterazioni del ritmo della frequenza cardiaca del paziente, stabilendo se sia necessario o meno erogare una Fig. 3 – Defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). scarica elettrica al cuore dello stesso. Le uniche azioni da compiere, quindi, sono soltanto due: posizionare gli elettrodi sul torace del paziente e accendere il dispositivo. Eseguite queste operazioni, il defibrillatore effettuerà un’analisi del ritmo cardiaco del paziente, che, a seconda del modello a disposizione, può richiedere dai 10 ai 20 secondi. Successivamente, se il dispositivo ne rileverà la necessità, si predisporrà per erogare uno shock elettrico. Soltanto in questo caso, quindi, e accertandosi che nessuno stia toccando l’individuo, l’operatore dovrà premere il pulsante per somministrare la scarica elettrica al cuore del paziente, generalmente contrassegnato da un lampo. Da notare una cosa importantissima: nel caso in cui il defibrillatore non rilevi lo stato di arresto cardiaco del paziente, non sarà in alcun modo possibile effettuare la defibrillazione, nemmeno premendo ripetutamente il pulsante dello shock. Per questo motivo, assieme al fatto che sono estremamente intuitivi e semplici da utilizzare, i defibrillatori semiautomatici esterni disponibili oggi sul mercato richiedono una preparazione minima per poterli adoperare correttamente. Con un corso della durata di 6-8 ore totali, comprensivo di una parte teorica e di una parte pratica, chiunque può imparare a utilizzare correttamente un defibrillatore semiautomatico esterno. Fra l’altro, chi partecipa a questi corsi per l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico, riceve istruzioni dettagliate anche su come provvedere alla rianimazione cardiopolmonare (RCP), procedura complementare alla defibrillazione (corso BLS-D). Fig. 4 – Defibrillatore automatico. DEFIBRILLATORE AUTOMATICO ESTERNO (DAE) Il defibrillatore automatico esterno, conosciuto anche come defibrillatore automatico o defibrillatore DAE anch’esso, è un dispositivo salvavita capace di analizzare la frequenza cardiaca del paziente, di stabilire la necessità e la tipologia di scarica elettrica da somministrare allo stesso, ed, eventualmente, di attuare la defibrillazione senza che l’operatore digiti alcun pulsante. In altre parole, colui che si appresta ad usare un defibrillatore automatico esterno deve solamente azionare lo strumento e posizionare gli elettrodi sul torace dell’individuo, lasciando che il dispositivo stesso compia le operazioni necessarie. Attualmente, in Italia, rispetto ai modelli semiautomatici, i defibrillatori automatici esterni sono molto meno diffusi. DEFIBRILLATORE CARDIACO IMPIANTABILE Il defibrillatore cardiaco impiantabile, o defibrillatore automatico interno, è un defibrillatore dalle dimensioni ridotte capace di monitorare il ritmo cardiaco di un individuo e impartendo una scarica elettrica al suo cuore qualora se ne presentasse il bisogno. Come accennato in precedenza, il defibrillatore cardiaco impiantabile assomiglia molto a un pacemaker. Infatti, come quest’ultimo, richiede un intervento chirurgico per il suo inserimento sottocutaneo, è unito al cuore per mezzo di elettrocateteri, e, una volta installato, un cardiologo deve programmarlo attraverso un dispositivo computerizzato appositamente studiato allo scopo. Per ovvie ragioni, la programmazione dipende dal disturbo cardiaco che affligge il paziente. DEFIBRILLATORE: QUANDO È OBBLIGATORIO Il defibrillatore DAE è uno strumento salvavita diventato obbligatorio per molte realtà. Mentre per le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, il defibrillatore è obbligatorio per legge, esistono diverse situazioni in cui il defibrillatore non è obbligatorio, ma fortemente consigliato. Di seguito i dettagli. Legge sul defibrillatore Con la legge n. 120 del 3 aprile 2001 il nostro Paese, per la prima volta, ha regolamentato l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni su tutto il territorio nazionale. Tale disposizione afferma che: “È consentito l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.” Al di fuori degli ospedali, quindi, era prevista la presenza del solo defibrillatore semiautomatico esterno, e non di quello automatico. Con la nuova legge approvata alla camera il 30 luglio scorso, il DDL S. 1441, denominato “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero”, si vuole invece favorire la progressiva diffusione e utilizzazione sia dei defibrillatori semiautomatici esterni che di quelli completamente automatici. Attualmente il decreto è fermo in Senato, in attesa dell’approvazione finale. Decreto Balduzzi Per quanto riguarda le società sportive, la Legge prevede l’obbligo di avere un defibrillatore semiautomatico esterno all’interno dell’impianto sportivo. A seguito del caso del calciatore del Livorno Piermario Morosini, morto in campo per arresto cardiaco il 14 aprile 2012, è infatti scattato il Decreto Balduzzi. Con il Decreto Balduzzi, le società sportive professionistiche e le società sportive dilettantistiche hanno l’obbligo di dotarsi di un defibrillatore: le prime dal 20 luglio 2013, le seconde dal 1° luglio 2017. Ma la legge non riguarda tutti gli sport. Difatti, non sono obbligate ad avere il defibrillatore tutte le società sportive dilettantistiche che svolgono attività sportive con un ridotto impegno cardiocircolatorio, come ad esempio le bocce, il biliardo, il golf, la caccia sportiva, la pesca, gli sport di tiro, i giochi da tavolo e gli sport assimilabili. Luoghi in cui è consigliato il defibrillatore Fino a quando non verrà approvato in Senato il succitato DDL S. 1441 dl 2019, rimane valido il DECRETO 18 marzo 2011 nel quale il Ministero della Salute ha elencato i criteri per la distribuzione dei defibrillatori semiautomatici sul territorio nazionale. Seguendo questi criteri, le aree più consigliate per posizionare un defibrillatore sono le seguenti: i luoghi con elevati flussi di persone o attività a rischio, come aeroporti, stazioni di treni, stazioni di autobus, eccetera; i luoghi che richiamano un’alta affluenza di persone come centri commerciali, ipermercati, alberghi, ristoranti, eccetera; i luoghi in cui si praticano attività ricreative ludiche come auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco, eccetera; le farmacie, per l’alta affluenza di persone e per la loro diffusione capillare in paesi e città; nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, nei poliambulatori e negli ambulatori medici; nei luoghi isolati e nelle zone disagiate, anche se scarsamente popolate, perché i soccorsi non riuscirebbero ad arrivare nei tempi utili; negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori, nei centri di permanenza temporanea e nei centri di assistenza. Inoltre: nei mezzi di soccorso sanitario a disposizione del 118; nei mezzi di soccorso sanitario di volontariato, della Croce Rossa Italiana e della Protezione Civile; nei mezzi aerei e navali adibiti al soccorso e al trasporto degli infermi; nelle ambulanze che effettuano il servizio di assistenza e trasporto sanitario. È consigliata la presenza dei defibrillatori DAE anche nei mezzi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo della Guardia di Finanza, della Polizia locale, del Soccorso alpino e della Capitanerie di Porto. PREZZO DEFIBRILLATORE Del costo di un defibrillatore DAE ne avevamo già discusso in questo articolo, che vi invitiamo a rileggere. Comunque, molto brevemente, sul mercato sono presenti diversi defibrillatori prodotti da numerose aziende, con prezzi che variano dai 700 ai 2.000 euro. Ma poiché si tratta di dispositivi salvavita, durante l’acquisto riteniamo che sia di fondamentale importanza tenere bene in considerazione il rapporto QUALITÀ/PREZZO. Non tutti i defibrillatori, infatti, hanno le stesse performance e le stesse garanzie. E non tutti i DAE disponibili in commercio presentano la stessa semplicità di utilizzo. AVVERTENZE La più importante avvertenza relativa all’utilizzo di tutte le tipologie di defibrillatore è quella di tenersi a debita distanza dal paziente nel momento in cui viene erogata la scarica elettrica. Difatti, se una persona tocca il paziente durante la somministrazione dello shock elettrico, assorbe anch’essa parte della scarica impartita e potrebbe sviluppare un’aritmia più o meno grave. APPROFONDIMENTI https://www.heartsinepad.it/news/defibrillatore-automatico-o-semiautomatico-quale-acquistare/ https://www.heartsinepad.it/news/guida-all-acquisto-defibrillatore-semiautomatico/ https://www.heartsinepad.it/news/defibrillatori-dae-automatici-esterni-defibrillatori-dae-semiautomatici-esterni/ #### Defibrillatori al Carnevale di Viareggio Anche il Carnevale di Viareggio si attrezza per la cardioprotezione. Come? Grazie alla ormai consolidata collaborazione dello storica manifestazione con Rete Imprese Balneari. Otto defibrillatori cardiaci di primo soccorso saranno così messi a disposizione dell’ evento che si svolgerà dal 16 febbraio al 9 marzo. L’ennesimo accordo che manifesta l’importanza della presenza di postazioni DAE in luoghi pubblici, l’unico strumento, insieme al massaggio cardiaco, in grado di salvare chi è stato colpito da un arresto cardiaco. I defibrillatori, dislocati in punti strategici, verranno inseriti nel piano di tutela sanitaria del Carnevale e potranno essere utilizzati in caso di emergenza durante i cinque corsi mascherati. L’attenzione dedicata dal litorale versiliese alla sicurezza del proprio cuore prosegue quindi il progetto iniziato nel 2011 con “Spiagge Amiche e Sicure”, una garanzia per i versiliesi e i turisti presenti su tutto il territorio, non solo  nel periodo estivo ma anche in quello invernale. #### Defibrillatori con garanzia scaduta, sono ancora efficaci? Quali sono le implicazioni se non funzionano al bisogno? I defibrillatori in commercio hanno una copertura di garanzia molto variabile tra loro, da 2 a 10 anni. Nel caso della Legge 8 novembre 2012, n. 189 (ex Decreto Balduzzi), che ne definisce l’obbligo per società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche, è esplicitato che le società, oltre alla dotazione dei DAE, devono garantirne anche il corretto funzionamento, dovendo quindi provvedere alla manutenzione periodica del dispositivo. Per quanto riguarda la manutenzione del defibrillatore vi invitiamo a leggere la guida informativa pubblicata nel blog. Tuttavia, la manutenzione ha valore all’interno del ciclo di vita del DAE. Gli apparecchi elettromedicali oltre a essere soggetti a normative nazionali, sono soggetti anche a normative internazionali, come ad esempio la norma CEI EN 60601-1. La norma non indica tempistiche di manutenzione degli apparecchi elettromedicali, come appunto i defibrillatori, ne tempo di vita utile del dispositivo, rimandando tale compito all’azienda produttrice del defibrillatore, tramite il manuale di istruzioni che obbligatoriamente accompagna ciascun dispositivo. All’interno dei manuali di istruzione dei defibrillatori, è indicato quindi il ciclo di vita utile del dispositivo. Due considerazioni importanti in merito al ciclo di vita del DAE, che corrispondone alla garanzia del prodotto: L’azienda produttrice non è più responsabile in caso di malfunzionamenti fuori dal ciclo di vita, poiché indica chiaramente ai possessori che una volta scaduta la garanzia, questo perde le sue caratteristiche salvavita e andrebbe sostituito. Fuori dal ciclo di vita inoltre, non sono più applicabili i vantaggi che alcune case produttrici applicano: batterie e elettrodi sostitutivi gratuiti in caso di utilizzo, risarcimento contro mal funzionamenti del dispositivo, servizi di muletto sostitutivo in caso di bisogno, etc.. Al di fuori del ciclo di vita del DAE, che corrisponde alla garanzia del prodotto, il dispositivo non è più efficacie. Questo a prescindere dall’autotest del dispositivo, che può proseguire a emettere la luce lampeggiante di ok. Il test diagnostico impiega una energia minima per verificare i componenti elettronici e non garantisce che una nuova batteria su un dispositivo con circuiti e componenti molto vecchi (ed esposti) reagisca nel modo desiderato.Con il passare del tempo, l’efficacia dei condensatori diminuisce, la potenza erogata cala, il rischio di malfunzionamenti aumenta esponenzialmente con il trascorrere del tempo. Le problematiche aumentano inoltre in funzione del posizionamento del DAE (all’aperto, soggetto a umidità o polveri, basse temperature o grandi escursioni termiche, colpi subiti nel tempo, etc.. Che senso ha avere un dispositivo salvavita come il defibrillatore, che dopo il suo ciclo di vita perde le sue caratteristiche, se perdiamo le sua capacità di salvare delle vite? Cosa succede quindi se ad esempio un DAE con garanzia di 6 anni correttamente mantenuto nel tempo, si trova al suo 9° anno di utilizzo, viene impiegato per un arresto cardiaco e risulta inefficacie e non riesce a salvare il soggetto? Tutti gli accertamenti ricadranno esclusivamente sul proprietario del dispositivo. La magistratura aprirà un’inchiesta e verificherà tra le prime cose, sia la corretta manutenzione del DAE sia il ciclo di vita del dispositivo dichiarato dall’azienda produttrice. Il proprietario dovrà comunque acquistare un nuovo DAE, sostenere le spese legali per la gestione del procedimento, e non per ultimo, attendere il giudizio della magistratura. Qual è la situazione oggi in Italia? Ad oggi vi è ancora molta ignoranza sull’argomento. Sono installati moltissimi defibrillatori fuori garanzia, anche da anni. Abbiamo la testimonianza di DAE con 5-6 anni di garanzia ancora in servizio dopo 20 anni dall’installazione. I possessori periodicamente sostituiscono batterie e elettrodi, mantenendo il dispositivo attivo. In Emd112 i defibrillatori vengono tracciati in modo dettagliato, sia come location, sia come scadenza del dispositivo e dei consumabili (batteria e elettrodi), consentendo una gestione ottimale e sostituzione nei tempi utili. I nostri clienti vengono avvisati in anticipo sulla necessità di sostituire batteria e elettrodi al termine della loro garanzia, proponendo inoltre un nuovo dispositivo (anche con servizio di rottamazione) per i possessori di defibrillatori al termine del proprio ciclo di vita, anche con servizio di rottamazione del vecchio DAE. #### Defibrillatori DAE: tempo necessario ad eseguire la diagnosi del ritmo cardiaco e tempo necessario per l’erogazione della scarica elettrica L’American Heart Association (AHA) nello stilare le linee guida per gli interventi di Primo Soccorso con l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), sottolinea con molto vigore l’importanza di un intervento il più tempestivo possibile. La rapidità di intervento è influenzata sia da parametri esterni alla macchina, come la presenza di astanti e la presenza di un DAE nelle vicinanze, sia da parametri specifici della macchina, come il tempo necessario ad eseguire la diagnosi del ritmo cardiaco e il tempo necessario a caricare l’energia per l’erogazione dello shock elettrico al cuore del paziente. Questi dati, soprattutto il tempo necessario all’analisi del ritmo cardiaco, non vengono sempre esplicitati nei cataloghi e nei manuali dei DAE, nonostante siano parametri fondamentali per la valutazione corretta della macchina. I defibrillatori samaritan PAD della HeartSine, ad esempio, richiedono un tempo massimo di 6 secondi per eseguire la diagnosi del ritmo cardiaco, e impiegano meno di 8 secondi per caricare la scarica. Queste importantissime affermazioni possono essere lette, se presenti, all’interno dei manuali d’uso e dei cataloghi commerciali dei defibrillatori, oppure è sempre possibile, e sarebbe buona norma, richiederli al fornitore con cui si è in contatto per una completa valutazione del DAE che si intende acquistare. In particolare, per quanto riguarda il tempo necessario ad erogare la scarica elettrica, bisogna porre particolare attenzione alle indicazioni riportate sui manuali d’uso in merito alle batterie da utilizzare. Infatti, batterie compatibili, quindi non originali, potrebbero modificare sensibilmente il comportamento del dispositivo. Si riporta come esempio un estratto di manuale d’uso di un defibrillatore DAE in commercio: Allo stesso modo, l’utilizzo di elettrodi non originali, ma compatibili, potrebbe modificare in maniera rilevante i tempi necessari all’analisi del ritmo cardiaco e l’accuratezza di tale analisi. #### Defibrillatori didattici trainer con telecomando, manichini didattici BLS RCP ed accessori per istruttori e centri di formazione EMD112 mette a disposizione di Istruttori, centri di formazione BLS/BLSD, associazioni e tutti coloro che hanno la necessità di effettuare formazione alle manovre di primo soccorso con l’ausilio del defibrillatore, defibrillatori didattici trainer, manichini per manovre BLS e RCP, accessori e consumabili. E’ possibile ordinarei singoli articoli di interesse, oppure kit didattici completi per 1 o più postazioni. All’interno dello Shop Heartsinepad troverai prodotti di massima qualità in offerta ad ottimi prezzi (link indicati sotto agli articoli), se sei un centro di formazione con più sedi oppure hai la necessità di effettuare un ordine più grande e strutturato ti invitiamo a contattarci direttamente. Di seguito riportiamo le aree del materiale didattico:   Defibrillatore didattico trainer  con telecomando HeartSine® samaritan® PAD 350P/500P Il dispositivo è utilizzato per l’istruzione e per la formazione sulla Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e per l’uso dei defibrillatori. Può simulare situazioni diverse in base alla tipologia di paziente e può essere facilmente controllato da telecomando. La formazione include esempi basati sugli orientamenti attuali delle Linee Guida AHA/ERC 2010. Contenuto della confezione: Alimentatore di rete e led di monitoraggio carica della batteria. 5 coppie di piastre intercambiabili per la formazione, con Pad-Pak con nuovo sistema di ritensione del cavo. Custodia per il trasporto con cavo dati USB (software scaricabile gratuitamente). Telecomando con 6 scenari preimpostati. https://www.emd112.it/prodotto/defibrillatore-trainer-samaritan-pad-350p-500p-con-telecomando/     Manichini didattico addestramento BLS RCP Il manichino didattico per addestramento Practi-MAN è l’alternativa estremamente conveniente a Little Anne e Ambu Man. Viene fornito con borsa di trasporto, polmone di scorta e filtri. Uno strumento indispensabile per una corretta formazione sull’utilizzo dei defibrillatori DAE e sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare (RCP) durante i corsi BLSD. Specifiche tecniche: 1.    Due simulatori in un solo prodotto. Include doppia funzione (adulto e bambino) grazie ad un interruttore sul dorso del manichino che permette di modificare la resistenza del torace alle compressioni. 2.    Avvisatore acustico. Conferma della corretta profondità delle compressioni toraciche e del posizionamento delle mani sul torace. 3.    Naso Real-like, che consente il corretto addestramento alle insufflazioni. A differenza di altri prodotti simili, Practi-MAN presenta un nuovo sistema per sviluppare la pratica di respirazione in modo molto realistico. Il naso del manichino è collegato al polmone da una valvola. Questa valvola ha anche un sistema di non ritorno aria, che aiuta ad evitare contagi durante i corsi di formazione. Inoltre, se le narici non sono chiuse correttamente e i polmoni non sono pieni, il suo torace non si solleva. 4.    Practi-MAN è un simulatore leggero, anche se si tratta di un prodotto due-in-uno. Questo è particolarmente rilevante quando l’istruttore ha bisogno di trasportare diversi manichini. 5.    Borsa per il trasporto Practi-MAN che include una zona imbottita per essere utilizzata come tappetino, al fine di permettere di effettuare la formazione RCP in posizione comoda. 6.    Molto facile e veloce da montare e smontare. 7.    Practi-MAN è conforme alle normative vigenti segnalate dalle linee guida 2010 ERC/AHA. Prodotto costruito secondo i requisiti europei e certificato TÜV. Practi-MAN è presente in tutta Europa e in molti altri paesi, come USA, Corea, Brasile, Giappone e Messico. Ogni manichino da addestramento Practi-MAN comprende: •    1  SERVICE PACK: 1 polmone, 1 valvola, 1 face shield, 2 salviette disinfettanti e un paio di guanti. •    1  MANUALE D’USO: montaggio/smontaggio, con istruzioni per manutenzione e pulizia. •    2 anni di garanzia. Peso Manichino: 2.202 kg Dimensioni Manichino:   61 x 45.7 x 25.4 cm https://www.emd112.it/prodotto/manichini-didattici-practi-man-addestramento-rcp-blsd/ Manuale d’uso ENG: https://www.emd112.it/wp-content/uploads/2015/06/Manuale-duso-manichino.pdf Kit didattico per centri di formazione BLS-D/RCP – 4 postazioni Si tratta di un Kit completo per la formazione BLSD, composto da 4 Defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD 350P/500P + Seto da 4 Manichini Mezzobusto Adulto PRACTI-MAN + Borsa da trasporto Con un unico acquisto è possibile disporre di 4 postazioni complete per l’addestramento alle manovre di rianimazione cardio-polmonare e intervento con il defibrillatore DAE. Fornitura ideale per centri di formazione, scuole, progetti PAD e dovunque si voglia diffondere capillarmente la cultura della defibrillazione precoce. Per i dettagli sui singoli prodotti offerti, consultare le schede di dettaglio prodotto presenti all’interno del sito. https://www.emd112.it/prodotto/kit-didattico-formazione-blsd-rcp-4-postazioni/ Kit didattico per centri di formazione BLS-D/RCP – 1 postazione Kit didattico per istruttori BLS-D, centri di formazione e scuole per l’addestramento alle manovre RCP di Rianimazione Cardio-Polmonare. Include un defibrillatore Trainer samaritan® PAD 350P/500P e un manichino mezzo busto Practi-MAN con avvisatore sonoro della correttezza delle compressioni. Per i dettagli sui singoli prodotti offerti consultare le schede di dettaglio prodotto presenti all’interno del sito. https://www.emd112.it/prodotto/kit-istruttore-blsd-defibrillatore-trainer-manichino/ Face Shield/salviette protettive Face Shield per manichino didattico Practi-MAN.  Confezione da 50 pezzi. Face Shield è un DPI (Dispositivo Protezione Individuale) che consiste in una salvietta con filtro, utilizzata per prevenire la contaminazione durante i corsi di formazione, garantendo ad ogni soccorritore di svolgere le prove sul manichino con il proprio dispositivo di protezione individuale. La salvietta da un lato viene apposta sulla bocca del manichino, e dall’atro lato l’operatore/soccorritore effettua le manovre di ventilazione RCP. https://www.emd112.it/prodotto/face-shield-per-manichino-addestrativo-practi-man-confezione-da-50-pezzi/   Kit di primo intervento Kit di primo intervento contenente i prodotti per una prima ed efficace rianimazione cardiopolmonare. Idoneo per studi dentistici, centri sportivi, aziende industriali, mezzi di soccorso, eccetera. Contenuto: •    1 NEW ASIBAG pallone di rianimazione AZZURRO •    2 maschere oronasali •    1 pinocchio apribocca elicoidale •    1 pinza tiralingua in policarbonato •    3 cannule di guedel sterili (s.m.l.) Borsa in nylon con tracolla, tasca interna, chiusura con cerniera. https://www.emd112.it/prodotto/kit-completo-per-la-rianimazione-cardiopolmonare-rcp/ Elettrodi dimostrativi defibrillatore didattico trainer Gli elettrodi dimostrativi si inseriscono all’interno della cartuccia Pad-Pak addestrativa dei defibrillatori didattici trainer samaritan® PAD 350P e 500P. https://www.emd112.it/prodotto/confezione-da-10-pezzi-di-elettrodi-per-defibrillatori-trainer-samaritan-pad-350p-500p/ https://www.emd112.it/prodotto/confezione-da-25-pezzi-di-elettrodi-per-defibrillatori-trainer-samaritan-pad-350p-500p/   Borse da trasporto manichini BLS da 1 e 4 pezzi Borsa di trasporto per manichino mezzobusto adulto Practi-MAN con imbottitura laterale per utilizzo come tappetino didattico. https://www.emd112.it/prodotto/borsa-di-trasporto-per-manichino-mezzobusto-practi-man-rcp-doll1/ Borsa di trasporto per set da 4 pezzi di manichino mezzobusto adulto Practi-MAN. https://www.emd112.it/prodotto/borsa-di-trasporto-per-4-manichini-didattici-mezzobusto-practi-man-rcp-doll4/   Alimentare defibrillatore didattico trainer Alimentatore sostitutivo per defibrillatore didattico trainer  con telecomando HeartSine® samaritan® PAD 350P/500P. https://www.emd112.it/prodotto/alimentatore-sostitutivo-per-defibrillatore-trainer-samaritan-pad-350p-500p/ #### Defibrillatori e cardioprotezione: come migliorare il soccorso in caso di arresto cardiaco Dopo il successo del webinar gratuito svolto in collaborazione con Rescue Press nel mese di giugno, Emd112 presenta un nuovo webinar, anche stavolta gratuito, sempre verticale sul mondo della cardioprotezione e della diffusione dei DAE. Il titolo del webinar è: “Comuni e territori salva vita: Esperienze per migliorare il soccorso in caso di arresto cardiaco in Italia”. Vedremo assiemi quali sono gli esempi virtuosi da seguire per cardioproteggere i territori dei comuni italiani, delle aziende e delle scuole. Grazie ai case histories e agli interventi dei migliori esperti in questo ambito, sarà possibile spiegare meglio come sia necessario migliorare la diffusione dei defibrillatori e la conoscenza delle manovre BLSD per salvare le persone colpite da arresto cardiaco improvviso. Verranno affrontate le seguenti tematiche: Statistiche di cardioprotezione in Italia Problemi e soluzioni per installare i DAE Sgravi fiscali a vantaggio delle aziende Nuovi regolamenti, formazione aziendale e formazione scolastica per il BLSD L’esperienza lombarda nella formazione BLSD laica Case report sulla diffusione DAE nella Associazione dei Comuni Bresciani All’evento parteciperanno: Dott.ssa Veronica Zampedrini – Associazione dei Comuni Bresciani Dott. Stefano Sironi – Direttore Servizio Formazione AREU Dott. Paolo Masetti – Delegato ANCI alla Protezione Civile Dott. Marco Squicciarini – Medico Coordinatore attività di formazione BLSD del Ministero della Salute Dott. Marcello Segre – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus Simone Madiai – CEO Emd112 Ing. Domizia Martelli – Product Manager Emd112   Iscriviti al webinar a questo link: https://us06web.zoom.us/webinar/register/4116523446270/WN_3frTt6UJQ-yfMfWThSr3og     #### Defibrillatori e sport Defibrillatori in campo. Se ne parlerà domani 12 aprile a Firenze durante il convegno “L’uso del defibrillatore in ambito sportivo e i profili di responsabilità degli operatori”. Sarà questa l’occasione per presentare il progetto per l’istituzione di un centro di formazione e informazione per tutte le società sportive, promosso dall’assessorato allo sport in collaborazione con il Porta Romana. L’iniziativa prevede incontri mensili su specifici temi (sanitari, etici, tecnici, gestionali) con la partecipazione di esperti e prenderà il via il prossimo mese di ottobre. Spazio anche alla relazione dell’avvocato Annalisa Parenti su “I principali aspetti normativi della Legge Regionale 22/2013 e del Decreto Balduzzi. I profili di responsabilità degli operatori”. La legge che obbliga tutte le società sportive agonistiche e dilettantistiche a dotarsi di dispositivi di defibrillazione e di personale formato all’utilizzo è una Delibera di fondamentale importanza per la tutela degli atleti di ogni livello. L’arresto cardiaco improvviso può colpire persone di ogni età e con ogni livello di preparazione agonistica. In Italia muoiono di arresto cardiaco oltre 1500 persone alla settimana e di queste almeno 15 sono soggetti giovani e potenzialmente a basso rischio. Si stima che circa il 20% delle morti causate da arresto cardiaco a livello mondiale, avvenute fuori dall’ambito ospedaliero, si verificano sui campi da golf o durante lo svolgimento di attività sportive prevalentemente amatoriali, come il calcetto o il fitness. In Italia sono più di 1000 gli sportivi che perdono la vita ogni anno a causa di un arresto cardiaco improvviso verificatosi durante lo svolgimento della propria attività sportiva. Defibrillatori e sport: un connubio necessario. #### Defibrillatori gratuiti nelle scuole grazie al finanziamento del MIUR Tramite una nota informativa (nota n.7144) inviata dal MIUR, il “Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”  il 25 marzo 2021, è stata resa nota ai dirigenti scolastici la possibilità di accedere all’erogazione di fondi pari a €1.000 per ciascun istituto scolastico che ne faccia richiesta, al fine di acquistare un defibrillatore da installare all’interno della propria sede scolastica. Il link al documento ufficiale del Ministero è il seguente: https://www.istruzione.it/allegati/2021/m_pi.AOODPPR.REGISTRO%20UFFICIALE(U).0000453.31-03-2021.pdf . Il riferimento all’erogazione dei fondi per dotarsi gratuitamente di defibrillatore è illustrata a pagina 5. Il provvedimento è frutto delle decisioni del Governo Conte II e voluto dalla precedente Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. La misura prevede un fondo di 10 milioni di Euro per l’acquisto defibrillatori (sia automatici, sia semiautomatici), per consentire tempestivo intervento in caso di arresto cardiaco tra il personale scolastico o gli alunni, in particolare durante l’attività sportiva. In Italia, nel corso dell’anno scolastico 2019/2020, sono stati registrati 8,4 milioni di studenti e circa 835.000 docenti. Se aggiungiamo personale non docente, genitori e tutti coloro che transitano dagli istituti, il numero sale a circa 10 milioni, 1/6 della popolazione italiana. Le sedi scolastiche italiane sono quasi 41.000. Questo significa che solo ¼ delle scuole potrà accedere al finanziamento MIUR per dotarsi di un defibrillatore gratuitamente. Il tempismo è importante per poter accedere a questa opportunità. Il DDL 1441 che prevede il defibrillatore obbligatorio per tutta la Pubblica Amministrazione, e quindi anche per le scuole, è prossimo a divenire legge, rendendone obbligatorio l’acquisto per le sedi che ancora non ne sono dotate. E’ importante sapere che non tutti i defibrillatori sono uguali, sia come qualità (capacità salvavita, specifiche tecniche, garanzie, assicurazioni) e come costi di manutenzione. Sul mercato sono presenti defibrillatori con garanzie variabili dai 3-4 anni a 8-10 anni, con sostituzione di batterie e elettrodi da 2 a 4 anni, con costi dei consumabili variabili di circa il 300%. E’ importante quindi comprendere la qualità di ciò che si acquista, ed evitare soprese con costi nascosti. Se sei interessato ad acquistare un defibrillatore ottenendo il finanziamento MIUR, puoi contattarci tramite l’apposito form sul sito web, telefonando al Numero Verde 800 363525,  oppure cercarci all’interno del portale MEPA per gli acquisti della Pubblica Amministrazione come Echoes Srl oppure con P. IVA 05432960481   FONTI: https://www.histonium.net/notizie/attualita/54487/carmela-grippa–via-libera-ai-defibrillatori-nelle-scuole https://ecoaltomolise.net/defibrillatori-nelle-scuole-fondi-in-arrivo-dal-miur/ https://four.srl/agevolazioni-per-le-scuole-dal-ministero-dellistruzione/ #### Defibrillatori HeartSine: a Cagliari il primo studio odontoiatrico cardio-protetto della Sardegna Verrà inaugurato sabato 30 Aprile, nel pieno centro di Cagliari, in Piazza Repubblica n. 28, il nuovo Studio Odontoiatrico Polispecialistico ARENA-CALVINO e sarà il primo studio dentistico della Sardegna cardio-protetto da un defibrillatore DAE HeartSine. Attraverso Muay Thai Combat Cagliari, rivenditore dei defibrillatori DAE HeartSine per EMD112, il Dottor Arena e il Dottor Calvino hanno deciso di posizionare all’interno del proprio studio un Samaritan PAD 500P, l’unico defibrillatore al mondo con 10 anni di garanzia, indice di protezione da polveri e acqua IP56 e dotato di RCP Advisor, un algoritmo brevettato in grado di misurare la REALE efficacia delle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) che il soccorritore effettua sul paziente. Ciò che li ha spinti a cardio-proteggere il proprio studio dentistico è stata la volontà di preservare con tutti i mezzi a disposizione la sicurezza e la salute dei propri pazienti. Scelta di forte responsabilità morale, la loro, se si pensa che non esistono obblighi specifici nel campo dell’odontoiatria. Ciononostante, la stessa Associazione Italiana di Narco Odontostomatologia (AINOS) raccomanda la presenza dei DAE all’interno degli ambulatori. Difatti, le cause che possono scatenare un arresto cardiaco durante un intervento odontoiatrico possono essere molteplici:  dalle implicazioni emotive legate agli interventi stessi (paura, stress, stato di agitazione, ecc), alle malattie non note che interferiscono con le cure, agli interventi veri e propri praticati in anestesia. In quest’ultimo caso, in particolare, è doveroso tenere monitorate le funzioni cardiaca, respiratoria e pressoria del paziente per poter intervenire tempestivamente qualora dovessero insorgere complicanze inaspettate. Pertanto, affinché l’intervento avvenga in piena sicurezza, è caldamente consigliato avere un DAE a portata di mano cosicché, in caso di arresto cardiaco, si possa intervenire rapidamente e adeguatamente sul cuore del paziente. Soltanto attraverso la defibrillazione precoce, infatti, è possibile scongiurare la Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). E il tempo d’intervento è di vitale importanza per il buon esito del soccorso: in caso di arresto cardio-circolatorio, infatti, per ogni minuto che passa le probabilità di sopravvivere si abbassano del 10% circa. Inoltre, per chi non lo sapesse, i defibrillatori DAE e i relativi corsi di formazione (corsi BLS-D) sono stati inclusi, dal nuovo modello OT24, tra gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo significa che acquistando un DAE e il relativo corso di formazione (obbligatorio per legge) le aziende hanno diritto ad uno sconto sul premio INAIL che può arrivare sino al 30%. Grazie a questi bonus fiscali, cardio-proteggere la propria azienda è quindi possibile a costi davvero contenuti. Muay Thai Combat Cagliari, insieme a EMD112, main importer per l’Italia dei defibrillatori DAE HeartSine, e a Simona Buono, referente EMD112 per la Sardegna, auspica che i Dottori Arena e Calvino possano essere da esempio e stimolare il settore dell’Odontoiatria ad innalzare gli standard di sicurezza offerti in ogni ambulatorio attraverso la dotazione di un defibrillatore semiautomatico esterno. #### Defibrillatori HeartSine: convenzione tra Muay Thai Combat Cagliari e FIJLKAM Sardegna Muay Thai Combat Cagliari e il comitato FIJLKAM Sardegna – Settore Lotta Olimpica hanno stipulato una convenzione inerente ai defibrillatori samaritan PAD della HeartSine. Muay Thai Combat Cagliari, negozio di arti marziali in via Satta n. 52 a Cagliari e rivenditore ufficiale dei defibrillatori DAE HeartSine per EMD118, ha stipulato una convenzione con la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM) Sardegna – Settore Lotta Olimpica. La convenzione è stata siglata con il Vice Presidente del comitato, Vincenzo Piroddu, e prevede, oltre al prezzo riservato, che  le associazioni di Lotta Olimpica in Sardegna possano usufruire di diverse forme di dilazione sul pagamento dei dispositivi e corsi BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) in omaggio. Il Decreto Balduzzi, come ormai è noto, obbliga tutte le associazioni sportive, professionistiche e non, a dotarsi di un DAE, ossia di un defibrillatore semiautomatico esterno. Inoltre, le società  sportive stesse dovranno anche farsi carico della formazione di una o più persone che verranno preposte all’utilizzo di tali dispositivi. Più nel dettaglio, per le associazioni sportive dilettantistiche il termine ultimo per adeguarsi alla Legge è stato fissato per il 20 luglio 2016. Proprio tale Decreto ha rappresentato una delle ragioni principali che ha portato alla nascita della convenzione. In vista di tale adeguamento, il comitato regionale sardo FIJLKAM Lotta Olimpica ha scelto di garantire le associazioni sportive FIJLKAM con i più alti standard di cardio-protezione offerti dal marchio HeartSine,  leader mondiale nel settore. I defibrillatori Samaritan HeartSine sono infatti gli unici ad offrire una garanzia di ben 10 anni, le più elevate certificazioni del settore in termini di affidabilità ed eccellenza tecnica e la funzione di RCP Advisor (samaritan PAD 500P), ossia un supporto immediato al soccorritore durante l’esecuzione delle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). I defibrillatori HeartSine, inoltre, vantano un indice di protezione da polveri e liquidi pari a IP56 e un range di impedenza che varia dai 25 ai 230 ohm, il più ampio disponibile al momento sul mercato. L’impedenza non è altro che la grandezza attraverso la quale i DAE misurano la resistenza elettrica del torace del paziente. In base ad essa, il dispositivo selezionerà la quantità di energia necessaria da erogare al malcapitato per poter ristabilire una frequenza cardiaca regolare. I defibrillatori con un range di impedenza più ampio, quindi, sono in grado di trattare un numero più ampio di casi, salvando la vita anche a persone con un torace POSSENTE. I defibrillatori DAE con un range di impedenza  minore, infatti, potrebbero non essere in grado di erogare la scarica elettrica ad un paziente con una dimensione toracica importante. Tale caratteristica dei defibrillatori HeartSine, quindi, è di fondamentale importanza qualora tali dispositivi debbano essere installati all’interno di impianti sportivi. Silvia Locci e Gabriele Iscaro, titolari di Muay Thai Combat Cagliari, insieme a EMD112, sono fieri dell’accordo raggiunto e ringraziano di cuore il Vice Presidente del comitato FIJLKAM Sardegna Lotta Olimpica, Vincenzo Piroddu, per questa partnership. #### Defibrillatori HeartSine: gli unici sul mercato con garanzia di 10 anni. Il marchio HeartSine è leader mondiale nella produzione di dispositivi salvavita DAE e nella cardio-protezione, sinonimo di elevata qualità e di una resistenza unica sul mercato. Sono innumerevoli le caratteristiche tecniche dei defibrillatori samaritan PAD, rappresentati in Italia da EMD112, la Divisione Medicale di Echoes srl, che confermano l’eccellenza dei dispositivi DAE di HeartSine. L’indice di protezione (indica il livello di protezione di un dispositivo elettrico da acqua e agenti esterni come polvere e sabbia) dei defibrillatori samaritan HeartSine, l’IP56, è uno di questi. Non a caso l’indice di protezione IP56 è il più alto a disposizione sul mercato. I prodotti distribuiti da EMD112 vantano, quindi, capacità e prestazioni uniche, che consento al DAE di resistere e raggiungere performance ottimali e mai alterate anche in condizioni estreme: sulla neve, con temperature esterne ben al di sotto dello zero, o in contesti come spiagge o imbarcazioni, dove vento, acqua e polveri rischierebbero di danneggiare un normale dispositivo. I defibrillatori HeartSine sono testati per resistere a ogni tipo di situazione. Hanno superato test militari estremamente rigidi e hanno ottenuto importanti certificazioni, quali FDA, RTCA/DO160F, MIL STD 810F. Per questo enti e organizzazioni importanti come U.S. Army, U.S. Air Force, U.S. Navy, Nato, American Airlines hanno scelto la cardio-protezione di HeartSine. Potendo contare su una simile resistenza dei propri defibrillatori semiautomatici, la più alta come detto a disposizione in commercio, alla quale si associa una notevole durata del prodotto nel tempo, il marchio HeartSine riesce a offrire a chi acquista un DAE anche una garanzia di ben 10 anni. Si tratta di un’assicurazione sul defibrillatore ben più lunga delle garanzie medie offerte sul mercato dagli altri marchi, che supera appena i 6 anni (i migliori DAE in commercio hanno una garanzia che va dai 5 ai 7 anni. Soltanto in un paio di casi la garanzia arriva a 8 anni). La garanzia di 10 anni dei defibrillatori HeartSine è, inoltre, sinonimo di migliori e più efficienti servizi sia di manutenzione sia di assistenza, oltre a permettere un elevato contenimento dei costi durante la vita operativa del dispositivo salvavita. HeartSine prevede, inoltre, il risarcimento completo a chi utilizza, acquista o affitta un DAE, sia nel caso si verifichino dei malfunzionamenti nel defibrillatore, sia nel caso di difetti veri e propri di progettazione, di produzione o dei materiali. Si tratta di un’ulteriore assicurazione fornita da HeartSine ai soccorritori, che conferma l’alta qualità dei defibrillatori samaritan PAD, e l’affidabilità del marchio HeartSine; è un ulteriore valore aggiunto per i DAE distribuiti in Italia da EMD118, un indennizzo spesso ignorato dagli altri produttori di defibrillatori. Infine, insieme a ogni defibrillatore DAE semiautomatico esterno della HeartSine viene offerto al cliente anche un pacchetto di servizi assolutamente gratuito fornito dall’azienda come valore aggiunto al prodotto. Si tratta del “Programma di assistenza free”, che prevede tra le altre cose la sostituzione gratuita del PAD/Pak in caso di utilizzo del dispositivo salvavita su una persona colpita da arresto cardiaco. Inoltre, il pacchetto prevede la registrazione on line della garanzia sul sito ufficiale di HeartSine, la compilazione del modulo di tracciamento dei dispositivi medici, il servizio di assistenza telefonica, il servizio reminder di monitoraggio delle date di scadenza degli accessori e degli aggiornamenti necessari dei software del defibrillatore. #### Defibrillatori in aula a Torino Defibrillatori in aula. Succede a Torino, dove da oggi due importanti scuole – l’Istituto Primo Levi e l’Istituto Albe Steiner – risulteranno cardioprotette grazie all’installazione di due postazioni (Punti Blu Salva Vita) dotate di defibrillatore semiautomatico. È questa solo una delle iniziative del progetto Torino Cuore che, in collaborazione con Specchio dei Tempi della Stampa, è riuscito a disporre di ben 18 postazioni, da distribuire a tutte le scuole aderenti all’idea.  “L’obiettivo – come ci tiene a precisare il presidente di Piemonte Cuore onlus Marcello Segre – è quello di divulgare i gesti salva vita e l’importanza della prevenzione, sia per ciò che riguarda la defibrillazione precoce, sia per garantire una cardio-protezione di tutti gli edifici scolastici”. Fino ad ora sarebbero più di 1200 gli allievi delle 18 scuole interessate, ad aver seguito il primo ciclo di lezioni, un buon risultato nell’ottica di una sempre maggiore diffusione della cultura della prevenzione e salvaguardia della vita. Imparare a usare apparecchiature come il defibrillatore è importante, un piccolo gesto, l’unico che in caso di arresto cardiaco può salvarti la vita. #### Defibrillatori in Lombardia: 12.458 dispositivi per 10.060.574 abitanti La Lombardia è sicuramente un esempio di eccellenza anche per la diffusione dei defibrillatori automatici e semiautomatici esterni sul territorio regionale. Ma saranno sufficienti 12.458 DAE per più di 10 milioni di abitanti? La regione Lombardia è tra le regioni italiane con il maggior numero di defibrillatori e di progetti PAD (dall’inglese Public Access Defribrillation) presenti sul territorio. La disponibilità di questi dispositivi salvavita negli hotel, nei condomini, nelle scuole, nelle metro, nelle farmacie, nelle stazioni, nelle piazze, nei centri sportivi e nelle aziende ha permesso di creare una rete capillare di cardioprotezione nel caso in cui si verifichi un arresto cardiaco. I defibrillatori DAE ufficialmente segnalati ad AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) Lombardia risultano essere, al momento, 12.458. A questo numero va aggiunto circa il 10/20% di defibrillatori non censiti perché non dichiarati, i cosiddetti “Wild (o Ghosts) AEDs”. La provincia più cardioprotetta è Milano, il capoluogo di regione, con circa 3.000 defibrillatori ufficiali presenti sul territorio. Cifre abbastanza alte, che permettono di agire in tempi brevi in caso di arresto cardiaco. “Tutti i defibrillatori censiti sono registrati e georeferenziati nel sistema informatico di gestione dei soccorsi delle quattro SOREU 118 regionali; in questo modo, a fronte di chiamata per arresto cardiaco, viene segnalata la disponibilità di un dispositivo in prossimità dell’evento per guidare chi chiama al recupero e all’utilizzo del DAE” – è scritto sul sito ufficiale dell’AREU, Da un’indagine a livello nazionale promossa da IRC (Italian Resuscitation Council), è infatti emerso che il 43% degli operatori delle centrali operative 118/112 forniscono indicazioni sulla localizzazione del defibrillatore più vicino grazie alla mappatura disponibile in ogni Centrale Operativa e nel 61% dei casi aiutano i testimoni dell’arresto cardiaco ad utilizzare il defibrillatore. Nel 2019 la popolazione ufficiale della regione era di 10.060.574 abitanti. In funzione del numero di defibrillatori cenisti da AREU e della stima del 20% di Deffibrillatori non censiti, il numero totale per eccesso è circa 15.000 DAE. In Lombardia, in media, è presente un defibrillatore ogni 670 abitanti circa. Ottimi risultati, soprattutto in ottica del trend di crescita raggiunto negli ultimi anni, ma ancora non è sufficiente. Se si considera che in caso di arresto cardiaco il tempo utile di intervento è di circa 4-5 minuti (dal 5 al 10° minuto possono insorgere complicanze dovute all’ipossia), significa che bisognerebbe avere a disposizione un defibrillatore nel raggio di 100-150 metri al massimo dal luogo dell’evento. Ad esempio, nella città di Tokio, in Giappone, è stato installato un defibrillatore ogni 100 metri e la mortalità per arresto cardiocircolatorio si è ridotta drasticamente. Su questa scia si è mossa anche Piacenza, da 20 anni culla della cultura della defibrillazione. Nel 2017, Daniela Aschieri, cardiologa di Progetto Vita, alcuni suoi collaboratori e i dirigenti dell’Asl della città hanno dato vita ad un ambizioso progetto: quello di installare un defibrillatore nei palazzi di viale Dante ogni 100-150 metri, per aumentare di ben quattro volte la sopravvivenza di chi viene colpito da arresto cardiaco improvviso. Quella di Piacenza è stata la prima sperimentazione di questo tipo in tutta Europa: un intero quartiere cardioprotetto. Un quartiere densamente popolato in cui si verificavano 10 decessi all’anno per Morte Cardiaca Improvvisa. Il progetto, ancora in corso, prevede di installare un defibrillatore ogni 5200 metri quadrati, pari a 1/66 abitanti. In Italia si registrano morti per arresto cardiaco con una incidenza di 1 persona ogni 1.000 abitanti. Statisticamente, in Lombardia si verificheranno circa 10.000 decessi per arresto cardiaco ogni anno. Incrementare il numero di defibrillatori a disposizione sul territorio lombardo significherebbe poter raggiungere un tasso di sopravvivenza vicino all’80% , che consentirebbe di salvare circa 8.000 persone ogni anno. Numeri che fanno (e devono fare) riflettere. #### Defibrillatori in metropolitana 60 defibrillatori nelle stazioni più trafficate della metropolitana romana. Arriveranno entro fine anno e consentiranno un immediato soccorso in caso di arresto cardiaco improvviso. A renderlo noto è l’ Ansf (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria) in occasione della presentazione del rapporto 2013. Un provvedimento che riporta all’attenzione la necessità di rendere cardioprotetti i mezzi pubblici delle nostre città; non è un caso che anche Milano stia correndo ai ripari in vista dell’Expo 2015, che porterà nella metropoli un flusso di gente di gran lunga superiore alla norma alzando quindi il livello di sicurezza sanitaria. Anche qui in ogni stazione della metro dovrebbero trovare collocazione dei DAE, gli unici apparecchi salvavita in grado di riavviare il cuore in caso di arresto cardiaco improvviso e capaci di garantire un soccorso in luoghi sovraffollati dove i primi interventi arriverebbero altrimenti troppo tardi. Si calcola che almeno l’80% di tutti gli arresti cardiaci improvvisi si verifica al di fuori dell’ambiente ospedaliero, e che il tasso di sopravvivenza è attualmente inferiore al 5% a causa della mancanza di un rapido accesso a un defibrillatore automatico esterno (DAE). Ogni giorno migliaia di persone si muovono utilizzando i mezzi di trasporto pubblici e privati. In aereo, su un treno, in metropolitana o su una nave, chi è colpito da un arresto cardiaco improvviso non ha la minima possibilità di salvezza, a meno che il mezzo di trasporto utilizzato non sia dotato di un defibrillatore e di personale addestrato alle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Nel 1997, negli Stati Uniti, American Airlines è stata la prima compagnia aerea ad equipaggiare di defibrillatori DAE tutti i propri velivoli e formare tutti i propri 18.000 dipendenti. Da allora, il tasso di sopravvivenza all’arresto cardiaco sulle linee aeree American Airlines è passato da meno del 5% al oltre il 63%! Anche se la legge n.120 del 2001 raccomandava la presenza di defibrillatori DAE sui mezzi di trasporto pubblici e privati, sono ancora molti quelli che non ne sono dotati e persino nelle stazioni e negli aeroporti la presenza di defibrillatori ad accesso pubblico è spesso carente o sottodimensionata rispetto alle reali necessità di cardioprotezione del flusso quotidiano di viaggiatori. I taxi, gli autobus e i veicoli privati sui quali viaggiamo si trovano spesso coinvolti dal traffico cittadino: nessun servizio di emergenza sarebbe in grado di raggiungere in meno di 10 minuti dalla chiamata chi è vittima di un arresto cardiaco! La presenza a bordo di un defibrillatore, dunque, non si rivela soltanto di vitale importanza per chi è colpito da arresto cardiaco, ma può efficacemente rivestire il ruolo di “postazione avanzata di defibrillazione”, disponibile a tutti ed in grado di essere rapidamente disponibile in presenza di un arresto cardiaco che si verifichi nelle immediate vicinanze della nostra auto o del mezzo pubblico utilizzato. #### Defibrillatori in tutte le scuole e le università: la proposta di Nino Minardo I defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) dovrebbero essere presenti in tutte le scuole e in tutte le università italiane. Sono questi i contenuti del progetto legislativo dell’Onorevole Nino Minardo che reca “Disposizioni in materia di dotazione di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle Università”. Una proposta di legge che rappresenta un passo importante per consentire la diffusione dell’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) anche a personale non sanitario opportunamente formato, nella convinzione che l’utilizzo di tale apparecchiatura possa prevenire o quanto meno ridurre il numero di morti per arresto cardiaco. In Italia, infatti, le vittime di arresto cardio-circolatorio sono circa 70.000 all’anno e l’80% dei decessi avviene lontano dalle strutture sanitarie: nelle abitazioni private, negli uffici pubblici, nelle strade e nelle piazze, nei luoghi di lavoro, eccetera. Molto spesso o sistemi di soccorso hanno tempi di intervento troppo lunghi rispetto al necessario, magari a causa del traffico cittadino o delle distanze. In caso di arresto cardiaco, però, il fattore tempo è decisivo: per scongiurare danni irreparabili, infatti, è necessario intervenire in meno di 5 minuti. In diverse province italiane sono attivi da tempo progetti che prevedono la collocazione sul territorio di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico (PAD). Attualmente vige l’obbligo di dotazione e di impiego dei defibrillatori semiautomatici esterni solamente per le società sportive dilettantistiche e professionistiche. Con la presente proposta di legge, invece, si prevede che in ogni struttura scolastica e in ogni università sia presente almeno un defibrillatore semiautomatico esterno ed eventuali altri dispositivi salvavita, se non altro perché all’interno degli istituti scolastici si svolgono regolarmente attività sportive. L’On.le Minardo ha presentato questa proposta di legge con la ferma convinzione che anche “il defibrillatore deve andare a scuola”. La sicurezza che regala questo apparecchio si riflette anche in maggior serenità degli insegnati e del personale scolastico ed è un ottimo “alleato salvavita”. Fonte: http://www.giornaleibleo.it/2018/08/nino-minardo-propone-defibrillatori-in-tutte-le-scuole-e-le-universita/ #### Defibrillatori negli impianti sportivi: «Basta rinvii» Il prossimo 30 giugno scadrà il quarto rinvio per l’entrata in vigore del Decreto Balduzzi. Le 132 associazioni del coordinamento Conacuore chiedono che non venga più prorogato.   “Basta rinvii. Chiediamo che il decreto Balduzzi venga applicato una volta per tutte”. È l’appello, non privo di amarezza, di Giuseppe Ciancamerla e Giovanni Spinella, rispettivamente il nuovo e il passato presidente del Coordinamento nazionale associazioni del cuore (Conacuore), che hanno lanciato, a nome delle 132 realtà che rappresentano, durante il recente Congresso nazionale dell’associazione. Il Decreto Balduzzi, in vigore dal 24 aprile 2013, obbliga le società sportive, sia quelle professionistiche che quelle amatoriali, a dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) e di personale addestrato al loro utilizzo. Le società professionistiche si sono già messe in regola, mentre l’obbligo per quelle dilettantistiche va avanti a colpi di proroghe. Il prossimo 30 giugno prossimo scadrà il quarto rinvio. “Ulteriori proroghe non avrebbero più nessuna giustificazione” – ha sottolineato lo stesso ex ministro Balduzzi. Ma tra gli associati di Conacuore si teme addirittura che la legge possa essere riportata in Aula e riscritta. Fino a questo momento, tra l’altro, saremmo l’unico Stato europeo ad obbligare le società sportive (professionistiche e non) a dotarsi di defibrillatori semiautomatici (o automatici) esterni. Il Decreto Balduzzi, infatti, è considerato una delle legislazioni più all’avanguardia in tema di salute pubblica. La preoccupazione di Vincenzo Castelli, vicepresidente di Conacuore e presidente della Fondazione Giorgio Castelli Onlus (Giorgio era suo figlio, calciatore dilettante morto a 17 anni durante un allenamento a causa di un arresto cardio-circolatorio), è quella di fermare il tragico conteggio delle persone che continuano a morire sui campi da gioco a causa di un arresto cardiaco. La Fondazione stessa, tramite un’indagine via web, ha raccolto il numero di 1.149 decessi per morte cardiaca improvvisa avvenuti nell’arco degli ultimi i 12 anni che hanno riguardato soprattutto lo sport amatoriale e dilettantistico (solo 3 i decessi tra i professionisti). “Il Decreto Balduzzi intendeva non solo dotare gli impianti sportivi di un defibrillatore e di personale che sapesse adoperare l’apparecchio – ha sottolineato Castelli –, ma anche creare un sistema virtuoso che consentisse di intercettare eventuali patologie che potevano rendere non attuabile l’attività fisica per alcuni soggetti, quindi sostanzialmente l’estensione anche al mondo amatoriale di accertamenti che miravano a verificare se quei cuori potevano o meno sostenere attività sportiva”. D’altra parte, anche lavori scientifici recenti hanno confermato l’efficacia del soccorso a bordo campo, con una sopravvivenza in caso di arresto cardiaco che ha raggiunto circa il 60% e una mortalità scesa al 40%. “Dal primo gennaio al 31 dicembre 2016 si sono verificati 140 decessi in ambito sportivo per morte cardiaca improvvisa: se la legge Balduzzi fosse stata applicata, quante di queste persone si sarebbero potute salvare? Non lo so, e non lo saprà mai nessuno, ma probabilmente qualcuno sarebbe ancora in mezzo a noi” – ha concluso. Al di là degli obblighi normativi, poi, occorre fare i conti con una realtà tutta particolare per quanto riguarda la formazione all’uso del defibrillatore e spesso anche al posizionamento dei dispositivi stessi. In Italia, per potere utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno occorre essere maggiorenni e aver seguito un corso di formazione BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). Il Decreto Balduzzi prevede che i corsi possano essere tenuti da enti di formazione accreditati dalle varie Regioni, che poi rilasciano un attestato. L’autorizzazione all’utilizzo del DAE, però, spetta alle centrali del sistema 112-118. “L’Italia è forse l’unica nazione al mondo ad avere due sistemi di riconoscimento legale per potere usare un defibrillatore” – ha sottolineato Leonardo Braschi, Formatore FULL-D del Comitato Regionale Toscana della Croce Rossa Italiana. “Le linee guida dell’European Resuscitation Council ribadiscono che sono fondamentali le cosiddette istruzioni pre-arrivo da parte degli operatori della Centrale 118 i quali, per telefono, addestrano lì per lì chi si trova sul posto indicando loro dove trovare il defibrillatore e insegnando loro ad utilizzarlo” – ha poi continuato. Dora Caputo, invece, consigliere dell’Italian Resuscitation Council, ha raccontato come nella sua Campania tutte le scuole siano state dotate di defibrillatore. “Spesso, però, ho potuto constatare che il defibrillatore è chiuso a chiave in presidenza oppure che ci sono due defibrillatori posizionati nell’atrio, uno di fronte all’altro, mentre le palestre della scuola ne sono sprovviste. Inoltre, spesso manca il personale addestrato ad utilizzare il DAE” – ha poi concluso. Secondo il professor Renato Balduzzi, padre del decreto che porta il suo nome, non esiste nessuna vera riforma che non pesti i piedi a qualcuno. Dunque le “resistenze” incontrate dalla sua legge sarebbero una conferma indiretta della portata innovativa del provvedimento. “Tutte le proroghe che sono state fatte alla legge sono state giustificate con la necessità di completare i programmi di formazione. Benissimo. Siccome, però, ci sono stati ben 47 mesi per portare a termine tali programmi, ritengo che non ci sia più alcuna ragione per estendere ulteriormente l’entrata in vigore del decreto” – ha dichiarato l’ex Ministro. Anche noi siamo pienamente d’accordo con il professor Balduzzi. Fonti: http://www.corriere.it/salute/cardiologia/17_giugno_09/defibrillatori-impianti-sportivi-legge-balduzzi-c284c250-4cf2-11e7-a0c3-52aebd58a53d.shtml http://www.conacuore.it/ #### Defibrillatori negli stabilimenti balneari: indice di protezione dei dispositivi. In vista dei nuovi obblighi di legge riguardo la dotazione di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) da parte degli stabilimenti balneari di varie regioni d’Italia (Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Calabria, Puglia, etc…), è importante approfondire il significato e le implicazioni della certificazione IP, che determina in quale misura un dispositivo è protetto dall’ingresso di liquidi e solidi. Nel caso dei DAE, soltanto i defibrillatori samaritan PAD 350P e samaritan PAD 500P della HeartSine sono certificati IP56, mentre gli altri, nella maggior parte dei casi, hanno indice di protezione IP54 o IP55. Come già descritto in un post precedente (https://www.emd112.it/blog/news/indice-protezione-ip-per-defibrillatori-dae/), il primo numero di tale codice indica la protezione dai solidi o polveri, mentre il secondo indica la protezione dai liquidi. In particolare, i dispositivi con IPX4 presentano un involucro in grado di proteggerli da lievi schizzi d’acqua, mentre i defibrillatori con IPX5 sono protetti anche da getti d’acqua a bassa pressione. Solo l’indice di protezione IP56 garantisce una protezione contro forti getti d’acqua e contro l’acqua di mare. #### Defibrillatori nei condomini: arriva una proposta di legge Previsto un contributo statale per agevolare l’acquisto dei defibrillatori nei condomini Fino ad oggi l’obbligo della presenza dei defibrillatori era stato introdotto dal Decreto Balduzzi, la legge, entrata in vigore il 1° luglio 2017, che ha imposto la presenza dei DAE in tutti gli impianti sportivi in cui si pratichi attività fisica ad elevato impegno cardiocircolatorio. Tale obbligo, ormai è risaputo, non riguarda solamente le società sportive professionistiche, ma anche quelle dilettantistiche. Sulla scia della normativa Balduzzi, le regioni, alle quali è comunque stato demandato il compito di garantire la diffusione dei defibrillatori non ospedalieri, nonché di predisporre programmi di formazione e corsi di addestramento BLS-D per i soccorritori non medici, hanno portato avanti proprie iniziative prevedendo la possibilità di dotare, ad esempio, anche alcuni stabilimenti balneari di tale dispositivo salvavita. La proposta di legge per cardio-proteggere i condomini ha ad oggetto un contributo statale per agevolare l’acquisto dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) e una riduzione dell’IVA dal 22% al 4% in condomini con più di dieci unità abitative. In questa proposta, presentata alla Camera il 29 settembre, si legge che in Italia le vittime di arresto cardiaco sono circa 70.000 all’anno e oltre l’80% dei decessi avviene lontano da ospedali e strutture sanitarie: a casa, sul lavoro, per strada, nel tempo libero. Ciò è dovuto, nella maggior parte dei casi, al tempo di intervento dei soccorritori che, mediamente, si aggira attorno a 12-15 minuti: un tempo lunghissimo se si pensa che per ogni minuto che passa la percentuale di sopravvivenza si abbassa del 10% circa. È indubbio, dunque, che garantire un ambiente cardio-protetto e, quindi, un intervento tempestivo in emergenza è di fondamentale importanza. I contenuti della proposta di legge Il 29 settembre, come dicevamo poc’anzi, è stata presentata alla Camera e assegnata in questi giorni alla Commissione Affari Sociali. Il firmatario è Filippo Gallinella del Movimento 5 Stelle. I contenuti essenziali della proposta sono: Agevolazioni fiscali, pari a una detrazione del 50% del costo di acquisto, per i condomini che decidano di dotarsi di un DAE. Tali agevolazioni saranno elargite attraverso un fondo di 5 milioni di euro (articolo 2) istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze. Documentazione che attesti la partecipazione di almeno un residente ogni dieci del condomino, di età non inferiore a 16 anni, a un corso BLS-D, secondo quanto disposto dalle «Linee-guida per il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extra ospedaliero dei defibrillatori semiautomatici», nonché dal decreto interministeriale 18 marzo 2011. Tale documentazione è importante per accedere al fondo (art. 3). Modifica alla tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, con lo scopo di ridurre dal 22% al 4% l’aliquota dell’IVA sui DAE, equiparandoli agli altri dispositivi medici elencati nella stessa tabella A (art. 4). Campagna di sensibilizzazione sulla legge e sull’importanza del primo soccorso in emergenza da parte del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze (art. 5). Di seguito, il link alla proposta di legge n. 4669 del 29 settembre 2017: http://documenti.camera.it/apps/CommonServices/getDocumento.ashx?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl_html&codice=17PDL0055350&idLegislatura=17 Fonte: http://www.condominioweb.com/defibrillatori-condominio.14311   #### Defibrillatori obbligatori per scuole, università, aeroporti, scali ferroviari, scali marittimi, aerei, treni, navi e pubblica amministrazione Si è concluso l’iter in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati del testo unificato in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero. Delle 46 proposte emendative presentate in Commissione Affari Sociali al disegno di legge in tema di defibrillatori, 17 sono state approvate martedì 16 Luglio 2019 dai deputati della XII Commissione. Sarà presto legge la proposta sull’importante presidio salvavita. Per le Pubbliche Amministrazioni l’obbligo di installazione dei defibrillatori, è stato prorogato (di 3 anni!!) dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2025. Il programma previsto dallo stesso emendamento è accompagnato da misure volte alla diffusione e promozione della cultura del soccorso e delle manovre salvavita verso gli studenti. Le scuole e le università sono stati identificati come luoghi prioritari per l’installazione dei defibrillatori. Il testo unificato propone l’obbligo dei defibrillatori anche in negli scali aerei, ferroviari marittimi, sui mezzi di trasporto e pubbliche amministrazioni. Queste ultime disposizioni sono state sposate dall’articolo 1 all’articolo 4; la diversa collocazione nel testo si è resa opportuno al fine di meglio precisare che i finanziamenti recati dall’articolo 1 (4 milioni Euro per il 2020 e 2 milioni di Euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022) si riferiscono esclusivamente all’installazione di defibrillatori negli uffici pubblici. Attualmente vige l’obbligo di dotazione e impiego dei defibrillatori per le società ed associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche (Decreto Balduzzi), ora l’obbligo del defibrillatore sarà esteso in ogni scuola e università, dove abitualmente vengono svolte attività sportive. Purtroppo come nel caso del DL Balduzzi, si è fatto ricorso alle proroghe, largamente impiegate nel nostro paese. Trattandosi di un dispositivo salvavita, questi 3 anni di ritardo, potrebbero avere conseguenze spiacevoli. Il DDL è formato da 9 articoli in formato integrale: Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero TESTO UNIFICATO ELABORATO DAL COMITATO RISTRETTO,ADOTTATO COME TESTO BASE DALLA COMMISSIONE Articolo 1. (Disposizioni in materia di obbligo di installazione di defibrillatori semiautomatici e automatici) 1. È fatto obbligo alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,n. 165, e ai gestori di pubblici servizi di cui all’articolo 2, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, di dotarsi, entro il 31 dicembre 2022, di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE) e di personale formato ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 120,come modificata dalla presente legge, nel rispetto delle modalità indicate dalle Linee-guida di cui all’accordo 27 febbraio2003 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2003, e del decreto del Ministero della salute 18marzo 2011.2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, sentiti i Ministeri interessati, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuati i parametri e i criteri in base ai quali assegnare la priorità nell’obbligo di installazione della suddetta apparecchiatura medica nei luoghi di pertinenza delle amministrazioni e degli enti di cui al comma 1. I predetti parametri e criteri devono tener conto dell’apertura al pubblico, della loro ubicazione, del bacino di utenza di riferimento nonché dei tempi di arrivo dei mezzi di soccorso e, ove possibile, l’analisi dei dati epidemiologici di arresto cardiaco per valutare il rischio relativo in relazione alla serie storica. È comunque da ritenersi prioritaria l’installazione dei DAE nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle Università, secondo i criteri individuati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca con il decreto di cui al presente comma. 3. All’obbligo di cui al comma 1, e con le modalità di cui al comma 2, sono tenuti gli scali aerei, ferroviari e marittimi, nonché i mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, che effettuano tratte con una percorrenza continuata di una durata di almeno quattro ore. 4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, sono stabiliti i criteri e le modalità per l’installazione di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, opportunamente segnalati da adeguata cartellonistica, nonché eventuali deroghe dal medesimo obbligo di installazione, favorendo laddove possibile la loro collocazione in luoghi accessibili h24 anche alla comunità. 5. Per le procedure di acquisto dei DAE esterni, le amministrazioni e gli enti di cui al comma 1 si avvalgono degli strumenti di Mercoledì 10 luglio 2019— 281 —Commissione XII acquisto e di negoziazione messi a disposizione da CONSIP S.p.A. ovvero dalle centrali di committenza regionali. 6. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai precedenti commi, sono stanziate, quale contributo dello Stato, risorse nei limiti di 4 milioni euro per il 2020 e 2milioni di euro per ciascuno degli anni2021 e 2022. 7. A copertura degli oneri di cui al comma 8 si provvede, per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, nei limiti ivi previsti, mediante corrispondenti riduzioni dello stanziamento del Fondo speciale diparte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell’ambito del pro-gramma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. Articolo 2. (Installazione dei DAE nei luoghi pubblici) 1. Gli enti territoriali adottano propri regolamenti al fine di prevedere l’installazione, nel proprio territorio, di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico, 24 ore su 24, adeguatamente segnalate. Le postazioni sono dotate di sistemi automatici di chiamata e segnalazione ai servizi d’emergenza.2. I DAE installati in luoghi pubblici devono essere collocati, ove possibile, in teche accessibili, 24 ore su 24, anche dall’esterno rispetto al luogo stesso e devono essere muniti di apposita segnaletica che indichi la posizione del dispositivo in maniera ben visibile e univoca, secondo la codificazione internazionale corrente.3. Gli enti territoriali incentivano, anche attraverso l’individuazione di misure premiali, le installazioni di DAE semiautomatici e automatici nei centri commerciali, condomini, alberghi e strutture aperte al pubblico nel rispetto della normativa vigente. Articolo 3. (Modifiche alla legge 3 aprile 2001, n. 120) 1. Alla legge 3 aprile 2001, n. 120, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 dell’articolo 1 è sostituito dal seguente: « 1. L’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico è consentito anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. In assenza di personale sanitario o non sanitario formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco è comunque consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico anche a chi non sia in possesso dei requisiti di cui al primo periodo. In ogni caso, non sono punibili le azioni connesse all’uso del defibrillatore nonché alla rianimazione cardiopolmonare intraprese dai soggetti non in possesso dei predetti requisiti che agiscano per stato di necessità ai sensi dell’articolo 54 del codice penale, nel tentativo di prestare soccorso a una vittima di sospetto arresto cardiaco »; b) il titolo è sostituito dal seguente:« Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extra ospedaliero ». Articolo 4. (Dotazione e utilizzo dei DAE da parte delle società sportive dilettantistiche e professionistiche) 1. All’articolo 7 del decreto-legge 13settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, sono apportate le seguenti modificazioni: a ) al comma 11, dopo le parole:« professionistiche che dilettantistiche, » sono inserite le seguenti: « sia durante le competizioni sia durante gli allenamenti e le altre attività correlate compresi trasferimenti e ritiri, »; Mercoledì 10 luglio 2019— 282 —Commissione XII b) dopo il comma 11, è aggiunto il seguente: « 11-bis. È fatto obbligo alle società sportive di cui al comma 11, che utilizzano gli spazi di impianti pubblici, di condividere il dispositivo DAE con coloro che utilizzano gli impianti stessi. Ove l’impianto sportivo coincida con quello di una scuola, è fatto obbligo, tramite stipulazione di un accordo formale, di condividere il dispositivo DAE con l’istituto scolastico. In ogni caso, il dispositivo DAE deve essere notificato e registrato presso la Centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria 118 territorialmente competente a cui deve essere altresì comunicato, attraverso opportuna modulistica informatica, la precisa collocazione del dispositivo, le sue caratteristiche, marca e modello, gli orari di accessibilità al pubblico, le date di scadenza delle parti deteriorabili quali batterie e piastre adesive. ».2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute provvede a modificare il Decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013, al fine di adeguarlo alle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo. Articolo 5. (Introduzione dell’insegnamento della rianimazione cardiopolmonare di base e uso del DAE) 1. Al comma 10, articolo 1, della legge13 luglio 2015, n. 107, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Le iniziative di formazione di cui al presente comma devono comprendere anche le tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base e l’uso del defibrillatore esterno. Le predette iniziative sono estese al personale docente e al personale amministrativo tecnico e ausiliario. ».2. Ogni istituzione scolastica, nell’ambito della propria autonomia, provvede ad organizzare le iniziative di formazione di cui al comma 10, articolo 1, legge 13 luglio 2015, n. 107, come integrato dalle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo, programmando le attività, anche in rete di scuole, in accordo con le strutture sanitarie e di volontariato. Articolo 6. (Registrazione dei DAE presso le Centrali operative del sistema di emergenza sanitaria 118) 1. Al fine di consentire la localizzazione del DAE più vicino in caso di un evento di arresto cardiaco, e fornire indicazioni per il suo reperimento ai chiamanti o ad altri soccorritori, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i soggetti pubblici e privati che siano già dotati di un DAE devono darne comunicazione alla Centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria 118 territorialmente competente, specificando il numero di dispositivi, le caratteristiche, marca e modello, la loro precisa ubicazione, gli orari di accessibilità al pubblico, le date di scadenza delle parti deteriorabili, quali batterie e piastre adesive, nonché gli eventuali nominativi dei soggetti in possesso della certificazione all’uso dei DAE. Per l’acquisto dei DAE successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, all’atto della vendita il fornitore o il venditore deve comunicare, attraverso modulistica informatica, alla Centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria 118 territorialmente competente, sulla base dei dati forniti dall’acquirente, l’indirizzo dove è prevista l’installazione del DAE e il nominativo del medesimo acquirente, previa autorizzazione al trattamento dei dati personali.2. Nei luoghi pubblici presso i quali è presente un DAE registrato ai sensi del comma 1 deve essere individuato un soggetto responsabile del corretto funzionamento dell’apparecchio e dell’adeguata informazione all’utenza sullo stesso. La Centrale operativa del sistema di emergenza Mercoledì 10 luglio 2019— 283 —Commissione XII sanitaria 118 territorialmente competente, sulla base dei dati forniti dall’acquirente, presta un servizio di segnalazione periodica delle date di scadenza delle parti deteriorabili.3. Presso il Ministero della salute è istituito il registro nazionale informatizzato dei DAE installati in luoghi pubblicie privati. 4. Con decreto del Ministro della salute, da adottare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per la realizzazione del registro di cui al comma 3, attraverso le informazioni trasmesse dalle Centrali operative del sistema di emergenza sanitaria 118. 5. I DAE sono connessi al sistema di monitoraggio remoto rappresentato dalla Centrale operativa del 118 più vicina. Il monitoraggio del dispositivo consente di indicare lo stato operativo in tempo reale, la tracciabilità della scadenza delle parti deteriorabili, quali piastre adesive e batteria, e la segnalazione di eventuali malfunzionamenti. Articolo 7. (Applicazioni mobili, software e obbligo istruzioni) 1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità operative per la realizzazione e l’adozione di un’unica applicazione mobile con interfaccia valida su tutto il territorio nazionale e di software integrati con le Centrali operative regionali del 118, per la rapida geolocalizzazione dei soccorritori e dei DAE esterni, al fine di allertare e reclutare i possibili primi soccorritori e localizzare il DAE più vicino. I soccorritori, reclutabili attraverso l’applicazione di cui al presente comma, sono individuati tra quelli registrati su base volontaria nei database della Centrale operativa del 118 territorialmente competente, che hanno sostenuto e superato il corso BLSD.2. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si provvede nei limiti di 250.000 euro per l’anno 2019 e 500.000 euro per l’anno 2020, mediante riduzione dello stanziamento del Fondo speciale diparte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le Centrali operative del 118 presenti sul territorio nazionale sono tenute a impartire al telefono, secondo un protocollo definito e standardizzato predisposto dal Ministero della salute, le istruzioni « pre-arrivo » sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e sull’uso del DAE nonché, ove possibile, a fornire indicazioni sulla posizione del DAE più vicino. Articolo 8. (Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre1972, n. 633) 1. Dopo il numero 1-quater) della tabella A, parte II-bis, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è inserito il seguente: « 1-quinquies)defibrillatori semiautomatici e automatici esterni. ».2. A copertura degli oneri di cui al comma 1, si provvede: a) per l’anno 2019, mediante riduzione di 1 milione di euro della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10,comma 5, del decreto legge 29 novembre Mercoledì 10 luglio 2019— 284 —Commissione XII 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; b) dall’anno 2020, mediante riduzione di 4 milioni di euro annui, dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell’ambito del programma« Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. Articolo 9. (Campagne di informazione e di sensibilizzazione) 1. Al fine di promuovere la cultura del primo soccorso in situazioni di emergenza, il Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, promuove ogni anno negli istituti di istruzione primaria e secondaria una campagna di sensibilizzazione rivolta al personale docente e non docente, agli educatori, ai genitori e agli studenti, finalizzata a informare e sensibilizzare sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e sull’uso dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni, sulla base dei contenuti e delle indicazioni già previste da enti nazionali e internazionali.2. Il Ministero della salute promuove, inoltre, nell’ambito delle campagne di sensibilizzazione sociale, la diffusione della conoscenza degli elementi di primo soccorso e delle tecniche salvavita, provvedendo altresì ad informare in modo adeguato sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni in caso di intervento su soggetti colpiti da un arresto cardiaco. L’attività di informazione e comunicazione di cui al presente comma costituisce messaggio di utilità sociale e di pubblico interesse ai sensi dell’articolo 3 della legge 7 giugno 2000, n. 150. 3. Ai fini dell’attuazione dei commi 1 e 2 è autorizzata la spesa di 50.000 euro per l’anno 2019 e 150.000 euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021,nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. Solo in Italia, ogni anno si registrano 60.000 morti per arresto cardiaco, ovvero 164 al giorno, circa 7 ogni ora. I tempi di intervento sono molto stretti, circa 5 minuti per evitare conseguenze permanente date dalla mancanza di ossigeno di organi e tessuti, per un massimo di 10 minuti. Solo con un defibrillatore nelle immediate vicinanze (ben segnalato e correttamente mantenuto), è possibile salvare delle vite, nell’80% dei casi! Siamo quindi lieti di andare nella giusta direzione, ci auguriamo che la sensibilità sull’argomento porti ad una dotazione dei defibrillatori da parete delle PA prima del termine ultimo di dotazione, poiché 6 anni da oggi sembrano un po’ troppo lunghi. Cardioproteggere su larga scala implica dei costi importanti. E’ importante considerare: Costo di acquisto del defibrillatore. Costo di manutenzione del defibrillatore (costo batteria e elettrodi). Durata dei consumabili, quindi prendere come riferimento il costo tra acquisto e manutenzione di un periodo di 8-10 anni (un piccolo risparmio sull’acquisto può portare a spese ben più grandi di manutenzione negli anni). Qualità: è uno strumento salvavita, la qualità da la differenza. Supporto: non tutte le aziende che producono/commercializzano defibrillatori offrono servizi di assistenza di pre e post vendita o gestiscono progetti PAD (Public Access Defibrillator). Garanzie: alcuni DAE non dispongono di certificazioni che potrebbero divenire obbligatorie nel nostro paese (es FDA) oppure non sono compliance alla Medical Devices Regulation (MDR) – 745/2017 che sarà obbligatoria da Maggio 2020.  Dotarsi di DAE che non saranno a norma con le sempre più restringenti disposizioni in materia è un rischio concreto. Fonti: Camera.it Ansa.it Infermieristicamente.it Quotidianosanità.it #### Defibrillatori obbligatori: attesa a ottobre l’approvazione del Senato del testo di legge Attesa a ottobre la nuova legge sull’obbligo dei defibrillatori nella Pubblica Amministrazione e altre aree, verso l’approvazione del testo di legge in materia di defibrillatori, che già a ottobre potrebbe essere approvata dal Senato ponendo finalmente l’Italia tra i Paesi più avanzati nel soccorso in caso di arresto cardiaco. La finalità della legge è quella di formare una rete capillare di defibrillatori automatici e semiautomatici, distribuiti sul territorio nazionale, prevedendone la presenza in numerosi luoghi pubblici e ad altro transito: navi, aerei, treni, stazioni ferroviarie, aeroporti, porti, negli uffici postali, aziende, scuole, asili, università, condomini. Nel testo della legge viene introdotto anche una APP in grado di fornire indicazioni in tempo reale sulla disponibilità dei defibrillatori nell’area in cui ci troviamo. Chiamando i soccorritori del 112, gli operatori potranno dare informazioni sull’ubicazione del defibrillatore più vicino (chi lo acquista infatti avrà l’obbligo di registrarsi a questa APP), ma anche il personale formato con corsi BLSD più vicino. In ogni caso, fino al sopraggiungere di eventuale personale formato, forniranno indicazioni anche ai presenti sull’impiego del defibrillatore, anche senza nessuna competenza. Ormai sono numerosi i casi accertati di personale non formato che sotto la guida remota dei soccorritori hanno impiegato con successo il defibrillatore salvando molte vite. Nel testo di legge è indicato l’obbligo di formare i ragazzi fin dai primi anni scolastici, sottolineando che viene sollevato da ogni responsabilità penale il volontario che utilizza i defibrillatori. Saranno quindi programmati corsi di primo soccorso e BLSD. Le aspettative è che la legge non venga distorta o che subisca dannose proroghe, portando all’entrata in vigore e all’obbligo in tempi accetabili. #### Defibrillatori obbligatori: proposta di legge per obbligo DAE mezzi trasporto, stazioni ferroviarie, marittime e aeree Giovedì 9 maggio 2019 la Commissione Affari Sociali alla Camera, ha avviato il procedimento di esame della proposta di legge a prima firma Giorgio Mulè (FI) che al fine di tutelare la salute e prevenire le numerose morti di natura cardio-circolatoria, introduce l’obbligo di impiego del defibrillatore all’interno degli aeroporti, stazioni ferroviarie, stazioni marittime e a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, inoltre a provvedere alla formazione BLSD del personale. Abbiamo più volte ripreso appelli provenienti da Associazioni Onlus, indirizzati ai vertici di ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), Ferrovie dello Stato, etc… In condizioni di emergenza derivanti da un arresto cardiaco improvviso, elementi fondamentali in grado di garantire la sopravvivenza del soggetto colpito, sono rappresentati dalla capacità di eseguire manovre di rianimazione cardiopolmonare utili a guadagnare tempo in attesa dell’arrivo dei soccorsi nonché dalla defibrillazione precoce, poiché l’arresto cardiaco determina, molto spesso, una condizione di fibrillazione ventricolare, cioè di aritmia grave. Solo intervenendo entro i primi 3-5 minuti dall’evento, è possibile salvare una vita senza danni dovuti all’ipossia celebrale (mancanza di ossigeno al cervello), mentre è possibile salvare ugualmente fino al 10°, con danni più o meno gravi fino alla paralisi totale e stato vegetativo. La percentuale di riuscita è del 10% ogni minuto che passa dal sopraggiungere dell’arresto cardiaco. E’ evidente che i soccorritori del 112 difficilmente potranno sopraggiungere sul posto ed applicare il DAE entro i primi 3-5 minuti. Diviene così fondamentale che i defibrillatori siano presenti e distribuiti in modo capillare sul territorio, in modo da poter essere impiegati dai presenti. E’ importante aggiungere che, laddovè vi è un obbligo di legge per la dotazione del defibrillatore vi è l’obbligo di mantenerlo sempre efficiente, ben segnalato e anche l’obbligo di formare il personale con apposito addestramento BLSD (e relativi re-training di aggiornamento). Al contrario, i defibrillatori pubblici possono essere impiegati da chiunque, anche senza competenze e formazione specifica. Nel caso in cui ci trovassimo di fronte ad una persona con perdita dei sensi (da laici senza competenze), la prima azione è chiamare il 112. L’operatore del 112 guiderà il soccorritore cercando di capire meglio lo stato e fin da subito invitando a chiedere ai presenti di reperire un defibrillatore se disponibile, oppure invitando a cercarlo in prima persona qualora fossimo gli unici presenti. L’operatore del 112 guiderà quindi il soccorritore nelle operazioni di impiego del DAE, supportato anche dai richiami audio-visivi dei moderni defibrillatori. “La defibrillazione elettrica rappresenta di fatto l’unico intervento possibile, che ovviamente deve essere attuato con la massima tempestività a seguito del malore e della perdita di conoscenza. Il Defibrillatore è un apparecchio in grado di analizzare il ritmo cardiaco e di indicare al soccorritore se la scarica salvavita sia necessaria o meno nonché un sistema di caricamento automatico finalizzato alla scarica elettrica – spiega Maria Lapia (M5S) – il ricorso a un defibrillatore completamente automatico prevede semplicemente l’apposizione di elettrodi al paziente e l’accensione del dispositivo che, nel giro di pochi secondi, svolge la predetta analisi e, in presenza di fibrillazione ventricolare o di tachicardia ventricolare con caratteristiche prestabilite, eroga la scarica elettrica. Nel caso di utilizzo di dispositivi semiautomatici, invece, la scarica viene erogata a seguito della conferma da parte dell’operatore, che riceve dallo stesso strumento informazioni sulla eventuale presenza di fibrillazione ventricolare”. Viene poi rimessa a un decreto del Ministro della Salute, da adottare di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, previa intesa in sede di Conferenza Unificata, la fissazione dei criteri e delle modalità per l’attuazione delle disposizioni prevista dalla proposta di legge. L’articolo 2 riguarda, infine, l’entrata in vigore della legge. Di seguito il testo completo della proposta di legge , disponibile anche in versione pdf.   CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI MULÈ, GELMINI, SOZZANI, MINARDO, BIGNAMI, FIORINI, NOVELLI, MUGNAI, BATTILOCCHIO, RIPANI, MARIN, PITTALIS, PETTARIN, BAGNASCO, CASCIELLO, NAPOLI, D’ATTIS, VITO, ZANELLA, PALMIERI, SACCANI JOTTI, PAOLO RUSSO, RUFFINO, GIACOMETTO, BARTOLOZZI, PORCHIETTO, CANNATELLI, MAZZETTI, RUGGIERI, BERGAMINI, SCOMA, ROTONDI, SQUERI, BIANCOFIORE, MILANATO, ROSSO, CARRARA, ANNA LISA BARONI, SILLI, SARRO, POLIDORI, ZANGRILLO, NEVI, CASSINELLI, CATTANEO, FASCINA, ROSSELLO, LABRIOLA, FERRAIOLI, VIETINA, PENTANGELO, ELVIRA SAVINO, GAGLIARDI, VERSACE, MUSELLA, PEREGO DI CREMNAGO, FASANO, MARROCCO, ANGELUCCI, FATUZZO, GERMANÀ Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero Presentata il 24 settembre 2018 ONOREVOLI COLLEGHI! Il report ISTAT «L’evoluzione della mortalità per causa: le prime 25 cause di morte» pubblicato nel 2017 con riguardo al periodo 2003-2014 riporta che sia nel 2003 che nel 2014 le prime tre cause di morte in Italia sono le malattie ischemiche del cuore, le malattie cerebrovascolari e le altre malattie del cuore (rappresentative del 29,5 per cento di tutti i decessi). Il tempo successivo ad un arresto cardiaco è di fondamentale importanza. Come dimostrano gli studi, ogni minuto di ritardo nel somministrare la scarica elettrica riduce del 5-10 per cento la possibilità di ripristinare il funzionamento del cuore. La tempestività iniziale, contemporanea e successiva al malore è quindi fondamentale, come pure la capacità di chi è testimone del malore di riconoscerne la gravità. Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati XVIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI dando subito l’allarme e indicando correttamente i dati sulle condizioni del paziente che sono richiesti dagli operatori di primo soccorso. Ulteriore elemento che può fare la differenza tra la sopravvivenza e il decesso è rappresentato dalla capacità di eseguire manovre di rianimazione cardiopolmonare utili a guadagnare tempo in attesa dell’arrivo dei soccorsi, nonché dalla defibrillazione precoce, poiché l’arresto cardiaco determina, molto spesso, una condizione di fibrillazione ventricolare, cioè di aritmia grave. Infine, come precedentemente asserito, il trasporto veloce in un centro specialistico di rianimazione è fattore imprescindibile, almeno fintanto che il luogo in cui si sono verificati il malore e l’arresto cardiaco sia di facile raggiungimento, cosa che, ad esempio, su mezzi aerei o navali spesso non è possibile. In tali peculiari emergenze, la defibrillazione elettrica rappresenta di fatto l’unico intervento possibile, che ovviamente deve essere attuato con la massima tempestività a seguito del malore e della perdita di conoscenza. In tal senso, quindi, per salvare vite umane dall’arresto cardiocircolatorio lo strumento tecnologicamente avanzato in caso di primo intervento appare essere il defibrillatore semiautomatico. Con l’acronimo DAE (defibrillatore automatico esterno) si definisce un sistema di analisi del ritmo cardiaco in grado di indicare al soccorritore se la scossa salvavita sia necessaria o meno, nonché un sistema di caricamento automatico finalizzato alla scarica elettrica. Il ricorso a un defibrillatore completamente automatico prevede semplicemente l’apposizione di elettrodi al paziente e l’accensione del dispositivo che, nel giro di pochi secondi, svolge l’analisi di cui sopra e, in presenza di fibrillazione ventricolare o di tachicardia ventricolare con caratteristiche prestabilite, eroga la scarica elettrica. Nel caso di utilizzo di dispositivi semiautomatici, invece, la scarica viene erogata a seguito della conferma da parte dell’operatore, che riceve dallo stesso strumento informazioni sulla eventuale presenza di fibrillazione ventricolare. Il legislatore è intervenuto con la legge 3 aprile 2001, n. 120 (novellata dalla legge 15 marzo 2004, n. 69, e dal decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51) per consentire l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. A tal fine la disposizione di legge ha previsto l’adozione di linee guida definite dal Ministro della salute, con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della medesima legge. Tali linee guida sono state successivamente adottate a seguito dell’accordo del 27 febbraio 2003 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante: « Linee guida per il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici », prevedendo i criteri per l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici, le modalità e i termini per l’autorizzazione al loro impiego e la formazione degli operatori autorizzati all’utilizzo di tali apparecchiature. Successivamente, con la legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante « Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale » (legge finanziaria 2010), il Governo Berlusconi IV, al fine di promuovere la diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici e garantirne la disponibilità in caso di emergenza, autorizzava la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012, subordinando tale spesa a criteri e modalità che sarebbero state individuate con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Con decreto del Ministro della salute del 18 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2011, sondando subito l’allarme e indicando correttamente i dati sulle condizioni del paziente che sono richiesti dagli operatori di primo soccorso. Ulteriore elemento che può fare la differenza tra la sopravvivenza e il decesso è rappresentato dalla capacità di eseguire manovre di rianimazione cardiopolmonare utili a guadagnare tempo in attesa dell’arrivo dei soccorsi, nonché dalla defibrillazione precoce, poiché l’arresto cardiaco determina, molto spesso, una condizione di fibrillazione ventricolare, cioè di aritmia grave. Infine, come precedentemente asserito, il trasporto veloce in un centro specialistico di rianimazione è fattore imprescindibile, almeno fintanto che il luogo in cui si sono verificati il malore e l’arresto cardiaco sia di facile raggiungimento, cosa che, ad esempio, su mezzi aerei o navali spesso non è possibile. In tali peculiari emergenze, la defibrillazione elettrica rappresenta di fatto l’unico intervento possibile, che ovviamente deve essere attuato con la massima tempestività a seguito del malore e della perdita di conoscenza. In tal senso, quindi, per salvare vite umane dall’arresto cardiocircolatorio lo strumento tecnologicamente avanzato in caso di primo intervento appare essere il defibrillatore semiautomatico. Con l’acronimo DAE (defibrillatore automatico esterno) si definisce un sistema di analisi del ritmo cardiaco in grado di indicare al soccorritore se la scossa salvavita sia necessaria o meno, nonché un sistema di caricamento automatico finalizzato alla scarica elettrica. Il ricorso a un defibrillatore completamente automatico prevede semplicemente l’apposizione di elettrodi al paziente e l’accensione del dispositivo che, nel giro di pochi secondi, svolge l’analisi di cui sopra e, in presenza di fibrillazione ventricolare o di tachicardia ventricolare con caratteristiche prestabilite, eroga la scarica elettrica. Nel caso di utilizzo di dispositivi semiautomatici, invece, la scarica viene erogata a seguito della conferma da parte dell’operatore, che riceve dallo stesso strumento informazioni sulla eventuale presenza di fibrillazione ventricolare. Il legislatore è intervenuto con la legge 3 aprile 2001, n. 120 (novellata dalla legge 15 marzo 2004, n. 69, e dal decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51) per consentire l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. A tal fine la disposizione di legge ha previsto l’adozione di linee guida definite dal Ministro della salute, con proprio decreto, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della medesima legge. Tali linee guida sono state successivamente adottate a seguito dell’accordo del 27 febbraio 2003 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante: « Linee guida per il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici », prevedendo i criteri per l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici, le modalità e i termini per l’autorizzazione al loro impiego e la formazione degli operatori autorizzati all’utilizzo di tali apparecchiature. Successivamente, con la legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante « Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale » (legge finanziaria 2010), il Governo Berlusconi IV, al fine di promuovere la diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici e garantirne la disponibilità in caso di emergenza, autorizzava la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2010 e di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012, subordinando tale spesa a criteri e modalità che sarebbero state individuate con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Con decreto del Ministro della salute del 18 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2011, sono stati determinati i criteri e le modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni, prevedendo all’allegato A che le risorse finanziarie stanziate sarebbero state destinate prioritariamente per dotare di defibrillatori semiautomatici esterni a bordo, durante il servizio attivo, i mezzi di soccorso sanitario a disposizione del sistema di emergenza territoriale 118; quelli di soccorso sanitario appartenenti alle organizzazioni di volontariato, alla Croce Rossa italiana e al Dipartimento della protezione civile; i mezzi aerei e navali adibiti al soccorso e al trasporto degli infermi; le ambulanze di soggetti pubblici e privati che effettuano servizio di assistenza e trasporto sanitario. Il richiamato decreto ministeriale prevedeva altresì l’opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i mezzi destinati agli interventi di emergenza della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo della guardia di finanza, della polizia locale, del soccorso alpino e speleologico, delle capitanerie di porto. Il 28 agosto 2018, a titolo tragicamente esemplificativo, il volo Alitalia AZ827 proveniente dall’aeroporto internazionale di Rafic Hariri di Beirut, capitale del Libano, e diretto a Roma, ha operato un atterraggio d’emergenza all’aeroporto Karol Wojtyla di Bari nel tentativo di salvare la vita a un bambino libanese di due anni, già affetto da una grave patologia renale, colpito da un arresto cardiaco. Purtroppo, il minore è deceduto poco dopo l’arrivo. Tale drammatico evento ha indotto numerosi esperti e addetti del settore, tra i quali Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118 (SIS) e direttore del 118 di Taranto, a rilanciare la proposta di dotare tutti i mezzi del trasporto pubblico di defibrillatori e di persone abilitate alla rianimazione cardiopolmonare. Restano, infatti, attualmente esclusi dall’obbligo di dotarsi di defibrillatori numerosi luoghi pubblici e luoghi aperti al pubblico, oltre che mezzi di trasporto pubblici. La presente proposta di legge si prefigge pertanto, all’articolo 1, di introdurre l’obbligo di dotarsi di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE) e di personale formato nei grandi scali e sui mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi (comma 1). Al comma 2 si prevede che i criteri e le modalità per l’attuazione di tale obbligo siano stabiliti entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge con decreto del Ministro della salute, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata. All’articolo 2 si dispone l’entrata in vigore della legge a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. PROPOSTA DI LEGGE Art. 1. (Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero) 1. Al fine di tutelare la salute e prevenire i decessi a causa di malattie ischemiche del cuore e cerebrovascolari e altre malattie del cuore, presso gli scali aerei, ferroviari e marittimi e a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi è fatto obbligo di dotarsi di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE) e di personale formato ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 120. 2. Con decreto del Ministro della salute, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1. Art. 2. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale   Fonti CAMERA DEI DEPUTATI: Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero A.C. 1188 SENATO DELLA REPUBBLICA: Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni sul territorio nazionale #### Defibrillatori obbligatori: si salva il 93% di chi viene colpito da arresto cardiaco Eccetto le attività sportive a ridotto impegno cardiocircolatorio, dal 1° luglio di quest’anno tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche devono dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni e di personale formato al loro utilizzo. Uno studio presentato al convegno europeo di cardiologia a Barcellona, conclusosi da pochi giorni, ha mostrato come su 15 persone colpite da arresto cardiaco mentre facevano sport amatoriale a Piacenza, ben 14 sono state salvate grazie a un defibrillatore. Lo studio, durato 18 anni, ha fatto emergere come la sopravvivenza all’arresto cardiaco abbia raggiunto il 93% nei centri dotati di defibrillatori, contro il 9% dei centri che ne erano privi. Una bella differenza! “La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) è una delle cause principali di morte in Europa: colpisce ogni anno più di 300.000 persone” – ha dichiarato il primo autore dello studio Diego Penela, cardiologo dell’ospedale Guglielmo da Saliceto, Piacenza, Italia. “La possibilità di sopravvivenza diminuisce con ogni minuto in cui la defibrillazione non viene eseguita”. I defibrillatori possono essere utilizzati da personale medico di emergenza ma anche da persone non addestrato, dai cosiddetti laici. Più il defibrillatore è vicino al luogo dove si trova la persona colpita da attacco cardiaco e più aumenta la probabilità di sopravvivenza. Gli arresti cardiaci si verificano più spesso nei centri sportivi ricreativi. Il Progetto Vita (Project Life) di Piacenza ha valutato l’impatto dell’acquisto di DAE da parte di centri sportivi amatoriali sulla sopravvivenza da arresto cardiaco improvviso. Lo studio ha incluso 252 centri sportivi nella provincia di Piacenza. Un totale di 207 (82%) centri sportivi amatoriali ha acquisito un defibrillatore durante il periodo di studio mentre 45 (18%) non lo hanno fatto. Durante i 18 anni di studio, si sono verificati 26 arresti cardiaci improvvisi in centri sportivi dilettantistici, di cui 15 (58%) in centri già dotati dello strumento salva vita. “I nostri risultati mostrano chiaramente come la presenza di un defibrillatore consenta di risparmiare numerose vite: dei 15 pazienti che hanno subito un arresto cardiaco nei centri con un DAE, 14 sono sopravvissuti e non hanno avuto danni neurologici (93%). Nei centri sportivi privi di defibrillatore, invece, i sopravvissuti senza danni neurologici su 11 arresti cardiaci sono stati solamente il 9%” – ha concluso Penela. Fonte: http://www.medicalive.it/defibrillatori-palestra-salvano-vite/ #### Defibrillatori rubati, scenario in Italia, cosa fare e come tutelarsi Con l’aumentare del numero di defibrillatori installati sul territorio, in particolare di DAE a accesso pubblico (strade, piazze, parchi, luoghi sportivi, pubblici uffici, mezzi di trasporto, etc..) si registra anche l’aumento di defibrillatori rubati. Le tipologie di furto sono 2: Bravate: alcune segnalazioni di furti di defibrillatori, hanno portato in seguito all’individuazione dei responsabili: ragazzini. In qualche serata un po’ sopra le righe, questo apparecchio, messo bene in evidenza nei luoghi pubblici (è proprio questo uno degli scopi principali dell’installazione di un DAE, essere ben visibile e riconoscibile), è ritenuto un valido oggetto per fare una bravata e sottrarlo, senza avere nessuno scopo di utilizzo o rivendita. Ricettazione: altri furti invece, vengono effettuati ai fini della rivendita. Questo può avvenire direttamente da parte dei soggetti che hanno rubato i DAE, oppure dai ricettatori che ricevono i DAE rubati che a loro volta li reimmettono sul mercato. Oltre a questi 2 punti principali, si è registrata anche un’altra casistica: l’errore umano. Ad esempio, delle mancanze di DAE dalle teche contrassegnate inizialmente come furti, in realtà erano frutto di un prelievo dei DAE da parte delle persone incaricate per procedere con la loro manutenzione (cambio batteria e/o elettrodi), verifiche di funzionamento o sostituzione. Chiaramente con processi non ottimali, poiché tutto si dovrebbe svolgere sul luogo dove il DAE è installato. Come è possibile tutelarsi e ridurre al minimo il rischio di furti di defibrillatori? Acquistare defibrillatori connessi nativamente (WiFi e/o 3G) che possono essere più facilmente identificati Oggi esistono anche soluzioni esterne, per connettere i DAE non predisposti alla rete tramite apparati esterni. Tuttavia, questi sono facilmente rimovibili e non hanno nessun valore per la tracciabilità in caso di furto Utilizzare una TECA allarmata Esistono molti tipi di teche, ovvero i contenitori dei defibrillatori, in genere chiuse sui 6 lati, ma con il lato frontale trasparente, per riconoscere il DAE e verificarne la presenza. Le teche possono essere semplici contenitori con una chiave di apertura e vetro/plastica frontale predisposta per la rottura in caso di emergenza, teche riscaldate per installazioni in ambienti con temperature o escursioni che vanno al di fuori del range di utilizzo del defibrillatore, teche allarmate, che suonano quando la teca viene aperta. Utilizzare una teca allarmata nei luoghi pubblici, consente di attirare maggiormente l’attenzione sulla situazione. Installare il DAE in una zona videosorvegliata Possibilmente, sarebbe preferibile installare il DAE in una zona video sorvegliata, vicino ad esempio a banche, caserme, scuole, pubblici uffici. La presenza di telecamere è un deterrente importante. Campagne di sensibilizzazione Spesso in occasione delle installazioni dei defibrillatori, assistiamo a presentazioni pubbliche, alle quali seguono articoli sui media locali o nazionali che richiamano tali notizie di cronaca. Possiamo sfruttare meglio queste occasioni per trasmettere dei messaggi specifici rivolti ai presenti e ai lettori: Impegno sociale e etico: il defibrillatore salva le vite, con alta probabilità di successo in caso di arresto cardiaco: fino al 70%. Rubare un defibrillatore, anche per una bravata, può apparire come il furto di un qualsiasi altro apparecchio elettronico (un telefonino o una radio), in realtà viene sottratto un strumento salvavita che può fare la differenza tra la vita e la morte. In Italia ogni anno 1 persona su 1000 muore per arresto cardiaco, circa 8 ogni ora. Non è così remota la possibilità “che quel defibrillatore” possa salvare qualcuno. Rintracciabilità: oggigiorno tutti gli apparecchi medicali e elettronici in generale, hanno numeri di serie. Una delle prime cose che viene effettuata dopo un furto è la denuncia alle autorità segnalando anche il n° di serie del DAE. Coloro che venissero trovati in possesso di DAE rubati, potrebbero essere individuati anche a distanza di anni. Pensiamo ai danni di immagini per le aziende e professionisti. Bene comune: vigilare sui DAE pubblici e segnalare tempestivamente alle autorità furti I defibrillatori pubblici sono da considerare come prima cosa uno strumento salvavita a disposizione della comunità locale (via, piazza, quartiere). Sono questi cittadini che dovrebbero in prima persona vigilare su questi beni pubblici, farsi promotori dell’importanza della presenza dei DAE, e segnalare alle autorità tempestivamente eventuali situazioni sospette o furti. Oggi è possibile avere un defibrillatore di alta qualità anche con soluzioni di noleggio, con circa €20 al mese. Che senso ha acquistare un defibrillatore rubato? Acquistate defibrillatori solo dai soggetti autorizzati a venderli, online o nei negozi, con ricevuta di acquisto o fattura. #### Defibrillatori, arriva il quarto rinvio L’entrata in vigore del Decreto Balduzzi è stata nuovamente prorogata. Purtroppo, è già stato annunciato l’ennesimo rinvio dell’entrata in vigore del Decreto Balduzzi. “Purtroppo” perché l’arresto cardiaco, nel frattempo, continua a mietere vittime! Continua a colpire adulti, giovani e bambini. Continua a colpire sportivi e non. Continua a colpire sul lavoro, per strada, nelle scuole e all’interno degli impianti sportivi. Può colpire chiunque e in qualunque momento. Il nuovo paletto fissato dalle autorità è rappresentato dal primo gennaio 2017. Un mese in più rispetto a quanto stabilito lo scorso luglio. Si tratta quindi del quarto rinvio da quando la norma è stata impostata. Nella prima stesura del decreto Balduzzi, infatti, le società avevano 30 mesi per mettersi in regola; poi sono saliti a 36, poi a 40 mesi e 10 giorni…ora gennaio 2017. Augurandoci che sia la volta buona! In quest’ultimo caso, le motivazioni paiono essere collegate al terremoto che ha colpito il centro Italia l’agosto scorso. Lo slittamento sarebbe volto a favorire le società della zona terremotata che in questo periodo non possono certamente far fronte a questo problema. Per omogeneità, infine, si è deciso di applicare la proroga del Decreto Balduzzi all’intero territorio nazionale. Il tutto è inserito nel D.L. nr. 189/2016 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.), art. 48, comma 18, dove si legge: “Al fine di consentire nei Comuni di cui Allegato 1 (che elenca i Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016, ndr) il completamento delle attività di formazione degli operatori del settore dilettantistico circa il corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici, l’efficacia delle disposizioni in ordine alla dotazione e all’impiego da parte delle società sportive dilettantistiche dei predetti dispositivi, adottate in attuazione dell’articolo 7, comma 11, del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, è sospesa fino alla data del 1° gennaio 2017”. Fortunatamente, però, sono già molte le società sportive che si sono adoperate per acquistare un defibrillatore automatico esterno e per formare adeguatamente il personale addetto al loro utilizzo. Perché a molti è ormai chiaro il ruolo importantissimo che svolgono in caso di arresto cardiaco. Peccato che dalle Istituzioni pare non ci sia un’adeguata attenzione ad un argomento così sentito e delicato. Di seguito riportiamo il link alla nota pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dello Stato: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario. #### Defibrillatori, scatta il rinvio a luglio 2017: migliaia di persone perderanno la vita. È successo ancora: è arrivata l’ennesima proroga all’entrata in vigore del decreto Balduzzi. Purtroppo la notizia è stata confermata. “Purtroppo” perché da oggi al 30 luglio 2017 continueranno a morire di arresto cardio-circolatorio migliaia di persone. In Italia, infatti, sono circa 60.000 all’anno le vittime di arresto cardiaco. Una ogni mille abitanti. Una ogni circa 8 minuti. Forse, il Senatore Franco Panizza, firmatario dell’emendamento che ha fatto slittare di altri 6 mesi l’entrata in vigore del decreto, non è al corrente di questi dati. “La commissione bilancio del Senato ha approvato un mio emendamento al decreto terremoto che proroga fino a luglio 2017 l’entrata in vigore del decreto Balduzzi sull’obbligo dei defibrillatori e di personale autorizzato al loro utilizzo per il mondo del volontariato sportivo” – ha dichiarato. Questa è la quarta volta che viene prorogata la sua entrata in vigore: è la quinta scadenza fissata. Il decreto ministeriale del 24 aprile 2013, infatti, aveva fissato al 20 gennaio 2016 il termine ultimo per dotarsi di un DAE (Defibrillatore Automatico Esterno). La scadenza, poi, venne fatta slittare dapprima al 20 luglio 2016, poi al 30 novembre 2016, al 1° gennaio 2017 ed, infine, al 30 luglio 2017. Con questo ulteriore rinvio, il decreto Balduzzi viene, per l’ennesima volta, violentato nella sua interpretazione originale. Negli impianti sportivi, difatti, non saranno presenti defibrillatori automatici esterni, se non grazie alla sensibilità di alcune realtà che hanno deciso di proteggere i propri atleti in caso di arresto cardiaco con l’installazione di tali dispositivi salvavita e facendo frequentare ai propri dipendenti e/o volontari dei corsi di primo soccorso per imparare ad effettuare le manovre salvavita (corsi BLS-D, Basic Life Support and Defibrillation). L’associazione Emergency Live ha deciso di inviare una lettera aperta al Senatore del gruppo PATT, Franco Panizza. L’intento è quello di fargli comprendere le ragioni di quelle 400.000 persone che hanno sostenuto corsi di primo soccorso e che, quindi, sanno bene quanto sia importante agire presto e bene in caso di arresto cardiaco. Agendo in maniera tempestiva, infatti, è possibile abbattere del 50% il numero dei morti in Italia a causa dell’arresto cardiaco.   Gentile Senatore della Repubblica Panizza, Lei è un eletto del Partito Autonomista Trentino Tirolese, una realtà dove il soccorso è fortemente radicato e strutturato forse nel miglior modo oggi visibile in Italia. È strano scrivere a una persona che dovrebbe essere – da laureato – cosciente del problema sanitario, una lettera con questo tono. Lei oggi, ottenendo la proroga di quasi un anno all’attuazione del decreto Balduzzi, ha ottenuto una cosa che non credo sia per lei piacevole: legare il suo nome alla morte di quasi 60.000 persone ogni anno per arresto cardiaco. È purtroppo un’equazione banale, qualunquista. Ma vera: solo i defibrillatori e il massaggio cardiaco (che si impara in 8 ore di corso) possono salvare una vita in caso di bisogno. Solo una spesa di mille euro (rimborsata al 140% nelle tasse) può fare questo. Ma grazie a lei questo non sarà obbligatorio. Solo grazie a lei, chi ha fatto l’investimento sulla salute si sentirà per almeno un anno, cornuto e mazziato. La sua azione, gentile Senatore, è stata premiata dai voti dei suoi colleghi, che ci renderà noti, speriamo, in una risposta che oggi lei deve dare al mondo del volontariato sanitario. Si, perché se ha evitato che “il mondo del volontariato sportivo andasse in serio pericolo” per colpa dell’installazione di un dispositivo salvavita e per colpa di 8 ore di corso (costo totale dell’operazione, ripetiamo, mille euro; meno di 10 euro ad iscritto in una associazione sportiva piccola), ha invece fatto sì che – in caso di necessità – le persone a fianco di un essere umano, bambino o adulto, in arresto cardio-circolatorio (68.000 tutti gli anni) non ricevano training adeguato per salvargli la vita. Da laureato in Scienze Forestali riteniamo che lei abbia la giusta sensibilità per capire e chiedere quanto sia importante la defibrillazione nel salvare le vite delle persone in caso di arresto cardiaco, perché da frequentatore della montagna sa quanto sia difficile far arrivare un soccorso in località remote, e quanto sia importante, in quei casi, conoscere il primo soccorso. Da navigato politico della sua zona è stupefacente come non abbia interpellato la Croce Rossa o la Croce Bianca del suo territorio: associazioni che si battono da sempre per la salvaguardia sanitaria di tutta la popolazione dell’Alto Adige e del Trentino. Ma avrebbe potuto farlo anche a Roma, sa? Fondazione Castelli, Fondazione Cecchini Cuore, o tramite il comitato scientifico nazionale IRC, o tramite altre migliaia di associazioni e fondazioni che vogliono fermare la piaga delle morti improvvise da arresto cardiaco. Tutti si stanno battendo con migliaia di persone affinché le società sportive installino i defibrillatori nei centri sportivi. Perché solo i DAE e la formazione salvano una vita. 10 euro a tesserato e una società che segue 100 bambini farebbe stare tutti molto più sicuri. Pensa sia giusto o sbagliato? Lei ha messo il nome su questo provvedimento, definendolo “positivo ma non sufficiente”. Cosa ha intenzione di proporre ora, egregio Senatore? Vorremmo saperlo per tenere informati tutti quei centri sportivi che – in coscienza e seguendo le direttive internazionali – hanno pensato alla salute dei propri atleti e hanno installato dei defibrillatori. Centri che oggi sono “cornuti e mazziati” perché sono stati onesti rispetto alle regole (il Balduzzi doveva entrare in vigore da due anni, ma le proroghe all’ultimo momento sono state continue e poco chiare) e coscienziosi verso i propri utenti. Voi avete sempre supportato chi invece ritiene la tutela della salute un inutile sovrappiù, nonostante questo sia rimborsato al 140% nelle tasse. Non abbiamo molte parole per commentare ciò che sta accadendo. Ci sono di certo altre priorità in Italia, oggi. Ma sappia che nell’ultimo periodo queste sono le tragedie evitabili che il suo emendamento non fermerà: sono solo 10, ma sappia che ogni anno sono 68.000 le morti per arresto cardiaco. E il 50% sono potenzialmente evitabili. È sicuro di aver fatto il bene di qualcuno, Senatore? Malore mentre gioca, gravissimo Milazzo, muore mentre gioca a bocce Muore mentre gioca a tennis a Milano 16 anni, muore mentre gioca a basket Calcetto, vigile muore in campo Pallamano, muore durante l’allenamento Muore giocando a beach-volley Muore giocando a tennis Muore giocando a calcetto Roma, Federico poteva salvarsi Basta poi questo articolo per far capire a cosa serve un defibrillatore: Attacco cardiaco alla cannottieri, salvato dal defibrillatore.   Anche noi, come Emergency Live, attendiamo delucidazioni in merito. #### Defibrillazione precoce e formazione preventiva: quando un gesto può salvarti la vita Ci si può salvare da un arresto cardiaco? La risposta è sì e le parole chiave sono: defibrillazione precoce. L’unico modo infatti in questi casi per riavviare il cuore è una defibrillazione tempestiva, cioè l’erogazione di uno shock elettrico il più presto possibile da parte di un defibrillatore DAE. Dopo il “crollo apparente” di una persona, è possibile salvarle la vita negli immediati sei minuti successivi, per ogni minuto di ritardo prima che venga erogato lo shock elettrico con il un defibrillatore, si riduce la possibilità di sopravvivenza del 7-10%. E se è vero come risulta da alcune statistiche che il 70% delle morti cardiache improvvise si verifica fuori dall’ospedale, diventa chiaro ed evidente quanto percorsi di formazione preventiva ai cosiddetti ‘gesti salvavita’ e all’uso di un defibrillatore diventino fondamentali. Un esempio da seguire in tal senso è l’operato del Progetto Torino Cuore, impegnato a formare studenti, insegnanti e personale della scuola alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’uso dei DAE. Il tutto grazie alla collaborazione e disponibilità dell’ente di promozione sportiva Aics, e dell’associazione di promozione sociale Atlantide. Come reso noto oggi dal quotidiano ‘La Stampa’ inoltre, la collaborazione della Fondazione Specchio dei Tempi “sta rendendo possibile dotare un certo numero di scuole dello strumento salva-vita. La Regione Piemonte, intanto, ha dato il via a un programma che prevede la distribuzione di 280 defibrillatori a Comuni e ambulanze”. A volte un gesto può salvarti la vita. #### Diego Armando Maradona è morto per arresto cardiaco Diego Armando Maradona è morto per arresto nella sua casa di Tigre, nella zona del Nordelta, centro residenziale appena fuori da Buenos Aires. Il 30 ottobre 2020 aveva compiuto 60 anni. A darne notizia ieri, il quotidiano argentino El Clarìn, notizia che ha fatto subito il giro del mondo. Dieci giorni fa Maradona aveva lasciato l’ospedale a La Plata, circa 50km da Buenos Aires, dopo un intervento al cervello a causa di sintomi di anemia, ansia e depressione. I medici avevano rilevato il coagulo di sangue causato da un colpo alla testa e lo avevano trasferito alla clinica Olivos per l’operazione. Dal ricovero il 2 novembre, le dimissioni e il ritorno a casa il 12 novembre. Maradona è morto intorno a mezzogiorno, dopo che i medici che lo assistevano lo hanno soccorso praticando le manovre di rianimazione cardio-polmonare, ma senza successo. L’ex Pibe de Oro è stato uno dei più grandi interpreti del calcio in tutta la storia di questo sport. In questo breve articolo non ci soffermeremo sugli aspetti sportivi, per questo rimandiamo ai numerosissimi siti e canali specializzati. L’arresto cardiaco, che ancora una volta colpisce all’interno di una abitazione, dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo assieme alle persone più care, non guarda in faccia a nessuno. L’arresto cardiaco viene chiamato anche arresto cardiaco improvviso, perché può colpire chiunque, anche senza patologie cardiocircolatorie. In Italia muoiono ogni anno 60.000 persone, circa 8 ogni ora, circa 1 persona ogni 1.000 abitanti. L’aspettativa di salvataggio è del 5%. Con una cardiprotezione capillare (casa, scuola, lavoro, dae pubblici, PA, etc..) l’aspettativa di salvataggio sarebbe dell’80%. L’augurio è che sempre più persone comprendano che si può fare qualche cosa di molto concreto per avere una seconda chance di vita a seguito di un arresto cardiaco, ed ha il costo di circa 1 pizza al mese con una soluzione di noleggio, si chiama defibrillatore. Ciao Diego Armando Maradona, mago del pallone. #### Differenza tra acquisto del DAE e progetto di cardioprotezione Avere un DAE non significa essere necessariamente cardioprotetti, vi spieghiamo perché. Analizziamo i due differenti scenari: Acquisto DAE: la necessità è acquistare una DAE, sia come prima installazione, sia come sostituzione di un DAE non funzionante o fuori garanzia (che può scadere tra i 5 e gli 8 anni di vita del dispositivo). I casi sono 2: L’operatore che procede all’acquisto ha già chiari i numerosi fattori chiave da tenere in considerazione per l’acquisto del DAE (rimandiamo alla nostra guida sull’acquisto del defibrillatore per maggiori informazioni). E’ comunque tuttavia improbabile che abbia chiaro il quadro completo degli ultimi aggiornamenti sulla normativa vigente o sulle caratteristiche dei DAE. Esempio pratico: sapete quali DAE consentono di effettuare l’RCP ANCHE DURANTE LA FASE DI ANALISI DEL DAE? 😊 Se la risposta è NO, è evidente che vi siano ancora aspetti non compresi in questa materia; molte di queste informazioni possono fare la differenza tra salvare una vita e non salvarla. L’operatore non è consapevole di tutti i fattori coinvolti, delle caratteristiche e garanzie che il DAE dovrebbe avere, delle logiche di gestione del dispositivo e cardioprotezione della struttura. In questo caso in genere vengono scelti i DAE (apparentemente) più economici, non sapendo che nella maggior parte dei casi il prezzo nel medi-lungo termine è superiore a altri DAE di qualità e garanzie decisamente maggiori. Questo prezzo è dato da un ciclo di vita basso, una sostituzione frequente di elettrodi e batterie, spesso con costi molto elevati. Progetto di cardioprotezione: Il progetto di cardioprotezione parte da un principio differente: in caso di arresto cardiaco improvviso, devo essere il più efficace possibile nell’intervento di primo soccorso RCP/BLSD. Per fare in modo che il primo soccorso divenga tempestivo ed efficace, è necessario tenere in considerazione numerosi fattori: Caratteristiche ambientali per la scelta del DAE: vengono verificate le caratteristiche ambientali, ad esempio se il DAE deve essere posizionato all’esterno o all’interno di una struttura, le temperature medie di esercizio durante tutto l’anno, la presenza di polveri o altri elementi, Costo operativo nel ciclo di vita: ad esempio i nostri DAE hanno un ciclo di vita di 8 anni (sostituzione batteria e elettrodi) Qualità e garanzie del DAE: durata ciclo di vita, garanzia e assicurazione in caso di malfunzionamenti, tempo di analisi-shock, … Location di installazione: quanto è ampia l’area da cardioproteggere (per definire il n° di DAE necessari), come è conformata (per definire dove posizionare la segnaletica affinchè il DAE venga facilmente individuato da qualsiasi posizione Manutenzione del dispositivo: manutenzione dei DAE, manutenzione remota dei DAE con telecontrollo (Wifi o WiFi + 4G), servizio muletto, tempo di intervento, servizi 24/7 di supporto, .. Formazione BLSD: n° di persone addestrate all’uso del DAE e retraining periodici Altri fattori: specifici per ogni installazione Dotarsi di un DAE in modo inconsapevole e poco funzionale, richiede quasi lo stesso impegno di contattare un professionista e farsi guidare nella scelta giusta nell’acquisto consapevole del DAE. Se la necessità è di cardioproteggere una struttura, questa scelta diviene fondamentale. Emd112 è attiva dal 2004 nella cardioprotezione, ed oggi l’azienda di riferimento in Italia in questo settore. Lo staff, altamente qualificato e preparato, comprende Ingegneri Biomedicali, Istruttori e Operatori BLSD (IRC, AHA, DAN). Contattaci senza impegno e illustraci le tue necessità, sapremo consigliarti la soluzione migliore e più adatta alle tue esigenze. #### Differenza tra arresto cardiaco e infarto Molte persone confondono l’arresto cardiaco con l’infarto, pensando che durante quest’ultimo il cuore smetta di battere. In realtà, sebbene un infarto molto grave possa determinare un arresto cardiaco con morte improvvisa, un cuore colpito da infarto continua generalmente a battere. Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche e le differenze tra l’arresto cardiaco e l’infarto.   Infarto L’infarto è un danno permanente a un tessuto o organo, causato da un’ischemia prolungata (insufficiente apporto di sangue), nel caso di infarto cardiaco, l’organo interessato è il cuore. Con il temine infarto del miocardio si intende la necrosi (morte del tessuto) causata dall’ostruzione di una o più coronarie, le arterie deputate alla irrorazione del muscolo cardiaco. L’area colpita necrotizzata e non è più in grado di recuperare le proprie funzioni. L’infarto viene comunemente chiamato anche “Attacco di Cuore”, anch’esso talvolta confuso con “Arresto Cardiaco”. Spesso si tende ad associare la parola infarto a quello specifico del miocardio, il più comune, che viene provocato dall’occlusione di un’arteria coronaria e dalla conseguente ipossia che colpisce la regione irrorata dal vaso ostruito. Le forme cliniche più frequenti di infarto sono: Infarto del miocardio (forma di infarto più frequente); Infarto cerebrale o Ictus ischemico (responsabile dell’80% dei casi di Ictus); Infarto intestinale; Infarto polmonare (causato da una complicanza dell’embolia polmonare). L’esame clinico più frequente per tenere sotto controllo l’attività cardiaca e valutare l’estensione dell’infarto è l’Elettrocardiogramma (ECG) al quale vengono associati esami del sangue che rilevano la presenza di enzimi cardiaci rilasciati dalle cellule cardiache andate in contro a morte. Oltre a perdere la capacità contrattile, le aree necrotiche conducono gli impulsi elettrici in maniera più lenta rispetto al tessuto cardiaco sano. Una estesa necrosi cardiaca può quindi disorganizzare la normale sequenza di impulsi elettrici che genera il battito cardiaco. Si parla, in questi casi, di aritmia. Aritmie particolarmente gravi, possono portare all’arresto cardiaco (il cuore smette di battere). La causa più comune dell’infarto è l’aterosclerosi, ossia l’infiammazione dei vasi arteriosi di maggior calibro cui segue la formazione di una placca aterosclerotica, con conseguente stenosi o trombosi. Tra i maggiori fattori di rischio di infarto vi sono il diabete mellito, fumo e stress. L’infarto del miocardio può manifestarsi senza sintomi evidenti oppure improvviso, causando la morte cardiaca improvvisa (MCI).   Arresto Cardiaco L’arresto cardiaco è un fenomeno molto grave causato dalla cessazione dell’attività meccanica del cuore con conseguente assenza di circolazione del flusso sanguigno. Con arresto cardiaco si definisce l’assenza di battito o la disfunzionalità cardiaca, che causa il mancato afflusso di sangue agli organi e la conseguente ipossia (mancanza di ossigenazione), molto dannosa se prolungata nel tempo e in modo particolare se a carico del cervello. Questo fenomeno improvviso è dovuto principalmente a malfunzionamenti cardiaci di origine elettrica. Quando avviene è necessario intervenire immediatamente sul paziente, praticando un massaggio cardiaco, chiamando i soccorsi, e, se disponibile, utilizzando un defibrillatore (automatico o semiautomatico). In caso di arresto cardiaco infatti, il potenziale salvavita di un defibrillatore automatico o di un defibrillatore semiautomatico è lo stesso. Nel primo caso il soccorritore non dovrà effettuare nessuna azione per erogare la scarica, nel secondo caso dovrà premere il pulsante “Shock” quando richiesto. Il defibrillatore, permette al soccorritore di somministrare al paziente una scarica elettrica che consente di riorganizzare il battito cardiaco dopo una transitoria interruzione del ritmo (pochi millisecondi) per poi ripristinarne la naturale funzionalità. L’arresto cardiaco improvviso è una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati. Il cuore e il cervello resistono alla fibrillazione ventricolare solo pochi minuti, se non si agisce tempestivamente le possibilità di sopravvivenza diventano molto scarse. L’assenza di ossigeno comporta sempre gravi danni permanenti (reliquie neurologiche). In Italia si registrano ogni anno circa 60.000 casi di morte per arresto cardiaco improvviso con un tempo utile di intervento da parte dei soccorsi di appena 3-4 minuti. Le chance di sopravvivenza calano del 10% ogni minuto che passa dall’evento. È fondamentale intervenire precocemente con RCP e defibrillazione dopo aver riconosciuto segni e sintomi di un arresto cardiaco (assenza di coscienza e respiro efficace) per prevenire il danno anossico cerebrale. Il malfunzionamento del sistema elettrico del cuore può essere riconducibile a una aritmia, l’alterazione del normale ritmo di contrazione del muscolo cardiaco. Le aritmie di solito sono benigne, non causano problemi seri alla funzione di pompa del cuore. Esiste però un’aritmia particolarmente grave, la cosiddetta fibrillazione ventricolare, in cui l’attività elettrica del cuore è talmente scoordinata, non in grado di generare nessuna contrazione efficacie ed equivalente ad un cuore completamente fermo. L’insorgenza dell’arresto cardiaco è spesso istantanea, senza segni clinici o sintomi premonitori. Talvolta il paziente può avvertire una sintomatologia riferibile alla condizione clinica che è causa dell’arresto cardiaco, come palpitazioni (percezione dei propri battiti cardiaci che vengono avvertiti sul precordio, ovvero la parte del torace anteriore allo sterno), vertigini, dispnea (difficoltà respiratoria e affanno, senso di peso sul torace), dolore toracico. L’arresto cardiaco può esordire con ritmi defibrillabili (tachicardia ventricolare senza polso o fibrillazione ventricolare) oppure, meno frequentemente, con ritmi non defibrillabili (asistolia e Pulseless Electrical Activity – PEA). Nel caso di fibrillazione ventricolare l’unico strumento efficace che può evitare il totale arresto cardiaco ed il sopraggiungere della morte è il defibrillatore. L’80% circa degli arresti cardiaci riguarda ritmi defibrillabili, in questi casi, l’utilizzo di un DAE impiegato entro i primi minuti dall’evento, consente l’azzeramento dell’attività elettrica alterata e fa ripartire il cuore con il suo ritmo normale. L’arresto cardiaco colpisce nell’80% dei casi in ambiente extra-ospedaliero, l’unico trattamento efficacie è l’utilizzo immediato del defibrillatore, che se impiegato entro i primi minuti aumenta le possibilità di sopravvivenza in ambito preospedaliero dal 3% al 70%. Solo in Italia, ogni anno potremmo quindi salvare circa 33.600 persone da arresto cardiaco improvviso, grazie all’applicazione tempestiva del DAE. Come fare a riconoscere un ritmo defibrillabile ed uno non defibrillabile? Quando devo utilizzare il defibrillatore? Questa importante decisione oggi la decide direttamente il defibrillatore. I defibrillatori moderni, come i samaritan® o i LIFEPAK®, sono progettati per analizzare il ritmo cardiaco del paziente in totale autonomia, collegando elettrodi e piastre il dispositivo inizia l’analisi del ritmo. In ragione di questo sarà il DAE a stabilire se è necessario erogare la scarica elettrica oppure no. Solo nel caso in cui si tratti di un ritmo defibrillabile, il DAE caricherà il condensatore al proprio interno e indicherà di premere il pulsante di “Shock”. Attenzione: in presenza di un DAE interamente automatico l’erogazione dello shock avviene senza la necessità di premere il pulsante di scarica, dopo alcuni secondi di preavviso vocale. Durante l’arresto cardiaco, anche in presenza di defibrillatore, ad eccezione della fase di analisi e di scarica, si applicano tutte le manovre di RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) definite all’interno delle procedure BLSD (Basic Life Support Defibrillation), ovvero con l’impiego di defibrillatore. L’acronimo BLS (Basic Life Support) si riferisce a procedure che non prevedono l’impiego di defibrillatore. Le manovre sono indicate da linee guida di organismi internazionali e nazionali, ma tutte fanno riferimento a ILCOR (International Liaison Committee on Resuscitation), “la mamma di tutte le linee guida BLSD”. Tra i più autorevoli comitati scientifici in Italia abbiamo l’Italian Resuscitation Council (IRC) e Società Italiana di Medicina d’Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP). Altri organismi internazionali sono l’European Resuscitation Council (ERC) e American Heart Association (AHA).   Nel video sottostante, la descrizione della differenza tra infarto miocardico e arresto cardiaco a cura del Dottor Francesco Bedogni, responsabile dell’U.O. di Cardiologia Ospedaliera presso l’IRCCS Policlinico San Donato​.   Fonti esterne: https://www.salute.gov.it/resources/static/ministero/usmaf/ACLS_giugno_2010/arrestoCC.pdf https://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=22&area=Malattie_cardiovascolari https://it.wikipedia.org/wiki/Arresto_cardiaco https://www.humanitas.it/malattie/infarto/ https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/arresto-cardiaco.html https://www.my-personaltrainer.it/cardiopatia-ischemica/infarto.html https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario-delle-malattie/infarto-del-miocardio #### Differenza tra defibrillatori DAE automatici esterni e defibrillatori DAE semiautomatici esterni. Letteralmente il termine “DAE” significa “Defibrillatore Automatico Esterno”. È ormai uso comune, però, identificare con questa locuzione i defibrillatori semiautomatici esterni, almeno per quanto riguarda l’Italia. Un defibrillatore semiautomatico esterno è un apparecchio salvavita in grado di erogare una scarica elettrica al cuore in caso di arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare (causa più diffusa di arresto cardio-circolatorio), aritmie e tachicardia ventricolare. Un defibrillatore DAE semiautomatico esterno è in grado di determinare automaticamente, attraverso uno o più elettrocardiogrammi ripetuti nel tempo, a seconda del modello del dispositivo, se il paziente è stato colpito da arresto cardiaco. Solamente se il paziente si trova in questa condizione, il dispositivo si predispone per erogare la scarica elettrica selezionando il livello di energia necessario. Infatti, l’utente che utilizza il defibrillatore non ha in alcun modo la possibilità di erogare uno shock al cuore del paziente se il dispositivo non lo ritiene necessario. Queste apparecchiature sono molto semplici da utilizzare: occorre solamente applicare gli elettrodi sul petto del paziente e seguire le indicazioni della guida vocale presente all’interno del defibrillatore stesso. Alcuni modelli di defibrillatori sono provvisti anche di indicazioni visive sia sugli elettrodi (per il loro posizionamento) sia per quanto riguarda l’utilizzo del DAE, come i defibrillatori della HeartSine. I defibrillatori DAE completamente automatici, invece, necessitano solamente di essere collegati al paziente e di essere accesi, come il samaritan PAD 360P della HeartSine. Come è intuibile dal nome stesso, una volta accertato lo stato di arresto cardio-circolatorio del paziente, il defibrillatore procede erogando automaticamente una scarica elettrica. Questi dispositivi, però, in Italia non sono previsti. Per quanto concerne i defibrillatori DAE semiautomatici, il samaritan PAD 500P della HeartSine è l’unico dispositivo al mondo dotato dell’innovativo sistemaCPR Advisor. Sono necessari 6 secondi per effettuare la diagnosi del paziente attraverso l’esecuzione di un elettrocardiogramma. Dopo ciascuna scarica elettrica, questi apparecchi salvavita hanno bisogno solo di 8 o 12 secondi per caricare la scarica rispettivamente a 150J e 200J . Durante questi tempi morti è di fondamentale importanza effettuare le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), in inglese Cardio-Pulmonary Resuscitation (CPR). La loro corretta esecuzione aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza di chi è stato colpito da arresto cardiaco, ma solamente se tali manovre vengono eseguite senza errori. Purtroppo, oltre il 70% dei massaggi cardiaci non vengono eseguiti correttamente, sia che vengano effettuati da soccorritori laici che da soccorritori esperti. Questi dati allarmanti hanno spinto HeartSine a progettare il 500P, l’unico defibrillatore disponibile sul mercato in grado di supportare pienamente quanto affermato dalle Linee Guida, in virtù, appunto, del suo CPR Advisor. Il defibrillatore DAE samaritan PAD 500P utilizza le piastre del dispositivo per effettuare un Cardio-Gramma ad Impedenza (ICG), registrando i cambiamenti che avvengono nel torace del paziente durante le manovre rianimatorie relativamente alla grandezza nota come impedenza. Essendo essa correlata a presenza ed entità del flusso sanguigno, questa tecnologia permette di stabilire se le manovre di RCP riescono o meno a determinare una qualche forma di circolazione sanguigna efficace nel paziente in esame. Il defibrillatore, quindi, è in grado di informare il soccorritore in tempo reale sulla qualità delle manovre effettuate ed è in grado anche di indicargli la maniera in cui è opportuno modificarle in modo da renderle il più efficaci possibile. Soccorrere il paziente con il defibrillatore HeartSine samaritan PAD 500P significa quindi poter offrire al paziente il trattamento scientificamente migliore e privo di errori in attesa dell´arrivo dei sanitari preposti all’intervento. Perché, allora, non dotarsi dei defibrillatori migliori disponibili sul mercato? #### Differenze tra i defibrillatori: range di impedenza. I defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) non sono tutti uguali. Le differenze tra i vari dispositivi possono apparire sottili e pertanto passano spesso inosservate alla maggior parte delle persone che, per propria volontà o per obbligo di legge, si avvicinano a tali apparecchiature. Per esempio, è difficile che si parli del range d’impedenza che ha un defibrillatore. Ma cosa significa? L’impedenza non è altro che il termine scientificamente corretto con cui ci si riferisce alla resistenza elettrica, in questo caso del paziente, in particolare del suo torace. Questo valore viene utilizzato da tutti i defibrillatori per adattare lo shock al paziente. Ma non solo. La misurazione dell’impedenza ha anche uno scopo ben più importante: infatti, la determinazione di tale grandezza consente al dispositivo di “capire” se gli elettrodi sono stati posizionati adeguatamente sul torace del paziente; in caso affermativo, il dispositivo potrà proseguire nell’analisi del ritmo cardiaco del paziente e potrà predisporsi per l’eventuale erogazione della scarica elettrica. Cosa succede, quindi, se un paziente ha un’impedenza al di fuori del range di lavoro del DAE? Niente, o meglio, il defibrillatore continuerà a ripetere al suo utilizzatore di applicare gli elettrodi sul torace del paziente perché non è in grado di rilevarli. Per questo motivo, i defibrillatori con un range di impedenza più ampio sono in grado di trattare un numero più ampio di casi, a prescindere dalla frequenza cardiaca del paziente. È ovvio, quindi, comprendere la motivazione per cui questa informazione non venga quasi mai diffusa; infatti, colui che decide di dotarsi di un defibrillatore DAE, per scelta o per obbligo, acquisterebbe mai un dispositivo non in grado di trattare il maggior numero di casi possibili? E ancora: se capitasse l’irreparabile a causa del ristretto range di impedenza di un DAE, quale giudice non condannerebbe chi si è deliberatamente dotato di un dispositivo potenzialmente inefficace? Ovviamente, tutte le case produttrici e i rivenditori di defibrillatori DAE che possiedono un ristretto range di impedenza fanno il possibile affinché i potenziali clienti non vengano a conoscenza di tale dato tecnico; per questo motivo l’informazione inerente all’impedenza dei defibrillatori non viene quasi mai pubblicata se non richieste esplicitamente nei bandi della pubblica amministrazione. Fortunatamente, però, la maggior parte dei manuali d’uso dei defibrillatori DAE sono disponibili online in maniera completamente gratuita, e riportano obbligatoriamente questa informazione. Qualora decidiate di acquistare un defibrillatore, vi invitiamo, pertanto, a reperire tali informazioni o a richiederle direttamente al vostro rivenditore. Lo scopo dell’acquisto di un defibrillatore, infatti, dovrebbe essere quello di avere la possibilità di salvare delle vite. Pertanto, dotarsi di un dispositivo di prima qualità dovrebbe essere l’obiettivo primario. Il range di impedenza dei defibrillatori samaritan PAD della HeartSine varia dai 25 ai 230 ohm ed è il più ampio disponibile al momento sul mercato. Informatevi per crederci! #### Dimostrazione manovre RCP BLSD presso lo stabilimento balneare ARCOBALENO di Ladispoli Sabato 23 Luglio 2016, presso lo Stabilimento Balneare Arcobaleno di Ladispoli (Viale Regina Elena 45), un eccezionale evento: “CONTEST DI BLS-D, ovvero dimostrazione pratica di rianimazione cardiopolmonare, anche con l’uso di DAE (defibrillatore semiautomatico esterno), nonchè di disostruzione delle vie aeree su adulti, bambini e neonati”, organizzato da Rete Emergenze Associazione Onlus e lo Stabilimento Arcobaleno, col patrocinio del Comune di Ladispoli – Assessorato ai Servizi Sociali, ed in collaborazione con EMD112 (azienda leader in Italia, distributrice dei defibrillatori HeartSine). Una giornata all’insegna del Primo Soccorso dove tutti gli adulti potranno cimentarsi nell’imparare gratuitamentele importanti manovre essenziali per salvare una vita umana, grazie a Rete Emergenze Onlus (www.retemergenze.org) e i suoi importanti Istruttori, già noti in tutta Italia per le loro abilità. #### Dimostrazione Massaggiatore Cardiaco LUCAS3 all’interno del percorso formativo dei volontari di emergenza L’A.I.S. Associazione Italiana Soccorritori Schio (Vicenza) offre a tutti i cittadini la possibilità di seguire un corso di formazione  sul Primo Soccorso. Il centro di formazione regionale A.I.S. Schio promuove corsi di primo soccorso e RCP per i cittadini, corsi di BLSD, esercitazioni pratiche e re-training periodici. Nei giorni scorsi si è concluso il 28° corso per conseguire l’abilitazione a soccorritore volontario. Un percorso della durata di 26 ore di formazione distribuite in 13 serate. Nell’ultima serata del corso, quella prima degli esami, l’argomento era il BLS/BLSD. Inoltre la serata, è stata occasione per certificare ufficialmente gli istruttori AIS, Carlo e la Dottoressa Valentina Collareda, tra i primi 10 Istruttori LUCAS3 d’Italia! EMD112 ha partecipato alla sessione formativa, con l’intervento di Simone Giovanelli, Training Manager, inserendo nel contesto delle manovre BLSD anche il massaggiatore cardiaco automatico LUCAS3 (di Physio-Control). Durante le manovre BLSD, Simone Giovanelli è intervenuto portando sulla scena il massaggiatore cardiaco LUCAS3 (senza preavviso, inserendosi in momenti differenti), fornendo istruzioni ai soccorritori su come procedere nelle manovre di rianimazione. Risultato: un valore aggiunto notevole nel percorso formativo dei volontari. I massaggiatori cardiaci automatici sono sempre più richiesti e impiegati da strutture ospedaliere, mezzi di soccorso avanzato del 118. Se i volontari di emergenza/urgenza medica non sanno come intervenire e inserire il massaggiatore cardiaco all’interno del processo legato alle manovre BLSD, si possono creare incomprensioni e ritardi (evitabili). Dal momento che i sanitari utilizzano questi preziosi strumenti, estremamente efficaci nelle manovre di rianimazione cardio-polmonare, diviene altrettanto importante che i volontari conoscano le procedure relative all’impiego dei massaggiatori. Per chi non lo sapesse, nel percorso formativo delle associazioni di emergenza e urgenza sul territorio (CRI Croce Rossa Italiana, ANPAS, Misericordia, Croce Blu, Croce Verde, Ordine di Malta, Associazione Italiana Soccorritori,..), i volontari sono soggetti ad un percorso formativo composto da : – Corso VTO (Volontario Trasporti Ordinari), abilitato al trasporto dei pazienti verso le strutture sanitarie per visite mediche, terapie, etc.. – Corso VSA (Volontario Soccorritore Ambulanza), abilitato a effettuare i servizi di emergenza/urgenza sul territorio Per essere abilitati come volontari VSA, all’interno del percorso formativo di circa 60 ore, sono inseriti alcuni esami specifici: MIT – Mobilizzazione Immobilizzazione Trauma PTC – Prehospital Trauma Care BLSD – Basic Life Support Defibrillator Guida sicura mezzi 118 Ore affiancamento mezzi 118 L’invito è che le strutture sanitarie effettueranno per il loro personale formazione dedicata ai massaggiatori cardiaci automatici, coinvolgano anche le associazioni limitrofe, invitandole a partecipare a tali percorsi formativi, assieme oppure con sessioni separata. Il risultato sarà un massimo coordinamento, maggiore efficacia, maggiori possibilità di salvare delle vite.   #### Dona defibrillatori e il comune li dimentica Defibrillatori dimenticati dal comune a cui erano stati donati. Succede anche questo nel mare magnum delle iniziative volte a sensibilizzare i cittadini all’uso del defibrillatore ovunque e da chiunque. Il comune interessato è quello Roveredo in Piano dove, in memoria del padre scomparso, Aldo Monfrini decide circa un mese fa di donare all’amministrazione due defibrillatori: uno per la Virtus Calcio dove giocano circa 200 bambini e ragazzini oltre agli atleti della squadra senior, l’altro per un sodalizio sportivo a discrezione dell’Ente. Ma il Comune dimentica di averli ricevuti: a un mese dalla consegna infatti,  il defibrillatore per la Virtus è arrivato sul campo da calcio perché lo stesso Monfrini ce lo ha portato, mentre del secondo nessuna traccia. “Mi stupisce il comportamento dell’amministrazione –commenta lo sfortunato donatore–  Ero convinto che la salute dei cittadini venisse prima della burocrazia: l’unica incombenza che spetta all’ente municipale è la compilazione di due moduli per dichiarare la presa in carico delle apparecchiature. Sono rimasto a dir poco sorpreso quando mi hanno comunicato che i defibrillatori sono ancora registrati a mio nome. Ho fatto le mie verifiche, scoprendo che in effetti non c’era stata da parte del Comune la presa in carico. Non solo: uno dei due non è neppure giunto a destinazione”. Grave mancanza, se si considera che tutte le società sportive dilettantistiche saranno obbligate a breve dalla legge a dotarsi di defibrillatori in grado di salvare vite in caso di arresto cardiaco. “Mi è spiaciuto –conclude Monfrini– constatare l’indifferenza dell’amministrazione comunale. Anche per combattere situazioni come questa ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni comunali”. #### Donato il defibrillatore alla persona salvata nel 2018 in piscina a Ancona Il 13 marzo 2018 Marilena Mainardi, commerciante di Falconara Marittima (Ancona), mentre si trovava in piscina ad Ancona, venne colta da arresto cardiaco. Prontamente soccorsa, le vennero praticate le manovre di rianimazione cardiopolmonare e impiegato il defibrillatore presente nella struttura, obbligatorio per legge per le società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche. Il defibrillatore, un HeartSine® samaritan® PAD 350P, salvò Marilena. Oggi, a distanza di quasi 2 anni, grazie al programma Forward Hearts, è stato donato a Marilena, un nuovo defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P, che potrà essere destinato a un ente o associazione a propria scelta: una scuola, un parco pubblico, una struttura sportiva, etc.. Il programma Forward Hearts è attivo su tutti i defibrillatori del gruppo Stryker®, che comprendono i brand HeartSine® e Physio-Control®. Una gamma molto ampia di defibrillatori quella di Stryker®, che consente di raddoppiare le chance di salvare nuove vite ogni volta che ne viene salvata una. Ogni anno vengono donati fino a 30 defibrillatori in Italia grazie al programma Forward Hearts. Il defibrillatore è stato consegnato nella mattinata di Lunedì 17 Febbraio 2020. Presenti per l’occasione Marilena Mainardi, il Sindaco Stefania Signorini, il CEO EMD112 Simone Madiai, che ha effettuato la donazione del defibrillatore, Massimo Albanesi, della locale società nazionale di salvamento, i rappresentanti delle associazioni che a novembre hanno organizzato la raccolta fondi nell’ambito della rassegna ‘Sapori d’autunno’: Carlo Rossi per Falconamare e Ivo Piccinini per Pionieri di Roc Salvata in piscina dall’arresto cardiaco, le viene donato un defibrillatore. L’incasso della raccolta fondi e le somme donate dagli sponsor hanno consentito di acquistare 2 defibrillatori e 3 teche da esterno. #### Donazione defibrillatore al Tennis Club Giotto di Arezzo Venerdì 06 luglio è stato donato un defibrillatore samaritan® PAD 350P al Tennis Club Giotto di Arezzo. Il 10 maggio 2018, infatti, il Signor Marinelli si accasciò a terra improvvisamente mentre stava giocando a tennis. Erano le 9:45 del mattino quando dal Circolo Tennis Giotto partì una chiamata al 118 per un arresto cardiaco. Le persone sul posto, nel frattempo, guidate dall’infermiere della centrale, iniziarono a praticare sul paziente le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Una volta recuperato il defibrillatore presente all’interno dell’impianto sportivo, il 76enne aretino venne tempestivamente collegato all’apparecchio e defibrillato: dopo una sola scarica elettrica il suo cuore riprese a battere. Per questo motivo, la settimana scorsa è stato donato al Signor Marinelli un defibrillatore HeartSine® del tutto identico a quello che gli ha salvato la vita, come prevede il programma “Forward Hearts” della HeartSine®. L’azienda crede così fortemente nella tecnologia di defibrillazione e alla necessità di avere dei DAE prontamente disponibili nei luoghi pubblici che ha deciso di dare vita a questo importantissimo progetto. Fra l’altro, è l’unica azienda al mondo a proporre un’iniziativa di questa natura. In sostanza, quando un defibrillatore samaritan® PAD viene utilizzato per salvare una vita, il distributore locale si impegna a contattare tutti i soggetti coinvolti – il sopravvissuto, la sede della società e la HeartSine® stessa – per avviare il programma di donazione. Il sopravvissuto riceverà un DAE da donare ad una organizzazione/società/associazione benefica a sua scelta, sia in maniera anonima e riservata che attraverso un annuncio pubblico e quindi una comunicazione ufficiale. Inoltre, dopo aver utilizzato un defibrillatore HeartSine® per soccorrere un paziente in arresto cardiaco, scaricando dal dispositivo i dati dell’evento e inviandoli alla casa madre entro 72 ore, è possibile avere in regalo una cartuccia PAD/Pak identica a quella utilizzata durante l’intervento di soccorso. Nella foto allegata (da sinistra): Iacopo, l’istruttore del circolo che ha soccorso il Signor Marinelli, Andrea Ferro di EMD112 e il 76enne di Arezzo. #### Donazione defibrillatori e social responsibility EMD112 dona ogni anno circa 15 defibrillatori a enti e associazioni che ne hanno maggiore necessità. Inoltre, supportiamo economicamente e con collaborazione tecniche, numerosi enti e associazioni. I defibrillatori che commercializziamo, HeartSine® e Physio-Control®, aziende che fanno parte del gruppo Stryker®, hanno attivo un programma denominato Forward Heart®, unico nel suo genere. Grazie al Forward Heart®, per ogni vita salvata con uno dei nostri defibrillatori, doniamo un nuovo defibrillatore alla persona salvata, che a sua volta potrà destinarlo alla sua comunità (scuola, struttura sportiva, parco pubblico, etc..), raddoppiando ogni volta la possibilità di salvare una vita. #### Donna di 37 anni salvata grazie a 75 minuti di massaggio cardiaco Una donna di 37 anni è stata salvata dai soccorritori del 118 grazie a 75 minuti di massaggio cardiaco. Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi a Celle San Vito, piccolo comune di 149 abitanti in provincia di Foggia. La chiamata alla centrale operativa del 118 è avvenuta alle 23 circa. Pochi minuti dopo l’autoambulanza era sul posto. Al loro arrivo la giovane donna era distesa sul letto in arresto cardiaco, quasi cianotica. I tre sanitari non si sono persi d’animo e a turno hanno praticato il massaggio cardiaco, durato 75 minuti, ed ha visto anche la somministrazione di una dose di adrenalina autorizzata dal dottore della centrale operativa del 118. Il tempo di intervento in caso di Arresto Cardiaco Improvviso è estremamente ridotto. La percentuale di sopravvivenza diminuiscono del 10% minuto ogni minuto che passa se non si interviene con il defibrillatore. Se ad un soggetto in arresto cardiaco non viene applicato il defibrillatore ed erogato lo shock entro 10 minuti, le sue possibilità di sopravvivenza sono meno del 2%. A tutto questo esiste una eccezione: effettuare un massaggio cardiaco efficace. Come testimonia il fatto di cronaca ripreso, e numerosi casi analoghi accertati, anche con manovre di rianimazione cardio-polmonare ancora più lunghe, saper effettuare un massaggio cardiaco efficace può stravolgere questi paradigmi. Per essere efficace, il massaggio cardiaco deve essere svolto con la giusta frequenza e profondità delle compressioni. La cosa può sembrare semplice, ma la corporatura da persona a persona può cambiare molto. In questo articolo spieghiamo nel dettaglio cosa è l’arresto cardiaco, come riconoscerlo e cosa fare. E’ importante quindi, che sempre un numero maggiore di persone, abbiano svolto corsi di primo soccorso e BLSD, effettuando i retraining periodici. In questo modo le manovre RCP e il massaggio cardiaco, potranno essere svolti in modo più efficace, aumentando molto le chance di salvare una vita di fronte a un caso di arresto cardiaco. #### Donna salvata dal DAE durante il concerto della Candelora in una chiesa di Legnano Un’altra vita è stata salvata grazie all’utilizzo dei defibrillatori a Legnano, comune di circa 60mila abitanti della città metropolitana di Milano, in Lombardia. Durante il concerto della Candelora, tenutosi nella chiesa di Legnarello, una donna di 56 anni ha subito un arresto cardiaco e è stata immediatamente soccorsa da alcuni presenti che hanno utilizzato il DAE del vicino oratorio. Dopo la prima scarica, la donna ha ripreso coscienza e respirazione ed è stata trasportata in ospedale. Sul posto è stato anche reperito un secondo defibrillatore proveniente dal maniero di Legnarello. Scenario non scontato, dal momento che molte aree risultano ancora scoperte, oppure come abbiamo raccontato più volte ultimamente, purtroppo in qualche evento i DAE non hanno funzionato al bisogno per una scarsa e non corretta manutenzione. L’intervento dei presenti si è rivelato fondamentale, poiché l’automedica di Legnano era già impegnata in un’altra emergenza a Busto Arsizio ed un mezzo sanitario da Saronno ha quindi dovuto intervenire sul posto. Minuti preziosi per un evento tempo-dipendente come l’arresto cardiaco improvviso, in cui i “first responder”, ovvero i primi a prestare soccorso, hanno un ruolo chiave nel salvataggio. Mirko Jurinovich, presidente dell’associazione 60mila vite da salvare, ha precisato che dall’agosto 2022 ad oggi, 4 persone sono state salvate nel Legnanese grazie all’utilizzo dei DAE pubblici: 1 a Nerviano; 1 a Parabiago; 2 a Legnano. Tuttavia, nonostante i risultati positivi, Jurinovich sottolinea che siamo ancora in attesa dei decreti attuativi della legge 116/2021, approvata ad agosto di quell’anno, da parte dei ministeri competenti. #### Dopo Piacenza, anche a Perugia nasce il progetto “Condomini cardioprotetti” Anche la città di Perugia, come Piacenza, avrà presto condomìni cardioprotetti, muniti, cioè, di defibrillatori semiautomatici esterni e persone appositamente formate al loro utilizzo. L’amministrazione comunale, infatti, ha siglato un protocollo d’intesa per la divulgazione della cultura del primo soccorso e l’installazione dei DAE nei condomìni. Il progetto, denominato “Condomini cardioprotetti”, ha come obiettivo quello di ridurre al minimo i decessi dovuti all’arresto cardiaco, che nella stragrande maggioranza dei casi, per l’appunto, avvengono all’interno delle nostre abitazioni. A tal fine, lunedì 19 giugno c.m., nella sala del consiglio comunale di Palazzo dei Priori, è stato siglato un protocollo d’intesa fra il consigliere comunale Carmine Camicia (delegato al Progetto cuore), Svetlana Mercuriali, presidente del centro di formazione Salvamento academy “Rete Cuore”, Fabrizio Bruno, presidente dell’Anaci di Perugia, e Claudio Moretti, presidente dell’Alac di Perugia. “È necessario divulgare la consapevolezza che anche i condòmini possano essere formati adeguatamente – ha sottolineato il consigliere Camicia –  per poter intervenire in caso di necessità ed essere in grado di usare il defibrillatore, strumento utile che, in questi casi, fa la differenza tra la vita e la morte. L’arresto cardiocircolatorio, colpisce, diversamente da quanto si pensi, in prevalenza persone di sesso maschile tra i 35 e 55 anni di età. Pertanto la rapidità dell’intervento in caso di un arresto cardiaco improvviso è fondamentale per garantire la maggior possibilità di sopravvivenza della vittima”. “Dopo solo quattro minuti, per mancanza di ossigenazione al cervello – ha rimarcato Svetlana Mercuriali –, si possono verificare danni celebrali irreversibili e dopo circa 15 minuti sopraggiunge la morte celebrale”. Questo importante progetto di cardioprotezione potrà contare sull’impegno del Comune sia per quanto riguarda la sua pubblicizzazione all’interno del portale istituzionale, che per la promozione di incontri con i cittadini finalizzati a fornir loro adeguate informazioni a riguardo. L’amministrazione, infine, garantirà ai cittadini, attraverso alcuni funzionari dell’ente, l’accesso al Mepa (Mercato elettronico della pubblica amministrazione), al fine di garantire il miglior prezzo e la massima trasparenza sugli acquisti dei DAE ai condomini aderenti e ad eventuali sponsor che intendono contribuire al progetto acquistando defibrillatori da destinare ai condomini. “Con questo impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti – ha aggiunto il consigliere Camicia –, l’auspicio è quello di installare il maggior numero possibile di defibrillatori e di dotarsi di persone formate al suo utilizzo all’interno dei condomini del territorio comunale. Siamo certi che questo progetto verrà supportato dal maggior numero di sponsor possibile per far sì che Perugia diventi la prima realtà nazionale di una città cardioprotetta a 360 gradi”. Ad oggi, già cinque aziende si sono impegnate per l’acquisto di altrettanti defibrillatori. Fonte: https://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/a/perugia-condomni-cardioprotetti-parte-la-sperimentazione #### Dove Acquistare un Defibrillatore Il defibrillatore è uno strumento prezioso e ad oggi indispensabile, che può salvare vite umane in caso di arresto cardiaco. Il tasso di efficacia in aree correttamente cardioprotette arriva al 70%. In Italia, la consapevolezza sull’importanza dei DAE sta crescendo (anche grazie al Decreto Attuativo della legge 116/2021 (Legge Mulè) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24/7/23), e esistono diverse opzioni per acquistarli, sia per uso professionale che per impiego pubblici o privato. Di seguito, troverete una panoramica di dove è possibile acquistare un defibrillatore in Italia: Punti di vendita fisici: Farmacie, negozi di articoli medicali, articoli per la sicurezza sul lavoro, .. Molte farmacie e negozi specializzati in articoli medici offrono defibrillatori. Il personale è spesso formato e in grado di fornire consulenza sull’uso del dispositivo, oltre a assistervi nella scelta del modello più adatto alle vostre esigenze. e farmacie e negozi di articoli medicali sono distribuite su tutto il territorio nazionale e non è difficile trovare vicini a se un punto di vendita fisico. Il farmacista ed il personale qualificato presente nei negozi di articoli medicali sono interlocutori con una preparazione sopra la media e affidabili. In genere la scelta è limitata a pochi articoli tra marche e modelli (quindi con specifiche differenti). In genere possono variare da 1 a 5. La conoscenza specifica sui dispositivi è limitata ed il focus è maggiormente orientato ad avere una copertura sul tipo di articolo in caso di richiesta, non sul fornire molteplici soluzioni con caratteristiche differenti. Il servizio di assistenza post vendita spesso non è presente (DAE sostitutivo in caso di guasto, etc..). Non vengono effettuati progetti PAD: ovvero non vengo realizzati progetti di cardioprotezione a accesso pubblico, o in generale qualsiasi altro progetto di cardioprotezione. Non vengono erogati servizi di formazione, come corsi BLSD (istruttori laici, operatori laici, istruttori sanitari, operatori sanitari), quindi post acquisto è necessario individuare un altro partner Shop online e marketplace Numerosi fornitori online vendono defibrillatori e possono consegnarli direttamente a casa vostra o al vostro posto di lavoro. Siti e-commerce e marketplace come Amazon e altri rivenditori specializzati in prodotti medici offrono una vasta gamma di defibrillatori, con recensioni e specifiche che possono aiutare a guidare la vostra decisione. Tuttavia non è semplice comprendere le specifiche di un DAE, la differenza tra i vari dispositivi, la qualità e le garanzie, il modello più adatto alle varie esigenze all’ambiente dove verrà installato, il prezzo reale alla fine del suo ciclo di vita (compresi quindi i consumabili da cambiare nel tempo). Spesso vengono acquistati defibrillatori a basso costo (almeno apparentemente, perché in molti casi i consumabili dei dae low cost sono più cari dei modelli di fascia alta), oppure i dae oggetto di una buona comunicazione e campagna marketing. In genere che si tratti di uno sito e-commerce o marketplace (medicale, farmacia, sicurezza sul lavoro,..), il catalogo prodotti può andare da poche centinaia a alcune migliaia di articoli. Con un numero così grande di articoli, molto differenti tra loro e in alcuni casi anche estremamente tecnici dal punto di vista della comprensione delle specifiche, è difficile avere una forte preparazione verticale sui singoli prodotti. In questi casi su avrà una preparazione media o buona in modo trasversale sui vari prodotti a catalogo. E’ quindi opportuno identificare se si tratta di uno shop multiprodotto, all’interno del quale il defibrillatore è uno tra i tantissimi articoli venduti, oppure se si tratta di un negozio specializzato in defibrillatori e cardioprotezione. Qualora le vostre competenze fossero avanzate, ed abbiate la piena consapevolezza del DAE da acquistare e dei requisiti che deve avere, sarà possibile acquistare anche su uno shop medicale generico, in funzione del prezzo, delle recensioni (servizio e prodotto), e dei servizi accessori. Il defibrillatore è uno strumento salvavita. Se doveste proteggere vostro figlio o un vostro caro, scegliereste una dae in funzione dello sconto (che ripetiamo è solo apparente), sulla bella campagna marketing che ve lo ha presentato, oppure sulle specifiche e garanzie del defibrillatore, e quindi sulla reale capacità di salvare una vita? Aziende Specializzate (che possono essere anche online) Ci sono diverse aziende in Italia specializzate nella produzione e/o distribuzione di defibrillatori. Queste aziende offrono spesso corsi di formazione sull’uso dei defibrillatori e possono fornire assistenza continua e manutenzione del dispositivo. Le aziende possono essere: produttori, main importer, distributore esclusivo, grande distributore, piccolo distributore, micro distributore. Inoltre alcune di queste aziende possono commerciare solo 1 marchio, essere multimarca. Nel caso di produttori, main importer, distributori esclusivi, in genere è possibile accedere a tutti i modelli a catalogo di un marchio, mentre o distributori più piccoli avranno a catalogo solo alcuni tra i modelli di punta. In funzione delle dimensioni e del ruolo del distributore, cambiano numerosi altri fattori: Servizi pre-vendita: supporto nella scelta del defibrillatore (efficace solo nel caso si abbiamo una gamma di DAE con caratteristiche differenti) Servizi post-vendita: assicurazione per guasti, servizi muletto, servizio alert scadenza consumabili e riordino automatico, servizio di assistenza e manutenzione con connessione remota h24 -7/7 Realizzazione progetti PAD o progetti di cardioprotezione Formazione: capacità di erogare corsi di formazione: sia in ambito laico sia in ambito sanitario, da piccoli corsi a mass training N° di risorse e loro titolo: in alcune aziende è possibile interfacciarsi con personale con percorsi accademici inerenti oppure con personale proveniente da svariati altri settori Etc.. All’interno di questo contesto si trova Emd112®. Vediamo assieme quali sono i vantaggi di rivolgersi a noi per l’acquisto di un defibrillatore: Gamma prodotti (con specifiche adatte a qualsiasi esigenza): Emd112® è main importer e main distributor per i brand Stryker®, di cui fanno parte Physio-Control® e HeartSine®. Ad oggi, Emd112 offre la gamma di defibrillatori più ampia del mercato: 2 marche, 5 modelli disponibili in 14 differenti configurazione (automatici, semiautomatici, con metronomo, con ecg, con WiFi, WiFi + 3G, multilingua, etc..). Competenze e specializzazione: In azienda sono presenti Ingegneri biomedicali e 5 istruttori BLSD. Tutto il personale è altamente formato e specializzato nella cardioprotezione, nei defibrillatori, nelle manovre di primo soccorso, RCP e BLSD. Formazione: L’azienda è in grado di erogare su tutto il territorio nazionali corsi di formazione BLSD di piccole dimensioni e mass training (particolarmente adatti per grandi aziende pubblica amministrazione), corsi per laici e per sanitari, corsi operatore e corsi istruttori, corsi con differenti accreditamenti e certificazioni (AHA, IRC, ERC, DAN, ..). Qualità dei DAE: nessun compromesso nella scelta di articoli salvavita. Tutti i prodotti offerti rappresentano il massimo della tecnologia e dell’innovazione disponibile in campo di defibrillatori Servizi: offriamo servizi pre e post vendita completi, realizziamo progetti PAD e di cardioprotezione di qualsiasi dimensionamento, copriamo la formazione BLSD su tutto il territorio nazionale, offiramo servizi di manutenzione da remoto con garanzia e zero responsaibilità per i proprietari dei DAE, e molto altro. Conclusione Prima di acquistare un defibrillatore, è essenziale considerare alcuni fattori chiave, come la necessità di formazione per il personale, la conformità alle leggi locali e le normative sulla manutenzione e l’uso del dispositivo. La scelta di un fornitore affidabile che possa offrire supporto e assistenza continua è altrettanto cruciale. L’acquisto di un defibrillatore è un passo importante per chiò che implica e ne può conseguire, quindi è necessaria una piena consapevolezza dello scenario e delle dinamiche. È inoltre importante conoscere i fattori che determinano una scelta di acquisto efficacie, conveniente e consapevole del dedibrillatore, per questo vi invitiamo a leggere la “Guida all’acquisto del defibrillatore”. #### Dove segnalare il defibrillatore, guida completa per una rete sempre aggiornata L’arresto cardiaco è una condizione tempo-dipendente. Salvo una manovra di rianimazione cardiopolmonare (RCP) particolarmente efficace, il tempo utile per utilizzare un DAE è di soli 10 minuti. Trascorsi 4-5 minuti senza ossigenazione cerebrale, iniziano i danni neurologici irreversibili dovuti all’ipossia. Per questo motivo, ogni minuto conta. Affinché un defibrillatore possa realmente salvare una vita, deve essere reperibile e facilmente individuabile. La segnalazione è il primo passo per garantire che, in caso di emergenza, il personale del 118/112 possa sapere dove si trova il DAE più vicino e indirizzare i soccorritori (first responder) sul posto. Chi può segnalare un defibrillatore Chiunque, privati cittadini, aziende, enti pubblici, associazioni o strutture sanitarie, può e deve segnalare il proprio defibrillatore alle autorità competenti, soprattutto se il DAE è collocato in un luogo accessibile al pubblico (ad esempio una palestra, un centro commerciale, una scuola, un condominio o un ufficio). Segnalare il defibrillatore significa: Consentire al 118/112 di localizzarlo in tempo reale durante un’emergenza; Facilitare l’intervento degli astanti e dei soccorritori non professionisti; Garantire una mappatura e geolocalizzazione nazionale e regionale aggiornata, migliorando la copertura sul territorio. Come il 118/112 individua i DAE disponibili Il personale del 118/112, quando riceve una chiamata di emergenza per arresto cardiaco, guida telefonicamente gli astanti e verifica la presenza di un DAE nelle vicinanze. Le informazioni arrivano da più fonti: DAE connessi tramite Wi-Fi o 4G, integrati nella rete del 118/112; Questi dispositivi trasmettono in tempo reale dati su posizione, stato di funzionamento, batterie, elettrodi e numero di scariche erogate; DAE segnalati direttamente al 118/112 dagli utenti, anche tramite telefono o form dedicati; DAE inseriti tramite app di mappatura/geolocalizzazione; DAE segnalati tramite portali web regionali o nazionali, gestiti dalle centrali operative o dalle aziende sanitarie locali. Dove segnalare un defibrillatore: siti e portali ufficiali Ogni regione ha procedure specifiche per la registrazione del defibrillatore. Di seguito una panoramica aggiornata dei principali portali pubblici: Lombardia (AREU): Segnalazione DAE Lombardia – https://www.areu.lombardia.it/web/home/mappa-dae-lombardia Lazio (ARES): Segnalazione DAE Lazio – https://www.ares118.it/dae.html Emilia-Romagna: Segnalazione DAE Emilia-Romagna – https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2024/ottobre/nuovi-defibrillatori/app-dae-responder Toscana Sud-Est: Segnalazione DAE Toscana Sud Est – https://www.uslsudest.toscana.it/segnalare-un-defibrillatore Altre aree geografiche: tramite le APP a livello nazionale indicate di seguito + segnalazione alla centrale 118/112 locale App e piattaforme nazionali per mappare i defibrillatori Le app dedicate alla cardioprotezione sono strumenti fondamentali per rendere visibili i DAE a livello nazionale. Consentono di segnalare, visualizzare e aggiornare in tempo reale la posizione dei dispositivi. Ecco le principali: DAE RespondER (Regione Emilia-Romagna): www.118er.it/dae App ufficiale del sistema di emergenza regionale, consente la segnalazione, la mappatura e l’attivazione dei “first responder” in caso di emergenza. Cardiomapp (Nazionale): www.cardiomapp.it App gratuita che raccoglie DAE segnalati in tutto il territorio nazionale, integrata con diversi sistemi regionali. DAE Dove (Nazionale): www.daedove.it Piattaforma collaborativa per segnalare e localizzare DAE accessibili al pubblico in tutta Italia. Cosa serve per segnalare correttamente un DAE Per registrare un defibrillatore in modo completo, vengono generalmente richiesti: Indirizzo preciso e coordinate geografiche (via, numero civico, città); Descrizione della posizione (es. “ingresso principale palestra”, “atrio piano terra”, ecc.); Accessibilità oraria (ad esempio 24h su 24 o solo in orari di apertura); Dati di contatto del referente o del proprietario del dispositivo; Marca e modello del DAE, per consentire la verifica di compatibilità con la rete di monitoraggio; Garanzia (data scadenza garanzia DAE e scadenza batteria/elettrodi). Un gesto semplice che salva vite Segnalare un defibrillatore significa partecipare attivamente alla rete della cardioprotezione. Ogni DAE segnalato aumenta le possibilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco improvviso. Anche se il dispositivo non è connesso in rete, la sua semplice registrazione consente agli operatori del 118/112 di indirizzare i soccorritori verso di esso durante una chiamata di emergenza. Ricorda: un DAE non segnalato è un DAE potenzialmente invisibile. Rendilo visibile, segnalalo oggi stesso. Anche se la tua regione non ha ancora un portale dedicato, puoi comunque segnalare il DAE al numero unico di emergenza 118/112 o tramite una delle app nazionali indicate precedentemente. Hai individuato una nuova APP o sito web ufficiale nel quale è possibile effettuare segnalazioni per geolocalizzare il priprio defibrillatore? Utilizza il form sottostante per effettuare una segnalazione! Pagina aggiornata al 29/10/25 #### È morto Henry Heimlich, chirurgo statunitense inventore della manovra anti-soffocamento Henry Heimlich è morto all’età di 96 anni. Il medico statunitense nel giugno 1974 inventò la tecnica che sarebbe stata adottata in tutto il mondo, che consiste nell’utilizzare le mani “a cucchiaio” per esercitare una pressione sotto il diaframma, abbracciando il paziente da dietro,  provocando la compressione dei polmoni che a sua volta esercita una pressione su qualsiasi oggetto si trovi nella trachea fino a fare uscire l’oggetto del soffocamento. Heimlich ha personalmente usato la sua manovra in 2 occasioni, entrambe con successo:  all’età di 80 anni  salvando il cliente di un ristorante e  all’età di 96 anni  nel 2016 aveva salvato una sua coinquilina grazie alla sua semplice tecnica, un’anziana residente della sua stessa casa di riposo di Cincinnati.   Due anni fa aveva pubblicato un suo libro di memorie dal titolo “I miei 70 anni di innovazioni salvavita”. La manovra di Heimlich ha salvato la vita, solo negli Stati Uniti dovrebbero essere più di 50 mila. Henry Heimlich è nato a Wilmington (Delaware) nel 1920, si è laureato presso la Cornell University nel 1943, specializzandosi in chirurgia toracica. Quando elaborò la pratica delle spinte addominali come intervento d’emergenza nel soccorso di persone a rischio di soffocamento, era il primario di chirurgia presso il Jewish Hospital di Cincinnati (Ohio). La  manovra di Hemlich consiste nell’utilizzare le mani per esercitare una pressione sotto il diaframma, provocando così la compressione dei polmoni che a sua volta esercita una pressione su qualsiasi oggetto si trovi nella trachea, fino a farlo sputare. La Croce Rossa USA adottò la manovra come tecnica di primo soccorso sin dal 1976. La  manovra prevedeva l’applicazione alle  sole persone coscienti alternando 5 colpi alla schiena a 5  spinte addominali. Nella manovra salvavita oggi, sono alternate le spinte addominali ai colpi interscapolari. #### È più conveniente economicamente (e non solo) collocare un defibrillatore che non collocarlo È più conveniente economicamente (e non solo) collocare un defibrillatore che non collocarlo, è questo l’esito di una ricerca che sarà presentata al Resuscitation Science Symposium 2018 di Chicago.   DALLAS, lunedì 5 novembre 2018 – I defibrillatori automatici esterni (DAE) accessibili in luoghi pubblici sono strumenti medicali convenienti (anche) dal punto di vista economico per salvare vite umane e migliorare la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Questo è quanto sostenuto da due studi di ricerca separati che verranno presentati a Chicago durante la Resuscitation Science Symposium 2018, una conferenza internazionale che illustra i migliori risultati in materia di ricerca sulla rianimazione cardiovascolare. In uno studio degli Stati Uniti (Presentazione 25), i ricercatori hanno confrontato l’efficacia in termini di costi dei DAE pubblici, l’arresto cardiaco extra-ospedaliero. I ricercatori hanno scoperto che collocare un Defibrillatore, era conveniente rispetto a non collocarlo! Inoltre ha aumentato gli anni e la qualità della vita. L’incidenza del costo dei defibrillatori pubblici per le vite salvate era di circa $ 50.000, un costo considerato ragionevole parlando di vite umane. Il posizionamento di defibrillatori è risultato conveniente anche nei luoghi in cui l’arresto cardiaco è relativamente raro. Nell’articolo non si entra troppo nel merito, come crediamo sarà fatto nella presentazione, tuttavia crediamo sia verosimile che il confronto economico si riferisca al fatto che il trattamento di un paziente che non è stato oggetto di una rianimazione BLSD precoce prima dell’intervento dei sanitari, incida in modo superiore come costo del personale , assistenza ospedaliera in emergenza, assistenza ospedaliera post evento di controllo e riabilitazione. Anche in caso di decesso, si avrà un impatto di costi rilevante per la gestione dell’evento. In uno studio giapponese (Presentazione 183) che ha esaminato l’uso dei defibrillatori in luoghi pubblici, i ricercatori hanno scoperto che l’uso di defibrillazione da accesso pubblico era associato a risultati di salvataggio migliori tra i pazienti con ritmo defibrillabile. Tra i 1.743 pazienti adulti identificati dal registro della città di Osaka che hanno avuto un arresto cardiaco in luoghi pubblici prima dell’arrivo del personale del servizio medico, su 336 (19,3%) è stato applicato precocemente il DAE. Quasi il 30% di quei pazienti è sopravvissuto un mese con esito neurologico favorevole rispetto al 9,7% dei pazienti che non avevano ricevuto l’intervento del DAE. L’American Heart Association supporta il collocamento di defibrillatori in aree pubbliche mirate come impianti sportivi, comunità chiuse, complessi di uffici, studi medici e centri commerciali. Quando i DAE sono inseriti nella comunità o in un’azienda o struttura, l’Associazione incoraggia vivamente di far parte di un programma di cardio-protezione in cui: Le persone che acquisiscono un defibrillatore lo notificano l’ufficio EMS locale (il servizio di emergenza locale: 118, ANPAS, Misericordia, CRI, Croce Blue, Croce Verde, Ordine di Malta, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Guardia Medica, etc..); Un medico autorizzato o un’autorità medica fornisca supervisione al DAE per garantirne il corretto funzionamento; Le persone responsabili dell’utilizzo del defibrillatori siano addestrate alla RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) e all’uso del DAE. Le dichiarazioni e le conclusioni degli autori degli studi che vengono presentate alle riunioni scientifiche dell’American Heart Association sono esclusivamente quelle degli autori dello studio e non riflettono necessariamente la politica o la posizione dell’associazione. L’associazione non rilascia dichiarazioni o garanzie in merito alla loro accuratezza o affidabilità. L’associazione riceve finanziamenti principalmente da individui, fondazioni e società (comprese case farmaceutiche, produttori di dispositivi e altre società) effettuano anche donazioni e finanziano specifici programmi ed eventi associativi. L’associazione ha politiche severe per impedire che queste relazioni influenzino il contenuto scientifico. I ricavi delle società farmaceutiche e di dispositivi sono disponibili su https://www.heart.org/en/about-us/aha-financial-information.   A proposito dell’American Heart Association L’American Heart Association è una movimento trainante scientifico e culturale orientato a accrescere l’aspettativa di vita e la qualità di vita. Con quasi un secolo di “lavoro salvavita”, l’associazione (con sede a Dallas, Texas – USA) è impegnata a garantire salute equa per tutti. Siamo una fonte affidabile che consente alle persone di migliorare la salute del cuore, la salute del cervello e il benessere. Collaboriamo con numerose organizzazioni e milioni di volontari per finanziare ricerche innovative, sostenere politiche di sanità pubblica più forti e condividere risorse e informazioni per la salvezza. La presentazione scientifica dello studio statunitense è programma per le 15.30, domenica 11 novembre 2018 e lo studio giapponese alle 13.15 , sabato 10 novembre 2018, entrambi presso l’Hyatt Regency di Chicago. Fonte: http://m.newsroom.heart.org/news/public-aeds-cost-effective-for-saving-lives-improving-cardiac-arrest-outcomes Citazioni ed approfondimenti: Lars W. Andersen, M.D., M.P.H., Ph.D., Centro di ricerca per medicina d’urgenza, Arhus, Danimarca (Presentazione 25), Takefumi Kishimori, M.D., Università di Kyoto, Kyoto, Giappone (Presentazione 183). #### ECMO: cos’è, come funziona e quando viene usata nell’arresto cardiaco refrattario L’ECMO (Extracorporeal Membrane Oxygenation), in italiano ossigenazione extracorporea a membrana, è una tecnologia di supporto vitale avanzato utilizzata nei casi più gravi di insufficienza cardiaca e respiratoria. Negli ultimi anni è diventata sempre più centrale nella gestione dell’arresto cardiaco refrattario, dello shock cardiogeno e dell’insufficienza respiratoria severa, rappresentando spesso l’ultima possibilità terapeutica quando le manovre tradizionali non sono sufficienti. Cos’è l’ECMO e come funziona L’ECMO è un sistema di circolazione extracorporea che permette di: ossigenare il sangue rimuovere l’anidride carbonica mantenere la perfusione degli organi vitali Il principio è simile a quello della circolazione extracorporea utilizzata in cardiochirurgia, ma con una differenza sostanziale: l’ECMO può rimanere in funzione per giorni o settimane, fungendo da supporto temporaneo mentre si tratta la causa alla base dell’insufficienza cardiaca o respiratoria. Il sangue viene prelevato attraverso cannule inserite in grossi vasi sanguigni (femorali, giugulari o centrali), passa in un circuito esterno dotato di pompa e ossigenatore a membrana, e viene poi reimmesso nel corpo. Questo consente a organi come cervello, reni e fegato di continuare a ricevere ossigeno anche quando cuore o polmoni non funzionano adeguatamente. Durante l’ECMO, i pazienti possono mantenere una ventilazione meccanica ridotta, per limitare il danno polmonare e facilitare il recupero respiratorio. Tipologie di ECMO: differenze tra ECMO veno-venosa e veno-arteriosa Esistono due principali configurazioni di ECMO, scelte in base al tipo di insufficienza d’organo da trattare. L’ECMO veno-venosa (VV) è indicata quando il problema è esclusivamente respiratorio. Il sangue viene prelevato dal sistema venoso, ossigenato e reinfuso nuovamente nel circolo venoso. In questa modalità il cuore continua a svolgere la propria funzione di pompa, mentre l’ECMO sostituisce temporaneamente l’attività dei polmoni. È la configurazione utilizzata nei casi di insufficienza respiratoria grave, come nella sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) o forme critiche di COVID-19. L’ECMO veno-arteriosa (VA) fornisce supporto sia cardiaco sia respiratorio. Il sangue ossigenato viene reimmesso nel sistema arterioso, garantendo direttamente la perfusione degli organi vitali. Questa modalità è indicata nei casi di shock cardiogeno e nell’arresto cardiaco refrattario, quando il cuore non riesce più a garantire una circolazione efficace. È spesso utilizzata come ponte al trapianto cardiaco o polmonare o come supporto temporaneo durante interventi urgenti come angioplastiche o chirurgia cardiaca d’emergenza. Arresto cardiaco improvviso e arresto cardiaco refrattario: cosa cambia Comprendere la differenza tra arresto cardiaco improvviso e arresto cardiaco refrattario è fondamentale. L’arresto cardiaco improvviso si verifica in modo inatteso, spesso fuori dall’ospedale. Il trattamento si basa su: rianimazione cardiopolmonare (RCP) immediata; utilizzo del defibrillatore; supporto avanzato delle funzioni vitali. Se l’intervento è tempestivo e il ritmo è defibrillabile, è possibile ripristinare la circolazione spontanea. L’arresto cardiaco refrattario si verifica quando il cuore non riprende un ritmo efficace nonostante le manovre avanzate di rianimazione e ripetuti tentativi di defibrillazione. In questi casi, nei centri specializzati, può essere attivata la ECPR (rianimazione cardiopolmonare con supporto ECMO). L’obiettivo è mantenere ossigenazione e circolazione fino all’identificazione e al trattamento di una causa reversibile dell’arresto (ad esempio infarto miocardico acuto che richiede un’angioplastica urgente) o fino alla stabilizzazione del paziente per ulteriori terapie avanzate, riducendo il rischio di danno neurologico irreversibile. Il tempo dall’arresto, l’età del paziente, la presenza di comorbidità e il rischio di danno neurologico preesistente vengono valutati attentamente per decidere l’attivazione dell’ECMO. Benefici dell’ECMO Nei pazienti accuratamente selezionati, l’ECMO può: aumentare le probabilità di sopravvivenza; ridurre il danno neurologico da ipossia; consentire interventi salvavita in condizioni più stabili; offrire un ponte verso il recupero o il trapianto. Il suo principale vantaggio è guadagnare tempo prezioso in situazioni altrimenti incompatibili con la vita, permettendo agli organi vitali di continuare a funzionare mentre si interviene sulla causa dell’insufficienza. Rischi e complicanze dell’ECMO L’ECMO è una procedura complessa e non priva di rischi. Le principali complicanze includono: emorragie legate alla terapia anticoagulante; trombosi del circuito; infezioni; ischemia degli arti; complicanze neurologiche; Non è indicata in pazienti con danni neurologici gravi, età avanzata o comorbidità incompatibili con la sopravvivenza. Per questo motivo viene gestita esclusivamente in centri altamente specializzati con équipe multidisciplinari. ECMO e defibrillatore: perché non sono alternative Un equivoco diffuso è considerare l’ECMO un’alternativa al defibrillatore, ma i due strumenti hanno ruoli completamente diversi. Il DAE è il presidio fondamentale nella gestione dell’arresto cardiaco improvviso in ambito extra-ospedaliero. La funzione del defibrillatore, quindi, è interrompere le aritmie maligne e permettere al cuore di riprendere un ritmo efficace. La defibrillazione precoce è uno dei fattori più importanti per la sopravvivenza. L’ECMO non corregge l’aritmia e non sostituisce la defibrillazione. Viene utilizzata in ambiente ospedaliero, in casi selezionati, quando le manovre di rianimazione avanzata non hanno avuto successo, solitamente i pazienti che vengono sottoposti all’ECMO hanno una probabilità di morte superiore al 50%. Fornisce un supporto temporaneo alla circolazione e all’ossigenazione in attesa di trattare la causa dell’arresto. Defibrillatore ed ECMO non sono quindi alternative, ma strumenti complementari all’interno di un percorso assistenziale che parte dall’intervento immediato sul territorio e arriva, nei casi più complessi, alle tecnologie di supporto vitale più avanzate. Fonti: National library of medicine Giornale italiano di cardiologia Nurse24 #### Edoardo Bove e la sfida contro il tempo: come la tempestività e il defibrillatore possono salvare vite Domenica 1° dicembre 2024, durante Fiorentina-Inter, il calciatore Edoardo Bove è stato colpito da un arresto cardiaco, un evento che ha riportato al centro dell’attenzione l’importanza della tempestività nei soccorsi e dell’uso del defibrillatore. Tuttavia, nelle ore successive, molti media hanno commesso un grave errore, definendo l’accaduto un “attacco cardiaco” anziché un arresto cardiaco. Questa confusione è dannosa e rischia di perpetuare disinformazione. L’attacco cardiaco è un infarto, che può portare ad arresto cardiaco, ma non sono sinonimi. Quando si verifica un arresto cardiaco, è fondamentale utilizzare il termine corretto, concentrandosi su quanto davvero conta: l’intervento rapido e l’uso del defibrillatore. L’intervento su un infarto, in genere richiede un intervento di angioplastica. Se l’infarto porta a un arresto cardiaco, è possibile utilizzare il defibrillatore, ma dato che si tratta di una ostruzione di una delle arterie coronariche, difficilmente il DAE può portare il suo prezioso contributo. Vi invitiamo a leggere l’articolo dedicato per chiarire la differenza tra arresto cardiaco e infarto. Cosa dovrebbero comunicare i cronisti delle partite e i media in situazione come queste? La cosa migliore è stare sul generico, senza descrivere o ipotizzare l’evento con termini medici che identificano scenari ben precisi, dei quali non abbiamo informazioni (e competenze). I termini corretti sono: Malore: un soggetto in difficoltà ha un malore. Perdita di conoscenza: se il soggetto cade a terra e non reagisce a richiami verbali e fisici degli astanti, è verosimile che sia privo di conoscenza. Arresto cardiaco: se gli astanti avviano le manovre di rianimazione cardio-polmonare (massaggio cardiaco, respirazione artificiale) e/o intervengono con il defibrillatore, è verosimile che il soggetto sia in arresto cardiaco. Non parliamo quindi di attacco cardiaco o infarto, ne in questo momento possiamo ipotizzare (o tirare a indovinare), eventuali cause specifiche che abbiano portato all’arresto cardiaco. L’arresto cardiaco: chi può colpire e perché ogni secondo conta L’arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque, senza preavviso, indipendentemente da età, genere o livello di forma fisica. Ogni anno in Italia colpisce circa 1 persona su 1.000, con una media di 8 decessi ogni ora. Purtroppo, non tutti gli episodi di arresto cardiaco hanno un lieto fine. La storia dello sport è segnata da tragedie che avrebbero potuto essere evitate con un intervento tempestivo. Tra i calciatori deceduti ricordiamo: Piermario Morosini, Davide Astori, Renato Curi, Giuliano Taccola, Marc-Vivien Foe, Miklos Feher, Andrea Cecotti, Antonio Puerta, Phil O’Donnell, Naoki Matsuda, Patrick Ekeng, Bernardo Ribeiro. Questi nomi ricordano quanto sia fondamentale che tutti gli impianti sportivi siano dotati di defibrillatori e che il personale sia adeguatamente formato. L’unica possibilità di sopravvivere è un intervento immediato: senza una scarica del defibrillatore entro 4-5 minuti, le probabilità di sopravvivenza calano drasticamente. Sono infatti stati salvati grazie all’impiego tempestivo del defibrillatore giocatori come Christian Eriksen, Lionello Manfredonia, Fabrice Muamba, Abdelhak Nouri, Evan Ndicka. In questo articolo stiamo trattando in modo specifico il settore calcio, ma numerosi casi analoghi di salvati e non salvati si sono verificati in molti altri sport. Il ruolo salvavita del defibrillatore La vicenda di Edoardo Bove dimostra quanto sia cruciale la presenza di un defibrillatore e di personale formato. Al momento dell’arresto cardiaco, è stato determinante l’intervento dei sanitari presenti allo stadio Artemio Franchi. Il defibrillatore, dispositivo che eroga una scarica elettrica per ripristinare il ritmo cardiaco, è stato progettato per essere utilizzato anche da personale non sanitario. Ogni secondo perso aumenta il rischio di danni cerebrali irreversibili e mortalità. In questo caso, l’efficienza della catena di soccorso ha permesso di salvare la vita al giovane calciatore. L’importanza della formazione e della prevenzione L’episodio di Bove deve essere un monito per istituzioni sportive, scuole e comunità. Ogni luogo pubblico dovrebbe essere dotato di defibrillatori, e la formazione alle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) dovrebbe essere estesa a un grande numero di soggetti anziché a pochi responsabili addetti. La cultura della cardioprotezione non salva solo gli atleti: salva tutti noi. È necessario che l’attenzione si concentri sull’unico elemento che può fare la differenza: l’impiego tempestivo del defibrillatore. Se vogliamo approfondire, anziché provare a indovinare eventuali cause specifiche che possano avere portato ad un arresto cardiaco improvviso, possiamo mettere la nostra attenzione per comprendere la reale cardioprotezione dell’ambiente: il n° di DAE presenti sono adeguati agli spazi e alle persone presenti? Sono correttamente segnalati e ben visibili da qualsiasi spazio? I consumabili (batteria e elettrodi) non sono scaduti? Il DAE è ancora in garanzia e correttamente mantenuto? L’installazione è stata effettuata in modo tale che gli eventi atmosferici non possano compromettere il funzionamento? La storia di Edoardo Bove, fortunatamente a lieto fine, non deve essere solo un caso isolato, ma un esempio da seguire per evitare altre tragedie. #### eKuore, stetoscopio elettronico wireless Nell’ultimo anno il concetto di innovazione tecnologica in campo medico sanitario è stato al centro dell’attenzione. La pandemia ha costretto l’intero settore sanitario a rivedere le proprie regole. In questo clima di rinnovamento nasce uno strumento innovativo, capace di superare le difficoltà passate e portare un contributo concreto alla medicina. eKuore Pro è uno stetoscopio evoluto, che trascende il concetto del classico stetoscopio: Auscultazione remota; Registrazione del fonocardiogramma; Auscultazione wireless; Auscultazione di base; Amplificazione dei suoni polmonari e cardiaci. Queste sono alcune delle qualità e caratteristiche del nuovo stetoscopio WiFi eKuore Pro. La grande novità è certamente rappresentata dalla possibilità di auscultare il paziente a distanza, di non dover necessariamente, quindi, essere a contatto all’interno della stessa stanza, considerazione importantissima vista la pandemia che ancora ci troviamo ad affrontare. Il medico può eseguire la classica auscultazione utilizzando le cuffie (dotate di filo e jack da 3,5mm) in dotazione, progettate appositamente per eKuore, grazie alle quali il segnale viene elaborato ed amplificato garantendo una qualità mai raggiunta sino ad oggi. Può anche essere utilizzato per trasmettere in tempo reale il segnale a cuffie wireless senza filo. eKuore permette la registrazione e condivisione del fonocardiogramma tramite la propria APP con dispositivi Smartphone/Tablet, anche con professionisti con non ne sono in possesso. Così facendo è possibile ricevere un parere ulteriore sull’audio auscultato. E’ inoltre opportuno segnalare, che con la graduale diffusione del prodotto sul mercato, un numero sempre maggiore di medici, segnalo che utilizzano eKuore, anche come fonendoscopio, perchè ottimo anche per l’auscultazione delle viscere e non solo l’auscultazione toracica. Una vera innovazione rispetto al passato che ti permette di passare da un parere medico soggettivo ad uno oggettivo. Con eKuore pro puoi anche abbassare o alzare il volume dei rumori cardiaci e polmonari e puoi anche selezionare nello specifico quali sono quelli che vuoi auscultare. Infine, grazie alle campane presenti in dotazione, si può avere un’auscultazione più accurata in base alla fascia d’età del paziente.   Prodotto non disponibile e non più in produzione. #### Elettrodi ECG adulto, pediatrico, monouso, radiotrasparenti Gli elettrodi ECG sono dispositivi medici che vengono utilizzati per monitorare l’attività elettrica del cuore. Questa attività viene registrata attraverso il processo di elettrocardiografia (ECG), ovvero l’acquisizione e l’analisi del segnale elettrico generato dal cuore. Gli elettrodi ECG sono di solito piccoli dischi metallici o patch che vengono applicati sulla pelle del paziente, tipicamente sul torace, sulle braccia e sulle gambe. Solitamente vengono utilizzati 10 elettrodi, anche se possono essere utilizzati meno a seconda delle esigenze. Il funzionamento degli elettrodi ECG è basato sul principio dell’elettrochimica: il materiale di cui sono composti gli elettrodi ha una differenza di potenziale elettrico rispetto alla pelle del paziente, che viene utilizzata per misurare l’attività elettrica del cuore. Quando il cuore batte, genera un’onda di impulso elettrico che si diffonde attraverso il muscolo cardiaco. Questo impulso viene registrato dagli elettrodi ECG e trasformato in un segnale elettrico che può essere visualizzato su un monitor o registrato su un dispositivo di memorizzazione. Per ottenere un segnale di buona qualità, è importante che la pelle del paziente sia pulita e asciutta, in modo che gli elettrodi possano aderire bene. Inoltre, è importante che gli elettrodi siano posizionati in modo preciso e coerente, in modo da ottenere un segnale uniforme e accurato. Gli elettrodi ECG sono dispositivi medici importanti per il monitoraggio dell’attività elettrica del cuore. Il loro funzionamento è basato sulla differenza di potenziale elettrico tra gli elettrodi e la pelle del paziente, che permette di registrare l’attività elettrica del cuore. Gli elettrodi devono essere posizionati in modo preciso e coerente per ottenere un segnale uniforme e accurato. Emd112 commercializza gli elettrodi ECG FIAB, con sede a Vicchio (Firenze), a pochi metri dalla nostra sede. Questo grande vantaggio logistico, si riflette sulla capacità di evasione degli ordini in tempi estremamente rapidi. FIAB SPA produce e commercializza da oltre 40 anni dispositivi medici e accessori per cardiologia, chirurgia, terapia respiratoria, elettrostimolazione, oltre ad apparecchiature per stimolazione cardiaca e studi elettrofisiologici. All’interno del nostro shop, è possibile acquistare box/confezioni di elettrodi di differenti formati, garantendo un risparmio in funzione della quantità, ad esempio: box 20 elettrodi ECG box 50 elettrodi ECG box 100 elettrodi ECG box 600 elettrodi ECG box 1200 elettrodi ECG box 1250 elettrodi ECG box 2000 elettrodi ECG Nello specifico, sono disponibili i seguenti prodotti: Elettrodi ECG Monouso in Gel liquido- 36×40 mm – FIAB (€1,46 – €91,50) Elettrodi ECG Monouso in Gel solido – 28×44 mm – FIAB (€1,32 – €131,76) Elettrodi ECG pediatrici 26x26mm in FOAM – FIAB PG10C (€6,71 – €120,78) Elettrodi ECG radiotrasparenti adulti – FIAB F9069RM (€5,37 – €118,58) Mentre la differenza tra gli elettrodi ECG pediatrici e per pazienti adulti sono facilmente comprensibili, di seguito riportiamo alcune differenze e caratteristiche relative agli elettrodi in Gel liquido, in Gel solido e radiotrasparenti. Gli elettrodi ECG monouso in gel liquido sono dotati di un gel conduttore di tipo viscoso e fluido, che aiuta a garantire un buon contatto tra l’elettrodo e la pelle del paziente. Questo tipo di elettrodo è facile da applicare e rimuovere, ma potrebbe richiedere l’utilizzo di più gel nel corso dell’utilizzo, in quanto il gel tende ad asciugarsi con il tempo. Tuttavia, il gel liquido può fornire una maggiore sensibilità e una maggiore precisione nella misurazione dell’attività elettrica del cuore, poiché il gel si adatta meglio alle superfici irregolari della pelle e aiuta a ridurre le interferenze elettriche esterne. Gli elettrodi ECG monouso in gel solido, invece, sono dotati di un gel conduttore di tipo solido e non appiccicoso, che non si secca facilmente e quindi richiede meno manutenzione durante l’utilizzo. Tuttavia, potrebbe essere necessario applicare una maggiore pressione per far aderire l’elettrodo alla pelle e garantire un buon contatto. Gli elettrodi ECG monouso in gel solido sono meno sensibili alle superfici irregolari della pelle e potrebbero generare una maggiore quantità di rumore o interferenze elettriche rispetto agli elettrodi in gel liquido. La scelta tra gli elettrodi ECG monouso in gel liquido e quelli in gel solido dipende dalle esigenze specifiche del paziente e dell’operatore. Gli elettrodi ECG monouso in gel liquido sono solitamente preferiti per pazienti con pelle delicata o per applicazioni che richiedono una maggiore sensibilità e precisione, mentre gli elettrodi in gel solido sono spesso utilizzati in situazioni in cui è richiesta una facile applicazione e rimozione. Gli elettrodi ECG radiotrasparenti sono un tipo di elettrodi utilizzati per la registrazione dell’elettrocardiogramma, ma con alcune caratteristiche particolari rispetto agli elettrodi standard. Gli elettrodi ECG radiotrasparenti sono realizzati in materiale radiotrasparente, che consente di ottenere immagini radiografiche o di tomografia computerizzata (CT) senza dover rimuovere gli elettrodi stessi. Questa caratteristica è particolarmente utile in caso di pazienti che devono essere sottoposti a esami di imaging, in quanto consente di mantenere gli elettrodi in posizione senza doverli rimuovere e riposizionare più volte. Questi dispositivi hanno una forma anatomica aderente al corpo, che si adatta perfettamente alle curve del torace del paziente. Ciò consente di garantire una migliore aderenza e un contatto stabile tra l’elettrodo e la pelle, il che può migliorare la qualità del segnale ECG registrato. Possono essere utilizzati in modalità sia a contatto diretto con la pelle, sia in modalità a distanza, ovvero applicati a breve distanza dalla superficie della pelle del paziente, senza essere in contatto diretto. Quest’ultima modalità è possibile grazie alla presenza di un sistema di copertura isolante che protegge l’elettrodo dall’ambiente esterno. Le caratteristiche degli elettrodi ECG radiotrasparenti sono la capacità di consentire la registrazione dell’elettrocardiogramma senza dover rimuovere gli elettrodi durante gli esami di imaging, la forma anatomica aderente al corpo e la possibilità di utilizzo in modalità a contatto diretto o a distanza dalla superficie della pelle del paziente. #### EMD112 a ICYFF: i defibrillatori HeartSine samaritan sbarcano nel mondo dell’indoor cycling Dal 28 al 30 novembre 2014 EMD112 sarà a Zola Predosa, nel bolognese, per portare all’evento ICYFF il massimo della cardio-protezione con i defibrillatori samaritan DAE semiautomatici EMD112, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine samaritan, partecipa quest’anno a ‘ICYFF – Cloud for you’, gli ‘International MastersDays’ in programma dal 28 al 30 novembre 2014 presso Zola Predosa, in provincia di Bologna. Si tratta di un evento molto importante e partecipato dagli sportivi, promosso dall’associazione ICYFF, Indoor Cycling and Fitness Federation, che organizza manifestazioni proprio per diffondere la pratica dell’indoor cycling. Il via della tre giorni dedicata all’indoor cycling e alle altre discipline sportive ad esso collegate è in programma venerdì 28 novembre alle ore 20, con la prima delle ride che si svolgeranno durante l’iniziativa: la Ride del Cuore. A tutti i partecipanti alla ride sarà regalata una T-shirt del Cuore del Group Cycling Activity. Ma le azioni mirate a diffondere una corretta “cultura della cardio-protezione” non si fermano a questo. Il ricavato della Ride del Cuore sarà, infatti, utilizzato per l’acquisto di un defibrillatore che sarà donato all’Associazione Giovani Diabetici di Bologna. Un nuovo passo in avanti verso una maggiore sicurezza in caso di arresto cardiaco, grazie a EMD112 e a HeartSine. Echoes srl propone, quindi, anche nel mondo dello sport e in particolare dell’indoor cycling, il massimo della garanzia e dell’affidabilità con i defibrillatori samaritan PAD di HeartSine, maturati da un’esperienza unica nel settore che si tramanda dal 1966, anno in cui fu progettato il primo defibrillatore extra-ospedaliero al mondo. Non a caso HeartSine è oggi l’azienda europea leader mondiale nella produzione di dispositivi salvavita in caso di arresto cardiaco. I DAE samaritan, lo ricordiamo, sono in grado di garantire performance ottimali in tutti i contesti, esterni ed interni, adattandosi anche a tutte le discipline sportive, potendo contare su una garanzia di dieci anni e l’indice di protezione IP56, il più alto sul mercato. Per garantire performance ottimali anche in contesti estremi, teatro spesso di diverse discipline sportive, HeartSine ha, inoltre, studiato un dispositivo protettivo, un’apposita teca pensata per contenere il defibrillatore samaritan. Con una resistenza unica, può essere utilizzata perfino con temperature che vanno da -10 e +50 gradi. Tutti i defibrillatori semiautomatici di HeartSine sono, inoltre, dotati di comandi vocali e visivi in grado di guidare il soccorritore in tutte le manovre richieste in caso di arresto cardiaco, oltre ad essere i più piccoli e i più leggeri DAE presenti sul mercato. Tra i modelli di punta di defibrillatori proposti da HeartSine, in mostra anche a Zola Predosa durante l’ICYFF, troviamo il samaritan PAD 350P e il samaritan PAD 500P. Si tratta in quest’ultimo caso di un modello davvero all’avanguardia, unico caso di DAE al mondo ad essere dotato del sistema RCP Advisor, che consente di fornire informazioni sulla corretta esecuzione del massaggio cardiaco. Un’indicazione che può fare la differenza, considerando che il 70% dei massaggi cardiaci non vengono eseguiti nel modo corretto. Grazie alla professionalità di EMD112, la migliore cardio-protezione è ancora una volta di casa. Anche nel mondo dell’indoor cycling. #### EMD112 aiuta a cardio-proteggere la gara ciclistica Coppi e Bartali. Bilancio positivo per la partecipazione di EMD112, la Divisione Medicale di Echoes srl, all’ultima tappa della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali – Trofeo Banca Interprovinciale, che si è conclusa ieri, 29 marzo 2015, con un grande successo. In occasione della gara, EMD112 e il Gruppo Sportivo Emilia, organizzatore della competizione ciclistica, hanno stretto un’importante partnership che ha permesso di incrementare ulteriormente la cardio-protezione dell’ultima tappa della competizione. Grazie all’accordo, EMD112 ha dato il suo contributo alla cardio-protezione della gara con due azioni significative. La prima azione è stata la donazione di un defibrillatore HeartSine PAD al Gruppo Sportivo Emilia, guidato da Adriano Amici. La donazione è avvenuta ieri mattina, 29 marzo 2105, a Pavullo nel Frignano, comune dell’Appennino modenese che ha ospitato la partenza dell’ultima tappa della Coppi e Bartali. Il passaggio del DAE è avvenuto pochi minuti prima della partenza dell’ultima tappa, sul palco sistemato nel centro del comune appenninico, davanti a giornalisti di stampa e tv. Erano presenti Simone Madiai titolare di Echoes srl, Adriano Amici presidente del Gruppo Sportivo Emilia, e il sindaco di Pavullo, Romano Canovi. La seconda azione di EMD112 ha previsto l’installazione di due postazioni pubbliche contenenti un defibrillatore samaritan PAD: una è stata sistemata alla partenza dell’ultima tappa della Coppi e Bartali, a Pavullo nel Frignano; l’altra è stata posizionata all’arrivo della tappa stessa, nella frazione di Roccapelago, nel comune di Pievepelago, nell’alto Appennino modenese. Oltre alle autoambulanze già dotate di defibrillatori presenti in coda ai ciclisti durante il percorso della gara, la partnership tra EMD112 e GS Emilia ha permesso, quindi, di incrementare ulteriormente questa parte della gara ciclistica: sia la partenza sia l’arrivo della tappa sono stati, infatti, presi d’assalto da appassionati e sportivi, e la presenza di un DAE a servizio del pubblico ha garantito una maggiore sicurezza in termini di cardio-protezione. EMD112 si conferma, quindi, a fianco delle società sportive per cardio-proteggere lo sport, come peraltro imposto anche dal recente Decreto Balduzzi. Salva #### EMD112 al 104 – The Caregiving Expo di Pordenone La prima edizione del 104 – The Caregiving Expo trasformerà i padiglioni 5, 5 bis/ter e 6 della Fiera di Pordenone in un grande laboratorio di idee dedicato all’assistenza di persone anziane, fragili o con disabilità. Per tre giorni espositori, workshop e demo gratuite offriranno uno sguardo a 360 gradi su prodotti e servizi che semplificano la vita di caregiver familiari e operatori socio sanitari. L’ingresso è gratuito, basta registrarsi online, e l’orario continuato 09.00 18.30 consente di programmare la visita nella fascia più comoda. Oltre alle aree espositive, i visitatori troveranno una ricca agenda formativa con focus su innovazione, accessibilità e sicurezza, temi che da sempre guidano l’impegno di EMD112. Oggi, Venerdì 9 maggio, dalle ore 10.00 alle ore11.00, EMD112 animerà l’ARENA ARANCIONE (Hall 5) con il workshop “Il defibrillatore e la cultura della cardioprotezione”. Grazie a dimostrazioni pratiche su manichino, gli istruttori BLSD mostreranno quanto sia semplice riconoscere un arresto cardiaco e intervenire con un DAE: la corretta sequenza di massaggio cardiaco e scariche elettriche può incrementare sensibilmente le probabilità di sopravvivenza. L’obiettivo è far percepire il defibrillatore come un dispositivo salva vita, uno strumento che chiunque può usare in totale sicurezza dopo un breve corso. Al termine sarà possibile porre domande su normative, obblighi, manutenzione e programmi di cardioprotezione pubblica. Lo stand EMD112 sarà anche la prima vetrina italiana per la nuova linea di defibrillatori semiautomatici Vivest, che si aggiunge alle gamme HeartSine e LIFEPAK già note per robustezza e affidabilità. I defibrillatori Vivest PowerBeat si distinguono per leggerezza, batteria a lunga durata, feedback audiovisivo sul massaggio cardiaco e sistema di autodiagnosi che riduce al minimo la manutenzione: Vivest PowerBeat X1/X1P (A1) Vivest PowerBeat X3/X3P (A3) Vivest PowerBeat M1 Vivest PowerBeat M3 Tutti i modelli aderiscono al programma “SAVE THE BEAT™”: ogni volta che un DAE Vivest salva una vita, EMD112 dona un secondo defibrillatore, ampliando la rete di dispositivi disponibili sul territorio e sostenendo associazioni, scuole e impianti sportivi con risorse spesso limitate. Chi visita la fiera potrà confrontarsi con i tecnici EMD112, provare i DAE su appositi simulatori e ricevere consigli personalizzati su piani di cardioprotezione per aziende, condomìni e comunità sportive. Per agevolare chi arriva da fuori regione, l’organizzazione mette a disposizione convenzioni con hotel vicini e uno shuttle gratuito dalla stazione di Pordenone. Cosa fare allora: Registrati online per l’accesso gratuito alla fiera Partecipa al workshop EMD112 del 9 maggio (posti limitati, arrivo consigliato 15 minuti prima) Passa allo stand EMD112 per provare i nuovi Vivest e e gli innovativi PowerBeat M1 e PowerBeat M3. Che tu sia un professionista del soccorso, un volontario o semplicemente un cittadino attento alla prevenzione, il 104 – The Caregiving Expo è l’occasione perfetta per approfondire la cultura della cardioprotezione e vedere da vicino le tecnologie che possono fare la differenza tra la vita e la morte. Ti aspettiamo a Pordenone! #### EMD112 al 15° Congresso SIS 118 a Roma il 28-29-30 settembre 2017 per presentare i propri articoli di emergenza medica EMD112 sarà presente al 15° Congresso della Società Italiana Sistema 118 che si terrà a Roma il da giovedì 28 a sabato 30 settembre 2017. L’evento è organizzato in occasione della celebrazione del 25° anno dalla nascita in tutta Italia del Numero Unico Sanitario per le chiamate di emergenza 118 e nella celebrazione del 15° anno della nascita dei sistemi 118. L’obiettivo del Congresso Nazionale SIS 118 è di affrontare ed approfondire le tematiche organizzative e cliniche di un sistema in continua evoluzione ed in costante crescita culturale ed operativa. La visione strategica dell’emergenza pre-ospedaliera viene affrontata tenendo presente un modello di riferimento non solo sanitario ma anche sociale e con una visione d’insieme legata alla sicurezza della cittadinanza, in tutte le attività della vita quotidiana. Si è infatti giunti ad un punto di svolta con il passaggio al numero unico di emergenza 112 in cui  necessita    garantire    una  assistenza  ordinaria  e  straordinaria  nelle  situazioni  di  macro maxiemergenza    integrata,  continua  ed  uniforme,  secondo  parametri  di  qualità  garantiti  da  indicatori e standard  omogenei , come indicato dalla Comunità Europea.  Tutto ciò deve essere svolto assicurando qualità ed efficienza, anche con l’utilizzo di nuove tecnologie in grado di permettere un risparmio di risorse e di rendere il sistema più adesso alle richieste dei cittadini. I cittadini considerati non più soggetti passivi del servizio, ma visti come elementi attivi in grado di conoscere, valutare, richiedere e partecipare ai servizi messi a disposizione dal sistema sanitario pubblico. Lo scorso settembre 2016 infatti, anche la divisione medicale Echoes ha modificato il proprio nome da EMD118 a EMD112, per adeguare il proprio brand al nuovo numero unico di emergenza. Il  Congresso  Nazionale SIS 118 vuole  evidenziare  la  crescita  e  la  maturità  raggiunte  da  un  sistema,  ormai  indispensabile, che rappresenta il reale punto d’incontro tra un territorio sempre più da potenziarsi e da rendere uniforme ed omogeneo nella qualità della risposta da Nord a Sud della Nostra Italia ed un ospedale sempre più specializzato; a dimostrazione di tutto ciò saranno evidenziati i dati di attività  espressi  nel territorio nazionale a distanza di 7 anni dall’ultimo censimento,  presentato al pregresso congresso Nazionale SIS 118,  in cui risultava che in tutto il Paese il Sistema 118 raccoglieva ogni anno circa 13 milioni di telefonate e venivano garantiti 3 milioni di interventi all’anno. Verranno affrontate tematiche sempre più rilevanti come: Necessità di un passaggio ad un sistema dipartimentale coordinato a livello Centrale La Formazione della popolazione nazionale in tema di cultura dell’emergenza sanitaria Gli aspetti medico legali e di rischio clinico alla luce del DDL 2224 Macro-maxiemergenza ed efficienza organizzativa del 118 L’integrazione guardia medica e continuità assistenziale nell’emergenza territoriale sanitaria Il coordinamento su tutto il territorio nazionale in tema di reti di defibrillazione precoce di comunità L’organizzazione dell’elisoccorso e la sua efficienza operativa Tecnologie innovative: utilizzo dei droni per trasportare rapidamente apparecchiature sanitarie In questo contesto, la divisione medicale EMD112 – Echoes Medical Division, che ha come mission l’individuazione di prodotti medicali per l’emergenza-urgenza-soccorso, innovativi e di altissima qualità presenti nel mercato globale, presenterà i propri articoli per il mercato italiano. L’esperienza acquisita nell’ambito dell’emergenza-urgenza rende EMD112 un’importante punto di riferimento per tutto ciò che riguarda il primo soccorso. Grazie alla qualità dei prodotti trattati, i migliori presenti sul mercato, l’azienda è ben presto diventata sinonimo di affidabilità, sicurezza e innovazione. Il Team di specialisti interno è in grado di individuare la migliore soluzione alle esigenze di equipaggiamenti medici d’emergenza fornendo soluzioni all’avanguardia. I brand e prodotti commercializzati comprendono: HeartSine (gruppo Stryker), una delle principali aziende di cardio-protezione al mondo per storia e qualità, della quale EMD112 è  Master Distributor per l’Italia dei defibrillatori . Oggi EMD112 è uno dei principali punti di riferimento in Italia per la fornitura di defibrillatori e per progetti di cardio-protezione. Stephan, azienda tedesca che da oltre 50 anni ricopre un ruolo di leadership nel mercato medicale mondiale. Uno dei prodotti di punta è EVE, un ventilatore d’emergenza per respirazione intensiva, portatile e leggero per la ventilazione in mobilità in Emergenza e l’Intensive Care. Promethues, grazie ai suoi prodotti consente di stabilizzare rapidamente le varie tipologie di Pneumotorace e/o eventuali lesioni o fratture del bacino, può fare la differenza tra il successo o il fallimento di un intervento in emergenza. Le Emorragie sono la principale causa di morte a seguito di traumi importanti. E’ quindi fondamentale riuscire a controllarle efficacemente e il più rapidamente possibile dopo l’infortunio. Alcuni dei prodotti sono ad esempio: Russel Chest Seal, Pneumofix, Nightingale Dressing, Prometheus Pelvic Splint, ChitoGauze XR Pro, SOF-TT (Special Operations Forces Tactical Tourniquet), Olaes Bandage, Blast Bandage. Luxamed, azienda tedesca fornitrice degli otoscopi LuxaScope e delle lampade di osservazione a LED, grazie ai plus che li contraddistinguono. L’integrazione tra la tecnologia led-ring e quella USB, rendono luxascope un otoscopio unico nel suo genere: massima qualità, ottimo rapporto qualità/prezzo, maneggevolezza e durata elevatissima. La lampada per osservazione a  led consente un potere illuminante di 50.000 Lux. eKuore, il primo stetoscopio elettronico wireless adatto ad adulti, bambini e neonati grazie alla campana intercambiabile. Permette di monitorare e registrare le auscultazioni di cuore e polmoni grazie alla semplice applicazione dei filtri. Il medico può effettuare l’auscultazione anche in modo tradizionale, senza l’utilizzo dello smartphone, usando le cuffie in dotazione. Con un semplice click si può scegliere il filtro adeguato per auscultare il cuore, i polmoni o avere un campo di frequenze esteso. eKuore è disponibile anche nella versione veterinaria eKuore Vet. EMD112 vi aspetta al 15° Congresso della Società Italiana Sistema 118,  giovedì 28 a sabato 30 settembre 2017 presso l’Auditorium del Massimo, in Via Massimiliano Massimo, 1. Coloro che si registreranno online riceveranno un gadget in omaggio presentandosi allo stand n°7 presso la sala Francesco Saverio. #### EMD112 al fianco della cardioprotezione: l’intervista di Simone Madiai a Il Sole 24 Ore durante Ambiente Lavoro Dalla cardioprotezione sui treni ai programmi etici che trasformano ogni salvataggio in un gesto di solidarietà: durante la fiera Ambiente Lavoro di Bologna, Simone Madiai, CEO di EMD112, è stato intervistato da Il Sole 24 Ore per raccontare la visione, i risultati e i progetti futuri dell’azienda nel mondo della sicurezza cardiaca. Un’occasione importante per parlare non solo di tecnologia e defibrillatori, ma soprattutto di cultura della prevenzione, responsabilità sociale e diffusione della cardioprotezione in Italia.   Forward Hearts e Save di Beat: quando un salvataggio genera nuova sicurezza Tra i temi centrali affrontati durante l’intervista ci sono stati i programmi etici sviluppati da EMD112: Forward Hearts e Save di Beat. Si tratta di iniziative nate con un obiettivo preciso: trasformare un evento drammatico come un arresto cardiaco in un’opportunità concreta per proteggere altre vite. Il funzionamento è semplice ma profondamente significativo: quando una persona viene salvata grazie all’utilizzo di un DAE, riceve a sua volta un defibrillatore da donare. È quindi proprio la persona salvata a scegliere a chi destinare il dispositivo, contribuendo così a creare una nuova rete di cardioprotezione. La donazione può avvenire in modo pubblico oppure anonimamente, nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità personale. Questo modello crea un circolo virtuoso basato sulla solidarietà, sulla gratitudine e sulla consapevolezza di quanto la presenza di un defibrillatore possa fare la differenza nei primi minuti di un’emergenza cardiaca.   Cardioprotezione sui treni Italo: 11 vite salvate dal 2020 Nel corso dell’intervista, Simone Madiai ha parlato anche di uno dei progetti significativi significativi sviluppati da EMD112: la cardioprotezione dei treni Italo. I treni della compagnia sono infatti dotati di defibrillatori e protocolli di emergenza cardiaca sviluppati per intervenire rapidamente in caso di arresto cardiaco improvviso. Proprio la scorsa settimana si è verificato un nuovo intervento salvavita a bordo di un treno Italo: si tratta dell’undicesimo salvataggio registrato dall’avvio del progetto nel 2020. Un dato particolarmente rilevante se confrontato con le statistiche nazionali: 11 persone salvate su 16 tentativi di rianimazione, con una percentuale di successo vicina al 70%; decisamente superiore alla media italiana di sopravvivenza che si attesta intorno al 6,6%. Questi numeri evidenziano quanto la presenza di un DAE, insieme a una rete organizzata di cardioprotezione e personale formato, possa incidere concretamente sulle possibilità di sopravvivenza.   Arresto cardiaco: il tempo è il fattore più importante Quando si verifica un arresto cardiaco improvviso, ogni minuto è fondamentale. Senza un intervento tempestivo con massaggio cardiaco e defibrillatore, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono rapidamente. Per questo motivo, la diffusione dei DAE nei luoghi pubblici, nelle aziende, nei mezzi di trasporto e negli ambienti quotidiani rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per aumentare le possibilità di salvataggio. L’esperienza maturata da EMD112 dimostra che investire nella cardioprotezione non significa soltanto rispettare normative o installare dispositivi, ma creare una vera cultura della prevenzione.   Il futuro della cardioprotezione passa dalle famiglie Guardando ai prossimi anni, Simone Madiai ha anticipato durante l’intervista uno dei temi su cui EMD112 concentrerà gran parte del proprio impegno: la cardioprotezione domestica. A breve partirà infatti la campagna “Home and Family”, un progetto pensato per sensibilizzare le famiglie sull’importanza di proteggere gli ambienti domestici. Il tema è particolarmente rilevante perché circa l’80% degli arresti cardiaci in Italia avviene tra le mura di casa. “Il defibrillatore in casa dovrebbe essere visto come un vero e proprio elettrodomestico salvavita: uno strumento che può fare la differenza nei primi minuti di un’emergenza cardiaca.” — Simone Madiai Questo significa che, molto spesso, il primo intervento non avviene in un luogo pubblico o in un ambiente sanitario, ma direttamente da parte di familiari, amici o persone presenti in casa al momento dell’emergenza. Diffondere la presenza dei defibrillatori anche negli ambienti domestici potrebbe quindi rappresentare uno dei più importanti sviluppi nella prevenzione cardiovascolare dei prossimi anni.   Dalla tecnologia alla cultura della prevenzione L’intervento di Simone Madiai durante Ambiente Lavoro ha messo in evidenza un concetto chiave: la cardioprotezione non riguarda soltanto i dispositivi, ma soprattutto le persone. Ogni DAE installato, ogni corso di formazione e ogni progetto etico contribuisce a costruire una società più consapevole e pronta ad affrontare le emergenze cardiache. I risultati ottenuti nei progetti di cardioprotezione, insieme alle iniziative solidali come Forward Hearts e Save di Beat, dimostrano che investire nella prevenzione può generare un impatto reale e concreto sulla vita delle persone. #### EMD112 cardio-protegge i Campionati italiani di Tennistavolo di Torino I defibrillatori HeartSine cardio-proteggono i Campionati italiani di Tennistavolo in corso a Torino. EMD112, la Divisione medicale di Echoes Srl, è, infatti, presente a Torino, nel centro sportivo PalaTazzoli, uno degli impianti olimpici del 2006, con una postazione DAE pubblica e con un punto informativo. I Campionati sono iniziati il 10 giugno e continueranno fino al 28 giugno, e vedranno sfidarsi tra loro 1.500 atleti italiani di diverse tipologie e potenzialità. Per primi si sono disputati i Campionati italiani individuali 2015 con le partite riservate al torneo Interforze. A seguire la sfida è per i Veterani, poi per gli atleti delle varie categorie, infine per i giocatori paralimpici. La presenza di EMD112 a un evento così importante è legata alla precedente stipula di una convenzione tra la Divisione medicale di Echoes Srl e la Federazione Italiana Tennis Tavolo (Fitet). L’accordo, siglato nei mesi scorsi, ha l’obiettivo di sensibilizzare gli sportivi di questa disciplina circa l’importanza di cardio-proteggere questo settore dello sport. Tutto questo anche in vista delle recenti disposizioni normative in materia. Il Governo italiano sta, infatti, regolamentando la dotazione di defibrillatori da parte dei centri sportivi. Il Decreto Balduzzi rende obbligatoria, sia per le società sportive dilettantistiche sia per le società professionistiche, la presenza di defibrillatori semiautomatici all’interno dei centri sportivi. L’ultimo giorno utile per adeguarsi e formare il proprio personale è il prossimo 24 ottobre. Grazie alla stipula della convenzione tra EMD112 e Fitet, la Divisione medicale di Echoes Srl offre alla Federazione e ai suoi affiliati tutti i servizi necessari: dalla consulenza alla fornitura di DAE, passando attraverso la formazione del personale. La convezione ha carattere esclusivo e prevede per tutte le associazioni affiliate alla Federazione di acquistare un defibrillatore semiautomatico a prezzi convenzionati. Inoltre, EMD112 sarà al fianco della Federazione Italiana Tennis Tavolo durante tantissimi eventi sportivi in qualità di sponsor, come appunto in occasione dei Campionati Italiani di Tennistavolo di Torino in corso in questi giorni. Salva #### EMD112 cardio-proteggerà le Ugopiadi, manifestazione di richiamo internazionale rivolta al cane carlino L’evento si svolgerà presso l’agriturismo Cà Lo Spelli di Guasticce (Livorno) l’11 ottobre 2015. Saranno oltre 200 gli esemplari di carlini provenienti da Italia, Spagna, Francia e Svizzera, che si sfideranno in gare di atletica. Le gare saranno precedute da una cerimonia d’apertura in maschera, tema di quest’anno Far West. Le Ugopiadi si aggiungo ad altri eventi cardio-protetti a titolo gratuito da EMD112 nel 2015, come ad esempio la gara ciclistica internazionale “Coppi e Bartali” (Modena), l’evento gratuito sulla prevenzione “Medici in Piazza” organizzata dal Lions Club di Livorno che ha visto anche la donazione di un defibrillatore ad una scuola locale, etc.. EMD112 cardio-proteggerà le Ugopiadi con la fornitura di N°2 defibrillatori samaritan PAD di HeartSine, oltre a fornire la presenza di persone formate al BLSD e PBLSD. Le morti causate da arresto cardiaco improvviso che in Italia sono oltre 73.000 all’anno, ma attraverso l’utilizzo immediato di un defibrillatore semi-automatico e l’attuazione di corrette manovre di soccorso, si potrebbero ridurre di oltre il 70%. Nella speranza di utilizzare il meno possibile il defibrillatore, in caso di necessità è opportuno non farsi trovare impreparati. EMD112 si pone l’obiettivo di fornire una seconda chance di vita a chi è stato colpito da arresto cardiaco. Il Decreto Balduzzi impone l’obbligo da gennaio 2016 (dopo varie deroghe) a tutti gli impianti sportivi di dotarsi di defibrillatori e formare personale per l’utilizzo, il nostro  auspicio e che presto si sviluppi una maggiore cultura della sicurezza e prevenzione, che porti ad una cardio-protezione efficace nei luoghi pubblici. #### Emd112 cardiprotegge Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Emd112® cardiprotegge Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia con la fornitura di 32 defibrillatori. Il progetto di cardioprotezione, oltre alla fornitura dei defibrillatori, ha previso anche due giornate informative per i docenti dell’università, alle quali hanno partecipato anche alcuni studenti, che si sono svolte presso le sedi di Modena e Reggio Emilia, martedì 11 e mercoledì 12 Ottobre. Relatori delle 2 giornate Simone Madiai, CEO Emd112® e l’Ing. Domizia Martelli, Product Manager, che hanno illustrato a oltre 130 presenti alcuni temi sulla cardioprotezione: Dati statistici sull’Arresto Cardiaco Improvviso; Aspetti legali connessi all’intervento/utilizzo del DAE: la nuova legge 116/21; Dimostrazione pratica del prodotto con defibrillatore trainer su un manichino; Domande e Risposte. Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato: studenti, docenti e il personale di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia! Un ringraziamento speciale è rivolto al personale RSPP che si è prodigato per organizzare queste splendide giornate con dedizione e passione, insieme per diffondere la cultura della cardioprotezione. #### EMD112 conferma la sponsorizzazione 2017 nel campionato Europeo Superstock1000 al fianco di Luca Marconi EMD112 sarà presente anche nel 2017 all’interno del Campionato del Mondo Superbike al fianco di Luca Marconi. Luca quest’anno correra nell’Europeo Superstock1000, nuovo nome del FIM CUP Superstock1000. Luca sarà sempre in sella ad una Yamaha R1M, con il team padovano “The Black Sheep”. La passata stagione  EMD112 ha cardioprotetto il PATA Yamaha Official Team WSBK con un defibrillatore samaritan®. Il defibrillatore è stato posizionato all’interno dell’hospitality , per cardioproteggere il proprio staff ed i circa 150 ospiti nei weekend di gara. La presentazione ufficiale del Team “The Black Sheep” si è tenuta  Sabato 4 Marzo presso l’Y-40, la piscina più profonda del mondo! L’Y-40 si trova presso l’Hotel Terme Millepini Montegrotto Terme, Padova. La piscina Y-40 misura 21x18m ed è profonda 42,15m e comprende quattro grotte per attività subacquee speleonautiche e tecniche. Si tratta dell’unica piscina per subacquei con acqua termale, mantenuta costantemente a circa 32°. Alcuni dei nomi principali legati all’apnea e all’Y-40 sono: Enzo Maiorca, storico detentore di numerosi record di apnea, che ha inaugurato la struttura insieme alla figlia e campionessa Patrizia Maiorca Umberto Pelizzari, l’apneista più famoso del mondo, campione mondiale in tutte le discipline profonde, fino allo storico record di -150,00 metri, ora testimonial di Y-40®, presidente e fondatore con il responsabile tecnico di Y-40®, Marco Mardollo, di Apnea Academy (prima didattica di apnea al mondo) Ilaria Molinari, pluricampionessa nazionale di apnea, colei che ha superato il record di Rossana Maiorca, divenuta presto la simbolica sirena degli eventi targati Y-40® Herbert Nitsch, il 45enne apneista viennese che ha saputo battere oltre 33 record mondiali e detiene il record No-Limits, con l’incredibile profondità di -253.20 metri La presentazione ha preso il via alle 17.00 con un video introduttivo, seguito dalla presentazione del Team, dei Piloti, degli Sponsor ed infine la nuova livrea 2017. Oltre al prestigioso campionato Europeo Superstock1000, Luca Marconi correrà anche il campionato del mondo FIM EWC Endurance World Cup, oltre a vederlo protagonista di numerosi altri impegni quali Tester Ufficiale Bridgestone, Yamaha Racing Experience, Riders4Riders, ed altri ancora. La fotogallery completa dell’evento è disponibile all’interno dell’album dedicato nella pagina Facebook #### EMD112 dona un defibrillatore samaritan a FISMBRESCIA in occasione di Seridò 2018, destinato ad una scuola del distretto bresciano Seridò è una grande festa con stand attivi, aree gioco, spazi creativi, spettacoli ed attrazioni che coinvolgono i piccoli e le loro famiglie che si svolge da mercoledì 25 aprile a domenica 6 maggio 2018 presso il Centro Fiera del Garda di Montichiari (Brescia). La filosofia di fondo della manifestazione si basa sulla collaborazione di molti attori che, insieme, realizzano un grande evento no profit a misura di bambino. Fra gli attori che rendono possibile Seridò, oltre ai molti animatori volontari, ci sono certamente i nostri partner. Aziende che aderiscono alla manifestazione, sostenendola economicamente e condividendone la filosofia di fondo: partecipare allestendo spazi tematici attivi, che coinvolgono i bambini, senza essere troppo invadenti, senza vendere prodotti, evitando di trasformare Seridò in una manifestazione commerciale. EMD112, partner dell’evento, ha provveduto a donare a FISMBRESCIA, l’Associazione Degli Asili e Delle Scuole Materne e appartiene alla Federazione Italiana Scuole Materne, un defibrillatore semiautomatico samaritan®. Al termine della manifestazione il 6 maggio 2018, il defibrillatore samaritan® verrà sorteggiato a favore di una delle scuole del distretto bresciano. Oltre al defibrillatore HeartSine samaritan® PAD 350P, per l’occasione sono stati donati 2 defibrillatori Physio-Control LIFEPAK® CR2. Due aziende HeartSine e Physio-Control, appartenenti allo stesso gruppo Stryker Corporation. Sul piano istituzionale, le scuole associate FISMBRESCIA sono quasi tutte paritarie e si configurano come realtà che operano facendo proprie le indicazioni pedagogiche e metodologico-didattiche dei grandi maestri dell’educazione infantile. A Seridò i bambini non sono mai semplici spettatori, bensì protagonisti. Possono giocare liberamente negli spazi attrezzati, entrare in un teatro ed assistere a uno spettacolo, provare l’emozione di andare a cavallo, partecipare ai laboratori creativi, scoprire nuovi sport, cantare, sperimentare in prima persona situazioni di gioco da ripetere, poi, nel quotidiano. La prima edizione di Seridò si è svolta, in una sola giornata, nel maggio del 1997. La superficie utilizzata era di 12.000 mq. ed i visitatori ben 13.000. In questi 20 anni, Seridò è cresciuto fino a raggiungere nel 2017 i 150.000 visitatori. Gli animatori sono coloro che, a Seridò, si occupano di far giocare i bambini, garantire la sicurezza e rendere agevole la permanenza delle famiglie. Indossano una maglia arancione che li rende riconoscibili e sono al servizio di tutti i partecipanti alla festa, sono il valore aggiunto che Seridò sceglie, da sempre, per garantire esperienze educative e ludiche. Ogni giorno a Seridò sono presenti oltre 300 animatori, ognuno con il suo compito e il suo ruolo. Oltre a un gruppo di animatori ed educatori professionisti, individuati fra quanti lavorano quotidianamente nel mondo dell’educazione e/o della scuola, Seridò si avvale della collaborazione di Gruppi Scolastici, Gruppi Scout e di Oratorio. Numerose scuole secondarie di secondo grado dell’ambito pedagogico sociale hanno individuato in Seridò un valido luogo da proporre agli studenti come sede di esperienza formativa. I gruppi scolastici sono seguiti da un’èquipe specializzata di formatori, oltre che dai docenti-tutor. Se volete considerare Seridò, come luogo dove svolgere un esperienza di stage o di alternanza scuola lavoro per gli studenti del vostro Istituto, scaricate la scheda tecnica di partecipazione. Moltissime le attività dedicate ai bambini presenti a Seridò: Il trenino di Seridò Il Teatro Daccapo I burattini di Onofrio Il Teatro Telaio La sabbia Il Tiro con l’arco Le costruzioni L’area multimediale I laboratori creativi I cavalli L’area “Piccoli piccoli” I gonfiabili Le barchette a pedali I tappeti elastici Partecipa anche tu a Seridò! Centro Fiera del Garda di Montichiari (Brescia). Da mercoledì 25 aprile a domenica 6 maggio 2018, orario continuato dalle 9:30 alle 19:00. Iingresso gratuito bambini fino a 12 anni! #### EMD112 donerà 2 defibrillatori al PalaYamamay di Busto Arsizio Sabato 19 Dicembre, in occasione della partita di volley femminile Unendo Yamamay Busto Arsizio e Club Italia, si terrà l’inaugurazione dell’“Angolo del Cuore”. Tale iniziativa prevede l’installazione di 2 postazioni DAE all’interno del PalaYamamay di Busto Arsizio. EMD112, divisione medicale di Echoes Srl, donerà, infatti, 2 defibrillatori samaritan PAD 350P della HeartSine assieme ad accessori di segnaletica e di posizionamento. Partner dell’evento è anche la Onlus Sessantamilavite da salvare, nata dalla volontà di un gruppo di amici operanti nell’ambito dell’emergenza sanitaria, ospedaliera ed extra-ospedaliera, per contrastare il fenomeno dell’arresto cardiaco improvviso mediante la diffusione della cultura dell’emergenza e della defibrillazione precoce. In Italia, l’attuale tasso di sopravvivenza dopo un arresto cardio-circolatorio è solamente del 2%: ciò è determinato dal tempo di intervento dei soccorritori che, mediamente, si aggira intorno ai 12-15 minuti. Per la persona colpita da arresto cardiaco, ogni minuto che passa è di vitale importanza: in soli sessanta secondi, infatti, si abbassano del 10% le sue possibilità di restare in vita. Dopo soltanto 5 minuti di tempo, le possibilità di salvezza scendono al 50%. Per questo motivo, oltre il 70% delle vittime di arresto cardiaco muore prima di raggiungere l’ospedale. Sono circa 70.000 le persone che ogni anno perdono la vita nel nostro Paese per morte cardiaca improvvisa. Solo l’utilizzo immediato di un defibrillatore semiautomatico esterno può offrire al paziente molte possibilità di salvezza, facendo crescere il tasso di sopravvivenza sino all’85%. #### EMD112 donerà 3 defibrillatori samaritan all’Ángel Nieto Team in occasione del GP del Mugello In occasione del Gran Premio motociclistico d’Italia del Mugello che prenderà il via nel weekend 1-2-3 Giugno, Giovedì 31 Maggio si terrà presso la sede EMD112 di Scarperia e San Piero, un evento che vedrà la donazione al Ángel Nieto Team di 3 defibrillatori samaritan PAD. I defibrillatori saranno posizionati all’interno dell’Hospitality, nei box e presso la sede centrale del Team a Valencia. Da anni EMD112 è attiva in sponsorizzazione sportive con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico in merito alla cardio-protezione e all’impiego dei defibrillatori, uno strumento che se presente ed utilizzato tempestivamente, potrebbe salvare fino all’80% delle persone colpite da arresto cardiaco, circa 60.000 ogni anno solo in Italia. EMD112 è al secondo anno di sponsorizzazione con l’Ángel Nieto Team (lo scorso anno con il nome di Aspar), oltre ad essere attiva in altri campionati nazionali e mondiali di motociclismo. Un team con un storia importante Ángel Nieto, fondato dal 4 volte campione del mondo Jorge Martínez, da sempre attento alla sicurezza del proprio staff ed ospiti, numerosi ogni weekend di gara. Il team Principal Ángel Nieto jr. e tutto l’Ángel Nieto Team sono «molto contenti di poter contare su l’aiuto di EMD112 per il secondo anno consecutivo e di ricevere, grazie a questo accordo, tre defibrillatori samaritan PAD che porteremo con noi tutta la stagione. In uno sport di massimo livello è necessaria la prevenzione di rischi e la sensibilizzazione in merito alla cardio-protezione. EMD112 ci aiuterà a conseguirla». Saranno presenti all’evento i vertici del team il Team Principal Ángel Nieto jr., il Team Owner Jorge Martínez , Direttore Tecnico Gino Borsoi, il General Manager, José María Ibáñez e molti altri membri del team. L’evento vedrà la presenza delle autorità del Comune di Scarperia e San Piero, nelle persone del Sindaco Federico Ignesti, accompagnato dal Vice Sindaco Francesco Bacci e dall’Assessore Marco Recati. Non mancheranno gli ospiti e qualche sorpresa. «Siamo orgogliosi che il team abbia scelto noi ed defibrillatori samaritan – commenta Simone Madiai, CEO EMD112 – ci auguriamo che anche gli altri team seguano l’esempio di Ángel Nieto Team e si attivino per dotarsi di DAE e per renderli ben visibili e fruibili durante i weekend di gara, contribuendo in modo importante alla prevenzione e sicurezza per i numerosissimi appassionati presenti a questi eventi». Di seguito il link alla Press-Kit con immagini e loghi a corredo del comunicato. #### EMD112 donerà un defibrillatore alla Scuola Giovanni Bartolena di Livorno in occasione di “Medici in Piazza”. Il 12 Aprile 2015 si svolgerà a Livorno l’evento “Medici in Piazza”, giornata dedicata alla prevenzione sanitaria. Saranno a disposizione per i cittadini visite gratuite inerenti a: Elettrocardiografia Ginecologia Ipertensione Arteriosa Medicina Generale Oculistica Odontoiatria Ortopedia Psichiatria Urologia Stili di vita salutari Medici InPiazza, organizzato dal Lions Club Livorno Host, si svolgerà alla Rotonda di Ardenza (lato mare) dalle ore 10.00 alle ore 19.00, ed avrà il  patrocinio del Comune di Livorno, della Azienda USL 6 di Livorno e con il contributo dell’Associazione Livornese Amici del cuore ONLUS. EMD118 supporterà l’evento per la donazione di un defibrillatore alla Scuola Giovanni Bartolena di Livorno. Il Lions è una rete internazionale con oltre 1 milione di soci,  che collaborano tra loro per rispondere alle necessità delle diverse comunità del mondo. In Toscana sono 3.500 i soci Lions, che tramite eventi e manifestazioni, raccolgono a livello regionale oltre 1.500.000 euro l’anno, per investirli in cultura, salute, scuola e società. Sono numerose le iniziative Lions in campo medico e sociale, che potete approfondire nella brochure. EMD112 ha deciso di dare un suo contributo a queste importanti iniziative, donando un DAE samaritan PAD 350P HeartSine alla Scuola Giovanni Bartolena. Per EMD112 questa è la 3° donazione DAE da inizio anno, la media di quasi una al mese. Riteniamo fondamentale divulgare la cultura della cardio-protezione, cardio-proteggere luoghi e cittadini, e supportare iniziative sociali utili per la comunità. Salva Salva #### EMD112 e Baker Hughes: unione di forze per la cardioprotezione avanzata nelle sedi italiane EMD112® è lieta di avere contribuito alla cardioprotezione di una prestigiosa azienda come Baker Hughes, completando un significativo progetto di formazione BLSD e installazione di defibrillatori nelle sedi italiane. Baker Hughes è un’azienda di tecnologia al servizio dell’energia che fornisce soluzioni per i clienti dell’energia e dell’industria in tutto il mondo. Costruita su un secolo di esperienza e con attività in oltre 120 paesi, le sue tecnologie e servizi innovativi stanno portando avanti l’energia, rendendola più sicura, più pulita e più efficiente per le persone e per il pianeta. Il programma di formazione è stato avviato a partire da agosto 2023, coprendo 7 sedi, inclusa Firenze, che rappresenta lo stabilimento più grande L’iniziativa è stata portata avanti grazie all’impegno del team di Salute, Sicurezza & Ambiente (HSE), del business Industrial & Energy Technology (IET) di Baker Hughes in stretta collaborazione con EMD112®. Ad oggi, oltre 320 dipendenti dell’azienda hanno beneficiato della formazione BLSD, inoltre sono stati installati 63 nuovi defibrillatori nelle varie sedi. In particolare, a Firenze, il numero di DAE è salito da 4 a 35, superando le aspettative e i requisiti imposti dalla normativa locale per quanto riguarda la formazione del personale e l’installazione dei DAE. La scelta del defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi +3G, un dispositivo tecnologicamente avanzato con un alto livello di innovazione. Una tra tante, la possibilità di proseguire l’RCP anche durante la fase di analisi del ritmo cardiaco. Un ringraziamento particolare a Saverio Gradassi, direttore globale di HSE e sostenibilità per IET, tutto lo staff HSE ed a tutti i collaboratori che hanno partecipato con passione e impegno alle sessioni formative. L’attenzione alla prevenzione e alla sicurezza dei propri collaboratori, unita a un progetto di cardioprotezione avanzato ed efficiente, è un esempio da seguire per le altre aziende ed un valore aggiunto per la città di Firenze. #### EMD112 e DOOH.it partner nella implementazione dell’APP di realtà aumentata Aurasma per i defibrillatori samaritan La Realtà Aumentata è una tecnologia capace di fare interagire gli utenti, aggiungendo in tempo reale elementi virtuali all’ambiente circostante. Si tratta di una  soluzione web-based di ultima generazione che consente di visualizzare direttamente in streaming una sovrapposizione di elementi reali e virtuali come video, animazioni ed altri elementi multimediali e coinvolgenti: un arricchimento della percezione sensoriale mediante informazioni aggiuntive ed interattive. Esistono due tipi principali di Realtà Aumentata, una progettata per dispositivi mobili ed una progettata per dispositivi desktop. Nel caso di EMD112 si è optato per la Realtà Aumentata su dispositivo mobile, grazie alla tecnologia selezionata Aurasma. Il partner scelto per lo sviluppo  è DOOH.it, azienda che realizza progetti di comunicazione Digital Out of Home in ambito Retail, Urban e Corporate. Tra i casi di spicco con la realtà aumentata, citiamo la campagna di Renault Twingo sulla pensilina ATM di via Manzoni: un intervento che rende interattivo e “augmented” l’arredo urbano. Altro esempio più simile al progetto di EMD118 è il progetto di realtà aumentata dedicato a MINI su un advertorial di Wired: la carta stampata  trasformata in un test drive, seguendo lo slogan “La mini come non l’avete mai vista”. Altri Brand come Coca Cola, Renault, Mercedes Benz, Mini, Chanel, Tim, Molteni &C, Kellogg’s si sono affidati alla digital agency  per la gestione progetti e campagne Digital Out Of Home. Aurasma è la  piattaforma leader a livello mondiale per lo sviluppo di progetti di Realtà Aumentata. Oltre alla piattaforma per gli sviluppatori si presenta come un’applicazione per smartphone e tablet (iOS e Android) che permette di accedere, tramite la fotocamera, ad una serie di video, suoni, immagini e modelli 3D in realtà aumentata. L’applicazione Aurasma è gratuita ed è scaricabile su AppleStore e su GooglePlay. Dal suo lancio avvenuto nel 2011, Aurasma conta oltre 6 milioni di utenti attivi. Ma veniamo al caso specifico. Una call to action  sulla confezione del defibrillatore invita l’utente a scaricare l’app Aurasma sul proprio smartphone o tablet, inquadrare la custodia o lo stesso defibrillatore per accedere ad u menu multimediale ed engaging: video illustrativi, link di approfondimento, tutorial. DOOH.IT si è occupata di gestire il canale Aurasma dedicato a EMD118, adattando e animando i contenuti.  “Interessante lavorare con Aurasma per un prodotto così importante e non tradizionalmente legato al marketing digitale e al coinvolgimento del target – ci racconta la squadra di DOOH.IT – speriamo che la campagna abbia successo in termini di ROI ma soprattutto a livello sociale. L’augurio e di sviluppare insieme a EMD118 nuove idee per prossimi progetti di comunicazione Digital Out Of Home, magari partendo proprio dalle storie e dalle testimonianze di chi ha avuto una esperienza diretta con il samaritan PAD”.  “Il nostro obiettivo – spiega Simone Madiai, CEO EMD112 – è fornire agli utenti un nuovo modo di recepire le  informazioni; un modo semplice, veloce e con la possibilità di scegliere gli argomenti da approfondire. Il defibrillatore al giorno d’oggi è un prodotto accessibile, con un costo medio di uno smartphone e di semplice utilizzo, infatti decide in autonomia se erogare o meno lo shock in funzione del reale bisogno dato dall’analisi dei dati. Tuttavia, anche se le cose stanno iniziando a cambiare, una delle più grandi barriere è data dalla scarsa cultura nella cardioprotezione e sensibilizzazione all’argomento. Oggi, grazie anche alle nuove tecnologie, l’utente ha nuovi strumenti per abbattere queste barriere” Come funziona l’APP? Ecco tutti i passaggi necessari per poter usufruire della realtà Aumentata con Aurasma: 1.    Per prima cosa è necessario scaricare l’APP di Aurasma App Store: https://itunes.apple.com/it/app/aurasma/id432526396 Google Play: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.aurasma.aurasma&hl=it 2.    Crea un Account nell’APP 3.    Scansiona il QR Code con un’apposita APP (qualsiasi lettore di QR Code), automaticamente si aprirà il browser con la pagina di Aurasma 4.    Clicca “Follow samaritan PAD” 5.    Clicca “Open in APP to follow” 6.    Inquadra il defibrillatore (anche con custodia o confezione)   Una volta effettuati i passaggi indicati sopra troverai un menù interattivo che mostrerà dei pulsanti con link al sito corporate www.heartsinepad.it, al sito e-commerce www.shopheartsinepad.it , alla pagina Facebook, alla pagina Twitter, ed al menù dei video:   Cliccando il menù dei video si aprirà un sottomenù con 4 video illustrativi: perché acquistarli, come funziona, rianimazione guidata in tempo reale (solo 500P), defibrillatori samaritan PAD, accessibile a tutti.   Il display è interattivo, è possibile ruotare il proprio dispositivo mobile per personalizzare e migliorare la lettura dei contenuti, avvicinando il dispositivo al defibrillatore sarà possibile effettuare uno “zoom”, mentre uscendo l’inquadratura l’app si chiuderà in automatico.   Menù “Perché acquistarli”   Menù “Defibrillatori samaritan PAD”   Menù “Rianimazione guidata in tempo reale (solo su 500P)”   Menù “Come funziona”   Menù “Accessibile a tutti”       #### Emd112 e MedicalFast vi aspettano al REAS 2022 Anche quest’anno Emd112® sarà presente al REAS, il Salone Internazionale dell’Emergenza di Montichiari (Brescia), giunto quest’anno alla 21° edizione. In occasione dell’edizione 2022, saremo ospiti del partner MedicalFast, al PAD 8 – Stand A14-B13, A19, A18-B17, con uno spazio di oltre 200mq. MedicalFast è un’azienda tecnologicamente all’avanguardia, orientata all’innovazione per il primo soccorso e la protezione individuale, attiva su tutto il territorio italiano. Le soluzioni proposte si rivolgono principalmente al mondo del soccorso, alle classi mediche e sanitarie, alle Pubbliche Assistenze, alle Croci Rosse e alle Misericordie, alle associazioni sportive, alle forze dell’ordine e vigili del fuoco, nonché a un ampio bacino di utenza finale pubblica e privata. MedicalFast presenterà per l’occasione una ampia gamma di articoli: elettromedicali, con un focus particolare su defibrillatori e monitor di ultima generazione; montascale e scendiscale, dai più semplici ai più sofisticati; Sanitifast e Neusteril Plus, i nostri medical devices che rispondono alle direttive dell’Unione Europea in materia di sanificazione; teli e barelle spinali adatti ad ogni situazione, anche per pazienti bariatrici; barella di biocontenimento lo strumento più efficace per combattere la diffusione di batteri e infezioni; Ambulance World l’allestimento completo con personalizzazione ai massimi livelli, per chi con l’ambulanza ci lavora tutti i giorni; AUR – Advanced Urban Rescue, la motomedica per le situazioni le gradi aree urbane e le zone con accessi difficoltosi; simulatore di guida per ambulanze, unico in Italia, con possibilità di provarlo live per una full immersion sensoriale! .. e tanto, tanto altro! Emd112® presenterà i nuovi articoli da addestramento RCP/BLSD della linea Prestan, che va ad ampliare il catalogo della formazione per il primo soccorso. Prestan offre prodotti di alta qualità e con un ottimo rapporto qualità/prezzo, che comprendono Manichini RCP/BLSD e DAE Trainer. Tutti i manichini Prestan sono dotati di Feedback RCP tramite LED luminoso multi-colore posizionato sopra la spalla sinistra. Il catalogo comprende manichini pediatrici, bambini e adulti, disponibili in 3 differenti modelli: Ultralite, Professional, series 2000. Sarà possibile scegliere tra soluzioni singole, kit di 4 manichini e kit famiglia: Kit da 4 Manichini RCP adulti – Prestan Ultralite con Feedback RCP Kit famiglia di manichini RCP – Prestan professional con Feedback RCP Manichino BLS Lattante con Feedback CPR – Prestan Professional Manichino RCP adulti – Prestan Professional con Feedback Monitor/Clicker Manichino RCP adulti – Prestan series 2000 con feedback avanzato Manichino RCP adulti – Prestan Ultralite con Feedback Monitor Completano il materiale da addestramento i DAE didattici: Defibrillatore Trainer – Prestan AED Trainer PLUS adulti e pediatrico Defibrillatore trainer – Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico Defibrillatore trainer – Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico – Kit da 4   Abbiamo inoltre avviato una iniziativa dedicata per tutti i partecipanti! Compilando un online il nostro QUIZ gratuito sulla cardioprotezione, gli appartenenti alle associazioni di Emergenza/Urgenza e professionisti sanitari registrati in occasione del REAS 2022, riceveranno via email un codice di extra sconto del -10% valido fino al 31/10/22 per gli acquisti effettuati su www.medicalfast.eu e www.emd112.it! Sarà così possibile acquistare articoli medicali e sanitari con sconti fino oltre il 60%!   Scopri con il nostro test se sei pronto per soccorrere con un defibrillatore e praticare le manovre di primo soccorso RCP/BLSD!   #### EMD112 è partner della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali per la fornitura di defibrillatori samaritan FIJLKAM e EMD112 hanno recentemente siglato una partnership che vede la fornitura dei defibrillatori semiautomatici samaritan ai club associati a condizioni dedicate. La FIJLKAM  è una delle più importanti federazioni sportive d’Italia, in oltre cento anni (1908-2008) ha conquistato 823 medaglie individuali nelle più importanti competizioni internazionali: 47 alle Olimpiadi, 105 ai Campionati mondiali, 386 ai Campionati europei, 266 ai Giochi del Mediterraneo e 19 ai World Games di Karate. A queste si aggiungono 70 medaglie a squadre: 14 ai Campionati mondiali, 56 ai Campionati europei. Per un totale di 893 medaglie. FIJLKAM ha scelto per i propri associati un partner in grado di fornire un defibrillatore con caratteristiche uniche sul mercato: – La garanzia più lunga al mondo per un defibrillatore, 10 anni – Il più piccolo DAE al mondo, 1,1Kg – Il più resistente al mondo contro liquidi e polveri, IP56 – Minor costo di manutenzione del mercato (Batteria/Elettrodi) – Tempo di analisi prima dell’erogazione dello shock, 8 secondi – E molto altro… Questa partnership la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, vedrà anche Sara Cardin testimonial EMD112 , all’interno della federazione  ed in generale all’interno delle discipline di sport da combattimento per la cardioprotezione! Scopri le caratteristiche uniche dei defibrillatori samaritan scelte anche da FIJLKAM, contattaci via email a info@emd112.it oppure telefonicamente al 800 363525. #### EMD112 è sponsor della 12° edizione della Festa dello Sport di Genova, dal 20 a 22 Maggio 2016, presso il Porto Antico Si svolgerà da  venerdì 20 a domenica 22 maggio 2016 la 12° Festa dello Sport di Genova, all’interno del Porto Antico. Per l’occasione il Porto Antico diverrà un piccolo villaggio olimpico, dove incontrarsi e  condividere la passione per lo sport. L’evento è promosso da Porto Antico di Genova SpA e Stelle nello Sport con il supporto di Uisp e il patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova e Coni Liguria. Durante questi 3 giorni all’insegna dello sport, sarà possibile conoscere e provare oltre 70 discipline sportive differenti, assistere a oltre 100 eventi in programma e conoscere da vicino molti personaggi dello sport. L’ingresso è gratuito. Il programma completo dell’evento è disponibile all’indirizzo http://www.visitgenoa.it/it/evento/12-festa-dello-sport . Venerdì 20 maggio alle ore 15.00 Simone Madiai, CEO EMD112, sarà relatore dell’intervento dal titolo “L’importanza dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) e come sceglierli”. A seguire alle ore 16.00 si svolgerà l’intervento UISP dal tiolo “Fare sport in sicurezza: soluzioni assicurative per le società sportive, gli atleti e i dirigenti” Sabato 21 maggio 2016 alle 0re 11.00 presso l’area Forum Exposport, EMD112 donerà un defibrillatore semiautomatico HeartSine samaritan PAD 350P all’organizzazione, che a sua volta lo donerà al “Club Sportivo Urania 1926”. “Siamo molto lieti di partecipare all’evento – commenta Simone Madiai – e di poter dare il nostro contributo in materia di cardioprotezione, sia a titolo informativo con l’intervento del venerdì, sia con la donazione di un defibrillatore samaritan il sabato. L’85% degli arresti cardiaci sono defibrillabili e nel caso di interventi nei primi 5 minuti dall’evento il tasso di salvataggio sale fino al 70% dei casi. Per intervenire in tempi così rapidi è fondamentale un defibrillatore nelle immediate vicinanze.” #### Emd112 e SportSupporter lanciano l’iniziativa “Un defibrillatore per tutti” Il primo settembre sarà aperto un bando che aiuterà le società sportive a finanziare grazie al crowdfunding l’acquisto di defibrillatori portatili e la formazione di operatori per il loro uso Emd112, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine®, azienda europea leader mondiale nella produzione di dispositivi salvavita automatici e semiautomatici, e Sportsupporter, la prima piattaforma italiana di crowdfunding sportivo, si uniscono per l’iniziativa “Un defibrillatore per tutti”. Il bando rimarrà aperto dal 1 al 30 settembre 2018 per ricevere le domande di partecipazione. I primi venti progetti saranno pubblicati sulla piattaforma SportSupporter per finanziare, attraverso una campagna di crowdfunding, l’acquisto di uno o più defibrillatori e la formazione di operatori per l’uso dei dispositivi salvavita. L’iniziativa è rivolta a tutte le società dilettantistiche e altri soggetti, aventi sede in Italia, che rientrano nell’obbligo stabilito dal decreto ministeriale del 26/6/2017. La normativa impone di dotarsi e utilizzare defibrillatori semi-automatici e altri dispositivi salvavita, oltre a garantire la presenza di una persona debitamente formata all’utilizzo del defibrillatore nel corso delle gare e durante le attività sportive svolte al di fuori degli impianti. Obblighi che, a causa della precaria situazione economica, in molti casi le società sportive non riescono ad adempiere, mettendo così in pericolo i loro atleti, allenatori e sostenitori. E proprio per aiutare le realtà più piccole e con limitate risorse è nato da SportSupporter e da Emd112, già fornitrice della Federazione Italiana Tennis e della Federazione Italiana Tennistavolo, l’idea di lanciare “Un defibrillatore per tutti” utilizzando lo strumento del crowdfunding, capace di mobilitare interessi, reti e risorse intorno a temi di rilevanza sociale. «Abbiamo sempre creduto nella necessità di agevolare il più possibile la diffusione dei defibrillatori semiautomatici e della cultura della cardioprotezione, portando avanti numerose iniziative comprese agevolazioni economiche come noleggi e rateizzazioni. Siamo quindi fieri di essere la prima realtà, insieme a SportSupporter, a poterlo fare anche tramite Crowdfunding, un’eccellente mezzo di agevolazione economica in grado di raggiungere al contempo numerose persone per sensibilizzarle verso questo importante tema», commenta il CEO di Emd112, Simone Madiai. «Siamo molto soddisfatti di questa iniziativa e della collaborazione con Emd112, perché darà l’opportunità alle realtà sportive di reperire i fondi necessari con il crowdfunding, e quindi attraverso la propria rete di supporter, per l’acquisto di un defibrillatore, ausilio fondamentale per praticare ovunque e liberamente la propria passione in totale sicurezza», commenta Antonia Lanari, titolare di SportSupporter. Il crowdfunding avverrà con il sistema “All or some step” dove il progetto è suddiviso in obiettivi (step) raggiungibili separatamente. In altre parole se un progetto non va a buon fine ma un singolo step sì, le somme raccolte ad esso correlate verranno comunque trasferite al progettista a progetto concluso. Per ulteriori informazioni sul bando consultare la sezione apposita del sito di SportSupporter . #### EMD112 e Stephan alla 10th EfCCNa Congress di Bologna (12-15 marzo 2025) Siamo lieti di annunciare che EMD112 parteciperà alla 10th EfCCNa Congress che si terrà a Bologna dal 12 al 15 marzo 2025. Sarà un’occasione straordinaria per incontrare professionisti di tutta Europa e confrontarsi sulle migliori pratiche infermieristiche in Terapia Intensiva. L’EfCCNa Congress (European Federation of Critical Care Nursing Associations) è considerato uno degli appuntamenti più importanti in Europa per gli infermieri di area critica e per tutti coloro che operano nell’ambito dell’emergenza-urgenza. L’obiettivo principale della Federazione, fondata nel 1999 e attualmente composta da 34 associazioni nazionali, è migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti critici attraverso lo scambio di conoscenze, la collaborazione e il sostegno reciproco. Durante il Congresso, che festeggerà i 25 anni di EfCCNa, si alterneranno sessioni plenarie, workshop, presentazioni orali e poster scientifici, con particolare attenzione alla condivisione di best practice, all’innovazione tecnologica e alla formazione continua. Saranno presenti keynote speaker di rilievo internazionale, tra cui professori universitari e ricercatori specializzati in Critical Care Nursing, che condivideranno le ultime novità su ricerca, sostenibilità ambientale, tecnologie emergenti e modalità di gestione e supporto dei pazienti critici e delle loro famiglie. Il programma definitivo è fitto di contenuti, workshop interattivi, master class e momenti di networking. Gli argomenti trattati spazieranno dalla sostenibilità in terapia intensiva (come ridurre l’impatto ambientale senza compromettere la qualità delle cure), alle più recenti tecniche di ventilazione meccanica, fino all’analisi delle competenze necessarie per gestire pazienti complessi in contesti di alta intensità. La 10th EfCCNa Congress si svolgerà presso il Bologna Congress Centre, situato in Piazza Costituzione 4/a, facilmente raggiungibile da stazione ferroviaria e aeroporto. EMD112 e Stephan: un binomio d’eccellenza nella ventilazione polmonare All’interno della fiera, EMD112 sarà presente insieme al partner Stephan, azienda tedesca con oltre 50 anni di esperienza nella progettazione e realizzazione di dispositivi per la ventilazione intensiva, l’anestesia e la fornitura di ossigeno. Durante il Congresso avremo il piacere di presentare la gamma di ventilatori polmonari Stephan EVE, che comprende soluzioni pensate per ogni esigenza: Ventilatore polmonare EVE IN: ventilatore polmonare dedicato al contesto ospedaliero e alle unità di terapia intensiva, ideale anche per il trasporto intra-ospedaliero. Grazie alla tecnologia a turbina, non necessita di aria esterna e può essere facilmente fissato ai letti dei pazienti o a carrelli di trasporto. Il display touchscreen ad alta risoluzione garantisce una gestione intuitiva, mentre la docking station dedicata lo rende perfettamente integrabile nell’infrastruttura di reparto. Ventilatore polomonare trasportabile EVE TR: ventilatore trasportabile, compatto e robusto, progettato per le situazioni di emergenza/urgenza, anche in ambienti extraospedalieri. Si distingue per l’immediata operatività (avvio in pochi secondi, con impostazioni predefinite per adulti, bambini e neonati), un’autonomia di batteria fino a 6-8 ore e la possibilità di fissaggio su diversi mezzi di soccorso, inclusi elicotteri. Ventilatore polmonare neonatale EVEneo: specifico per l’assistenza neonatale e pensato per garantire standard elevati di sicurezza ai pazienti più piccoli. Utilizza un sistema di turbina di ultima generazione e offre una varietà di modalità di ventilazione sia invasive che non invasive, riducendo i rischi connessi al trasporto tra i reparti ospedalieri. Tutti i modelli EVE sono realizzati con tecnologie all’avanguardia, come i sensori di flusso di elevata precisione e sistemi di monitoraggio che offrono una panoramica completa dei parametri vitali. L’interfaccia user-friendly consente di regolare con rapidità i parametri in base al paziente, migliorando la sicurezza e l’efficacia della ventilazione. Perché visitare lo stand EMD112 e Stephan? Conoscere da vicino il ventilatorie polmonare EVE (nelle versioni IN, TR e EVEneo) e scoprirne caratteristiche e vantaggi. Ricevere dimostrazioni pratiche sul funzionamento dei dispositivi, per capire come integrarli al meglio nei percorsi di cura dei pazienti critici. Approfondire tematiche relative alla sicurezza, all’innovazione tecnologica e all’ottimizzazione dei tempi di intervento in emergenza. Dialogare direttamente con i nostri esperti e i rappresentanti di Stephan per valutare soluzioni personalizzate in base alle esigenze del vostro reparto o servizio di soccorso. Il 10th EfCCNa Congress rappresenta una straordinaria opportunità di incontro e formazione per medici, infermieri, ricercatori, manager e tutti i professionisti impegnati nella cura del paziente critico. In un contesto di rapido progresso scientifico e tecnologico, l’obiettivo è condividere le evidenze più recenti, favorire una cultura sempre più avanzata di assistenza in area critica e creare un network europeo forte e collaborativo. Non vediamo l’ora di accogliervi al nostro stand e di mostrarvi come i ventilatori polmonari Stephan possano contribuire a migliorare la sicurezza, l’efficacia e la rapidità degli interventi sia in ospedale che sul territorio. Per maggiori informazioni sul Congresso, i workshop e le modalità di registrazione, potete consultare il sito ufficiale dell’EfCCNa e le relative pagine dedicate a programma e trasferimenti. Save the Date: dal 12 al 15 marzo 2025 al Bologna Congress Centre, non mancate all’appuntamento con la più grande conferenza europea dedicata all’assistenza in Terapia Intensiva! Per ulteriori dettagli su EVE IN, EVE TR, EVEneo e i nostri servizi, non esitate a contattarci tramite la pagina contatti di EMD112. #### EMD112 espande la sua offerta e presenta i defibrillatori Vivest® Con l’integrazione di Vivest, il catalogo di EMD112 raggiunge un’ampiezza senza precedenti, offrendo ora tre marchi, HeartSine® samaritan®, Stryker® LIFEPAK® ed i nuovi Vivest® PowerBeat® e Vivest® Pocket, per un totale di 6 modelli di DAE disponibili in ben 31 differenti configurazioni. Questa vasta gamma garantisce la possibilità di rispondere a qualsiasi esigenza, dai progetti di defibrillazione ad accesso pubblico (PAD), all’uso professionale, aziende, società sportive, associazioni di soccorso e emergenza, forze dell’ordine e qualsiasi privato cittadino. Vivest PowerBeat®, innovazione e portabilità al servizio della vita Fondata nel 2019, Vivest si è rapidamente affermata come pioniere nel settore, ottenendo oltre 100 brevetti e la certificazione CE. L’azienda si distingue per aver sviluppato i primi defibrillatori indossabili al mondo, ridefinendo il concetto di portabilità. La gamma Vivest PowerBeat® si articola in 2 modelli principali, disponibili in 4 versioni (considerando anche le versioni connesse), che elevano il livello di innovazione e accessibilità nella defibrillazione: Vivest PowerBeat® X1P (A1): questo DAE semiautomatico rappresenta la vera essenza della mobilità. Con un peso di soli 1,4 kg (inclusi batteria ed elettrodi) e dimensioni estremamente compatte (23.2 x 20.9 x 5.9 cm), il PowerBeat® X1 può essere trasportato facilmente in qualsiasi borsa. Vanta un’elevata affidabilità grazie a autotest giornalieri, resistenza alle cadute fino a 1,5 metri e protezione IP55 contro polvere e liquidi. Le istruzioni audio e visive chiare, arricchite dall’illuminazione a LED, guidano l’utente in modo intuitivo. Il Vivest PowerBeat X1P è dotato di switch pediatrico, rendendolo adatto all’uso su bambini.La batteria garantisce 5 anni di durata e 200 scariche, mentre gli elettrodi hanno una vita operativa di 42 mesi. Include funzionalità di RCP con metronomo e un algoritmo in grado di rilevare impianti come pacemaker. Vivest PowerBeat® X3P (A3): questo modello semiautomatico offre tutte le garanzie di affidabilità del PowerBeat® X1, ma con l’aggiunta di un display LCD a colori da 5 pollici e la funzionalità bilingue, che lo rende ancora più intuitivo e versatile. Con un peso leggermente superiore (1,5 kg), mantiene le stesse dimensioni compatte e la protezione IP55. Anche la versione X3P dispone dello switch pediatrico. La durata della batteria è di 5 anni con 200 scariche e quella degli elettrodi è di 42 mesi. Vivest Pocket®, il defibrillatore “tascabile” Accanto alla linea PowerBeat®, Vivest ha creato una gamma totalmente distinta: il Vivest Pocket®, un DAE che ridefinisce il concetto di portabilità estrema. Con un peso di soli 700 grammi e dimensioni paragonabili a quelle di uno smartphone, il Pocket® trasforma il defibrillatore da “portatile” a “indossabile” e sempre disponibile. È lo strumento ideale per accompagnare l’utente in ogni situazione, ampliando la rete di cardioprotezione ben oltre i luoghi tradizionali come aziende, scuole e impianti sportivi. Il Vivest Pocket® è dotato di switch pediatrico integrato, che consente l’utilizzo sia su adulti che su bambini con un semplice gesto, garantendo versatilità e immediatezza di intervento. Caratteristiche comuni dei DAE Vivest® Tutti i modelli Vivest presentano: tempo di erogazione dello shock estremamente rapido (7 secondi dall’analisi), conformità agli standard di sicurezza e alle linee guida AHA 2020 per la RCP, garanzia di 8 anni. Programmi sociali e assistenza Oltre all’innovazione tecnologica, Vivest ed EMD112 sono uniti da un impegno concreto nella responsabilità sociale. Il programma “Save the Beat”™ raddoppia le opportunità di salvare una vita: ogni volta che un defibrillatore Vivest salva una persona, EMD112 dona un secondo defibrillatore Vivest X1 al sopravvissuto, che potrà destinarlo in beneficenza a un’organizzazione a sua scelta. Inoltre, Vivest offre un programma di elettrodi gratuiti: dopo l’utilizzo di un DAE Vivest durante un arresto cardiaco improvviso, è possibile richiedere una coppia di elettrodi di ricambio senza costi aggiuntivi, contribuendo anche al miglioramento continuo dei dispositivi tramite il recupero dei dati clinici. Un ecosistema completo per la cardioprotezione Oltre all’hardware all’avanguardia, EMD112 offre un ecosistema completo di servizi per garantire un approccio end-to-end alla cardioprotezione, che include: consulenza pre-acquisto, supporto per installazione e cardioprotezione degli ambienti, tele-assistenza e manutenzione programmata, controllo remoto dei DAE, redazione di piani PAD, formazione BLSD, supporto normativo continuo. Dalla Serie P al Vivest Pocket® Il Vivest Pocket® rappresenta l’evoluzione naturale della precedente “Serie P”, inizialmente conosciuta come Vivest PowerBeat P. Le due versioni precedenti, Vivest P1 (senza switch pediatrico) e Vivest P3 (con switch pediatrico), sono confluite nell’attuale modello unico, il Vivest Pocket®, dotato di switch pediatrico. Lancio ufficiale al REAS 2025 Il nuovo Vivest Pocket® sarà presentato ufficialmente in occasione della fiera REAS 2025, che si terrà a Montichiari (BS) dal 3 al 5 ottobre, padiglione 8 Stand E6. Durante l’evento, i visitatori avranno l’opportunità di preordinare il Vivest Pocket® con uno sconto del 20% e ricevere in omaggio la borsa per il DAE. Un’occasione unica per scoprire da vicino il defibrillatore più innovativo e accessibile della gamma Vivest. Scopri come la gamma completa di DAE EMD112, inclusi gli innovativi Vivest® PowerBeat® e Vivest® Pocket®, può rispondere alle tue esigenze di cardioprotezione. Contattaci per maggiori informazioni. #### EMD112 già partner della Federazione Italiana Sport Equestri , sponsor della Fiera Cavalli Verona conclusa il 29 ottobre EMD112, già partner della Federazione Italiana Sport Equestri , è stato presente in qualità di sponsor alla Fiera Cavalli Verona dal 26 al 29 ottobre 2017 . Verona e le aree limitrofe sono da sempre punto di riferimento nell’allevamento e nella commercializzazione dei prodotti di allevamento equino, per questa zona geografica prima tappa storica fondamentale è il 1772, anno in cui Bibbiena progettò e seguì la costruzione del primo quartiere fieristico per cavalli, muli, asini e bardotti. Per più di cento anni qui si svolsero concorsi ippici con relativo mercato dei migliori esemplari, fino ad arrivare alla tappa del 1898. Proprio nel 1898 ebbe inizio la moderna storia fieristica scaligera: la 1° edizione della Fiera dei Cavalli e dell’Agricoltura. Da semplice mercato equino ha subìto nel corso degli anni uno sviluppo esponenziale, diventando ufficialmente nel 1950 Fiera Internazionale e affermandosi come manifestazione leader del panorama equestre mondiale. D’altro canto Verona, per collocazione geografica, si trova al centro degli assi commerciali portanti che collegano i grandi mercati europei ed è ancora oggi punto nevralgico di smistamento di merci e di persone. Fieracavalli è, da oltre 100 anni, la manifestazione di riferimento nel panorama equestre internazionale, questi sono alcuni dei numeri della fiera: 762 espositori,  di cui il 23% esteri provenienti da 24 paesi 130.528 mq di superficie netta utilizzata 161.175 visitatori di cui il 16% esteri provenienti da 59 paesi 25 delegazioni,  di operatori internazionali di alto profilo 35  associazioni di allevatori Oltre 3.000 cavalli delle oltre 60 razze afferenti a libri genealogici 634 giornalisti, di cui 45 esteri Oltre 200 eventi tra spettacoli, concorsi e convegni in 4 giorni Le aree tematiche della Fiera Cavalli comprendono: Sport e competizioni Famiglie e spettacoli Westernshow Jumping Verona Turismo equestre Aree commerciali Eventi equestri serali Rassegne allevatoriali Benessere del cavallo EMD112 è orgogliosa di essere partner della FISE – Federazione Italiana Sport Equestri per la cardioprotezione dei centri ippici equestri con i defibrillatori samaritan® ed aver partecpiato a questa spendida manitestazione #### EMD112 ha cardioprotetto la Run4Safety, maratona dedicata alla sicurezza e alla salute sul lavoro Si è conclusa il 28 aprile, Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, a Milano all’Arco della Pace di piazza Sempione, la Run4Safety, la corsa in solitaria dell’ingegnere di Taranto Mario Stigliano dedicata alla sensibilizzazione sul tema della sicurezza e della salute sul lavoro. L’iniziativa è stata organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Taranto, con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e di tutti gli Ordini territoriali delle province che da Ginosa, paese di partenza dell’ingegnere-podista, a Milano, sono state tappa dell’iniziativa. Nel dettaglio, la maratona di Stigliano era partita da Ginosa il 23 aprile e si è conclusa 6 giorni dopo a Milano, per un totale di 1.000 km di percorso. Durante la corsa, suddivisa in 6 tappe, sono state attraversate 16 città e sono stati tenuti 32 speech sulla salute e la sicurezza sul lavoro, nella vita e nello sport. È stato scelto di percorrere 1.000 km esatti perché proprio 1.000 sono le persone che ogni anno muoiono sul posto di lavoro: un vero e proprio bollettino di guerra. Vengono chiamate “morti bianche”, anche se, in realtà, di bianco non c’è proprio nulla. Sono morti nere, il nero delle tragedie che colpiscono le loro famiglie. Chilometro dopo chilometro, l’obiettivo della corsa era quello di arrivare a zero. Una corsa in countdown, dove ogni chilometro percorso rappresentava l’obiettivo da perseguire: quello di ridurre a zero gli incidenti sul lavoro. Durante la presentazione dell’evento, avvenuta il 26 febbraio, è stata ricordata una frase di Pietro Mennea: “La corsa non finisce mai”. L’auspicio degli organizzatori e del protagonista della Run4Safety è quello che non finisca mai nemmeno l’attenzione alla salute e alla sicurezza. Affinché ciò avvenga, è necessario che ognuno di noi rispetti le regole di sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche nello sport e, in generale, nella vita di tutti i giorni. L’intero ricavato di sponsor e donazioni private raccolti prima e durante la corsa Run4Safety sarà destinato all’Associazione art4sport ONLUS che crede nello “sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei bambini e dei ragazzi portatori di protesi di arto”. La missione di art4sport è quella di aiutare economicamente e supportare a livello pratico/organizzativo le famiglie di bambini protesizzati per permettere loro di giocare e divertirsi quotidianamente attraverso l’attività sportiva. Ogni bambino sarà libero di provare a praticare lo sport che preferisce, per puro divertimento o con finalità agonistiche, se ce ne sarà l’opportunità e la voglia. Un fine nobile per un grande impegno, non solo fisico, da parte del giovane ingegnere tarantino. EMD112, da sempre sensibile alle tematiche inerenti alla salute e alla sicurezza delle persone, ha deciso di cardiproteggere l’evento donando a Stigliano un defibrillatore semiautomatico esterno HeartSine samaritan PAD 350P. I defibrillatori DAE, infatti, obbligatori per tutte le associazioni sportive dilettantistiche dal 1° luglio 2017, sono l’unico strumento efficace in caso di arresto cardio-circolatorio. “Siamo orgogliosi di aver cardioprotetto questo importante evento” – ha dichiarato Simone Madiai, CEO EMD112. “In Italia sono circa 70.000 all’anno le persone che muoiono a causa di un arresto cardiaco: con un defibrillatore a portata di mano, molte di esse si potrebbero salvare. È fondamentale, quindi, che questi preziosissimi dispositivi salvavita si diffondano in maniera capillare su tutto il territorio nazionale e che le masse vengano a conoscenza di questi spaventosi dati statistici, ancora appannaggio di pochi.” Poi ha concluso: “Per assicurare una qualità della vita molto simile alla precedente, in caso di arresto cardiaco è fondamentale intervenire entro pochissimi minuti: 5 al massimo. Per raggiungere questo obiettivo, oltre a poter disporre di un DAE nell’immediato, è fondamentale che esso sia certificato e di ottima qualità: solo così ognuno di noi, anche le persone non esperte, avranno la possibilità di salvare una vita in totale sicurezza.” #### EMD112 ha fornito 100 defibrillatori samaritan al Movimento 5 Stelle che li donerà a 10 province della Toscana L’iniziativa, denominata “Restitution Day”, è stata presentata in questi giorni presso il Consiglio Regionale in via Cavour a Firenze, che ha visto l’intervento di  Luigi Di Maio, deputato e vicepresidente della Camera, la senatrice Laura Bottici e i consiglieri regionali Andrea Quartini, Giacomo Giannarelli, Enrico Cantone, Gabriele Bianchi, Irene Galletti. EMD112 ha fornito al  Movimento 5 Stelle N° 100 defibrillatori samaritan destinati alle province della Toscana. La scelta è ricaduta sul modello di punta della HeartSine, azienda che ha prodotto il primo defibrillatore al mondo nel lontano 1966, il samaritan PAD 500P. Questo modello ha la particolarità di fornire un feedback audio e visuale al soccorritore sulla corretta esecuzione del massaggio cardiaco, fornendo eventuali indicazioni su come modificarlo per massimizzare l’efficacia della rianimazione. I fondi necessari per l’acquisto dei defibrillatori sono stati raccolti grazie al taglio di indennità e rimborsi spese dei consiglieri regionali del Movimento, che ogni mese si dimezzano lo stipendio, versandolo in un fondo comune. Con i primi 120mila euro accumulati è stato deciso di donare 100 defibrillatori a 100 spazi aggregativi, dove mancano questi dispositivi salvavita. I destinatari dei defibrillatori saranno associazioni sportive, scuole e palestre delle 10 province toscane: Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa e Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. “Un defibrillatore può salvare delle vite, da medico e consigliere regionale M5s sono orgoglioso di dire che abbiamo scelto la qualità – ha dichiarato il capogruppo Andrea Quartini – con un modello usato anche alla Casa Bianca. Abbiamo fatto scegliere ai nostri gruppi locali dove destinarli perché conoscono meglio di chiunque altro le esigenze del proprio territorio. Crediamo e pratichiamo la democrazia dal basso”. I 100 defibrillatori verranno consegnati personalmente dai consiglieri regionali nei prossimi due mesi. Grande attenzione è stata posta anche in merito alla segnaletica; i defibrillatori saranno infatti situati all’interno di Teche posizionate su pannelli forex delle dimensioni di 70cmx100cm ad alta visibilità. “L’iniziativa consente un balzo in avanti  importante verso la cardioprotezione in Toscana  – commenta Simone Madiai, CEO EMD112 – La nostra soddisfazione è ancora più forte viste le attenzioni a cui il direttivo ha rivolto la scelta del fornitore, al fine di individuare un prodotto di altissima qualità.” #### EMD112 ha intervistato il Presidente di MSP Sardegna (Movimento Sportivo Popolare), Sig. Alberto Borsetti, sul tema della cardioprotezione EMD112 ha intervistato il Presidente MSP Sardegna Sig. Alberto Borsetti,  comitato regionale di MSP Italia (Movimento Sportivo Popolare), in merito alle attività svolte negli anni in materia di cardioprotezione ed impiego di defibrillatori in ambito sportivo. L’intervista è un’iniziativa di Simona Buono, referente EMD112 per la Sardegna, che condivide con il  Presidente Borsetti la cultura della cardio protezione e la necessità di divulgarne in modo etico e corretto le informazioni e dinamiche. “Sono felice che persone autorevoli con il Presidente Alberto Borsetti siano così profondamente preparati sull’argomento – commenta Simona Buono, che prosegue – e che le proprie scelte ricadano sulla qualità oggettiva dei defibrillatori e sul supporto di aziende specializzate preparate, tutelando così i soccorritori e vittime. I defibrillatori sono strumenti salvavita, è fondamentale dotarsi  di dispositivi che offrano le migliori garanzie e tecnologie in grado di essere realmente efficaci per la loro delicata e preziosa funzione.” MSP Italia è un’associazione senza fini di lucro, riconosciuta dal CONI quale Ente di Promozione Sportiva e dal Ministero dell’Interno quale Ente Nazionale con Finalità Assistenziali. È presente su tutto il territorio nazionale con Comitati Regionali e Provinciali, che promuovono l’organizzazione di ogni attività sportiva attraverso l’organizzazione di manifestazioni, convegni e corsi di qualificazione per dirigenti e tecnici. MSP Sardegna è attiva da anni nella promozione dello sport. Ha contribuito a creare nella regione Sardegna le condizioni per far praticare l’attività motoria e sportiva al maggior numero di persone, soprattutto giovani ed anziani, presentando particolare attenzione anche alle attività motorie  e sportive per i disabili. MSP Sardegna fornisce servizi alle associazioni sportive per la realizzazione di attività e manifestazioni di particolare valenza regionale e per l’attuazione di progetti per la promozione, diffusione e organizzazione dell’associazionismo sportivo e ricreativo. EMD118: MSP Sardegna in numeri, può fornirci qualche dato? A.B.: «MSP Sardegna è una delle regioni con il maggior numero di iscritti. Ad oggi contiamo circa 1.130 società iscritte ed oltre 100.000 tesserati.» EMD118: Quando avete iniziato ad affrontare il tema della cardioprotezione? A.B.: «Già prima del DL Balduzzi organizzavamo corsi BLSD, tenuti da medici, rivolti principalmente ad istruttori di palestre e società sportive. Con l’introduzione del Decreto Balduzzi e le successive modifiche, le società sportive devono formare personale con corsi PSSD (Primo Soccorso Sportivo Defibrillato) e non più BLSD, ed anche in questo caso ci siamo aggiornati e divulgato fin da subito i corsi PSSD organizzati dal CONI in ambito regionale.» EMD118: Quali attività informative svolgete? A.B.: «Utilizziamo molte il mezzo email per le nostre comunicazioni. Inviamo newsletter agli iscritti e spesso affrontiamo il tema di prevenzione, sicurezza e cardioprotezione, i corsi PSSD organizzati dal CONI. Inoltre abbiamo svolto attività di volantinaggio sul territorio. Restiamo un punto di riferimento per le società iscritte fornendo loro un supporto continuativo.» EMD118: Quante sono le persone formate con corsi PSSD? A.B.: «In genere ogni centro sportivo ha più di una persona formata, in modo da garantire sempre la presenza di personale formato durante le attività. È da tenere presente che molte società sono dotate di defibrillatore anche nelle trasferte esterne al proprio impianto sportivo. Le società più grandi e strutturate arrivano in media fino a 6-7 persone formate ciascuna.» EMD118: Come viene visto dalle società sportive l’obbligo imposto dal Decreto Balduzzi relativo all’impiego del defibrillatore? A.B.: «Inizialmente, come capita spesso con l’introduzione di nuove regole, l’obbligo da parte del DL Balduzzi è stato visto da più come ulteriore spesa per i centri sportivi e non se ne comprendeva la reale utilità. Con il passare del tempo, grazie anche alle attività di divulgazione di informazioni sull’importanza ed efficacia dell’impiego del defibrillatore, si è compreso quanto questo strumento sia realmente prezioso ed dia possibilità concrete di salvare delle vite. Negli ultimi anni, purtroppo, abbiamo avuto vari morti per arresto cardiaco in ambito sportivo; situazioni riprese e diffuse dai media, che hanno contribuito a sensibilizzare ulteriormente sull’importanza del pronto impiego del defibrillatore.» EMD118: Quali sono le prossime attività in materia di cardioprotezione che avete in programma? A.B.: «Sono in programma corsi di formazione PSSD per arbitri a livello regionale. Entro settembre gli arbitri saranno abilitati all’utilizzo del defibrillatore ed alle manovre di soccorso RCP e BLSD/PSSD.» EMD118: Immagino che  anche la vostra sede sia cardioprotetta, giusto? A.B.: «Certamente. La sede MPS Sardegna di Viale Sant’Avendrace 165 a Cagliari è cardioprotetta con un defibrillatore semiautomatico ed abbiamo 3 operatori abilitati nei nostri uffici.» EMD118: Quale messaggio vuole indirizzare ai dirigenti e responsabili delle società sportive sull’argomento? A.B.: «Il mio consiglio è che tutte le società si mettano nelle mani degli istruttori qualificati e che ottemperino a quanto emanato nel Decreto Balduzzi; comprendendo appieno il reale valore di questi apparecchi salvavita e le dinamiche di impiego, sarà possibile valorizzarne la funzione ed utilizzo in caso di necessità, creando così le condizioni per poter salvare delle vite umane.” Ringraziamo il Presidente Borsetti per la disponibilità e per il prezioso contributo ed impegno di MSP Sardegna in materia di prevenzione e cardioprotezione. #### EMD112 Heart Experiences 2019: conclusa al Mugello la giornata in pista con le Ferrari Challenge da corsa Martedì 4 giugno si è svolto l’evento principale dell’Heart Experiences 2019 di EMD112, incentive rivolto a collaboratori e partner. L’evento ha preso il via ufficialmente Lunedì sera, con il ricevimento degli ospiti, provenienti da tutta Italia, e la cena presso la splendida cornice di Villa Aurora, situata a circa 2 Km dal circuito. Il primo evento 2019, ha visto 15 ospiti partecipare al GP d’Italia di MotoGP svoltosi il weekend prima dalla giornata in Ferrari. Infatti erano presenti presso l’autodromo internazionale del Mugello (Firenze) ancora mezzi e hospitality in fase di smontaggio, del circus della MotoGP. Programma dell’evento principale Heart Experiences 2019: 8:00 Arrivo ospiti presso l’autodromo del Mugello 08:15 – 08:45 Briefing in sala stampa 08:45 – 09:00 Foto di gruppo 09:00 – 13:00 Attività in pista 13:00 – 14:30 Pranzo in saletta Lounge 14:30 -18:00 Attività in pista Attività in pista: 2 giri e 1/2 con Ferrari 458 Challenge Evo da 570CV (circa 13 Km) 4 giri e 1/2 con Ferrari 488 Challenge da 670CV (circa 21 Km) Test drive su strada con Maserati Levante Esperienza simulatore professionale Formula 1, con sessioni da 12 minuti ciascuna Analisi e commento telemetrico con ingegneri Gli ospiti hanno effettuato circa 34 Km su 2 Ferrari da corsa in uno dei circuiti più belli del mondo, con un istruttore-pilota professionista e 2 ingegneri per la telemetria a disposizione. Una pista molto gommata, perchè solo fino a 2 giorni prima ha si è tenuto il weekend di gara della MotoGP in occasione del GP d’Italia. Una sensazione strana “raccogliere” pzzii di gomma nelle prime sessioni, per poi sentirli staccare rumorosamente sul lungo rettilineo, dove alcuni ospiti più veloci hanno superato i 25oKm/h! Un pilota professionista con queste vetture raggiunge come velocità di punta circa 288Km/h. Tre i piloti istruttori, capitanati dal nostro Max Mugelli, che hanno supportato gli ospiti nella loro esperienza in pista. E’ stato molto apprezzato anche il simulatore di Formula 1 professionale, impostato sempre sulla pista del Mugello per prendere confidenza con la conformazione del circuito. Un simulatore con riproduzione molto realistica della pista e delle sensazioni di guida della vettura (il costo del simulatore è di circa 65.000 Euro…) Organizzazione impeccabile come nell 2 edizioni precedenti, a cura di Speed Passion e Eureka Communication. Se sei interessato anche tu a commercializzare defibrillatori e distruibuire i nostri prodotti di eccellenza, contattaci al form dedicato, potrai essere premiato partecipando alla prossima edizione dell’Heart Experiences! #### EMD112 incontra CosmoSenior presentando una relazione sulla cardioprotezione ed i defibrillatori Si è svolto dal 30 novembre al 2 dicembre 2018 la fiera CosmoSenior, che ha visto la partecipazione di EMD112. Il CosmoSenior si è tenuto presso il Palacongressi di Rimini, ed è la prima manifestazione interamente dedicata all’universo dei senior, ai loro interessi, bisogni, stili di vita. Una fascia di età sempre più rilevante sul piano demografico, socialmente attivo e protagonista del tessuto familiare. Oltre 6.000 visitatori over 55, provenienti da tutta Italia, su un’area espositiva di 11.000 metri quadri e tante aree tematiche: alimentazione wellness e stili di vita turismo sanità e salute prevenzione e assistenza servizi ed economia tecnologia e sistemi di sicurezza di vita ..e molto altro ancora   EMD112 ha dato il suo contributo con una speach tenuto da Simone Madiai, CEO EMD112 e da Simone Giovanelli, Master Trainer EMD112, sul tema della cardio-protezione. Ha partecipato al convegno una foltissima platea attenta, partecipe e attiva. Semplici concetti per descrivere l’importanza della diffusione dei DAE e degli operatori addestrati al loro utilizzo, in tutto il territorio nazionale. L’efficacia di un precoce intervento in caso di Arresto Cardio Circolatorio quando prevenzione e terapia non sono sufficienti. Dati statistici sull’arresto cardiaco, cosè un defibrillatore, come funziona e le capacità salvavita, la catena della sopravvivenza. Inoltre è stato affrontato il tema della scelta del difibrillatore. I defibrillatori non sono tutti uguali, ed essendo uno strumento salvavita è fondamentale effettuare scelte consapevoli. #### EMD112 parteciperà e cardioproteggerà con 2 defibrillatori samaritan l’Executive Master – Lean Lifestyle di Lenovys a Firenze In EMD112 riteniamo che la crescita personale sia un bene estremamente prezioso per la crescita aziendale. Quest’anno EMD112 sigla una collaborazione con Lenovys , azienda specializzata nella “Lean”, l’approccio “snello” fondato da Toyota. EMD112 parteciperà con il proprio management all’Executive Master Lean Lifestyle® – Your Habits For Excellence, della durata di 6 giorni, che si svolgerà i giorni 16-17-18 maggio 2018 e 13-14-15 giugno 2018 presso la prestigiosa Villa Castelletti a Signa, (Firenze). Lenovys non è solo Lean (Product & Process Development, Supply Chain, Office, Manufacturing), è infatti una società di ricerca, consulenza e formazione che offre servizi verticali sull’Innovazione (di prodotto e processo) e Change & Habits Management. Lenovys è un’eccellenza italiana, con il maggior tasso di innovatività e crescita organica in Europa. A sancirlo nel 2017 è il Financial Times nello special ranking FT 1000, la lista delle prime 1000 società in Europa che hanno registrato tra il 2012 e il 2015 i più alti tassi di crescita, di fatturato e di ricavi. Ad oggi si sono affidati a Lenovys aziende come Continental, Laika, Honda, Johnson Electric, Knorr-Bremse, Laika, Lamborghini, Bormioli, Gewiss, Tetra Pak, Campari, Leroy Merlin, Lavazza, Heineken, Roche, Agusta Westland, Ariston, Electrolux, Immergas, Sacmi, Whirlpool, e molte altre. Il Master vedrà la presenza di 2 defibrillatori samaritan®, che cardioproteggeranno i 150 partecipanti, oltre alla presenza di punti informativi dedicati. “Ritengo che una società come Lenovys possa dare un grande e prezioso contributo alla crescita personale e professionale del management EMD112 – Commenta Simone Madiai, CEO EMD112 , che prosegue – i principi Lean applicati al settore medicale ed al nostro contesto aziendale avranno sicuramente un ruolo importante”. Lenovys ha scelto il defibrillatore samaritan® per cardioproteggere i propri clienti e collaboratori, con la consapevolezza di avere un prodotto innovativo ed eccellente, con caratteristiche e garanzie uniche al mondo, tra le quali ricordiamo ad esempio: unico al mondo con 10 anni di garanzia, il più resistente al mondo con indice di protezione contro liquidi e polveri IP56, il più piccolo e leggero al mondo (1,1Kg), onda bifasica brevettata Scope, range operativo di impedenza, certificazione FDA (e numerose altre), etc.. etc… Il Lean Lifestyle® è un percorso formativo ad alto impatto per imprenditori, manager e professionisti che vogliono coniugare alte prestazioni lavorative con grande energia personale e benessere in azienda. Il Master prevede: 6 giornate residenziali di formazione Trainer, esperti e testimonial aziendali 1 tutor dedicato per l’intero percorso in aula 2 sessioni di mentoring per progettare nuovi abitudini 4 sessioni di coaching individuale Framework manageriale, già applicato da oltre 100 aziende L’Executive Master è finanziabile utilizzando i Fondi Interprofessionali di riferimento (Fondimpresa e Fondir). Obiettivi generali: Imparare a supportare i processi di cambiamento Far crescere le potenzialità del team valorizzando in pieno le loro risorse Migliorare e mantenere nel tempo i risultati dell’intera squadra Creare una visione comune in azienda, con una strategia unica ed obiettivi allineati Insegnare al team i principi chiave del problem solving strategico Semplificare e massimizzare l’efficacia dell’organizzazione aziendale Obiettivi per i team: Imparare a supportare i processi di cambiamento Far crescere le potenzialità del team valorizzando in pieno le loro risorse Migliorare e mantenere nel tempo i risultati dell’intera squadra Creare una visione comune in azienda, con una strategia unica ed obiettivi allineati Insegnare al team i principi chiave del problem solving strategico Semplificare e massimizzare l’efficacia dell’organizzazione aziendale Obiettivi individuali: Incrementare i risultati individuali e aziendali riducendo gli sforzi Semplificare le tue giornate eliminando gli sprechi e diventando più efficace Ritrovare e far crescere l’energia fisica, mentale ed emozionale Portare avanti e mantenere i progetti di miglioramento nel lungo periodo Diventare esempio di “lean leadership” Ottenere tempo libero ed energia per dedicarsi ad attività strategiche e personali Ritrovare e mantenere in equilibrio la tua vita privata e quella lavorativa L’Executive Master Lean Lifestyle di Firenze è solo l’inizio della collaborazione con Lenovys, una partnership che da inizio ad un percorso formativo interno, ed allo stesso tempo nuove opportunità di diffusione della cultura della cardioprotezione su un pubblico attento e recettivo su un target aziendale. L’azienda ha un ruolo importante nella vita di una persona, poiché il tempo trascorso sul luogo di lavoro ha una grossa incidenza nella giornata, ed avere un defibrillatore, meglio se di ultima generazione, innovativo efficace e con le maggiori garanzie, può fare la differenza per le oltre 60.000 morti di arresto cardiaco che ogni anni si registrano in Italia. Inoltre, per le aziende attente alla sicurezza sui luoghi di lavoro che adottano misure  oltre i limiti imposti dal Testo Unico 81, l’INAIL prevede riduzioni sui tassi di premio (Oscillazioni del Tasso Per Prevenzione), all’interno della quale rientra l’acquisto del defibrillatore e la formazione dei dipendenti e collaboratori.   Per ulteriori informazioni su come accedere ed impostare il modello OT24 consultare la pagina dedicata al seguente indirizzo: Sconto INAIL Aziende OT24 .   #### EMD112 partner della Federazione Italiana Sport Equestri – FISE per la fornitura di defibrillatori e sponsor delle Ponyadi EMD112 è stato scelto dalla FISE , Federazione Italiana Sport Equestri per la fornitura di defibrillatori samaritan® ai centri ippici affiliati a condizioni agevolate in convenzione. La FISE si aggiunge alle altre Federazioni ed Enti Sportivi che hanno già scelto la qualità e le garanzie dei defibrillatori samaritan, come ad esempio CONI, FIT – Federazione Italiana Tennis, FITeT – Federazione Italiana Tennis Tavolo, FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, AIA – Associazione Italiana Arbitri,  e molte altre. FISE punta quindi alla qualità per i centri ippici affiliati, presentano l’unico defibrillatore al mondo con 10 anni di garanzia, assicurazione di circa 14 milioni di Euro, il più alto indice di resistenza contro polveri e liquidi (IP56), programma etico Forward Heart (viene donato un defibrillatore per ogni vita salvata), tempo di analisi e scarica di soli 8 secondi, e molto altro. EMD112 è inoltre sponsor delle Ponyadi, in programma dal 30 agosto al 2 settembre 2017. Le Ponyadi, questa’anno alla 12° edizione, si svolgeranno in Toscana presso gli impianti dell’Arezzo International Horses di San Zeno. L’evento che richiama da tutta Italia i giovanissimi con i loro fedelissimi pony. 15 le discipline e specialità programmate: Salto Ostacoli, Concorso Completo, Cross Country, Dressage, Gimkana 2, Gimkana Jump 40, Gimkana Cross, Pony Games, Carosello, Presentazione, Piccolo Gran Premio, Volteggio, Endurance, Horseball e Attacchi. Ma oltre che montati su pony, i nostri giovani allievi anche quest’anno si cimenteranno “a tavolino” con la gara di “Cultura Equestre”, in cui verrà messa alla prova la loro conoscenza di alcune basi teoriche che sono imprescindibili per una formazione completa e corretta del nostro sport. Inoltre grande attenzione per il Piccolo Gran Premio e Carosello Best In Show Fieracavalli 2017. Per maggiori informazioni visita il sito https://www.fise.it/ponyadi-2017/ .   #### EMD112 per il Giubileo 2025: 350 defibrillatori e corsi di formazione per una Roma cardioprotetta Venerdi 7 marzo 2025 presso il Commissariato Borgo XVIII della Polizia di Stato, in piazza Cavour 3, a Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto di cardioprotezione in vista del Giubileo 2025. Il Commissariato di Borgo, referente per la sicurezza dell’evento, ha accolto figure istituzionali, operatori sanitari e partner tecnici, tutti determinati a rendere Roma una città sempre più cardioprotetta. L’incontro di marzo segue le prime riunioni del tavolo tecnico convocate già il 27 febbraio 2024 nella sede di via Cristoforo Colombo, su richiesta del Presidente della Commissione speciale Giubileo 2025 in Consiglio regionale del Lazio, Giorgio Simeoni. Obiettivo principale: installare 350 defibrillatori (DAE) in tutta la città e formare operatori autorizzati a utilizzare questi dispositivi, in modo da garantire una defibrillazione precoce e un’efficace emergenza sanitaria. Le stime ufficiali del Governo, nella persona della Ministra del Turismo, Daniela Santanchè, parlano infatti di trentacinque milioni di pellegrini in arrivo a Roma e in Italia per in occasione del Giubileo 2025, in una città di circa 2,7 milioni di abitanti. Sulla base di una disposizione normativa statale che ha autorizzato la spesa di un milione di euro nel 2024, conseguente a un emendamento del senatore Claudio Lotito e al progetto “Roma città cardio protetta” promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma e provincia, presieduto dal dott. Antonio Magi, si è avviato un percorso che ha visto la partecipazione attiva di ARES 118 e delle aziende sanitarie della Regione Lazio, coordinate dal Presidente Francesco Rocca e dal Direttore Generale Alessandro Ridolfi. Il Direttore Generale dell’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118, Maria Paola Corradi, ha collaborato alla definizione degli aspetti formativi, mentre il Direttore Sanitario della S.S. Lazio, Ivo Pulcini, ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della rapida assistenza in caso di arresto cardiocircolatorio. In base al progetto attuale, 350 defibrillatori connessi LIFEPAK® CR2 Wi-Fi + 4G bilingue (italiano/inglese), verranno posizionati in punti nevralgici della Capitale. I defibrillatore saranno collocati su totem ad alta visibilità in zone a grande affluenza di persone, con la prospettiva di rendere più facile individuare e raggiungere i DAE. Parallelamente, è in programma un piano di formazione che coinvolgerà 2.000 persone attraverso corsi BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), tra cui 150 farmacisti e 300 volontari della Protezione Civile, così da creare una rete capillare di soccorritori. EMD112 ha accolto l’aggiudicazione del bando per la fornitura dei DAE con grande soddisfazione e entusiasmo. Questo sia per l’importanza dell’evento, ma anche perché è una ulteriore conferma che i nostri DAE sono al vertice per qualità, tecnologia, innovazione, garanzie e ..chance salvavita! Alla conferenza stampa, Simone Madiai, CEO di EMD112, ha dichiarato: “È un privilegio poter collaborare a questa iniziativa che rende Roma un modello di riferimento per la cardioprotezione, soprattutto considerando la grande affluenza di pellegrini prevista nel periodo del Giubileo. Diffondere la cultura del primo soccorso e garantire dispositivi di qualità è parte integrante del nostro impegno quotidiano.” Alla presentazione hanno preso parte anche il Questore di Roma, Roberto Massucci, che ha evidenziato il ruolo fondamentale della Polizia di Stato nell’offrire risposte rapide e credibili ai cittadini, e il Direttore Generale Ares 118, Narciso Mostarda, il quale ha enfatizzato quanto la collaborazione tra sicurezza e sanità sia essenziale per la salvaguardia della collettività. In occasione della conferenza stampa, è stato installato il primo DAE del progetto, all’interno del Commissariato di Polizia di Borgo XVIII. Giuseppe Schiboni, Assessore regionale al Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca e Merito, ha rimarcato come la presenza di postazioni DAE, opportunamente segnalate, e di operatori adeguatamente formati rappresenti un elemento indispensabile per proteggere la vita delle persone. Un punto dolente, che teniamo a evidenziare al fine di contribuire a sensibilizzare sull’importanza di una corretta gestione del progetto, è rivolto ai ritardi nelle attività di installazione dei DAE e formazione del personale, che avrebbero dovuto svolgersi il 24 dicembre 2024, in occasione della solenne apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, momento che sancisce l’inizio ufficiale del Giubileo ordinario 2025 e precede la Celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco. I lavori stanno subendo qualche ritardo a causa della complessità amministrativa e organizzativa, nonché della necessità di offrire una formazione completa a tutti gli operatori coinvolti. Nonostante ciò, il processo continua con la massima dedizione da parte di istituzioni, forze dell’ordine, professionisti sanitari, volontari e realtà imprenditoriali per garantire che Roma, oltre ad accogliere milioni di pellegrini, possa essere una città realmente cardioprotetta anche negli anni a venire! #### EMD112 presenta eKuore, lo stetoscopio elettronico Wireless dalla massima flessibilità EMD112 presenta eKuore, lo stetoscopio elettronico Wi-Fi collegabile con smartphone e tablet. Il medico può effettuare l’auscultazione anche in modo tradizionale, senza l’utilizzo dello smartphone, usando le cuffie in dotazione. Con un semplice click si può scegliere il filtro adeguato per auscultare il cuore, i polmoni o avere un campo di frequenze esteso. L’utilizzo in modalità Wireless permette di eseguire l’auscultazione e allo stesso tempo monitorare il fonocardiogramma direttamente sullo smartphone o sul tablet, grazie all’APP gratuita. Le registrazioni possono essere facilmente condivise con altri professionisti, facilitando la diagnosi e riducendo i tempi di attesa per ulteriori visite specialistiche. Grazie alla possibilità di registrare ed archiviare le auscultazioni, esse diventano dati oggettivi che possono essere inclusi nelle cartelle cliniche, permettendo anche un maggior monitoraggio dei pazienti più critici. eKuore è uno stetoscopio elettronico adatto per adulti, bambini e neonati grazie alla campana intercambiabile. Inoltre, permette di monitorare e registrare le auscultazioni di cuore e polmoni grazie alla semplice applicazione dei filtri. Lo stetoscopio elettronico wireless eKuore è disponibile anche nella versione ad uso veterinario: eKuore Vet. Scopri di più su eKuore, visita il sito https://www.ekuore.it. Prodotto non disponibile e non più in produzione. #### EMD112 presenta Heart Experience, una serie di eventi dalle forti emozioni tra marketing ed incentive EMD112 presenta la prima edizione di Heart Experience! Heart Experience unisce campagne di Marketing e campagne di Incentive rivolte ai propri collaboratori. EMD112 infatti, premia nell’edizione 2017 i suoi migliori collaboratori con tre eventi dalle forti emozioni: Montomondiale Misano World Circuit – 8-9-10 settembre 2017 In occasione del Gran Premio di San Marino di Misano, presso il circuito intitolato a Marco Simoncelli, EMD112 consentirà a 15 ospiti, suddivisi nelle 3 giornate di venerdì, sabato e domenica, di partecipare al Gran Premio da protagonisti.EMD112 infatti sponsorizzerà il Pull&Bear Aspar Team, il pilota MotoGP Alvaro Bautista (11° posizione in Campionato), ed il pilota Moto3 Lorenzo Dalla Porta.Le iniziative non mancheranno. L’obiettivo è di sensibilizzare l’ambiente sulla cardioprotezione illustrando le grandi capacità salvavita dei defibrillatori. Sono previste sessioni informativi e formative con i presenti e la distribuzione di materiale dedicato.Inoltre Hospitality e Box Pull&Bear Aspar Team saranno cardioprotetti con defibrillatori samaritan.Gli ospiti EMD112 invitati all’evento, avranno modo di vivere le 3 giornate da protagonisti tra Hospitality e Box. Potranno seguire le prove libere, warm-up, qualifiche a gara dai Box, fianco a fianco con piloti e tecnici, vivendo dall’interno questa fantastica esperienza.Il Team effettuerà delle sessioni informative per far meglio comprendere quanto siano evolute ed innovative queste moto. Abbiamo già descritto in altri post alcuni paralleli che queste moto hanno con i defibrillatori samaritan : innovazione, qualità, sicurezza. Non finisce qua.. ma le altre informazioni sono al momento riservate 🙂 . Giornata in pista su Ferrari 458 EVO Challenge – 29 settembre 2017 Una pista a disposizione per un’intera giornata, quella dell’autodromo di Marzaglia (Modena). 12 ospiti avranno la possibilità di effettuare 10 giri di pista, suddivisi in 2 sessioni da 5 giri, su una Ferrari 458 EVO Challenge.La giornata prevede un briefing tecnico e sessioni di guida propedeutiche all’ingresso in pista, effettuate da piloti professionisti. Durante i turni di pausa gli ospiti avranno modo di guidare il simulatore di Formula1 che verrà situato presso i Box. Il simulatore riproduce fedelmente i circuiti e le vetture, ed è utilizzato abitualmente per preparazione anche dai piloti di F1.Qualche informazione in più sulla vettura. La Ferrari 458 Challenge esordisce al MotorShow di Bologna del 2010 e, come la Ferrari F430, è destinata alle competizioni dei clienti sportivi del Cavallino Rampante. Rispetto alla progenitrice, riporta 100 kg in meno ottenuti spogliando la vettura di molti arredi interni e agendo su componentistica come i cerchi, i sedili e alcuni componenti della ciclistica. Il motore è sempre un V8 montato in posizione centrale con cilindrata portata a 4,5 litri sul quale una centralina con mappatura leggermente diversa e scarichi più permeabili sono le variazioni per l’ uso in pista.DATI TECNICI: Motore: 4.5 litri 8 cilindri a V di 90° Potenza: 570 CV a 9.000 giri/minuto Cambio: sequenziale tipo F1 a sei rapporti Velocità Max. : 340 km/hPeso: 1.245 kg. Accelerazione: 0-100 km/h in 2,6 secondi   Finale Mondiale Trofeo Lamborghini – 18-19 novembre 2017 Due giorni di forti emozioni per la finale mondiale Lamborghini Blancpain Super Trofeo. 4 Ospiti avranno modo di vivere un’esperienza unica, vedendo i piloti primi in classifica dei campionati di Europa, Asia e Nord America. Una finale vissuta tra Hospitality e Box, assieme a piloti, tecnici e team.EMD112 sarà sponsor con l’applicazione dei proprio loghi e del defibrillatore samaritan su una Lamborghini Huracan LP 620-2 Super Trofeo.   #### EMD112 presente a Ambiente Lavoro, la fiera di riferimento per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EMD112 parteciperà alla fiera Ambiente Lavoro, che si terrà a Bologna dal 15 al 17 ottobre 2019. Ambiente Lavoro è la prima manifestazione fieristica italiana dedicata alla promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’evento è una occasione per gli operatori del settore di conoscere i prodotti, soluzioni e ultime novità sulle norme che regolano l’applicazione delle leggi in materia di sicurezza aziendale. L’evento è rivolto prevalentemente a ASPP, coordinatori della sicurezza, datori di lavoro, dirigenti, HSE Manager, preposti, RLS, RLST, RSPP, medici del lavoro, tecnici della prevenzione. Numerosi i convegni ed eventi formativi accreditati in programma durante i tre giorni di fiera inerenti la sicurezza sul lavoro. EMD112 sarà presente con il proprio stand e prodotti. Sarà possibile vedere da vicino i defibrillatori Stryker®, la gamma più ampia del mercato: Defibrillatore Stryker ® samaritan® PAD 350P Defibrillatore Stryker ® samaritan® PAD 360P Defibrillatore Stryker ® samaritan® PAD 450P Defibrillatore Stryker ® samaritan® PAD 500P Defibrillatore Stryker ® samaritan® PAD 350P Gateway (venduto con pacchetto “EMD112 per te” con assistenza e manutenzione remota e fisica, che solleva da responsabilità di funzionamento) Defibrillatore Stryker ® samaritan® PAD 500P Gateway (venduto con pacchetto “EMD112 per te” con assistenza e manutenzione remota e fisica, che solleva da responsabilità di funzionamento) Defibrillatore Stryker ® LIFEAK® CR2 (disponibile in 6 differenti configurazioni) Defibrillatore Stryker ® LIFEAK® CR Plus Sarà inoltre possibile ricevere informazioni e supporto in merito alla riduzione del tasso INAIL per l’acquisto di defibrillatori per le aziende (modello OT24), ed altre informazioni sui costi di manutenzione dei defibrillatori, uno dei nostri fiori all’occhiello, dato dalla longevità di batterie e elettrodi e costi contenuti dei consumabili. #### EMD112 presente agli “Stati Generali della Salute”, evento della CRI tenutosi dal 24 al 26 novembre a Napoli I massimi esperti internazionali di settori chiave della sanità si sono confrontati con più di mille volontari per la formazione sanitaria del futuro. Da 24 al 26 novembre 2017, presso il Centro Congressi Stazione Marittima – Molo Angioino di Napoli, si è svolto il convegno Stati Generali dell’Area Salute di Croce Rossa Italiana: un evento che ha al centro la “formazione del futuro” nel settore sanitario. Attraverso gli Stati Generali 2017 Area 1 e le Giornate di studio internazionali sulla promozione degli stili di vita sani e l’educazione alla salute e al primo soccorso. L’iniziativa, arricchita da un nutrito gruppo di autorevoli esperti, che ha affrontato numerose tematiche che passano dall’analisi dei corretti stili di vita, alla prevenzione di specifiche patologie e dipendenze, agli interventi di primo soccorso e salvataggio. Un confronto sul ruolo dei comunicatori del settore, sulla tutela della salute nell’infanzia, sulla donazione e il ruolo delle forze ausiliarie nell’ambito delle attività sanitarie, fino ai corretti stili di vita per i giovani. Presto informazioni su iscrizione e modalità di partecipazione. Il convegno era aperto a tutti i volontari della CRI, ai formatori di ogni livello afferenti all’area salute, ai delegati e loro collaboratori, ai Presidenti regionali e locali. Tra i numerosi temi trattati, quelli di grande interesse sociale, come ad esempio le infezioni sessualmente trasmesse (IST) e le donazioni di sangue, organi e tessuti. Riguardo al sangue, le campagne di sensibilizzazione hanno ormai consentito in Italia la diffusione di una donazione volontaria, responsabile, periodica, anonima e non remunerata, pur rimanendo periodi “emergenziali” come, ad esempio, l’estate. Diversa la questione della donazione di organi, dove ancora c’è confusione, paura, pregiudizio e poca informazione. In Italia sono 8800 le persone in attesa di un trapianto e ogni anno se ne eseguono circa 3500. Ma troppi i malati che muoiono, aspettando. Alla luce della recente legge approvata dal Parlamento, inoltre, sarà trattato l’insegnamento del primo soccorso nelle scuole. Una conquista che riconosce a livello normativo ciò che la CRI fa da anni. Un provvedimento fortemente voluto, attraverso il quale si contribuirà a salvare innumerevoli vite. Altro aspetto educativo particolarmente innovativo è quello della rianimazione cardio-polmonare insegnata attraverso Videogames e App. Una realtà ben nota alle giovani generazioni, quella virtuale, che consentirà una conoscenza diretta ed efficace di una pratica fondamentale, finalizzata alla formazione di adulti consapevoli e capaci di aiutare il prossimo in difficoltà. I temi trattati sono quelli dell’arresto cardiaco e della disostruzione delle vie aeree. Infine si è parlato, vista anche la stagione fredda cui stiamo andando incontro, di assistenza ai senza dimora. Solo a Roma, per fare l’esempio di una grande città, un over 65 su tre è a rischio. Gli assistiti che vivono su strada rischiano una enorme serie di malattie, spesso correlate a malnutrizione, alcolismo, utilizzo di sostanze illecite e scarsa igiene, e il loro accesso al sistema sanitario è drammaticamente limitato. In questo contesto, l’assistenza sanitaria, unita al supporto sociale offerto dalle Unità di Strada della Croce Rossa Italiana, può non solo ridurre il numero di ospedalizzazioni non necessarie, ma offrire anche un supporto di prima linea alla sanità pubblica e diminuire il numero di malattie contagiose. EMD112 era presenta al convegno della Croce Rossa Italiana con un prorpio stand esposito, presso il quale i volontari CRI e tutti i presenti hanno potuto avere informazioni e toccare con mano alcuni prodotti medicali e elettromedicali come: Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P Defibrillatore HeartSine® samaritan PAD 350P Defibrillatore didattico trainer HeartSine® samaritan® PAD 350P/500 Manichini da addestramento BLSD Stetoscopio elettronico e Wireless eKuore Sistema per Compressioni Toraciche Physio-Control LUCAS Velntilatore cardio-polmonare Stephan EVE Otoscopio LUXASCOPE LED 2.5 V Otoscopio ricaricabile LUXASCOPE LED 3.7 V Una manifestazione arricchita dai relatori di rilievo, che hanno dato valore alle sessioni informative e formative delle 3 giornate, durante le quali si è parlato molto di cardioprotezione. Uno degli argomenti affrontati era relativo al tema del defibrillatore libero, ovvero all’impiego di defibrillatore senza certificazione BLSD. Questo avviene già in moltissimi altri paesi, dove chiunque può acquistare o impiegare il defibrillatore senza una formazione specifica. Quale è la logica applicata? Un soggetto in arresto cardiaco è destinata ad andare in contro alla morte entro 10 minuti dall’evento, da 6-7 minuti dall’evento si verificheranno già conseguenze irreversibili date dall’ipossia. Questo quadro clinico non può essere assolutamente peggiorato da coloro che tentano di adottare un DAE. I defibrillatori di ultima generazione in particolare, sono studiati per essere estremamente semplici, come ergonomia, comunicazione visuale, comunicazione audio e tecnologia. È impossibile erogare uno shock se non richiesto. Inoltre si può chiamare il 118 ed avere supporto dall’operatore. Il defibrillatore per tutti è un defibrillatore libero. Questo significa che non saranno più necessario i centri di formazione BLSD? Assolutamente no. Ci auspichiamo che il defibrillatore libero sia la base da cui partire, proseguendo poi le campagne informative e di sensibilizzazione al fine di portare i cittadini ad effettuare corsi BLSD che potrebbero salvare la vita dei loro cari o di chi sta attorno.   #### EMD112 presente al 2° Forum Sport & Business che si terrà presso la sede del Gruppo 24 Ore il 16 ottobre 2017 a Milano EMD112 sarà presente al 2° FORUM SPORT & BUSINESS che si terrà Lunedì 16 ottobre 2017 presso la sede del Gruppo 24 Ore in Via Monte Rosa, 91 Milano. Il tema dell’evento è “Innovazione digitale nello Sport Industry”. Un evento di confronto e networking fra professionisti, esperti e analisti di un settore sempre più rilevante negli scenari economici globali: dai temi del sistema sport a quelli più innovativi della Sport Technology, dal focus sulle Smart Arenas alle interviste con i protagonisti dell’industria e gli atleti più rappresentativi del sistema sportivo italiano e internazionale.       Programma dell’evento: 08:30: Registrazione dei partecipantI e welcome coffee 09:00: Apertura dei lavori Modera: Pierluigi Pardo Giornalista 09:10: Scenari dello Sport System Trend internazionali e sviluppi nei prossimi anni Marco Nazzari Managing Director Europe Nielsen Sports 09:30: TAVOLA ROTONDA Il Sistema Sport: prospettive future Ne discutono: Luca Businaro Presidente Assosport Luca Lotti Ministro per lo Sport Antonio Marchesi Presidente Sport, Analisi e Strategie Demet Alberto Miglietta Amministratore Delegato CONI Servizi Luca Pancalli Presidente Comitato Italiano Paralimpico Michele Uva Direttore Generale Federazione Italiana Giuoco Calcio Membro del Comitato Esecutivo UEFA 10:30: TAVOLA ROTONDA Sport 4.0: l’era della Sport Technology Introduce: Fabio Lalli CEO Iquii Ne discutono: Francesco Anesi Coordinatore Istituzionale Hackathon FIGC Francesco Calvo CRO FC Barcellona Marco Foroni Head of Fox Sports Italy Tiziano Mellarini Assessore alla Cultura, Cooperazione, Sport e Protezione Civile Provincia Autonoma di Trento 11:30: FOCUS SMART ARENAS Le opportunità nella costruzione e gestione dei nuovi impianti sportivi Modera: Giovanni Capuano Giornalista Radio24 Ne discutono: Paolo Antonietti Head of Sports Demet Mauro Baldissoni Consigliere di Amministrazione A.S. Roma Paolo D’Alessio Commissario Straordinario Istituto per il Credito Sportivo Luca Fiorucci CEO ENGIE Program Simone Madiai CEO EMD112 Umberto Marino Direttore Generale Atalanta Bergamasca Calcio 12:30 : INTERVISTA ONE-TO-ONE Paola Bottelli Giornalista intervista: : Nerio Alessandri Presidente e Fondatore Technogym 12:50: FOCUS ATLETI TESTIMONIAL Sognando Olympia: verso nuovi format, regole e talenti Modera: Dario Ricci Giornalista Radio24 Videointervento di: Tony Cairoli Pilota di Motocross – Categoria MXGP Introduce:Cristina Cantoni PR & Communication Manager Arena Ne discutono: Christof Innerhofer Sciatore Nazionale Italiana di Sci Alpino Ranomi Kromowidjojo Nuotatrice Nazionale Olandese Filippo Tortu Velocista 13:50: Presentazione e premiazione del miglior Project Work dei Master in Sport Business Management di 24 ORE Business School Matteo Giordano Pastore CEO & Founder MGP Sports Consulting – Coordinatore Scientifico Master Sport Business Management 24 ORE Business School EMD112 è già partner del Sole 24 Ore da circa 2 anni. Un canale verticale molto importante, utilizzato per le campagne di sensibilizzazione e promozionali del defibrillatore all’interno delle aziende. Oggi le capacità salvavita dei defibrillatori sono note, tuttavia i DAE sono obbligatori sono presso associazioni e società sportive (professionistiche e dilettantistiche). Ed EMD112 intende proseguire la propria campagna informativa all’interno degli ambienti di lavoro, dove trascorriamo almeno un terzo della nostra giornata, ed una parte importante della nostra vita. Il 2° Forum Sport & Business organizzato dal Gruppo 24 Ore, è un evento di rilievo e prestigio, che vede la presenza di imprenditori, sportivi e addetti ai lavori di altissimo profilo. Un’occasione per comunicare ad un pubblico attento e sensibile la nostra vision e mission, ed al contempo illustrare le capacità dei moderni defibrillatori.   #### EMD112 presente al XXII Convegno Nazionale SIS 118 “Clinica e Tecnologia del Sistema 118 a servizio della Comunità” Il XXII Convegno Nazionale SIS 118 “Clinica e Tecnologia del Sistema 118 a servizio della Comunità” rappresenta un appuntamento fondamentale per tutti i professionisti coinvolti nell’emergenza territoriale, nel primo soccorso e nella gestione delle maxi-emergenze. L’evento si terrà dal 10 al 12 aprile 2025 presso l’Hotel Plaza Caserta (Viale Vincenzo Lamberti, Caserta) e costituirà un’occasione di confronto multidisciplinare su tematiche cliniche, organizzative e tecnologiche legate all’intero sistema di pronto intervento sanitario. Nel corso delle tre giornate di lavori, si alterneranno sessioni scientifiche, tavole rotonde e letture magistrali, con l’obiettivo di approfondire le più recenti innovazioni terapeutiche e gestionali in ambito di Medicina di Emergenza. Il Convegno offrirà, inoltre, una panoramica completa sulla riforma del territorio e sulle modalità più efficaci di integrazione tra Ospedali di Comunità, Case di Comunità, Centrali Operative Territoriali e il Sistema di Emergenza Territoriale 118. Durante il Convegno, EMD112 sarà presente con un proprio desk informativo, dove i partecipanti avranno la possibilità di conoscere più da vicino la gamma di dispositivi e articoli destinati all’intervento medico in emergenza, all’utilizzo ospedaliero e al primo soccorso. In particolare, saranno esposti: Gamma ventilatori polmonari EVE EVE IN: ventilatore polmonare meccanico ideato per l’uso in terapia intensiva e sub-intensiva, pensato per rispondere alle esigenze cliniche all’interno di strutture ospedaliere. EVE TR: ventilatore polmonare meccanico trasportabile e versatile, progettato per le operazioni di emergenza/urgenza, con una configurazione che consente un intervento tempestivo sia sul territorio sia in ambulanza. EVEneo: Ventilatore polmonare meccanico appositamente studiato per neonati, prematuri e bambini fino a 40 kg, con funzionalità di trasporto che garantiscono la massima sicurezza anche negli spostamenti più critici. Gamma di defibrillatori (anche con possibilità di integrazione alla rete sistema 112/118), tra cui: Linea defibrillatori Vivest® Linea defibrillatori LIFEPAK® Linea defibrillatori samaritan® Questi dispositivi, essenziali per l’assistenza immediata in caso di arresto cardiaco o di insufficienza respiratoria acuta, sono pensati per ottimizzare i protocolli di soccorso e migliorare i livelli di sicurezza per i pazienti, sia in contesti ospedalieri sia extraospedalieri. Attraverso il desk EMD112, i professionisti avranno modo di confrontarsi direttamente con esperti del settore, ricevendo informazioni tecniche dettagliate sui prodotti e sui possibili ambiti di applicazione, nonché chiarimenti relativi alle soluzioni connesse alle centrali operative di emergenza. Il XXII Convegno Nazionale SIS 118, con la presenza di EMD112, offrirà dunque un’importante occasione di crescita professionale e di aggiornamento sulle ultime novità in campo clinico, tecnologico e normativo, contribuendo a definire gli standard futuri della Medicina di Emergenza e del Sistema 118. Programma convegno: GIOVEDÌ 10 APRILE (POMERIGGIO) I SESSIONE CLINICA DI EMERGENZA (14:30 – 17:00) Arresto Cardiaco, Shock, Sepsi, Disfunzione d’Organo e Multiorgano, Trauma maggiore: approccio in emergenza Moderatori: Salvatore Criscuolo, Rita Lazzaro, Vincenzo Natale, Daniela Pellati, Ciriaco Pedicini, Aurelio Soldano Relazioni: Arresto Cardiaco Improvviso: update verso ILCOR 2025 – Giuseppe Ristagno Storm aritmico refrattario nel portatore di ICD: cosa fare? – Stefano Nardi Shock settico: update nell’approccio in Emergenza – Giorgio Berlot Shock Cardiogeno: update nell’approccio in emergenza – Marco Merlo Shock Ostruttivo – Angelo Catalano Lo shock indifferenziato nel paziente pediatrico – Carla Aromatario Trattamento chirurgico delle urgenze addominali: dalla laparoscopia all’open abdomen – Francesco Stanzione Shock Traumatico: update nell’approccio in emergenza – Gregorio Tugnoli Il Trauma maggiore nel paziente pediatrico – Diletta Costantini II SESSIONE (17:00 – 19:30) SET 118 e Ministero della Salute nella formazione in tema di BLSD della popolazione italiana Moderatori: Mario Balzanelli, Francesca Lucaroni, Roberto Mannella Relatori: Pasqualino Rossi, Marco Squicciarini Clinica, Diagnostica e Terapia in Medicina di Emergenza Moderatori: Paola Acquarola, Giorgio Berlot, Rosaria Bruno, Pasquale De Negri, Massimo Rulli, Domenico Violante Relazioni: Insufficienza Respiratoria Acuta – Giorgio Berlot Insufficienza Respiratoria Cronica Riacutizzata in emergenza: quali nuove terapie? – Antonio Ponticiello Aritmie instabili (tachi/bradi) in emergenza: quali novità terapeutiche e di approccio gestionale? – Maurizio Santomauro Complicanze Trombolisi in emergenza – Gioacchino Martusciello Coagulazione Intravascolare Disseminata: update nell’approccio in Emergenza – Luigi Nuzzolillo Il parto precipitoso: come gestirlo? – Edoardo Riccardi Ecofast in emergenza sanitaria – Maura Coletta Tecnica di accesso vascolare intraosseo – Giuseppe Climaco Il MAD in emergenza sanitaria – Antonio Carusone L’ECMO In Emergenza Extraospedaliera – Carmelina Marsicano VENERDÌ 11 APRILE (MATTINA) I SESSIONE – TAVOLA ROTONDA (8:30 – 10:30) Ospedali di Comunità, Case di Comunità, COT: quale integrazione tra riforma del Territorio e Sistema di Emergenza Territoriale 118? Moderatori: Amedeo Blasotti, Francesco Enrichens, Vasco Giannotti, Stefania Iannazzo, Roberto Mannella Relatori: Mario Balzanelli, Isabella Bartoli, Gennaro Bassano, Emanuele Cosentino, Vincenzo Iodice, Francesco Marino, Stefano Moriconi, Roberto Pieralli, Rosella Squicciarini II SESSIONE – TAVOLA ROTONDA (10:30 – 11:30) Elisoccorso, Soccorso Aereo e droni: quale stato dell’arte nelle dinamiche di risposta del SET 118? Moderatori: Danilo Bono, Stefano Colelli, Giuseppe Galano, Giuseppe Gentile, Patrizia Vestini, Nadia Zarrillo Relatori: Paola Acquarola, Aurelio Soldano Aerospazio quale strumento efficace di Cardioprotezione della Comunità: il Progetto sperimentale SEUAM – Mario Balzanelli III SESSIONE – TAVOLA ROTONDA (11:30 – 13:00) Telemedicina, Telemonitoraggio, Teleconsulto: quali ricadute sulla terapia di emergenza e sul processo assistenziale del paziente critico sul territorio? Moderatori: Massimo Coppola, Giuseppe Di Domenica, Donatello Iacobone, Diego Paternosto Relatori: Giuseppe Gentile, Giovanni Gorgoni, Rita Lazzaro, Carlo Putortì, Loreta Pia Ruggieri 13:00 – Light Lunch VENERDÌ 11 APRILE (POMERIGGIO) I SESSIONE (14:00 – 16:30) Tecnologie Innovative e Sistema di Emergenza Territoriale 118 Moderatori: Antonio Bonacaro, Elisabetta Gaggini, Adriana Ricciardi Relazioni: Dispositivi sovraglottici: impiego nella Medicina di Emergenza Territoriale – Giuseppe Mancusi Materi Standard e tecnologie di trasmissione dell’ECG a 12 derivazioni – Paolo Calabrò Arresto Cardiaco: il massaggiatore cardiaco automatico vs MCE – Donatello Iacobone Arresto Cardiaco: quali novità nella ventilazione? – Vittorio Antonaglia Trattamento dell’arresto cardiaco con agopuntura – Gabriele Boccia Sistemi di monitoraggio non invasivi (USCOM) – Roberto Mannella Criteri di valutazione della tecnologia di qualità – Federico Conte, Vincenzo Magnetta L’ambulanza di soccorso latex free – Luigi Quaranta II SESSIONE (16:30 – 17:15) Reti Tempo Dipendenti e Reti Cliniche: quali esigenze strategiche prioritarie di percorso gestionale – unitario e di eccellenza – del paziente critico? Moderatori: Pietro Astazi, Rossella Carucci, Fedele Clemente, Stefania Iannazzo, Francesca Stea Relazioni: Rete SCA – Luigi Fattore Rete Stroke – Giovanni Cerullo Rete Trauma Maggiore – Mauro Andreano Come l’AI può orientare il trattamento delle emergenze cardiologiche – Arturo Giordano III SESSIONE (17:15 – 19:30) Formazione, Robotica, Intelligenza Artificiale e nuove ipotesi di terapie in Medicina di Emergenza Moderatori: Stefania Iannazzo, Marina Ligas, Giuseppe Mancusi Materi, Annamaria Natola, Aurelio Soldano Relazioni: L’Università e il ruolo della formazione in emergenza sanitaria – Giuseppe Servillo La necessità di una valorizzazione economica delle prestazioni erogate nel SET 118 – Francesco Albergo Intelligenza Artificiale Predittiva: Rianimare o non rianimare? – Lucio Romano Il BLSD in contesti particolari (UOSM) – Guido Pennacchietti Il Primo Soccorso nella Scuola: il nuovo orizzonte di competenza della società civile (art.1, comma 10, legge 107/2015) – Alessandro Buonomo Morti sul lavoro: dalla 81/08 alla formazione specifica SET 118 – Gino Bonanni SABATO 12 APRILE (MATTINA) I SESSIONE – TAVOLA ROTONDA (9:00 – 10:45) Maxiemergenze, convenzionali e non: tra stato dell’arte, necessità e criticità sui territori Apertura e Chiusura Tavola Rotonda: Fabio Ciciliano Moderatori: Fedele Clemente, Federico Federighi, Giuseppe Galano, Consolato Malara, Antonio Martino Relatori: Hannah Ceen, Carola Martino, Vincenzo Natale, Annamaria Natola, Piero Paolini, Diego Paternosto II SESSIONE (10:45 – 13:00) Sistema di Emergenza Territoriale 118 e nuove prospettive dimensionali Moderatori: Mario Balzanelli, Giorgio Berlot, Federico Federighi, Pierpaolo Volpe Relazioni: Emergenze Infettivologhe: quali nuovi scenari? – Francesco Maraglino Tecniche e strategie di Comunicazione nel SET 118 – Operatore di Centrale: Marco Cossu, Angela D’Agostino, Giuseppe Gentile Equipaggio: Gennaro Gisonde L’infermiere operatore di CO118 e la corretta gestione dell’intervento – Sabina Stanca Manca Un nuovo modo di intendere le attività del personale del SET 118? – Luigi Langella Violenza sui sanitari: come difendersi? – Francesca Perri Risk Management nel SET 118: quali prospettive – Giuseppe Di Domenica Chiusura dei lavori a cura di: Mario Balzanelli, Roberto Mannella 14:00 – Verifica apprendimento dei partecipanti con questionario ECM Vieni a trovarci! #### EMD112 presente alla Fiera Balnearia di Massa rivolta ai professionisti degli stabilimenti balneari Ultimo giorno di fiera oggi per EMD112, presente a Balnearia iniziata domenica 19 e che vedrà il termine oggi mercoledì 22 febbraio 2017. Quest’anno la fiera Balnearia di Massa giunge alla 18° edizione, e si svolge sempre all’interno  del Complesso Fieristico di Carrara. Balnearia, come dice il nome stesso, è una fiera dedicata ai professionisti del settore Balneare. Al suo interno sono presenti tre settori di riferimento: 1.    Balnearia: Attrezzature, Impianti, Arredi, sicurezza e prevenzione, coperture solari, tensostrutture, pavimentazioni, Prodotti ed accessori per la vita all’aria aperta, Giochi da esterni, Servizi e nuove proposte, Piccola nautica, Abbigliamento ed accessori, Agenzie di spettacolo e animazione, 2.    Outdoor: Contract, Arredi, Attrezzature ed articoli per esterni e per il giardino, Pergolati, Coperture, Complementi d’arredo, Arredo Urbano/Verde Attrezzato, Pavimentazioni. 3.    Wellness: Attrezzature e Progettazione spa, Piscine e Benessere , Termalismo, Prodotti Tessili, Complementi d’arredo, Linea Cortesia, Linea Cosmesi/Cosmetica Naturale , Prodotti igienizzanti, Prodotti e attrezzature per la cura della persona e degli ambienti, Attrezzature fitness alta qualità, Pavimenti e Rivestimenti, Sistemi d’illuminazione, Consulenza/Progettazione. Come avviene ormai da diversi anni, la manifestazione si svolgerà in contemporanea con TIRRENO C.T., evento dedicato al mondo dell’ospitalità, della ristorazione e del turismo, tematiche che integrano e completano, idealmente e praticamente, l’offerta di Balnearia. Numerose le aziende, associazioni ed isituzioni che hanno partecipato agli eventi in programma, tra cui: Assemblea generale CNA Balneatori, Consorzio Balneari Riviera Toscana, Associazione Imprenditori Balneari Marina di Carrara, Regione Toscana, convegno unitario degli imprenditori Balneari, Federbalneari Italia, Università di Pisa, FISA – Federazione Italiana Salvamento Acquatico, Associazione Marenostrum, FIBA Confesercenti Toscana, Mondobalneare, SIB Sindacato Italiano Balneari e molti altri. A questo indirizzo è possibile vedere il programma completo degli eventi (ed il programma di oggi): http://www.balnearia.it/wp-content/uploads/2017/02/Programma-Balnearia.pdf EMD112 non poteva mancare a questa manifestazione, poiché i defibrillatori samaritan® sono gli unici al mondo IP56, i più resistenti contro polveri e liquidi, i più adatti per un utilizzo in spiaggia e negli stabilimenti balneari. È importante precisare che oltra ad essere i più resistenti al mondo grazie all’indice di protezione IP56, non vi sono altri defibrillatori al pari o sopra tale indice. Sottolineiamo tale aspetto perché non è difficile trovare “Unico DAE al mondo IP53 (IP54, IP55)”, in alcuni casi è vero, ma non si comprende che vi siano DAE con grado di protezione superiore. Per comprendere quanto questo indice di protezione sia importante per un defibrillatore, vi invitiamo a leggere questo articolo. Per salvare una vita è necessario avere un defibrillatore nelle immediate vicinanze, ma è altrettanto importante garantirne il corretto funzionamento per tutto il suo ciclo di vita. Non è il caso di rischiare con un dispositivo salvavita. #### EMD112 presente XVI Congresso Nazionale SIS118 di Padova I giorni 27-28-29 Settembre 2018 si è tenuto a Padova, il XVI congresso nazionale SIS 118 “Dall’evidenza scientifica alla pratica clinica”, presso Padova Fiere. Tre giornate di attività, nelle quali è stata registrata un’affluenza di più di 500 persone, con 140 relatori coinvolti in 18 sessioni congressuali e 4 corsi pre-congressuali, nonché 30 aziende del settore con spazi espositivi dedicati. La convergenza a Padova degli operatori dei Sistemi di Emergenza Territoriale 118 provenienti dalle varie regioni, ha posto l’accento sull’importanza del legame tra ricerca scientifica, medicina basata sulle evidenze, formazione e pratica clinica. L’organizzazione del Congresso ha visto come sempre impegnati in maniera collegiale i membri dell’associazione, con contributi sulle attività svolte dal Sistema di Emergenza Territoriale 118. È stato inoltre dato spazio al confronto con le altre discipline che concorrono alla gestione del paziente critico, dal soccorso extra-ospedaliero alle cure definitive, nonché agli altri Enti che collaborano ed operano quotidianamente con noi negli interventi di soccorso. È stata scelta di Padova come città sede del congresso 2018, sede una delle più antiche Università di Italia, nella quale hanno insegnato illustri docenti, tra i quali spicca Galileo Galilei, stimola a pone l’accento sull’importanza del legame tra ricerca scientifica, medicina basata sulle evidenze, formazione e pratica clinica, temi che pertanto saranno parte fondamentale delle sessioni congressuali. EMD112 era presente con la linea legata alla cardioprotezione e con altri prodotti di emergenza medica. Per quanto concerne i defibrillatori, sono stati presentati i defibrillatori semiautomatici HeartSine® samaritan® PAD 350P, HeartSin2® samaritan® PAD 500P, Physio-Control® LIFEAPAK® CR2, Physio-Control® LIFEAPAK® CR Plus, i relativi trainer didattici, ed una gamma di manichini didattici per addestramento RCP/BLSD. Per quanto riguarda gli altri prodotti di emergenza medica, sono stati presentati Stephan e Prometheus. Stephan, azienda tedesca che da oltre 50 anni ricopre un ruolo di leadership nel mercato medicale mondiale. Uno dei prodotti di punta è EVE, un ventilatore d’emergenza per respirazione intensiva, portatile e leggero per la ventilazione in mobilità in Emergenza e nel trasporto intra-ospedaliero. EVE permette di erogare ventilazioni di base in maniera veloce ed efficace, per minimizzare i tempi di avvio della terapia ventilatoria, grazie ai pulsanti rapidi “neonato”, “bambino”, “adulto”, permettendo poi all’operatore di regolare finemente tutti i parametri della ventilazione, una volta che il paziente è stabilizzato, ed eventualmente di passare a modalità ventilatorie proprie dei reparti di terapia intensiva. Promethues, grazie ai suoi prodotti consente di stabilizzare rapidamente le varie tipologie di Pneumotorace, lesioni o fratture del bacino ed emmoragie, potendo fare la differenza tra il successo o il fallimento di un intervento in emergenza. Alcuni dei prodotti sono ad esempio: Russel Chest Seal, Pneumofix e Nightingale Dressing, per la stabilizzazione di Pneumotorace iperteso e/o da ferita soffiante; Prometheus Pelvic Splint, per l’immobilizzazione del bacino; ChitoGauze XR Pro, SOF-TT (Special Operations Forces Tactical Tourniquet), Olaes Bandage, Blast Bandage, per il trattamento di emorragie e ferite anche di grandi dimensioni, come amputazioni o ustioni. Il ChitoGauze XR PRO, in particolare, è una garza impregnata di agente coagulante, ideale per il rapido controllo di sanguinamenti in zone difficilmente raggiungibili con i normali bendaggi compressivi o il Tourniquet, come ad esempio le zone inguinali. Programma congresso SIS118 2018 di Padova Corsi pre-congressuali Mercoledì 26 settembre 8.30 – 18.30: Gestione delle vie aere difficili: dalla teoria alla pratica – Giovedì 27 settembre 09.00 – 13.00 Le vie perfusionali alternative in emergenza – sala giotto 8.45 – 16.00: REBOA: dalla strada alla sala d’emergenza – sala donatello 09.00 – 13.00: Gestione della gravidanza a termine e del parto in emergenza – sala mantenga XVI CONGRESSO NAZIONALE SIS 118 SALA PETRARCA 14.00: apertura congresso 14.15: L’insegnamento del primo soccorso nelle scuole 16.00 La formazione post laurea nell’emergenza – urgenza 17.45: Cerimonia di apertura del XVI congresso nazioanle SIS118 19.00: Cocktail di benvenuto SALA GIOTTO 14.15: arresto cardiaco: i percorsi ECLS (rianimazione meccanica prolungata e circolazione extracorporea) e DCD (Donazione di Organi a Cuore fermo) 16.00: Il Dispatch e le Istruzioni Pre-Arrivo (IPA) 17.45: Termine lavori Venerdì 28 settembre SALA PETRARCA 09.00: Tavola rotonda – Continuità delle cure dal territorio al Ponto Soccorso: a che punto siamo? 10.45: Risk Management e medicina legale dopo l’applicazione della legge 24 dell’8 marzo 2017 e dei decreti legati Dal “decreto Balduzzi” alla “legge Gelli – Bianco”: lo stato dell’arte rispetto al contrasto interpretativo delle nuove norme penali in ordine al nuovo art. 590 sexies c.p. in tema di “colpa medica” ed alla nuova legge sul consenso informato n. 219 del 22 dicembre 2017 12.45: Termine lavori della mattina 14.00: Tavola rotonda: le figure professionali dell’emergenza sanitaria: competenze e responsabilità 16.00: Tecnologia ed emergenza: nuove prospettive? 18.00 Termine dei lavori 18.00 – 19.00: Assemblea sociale SALA GIOTTO 09.00 Il trauma: dalla teoria alla pratica clinica 10:45: Elisoccorso: evoluzione di un sistema. Opinioni a confronto 12.45: Termine del lavori della mattina 14.00: La gestione degli eventi maggiori 16.00: La gestione delle vie aeree nell’ambiente extra-ospedaliero: stato dell’arte 18.00: Termine dei lavori SALA DONATELLO 09.00: Sessione multidisciplinare I 11.00: Sessione multidisciplinare II 12.45: Termine dei lavori della mattina 14.00: Comunicazioni libere 16.00: Termine dei lavori AREA POSTER 16.00 – 17.00: Presentazione poster Sabato 29 settembre SALA PETRARCA 09.00: Ecografica nell’emergenza territoriale 10.45: Le emergenze pre-ospedaliere nella donna gravida 12.30: Termine lavori SALAGIOTTO 09.00: Sedazione e analgesia in ambito extra-ospedaliero 10.45: il benessere psicologico nei sistemi di emergenza sanitaria 118 12.30: Termine dei lavori #### Emd112 sarà presente a Ambiente Lavoro 2021, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Anche quest’anno, Emd112® prenderà parte a Ambiente Lavoro, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, giunto alla 21° edizione. Emd112® parteciperà con il proprio stand, con prodotti dedicati al Primo Soccorso in azienda e in particolare alla cardiopotezione. Abbiamo parlato in altri articoli del D.lgs 81/08, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro e della possibilità per le aziende di dotarsi di defibrillatore, con grandi vantaggi grazie alla riduzione del tasso medio INAIL (modello OT23). Emd112® di supportarvi nel progetto di cardioprotezione in azienda e nella presentazione del modello OT23. Durante i 3 giorni del salone, oltre a visionare gli stand degli espositori, sarà possibile partecipare ai convegni e i seminari (anche con crediti formativi) rivolti a RSPP, ASPP, RLS, CFP, CSP, CSE e per tutte le figure che operano per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Desideri partecipare? Ti regaliamo noi l’ingresso! Compila il form e ottieni il tuo biglietto Gratis!! Vieni a trovarci al Padiglione 26 – Stand C1, vedrai in anteprima le ultime novità in tema di Defibrillatori e Primo Soccorso! Per te anche un gadget OMAGGIO!! Bologna 1-3 Dicembre 2021 BolognaFiere S.p.A. – Viale della Fiera, 20 #### EMD112 sponsor degli internazionali Tennis BNL d’Italia, Foro italico 2/15 maggio 2016 – Roma EMD112  è sponsor degli internazionali BNL d’Italia in corso a Roma presso il Foro Italico, in corso dal 2 al 15 maggio 2016. EMD112 è già partner della Federazione Italiana Tennis. La partnership prevede  la fornitura, ai Circoli Affiliati FIT che ne faranno richiesta, di un defibrillatore HeartSine  samaritan PAD 350P  e al prezzo speciale di €485, in ottemperanza del Decreto Balduzzi che ne impone la dotazione entro il 20 Luglio 2016. Il Consiglio Federale della FIT infatti ha deliberato un contributo di €350 a tutte le Società affiliate dalla data del 31 agosto 2015 che saranno tenute per legge a procedere all’acquisto del defibrillatore. Per ottenere il contributo basterà  inviare entro e non oltre il 30 Giugno 2016 la richiesta, allegando la copia della fattura di acquisto del defibrillatore, che naturalmente deve avere le caratteristiche fissate della legge (Decreto 24 aprile del Ministero della Salute art.5). Gli Internazionali BNL d’Italia fanno parte del circuito ATP Master 1000 e dei WTA Premier, i migliori tornei del mondo, secondi solo ai 4 del Grande Slam. A partire all’edizione 2011, il torneo si sviluppa con la formula“combined”,in cui i campioni dell’ATP e le campionesse della WTA si sfidano contemporaneamente sui 14 campi dello storico complesso sportivo del Foro Italico nel mese di maggio. Supertennis TV  trasmetterà le 25 partite WTA. EMD112 sarà presente all’interno della  trasmissione “Happy Hour” condotta da Max Giusti e Massimo Caputi che delizierà il pubblico di SuperTennis con ospiti, curiosità e approfondimenti su gli Internazionali BNL D’Italia 2016, che andrà in onda da lunedì 9 maggio a domenica 15 maggio 2016 alle ore 19.00 – 19.15. Inoltre EMD112 sarà presente presso i 2 stand dei Centri Estivi FIT ubicati presso il Foro Italico. Di seguito riportiamo il programma dettagliato dell’evento: Campo Centrale DATA    ORARIO    Turno (numero di incontri)* DOM 8     12.00     1° Turno Maschile (4) LUN 9     12.00     1° Turno Maschile (2) e Femminile (1) LUN 9     19.30     1° Turno Maschile (1) e Femminile (1) MAR 10     12.00     1°-2° Turno Maschile (2) e Femminile (1) MAR 10     19.30     1°-2° Turno Maschile (1) e Femminile (1) MER 11     12.00     2° Turno Maschile (2) e Femminile (1) MER 11     19.30     2° Turno Maschile (1) e Femminile (1) GIO 12     12.00     3° Turno Maschile (2) e Femminile (1) GIO 12     19.30     3° Turno Maschile (1) e Femminile (1) VEN 13     12.00     Quarti di Finale Maschili (2) – Quarti di Finale Femminili (1) VEN 13     19.30     Quarti di Finale Maschili (1) – Quarti di Finale Femminili (1) SAB 14     12.00     Semifinali Maschili (1) – Semifinali Femminili (2) SAB 14     20.00     Semifinali Maschili (1) – Semifinali Maschili Doppio (1) DOM 15     11.00     Finale Maschile e Femminile – Finale Maschile e Femminile Doppio Grand Stand Arena DATA    ORARIO    Turno (numero di incontri)* DOM 8     11.00     1° Turno Maschile (4) LUN 9     11.00     1° Turno Maschile (2) e Femminile (3) MAR 10     11.00     1°-2° Turno Maschile (2) e Femminile (3) MER 11     11.00     2° Turno Maschile (2) e Femminile (3) GIO 12     11.00     3° Turno Maschile (2) e Femminile (3) VEN 13     11.00     Quarti di Finale Maschili (1) – Quarti di Finale Femminili (2) Ground DATA    ORARIO    Turno MER 4     10.00     Prequalificazioni GIO 5     10.00     Prequalificazioni VEN 6     10.00     Training Session SAB 7     10.00     Qualificaziioni Maschili e Femminili DOM 8     10.00     Qualificaziioni Maschili e Femminili LUN 9     10.00     1° Turno Maschile e Femminile – 1° Turno Maschile e Femminile Doppio MAR 10     10.00     11° Turno Maschile e Femminile – 1°-2° Turno Maschile e Femminile Doppio MER 11     10.00     2° Turno Maschile e Femminile – 2° Turno Maschile e Femminile Doppio GIO 12     10.00     3° Turno Maschile e Femminile – 2° Turno Femminile Doppio – Quarti di Finale Maschili Doppio VEN 13     10.00     Quarti di Finale Maschili Doppio – Quarti di Finale Femminili Doppio SAB 14     10.00     Semifinali Maschili Doppio – Semifinali Femminili Doppio   I giocatori iscritti al torneo sono: A R. ALBOT (MDA) D. Allertova (CZE) K. Anderson (RSA) P. Andujar (ESP) F. ARGUELLO (ARG) L. Arruabarrena (ESP) V. Azarenka (BLR) B T. Babos (HUN) T. Bacsinszky (SUI) M. Baghdatis (CYP) F. Bagnis (ARG)         G. Barbieri (ITA) M. Barthel (GER) M. BASIC (BIH) N. Basilashvili (GEO) R. Bautista Agut (ESP) A. Beck (GER) B. Becker (GER) I. Begu (ROU) T. Bellucci (BRA) R. Bemelmans (BEL) B. Bencic (SUI) J. Benneteau (FRA) R. Berankis (LTU) T. Berdych (CZE) C. Berlocq (ARG) M. BERRER (GER) Y. Bhambri (IND) C. Black (ZIM) A. Bogdan (ROU)         S. BOLELLI (ITA) K. Bondarenko (UKR) E. Bouchard (CAN) D. BRANDS (GER) M. Brengle (USA) N. Broady (GBR) D. Brown (GER) M. BRYAN (USA) C. Buyukakcay (TUR) C R. Carballes Baena (ESP) P. Carreno Busta (ESP)         S. Caruso (ITA)         M. CECCHINATO (ITA) I. Cervantes (ESP) H. Chan (TWN) Y. Chan (TWN) J. Chardy (FRA) L. Chirico (USA) M. Chiudinelli (SUI) H. Chung (KOR) D. Cibulkova (SVK) M. Cilic (CRO) K. COPPEJANS (BEL) B. Coric (CRO) A. Cornet (FRA) S. Crawford (USA) P. Cuevas (URU) D G. Dabrowski (CAN) T. Daniel L. Davis (USA) K. DE SCHEPPER (FRA) J. Del Potro (ARG) F. Delbonis (ARG) C. Dellacqua (AUS) G. Dimitrov (BUL) N. Djokovic (SRB) I. Dodig (CRO) O. Dodin (FRA) M. Doi (JPN) A. Dolgopolov (UKR) T. Dominic (AUT) M. DONATI (ITA) E. Donskoy (RUS) A. Dulgheru (ROU) M. Duque-Mari Mariño (COL) V. Dushevina (RUS) R. Dutra Silva (BRA) D. Dzumhur (BIH) D T. de Bakker (NED) E M. Ebden (AUS) K. Edmund (GBR) G. ELIAS (POR) M. Erakovic (NZL)         S. Errani (ITA) V. Estrella Burgos (DOM) D. EVANS (GBR) F         T. Fabbiano (ITA) I. Falconi (USA) A. Falla (COL) R. Federer (SUI) D. Ferrer (ESP) K. Flipkens (BEL)         F. Fognini (ITA) B. FRATANGELO (USA) T. Fritz (USA) G T. Gabashvili (RUS) C. Garcia (FRA) G. Garcia Perez (ESP) G. GARCIA-LOPEZ (ESP) M. Gasparyan (RUS) R. Gasquet (FRA) D. Gavrilova (RUS) M. Georges (FRA) D. Gimeno-Traver (ESP)         C. Giorgi (ITA) S. Giraldo (COL) J. Goerges (GER) D. Goffin (BEL) A. Gonzalez (COL) M. GONZALEZ (ARG) O. Govortsova (BLR) M. Granollers (ESP) A. Groenefeld (GER) S. Groth (AUS) E. Gulbis (LAT) H T. Haas (GER) R. Haase (NED) A. Haider-Maurer (AUT) S. Halep (ROU) D. Hantuchova (SVK) P. Herbert (FRA) P. Hercog (SLO) N. Hibino (JPN) M. Hingis (SUI) A. Hlavackova (CZE) L. Hradecka (CZE) S. Hsieh (CHN) L. Huber (USA) I M. Ilhan (TUR) D. INGLOT (GBR) M. Irigoyen (ARG) J. Isner (USA) D. Istomin (UZB) T. Ito (JPN) A. Ivanovic (SRB) J J. Jankovic (SRB) J. Janowicz (POL) K. Jans-Ignacik (POL) S. Johnson (USA) B. Jovanocski (SRB) B. Jovanovski (SRB) D. Jurak (CRO) K O. Kalashnikova (RUS) I. Karlovic (CRO) D. Kasatkina (RUS) B. Kavcic (SLO) A. Kerber (GER) M. Keys (USA) K. KHACHANOV (RUS) V. King (USA) A. Klepac (SLO) M. Klizan (SVK)         K. Knapp (ITA) P. Kohlschreiber (GER) T. Kokkinakis (AUS) A. Konjuh (CRO) J. Konta (GBR) R. Kops-Jones (USA) D. Kovinic (MNE) A. Krajicek (USA) F. Krajinovic (SRB) K. KRAVCHUK (RUS) B. Krejcikova (CZE) D. Kudla (USA) A. Kudryavtseva (RUS) M. KUKUSHKIN (KAZ) E. Kulichkova (RUS) A. Kuznetsov (RUS) S. Kuznetsova (RUS) P. Kvitova (CZE) N. Kyrgios (AUS) L L. Lacko (SVK) D. Lajovic (SRB) J. Larsson (SWE) V. Lepchenko (USA) R. LINDSTEDT (SWE) M. Linette (POL) S. Lisicki (GER) F. Lopez (ESP)         P. Lorenzi (ITA) Testimonial EMD112 per la Cardioprotezione M. Lucic-Baroni (CRO) T. Lukas (CRO) M         G. MAGER (ITA) N. Mahut (FRA) E. Makarova (RUS) J. Malek (TUN) A. Mannarino (FRA) I. Marchenko (UKR)         R. MARCORA (ITA) T. Maria (GER) D. MARRERO (ESP) A. MARTIN (SVK) P. Mathieu (FRA) B. Mattek-Sands (USA) L. Mayer (ARG) C. McHale (USA) A. Medina Garrigues (ESP) J. Melzer (AUT) G. Melzer (AUT) J. Millman (AUS) M. Minella (LUX) M. MIRNYI (BLR) S. Mirza (IND) K. Mladenovic (FRA) J. Monaco (ARG) G. Monfils (FRA) A. MONTANES (ESP) M. Moulton-Levy (USA) G. Muguruza (ESP) G. Muller (LUX) D. Munoz de la Nava (ESP) A. Murray (GBR) S. MYNENI (IND) N R. Nadal (ESP) K. Nara (JPN) M. Niculescu (ROU) K. Nishikori (JPN) Y. NISHIOKA (JPN) O N. Osaka (JPN) J. Ostapenko (LAT) R. Ozaki (JPN) P B. Paire (FRA) P. Parmentier (FRA) A. Parra Santonja (ESP) T. Paszek (AUT) A. PAVLASEK (CZE) A. Pavlyuchenkova (RUS) G. Pella (ARG) T. Pereira (BRA) K. Peschke (CZE) A. Petkovic (GER) T. Pironkova (BUL) K. Pliskova (CZE) V. Pospisil (CAN) L. Pouille (FRA) L. Pous Tio (ESP) M. Puig (PUR) Y. Putintseva (KAZ) Q S. Querrey (USA) R R. Ram (USA) A. Ramos-Vinolas (ESP) M. Raonic (CAN) L. Raymond (USA) V. Razzano (FRA) A. Riske (USA) S. ROBERT (FRA) T. Robredo (ESP) A. Rodionova (AUS) E. ROGER-VASSELIN (FRA) L. Rosol (CZE) A. Rosolska (POL) S L. Safarova (CZE) M. Sakkari (GRE) O. Savchuk (UKR) A. Schaefer (GER)         F. Schiavone (ITA) A. Schmiedlova (SVK) D. Sela (ISR)         A. Seppi (ITA) A. Sevastova (LAT) Y. Shvedova (KAZ) G. Simon (FRA) K. Siniakova (CZE) T. Smitkova (CZE) T. Smyczek (USA) J. Sock (USA) G. Soeda (JPN) S. Soler-Espinosa (ESP) J. Sousa (POR) A. Spears (USA) K. Srebotnik (SLO) S. Stakhovsky (UKR) S. Stakhovsky (UKR) S. Stephens (USA) S. Stosur (AUS) J. Struff (GER) B. Strycova (CZE) C. Suarez Navarro (ESP) Y. Sugita (JPN) E. Svitolina (UKR) T M. Tatjana (GER) J. THOMPSON (AUS) P. Tig (ROU) B. Tomic (AUS) M. Torró Flor (ESP) V. Troicki (SRB) J. Tsonga (FRA) L. Tsurenko (UKR) D. Tursunov (RUS) U V. Uhlirova (CZE) V C. Vandeweghe (USA)         L. Vanni (ITA) D. Vekic (CRO) F. Verdasco (ESP) J. Vesely (CZE) S. Vickery (USA)         R. Vinci (ITA) S. Voegele (SUI) R. Voracova (CZE) W H. Watson (GBR) S. Wawrinka (SUI) Y. Wickmayer (BEL) S. Williams (USA) V. Williams (USA) C. Witthoeft (GER) C. Wozniacki (DEN) Y L. Yen-Hsun (TWN) E. YMER (SUI) D. Young (USA) M. Youzhny (RUS) Z H. Zeballos (ARG) S. Zhang (CHN) S. Zheng (CHN) A. Zverev (GER) #### EMD112 sponsor del GAS Racing Team nel CIV 600 In occasione dell’avvio di stagione con il weekend di gara di Misano Adriatico, EMD112 rafforza la sua presenza nel CIV600, supportando il GAS Racing Team per la stagione 2019. Il GAS Racing Team proviene da una stagione eccezionale, quella del 2018, nella quale ha fatto il pieno di successi, vincendo il titolo italiano piloti con Massimo Roccoli, la classifica Rookie dell’anno con Mattia Casadei e giri veloci con Lorenzo Gabellini, oltre a bissare il successo del 2017 come miglior Team. Inoltre lo scorso anno il Team ha ben figurato anche come Wild Card nel WorldSSP 600 nelle tappe di Imola e Misano, con la conquista dei primi punti iridati di Lorenzo Gabellini. La compagine riminese è uno dei Team di riferimento del Campionato Italiano Velocità, supportato da Yamaha Motor Europe filiale Italia, partecipa al ELF CIV 2019 classe SuperSport 600, con il chiaro obbiettivo di lottare per le posizioni di alta classifica. Gli alfieri del GAS Racing Team per la nuova stagione saranno: il vicecampione italiano di categoria Marco Bussolotti, già pilota del Team nella stagione 2017, il Rookie 2018, Mattia Casadei, pilota in “prestito” dal SIC 58 Squadra Corse, il quale quest’anno correrà anche nel neo-campionato di MotoE, ed infine il pilota sammarinese Luca Bernardi, già vincitore del titolo italiano SuperSport 300 nel 2017 ed ora pronto al salto di categoria. Lo scorso 3 marzo, presso la darsena di Rimini, alla presenza dei numerosi sostenitori e autorità, si è svolta la presentazione ufficiale del Team e dei piloti per la stagione 2019. In tale occasione si è sancita la partnership 2019: Paolo Meluzzi Team Manager  “Siamo molto fieri di questa collaborazione con EMD112, azienda leader nella cardioprotezione e da sempre impegnata nella sensibilizzazione degli utenti sulle tematiche inerenti alla salute e alla sicurezza. Crediamo che nella medicina d’urgenza così come nel motociclismo la velocità sia un fattore determinante, da un lato per la vittoria dall’altro per salvare una vita.” Ha puoi aggiunto Simone Madiai, CEO EMD112 “EMD112 da anni è presente come sponsor all’interno dei campionati MotoGP, World SBK FIM, FIM EWC e CIV. Un mondo quello delle moto, attento all’innovazione, tecnologia e sicurezza, con un pubblico molto variegato, al quale ci rivolgiamo con numerose iniziative, spesso benefiche, per promuovere la cultura del defibrillatore e della cardioprotezione”. #### EMD112 sponsor nel mondiale MotoGP con Pull&Bear Aspar Team, Alvaro Bautista e Lorenzo Dalla Porta EMD112 amplia le proprie sponsorizzazioni in ambito motociclistico. Dopo la sponsorizzazione del pilota Luca Marconi all’interno del Campionato Mondiale Superbike nella classe Europeo Superstock 1000 e nel Campionato Mondiale Endurance EWC, e del pilota Andrea Bolognesi all’interno del CIV nella classe Supersport 600, da quest’anno EMD112 sarà presente anche nella massima vetrina motociclistica a livello mondiale, la MotoGP. EMD112 sarà sponsor in MotoGP con il Team Pull&Bear Aspar e, Alvaro Bautista, Lorenzo Dalla Porta in Moto 3, durante il Gran Premio di San Marino a Misano, in programma l’8-9-10 settembre 2017, presso il circuito intitolato a Marco Simoncelli “Misano World Circuit Marco Simoncelli”. Hospitality e Box saranno cardioprotetti con defibrillatori samaritan, inoltre sono previste iniziative informative e di sensibilizzazione sui defibrillatori e la loro funzione e capacità salvavita. Perché il mondo delle moto? Il motomondiale è un ambiente che si presta molto bene per varimotivi: Innovazione: l’innovazione è un punto fondamentale dello sviluppo in questo settore. Parliamo di innovazione di prodotto e innovazione di processo. Un prodotto innovativo come il defibrillatore samaritan può essere meglio compreso, apprezzato e valorizzato da colore che lavorano quotidianamente alla ricerca di soluzioni innovative Qualità: la qualità dei componenti, del loro assemblaggio e funzionamento, sono estremamente importanti in questo settore. I defibrillatori samaritan sono i DAE qualitativamente con più garanzie (unici al mondo con 10 anni di garanzia, assicurazione con risarcimento per 10 milioni di Sterline – (circa 14 milioni di Euro) in caso di malfunzionamenti, il più resistente al mondo (con indice di protezione IP56). Sicurezza: ogni anno vengo effettuati step in più sulla sicurezza per i piloti e per il pubblico che accorre numeroso agli eventi. Per quanto riguarda i piloti negli ultimi anni hanno visto l’ingresso di tute con sistemi Airbag, caschi sempre più efficaci, barriere a bordo pista, leve di protezione del freno anteriore, etc.. Per quanto riguarda il pubblico, presso i circuiti troviamo personale sempre più formato, miglioramenti continui su flussi e deflussi di pubblico verso e da i circuiti, personale medico e volontari per il primo soccorso, etc.. In un ambiente già molto orientato alla sicurezza, uno strumento salvavita come il defibrillatore semiautomatico, in grado di salvare oltre il 70% dei soggetti intervenendo entro i primi 5 minuti dall’evento, trova terreno fertile; in particolare se teniamo in considerazione che in Italia si registrano 164 arresti cardiaci al giorno, mentre in Europa 1.095 al giorno. Target: la prevalenza degli spettatori è “giovane ”, ma allo stesso tempo si registrano presenze di ogni età. Un ambiente ideale per sensibilizzare varie generazione, con particolare attenzione ai giovani, sul tema della cardioprotezione EMD112 porterà con se in questi 3 giorni di MotoGP 15  distributori dei defibrillatori samaritan, come riconoscimento del  lavoro svolto. Se sei interessato a divenire distributore dei defibrillatori HeartSine samaritan PAD e degli articoli medicali per emergenza, urgenza e soccorso, contattaci tramite la pagina dedicata. Seguici per restare aggiornato sulle iniziative della gara di Misano! #### EMD112 supporterà Cicloturismo.com con il progetto Patagonia Coast To Coast per la raccolta fondi a favore dei bambini malati del Dynamo Camp EMD112 è lieta di annunciare che supporterà l’iniziativa ideata e promossa da Paolo Pagni, titolare della community Cicloturismo.com, che prevede la raccolta fondi destinata a Dynamo Camp. La raccolta fondi verrà sostenuta attraverso un viaggio in bicicletta di oltre 7.500 km attraverso la Patagonia della durata di 100 giorni. L’obiettivo è generare un richiamo mediatico ampio che porti a diffondere l’iniziativa e fare conoscere Dynamo Camp ed il grande valore delle loro attività, favorendone le donazioni. Cicloturismo.com è la più grande community italiana di cicloturismo, ed ha visto anche in passato iniziative benefiche di raccolta fondi. Lo scorso anno infatti, Pagni ha organizzato una raccolta fondi per l’ospedale pediatrico Mayer di Firenze, per sostenerne la ricerca e le cure, attraverso un viaggi in biciletta di 1.200Km lungo il Cammino di Santiago di Compostela (Spagna). Patagonia Coast To Coast  è un’avventura della durata di 100 giorni, un viaggio in bicicletta attraverso Brasile, Paraguay, Argentina e Cile. Ad affrontarlo 2 cicloturisti esperti ed accomunati dalla passione da una comune e con alle spalle molti viaggi in bicicletta in solitaria: Paolo Pagni, (7 volte pellegrino di Santiago in MTB) e Enrico Roberto Carrara (Via Francigena, Cammino di Santiago, Terra Santa, Capo Nord). Durante tutto il viaggio verrà tenuto un “Diario Digitale”, Paolo ed Enrico racconteranno le loro giornate, fatiche ed avventure sui canali social di Cicloturismo, parlando della fondazione Dynamo Camp, delle loro attività e delle modalità per effettuare donazioni all’iniziativa. Dynamo Camp è un “villaggio” situato nelle colline Pistoiesi destinato alla Terapia Ricreativa, appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Dynamo Camp è stato inaugurato nell’estate 2007 ed è l’unica struttura italiana di Terapia Ricreativa pensata per ospitare bambini e ragazzi le cui vite sono compromesse dalla malattia, per attività ludiche e sportive e un’esperienza di svago, divertimento, relazione e socialità in un ambiente naturale e protetto. Dynamo Camp è infatti un camp concepito per bambini affetti da patologie gravi e croniche principalmente oncoematologiche, neurologiche e diabete. Le attività svolte al Camp sono molte: passeggiate a cavallo, tiro con l’arco, arrampicata, attività ricreativa in acqua, pet therapy, giochi in casetta, laboratori creativi, uno studio per fare musica e programmi radiofonici, laboratori di fotografia e video, teatro, scuola di circo ..e molto altro ancora. Dynamo Camp Onlus, dal 2010, porta i programmi di Terapia Ricreativa anche fuori dal Camp con il progetto Dynamo Outreach: raggiunge bambini in ospedale, ospiti in case famiglia e bambini nella post ospedalizzazione o provenienti da strutture non ospedaliere. Nel 2014 è nato il progetto Dynamo Off Camp: un truck che porta i progetti speciali Radio Dynamo, Dynamo Studios, Dynamo Musical e laboratori creativi in tour. Dal 2010 ad oggi, grazie alle attività di Outreach, sono stati raggiunti oltre 7.000 bambini. EMD112 donerà tramite Cicloturismo.com la donazione di un defibrillatore semiautomatico HeartSine samaritan PAD 350P, a Dynamo Camp Onlus, per un impiego all’interno della struttura, oltre a sostenere economicamente l’iniziativa benefica. Il defibrillatore verrà portato in bici da Paolo e Enrico da Pescia fino a Campo Tizzoro (Pistoia) e consegnato ai referenti Sara Rizzi, Responsabile Raccolta Fondi e Alessio Tasselli, Responsabile attività outdoor e Oasi. Alla cerimonia, che si svolgerà sabato 19 Marzo 2016 alle ore 12.00, sarà presente anche Simone Madiai, CEO di EMD112, che commenta “Per noi è un piacere dare il nostro contributo ad un’iniziativa benefica, fa parte della nostra mission e dei nostri valori. Quando si tratta di aiutare dei aiutare dei bambini si ha una spinta ancora maggiore, ed è nostra volontà fare bene e portare un aiuto concreto.” L’avventura “Patagonia Coast To Coast” partirà a metà ottobre 2016, anche se la preparazione è già iniziata! A breve verranno resi noti i dettagli e le modalità per effettuare le donazioni. Il progetto è aperto a ulteriori contributi, sponsorizzazioni e nuovi partner. Per contattare l’organizzazione e seguire da vicino il progetto vi invitiamo a seguire i canali ufficiali di Cicloturismo.com ed il sito ufficiale http://www.patagoniacoasttocoast.com . #### EMD112, Official Medical Partner della 38^ WIZZ AIR VENICEMARATHON EMD112 è lieta di annunciare la sua partecipazione alla 38^ WIZZ AIR VENICEMARATHON come “Official Medical Partner”, fornendo gratuitamente 26 defibrillatori di ultima generazione samaritan® PAD 350P per garantire la cardioprotezione di atleti e spettatori. I dispositivi saranno gestiti dalla Croce Verde, con 14 defibrillatori utilizzati dalle squadre a piedi, posizionate in punti chiave del percorso come Mestre, il Parco di San Giuliano e Piazza San Marco. Altri 12 DAE saranno collocati su ambulanze e postazioni fisse, strategicamente distribuite al 30° chilometro e all’arrivo della gara. Per agevolare il trasporto, EMD112 ha fornito zainetti appositamente progettati per ridurre l’ingombro e massimizzare visibilità e accessibilità, assicurando interventi tempestivi in caso di emergenza. Fondata nel 2011, EMD112 è specializzata nella vendita di prodotti per la medicina d’urgenza, con un focus particolare sulla cardioprotezione. Con l’obiettivo di salvare il maggior numero di vite possibile, l’azienda offre soluzioni tecnologicamente avanzate per il primo soccorso. A novembre 2024, EMD112 diventerà ufficialmente una Società Benefit, a testimonianza del suo crescente impegno sociale. Ogni anno, l’azienda dona oltre 20 defibrillatori a organizzazioni e associazioni che ne hanno bisogno. “Siamo estremamente orgogliosi di contribuire alla sicurezza di un evento così prestigioso e affascinante come la Venicemarathon – dichiara Simone Madiai, CEO di EMD112 – Questa collaborazione evidenzia il nostro impegno nella cardioprotezione e nella prevenzione, oltre a rappresentare un passo importante verso la nostra trasformazione in Società Benefit, in linea con i valori sociali in cui crediamo fermamente.” A conferma dell’impegno di Stryker® nella promozione della cardioprotezione, l’azienda è l’unica al mondo a donare un defibrillatore per ogni vita salvata dai suoi dispositivi. Grazie al programma Forward Hearts, i sopravvissuti a un arresto cardiaco possono donare un DAE a un’organizzazione di loro scelta, contribuendo così a salvare altre vite. Questo impegno globale si allinea alla mission di EMD112, che partecipa a eventi di grande impatto come la Venicemarathon per sensibilizzare e proteggere il pubblico. La 38^ WIZZ AIR VENICEMARATHON si terrà domenica 27 ottobre, vedrà il passaggio per la suggestiva Riviera del Brenta, per poi raggiungere il cuore di Venezia. Con l’attraversamento del Canal Grande su un ponte galleggiante e l’arrivo in Riva Sette Martiri, questo evento promette di attrarre migliaia di appassionati da tutto il mondo, regalando emozioni uniche. #### EMD112: collaborazione con Divisione Calcio a cinque EMD112, divisione medicale di Echoes Srl, e Divisione Calcio a cinque hanno siglato un accordo di collaborazione per la fornitura di defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE. Dal 1° luglio 2017, infatti, è entrato in vigore il Decreto Balduzzi, la normativa che obbliga tutte le società e le associazioni sportive dilettantistiche a dotarsi di defibrillatori e di personale formato al loro utilizzo. Anche i club partecipanti ai campionati organizzati dalla Divisione Calcio a cinque, dunque, devono attenersi a tale normativa. “Oltre che un obbligo imposto dalla legge, la dotazione di un defibrillatore semiautomatico esterno all’interno della propria struttura sportiva risponde a un senso di forte responsabilità da parte delle società – ha dichiarato presidente della Divisione Calcio a cinque, Andrea Montemurro –. In caso di arresto cardiaco, infatti, avere un DAE a portata di mano fa aumentare sensibilmente le possibilità di sopravvivenza. Tengo tantissimo al tema della sicurezza negli impianti sportivi: la prevenzione della salute è un aspetto fondamentale di ogni disciplina, compreso il calcio a cinque. Sono orgoglioso di annunciare questa partnership con EMD112, che entra a far parte della famiglia del futsal italiano”. Anche Simone Madiai, CEO EMD112, è entusiasta della partnership: “Siamo molto orgogliosi della collaborazione con la Divisione Calcio a cinque. I nostri defibrillatori, i samaritan® PAD della HeartSine®, sono già presenti presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano e all’interno del Museo del calcio. Oggi, grazie a questo accordo, abbiamo l’opportunità di rafforzare ulteriormente il nostro legame nel settore calcio, che è lo sport nazionale”. EMD112, per l’appunto, è il main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine®, azienda americana, leader mondiale nella produzione di defibrillatori per utilizzo extra-ospedaliero, che nel 1966 realizzò il primo defibrillatore portatile al mondo. Da allora, la mission aziendale è sempre stata quella di progettare i migliori defibrillatori possibili per rispondere alle esigenze specifiche del pubblico e del mercato non sanitario. Per questo motivo, i samaritan® PAD 350P e 500P, dal semplice utilizzo e con comandi vocali e illustrazioni visive, sono gli unici defibrillatori al mondo con indice di protezione IP56 da polvere e acqua e con garanzia di ben 10 anni, sinonimo, appunto, di grande qualità. Caratteristica, quest’ultima, che non si può assolutamente sottovalutare quando si tratta dell’acquisto di dispositivi salvavita. #### Emd112® dona 30 Tourniquet per l’emergenza medica destinate all’Ucraina In collaborazione con l’azienda olandese Rotaid™ AED Cabinets, Emd112® ha donato 30 tourniquet, che sono state inviate ad un primo punto di raccolta in Polonia, in attesa di raggiungere l’Ucraina, che ha grande necessità di dispositivi di emergenza medica. L’iniziativa è stata avviata dal partner Rotaid, azienda che produce teche da interno e esterno per il posizionamento di defibrillatori, per la quale Emd112® è main distributor per l’Italia. Rotaid e alcuni partner, hanno offerto ciascuno un contributo con la fornitura di materiale medicale, prezioso nello scenario di emergenza nella quale si trova il paese. La Tourniquet è un particolare laccio emostatico, impiegato per comprimere il flusso sanguigno. Viene utilizzato in situazioni di emergenza e pronto soccorso estremamente urgenti, per il trattamento di emorragie esterne. La differenza tra un laccio emostatico tradizionale e la Tourniquet, è data dalla possibilità di quest’ultima di effettuare una pressione più efficacie e mirata sull’arto coinvolto, grazie al sistema di chiusura con meccanismo di rotazione, costringono l’arto con una pressione mirata. Il laccio emostatico a Tourniquet applica quindi pressione incrementale circonferenziale a ogni rotazione. #### Emd112® ha donato 5 defibrillatori samaritan alla Onlus Un cuore per Tutti….Tutti per un Cuore Emd112® ha preso parte con entusiasmo all’iniziativa benefica organizzata da “Un cuore per Tutti….Tutti per un Cuore” Onlus, presieduta dal Prof. Ivo Pulcini. L’evento si è tenuto sabato 14 gennaio 2023 a Roma, presso il TH Roma – Carpegna Palace. L’iniziativa è finalizzata alla raccolta fondi destinata a favore dei bambini più bisognosi in Argentina e in Tibet, e per salvare la vita ai bambini cardiopatici. Nell’occasione abbiamo incontrato anche il Dr. Marco Squicciarini, che supporta l’associazione per tutti gli aspetti legati alla cardioprotezione Ospiti d’onore della serata, il pluricampione del mondo di motociclismo Giacomo Agostini e Gianni Petrucci, Presidente della F.I.P e il Marò Massimiliano La Torre. Durante la Cena si sono esibiti numerosi artisti noti e personaggi pubblici: Chiara Taigi, Giuseppe Gambi, Sergio Cammariere, Emanuela Aureli, Operapop, Adriano Pappalardo, Manuela Villa, Anna Lisa Minetti, Olen Cesari, Enrico Giaretta, Antonio Giuliani, Miss Italia, Lavinia Abate, accompagnata dal patron Patrizia Mirigliani, Antonio Mezzancella, Francesca Manzini, il Mago del Papa Heldin, Elena Presti, Paola Zanoni, Ulisse Borgia, Angelo Iannelli, Ines Boom Boom, Denny Mendez,Osvaldo Bevilacqua, il Dr. Antonio Magi, il Dr. Brunello Pollifrone, presidente degli Odontoiatri di Roma, il Dottor Marco Squicciarini, la S.S. Lazio con il Presidente Senatore Claudio Lotito e infine il falconiere Juan Bernabè. Dopo la cena si è tenuta “La riffa della Solidarietà”, dove sono stati battuti all’asta, alcuni cimeli che gli amici della Onlus hanno donato e doneranno all’Associazione per raccogliere più fondi. Emd112® ha partecipato all’iniziativa benefica, con la presenza del CEO Simone Madiai, contribuendo con una donazione di 5 defibrillatori semiautomatici HeartSine® smaritan PAD 350P. #### Emd112® passa a energia elettrica proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili Emd112® nel tempo ha sempre rafforzato il suo impegno per la riduzione dell’impatto ambientale, con semplici ma efficaci azioni, come ad esempio la riduzione e eliminazione di sprechi e il utilizzo di materiale riciclato quando possibile. Altrettanto importante e grande vantaggio, sono i collaboratori virtuosi e molto sensibili in ambito green, che supportano e sono egli stessi promotori di iniziative collegate. Tuttavia è sempre possibile fare qualche passo in avanti, rafforzando il proprio contributo e divenendo più efficaci. Per questo motivo Emd112® ha scelto di passare a Repower Verde Dentro. Grazie a questa soluzione, l’azienda riceve energia elettrica generata esclusivamente da fonti rinnovabili al 100%, come energia eolica, idroelettrica e solare. La garanzia è data da TÜV SÜD, marchio accreditato e riconosciuto a livello internazionale. «La sostenibilità ambientale è un tema che tocca tutti in prima persona, – commenta Simone Madiai, CEO Emd112®, che prosegue – le aziende hanno un grande impatto sull’ambiente ed hanno una grande responsabilità. Oggi non possiamo fare a meno di evitare gli sprechi e trovare soluzioni alternativa a minor impatto ambientale. Inoltre, il luogo di lavoro, può essere utilizzato per promuovere la cultura green tra i propri collaboratori, anche grazie allo spirito di collaborazione e scambio che si crea all’interno di un team». “Consumare meno ed evitare gli sprechi è verde, ma utilizzare energia da fonti rinnovabili è verde dentro”. #### Emd112® sarà presente al Congresso Nazionale IRC 2022 di Roma il 14 e 15 ottobre 2022 Emd112® sarà presente al Congresso Nazionale IRC 2022 che si svolgerà a Roma venerdì 14 e sabato 15 ottobre 2022 Verranno presentate le nuove evidenze e gli ultimi aggiornamenti dei percorsi formativi sul trauma, una ricca sessione pediatrica, con la presentazione dei nuovi moduli formativi aggiornati alle ultime Linee Guida. Tra gli argomenti che verranno affrontati legati alla cardioprotezione, segnaliamo: A che punto siamo in merito alla LEGGE 4 agosto 2021, n. 116. (Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici); 10 anni di settimana VIVA!, la Settimana per la rianimazione cardiopolmonare, una campagna di sensibilizzazione che ha lo scopo di diffondere in Italia la conoscenza delle manovre di Rianimazione Cardiopolmonare (RCP). È nata nel 2013 grazie ad Italian Resuscitation Council (IRC) che ha raccolto l’invito dell’Unione Europea e di European Resuscitation Council (ERC); Rianimazione Cardio-Polmonare; Formazione BLSD.   Emd112® sarà presente con un proprio stand, con la nuova linea di articoli per l’addestramento RCP/BLSD Prestan. Gli articoli Prestan vanno ad arricchire sia il catalogo di manichini RCP/BLSD, aggiungendosi ai manichini Laerdale e Practi-MAN, sia alla linea di DAE Trainer Physio-Control® (LIFEPAK® CR2 e LIFEPAK1000) e HeartSine® (samaritan® PAD). Manichini RCP/BLSD: Prestan Ultralite con Feedback RCP; Prestan professional adulto con Feedback RCP; Prestan professional lattante con Feedback RCP; Prestan Professional con Feedback Monitor/Clicker; Prestan series 2000 con feedback avanzato; Prestan Ultralite con Feedback Monitor. Defibrillatori didattici da addestramento: Prestan AED Trainer PLUS adulti e pediatrico; Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico; Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico – Kit da 4.   Info utili: Programma: https://congresso.ircouncil.it/programma-2022/ Come raggiungere il congresso: https://congresso.ircouncil.it/informazioni-generali-roma/   Vieni a trovarci, ti aspettiamo domani e dopodomani al Congresso Nazionale IRC, presso l’Auditorium della Tecnica di Roma, in viale Umberto Tupini 65! #### Emd112® sponsor tecnico di Agility Dog e BLSD, con Marco Squicciarini e Massimo Perla In linea con l’aggiornamento normativo che richiede la presenza di defibrillatori in tutti gli eventi sportivi, Emd112 ha donato un moderno defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P al centro cinofilo Indiana Kayowa  di Massimo Perla, con sede a Roma. Il DAE permetterà di proteggere al meglio atleti e spettatori. Questo gesto testimonia l’impegno di Emd112 nel garantire la sicurezza e la cardioprotezione negli impianti sportivi, un aspetto cruciale anche nel settore dell’Agility Dog. Massimo Perla, selezionatore della Nazionale Italiana di Agility Dog, ha riconosciuto l’importanza della cardioprotezione nel mondo dello sport cinofilo e ha deciso di certificare 50 istruttori della Nazionale con la formazione BLSD, dotando inoltre il centro cinofilo di un defibrillatore. Massimo Perla è noto per preparare cani per produzioni cinematografiche e televisive come “Il Commissario Rex” e per campagne pubblicitarie come Infostrada, Wind e Tim. Ha lavorato su almeno 700 produzioni tra film, fiction e spot, e ha ricevuto il Palm Dog Award per il suo lavoro in “Dogman” di Matteo Garrone. Perla è un’autorità nel mondo cinofilo, frequentemente intervistato da Rai, Mediaset e Sky per il suo lavoro nel settore. È anche un collaboratore fisso nel programma “L’Arca di Noè” su TG5 e tiene rubriche su riviste come “Diva&Donna”, dove offre la sua esperienza sugli argomenti più attuali legati ai cani. Il dott. Marco Squicciarini, esperto di BLSD con oltre 23 anni di esperienza nella divulgazione di manovre salvavita, è stato determinante nella formazione degli istruttori. Medico con un ruolo di primo piano nel settore, è un riferimento nel campo della cardioprotezione e ha guidato la formazione con l’American Heart Association. Marco Squicciarini ha numerosi titolo e qualifiche, tra cui ad esempio: Medico Coordinatore attività di formazione BLSD del Ministero della Salute, Docente Primo Soccorso Aziendale-BLSD “Master Sanità, Pharma, Biomed 24ORE Business School”, Scientific Coordinator PBLS UENPS, Direttore Sanitario International Training Center AHASquicciarini Rescue s.r.l., e molto altro. Ha partecipato all’evento anche Simone Madiai, CEO di Emd112®, che ha illustrato ai presenti i defibrillatori samaritan® e i relativi DAE trainer utilizzati per la formazione. Simone Madiai, da oltre 20 anni, si occupa commercializzazione di articoli di emergenza medica e cardioprotezione, oltre a essere istruttore BLSD IRC Comunità e istruttore BLSD AHA – American Heart Association. Grazie all’impegno congiunto di Emd112, Marco Squicciarini e Massimo Perla, la disciplina dell’Agility Dog si dimostra attenta e all’avanguardia in termini di sicurezza e tutela della salute! Se anche tu sei interessato a organizza mass training formativi RCP/BLSD in ambito sportivo, aziendale, istituzionale, contattaci senza impegno per maggiori informazioni. #### Emd112®, evasione ordini per grandi quantitativi di defibrillatori in 24 ore Emd112® – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, dal 2011 commercializza per l’Italia i defibrillatori a marchio HeartSine® e in seguito i defibrillatori Physio-Control®, oggi entrambe appartenenti al gruppo multinazionale Stryker®, divenendone in pochi anni Main Importer per l’Italia. Emd112® è tra i principali distributori di defibrillatori per il mercato italiano. Mensilmente vengono evasi ordini per grandi quantitativi di defibrillatori, che si traducono numerose installazioni ogni mese. Le nostre competenze non si limitano alla sola commercializzazione, ma al supporto pre e post vendita, alla manutenzione (anche remota con servizi dedicati), alla formazione BLSD, a progetti strutturati di cardioprotezione, etc… Il nostro staff è composto da ingegneri biomedicali, istruttori BLSD senior e molte altre figure altamente specializzate. Questo garantisce non solo la massima qualità dei prodotti, ma anche servizi altamente specializzati. I defibrillatori prodotti dal gruppo Stryker® sono ai vertici per qualità, tecnologia e innovazione, garanzie e capacità salvavita. L’offerta dei prodotti comprende una gamma ampia di DAE: 4 modelli di defibrillatori e 17 configurazioni differenti: Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 360P Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 500P Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P Connected (WiFi) Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 360P Connected (WiFi) Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 500P Connected (WiFi) Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico WiFi ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico WiFi bilingue (2° lingua a scelta) Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico bilingue WiFi + 3G ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 semiautomatico bilingue WiFi + 3G bilingue (2° lingua a scelta) Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico Wi-Fi bilingue (2° lingua a scelta) Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi + 3G ITALIANO Defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 automatico WiFi + 3G bilingue (2° lingua a scelta) Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® CR Plus Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® 1000 Base Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® 1000 ECG La gamma di defibrillatori comprende infatti modelli automatici, semiautomatici, Wireless, Wireless + 3G, con capacità di proseguire con le compressioni toraciche durante l’RCP anche durante la fase di analisi del ritmo cardiaco, con feedback sull’efficacia delle compressioni, e molto altro ancora. Inoltre, è bene sapere che i defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK® CR2 (qualsiasi versione) hanno i connettori degli elettrodi pienamente compatibili con i monitor paziente (defibrillatori avanzati utilizzati dal personale sanitario e operatori dell’emergenza/urgenza 118), come il Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® 15 e il Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® 20e. Questa compatibilità consente ai soccorritori di collegare direttamente gli elettrodi staccandoli dal DAE del CR2 e applicandoli al loro monitor paziente, risparmiamo secondi preziosi, e non sprecando inutilmente gli elettrodi. Per ogni defibrillatore è disponibile la relativa versione trainer per attività formativa didattica. Anche in questo caso, l’ampia gamma di defibrillatori trainer, consente ai formatori di poter impiegare DAE con caratteristiche differenti, così da formare i propri corsisti nel rapido e corretto impiego di qualsiasi DAE si trovino di fronte. Può sembrare una cosa scontata, ma vi garantiamo che molti operatori certificati BLSD non sanno che esistono (e quali sono) defibrillatori che consento di effettuare le compressioni anche durante la fase di analisi del ritmo cardiaco o altre peculiarità di alcuni modelli. Se la vostra necessità è acquistare un quantitativo importante di defibrillatori, per progetti PAD (Public Access Defibrillation), per l’installazione in azienda, per l’impiego nella Pubblica Amministrazione (scuole, comuni, uffici, parchi, etc..), Emd112® è in grado di poter fare fronte a ordini di grandi quantitativi di defibrillatori in 24 ore (per inciso, molte centinaia di DAE). Puoi contattarci direttamente tramite tramite il sito a questo link, oppure puoi trovarci all’interno del portale MEPA come Echoes Srl o con la P. IVA 05432960481. #### Emilia-Romagna: altri 1.615 defibrillatori per arrivare a 10.000 dispositivi entro il 2024 In Emilia-Romagna, il progetto di diffusione dei defibrillatori automatici e semiautomatici esterni (DAE) sta procedendo con l’obiettivo di raggiungere quota 10.000 dispositivi entro la fine del 2024. Con già 8.385 unità operative nelle aree extra ospedaliere, l’iniziativa punta a coprire il territorio regionale in modo sempre più capillare, garantendo una risposta tempestiva in caso di arresto cardiaco. Questo significa 1.615 nuovi defibrillatori che saranno disponibili nella regione entro fine anno. Ogni minuto che passa dopo l’arresto cardiaco riduce le probabilità di sopravvivenza del 10-12%, mentre l’uso di un DAE entro i primi quattro minuti può salvare fino al 70% delle vite. Investimenti e obiettivi Per favorire la diffusione di questi dispositivi, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 1,5 milioni di euro, destinati all’acquisto di circa mille nuovi DAE che verranno collocati in luoghi strategici. Le aziende sanitarie regionali avranno il compito di identificare i punti di installazione, selezionando prevalentemente spazi accessibili al pubblico 24 ore su 24 e con un elevato afflusso di persone, come centri urbani, impianti sportivi, e strutture ricettive. Il progetto prevede anche un’attenzione particolare per le aree rurali o isolate, dove il tempo di accesso a strutture sanitarie è maggiore. I nuovi defibrillatori saranno distribuiti gratuitamente o in altre forme di concessione a enti, società sportive, e associazioni, con la priorità di creare una rete capillare che copra almeno due DAE per chilometro quadrato nelle aree urbane. Inoltre, alcune unità saranno assegnate ai mezzi mobili delle forze dell’ordine e dei servizi di soccorso, come Vigili del Fuoco e Soccorso Alpino, per garantire l’accesso rapido anche durante le operazioni in luoghi difficili. La rete Dae Responder e l’incremento dei First Responder Questi nuovi DAE saranno integrati nel sistema Dae Responder, una piattaforma tecnologica che supporta le Centrali 118 della regione. Attraverso la app Dae Responder, la centrale operativa può localizzare il defibrillatore più vicino al caso d’emergenza e allertare i volontari registrati al servizio. Attualmente, i “Dae First Responder” sono oltre 23.124, con un aumento del +20% rispetto allo scorso anno. Dal 31 dicembre 2023 al 18 settembre 2024, si registrano incrementi in province come Bologna, da 4.509 a 5.346 volontari (+18,56%) e Modena, da 3.252 a 3.998 volontari (+22,94%), segno di una crescente partecipazione della comunità. Questi cittadini vengono avvisati in caso di emergenza nelle loro vicinanze, permettendo di intervenire con velocità e competenza nelle prime fasi dell’arresto cardiaco, migliorando ulteriormente le probabilità di sopravvivenza. Uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista scientifica internazionale Resuscitation ha dimostrato l’efficacia della mappatura regionale dei defibrillatori e la capacità della app di ridurre i tempi di intervento. Nello specifico, lo studio ha esaminato 1.074 casi, evidenziando come nel 13,4% dei casi i soccorritori siano arrivati prima delle unità mediche d’emergenza, riuscendo a iniziare le manovre RCP in 67 occasioni.   Distribuzione attuale e impatto del programma Ad oggi, sono presenti 8.385 defibrillatori nelle aree extra ospedaliere dell’Emilia-Romagna, distribuiti in vari luoghi pubblici e privati: Imprese private: 2.244 Impianti sportivi: 1.742 Luoghi pubblici: 1.418 Scuole: 936 Questo rappresenta un incremento del +12% rispetto al 2023, quando il numero complessivo era di 7.464 dispositivi. La disponibilità capillare dei DAE rende Emilia-Romagna una delle regioni italiane più avanzate in termini di cardioprotezione diffusa. Fondi e distribuzione provinciale I finanziamenti sono distribuiti proporzionalmente in base alla popolazione residente. Le somme stanziate includono 98.000 euro per Piacenza, 152.000 per Parma, 182.000 per Reggio Emilia, 239.000 per Modena, 297.000 per Bologna, 45.000 per Imola, 120.000 per Ferrara e 382.000 per l’intera area della Romagna. Entro fine anno, saranno erogati ulteriori 753.000 euro in fondi statali, finalizzati all’acquisto di altri dispositivi, a ulteriore completamento della rete. Nelle prime settimane di settembre, i primi dispositivi aggiuntivi sono stati consegnati: 10 unità ciascuna sono arrivate a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e Modena, mentre Imola ha ricevuto 5 dispositivi. L’area della Romagna ha beneficiato di un’integrazione più significativa, con 20 nuovi DAE, distribuiti tra Ravenna (10 unità) e Forlì, Cesena e Rimini (5 unità ciascuna). Fonte: https://salute.regione.emilia-romagna.it/notizie/regione/2024/ottobre/arresto-cardiaco-la-regione-investe-1-5-milioni-di-euro-per-l2019acquisto-di-circa-mille-nuovi-defibrillatori-automatici-dae #### Epidemia di arresti cardiaci nel Regno Unito Già nel maggio 2020 avevamo segnalato che in Lombardia i casi di arresto cardio-circolatorio erano aumentati +58% di casi a causa del Coronavirus. La stima è che dall’avvento del Coronavirus, i casi di decessi per arresto cardiaco in Italia siano passati da una media di 60.000/anno, a oltre 100.000/anno. Un nuovo studio, inglese, conferma l’incidenza di aumento delle morti per arresto cardiaco in concomitanza con la pandemia da Coronavirus di circa il +30% in più rispetto alla media UK. Un rapporto settimanale delle dieci principali associazioni di ambulanze inglesi, mostra il numero di chiamate per arresti cardiaci o respiratori. I due sono raggruppati insieme in quanto non è sempre chiaro se un arresto cardiaco sia stato seguito da un arresto respiratorio. I dati mostrano 2 anomalie: Aumento rilevante delle chiamate per arresto cardio-circolatorio dalla Primavera del 2021 Aumento rilevante del numero di chiamate per arresto cardio-circolatorio oltre la media. Prima del 2021 il picco delle chiamate giornaliere per arresto cardio-circolatorio era di circa 400/giorno, per passare in tempi rapidi durante l’Inverno 2021 a 500/giorno. Il numero di chiamate per arresto cardio-circolatorio è stato del +30% rispetti ai livelli previsti con 27.800 chiamate extra. Ciò equivale a oltre 500 chiamate aggiuntive per arresto cardio-circolatorio ogni giorno. I dati statistici e azioni correttive efficaci, sono possibili esclusivamente con una corretta categorizzazione della chiamata al 112 e dell’effettiva situazione registrata. I punti fermi per invertire la tendenza per morti causate da arresto cardiaco sono sempre le stesse: Informazione: cultura della cardioprotezione, riconoscere l’arresto cardiaco, sapere come intervenire, non confonderlo con altre patologie Defibrillatore: presenza capillare dei defibrillatori sul territorio nazionale: trasporti, scuole, parchi, edifici pubblici, aziende, negozi, abitazioni Formazione Primo Soccorso: riconoscere tempestivamente un Arresto Cardiaco e intervenire prontamente con manovre BLSD e impiego precoce del DAE Fonti: https://www.hartgroup.org/an-epidemic-of-cardiac-arrests/ https://www.gov.uk/government/publications/national-ambulance-syndromic-surveillance-weekly-bulletins-2021 #### Ermanno Colombo, assessore allo sport di un comune in provincia di Milano, salvato da un defibrillatore samaritan E’ di pochi giorni fa la notizia pubblicata nel nostro blog e su numerosi altri media, del Sig. Ermanno Colombo, 57 anni, assessore allo sport del comune di Robecchetto con Induno (Milano), salvato da un defibrillatore samaritan. Il Sig. Colombo proprio nelle scorse settimane si era adoperato per fare installare i defibrillatori negli impianti sportivi del paese i defibrillatori samaritan. Non si sarebbe mai immaginato che uno di quei samaritan, consegnati solo 3 giorni prima, gli avrebbe salvato la vita. Siamo estremamente felici di pubblicare la foto del Sig. Ermanno Colombo, nel letto di ospedale per tutti gli accertamenti di rito, con in mano il defibrillatore che gl iha salvato la vita!! #### Estrazione premi Concorso Energia Salvavita, elenco vincitori In occasione del Salone Internazionale dell’Emergenza REAS di Montichiari svoltosi dal 5 al 7 ottobre 2018 , EMD112 ha lanciato il concorso “Energia Salvavita”! In palio 50 premi per un valore complessivo di 10.000 Euro: Defibrillatori, Defibrillatori didattici trainer, Manichini per formazione RCP/BLSD. Il concorso ha ricevuto un grande consenso ed ha visto la presenza di numerosi partecipanti. Di seguito riportiamo l’elenco dei vincitori estratti, secondo le modalità indicate nel concorso (https://www.energiasalvavita.it/regolamento/). Estrazione premi Concorso Energia Salvavita Nome Cognome Qualifica Città Codice lattina Premio 1 Simona Di raffaele Vigile del fuoco Roma 733681 Defibrillatore Physio-Control LIFEPAK® CR2 2 Giovanni Pezzetta Protezione Civile Novara 787129 Defibrillatore HeartSine samaritan® PAD 500P 3 Valentina Dalla valle Infermiere Padova 512519 Defibrillatore HeartSine samaritan® PAD 350P 4 Samuele Cucurnia Volontario ANPAS Massa-carrara 648894 Defibrillatore Trainer Physio-Control LIFEPAK® CR2 5 Anna maria juliana Cattoni Formatore (BLSD, Sicurezza, ..) Massa-carrara 755516 Defibrillatore Trainer, HeartSine samaritan® PAD 500P 6 Arianna Michi Infermiere Pistoia 986628 Defibrillatore Trainer HeartSine samaritan® PAD 350P 7 Fabio Ferrucci Protezione Civile Ravenna 728464 Kit addestramento didattico 4 manichini RCP/BLSD 8 Giuseppe Mondo Volontario ANPAS Asti 137928 Manichino addestramento RCP Advanced 9 Annamaria Sala Altro Monza e della brianza 345918 Manichino addestramento RCP Advanced 10 Mariaelena Valzelli Altro Brescia 171914 Manichino addestramento RCP Basic 11 Franco Gervasi Protezione Civile Massa-carrara 239635 Manichino addestramento RCP Basic 12 Cesaria Corlianò Medico Como 285125 Manichino addestramento RCP Basic 13 Mauro Costa Medico Novara 669166 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 14 Nicola Bruno Protezione Civile Milano 395729 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 15 Nataly Visieri Protezione Civile Cremona 886566 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 16 Chiara Cordero Altro Alessandria 665675 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 17 Samuele Giacchino Associazione Imperia 154473 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 18 Valentino Catino Associazione Salerno 215684 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 19 Amedeo Andreozzi Altro Napoli 637589 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 20 Elena Barraco Associazione Pavia 813579 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 21 Barbara Fontana Associazione Vicenza 945878 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 22 Nicole Veroni Altro Reggio emilia 323582 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 23 Juliet Ebor Volontario ANPAS Genova 565886 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 24 Fabrizio Grion Altro Udine 821972 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 25 Ivan Di leva Volontario ANPAS Verbano cusio ossola 372394 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 26 Silvana Grumelli Infermiere Brescia 539642 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 27 Vittoria Baracco Altro Verona 927185 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 28 Jacopo Labardi Volontario ANPAS Firenze 564447 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 29 Francesca Gatta Formatore (BLSD, Sicurezza, ..) Brescia 746183 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 30 Giancarlo Baraldo Volontario ANPAS Padova 276172 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 31 Martina Chiossone Infermiere Savona 882216 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 32 Monica Micheletti Associazione Bergamo 436162 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 33 Saverio Giuntini Associazione Firenze 411299 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 34 Simona Vaccari Infermiere Modena 388165 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 35 Damiano Micheli Altro Brescia 339948 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 36 Mattia Pelattieri Associazione Verona 262735 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 37 Luca Barbazza Volontario ANPAS Alessandria 927368 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 38 Gaetano Musumeci Altro Brescia 121877 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 39 Simone Sabbadin Protezione Civile Padova 413319 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 40 Elia Ginocchio Vigile del fuoco Pavia 643173 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 41 Annamaria D\’uva Altro Torino 966352 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 42 Tiziana Beltramo Associazione Biella 377818 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 43 Erika Brunero Infermiere Torino 948132 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 44 Elena Giusto Associazione Genova 167159 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 45 Paolo Borgarello Protezione Civile Torino 774342 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 46 Prisca Tedaldi Volontario ANPAS Parma 484173 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 47 Elisabetta Santambrogio Associazione Monza e della brianza 445175 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 48 Sara Bianchi Associazione Lucca 153929 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 49 Matteo Orsucci Vigile del fuoco Savona 819897 V-Trainer (DAE Trainer cartone) 50 Giacomo Sanna Protezione Civile Milano 694357 V-Trainer (DAE Trainer cartone) Complimenti a tutti i vincitori, lo staff di EMD112 si metterà in contatto per la consegna dei premi. Non finisce qua! Cosa ne pensi di partecipare attivamente ad una ricerca collegata ad una campagna informativa sui defibrillatori e di sensibilizzazione sull’arresto cardiaco e cardioprotezione? Seguici per restare aggiornato sull’iniziativa! Link e risorse utili: Energia Salvavita Facebook HeartSinepad Facebook EMD112 Album Facebook REAS 2018 HeartSinepad.it               #### Exposanità Bologna 2026: emd112 presente con i ventilatori polmonari Stephan Emd112 parteciperà a Exposanità 2026, uno degli appuntamenti più rilevanti per il settore sanitario in Italia, portando in fiera una selezione di tecnologie dedicate alla gestione delle emergenze respiratorie. Tra queste, un ruolo centrale sarà occupato dai ventilatori polmonari Stephan, soluzioni altamente specializzate progettate per garantire supporto ventilatorio efficace in contesti critici. La presenza in fiera rappresenta un’occasione concreta per toccare con mano dispositivi fondamentali per la pratica clinica quotidiana, con particolare attenzione alla continuità assistenziale tra fase pre-ospedaliera e terapia intensiva. Exposanità si terrà presso BolognaFiere, a Bologna, nelle giornate del 22, 23 e 24 aprile 2026. Si tratta di una manifestazione che ogni anno richiama professionisti sanitari, aziende biomedicali e operatori dell’emergenza da tutta Italia e dall’estero. L’evento è un punto di riferimento per chi desidera aggiornarsi sulle innovazioni tecnologiche, sulle nuove soluzioni per la gestione dei pazienti e sulle evoluzioni del settore medicale. Ventilatori polmonari Stephan Durante Exposanità, emd112 porterà in evidenza i ventilatori polmonari Stephan, dispositivi progettati per rispondere alle esigenze più complesse in ambito sanitario. Queste soluzioni si distinguono per affidabilità, precisione e versatilità, caratteristiche fondamentali quando si tratta di supportare pazienti in condizioni critiche. I visitatori avranno la possibilità di approfondire il funzionamento dei dispositivi, comprendere le differenze tra le varie configurazioni e valutare direttamente le applicazioni pratiche nei diversi contesti clinici. Uno degli aspetti più rilevanti dei ventilatori polmonri Stephan è la loro capacità di adattarsi a contesti operativi molto diversi tra loro. Da un lato, i ventilatori da trasporto sono progettati per garantire continuità assistenziale durante gli spostamenti del paziente, anche in situazioni complesse come interventi in ambulanza o trasferimenti critici. Dall’altro, i ventilatori destinati alla terapia intensiva neonatale offrono un livello di precisione estremamente elevato, indispensabile per la gestione di pazienti fragili come i neonati prematuri. Questa doppia applicazione evidenzia l’importanza di disporre di tecnologie affidabili e specifiche per ogni fase del percorso di cura, dalla gestione immediata dell’emergenza fino al trattamento in ambiente ospedaliero altamente specializzato. Per chi desidera visitare la fiera, emd112 offre la possibilità di ricevere un biglietto omaggio per Exposanità 2026. Per ottenerlo è sufficiente contattare direttamente il team attraverso il sito ufficiale. Si tratta di un’opportunità utile per accedere gratuitamente a un evento di grande valore formativo e professionale, entrando in contatto diretto con le tecnologie più avanzate del settore.   La partecipazione a Exposanità conferma l’impegno di emd112 nel proporre soluzioni tecnologiche affidabili e aggiornate, in grado di rispondere alle esigenze reali di operatori sanitari e strutture ospedaliere. In un ambito delicato come quello della ventilazione, la scelta dei dispositivi giusti incide direttamente sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza del paziente. Per questo motivo, portare in fiera tecnologie avanzate come i ventilatori polmonari Stephan significa contribuire attivamente al miglioramento degli standard di cura. #### Ferroviere colpito da scarica elettrica, salvato con un samaritan® PAD 350P È successo qualche giorno fa, il 13 settembre, presso il deposito di Trenitalia “Milano-Martesana”. Un uomo di 63 anni è rimasto folgorato da una scarica elettrica da 380 volt che gli ha causato un arresto cardiaco. I colleghi di lavoro, intuendo immediatamente la gravità dell’infortunio, lo hanno tempestivamente soccorso mettendo in atto le opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e utilizzando un defibrillatore samaritan® PAD 350P della HeartSine®. Dopo aver acceso il dispositivo, e dopo averlo collegato al torace dell’uomo seguendo le istruzioni visive e auditive fornite dal defibrillatore stesso, l’apparecchio ha erogato due scariche elettriche al cuore del paziente che, in pochissimo tempo, ha ripreso a battere normalmente. Durante l’intervento, gli operatori della sala operativa del 118 hanno supportato telefonicamente i colleghi-soccorritori sino all’arrivo dell’ambulanza. Attualmente il 63enne è ricoverato in condizioni gravi al Niguarda di Milano. Ora si dovranno valutare anche i traumi subiti dall’uomo per via dell’urto dopo la scossa, ma l’intervento dei colleghi, in quel frangente, è stato determinante. La disavventura del lavoratore ha mostrato ancora una volta l’importanza fondamentale dell’avere sempre a portata di mano un defibrillatore DAE semiautomatico esterno. La stessa importanza che occorre attribuire alla formazione dei cittadini in merito alle manovre di primo soccorso da compiere in caso di emergenza (corso BLS-D, acronimo di Basic Life Support and Defibrillation). Fonte: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_13/ferroviere-colpito-scarica-elettrica-salvato-colleghi-col-defibrillatore-e272b956-9882-11e7-b032-1edc91712826.shtml #### Finanziamento del Ministero dell’Istruzione per l’acquisito di defibrillatori nelle scuole Gli istituti scolastici hanno ricevuto in questi giorni una email informativa da parte del Ministero dell’Istruzione (Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali e Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie), con la quale vengono informati della possibilità di accedere a un finanziamento per l’acquisto di defibrillatori da installare all’interno degli istituti scolastici. Nella email si fa riferimento all’acquisto di defibrillatori semiautomatici (DAE) et similia. Su questo punto è bene fare chiarezza. I defibrillatori automatici e i defibrillatori semiautomatici si equivalgono come capacità salvavita e come impiego, nella parola “et similia” si individua in entrambe le versioni la possibilità di adozione. Come sapete, è in fase di approvazione finale in Senato il ddl, 1441 relativo all’obbligo di impiego dei defibrillatori nella Pubblica Amministrazione, compresi gli istituti scolastici, di qualsiasi grado. E’ quindi un grande vantaggio per gli istituti scolastici, poter installare il DAE a costo zero, grazie ai finanziamenti ministeriali. Trattandosi di uno strumento salvavita, è importante valutare alcuni elementi utili, al fine di installare un DAE con le massime garanzie e allo stesso tempo senza soprese di costi nascosti. E’ importante valutare: Qualità del prodotto (data da: certificazioni ottenute, anni di copertura garanzia, assicurazione contro mal funzionamenti, indice di protezione IP, etc.. etc..) Durata della garanzia (la garanzia è variabile da 3 a 8 anni) Costo e frequenza sostituzione batteria e elettrodi (alcuni dae particolarmente economici hanno costi di batterie e elettrodi molto elevati, che portano il costo totale in 6-8 anni ad essere notevolmente superiore ad altri dae) Etc..   Per una valutazione accurata, rimandiamo ad approfondire sulla guida per l’acquisto del defibrillatore oppure contattaci per maggiori informazioni.   Di seguito riportiamo il testo integrale della email inviata dal Ministero Dell’Istruzione Nota n.7144 del 25 marzo: Oggetto: E.F.2021 –Avviso assegnazione e contestuale erogazione delle risorse finanziarie finalizzate all’acquisto di defibrillatori semiautomatici (DAE) et similia. Con la presente si comunica che lo scrivente Ufficio ha disposto l’assegnazione a favore di codesta istituzione scolastica della risorsa finanziaria pari ad euro 1.000,00, finalizzata per l’acquisto di almeno un defibrillatore semiautomatico (DAE). Si ricorda che il defibrillatore semiautomatico è strumento fondamentale per consentire un pronto intervento qualora si verifichino casi di arresto cardiaco improvviso tra il personale scolastico o gli alunni, in particolare nelle situazioni di esercizio dell’attività sportiva. In particolare, l’istituzione scolastica potrà, laddove non si fosse già provveduto, acquistare detti defibrillatori ovvero rinnovare le dotazioni strumentali già a disposizione. Nel caso in cui fosse già provvista di adeguate strumentazioni salvavita, le risorse in esame potranno essere destinate all’acquisto di beni o servizi finalizzati a garantire la salute del personale e degli alunni(ad esempio, per l’attivazione di corsi di formazione certificati all’utilizzo del defibrillatore). Si evidenzia che le risorse in esame costituiscono un finanziamento straordinario rispetto alla dotazione ordinaria a disposizione delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di garantire l’efficacia del servizio scolastico nel rispetto dei protocolli di sicurezza adottati dagli organi competenti. Tanto premesso, si precisa che tali risorse vanno accertate, in conto competenza, nell’Aggregato “03 Finanziamento dallo Stato”, Voce “06 Altri Finanziamenti vincolati dallo Stato”, sotto-voce “Risorse finalizzate all’acquisto di DAE et similia”.   #### Firenze cardioprotetta: i defibrillatori EMD112 scelti per il Tour de France 2024 In occasione dell’attesissima partenza del Tour de France 2024, la Città Metropolitana di Firenze ha deciso di potenziare la sicurezza cardiaca lungo il percorso della gara, selezionando i defibrillatori di ultima generazione forniti da EMD112. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo per garantire la salute e la sicurezza dei partecipanti e del pubblico durante un evento di portata mondiale. Ogni giorno in Italia, 164 persone perdono la vita a causa di arresti cardiaci improvvisi. Per rispondere a questa emergenza, la Città Metropolitana di Firenze ha installato 9 nuovi defibrillatori semiautomatici HeartSine® samaritan® PAD 350P, posizionati in punti strategici lungo il percorso del Tour de France, tra cui Piazza della Signoria e Piazzale Michelangelo, nonché nei comuni di Bagno a Ripoli, Pontassieve, Pelago, Rufina, Dicomano e San Godenzo. Questa iniziativa è stata promossa e supportata da Firenze Rugby 1931, storica società sportiva fiorentina, con la quale EMD112 collabora in vari eventi e attività benefiche, come il “Trofeo Old Firenze Rugby 1931, memorial Leonardo Scarpa”. I defibrillatori sono stati installati su pannelli e teche Rotaid ad alta visibilità per facilitarne l’individuazione e l’accessibilità in caso di emergenza. Questo intervento non solo risponde all’affluenza straordinaria prevista durante i giorni della gara, ma rappresenta anche un importante impegno verso la prevenzione sanitaria. “Siamo profondamente onorati di poter contribuire alla cardioprotezione della nostra amata città durante un evento così prestigioso,” afferma Simone Madiai, CEO di EMD112. “Essere parte del Tour de France è un’opportunità straordinaria per noi, non solo come azienda fiorentina, ma anche come sostenitori convinti della prevenzione cardiovascolare. Garantire la sicurezza dei cittadini, dei turisti e degli sportivi è per noi motivo di grande orgoglio.” La partenza del Tour de France 2024, che vedrà l’avvio della prima tappa da Firenze sabato 29 giugno, trasformerà la città in un epicentro di attività sportive e culturali. Piazza Santa Croce diventerà un vivace Fan Park, mentre numerose iniziative mirate a promuovere l’uso della bicicletta e la sicurezza stradale coinvolgeranno grandi e piccini. Ringraziamo sinceramente la pubblica amministrazione della Città Metropolitana di Firenze per la fiducia accordata ai nostri prodotti. Un ringraziamento speciale va a Laura Scarpellini, Funzionario in politiche del lavoro, e a Michele Brancale, Capo Ufficio Stampa, per la loro preziosa collaborazione e disponibilità nel realizzare questa importante iniziativa. Con l’installazione dei defibrillatori EMD112, Firenze si prepara a vivere in sicurezza uno degli eventi sportivi più importanti dell’anno, dimostrando ancora una volta il valore della prevenzione e della tempestività negli interventi di emergenza. #### Firenze: defibrillatori nei cinema, negli auditorium, nei teatri e nelle discoteche Il Consiglio comunale della città di Firenze ha approvato, lunedì scorso, una mozione, proposta dai consiglieri PD Maria Federica Giuliani, Nicola Armentano e Leonardo Bieber, per estendere l’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE, anche nei cinema, negli auditorium, nei teatri, nelle discoteche e negli spazi per concerti. Maria Federica Giuliani è Presidente della Commissione Cultura e Sport del Comune di Firenze; Nicola Armentano è Presidente della Commissione Politiche sociali e della Salute, Sanità e Servizi sociali; Leonardo Bieber è Presidente della III Commissione Consiliare Territorio, Urbanistica, Infrastrutture e Patrimonio. “Fin dal 2015 il Comune di Firenze, ottemperando ad una legge regionale, ha provveduto a installare i defibrillatori semiautomatici esterni negli impianti sportivi, che garantiscono interventi rapidi e sicuri in caso di arresto cardiaco, ed ha firmato con le società sportive un accordo per rendere economicamente accessibile l’acquisto dei macchinari e sostenere i percorsi formativi – hanno ricordato i tre esponenti PD –. Non solo: nel 2016 defibrillatori DAE sono stati piazzati anche al Mercato centrale, alle Cascine, in piazza Dalmazia e in altre piazze della città, anche grazie alla donazione e al supporto alla manutenzione da parte della Misericordia di Firenze. Nei prossimi mesi, infine, anche le farmacie comunali saranno dotate di questi indispensabili dispositivi salvavita”. Poi hanno aggiunto e concluso: “Crediamo che il buon lavoro iniziato debba adesso continuare per elevare i servizi a tutela della salute dei cittadini. Per questo chiediamo di promuovere una campagna di sensibilizzazione presso i titolari di attività di cinema, auditorium, teatri, discoteche e spazi per concerti, per dotare anche questi luoghi di defibrillatori semiautomatici esterni. Inoltre, è importante che i nuovi defibrillatori siano integrati e coordinati con il sistema di allarme sanitario 118 e, infine, ma non da ultimo, l’amministrazione comunale deve raccomandare vivamente la formazione e la presenza di personale qualificato all’assistenza nei pressi degli apparecchi in occasione di manifestazioni”. Il Comune di Firenze, dunque, sta facendo notevoli passi in avanti per cardioproteggere il più possibile il proprio territorio e i suoi abitanti. Se tutti gli altri Comuni d’Italia seguissero questo esempio, si potrebbero salvare migliaia di vite all’anno. Speriamo che questo possa presto accadere. Fonte: http://www.nove.firenze.it/defibrillatori-estendere-uso-in-cinema-auditorium-teatri-e-discoteche.htm #### Firenze: defibrillatori obbligatori anche nei ristoranti Nei giorni scorsi è stato varato dal Comune di Firenze il regolamento unico per le attività commerciali e di somministrazione che introduce requisiti innovativi come, ad esempio, i defibrillatori obbligatori, la realizzazione di baby corner e l’adozione della raccolta differenziata, imponendo anche ulteriori vincoli alla vendita di alcol su tutto il territorio fiorentino. Il nuovo pacchetto normativo è stato proposto dall’Assessore allo Sviluppo economico, Cecilia del Re. Uno degli obiettivi del nuovo regolamento è, per l’appunto, la realizzazione di una rete commerciale cadio-protetta. Difatti, oltre ad aver riorganizzato in un testo unico tutti i requisiti richiesti, è stato disposto che tutte le attività di commercio al dettaglio in sede fissa o di somministrazione di alimenti e bevande – avviate, trasferite o ampliate dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento – con una superficie di vendita superiore ai 300 mq dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) e  di personale addestrato al loro utilizzo (che abbiano cioè partecipato ad un corso BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). Il nuovo regolamento, approvato per il momento dalla giunta comunale, ora dovrà essere approvato dal consiglio. Il Decreto Balduzzi, la legge che regolamenta la diffusione dei defibrillatori negli impianti sportivi, in vigore dal 1° luglio 2017, consigliava la presenza dei DAE anche nei luoghi pubblici particolarmente affollati. Il Comune di Firenze sta facendo di più. Per fortuna! I casi di arresto cardiaco, con relativi decessi, che avvengono ogni anno all’interno di esercizi pubblici sono, purtroppo, svariate centinaia. Anche se la legge non lo impone, dotare il proprio ristorante, il proprio negozio o la propria attività commerciale di un defibrillatore DAE dimostra attenzione e sensibilità verso la salute e la sicurezza dei propri dipendenti e dei propri clienti, oltre che una spiccata capacità imprenditoriale. Sì, perché offrire alla propria clientela un locale dotato di DAE è sicuramente un plus importante anche sotto quest’ultimo punto di vista, soprattutto ai giorni nostri in cui si va sempre di più diffondendo il concetto di cardio-protezione. Finire sui giornali perché si è salvata una vita mediante l’utilizzo di un defibrillatore è di certo un fatto di cui andare orgogliosi; al contrario, un decesso dovuto ad un arresto cardiaco non trattato in maniera tempestiva e adeguata non fa certo una buona pubblicità al locale. In caso di arresto cardiaco, infatti, per salvare la vita di una persona occorre intervenire con un defibrillatore entro i primi 5 minuti. Ma i soccorsi, purtroppo, non sempre riescono ad arrivare in tempi utili. In Italia, il tempo medio di intervento è di 12-15 minuti: troppi in caso di arresto cardio-circolatorio! È importante, quindi, avere i mezzi necessari per poter agire rapidamente, cioè un DAE. Molte pizzerie, ristoranti e altre attività commerciali, infatti, si sono già dotate di un defibrillatore semiautomatico esterno, nonostante non sia obbligatorio. Tali iniziative hanno avuto ottimi riscontri sia da parte della clientela che da parte delle comunità locali in genere, che possono così contare su un dispositivo salvavita in più in caso di arresto cardiaco. Ricordiamo, per concludere, che nel nostro Paese sono circa 70.000 ogni anno le vittime dell’arresto cardiaco. In circa l’80% dei casi, inoltre, il malore colpisce in presenza di testimoni e al di fuori delle strutture sanitarie. L’arresto cardiaco colpisce in casa, per strada, nelle scuole, nelle palestre, nei cinema, nei teatri, nei bar, nei ristoranti e all’interno dei luoghi di lavoro. Con un defibrillatore a portata di mano, però, il tasso di sopravvivenza può superare il 75%: ogni anno, quindi,  si potrebbero salvare migliaia di persone! Cosa aspettiamo, quindi, a dotarci di un DAE? Aspettiamo che una legge ce lo imponga o decidiamo di agire in maniera più lungimirante? Fonte notizia: https://www.comune.fi.it/index.php/dalle-redazioni/un-regolamento-unico-le-attivita-commerciali-e-di-somministrazione Fonte immagine: http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2016/11/25/news/il-defibrillatore-arriva-al-ristorante-1.14470252 #### Fiumalbo (Modena): comune installa tre defibrillatori Fiumalbo ‘paese cardioprotetto’. Perché? Semplice: da metà maggio l’amministrazione comunale del piccolo centro in provincia di Modena coinvolgerà tutti i cittadini per prepararli a fronteggiare i casi d’emergenza. Il comune stesso si preoccuperà infatti di installare tre defibrillatori in città, oltre a organizzare in collaborazione con la Pubblica Assistenza, l’Azienda Usl e il 118 un corso gratuito aperto a tutti per insegnare ad usarli in caso di necessità. I defibrillatori, gli unici apparecchi salvavita in grado di riattivare il cuore in caso di arresto cardiaco, verranno posizionati in zone strategiche del paese: uno verrà posizionato in un corridoio che collega le scuole medie ed elementari alla palestra comunale; il secondo nella zona degli impianti sportivi e il terzo nella frazione di Ronchi, Rotari, Cà de Gallo e la Piana, un gruppo di piccole frazioni molto distanti dal capoluogo e quindi difficilmente raggiungibili in caso di arresto cardiaco. Per poter formare più utilizzatori possibili pronti ad intervenire in caso di necessità, la Pubblica Assistenza di Fiumalbo insieme all’Amministrazione Comunale, alla Centrale Operativa 118 Modena Soccorso e all’Azienda Sanitaria Locale di Modena organizza il prossimo 17 maggio nella palestra comunale di Fiumalbo un corso di formazione gratuito, che sarà aperto a tutta la cittadinanza, dedicato proprio ad apprendere le modalità di utilizzo delle apparecchiature. #### Foggia: ‘Un cuore sportivo’, quando il defibrillatore ti salva la vita  “Il defibrillatore non è una panacea che risolve i problemi legati ad un arresto cardio-respiratorio a priori, è uno strumento che può salvare la vita ad un essere umano, pertanto, bisogna saperlo usare e non solo possedere”. Sono le parole del dottor Antonio Contillo, direttore della Centrale Operativa del 118 della Provincia di Foggia, che così si è espresso durante la conferenza stampa di presentazione del progetto ‘Un cuore sportivo’. Ennesima iniziativa volta alla sensibilizzazione e formazione  dei cittadini sui temi del rischio cardiaco e delle tecniche di prevenzione dal rischio in linea con la legge Balduzzi che obbliga tutti circoli sportivi all’adozione dei defibrillatori. “Abbiamo aderito all’iniziativa perché riteniamo importante la prevenzione dei rischi cardiaci nello sport – ha dichiarato Contillo– dobbiamo ricordare, però, che sono tantissimi gli ambiti in cui un defibrillatore dovrebbe essere presente, come nei centri commerciali, alberghi, ristoranti, condomini”. È questo il momento propizio per informare i cittadini, formare i soccorritori tramite i corsi di BLSD e dotare le infrastrutture di defibrillatori e personale addestrato. Perché l’arresto cardiaco può colpire chiunque e dovunque e nella maggior parte dei casi si verifica fuori dall’ospedale Tante le iniziative previste per promuovere il progetto, prima fra tutte quella del Baseball Club Foggia: “Siamo onorati di essere testimonial sportivo di un’iniziativa così lodevole –  ha commentato Giuseppe Giannetta, presidente del Baseball Club Foggia – che nasce proprio da Foggia, città che rappresenteremo nell’imminente campionato di serie A federale”. A promuovere la tutela contro il rischio cardiaco, attraverso l’informazione e la formazione, è la Delegazione Provinciale di Foggia dell’Associazione Nazionale Dirigenti dello Sport. #### Folgorato da una scarica di 20mila Volt, salvato con il defibrillatore Tragedia sfiorata in un’azienda di Villotta di Chions, provincia di Pordenone, grazie a un defibrillatore DAE. Un operaio della vetreria “O-I” è rimasto folgorato da una scarica elettrica di 20mila Volt. Il giovane, dipendente di una ditta esterna, ha accidentalmente urtato con un muletto i fili dell’alta tensione mentre stava effettuando alcuni lavori di manutenzione. La violenta scarica elettrica ha mandato il ragazzo in arresto cardiaco, ma fortunatamente l’azienda si era dotata di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Alcuni colleghi, intuendo la gravità dell’accaduto, hanno applicato gli elettrodi del dispositivo al torace del giovane operaio e lo hanno tempestivamente defibrillato, salvandogli la vita. Quando i soccorsi sono giunti in loco, il ragazzo aveva già ripreso conoscenza. Dopo pochi minuti è stato elitrasportato al nosocomio di Udine, dove è stato ricoverato, in prognosi riservata, nel reparto di terapia intensiva. L’accaduto non fa che mostrare, per l’ennesima volta, l’importanza di avere un DAE a portata di mano in caso di arresto cardiaco. Cogliamo l’occasione per ricordare che la Legge 120 del 2001 conferma l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato e di dispositivi idonei a tutelare al meglio la salute dei lavoratori. Anche la recente disposizione INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) che prevede una riduzione del premio INAIL per le aziende che adottano il defibrillatore e provvedono alla formazione del personale al BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation), conferma l’importanza della presenza del DAE come strumento principale di prevenzione delle morti bianche. Per maggiori informazioni: https://www.heartsinepad.it/a-chi-ci-rivolgiamo/defibrillatori-in-azienda/ Fonte: http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Folgorato_da_una_scarica_elettrica_da_20_mila_Volt/2/170997 #### Fondo aziende 2026 per defibrillatori e screening: guida completa al contributo per le imprese Con la Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (art. 1, commi 392 e 393) e il successivo decreto attuativo del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stato istituito un Fondo dedicato a sostenere, a partire dal 2026, programmi aziendali di prevenzione sanitaria e l’acquisizione di defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE). La dotazione è pari a 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2026, iscritti nello stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’obiettivo è rafforzare la tutela della salute nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alla prevenzione delle patologie cardiovascolari e oncologiche e alla diffusione dei dispositivi salvavita. Quadro normativo di riferimento Il provvedimento si inserisce in un impianto normativo articolato che richiama, tra gli altri: il DPR 30 giugno 1965, n. 1124 (assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali); il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro); il D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito in L. 8 novembre 2012, n. 189; la Legge 4 agosto 2021, n. 116, sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici. Il Fondo non introduce un obbligo generalizzato di dotazione del DAE, ma incentiva le imprese che, pur non essendo obbligate per legge, scelgono volontariamente di investire in cardioprotezione e prevenzione. Interventi finanziabili: focus sui defibrillatori Il decreto individua due linee di intervento finanziabili: programmi di screening e prevenzione cardiovascolare e oncologica; acquisizione di defibrillatori semiautomatici e automatici. Per quanto riguarda i defibrillatori, l’intervento si considera realizzato quando l’azienda, nell’anno di riferimento, ha effettivamente acquisito un DAE conforme alle norme vigenti. Il contributo previsto è fino a 1.000 euro per l’acquisto del defibrillatore. Il rimborso è riconosciuto entro il limite delle risorse disponibili e in relazione alla spesa effettivamente documentata. È fondamentale evidenziare che: il contributo non copre automaticamente l’intero costo del dispositivo; se la spesa sostenuta è inferiore al massimale, il rimborso sarà limitato all’importo documentato; se la spesa è superiore, il contributo non potrà comunque eccedere i 1.000 euro per la linea DAE. I contributi per screening (fino a 2.000 euro) e per DAE (fino a 1.000 euro) sono cumulabili. Requisiti di accesso per le imprese Per accedere al contributo relativo ai defibrillatori, l’impresa deve: essere in regola con gli adempimenti contributivi e assicurativi (verifica DURC); essere in regola con la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro; non essere soggetta all’obbligo di dotazione del DAE ai sensi della normativa vigente; non essere tenuta, per particolari lavorazioni o organizzazione del primo soccorso ai sensi dell’art. 25 del D.Lgs. 81/2008, a dotarsi obbligatoriamente di defibrillatore. Inoltre, l’azienda deve dichiarare, ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, di non essere soggetta a obbligo normativo di dotazione del DAE. La documentazione probante consiste nella fattura di acquisto, emessa nell’anno di riferimento, con indicazione espressa di modello, marca e tipologia del defibrillatore acquistato. Sono previste cause di esclusione e inammissibilità, tra cui irregolarità contributive, mancanza dei requisiti, condanne definitive in materia di sicurezza sul lavoro, sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001 e cause ostative di tipo antimafia. Modalità di presentazione della domanda La domanda di finanziamento dovrà essere presentata esclusivamente tramite procedura informatizzata resa disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, secondo quanto sarà stabilito da un Avviso pubblico annuale. L’Avviso definirà: termini di apertura e chiusura; modulistica e contenuti della domanda; documentazione obbligatoria; modalità di erogazione del rimborso. Le domande saranno valutate in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili per ciascuna annualità. In presenza di un elevato numero di istanze, potrà essere nominata una commissione di valutazione. Gli esiti saranno pubblicati sul sito istituzionale del Ministero. La presentazione della domanda deve avvenire, a pena di inammissibilità esclusivamente tramite procedura telematica, disponibile al seguente indirizzo https://screening-dae.lavoro.gov.it accedendo mediante SPID o CIE del legale rappresentante o di un soggetto dallo stesso delegato. Ai fini della presentazione della domanda l’impresa richiedente è tenuta ad effettuare preliminarmente una procedura di preregistrazione tramite la piattaforma on line sui servizi lavoro già disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali al seguente indirizzo https://servizi.lavoro.gov.it. A partire dalle ore 10:00 del 27 maggio 2026 e fino alle ore 23:59 del 31 gennaio 2027 sarà possibile, una volta effettuata la preregistrazione di cui sopra, presentare la domanda di accesso al Fondo mediante l’applicativo informatico disponibile sul sito istituzionale del Ministero all’indirizzo sopra indicato.   Defibrillatore in azienda: profili organizzativi e responsabilità L’introduzione di un DAE in azienda, anche quando non obbligatoria, si inserisce in un modello evoluto di gestione del rischio sanitario. L’arresto cardiaco improvviso rappresenta un evento tempo-dipendente: la defibrillazione precoce è determinante per aumentare le probabilità di sopravvivenza. La presenza di un DAE consente un intervento immediato in attesa del sistema di emergenza territoriale. Tuttavia, l’acquisto del dispositivo non esaurisce gli adempimenti organizzativi. In coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con la Legge 116/2021, l’azienda deve: integrare il DAE nel piano di emergenza e primo soccorso; individuare e formare addetti abilitati all’uso (BLSD); garantire corretta manutenzione periodica (batterie, elettrodi, autodiagnostica); assicurare adeguata segnaletica e accessibilità del dispositivo. La formazione del personale e la tracciabilità delle attività svolte assumono rilievo anche in caso di controlli o verifiche successive. Integrazione: rapporto tra Fondo 2026 e riduzione INAIL (modello OT23) Oltre al contributo previsto dal Fondo 2026, molte imprese valutano l’installazione di un DAE e le iniziative di prevenzione anche in ottica INAIL, tramite la riduzione del tasso medio per prevenzione (modello OT23). Si tratta di un meccanismo distinto dal Fondo ministeriale: l’OT23 consente, a fronte di interventi migliorativi rispetto ai requisiti minimi di legge, di richiedere una riduzione del premio assicurativo INAIL, secondo criteri, tempistiche e documentazione definiti annualmente da INAIL. Il decreto indica inoltre che: se l’azienda ha già beneficiato dell’OT23 per gli stessi interventi di screening e prevenzione, non può ottenere il contributo del Fondo per quegli stessi interventi; per i DAE, il decreto non contiene un’esclusione speculare espressa, ma resta comunque necessario evitare duplicazioni sul medesimo costo e sulla medesima annualità. Decadenza, revoca e controlli Il decreto prevede la revoca del beneficio in caso di: dichiarazioni false o mendaci; perdita anche di uno solo dei requisiti di accesso. Il Ministero effettuerà verifiche sulla regolarità contributiva e sul rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza. In caso di irregolarità, è prevista la revoca del contributo e il recupero delle somme erogate. Eventuali controversie sono devolute alla competenza esclusiva del Foro di Roma. Un’opportunità per le aziende da pianificare con attenzione Il Fondo 2026 per defibrillatori e screening non rappresenta un semplice incentivo economico, ma un’opportunità per strutturare in modo sistemico la prevenzione aziendale. Le imprese interessate dovrebbero: verificare preventivamente l’assenza di obblighi normativi specifici; pianificare l’acquisto del DAE nell’anno di riferimento; predisporre correttamente la documentazione amministrativa e tecnica; monitorare l’uscita dell’Avviso pubblico per rispettare le tempistiche. In un contesto in cui la salute e la sicurezza costituiscono indicatori concreti di responsabilità organizzativa, la cardioprotezione aziendale si configura come investimento strategico, supportato da un quadro normativo chiaro e da un contributo pubblico mirato, pur nel limite delle risorse disponibili. Se hai necessità di supporto per la procedura di accesso al fondo e nella gestione del modello OT23 contattaci! Fonti ufficiali: https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita-salute-e-sicurezza/focus/avviso-screening-15-aprile-2026.pdf https://www.lavoro.gov.it/media/111832 https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-01-21&atto.codiceRedazionale=26A00197&elenco30giorni=false Data ultimo aggiornamento: 21/04/26 #### Formazione BLSD accessibile e con la soluzione HeartSine vTrainer Il HeartSine vTrainer rappresenta una alternativa didattica economica e funzionale dedicata all’addestramento sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare e sull’utilizzo del defibrillatore (DAE), pensata per affrontare le emergenze legate all’arresto cardiaco improvviso. Questo evento critico richiede interventi tempestivi e accurati, fondamentali per salvare vite umane. Le strutture formative e i servizi di emergenza dedicano risorse significative per educare la popolazione su come effettuare correttamente la RCP  e manovrare i DAE in caso di necessità. Per elevare lo standard dell’apprendimento e rendere la formazione accessibile a un ampio pubblico, il HeartSine vTrainer si propone come uno strumento innovativo. Si tratta di un simulatore di DAE realizzato in cartone, accompagnato da un’APP per smartphone che riproduce fedelmente le funzionalità dei DAE HeartSine. Quanto costa una soluzione base di Manichino RCP + DAE Trainer? Ecco una panoramica dei costi in funzione della fascia di mercato (e qualità dei prodotti): Soluzione più economica disponibile sul mercato: €170 (manichino BLSD gonfiabile + DAE Trainer) Soluzione di fascia bassa: €250-€300 Soluzione fascia media: €350-€550 Soluzione fascia alta: €600-€800 (e superiore) Il costo del DAE Trainer HeartSine vTrainer è di €47. Il vTrainer non si presta a fare formazione RCP, ovvero a effettuare le manovre di rianimazione cardio-polmonare, con compressioni toraciche e insufflazioni, poiché solo un manichino RCP ha queste caratteristiche. Al tempo stesso è importante evidenziare quanto sia fondamentale l’attivazione precoce del DAE. Lo scopo di questo tipo di trainer consiste nel prendere familiarità con il DAE e con i processi che portano all’erogazione della scarica, focalizzando la formazione su questo aspetto fondamentale. Questo approccio didattico non solo facilita l’organizzazione di sessioni formative per gruppi numerosi, come ad esempio istituti scolastici e pubblica amministrazione, ma rende anche l’apprendimento più interattivo e coinvolgente. La portabilità e la leggerezza del vTrainer assicurano che i partecipanti possano facilmente trasportarlo e praticare le tecniche apprese ovunque, anche al di fuori dell’ambiente formativo, promuovendo così una cultura della sicurezza e della prevenzione tra la comunità. L’APP, disponibile sia su Google Play che sull’App Store, è compatibile con la maggior parte degli smartphone e offre una simulazione realistica dei modelli di DAE samaritan PAD 350P, samaritan PAD 360P e samaritan PAD 500P. Attraverso l’APP, gli utenti possono accedere a video didattici e configurare il protocollo RCP in base alle proprie esigenze di apprendimento, con tempi variabili da 30 a 120 secondi. Il vTrainer si distingue per la sua accessibilità linguistica, essendo disponibile in oltre 20 lingue, un aspetto che ne amplifica la portata globale. Incluso nel pacchetto vi è anche un manichino in cartone, che consente di esercitarsi in maniera pratica e realistica. Questa soluzione rappresenta quindi un’opzione economica ma estremamente efficace per la formazione sulle manovre di rianimazione BLSD, rendendola un’alternativa vantaggiosa rispetto ai tradizionali manichini e DAE Trainer, specialmente in contesti in cui si rende necessaria la formazione di numerosi individui. Come funziona il trainer didattico BLSD vTrainer: Scaricare l’APP SAM Trainer sul cellulare. Inserire il cellulare Aprire l’APP e seguire le istruzioni Le funzionalità e audio, è identico ai Oggi, grazie a HeartSine vTrainer è possibile effettuare formazione BLSD al cost #### Forum Sport & Business 2017, Il Sole 24 Ore – Lombardia, Milano Lunedì 16 ottobre si è svolta la seconda edizione del Forum Sport & Business, organizzata da il Gruppo Il Sole 24 Ore presso la loro sede di Milano. Una giornata intensa, nella quale i molti relatori presenti hanno potuto argomentare vari temi collegati allo Sport ed al Business nello sport, all’innovazione digitale nello Sport, alla prevenzione ed impiego di defibrillatori nello sport. Numeroso la partecipazione con oltre 400 presenze in sala tra relatori, ospiti, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e atleti rappresentanti del mondo dello sport. Un evento di confronto e networking fra professionisti, esperti e analisti di un settore sempre più rilevante negli scenari economici globali: dai temi del sistema sport a quelli più innovativi della Sport Technology, dal focus sulle Smart Arenas alle interviste con i protagonisti dell’industria e gli atleti più rappresentativi del sistema sportivo italiano e internazionale. EMD112 ringrazia lo staff del Il Sole 24 Ore per la cura organizzativa e la qualità dell’evento, ed i partecipanti per l’attenzione prestata e per il coinvolgimento dimostrato per questo tema. Cardioproteggere in modo consapevole può salvare numerose vite, nello sport e nella vita quotidiana. #### Giaveno, Torino: bimba di 2 mesi muore per arresto cardiaco È il 25 aprile, l’ora di pranzo. A Giaveno, nel torinese, dopo una pulizia nasale, la madre decide di fare il bagnetto alla propria figlia. Poco dopo, però, la bambina di soli 2 mesi inizia a piangere e perde i sensi tra le sue braccia. Mamma e papà, terrorizzati dall’accaduto, avvisano tempestivamente il 118. All’arrivo dei sanitari, la piccola, in arresto cardiaco, viene rianimata per circa un’ora e, successivamente, viene trasportata d’urgenza prima a Rivoli, poi a Torino, dove è deceduta poco dopo. “Era sempre stata bene, non ha mai avuto un problema, non capisco”– ha dichiarato la madre. –  “Stava ridendo, poi ha cominciato a piangere ed è svenuta all’improvviso”, ha raccontato ai parenti accorsi in ospedale per darle conforto. La magistratura ha aperto un inchiesta e sul corpicino della bambina è stata disposta l’autopsia per fare chiarezza sull’accaduto. Nel frattempo, il padre, in preda alla disperazione, accusa i soccorsi di essere arrivati in ritardo. Pare. Infatti, che l’ambulanza del 118 abbia raggiunto l’abitazione dei due coniugi circa 18 minuti dopo aver ricevuto l’allarme. In caso di arresto cardiaco, si sa, è di vitale importanza il tempo d’intervento. Per ogni minuto che passa, infatti, le probabilità di sopravvivere diminuiscono di circa il 10%. Questo significa che, dopo soli 5 minuti, le possibilità di salvezza si aggirano attorno al 50%. È chiaro, quindi, che dopo 18 minuti, le speranze di vita siano praticamente nulle. Per questo motivo sarebbe fondamentale avere sempre a portata di mano un defibrillatore automatico esterno (DAE). Perché l’arresto cardiaco, purtroppo, può colpire chiunque, bambini, giovani ed anziani, e in qualunque momento. Inoltre, soltanto mediante la defibrillazione precoce è possibile ripristinare nel paziente una frequenza cardiaca normale. Pertanto, a prescindere da ciò che ha indotto nella piccola un arresto cardiaco (ingestione della soluzione fisiologica utilizzata per la pulizia nasale o un malfunzionamento cardiaco congenito), se fosse stata soccorsa tempestivamente con un defibrillatore DAE, probabilmente si sarebbe potuta evitare anche questa tragedia. In Italia, infatti, sono circa 70.000 le persone che ogni anno perdono la vita a causa di un arresto cardiaco. Mediante la diffusione capillare dei defibrillatori DAE ad accesso pubblico migliaia di essi potrebbero essere ancora vivi. #### Giornata Mondiale del Cuore 2020 , EMD112 e AICR a Torino Martedì 29 settembre, era la Giornata Mondiale del Cuore (World Heart Day), che come ogni anno, viene celebrata in questa data. La Giornata Mondiale del Cuore è una campagna mondiale di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, promossa in tutto il mondo dalla World Heart Federation. Le malattie cardio-vascolari sono in assoluto la 1° causa di morte al mondo. Ogni anno sono responsabili di 17,5 milioni di morti premature e si prevede che nel 2030 aumenteranno fino a 23 milioni! In Italia 127.000 donne e 98.000 uomini muoiono ogni anno per le malattie cardio-cerebrovascolari e molte di queste morti si verificano in modo prematuro prima dei 60 anni di età. Di questi 225.000 decessi, 60.000 sono dovute ad arresto cardiaco improvviso. In occasione del World Heart Day 2020, EMD112 ha preso parte a una delle manifestazioni organizzate nel nostro paese, a Torino a fianco di AICR – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus, ASL Città di Torino, AO Mauriziano, Opi Consulta Giovani Infermieri Torino, Croce Rossa Italiana, Croce Verde Torino, Croce Verde Villastellone. L’evento principale si è svolto martedì 29 Settembre 2020 in Piazza San Carlo e Via Roma a Torino, una giornata intensa iniziata dalla prima mattina fino al tardo pomeriggio, ed incentrata prevalentemente sulle scuole e sui giovani. Tra gli obiettivi della giornata, avvicinare i giovani al primo soccorso, alle manovre salvavita, al defibrillatore. Avere dimestichezza e con il defibrillatore, saperlo riconoscere ed utilizzare, senza pregiudizi e limitazioni, è una conquista importante per la società. EMD112 ha fornito defibrillatori, trainer DAE e massaggiatori toraciciLUCAS3 per illustrarne il funzionamento e gli scenari di impiego ai ragazzi. Presenti per l’occasione anche il CEO Simone Madiai e Simone Giovanelli, Master Trainer EMD112. Molti i modelli di defibrillatori a disposizione, che hanno consentito di descriverne le caratteristiche e differenze: automatici, semiautomatici, con RCP Advisor, connessi WiFi, connessi WiFi + 3g, bilingue. Una giornata importante, che ci auguriamo richiami ogni anno sempre più persone, contribuendo a promuovere la cultura della cardioprotezione e salvare sempre più vite. #### Giornata Mondiale del Cuore 2021 Il 29 settembre è stata la Giornata Mondiale per il Cuore 2021, una giornata di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie cardio-cerebro vascolari, promossa in tutto il mondo dalla World Heart Federation attraverso una comunità di oltre 200 organizzazioni nazionali che, insieme, sostengono l’impegno della società medica e delle fondazioni per il cuore in oltre 100 paesi. Quest’anno siamo stati a Torino insieme all’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco O.n.l.u.s. per dare il nostro sostegno e contributo alla cardio protezione. La giornata si è svolta in Piazza San Carlo ed in Via Roma, dove è cominciata con un intervento delle autorità istituzionali, ed è poi proseguita grazie alle varie associazioni che in piazza hanno svolto varie attività di formazione e sensibilizzazione. Contemporaneamente a Parco Ruffini è stato collocato per la prima volta assoluta in Italia, e per la seconda in Europa, un DAE alto circa 10 metri. Un vero e proprio colpo d’occhio, che ha attirato molte persone nelle sue vicinanze. Vicino al DAE due istruttori hanno tenuto lezioni di primo soccorso e rianimazione in una postazione allestita appositamente. Una giornata importante che ha visto protagonisti molti giovani, soprattutto ragazzi delle scuole medie e superiori, a dimostrazione dell’importanza che ha la cardio protezione secondo le giovani generazioni.   Articoli consigliati: World Heart Day Arresto Cardiaco: Chiara Fornasari salvata dal DAE #### Giornata Mondiale del Cuore 2022 – World Heart Day Il 29 settembre 2022 si svolgerà la Giornata Mondiale per il Cuore (World Heart Day), l’evento internazionale, ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello mondiale (30-35%). Ogni anno, le malattie cardio-cerebrovascolari causano oltre 18,6 milioni di morti nel mondo, di queste, oltre 220.000 avvengono in Italia, a causa di infarto del miocardio, scompenso e ictus cerebrale. Fra i più importanti fattori di rischio vi sono: tabagismo; sedentarietà o scarsa attività fisica; scorretta alimentazione; sovrappeso e l’obesità; ipertensione arteriosa; dislipidemie; diabete mellito. Un elemento che risalta in merito ai fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, è che sono in buona parte relativi a stili di vita e abitudini, quindi modificabili! Questo significa che con un corretto stile di vita e una attenzione orientata alla prevenzione, i fattori di rischio potrebbero essere ridotti al minimo. Il Ministero della Salute sostiene la prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025 e l’Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari: Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025, promuove un modello basato non solo sull’erogazione di prestazioni sanitarie, ma che mira a promuovere in maniera proattiva la salute delle persone come valore per la società e risorsa di vita quotidiana. L’Alleanza Italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari si pone come obiettivo l’incremento degli interventi di prevenzione, assistenza e controllo delle malattie cardio-cerebrovascolari. Sono numerose le iniziative dedicate promosse da istituzioni, associazioni e professionisti sanitari, che si terranno giovedì 29 settembre, sia con incontri fisici sia con eventi online. Alcuni di questi sono ad esempio: https://www.aicr.eu/progetti/giornata-mondiale-del-cuore/ https://www.degasperis.it/giornata-mondiale-del-cuore-2022.html https://www.cardiologicomonzino.it/it/giornata-mondiale-cuore-archivio/ https://www.anpas.piemonte.it/2022/07/world-heart-day-giornata-mondiale-del-cuore-2022-adesioni-entro-il-primo-agosto/ https://retecardiologica.it/save-the-date-giornata-mondiale-per-il-cuore-next-digital-heart-28-09-2022/ Per essere efficaci nel contrastare l’arresto cardiaco improvviso, è necessario essere consapevoli e preparati. Non perdere l’occasione di approfondire le tue conoscenze, partecipa a uno dei tanti eventi dedicati nella tua città! Fonti Sito Alleanza italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari Sito Iss – malattie cardiovascolari Piano nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025   #### Giornata mondiale della salute 2026: il ruolo della scienza, della prevenzione e della cardioprotezione Ogni anno, il 7 aprile si celebra la giornata mondiale della salute, si tratta di un’iniziativa globale promossa dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare cittadini, istituzioni e professionisti sanitari sui temi più urgenti legati alla salute pubblica. In un contesto sempre più complesso, segnato da sfide sanitarie globali, cambiamenti ambientali e nuove criticità epidemiologiche, questa ricorrenza rappresenta un momento chiave per promuovere consapevolezza, prevenzione e fiducia nella scienza. Le origini della giornata mondiale della salute La scelta del 7 aprile non è casuale. In questa data, nel 1948, venne istituita ufficialmente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con l’obiettivo di coordinare gli sforzi internazionali per migliorare le condizioni sanitarie a livello globale. La prima celebrazione della giornata mondiale della salute risale al 1950 e, da allora, ogni edizione è stata dedicata a un tema specifico, scelto per riflettere le priorità sanitarie emergenti. Nel tempo, questa iniziativa si è trasformata in uno strumento strategico di comunicazione e educazione sanitaria, contribuendo a diffondere informazioni basate su evidenze scientifiche e a orientare le politiche di salute pubblica.   Per il 2026, la Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato la campagna “Insieme per la salute. Al fianco della scienza”, un’iniziativa che si svilupperà lungo tutto l’anno e che pone al centro un concetto fondamentale: la salute globale dipende dalla collaborazione scientifica e dalla fiducia nelle evidenze. Il tema si inserisce nel più ampio approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. In questa prospettiva, la tutela della salute non può più essere affrontata in modo isolato, ma richiede una visione integrata e multidisciplinare. Come evidenziato anche dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, la scienza rappresenta il principale strumento operativo per garantire la sostenibilità sanitaria, economica e sociale. Il tema è stato al centro del vertice internazionale dedicato al One Health, svoltosi a Lione nell’ambito della presidenza G7, a conferma della rilevanza globale di questo approccio. In un’epoca in cui la disinformazione può influenzare le scelte individuali e collettive, l’obiettivo della campagna è anche quello di ricostruire la fiducia tra cittadini, comunità scientifica e istituzioni sanitarie, promuovendo decisioni basate su dati concreti e verificabili. Salute globale e prevenzione: la cardioprotezione è fondamentale Parlare di salute globale significa affrontare anche le principali cause di mortalità evitabili. Tra queste, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte nel mondo, e l’arresto cardiaco improvviso è una delle emergenze più critiche. L’arresto cardiaco può colpire chiunque, in qualsiasi momento, spesso senza segnali premonitori evidenti. In questi casi, il fattore tempo è determinante: ogni minuto senza intervento riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza. È proprio in questo scenario che la cardioprotezione assume un ruolo centrale. Diffondere la cultura del primo soccorso, aumentare la presenza di defibrillatori (DAE) e formare i cittadini alle manovre di rianimazione cardiopolmonare significa trasformare la prevenzione in un’azione concreta e salvavita.   Il collegamento tra cardioprotezione e approccio One Health può sembrare meno immediato, ma è in realtà profondamente coerente. La salute delle persone è influenzata da molteplici fattori, tra cui l’ambiente, lo stile di vita e l’organizzazione dei sistemi sanitari. Promuovere ambienti cardioprotetti significa contribuire a costruire comunità più sicure e resilienti, in cui la prevenzione e la gestione delle emergenze sono parte integrante del tessuto sociale. Questo si traduce in un miglioramento complessivo della salute pubblica, in linea con una visione integrata e sostenibile. Inoltre, la diffusione di programmi di formazione e sensibilizzazione rafforza il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario, uno degli obiettivi chiave della campagna 2026. Una responsabilità condivisa per il futuro della salute La giornata mondiale della salute rappresenta molto più di una ricorrenza simbolica. È un invito all’azione, rivolto a istituzioni, professionisti e cittadini, per costruire insieme un sistema sanitario più equo, efficace e basato sulla scienza. Investire nella prevenzione, promuovere la cultura della cardioprotezione e sostenere l’innovazione scientifica sono passi fondamentali per affrontare le sfide del presente e del futuro. La salute globale non è un concetto astratto, ma una responsabilità condivisa. E proprio attraverso la conoscenza, la collaborazione e la fiducia nella scienza è possibile fare la differenza, ogni giorno, nella tutela della vita. #### Giovane calciatore muore per arresto cardiaco. Mancava il medico e il defibrillatore non utilizzato tempestivamente Un arresto cardiaco stronca la vita di Mattia Giani, 26 anni, durante una partita di calcio in Toscana. La tragedia, avvenuta domenica scorsa a Campi Bisenzio (Firenze), ha acceso i riflettori sulle carenze in materia di sicurezza negli impianti sportivi. Obbligo di defibrillatore e soccorsi tempestivi: serve una maggiore attenzione La morte di Mattia Giani evidenzia la necessità di un’applicazione più rigorosa delle normative che regolano la presenza di defibrillatori e la disponibilità di personale sanitario qualificato negli impianti sportivi. La legge 116/2021, con il successivo decreto attuativo del 24 luglio 2023, ha reso obbligatoria la presenza di defibrillatori semiautomatici e la formazione del personale al loro utilizzo in contesti come stadi, palestre e luoghi pubblici con più di 15 dipendenti. Nel caso di Mattia Giani, il defibrillatore era presente allo stadio, ma sembra non sia stato utilizzato tempestivamente. Inoltre, sussiste il dubbio sulla presenza del medico in loco, figura obbligatoria, fondamentale per la gestione tempestiva di un arresto cardiaco. La responsabilità dei dirigenti sportivi In qualità di garanti della sicurezza all’interno degli impianti sportivi, i dirigenti delle società sportive hanno la responsabilità di: Assicurarsi della presenza di defibrillatori semiautomatici e del loro corretto funzionamento; Fare in modo che il personale addetto ai soccorsi sia adeguatamente formato all’utilizzo del defibrillatore e alle manovre di primo soccorso e segua i retraining periodici; Garantire la presenza di un medico in loco durante le partite, come previsto dalla normativa vigente; Assicurarsi che lo staff medico e lo staff interno formato con i corsi BLSD intervenga tempestivamente in caso di necessità. Oltre al rigoroso rispetto delle normative, è fondamentale promuovere la formazione e l’informazione sull’utilizzo del defibrillatore e sulle manovre di primo soccorso. Solo attraverso una maggiore consapevolezza e un’ampia diffusione di queste conoscenze sarà possibile prevenire tragedie come quella che ha colpito Mattia Giani. Il padre presenterà querela per chiarire la situazione e identificare eventuali responsabilità In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Sandro Giani, genitore del calciatore Mattia, ha espresso il profondo dolore per la perdita del figlio e il desiderio di ottenere giustizia: “La nostra famiglia è devastata, ma è nostro diritto scoprire la verità dietro la prematura scomparsa di Mattia. Annunciamo l’intenzione di intraprendere azioni legali per fare piena luce sulle circostanze della tragedia”. Sandro Giani pone l’accento sull’assenza di figure mediche professionali durante gli eventi critici e sulle tempistiche di intervento dell’ambulanza: “Le regole ci dicono che avrebbero dovuto esserci un medico e un’ambulanza equipaggiata prontamente sul posto. C’è stata una discrepanza tra quanto previsto e la realtà dei fatti”. Il padre racconta come sia stato un membro dello staff tecnico a tentare i primi soccorsi, seguito dall’intervento di una spettatrice con competenze infermieristiche. La questione principale sollevata dal signor Giani riguarda l’uso del defibrillatore, che sembra non sia stato impiegato tempestivamente. “Non dovrebbe accadere che una vita finisca in questa maniera”, conclude amareggiato. L’indagine sarà ora affidata all’organo giudiziario competente, che dovrà verificare eventuali responsabilità. Nonostante le affermazioni della struttura sanitaria locale circa l’arrivo dell’ambulanza entro un tempo considerato adeguato, persistono dubbi sulla gestione dell’emergenza e sulla conformità alle normative sportive che prescrivono la disponibilità immediata di personale medico qualificato e di attrezzature salvavita a bordo campo. Il caso ha suscitato un dibattito sull’importanza della sicurezza negli eventi sportivi e sulla necessità di garantire che tutte le misure preventive siano rigorosamente applicate. Ancora confusione tra infarto e arresto cardiaco Passa in secondo piano in eventi del genere, l’utilizzo improprio da parte di fonti ufficiali che raccontano fatti di cronaca. Tuttavia,  riteniamo importante sottolineare la necessità di effettuare una cronaca corretta. Vi è una differenza tra infarto e arresto cardiaco. Molti media hanno ripreso la notizia come “calciatore colpito da infarto”. Quando una persona perde i sensi e si constata che si trova in arresto cardio-circolatorio, si parla di arresto cardiaco (oppure di arresto cardiaco improvviso). Sono varie le cause che possono portare a un arresto cardiaco, l’infarto è una di queste (e raramente il defibrillatore può essere utile nel caso di infarto), ma potrebbero essere molte altre. E’ quindi errato associare all’infarto questi episodi, che potranno essere identificati in seguito agli esami da parte del personale medico. Numerose le morti in campo di atleti professionisti e dilettanti I fatti di cronaca nazionali e internazionali riportano frequentemente notizie di morti sul campo per arresto cardiaco. Alcuni dei più noti in Italia, avvenuti sotto gli occhi del pubblico e de media sono ad esempio: Piermario Morosini (2012) Vigor Bovolenta (2012) Davide Astori (2018) Tuttavia sono molti gli atleti scomparsi per ACI. Ad oggi, dopo anni di campagne di sensibilizzazione, obblighi di legge, corsi di formazione e aggiornamenti periodici, non è più possibile che si verifichino scenari nei quali un defibrillatore non sia presente, perfettamente funzionante e non intervengano tempesticamente le persone formate e predisposte.   La morte di Mattia Giani deve essere un monito per tutti. Dobbiamo fare di più per garantire la sicurezza negli impianti sportivi e per dare a tutti la possibilità di ricevere un soccorso tempestivo in caso di arresto cardiaco. Ogni minuto è prezioso e può fare la differenza tra la vita e la morte.   #### Giovane di 28 anni salvato nei Paesi Bassi con un defibrillatore Vivest X3 Abbiamo appreso da poco una notizia che ci ha profondamente colpito e che arriva a poche settimane dall’introduzione dei defibrillatori Vivest nel nostro catalogo: nei Paesi Bassi un giovane di soli 28 anni è stato salvato grazie a un DAE Vivest X3. Il defibrillatore è intervenuto con un’unica scarica, permettendo al cuore di ripartire immediatamente. Il ragazzo, che ha condiviso la sua esperienza, ha raccontato di essere incredibilmente grato per la presenza del DAE nelle vicinanze e per il fatto che abbia funzionato in modo così rapido ed efficace. I medici stessi hanno sottolineato quanto sia eccezionale la qualità della sua ripresa dopo un arresto cardiaco così improvviso. I programmi “Save the Beat” e “Forward Hearts” Nel caso specifico, il giovane salvato con il Vivest X3 potrà beneficiare del programma “Save the Beat”, esclusivo dei defibrillatori Vivest: chi viene salvato riceve un nuovo dispositivo da donare a un ente o a una comunità a sua scelta, moltiplicando così l’impatto positivo della tecnologia. Ma non solo. Anche gli altri defibrillatori presenti nel catalogo EMD112 aderiscono a un’iniziativa analoga: il programma “Forward Hearts”. In questo caso, chi sopravvive a un arresto cardiaco grazie a un DAE delle linee HeartSine® samaritan® o Stryker® LIFEPAK® riceve a sua volta un defibrillatore da donare. Un impegno condiviso che rende i nostri dispositivi non solo strumenti salvavita, ma veri e propri moltiplicatori di solidarietà. Il cuore del nostro lavoro Notizie come questa rappresentano l’essenza della nostra missione: ogni vita salvata è la prova concreta che diffondere la cultura della cardioprotezione e rendere i DAE sempre più accessibili è fondamentale. Sono queste storie, reali e toccanti, che danno valore al nostro impegno quotidiano e ci ricordano perché facciamo ciò che facciamo: salvare battiti e restituire futuro a persone e famiglie. #### Gli errori più comuni nella manutenzione del defibrillatore DAE (e come evitarli) Un defibrillatore (DAE) è un dispositivo progettato per salvare vite umane durante un arresto cardiaco improvviso. Ma affinché possa realmente fare la differenza, deve essere sempre perfettamente funzionante. Molti pensano che installare un defibrillatore sia sufficiente per garantire la cardioprotezione di un’azienda, una scuola, una palestra, un luogo pubblico oppure della propria casa. In realtà non è così. Un DAE che non viene sottoposto a una corretta manutenzione potrebbe non essere operativo proprio nel momento in cui serve, con conseguenze potenzialmente gravissime. Di seguito analizziamo gli errori più frequenti nella manutenzione dei defibrillatori, spieghiamo perché è fondamentale eseguire controlli periodici e vediamo quali sono le buone pratiche per mantenere il dispositivo sempre pronto all’uso. Perché la manutenzione del defibrillatore è così importante? Ogni minuto che passa senza defibrillazione durante un arresto cardiaco riduce sensibilmente le probabilità di sopravvivenza della vittima. Quando si apre un DAE in una situazione di emergenza non c’è spazio per gli imprevisti: la batteria deve essere carica; gli elettrodi devono essere utilizzabili; il dispositivo deve superare correttamente gli autotest; tutti gli accessori devono essere presenti. Un semplice componente scaduto o una batteria esaurita possono compromettere l’intervento. Per questo motivo la manutenzione non rappresenta soltanto un obbligo organizzativo, ma una responsabilità verso tutte le persone che potrebbero aver bisogno del defibrillatore. È importante precisare che non tutti i defibrillatori richiedono le stesse attività di manutenzione. I DAE di fascia alta sono progettati per eseguire numerosi autotest interni che verificano costantemente il corretto funzionamento dell’elettronica e dei principali componenti del dispositivo. In questi casi, la manutenzione ordinaria consiste principalmente nei controlli visivi eseguibili direttamente dall’utilizzatore, come la verifica del LED di stato, della scadenza di batteria ed elettrodi e della presenza degli accessori. Alcuni modelli di fascia media, invece, possono prevedere controlli tecnici periodici presso il produttore o un centro di assistenza autorizzato. Per questo è sempre fondamentale seguire le indicazioni riportate nel manuale del proprio DAE. Gli errori più comuni nella manutenzione del DAE  Pensare che il defibrillatore non abbia bisogno di controlli È probabilmente l’errore più diffuso. Molti credono che il DAE sia completamente autonomo grazie agli autotest automatici. In realtà, soprattutto nei defibrillatori di fascia alta, i self test verificano costantemente il corretto funzionamento dell’elettronica e di numerosi componenti interni del dispositivo, offrendo un elevato livello di sicurezza. Tuttavia, nessun autotest può verificare alcuni aspetti che dipendono dall’utilizzatore, motivo per cui è sempre necessario eseguire semplici controlli visivi periodici. Ad esempio non verificano se: gli elettrodi sono stati rimossi dalla confezione; la borsa contiene tutti gli accessori; il dispositivo ha subito urti; il DAE è stato spostato o danneggiato. Per questo è sempre necessario effettuare controlli visivi periodici. Dimenticare la scadenza degli elettrodi Gli elettrodi adesivi hanno una data di scadenza. Con il tempo il gel conduttivo tende a deteriorarsi e potrebbe non aderire correttamente alla pelle oppure garantire una conduzione elettrica non ottimale. Utilizzare elettrodi scaduti significa aumentare il rischio di inefficacia della defibrillazione. Una buona pratica consiste nel registrare la data di scadenza e programmare la sostituzione con largo anticipo. Non controllare la batteria Ogni modello di DAE utilizza batterie con durata differente. Anche se il dispositivo non viene mai utilizzato, la batteria si scarica lentamente alimentando gli autotest interni. Aspettare che il DAE segnali un errore potrebbe non essere sufficiente. È consigliabile: verificare periodicamente l’indicatore di stato; controllare la data di scadenza della batteria; sostituirla seguendo le indicazioni del produttore. Ignorare gli indicatori di stato Quasi tutti i defibrillatori dispongono di un indicatore luminoso o di un display che segnala se il dispositivo è operativo. Può sembrare un dettaglio, ma capita spesso che un allarme luminoso o acustico venga ignorato per settimane. Un controllo di pochi secondi permette invece di individuare immediatamente eventuali anomalie. Conservare il DAE in condizioni ambientali non corrette Calore eccessivo, gelo, umidità e polvere possono compromettere le prestazioni del dispositivo e dei suoi componenti. Il defibrillatore dovrebbe essere installato in un ambiente conforme alle specifiche indicate dal produttore. Se viene posizionato all’esterno, è opportuno utilizzare una teca protettiva progettata per mantenere le corrette condizioni ambientali. Non controllare gli accessori del kit di emergenza Il defibrillatore non è composto soltanto dal dispositivo. Nel kit dovrebbero essere sempre presenti: forbici taglia-abiti; rasoio monouso; guanti; mascherina per la ventilazione; salviette o garze. Durante un’emergenza ogni accessorio può risultare fondamentale per ridurre i tempi di intervento. Non registrare gli interventi di manutenzione Un altro errore frequente consiste nel non documentare i controlli effettuati. Tenere un registro delle verifiche consente di: sapere quando sono stati sostituiti batteria ed elettrodi; programmare la manutenzione futura; dimostrare la corretta gestione del dispositivo. Una semplice checklist può evitare dimenticanze che, nel tempo, diventano criticità. Dimenticare di sostituire gli elettrodi dopo l’utilizzo Ogni volta che il defibrillatore viene impiegato, gli elettrodi devono essere sostituiti, indipendentemente dal fatto che sia stata erogata o meno una scarica. Molti lo scoprono soltanto dopo un intervento reale. Riporre il DAE senza installare un nuovo set di elettrodi significa renderlo inutilizzabile per un’eventuale emergenza successiva. Ogni quanto bisogna controllare un defibrillatore? La frequenza dei controlli dipende dal modello e dalle indicazioni del produttore. Nei DAE dotati di sistemi avanzati di autotest, i controlli richiesti all’utilizzatore sono generalmente semplici e non comportano costi aggiuntivi. È sufficiente verificare periodicamente che il dispositivo segnali il corretto stato di funzionamento, controllare la scadenza di batteria ed elettrodi e assicurarsi che il kit di emergenza sia completo. Alcuni modelli appartenenti ad altre fasce di mercato possono invece prevedere verifiche tecniche periodiche presso il produttore o centri autorizzati. In generale è consigliabile: Controllo Frequenza consigliata Verifica indicatore di stato Settimanale Controllo visivo del dispositivo Mensile Controllo accessori Mensile Verifica scadenza elettrodi Almeno ogni 6 mesi Verifica batteria Secondo indicazioni del produttore   Naturalmente, dopo ogni utilizzo del DAE è necessario effettuare un controllo completo del dispositivo e sostituire il materiale consumabile. Chi è responsabile della manutenzione del DAE? Ogni defibrillatore dovrebbe avere un referente incaricato della sua gestione. Questa figura si occupa di: verificare periodicamente il dispositivo; controllare batteria ed elettrodi; organizzare le sostituzioni; registrare la manutenzione effettuata; assicurarsi che il DAE sia sempre facilmente accessibile. Affidare questa responsabilità a una persona specifica riduce notevolmente il rischio di dimenticanze. Perché è importante conoscere il piano di manutenzione del proprio DAE? Le operazioni di manutenzione possono variare in base al modello di defibrillatore. Nei DAE di fascia alta, dotati di sistemi avanzati di autotest, la manutenzione ordinaria è generalmente molto semplice e può essere eseguita direttamente dall’utilizzatore, senza costi aggiuntivi. È sufficiente effettuare controlli visivi periodici, verificare il LED di stato, controllare la scadenza di batteria ed elettrodi e assicurarsi che il kit sia completo. Alcuni DAE di fascia media possono invece prevedere ispezioni tecniche periodiche presso il produttore o un centro di assistenza autorizzato, secondo quanto indicato dal costruttore. In ogni caso, consultare il manuale d’uso e rispettare il programma di manutenzione previsto dal produttore è la soluzione migliore per garantire che il dispositivo sia sempre pronto all’utilizzo. La manutenzione del DAE può fare la differenza tra la vita e la morte Quando si parla di un dispositivo salvavita, la manutenzione non dovrebbe mai essere sottovalutata. Acquistare un defibrillatore rappresenta un passo importante verso la cardioprotezione, ma è solo l’inizio. Un DAE installato e dimenticato potrebbe non essere operativo nel momento in cui qualcuno ne ha realmente bisogno. La buona notizia è che, nella maggior parte dei DAE di fascia alta, la manutenzione ordinaria è semplice e può essere eseguita direttamente dall’utilizzatore, senza costi aggiuntivi. Grazie ai numerosi self test automatici, il dispositivo verifica costantemente il proprio stato di funzionamento, mentre è sufficiente effettuare periodicamente alcuni semplici controlli visivi, come la verifica del LED di stato, della scadenza di batteria ed elettrodi e della presenza degli accessori. Dedicare pochi minuti a questi controlli significa avere la certezza che il defibrillatore sia sempre pronto all’uso. Perché durante un arresto cardiaco ogni secondo è prezioso e poter contare su un DAE perfettamente funzionante può fare la differenza tra salvare una vita e perdere un’occasione irripetibile. #### Glossario, significato e acronimi dei termini più diffusi in ambito di emergenza medica e primo soccorso In questo articolo Glossario raccogliamo e indichiamo il significato e gli acronimi dei termini più diffusi in ambito di emergenza medica e primo soccorso. ABC: Airway, Breathing, Circulation (Pervietà vie aeree, respiro, circolo) – Questo acronimo rappresenta i passaggi fondamentali da seguire nell’ordine durante le manovre di primo. Si inizia assicurandosi che le vie aeree della vittima siano pervie (ovvero libere), quindi si verifica la presenza di respiro e, se necessario, si avviano le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) per mantenere la circolazione sanguigna. AC: Arresto Cardiaco – Rappresenta l’arresto improvviso del cuore, in cui il cuore smette di battere in modo efficace e non pompa più il sangue in modo sufficiente per soddisfare le esigenze del corpo. L’arresto cardiaco richiede un intervento di emergenza immediato per tentare di ripristinare la funzione cardiaca e il flusso sanguigno. ACC: Arresto Cardio-Circolatorio – Questo acronimo si riferisce all’arresto cardiaco associato a una cessazione completa della circolazione sanguigna nel corpo. L’arresto cardio-circolatorio richiede un intervento di emergenza immediato per tentare di ripristinare la funzione cardiaca e il flusso sanguigno. ACI: Arresto Cardiaco Improvviso – Si riferisce all’arresto cardiaco, ed è comunemente chiamato anche in questo modo proprio perchè si verifica in modo inaspettato e improvviso. AED: Automated External Defibrillator – E’ l’acronimo inglese che si riferisce al nostro DAE. Non di rado è possibile trovare anche nel mercato italiano prodotti i contenuti informativi che impiegano questo acronimo per una mancata o incompleta traduzione in italiano. AHA: American Heart Association – È un’organizzazione non profit che si impegna nella promozione della salute del cuore e nel miglioramento delle cure per le malattie cardiache. L’AHA fornisce linee guida e linee direttive in materia di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e utilizzo del defibrillatore. ALS: Advanced Life Support (Supporto Vitale Avanzato) – Rappresenta il livello di assistenza medica di emergenza che comprende procedure e interventi avanzati per il supporto delle funzioni vitali in situazioni critiche. Include procedure come la gestione avanzata delle vie aeree, l’amministrazione di farmaci e la terapia cardiovascolare avanzata. Analisi del ritmo cardiaco: È il processo di valutazione del ritmo cardiaco di una persona, generalmente utilizzando un defibrillatore o un monitor cardiaco. L’analisi del ritmo cardiaco può determinare se il ritmo è normale, anomalo o se si verifica un arresto cardiaco. Arresto cardiaco: Rappresenta l’interruzione improvvisa e completa delle contrazioni efficaci del cuore. Durante un arresto cardiaco, il cuore smette di pompare sangue in modo efficace, portando alla cessazione della circolazione sanguigna e all’eventuale mancanza di ossigeno per gli organi vitali. Autodiagnosi – È un processo in cui una persona valuta o identifica da sola la presenza di una malattia o di un disturbo basandosi sui sintomi o su altri indicatori. Tuttavia, l’autodiagnosi non sostituisce una diagnosi medica professionale ed è consigliabile consultare un medico per una valutazione accurata. Se associato ai dispositivi DAE, l’autodiagnosi si riferisce al sistema diagnostico interno, in grado di comprendere lo stato di efficacia del dispositivo. Qualora la diagnosi individui problemi, i DAE, a secondo di marca e modello, emettono segnali acustici e/o luminosi, in modo ripetuto, al fine di segnalare ai presenti il malfuzionamento. I DAE più evoluti, connessi con tecnologie WiFi/3G/4G, possono comunicare direttamente all’azienda che ha fornito il DAE l’anomalia in tempo reale, in modo tale che possano essere prese azioni correttive in tempi estremamente ridotti. BLS: Basic Life Support (Supporto Vitale di Base) – Si riferisce alle procedure di primo soccorso di base che vengono eseguite per stabilizzare una persona in situazioni di emergenza. Include manovre come la rianimazione cardiopolmonare (RCP), la gestione delle vie aeree e il controllo dell’emorragia. BLSD (o BLS-D): Basic Life Support and Defibrillation (Supporto Vitale di Base e Defibrillazione) – Rappresenta il livello di supporto vitale di base che include anche l’uso di un defibrillatore per fornire una scarica elettrica al cuore in caso di arresto cardiaco. Il BLSD combina le competenze del BLS con l’abilità di utilizzare un defibrillatore. CE: Centrale Operativa – Si riferisce a una struttura o un centro di controllo del 112/118 che coordina le risposte alle emergenze e ai servizi di soccorso. Una centrale operativa può ricevere chiamate di emergenza, inviare squadre di soccorso sul luogo e gestire le comunicazioni e il flusso delle informazioni durante un’operazione di soccorso. I soccorritori e sanitari chiamano la CE per radio con le sigle dell’alfabeto fonetico NATO “Charlie Echo”. DAE ( o defibrillatore): Defibrillatore Automatico Esterno – È un dispositivo elettronico portatile utilizzato per fornire una defibrillazione al cuore in caso di arresto cardiaco. Il DAE è progettato per essere utilizzato da personale non medico e fornisce istruzioni vocali e visive per guidare l’utente attraverso il processo di utilizzo. L’acronimo stesso del DAE viene associato in Italia in modo molto soggettivo (Defibrillatore Automatico Esterno, Defibrillatore semiAutomatico Esterno, Defibrillatore Automatico/semiautomatico Esterno). E’ importante comprendere che DAE e defibrillatore sono sinonimi, quindi non viene fatto riferimento ad una versione automatica o semiautomatica. Qualora un soccorritore, un laico o un sanitario si rivolgesse a noi prestando soccorso a una persona “Tu, cerca un DAE e portamelo!”, l’attenzione deve essere solo sul reperire un defibrillatore, non importa se automatico o semiautomatico DAE automatico (o Defibrillatore Automatico)  Si riferisce a un tipo di defibrillatore automatico che, una volta applicato sulla vittima, analizza automaticamente il ritmo cardiaco e, se necessario, fornisce una scarica elettrica per ripristinare un ritmo cardiaco normale senza bisogno di intervento manuale. DAE semiautomatico (o Defibrillatore Semiutomatico): Si tratta di un tipo di defibrillatore che richiede l’intervento manuale dell’operatore per fornire una scarica elettrica. Dopo l’analisi del ritmo cardiaco, l’operatore deve premere un pulsante per avviare la defibrillazione. Defibrillazione: È una procedura medica in cui una scarica elettrica viene fornita al cuore per interrompere un ritmo cardiaco anomalo, come la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare, e ripristinare un ritmo cardiaco normale. DPI: Dispositivo di Protezione Individuale – Rappresenta una categoria di dispositivi che vengono utilizzati per proteggere la persona che li indossa da rischi per la salute o la sicurezza. Nel contesto del primo soccorso, i DPI possono includere guanti, maschere facciali, occhiali protettivi e camici monouso per proteggere il soccorritore durante l’assistenza a una vittima. ECG: Elettrocardiogramma – È un test diagnostico che registra l’attività elettrica del cuore. Viene eseguito utilizzando elettrodi posizionati sulla pelle del paziente e fornisce informazioni sul ritmo cardiaco, la frequenza cardiaca, la conduzione e altre caratteristiche dell’attività elettrica del cuore. ECM: Educazione Continua in Medicina – Rappresenta un programma o un processo di apprendimento e formazione continua nel campo della medicina, che coinvolge professionisti sanitari per mantenere e aggiornare le loro conoscenze, competenze e abilità nel corso della loro carriera professionale. L’ECM è importante per garantire l’aggiornamento e la qualità delle cure fornite ai pazienti. Elettrodi per la defibrillazione: Sono dispositivi collegati al defibrillatore elettronico utilizzati per applicare una scarica elettrica al cuore. Gli elettrodi vengono posizionati sulla pelle della persona affinché la corrente possa passare attraverso il cuore e ripristinare un ritmo cardiaco normale durante la defibrillazione. ERC: European Research Council – È un’organizzazione di ricerca finanziata dall’Unione europea che promuove e sostiene la ricerca scientifica avanzata in Europa. L’ERC finanzia progetti di ricerca innovativi e di alto livello in vari campi, compresi la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e le scienze sociali. ES: Emergenza Sanitaria – Rappresenta una situazione in cui una persona richiede assistenza medica immediata a causa di un’urgenza o un grave problema di salute. L’emergenza sanitaria richiede interventi rapidi da parte di operatori sanitari qualificati per valutare, stabilizzare e fornire cure appropriate alla persona in difficoltà. EU: Emergenza/Urgenza – Questo acronimo indica la necessità di un’assistenza medica di emergenza o urgente. L’EU indica una situazione critica in cui una persona richiede cure immediate per un problema di salute acuto o una lesione grave. FA: Fibrillazione Atriale – È un disturbo del ritmo cardiaco caratterizzato da contrazioni irregolari e disordinate degli atri, le due camere superiori del cuore. La fibrillazione atriale può portare a un battito cardiaco irregolare, un flusso sanguigno inefficace e un aumento del rischio di coaguli di sangue e ictus. FC: Fibrillazione Cardiaca – Rappresenta un’anomalia nel ritmo cardiaco in cui il cuore presenta contrazioni rapide, disorganizzate e inefficaci. La fibrillazione cardiaca può causare una ridotta capacità di pompare il sangue e può essere potenzialmente letale se non trattata tempestivamente. FFP: Filtering Facepiece Particles (Facciale filtrante contro le particelle) – Si riferisce a una maschera facciale che fornisce una protezione dalle particelle sospese nell’aria, come polveri, fumi, aerosol e goccioline. Le maschere FFP sono progettate per filtrare efficacemente le particelle e proteggere il sistema respiratorio del portatore. FFP1, FFP2, FFP3: Questi acronimi si riferiscono ai livelli di protezione delle maschere facciali filtranti contro le particelle (Filtering Facepiece Particles, FFP). Queste maschere sono classificate in base alla loro capacità di filtrare particelle sospese nell’aria. FFP1 offre una protezione di base contro le particelle, FFP2 offre una protezione superiore rispetto a FFP1, e FFP3 offre la massima protezione, inclusa la protezione contro particelle aerosol altamente tossiche o patogene. Fibrillazione: Rappresenta un’anomalia nel ritmo cardiaco in cui il cuore presenta contrazioni rapide, disorganizzate e inefficaci. Durante la fibrillazione, il cuore non pompa il sangue in modo efficiente, compromettendo la circolazione sanguigna e l’apporto di ossigeno agli organi vitali. FA: Fibrillazione Atriale – È un tipo di fibrillazione che coinvolge gli atri, le due camere superiori del cuore. Nella fibrillazione atriale, gli atri presentano contrazioni irregolari e disordinate, che possono influire sul normale flusso sanguigno attraverso il cuore. FV: Fibrillazione Ventricolare – Rappresenta un tipo più grave di fibrillazione che coinvolge i ventricoli, le due camere inferiori del cuore responsabili della pompa principale. Nella fibrillazione ventricolare, i ventricoli presentano contrazioni caotiche e inefficaci, impedendo al cuore di pompare il sangue in modo adeguato. La fibrillazione ventricolare è una condizione estremamente grave e richiede un intervento medico immediato per evitare conseguenze fatali. GAS: Guardo Ascolto Sento – Rappresenta una strategia di valutazione dell’incidente o della situazione di emergenza che coinvolge il raccoglimento di informazioni visive, uditive e sensoriali da parte del soccorritore per valutare la sicurezza del luogo e determinare il corso d’azione appropriato. ILCOR: International Liaison Committee on Resuscitation – È un comitato internazionale che coordina e sviluppa le linee guida per la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’assistenza cardiovascolare di emergenza (ACE) a livello mondiale. L’ILCOR fornisce una revisione continua della ricerca scientifica nel campo della rianimazione e delle cure di emergenza. Impedenza: Nel contesto medico, l’impedenza si riferisce alla resistenza offerta da un tessuto o da un organo al passaggio di una corrente elettrica. Nella defibrillazione cardiaca, l’impedenza è un fattore che influenza l’efficacia della scarica elettrica fornita al cuore attraverso gli elettrodi. Infarto miocardico (o infarto del miocardio): Comunemente noto come attacco di cuore, l’infarto miocardico si verifica quando il flusso sanguigno al cuore viene interrotto a causa di un’ostruzione delle arterie coronarie. La mancanza di apporto di ossigeno al tessuto cardiaco causa danni alle cellule del muscolo cardiaco. IRC: acronimo di Italian Resuscitation Council, è un’organizzazione italiana che si occupa di promuovere e diffondere le conoscenze e le competenze relative alla rianimazione cardiopolmonare (RCP) e all’assistenza cardiovascolare di emergenza (ACE) nel territorio italiano. L’IRC si impegna a fornire linee guida basate sull’evidenza scientifica, a organizzare corsi di formazione e ad aumentare la consapevolezza pubblica sull’importanza della rianimazione cardiopolmonare precoce e dell’uso dei defibrillatori automatici esterni (DAE). Joule: È l’unità di misura dell’energia elettrica utilizzata nella defibrillazione. La scarica elettrica fornita da un defibrillatore viene espressa in joule e rappresenta la quantità di energia elettrica trasferita al cuore durante la procedura di defibrillazione. MC: Morte Cardiaca – Rappresenta il decesso del cuore e l’arresto del suo funzionamento. La morte cardiaca si verifica quando il cuore smette di battere e di pompare sangue in modo efficace. MCI: Morte Cardiaca Improvvisa – Rappresenta una morte cardiaca che si verifica in modo improvviso e inaspettato, solitamente a causa di un’aritmia grave come la fibrillazione ventricolare. L’MCI richiede un intervento di emergenza immediato, come la defibrillazione, per ripristinare un ritmo cardiaco normale e salvare la vita del paziente. Metronomo: È un dispositivo o un’applicazione che emette segnali sonori o visivi a intervalli regolari per aiutare a mantenere un ritmo costante. Nell’ambito del primo soccorso e della rianimazione cardiopolmonare (RCP), un metronomo può essere utilizzato per aiutare a mantenere un adeguato ritmo di compressione toracica durante le manovre di rianimazione. MSA: Mezzo Soccorso Avanzato – Rappresenta un’ambulanza o un veicolo di soccorso attrezzato con personale medico altamente qualificato e strumentazioni avanzate per fornire assistenza medica di emergenza sul campo. Il MSA è in grado di fornire cure più avanzate rispetto a un mezzo di soccorso di base, come ad esempio la somministrazione di farmaci o la gestione di procedure invasive. NUE: Numero Unico di Emergenza (112) – È un numero di telefono dedicato alle emergenze che viene utilizzato in molti paesi europei, inclusa l’Italia. Chiamando il numero 112, si viene collegati a una centrale operativa che gestisce le chiamate di emergenza e coordina l’invio dei servizi di soccorso appropriati, come ambulanze, vigili del fuoco o forze dell’ordine. PA: Pressione Arteriosa – Rappresenta la misurazione della forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie durante il ciclo cardiaco. La pressione arteriosa è generalmente misurata utilizzando un’apposita apparecchiatura chiamata sfigmomanometro e viene espressa con due valori, la pressione sistolica (massima) e la pressione diastolica (minima), misurate in millimetri di mercurio (mmHg). PA: Pubblica Assistenza – Rappresenta organizzazioni di volontariato che forniscono servizi di assistenza e soccorso alla comunità. Le Pubbliche Assistenze sono presenti in molti paesi e si dedicano a varie attività, come il trasporto sanitario non urgente, il supporto durante eventi di massa o calamità naturali e l’educazione alla sicurezza e alla prevenzione. Fanno parte delle Pubbliche Assistenze: ANPAS; CRI, Misericordia, Croce Verde, Croce Blu, Ordine di Malta, … PAD: Public Access Defibrillation – Indica la disponibilità di defibrillatori automatici esterni (DAE) in luoghi pubblici accessibili, come centri commerciali, aeroporti o stazioni ferroviarie. La defibrillazione precoce può essere cruciale per salvare la vita di una persona in caso di arresto cardiaco improvviso, e i defibrillatori accessibili al pubblico possono essere utilizzati da soccorritori non professionisti per avviare tempestivamente le manovre di rianimazione. PBLSD (o P-BLSD): Pediatric Basic Life Support Defibrillator – Si riferisce a un defibrillatore specificamente progettato per l’uso in situazioni di arresto cardiaco pediatrico. Il PBLSD è dotato di funzionalità e impostazioni adeguate per fornire una scarica elettrica appropriata e sicura ai bambini, tenendo conto delle differenze anatomiche e fisiologiche rispetto agli adulti. Il PBLSD è utilizzato durante le manovre di rianimazione cardiopolmonare pediatrica per ripristinare un ritmo cardiaco normale e migliorare le probabilità di sopravvivenza dei bambini colpiti da un arresto cardiaco improvviso. È importante utilizzare un defibrillatore specifico per l’età del paziente, poiché la gestione dell’arresto cardiaco nei bambini richiede dosaggi e procedure specifiche per adattarsi alle loro caratteristiche uniche. PLS: Posizione Laterale di Sicurezza – È una posizione di primo soccorso in cui una persona viene posizionata su un fianco con la testa inclinata all’indietro, in modo da mantenere vie aeree aperte e prevenire l’ostruzione delle vie respiratorie in caso di incapacità di mantenere la coscienza o di vomito. La posizione laterale di sicurezza è spesso utilizzata per garantire la sicurezza delle vie aeree di un individuo che si trova in stato di incoscienza o che potrebbe essere a rischio di ostruzione delle vie respiratorie. PNX: Pneumotorace – Rappresenta una condizione in cui si verifica una perdita d’aria all’interno della cavità pleurica, lo spazio tra i polmoni e la parete toracica. Il pneumotorace può causare un collasso parziale o completo del polmone interessato, compromettendo la capacità respiratoria e causando sintomi come dispnea (difficoltà respiratoria) e dolore toracico. PS: Pronto Soccorso – È un reparto o un servizio medico dedicato all’assistenza e alla gestione delle emergenze mediche acute. Il Pronto Soccorso è il punto di accesso primario per le persone che richiedono cure mediche immediate a causa di lesioni, malattie o condizioni critiche. Il personale del Pronto Soccorso è addestrato per valutare, stabilizzare e fornire cure di emergenza ai pazienti. PTC: Prehospital Trauma Care – Rappresenta le cure mediche pre-ospedaliere fornite a pazienti traumatizzati prima del loro arrivo in ospedale. Il PTC coinvolge l’identificazione e la gestione delle lesioni traumatiche, come traumi cranici, fratture ossee, emorragie e lesioni agli organi interni, al fine di stabilizzare i pazienti e prevenire ulteriori danni prima che ricevano cure definitive in un ambiente ospedaliero. RCP: Rianimazione Cardio-Polmonare – È una serie di manovre e procedure di emergenza eseguite per ripristinare la circolazione sanguigna e la respirazione in una persona in arresto cardiaco o in arresto respiratorio. La RCP include la somministrazione di compressioni toraciche ritmiche, la ventilazione artificiale e, se disponibile, l’uso di un defibrillatore per ristabilire un ritmo cardiaco normale. La RCP tempestiva può salvare vite umane e aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di emergenze cardiache. Scossa consigliata: Rappresenta una raccomandazione medica per l’applicazione di una defibrillazione elettrica a una persona in arresto cardiaco con determinate caratteristiche del ritmo cardiaco. Una scossa consigliata indica che l’utilizzo di un defibrillatore per interrompere il ritmo cardiaco anomalo e ripristinare un ritmo normale è raccomandato per migliorare le possibilità di sopravvivenza del paziente. Scossa non consigliata: Indica una situazione in cui l’applicazione di una defibrillazione elettrica a una persona in arresto cardiaco non è raccomandata o può essere controindicata. Ciò può accadere se il paziente presenta un ritmo cardiaco in cui la defibrillazione non è efficace o potrebbe essere dannosa, come ad esempio la presenza di un ritmo asistolia (assenza di attività elettrica del cuore). Soccorritore: Rappresenta una persona addestrata e qualificata a fornire assistenza e cure di emergenza a individui che necessitano di soccorso medico. I soccorritori possono essere professionisti sanitari, come paramedici o infermieri, o volontari addestrati in tecniche di primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare (RCP). Il ruolo del soccorritore è di identificare e rispondere tempestivamente alle emergenze, valutare le condizioni del paziente e fornire le cure necessarie fino all’arrivo di ulteriori soccorsi o personale medico. SORES: Sala Operativa Regionale Emergenza Sanitaria – È una struttura operativa regionale che coordina e gestisce le emergenze sanitarie e le risorse in risposta a situazioni di emergenza o disastro. La SORES è responsabile della gestione delle chiamate di emergenza, del coordinamento delle squadre di soccorso e dell’invio di risorse appropriate per garantire una risposta efficace e tempestiva alle emergenze sanitarie nella regione di competenza. SpO2: Saturazione Periferica di O2 (ossigeno) – Rappresenta la misura della percentuale di emoglobina ossigenata presente nel sangue arterioso. La misurazione della SpO2 viene comunemente effettuata utilizzando un saturimetro, un dispositivo che viene applicato su un dito o un’area vascolare periferica e utilizza luci a lunghezze d’onda specifiche per determinare il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue. Tachicardia ventricolare: È un’anomalia del ritmo cardiaco caratterizzata da una frequenza cardiaca molto elevata e irregolare che origina dai ventricoli, le camere inferiori del cuore. Durante la tachicardia ventricolare, i ventricoli si contraggono in modo rapido e non coordinato, compromettendo la normale funzione di pompa del cuore. Questo può portare a una ridotta efficacia del pompaggio del sangue e, se non trattata tempestivamente, può evolvere in fibrillazione ventricolare, un ritmo cardiaco estremamente disorganizzato e potenzialmente letale. La tachicardia ventricolare può manifestarsi come una condizione indipendente o come una complicazione di altre patologie cardiache. Il trattamento di emergenza può includere l’utilizzo di defibrillatori per ripristinare il ritmo cardiaco normale o l’amministrazione di farmaci antiaritmici per interrompere la tachicardia. Se hai necessità di acquistare un defibrillatore, effettuare progetti PAD di cardioprotezione oppure effettuare corsi e retraining BLSD e PBLSD, ed hai necessità di approfondire alcune delle tue competenze per poter effettuare una scelta consapevole ed efficacie, contattaci. Il nostro personale, composto anche da Ingegneri Biomedicali e Istruttori BLSD, saprà fornirti tutto il supporto pre-acquisto necessario. #### Grande evento formativo: corsi BLSD e disostruzione gratuiti a Verona per studenti, insegnanti e genitori presso il Palazzo della Gran Guardia Oggi 13 settembre 2024, la splendida cornice del Palazzo della Gran Guardia a Verona ospiterà un evento formativo gratuito di rilevanza straordinaria: 1650 tra studenti, insegnanti e genitori saranno formati (gratutiamente) con BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), primo soccorso e manovre di disostruzione. Questo evento, organizzato dagli istruttori della rete nazionale “Squicciarini Rescue“, si pone l’obiettivo di diffondere competenze salvavita essenziali a giovani e insegnanti, rafforzando una cultura di sicurezza e prevenzione. Il corso BLSD, della durata di 5 ore, è specificamente pensato per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori di Verona e per gli insegnanti. Durante il corso, gli istruttori accreditati 118, tra cui il Direttore Scientifico Dott.ssa Alessandra Narciso e il Dott. Marco Squicciarini, guideranno i partecipanti nell’apprendimento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’uso del defibrillatore, sia per adulti che per bambini. Questa preparazione sarà cruciale non solo per affrontare eventuali emergenze scolastiche, ma anche nella vita di tutti i giorni. EMD112®, partner ufficiale dell’iniziativa, è fiera di supportare questa giornata formativa insieme alla Squicciarini Rescue, contribuendo con la realizzazione di 1500 valigette con contenuti informativi relativi al primo soccorso, manovre di disostruzione e anti-soffocamento e cardioprotezione. Inoltre, verrà donato un defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P alla Dott.ssa Narciso, che a sua volta lo destinerà a una scuola della città di Verona. “La nostra missione è sensibilizzare e preparare le nuove generazioni – Commenta Simone Madiai, CEO EMD112® e istruttore BLSD, presente all’evento- insegnando loro manovre di primo soccorso e l’utilizzo del defibrillatore, competenze che possono salvare vite umane in situazioni critiche, come un arresto cardiaco improvviso.” La formazione sarà curata da un team di esperti: medici, infermieri e istruttori BLSD facenti parte dell’International Training Center Squicciarini Rescue, tutti accreditati al 118. La loro competenza garantirà una preparazione di alta qualità, conforme alle più recenti linee guida internazionali e nazionali, permettendo ai partecipanti di agire prontamente e in sicurezza in situazioni di emergenza. La formazione BLSD non è solo una competenza tecnica: è un vero e proprio investimento nella sicurezza della nostra comunità. Quanto prima i giovani apprendono queste manovre, tanto maggiore sarà la loro capacità di intervenire in modo efficace durante le emergenze. Questa formazione potrebbe ispirare i partecipanti a diventare futuri volontari o professionisti in ambito sanitario, contribuendo alla diffusione della cultura della cardioprotezione. Gli studenti formati non saranno solo soccorritori in grado di intervenire in casi di arresto cardiaco, ma veri e propri ambasciatori della prevenzione. Una formazione ben fatta, infatti, può spingere a diffondere la conoscenza del BLSD anche ad amici, familiari e comunità, generando un effetto a catena che potrebbe salvare numerose vite. Tutti i partecipanti riceveranno libri, manuali e poster con le nuove linee guida BLSD. Tutto il materiale didattico è stato approvato dal Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. Questo dimostra il forte supporto istituzionale e l’importanza di questi corsi, che rappresentano una risorsa fondamentale per la sicurezza di ogni comunità.   L’evento si preannuncia come un’occasione straordinaria: nella mattinata del 13 settembre, 800 studenti dei licei pubblici di Verona apprenderanno le tecniche per salvare una vita; nel pomeriggio dello stesso giorno, 50 insegnanti, inclusi quelli che lavorano con bambini fragili, parteciperanno a un corso BLSD-PBLSD e riceveranno il certificato BLSD 118 regionale, valido sia per adulti che per bambini; il 14 settembre, sia al mattino che al pomeriggio, saranno coinvolti 800 partecipanti tra genitori, nonni, baby sitter e insegnanti di asili nido, che verranno formati per gestire ostruzioni delle vie aeree e rianimazioni su lattanti, bambini e adolescenti. A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Grazie al contributo di Squicciarini Rescue, EMD112® e delle istituzioni locali, questa giornata segnerà un passo importante verso una maggiore consapevolezza e preparazione nel primo soccorso. Siamo certi che queste giornate formative rappresenteranno una pietra miliare per la creazione di una comunità più sicura e cardioprotetta. Invitiamo tutti a partecipare con entusiasmo e consapevolezza, perché la formazione di oggi potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte domani! #### Guida all’acquisto di un defibrillatore semiautomatico esterno “Il miglior defibrillatore disponibile sul mercato”, “Il defibrillatore più semplice da utilizzare”, “Il DAE più resistente”, “Il dispositivo salva vita più sicuro”: sono molti gli slogan impiegati dalle aziende per vendere il proprio defibrillatore, ma di chi fidarsi? Quali sono le caratteristiche fondamentali che devono indurre a scegliere un defibrillatore piuttosto che un altro? Facciamo un po’ di chiarezza. L’acquisto di un DAE (Defibrillatore semi-Automatico Esterno), non dovrebbe essere dettato da una scelta affrettata e superficiale. Tale dispositivo, infatti, rappresenta l’unica possibilità di salvezza in caso si venga colpiti da arresto cardiaco. Solo in Italia, circa 70.000 persone all’anno perdono la vita per Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). Ma si può e si deve intervenire. Sono quattro i cosiddetti anelli della catena della sopravvivenza: allarme immediato, rianimazione cardio-polmonare, defibrillazione precoce, rianimazione cardiaca avanzata. La tempestiva disponibilità di un defibrillatore nelle immediate vicinanze in cui è accaduto il fatto fa aumentare sensibilmente le possibilità di recupero di un paziente colto da fibrillazione ventricolare, causa più frequente di arresto cardiaco. Grazie alla defibrillazione precoce, infatti, la probabilità di sopravvivenza di una persona colta da malore può salire oltre l’80%. Ma quali sono i migliori dispositivi presenti sul mercato? Su quali basi è opportuno effettuare un acquisto? Proprio perché si tratta della vita di milioni di persone in tutto il mondo, non si può e non ci si deve accontentare di un prodotto mediocre. È bene diffidare da frasi del tipo “Il miglior defibrillatore presente sul mercato” perché, di per sé, dicono tutto e niente: “miglior defibrillatore” per quale motivo? Perché è quello più economico? Perché è quello più resistente? È chiaro che per fare una scelta ponderata non è opportuno prendere in considerazione tali messaggi pubblicitari; piuttosto, è molto più saggio analizzare nel dettaglio le schede tecniche di tali dispositivi.   Ma quali sono le caratteristiche tecniche da esaminare scrupolosamente? Peso e dimensioni del dispositivo. Possono sembrare caratteristiche trascurabili, ma maneggiare un DAE più piccolo e più leggero facilita sicuramente le manovre di soccorso. I defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine® sono i dispositivi più piccoli e i più leggeri disponibili sul mercato. Pesano solamente 1,1 kg (batteria ed elettrodi inclusi) e le loro dimensioni sono le seguenti: 20 cm x 18,4 cm x 4,8 cm.   Facilità d’uso. Un defibrillatore semiautomatico esterno con pochi pulsanti e dotato sia di guida vocale che visiva è sicuramente da preferire rispetto ad un dispositivo privo di tali caratteristiche. Nella concitazione del momento, infatti, poter essere supportati da comandi vocali chiari, scanditi ed espressi in tono pacato, oltre a disporre di una guida visiva facilmente comprensibile, rappresenta un notevole vantaggio soprattutto per un soccorritore inesperto. I defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine® sono semplicissimi da utilizzare: è stato calcolato che, in media, un bambino di 8 anni impiega circa 90 secondi per intuirne il loro funzionamento. I defibrillatori HeartSine®, infatti, hanno solamente 2 pulsanti (on/off e scarica) e sono dotati sia di guida vocale che di guida visiva. I comandi vocali, per finire, vengono ripetuti finché non vengono eseguiti dal soccorritore.   Indice di protezione. L’indice di protezione IP, o International Protection, è una convenzione definita da Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) usata per individuare il grado di protezione degli involucri di dispositivi elettrici ed elettronici contro la penetrazione di agenti esterni di natura solida e liquida. Dopo il prefisso “IP”, vengono indicate due cifre. La prima rappresenta il grado di protezione contro l’ingresso di oggetti solidi; la seconda cifra, invece, indica il grado di protezione contro l’ingresso di liquidi. Quando si vuole acquistare un defibrillatore, l’indice di protezione è sicuramente una di quelle caratteristiche sulle quali è opportuno prestare molta attenzione. Capita di frequente di dover utilizzare un defibrillatore sotto la pioggia o in un ambiente polveroso e pertanto è fondamentale che venga garantito il corretto funzionamento dell’apparecchio anche il tali circostanze. I defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine® sono gli unici dispositivi disponibili sul mercato ad avere indice di protezione IP56. “IP5x” significa che il DAE ha una protezione contro la polvere tale da non interferire con il funzionamento del dispositivo stesso. “IPx6” significa che il defibrillatore è resiste a forti getti d’acqua provenienti da qualunque direzione ed è in grado di resistere anche dall’acqua di mare.   Garanzia. Prima di acquistare un defibrillatore, è importante controllarne la durata della garanzia. Più la garanzia è lunga, minori saranno i costi di manutenzione e migliore sarà la qualità del dispositivo stesso. I defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine® sono gli unici dispositivi disponibili sul mercato garantiti ben 8 anni.   Certificazioni. Anche il numero ed il tipo di certificazioni ottenute da un apparecchio ne rispecchiano la qualità. I defibrillatori della HeartSine® sono certificati secondo gli standard più aggiornati e rigorosi disponibili nell’industria. Difatti, sono certificati secondo lo standard militare MIL STD 810F (metodo 514.5+ categoria 4 e 7; metodo 516.5 procedura I); posseggono certificazioni sull’emissione di radiazioni, scariche elettrostatiche e scariche magnetiche come la EN61000-4-3, la EN61000-4-8 e la EN55011; e sono in possesso della certificazione avionica RTCA/DO160F, sezione 21, categoria M. In più, la HeartSine è una delle 6 compagnie in tutto il mondo ad essere stata approvata dall’FDA (Food and Drugs Administration) che ha criteri molto stringenti per valutare e concedere l’approvazione al marketing dei defibrillatori semiautomatici esterni. Tutto ciò, assieme all’indice di protezione IP56, fa sì che questi defibrillatori possano essere utilizzati e trasportati anche in una varietà di condizioni estreme.   Costi di manutenzione. La durata della batteria e degli elettrodi, assieme alla garanzia standard del prodotto, sono le caratteristiche da controllare per poter fare una stima dei costi di manutenzione di un defibrillatore. Nei defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine®, batteria ed elettrodi sono inglobati in un unico componente, il cosiddetto “PAD/Pak” . Ogni cartuccia PAD/Pak ha data di scadenza singola (4 anni); in questo modo viene eliminata la necessità d’inventario e di scadenzario di due elementi separati e si riducono i costi di inventario e di manutenzione. Un PAD/Pak che dura 4 anni, infatti, ha costi di manutenzione inferiori rispetto a quei dispositivi che hanno bisogno di sostituire gli elettrodi ogni 2 anni e la batteria ogni 4 o 5 anni. Inoltre, la lunga durata del Pad-Pak, assieme alla durata della garanzia standard dei defibrillatori DAE samaritan PAD della HeartSine, permettono di ottenere un notevole ridimensionamento dei costi durante la vita operativa del dispositivo. In più, in caso di utilizzo del DAE su una vittima di arresto cardiaco, inviando alla casa madre il tracciato clinico registrato dal dispositivo durante l’intervento, è possibile ricevere gratuitamente dalla HeartSine® un consumabile nuovo  identico a quello impiegato durante il soccorso. L’appena citata campagna lanciata dall’azienda di Belfast è denominata “UPLOAD Saver EVO“.   Presenza dell’RCP ADVISOR (o CPR ADVISOR o FEEDBACK RCP). Tra una scarica elettrica e la successiva (perché non sempre, purtroppo, basta uno shock elettrico al cuore per ripristinarne il normale battito cardiaco) è fondamentale tenere ossigenato il cervello del paziente mediante l’esecuzione delle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Effettuare il massaggio cardiaco in maniera corretta non è per niente facile; talvolta non è semplice nemmeno per i medici o per il personale addestrato. L’RCP Advisor è in grado di fornire un feedback diretto sulla qualità delle compressioni effettuate: non solo, quindi, viene scandito il ritmo con il quale sarebbe opportuno effettuare le manovre di rianimazione, ma se ne misura anche l’efficacia. Come è facilmente intuibile, per comprimere in maniera adeguata il torace di un paziente di 50 chilogrammi occorrerà impiegare molta meno forza rispetto ad un paziente che di chili ne pesa 90. Ma dosare tale forza, soprattutto durante un’emergenza, non è per niente facile. Ecco perché tale specifica tecnica dei defibrillatori è una tra le più importanti da tenere in considerazione. Il defibrillatore semiautomatico esterno samaritan® PAD 500P della HeartSine® è l’unico dispositivo al mondo dotato di RCP Advisor. Attraverso questo algoritmo brevettato, il defibrillatore è in grado di fornire al soccorritore istruzioni visive e vocali in tempo reale sulla qualità delle manovre di rianimazione che sta effettuando. Questa funzione, unica nel suo genere, utilizza il Cardio-Gramma ad Impedenza (ICG) per misurare i cambiamenti dinamici nel torace del paziente sottoposto a massaggio cardiaco.   I defibrillatori HeartSine® Riassumendo, la HeartSine® è una delle 6 compagnie in tutto il mondo ad aver ottenuto la commercializzazione dei defibrillatori negli Stati Uniti d’America; sono infatti stati approvati dalla Food and Drugs Administration (FDA). Oltre a questo, i defibrillatori della HeartSine sono gli unici dispositivi al mondo con indice di protezione IP56 e garanzia di ben 8 anni. Oltre ad essere il più piccolo e il piùleggero del mercato (pesa solamente 1,1 chilogrammi, batteria inclusa) il defibrillatore semiautomatico esterno HeartSine® samaritan® PAD 500P vanta un altro importantissimo primato: è il primo e unico defibrillatore al mondo dotato di CPR Advisor. Attraverso un cardiogramma ad impedenza (IGC), infatti, questo algoritmo brevettato è in grado di calcolare i parametri vitali del paziente mentre viene sottoposto a manovre di rianimazione cardio-polmonare; in questo modo il soccorritore verrà guidato ed aiutato nel dosare forza e velocità delle compressioni. Altre caratteristiche importanti dei defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine® sono il basso costo di manutenzione (il più basso sul mercato), la semplicità di utilizzo (guida vocale e visiva), la velocità con cui viene erogata la scarica elettrica (la più alta in commercio), l’affidabilità e la resistenza. Inoltre, grazie all’onda bifasica esponenziale ottimizzata SCOPE, brevettata dalla HeartSine, i defibrillatori della casa irlandese sono in grado di gestire range di impedenza maggiori rispetto ai dispositivi della concorrenza, offrendo la migliore terapia salvavita con il più basso livello di effetti collaterali per le cellule cardiache.   Per concludere, quale defibrillatore scegliere? A questo punto, dovrebbe essere chiaro a tutti che prima di acquistare un defibrillatore sarebbe auspicabile valutarne scrupolosamente le caratteristiche e le specifiche tecniche: poiché si tratta di dispositivi salva vita, non basta limitarsi ad acquistare il più ECONOMICO; è molto più saggio scegliere il MIGLIORE. #### Guida: temperatura di conservazione e esercizio del defibrillatore Per mantenere una piena efficienza un defibrillatore, è fondamentale conoscerne anche i range di temperatura di impiego. Il fattore temperatura e ambiente, diviene prioritario nel caso di defibrillatori posizionati all’esterno. I defibrillatori esterni ad accesso pubblico (posizionati nei parchi, scuole, uffici di PA, nei centri urbani, stazioni ferroviari, marittime, etc..) sono in grande aumento ed il gran divario di temperature che è possibile registrare in Italia dal nord a sud è molto variabile. Temperatura di conservazione, esercizio, trasporto temporaneo All’interno della scheda tecnica del defibrillatore, qualsiasi produttore inserisce le temperature di impiego, ed in genere le voci presenti sono: Temperatura di conservazione (o stoccaggio): range di temperatura riferita all’ambiente dove il DAE viene posizionato Temperatura di esercizio (o operativa/standby/funzionamento): range di temperatura riferita all’impiego operativo del DAE Temperatura trasporto temporaneo: range di temperatura riferita al trasporto temporaneo del DAE dal luogo di conservazione al luogo di impiego In linea generale, i dispositivi in commercio lavorano ad una temperatura di esercizio media va da 0°C a +50°C e a una tempratura di stoccaggio ottimale da +15°C a +35°C.   I DAE della famiglia Stryker® sono composti da 3 modelli (HeartSine® samaritan® PAD, Physio-Control® CR2, Physio-Control® LIFEPAK® 1000), disponibili in 16 differenti configurazioni: Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi ITALIANO; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi bilingue; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 bilingue WiFi + 3G ITALIANO; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 bilingue WiFi + 3G bilingue; Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi ITALIANO; Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi bilingue; Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi + 3G ITALIANO; Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 WiFi + 3G bilingue; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® 1000 – ECG; Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® 1000 – Base; Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P; Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P Connected (WiFi); Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 500P; Defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 500P Connected (WiFi); Defibrillatore automatico HeartSine® samaritan® PAD 360P; Defibrillatore automatico HeartSine® samaritan® PAD 360P Connected (WiFi). Vediamo nel dettaglio le temperature di esercizio e conservazione dei defibrillatori per modello: Defibrillatori samaritan® (tutte le versioni) Temperatura di esercizio: da 0°C a +50°C. Temperatura di conservazione: raccomandato da +15°C a +35°C. Temperatura di trasporto o stoccaggio temporaneo: da -10°C a +50°C per massimo 2 giorni. Se il dispositivo è stato conservato al di sotto di 0 °C, deve essere portato e conservato a una temperatura ambiente compresa fra 0 e 50 °C per almeno 24 ore prima dell’uso. Defibrillatori LIFEPAK® CR2 (tutte le versioni) Temperatura di esercizio: da 0°C a +50°C. Temperatura di conservazione: raccomandato da +15°C a +35°C. Temperatura di trasporto o stoccaggio temporaneo: da -30°C a +60°C con batteria ed elettrodi; tempo di esposizione massimo limitato ad una settimana. LIFEPAK® 1000 (tutte le versioni) Temperatura di esercizio: da 0°C a +50°C Temperatura di esercizio limitato a 1 ora: da -20°C a +60°C Temperatura di conservazione: raccomandato da +15°C a +35°C. Temperatura di trasporto o stoccaggio temporaneo: da -30°C a +60°C con batteria e elettrodi (esposizione a temperature estreme limitata a 7 giorni) Teche riscaldate E’ possibile incrementare il range di conservazione dei DAE con teche riscaldate, che consento di posizionare i dispositivi all’esterno con temperature fino a -20°C: Teca per defibrillatore riscaldata “Rotaid Solid Plus Heat”: Temperatura di conservazione: da -20°C a +50°C. Box AIVIA serie 230 con allarme, condizionamento, chiusura con codice numerico e chiamata di emergenza Temperatura di conservazione: da -20°C a +50°C. ARKY WARM – Armadietto per defibrillatori con allarme, riscaldamento e alimentazione a bassa tensione Temperatura di conservazione: da -10°C a +50°C.   La temperatura non è l’unico fattore ambientale a incidere sull’efficienza del defibrillatore, altri elementi che influiscono sono: Percentuale di umidità presente Presenza di polveri nell’ambiente (polvere, sabbia, terrà, ..) Presenza di liquidi Posizionamento DAE soggetto a colpi e cadute Etc.. E’ quindi importante tenere presenti tutti questi fattori, oppure è possibile rivolgersi al nostro staff, che vi guiderà nella scelta del modello e versione più adatto alle vostre esigenze e al posizionamento. #### Heart Experiences 2018, 15 partner EMD112 hanno vissuto il GP d’Italia al Mugello da protagonisti Il weekend del 1-2-3 Giugno si è svolto il primo appuntamento dell’Heart Experiences 2018 di EMD112 in occasione del Gran Premio d’Italia del Mugello. Quindici ospiti EMD112 tra partner e distributori, hanno potuto vivere un’esperienza unica: assistere al Gran Premio del Mugello nel Paddock, tra Hospitality e Box, assieme a Angel Nieto Team. Le giornate si sono articolate vivendo le sessioni di prove libere, qualifiche e gara respirando la sessa atmosfera che vive il team ogni weekend di gara, tra box, hospitality bordo pista, paddock. È stato possibile presentarsi ai piloti, pranzare assieme al team, accedere ad aree meno note e protette, come ad esempio nei camion fuori dal box, all’interno dei quali si trovano le cabine dove si cambiano i piloti Alvaro Bautista e Karel Abraham e dove si rilassano prima di scendere in pista, all’interno dei quali si trovano anche il magazzino con le parti di ricambio delle moto e le sale meeting del team. Ma non è finita qua.. Il Team ha organizzato per i propri ospiti delle sessioni formative all’interno del Box, dove è stata illustrata a fondo la Ducati di MotoGP: tecnologia, meccanica, elettronica ..e tante curiosità. Ha tenuto queste sessioni didattiche il Direttore Tecnico Gino Borsoi. Per la prima volta si è visto apparire anche un prodotto su una moto di MotoGP: il defibrillatore samaritan® era infatti presente sopra il codino delle moto di Alvaro Bautista e Karel Abraham. Questo per evidenziare che dal GP del Mugello, tutto il team è cardioprotetto con 2 defibrillatori samaritan situati presso box ed hospitality. Buono anche il risultato complessivo, che ha visto Alvaro Bautista chiudere al 9° posto, in lotta fino all’ultimo giro con Cal Crutchlow e Maverick Vinales, a solo 11 secondi da uno stratosferico Jorge Lorenzo. Anche Andrea Migno chiude che un ottimo 5° posto, dopo il 2° posto ottenuto nel precedente GP di Le Mans. Il prossimo appuntamento Heart Experiences 2018 è per venerdì 8 giugno, sempre al circuito del Mugello, questa volta a bordo di una Ferrari da corsa: 12 fortunati partecipanti avranno modo di guidare una Ferrari 458 Challenge EVO da corsa e di compiere 2 sessioni in pista da poco meno di 20Km ciascuna. Il pilota istruttore è Max Mugelli, pilota professionista attivo nel campionato TRC, mentre ai box saranno presenti tecnici telemetristi per analizzare e migliorare la propria tecnica di guida. Heart Experiences è aperto a tutti i partner EMD112, scopri come accedere ai prossimi appuntamenti! #### Heart Experiences 2018, in occasione del GP del Mugello donati 3 DAE samaritan® a Angel Nieto Team Giovedì 31 Maggio presso la sede EMD112 di Scarperia e San Piero (Firenze), si è svolto un evento privato in occasione del GP d’Italia del Mugello, primo appuntamento dell’Heart Experiences 2018. Ha preso parte all’evento l’Angel Nieto Team quasi al completo, dal Team Owner Jorge Martínez, al General Manager José María Ibáñez, ai piloti Alvaro Bautista, Andrea Migno, Albert Arenas, ed a tutti i Tecnici. L’evento ha visto la partecipazione del Sindaco Federico Ignesti, presente anche nel 2016 all’inaugurazione della nuova sede EMD112 a Scarperia e San Piero, accompagnato dal Vice Sindaco Francesco Bacci e dall’Assessore allo Sport Marco Recati. La serata si è aperta con la donazione di 3 defibrillatori semiautomatici samaritan® a Angel Nieto Team, con un breve discorso da parte del CEO di EMD112 Simone Madiai, del General Manager di Angel Nieto Team José María Ibáñez e del Sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti. I defibrillatori samaritan® saranno posizionati all’interno dell’Hospitality, nei Box e presso la sede centrale del Team a Valencia, cardioproteggendo dal GP del Mugello tutto lo staff, ospiti e tutto il pubblico vicino. “Sono molto soddisfatto della serata – commenta il CEO EMD112 Simone Madiai – che ha visto la presenza del team quasi al completo. Sentire le parole di José María Ibáñez ed anche del Sindaco Federico Ignesti sull’impiego dei defibrillatori, ha sottolineato quanto si sia fatto per portare consapevolezza in materia di cardioprotezione, poiché hanno affrontato ed argomentato in modo dettagliato un tema, purtroppo, ancora molto poco conosciuto.” #### Heart Experiences 2018: MotoGP , Ducati Day, Ferrari 458 challenge EVO Dopo il successo della 1° edizione 2017, torna la serie di eventi “Heart Experiences” di EMD112. “Heart Experiences” è un incentive per partner e distributori, occasione di team building, ed anche grande opportunità medicatica per diffondere la cultura della cardioprotezione all’interno di un pubblico eterogeneo. Quest’anno gli eventi in programma sono: Moto GP Mugello – GP d’Italia – 1-2-3 giugno 2018 Ferrari 458 Challenge EVO – Mugello – 8 giugno 2018 Ducati Day – Misano Adriatico – 20-21-22 luglio 2018 Moto GP Misano Adriatico – GP San Marino – 7-8-9 settembre 2018 Circa 60 ospiti per 4 eventi ricchi di emozioni, suddivisi in 10 giornate!   Qualche anticipazione. Durante le 2 gare di MotoGP di Misano e Mugello, gli ospiti avranno la possibilità di seguire il weekend di gara (sessioni di prove libere, qualifiche, warm-up e gara) tra box ed hospitality, fiano a fianco con piloti e team. Un Team di prestigio, Angel Nieto Team. Alla guida delle Ducati i piloti Alvaro Bautista e Karel Abraham per la moto GP, mentre Andrea Migno e Albert Arenas in Moto3 in sella alle loro KTM. In occasione del GP del Mugello si svolgerà presso la sede EMD112 di Scarperia e San Piero (Firenze) , a soli 2 km dal circuito, un evento privato  assieme a team, piloti, collaboratori e numerosi ospiti. I fortunati partecipanti alla giornata in pista sul circuito del Mugello, avranno modo di compiere circa 40Km in pista a bordo di una Ferrari 458 Challenge EVO da corsa, con ben 570CV! Gomme slick e allestimento corsa. Tecnici telemetristi e piloti istruttori professionisti (Max Mugelli) analizzeranno i dati di guida, fornendo indicazioni su come migliorare la propria guida in pista ed incrementare le prestazioni personali (ma soprattutto la tecnica) giro su giro. Non è tutto, presto forniremo ulteriori dettagli su tutti gli eventi. Heart Experiences è aperta sia ai partner già attivi, sia ai nuovi partner che faranno richiesta di collaborazione. Molto importanti sono i nostri distributori. Se sei attivo nei settori medicale, sanitario, farmaceutico, sicurezza e sport, potresti fare richiesta di distribuzione ed accedere al programma. Contattaci per maggiori informazioni.   #### Heart Experiences 2019: 40 partner emd112 a bordo di una Ferrari 458 Challenge EVO al Mugello Martedì 4 giugno 2019 presso il circuito internazionale del Mugello a Scarperia e San Piero (Firenze), si svolgerà l’Heart Experiences 2019 di EMD112, quest’anno giunto alla 3° edizione. L’Heart Experiences è una iniziativa rivolta a premiare i collaboratori e partner che si sono particolarmente distinti nel corso dell’anno. La data cade proprio al ridosso della gara di Moto GP del Mugello il 31 Maggio e 1-2 Giugno. Gireremo dove fino a poche ore prima hanno girato i piloti del motomondiale. Riepilogo attività edizioni precedenti: Heart Experiences 2017 Moto GP Misano Adriatico – GP San Marino – 8-9-10 settembre 2017 – 15 ospiti Giornata in pista su Ferrari 458 EVO Challenge– Autodromo Marzaglia (Modena) – 29 settembre 2017 – 12 ospiti Heart Experiences 2018 Moto GP Mugello – GP d’Italia – 1-2-3 giugno 2018 – 15 ospiti Ferrari 458 Challenge EVO – Mugello – 8 giugno 2018 – 12 ospiti World Ducati Week – Misano Adriatico – 20-21-22 luglio 2018– 18 ospiti Moto GP Misano Adriatico – GP San Marino – 7-8-9 settembre 2018– 15 ospiti L’edizione 2019 prevede il circuito del Mugello in esclusiva per un giorno! I 40 partner avranno modo di salire a bordo di una Ferrari 458 Challenge EVO da ben 570CV con allestimento racing, ed effettuare varie sessioni in pista, intervallate da analisi dati con i telemetristi, per migliorare la propria guida… ed il tempo sul giro. Il pilota istruttore è il nostro grande Max Mugelli, pilota professionista di grande esperienza, attualmente impegnato nel Campionato TCR – ITALY TOURING CAR CHAMPIONSHIP. Alcuni dei campionati, competizioni ed attività che lo hanno visto protagonista sono ad esempio: Campionato Superstars, Blancpain Endurance Series, Istruttore Dorado Centro Internazionale Guida Sicura “Andrea de Adamich”, Campionato GT Sprint International Series, Campionato Italiano Gran Turismo, Ferrari Challenge, FIA GT3 European Championship… e molto molto altro. Una pista fantastica quella del Mugello, ma anche complessa nei suoi oltre 5Km, con dislivelli importanti ed un lungo rettilineo. Durante l’Heart Expceriences avremo modo di confrontarci sulla cardioprotezione e promuovere la cultura del defibrillatore. Diventa nostro distributore o partner ed accedi anche tu alle iniziative Heart Experiences! #### HeartSine cardio-protegge un paese della Sicilia Un paese della Sicilia è da oggi cardio-protetto grazie a un defibrillatore samaritan PAD di HeartSine. Si tratta di Licodia Eubea, un comune di 3 mila abitanti in provincia di Catania, cardio-protetto dal mese di ottobre. La consegna del defibrillatore è avvenuta nei giorni scorsi nella sala conferenze della Badia, ospitata presso l’ex convento di San Benedetto e Santa Chiara, a Licodia Eubea. È stata l’Associazione SEN, impegnata nel sociale e nella promozione di eventi, a consegnare il defibrillatore HeartSine al Comune di Licodia Eubea, acquistato grazie a una raccolta fondi partecipata da tantissimi cittadini. Il defibrillatore samaritan PAD sarà sistemato presso la casa di riposo ‘Don Bosco’ di Licodia Eubea, a disposizione di tutti. Alla cerimonia ufficiale di consegna del DAE erano presenti autorità, cittadini, rappresentanti della Croce Rossa Italiana e della CPRgroup, un centro di formazione IRC-COM specializzato proprio nella formazione di operatori BLS-D. Soddisfatti del grande passo avanti verso la cardio-protezione dei cittadini di Licodia Eubea tutti i presenti. A cominciare dall’Associazione SEN. Il presidente di SEN, Adriana Antonella Palmieri, che ha introdotto la cerimonia di consegna, ha dichiarato: «L’obiettivo che c’eravamo prefissati, ovvero il coinvolgimento e la sensibilizzazione della cittadinanza in un evento unico nel suo genere, è stato pienamente raggiunto. Sono stati, infatti, i cittadini, con le donazioni versate in occasione della raccolta fondi tenuta durante la serata ‘Metti una notte al … Carmine’, a consentire l’acquisto del defibrillatore. E di questo ne siamo davvero orgogliosi». Alla cerimonia di consegna è intervenuto anche il capogruppo della Croce Rossa Italiana, Sebastian Roccuzzo. Il capogruppo della CRI ha descritto caratteristiche e funzionamento del DAE, evidenziando il fatto che il suo utilizzo su un paziente colpito da arresto cardiaco entro pochi minuti dal malore sia determinante per salvare una vita. Giovanni Puglisi, vicepresidente di CPRgroup, ha sottolineato il ruolo fondamentale ricoperto dalla formazione, proprio per riconoscere tempestivamente un arresto cardiaco, e intervenire sul paziente tempestivamente e nel modo corretto. Proprio a questo proposito, CPRgroup organizzerà, con la collaborazione di SEN, un corso di esecutore BLS-D rivolto a tutti gli interessati. #### HeartSine sarà presente al Medica 2014, la Fiera Internazionale del settore medicale di Dusseldorf Medica è la Fiera Internazionale della Medicina e della Tecnica Ospedaliera che si svolge ogni anno presso il centro fieristico Messe Düsseldorf, in Germania. Quest’anno l’evento si svolgerà dal 12 al 15 novembre. Il Medica è il più grande ed importante evento del settore al mondo. Accoglie infatti professionisti ed esperti del settore medico ed ospedaliero provenienti da oltre 100 paesi. L’edizione 2013 ha visto la partecipazione di 4.682 espositori, ed oltre 130.000 visitatori. Per il 2014 le aspettative degli organizzatori sono ancora superiori. La fiera prevede la presentazione di prodotti medicali, elettromedicali, per attività ambulatoriali, degenza ospedaliera. Durante i 4 giorni del Medica, si svolgeranno seminari formativi e corsi di aggiornamento. HeartSine sarà presente al Medica 2014 di Düsseldorf  con il suo stand: stand C35 in Hall 9.   EMD112, main importer per l’italia per i defibrillatori HeartSine, sarà presente come interlocutore per il mercato Italiano. Durante l’evento HeartSine presenterà la propria linea di defibrillatori samartian: samaritan PAD  500P, samaritan PAD 360P , samaritan PAD 350P, samaritan PAD Trainer, PDU 400. HeartSine illustrerà al pubblico le particolarità ed unicità dei defibrillatori samartian, qualche anticipazione delle tematiche e funzionalità che verranno trattato: CPR ADVISOR: Il samaritan PAD 500P della HeartSine, è l’unico defibrillatore al mondo dotato dell’innovativo sistema CPR Advisor. Attraverso un algoritmo brevettato è in grado di fornire preziose informazioni sull’efficacia dell’esecuzione del massaggio cardiaco, manovra che assieme alla defibrillazione precoce è in grado di aumentare notevolmente le possibilità di sopravvivenza della persona colpita da arresto cardiaco. Indice di Protezione (liquidi e polveri): I defibrillatori samaritan sono i DAE con l’indice di protezione, il più alto disponibile sul mercato: IP56;  sono capaci di operare al meglio anche nelle condizioni più estreme: neve, pioggia o in ambienti particolarmente polverosi o sabbiosi Tecnologia SCOPE: SCOPE permette al defibrillatore grazie ad una onda bifasica, di gestire range di impedenza maggiori rispetto ai dispositivi della concorrenza, offrendo una performance senza precedenti: la migliore terapia salvavita con il più basso livello di effetti collaterali per le cellule cardiache. Semplicità di utilizzo: unico DAE con assieme batteria ed elettrodi, che consentono un utilizzo più intuitivo ed immediato, supportato ulteriormente dalle supporto visivo ed audio del defibrillatore. Arresto Cardiaco Improvviso: L’arresto cardiaco improvviso (SCA) è una condizione in cui il cuore improvvisamente e inaspettatamente smette di battere, causando una mancanza di afflusso di sangue al cervello e altri organi vitali. Lo SCA di solito provoca la morte, se non è trattato in pochi minuti. L’arresto cardiaco improvviso colpisce più di sette milioni di persone ogni anno, di cui l’84% fuori dal contesto sanitario. Soltanto il 5% dei soggetti riprende spontaneamente le proprie funzioni vitali, ma la sopravvivenza sale fino all’85% se si interviene nei primi 5 minuti dall’evento, utilizzando un defibrillatore semi-automatico (DAE) e praticando le manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP). Maggiori informazioni sul Medica sono disponibili sui siti ufficiali: versione inglese, versione tedesco. Per appuntamenti o richieste in merito al Medica 2014 è possibile contattarci ai recapiti presenti in questa pagina. Echoes ed HeartSine saranno lieti di incontrare tutti gli interessati al Medica 2014. #### I defibrillatori HeartSine cardio-proteggono gli European Company Sport Games di Riccione EMD118 sarà con i defibrillatori HeartSine a Riccione dal 3 al 7 giugno 2015 al fianco dei Centri Sportivi Aziendali e Industriali C.S.A.In., in occasione degli European Company Sport Games, per cardio-proteggere l’iniziativa. A richiedere il supporto di EMD118 per incrementare la cardio-protezione dell’evento sportivo, arrivato quest’anno alla sua 20esima edizione, sono stati gli stessi promotori. Grazie all’accordo stipulato tra EMD118, la Divisione Medicale di Echoes Srl, e C.S.A.In., saranno sistemate a Riccione, a servizio dei 56 impianti sportivi utilizzati per i giochi, diverse postazioni DAE, che andranno ad aggiungersi ai dispositivi già in dotazione alle autoambulanze presenti. Le postazioni DAE di HeartSine garantiranno la cardio-protezione degli oltre 7 mila atleti provenienti da tutta Europa che parteciperanno ai giochi. Il connubio tra un evento a carattere europeo importante e partecipato come gli European Company Sport Games, ed EMD118 garantirà, quindi, agli atleti la cardio-protezione fornita dai migliori dispositivi salvavita presenti sul mercato. Nel dettaglio, EMD118 sistemerà nei centri sportivi di Riccione defibrillatori samaritan PAD 350P. I defibrillatori samaritan PAD di HeartSine sono i più semplici e i più completi DAE in commercio. Con un peso di 1,1 chilogrammi sono progettati in modo che chiunque possa utilizzarli e salvare una vita. Sono dotati di due pulsanti, on/off e scarica, e sono in grado di accompagnare il soccorritore nelle manovre salvavita grazie a semplici e chiari comandi vocali e visivi presenti nel defibrillatore. Aggiornato automaticamente grazie a un self-test a cadenza settimanale, il defibrillatore 350P ha indice di protezione IP56. Si tratta del più alto indice di protezione da agenti esterni al mondo, che consente di utilizzare in sicurezza il dispositivo anche in condizioni estreme e proibitive, come pioggia, polvere e vento, con temperature fino a + 50°. #### I defibrillatori HeartSine ottengono l’approvazione Premarket FDA, unici DAE al mondo con questa certificazione HeartSine è il primo ed unico brand ad ottenere la certificazione Premarket (PMA) dalla Food & Drug Administration (FDA). Il prestigioso riconoscimento è stato riconosciuto ufficialmente la prima metà di Gennaio 2017 per i defibrillatori samaritan® PAD350P (defibrillatore semiautomatico commercializzato anche in italia), samaritan® PAD360P (defibrillatore automatico non commercializzato in italia) e samaritan® PAD450P (commercializzato solo negli USA). La Federal Food, Drug, and Cosmetic Act stabilì all’interno del “Medical Device Amendments” nel 1976 , che i dispositivi medici fossero regolamentati all’interno di tre  classi. Le tre classi sono basate sul grado di controllo necessario per assicurare che i vari tipi di dispositivi siano sicuri ed efficaci. I dispositivi più regolamentati rientrano nella classe III. I dispositivi di classe III sono quelli che supportano la vita umana, sono di notevole importanza nella prevenzione dei danni alla salute umana, o che presentano un potenziale rischio di malattia o infortunio. L’approvazione Premarket (PMA) è il processo della FDA  di revisione scientifica e normativa per valutare la sicurezza e l’efficacia dei dispositivi medici di classe III. A causa del livello di rischio associato ai dispositivi di classe III, FDA ha stabilito che i controlli generali e speciali da soli non sono sufficienti a garantire la sicurezza e l’efficacia dei dispositivi di classe III. Pertanto, questi dispositivi richiedono una domanda di approvazione pre-commercializzazione (PMA) ai sensi della sezione 515 della legge FD & C, al fine di ottenere l’autorizzazione per la commercializzazione. PMA è lo strumento più rigoroso richiesto dalla FDA per la commercializzazione di un prodotto. L’approvazione PMA si basa su una determinazione da parte di FDA che il PMA contiene sufficienti prove scientifiche valide ad assicurare che il dispositivo è sicuro ed efficace per l’uso previsto. Una approvazione PMA  è, in effetti, una licenza di autorizzazione da parte del richiedente (o proprietario) a commercializzare il dispositivo. Un dispositivo di classe III che non riesce a soddisfare le esigenze dei PMA è considerato adulterato ai sensi della sezione 501 (f), della legge FD & C e non può essere commercializzato.   Questa importante certificazione si aggiunge alle altre numerose certificazioni già conseguite da HeartSine® per i propri defibrillatori: Certificazione Premarket PAM – FDA Certificazione avionica – eTSO Authorisation – PAD-PAK-07 Certificazione B2B Compliance Certificazione Direttiva 93/42/EEC ( Certificazione CE) Certificazione ISO 13485:2003 Certificazione ISO 14001:2004 Certificazione ISO 9001:2008 Certificazione militare MIL-STD 810F (include anche i test di resistenza alle cadute da 1 metro) Certificazione IEC 60601_PAD-IP56_PDU-IP44 Certificazione RTCA/DO-160G Test Report Confirmation Molte delle certificazioni elencate sono disponibili nella sezione Download nella apposita categoria all’indirizzo https://www.heartsinepad.it/supporto-e-garanzia/area-download/ .   #### I defibrillatori samaritan nel motomondiale con la sponsorizzazione EMD112 nella MotoGP con Pull&Bear Aspar Team, Alvaro Bautista e Lorenzo Dalla Porta in Moto3 EMD112 sarà sponsor per la gara di Misano in programma l’ 8-9-10 settembre 2017 presso il Misano World Circuit, circuito intitolato a Marco Simoncelli. EMD112 per l’occasione cardioproteggerà box ed hospitality del Pull&Bear Aspar Team ed avrà modo di effettuare sessioni informative con l’obiettivo di sensibilizzare in merito alla cardioprotezione e capacità salvavita dei defibrillatori. In Italia si registrano 60.000 morti per arresto cardiaco. Con un intervento entro i primi 5 minuti dall’evento potrebbero essere salvate 33.600 persone colpite. Per arrivare a questi importanti traguardi è fondamentale promuovere la cultura della prevenzione e della cardioprotezione. EMD112 ha scelto il Motomondiale per promuovere la cultura della cardioprotezione per 4 motivi principali: Innovazione: Le moto del mondiale (MotoGP, Moto2, Moto3) sono prototipi, che basano i loro sviluppi sull’introduzione frequente di soluzioni altamente innovative.L’innovazione è altrettanto importante per HeartSine® e per i defibrillatori samaritan®, che presentano caratteristiche uniche ad alto impatto e valore per gli utilizzatori; Qualità: Per vincere le gare non è sufficiente avere soluzioni innovative che consentono le massime performance, se non supportate da componenti di massima qualità che  consentono di tagliare il traguardo;Una situazione simile si può riscontrare anche con HeartSine® ed i defibrillatori samaritan®, DAE di massima qualità e con più garanzie (unici al mondo con 10 anni di garanzia, assicurazione con risarcimento per 10 milioni di Sterline – (circa 14 milioni di Euro) in caso di malfunzionamenti, il più resistente al mondo (con indice di protezione IP56), certificazione FDA (tra le numerose certificazioni in possesso); Sicurezza: Ogni stagione nel motomondiale vengono introdotto norme e soluzioni per la sicurezza dei piloti, dei team, del pubblico. La sicurezza e la prevenzione ricoprono un ruolo fondamentale.In questo contesto di attenzione alla sicurezza, uno strumento salvavita come il defibrillatore, in grado di salvare oltre il 70% dei soggetti intervenendo entro i primi 5 minuti dall’evento, trova interlocutori sensibili all’argomento, predisposti ad approfondire; Target: Il pubblico è prevalentemente “giovane ”, ma al tempo stesso si riscontrano presenze di ogni età. Un ambiente ideale per sensibilizzare varie generazioni. Il legame di EMD112 con il motociclismo è ormai consolidato. EMD112 è infatti già presente nel motomondiale all’interno del campionato Superbike con  Luca Marconi, nella classe Europeo  Superstock1000 e  nel Campionato Mondiale Endurance EWC (sempre con Marconi), ma anche all’interno del CIV nella classe Supersport 600 con il pilota fiorentino Andrea Bolognesi. Durante questi eventi i weekend di gara non mancano le occasioni per parlare dei defibrillatori e sensibilizzare i presenti sull’argomento. Ad esempio, nella gara Superbike di Misano 2016, EMD112 ha donato a PATA Yamaha Official Team WSBK un defibrillatore samaritan® che è stato posizionato all’interno dell’hospitality per cardioproteggere il proprio staff e gli ospiti all’interno del Campionato del Mondo Superbike (circa 150 ospiti nel weekend di gara). A ricevere il defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P saranno Andrea Dosoli, Road Racing Project Manager  di Yamaha Racing Europe e Paul Denning, Team Principal PATA Yamaha Official Team WSBK. EMD112 è attiva anche fuori dal panorama agonistico, con cardioprotezione di motoraduni, Moto Mediche cardioprotette, e molto altro. Seguici per restare aggiornato sulle nostre attività di cardioprotezione nel motociclismo… ed in molti altri ambienti! #### I defibrillatori sono obbligatori per legge: il Ministro della salute Lorenzin firma il decreto con Ministero dello Sport Lotti Il ministro della salute Beatrice Lorenzin e il ministro dello sport Luca Lotti hanno firmato il decreto legge: da Luglio 2017 i defibrillatori saranno obbligatori. Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sarò quindi obbligo di legge per società sportive dilettantistiche (SSD) e associazioni sportive dilettantistiche (ASD) la dotazione del defibrillatore all’interno dell’impianto sportivo in cui vengono svolte le attività. Il Ministro dello Sport Luca Lotti, commenta: ” Mantenere un impegno, soprattutto nell’ambito delle Istituzioni non è solo una questione di principio. È una questione di sostanza. Oggi teniamo fede alla nostra parola; Un modo di rendere più sicuri e tutelati i tanti momenti di agonismo e di esercizio fisico che si praticano ogni giorno nel nostro ricchissimo mondo dello sport non professionistico. Troppo spesso funestato da tragedie evitabili grazie alla presenza di uno strumento tecnologico che può salvare la vita. Non sono pochi gli atleti che per tanti motivi si possono trovare in una condizione di emergenza mentre fanno sport. Tornano alla mente – conclude il Ministro Lotti – tante storie di giovani sportivi scomparsi che avrebbero potuto essere messi in salvo grazie a un defibrillatore. Ci siamo detti che avremmo dovuto fare di tutto perché non accadesse di nuovo. Abbiamo mantenuto quella promessa”. L’obbligo di acquisto e formazione grava in capo a tutte le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano una delle 396 discipline sportive riconosciute dal Coni. Il D.L. Balduzzi era datato 2013, presentato poco dopo la morte per arresto cardiaco del giocatore del Livorno, Piermario Morosini. Sono seguti 4 proroghe dal 2013 al 2017, reinvii che hanno avuto conseguenze drammatiche, con numerose molrti evitabili, e che hanno portato anche ai gestori degli impianti sportivi ad attendere, rimandando fino all’obbligo l’acquisto. Le società sportive oltre all’obbligo di dotazione del defibrillatore semiautomatico presso i propri impianti, sono responsabili di altri aspetti, spesso poco ripresi, quali: Corretto funzionamento del dispositivo, dalla manutenzione ordinaria alla corretta installazione (ad esempio il riparo da liquidi, polveri, temperature, etc..) Formazione del personale con corsi BLSD Corretta segnalazione del defibrillatore all’interno degli impianti sportivi Adeguato numero di defibrillatori in funzione dell’area da cardioproteggere (con caratteristiche adatte), delle sue caratteristiche e del pubblico presente Acquistare un defibrillatore senza avere chiare le informazioni indicate sopra può avere gravi conseguenze, per questo si rende necessario il supporto di aziende che possano dare indicazioni specifiche per cardioproteggere i singoli centri sportivi, ciascuno con le proprie peculiarità. #### Igor Cassina, l’importanza del defibrillatore e della formazione di primo soccorso Igor Cassina testimonia l’importanza del defibrillatore e della formazione di primo soccorso, al termine di un corso di formazione BLSD effettuato con Simone Giovanelli, Trining Manager EMD112 e , Istruttore BLSD. Igor Cassina ex ginnasta italiano e campione olimpico nella specialità della sbarra (Medaglia d’Oro, Atene 2014), oggi allenatore di ginnastica artistica. Queste le sue parole: “Ciao a tutti, oggi sono estremamente felice perchè ho imparato una cosa nuova, soprattutto come poter utilizzare un defibrillatore e poter essere di aiuto in maniera concreta a tutte quelle persone che si trovano in una situazione delicata. Ho capito quanto possa essere di aiuto e impattante per sensibilizzare tutte le persone imparare a approcciarsi a questa realtà, a fare un corso di formazione e poter essere di aiuto a salvare la vita a tante persone. Alla grande!” Video testimonianza di Igor Cassina: #### Ikea: defibrillatori in tutti i punti vendita italiani Personale formato al primo soccorso e due defibrillatori in ognuno dei punti vendita Ikea presenti in Italia. A rivelarlo in un’intervista all’Adnkronos è Diego Invernizzi, Head Risk Management dell’azienda, a proposito della vicenda che la settimana scorsa ha coinvolto un bambino di 3 anni, soffocato da un wurstel mentre mangiava al ristorante Ikea di Porte di Roma. Causa del decesso il prolungato arresto cardiaco; il piccolo era stato ricoverato giovedì pomeriggio in condizioni gravissime al Policlinico Gemelli. “Abbiamo personale formato per il primo soccorso e due defibrillatori in ognuno dei 21 negozi Ikea sparsi sul territorio nazionale. Con team addestrati anche alla manovra di Heimlich, messa in atto immediatamente anche sul bimbo vittima di un soffocamento nel punto vendita di Porte di Roma. – fa sapere Invernizzi – Rispettiamo la normativa e facciamo anche di più. Nel nostro punto vendita di Porte di Roma sono 48 le persone che compongono la squadra, la metà è poi addestrata a usare anche due defibrillatori automatici previsti in ogni negozio”. La normativa a cui si fa riferimento è quella che prevede per i grandi centri commerciali una squadra di lavoratori addestrata al primo soccorso con l’istruzione teorica e pratica, in grado di intervenire nei casi di emergenze sanitarie. Secondo le accuse sarebbero passati almeno venti minuti prima che i soccorsi arrivassero sul posto per praticare le consuete manovre salvavita attraverso l’uso di un defibrillatore; pare che nessuno degli addetti del primo soccorso Ikea sia stato in grado di intervenire per salvare il bambino. Un caso che ancora una volta sottolinea l’importanza di luoghi pubblici cardioprotetti, con postazioni DAE e personale formato soprattutto nei centri più affollati. #### Il 1° defibrillatore europeo del Dottor Adriano Bencini al Museo della Storia della Medicina di Padova Il primo defibrillatore portatile europeo, progettato e realizzato negli anni ’50 dal Dottor Adriano Bencini, luminare nel settore della chirurgia e detentore del primato della prima macchina per la circolazione extracorporea, del pacemaker e del defibrillatore,  oggi si trova presso Museo della Storia della Medicina di Padova (Musme), da quando il 12 maggio 2017, la famiglia Bencini lo ha donato al museo cittadino. Il defibrillatore venne consegnato dal figlio Dottor Claudio Bencini, medico del pronto soccorso di Livorno. Il defibrillatore sviluppato dal Dottor Adriano Bencini, fù progettato per un impiego più semplice ed efficace rispetto al prototipo statunitense di Claude S. Beck. Oggi, il primo defibrillatore portatile europeo, arricchisce la collezione di oggetti che hanno fatto la Storia della Medicina moderna, dove già si trovano i modelli di cuore espiantato e rigenerato del primo cuore artificiale impiantato in Italia, donazione dell’Azienda Ospedaliera di Padova e del prof. Gino Gerosa. Il cardiochirurgo livornese è stato tra i primi in Europa a dedicarsi allo studio del cuore e della cardiochirurgia tanto da ideare, mettere a punto e brevettare la prima macchina per la circolazione extracorporea, indispensabile per permettere i primi interventi a cuore aperto.   Chi era il Dottor Adriano Bencini (1922-2011) Il Dottor Adriano Bencini, luminare della medicina, per un quarto di secolo primario del reparto di chirurgia generale. Bencini fu tra i primi ad impiantare i pacemaker in Italia. Nel corso degli anni nella struttura ospedaliera livornese operò centinaia di pazienti provenienti da molte parti del mondo con una sua originale tecnica per la cura dell’asma bronchiale: la “carotidoglomectomia”, per la cura dell’asma bronchiale. A 24 anni dopo si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova. Tra l’altro, negli anni dello studio universitario svolse alcune libere docenze all’interno di atenei di Milano, Siena, Pisa, Cagliari, Perugia e Catania. Alla fine degli anni’40 Adriano Bencini si impratichì nella chirurgia cardiotoracica al Karolinska Institutet a Stockholm e Uppsala sotto la guida di Clarence Crafoord, Ake Senning, Erik Carlens, and Viking BjÖrk. Alla fine degli anni 50 il defibrillatore Bencini-Parola veniva utilizzato abitualmente nella Clinica Chirurgica dell’Università di Milano. Presso l’Istituto di Clinica Chirurgica dell’Università di Milano, dal 1949 in poi, Adriano Bencini e Pier Luigi Parola progettarono e realizzarono un defibrillatore sperimentale utilizzando elettrodi ad ampia superficie a forma di cucchiaio, come li ritroviamo nei defibrillatori moderni. Nel 1955 Adriano Bencini con i suoi collaboratori pubblicò un vasto studio sperimentale sulla elettrofisiologia cardiaca e su esperimenti di fibrillazione-defibrillazione del cuore utilizzando un dispositivo più perfezionato. Nel 1956 Adriano Bencini e Pier Luigi Parola publicarono il primo caso di defibrillazione di un arresto cardiaco a torace aperto riuscita con successo durante una operazione di plastica della valvola mitrale a cuore aperto utilizzando un prototipo. Dall’anno successivo alla laurea, fino al 1961 il Dottor Bencini esercitò all’Università Statale di Milano, frequentando per lunghi periodi le più rinomate scuole chirurgiche d’Europa, come la clinica chirurgica dell’Università di Stoccolma e il settore della chirurgia toracica dell’Università di Uppsala. Numerose le sue pubblicazioni su importanti riviste internazionali. Nel 1961 il medico, ormai un luminare nella chirurgia toracica, decise di tornare a Livorno, la sua città di origine. A soli 38 anni vinse il concorso come primario di chirurgia per l’ospedale cittadino e da allora, fino al 1985, ha ricoperto questo incarico con professionalità e capacità di comprendere i malati. Per Bencini l’attività di medico era come una missione. Bencini fu incaricato dall’Asl livornese di sviluppare la struttura sanitaria di Rosignano Solvay, quando avvenne il passaggio da clinica privata a ospedale pubblico. Di seguito il video relativo alla donazione del defibrillatore di Bencini al Museo della Storia della Medicina di Padova. #### Il 30 dicembre 2015 un defibrillatore samaritan ha salvato una vita al Tennis Club di Ivrea, affiliato FIT Mercoledì 30 dicembre 2015 attorno alle ore 13.00, presso il Tennis Club di Ivrea di Via Cascinette, un uomo di 53 anni è stato colpito da arresto cardiaco improvviso ed è stato salvato con un defibrillatore samaritan. L’uomo stava giocando a tennis in una partita di doppio, iniziata verso le ore 10,00, quando si è accasciato a terra colto da un arresto cardiaco. Immediatamente è stato soccorso dal compagno di squadra e dai due avversari che hanno avviato al rianimazione cardiopolmonare (RCP) ed utilizzato il defibrillatore. Grazie anche al prezioso supporto del centralinista del 118 gli amici sono stati in grado di salvare l’uomo, eseguendo al meglio la procedura di rianimazione con l’ausilio del defibrillatore. Dopo essere stata stabilizzato dai soccorritori del 118 arrivati poco dopo, l’uomo è stato portato prima al pronto soccorso di Ivrea, ed in seguito trasferito al Giovanni Bosco di Torino. Il Decreto Balduzzi impone l’obbligo da parte di tutte le società sportive dell’impiego del defibrillatore, ma non solo, richiede che ne vanga garantito il corretto funzionamento sempre, effettuata la manutenzione richiesta, sia segnalato e posizionato in modo adeguato, sia stato formato personale per il suo utilizzo. Il Decreto Balduzzi è un DL del 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 20 Luglio 2013. Il termine ultimo dell’obbligatorietà del defibrillatore è stato prorogato più volte, ed attualmente vede come data ultima il 20 Luglio 2016. Il Tennis Club di Ivrea aveva ricevuto il defibrillatore, un HeartSine samaritan PAD 350P, solo 1 settimana prima dell’evento. Non è questione di fortuna. È questione del rispetto della normativa, ma soprattutto del forte senso civico e sociale. Attendere l’ultimo momento utile (o addirittura andare oltre i termini consentiti) per un acquisto del genere può avere conseguenze drammatiche. La Federazione Italiana Tennis (FIT) ed  EMD118 hanno raggiunto un accordo, in cui  EMD118 fornirà ai Circoli che ne faranno richiesta un defibrillatore semiautomatico samaritan PAD 350P, conforme alle norme di legge e al prezzo speciale di euro €835 + iva, grazie ad un contributo di €350 a tutte le società affiliate FIT dalla data del 31/08/2015 che saranno tenute per legge a procedere all’acquisto del defibrillatore. Sarà possibile acquistare il defibrillatore tecnologicamente più avanzato del mercato ad un costo estremamente conveniente, costo che si riduce ulteriormente poichè è l’unica defibrillatore con 10 anni di garanzia, richiede minor spese di manutenzione del mercato (batteria ed elettrodi), ed il più resistente del mercato (IP56), particolarmente indicato nel tennis per i campi di terra battuta e posizionamenti in esterno. Per un prodotto salvavita scegli il meglio. HeartSine dimostra il suo continuo impegno nella cardio-protezione anche con il programma “Forward Hearts”, che prevede che venga donato un defibrillatore semiautomatico samaritan a coloro che sono stati salvati, che a loro volta potranno donarlo a enti o associazioni a propria scelta (scuole, comuni, parchi, strutture sportive, etc..). Questa iniziativa permette ai sopravvissuti di un arresto cardiaco improvviso di salvare potenzialmente altre vite.   Non è mai troppo presto per salvare una vita, contattaci a seguenti recapiti per maggiori informazioni: e-mail: info@emd112.it Tel.: 0550511249 Numero Verde: 800 36 35 25 #### Il blog della cardioprotezione Eccoci qua pronti per un nuovo progetto, una nuova avventura. Da oggi prende il largo, spiegando le vele, il nostro blog. Un ulteriore strumento utile alla causa della cultura della cardioprotezione e dello sviluppo della consapevolezza che l’installazione di un DAE non è solo un centro di costo ma un investimento per la vita. Da questo blog proponiamo approfondimenti, dati, ricerche, infografiche, commenti di esperti nel settore della cardioprotezione. I nostri consulenti si alterneranno insieme alla nostra redazione, nell’uscita degli articoli che è prevista a cadenza settimanale. Questo blog vuole anche essere uno spazio aperto per i nostri clienti, amici, operatori del settore, associazioni nel quale si possono fare osservazioni, proposte, critiche in modo che tutto concorra al miglioramento continuo del nostro servizio e dei nostri prodotti a tutela della vita. EMD112 ha voluto questo blog perché attribuisce grande importanza alle buone relazioni ad un’attenta strategia di comunicazione con i propri rivenditori e i suoi clienti e tutto il mondo della cardioprotezione perché non basta commercializzare i nostri prodotti. Noi crediamo che occorra comunicare bene quello che facciamo nell’ottica della coscientizzazione che salvare una vita viene prima di tutto altrimenti si acquistano i defibrillatori perché è obbligo di legge con il rischio che rimangano chiusi in un armadio. Quello che vogliamo è che salvare una vita, deve necessariamente diventare un dovere civico oltre che morale. Lo staff di EMD112 #### Il cervello dopo un arresto cardiaco: quanto tempo può resistere senza ossigeno e quali sono le conseguenze? In caso di arresto cardiaco, l’attenzione è spesso rivolta al cuore. In realtà, l’organo che rischia di subire i danni più gravi nel minor tempo possibile è il cervello. Quando il cuore smette improvvisamente di pompare sangue, si interrompe la circolazione dell’ossigeno verso tutti gli organi. Tuttavia, mentre alcuni tessuti riescono a tollerare per diversi minuti una riduzione dell’apporto di ossigeno, il cervello è estremamente vulnerabile. Ogni minuto che passa senza un intervento efficace aumenta il rischio di danni neurologici permanenti e riduce le probabilità di un recupero completo. Comprendere cosa accade al cervello durante e dopo un arresto cardiaco aiuta a capire perché la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e la defibrillazione precoce siano così importanti.   Perché il cervello è così sensibile alla mancanza di ossigeno? Pur rappresentando circa il 2% del peso corporeo, il cervello consuma circa il 20% dell’ossigeno utilizzato dall’intero organismo. I neuroni necessitano di un apporto continuo di ossigeno e glucosio per produrre l’energia indispensabile al loro funzionamento. A differenza di altri tessuti, il cervello dispone di riserve energetiche molto limitate e non è in grado di immagazzinare grandi quantità di ossigeno. Quando il flusso sanguigno si interrompe, le cellule nervose iniziano quasi immediatamente a entrare in sofferenza. Per questo motivo l’arresto cardiaco rappresenta una vera emergenza neurologica oltre che cardiologica.   Dopo quanto tempo il cervello inizia a subire danni? Una delle domande più frequenti riguarda il tempo che il cervello può sopportare senza ossigeno. Non esiste una soglia assoluta valida per tutti, perché il danno dipende da molte variabili, tra cui: età del paziente; temperatura corporea; causa dell’arresto cardiaco; rapidità dei soccorsi; qualità delle compressioni toraciche; utilizzo precoce del defibrillatore. Tuttavia, le evidenze scientifiche consentono di individuare alcune finestre temporali indicative. Entro 10-20 secondi La persona perde generalmente conoscenza. L’interruzione della perfusione cerebrale provoca un rapido spegnimento delle funzioni neurologiche superiori. Dopo circa 1 minuto I neuroni iniziano a consumare le ultime riserve energetiche disponibili. Le cellule nervose entrano in uno stato di sofferenza metabolica e iniziano ad accumulare sostanze tossiche. Tra 3 e 5 minuti In questa fase aumenta significativamente il rischio di danno cerebrale permanente. Alcune popolazioni neuronali particolarmente sensibili all’ipossia possono iniziare a subire lesioni irreversibili. Tra 5 e 10 minuti Il rischio neurologico cresce rapidamente. In assenza di una rianimazione efficace, aumentano le probabilità di deficit cognitivi, motori o comportamentali permanenti. Oltre i 10 minuti Le probabilità di sviluppare un danno neurologico grave diventano molto elevate. Ciò non significa che il recupero sia impossibile. Esistono casi documentati di sopravvivenza con buoni esiti neurologici anche dopo tempi più lunghi, soprattutto quando vengono eseguite tempestivamente compressioni toraciche di qualità o in particolari condizioni come l’ipotermia accidentale.   Cosa succede ai neuroni quando manca l’ossigeno? Per comprendere le conseguenze neurologiche dell’arresto cardiaco è utile capire cosa accade all’interno delle cellule cerebrali. Quando l’ossigeno non arriva più al cervello, la produzione di energia cellulare diminuisce drasticamente. Le cellule nervose iniziano quindi a perdere la capacità di mantenere il corretto equilibrio degli elettroliti. Sodio e calcio si accumulano all’interno dei neuroni, mentre il potassio fuoriesce dalle cellule. Questo squilibrio provoca: rigonfiamento cellulare; edema cerebrale; alterazione della trasmissione nervosa; attivazione di meccanismi di morte cellulare. In altre parole, il danno neurologico non è causato esclusivamente dalla mancanza di ossigeno, ma anche dalla cascata di eventi biologici che essa innesca.   Quali parti del cervello sono più vulnerabili? Non tutte le aree cerebrali reagiscono allo stesso modo all’assenza di ossigeno. Le regioni maggiormente sensibili sono quelle coinvolte nelle funzioni cognitive più complesse. Tra queste troviamo: Ippocampo L’ippocampo svolge un ruolo fondamentale nella formazione dei ricordi. Per questo motivo i disturbi della memoria rappresentano una delle conseguenze neurologiche più frequenti nei sopravvissuti a un arresto cardiaco. Corteccia cerebrale La corteccia è responsabile di funzioni come: linguaggio; attenzione; ragionamento; pianificazione; capacità decisionali. Un danno in queste aree può compromettere l’autonomia e la qualità della vita della persona. Gangli della base e cervelletto Queste strutture contribuiscono al controllo dei movimenti e della coordinazione. Quando vengono coinvolte possono comparire problemi motori e di equilibrio.   Quali conseguenze può avere un arresto cardiaco sul cervello? Le conseguenze neurologiche variano enormemente da persona a persona. Alcuni pazienti recuperano completamente, mentre altri possono convivere con deficit permanenti. Disturbi della memoria Molti sopravvissuti riferiscono difficoltà nel ricordare informazioni recenti o nell’apprendere nuovi contenuti. Si tratta di uno dei deficit più frequentemente osservati dopo un danno cerebrale da anossia. Difficoltà di attenzione e concentrazione Attività quotidiane apparentemente semplici possono richiedere uno sforzo mentale maggiore rispetto al passato. Alcune persone riferiscono una ridotta capacità di mantenere l’attenzione per periodi prolungati. Rallentamento cognitivo Il cervello può impiegare più tempo per elaborare informazioni, prendere decisioni o svolgere compiti complessi. Disturbi del linguaggio In alcuni casi possono comparire difficoltà nell’espressione verbale o nella comprensione del linguaggio. Problemi motori Le conseguenze possono includere: riduzione della forza muscolare; alterazioni della coordinazione; instabilità nella deambulazione; difficoltà nei movimenti fini. Disturbi psicologici ed emotivi Un arresto cardiaco rappresenta un evento traumatico sia per il paziente sia per i familiari. Ansia, depressione, insonnia e disturbo post-traumatico da stress possono comparire anche in presenza di un buon recupero fisico.   Tutti i sopravvissuti riportano danni neurologici? No. Negli ultimi anni i progressi nella catena della sopravvivenza hanno permesso a un numero crescente di persone di recuperare con una funzione neurologica sostanzialmente integra. Quando l’arresto cardiaco viene riconosciuto rapidamente, vengono iniziate immediatamente le compressioni toraciche e il DAE viene utilizzato nei primi minuti, le probabilità di preservare il cervello aumentano in modo significativo. Per questo motivo la presenza di defibrillatori accessibili e di cittadini formati alla RCP può fare la differenza non solo tra la vita e la morte, ma anche tra un recupero completo e una disabilità permanente.   Il cervello può recuperare dopo un arresto cardiaco? In molti casi sì. Il cervello possiede una straordinaria capacità di adattamento chiamata neuroplasticità. Grazie a questo meccanismo, aree cerebrali non danneggiate possono assumere parzialmente alcune funzioni compromesse. Il recupero dipende da numerosi fattori: durata dell’arresto cardiaco; tempo necessario per il ritorno della circolazione spontanea; gravità del danno cerebrale; età del paziente; qualità del percorso riabilitativo. Il miglioramento neurologico è spesso più evidente nei primi mesi, ma può proseguire anche oltre un anno dall’evento.   La riabilitazione dopo un danno cerebrale da arresto cardiaco La riabilitazione rappresenta una componente essenziale del recupero. L’obiettivo non è soltanto sopravvivere, ma tornare a svolgere le attività quotidiane con il maggior livello possibile di autonomia. A seconda delle necessità del paziente possono essere coinvolti diversi specialisti. Riabilitazione neuropsicologica Aiuta a recuperare memoria, attenzione, linguaggio e funzioni esecutive. Fisioterapia Lavora sul recupero della forza muscolare, della coordinazione e dell’equilibrio. Logopedia Può essere indicata nei pazienti che presentano problemi di comunicazione o difficoltà nella deglutizione. Supporto psicologico Aiuta ad affrontare le conseguenze emotive e psicologiche dell’evento. Riabilitazione cardiologica Favorisce il recupero della capacità fisica e contribuisce alla prevenzione di nuovi eventi cardiovascolari. Ogni minuto conta: perché la rianimazione protegge il cervello Quando si parla di arresto cardiaco, salvare il cuore significa anche salvare il cervello. Le compressioni toraciche consentono di mantenere una minima circolazione sanguigna verso gli organi vitali, rallentando il danno cerebrale. La defibrillazione precoce, quando indicata, può invece ripristinare rapidamente un ritmo cardiaco efficace e ridurre il tempo durante il quale il cervello rimane privo di ossigeno. Per questo motivo la diffusione dei DAE e la formazione della popolazione alle manovre di rianimazione rappresentano strumenti fondamentali per aumentare non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita dei sopravvissuti.   Il cervello è l’organo che più rapidamente risente dell’interruzione della circolazione durante un arresto cardiaco. Già dopo pochi minuti senza ossigeno possono iniziare processi che portano a lesioni neurologiche permanenti. Tuttavia, il danno non è inevitabile. Un riconoscimento precoce dell’emergenza, l’avvio immediato della RCP e l’utilizzo tempestivo di un defibrillatore possono aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza e preservare le funzioni cerebrali. Per questo motivo ogni minuto conta: intervenire rapidamente non significa soltanto salvare una vita, ma contribuire a proteggere ciò che rende quella vita pienamente vissuta.   Fonti: ILCOR American Heart Association ERC #### Il CONI Sardegna ricorda con una circolare che tra pochi giorni entrerà in vigore il Decreto Balduzzi Ieri 29 Giugno 2016, il segretario regionale del CONI Sardegna, Dott. Stefano Esu, ha inviato una circolare per ricordare alle federazioni ed associazioni sportive l’imminente entrata in vigore del Decreto Balduzzi: “Si ricorda che l’entrata in vigore del Decreto Balduzzi, salvo proroghe e differimenti, è prevista per il 24 Luglio 2016.” La normativa prevede l’impiego del defibrillatore entro il 24 luglio 2016 (oltre a garantirne il funzionamento, corretta segnalazione e posizionamento, formazione del personale, manutenzione, etc..). Il tuo centro sportivo è in regola? L’impegno etico e sociale impone tuttavia alle associazione non ancora cardioprotette di non attendere l’ultimo giorno. In italia ogni giorno si registrano circa 190 arresti cardiaci. Infatti, di questi tra il 50% e l’85% sono defibrillabili, ovvero risolvibili con il pronto impiego di un defibrillatore. Infatti intervenendo entro i primi 3-4-5 minuti, i tassi di sopravvivenza sono di circa il 70%. Dati alla mano, in caso di arresto cardiaco con il pronto intervento con un defibrillatore si possono salvare tra le 24.500 e le 41.650 persone ogni anno! L’arresto cardiaco improvviso non conosce proroghe può colpire chiunque, uomini, donne, bambini ed anziani. EMD118 è partner di molte Federazioni, ad esempio la Federazione Italiana Tennis. Contattaci per maggiori informazioni e per un preventivo. #### Il defibrillatore è il nuovo elettrodomestico? Perché il DAE può entrare nelle case degli italiani Per molti anni il defibrillatore è stato percepito come un’apparecchiatura medica distante dalla vita quotidiana: uno strumento da ambulanza, da pronto soccorso, da operatore sanitario. Un dispositivo importante, ma non “nostro”. Oggi questa percezione non descrive più la realtà. Il defibrillatore (semiautomatico o automatico), è ormai uno strumento progettato per essere utilizzato anche da persone comuni (laici). Guida il first-responder (il soccorritore che per primo interviene) con istruzioni vocali e visive, analizza autonomamente il ritmo cardiaco e permette l’erogazione della scarica solo quando necessaria. Non chiede all’utente di fare una diagnosi. Chiede di intervenire, seguendo indicazioni semplici. Oggi possiamo iniziare a considerare il defibrillatore un elettrodomestico? Secondo EMD112, questa è una delle evoluzioni culturali più importanti per la cardioprotezione in Italia. Già nel 2014 l’azienda aveva iniziato a raccontare il DAE non solo come apparecchiatura medicale, ma come dispositivo elettronico destinato alle persone: una tecnologia salvavita da rendere familiare, diffusa, riconoscibile, vicina. Lo stesso percorso compiuto da molte tecnologie che, prima di diventare comuni, erano percepite come complesse, costose o riservate a pochi. Che cos’è un elettrodomestico secondo Treccani La definizione del Vocabolario Treccani è questa: elettrodomèstico s. m. [comp. di elettro- e domestico] (pl. -ci). – Denominazione generica di apparecchi e piccole macchine elettriche impiegati per usi domestici: cucine e stufe, scaldaacqua, aspirapolvere, lucidatrici per pavimenti, ventilatori, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, ecc.: negozio di elettrodomestici. Raro l’uso come agg.: apparecchi elettrodomestici. Questa definizione contiene tre elementi centrali: un elettrodomestico è un apparecchio elettrico, è impiegato per usi domestici e svolge una funzione utile all’interno della casa. Il DAE moderno risponde sempre più a questi criteri. È un dispositivo elettronico. Può essere collocato in ambiente domestico. Ha una funzione precisa: aumentare la possibilità di intervento nei primi minuti di un arresto cardiaco, in attesa del 118/112. Non significa banalizzare il defibrillatore. Significa collocarlo nella categoria mentale corretta: uno strumento di sicurezza domestica, come un estintore, un rilevatore di fumo, un misuratore di pressione o un kit di primo soccorso. La storia degli elettrodomestici: quando la tecnologia entra nella normalità La storia degli elettrodomestici dimostra che molte innovazioni diventano davvero utili solo quando smettono di essere percepite come straordinarie. Prima dell’elettrificazione, molte funzioni domestiche esistevano già in forma manuale: lavare, stirare, aspirare, cucinare, conservare, ventilare. L’arrivo dell’energia elettrica non inventò sempre nuove esigenze, ma rese più semplice e accessibile il modo di soddisfarle. Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento compaiono progressivamente ventilatori elettrici, aspirapolvere, tostapane, frigoriferi, lavatrici, macchine da cucire elettriche, robot da cucina. Inizialmente erano oggetti costosi, non sempre compresi, talvolta percepiti come tecnologie da osservare con prudenza. Poi la miniaturizzazione, la produzione industriale, il design e la semplificazione d’uso li hanno trasformati in strumenti ordinari. La classificazione tradizionale distingue ancora oggi tra grandi elettrodomestici, elettrodomestici bruni per comunicazione e svago, e piccoli elettrodomestici. Questo passaggio è essenziale: un elettrodomestico non nasce tale solo per caratteristiche tecniche, ma perché entra nell’abitudine sociale. Il frigorifero ha cambiato la conservazione degli alimenti. La lavatrice ha cambiato l’organizzazione domestica. Il telefono ha cambiato la comunicazione familiare. Il DAE può cambiare il modo in cui una famiglia affronta un’emergenza cardiaca. Dal dispositivo medicale al dispositivo salvavita per cittadini Il DAE non è più uno strumento da guardare da lontano. La normativa italiana ha già riconosciuto l’importanza della diffusione capillare dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni. La Legge 4 agosto 2021, n. 116, disciplina la progressiva diffusione e utilizzazione dei DAE, con particolare attenzione a luoghi pubblici, pubbliche amministrazioni, aeroporti, stazioni, porti, mezzi di trasporto e altri contesti ad alta frequentazione. Il Ministero della Salute, nelle linee guida pubblicate nel 2026 sulla rianimazione cardiopolmonare e sull’uso del defibrillatore, ribadisce che l’arresto cardiaco è una patologia tempo-dipendente e che la sopravvivenza può aumentare se vengono avviate subito la RCP e la defibrillazione con DAE. Il tema, quindi, non è più se il DAE possa essere utilizzato dai cittadini. Il tema è quanto rapidamente riusciremo a renderlo disponibile dove serve. Perché il DAE domestico ha senso In Italia si citano frequentemente circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri ogni anno. È un dato ripreso da Italian Resuscitation Council, in coerenza con il quadro europeo che stima circa 400.000 arresti cardiaci l’anno in Europa. Gli studi europei più recenti confermano che la sopravvivenza dopo arresto cardiaco extraospedaliero resta bassa. EuReCa THREE, pubblicato su Resuscitation, ha analizzato oltre 45.000 casi in 28 Paesi europei; IRC riporta per l’Italia, nei casi analizzati, una sopravvivenza del 6,6%, rispetto al 7,5% della media europea. Un cardioprotezione efficace può accrescere il tasso di sopravvivenza di oltre 10 volte, superando il 70%. Il punto decisivo è il tempo. Dopo un arresto cardiaco, ogni minuto senza intervento riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Per questo la disponibilità di un DAE nelle vicinanze può fare la differenza. C’è poi un dato spesso sottovalutato: molti arresti cardiaci extraospedalieri avvengono in ambiente domestico o residenziale. Resuscitation Council UK indica che il 70-80% degli arresti cardiaci extraospedalieri si verifica a casa; la European Society of Cardiology, commentando dati recenti, richiama il fatto che circa l’80% degli OHCA avviene in contesti residenziali. Questo dato non va usato in modo superficiale come statistica italiana puntuale, ma ha un valore strategico evidente: se l’arresto cardiaco avviene spesso dove le persone vivono, la cardioprotezione non può fermarsi agli spazi pubblici. Il DAE come elettrodomestico: una scelta culturale prima che commerciale Considerare il DAE un elettrodomestico non significa trasformarlo in un oggetto banale. Significa rimuovere una barriera culturale. Finché il defibrillatore viene percepito solo come “apparecchiatura medicale”, molte persone penseranno di non essere autorizzate, preparate o capaci di usarlo. Se invece viene percepito come un dispositivo elettronico di sicurezza, progettato per guidare l’utente, allora aumenta la disponibilità psicologica all’intervento. È la stessa traiettoria che EMD112 ha iniziato a sostenere già nel 2014: portare il defibrillatore fuori dall’immaginario esclusivamente sanitario e inserirlo nel linguaggio della vita quotidiana. All’epoca era una visione controcorrente. Oggi è una necessità. Perché il problema non è solo installare più DAE. È fare in modo che le persone sappiano che esistono, li riconoscano, non ne abbiano paura e comprendano che possono essere utilizzati anche da cittadini laici. Perché oggi il defibrillatore può stare in casa Ci sono almeno cinque motivi per cui oggi il DAE può essere considerato una dotazione domestica plausibile. Il primo è la semplicità d’uso. I DAE moderni sono progettati per guidare il soccorritore con comandi vocali, segnali visivi e sequenze operative chiare. Il secondo è la sicurezza. Il dispositivo analizza il ritmo cardiaco e consente la scarica solo quando rileva una condizione defibrillabile. L’utente non decide autonomamente se “dare la scossa”. Il terzo è la riduzione delle dimensioni. La miniaturizzazione ha trasformato anche questo settore, rendendo disponibili modelli molto più compatti rispetto ai DAE tradizionali. Il quarto è la maggiore accessibilità economica. Pur restando un dispositivo medico certificato, il DAE non è più un investimento riservato solo a enti, aziende o strutture sanitarie. È possibile acquistare un defibrillatore di buona qualità a rate con il costo di circa €25/mese. Il quinto è la coerenza con la sicurezza familiare. In molte case sono già presenti strumenti per misurare pressione, glicemia, saturazione, temperatura, oltre a farmaci e kit di primo soccorso. Il DAE rappresenta un’estensione naturale di questa logica: non serve per monitorare, ma per intervenire in un’emergenza estrema. Vivest Pocket: quando il DAE diventa davvero domestico Non tutti i DAE sono ugualmente adatti all’uso domestico. Alcuni modelli sono pensati soprattutto per aziende, impianti sportivi, scuole, spazi pubblici o mezzi di soccorso. Altri, per dimensioni, peso e portabilità, si prestano meglio anche a un impiego familiare, personale o domestico. Il Vivest Pocket è uno degli esempi più chiari di questa evoluzione. Vivest Pocket P3 è un DAE ultracompatto e tascabile, con peso intorno ai 650, dimensioni pari a 8,6 × 15 × 5,3 cm, protezione IP65, autotest giornalieri, guida vocale, metronomo RCP e shock in meno di 8 secondi. Questo DAE è dotato di switch adulto/pediatrico e 1 solo elettrodo consente di gestire adulti e bambini, senza necessità di sostituire gli elettrodi, semplificando molto l’impiego in situazioni di emergenza. Queste caratteristiche cambiano la percezione del prodotto. Un DAE non è più necessariamente una valigetta da parete, visibile solo in palestra o in aeroporto. Può diventare un dispositivo compatto da tenere in casa, in auto, in barca, in camper, in uno zaino di emergenza, in una seconda abitazione o in contesti familiari in cui si vuole aumentare il livello di protezione. È qui che il concetto di “defibrillatore elettrodomestico” diventa concreto: non perché il DAE perda la sua natura di dispositivo medico, ma perché acquisisce una reale compatibilità con la vita domestica. A chi può essere utile un DAE in casa Un defibrillatore domestico può essere valutato da famiglie e persone che desiderano aumentare la propria capacità di risposta in caso di emergenza cardiaca. Può essere particolarmente rilevante quando in casa sono presenti persone anziane, soggetti con fattori di rischio cardiovascolare, familiari con storia cardiologica, sportivi, persone che vivono in aree isolate o abitazioni lontane dai tempi rapidi di intervento del soccorso. Va chiarito un punto: il DAE domestico non sostituisce il sistema di emergenza. In caso di sospetto arresto cardiaco, la prima azione resta chiamare immediatamente il 112/118 e seguire le istruzioni dell’operatore. Il DAE è ciò che può accadere nei minuti prima dell’arrivo dei soccorsi. Il vero ostacolo non è tecnico: è psicologico La tecnologia è pronta. La normativa ha aperto la strada. I dispositivi sono più piccoli, sicuri e guidati. Il limite principale resta la percezione. Molte persone pensano ancora: “Non saprei usarlo”, “Potrei fare danni”, “Non è una cosa per me”. Sono timori comprensibili, ma spesso non aggiornati rispetto ai DAE attuali. Per questo parlare di defibrillatore come elettrodomestico ha un valore strategico. Aiuta a cambiare la domanda. Non più: “Sono autorizzato a usare un dispositivo medico?” Ma: “Ho in casa uno strumento che può guidarmi se una persona accanto a me va in arresto cardiaco?” Questo cambio di linguaggio può favorire maggiore consapevolezza, maggiore diffusione e maggiore capacità di intervento. L’auspicio di EMD112: vedere il DAE tra gli elettrodomestici Oggi Treccani cita, tra gli esempi di elettrodomestici, cucine, stufe, scaldaacqua, aspirapolvere, lucidatrici, ventilatori, lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi. L’auspicio di EMD112 è che, un giorno, tra gli apparecchi elettrici impiegati per usi domestici possa essere citato anche il defibrillatore e che Treccani includa “defibrillatore” tra gli elettrodomestici citati. Non per ridurne il valore clinico. Non per sorpassare l’associazione di dispositivo ad esclusivo impiego in ambito medico. Ma perché quel riconoscimento avrebbe un significato culturale preciso: il DAE sarebbe finalmente entrato nella normalità della prevenzione e della sicurezza domestica. La vera innovazione è fare in modo che le persone considerino il defibrillatore parte della propria responsabilità quotidiana verso familiari, colleghi, vicini, clienti, compagni di squadra, comunità. #### Il Maxi Ammortamento del 140% e Iper Ammortamento del 250% per l’acquisto del defibrillatore Il maxi ammortamento o super ammortamento è una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2016. Esso consistente nell’agevolare gli investimenti delle aziende grazie ad un’accelerazione del processo di ammortamento fiscale del cespite in oggetto. Si tratta di una misura introdotta dai commi 91-93 della Legge di Stabilità 2016 (Legge n°208 del 28/12/15) con il compito di agevolare gli investimenti produttivi delle aziende e dei lavoratori autonomi, facilitando il processo di ammortamento fiscale dei beni materiali. Il maxi ammortamento consente alle aziende di ammortizzare il cespite (solo beni materiali strumentali nuovi) al 140% del suo valore anziché al 100%. Il maxi ammortamento al 140% può essere applicato da “tutte le aziende che investono in beni strumentali strettamente inerenti al core business aziendale”, comprendendo in questa definizione tutti i titolari di: •    Reddito d’impresa •    Reddito da lavoro autonomo (tranne i contribuenti in regime forfetario) L’applicazione del maxi ammortamento al 140% riguarda anche i soggetti che si avvalgono del regime dei minimi ma non del nuovo regime forfetario. I beni oggetto del super ammortamento sono soltanto quelli il cui coefficiente di ammortamento civilistico è pari o superiore al 6,5%. Il meccanismo di applicazione del maxi ammortamento al 140% prevede che l’azienda possa dedurre una quota fiscale di ammortamento maggiore rispetto a quanto oggi prevede il decreto ministeriale di riferimento. L’ammortamento al 140% consente di ammortizzare il cespite acquistato secondo le aliquote ordinarie, mentre dal punto di vista fiscale viene effettuata una “variazione in diminuzione della base imponibile” su cui poi verranno calcolate le imposte. Il governo intende confermare nella prossima Legge di Stabilità il maxi ammortamento al 140%  anche per il 2017. Inoltre, per il 2017, è previsto il così detto Iper Ammortamento al 250%. L’iper ammortamento del 250% nel 2017, è previsto nella nuova Legge di Stabilità (Legge di Bilancio 2017), un nuovo pacchetto di agevolazioni riservate all’industria 4.0. L’aumento del credito d’imposta e delle detrazioni fiscali riconosciute è rivolto a chi investe in start up e PMI innovative ed è applicabile a differenti settori: meccatronica, robotica, big data, sicurezza informatica, nanotecnologie, sviluppo di materiali intelligenti, stampa 3D, internet delle cose (IoT). L’iper ammortamento del 250% introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 è una nuova misura di agevolazione rivolta alle imprese ed inserita nella nuova Legge di Stabilità 2017 insieme alla altre 2 misure contenute nel pacchetto Industria 4.0, riservata alle imprese che operano nel settore industriale e che mira ad incentivare gli investimenti nei comparti industriali 4.0, con l’aggiunta di tecnologie per l’agricoltura di precisione e per l’abbattimento dei consumi energetici. In base a quanto previsto dal pacchetto di agevolazioni Industria 4.0 inserito nella nuova Legge di Bilancio 2017, gli imprenditori al fine di fruire del nuovo incentivo, iperammortamento 250%, possono acquistare il nuovo bene strumentale fino al 30 giugno del 2018, a patto che l’ordine con il relativo acconto sia superiore al 20% e venga versato entro il mese di dicembre del 2017. In questo modo, il Governo, darà la possibilità all’azienda di fare investimenti più pesanti e programmati. Contattaci per ulteriori informazioni relative all’applicazione dei maxi ammortamenti ed agevolazioni fiscali per l’acquisto di defibrillatori. #### Il Ministero Della Salute è cardioprotetto con i defibrillatori LIFEPAK® CR2 WiFi+3G E’ in fase di conclusione il progetto di cardioprotezione del Ministero Della Salute. Il progetto ha previsto l’installazione di circa 30 defibrillatori dislocati tra la Sede Centrale di Viale Giorgio Ribotta 5 e la Sede del Ministro di Lungotevere Ripa 1. Per EMD112® è motivo di orgoglio e grande soddisfazione aver preso parte a questo importante progetto, che ha come protagonista il massimo organismo sanitario nazionale, anche per ciò che implica, ovvero una ricerca molto attenta dei dispositivi medici salvavita, quali sono i defibrillatori. La scelta è stata focalizzata sui defibrillatori semiautomatici Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi + 3G. Questi defibrillatori, ai massimi livelli come specifiche tecniche e garanzie, hanno inoltre la peculiarità di connettersi con una modalità doppia, Wireless e 3G, alla rete LIFENET® e quindi ai mezzi si soccorso avanzato del 118. La soluzione Wireless + 3G offre una duplice garanzia, poiché nel caso una delle due reti non sia operativa per malfunzionamenti, i DAE sono individuabili e accessibili tramite l’altra rete. Questa connettività consente non solo di conoscere l’ubicazione esatta dei DAE, ma anche il loro stato di funzionamento, la scadenza dei consumabili, tutti i dati nel caso di impiego (tempo di utilizzo, manovre RCP, scariche erogate,..). EMD112® ha provveduto alla definizione dell’intero progetto di cardioprotezione, che include l’ubicazione dei defibrillatori nelle due sedi del Ministero, nella corretta installazione, segnalazione, del collegamento alla rete LIFELINK®, della sostituzione dei consumabili (batteria e elettrodi) alla scadenza. Inoltre, EMD112® provvede al controllo remoto di tutti i defibrillatori, monitorandone costantemente lo stato di funzionamento e piena efficienza. Il progetto di formazione BLSD è stato seguito dal Dott. Marco Squicciarini, autorità nel panorama nazionale e internazionale nella formazione nel primo soccorso. Il Dott. Squicciarini, medico coordinatore delle attività di formazione BLSD del Ministero della Salute, dopo aver effettuato tutti i passaggi autorizzativi, ha provveduto nella fase iniziale di Gennaio 2020, alla formazione dei primi 48 medici dipendenti delle sedi centrali del Ministero della Salute, adesso certificati BLSD AHA – American Heart Association, in presenza del DG Dott. Giuseppe Celotto e di numerosi direttori di dipartimento e alti funzionari del dicastero. Durante i 4 mesi successivi, sono stati effettuati i corsi per sanitari (BLS-HCP) e corsi per non sanitari (HEARTSAVER), certificando altre 250 persone, per un totale di poco meno di 300 persone. Un progetto di formazione allargata quindi, che non coinvolge più solo gli RSPP/ASPP come unici referenti e responsabili, ma che è orientato a formare in modo trasversale il personale, la miglior soluzione per essere concreti e efficaci in caso di emergenza. Sono previste ulteriori attività, seguici per comprendere l’intero progetto. Se anche tu hai necessità di effettuare un progetto di cardioprotezione strutturato, contattaci! #### Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli MANN cardioprotetto da Auexde Presso l’ingresso del Museo Archeologico Nazionale di Napoli “MANN”, è stato installato un defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P. Si tratta del primo di una serie più ampia di DAE che verranno installati nei prossimi mesi presso le sale museali e nei giardini. L’installazione è parte di un progetto di cardiprotezione di ampio respiro, seguito da Auexde, nostro partner con sede a Napoli. Auexde si è occupata dei numerosi aspetti che compongono il progetto: Sopralluogo preliminare; Identificazione delle posizioni di installazione dei DAE; Individuazione dei DAE con le caratteristiche più adatte per gli ambienti; Scelta dei totem; Scelta delle teche; Posizionamento e affisione segnaletica; Corsi di formazione BLSD per il personale. La teca impiegata è la Rotaid 24/7, un modello tecnologicamente avanzato, in grado di riconoscere lo stato di efficienza del defibrillatore (identificabile dai segnali acustici emessi, riconosciuti dalla teca) e l’apertura della teca stessa. Al verificarsi di queste due azioni, la teca, connessa in 4G, invia SMS ai numeri collegati, indicando lo stato del DAE e/o l’apertura da parte di un operatore. In questo modo, i defibrillatori installati sono monitorati da remoto e accessibili 24 ore su 24, massimizzando le capacità salvavita dei dispositivi. Il Museo Archeologico Nazionale MANN conta un’area espositiva di 12.650 m² e oltre 400.000 visitatori ogni anno, ed è considerato uno dei più importanti musei archeologici al mondo. Accresce le misure di prevenzione e aumentare la sicurezza di visitatori e dipendenti è stata una priorità per il 2023 per il direttore dell’Istituto Paolo Giulierini, supporto dal Responsabile della Sicurezza Vito Pasquale Grasso. Un nostro ringraziamento a Antonio Ferraro, CEO Auexde, che ha seguito con cura e passione il progetto! #### Il nostro testimonial Paolo Lorenzi vince a Kitzbuhel il primo titolo ATP della carriera ed ottiene il 41° ranking mondiale Il nostro testimonial per la caridioprotezione nel Tennis (ma non solo), Paolo Lorenzi,  vince il primo titolo ATP della carriera sulla terra rossa di Kitzbuhel! Nella finale ATP250 di Kitzbuhel Lorenzi ha battuto il georgiano Basilashvili con il punteggio di 6-3, 6-4, in 1h e 23′ di gioco. Paolo Lorenzi migliora così la posizione assoluta con il miglior ranking ATP della carriera: N°41 del mondo! Lorenzi è il più “vecchio” giocatore a vincere per la prima volta un torneo ATP all’età di 34 anni e 7 mesi. Adesso l’obiettivo principale è giocare alle Olimpiadi per l’Italia, ed a seguire vincere più partite possibili e migliorare ulteriormente il ranking personale. I nostri complimenti a Paolo per questo titolo e per gli importanti risultati ottenuti, augurando tanti altri successi entro l’anno, a partire dalle Olimpiadi di Rio 2016! #### Il poco di molti, un defibrillatore per tutti La ListadelCuore.com nasce dalla mia esperienza come responsabile commerciale di un’azienda leader a livello nazionale nella commercializzazione di defibrillatori per utilizzo extra-ospedaliero, EMD112. Parlare con i responsabili delle associazioni di volontariato impegnate nella diffusione della cultura della defibrillazione precoce, con i presidi e gli insegnanti di tante scuole italiane, con i presidenti di circoli ricreativi e di associazioni sportive dilettantistiche mi ha messo di fronte all’evidenza di come il desiderio e la volontà di dotarsi di un defibrillatore salvavita, come previsto dal Decreto Legge sulla diffusione dei defibrillatori in ambito pubblico, fossero troppo spesso condizionati dalla assoluta mancanza di iniziative pubbliche di finanziamento e dalla conseguente difficoltà per gli interessati di reperire i fondi necessari all’acquisto del defibrillatore. “Sarebbe bello, ma non abbiamo i soldi!”, “Chiediamo ai genitori anche il contributo per la gita di quest anno, non possiamo chiederli anche per il defibrillatore!”, “Se avere il DAE è un obbligo, è lo Stato che deve fornircelo!”, queste sono solo alcune delle obiezioni che ho ricevuto nel tempo da parte di chi era interessato, per legge o per raggiunta consapevolezza dell’importanza del dispositivo, a dotarsi di un defibrillatore DAE. Ma c’era un obiezione che più di tutte mi ha indotto a creare LaListadelCuore.com: “Se ci aiuta a trovare i soldi per comprarlo, il DAE ce lo prendiamo subito!”. Se trovare i fondi necessari all’acquisto del defibrillatore era il vero problema, la soluzione era semplice: far sapere al maggior numero possibile di persone che in quella scuola o istituto, in quella palestra o campo sportivo, si stava attivando un progetto di cardioprotezione e che si era alla ricerca di contribuenti interessati a finanziarlo! Occorreva quindi poter fornire agli interessati a dotarsi di un defibrillatore ed agli eventuali promotori di progetti di cardioprotezione, uno strumento semplice ed immediato per offrire massima visibilità alla propria iniziativa, sollevando gli stessi da ogni adempimento finanziario o burocratico. In una scuola frequentata da 1000 studenti, è sufficiente che ogni famiglia contribuisca con 5 euro per installare un numero di postazioni salvavita sufficenti a garantire la sicurezza dei propri figli in caso di arresto cardiaco. In una società sportiva dove sono presenti dai 200 ai 300 tesserati, la dotazione di un defibrillatore può essere realizzata ricevendo un contributo di pochi euro da ogni genitore! Ecco perché secondo me il problema di reperimento dei fondi non è mai stato un vero ostacolo alla realizzazione di un progetto di cardioprotezione. Il vero problema era come permettere ad ogni interessato di richiedere contributi, di trovare finanziatori, di far sapere ai genitori interessati ed all’intera comunità che ci si stava attivando per tutelare la vita degli studenti, degli atleti, degli spettatori, di ogni cittadino. Sono davvero fiero che l’azienda per la quale lavoro mi abbia permesso il finanziamento di un’iniziativa così importante come la ListadelCuore.com. Un progetto che è giunto a realizzazione grazie al coinvolgimento dei dipendenti della EMD112 e di tutti i consulenti che con la propria specifica competenza hanno permesso di creare uno strumento di crowdfunding per la diffusione della defibrillazione precoce sul territorio unico ed innovativo, che posso affermare con certezza rispetti e soddisfi le reali esigenze di chi desidera promuovere, in maniera totalmente gratuita, il proprio progetto di cardioprotezione. E concludo auspicandomi di vedere sin dal primo giorno di presentazione della ListadelCuore.com che le piccole e grandi realtà nazionali impegnate nella diffusione della cultura dell’emergenza sentano come proprio questo innovativo strumento e ne usufruiscano attivando e pubblicando su ListadelCuore.com i propri progetti ed iniziative, supportati dagli strumenti che la piattaforma mette a disposizione e della continua ed immancabile consulenza che il nostro staff potrà offrire. #### Il posizionamento delle piastre nel defibrillatore: una guida dettagliata Il defibrillatore è uno strumento medico utilizzato per fornire una scarica elettrica al cuore nel tentativo di ripristinare un ritmo cardiaco normale o efficace in caso di arresto cardiaco o altre emergenze cardiache. La posizione corretta delle piastre, spesso chiamate elettrodi, placche o paddles, è un fattore critico per garantire l’efficacia della defibrillazione. Le tempistiche veramente utili per salvare un soggetto da arresto cardiaco sono di 3-5 minuti, salvo RCP particolarmente efficace in grado di prolungare l’ossigenazione di organi e tessuti (possibili solo da personale preparato e addestrato), prolungando il tempo utile di salvataggio. Questo articolo illustrerà dettagliatamente il posizionamento corretto delle piastre nei DAE in diverse situazioni cliniche. Precauzioni e azioni prima dell’applicazione delle piastre del defibrillatore Contatto: Assicurarsi sempre che gli elettrodi siano ben aderenti alla pelle per garantire una conduzione efficace. Evitare Aree Lesionate: Evitare di posizionare gli elettrodi su aree di pelle bruciata, lesionata o tatuata. Interferenze: Rimuovere eventuali elementi che potrebbero interferire con la conduzione, come gioielli, reggiseni con componenti metallici, ecc. Indumenti: Le linee guida prevedono che il torace del paziente debba essere completamente scoperto. In questo modo è possibile verificare che non vi siano collane, e nel caso di donne, il reggiseno non abbia strutture metalliche all’interno (situazione difficilmente comprensibile). E’ quindi importante non esitare e scoprire il torace a uomini e donne nello stesso modo. Cablaggio: Assicurarsi che i cavi degli elettrodi siano distesi e non annodati, per prevenire resistenza o interferenza durante la defibrillazione. Durante la fase di analisi e erogazione della scarica, è importante che il soccorritore si accerti che ne lui ne gli astanti tocchino il paziente, i cavi e il DAE. Tipi di Piastre Prima di vedere il posizionamento, è importante conoscere i tipi di piastre utilizzate. Generalmente, si possono classificare in due categorie: Piastre Adesive: Piastre monouso che si attaccano direttamente alla pelle del paziente. Si tratta degli elettrodi che troverete in qualsiasi defibrillatore per uso laico, ovvero non sanitario. Piastre a Paddle: Piastre di metallo riutilizzabili che richiedono l’applicazione di un gel conduttivo e devono essere tenute a contatto con la pelle durante la scarica. Questo tipo di elettrodi viene impiegato generalmente in monitor-defibrillatori, utilizzati dal personale sanitario e da volontari dell’emergenza. Posizionamento: come applicare le piastre del defibrillatore Posizione Anterolaterale Nella maggior parte dei casi, la posizione anterolaterale è la più utilizzata: Elettrodo Anteriore: Situato sulla parte inferiore del torace, approssimativamente al quinto spazio intercostale, a destra dello sterno. Posizione Emiclaveare Destra Elettrodo Laterale: Situato lateralmente, a sinistra del torace, sotto l’ascella. Posizione Sotto Ascellare Sinistra< Posizione Anteroposteriore Meno comune ma ancora efficace, questa posizione è utilizzata quando l’accesso al torace è limitato: Elettrodo Anteriore: Come nella posizione anterolaterale. Elettrodo Posteriore: Posizionato sul dorso, dietro il cuore e tra le scapole. Pediatria Nel caso di bambini e neonati, la posizione delle piastre può variare. Spesso si utilizza una posizione anteroposteriore per ottimizzare la scarica attraverso il cuore. Per adulti e bambini con un peso di 25 kg o più, si raccomanda l’utilizzo di piastre specifici per adulti. Nel caso di bambini che pesano meno di 25 kg o hanno meno di 8 anni, si dovrebbero utilizzare piastre pediatriche. Quando si effettua la defibrillazione su un bambino con un peso inferiore a 25 kg, è preferibile optare per un posizionamento delle piastre in configurazione antero-posteriore per minimizzare il rischio di cortocircuito tra le piastre. È importante notare che le procedure di soccorso per i bambini in stato di arresto cardiaco sono diverse da quelle per gli adulti in diversi modi. Alcune versioni di defibrillatori includono un meccanismo di attivazione pediatrica che, una volta ingaggiato, abbassa automaticamente il livello di energia della defibrillazione per adeguarlo alle esigenze fisiologiche di un bambino. Pazienti Obesi o con Seni Grandi: In queste situazioni, la posizione degli elettrodi potrebbe dover essere adattata per assicurare un contatto adeguato con la pelle e minimizzare la resistenza elettrica. Mentre per i pazienti obesi è necessaria una preparazione tecnica maggiore, quindi a maggior carico di volontari dell’emergenza e soprattutto sanitari, nel caso si presenti una donna con un grande seno, è importante non posizionare l’elettrodo sopra il seno. Alcune delle principali differenze tra i DAE e le caratteristiche delle piastre sono: Potenza erogata: alcuni modelli di DAE in commercio sono dotate di un selettore manuale adulto/pediatrico, sarà quindi il soccorritore a dover posizionare il selettore in funzione del paziente, altri modelli effettuano una analisi dell’impedenza tra i due elettrodi, ed erogano in automatico una scarica utile proporzionale (identificando quindi il tipo di paziente). Altri DAE erogano una scarica specifica per adulti o bambini, senza misurare l’impedenza e quindi senza modificare il tipo di scarica in funzione del soggetto. Piastre (o placche o elettrodi o paddle): alcuni modelli di DAE in commercio utilizzano lo stesso elettrodo sia per gli adulti sia per i bambini, altri modelli impiegano elettrodi specifici, quindi nell’applicazione è necessario accertarsi di utilizzare il giusto elettrodo. Tecnologia DAE e gestione batteria e piastre: abbiamo visto che alcuni DAE hanno lo switch adulto/pediatrico, altri elettrodi differenti in funzione del soggetto, altri ancora hanno batteria/elettrodi in un unico blocco, quindi per cambiare soggetto, è necessario utilizzare il pack dedicato. Scadenze consumabili: questo aspetto sicuramente non è a carico del soccorritore laico, tuttavia è utile sapere che sia la batteria sia gli elettrodi hanno scadenze che variano da 1 a 5 anni (e spesso non combaciano, es. la batteria scade ogni 2 anni e gli elettrodi scadono ogni 3 anni). Se durante l’impiego il DAE non fosse utilizzabile per problemi di batteria o di elettrodi è necessario verificare la disponibilità di un altro DAE nelle vicinanze.   Il posizionamento corretto delle piastre è fondamentale per l’efficacia della defibrillazione. Ogni scenario clinico potrebbe avere requisiti specifici, ma le linee guida generali di posizionamento offrono un punto di partenza solido. Consulta sempre le linee guida del produttore e le raccomandazioni mediche locali per la pratica più aggiornata. #### Il progetto crowdfunding Patagonia Coast To Coast entra nel vivo, in aiuto ai bambini del Dynamo Camp Venerdì 18 Novembre 2016 è partito ufficialmente il progetto Patagonia Coast to Coast, iniziativa di crowdfunding che ha come obiettivo la raccolta fondi destinati all’Associazione Dynamo Camp Onlus di Limestre, San Marcello Pistoiese (Pistoia). Un viaggio in bicicletta di quasi 8.000 Km attraverso il Sud America: Brasile, Paraguay, Argentina e Cile. Il progetto nasce all’interno di Cicloturismo.com, la community più grande d’Italia rivolta al cicloturismo. L’obiettivo di Paolo Pagni ed Enrico Roberto Carrata, i due esperti clicloturisti che affronteranno il viaggio, è contribuire al sostegno l’Associazione Dynamo Camp Onlus raccogliendo durante il percorso quanti più fondi possibile. Nel post precedente abbiamo raccontato nel dettaglio il progetto Patagonia Coasto To Coast, questo articolo ha l’obiettivo di presentare a chi ancora non lo conoscesse Dynamo Camp e le attività che svolge. Associazione Dynamo Camp è stata fondata nel 2007 da Fondazione Dynamo, fondazione filantropica nata nel 2003 da un’idea di Vincenzo Manes, che ne è il Presidente, e  guidata da Maria Serena Porcari, Vice Presidente di Associazione Dynamo Camp Onlus e Consigliere Delegato di Fondazione Dynamo. Dynamo Camp è l’unica struttura di Terapia Ricreativa presente in Italia, ed è stata pensata per ospitare minori le cui vite sono compromesse dalla malattia, per attività ludiche e sportive e un’esperienza di svago, divertimento, relazione e socialità in un ambiente naturale e protetto. Dynamo Camp è infatti un camp concepito per bambini affetti da patologie gravi e croniche principalmente onco-ematologiche, neurologiche e diabete. La mission è di offrire gratuitamente a questi bambini un periodo di svago e divertimento e di contribuire a sviluppare in loro la fiducia nelle proprie capacità e nel proprio potenziale. Dynamo Camp offre anche programmi studiati ad hoc per l’intero nucleo familiare e dal 2012 sessioni interamente dedicate a fratelli e sorelle sani nella consapevolezza che la malattia non colpisce solo il bambino malato, ma tutta la sua famiglia. La partecipazione al Camp offre loro un’occasione di confronto con altri vissuti analoghi e di vivere momenti spensierati lontani dalle incombenze della quotidianità. Tutti gli ospiti sono accolti in modo completamente gratuito, nell’arco dell’intero anno per delle vacanze dalla durata di massimo 9 giorno, organizzate in 18 sessioni. Dynamo Camp Onlus, dal 2010, porta i programmi di Terapia Ricreativa anche fuori dal Camp con il progetto Dynamo Outreach: raggiunge bambini in ospedale, ospiti in case famiglia e bambini nella post ospedalizzazione o provenienti da strutture non ospedaliere. Nel 2014 è nato il progetto Dynamo Off Camp: un truck che porta i progetti speciali Radio Dynamo, Dynamo Studios, Dynamo Musical e laboratori creativi in tour. Dal 2010 ad oggi, grazie alle attività di Outreach, sono stati raggiunti oltre 7.000 bambini. Dynamo Camp fa parte di SeriousFun Children’s Network, un’associazione non-profit che in tutto il mondo promuove e gestisce camp di vacanza appositamente strutturati per ospitare gratuitamente bambini affetti da patologie gravi e croniche. Ogni camp è una realtà a sé stante che nasce dal sogno dell’attore Paul Newman – fondatore nel 1988 del primo camp negli Stati Uniti – e che è stato da allora la forza promotrice di queste esperienze terapeutiche per bambini malati. Ad oggi più di 600.000 tra bambini e familiari hanno partecipato ai programmi di SeriousFun Children’s Network presenti in 22 Paesi nel mondo con 30 camp e partnership. Tutte queste iniziative sono volte ad andare oltre la malattia per aiutare i bambini e le loro famiglie a vivere esperienze di gioia e a rinnovare la speranza e la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. All’interno della struttura sono possibili  numerose attività:  Passeggiate a cavallo (ippoterapia), tiro con l’arco, arrampicata, attività ricreativa in acqua, pet therapy, teatro, scuola, circo, e laboratori dove i partecipanti svolgono attività in compagnia di affermati artisti contemporanei. Le attività ludico sportive sono molteplici e adattate per essere accessibili a tutti i partecipanti. A fare da cornice a queste numerose attività, c’è un’incontaminata Oasi naturalistica affiliata WWF tra le montagne dell’Appenino Pistoiese. Dynamo Camp ospita gratuitamente bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase di post ospedalizzazione. Dynamo Camp offre anche programmi concepiti ad hoc per l’intera famiglia e programmi rivolti a fratelli e sorelle sani, nella consapevolezza che la diagnosi di una malattia non colpisce unicamente il bambino malato ma tutta la sua famiglia. Sessioni estive per bambini e ragazzi non accompagnati Questi programmi sono pensati e organizzati per i soli bambini e ragazzi che partecipano al Camp non accompagnati. Tra le patologie ospitate vi sono: patologie oncologiche, patologie ematologiche (talassemia, emofilia, anemia, drepanocitosi, piastrinopenie), spina bifida,malattie infiammatorie croniche dell’intestino, patologie reumatologiche, emiparesi. Nota bene: in queste sessioni non ospitiamo le seguenti patologie: autismo, epilessia, ritardi psicomotori, sindrome di down, disagi psichici e problematiche comportamentali varie. Programmi per famiglie Il Camp offre anche programmi specifici rivolti all’intero nucleo familiare,  con l’obiettivo di offrire a tutta la famiglia che ha dovuto affrontare la delicata situazione della malattia un’esperienza di divertimento e di incontro. In queste sessioni sono state ad oggi ammesse le seguenti patologie: patologie neurologiche, diabete e sindromi rare (quelle indicate dal Comitato Medico Scientifico di Dynamo Camp). In queste sessioni non sono ammesse diagnosi di autismo. Solitamente si tratta di programmi della durata di 3 giorni, un weekend dal venerdì alla domenica. Queste sessioni vengono assegnate da Dynamo Camp a centri di cura e/o associazioni di riferimento in base ai criteri di seguito riportati: •    il Centro di cura o Associazione deve individuare un numero di famiglie partecipanti pari a 35. Essendo 25 il numero di famiglie partecipanti effettive, si richiede l’individuazione di almeno 9 partecipanti in lista di attesa a copertura di eventuali defezioni •    individuare famiglie con bambino con diagnosi della patologia oggetto della sessione in età compresa tra i 3 e i 17 anni. NON SONO AMMESSI MAGGIORENNI •    contribuire alla consegna e compilazione dei “moduli partecipazione a Dynamo Camp” debitamente compilati in tutte le loro parti dalle famiglie partecipanti e dai loro medici •    il soggiorno a Dynamo Camp è completamente gratuito, si chiede alle Associazioni di assistere, se lo ritengono necessario, le famiglie nell’organizzazione e copertura economica del viaggio per Dynamo Camp •    assicurarsi che le famiglie selezionate possano aderire e rispettare i criteri di ammissione e le regole di Dynamo Camp (ad es. consenso esplicito di entrambi gli esercenti la potestà genitoriale sul minore) Dynamo Camp è totalmente libero di decidere a quali patologie e centri di riferimento assegnare di anno in anno le sessioni disponibili in base alle proprie esigenze e capacità organizzative. Il programma di Dynamo Camp è costituito da un’ampia offerta di attività creative, espressive, divertenti ed emozionanti strutturate in base al modello della Terapia Ricreativa. Ogni attività a Dynamo Camp può essere interpretata come una sfida personale, costruttiva e senza elementi di competizione. I ragazzi hanno la scelta del ritmo a cui procedere ed il limite fino a cui spingersi, ad esempio se se la sentono di recitare sul palcoscenico o se preferiscono solo aiutare dietro le quinte. Ogni obiettivo viene raggiunto con il loro impegno individuale e con la collaborazione del gruppo: i ragazzi si incoraggiano a vicenda, lavorano in squadra e grazie al loro entusiasmo ed alla supervisione di personale appositamente qualificato, raggiungono il successo. Subito dopo l’attività, in una discussione di gruppo, oppure in modo più privato, scrivendo i loro pensieri in un diario, i ragazzi hanno la possibilità di fare una riflessione sugli obiettivi che hanno raggiunto, del modo in cui ci sono riusciti e sul significato del loro successo. Questo processo a vari livelli li porta alla scoperta di poter riuscire anche laddove non ritenevano di essere capaci e a concentrarsi sulle loro abilità piuttosto che sulle disabilità, riscoprendo l’autostima e la fiducia in loro stessi. Ogni aspetto del programma è reso emozionante e coinvolgente perché con attività divertenti, i ragazzi sono più invogliati a provare nuove sfide, a raggiungere il successo, a riflettere su quello che hanno raggiunto ed a scoprire le loro enormi potenzialità. All’interno del Camp è presente un’infermeria completamente attrezzata in cui medici ed infermieri professionisti gestiscono direttamente le procedure di routine. La filosofia è quella di avere la necessaria componente medica sempre presente e in grado di intervenire tempestivamente ma in modo discreto: a questo scopo anche l’infermeria è un ambiente allegro e colorato. Tutto questo permette ai partecipanti di vivere un’indimenticabile esperienza di svago in totale serenità e sicurezza. A Dynamo Camp, ad oggi, nell’ambito dei diversi programmi per bambini soli non accompagnati e per famiglie, sono ammesse patologie oncoematologiche, patologie neurologiche, sindromi rare, spina bifida, diabete e patologie metaboliche. Ritorniamo al Progetto Patagonia Coast To Coast. L’intero viaggio sarà raccontato attraverso un “diario di viaggio” che sarà pubblicato sul sito http://www.patagoniacoasttocoast.com   e nella community Facebook https://www.facebook.com/cicloturismo/ , ma anche su Instagram ed altri social . EMD112  nel mese di Marzo 2016 la donazione di un defibrillatore a favore di Dynamo Camp , un defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P, ed adesso prosegue tramte contributo economico per sostenere l’iniziativa benefica e con un supporto divulgativo di sensibilizzazione attraverso i propri canali e mezzi. Sostieni anche tu Dynamo Camp con una donazione da questa pagina http://www.patagoniacoasttocoast.com/sostieni-dynamo-camp/ , inserendo come causale della donazione “Patagonia Coast To Coast” ! #### Il programma Forward Hearts: opportunità uniche per chi possiede o sceglie un defibrillatore Physio-Control o HeartSine Ogni vita salvata rappresenta una nuova speranza. Questo è il principio che guida il programma Forward Hearts, un’iniziativa etica e sociale unica al mondo promossa da Stryker e supportata in Italia da EMD112. Questo programma straordinario non solo celebra ogni salvataggio, ma contribuisce ad aumentare le possibilità di salvare nuove vite, donando un defibrillatore HeartSine samaritan PAD 350P per ogni persona salvata grazie a un dispositivo Physio-Control o HeartSine. Ma non è tutto: in caso di esito negativo di un tentativo di salvataggio, Stryker fornisce gratuitamente nuove batterie e elettrodi, garantendo che il defibrillatore sia sempre pronto all’uso. Si tratta di un impegno concreto che ribadisce la missione di Stryker e EMD112 nel rendere la cardioprotezione accessibile e affidabile per tutti. Per chi è pensato questo articolo? Il nostro obiettivo è sensibilizzare tre categorie fondamentali: Utenti già in possesso di un defibrillatore Physio-Control o HeartSine: è essenziale che sappiano come attivare il programma Forward Hearts in caso di utilizzo del loro dispositivo. Distributori e rivenditori: quando scelgono i DAE da commercializzare, devono tenere conto non solo della qualità e delle garanzie offerte dai dispositivi, ma anche del valore aggiunto rappresentato da un programma etico come Forward Hearts. Chi ha necessità di dotarsi di uno o più defibrillatori: scegliere un defibrillatore non è una decisione banale. La qualità del dispositivo e iniziative come Forward Hearts devono essere tra i fattori determinanti. Forward Hearts: un circolo virtuoso per salvare vite Ogni anno in Italia, circa 10-15 persone vengono salvate grazie ai defibrillatori del gruppo Stryker, e in alcuni anni il numero supera le 20. Il processo di verifica viene avviato dai gestori del dispositivo, che prendono contatto con EMD112. Tuttavia, il dato reale potrebbe essere ancora più alto, considerando che non tutti i salvataggi vengono segnalati. Molti DAE vengono acquistati direttamente dai rivenditori (al pubblico o all’ingrosso), che talvolta possono non avere citato il programma Forward Hearts e la donazione del DAE per ogni vita salvata. Forward Hearts celebra ogni singolo evento salvavita, regalando al sopravvissuto un defibrillatore da donare a un’organizzazione o comunità a sua scelta. Questo gesto non solo celebra la vita, ma crea una catena di solidarietà: un defibrillatore in più significa una possibilità in più di salvare vite future. Il programma si distingue inoltre per la sua attenzione alla sostenibilità e al continuo miglioramento tecnologico: i dati clinici raccolti durante gli eventi contribuiscono a rendere i dispositivi ancora più efficaci. Perché scegliere un defibrillatore Stryker? La scelta di un defibrillatore è una decisione cruciale, che può fare la differenza tra la vita e la morte. I dispositivi Stryker, tra cui i marchi Physio-Control e HeartSine, rappresentano l’eccellenza in termini di tecnologie, garanzie e affidabilità. Per coloro che necessitano di supporto nella scelta, invitiamo a leggere l’articolo “Guida all’acquisto del defibrillatore” e l’articolo sul defibrillatore. Ma non è solo la qualità a fare la differenza: programmi come Forward Hearts sottolineano il valore etico e sociale che accompagna questi dispositivi salvavita. Inoltre, il programma PAD/Pak GRATUITO – parte integrante di Forward Hearts – offre un’ulteriore garanzia: ogni volta che un DAE viene utilizzato per tentare un salvataggio, Stryker fornisce gratuitamente una nuova cartuccia PAD/Pak per garantire che il dispositivo sia sempre operativo. Cosa fare in caso di utilizzo di un defibrillatore? Se hai utilizzato un defibrillatore Physio-Control o HeartSine per un intervento, è fondamentale contattare immediatamente EMD112. Questo è il primo passo per: Attivare il programma Forward Hearts e avviare la donazione di un nuovo defibrillatore Ricevere gratuitamente batterie e elettrodi per ripristinare il dispositivo. Contribuire alla raccolta di dati clinici per migliorare ulteriormente le tecnologie salvavita. Verifica il tuo defibrillatore: un passaggio fondamentale Se possiedi un defibrillatore, ti invitiamo a verificare se si tratta di un dispositivo Physio-Control o HeartSine. In caso affermativo, condividi queste informazioni con tutti i gestori e responsabili del dispositivo. Ti consigliamo inoltre di mettere un promemoria – ad esempio, un semplice biglietto – nello zainetto del defibrillatore o nella teca, con i seguenti dettagli: Informazioni sul modello del defibrillatore. Contatti di EMD112: Sito web: www.emd112.it Email: info@emd112.it Numero verde: 800 363 525 Questi semplici accorgimenti possono fare la differenza nel garantire un intervento rapido e ben coordinato in caso di emergenza. Un appello ai distributori e agli acquirenti Se sei un distributore o un rivenditore di defibrillatori, Forward Hearts è un valore aggiunto che non puoi ignorare. Includere dispositivi Stryker nella tua offerta significa non solo garantire la massima qualità ai tuoi clienti, ma anche partecipare a un progetto etico senza precedenti. Se invece stai pensando di acquistare uno o più defibrillatori, ricorda che non tutti i dispositivi sono uguali. Scegliere un defibrillatore Stryker significa investire in una tecnologia all’avanguardia, in garanzie superiori e in un programma che amplifica l’impatto positivo di ogni vita salvata. Per aiutarti a riconoscere i dispositivi Stryker: I defibrillatori Physio-Control LIFEPAK sono facilmente riconoscibili dalla forma quadrata e dai colori prevalenti bianco e rosso. I defibrillatori HeartSine samaritan si distinguono per la forma ovale e dai colori prevalenti bianco e blu. #### Il ristorante Lo Zodiaco di Cagliari aderisce al progetto di cardioprotezione “Ristoranti del Cuore” Il ristorante Lo Zodiaco di Cagliari  in Via Sassari  59,  aderisce al progetto di cardioprotezione “Ristoranti del Cuore”. Il progetto nasce da un’iniziativa di Simona Buono, referente EMD112 per la Sardegna, ed ha lo scopo di sensibilizzare le persone sul tema della cardio-protezione. In caso di arresto cardiaco salvare una vita è possibile, fino al 70% dei casi di ritmi defibrillabili  se il defibrillatore viene impiegato entro i primi 3-5 minuti dall’evento. Dopo 10 minuti le percentuali di riuscita delle manovre di soccorso sono quasi nulle. Per essere tempestivi ed efficaci, l’unica soluzione è avere un defibrillatore nelle immediate vicinanze. La titolare del ristorante Lo Zodicaco, la Sig.ra Iole Zedda, ha perso il fratello 2 anni fa, il 24 Febbraio 2014, all’età di 58 anni. “Erano le 8.30 – racconta con commozione la Sig.ra Iolde – mio fratello, operatore scolastico presso la scuola elementare di Gergei, aveva preso servizio da poco, quando è stato colto da arresto cardiaco. Sul posto sono arrivate 2 ambulanze in tempi differenti, ma i tentativi di rianimazione sono stati inutili. Nella scuola non era presente un defibrillatore”. Da allora la Sig.ra Iolde ha maturato la volontà di partecipare attivamente nella diffusione della cultura della cardio protezione, raccontando quanto successo e quali sarebbero potuti essere i risvolti se fosse stato presente un defibrillatore semiautomatico all’interno della scuola. Recentemente il progetto “Ristoranti del Cuore” ha attirato la sua attenzione, è bastato un confronto con Simona Buono per comprendere il valore del progetto e dei defibrillatori samaritan e prendere la decisione di aderire. L’installazione del defibrillatore samaritan PAD di HeartSine presso il ristorante Lo Zodiaco verrà effettuato tra il 22 ed il 24 Febbraio, in occasione del 2° anniversario della scomparsa del fratello. #### Il Rotary Club Ancona Conero (Marche) dona un defibrillatore, installato presso la biglietteria Conerobus in piazza Ugo Bassi Il Rotary Club Ancona Conero ha donato nei giorni scorsi un defibrillatore, già installato presso la biglietteria Conerobus in piazza Ugo Bassi, che sarà a disposizione di tutti i cittadini che attraverseranno da questa area di grande transito. Conerobus è una società delle Marche per la mobilità intercomunale, costituita nel 1999, che esercita il servizio di trasporto pubblico locale nella città di Ancona e nella sua provincia. La società gestisce la rete filoviaria e le autolinee urbane, suburbane ed interurbane di Ancona ed i ventuno comuni della provincia: Agugliano, Belvedere Ostrense, Camerano, Camerata Picena, Castelfidardo, Chiaravalle, Falconara, Filottrano, Loreto, Montemarciano, Monte San Vito, Morro d’Alba, Numana, Offagna, Osimo, Ostra, Polverigi, Recanati, San Marcello, Santa Maria Nuova e Sirolo. Il defibrillatore scelto è un samaritan® PAD 350P di HeartSine®, la società che nel 1966 ha realizzato il 1° defibrillatore extra-ospedaliero, l’unico al mondo con 10 anni di garanzia ed un programma etico che prevede la donazione di un nuovo defibrillatore ogni volta che viene salvata una vita. “Nel corso 2016 sono già stati formati 50 dipendenti – commenta Muzio Papaveri, presidente Conerobus – visto il grande interesse a breve verrà effettuata una seconda sessione formativa.” “Questa è una delle tappe di un percorso di formazione e sensibilizzazione – aggiunge Massimiliano Olivieri, Presidente Rotary Club Ancona – la nostra intenzione è di riuscire ad avere una citta cardioprotetta”.   Il video della cerimonia di donazione del DAE ed interviste è disponibile al seguente indirizzo: https://www.facebook.com/etv.marche/videos/695847813958838/ . #### Il Team Aspar Campione del Mondo Moto3 con una stagione da record: piloti, team e costruttori Il Team Aspar Campione del Mondo Moto3 con una stagione da record: piloti (1° e 2° classificato), team e costruttori! Emd112® è molto vicina al Team Aspar, di cui è stata sponsor negli anni 2017 e 2018, quando prese temporaneamente il nome di Angel Nieto Team. Questi sono i risultati di questa straordinaria stagione: FIM Moto3 World Champions Official – 1° classificato Piloti Izan Guevara FIM Moto3 World Champions Official – 2° classificato Piloti Sergio Garcia FIM Moto3 World Champions Official – 1° team classificato Valresa GASGAS Aspar Team FIM Moto3 World Champions Official – 1° posto Costruttori (GASGAS) Nel 2017 e 2018 il Team era presente nelle categorie di Moto3 e MotoGP, con i piloti Alvaro Bautista (FIM SBK World Championship 2022!), Karel Abraham, Lorenzo Dalla Porta, Andrea Migno, Albert Arenas. Negli anni successivi, in seguito all’uscita dalla categoria MotoGP, il Team è presente in Moto3, Moto2 e MotoE. Aspar è da sempre un Team di primo piano, che ha visto spesso transitare e lanciare piloti che sarebbero in seguito divenuti top rider nelle massime categorie. Questi sono alcuni dei piloti transitati nel Team negli anni: Emilio Alzamora, Alex Debón, Randy De Puniet, Toni Elías, Sebastián Porto, Arnaud Vincent, Héctor Barberá, Randy De Puniet, Aleix Espargaró, Nicolás Terol, Jordi Torres, Juanfran Guevara, Jorge Martín, Francesco Bagnaia (FIM MotoGP World Champions Official 2022), Eugene Laverty,  Yonny Hernández, Jake Dixon, Raúl Fernández, María Herrera, Marc Alcoba. Ad oggi sono 6 i piloti del team Aspar ad avere conquistato il titolo mondiale: Alvaro Bautista nel 2006, Gabor Talmacsi nel 2007, Julian Simon nel 2009, Nicolas Terol nel 2011 e Albert Arenas nel 2020, Izan Guevara nel 2022. Emd112® nel 2017 e 2018 ha donato 3 DAE HeartSine® samaritan® PAD 350P, che hanno cardioprotetto Box, Hospitality e la sede del Team in Spagna. Sono state numerose le iniziative di sensibilizzazione in materia di DAE e cardioprotezione svolte in collaborazione con il Team in concomitanza con i weekend di gara italiani ed alcuni esteri: Congratulazioni per i tanti successi e traguardi ottenuti in questa stagione Team Aspar, continuate così! #### Il tema della cardioprotezione all’Assemblea dei Presidenti delle Sezioni AIA italiane: l’intervento di Simone Madiai Il 16 settembre ha preso il via l’Assemblea dei Presidenti delle Sezioni AIA italiane. L’evento si è svolto nelle Marche, a Colli del Tronto, provincia di Ascoli Piceno. Durante le due giornate in cui si è svolta la manifestazione sono state affrontate tematiche sia organizzative che tecniche. Nel corso della seconda giornata di Assemblea, poi, è intervenuto anche il Ministro allo Sport Luca Lotti. “È la prima volta che un Ministro partecipa ad evento dell’Associazione Italiana Arbitri – ha dichiarato Nicchi – Sono grato per l’attenzione che le Istituzioni prestano al nostro lavoro”. Fra coloro che hanno preso la parola durante la manifestazione, anche Simone Madiai, CEO di EMD112, ha tenuto uno speech di circa 30 minuti inerente agli Arresti Cardiaci Improvvisi (ACI) e all’importanza fondamentale di avere un defibrillatore DAE a portata di mano in caso di malore. “Voglio ringraziare Marcello Nicchi, e tutto il suo staff, per avermi invitato all’Assemblea e per la sensibilità dimostrata in materia di cardioprotezione, reale opportunità di salvare migliaia di vite” – ha dichiarato Madiai. Durante il suo intervento, dopo aver presentato l’azienda di cui è Amministratore Delegato, e dopo aver mostrato il semplice funzionamento dei defibrillatori samaritan® PAD della HeartSine®, ha potuto mostrare alla numerosa platea i numeri spaventosamente importanti riguardanti i decessi annuali causati dall’arresto cardiaco nel nostro Paese: circa 70 mila. Ma non solo. Ciò che più ha colpito, e su cui bisognerebbe riflettere, e l’enorme differenza in termini di probabilità di sopravvivenza che si ha, in caso di malore, avendo o meno a portata di mano un defibrillatore automatico esterno, i cosiddetti DAE. Secondo le statistiche, infatti, non avendo un defibrillatore a portata di mano, in caso di arresto cardiaco la percentuale di sopravvivenza si aggira attorno al 2%. In presenza del dispositivo salvavita, invece, la percentuale sale, a seconda del tempo di intervento, dal 50 all’80%. Non è un errore: i numeri dicono questo! Ciò che stupisce, in questo caso, purtroppo, negativamente, è l’attenzione che tutti, media compresi, rivolgiamo, seppur a ragione, alle vittime di incidenti stradali, che sono circa 3.500 all’anno. Delle cosiddette “Morti Cardiache Improvvise (MCI)”, invece, cioè quelle causate da un arresto cardio-circolatorio, che sono 20 volte tanto, se ne parla davvero poco oppure occasionalmente, magari quando il malore colpisce uno sportivo famoso. E ciò che fa ancor più dispiacere è che in pochi parlano delle migliaia di vite che ogni anno si potrebbero salvare grazie alla presenza diffusa dei defibrillatori automatici esterni su tutto il territorio nazionale. Ma è grazie alla sensibilità di molte persone, come, per l’appunto, il Signor Nicchi, che il tema della cardioprotezione si sta via via diffondendo. La stessa AIA (Associazione Italiana Arbitri) ha stretto una convenzione con EMD112 per la fornitura di circa 250 defibrillatori samaritan® PAD 350P, dotati di teche e apposita cartellonistica, da posizionare i tutte le sedi nazionali dell’Associazione. L’auspicio è che sempre più persone possano seguire questo magnifico esempio. #### Il Valdichiana Outlet Village è cardioprotetto con 6 defibrillatori LIFEPAK® CR2 e un massaggiatore automatico Il Valdichiana Outlet Village di Foiano adesso è cardioprotetto con 6 defibrillatori semiautomatici Physio-Control® LIFEPAK® CR2 e un massaggiatore automatico. La cerimonia di inaugurazione delle postazioni DAE ha visto la presenza del direttore dell’Emergenza Urgenza Massimo Mandò, del Center Manager Valdichiana Outlet Village Riccardo Lucchetti, del sindaco Francesco Sonnati, del presidente dell’Avis di Foiano Lamberto Moretti, il ringraziamento, il direttore generale della Asl Toscana sud est Enrico Desideri. “Ogni anno, nella provincia di Arezzo, circa 150 persone vengono colpite da arresto cardiaco improvviso – dichiara il direttore dell’Emergenza Urgenza Asl Toscana sud est Massimo Mandò – Il tempo di intervento per scongiurare danni irreparabili è meno di 5 minuti. Non importa chi è il soccorritore: conta se ha la formazione e gli strumenti per farlo, all’interno di un sistema che funziona. La maggior parte delle persone defibrillate ha naggiori possibilità di sopravvienza ed è per questo che il nostro Dipartimento continua a sensibilizzare la comunità di Arezzo sull’installazione dei defibrillatori nei luoghi di aggregazione, proprio come avviene stamani qui al Valdichiana Outlet Village di Foiano. Una decisione importante e lungimirante. Ricordo che la nostra rete conta oltre 850 defibrillatori sparsi nel territorio aretino e quasi 30.000 persone hanno seguito corsi di formazione BLSD. Questo progetto, che stiamo portando avanti con la Fondazione Cesalpino, rappresenta un salto di qualità che vogliamo garantire ai nostri cittadini ma anche a turisti e visitatori”. “Il Valdichiana Outlet Village vede la presenza ogni anno oltre 4,5 milioni di visitatori e al suo interno vi operano oltre 800 dipendenti, il che ci pone statisticamente “a rischio”– ha spiegato Riccardo Lucchetti – La società di gestione Multi e la Direzione hanno subito accolto favorevolmente la proposta congiunta del Dipartimento Emergenza Urgenza della Asl Toscana sud est e del Comune di Foiano di installare in punti strategici ben 6 apparati “Dae” LIFEPAK® CR2 collegati alla rete di emergenza del 118/112 tramite connesione Wi-Fi. Non solo, ci siamo dotati anche del massaggiatore cardiaco LUCAS® e abbiamo attivato corsi di primo soccorso per i nostri dipendenti. Abbiamo risposto ad un’esigenza particolarmente sentita, elemento di protezione orientato alla salvaguardia di visitatori e operatori interni: Valdichiana Outlet Village è il primo centro in Italia che può definirsi interamente “cardioprotetto”, conl’attivazione praticamente immediata della rete di intervento degli operatori 118/112 con cui siamo da oggi collegati”. Il sistema di compressione toracica LUCAS® apporta vantaggi in caso di pazienti inarresto cardiaco, fornendo compressioni toraciche di alta qualità in accordo con le linee guida anche in presenza di condizioni difficili e per periodi di tempo prolungati. Il dispositivo consente al soccorritore e al proprio team di lavorare in modo più efficiente. La piattaforma LUCAS®, grazie alla connessione Wi-Fi®, al sistema LIFENET® è connesso alla rete 118/112 dei soccorritori, come avviene anche per i defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK® CR2; in questo modo i soccorritori sono consapevoli in tempo reale delle manovre applicate e della risposta del soggetto colpito da arresto cardiaco. Il sindaco e il presidente dell’Avis di Foiano hanno ricordato il grande numero di defibrillatori presenti nel territorio comunale, il salto di qualità effettuato dall’Emergenza negli ultimi anni, con il lavoro instancabile del 118/112 e dei volontari che ogni giorno sono in prima linea per la salute dei cittadini. “L’arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque senza distinzione di genere, età, forma fisica – ha dichiarato Enrico Desideri – E’ fondamentale far comprendere l’importanza di creare un luogo cardioprotetto attraverso il coinvolgimento dei protagonisti del luogo stesso, le istituzioni, i cittadini e i nostri sistemi dell’emergenza territoriale 118/112, diffondendo ovunque la cultura dell’emergenza, sensibilizzando le persone a svolgere un ruolo determinante nell’intervento di primo soccorso, in attesa dell’arrivo del 118/112. In quanto Azienda Sanitaria non possiamo che ringraziare tutti coloro che, come il Valdichiana Outlet Village, investono per garantire interventi tempestivi di soccorso. Una comunità coesa e solidale è sempre più forte e sicura”. L’augurio è che sempre più strutture siano dotate di defibrillatori, ponendo attenzione alle caratteritiche e qualità dei prodotti, che non sono tutte uguali. Trattendosi di uno strumento medicale salvavita, le caratteristiche tecniche (gamma di impedenza, etc..) e la peculiarità di essere connesso alla rete dei soccorritori (Wireless/GSM), fornisce plus importanti per poter massimizzare l’efficacia delle manovre RCP/BLSD. #### Imbarcazioni cardio-protette con i defibrillatori HeartSine samaritan PAD L’arresto cardiaco colpisce ogni anno circa 7 milioni di persone nel mondo. Può capitare ovunque e a chiunque e nell’85% dei casi avviene lontano da presidi sanitari. Soltanto il 5% dei soggetti riprende spontaneamente le proprie funzioni vitali, ma la sopravvivenza sale fino all’85% se si interviene entro i primi 5 minuti dall’evento utilizzando un defibrillatore (DAE) e praticando le manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP). Quando l’arresto cardiaco succede molto lontano da centri di soccorso, come in mezzo al mare, l’unico intervento  che può salvare la vita è la defibrillazione precoce, cioè l’erogazione di corrente elettrica al cuore in modo che possa essere “risintonizzato”, che possa cioè riprendere a battere seguendo il normale ritmo cardiaco, quello “dettato” dal timoniere della barca usata nell’esempio da molti medici. E proprio su una barca in mezzo al mare, distante decine o addirittura centinaia di chilometri dalla riva, ore o addirittura giorni da un centro ospedaliero o da un’ambulanza con a bordo questo preziosissimo strumento,  il defibrillatore può rappresentare l’unica speranza di sopravvivenza. Una speranza che ha possibilità di successo solo se si interviene, entro pochi minuti, evitando che durante un arresto cardiaco prolungato il cervello venga danneggiato dalla mancanza di sangue e quindi di ossigeno. Ecco perché in barca bisognerebbe sempre avere a disposizione un defibrillatore DAE semiautomatico, facile da usare e alla portata di tutti. Il defibrillatore HeartSine samaritan PAD 350P è l’apparecchio ideale da installare a bordo delle imbarcazioni per il suo livello di resistenza IP56, il più alto grado di resistenza disponibile sul mercato contro l’ingresso di liquidi e sporco. La gamma dei prodotti samaritan ha prezzi accessibili a tutti: circa 1000 euro + IVA per il solo defibrillatore; fino ai 1500/2000 euro + IVA per postazioni complete.   #### Imola: salvato da defibrillatore uomo colpito da arresto cardiaco Si accascia al suolo colpito da arresto cardiaco. Lo salva l’uso del defibrillatore. Succedeva ieri in mattinata alla stazione di Imola dove un pendolare sui 50 anni è stato colto da un arresto cardiaco, dopo essere sceso dal treno proveniente da Faenza. Provvidenziale l’intervento di un medico di pronto soccorso, tra i passeggeri del treno e di ritorno a casa dopo il turno notturno, che ha prontamente messo in azione il defibrillatore. Il malcapitato è stato così rianimato in attesa dell’arrivo del personale medico di primo soccorso che lo avrebbe poi trasferito in ospedale. Protagonista del salvataggio il DAE donato a Imola, a ottobre scorso, dalla Coop dei tassisti Corai e dal gestore del bar della stazione ferroviaria. Ancora una volta la dimostrazione di quanto la presenza di un defibrillatore nei luoghi pubblici sia diventata una reale necessità oltre che un obbligo di legge. Sono 70 mila le vittime che ogni anno in Italia, risultano colpite da arresto cardiaco improvviso, in Italia; in barba a quanto ormai stabilito da precise normative – oltre che dalla realtà dei fatti – se-condo le quali l’uso del defibrillatore aumenta le chance di sopravvivenza in caso di arresto cardia-co. La defibrillazione precoce è infatti l’unica manovra salvavita in grado di riavviare il cuore attra-verso l’erogazione di uno shock elettrico. #### In Campania spiagge e stabilimenti balneari più sicuri con la dotazione dei defibrillatori samaritan® Le caratteristiche del defibrillatore semiautomatico samaritan® PAD (sia nella versione 350P sia nella versione 500P) lo rendono senza dubbio il più qualificato ed efficace per l’operatività sulle spiagge. Le spiagge implicano una vicinanza all’acqua, ambienti e superfici spesso bagnate o umide, sabbia. Molti defibrillatori non sono adatti a questo ambiente, poiché il loro livello di protezione ed isolamento da liquidi e polveri è limitato. I defibrillatori samaritan®, sono gli unici DAE al mondo con indice di protezione IP56, in questo articolo è possibile approfondire questa caratteristica. È proprio di questi giorni la notizia che i defibillatori samaritan® hanno cardioprotetto anche le spiagge del Cliento, in Campania. Una scelta consapevole basata anche sull’indice di protezione IP56, che ha portato alla scelta naturale di adozione di samaritan® PAD 350P per cardioproteggere turisti e passanti. Grazie alla collaborazione della Confesercenti provinciale di Salerno e dell’Ente Parco Nazionale del Cilento Diano e Alburni , le aree a maggiore affluenza turistica, ovvero il tratto di costa compreso tra Marina di Camerota e Palinuro, sono state dotate di postazioni DAE ad accesso pubblico. Sono così cardioprotette le spiagge di Cala del Cefalo – Pineta, Spiaggia del Troncone, Spiaggia della Marina delle Barche e Spiaggia Calanca a Marina di Camerota, ed a Palinuro la Spiaggia delle Saline e la Spiaggia del Porto. Segnaliamo per la Campania, il distributore autorizzato Auexde, con sede a Napoli, attivo nella cardioprotezione della Regione e con soluzioni su misura per la cardioprotezione delle spiagge. #### In che modo gli stetoscopi elettronici possono aiutare a rallentare la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, un virus altamente contagioso Siamo sicuri che a questo punto, praticamente non c’è nessuno che non abbia sentito parlare di questo nuovo focolaio virulento nato in Cina. E la ragione è legata alla sua propagazione, che sta diventando davvero difficile da contenere. È trasmesso dall’aria a distanza ravvicinata e quando una persona tocca una superficie o un oggetto contaminato da goccioline infette dette “goccioline di Flugge”. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha aumentato il rischio di espansione a “molto alto” in tutto il mondo a causa del crescente numero di casi al di fuori della Cina. Pertanto, le misure sanitarie globali si concentrano sul più urgente, cioè contenente la loro diffusione, e qualsiasi misura che aiuti a tal fine dovrebbe essere applicata. La sindrome respiratoria acuta grave SARS è una malattia respiratoria virale causata da un coronavirus, chiamato coronavirus associato alla SARS (SARS-CoV). Il virus infetta il tratto respiratorio e provoca sintomi che vanno da una condizione lieve (tosse secca, febbre …) a insufficienza respiratoria acuta e polmonite potenzialmente letale. In breve, questo nuovo coronavirus ha patologie polmonari che richiedono un attento monitoraggio, poiché nei pazienti con una condizione precedente, diventa potenzialmente letale, oltre che altamente contagioso.     Quali sintomi sono correlati al “nuovo coronavirus”? Questo nuovo patogeno inizialmente chiamato 2019-nCoV, e attualmente SARS-CoV-2, causa la malattia “Covid-19” (abbreviazione di coronavirus disease 19), che consiste in una malattia respiratoria causata da un nuovo coronavirus che è stato identificato per la prima volta a Wuhan, nella provincia di Hubei, in Cina a dicembre 2019.   Come si è diffuso il nuovo coronavirus? Il virus viene principalmente trasmesso dall’aria a distanza ravvicinata, depositandosi nelle mucose della bocca, del naso o degli occhi delle persone che si trovano nelle vicinanze. Inoltre il virus può anche diffondersi quando una persona tocca un oggetto contaminato da “goccioline infette” e quindi tocca la bocca, il naso o gli occhi.   Gli stetoscopi sono una fonte di diffusione del virus Lo stetoscopio è uno dei dispositivi medici più necessari per controllare l’evoluzione delle patologie polmonari come quelle causate dal coronavirus. Ma il problema sorge quando i medici eseguono l’auscultazione polmonare con uno stetoscopio che li costringe a essere molto vicini al paziente, specialmente quando si tratta di virus come SARS-CoV-2, che sono altamente contagiosi per prossimità e contatto diretto.   In che modo gli stetoscopi elettronici possono aiutare a rallentare la diffusione del coronavirus? Le misure per controllare l’espansione del coronavirus sono correlate all’isolamento della fonte infettiva, vale a dire evitando la vicinanza e il contatto con i vettori infetti da virus. Per aiutare con questa attività che si sta rivelando complicata come indicano i dati di espansione giornaliera, eKuore è una soluzione. Lo stetoscopio wireless eKuore Pro è un dispositivo medico all’avanguardia, che consente ai professionisti medici di eseguire l’auscultazione senza essere in contatto con il paziente. Inoltre, i pettorali sono usa e getta, evitando il contagio per contatto da un paziente all’altro. Vantaggi dello stetoscopio elettronico eKuore Il dispositivo medico eKuore Pro aiuta gli operatori sanitari ad ottenere auscultazioni polmonari dei pazienti, riducendo il rischio di diffusione infettiva di COVID-19. Isolamento tra medico e paziente potenzialmente infetto: senza alcun cavo che richiede di mantenere una distanza ravvicinata con il paziente infetto, il medico può ascoltare i suoni polmonari anche da una stanza isolata e senza la necessità di indossare una tuta speciale per evitare il contagio. Semplicemente usando un dispositivo mobile, riceverai in remoto le auscultazioni da tutti i pazienti, per ascoltare e valutare senza entrare nel rischio di infezione. Membrane monouso per prevenire il contagio da contatto: il copricapo è l’elemento più critico di uno stetoscopio, perché è la parte che entra in contatto diretto con il paziente infetto. Per ridurre il rischio di infezione, il dispositivo eKuore Pro ha pettorali intercambiabili e monouso. Ha anche 3 diverse dimensioni di castelli in base alle esigenze. Registrare le auscultazioni per verificare l’evoluzione del paziente: tramite l’APP di eKuore Pro, possiamo accedere a una storia completa   Prodotto non disponibile e non più in produzione.     #### Indice di protezione IP per defibrillatori DAE L’indice di protezione IP (International Protection) è una convenzione definita nella norma EN 60529 (recepita dal CEI come norma CEI 70-1) per individuare il grado di protezione degli involucri dei dispositivi elettrici ed elettronici (con tensione nominale fino a 72,5 kV) contro la penetrazione di agenti esterni di natura solida e liquida. Al prefisso IP vengono fatte seguire due cifre, la prima individua la protezione che l’involucro fornisce contro il contatto di corpi solidi esterni e contro l’accesso a parti pericolose (conduttori elettrici, parti mobili), mentre la seconda cifra individua la protezione contro la penetrazione dei liquidi. Lo standard ha l’obiettivo di fornire agli utenti informazioni oggettive sul loro livello di protezione e sicurezza. Grado di protezione dei dispositivi elettronici da corpi solidi esterni e accesso a parti pericolose: IP0X = nessuna protezione contro i corpi solidi esterni IP1X = involucro protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 50mm e contro l’accesso con il dorso della mano IP2X = involucro protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 12mm e contro l’accesso con un dito IP3X = involucro protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 2.5mm e contro l’accesso con un attrezzo IP4X = involucro protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 1mm e contro l’accesso con un filo IP5X = involucro protetto contro la polvere ( e contro l’accesso interno ) IP6X = involucro totalmente protetto contro la polvere ( e contro l’accesso interno )   Grado di protezione dei dispositivi elettronici contro la penetrazione dei liquidi: IPX0 = nessuna protezione IPX1 = involucro protetto contro la caduta verticale di gocce d’acqua IPX2 = involucro protetto contro la caduta di gocce con inclinazione inferiore a 15° IPX3 = involucro protetto contro la pioggia IPX4 = involucro protetto contro gli spruzzi d’acqua IPX5 = involucro protetto contro i getti d’acqua IPX6 = involucro protetto contro forti getti d’acqua (e acqua di mare) IPX7 = involucro protetto contro gli effetti dell’immersione IPX8 = involucro protetto contro gli effetti della immersione prolungata   Vi sono, inoltre, lettere opzionali che possono essere utilizzate in aggiunta agli standard presentati sopra. Lettera opzionale aggiuntiva: protezione contro l’accesso umano. Livello – Effetti a – Protetto contro l’accesso con il dorso della mano b – Protetto contro l’accesso con un dito c – Protetto contro l’accesso con un attrezzo d – Protetto contro l’accesso con un filo   Lettera opzionale supplementare: protezione del materiale. Livello – Effetti h – Apparecchiatura ad alta tensione m – Provato contro gli effetti dannosi dovuti all’ingresso dell’acqua con apparecchiatura in moto s – Provato contro gli effetti dannosi dovuti all’ingresso dell’acqua con apparecchiatura non in moto w – Adatto all’uso in condizioni atmosferiche specificate Seppure il grado di protezione IP sia lo standard maggiormente diffuso ed utilizzato, esiste anche la codifica NEMA (National Electrical Manufacturers Association). NEMA include anche altri fattori come la protezione alla corrosione, fare riferimento alla documentazione ufficiale per maggiori dettagli. L’equivalenza è la seguente: NEMA – IP 1 – 10 2 – 11 3R – 14 3 – 54 3S – 54 4 – 66 4X – 66 5 – 52 6 – 67 6P – 67 12 – 52 12K – 52 13 – 54 Chiarito cos’è, cosa rappresenta e quali sono le garanzie offerte da questo valore negli apparecchi elettromedicali, è possibile entrare nel merito e visionare l’indice di protezione IP dei defibrillatori samartian® di HeartSine®, livello di resistenza che è facilmente verificabile anche nel video di Stress – Test del defibrillatore samaritan®: I defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD 350P e samaritan® PAD 500P sono gli unici defibrillatori al mondo ad avere indice di protezione IP56, ovvero: involucro protetto contro la polvere (e contro l’accesso)/involucro protetto contro i liquidi con forti getti d’acqua (e acqua di mare). La maggior parte dei competitor ha nei propri prodotti di punta, un indice medio IP54, in rari casi si arriva ad IP55. Sono numerosi i casi con IP decisamente inferiori. Cosa comporta questo elevato grado di protezione, unico sul mercato? Semplice, un utilizzo veramente universale, con pochi limiti ed in condizione proibitive per altri DAE. Il DAE è un prodotto salva-vita, ed a nostro avviso è veramente inconcepibile avere limitazioni di utilizzo dovuti a fattori esterni di impiego che ne riducono funzionalità ed efficacia nel momento del bisogno. Una buona teca può sopperire  solo in parte alla salvaguardia del DAE, ma un volta preso per l’utilizzo, il DAE è soggetto all’ambiente esterno ed ai fattori climatici, inoltre è bene precisare che in una situazione di emergenza sono molti gli imprevisti che si possono presentare (es. appoggiare il DAE su una superficie esposta a pioggia, liquidi, polveri, etc…) e può essere facilmente compromessa la sua funzionalità. I defibrillatori samaritan di HeartSine possono essere posizionati su imbarcazioni, stabilimenti balneari (in prossimità di acqua e sabbia, non a distanza come gli altri DAE con indici inferiori), in piscine aperte o al chiuso anche con elevata umidità, in zone montane con neve ed umidità, in stabilimenti con polveri elevate, e molti altri contesti. La sicurezza IP non è l’unico plus dei defibrillatori samaritan, sono presenti numerosi altri punti di forza unici che elenchiamo di seguito. Garanzia 8 anni (tutti gli altri DAE presenti sul mercato hanno garanzie da 6 a 8 anni). Semplicità di utilizzo evoluta (guida utilizzo visiva con disegni e led, elettrodi già collegati e pronti all’uso). Leggerezza (con 1,1Kg sono tra i DAE più leggeri in assoluto). RCP Advisor (sistema brevettato di guida per l’esecuzione della rianimazione cardiopolmonare (RCP), un sistema innovativo brevettato in grado di fornire utili informazioni sulla corretta esecuzione del massaggio cardio-polmonare). Rapporto qualità/prezzo migliore del mercato e prezzo assoluto. Costi di manutenzione più bassi del marcato (sostituzione batterie ed elettrodi). SCOPE, tecnologia proprietaria brevettata nell’erogazione dell’energia con forma d’onda bifasica, che consente una maggiore efficacia, con altissimi esisti positivi nella defibrillazione. Aggiornamento DAE (i software sono facilmente aggiornabili con cavetto USB tramite PC collegato ad internet). Echoes Medical Division, la divisione medicale di Echoes Srl, è Main Importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine® e Physio-Control®, oggi parte del gruppo Stryker®. Per maggiori informazioni contattaci scrivendo a info@emd112.it oppure chiamando il numero: 800 363525 #### Ingegneri di Rieti protagonisti della cardiorpotezione Prosegue con determinazione l’impegno dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Rieti e della Fondazione degli Ingegneri della Provincia di Rieti nella diffusione della cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro, nei contesti accademici e negli spazi pubblici. Un percorso che ha segnato una tappa importante con l’evento formativo svoltosi alcune settimane fa presso la sede dell’Ordine, dove Simone Madiai, CEO di EMD112, esperto in cardioprotezione e istruttore BLSD, ha illustrato ai professionisti dell’ingegneria i principi fondamentali per riconoscere tempestivamente un arresto cardiaco e intervenire in modo efficace con l’uso del defibrillatore. L’iniziativa, organizzata in concomitanza con la Giornata della Sicurezza svoltasi a Rieti il 6 giugno 2025, ha rappresentato un momento di alta formazione e sensibilizzazione per ingegneri e cittadini, rafforzando la consapevolezza sull’importanza di una risposta tempestiva in situazioni di emergenza cardiaca, in cui ogni secondo è prezioso per salvare una vita. Il cuore dell’evento è stato segnato da due momenti di grande significato pratico, la donazione da parte di EMD112, per mano di Simone Madiai, di un defibrillatore semiautomatico Vivest Powerbeat X1 (A1) all’Università Sabina Universitas, istituzione di riferimento per la formazione nel territorio reatino, e la firma di una convenzione tra l’Ordine degli Ingegneri e il Comitato di Rieti della Croce Rossa Italiana, per l’organizzazione di corsi BLSD dedicati non solo agli iscritti all’Ordine, ma anche a studenti e cittadini interessati. Il Polo universitario di Rieti, costituito dalle sedi distaccate delle Università degli Studi di Roma La Sapienza e dell’Università degli Studi della Tuscia, registra circa 1300 studenti iscritti. «Abbiamo voluto compiere un gesto concreto – ha dichiarato Simone Madiai, CEO di EMD112 – donando un defibrillatore di ultima generazione a un’istituzione come Sabina Universitas, perché crediamo fermamente che la cultura della cardioprotezione debba partire dai luoghi in cui si formano i professionisti di domani. Ogni ambiente frequentato da tante persone dovrebbe essere cardioprotetto, solo così possiamo ridurre i rischi e salvare vite». L’iniziativa conferma la volontà condivisa da EMD112 e dall’Ordine degli Ingegneri di Rieti di diffondere una cultura della sicurezza capillare e accessibile, favorendo la formazione specifica attraverso corsi BLSD certificati e la presenza diffusa di defibrillatori, strumenti che possono fare la differenza in casi di emergenza cardiaca. Iniziative come quella dell’Ordine degli Ingegneri di Rieti e di EMD112 rappresentano un modello virtuoso da replicare su tutto il territorio nazionale. L’Ordine degli Ingegneri di Rieti ha già annunciato che a breve verranno calendarizzate le sessioni formative BLSD, aperte agli iscritti e agli interessati, con l’obiettivo di costruire una comunità sempre più preparata e capace di rispondere con prontezza in caso di arresto cardiaco. Proseguiamo così, con passione e entusiasmo verso una cardioprotezione diffusa e efficace! #### Intervista a Simone Madiai CEO EMD112 nella trasmissione tv “Fuori dal coro” di Mario Giordano Il 7 aprile è andata in onda la trasmissione di Mario Giordano “Fuori dal coro”, come di consueto in prima serata ogni mercoledì alle ore 21.25 su Rete 4. Il tema della puntata era focalizzato sulle forniture medicali nel periodo di emergenza da Coronavirus SARS-CoV-2. Rappresentativo il titolo del servizio: “Emergenza Coronavirus, l’Italia si ferma, la burocrazia no”. Tra i vari temi trattati all’interno della puntata, sono stati affrontati anche gli aspetti legati ai ritardi delle forniture dei ventilatori polmonari e articoli medicali. La fornitura di questi prodotti, estremamente importanti per contrastare l’emergenza pandemiologica, è stata definità all’interno del  bando CONSIP , avvenuto in regime di urgenza in soli 3 giorni. Maggiori dettagli sul bando CONSIP e sullo scenario della distribuzione dei ventialtori è disponibile nell’articolo che avevamo pubblicato qualche giorno fa, disponibile a questo link. Il bando richiedeva la fornitura in 2 lotti distinti di Ventilatori Polmonari per terapia intensiva e Ventilatori Polmonari per terapia sub-intensiva per 5.000 unità (oltre ad altri lotti per la fornitura di altri articoli medicali). Il bando si è chiuso con l’aggiudicazione di 3.918 unità. La consegna dei Ventilatori Polmonari era prevista in più spedizioni, con scadenze precise. In Italia ogni anno vengono venduti circa 500 ventilatori polmonari. I produttori mondiali di ventilatori polmonari sono circa 10. Uno scenario simile di incremento esponenziale della richiesta di ventilatori polmonari si è verificato in parallelo anche da numerosi paesi, che come l’Italia stanno affrontando l’emergenza Covid-19. Il rapporto domanda/offerta è stato capovolto, ed i produttori di ventilatori meccanici sono stati messi in difficoltà. I produttori si sono così riorganizzati, con processi tutt’ora in corso, per accrescere la capacità produttiva, con una riorganizzazione interna, e con una ridefinizione delle modalità di fornitura dei componenti. Infatti non è solo il produttore che deve reggere il colpo, ma anche le numerose aziende che fanno parte della catena di fornitura dei componenti dei ventilatori. A complicare la situazione, le consegne non puntuali di alcuni aggiudicatari che probabilmente sono stati troppo ottimisti nelle capacità produttive. Il servizio ha trattato anche le contrastanti posizioni temporali tra l’AD di Invitalia Domenico Arcuri, Commissario Straordinario per l’emergenza Coronavirus, che attua e coordina le misure di contenimento e contrasto dell’epidemia da Covid-19 e CONSIP. All’interno della trasmissione è intervenuto il CEO di EMD112, Simone Madiai, in video intervista dalla sede aziendale di Scarperia e San Piero (Firenze). Madiai ha dichiarato che l’azienda è stata particolarmente attenta a presentare una proposta di fornitura per un numero di ventilatori la cui consegna potesse essere certa, poiché la capacità produttiva della casa madre, per far fronte alla grande mole di richieste da molti paesi, era stata messa a dura prova. Grazie a questo tipo di visione ed approccio, EMD112 sta garantendo la fornitura dei ventilatori rispettando le scadenze definite. Madiai ha inoltre sottolineato che per numerosi altri articoli medicali, si registrano ritardi importanti nella fornitura, dovuti in larga parte dalla burocrazia che è alla base delle forniture degli articoli medicali. Qui il link al video disponibile nel sito Mediaset Play: https://mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/emergenza-virus-la-burocrazia-blocca-gli-aiuti_F310235401014C20 Mario Giordano, “Fuori dal coro” Servizio di Rossella Ricchiuti e Annalisa Grandi. #### Ipotermia terapeutica: come funziona e perché protegge il cervello dopo un arresto cardiaco Dopo un arresto cardiaco, anche se il cuore riparte, il cervello rimane a rischio di danno irreversibile a causa della mancanza di ossigeno e del fenomeno chiamato danno da riperfusione. Per ridurre queste lesioni neurologiche, esiste una strategia avanzata e sempre più studiata: l’ipotermia terapeutica, nota anche come Targeted Temperature Management (TTM). Si tratta di un trattamento che mira a preservare la funzione cerebrale attraverso la riduzione controllata della temperatura corporea, ed è oggi uno degli interventi più efficaci nella gestione post-arresto cardiaco. Cos’è l’ipotermia terapeutica L’ipotermia terapeutica è una metodica finalizzata a prevenire e ridurre i danni neurologici mediante la riduzione intenzionale della temperatura corporea fino a 32–34°C. Viene applicata in pazienti che hanno subito un arresto cardiaco quando altre misure medico-chirurgiche non hanno dato risultati soddisfacenti. Il trattamento è oggi considerato standard nelle unità di terapia intensiva e in centri specializzati e richiede un monitoraggio costante e multidisciplinare. Il principale meccanismo d’azione dell’ipotermia terapeutica consiste nella riduzione del metabolismo cerebrale: al diminuire della temperatura corporea, infatti, si osserva un rallentamento delle attività cellulari che porta a una riduzione del fabbisogno energetico del tessuto nervoso. In particolare, il metabolismo cerebrale diminuisce in modo progressivo, con una riduzione stimata del 6-7% per ogni grado centigrado di raffreddamento. Questo comporta una minore richiesta di ossigeno e glucosio da parte delle cellule cerebrali, contribuendo a limitare i processi ischemici e a proteggere il tessuto nervoso da ulteriori danni. Per questo motivo, l’ipotermia terapeutica trova indicazione non solo nella gestione dei pazienti dopo un arresto cardiaco, ma anche in altre condizioni caratterizzate da un rischio elevato di danno neurologico, come l’asfissia perinatale nel neonato e il trauma cranico, dove la riduzione del metabolismo cerebrale contribuisce a contenere l’estensione della lesione e a favorire la protezione delle funzioni neurologiche. La procedura viene generalmente considerata nei pazienti con compromissione dello stato di coscienza, in particolare quando la Glasgow Coma Scale (GCS) è inferiore a 9, parametro che identifica un quadro clinico grave e potenzialmente associato a rischio di danno cerebrale significativo. Come funziona e le fasi del trattamento Il principio dell’ipotermia terapeutica è proteggere il cervello riducendo il metabolismo cellulare e limitando il danno da riperfusione. Il trattamento si articola in due fasi principali: Induzione del raffreddamento: il paziente viene portato gradualmente alla temperatura target (32–34°C) utilizzando metodi di raffreddamento invasivi, che agiscono direttamente sul sangue (ad esempio cateteri venosi con circolazione extracorporea), o non invasivi che comprendono coperte refrigeranti, dispositivi ad aria fredda o ghiaccio localizzato. La scelta del metodo non dipende solo dalla velocità di raffreddamento, ma soprattutto dalla capacità di mantenere stabile la temperatura target e di riscaldare il paziente lentamente e in sicurezza. Mantenimento e riscaldamento: durante la fase di mantenimento, il paziente viene stabilizzato a circa 33°C (±0,2°C) per un periodo di 18 ore, momento in cui l’ipotermia esercita il massimo effetto neuroprotettivo. Successivamente, il riscaldamento avviene gradualmente, a 0,25–0,5°C all’ora, per prevenire squilibri emodinamici e garantire stabilità clinica. Durante tutte le fasi, il paziente è sotto sedazione profonda e ventilazione meccanica, con monitoraggio costante di parametri neurologici, emodinamici e respiratori. Eventuali aritmie, crisi convulsive o alterazioni metaboliche vengono gestite attivamente dal team medico. Dove e a chi si applica L’ipotermia terapeutica viene eseguita solo in contesti altamente specializzati, come le terapie intensive, dopo un’attenta valutazione clinica del paziente. I criteri di esclusione principali includono: ritorno immediato della funzione cerebrale dopo arresto cardiaco grave infezione sistemica o lesione emorragica cerebrale gravidanza trauma maggiore o ustioni estese coagulopatie o sanguinamenti attivi non correlati a farmaci Questi criteri servono a garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento, evitando rischi aggiuntivi in pazienti non candidabili. Benefici clinici Studi e linee guida internazionali dimostrano che l’ipotermia terapeutica può: ridurre il danno cerebrale post-arresto migliorare gli esiti neurologici a lungo termine aumentare la probabilità di sopravvivenza con recupero funzionale L’efficacia dipende dalla tempestività dell’intervento, dalla qualità della rianimazione iniziale e dal rispetto delle fasi di trattamento, comprese induzione, mantenimento e riscaldamento. Limiti e gestione delle complicanze L’ipotermia terapeutica è complessa e non priva di rischi. Possibili complicanze includono alterazioni della coagulazione, aritmie, squilibri elettrolitici e infezioni. Per questo motivo, il trattamento richiede personale esperto, monitoraggio continuo e protocolli rigorosi, che ne consentano un’applicazione sicura ed efficace. Il ruolo della catena della sopravvivenza Anche con strategie avanzate come l’ipotermia terapeutica, la sopravvivenza e il recupero neurologico dipendono dalla tempestività del primo soccorso. Riconoscere l’arresto cardiaco, iniziare immediatamente la RCP e utilizzare il defibrillatore restano gli interventi più determinanti nei primi minuti. L’ipotermia terapeutica potenzia gli effetti salvavita, ma funziona solo se la catena della sopravvivenza è già attiva.   L’ipotermia terapeutica rappresenta oggi uno dei principali strumenti di protezione cerebrale dopo un arresto cardiaco. Attraverso il controllo mirato della temperatura, la stabilizzazione emodinamica e il monitoraggio intensivo, è possibile ridurre i danni neurologici e aumentare le probabilità di un recupero completo. Rimane comunque fondamentale ricordare che ogni secondo conta: il successo del trattamento dipende da una combinazione di interventi tempestivi, protocolli specialistici e competenze mediche avanzate.   Fonti: Educazione sanitaria Nurse24 Italian journal of nursing #### Italo e EMD112: oggi vediamo il frutto del lavoro svolto sulla sicurezza e l’impatto sulla comunità Ieri martedì 10 ottobre 2023, presso la Lounge Italo Club di Milano Centrale, abbiamo avuto l’opportunità di riflettere sul nostro costante impegno per garantire la sicurezza nel mondo dei viaggi. EMD112® è stata al fianco di Italo sin dall’inizio, rendendo possibile l’introduzione dei defibrillatori a bordo dei treni. Infatti, sin dal 2016, abbiamo fornito a Italo, primo operatore ferroviario in Italia a farlo e tra i primi in Europa, questi strumenti salvavita. Attualmente, ogni treno della flotta Italo dispone di n°2 dei nostri defibrillatori, presenti nelle carrozze n°3 e n°6. Questa distribuzione consente di reperire i dispostivi da qualsiasi carrozza, nello stretto tempo necessario per poter affrontare un arresto cardiaco improvviso. Grazie alla loro presenza e alla pronta azione del personale Italo, 5 vite sono state salvate in viaggio e nelle stazioni. Recentemente, un viaggiatore a bordo di un treno in partenza da Roma è stato tempestivamente soccorso e salvato grazie a uno dei nostri defibrillatori presenti su uno dei treni. Tutti i defibrillatori della famiglia Stryker® (Physio-Control® e HeartSine®), sono coperti dal programma Forward-Heart, che consiste nel donare un defibrillatore a ciascuna persona salvata dai nostri DAE, che a sua volta potrà donarlo alla comunità (scuola, lavoro, società sportive, etc..), incrementando ulteriormente la capacità di salvare altre vite. Nella tarda mattinata di ieri, insieme a Italo presso la Lounge Italo Club di Milano Centrale, abbiamo donato un defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P, alla persona salvata, che a sua volta lo ha donato alla Fondazione Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta. Quest’ultimo verrà installato su un pick-up, rendendolo disponibile per la comunità lombarda in varie località durante diverse attività di Protezione Civile. I defibrillatori che forniamo sono di facile utilizzo, con istruzioni vocali che guidano l’operatore nel corretto processo di rianimazione. La loro capacità di determinare autonomamente la necessità di una scarica elettrica e le caratteristiche tecniche all’avanguardia, li rende particolarmente efficaci, aumentando significativamente le possibilità di salvezza in caso di arresto cardiaco. La formazione per l’uso di questi strumenti, fornita da Squicciarini Rescue, è stata estesa anche alle famiglie dei dipendenti di Italo, promuovendo ulteriormente l’importanza della prevenzione e della pronta risposta. La dedizione di Italo nell’intensificare la sicurezza e arricchire i programmi di formazione di primo soccorso, ha portato a risultati tangibili, come evidenziato dai recenti eventi e come sottolineato da Fabio Sgroi, Fabio Sgroi, Direttore Health & Safety di Italo, contribuendo significativamente al benessere della comunità. “Da anni lavoriamo al fianco di Italo per assicurare il benessere e la sicurezza dei passeggeri e del personale – afferma Simone Madiai, CEO di EMD112, che prosegue – È motivo di orgoglio vedere il nostro impegno trasformarsi in azioni tangibili che hanno un impatto reale sulla comunità”.   Altre fonti: Comunicato Stampa ufficiale Italo: https://italospa.italotreno.it/ufficio-stampa/comunicati-stampa/italo-sempre-all-avanguardia-per-la-sicurezza-di-viaggiatori-e-dipendenti.html Comunicato Stampa ripreso da Ferrovie.it: https://www.ferrovie.it/portale/articoli/14128 Comunicato stampa ripreso da l’agenzia di stampa sull’energia e le infrastrutture: https://ageei.eu/italo-sempre-allavanguardia-per-la-sicurezza-di-viaggiatori-e-dipendenti/ #### Italo Treno e la cardioprotezione: un modello di eccellenza europea con EMD112 e il Dott. Marco Squicciarini Nel mondo odierno, la sicurezza dei viaggiatori non è più un optional ma una necessità imprescindibile. Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV), in collaborazione con EMD112 e sotto la direzione sanitaria del Dott. Marco Squicciarini, ha dato vita a un progetto di cardioprotezione che rappresenta un modello unico in Europa. Un progetto innovativo di cardioprotezione Il progetto nasce dalla visione condivisa di creare un ambiente veramente cardioprotetto, andando oltre la semplice conformità normativa. Italo ha equipaggiato ogni treno con 2 defibrillatori Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi+3G bilingue, posizionati strategicamente nelle carrozze n°3 e n°6, per un totale di oltre 100 dispositivi. Questo assicura che, in caso di emergenza, un defibrillatore sia sempre rapidamente accessibile. Ma Italo non si è fermata qui. Comprendendo che la tecnologia è efficace solo se supportata da persone adeguatamente formate, ha esteso la formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) non solo al personale di bordo ma anche a quello degli uffici, coinvolgendo oltre 1.000 dipendenti. La formazione, condotta dal Dott. Squicciarini e dal suo team, ha incluso anche manovre di disostruzione pediatriche e per adulti. Formazione di alta qualità con tecnologia avanzata Per garantire una formazione efficace, sono stati utilizzati manichini digitali QCPR di ultima generazione, collegati a tablet per fornire feedback immediato. Questa tecnologia avanzata permette ai partecipanti di perfezionare le proprie abilità in tempo reale, assicurando una preparazione di altissimo livello. Recentemente, nel settembre 2024, sono stati organizzati training intensivi sulle manovre di disostruzione per adulti e pediatriche, estesi anche a familiari e amici del personale NTV. Questo approccio inclusivo amplifica l’impatto sociale del progetto, diffondendo competenze salvavita all’interno della comunità. Risultati tangibili: 8 vite salvate Grazie a questo impegno congiunto, ad oggi sono 8 le vite salvate sui treni Italo. Questi risultati straordinari sono la testimonianza concreta dell’efficacia del progetto e dell’importanza di una formazione estesa e di qualità. Un caso emblematico è quello dell’ultima persona salvata, che appare nel video realizzato dal Dott. Squicciarini. Grazie alla prontezza del personale formato, è stato possibile intervenire entro il secondo minuto, facendo la differenza tra la vita e la morte. Il programma Forward Hearts di Stryker A coronamento di questi sforzi, il programma Forward Hearts di Stryker offre a ogni persona salvata dai defibrillatori Stryker la possibilità di donare un DAE a un ente o associazione a propria scelta. Questo crea un effetto a catena, aumentando il livello di cardioprotezione nelle comunità locali. Durante un evento presso la Lounge Italo Club di Milano Centrale, un defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P è stato donato alla Fondazione Corpo Italiano di Soccorso Ordine di Malta. Questo dispositivo sarà installato su un pick-up utilizzato in attività di Protezione Civile, ampliando ulteriormente l’impatto sociale del progetto. Oltre la normativa: un impegno verso la vita “Avere un defibrillatore è importante, ma non significa necessariamente avere un ambiente cardioprotetto come nel caso di Italo” –  afferma Simone Madiai, CEO di EMD112, che prosegue –  “Le scelte relative ai DAE, la loro manutenzione, la formazione estesa del personale fanno una profonda differenza in situazioni di emergenza. La dedizione di Italo nel creare un sistema di sicurezza integrato e altamente efficiente è un esempio da seguire. È motivo di orgoglio vedere il nostro impegno trasformarsi in azioni tangibili che hanno un impatto reale sulla comunità”.   #### Italo vince l’UIC Sustainability Impact Award 2024 grazie al progetto di cardioprotezione Lo scorso 25 settembre, durante l’Innotrans di Berlino, Italo ha ottenuto un prestigioso riconoscimento internazionale, vincendo l’UIC Sustainability Impact Award 2024 nella categoria Healthy Cities and Communities! Questo premio, assegnato dall’Unione Internazionale delle Ferrovie (UIC) in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, celebra i progetti più innovativi e sostenibili nel settore ferroviario. La vittoria di Italo è il risultato di anni di impegno per garantire la sicurezza cardiaca dei passeggeri e della comunità attraverso il suo progetto di cardioprotezione. Dal 2016, Italo è stato il primo operatore ferroviario in Italia a dotarsi di defibrillatori semi-automatici esterni (DAE) su tutti i treni, biglietterie e lounge, un’iniziativa che ha salvato ben 8 vite negli ultimi quattro anni. Questo straordinario risultato è stato possibile grazie alla presenza dei DAE all’interno di un reale contesto di cardioprotezione e a una formazione BLSD estesa (oltre 2000 persone fomate), fornita dal Dott. Marco Squicciarini e dal suo staff. L’esperienza del Dott. Squicciarini ha garantito una preparazione eccellente, estesa anche ai familiari dei dipendenti Italo, creando una cultura di prevenzione che coinvolge l’intera comunità. Fabio Sgroi, Direttore Health & Safety di Italo, ha sottolineato l’importanza di questo riconoscimento: “Siamo orgogliosi di ricevere questo premio come testimonianza dell’impegno di Italo per la sicurezza delle persone e dei passeggeri. Abbiamo investito in strumenti all’avanguardia e nella formazione continua del personale, e oggi vediamo i frutti di questi sforzi”. EMD112 si è occupato di effettuare i sopralluoghi preliminari, fornire i defibrillatori e posizionarli in aree specifiche per massimizzare la capacità di rapida individuazione e reperimento in caso di urgenza. Italo ha potuto inoltre beneficiare del programma Forward Hearts, grazie al quale per ogni vita salvata dai DAE del gruppo Stryker, viene donato un defibrillatore. Di recente, un viaggiatore salvato ha scelto di donare il suo DAE alla Peter Pan ODV di Roma, segnalando l’importanza di diffondere strumenti di cardioprotezione in tutta la società, oltre ad acquistare un dispositivo a proprie spese per poi donarlo ad un’altra associazione. La vittoria di Italo rappresenta non solo un riconoscimento per il settore ferroviario, ma un esempio di come l’innovazione e la prevenzione possano concretamente salvare vite, contribuendo al benessere delle comunità. Il progetto Italo è un modello da seguire. Siamo orgogliosi di avere contribuito al progetto ed entusiasti dei risultati raggiunti.   #### Karel Abraham al World Ducarti Week: defibrillatore salvavita Karel Abraham testimonial EMD112 per l’impiego del defibrillatore e l’importanza della cultura della cardioprotezione e della formazione BLSD. La video testimonianza di Karel è stata realizzata in occasione del World Ducati Week 2018 a Misano, che si è tenuto dal 20 al 22 luglio 2018 al World Circuit “Marco Simoncelli”. Karel Abraham, pilota motociclistico ceco classe 1990, nella stagione agonistica 2018 ha corso nel campionato del mondo MotoGP con Angel Nieto Team (team cardioprotetto da EMD112), compagno di squadra di Alvaro Bautista, mentre per la stagione 2019 è passato al Team Avintia Racing. Nell’intervista, Karel si trova al box in sella alla sua Ducati MotoGP con il defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 500P Ringraziamo Karel, che in molte occasioni si è prestato a testimoniare l’importanza del defibrillatore, contribuendo a diffondere la cultura della cardioprotezione! #### L’arresto cardiaco improvviso necessita di defibrillatore semiautomatico ed un rapido soccorso Si stima che siano oltre  15.000.000 gli Italiani a rischio di un arresto cardiaco improvviso: obesi, ipertesi, cardiopatici, diabetici, persone che hanno effettuato interventi al cuore, sindrome del QT lungo, anomalia delle valvole cardiache, cardiomiopatia dilatativa, coronaropatie, anomalie congenite del cuore,  etc… Solo intervenendo entro i primi 3-5 minuti i casi di successo sui ritmi cardiaci defibrillabili hanno buone percentuali di ripristino, dal 5° minuto le possibilità di esito positivo calano del 10% ogni minuto, esaurendosi dopo il 10 minuto. Difficilmente i soccorritori esterni (personale 118, volontari soccorritori delle varie associazioni ANPAS, etc..) riescono ad essere sul posto entro i primi 3-5 minuti, è pertanto fondamentale che nei luoghi siano già presenti defibrillatori semiautomatici e personale formato all’utilizzo, ed un rapido intervento. Da un report pubblico dei Vigili del Fuoco http://www.vigilfuoco.it/allegati/biblioteca/IncendiInItalia2007-2011.pdf , risulta che nel 2007 i decessi per incendi ed esplosioni sono stati 151, di cui 127 solo per incendi (ai quali si aggiungono 543 feriti). I dati riportati sono obsoleti, si riferiscono a circa 8 anni fa; tuttavia consentono di comprendere gli ordini di grandezza delle morti per incendi per poter fare un confronto con le morti per arresto cardiaco.     Il grafico sottostante mostra la ripartizione in funzione del luogo dove si è verificato l’evento: I decessi per arresto cardiaco si posizionano su una scala decisamente differente, le stime più recenti parlano di circa 60.000 arresti cardiaci in Italia. Di questi 60.000, con la presenza di un defibrillatore nelle vicinanze ed un pronto intervento su arresti cardiaci con ritmi defibrillabili eseguito nei primi 3-5 minuti dall’evento, nel 65-70% possono essere salvate nelle vite. Fate una prova: uscite di casa, nella vostra vita quotidiana in cerca di estintori e defibrillatori: scuola, negozi, centri commerciali, parchi e luoghi pubblici, industrie e luoghi di lavoro, centri sportivi. Quanti estintori avete visto? Quanti defibrillatori avete visto? In particolare il 2% dei decessi per esplosioni ed incendi sono stati restrati in esercizi commerciali ed il 16% in industrie, luoghi dove siamo abituati a trovare estintori (giustamente), nonostante il 63% delle situazioni avvengano nelle abitazioni; nel caso di arresto cardiaco  nell‘84% dei casi avviene fuori casa, e con ordini di grandezza decisamente maggiori. Mentre la cultura degli incendi è piuttosto avanzata e trova una applicazione reale in seguito alla normativa vigente nelle aziende e negozi, la cultura della cardio-protezione è ancora agli albori, anche se negli ultimi anni e soprattutto mesi, si sta registrando una consapevolezza maggiore. Ad oggi abbiamo ancora due grossi vuoti: culturale e normativo, profondamente connessi tra loro. Possiamo fare qualche cosa in più. E’ necessario essere informati in materia di cardio-protezione, è importante avere un defibrillatore sempre vicino e saperlo utilizzare, è importante investire in apparecchi salvavita in modo adeguato in funzione di ambiente ed utilizzo.     #### L’attore e modello Godfrey Gao muore sul set per un arresto cardiaco all’età di 35 anni Godfrey Gao si trovava in Cina per girare il reality show “Chase me”. Durante le riprese del reality sportivo nella città cinese di Ningbo, venerdì 27 novembre 2019, Godfrey è stato colpito da arresto cardiaco improvviso (ACI), cadendo a terra privo di sensi. Il modello e attore canadese è morto in ospedale poco dopo, all’età di 35 anni. La conferma del decesso è arrivata dalla sua agenzia che ha diffuso la notizia sui propri social network. Godfrey Gao era nato a Taiwan dove aveva cominciato la sua carriera da modello, ma in seguito al lancio della carriera, si era trasferito con la famiglia in Canada, a Vancouver, dove ha seguito i suoi corsi di studio alla Capitano University. Godfrey è approdato nel mondo del cinema recitando in numerosi film e drammi televisivi, tra cui un ruolo nel film di Hollywood tratto dalla serie fantasy Shadowhunters dai libri di Cassandra Clare, nel 2103 che ne ha decretato il lancio, rivestendo i panni del mago stregone Magnus Bane, nell’adattamento cinematografico Shadowhunters. Grazie a questo lavoro aveva raggiunto la notorietà soprattutto tra il pubblico giovane, diventando il primo modello maschile asiatico per il marchio di lusso Louis Vuitton. In Cina era famoso anche per la popolare serie tv Remembering Lichuan. Il suo corpo è stato trasferito a Taipei, capitale di Taiwan. In questo articolo  viene indicato il dato che meno dell’1% degli adulti cinesi sa come condurre la rianimazione cardiopolmonare (RCP). Secondo il National Health Commission (NHC), in Cina sono stati installati circa 15.000 defibrillatori automatici esterni (DAE) presso istituti medici e luoghi pubblici come palestre, aeroporti e metropolitane, un paese la Cina, che conta circa 1,3 miliardi di persone. Solo Ningbo, la città  dove l’attore è deceduto appartenente alla provincia dello Zhejiang, conta una popolazione di 7,5 milioni di abitanti. Il FAN club di Godfrey Gao ha chiesto, perché i membri dello staff presenti sul set non fossero a conoscenza del defibrillatore automatico esterno, che apparentemente si trovava a “soli” 257 metri di distanza. E’ proprio perchè l’arresto cardiaco è quasi sempre “improvviso”, che l’unico modo di constrastarlo è la prevenzione, con la dotazione capillare sul territorio di defibrillatori pubblici, oltre alla cardioprotezione dei luoghi dove passiamo la maggior parte del tempo assieme ai nostri cari, le nostre case. #### L’influencer e content creator Davide Patron in arresto cardiaco, salvato con il defibrillatore Davide Patron, noto su TikTok come “il prof d’inglese”, ha recentemente vissuto un’esperienza che ha cambiato la sua vita. Davide, originario di Mogliano Veneto, è conosciuto per i suoi brevi video educativi sulla lingua inglese, che hanno attirato un vasto pubblico con oltre 917.130 follower su TikTok e 737mila su Instagram. Tuttavia, il 4 maggio, durante un viaggio verso Parigi, la sua vita ha preso una piega drammatica. Mentre si preparava a salire su un treno in partenza per Parigi, Davide è stato colpito da un arresto cardiaco. “Su quel treno il tempo si è fermato e la mia vita se n’è quasi andata in mezzo secondo a causa di un arresto cardiaco”, ha scritto Patron sui social media, documentando la sua esperienza dal letto dell’ospedale. Grazie alla prontezza di un viaggiatore che ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione e all’uso tempestivo di un defibrillatore, Patron è stato salvato in extremis. “Se sto postando queste foto è solo grazie alle persone che si trovavano sullo stesso treno”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza cruciale del primo soccorso. Dopo essere stato in coma farmacologico per 24 ore, Patron ha iniziato a recuperare lentamente, ma il suo messaggio è chiaro: “Imparate tutti le manovre di primo soccorso”. È in programma un intervento in questi giorni, anche se non sono noti i dettagli. Secondo Patron, la prontezza nel praticare il massaggio cardiaco e nell’uso del defibrillatore può fare la differenza tra la vita e la morte. Ha sottolineato l’importanza di avere defibrillatori accessibili in luoghi pubblici e di partecipare a corsi di formazione sul primo soccorso. In Italia, vi sono 2 leggi di riferimento per l’obbligo dei defibrillatori: la legge n. 189 del 08/11/2012 , che da reso obbligatorio il DAE per le società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche la legge n. 116 del 4 agosto che 2021 , che ha introdotto importanti misure per migliorare la risposta agli arresti cardiaci, tra cui l’installazione obbligatoria di defibrillatori automatici esterni (DAE) nei luoghi pubblici. Secondo il Consiglio Italiano di Rianimazione, ogni anno in Europa si verificano circa 400mila arresti cardiaci, di cui 60mila in Italia. Tuttavia, solo il 58% delle persone presenti durante un arresto cardiaco interviene con le manovre salvavita e solo nel 28% dei casi viene utilizzato un defibrillatore. Nonostante l’esperienza traumatica, Davide Patron è determinato a riprendersi e a tornare a creare contenuti per i suoi follower. Laureato in Finanza a Dundee, in Scozia, ha iniziato la sua carriera di content creator durante il lockdown del 2020. Con il suo approccio pratico e divertente all’insegnamento dell’inglese, Patron ha pubblicato il suo primo libro, “English Survival Kit”, nel 2021. La storia di Davide Patron è un potente promemoria dell’importanza del primo soccorso e della prontezza nell’affrontare le emergenze mediche. La sua esperienza ha sensibilizzato molti dei suoi follower sull’importanza di essere preparati e di conoscere le tecniche di rianimazione cardiopolmonare. Come ha detto lo stesso Patron, “Spero che questo post possa sensibilizzare tanti che come me non hanno mai avuto problemi ad andare a farsi un controllo e a partecipare ad almeno un corso di primo soccorso.” #### L’appello del resuscitation journal: il 70% dei DAE non sono sempre accessibili Ogni minuto che passa senza intervento fa scendere del 10% le possibilità di sopravvivere a un arresto cardiaco improvviso, mentre, l’utilizzo tempestivo di un DAE entro 3-5 minuti, aumenta le possibilità di sopravvivenza oltre il 70%. Un grosso problema quello dell’accessibilità dei DAE, che è stato recentemente ripreso e pubblicato con uni studio dedicato da Resuscitation Journal. Lo studio evidenzia che la maggior parte dei DAE (circa il 70%) sono installati in luoghi che non accessibili 24 ore su 24 come scuole, uffici e impianti sportivi è ciò rende questi dispositivi inutilizzabili quando le attività in cui sono installati sono chiuse. In talia si verificano circa 60.000 arresti cardiaci all’anno ma, nonostante un numero così elevato, i dati più recenti ci dicono che solo nel 58% dei casi vengono eseguite le manovre di rianimazione, il DAE viene utilizzato nel 28% dei casi ed il tasso di sopravvivenza è appena dell’8%. La causa di questi dati è da attribuire non alla scarsa presenza di DAE ma al fatto che molto spesso non sono accessibili nel momento del bisogno. Studi precedenti hanno rilevato un calo della copertura dei DAE del 34,2% durante le ore serali e del 42,3% durante la notte. Nei fine settimana, la perdita di accessibilità sale al 42,1% il sabato fino a raggiungere il 50,9% la domenica. L’ Italian Resuscitation Council (IRC) nello studio che ha recentemente condotto ha preso in analisi i DAE presenti in due città italiane: a Bologna sono presenti ben 86 DAE ma l’81% si trova in edifici chiusi la sera, nei weekend e nei giorni di festa; per quanto riguarda Cuneo, sui 29 DAE che sono presenti il 76% non sono accessibili in orario extra-lavorativo. Quindi solo il 24% dei defibrillatori di Cuneo (solo 6 su 29) e il 19% di quelli di Bologna (16 su 81) sono disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, questi orari generano un vero e proprio ostacolo alla cardioprotezione di tutta la popolazione. Lo studio effettuato su Bologna e Cuneo, salvo alcune eccezioni (ebbene si, in Italia abbiamo alcune città che vantano una cardioprotezione avanzata!), è verosimilmente applicabile alla maggior parte delle città italiane. Come possiamo rendere i DAE accessibili ed efficaci? Ecco alcune soluzioni: Posizionamento DAE ad accesso pubblico: una delle soluzioni più concrete per ovviare a questo problema è quella di posizionare i DAE esternamente. Spesso i dispositivi vengono installati all’interno delle strutture, perché si teme che possano essere danneggiati dalle intemperie oppure rubati ma questa scelta, seppur comprensibile, rende il dispositivo spesso inutile. Teche allarmate: la buona notizia però è che esistono delle teche di protezione che consentono l’installazione esterna del DAE in modo più sicuro: oltre alla resistenza agli agenti esterni e alle intemperie, sono dotate di allarmi, luci e sistemi di sicurezza. Oggi, teche e defibrillatori sono acquistabili anche a rate, con costi mensili di poche decine di Euro, oppure possono essere presi in forma di noleggio. Il costo non deve più essere un ostacolo, il focus primario deve essere di avere un’area realmente cardioprotetta, e dispositivi in grado di poter offrire una seconda chance di vita nel caso si verifichi un arresto cardiaco improvviso. DAE connessi e tracciabilità: i DAE moderni dotati di connessione internet (WiFi e/o 4G), sono spesso dotati di geolocalizzazione tramite sim o gps, permettendo di individuare la loro posizione in tempo reale e riducendo il rischio di furti o di atti vandalici. Luogo di installazione con telecamere: al giorno d’oggi le telecamere pubbliche o private sono abitualmente presenti dai piccoli comuni di provincia alle grandi metropoli. Dovendo scegliere il luogo di posizionamento del DAE, è preferibile farlo in un’area già coperta da telecamere, vicino alla propria sede. Questa gestione non compromette la capacità di reperire il DAE in tempi brevissimi, ma allo stesso tempo rende accessibile il DAE a tutta la comunità. È chiaro che è possibile anche acquistare una telecamera esterna, posizionare il DAE con teca allarmata fuori dai propri locali, visibile dalla propria telecamera (anch’essa oggi acquistabile a prezzi estremamente accessibili). APP dedicate con informazioni di accessibilità: Oltre a rendere sempre accessibili i DAE un altro step fondamentale è renderli localizzabili rapidamente da chiunque, in attesa di avere una APP unica nazionale, al momento sono disponibili già alcune APP che stanno generando ottimi risultati, contribuendo in modo rilevante a salvare numerose vite, ad esempio DAE RespondER e Dae Dove. Tra le tante funzioni di queste APP, abbiamo anche le informazioni relative all’accessibilità dei DAE, se pubblici, privati o se soggetti a giorni e orari di accesso ai dispositivi, contribuendo in modo rilevante a concentrarsi sui DAE realmente disponibili nel momento del bisogno. La scelta di posizionare i DAE all’esterno degli edifici è stata messa in pratica dal comune di Busca, in provincia di Cuneo, sono ben 25 i dispositivi pubblici sempre accessibili ai 10.000 abitanti. Un modello che andrebbe replicato in tutte le città italiane. Inoltre, rendere un DAE visibile contribuisce anche alla consapevolezza dei cittadini e alla familiarità con la loro posizione che ne facilita l’utilizzo in caso di emergenza. La scelta di non tenere chiuso all’interno di un edificio un dispositivo che potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte, ma di esporlo all’esterno rendendolo un bene condiviso contribuirebbe alla cardioprotezione di tutta la comunità, magari posizionandolo in un luogo ben illuminato e videosorvegliato per una maggiore sicurezza. Fonti: Resuscitation journal Il sole 24 ore In salute news #### L’arresto cardiaco nello sport: come ridurre le morti in campo Arresto cardiaco: numeri, cause e trattamento Come abbiamo scritto più volte, ogni anno in Italia vengono colpite da arresto cardiaco più di 60.000 persone. Tra le vittime dell’arresto cardiaco si trovano anziani e cardiopatici, ma anche bambini, giovani e sportivi, purtroppo. In più dell’80% dei casi, inoltre, l’arresto cardio-circolatorio viene provocato da aritmie maligne che, se non vengono trattate precocemente, conducono inevitabilmente alla morte (Morte Cardiaca Improvvisa, MCI). Tali aritmie sono la Tachicardia Ventricolare (TV) e la Fibrillazione Ventricolare (FV). In queste circostanze, l’unica terapia efficace in grado di scongiurare la morte certa è la defibrillazione precoce assieme alle opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). In caso di tachicardia o di fibrillazione ventricolare il cuore in realtà non è fermo, ma si contrae in maniera caotica. Il risultato di tali contrazioni non coordinate all’interno dei ventricoli cardiaci è che il sangue non riesce ad essere pompato all’interno del nostro corpo. In questo modo, organi vitali, come il cervello, andranno in carenza di ossigenazione. Per questo motivo, diventa di fondamentale importanza intervenire in maniera tempestiva: entro 4-5 minuti dall’insorgenza dell’evento. Ogni minuto trascorso senza un adeguato soccorso riduce, infatti, del 10% la possibilità di recuperare l’infermo. Pertanto, dopo soli 10 minuti di tempo le probabilità di sopravvivere si riducono praticamente a zero. Questa drammatica tempistica ha determinato la considerazione che, in caso di arresto cardiaco, le manovre di primo soccorso (rianimazione cardio-polmonare e defibrillazione precoce) debbano essere prestate dal testimone stesso dell’accaduto al fine di mantenere in vita la vittima nell’attesa che sopraggiungano i mezzi di soccorso. Poiché avviene assai di rado che un arresto cardiaco, come qualunque altro malore, colpisca in presenza di operatori sanitari, sarebbe opportuno che sempre più persone iniziassero a seguire i corsi BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) al fine di imparare ad intervenire in maniera corretta in caso di emergenza. Durante questi corsi di formazione, per l’appunto, si apprende anche come debbono essere utilizzati i cosiddetti DAE (Defibrillatori Automatici Esterni). Tali strumenti salvavita, infatti, sono nati per poter essere utilizzati anche da personale non sanitario. Una volta accessi e dopo aver collegato nella maniera opportuna gli elettrodi al paziente, saranno i dispositivi stessi che valuteranno la necessità o meno dell’erogazione di una scarica elettrica al cuore del paziente. Sport e arresto cardiaco Anche lo sport, come accennato all’inizio di questo articolo, non è esente da un fenomeno così drammatico come l’arresto cardiaco, anche se in realtà ciò che lo determina, generalmente, è una pre-esistente e misconosciuta cardiopatia. Lo sforzo fisico, pertanto, ha il ruolo di fattore precipitante in conseguenza del quale l’apparato cardiovascolare cede. Da un’indagine condotta dalla Fondazione Giorgio Castelli Onlus, dedicata, appunto, al giovane Giorgio, morto nel febbraio 2006 a causa di un arresto cardiaco che lo ha colpito mentre stava giocando a calcio con i suoi compagni di squadra, i praticanti sport in maniera dilettantistica o amatoriale che sono deceduti durante la pratica di un’attività sportiva dal 2010 al 2014 superano ampiamente le 200 unità. Tali dati, peraltro, sono certamente sottostimati: nel nostro Paese, infatti, non esistono registri che annotino tali decessi (l’unico esistente è attivo in Veneto). In tutti questi casi l’arresto cardiaco ha colpito prevalentemente persone di sesso maschile con un’età media si soli 35 anni. Le discipline più interessate da questo triste fenomeno sono rappresentate dal calcio e dal calcetto (gli sport di gran lunga più praticati nel nostro Paese), dal ciclismo, dal jogging e dal fitness. Purtroppo, però, nessuna disciplina sportiva ne è immune. Sempre dall’indagine precedentemente citata è emerso che il 25% delle morti per arresto cardiaco si è verificato in atleti tesserati per le varie Federazioni e quindi sottoposti regolarmente ad accertamenti medici al fine del rilascio dell’idoneità sportiva. In questo sottogruppo, inoltre, l’arresto cardiaco si è manifestato in egual misura sia nelle competizioni ufficiali che durante gli allenamenti. Nessuna delle vittime, fra l’altro, è stata defibrillata entro i 10 minuti perché in nessun caso era presente un defibrillatore automatico esterno sul luogo dell’evento. Come limitare le morti per arresto cardiaco Premesso che l’arresto cardiaco non è eliminabile, è doveroso chiedersi come contenere tale fenomeno di fronte a dati di questa portata. Per prima cosa sarebbe opportuno che l’accertamento medico per l’idoneità sportiva riguardasse tutti coloro che praticano attività ludico-sportive; tali visite mediche, inoltre, dovrebbero obbligatoriamente comprendere anche l’elettrocardiogramma (ECG) sotto sforzo. Inoltre, bisognerebbe diffondere su tutto il territorio nazionale una cultura dell’emergenza applicata allo sport, ovvero un insieme di conoscenze pratiche e teoriche che consentano ad un operatore laico di salvare la vita ad una persona colpita da arresto cardiaco. Ovviamente, affinché ciò avvenga, è necessario dotare tutti gli impianti sportivi (e non solo) di defibrillatori automatici esterni, gli unici dispositivi in grado di trattare efficacemente un arresto cardiaco. A questo proposito, ricordiamo che l’obbligo per tutte le società sportive dilettantistiche di dotarsi di un DAE è stato (nuovamente!) prorogato al 30 novembre 2016. Il Decreto Balduzzi, inoltre, prevede che ogni A.S.D. dovrà occuparsi di formare adeguatamente una o più persone della propria associazione sul corretto utilizzo di tali dispositivi. #### L’arresto cardiaco non aspetta la proroga! Qualche giorno fa, precisamente il 26 marzo, a Capannori, provincia di Lucca, s’è svolto il flash mob “L’arresto cardiaco non aspetta la proroga”. L’evento, nato allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica in materia di arresto cardiaco e sull’importanza dei defibrillatori semiautomatici esterni, si è svolto in piazza Aldo Moro. Inoltre, attraverso il flash mob che si è tenuto in tutta Italia, si chiedeva alle istituzioni di non prorogare ulteriormente i termini di legge che prevedono l’obbligo dei defibrillatori negli impianti sportivi. Secondo il Decreto Balduzzi, infatti, le associazioni sportive dilettantistiche avrebbero dovuto dotarsi di defibrillatori DAE entro il 20 gennaio 2016, scadenza che però è stata posticipata al 20 luglio 2016. Ma poiché i defibrillatori DAE sono l’unico strumento utile in caso di arresto cardiaco, grazie ai quali potrebbero essere salvate migliaia di vite ogni anno, si è deciso di radunarsi in numerose piazze d’Italia per impedire che altre persone possano perdere la vita a causa di ulteriori proroghe. Nella mattina del 26 marzo, tra l’altro, a Capannori, prima del flash mob promosso dall’associazione “Mirco Ungaretti Onlus” con il patrocinio del Comune, è stata inaugurata anche una nuova postazione DAE pubblica. Un defibrillatore semiautomatico esterno, infatti, è stato collocato in piazza Aldo Moro all’interno di un’apposita teca posta in una colonna fissa. Il DAE è stato donato dall’associazione “Il sorriso di Stefano”, associazione senza scopo di lucro nata in memoria di Stefano Antonetti, scomparso a soli 18 anni a causa di un incidente stradale. Hanno preso parte alla manifestazione e all’inaugurazione del defibrillatore DAE l’assessore allo sport del Comune di Capannori, Serena Frediani, la consigliera comunale Silvana Pisani e le associazioni sportive del territorio. L’augurio è che le istituzioni comprendano quanto sia fondamentale diffondere i DAE in maniera capillare su tutto il territorio nazionale. L’arresto cardiaco, infatti, non aspetta niente e nessuno e occorre trattarlo entro pochissimi minuti dalla manifestazione dei primi sintomi. #### L’arresto cardiaco non guarda in faccia nessuno Un 57enne, un 24enne e un bambino di 7 anni. Che cos’hanno in comune? A distanza di poche ore l’uno dall’altro sono stati colpiti da un arresto cardiaco. Ma soltanto il primo, purtroppo, si è salvato: una tragedia. La sera di sabato 10 febbraio un uomo di 57 anni si trovava allo Stadio San Paolo per seguire il match tra Napoli e Lazio, vinto dalla squadra partenopea. Poco prima dell’inizio della partita, l’uomo è stato colpito da un arresto cardiaco. In aiuto del 57enne sono prontamente intervenuti gli addetti alla sicurezza dello stadio e le squadre di servizio sanitario di Medicina Futura. I sanitari hanno immediatamente praticato sull’uomo le opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (manovre RCP), ma è stato grazie all’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) che sono riusciti a rianimarlo e, di fatto, a salvargli la vita. Poco dopo, i sanitari del 118 lo hanno trasportato al vicino ospedale San Paolo, dove tuttora è ricoverato. Le sue condizioni di salute, però, non destano particolari preoccupazioni. Totalmente diverso, purtroppo, è stato l’esito della vicenda che ha riguardato il piccolo Diego Marisi. Il bambino, di soli 7 anni, sabato 10 febbraio si trovava al parco assieme ai suoi genitori a festeggiare il compleanno di un suo amichetto. Era un giorno come tanti altri, fino a quando il piccolo si è improvvisamente accasciato a terra. Stava correndo insieme ad altri bambini quando è stato colpito da un arresto cardiaco all’interno dell’area giochi Happyland di Forlì. Chiamati prontamente i soccorsi, Diego è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Pierantoni Morgagni, ma il piccolo non ce l’ha fatta. Al suo arrivo non si è potuto fare altro che constatarne il decesso, nonostante i tentativi disperati del personale di rianimarlo. Oggi verrà celebrato il suo funerale. Venerdì 9 febbraio, invece, l’arresto cardiaco ha colpito sul posto di lavoro un giovane papà di soli 24 anni. La tragedia è avvenuta a Brugherio, nell’azienda in cui Francesco Calzone lavorava. Il malore, come succede sempre in questi casi, lo ha colpito in un istante. Trasportato in condizioni disperate al nosocomio di San Gerardo, Francesco è deceduto nella giornata di ieri, lasciando la compagna e un bambino di soli 3 mesi. Nessuno può sapere se Diego e Francesco avrebbero potuto essere ancora tra noi se fossero stati defibrillati in maniera tempestiva. Quello che è certo, però, è che l’unico strumento efficace in caso di arresto cardiaco è proprio un defibrillatore semiautomatico esterno: in caso di fibrillazione ventricolare, l’aritmia che più comunemente causa l’arresto cardio-circolatorio, è necessario azzerare il battito cardiaco mediante scarica elettrica per poi ripristinarne uno nella norma. E tale operazione è fattibile solo mediante l’utilizzo di questi dispositivi salvavita. Anche il tempo di intervento è fondamentale, sia per la salvezza in sé sia per evitare danni cerebrali permanenti. Se il cuore non riesce a pompare sangue al cervello anche “solo” per alcuni minuti, è praticamente impossibile non subirne le conseguenze, la più estrema delle quali, naturalmente, è la morte. È stato calcolato che, in caso di arresto cardiaco, per ogni minuto che passa le probabilità di sopravvivere diminuiscono del 10% circa. Ciò significa che dopo soli 5 minuti dal malore la probabilità evitare il peggio è pressoché del 50%. In Italia il tempo medio di intervento del 118 è di 12-15 minuti: non ci vuole molto, quindi, a capire che, in questi casi, non è sufficiente aspettare i soccorsi. Avere a portata di mano un defibrillatore semiautomatico esterno è l’unica maniera efficace per poter vincere la partita contro l’arresto cardiaco. Teniamo a precisare che la nostra intenzione non è assolutamente quella di sollevare polemiche, ma quella di far comprendere a più persone possibile l’importanza fondamentale di questi dispositivi salvavita. Soprattutto considerando che l’arresto cardiaco, purtroppo, non è così infrequente come tendiamo a credere: in Italia colpisce, in media, una persona ogni 8 minuti circa, senza fare distinzione fra maschi e femmine e fra anziani, giovani e bambini. Sono numeri decisamente allarmanti sui quali si può e dobbiamo intervenire. Siamo vicini alle famiglie di Diego e di Francesco. #### L’associazione onlus “Terme del Corallo” dona un defibrillatore collocato al Cisternino di città, a Livorno La onlus “Terme del Corallo” ha donato al Comune di Livorno un defibrillatore semiautomatico samaritan® che verrà collocato al “Cisternino di città”, edificio storico livornese, oggi spazio pubblico caratterizzato da una fitta programmazione di eventi culturali. Il Cisternino è un edificio in stile neoclassico costruito nella prima metà dell’800 per soddisfare il fabbisogno idrico del centro di Livorno. È situato in via Grande, tra piazza Guerrazzi e piazza della Repubblica. L’edificio fu terminato nel 1.848, su un disegno di Pasquale Poccianti come parte del progetto per l’Acquedotto Leopoldino, ma non fu mai usato come cisterna. A distanza di 1 anno dal termine dei lavori di restauro ed entrata in attività,  si sono svolti 66 eventi all’interno del Cisternino, che comprenderanno attività con scuole e con i cittadini, con l’obbiettivo di valorizzare nuovamente questo grande patrimonio culturale. Il defibrillatore samaritan® cardioproteggerà i numerosi spettatori che presenzieranno ai numerosi eventi organizzati presso il Cisternino di città. #### L’importanza del defibrillatore per salvare vite Negli ultimi giorni il defibrillatore automatico è stato al centro dell’attenzione. Christian Eriksen, calciatore danese, centrocampista dell’Inter ha avuto un arresto cardiaco improvviso durante la partita degli Europei contro la Finlandia. Il talentuoso numero 10 si è avvicinato per ricevere il pallone in seguito ad una rimessa laterale, ma, barcollando, è caduto inavvertitamente al suolo. Soccorso prima dai compagni e poi dai medici è stato defibrillato, ed ora le sue condizioni sono buone e stabili. Questo evento ha acceso i riflettori sulla cardio protezione e l’importanza dei defibrillatori automatici. Tuttavia, negli ultimi 50 giorni, i nostri defibrillatori della famiglia Stryker®, hanno salvato più di una vita a persone che stavano trascorrendo normalmente le loro giornate. Purtroppo, trovandosi in luoghi comuni e non su un campo da calcio di una competizione internazionale, se ne parla assai poco. Una ragazza di 24 anni di Bologna anni stava facendo una partita di beach volley, ha chiesto il time-out, non si sentiva bene, subito dopo si è accasciata a terra. I suoi amici hanno pensato potesse essere un attacco epilettico e l’hanno girata su un fianco per non farle ingoiare la lingua. Quando hanno capito che invece era un arresto cardiaco, hanno chiesto il DAE HeartSine® samaritan® PAD 500P. Una volta applicato alla ragazza ha scaricato 2 volte, è stato effettuato il massaggio cardiaco per 10 minuti, poi è arrivata l’ambulanza che l’ha portata a Bologna. I genitori della ragazza hanno deciso di prendere altri 3 defibrillatori, oltre a quello che Emd112® donerà gratuitamente a Chiara, grazie al programma Forward Hearts®, che prevede per ogni vita salvata un defibrillatore in regalo da poter donare, per contribuire alla cardio protezione. Un ragazzo di 16 anni del Liceo sportivo dell’Istituto Pandini a San’Angelo Lodigliano (Lodi), si trovava nel cortile della scuola e stava per rientrare in aula, quando improvvisamente ha perso conoscenza. Immediato l’intervento di un insegnante, che compresa la situazione ha avviato le manovre di primo soccorso e praticato il massaggio cardiaco, fino all’arrivo del defibrillatore automatico, presente all’interno della scuola. A Parma una studentessa di 16 anni è stata colta da arresto cardiaco improvviso mentre si trovava a scuola. I soccorritori hanno impiegato il DAE, arrivato solo pochi giorni prima, ripristinando il regolare battito cardiaco alla prima scarica. Una signora di 81 anni mentre era ospite di una RSA a Borgo S. Lorenzo, in provincia di Firenze, è stata salvata con un defibrillatore automatico, così come un Signore di 60 anni mentre giocava a calcetto in un club di Roma. Ognuno di questi casi è avvenuto in ambiente diverso: scuola, circolo sportivo, campo da calcio, RSA e in azienda, a dimostrazione della distribuzione capillare sul territorio di Emd112®. Tutte queste persone hanno una cosa in comune: sono state soccorse utilizzando un defibrillatore. I soccorritori non erano necessariamente medici, infermieri o personale sanitario. In molti casi si tratta di amici, conoscenti, familiari e passanti, che, trovandosi in quella situazione non hanno fatto altro che seguire le semplici indicazioni che gli vengono fornite dal defibrillatore stesso. Quando si parla di defibrillatore ci si lascia spesso intimorire. In realtà è uno strumento assolutamente fondamentale. In Italia muoiono 60.000 persone l’anno a causa di arresto cardiaco. Senza defibrillatore tutte le persone di cui vi abbiamo appena raccontato non sarebbero ancora vive. È importante capire che l’artefice del salvataggio è il defibrillatore. L’ausilio sanitario senza DAE sarebbe stato inutile. Per questo ogni luogo deve essere fornito di questa strumentazione. Questi ultimi casi sono la dimostrazione dell’importanza di una diffusione capillare di defibrillatori. La tempestività è fondamentale. Ogni minuto passato senza defibrillatore riduce del 10% le possibilità di sopravvivenza. Rapidità e presenza del defibrillatore sono essenziali per prestare soccorso in modo efficiente e funzionale. Non servono capacità o competenza, il defibrillatore vi guiderà passaggio per passaggio, dandovi le indicazioni su come agire correttamente e in sicurezza, e vi dirà anche se è necessario il suo utilizzo. Chiunque può e deve, qualora necessario, utilizzarlo. #### L’importanza della disostruzione delle vie aeree per contrastare il soffocamento L’Istat riscontra che il 27% delle morti accidentali nei bambini da 0 a 4 anni avviene per soffocamento. In Italia oltre di 50 persone ogni anno (oltre 1 a settimana), in grande maggioranza bambini, perdono la vita per l’ostruzione delle vie aeree, mentre in Europa ogni anno muoiono 500 bambini per soffocamento. Le persone che ogni anno nel nostro paese vengono trasportate presso strutture ospedaliere per cause di soffocamento sono circa 1.000. Tuttavia una stima recente indica che il numero reale, che tiene in considerazione eventi minori o con risoluzione prima della chiamata al 112, sia di 50-80 volte superiore, quindi tra i 50.000 e gli 80.000 eventi ogni anno. Sono numeri molto alti. Tra il 60% e l’80% degli episodi dei casi il soffocamento è imputabile al cibo, mentre le altre cause sono legate all’ingerimento di corpi estranei. La fascia di età più colpita è quella dei bambini tra i 12 e i 36 mesi. Cosa possiamo fare per fronteggiare le morti per soffocamento e tutelare i nostri bambini? I principali fattori per utili a contrastare il soffocamento dei bambini sono: Vigilanza dei bambini piccoli: forze dell’ordine, soccorritori e bagnini segnalano sempre più spesso che in eventi di emergenza che coinvolgono i bambini, i genitori sono spesso distratti (anche per lunghi periodi) dal proprio telefono cellulare, perdendo la cognizione del tempo e lasciando così molto esposti i loro figli; Taglio degli alimenti: alcuni alimenti rientrano in una “lista nera” di alimento ad alto rischio di soffocamento in bambini fino a 4 anni (noci, semi, fagioli, piselli, wurstel, mozzarelline, olive, uva, pomodori ciliegino, …). E’ importante che i genitori conoscano gli alimenti a rischio e prendano precauzioni, ad esempio con un taglio corretto. Esistono molti tutorial, anche video, sul taglio degli alimenti per bambini. L’importante è che vengano presi in considerazioni solo video e risorse attendibili: medici, infermieri, istruttori BLSD e di primo soccorso, personale del 112 e soccorritori; Rimozione oggetti che possono essere facilmente ingeriti: è sempre bene togliere dalla portata dei bambini piccoli oggetti e verificare che i giochi siano sicuri; Acquisizione di competenze di primo soccorso e di disostruzione delle vie aeree: la formazione di primo soccorso si porta dietro tutta la vita come bagaglio di competenze. Un corso BLSD, che include anche le manovre di disostruzione delle vie aeree, richiede circa 5 ore di formazione ed ha un costo medio di 60 Euro. Si tratta di tempo e denaro ben spesi, a tutela dei nostri cari e di chi ci sta vicino.   #### L’Italia sempre più preparata a fronteggiare l’arresto cardiaco Il 16 ottobre si rinnova l’importante iniziativa globale conosciuta come “World Restart a Heart Day” , la giornata dedicata alla sensibilizzazione sulla rianimazione cardiopolmonare. Numerosi anche i convegni tematici che si sono tenuti in tutti il mondo, compreso il nostro paese. In questa occasione, è stata evidenziata la crescente preparazione dell’Italia nel fronteggiare i casi di arresto cardiaco, che registra circa 60.000 eventi all’anno nel paese, una parte dei 400.000 che si verificano in Europa. Nonostante la presenza di testimoni in più della metà dei casi, solo il 58% inizia le procedure di salvataggio e meno di un terzo utilizza un defibrillatore. Questi interventi portano a un tasso di sopravvivenza da arresto cardiaco di circa l’8%, come sottolineato durante l’evento della Giornata Mondiale per la Rianimazione CardioPolmonare. La chiave per mitigare le conseguenze di questi incidenti, spesso occorsi fuori da strutture mediche, è stata delineata da Federico Fiorenzo Semeraro, presidente eletto dello European Resuscitation Council. La procedura standard prevede l’identificazione immediata dell’arresto cardiaco, la chiamata al servizio di emergenza 112, la ricerca di un defibrillatore e l’avvio della rianimazione. L’esempio vincente viene dalla Danimarca, che ha visto un triplicamento del tasso di sopravvivenza grazie a una diffusa educazione. Uno studio danese, ha osservato che l’aumento della sopravvivenza è associato a un notevole incremento della percentuale dei soccorritori occasionali che sono stati in grado di effettuare la rianimazione cardiopolmonare in attesa dell’arrivo dei soccorsi (dal 27% del 2005 all’80% del 2019). L’Italian Resuscitation Council ha sottolineato che la crescita significativa nell’efficacia degli interventi di soccorso in Danimarca è stata influenzata dalla decisione di rendere obbligatoria la formazione in rianimazione cardiopolmonare a partire dal 2006. Questo requisito è stato imposto per il conseguimento della patente di guida e per l’accesso a determinati percorsi di formazione professionale, portando a un aumento esponenziale dei certificati emessi: da 35.000 nel 2005 a oltre 200.000 annualmente negli anni a seguire. L’Italia, seguendo questo modello, ha introdotto una legislazione pionieristica in materia di rianimazione. La “legge salvavita” impone la presenza di defibrillatori nei luoghi pubblici e promuove la formazione nelle scuole, con l’obiettivo di elevare la sopravvivenza in situazioni di arresto cardiaco. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati e promotore della legge, riconosce che questa è solo l’inizio di un percorso più lungo. Il Ministero della Salute, guidato da Orazio Schillaci, ha fatto progressi approvando decreti attuativi e lavora allo sviluppo di un’app per la geolocalizzazione dei defibrillatori. In ambito scolastico, si muove verso l’obbligatorietà dell’insegnamento delle manovre di supporto vitale di base, come rivelato da Paola Frassinetti, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione. Ulteriori incentivi sono proposti da Mulè, come agevolazioni fiscali per chi installa defibrillatori nei condomini, data l’alta incidenza di arresti cardiaci in ambito domestico. Questi sforzi sono destinati ad aumentare significativamente il numero di vite salvate ogni anno. Avanti così!   FONTI: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2023/10/16/arresto-cardiaco-60mila-casi-ma-italia-sempre-piu-pronta_f52bdb4f-df75-46b8-87b2-e55261a59193.html https://www.sis118.org/16-ottobre-2023-giornata-mondiale-della-rianimazione-cardiopolmonare/ https://www.primapress.it/tecnologia/salute-benessere/21-salutebenessere/salute-giornata-mondiale-rianimazione-cardiopolmonare-la-prevenzione-con-le-manovre-salvavita-in-classe.html   #### L’operazione al cuore di Sammy Basso apre le porte alla cura della Progeria Pochi mesi fa EMD112 ha avuto il piacere di incontrare una persona molto speciale, Sammy Basso. Sammy è presidente dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus, il cui obiettivo è la raccolta fondi per la ricerca sulla Progeria, patologia di cui è affetto. La Progeria è una patologia molto rara, 4 casi in Italia e 100 in tutto il mondo, che porta ad un invecchiamento precoce della persona e degli organi. EMD112 ha donato nel 2018 un defibrillatore all’associazione AIProSB, mentre i 2 istruttori Simone Giovanelli e Andrea Damian hanno provveduto alla formazione di Sammy e degli altri membri. L’associazione svolge ogni anno numerosi eventi che vedono la presenza di molte persone. Una volta appresa l’importanza del defibrillatore è venuto naturale inserirlo nella struttura e formare il personale. Una formazione che ha lasciato stupiti per la semplicità di utilizzo del defibrillatore, nonostante la sua capacità di salvare concretamente delle vite. Ogni anno in Italia si verificano 60.000 arresti cardiaci, ad oggi viene salvato solo il 2% delle persone colpite, mentre con una rete capillare di defibrillatori la percentuale di salvataggio sarebbe del 80% circa. Questo il video in cui Sammy, Simone Madiai e Simone Giovanelli parlano di questa esperienza. Questa breve premessa per introdurre un argomento di grande importanza nella ricerca sulla Progeria. Fino ad ora la ricerca della Progeria era basata sulla ricerca e individuazione di farmaci per rallentare l’invecchiamento precoce. Nessuna cura, solo un rallentamento del decorso della malattia. La Progeria porta ad un invecchiamento precoce, con consegunti problemi al cuore, ai vasi sanguigni, alle articolazioni, alle ossa. Le persone affette da Progeria hanno una aspettativa di vita di 15-25 anni. Le cause sono legate a problemi cardiovascolari: infarto, ictus celebrale, insufficienza cardiaca. La situazione del cuore di Sammy negli ultimi 2 anni si era aggravata a causa del restringimento valvola aortica, con un elevato rischio di infarto. Le possibilità che il cuore di Sammy si fermasse erano elevate. Sammy consulta così i medici americani che lo seguono al Boston Children’s Hospital. Questo ospedale è il centro che raccoglie più pazienti affetti da questa patologia al mondo, seguendoli nell’evoluzione della malattia. L’equipe americana aveva pareri discordanti: circa la metà dello staff era favorevole all’intervento, mentre l’altra metà contraria. Il fisico di una persona affetta da Progeria è particolarmente fragile, poiché gli organi interni sono simili a quelli di una persona anziana. L’intervento, a cuore aperto e fermo, è stato così declinato perché troppo rischioso. Sammy è venuto a conoscenza dalla Dott.ssa Giovanna Lattanzi e dale Dott. Stefano Squarzoni, che collaborano da anni con associazione AIProSB , del Prof. Francesco Musumeci, direttore di Cardiochirurgia dell’ospedale San Camillo di Roma, con il quale si mette in contatto. Il Prof. Francesco Musumeci e la sua equipe hanno avuto ul lungo confronto con i colleghi americani e con Sammy, durato alcuni mesi. Il Prof. Musumeci ha prospettato a Sammy una nuova possibilità: intervenire senza aprire il torace, passando da una cavità costale, eseguito completamente a cuore funzionante. Si è deciso per l’intervento. Intervento molto molto complesso, che si è risolto con grande successo in questi giorni! E’ stata sostituita la valvola aortica ed effettuata una angioplastica ad una coronaria. Questo intervento da speranza a tutti coloro che sono affetti da Progeria. Per la prima volta, esiste la possibilità di curare la Progeria. Per la prima volta, a livello scientifico, si è consapevoli che si può fare qualche cosa. Sammy Basso Geniale, visionario, ironico, tenace, coraggioso, grande forza d’animo.. con una sottile vena di follia! http://www.progeriaitalia.org https://www.facebook.com/AIProSaB/ https://www.instagram.com/sammybasso/ https://twitter.com/SammyBasso #### La Bussola Volley Beinasco ha aderito al programma di cardio-protezione lanciato da Piemonte Cuore Onlus Da circa una decina di giorni, la Bussola Volley porta con se in ogni trasferta un defibrillatore DAE semiautomatico della HeartSine: il samaritan PAD 500P, l’unico defibrillatore al mondo ad avere l’RCP Advisor. La Bussola Volley Beinasco, infatti, ha fatto propri i principi di sussidiarietà, cura ed impegno all’intervento che Piemonte Cuore Onlus, insieme a Specchio dei Tempi, promuove all’interno del progetto che prevede di cardio-proteggere scuole e centri sportivi, nella speranza di allargare questa buona pratica a quante più aree possibili. In virtù di questo è stato stipulato un accordo fra le due realtà, che vede una collaborazione a tutto tondo. Tutte le atlete, i dirigenti e gli allenatori della Bussola Volley Beinasco hanno voluto impegnarsi per comprendere l’importanza e l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno, partecipando alla formazione che Piemonte Cuore ha offerto e accogliendo con entusiasmo l’installazione di un Punto Blu Salvavita, dotato di defibrillatore, presso la Palestra Matilde Serao. Le atlete della prima squadra, inoltre, indosseranno sempre, in fase di riscaldamento, prima delle partite ufficiali, una maglia recante i loghi della società e di Piemonte Cuore Onlus; il defibrillatore portatile a loro donato, il samaritan PAD 500P della HeartSine, diventerà a tutti gli effetti il quattordicesimo giocatore della rosa, sempre pronto a entrare in campo! Non solo: a tutti i tesserati, inoltre, sarà consegnata una maglietta con il logo appositamente realizzato per sancire questa nuova e solida amicizia, che lancia un forte messaggio: “Uniti per far battere il cuore”. #### La CRI di San Vincenzo attiva una moto medica per soccorso e rianimazione con defibrillatore samaritan Da sabato 2 luglio 2016 e per tutti weekend di Luglio ed Agosto, la Croce Rossa Italiana di San Vincenzo, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale, garantirà un servizio sanitario di Soccorso e Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) con l’impiego di defibrillatore  (per manovre BLSD). Il nuovo servizio verrà effettuato con l’utilizzo di una  Moto Medica, equipaggiata con defibrillatore semiautomatico samaritan e zaino di primo intervento, impiegando e personale specificatamente formato. La postazione si troverà all’interno del Parco Naturale di Rimigliano, nel Comune di San Vincenzo (Livorno). Questa attività di prevenzione fa parte di un più ampio progetto sperimentale sulla riduzione dei tempi di intervento in caso di persona colpita da arresto cardiaco in aree impervie, ed  è stata organizzata in collaborazione con la Medical Technology Service Srl di San Vincenzo. Infatti, negli interventi su arresti cardiaci defibrillabili, le probabilità di salvataggio salgono fino al 70% se effettuate entro i primi 3-4-5 minuti dall’evento. Per poter agire in tempi utili, è fondamentale un rapido intervento che richiede necessariamente la presenza di un defibrillatore nelle immediate vicinanze. Medical Technology Service da anni progetta e sviluppa servizi di assistenza sanitaria e supporto tecnologico in Italia e all’estero. Il servizio sarà di supporto alle altre attività già presenti sul territorio e rivolte all’assistenza Sanitaria all’interno del Parco Naturale di Rimigliano. Il servizio di prevenzione e cardioprotezione che la Croce Rossa Italiana di San Vincenzo mette a disposizione della collettività locale diviene particolarmente utili nel periodo estivo di Luglio ed Agosto, durante il quale si registrerà un notevole incremento della popolazione per effetto del  turismo estivo. #### La Danimarca e l’impegno nella cardioprotezione Le persone che soffrono di un arresto cardiaco in Danimarca oggi hanno tre volte più probabilità di sopravvivere di un decennio fa, soprattutto grazie ad uno sforzo nazionale per insegnare alla gente RCP. La Danimarca ha lanciato uno sforzo nazionale già nel 2005 per insegnare ai propri residenti come eseguire la RCP o rianimazione cardiopolmonare , al fine di salvare le persone che soffrono di un arresto cardiaco al di fuori di un presidio ospedaliero. Nel paese sono stati distribuiti 150 mila kit didattici; i ragazzi hanno cominciato imparare RCP, fin dalla scuola elementare . Gli adolescenti, per esempio, erano tenuti ad imparare RCP al fine di ottenere la patente di guida . In Danimarca, il numero delle vittime di arresto cardiaco che hanno ricevuto  RCP, da qualcuno che non sia un professionista della salute, è più che raddoppiato, passando dal 22% del 2001 al 45% nel 2010 . Nello stesso periodo di tempo, la percentuale di vittime di arresto cardiaco che sono arrivati ​​in un ospedale in vita è aumentata dall’8% al 22 % . La percentuale di pazienti vivi arrivati in ospedale dopo un arresto cardiaco, dopo 30 giorni è triplicato, passando da 3,5 % al 11 % . La percentuale di pazienti vivi dopo un anno è più che triplicato , passando dal 3% del 2001 al 10% nel 2010 . Questi risultati sono impressionanti , dice Michael Sayre , professore di medicina di emergenza presso l’Università di Washington e un portavoce della American Heart Association. Questo perché la Danimarca ha fatto anche altri importanti cambiamenti volti ad aumentare la sopravvivenza dopo un attacco di cuore, come il miglioramento della cura forniti sia da ospedali che dai servizi medici di emergenza . L’esecuzione della RCP in realtà è più facile che mai e noi di EMD112, per eseguirla al meglio, proponiamo il nostro samaritan PAD 500p un defibrillatore all’avanguardia che accompagna nella corretta esecuzione della RCP oltre a tutte le altre caratteristiche qualitative che ne fanno un apparecchio al topo dell’efficacia e dell’efficienza. #### La Federazione Nazionale Agricoltura (FNA) si dota di un Defibrillatore semiautomatico samaritan Anche la Federazione Nazionale Agricoltura (FNA) si dota di un Defibrillatore Semiautomatico samaritan®. A comunicarlo  il Vice Segretario nazionale Mario Smurra. La Federazione Nazionale Agricoltura è un’associazione sindacale autonoma, che tutela i propri associati, quali i lavoratori subordinati del settore agricolo, dipendenti di aziende pubbliche e private, di consorzi di irrigazione e trasformazione fondiaria, come salariati e braccianti avventizi, operai specializzati agricoli e zootecnici, impiegati e tecnici. Smurra ha ricevuto il defibrillatore direttamente dalla DAE Italia, nella persona del responsabile commerciale Francesco Rizzo, un DAE samaritan® PAD di HeartSine® che rappresenta quanto di meglio la tecnologia in ambito di defibrillazione precoce offra sul mercato. “Bisogna essere capaci di intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco improvviso – commenta Mario Smurra -. E’ il male silente tra le principali cause di morte in Europa. Ogni anno provoca circa 700 mila vittime. Questa è solo una tappa del percorso di promozione della cardioprotezione e delle manovre RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) , nonché di campagne di prevenzione e sensibilizzazione ai temi di quella che è una vera e propria emergenza che può colpire chiunque, senza nessun preavviso, dal bambino all’anziano, anche senza nessuna patologia o problematiche particolare. Per questo motivo l’arresto cardiaco in queste condizioni prende il nome di Arresto Cardiaco Improvviso o Morte Cardiaca Improvvisa. “La Federazione Nazionale Agricoltura è da sempre attenta alle tematiche sanitarie che affliggono il nostro territorio – dichiara Smurra – attraverso la dotazione di questo prezioso strumento salvavita, vogliamo offrire un servizio fondamentale ai dipendenti e ai numerosi assistiti che quotidianamente affollano le nostre strutture. Non farsi cogliere impreparati. È questo l’obiettivo che in tutte le sedi, dalle scuole ai luoghi di aggregazione, si dovrebbe perseguire attraverso la dotazione di strumenti fondamentali come il defibrillatore. Il passo successivo sarà rappresentato dalla costituzione di CUORE PROTETTO ONLUS, un’associazione che sarà presentata nelle prossime settimane e che nasce con l’obiettivo di creare una sempre maggiore informazione verso l’ACI, l’arresto cardiaco improvviso, ed aumentarne così la prevenzione, unica vera arma di difesa contro questo killer silente.” A breve forniremo maggiori informazioni in merito all’associazione Cuore Protetto Onlus. #### La FIC ha scelto i defibrillatori HeartSine per cardio-proteggere il canotaggio È stato siglato ufficialmente in questi giorni, in particolare il 28 aprile scorso, l’accordo tra EMD118 e la FIC, la Federazione Italiana Canottaggio. Testimonial d’eccezione è Mauro Martelli, livornese pluricampione di canottaggio, con 9 record del mondo, 1 campionato europeo e 19 titoli italiani di Indoor Rowing sulle spalle. La Federazione Italiana Canottaggio ha scelto, quindi, i defibrillatori samaritan PAD di HeartSine per cardio-proteggere i suoi sportivi e i suoi campioni. Grazie alla stipula della convenzione, tutti gli affiliati della FIC avranno, inoltre, la possibilità di acquistare un defibrillatore a prezzi scontati. I defibrillatori samaritan PAD di HeartSine sono i primi defibrillatori portatili a batteria al mondo, più piccoli di qualsiasi altro defibrillatore automatico presente sul mercato. Ma i vantaggi garantiti da un defibrillatore offerto da EMD118, la Divisione Medicale di Echoes srl, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine, azienda europea leader mondiale, il cui staff medico progettò il primo defibrillatore extra-ospedaliero, non si limitano a questo. I defibrillatori HeartSine, i più piccoli e leggeri DAE al mondo con una garanzia di ben 10 anni, sono gli unici in commercio con indice di protezione IP56, il più alto sul mercato, che consente l’utilizzo del defibrillatore anche in condizioni proibitive, con vento, polvere, pioggia e temperature ben al di sotto dello zero. Ma non è tutto. Il defibrillatore samaritan PAD 500P è l’unico dotato di RCP Advisor, un sistema in grado di fornire utili e precise indicazioni al soccorritore in merito all’esecuzione corretta del massaggio di rianimazione cardio-polmonare. Proprio per queste caratteristiche, uniche sul mercato e garanzia di assoluta sicurezza e affidabilità in qualsiasi situazione, il campione Mauro Martelli ha scelto di diventare testimonial EMD118 per la cardio-protezione. Sono tantissime le realtà che hanno deciso di affidare la loro cardio-protezione al marchio HeartSine. Ecco alcuni esempi: FIT (Federazione Italiana Tennis) e FITET (Federazione Italiana Tennis Tavolo), per citare i più recenti casi nel mondo dello sport in Italia. Ancora ANAV, CONI, U. S. Army, Guinness, American Airlines, Ikea. L’importanza di cardio-proteggere gli ambienti sportivi è diventata di recente anche un obbligo di legge. Il Decreto Balduzzi, infatti, obbliga le società sportive professionistiche e dilettantistiche a dotare di un defibrillatore i propri ambienti sportivi. Il 24 ottobre 2015 è l’ultimo giorno utile per i centri sportivi per adeguarsi alla normativa. Entro quella data dovranno installare un DAE e formare al suo utilizzo il proprio personale. #### La FIT ha scelto i defibrillatori di HeartSine per cardio-proteggere il mondo del tennis. È partita in questi giorni la campagna di cardio-protezione del mondo del tennis, frutto dell’accordo siglato tra EMD112, la Divisione Medicale di Echoes srl, e la FIT, la Federazione Italiana Tennis. L’accordo prevede tra le altre cose che Echoes srl sia il fornitore ufficiale della Federazione, e mette in campo un testimonial d’eccezione: il tennista Paolo Lorenzi. È on line sui diversi canali il video inerente la convenzione tra EMD112 e la FIT, che sarà trasmesso dall’emittente televisiva “SuperTennis”, presente sul canale 64 del digitale terrestre e sul canale 224 di Sky. Grazie alla convenzione, EMD112 sarà al fianco della Federazione in tutti i centri federali tennis, con sconti per gli affiliati e organizzazione di corsi BLS-D. Le associazioni affiliate alla FIT potranno, infatti, acquistare un DAE a prezzi convenzionati. L’accordo è un passo decisivo verso la sensibilizzazione di tennisti e sportivi circa l’importanza di cardio-proteggere lo sport. L’arresto cardiaco è una delle maggiori cause di morte anche negli ambienti sportivi. Secondo i più recenti dati statistici in materia, circa il 75% delle persone colpite da arresto cardiaco avrebbe salva la vita se si intervenisse celermente con un defibrillatore semiautomatico esterno e con la rianimazione cardio-polmonare. Un dato importante, tanto più se rapportato al numero di decessi causati da morte cardiaca improvvisa registrati in Italia ogni anno: 70 mila. L’importanza di cardio-proteggere gli ambienti sportivi è diventata non caso anche un obbligo di legge. Il Decreto Balduzzi del 2013 rende, infatti, obbligatoria per le società sportive professionistiche e dilettantistiche, la presenza di un DAE all’interno dei centri sportivi. Il 24 ottobre 2015 è l’ultimo giorno utile per i centri sportivi per adeguarsi alla normativa: dotarsi di un DAE e formare adeguatamente al suo utilizzo il proprio personale. L’accordo stipulato tra EMD112 e FIT può contare, inoltre, su un testimonial d’eccezione: il campione di tennis italiano Paolo Lorenzi. Con il suo 37esimo posto nel ranking mondiale, Lorenzi è testimonial EMD112 per la cardio-protezione dello sport, in particolare del mondo del tennis. I defibrillatori samaritan PAD forniti da Echoes srl sono al contempo i più semplici e i più completi dispositivi salvavita sul mercato. Grazia ai loro comandi visivi e vocali, sono in grado di guidare il soccorritore nelle corrette manovre di soccorso. Con l’indice di protezione IP56, il più alto al mondo, possono essere utilizzati anche in condizioni estreme e proibitive, come pioggia, polvere, vento, e con temperature comprese tra – 10° gradi e + 50°. I defibrillatori di HeartSine® sono i più piccoli e leggeri dispositivi in commercio, e vantano una garanzia inimitabile di ben 10 anni. Il defibrillatore samaritan® PAD 500P è, inoltre, l’unico sul mercato a essere dotato di RCP Advisor, che fornisce indicazioni precise sull’esecuzione del massaggio di rianimazione cardio-polmonare. #### La gamma di DAE più completa sul mercato La Morte Cardiaca Improvvisa colpisce, per definizione, senza preavviso. Non essendoci molto tempo per reagire o pensare, è importante trovarsi con un defibrillatore HeartSine® a portata di mano. Grazie ad EMD112, l’intera gamma di defibrillatori semiautomatici extraospedalieri HeartSine è commercializzata anche in Italia. Tutti i defibrillatori HeartSine sono tecnologicamente avanzati e facili da usare: il sofisticato algoritmo di analisi del ritmo determina la corretta erogazione della scarica, mentre la tecnologia SCOPE permette di ottenere il massimo dell’efficacia con la minima potenza necessaria ed i comandi visivi e vocali guidano l´utente passo-passo attraverso il processo di soccorso. In particolare, i samaritan PAD® sono i più leggeri, compatti e resistenti sul mercato: il loro indice di protezione IP56 garantisce infatti il massimo livello di resistenza ad acqua e polvere reperibile in commercio. Unità personale di defibrillazione PDU 400 Concepito per l’uso domiciliare da parte del cardiopatico con fattori di rischio noti o presunti, il PDU 400 è un dispositivo monouso che può erogare oltre 30 scosse: viene consegnato completo di elettrodi integrati e batteria ed ha una garanzia di cinque anni. Il PDU 400 offre tutto quello che serve in una sola unità per salvare la vita di un amico o un familiare. samaritan PAD 350P con Metronomo RCP Pensato per l’uso da parte del soccorritore addestrato (laico o sanitario), il 350P permette di salvare la vita in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento in virtù del suo metronomo RCP al quale si affiancano comandi, vocali e visivi, precisi e puntuali su quando effettuare le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Ha 10 anni di garanzia. samaritan PAD 500P con industria Advisor RCP Pensato per l’uso da parte del soccorritore occasionale o inesperto, il 500P si basa sulla stessa tecnologia del 350P, alla quale affianca l’innovativo Advisor RCP. Tramite il cardiogramma ad impedenza, l’Advisor RCP permette al 500P di fornire al soccorritore il feedback sull’esito che le compressioni effettuate sulla vittima hanno sull’impedenza toracica. Siccome quest’ultima ha correlazione diretta con il riempimento aortico, essa permette di valutare se la qualità delle manovre di rianimazione erogate dal soccorritore è sufficiente a mantenere una circolazione sanguigna efficace e, se così non è, il dispositivo istruisce il soccorritore su come modificare le proprie manovre in modo tale da essere il più incisivo possibile. samaritan PAD Trainers Gli HeartSine samaritan PAD Trainers, nelle due versioni 350P e 500P, sono i corrispettivi didattici degli HeartSine samaritan PAD. Essendo facili da usare, permettono all’istruttore di focalizzarsi al massimo sulle esigenze di apprendimento dei discenti. samaritan PAD accessori La gamma HeartSine è completata dagli accessori che possono essere acquistati tramite i distributori autorizzati HeartSine. #### La gamma più ampia e completa di defibrillatori presente sul mercato, ai vertici per innovazione, tecnologia, garanzie Nel 2015 Physio-Control acquisice HeartSine® Technologies, mentre l’anno successivo è la multinazionale Stryker Corporation ad acquisire a sua volta Physio-Control®. Le acquisizioni hanno dato vita ad uno dei più grandi gruppi mondiali nel settore medicale e biomedicale, ma non solo. La gamma di defibrillatori disponibili a catalogo, data dall’unione delle varie aziende, è il più vasto, completo ed innovativo del mercato, comprende infatti: Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 360P Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 450P Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 500P Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 350P Gateway (venduto con pacchetto “EMD112 per te” con assistenza e manutenzione remota e fisica, che solleva da responsabilità di funzionamento) Defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 500P Gateway (venduto con pacchetto “EMD112 per te” con assistenza e manutenzione remota e fisica, che solleva da responsabilità di funzionamento) Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® CR2 (disponibile in 6 differenti configurazioni) Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® CR Plus Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® EXPRESS Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® 1000 A questi si aggiungono anche i DAE per impiego professionale in ospedali, autoambulanze e mezzi di soccorso: Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® 15 Defibrillatore Physio-Control® LIFEAK® 20e Sono disponibili anche i rispettivi modelli di defibrillatori trainer didattici per addestramento e formazione. Il catalogo di defibrillatori e trainer più ampio al mondo appartenente ad un’unica azienda, ed anche il più innovativo. Alcune delle caratteristiche dei DAE: i DAE samaritan® sono gli unici al mondo con indice di protezione IP 56, il più alto del mercato; i DAE samaritan® utilizzano tecnologie proprietarie, come la tecnologia SCOPE ™, onda bifasica brevettata in grado di modulare l’energia erogata dal DAE in base all’impedenza del paziente; il DAE LIFEPAK® CR2 è l’unico DAE al mondo a consentire il massaggio cardiaco durante la fase di analisi ECG, massimizzando l’efficacia delle manovre RCP/BLSD; Il DAE LIFEPAK® CR2 à l’unico al mondo con connessione Wireless + GSM, che consente la verifica del dispositivo (funzionamento, consumabili, etc..), la comunicazione con i soccorritori (che possono vedere ancora prima di raggiungere il soggetto lo stato delle manovre ed impiego del DAE), essere monitorato all’interno del sistema LIFENET®, la posizione effettiva geolocalizzata; Il programma Forward Heart®, attivo sui DAE samaritan e LIFEPAK®, dona un DAE ad ogni soggetto salvato, che a sua volta potrà donarlo a un ente o associazione di sua scelta (scuola, parco pubblico, palestra, condominio, azienda, etc..); E molto molto altro. Abbiamo le soluzioni per qualsiasi esigenza: Defibrillatori di massimia qualità, con il minor costo di manutenzione al mondo (calcolato negli 8 anni di garanzia dei DAE); Defibrillatori connessi WiFi e 3G per la sicurezza di funzionamento e connessione diretta con i soccorsi, oltre alla geolcalizzazione; Defibrillatori con indice di protezione più elevato del mercato contro liquidi e polveri per ubicazione in ambienti ostici; Capacità avanzato nella gestione di importanti progetti PAD (Public Access Defibrillation – Defibrillatore ad Accesso Pubblico); Defibrillatori con tecnologie proprietarie innovative che ne massimizzano l’efficacia (range gamma di impedenza, massaggio cardiaco durante l’analisi ECG, scarica su misura al soggetto, tempi di analisi-carica-shock più bassi del mercato, etc..); Programmi etici-sociali (donazione DAE ai soggetti salvati) e garanzie assicurative contro mal funzionamenti (circa 14 Milioni di Euro); E molto molto altro. Di seguito una breve presentazione delle aziende. Stryker Corporation, produttore Usa di apparati medicali, é l’azienda leader a livello mondiale nel mercato Ortopedico ed é una delle più grandi aziende del mondo nel settore dei dispositivi biomedicali. La Stryker conta di raggiungere i propri obbiettivi attraverso la distribuzione di un’ampia gamma di prodotti per la Chirurgia protesica, Traumatologia, Colonna vertebrale e Maxillo-Facciale , Apparecchiature e strumentazione biomedicale , Sistemi di navigazione chirurgica , Prodotti per la chirurgia Endoscopia e Apparecchiature mediche d’urgenza. Stryker Corporation conta circa 33.000 dipendenti in tutto il mondo, ed il fatturato 2017 è pare a $12.444 Miliardi. Physio-Control Inc. è stata fondata nel 1955 ed è il principale fornitore mondiale di soluzioni di medicina d’emergenza professionali. I prodotti della società comprendono il LIFEPAK® monitor/defibrillatore automatico esterno, il software LIFENET® System, HealthEMS® per analisi elettronica (ePCR) software, LUCAS® 3 Chest Compression System (sistema di compressione toracica), il dispositivo di training TrueCPR ™, McGRATH® MAC SME video laringoscopio ed implementazioni PulsePoint per applicazioni di risposta mobili. Physio-Control conto circa 1300 dipendenti, sedi in 20 paesi e una distribuzione dei propri prodotti in oltre 100 paesi nel mondo. HeartSine® Technologies, leader mondiale nei defibrillatori portatili ad accesso pubblico, si è impegnata a progettare i migliori defibrillatori possibili per rispondere alle esigenze specifiche del pubblico e del mercato non sanitario. Il portafoglio di brevetti ottenuto da questi dispositivi salvavita convalida ogni aspetto della tecnologia innovativa dei dispositivi DAE. Progettati per l’impiego nelle aree pubbliche, la linea dei defibrillatori HeartSine® è attiva in oltre 70 paesi nel mondo ed in un vasto contesto di ambienti di utilizzo. HeartSine® ha sede a Belfast, Irlanda del Nord e Newtown, Pennsylvania.   Contattaci per maggiori informazioni sui Defibrillatori e per progetti PAD di Cardioprotezione. #### La Giornata Mondiale del Cuore: Un Appello alla Prevenzione e alla Consapevolezza Ogni anno, l’ultimo sabato di settembre, il mondo celebra la Giornata Mondiale del Cuore, un’occasione per riflettere sull’importanza di questo organo vitale e per sensibilizzare sulle malattie cardiovascolari, principale causa di morte a livello globale. Quest’anno, il messaggio è chiaro: prendersi cura del proprio cuore significa prendersi cura della propria vita.   Le Malattie Cardiovascolari in Numeri Le statistiche sulle malattie cardiovascolari sono allarmanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi 18 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie cardiovascolari, rappresentando un terzo di tutte le morti globali. Questi numeri sottolineano l’importanza della prevenzione e della consapevolezza.   Prevenzione e Stili di Vita Sani Il modo in cui viviamo influisce direttamente sulla salute del nostro cuore. Fattori come una dieta non equilibrata, la mancanza di attività fisica, il consumo di tabacco e l’abuso di alcool possono aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Tuttavia, la buona notizia è che molte di queste malattie possono essere prevenute o controllate adottando stili di vita sani: Alimentazione equilibrata: Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre può aiutare a mantenere il cuore in salute. Attività fisica: Solo 30 minuti di attività fisica al giorno possono fare una grande differenza. Non fumare: Il tabacco è uno dei principali nemici del cuore. Smettere di fumare può ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Controllo regolare: Controllare regolarmente pressione sanguigna, colesterolo e glicemia può aiutare a individuare precocemente eventuali problemi. Cardioprotezione: vivere in ambienti cardioprotetti (casa, lavoro, luoghi pubblici, sport, mezzi di trasporto, ..) e impiegare precocemente il DAE e le manovre di primo soccorso  aumentano le possibilità di salvataggio da arresto cardiaco fino al 70%   Il Ruolo della Comunità e della Sensibilizzazione La Giornata Mondiale del Cuore non è solo un promemoria individuale, ma anche un appello alle comunità, agli enti governativi e alle organizzazioni per promuovere ambienti che supportino scelte di vita salutari. Creare spazi pubblici per l’attività fisica, ridurre il consumo di tabacco e promuovere alimenti sani sono passi fondamentali per un futuro più sano.   Il Ruolo Cruciale del Defibrillatore e della Formazione in Primo Soccorso Incorporare nel tessuto sociale l’importanza del cuore e dei metodi di protezione va al di là della prevenzione delle malattie cardiovascolari. Uno degli aspetti cruciali riguarda l’arresto cardiaco, una condizione grave e improvvisa in cui il cuore smette di pompare il sangue al resto del corpo. In questi momenti critici, il defibrillatore esterno automatico (DEA) diventa una risorsa inestimabile. Il defibrillatore è l’unico strumento che può effettivamente “riavviare” un cuore in arresto, somministrando una scarica elettrica controllata al paziente. Secondo studi recenti, la possibilità di sopravvivenza di una persona in arresto cardiaco diminuisce del 10% ogni minuto senza defibrillazione. Pertanto, una presenza capillare di defibrillatori sul territorio diventa essenziale per assicurare un intervento tempestivo. BLS-D sta per Basic Life Support-Defibrillation, una formazione essenziale che insegna le basi del supporto vitale e l’uso del DAE. I first responder, siano essi professionisti medici o semplici cittadini, possono fare la differenza tra la vita e la morte se adeguatamente formati. I corsi di formazione BLS-D non solo insegnano come utilizzare il DAE, ma anche come effettuare la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e altre tecniche di primo soccorso che possono stabilizzare una persona in attesa di assistenza medica specializzata. Il fatto che un crescente numero di persone frequenti corsi di primo soccorso e BLS-D significa che in caso di emergenza ci sarà una maggiore probabilità che qualcuno nelle vicinanze sappia esattamente cosa fare. Questo accorcia i tempi di intervento, riducendo i rischi associati all’arresto cardiaco e aumentando le possibilità di sopravvivenza.   Il cuore è al centro della nostra esistenza, simbolicamente e letteralmente. Prendersi cura di esso attraverso scelte consapevoli e stili di vita salutari può garantire una vita più lunga e di qualità. In questa Giornata Mondiale del Cuore, riflettiamo sulle azioni che possiamo intraprendere, sia come individui che come società, per proteggere questo organo vitale. La prevenzione delle malattie cardiovascolari e la formazione in primo soccorso sono due facce della stessa medaglia. Una comunità informata, equipaggiata e preparata può affrontare meglio le emergenze e garantire che il cuore, simbolo della nostra vitalità, continui a battere forte e sano. In questa Giornata Mondiale del Cuore, riflettiamo non solo sulle azioni preventive ma anche sull’importanza di essere pronti ad agire quando conta di più. #### La Maratona di Parma cardioprotetta con 15 defibrillatori samaritan, il via domenica 14 ottobre 2018 La Maratona di Parma  sarà la maratona più cardioprotetta d’Italia e probabilmente di tutta Europa. La direzione sanitaria dell’evento sarà, affidata e gestita direttamente Associazione SEIRS Croce Gialla PARMA Onlus (parte dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze ANPAS) che garantirà numerosi presidi fissi e mobili su tutto il percorso. L’edizione 2018 vedrà la presenza lungo il percorso di n° 15 defibrillatori semiautomatici samaritan® che, insieme ad un leggero e utilissimo zaino medico di primo soccorso, verranno consegnati a tutti i punti di presenza sul percorso quali ristori e spugnaggi. Oltre ai defibrillatori forniti da EMD112 per cardioproteggere l’evento, saranno presenti anche altri DAE di cui sono dotati i mezzi di soccorso assegnati alla manifestazione. In questo modo si potrà sempre contare su questo strumento salvavita. I defibrillatore impiegato sarà il samaritan® PAD 500P dotato dell’esclusivo RCP Advisor, tecnologia brevettata, che consente al defibrillatore di valutare in tempo reale il massaggio cardiaco eseguito dal soccorritore e di fornire a quest’ultimo istruzioni correttive in tempo reale, in modo da ottimizzare le manovre RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) massimizzandone l’efficacia e quindi le potenzialità di salvataggio. I defibrillatori samaritan® sono tra i più veloci DAE in commercio, con un massimo di 5 secondi di analisi e massimo 8 secondi per caricare le piastre ed erogare la scarica (massimo 13 secondi per l’interno processo), ma vi sono casi registrati sotto i 10 secondi dall’accensione al primo shock erogato. Sono inoltre gli unici con IP56 (protezione da liquidi e polveri) il che li rende i migliori prodotti da utilizzare in outdoor, e con lo zaino ergonomico fornito come accessorio (nessun altro DAE in commercio può essere dotato di appositi zaini similari) sono ancora più adatti ad attività in luoghi impervi, difficili da raggiungere, o per attività dalla lunga durata. Hanno scelto i defibrillatori samaritan® importanti aziende, enti ed istituzioni come ad esempio la Casa Bianca Usa, il Dipartimento dell’Air Force One, American Airlines, Ryanair, Lufthansa, Coop, La MSC Crociere, ed in Italia realtà come Radio 102,5, Banca D’Italia, Ferrari, etc.. Tra le realtà in ambito sportivo EMD112 è fornitore e vanta collaborazioni con FIT Federazione Italiana Tennis, FIJLKAM Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, FITeT Federazione Italiana Tennis Tavolo, AIA (Associazione Italiana Arbitri, squadre di MotoGP e Superbike, cardioprotezione del Centro Tecnico Federale di Coverciano e all’interno del Museo del calcio, etc.. HeartSine® ha istituito un programma etico, denominato Forward Hearts®, che consiste nel permettere a chi è stato salvato da uno dei defibrillatori samaritan®, di donarne uno nuovo ad una realtà a scelta della propria comunità. (es: il supermercato dove va abitualmente a fare la spesa, oppure la propria parrocchia, la scuola, la palestra, etc…). Veniamo all’evento.   Parma Marathon 2018 Oltre 3.500 atleti iscritti all’edizione 2018. La gara principale sarà La Maratona, seguita da La Trenta2, La Vigorosa – 10km competitiva, La Desmìla non competitiva aperta a tutti. Rinnovata anche la collaborazione con la Charity Run “All’Ospedale di Corsa” organizzata dalle Associazioni Onlus Noi per Loro e Giocamico e la prima edizione della Parma Marathon Kids “La corsa dei Putèn” by Sinapsi Group. La manifestazione prenderà il via Sabato 13 ottobre 2018 con l’apertura del Village alle ore 09.00. Operazioni di segreteria attive, centro Wellfit per ride esclusive proposte dal Cycling Group, il Csi day, le demo di Orienteering, la nuova Parma marathon Kids ed un Food Village utile a trascorrere una giornata di festa ed amicizia. La domenica 14 ottobre le gare competitive e non, partenza per tutti fissata alle ore 09.15 ed in parte stesso impianto di manifestazioni collaterali attive il giorno prima per chi rimarrà in attesa di vedere tagliare il traguardo da parte di parenti o amici. PARTENZA La partenza della Parma Marathon è prevista per le ore 09.15. Saranno possibili lievi variazioni dell’orario di partenza per permettere la migliore organizzazione e/o per esigenze particolari che dovessero sorgere al fine di garantire la piena sicurezza della gara. Sarà predisposta una griglia di merito con i seguenti minimi da dichiarare in fase di iscrizione: Griglia1 (bollino rosso su pettorale) controllata: 10km (37’ uomini – 44’ donne) 30km (2h05’ uomini 2h25’ donne) 42km (2h58’h uomini, 3,25’ donne) Griglia 2 libera Nello schieramento di partenza saranno presenti anche i PACER delle 3h, 3h15’ – 3h30’ – 3h45’ – 4h00’ – 4h15 – 4h30 – 5h00 Il giorno di gara potrà essere attivata una ulteriore griglia per gestire al meglio la fase di partenza atleti. Verificare sul posto il giorno di partenza in base alle indicazioni che verranno fornite in tale giorno e descritte al momento del ritiro pettorale. La partenza per la gara La Maratona, La Vigorosa e La Desmìla avverrà nel Parco Pubblico della Cittadella mentre la partenza della gara La Trenta2 avverrà presso il 10°km situato in Strada Martinella sempre alle ore 09.15 (salvo variazioni che verranno comunicate per tempo). PERCORSO Il percorso si snoda a sud della città sempre su fondo asfaltato. I primi 10 km impegnano le vie centrali della Città di Parma. Si esce poi verso Sud per 10 km con un D+ di circa 70-80 mt. Al 10° chilometro troverà spazio la partenza della 30km sempre prevista per le ore 09.15. Procedendo su Strada Martinella, si torna in piano per altri 4-5 km e dal Paese di Basilicanova si riprende a scendere verso la città con un D- di circa 70-80 mt. I chilometri progressivi di gara saranno segnalati con appositi cartelli posti al lato della strada. Sarà inoltre indicato il passaggio alla mezza maratona. Saranno collocati anche tappeti intermedi per il rilevamento cronometrico dei passaggi parziali. E’ prevista la fornitura del real-time. Se sei un runner o uno sportivo oppure vuoi trascorrere una bella giornata facendo il tifo per i tanti atleti, ti invitiamo alla Parma Marathon, cadioprotetta dai nostri defibrillatori samaritan®, domenica 14 ottobre! #### La necessità di ridurre l’iva sui defibrillatori: un passo verso la salvezza di più vite Ogni anno in Italia, 60.000 persone muoiono a causa di arresto cardiaco, una media di 168 decessi al giorno. Ogni ora, circa 7 persone perdono la vita per questa emergenza sanitaria, il che si traduce in un decesso ogni 1.000 abitanti. Le statistiche dimostrano che l’uso tempestivo di un defibrillatore può aumentare le percentuali di salvataggio ben oltre il 50%, evidenziando l’importanza cruciale di questi dispositivi salvavita. Tuttavia, nonostante il loro ruolo vitale, i defibrillatori sono soggetti all’aliquota IVA ordinaria del 22%, rendendoli più costosi e meno accessibili. In questo contesto, è urgente la necessità di ridurre l’IVA su questi dispositivi al 4%, un passo che potrebbe facilitare la loro diffusione, anche tra i privati cittadini. Aliquote IVA in Italia nel 2024 In Italia, le aliquote IVA attualmente in vigore sono quattro: 22%: Aliquota ordinaria applicata alla maggior parte dei prodotti e servizi; 10%: Aliquota ridotta per servizi turistici (alberghi, bar, ristoranti) e determinati prodotti alimentari; 5%: Aliquota ridotta per alcune attrezzature medicali come le mascherine; 4%: Aliquota minima applicata a beni di prima necessità, inclusi articoli ortopedici. L’IVA, o Imposta sul Valore Aggiunto, è una tassa sui consumi che colpisce ogni fase della produzione di beni e servizi. Nonostante i passaggi intermedi siano neutrali rispetto all’IVA grazie a un sistema di detrazione, il peso dell’imposta ricade interamente sul consumatore finale. Per poter salvare una vita è necessario spendere il 18% in più.   Perché ridurre l’iva sui defibrillatori al 4% Accessibilità economica Ridurre l’IVA sui defibrillatori dal 22% al 4% abbasserebbe significativamente il loro costo, rendendoli più accessibili non solo agli enti pubblici e alle organizzazioni, ma anche ai privati cittadini. Questo è particolarmente importante perché la disponibilità di un defibrillatore in luoghi pubblici e privati può fare la differenza tra la vita e la morte durante un arresto cardiaco. Incremento della diffusione Una riduzione dell’IVA incentiverebbe l’acquisto e l’installazione di defibrillatori in una gamma più ampia di luoghi, inclusi uffici, scuole, centri commerciali e abitazioni private. Una maggiore diffusione di questi dispositivi aumenterebbe le probabilità di intervento tempestivo in caso di emergenza. Salvataggio di più vite Ogni minuto che passa senza l’intervento di un defibrillatore riduce le probabilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco. L’accessibilità economica e la maggiore diffusione dei defibrillatori potrebbero aumentare significativamente il tasso di salvataggio, potenzialmente salvando migliaia di vite ogni anno. L’adeguamento dell’aliquota IVA sui defibrillatori al 4% rappresenta un’opportunità concreta per migliorare la salute pubblica in Italia. Questo cambiamento non solo faciliterebbe l’acquisto di questi dispositivi vitali, ma promuoverebbe anche una cultura di prevenzione e intervento tempestivo. In un paese dove ogni ora muoiono sette persone per arresto cardiaco, è imperativo rendere i defibrillatori più accessibili. Ridurre l’aliquota IVA al 4% per i defibrillatori è una misura semplice ma potente che potrebbe salvare migliaia di vite. È tempo che le istituzioni prendano in considerazione questa modifica fiscale per il bene della comunità e la salvaguardia di molte vite.   Per approfondimenti con il dettaglio dei beni che rientrano nelle quattro aliquote IVA riportiamo alcuni siti di riferimento: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/iva-regole-generali-aliquote-esenzioni-pagamento/norme-generali-e-aliquote https://www.lexplain.it/aliquote-iva-2023-2024-lista-alfabetica-elenco-completo/ https://www.fisconews24.com/aliquote-iva-2024-le-tabelle-complete-attualmente-in-vigore/ #### La Regione Emilia-Romagna intervenga sul Governo per sbloccare la legge sui defibrillatori La Regione Emilia-Romagna intervenga sul Governo per sbloccare la legge sui defibrillatori. E’ quanto portato all’attenzione del consigliere piacentino Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, in merito al disegno di legge ad oggi ancora fermo in commissione Sanità al Senato. Una legge quella dei Defibrillatori, pienamente condivisa dai vari schieramenti politici, che si presumeva dovesse essere approvata in pochi mesi con procedimento abbreviato, direttamente in commissione senza richiedere il voto dell’aula, in seguito del disegno di legge presentato al Senato nel luglio 2019. Un disegno di legge che prevede la presenza del defibrillatore ovunque: mezzi di trasporto, stazioni ferroviarie, porti, aeroporti, scuole, università, asili, pubblica amministrazioni, parchi, etc.. Piacenza è una città virtuosa nella cardioprotezione, che vede un gran numero di DAE pubblici installati, numerosi cittadini formati con corsi BLSD e una cultura generale, che consente ogni anno di salvare vite prima ancora dell’arrivo dei soccorsi del 118. Quello che risulta ad oggi, è che quell’iter semplice sia stato ostacolato dalla complessità dei processi parlamentari che hanno dato priorità all’incombenza, ancora non espletata, di eleggere il nuovo presidente della commissione Igiene e Sanità, dove il provvedimento è fermo. Ogni giorno in Italia muoiono circa 164 persone per arresto cardiaco improvviso. L’80% di queste potrebbe essere salvate con l’impiego tempestivo del defibrillatore, che si deve trovare nelle immediate vicinanze. La presenza capillare del defibrillatore, unità ad una maggiore cultura della cardioprotezione e preparazione alle manovre di primo soccorso dei cittadini, potrebbe salvare potenzialmente circa 130 persone ogni giorno da arresto cardiaco. L’auspicio è che la situazione si sblocchi quanto prima.     #### La Sapienza di Roma è l’Università più cardioprotetta d’Europa E’ motivo di grande orgoglio per Emd112, aver reso l’Università Sapienza di Roma il più grande ateneo cardioprotetto d’Europa, con 42 defibrillatori installati all’interno della città universitaria e nelle sedi di Roma e di Latina. “La Sapienza”, è una delle Università più antiche del mondo (la 12° in classifica) , fondata nel 1303, conta 11 facoltà e circa 120.000 studenti. Lunedì 30 gennaio 2023, alle 11.00, nell’Aula magna del Rettorato, si svolgerà l’evento “Sapienza Ateneo Cardioprotetto”, una giornata di sensibilizzazione ed informativa volta a ridurre le morti da arresto cardiaco improvviso. La rete di defibrillatori semiautomatici in Ateneo è stata resa operativa grazie alle attività di formazione certificate attraverso corsi BLSD erogati dagli istruttori degli Skill Labs e dei Centri di simulazione delle facoltà mediche, che ha visto il coinvolgimento di circa 400 addetti al primo soccorso. La scelta dei defibrillatori è stata accurata, l’esigenza era di dotarsi di DAE di alta qualità, con le migliori garanzie e capacità salvavita. E’ stato così selezionato il defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi + 3G. Un defibrillatore tecnologicamente avanzato, che consente di essere geolocalizzato, connettersi con la rete dei soccorsi 112/118, effettuare la RCP anche durante l’analisi del ritmo cardiaco.. e molto altro. Il numero di dispostivi installati varia da sede a sede, in funzione della dimensione e conformazione. Tutti i DAE sono appositamente segnalati. I posizionamenti dei dispositivi, la loro attenta segnalazione, la qualità e tecnologia dei dai adottati e la formazione ad una rete capillare di operatori, ha un obiettivo ben preciso: essere efficaci nella capacità di salvare una vita umana nei primissimi minuti dal verificarsi dell’evento, prima dell’arrivo dei soccorsi. Le morti per ACI (Arresto Cardiaco Improvviso), rappresentano il principale problema di salute pubblica e sono responsabili di circa il 50% di tutti i decessi cardiovascolari. Le maggiori società scientifiche hanno prospettato di ridurre le morti da arresto cardiaco entro il 2030 di almeno il 20%. Il il tasso di sopravvivenza da ACI varia dal 2% all’11%. L’utilizzo del DAE nei primissimi minuti dall’arresto cardiaco può aumentare fino al 70% le possibilità di sopravvivenza Il raggiungimento di questa percentuale, raggiunta in alcuni ecosistemi cardioprotetti (es. aeroporti), implica che la presenza dei DAE sia chiara e visibile, sia possibile effettuare chiamate di emergenza per attivare i soccorritori,il  dispositivo sia in piena efficienza in caso di utilizzo (quindi implica una corretta e regolare manutenzione e controllo). . #### La settimana del cuore dal 10 al 16 febbraio Durante la settimana del cuore, 700 ospedali e in particolari 700 sezioni di cardiologia di tutta Italia, saranno a disposizione per visite e consulenze gratuite per tutti i cittadini che vorranno sottoporsi ad esami specifici contro le cardiopatologie. L’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri e la Fondazione Onlus “Per il tuo Cuore” hanno organizzato su tutto il territorio nazionale una campagna di sensibilizzazione alle patologie cardiovascolari e particolarmente alla prevenzione della morte improvvisa nella popolazione, soprattutto per quella impegnata nello sport. Dal 10 al 16 febbraio sarà possibile contribuire alle attività della Fondazione “Per il tuo Cuore” e sostenere la ricerca medica nell’ambito della cardiologia. I fondi raccolti serviranno per finanziare l’acquisto di almeno 60 defibrillatori da donare a centri sportivi di tutta Italia e corsi di formazione in rianimazione cardiopolmonare per squadre di calcio dilettantistiche e studenti di 60 scuole superiori. Per contribuire all’iniziativa basta inviare un sms al 45 595 e donare un euro. #### Le raccomandazioni ILCOR BLSD 2025, un’analisi completa e i cambiamenti rispetto al 2024 Le raccomandazioni ILCOR blsd 2025, che derivano dal più recente consensus on science with treatment recommendations (costr) 2025 di ILCOR (International Liaison Committee on Resuscitation), rappresentano un aggiornamento e un affinamento delle pratiche di rianimazione cardiopolmonare. Le  raccomandazioni sono una anticipazione di quello che presumibilmente troveremo nelle linee guida ILCOR 2025 che dovrebbero uscire a ottobre 2025. Queste nuove indicazioni mirano a integrare le più recenti evidenze scientifiche per massimizzare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Nel contesto Italiano, il decreto 5 aprile 2025 ha ufficialmente recepito e reso operative le raccomandazioni ILCOR, stabilendo le direttive per la formazione e l’intervento sul territorio nazionale.   Il decreto 5 aprile 2025: il recepimento delle nuove raccomandazioni ILCOR in Italia Il decreto 5 aprile 2025, emanato dal ministero della salute Italiano, gioca un ruolo cruciale nell’implementazione le raccomandazioni ILCOR blsd 2025 nel nostro paese. Questo decreto non è un semplice atto burocratico, ma un provvedimento normativo che garantisce l’allineamento delle pratiche di primo soccorso e rianimazione in Italia con gli standard internazionali più avanzati. Il decreto stabilisce, tra le altre cose: il richiamo diretto alle raccomandazioni ILCOR: il testo del decreto fa esplicito riferimento al COSTR ILCOR 2025 come base scientifica e operativa per le raccomandazioni in materia di BLSD. questo assicura che ogni formazione e ogni intervento sul territorio nazionale sia basato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili a livello globale. la validità delle certificazioni: il decreto conferma la validità triennale delle abilitazioni BLSD, ponendo l’accento sulla necessità di aggiornamenti periodici per mantenere le competenze operative. Questo riflette la dinamicità della scienza della rianimazione e la necessità per i soccorritori di rimanere aggiornati. l’uniformità didattica: il decreto fornisce indicazioni per gli enti e le associazioni che erogano corsi blsd, promuovendo l’uniformità dei contenuti didattici in linea con le raccomandazioni ILCOR. Ciò include l’aggiornamento dei programmi formativi e dei materiali didattici per incorporare le nuove evidenze e i chiarimenti specifici emersi dal costr 2025. l’accessibilità e la diffusione: il decreto sottolinea l’importanza di promuovere la cultura dell’emergenza e di rendere il blsd accessibile a un pubblico sempre più ampio, non solo agli operatori sanitari. Questo include l’implementazione di strategie per aumentare la disponibilità dei DAE sul territorio e l’efficacia del loro utilizzo. In pratica, il decreto 5 aprile 2025 funge da ponte tra la ricerca scientifica internazionale e la sua applicazione pratica in Italia, garantendo che i cittadini ricevano il miglior soccorso possibile in caso di arresto cardiaco.   Principi fondamentali e conferme, cosa non cambia nelle manovre BLSD È fondamentale sottolineare che le raccomandazioi ILCOR blsd 2025 non stravolgono la sequenza base delle manovre di rianimazione. Piuttosto, consolidano e affinano principi già noti, ponendo maggiore enfasi su alcuni aspetti critici. sequenza blsd invariata. La sequenza operativa per il soccorritore di base rimane la stessa: sicurezza: valutare sempre la sicurezza della scena per sé e per la vittima. valutazione: verificare lo stato di coscienza e la presenza di respiro (o respiro agonico). allarme: chiamare immediatamente il 112/118 (o il numero di emergenza locale) e, se possibile, attivare un dae. compressioni toraciche: iniziare immediatamente le compressioni toraciche di alta qualità. rapporto compressione-ventilazione: mantenere il rapporto standard di 30 compressioni toraciche per 2 ventilazioni (per un singolo soccorritore su adulto/bambino) o 15:2 per due soccorritori su bambini/lattanti. defibrillazione precoce: applicare il dae e seguire le sue istruzioni non appena disponibile, erogando lo shock se indicato. qualità della rcp. L’assoluta importanza di compressioni toraciche di alta qualità rimane un pilastro. Questo include: profondità adeguata: comprimere il torace di almeno 5 cm (massimo 6 cm) nell’adulto. frequenza corretta: mantenere una frequenza di 100-120 compressioni al minuto. minimizzazione delle interruzioni: ridurre al minimo le pause tra le compressioni (non più di 10 secondi per le ventilazioni o l’applicazione del dae). completo rilasciamento del torace: permettere un completo ritorno del torace dopo ogni compressione per consentire al cuore di riempirsi di sangue. defibrillazione precoce. L’utilizzo del dae il prima possibile è confermato come il trattamento cardine per i ritmi defibrillabili (fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare senza polso), aumentando significativamente le probabilità di sopravvivenza. Novità e aggiornamenti specifici, affinamenti per la pratica del soccorritore Le raccomandazioni di maggio 2025 introducono una serie di chiarimenti e nuove raccomandazioni basate sull’ultima letteratura scientifica, che hanno un impatto diretto sulla pratica del soccorritore e sulla diffusione delle competenze. Di seguito riportiamo le novità principali: accessibilità e gestione dei DAE: nuovo statement: un punto di forza delle raccomandazioni 2025 è la chiara indicazione che i cabinet pubblici dei dae non dovrebbero essere chiusi a chiave. Se un DAE è in una teca bloccato, devono essere fornite istruzioni chiare e ben visibili su come sbloccarlo rapidamente. questo è un passo cruciale per ridurre i tempi di accesso al DAE, che sono direttamente correlati alle probabilità di sopravvivenza. impatto pratico: si rafforza l’importanza di registri dae aggiornati e di una segnaletica chiara sull’ubicazione e sulle modalità di accesso ai defibrillatori. La comunità è incoraggiata a verificare che i dae siano sempre accessibili o che le istruzioni per il loro sblocco siano immediate e intuitive. defibrillazione su pazienti di sesso femminile (e gestione del reggiseno): prima revisione sul tema: per la prima volta, le raccomandazioni affrontano esplicitamente la questione della defibrillazione in presenza di reggiseno, riconoscendo la necessità di ridurre esitazioni e ritardi. viene chiarito che non è necessario rimuovere completamente il reggiseno. È sufficiente spostarlo per esporre la cute nuda e assicurare che gli elettrodi aderiscano completamente alla pelle senza interposizione di indumenti, tessuti o altri materiali. impatto pratico: questa specifica raccomandazione mira a velocizzare la preparazione alla defibrillazione e a eliminare eventuali perplessità o esitazioni dei soccorritori. nei corsi blsd, si raccomanda di utilizzare manichini femminili per la pratica e di includere la spiegazione di questa procedura specifica, riducendo l’ansia e i potenziali ritardi nell’erogazione dello shock. soccorso a persone obese: nuovo statement: le raccomandazioni ILCOR 2025 specificano che le tecniche standard di rcp (30:2, profondità ≥ 5 cm) restano valide e non sono richieste modifiche specifiche per i pazienti con un indice di massa corporea (bmi) elevato. impatto pratico: questa conferma è importante per rassicurare i soccorritori sulla continuità delle manovre apprese. L’enfasi è posta sulla qualità delle compressioni e sulla necessità di una rotazione frequente dei soccorritori per prevenire l’affaticamento, dato che la RCP su persone obese può essere fisicamente più impegnativa. istruzioni del dispatcher (operatore di centrale): conferma e rafforzamento: le “good-practice statements” già esistenti riguardo al ruolo del dispatcher (come chiedere se è disponibile un dae, guidare il soccorritore al recupero e all’uso) sono confermate e ulteriormente rafforzate. l’aggiornamento 2025 riassume i rischi e i benefici e ribadisce il ruolo cruciale del dispatcher nel guidare il soccorritore, anche nella gestione del dae in situazioni con un singolo soccorritore. impatto pratico: non ci sono variazioni operative significative se i protocolli delle centrali operative erano già allineati. tuttavia, è utile rimarcare nei corsi l’importanza di una chiara comunicazione con il dispatcher e la gestione del dae sia con uno che con due soccorritori. pad size & placement / head-up cpr / superficie rigida: conferme: le raccomandazioni su questi punti, già oggetto di revisione nelle linee guida precedenti (2020/2024), rimangono invariate. L’utilizzo di una superficie rigida è raccomandato “se non ritarda l’avvio della rcp”. L’head-up CPR (RCP con la testa e il torace leggermente elevati) è ancora in fase di studio e non è raccomandata per la pratica generale del blsd. impatto pratico: nessun cambiamento nei protocolli blsd correnti su questi aspetti. Aspetti organizzativi e di diffusione, BLSD per tutti Oltre alle specificità tecniche, le ultime raccomandazioni aggiornate ILCOR 2025 pongono un forte accento su aspetti organizzativi e sulla diffusione delle competenze, nello specifico: formazione universale e accessibile: si rafforza l’impegno per estendere la formazione BLSD a tutta la cittadinanza. il messaggio è chiaro: la rianimazione non è esclusiva degli operatori sanitari; ogni cittadino dovrebbe essere in grado di intervenire. questo include l’estensione dell’offerta formativa a contesti non sanitari come scuole, aziende, centri sportivi e comunità locali. integrazione tecnologica nella didattica: viene promossa l’adozione di simulatori realistici, tecnologie digitali, piattaforme e-learning e strumenti interattivi per rendere l’esperienza formativa più efficace, coinvolgente e accessibile. l’uso di manichini intelligenti e defibrillatori trainer avanzati è incoraggiato per migliorare la qualità dell’addestramento. ottimizzazione del riconoscimento dell’arresto cardiaco (dispatcher): continuano gli studi e gli sforzi per migliorare la capacità dei dispatcher (operatori delle centrali di emergenza) di riconoscere l’arresto cardiaco in tempo reale, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie come il machine learning e i dispositivi smart per rilevare la respirazione agonica. accesso intravenoso (iv) preferito: sebbene l’accesso intraosseo (io) rimanga un’opzione affidabile in emergenza, l’accesso iv è preferito per la sua rapidità ed efficienza nella somministrazione di farmaci come l’adrenalina durante la RCP, specialmente per gli operatori avanzati. Danni cerebrali da ipossia e tempistica di intervento, la costante urgenza Il concetto che il cervello inizi a subire danni irreversibili dopo circa 4-6 minuti di assenza di ossigeno (o flusso sanguigno, come nell’arresto cardiaco) non è una novità, né un abbassamento del “termine utile”. Questa è una conoscenza fisiologica consolidata e rappresenta la base scientifica per l’urgenza e la precocità di ogni intervento. Le probabilità di sopravvivenza diminuiscono drasticamente con ogni minuto che passa senza rcp e defibrillazione. si stima che ogni minuto di ritardo nell’erogazione del primo shock possa ridurre le probabilità di successo del 6-10%. Le raccomandazioni, quindi, non definiscono un nuovo limite di tempo, ma rafforzano il messaggio che ogni secondo conta. L’obiettivo è e rimane la massima riduzione possibile di questo tempo critico attraverso l’allarme precoce, l’inizio immediato delle compressioni toraciche di alta qualità e la defibrillazione tempestiva. Conclusioni per i formatori e i soccorritori Le raccomandazioni ILCOR BLSD 2025 aggiornate, recepite anche dal decreto del 5 aprile 2025, non rivoluzionano la sequenza base della RCP, ma introducono importanti affinamenti e sottolineature che migliorano ulteriormente l’efficacia del soccorso. Per i formatori e per chiunque operi nel settore del BLSD e primo soccorso è essenziale: aggiornare il materiale didattico: includere i punti relativi all’accessibilità dei dae, alla defibrillazione nelle donne (con gestione del reggiseno) e alla conferma delle manovre standard per i pazienti obesi. adeguare i protocolli operativi: assicurarsi che le procedure riflettano questi chiarimenti, specialmente per la gestione dei dae e le specificità di genere. continuare a enfatizzare la tempestività e la qualità: questi rimangono i pilastri fondamentali per aumentare le possibilità di sopravvivenza e di un buon esito neurologico per le vittime di arresto cardiaco. fare riferimento ai documenti ufficiali: consultare sempre le pubblicazioni complete del COSTR ILCOR 2025 e gli aggiornamenti dell’ERC o dell’AHA per il dettaglio scientifico e le raccomandazioni precise. tempo utile da 4 minuti: i riferimenti precedenti hanno sempre fatto riferimento a un tempo realmente utile di 5-6 minuti (salvo situazioni di RCP particolarmente efficaci, disponibili in letteratura, che possono portare queste tempistiche a qualche ora), mentre adesso il riferimento indica 4-6 minuti. Si mette quindi enfasi sull’importanza della defibrillazione precoce. Questo approccio completo, che integra sia gli aspetti più ampi e normativi sia le specificità operative, fornisce un quadro esaustivo delle nuove raccomandazioni ILCOR 2025 in materia d iRCP e BLSD e del loro impatto sulla rianimazione cardiopolmonare, in attesa della pubblicazione delle nuove linee guida ufficiali previste per ottobre 2025. Fonti Sito ufficiale ILCOR Gazzetta Ufficiale decreto 5 maggio 2025 #### Lecco: donati tre defibrillatori per il centro storico Nel centro storico di Lecco arrivano i primi tre defibrillatori acquistati grazie ai fondi raccolti con il progetto “Lecco Cuore”. A solo un anno dalla sua partenza, l’iniziativa promossa dal Comitato Locale di Lecco della Croce Rossa raggiunge così i primi importanti risultati. Costo dell’operazione sei mila euro a colonnina – si tratta di tre totem dotati di defibrillatore – racimolati grazie alle donazioni di centinaia di cittadini e aziende della zona. Ottimi anche i risultati raggiunti per un altro obiettivo legato al progetto “Lecco Cuore”: la formazione della popolazione alle manovre di rianimazione di base. Perché la morte improvvisa può colpire chiunque e dovunque: per strada, al bar e nei luoghi pubblici, sui campi di gioco e nelle strutture sportive, nei luoghi di lavoro e di studio, alla guida del proprio mezzo di trasporto. Ogni anno le vittime di arresto cardiaco superano di gran lunga quelle causate dagli incidenti stradali e dall’aids. Si stima che le morti improvvise cardiache nella popolazione sopra i 35 anni siano 1 ogni 1000 abitanti per anno. Circa 50.000 per anno nel nostro paese considerando l´intera popolazione. È importante quindi sapere bene cosa fare e come agire in casi simili, quando l’unico modo per riavviare il cuore è la defibrillazione. La risposta della popolazione lecchese a proposito di formazione non si è fatta attendere: nell’ultimo anno, oltre trecento persone hanno frequentato i diversi corsi offerti dalla Croce Rossa Italiana di Lecco, imparando le tecniche necessarie per  rianimare una persona colpita da arresto cardiaco. La raccolta fondi proseguirà anche nel 2014: lo scopo è riuscire a installare altri defibrillatori nei luoghi pubblici, e formare sempre più persone alle manovre di rianimazione di base. #### Legge defibrillatori in ambiente extraospedaliero: che fine ha fatto? Approvata alla Camera il 30 luglio 2019, attualmente è in esame in Senato Due studenti, fra cui una ragazzina di 14 anni di Padova, un giovane calciatore siciliano del campionato Allievi e una donna di 70 anni di Varese che si trovava nel cortile del condominio in cui abitava: sono solo alcuni esempi di arresto cardiaco avvenuti nelle ultime due settimane. Fra essi, soltanto il giovane calciatore è riuscito a sopravvivere perché soccorso tempestivamente a bordo campo mediante l’utilizzo di un defibrillatore. Le altre tre persone, purtroppo, non ce l’hanno fatta. È inevitabile, quindi, riportare al centro del dibattito la questione della presenza dei defibrillatori in ambienti extraospedalieri. In Parlamento si discute da tempo di una proposta di legge in proposito, che è stata approvata da Montecitorio il 30 luglio 2019, attualmente ancora in esame in Senato. Il testo, denominato “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero”, contiene ben nove articoli e ha come primo obiettivo la progressiva diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (defibrillatori DAE) presso le sedi delle pubbliche amministrazioni, nei porti, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, a bordo di ogni tipologia di mezzo di trasporto, nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università. Il programma ha una durata di cinque anni e può essere aggiornato per tenere conto del livello di diffusione e utilizzazione dei DAE conseguito durante il periodo di programmazione di riferimento. Inoltre, sono previsti contributi finanziari pari a 2 milioni di euro annui, a decorrere dal 2020. In più, sono previsti incentivi da parte degli enti territoriali, anche attraverso misure premiali, per l’installazione dei defibrillatori DAE all’interno dei centri commerciali, nei condomìni, negli alberghi e nelle strutture aperte al pubblico. Per quanto riguarda le società sportive, viene esteso l’obbligo della presenza del defibrillatore, già previsto dal Decreto Balduzzi, anche durante gli allenamenti, e quindi non sono durante le competizioni sportive. Viene inoltre introdotto, per gli impianti sportivi pubblici, il principio di condivisione dei defibrillatori da parte delle società sportive con i soggetti che utilizzino gli impianti stessi. Si prevede, infine, che il Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Istruzione, promuova ogni anno, negli istituti di istruzione primaria e secondaria, una campagna di sensibilizzazione rivolta al personale docente e non docente, agli educatori, ai genitori e agli studenti, intesa ad informare e sensibilizzare sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare e sull’utilizzo dei DAE. Il testo, però, dopo essere stato approvato dalla Camera, è ancora fermo in Senato. Ma ci sono alcune novità. Nella seduta del 20 febbraio scorso, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un documento in merito al succitato disegno di legge. Il testo è stato poi trasmesso dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al Presidente della Commissione Igiene e sanità di palazzo Madama, Stefano Collina, e a Caterina Bini (Relatrice del provvedimento). Si riporta di seguito il documento. Posizione in merito al disegno di legge recante: “disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero”, all’esame della commissione 12, igiene e sanità – (S. 1441) Le Regioni e le Province autonome hanno esaminato e accolto molto favorevolmente il Disegno di legge “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero” attualmente all’esame del Senato della Repubblica, quale Atto 1441. Tale disegno di legge modifica fra l’altro l’art. 7, comma 11, del decreto “Balduzzi”, D.L. n. 158 del 2012, convertito in Legge n. 189 del 2012, su cui la Conferenza delle Regioni è intervenuta più volte per chiederne una modifica alla luce delle criticità attuative in ambito sportivo. L’art. 7, comma 11, del decreto “Balduzzi” prevede che, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato allo sport, disponga linee guida per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici. Negli anni si è lungamente dibattuto sull’attuazione di questa norma, e alla luce delle criticità rilevate dallo stesso Ministero della Salute, vi è stata una forte collaborazione della Conferenza con quest’ultimo ed il CONI per la definizione delle linee guida attuative, da ultimo modificate con l’adozione del D.M. 26 giugno 2017. Si rammenta infatti che le linee guida attuative furono adottate inizialmente con D.M. 24 aprile 2013, ma, viste le difficoltà applicative, l’obbligo entrò in vigore solo il 1° luglio 2017. Vi sono discipline sportive e determinati ambiti che necessitano di specifiche disposizioni al fine di garantire la tutela della salute e lo svolgimento della pratica sportiva. L’istruttoria fatta negli ultimi anni ha evidenziato che le criticità significative concernono la presenza di personale formato anche nel corso di tutti gli allenamenti e la presenza di defibrillatori e personale formato al di fuori degli impianti sportivi. Per quanto premesso, la proposta emendativa che segue consente di combinare entrambe le esigenze e di normare quanto già emerso dalla concertazione. Proposta emendativa: – All’art. 4, comma 1 lettera a) si propone di sostituire il periodo “: “nelle competizioni e negli allenamenti”, con il seguente “: “nelle competizioni e, nei casi specificati dal Decreto Ministeriale di cui al comma 2, negli allenamenti”; – All’art. 4, comma 2, si propone di inserire dopo le parole “20 luglio 2013”, le parole “e successive modifiche previa intesa in sede di Conferenza Stato – Regioni”. La nostra speranza è che questa importantissima legge sui defibrillatori possa presto essere approvata anche dal Senato. Fonti: http://www.ansa.it/documents/1582302390532_defibrillatori.pdf http://www.regioni.it/newsletter/n-3788/del-28-02-2020/defibrillatori-in-ambiente-extraospedaliero-osservazioni-sul-disegno-di-legge-20853/ http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/editoriali/2020/02/21/legge-sui-defibrillatori.-che-fine-ha-fatto_6b9042fe-2fb7-4531-bc99-cb6e552197e4.html #### Legge defibrillatori: appello per sbloccare il ddl Associazioni e operatori denunciano: «Muoiono per arresto cardiaco 65mila persone ogni anno, circa 200 al giorno. Cardioproteggere le scuole e i luoghi di lavoro consentirebbe di salvare molte vite umane.» A partire dall’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco Onlus”, operatori sanitari e altre associazioni sono scesi in campo per ricordare che, anche in questo periodo di Covid-19, l’arresto cardiaco continua a mietere vittime: circa 65.000 persone all’anno, al ritmo di 200 al giorno. Hanno scritto a tutti: al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al premier, a ministri e viceministri della Salute, dell’Università, del Lavoro, al presidente e ai membri della commissione Igiene e Sanità del Senato. Una lettera per sollecitare l’approvazione di una legge di civiltà, la legge dei “defibrillatori ovunque”, che è stata approvata dalla Camera il 30 luglio 2019 con il voto favorevole bipartisan di 502 deputati e che ora è ferma al Senato. Nella lettera è stato chiesto di cardioproteggere tutti i plessi scolastici per prevenire tragedie come quelle di Anna di Padova di 14 anni, Vanessa di Salerno di 16 anni e Raffaele di Catania di 16 anni, morti tra i banchi di scuola a causa di un arresto cardiaco improvviso. È stato chiesto che i defibrillatori vengano installati ovunque, perché l’arresto cardiaco non ha stagioni. «Abbiamo sollecitato la diffusione capillare dei defibrillatori nelle scuole e nei luoghi di lavoro», ha spiegato Marcello Segre, presidente dell’Associazione dedicata a Lorenzo Greco che con i suoi interventi nelle scuole ha informato 18.457 studenti sui rischi cardiovascolari, ha installato 507 defibrillatori e ha sensibilizzato 38.714 fra cittadini e studenti sull’uso dei DAE. E ha salvato molte vite grazie a questi dispositivi salvavita. «Abbiano anche chiesto – ha poi continuato – che i prefetti sollecitino il coordinamento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco dotati di defibrillatori sui mezzi mobili per intervenire in modo integrato. Che i corsi sull’uso di defibrillatori siano semplificati e non soggetti a disposizioni regionali discordanti che hanno limitato la diffusione della cultura dell’importanza della defibrillazione precoce, diminuendo conseguentemente la possibilità di salvare vite». Qualche mese fa, proprio grazie a un defibrillatore, il personale docente e Ata del liceo “Giordano Bruno” di Torino hanno salvato uno studente. Una scuola che aveva partecipato a un corso formativo e di aggiornamento per intervenire in caso di arresto cardiaco. E che, con il defibrillatore n. 250, donato dall’associazione e installato nell’aprile del 2016 nell’istituto, ha salvato Andrea, uno studente dell’ultimo anno che a gennaio di quest’anno ha avuto un arresto cardiaco in classe. Compagni e insegnanti si sono subito attivati chiamando il 112, iniziando il massaggio cardiaco e utilizzando il defibrillatore che avevano a portata di mano. Così facendo, hanno consentito ai sanitari di arrivare in tempo e salvare la vita al ragazzo. Ma perché il disegno di legge è bloccato in Senato? All’inizio sembrava che il Senato puntasse a una rapida approvazione del ddl. Invece sono nove mesi che si attende il via libera. Il disegno di legge approvato il 30 luglio 2019 dalla Camera è bloccato in commissione Igiene e sanità di palazzo Madama. I ritardi pare siano legati al cambio di governo e all’emergenza coronavirus, che ha causato uno stop dei lavori non legati alla decretazione d’urgenza. «Pensavamo di recuperare lo stallo nel mese di febbraio – ha spiegato il senatore PD Stefano Collina, dal 5 febbraio 2020 presidente della commissione Igiene e sanità di palazzo Madama – riprendendo rapidamente i lavori dopo la vacanza della presidenza, ma l’emergenza del Covid-19 ha bloccato i lavori e l’attività delle commissioni è riservata all’esame dei provvedimenti del governo. Appena ci sarà la ripresa, abbiamo in programma la discussione generale per arrivare rapidamente al via libera di questo provvedimento e di quelli su fibromialgia ed epilessia». «La pandemia ha bloccato l’approvazione della legge», ha aggiunto Daniela Aschieri, cardiologa e promotrice del “Progetto Vita” di Piacenza, il primo in Europa a occuparsi di defibrillazione precoce per contrastare la morte cardiaca improvvisa. «Dai dati che abbiamo a disposizione – ha poi continuato – è emerso come in questo periodo siano persino triplicate le morti a causa di un arresto cardiaco. Pertanto, senza ovviamente abbassare l’allerta sull’epidemia, è importante non dimenticare le 65.000 vittime che ogni anno perdono la vita a causa di un arresto cardiocircolatorio». «Ogni giorno che passa, è un giorno perso», ha dichiarato Giorgio Mulè (Forza Italia), deputato e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, che ha promosso a Montecitorio l’approvazione del ddl, trovando un’intesa bipartisan su una legge di civiltà. «Tardare ancora – ha poi precisato – significherebbe condannare a morte o evitare di salvare centinaia di vite umane ogni giorno. Non c’è da attendere oltre». Il provvedimento prevede, infatti, di diffondere i defibrillatori automatici e semiautomatici esterni in tutti gli ambienti extraospedalieri, a partire da scuole e università, ma anche nelle pubbliche amministrazioni, presso le infrastrutture e i mezzi di trasporto e presso i gestori di servizi pubblici. I dispositivi salvavita dovrebbero essere installati, con postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico opportunamente segnalate, da ogni ente territoriale, dimodoché qualsiasi cittadino, tramite un’applicazione apposita, possa essere in grado di raggiungere il DAE più vicino. Il disegno di legge, infatti, conferma che l’uso del defibrillatore è consentito anche al personale sanitario non medico e al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nell’ambito delle attività di rianimazione cardio-polmonare. Prevede anche una attenta formazione in ambito scolastico sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base, assieme alle tecniche di primo soccorso. Il costo dell’operazione sarebbe pari a 2 milioni di euro annui, a decorrere dal 2020. Noi non possiamo fare altro che augurarci che i nostri governanti prendano seriamente in considerazione questo importantissimo appello! Fonte: https://www.ilsole24ore.com/ #### Legnano: runner colpito da arresto cardiaco al parco, salvo grazie al DAE Ieri mattina, domenica 14 maggio 2017, un 49enne è stato colto da arresto cardiaco mentre si allenava in uno dei parchi della sua città: il Parco del Castello di Legnano (MI). Per sua fortuna, però, l’uomo è stato tempestivamente soccorso da un volontario della Croce Rossa Italiana che si trovava casualmente in zona. Inoltre, tempo prima, era stato collocato all’interno del parco un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), il dispositivo che gli ha permesso di sfuggire a morte certa. Quel defibrillatore, fra l’altro, prontamente utilizzato dal soccorritore, era stato dedicato ad un altro runner, di San Vittore Olona, deceduto qualche anno prima nelle stesse medesime circostanze. Per il 49enne di Legnano, però, la vicenda ha avuto ben altro epilogo. Una volta acceso il dispositivo e collegato adeguatamente al torace del paziente, l’uomo è stato sottoposto a ben quattro shock elettrici che hanno fatto sì che il suo cuore riprendesse a battere regolarmente. Giunta sul posto l’ambulanza del 118, il 49enne è stato poi trasportato all’ospedale più vicino. A Legnano, oltre al DAE posizionato vicino al chiosco del Parco Castello, sono stati installati negli ultimi anni ben 76 defibrillatori DAE nelle palestre e in tutte le zone della città. L’augurio è che questi dispositivi salvavita vengano installati in maniera capillare in tutto il territorio italiano perché nel nostro paese muoiono d’arresto cardiaco circa 70.000 persone all’anno… #### Legnano: salvato 50enne grazie al tempestivo intervento con un defibrillatore LIFEPAK CR Plus di EMD112 Un uomo di 50 anni, residente a Legnano, ha visto la propria vita appesa a un filo quando un arresto cardiaco lo ha colpito improvvisamente nella sua abitazione, situata a pochi passi dal centro città. La situazione, che poteva trasformarsi in tragedia, è stata invece risolta grazie alla prontezza dei presenti e alla disponibilità di un defibrillatore nelle vicinanze. Alla chiamata di emergenza, l’operatore Areu ha fornito istruzioni precise ai familiari, indicando la posizione del defibrillatore più vicino: un LIFEPAK® CR Plus, dispositivo di ultima generazione, collocato presso il Tennis Club di Legnano. I presenti si sono immediatamente attivati per recuperarlo. Una volta riportato l’apparecchio in casa, i soccorritori improvvisati hanno applicato gli elettrodi sul torace dell’uomo e seguito le istruzioni vocali chiare e semplici fornite dal DAE. Il dispositivo ha analizzato il ritmo cardiaco e ha consigliato l’erogazione di uno shock. Con un semplice pulsante, è stata rilasciata la scarica salvavita, proprio mentre i sanitari giungevano sul posto. Il cuore dell’uomo ha ripreso a battere. Grazie alla sinergia tra il pronto intervento dei presenti, la guida dell’operatore Areu e la tecnologia avanzata del defibrillatore, l’uomo è stato stabilizzato e successivamente trasportato cosciente all’ospedale di Legnano. Questo evento è solo l’ultimo esempio di come la presenza di una rete capillare di defibrillatori possa fare la differenza tra la vita e la morte. Il DAE utilizzato, si distingue per la sua semplicità d’uso e la chiarezza delle istruzioni vocali, permettendo anche a persone senza alcuna formazione medica di intervenire in pochi istanti. “Ogni volta che un DAE viene utilizzato per salvare una vita, riceviamo la conferma di quanto sia cruciale avere questi dispositivi a portata di mano”, ha dichiarato Simone Madiai, CEO di EMD112. “Il nostro impegno è quello di diffondere la cultura della cardioprotezione e sensibilizzare aziende, enti e cittadini sull’importanza di dotarsi di un defibrillatore. La tecnologia ha fatto passi da gigante: oggi chiunque può salvare una vita, anche senza alcuna esperienza medica”. Anche Mirco Jurinovich, presidente dell’associazione “Sessantamilavite da salvare, ha commentato l’episodio: “La rete di defibrillatori cittadini dimostra ancora una volta la sua efficacia nel salvare vite. Questi dispositivi, semplici e sicuri, possono essere utilizzati da chiunque grazie a chiare istruzioni vocali e alla guida dell’operatore Areu. Tuttavia, continuiamo a registrare una scarsa sensibilità sull’argomento e ci auguriamo che la legge 116/2021 venga pienamente attuata, perché potrebbe contribuire a salvare migliaia di vite ogni anno”. Questo evento porta a numerosi insegnamenti e considerazioni: L’arresto cardiaco colpisce chiunque, senza preavviso. Dobbiamo fare uno step mentale e smettere di pensare che questi eventi avvengano sempre agli altri. Spesso, il luogo dove trascorriamo la maggior parte del tempo, la nostra casa, è l’ambiente meno cardioprotetto tra quelli che frequentiamo (seguito subito dopo dal luogo di lavoro!). Chiunque può salvare una vita utilizzando un DAE. Questa ennesima testimonianza, conferma che i dispositivi moderni sono estremamente semplici da usare ed a prova di errore. Avere chiara l’ubicazione del DAE più vicino è importante e può fare la differenza in caso di necessità. Nell’articolo originario si parla di nuovo di “infarto” anziché di arresto cardiaco. Per coloro che ancora confondono questi aspetti (compresi i giornalisti), invitiamo a leggere l’articolo che descrive la differenza tra arresto cardiaco e infarto. Tutti i nostri DAE HeartSine® e LIFEPAK® rientrano nel programma Forward Hearts, che prevede la donazione di un DAE samaritan® alla persona salvata, che a sua volta, potrà decidere di donare a un ente, associazione, società, struttura o luogo pubblico di propria scelta. Contribuendo attivamente a incrementare il livello di cardioprotezione della propria comunità. Vogliamo raccontarvi ancora tante storie come questa. Avanti così! #### Lenovys sceglie i defibrillatori samaritan per cardioproteggere l’Executive Master Lean Lifestyle a Firenze Nuova e prestigiosa  collaborazione per EMD112, siglata con Lenovys, eccellenza italiana nella consulenza e formazione Lean, Innovazione e Change Management. Lenovys sceglie i defibrillatori semiautomatici samaritan® per cardioproteggere l’Executive Master Lean Lifestyle in programma nei giorni 16-17-18 maggio 2018 e 13-14-15 giugno 2018 presso Villa Castelletti a Signa, Firenze. Durante il master corsisti appartenenti a oltre 100 aziende e collaboratori, saranno cardioprotetti con 2 defibrillatori semiautomatici samaritan®, oltre ad avere accesso ad aree informative dedicate, utili a comprendere il defibrillatore e le relaltive capacità salvavita ed anche le scontistiche che l’INAIL prevede per le aziende. Una scelta consapevole e bilaterale, nella quale Lenovys ha individuato un partner in grado di fornire un prodotto eccellente, dalle specifiche e garanzie uniche sul mercato mondiale, ed allo stesso tempo EMD112 ha individuato un partner prestigioso e dai comprovati risultati, per avviare un percorso formativo per il proprio management. Per maggiori informazioni sull’Executive Master Lean Lifestyle.     #### Liguria, arresto cardiaco in spiaggia: uomo salvato grazie alla presenza del DAE È successo ieri, domenica 11 settembre alle ore 16:00 circa. Un uomo è stato colpito da arresto cardiaco in una spiaggia di Bergeggi, provincia di Savona. È salvo grazie alla presenza di un defibrillatore DAE. Domenica 11 settembre, intorno alle ore 16:00, un uomo di sessant’anni si è accasciato a terra mentre stava passeggiano di una spiaggia di Bergeggi, in provincia di Savona. Immediato l’intervento di Salvatore, il bagnino della spiaggia, che ha notato l’uomo a terra ed è accorso per tentare di aiutarlo. Nello stabilimento balneare, inoltre, erano presenti un medico, un infermiere e un vigile del fuoco, tutti accorsi per soccorrere l’uomo in arresto cardiaco. Dopo essere stato sottoposto alle opportune manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), il paziente è stato prontamente defibrillato mediante l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno presente nell’ufficio informazioni dislocato di fronte alla spiaggia. All’arrivo del 118 e del personale medico, l’uomo è stato trasportato, in condizioni stabili, all’Ospedale più vicino. È salvo grazie alla presenza del defibrillatore e grazie alle persone che lo hanno correttamente utilizzato durante e manovre di soccorso. Anche questo episodio, dunque, pone ancora una volta in evidenza l’importanza della presenza dei DAE nelle spiagge e nei luoghi pubblici, oltre che all’interno degli impianti sportivi. L’auspicio è che tali dispositivi vengano diffusi in maniera capillare su tutto il territorio italiano. Fonte: http://www.savonanews.it/2016/09/11/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/bergeggi-arresto-cardiaco-in-spiaggia-uomo-salvato-grazie-alla-presenza-del-defibrillatore.html #### Linee Guida ERC 2025, ogni cittadino europeo deve diventare un soccorritore Il 22 ottobre 2025 l’European Resuscitation Council (ERC) ha ufficialmente pubblicato le nuove Linee Guida 2025, le raccomandazioni aggiornate rivolete alla rianimazione e gestione dell’emergenza sanitaria in caso di arresto cardiaco improvviso. Il documento, basato sulle più recenti evidenze scientifiche e frutto di 18 mesi di lavoro di oltre 150 esperti provenienti da 29 Paesi, rappresenta un aggiornamento di portata storica, che coinvolge ogni aspetto della catena salvavita, dal riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco fino al recupero del paziente e al suo reinserimento nella vita quotidiana. Ogni anno, in Europa, circa 400.000 persone vengono colpite da arresto cardiaco improvviso extra-ospedaliero. Lo studio EuReCa Three, il più ampio mai condotto sul tema, ha analizzato oltre 45.000 casi in 28 Paesi europei, mostrando che la sopravvivenza media è del 7,5%, con forti differenze tra le nazioni: dal 3–4% in alcune aree dell’Europa orientale fino al 20–25% in Paesi come Olanda e Svezia, dove la diffusione dei defibrillatori e la formazione di massa hanno migliorato drasticamente i risultati. Per l’Italia, su un campione di oltre 4.000 casi, il tasso di sopravvivenza stimato è circa 6,6%. Secondo l’ERC, l’obiettivo è chiaro e ambizioso, trasformare ogni cittadino europeo in un potenziale soccorritore, per rendere ogni comunità più resiliente di fronte a un evento che, in Europa, colpisce una persona ogni minuto. Come ha dichiarato il presidente ERC, Federico Semeraro, anestesista rianimatore presso l’Ospedale Maggiore di Bologna e primo italiano a ricoprire questo ruolo: «Le linee guida ERC 2025 rappresentano il risultato di anni di lavoro e della migliore collaborazione internazionale nel campo della rianimazione. Sono le più complete e aggiornate mai prodotte, fondate sulla più solida evidenza scientifica disponibile. Ma ora inizia la parte più difficile: farle conoscere, farle comprendere e, soprattutto, farle applicare. Ogni cittadino può essere parte della catena della sopravvivenza.» Una rivoluzione culturale oltre che scientifica Il documento segna un cambio di paradigma, la sopravvivenza non è più considerata un traguardo statistico, ma un percorso che deve garantire una vita di qualità. Come sottolinea Semeraro, «il nostro compito non finisce quando il cuore riparte, ma quando il paziente torna a essere una persona attiva nella sua comunità». Il nuovo approccio si basa su una profonda revisione della “catena della sopravvivenza”, simbolo delle linee guida ERC, che è stata ridisegnata per riflettere questa visione evolutiva. La nuova catena della sopravvivenza I quattro anelli tradizionali restano, ma acquisiscono significati più ampi e profondi: Prevenzione e allerta precoce: per la prima volta la prevenzione entra ufficialmente nella catena. Riconoscere i segni di un peggioramento clinico e attivare immediatamente i soccorsi (112/118 in Italia) diventa un passaggio essenziale; Rianimazione di base e defibrillazione precoce: le compressioni toraciche e l’uso del defibrillatore automatico esterno (DAE) vengono integrati in un unico intervento. Il messaggio è chiaro: chiunque può e deve agire; Cure avanzate e post-rianimazione: trattamenti specialistici finalizzati a ottimizzare le funzioni cerebrali e cardiache, con attenzione alla temperatura corporea e al monitoraggio emodinamico; Recupero e qualità della vita: grande novità culturale delle Linee Guida 2025 la  riabilitazione e il reinserimento sociale e supporto psicologico non solo per il paziente, ma anche per la sua famiglia, i cosiddetti “co-sopravvissuti”. Formazione BLSD e primo soccorso obbligatoria fin dall’infanzia Un punto cardine delle nuove raccomandazioni riguarda la formazione precoce. L’ERC introduce la formazione obbligatoria a scuola dai 4 anni di età, con programmi didattici progressivi che insegnano ai bambini a riconoscere un’emergenza, chiedere aiuto e, crescendo, ad apprendere la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’uso del defibrillatore. Semeraro spiega: «A 4 anni si impara giocando, simulando la chiamata di aiuto. Tra i 10 e i 16 anni si arriva a eseguire una RCP completa e a usare un defibrillatore. I bambini apprendono in fretta, non hanno paura di agire e diventano formidabili ambasciatori di questa cultura in famiglia. Ogni studente formato è incoraggiato a insegnare a dieci altri.» Le principali novità cliniche Oltre all’impianto culturale e formativo, le Linee Guida ERC 2025 introducono aggiornamenti significativi sul piano clinico, volti a migliorare l’efficacia delle manovre salvavita e degli interventi medici successivi: Rianimazione di alta qualità (RCP): compressioni toraciche profonde almeno 5 cm ma non oltre 6, a ritmo di 100–120 al minuto, con interruzioni minime; Somministrazione di adrenalina: nei ritmi non defibrillabili, deve avvenire il prima possibile; nei ritmi defibrillabili, dopo il terzo shock; Gestione delle vie aeree: si privilegiano dispositivi sovraglottici semplici, come la i-gel, mentre l’intubazione tracheale resta riservata a operatori esperti; Cure post-rianimazione: fondamentale prevenire la febbre, mantenendo la temperatura corporea sotto i 37,5 °C, e sottoporre a coronarografia immediata i pazienti con sospetto infarto miocardico. Un intero capitolo è dedicato all’equità e all’inclusione, con raccomandazioni specifiche per adattare le procedure in contesti a basse risorse, assicurando che differenze di genere, cultura o status socio-economico non rappresentino barriere all’assistenza. Semeraro sottolinea che «Ogni raccomandazione delle nuove linee guida è basata sulla migliore evidenza scientifica disponibile. Ma la scienza da sola non basta: serve la volontà politica di implementare queste misure. I Paesi che hanno investito nella formazione di massa hanno visto raddoppiare o triplicare i tassi di sopravvivenza. È la dimostrazione che si può fare, e che si deve fare.» Il ruolo della tecnologia nella cardioprotezione e progettazione dei defibrillatori Un intero capitolo delle nuove linee guida è dedicato all’innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale e le app salvavita vengono riconosciute come strumenti preziosi per migliorare la formazione, la raccolta dati e il supporto decisionale. In particolare, l’ERC raccomanda lo sviluppo di programmi nazionali di “first responder”, basati su cittadini formati e registrati che ricevano notifiche via app in caso di arresto cardiaco nelle vicinanze, connessi alle centrali operative 112/118 e ai registri dei DAE. In alcuni Paesi scandinavi questi sistemi hanno ridotto i tempi di intervento di diversi minuti, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza. Linee guida aperte, trasparenti e accessibili a tutti Le Linee Guida ERC 2025 sono completamente open access. Ogni medico, infermiere, ricercatore o cittadino può consultarle liberamente sul sito ufficiale dell’European Resuscitation Council. Il documento è accompagnato da una versione semplificata, dedicata ai non sanitari (insegnanti, volontari, genitori, ..) per rendere il linguaggio tecnico accessibile a tutti e diffondere la cultura delle manovre salvavita. Semeraro conclude con un messaggio che riassume lo spirito di questa nuova era della rianimazione: «Nessuno deve più morire per mancanza di soccorso. Agire è sempre meglio che non fare nulla. Salvare una vita è la cosa più importante che possiamo fare per un altro essere umano.» Consulta le Linee Guida ERC 2025 (versione inglese) sul sito ufficiale: https://www.erc.edu/science-research/guidelines/guidelines-2025/guidelines-2025-english/ EMD112 fornirà aggiornamenti e approfondimenti non appena sarà disponibile la traduzione ufficiale in lingua italiana. #### Linee Guida per la Rianimazione ERC e orientamento per una RCP di qualità Le Linee Guida per la Rianimazione ERC (European Resuscitation Council) subiscono sostanziali variazioni ogni 5 anni (la pubblicazione delle nuove L.G. programmata per l’autunno 2020 è slittata al 2021 a causa della persistenza dell’emergenza COVID-19). Il documento, redatto in seguito al confronto dei vari comitati scientifici europei, racchiude un riassunto esecutivo degli algoritmi essenziali per la rianimazione del bambino e  dell’adulto. Il testo è suddiviso in diverse sezioni dettagliate: Riassunto esecutivo Supporto di base delle funzioni vitali nell’adulto e utilizzo di defibrillatori automatici esterni Supporto di base delle funzioni vitali nell’adulto Arresto cardiaco in circostanze speciali Trattamento post-rianimatorio Supporto delle funzioni vitali in età pediatrica Rianimazione e transizione assistita dei neonati alla nascita Gestione iniziale delle sindromi coronariche acute Primo soccorso Formazione e implementazione della rianimazione Etica della Rianimazione Cardiopolmonare e delle decisioni di fine vita. Le sezioni non descrivono in maniera assoluta l’unica modalità attraverso la quale è possibile eseguire una rianimazione; esse riportano in generale una visione ampiamente condivisa ed accettata su come una rianimazione dovrebbe essere intrapresa in modo sicuro ed efficace. Da rilevare che la pubblicazione delle raccomandazioni di trattamento nuove e aggiornate non implica che la pratica clinica corrente sia meno sicura. Gran parte delle informazioni contenute nelle Linee Guida ERC sono indirizzate al mondo sanitario ma esistono numerosi riferimenti dedicati ai cosiddetti Soccorritori Laici, First Responder  addestrati. Le Procedure di Soccorso rivolte ai “non professionisti”, sono state via via semplificate allo scopo di incoraggiare il maggior numero di persone ad intervenire in presenza di eventi improvvisi che comportino una reale minaccia alla sopravvivenza dell’individuo scongiurando, o quantomeno attenuando, il progressivo danno che insorge a livello cerebrale e che progredisce di un 10% per ogni minuto che passa dall’esordio dell’Arresto Cardiaco Improvviso. Fondamentale è garantire una efficace interazione tra i First Responder disposti a prestare una immediata RCP, associata a una defibrillazione precoce e gli Operatori di Centrale Operativa (112 o 118 a seconda delle regioni). La risposta pronta e coordinata da parte della comunità rappresenta la chiave di miglioramento della sopravvivenza da arresto cardiaco, senza danni o residuati neurologici, che si manifestano nell’individuo colpito. Da ciò ne deriva che uno degli elementi cardine su cui si basano le Linee Guida nella gestione dell’Arresto Cardiaco Improvviso sia la Formazione, la diffusione della cultura del Primo Soccorso e delle manovre salvavita, in modo che arrivino al maggior numero di persone possibile. Il fattore che determina un soccorso di successo anziché una morte (evitabile) è strettamente legato alla “tempo dipendenza” e la differenza tra un esito positivo da uno infelice si concretizza con un rapido intervento “On Site” del Soccorritore in abbinamento alla presenza dei Defibrillatori collocati sul territorio. La disponibilità ad intervenire da parte di un laico deve essere incentivata, incoraggiata e supportata da tutti gli addetti ai lavori, dai professionisti del Soccorso e dell’Emergenza, in particolare Medici e Infermieri e dalle aziende che, nel rispondere alle richieste delle comunità scientifiche, hanno il dovere di sviluppare e di produrre dispositivi sempre più semplici e performanti, che supportino il “buon samaritano” nelle prime e importantissime fasi del soccorso. #### Linee guida rcp blsd aggiornate Per sanitari e soccorritori attivi nell’emergenza medica, è importante avere chiare le linee guida di riferimento per la rianimazione cardiopolmonare (RCP). E’ bene sapere quindi, il ruolo di ILCOR, International Liaison Committee on Resuscitation, fondato nel 1992 per fornire un hub di collegamento tra le principali organizzazioni di rianimazione in tutto il mondo. Sebbene i criteri per la partecipazione iniziali non fossero definiti con precisione, l’obiettivo era standardizzazione delle linee guida sulla rianimazione cardio-polmonare e le manovre BLSD, quindi che comprendono l’impiego del defibrillatore, a livello internazionale, contrastando in modo sempre più efficace l’arresto cardiaco. Sono membri di ILCOR le associazioni: American Heart Association (AHA) European Resuscitation Council (ERC) Italian Resuscitation Council (IRC) Heart and Stroke Foundation of Canada (HSFC) Australian and New Zealand Committee on Resuscitation (ANZCOR) Australian Resuscitation Council New Zealand Resuscitation Council Resuscitation Councils of Southern Africa (RCSA) Inter American Heart Foundation (IAHF) Resuscitation Council of Asia (RCA) VISION (ILCOR): salvare più vite a livello globale attraverso la rianimazione. MISSION (ILCOR): Promuovere, diffondere e sostenere l’attuazione internazionale della rianimazione e del primo soccorso basati sull’evidenza, utilizzando una valutazione trasparente e una sintesi del consenso dei dati scientifici. Si comprende quindi, che ciascuna associazione abbia proprie linee guida, con alcune piccole differenziazioni, ma senza essere in contrasto tra loro. Le linee guida di ciascuna associazione vengono  infatti validate e approvate dal comitato scientifico ILCOR, di cui le singole associazioni sono membri. Di seguito riportiamo i link alle linee guida aggiornate delle principali associazioni presenti in Italia: Linee Guida RCP AHA https://international.heart.org/it/scienza-della-rianimazione-2020/ Linee Guida RCP ERC 2021-2025 https://www.cprguidelines.eu/ Linee Guida RCP IRC 2021-2025 https://www.ircouncil.it/linee-guida-rcp-2021/ Nei prossimi articoli vedremo assieme le linee guida delle singole associazioni e in cosa si differenziano. #### ListadelCuore.com, il sito dedicato alla raccolta fondi per l’acquisto di defibrillatori per scuole ed università La piattaforma è stato ideata e realizzata da EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori semiautomatici HeartSine. La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce individui in condizioni di apparente buona salute di entrambi i sessi e di qualsiasi età. Tra i decessi per malattie cardiovascolari, infatti, il 76% delle persone con un’età compresa tra i 20 ed i 39 anni muore a causa di un arresto cardiaco; la percentuale scende al 62% per la fascia d’età che va dai 40 ai 54 anni; al 58% per la fascia d’età che va dai 55 e i 64 anni; dal 40 al 50% per gli ultra 65enni. E sebbene i bambini non vengano generalmente considerati come potenziali vittime di arresto cardiaco, il 3,5% dei deceduti per morte cardiaca improvvisa ha meno di 8 anni. In seguito ad un arresto cardiaco, la tempestività con cui si interviene ricopre un ruolo di primaria importanza. Infatti, se non viene erogato uno shock al cuore entro i primi 3-5 minuti, le probabilità che un individuo ha di sopravvivere si aggirano attorno al 5%. Poiché la finestra temporale disponibile è ben più ristretta dei tempi medi di arrivo dei soccorsi (che in genere varia dagli 8 ai 15 minuti), e considerando che molti istituti scolastici e la maggior parte delle università contano più di 2500 studenti, dotare ogni struttura di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) è l’unico modo efficace per assicurarsi che le persone colpite da arresto cardiaco ricevano un trattamento adeguato in un tempo congruo a determinarne l’esito fausto. Soltanto la presenza di dispositivi di defibrillazione precoce all’interno dei poli scolastici e all’interno degli atenei universitari, assieme alla presenza di personale adeguatamente formato, può assicurare un intervento tempestivo ed efficace nel caso in cui uno studente venga colpito da arresto cardio-circolatorio. Apparecchi come il samaritan PAD 350P o il samaritan PAD 500P della HeartSine, compatti, leggeri e facili da usare, si prestano perfettamente ad essere collocati all’interno di aule scolastiche e all’interno di poli universitari. Il samaritan PAD 500P, tra l’altro, è l’unico defibrillatore DAE semiautomatico al mondo dotato di un sistema, il CPR Advisor, in grado di misurare la variazione di impedenza del torace durante il massaggio cardiaco. Attraverso questo algoritmo, basato su un sistema brevettato chiamato Cardio Gramma ad Impedenza (ICG) , il defibrillatore semiautomatico samaritan PAD 500P è in grado di guidare il soccorritore occasionale e inesperto durante le manovre di rianimazione cardio-polmonare facendogli eseguire un massaggio cardiaco paragonabile a quello eseguito da un soccorritore esperto. La corretta esecuzione delle manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP), infatti, aumenta notevolmente le possibilità di sopravvivenza di chi è stato colpito da arresto cardiaco. E in determinate condizioni (cioè per ritmi non defibrillabili), l´erogazione di uno shock elettrico potrebbe non essere sufficiente. In fondo, accanto agli estintori, che sono un obbligo di legge, posizionare alcune teche contenenti defibrillatori DAE semiautomatici sarebbe una scelta molto più lungimirante. E i dati lo confermano: in Italia sono state 132,5/anno, di media, le persone morte a causa di un incendio tra il 2007 e il 2010; mentre sono circa 200 le persone che ogni giorno perdono la vita in seguito ad un arresto cardio-circolatorio (ACC). Nel rispetto della propria mission e per porre rimedio a tali incongruenze, la EMD118 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, distributore ufficiale per l’Italia dei defibrillatori DAE semiautomatici HeartSine, ha deciso di promuovere ed incentivare la diffusione della cultura della defibrillazione precoce attraverso un servizio gratuito di consulenza offerto a tutti coloro che sono interessati a dotarsi di defibrillatori semiautomatici e per la formazione di personale addestrato all’utilizzo degli stessi. Su listadelcuore.com è possibile creare e pubblicare la propria “lista”, cioè il proprio progetto di cardioprotezione, e promuovere la richiesta di contributi da parte di soggetti pubblici o privati attraverso una serie di strumenti gratuiti che sono disponibili all’interno della piattaforma, quali volantini, locandine e banner pubblicitari. Seguendo la guida presente all’interno del portale, il proprio progetto di cardioprotezione sarà visibile online nel giro di poche ore cosicché gli utenti che navigano all’interno del portale avranno la possibilità di contribuire a salvare numerose vite sostenendo e finanziando la tua iniziativa “del cuore”. Tutti i prodotti HeartSine sono acquistabili online all’interno dello shop ufficiale di EMD112. All’interno del portale, oltre ai defibrillatori DAE semiautomatici, è possibile acquistare manichini didattici per addestramento RCP/BLS-D, cartellonistica in forex per la segnalazione della presenza di DAE, totem da terra per postazioni di cardioprotezione, armadietti DAE per l’interno e per l’esterno, kit per la rianimazione cardio-polmonare e molto altro ancora. #### Livorno, donato defibrillatore per uso pubblico in memoria di Luca Maccanti A partire dal lunedì 2 novembre 2020, a Livorno, in piazza Cavallotti è presente un defibrillatore pubblico. Piazza Cavallotti è la piazza dove si trova il mercato di frutta e verdura all’aperto della città di Livorno, che ogni giorno vede presenza e transito di migliaia di persone. Il defibrillatore è stato donato dal Consorzio Piazza delle Erbe in memoria di Luca Maccanti, scomparso nel 2006, ed installato proprio nella piazza dove la famiglia gestisce un banco di frutta e verdura. Luca Maccanti morì in un incidente stradale nel 2006, all’età di 23 anni. I genitori disposero all’epoca per la donazione degli organi, oggi 5 persone vivono grazie a quel gesto. Il Consorzio di piazza delle Erbe riunisce gran parte degli operatori di piazza Cavallotti, dove ogni giorno si tiene il mercato degli ortaggi. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti la famiglia Maccanti, il presidente del Consorzio Piazza delle Erbe David Franceschi, Antonio Pacini, ex- presidente del consorzio, Rita Dragoni, responsabile emergenza territoriale 118 area Livorno, l’assessore al commercio Rocco Garufo e i rappresentanti del consorzio e di Confesercenti. Il defibrillatore installato è un modello di ultima generazione: il defibrillatore semiautmatico Sryker samaritan® PAD 350P. Un defibrillatore con 8 anni di garanzia, assicurato contro gli infortuni, il più adatto per impiego esterno (indice di protezione contro liquidi e polveri IP56), estremamente semplice da utilizzare, costi di manutenzione minimi (solo 1 cambio batteria/elettrodi nel ciclo di vita di 8 anni), e molto altro. Nella zona si trova un altro defibrillatore ad eccesso pubblico, stesso modello, installato all’interno del mercato centrale coperto, a circa 100mt da quello installato in piazza Cavallotti. #### Malore durante la messa, salvo grazie al DAE È successo a Firenze, il 30 gennaio 2017. Durante la Santa Messa nella Chiesa di San Gervasio, un anziano signore è stato colpito da arresto cardiaco. Gli angeli che lo hanno salvato appartengono alla Misericordia di San Pietro Martire, un punto d’emergenza territoriale che ha sede in viale Paoli. Alle 10 di mattina, circa, è arrivata la chiamata al 118 e nel giro di pochi secondi, data la vicinanza della sede di questa Misericordia e la piazza in cui si trova la chiesa, i volontari hanno raggiunto il paziente accasciato a terra privo di conoscenza. I quattro operatori, due di primo e due di secondo livello, hanno iniziato tempestivamente ad eseguire le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP), ma è stato l’utilizzo del defibrillatore a salvargli la vita. La Misericordia di San Pietro Martire, infatti, è dotata di defibrillatore che, collegato adeguatamente al torace dell’anziano, ha immediatamente riconosciuto l’arresto cardiaco in atto e si è predisposto per erogare la scarica elettrica. Il dispositivo salvavita ha permesso di “riprendere” l’anziano signore in attesa dell’arrivo dell’automedica. Successivamente, il paziente è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso di Careggi. Secondo le informazioni in possesso dell’associazione, già nel pomeriggio le condizioni dell’uomo erano leggermente migliorate. «Tutti i cittadini dovrebbero far parte della catena di soccorso – ha dichiarato Alberto Locchi, ex consigliere comunale e presidente della Misericordia di San Pietro Martire.» «Purtroppo l’arresto cardiaco esiste e colpisce una media di una persona ogni mille abitanti. Bisogna essere consapevoli del fatto che in caso di arresto cardio-circolatorio, se non si interviene entro i primi quattro minuti dall’evento, ci possono essere conseguenze irreversibili. Siccome a Firenze il tempo medio di arrivo di un’ambulanza è di otto minuti, sarebbe bene che ogni cittadino sapesse eseguire in maniera efficace le manovre di rianimazione». Per non parlare dell’importanza dei defibrillatori, che lo stesso Locchi ha contribuito a “seminare” in alcuni punti della città. Fonte: http://www.lanazione.it/cronaca/salvato-arresto-cardiaco-anziano-1.2856373 #### Malore durante la partita di calcetto: 59enne salvato grazie al defibrillatore Un intervento tempestivo che ha fatto la differenza Lunedì 1 settembre 2025, poco dopo le 21, un uomo di 59 anni residente a Sarcedo si è accasciato in campo a causa di un malore improvviso mentre partecipava a una partita di calcetto in un’area polifunzionale di Villaverla. Colpito da un arresto cardiaco, l’uomo è stato immediatamente soccorso grazie alla prontezza delle persone presenti e alla disponibilità del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) della struttura. Soccorsi immediati e manovre salvavita Gli amici e altre persone presenti hanno reagito tempestivamente: alcuni hanno praticato il massaggio cardiaco mentre altri hanno recuperato il defibrillatore. Nel frattempo è stato lanciato l’allarme al Suem 118. L’equipe medica è arrivata pochi minuti dopo, stabilizzando e intubando il paziente, per poi trasportarlo urgentemente al reparto di rianimazione dell’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove si trova tuttora in prognosi riservata. La testimonianza del sindaco Il sindaco di Villaverla, Enrico De Peron, ha sottolineato l’importanza dei defibrillatori: «Sono convinto che senza la presenza del DAE nella struttura sportiva forse non sarebbero riusciti a salvargli la vita. I defibrillatori sono strumenti salva-vita fondamentali per intervenire tempestivamente. In paese ne abbiamo posizionati una decina in luoghi frequentati come scuole, palestre e altre strutture pubbliche». Normativa sulla presenza dei defibrillatori negli impianti sportivi La vicenda conferma anche l’importanza di rispettare quanto previsto dalla normativa vigente. Il Decreto Balduzzi, in vigore dal 1 luglio 2017, stabilisce che tutte le società e associazioni sportive devono dotarsi di DAE negli impianti in cui si svolgono attività agonistiche o amatoriali, e che il personale deve essere formato alle manovre di rianimazione cardiopolmonare (BLSD). Queste regole sono pensate per garantire interventi rapidi in caso di arresto cardiaco, aumentando le possibilità di sopravvivenza degli atleti e dei frequentatori. Cardioprotezione: una responsabilità di tutti Questo episodio evidenzia come la disponibilità di un defibrillatore e la conoscenza delle manovre BLSD possano fare la differenza tra la vita e la morte. Impianti sportivi, centri ricreativi e luoghi pubblici dovrebbero essere sempre cardioprotetti. La formazione dei cittadini e del personale presente è altrettanto fondamentale: sapere come intervenire in caso di arresto cardiaco aumenta significativamente le possibilità di sopravvivenza. La vicenda di Villaverla ricorda a tutti l’importanza della prevenzione e della preparazione: avere a disposizione un DAE, rispettare le normative e sapere come usarlo può trasformare un episodio critico in una storia a lieto fine. Investire nella cardioprotezione significa proteggere la vita. #### Malore Improvviso, esprimere le proprie opinioni facendo attenzione a non creare disinformazione Nelle ultime settimane sui social network si tratta molto l’argomento relativo alle morti per malori improvvisi e dell’incidenza sulle persone vaccinate. Le due linee di pensiero, vedono: da un lato persone contrarie al vaccino, che indicano una correlazione forte tra le morti per malore improvviso e il fatto che molte di queste si siano verificate su soggetti vaccinati; dall’altro lato, si trovano i sostenitori del vaccino, che a loro volta sostengono che malori e morti improvvise si sono sempre verificate. Questo dibattito ha portato alla creazione di un hashtag dedicato #MaloreImprovviso, oltre ai numerosi altri correlati. Emd112® dal 2011 è attiva nella commercializzazione di articoli di emergenza/urgenza medica e primo soccorso, con una forte specializzazione nella cardioprotezione: defibrillatori, dae trainer, accessori di posizionamento, corsi di formazione BLSD. Solo in Italia, le morti per arresto cardiaco ogni anno sono circa 60.000 (le stime durante la pandemia indicano oltre 100.000 casi). L’arresto cardiaco è comunemente chiamato Arresto Cardiaco Improvviso (ACI) o Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). Questo perché, l’arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque e senza preavviso, senza distinzione di genere, età o altri fattori, e verso persone senza nessuna patologia specifica. Una situazione molto diversa ad esempio dall’infarto, che in genere viene anticipato da segnali premonitori, anche con giorni di anticipo. E’ utile sapere che quando si parla di attacco cardiaco, ci riferiamo all’infarto (non all’arresto cardiaco). Tuttoggi, vediamo utilizzare molto spesso parole come “arresto cardiaco”, “attacco cardiaco” e “infarto”,  in modo non corretto. Finchè coloro che trattano questi argomenti non acquisiranno le competenze necessarie, divengono purtroppo diffusori di disinformazione. Quando in medicina parliamo di morte improvvisa o malore improvviso, il primo pensiero è quindi rivolto all’arresto cardiaco improvviso. Parlando quindi di malore improvviso e morte improvvisa implicando correlazioni con il vaccino, vengono utilizzati hashtag e parole, comunemente impiegate fino ad oggi per indicare l’arresto cardiaco improvviso, a prescindere dal fattore scatenante. Alcuni ACI sono legati a patologie cardiache, altre a fattori genetici, per molte non esistono ad oggi ancora risposte. Nel nostro blog pubblichiamo abitualmente nuovi studi scientifici rivolti a individuare nuove risposte sulle possibili cause. Per i nuovi utenti che non hanno competenze di arresto cardiaco improvviso, accedere a un post social dove l’ hashtag #MaloreImprovviso , da la percezione che gli utenti vaccinati possono morire improvvisamente, porta a una disinformazione, poiché l’utente non sa a priori che pre-covid, in Italia già 60.000 persone ogni anno morivano per arresto cardiaco improvviso, che salgono a 350.000 ogni anno in Europa. E’ inoltre da aggiungere che persone affette da varie gravi patologie, possono aggravarsi in modo repentino, fino alla morte. Spesso in questi casi, i media riprendono le notizie indicando un malessere improvviso o una morte improvvisa, intendendo il repentino peggioramento del quadro clinico, non previsto, che non abbia seguito il consueto decadimento temporale. Al giorno d’oggi, con la possibilità di tutti noi di raggiungere chiunque tramite internet, diviene fondamentale utilizzare il buonsenso. E’ importante sostenere le proprie tesi, a prescindere da quale delle due senza preconcetti, ma è importante evitare scenari nei quali  gli utenti meno preparati a possano mal interpretare i messaggi. #Buonsenso #CulturaDellInformazione #Malainformazione #Medicina #Scienza #Social   Fonti: Ricerca ACI 2010 Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/resources/static/ministero/usmaf/ACLS_giugno_2010/arrestoCC.pdf Istituto Superiore di Sanità: https://www.iss.it #### Mamma in arresto cardiaco mentre allatta: salva grazie alla defibrillazione precoce Trieste – Una donna di 35 anni si trovava all’interno del Caffè degli Specchi, in Piazza Unità. Era in compagnia di un’amica e mentre allattava la sua bambina ha perso conoscenza ed è caduta a terra. È successo alle 15:30 circa: la donna è stata colpita da un arresto cardiaco. Sul posto era presente una persona che l’ha immediatamente soccorsa praticandole il massaggio cardiaco. Fortunatamente, i soccorsi del 118 sono arrivati in soli 3 minuti dalla chiamata, così la giovane mamma è stata defibrillata in tempo. Grazie all’erogazione di una scarica elettrica, infatti, il suo cuore ha ripreso a battere. A quel punto, la 35enne è stata posizionata sulla barella, è stata intubata, ed è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale di Cattinara. Al momento si trova in prognosi riservata. La piccolina, invece, di soli sei mesi, nonostante la caduta a terra, non sembra abbia subito gravi lesioni. Si trova comunque in osservazione presso l’Istituto per l’infanzia e pie fondazioni Burlo Garofolo. Quanto accaduto dovrebbe far riflettere sull’opportunità di dotare anche i locali pubblici di defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE. Già, perché in questo caso la giovane mamma è stata fortunata poiché l’ambulanza del 118 si trovava nei paraggi. In caso di arresto cardiaco, infatti, per ogni minuto che passa le probabilità di sopravvivenza diminuiscono del 10% circa. Ciò significa che, dopo soli 10 minuti, le possibilità di tornare in vita sono circa pari zero. L’unico strumento efficace in caso di arresto circolatorio, come detto più volte, è il defibrillatore, ma occorre utilizzarlo entri i primi 5 minuti dalla manifestazione dell’evento. In Italia, i tempi medi di arrivo dei soccorsi si aggirano tra i 12 e i 15 minuti: troppi. È per questo motivo che i nostri paesi e le nostre città dovrebbero essere cosparse di defibrillatori ad accesso pubblico. Non solo negli impianti sportivi, per l’appunto: l’arresto cardiaco, infatti, può colpire chiunque e in qualunque momento. Soltanto con una DAE a portata di mano le possibilità di sopravvivenza possono salire sino all’80%. #### Manichini e DAE Trainer Prestan per la formazione BLSD e RCP Emd112® propone la nuova linea di articoli per la formazione BLSD e RCP Prestan, che comprende Manichini RCP/BLSD e DAE Trainer. Prestan offre un ottimo rapporto qualità/prezzo, vediamo di seguito prodotti e caratteristiche.   Manichini per addestramento RCP/BLSD Tutti i manichini Prestan sono dotati di Feedback RCP tramite LED luminoso multi-colore posizionato sopra la spalla sinistra: La luce ROSSA fissa indica meno di 100 CPM La luce VERDE fissa indica 100-120 CPM (come raccomandato nelle linee guida AHA e ARC 2015) La luce ROSSA lampeggiante indica più di 120 CPM (CPM: compressioni al minuto Manichino RCP/BLSD mezzo busto adulti Prestan Ultralite con Feedback Monitor In offerta a € 219,60  (anziché €547,78) –59%  + Sul 1° acquisto è incluso 1 anno di assicurazione Doc24 Family dal valore €240, scopri di più! Il manichino RCP Prestan Ultralite per addestramento alla rianimazione cardio polmonare è compatto, leggero e portatile. Questo manichino, particolarmente robusto e durevole, offre una soluzione conveniente per la formazione RCP/BLSD, con la qualità e realismo. E’ leggero, di installazione rapida e semplice, facile da pulire e mantenere. Prestan Ultralite è conforme alle più recenti guide linea internazionali di settore AHA e ERC Dotato inoltre di feedback con Click nelle compressioni toraciche.                 Kit da 4 Manichini RCP adulti – Prestan Ultralite con Feedback RCP In offerta a € 683,20  (anziché €1.390,80) –50%  +Sul 1° acquisto è incluso 1 anno di assicurazioneDoc24 Family dal valore €240, scopri di più! Il Kit da 4 Manichini RCP adulti Prestan Ultralite con Feedback RCP consente un ulteriore sconto-extra, che porta il costo unitario a €170,75. La caratteristica del Kit, è la capacità di impilare i 4 Manichini all’interno della borsa da trasporto, riducendo al minimo l’ingombro, facilitandone lo stoccaggio e il trasporto.               Manichino RCP adulti – Prestan Professional con Feedback Monitor/Clicker In offerta a €325,74 + Sul 1° acquisto è incluso 1 anno di assicurazione Doc24 Family dal valore €240, scopri di più! Manichino professionale per addestramento RCP realistico alla vista e al tatto con Feedback delle compressioni tramite monitor LED e Click Progettati per fornire a ogni studente un’esperienza di formazione reale insieme al tasso di compressione immediata e al feedback di profondità, i manichini PRESTAN aiutano gli istruttori a costruire la fiducia nei loro studenti quando insegnano abilità di RCP di alta qualità.                           Kit famiglia di manichini RCP – Prestan professional con Feedback RCP In offerta a €841,80  (anziché €1.781,20) –52%  + Sul 1° acquisto è incluso 1 anno di assicurazione Doc24 Family dal valore €240, scopri di più! I manichini RCP Prestan professional sono dotati di un sistema di monitoraggio visivo a LED per la verifica delle compressioni toraciche, permettendo all’istruttore e al discente il controllo delle compressioni. Il KIT famiglia di manichini Prestan Ultralite è composto da: 1 Manichino RCP/BLSD  adulto Prestan Ultralite con Feedback Monitor/Clicker 1 Manichino RCP/BLSD neonatale Prestan Ultralite con Feedback Monitor/Clicker 1 Manichino RCP/BLSD pediatrico Prestan Ultralite con Feedback Monitor/Clicker             Manichino RCP adulti – Prestan series 2000 con Feedback RCP e Feedback Click avanzati Manichino RCP (sulla base del modello Prestan Professional) dotato di sistema di Feedback Bluetooth tramite APP gratuita per smartphone “PRESTAN CPR Feedback” In combinazione con il tradizionale sistema di luci di feedback CPR di PRESTAN, il Prestan Series 2000 offre una soluzione di formazione unica e dual-purpose che offre agli istruttori la possibilità di eseguire l’addestramento con feedback RCP di base o avanzato. Il manichino è dotato di sensori in grado di monitorare monitorare compression rate, profondità, contraccolpo, le ventilazioni e tempo di rilascio (hands-off.) L’APP consente agli istruttori di fornire una formazione completa sulla RCP monitorando le prestazioni della RCP per un massimo di sei (6) studenti alla volta. Questa app è inoltre dotata di una funzione di reporting che consente di scaricare i risultati dell’allenamento RCP direttamente dall’ APP. Il Feedback RCP a LED luminoso multi-colore è lo stesso dei manichini Prestan professional. Feedback pressioni con Click avanzato e realistico al tatto e alle compressioni.               DAE Trainer per addestramento BLSD Defibrillatore trainer – Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico In offerta a € 219,60 (anziché €256,20) – 14% Il defibrillatore didattico AED UltraTrainer è dotato di speciali elettrodi sono dotati di sensori di posizionamento sul manichino. L’AED UltraTrainer Pad Sensing System infatti, rileva automaticamente per ciascun elettrodo, quando ogni elettrodo viene posizionato sul manichino, come per un vero DAE, con conseguente avvio automatico dell’analisi sono con piastre collegate o indicazioni di applicare gli elettrodi. Gli elettrodi di alta qualità sono progettati per oltre 100 applicazioni. Il pad adesivo si rimuove e aderisce bene a qualsiasi manichino sul mercato senza lasciare residui o sporco sul manichino- niente più elettrodi danneggiati o necessità di rimuovere residui dell’adesivo da i manichini tra una sessione e l’altra. La sostituzione dell’elettrodo è conveniente e facile – basta sostituire il cuscinetto, non il cavo. Gli istruttori possono personalizzare i loro corsi di formazione attivando o disattivando il metronomo RCP e/ o il prompt vocale “esegui respirazione” Defibrillatore Trainer – Prestan AED Trainer PLUS adulti e pediatrico In vendita a € 305,00 Il defibrillatore didattico AED Trainer PLUS è un trauner all’avanguardia in grado di simulare realisticamente i principali defibrillatori in commercio e fornisce un’esperienza di addestramento realistica. Il trainer dispone di opzioni personalizzabili per simulare i vari scenari di formazione, compreso il pulsante pediatrico Istruzioni vocali chiare e sicure con istruzioni RCP opzionali per aiutare lo studente a tenere il ritmo con le compressioni toraciche Telecomando opzionale disponibile.                     Soluzioni Manichino + DAE Trainer: Economica: Prestan Ultralite + Prestan AED UltraTrainer In offerta a €439,2 – 55% (anizichè €803,98 – risparmi 364,78 Euro!) + assicurazione di 1 anno Doc24 Family inclusa sul 1° acquisto Professionale: Prestan Professional + Prestan AED Trainer Plus In offerta a €630,74 + assicurazione di 1 anno Doc24 Family inclusa sul 1° acquisto   #### Manichino didattico da addestramento mezzobusto simulatore manovre RCP/BLS/BLSD PRACTI-MAN adulto e bambino Il manichino didattico per addestramento Vimetecsa RCP/BLS/BLSD Practi-MAN offre un rapporto qualità prezzo veramente conveniente. Due simulatori in un solo manichino: Practi-MAN include sia la funzione adulto che bambino. Il manichino da addestramento RCP/BLSD Practi-MAN è dotato di un avvisatore acustico che indica la corretta profondità delle compressioni toraciche e del posizionamento delle mani sul torace, aspetto fondamentale nella fase di addestramento ed anche nelle situazioni di esame per corsi di formazione BLS/BLSD. Il manichino è dotato di Naso Real-like che consente la corretta preparazione delle insufflazioni per sviluppare la pratica di respirazione in modo molto realistico, infatti se le narici non sono chiuse correttamente e i polmoni non sono pieni, il suo torace non si solleva. Il manichino didattico Practi-MAN è conforme alle normative vigenti segnalate dalle linee guida 2010 ERC/AHA. Specifiche: Dimensioni: 52.5 x 29.9 x 17.8 cm Peso: 2.2 Kg Ogni manichino Practi-MAN comprende: 1 Service Pack: 1 polmone, 1 valvola, 1 face shield, 2 salviette disinfettanti e un paio di guanti 1 Manuale d’uso: montaggio/smontaggio, con istruzioni per manutenzione e pulizia 2 anni di garanzia Alcune delle principali configurazioni e KIT: Manichino da ddestramento RCP/BLSD Practi-MAN KIT Didattico manichino addestramento RCP/BLSD Practi-MAN + Defibrillatore Trainer (con telecomando) KIT Didattico per centri di formazione: n°4 postazioni composte ciascuna da n°1 manichino addestramento RCP/BLSD Practi-MAN + n°1 Defibrillatore Trainer (con telecomando) Borsa da trasporto per n° 4 manichini addestramento RCP/BLSD Borsa da trasporto per manichino addestramento mezzobusto Practi-MAN (RCP-DOLL1) Face Shield per mainchini da addestramento   Sono disponibili numerosi ricambi per i manichini da addestramento Practi-MAN: Rivestimento viso (8pzi) Polmoncino monouso (24pzi) Rivestimento tronco manichino mezzobusto (4pzi) Valvola di non ritorno (8pzi) Telecomando Trainer sostitutivo Prodotto costruito secondo i requisiti europei e certificato TÜV. Il manichino didattico Practi-MAN è presente in tutta Europa e in molti altri paesi, come USA, Corea, Brasile, Giappone e Messico. https://www.youtube.com/watch?v=Hii7Q9k7gCk #### Manifestazione a Montecitorio per richiedere l’approvazione della legge sull’obbligo e diffusione del defibrillatore Oggi a Roma l’Associazione Sessantamilavitedasalvare Altomilanese ODV è scesa in Piazza Montecitorio assieme a numerosi rappresentanti di altre associazioni, per sollecitare la legge sull’obbligo dei defibrillatori in Italia bloccata in Senato in 12° Commissione Sanità. Il Direttore Scientifico e Presidente di Progetto Vita Piacenza Dott.sa Daniela Aschieri ha dichiarato: “In un periodo come questo, che affligge il mondo intero per la pandemia da Sars-Cov -19, non possiamo dimenticare i tanti morti per arresto cardiaco che, indipendentemente dal COVID, continuano a verificarsi”. Un dato che desta particolare attenzione indicato da 60milavitedasalvare, indica che nel trimestre febbraio –aprile 2020 i morti per arresto cardiaco improvviso sono più che raddoppiati rispetto allo stesso trimestre del 2019. Questo incremento è dovuto alle maggiori difficoltà del sistema di soccorso tradizionale di effettuare interventi in tempi standard, ed in parte al timore che le persone avevano di recarsi in pronto soccorso ai primi sintomi, quando presenti. Nei giorni scorsi avevamo segnalato il video messaggio di Sammy Basso, da sempre attivo in molte iniziative di impatto sulla salute e nel sociale, che ha lanciato l’hashtag #cardioprotezionesubito. Il defibrillatore moderno è alla portata di chiunque, e l’unico modo per poterlo impiegare in tempi utili è una diffusione capillare sul territorio e l’obbligo di impiego per tutte le attività indicate nel DDL1441: scuole, università, aeroporti, scali ferroviari, scali marittimi, aerei, treni, navi e tutta la pubblica amministrazione. Il Disegno di legge 1441 è già stato approvato praticamente all’unanimità, deve solo essere calendarizzato e entrare in vigore. Una falla burocratica che tiene ferma una legge che potrebbe salvare la vita ogni giorno a circa 134 persone delle 168 che quotidianamente muoiono per arresto cardiaco improvviso. Ogni giorno di ritardo nell’entrata in vigore della legge ha conseguenze pesanti. #### Manutenzione del defibrillatore Tutto quello che devi sapere per la corretta manutenzione del defibrillatore e adempiere agli obblighi di legge. L’importanza di una corretta e periodica manutenzione del defibrillatore è riassumibile nel concetto che un “defibrillatore non funzionante equivale ad un paziente morto”. La maggior parte dei malfunzionamenti sono imputabili a una carente o assente manutenzione dello strumento, oltre al suo scorretto posizionamento. E’ da evidenziare inoltre, che spesso vengono acquistati DAE a basso costo, che tuttavia hanno un ciclo di vita breve, oppure costo dei consumabili molto elevati (2 fattori spesso non valutati dall’acquirente), che in seguito incidono in modo negativo sulla corretta gestione del dispositivo con il passare degli anni. Per maggiori informazioni in merito alla scelta del dispositivo, ti invitiamo a leggere la guida all’acquisto del defibrillatore.   Corretta manutenzione del defibrillatore Vediamo quali sono le procedure e check-list che è necessario adottare per questi dispositivi salvavita: Autotest del DAE I DAE moderni sono dotati di tecnologia che consente loro di effettuare test automatici, per mezzo dei quali, verificano lo stato di efficacia del DAE, valutando stato batteria e altri elementi. In caso di malfunzionamenti, i dispostivi possono emettere segnali acustici o visivi per rendere nota l’anomalia. La frequenza del test diagnostico varia a seconda di marca e modelli presenti sul mercato. Alcuni DAE eseguono test più volte al giorno, altri 1 volta al giorno, altri 1 volta alla settimana, altri ancora 1 volta al mese. Controllo visivo Il controllo visivo (o sorveglianza visiva), consiste nella valutazione da parte di un operatore addetto (ma potenzialmente anche da parte di tutti coloro che si trovino in prossimità del dispositivo) che ne verifichi: • La presenza del DAE nell’apposito alloggio (quindi che il DAE non sia stato rubato o spostato); • Assenza di segnali acustici/visivi di malfunzionamento e, nei DAE che lo consentono, verificare i segnali di corretto funzionamento; • Verifica delle condizioni ottimali di esercizio (temperatura, umidità, polveri, ..); • Batteria e elettrodi non scaduti, collegati correttamente; • Verifica di altri fattori che possano renderlo inefficiente (ad esempio una infiltrazione di acqua dalla parete dove è posizionato). Controllo elettronico manuale Il controllo elettronico manuale, ad opera di tecnici autorizzati, consente di effettuare test diagnostici avanzati sul defibrillatore. I test comprendono: • Verifica accensione dei led; • Verifica funzionamento altoparlante; • Verifica stato condensatori; • Test di carica; • Test di scarica (simulazione erogazione scarica tramite dispositivo esterno); • Verifica scadenza e sostituzione tempestiva dei consumabili (batteria e/o elettrodi); I test diagnostici elettronici manuali dei DAE, in genere vengono eseguiti collegando 1 PC Laptop e tramite 1cavo di connessione DAE-PC. Per i test diagnostici è opportuno attenersi al manuale d’uso dei dispositivi. Alcune aziende produttrici infatti, sconsigliano di effettuare questi test qualora non vi sia una reale necessità, poiché si andrebbe a stressare inutilmente il dispositivo. Sostituzione dei consumabili Batteria e Elettrodi hanno una scadenza. E’ pertanto necessario verificarne sempre l’operatività e prevederne la sostituzione in tempo utile, così da non essere mai scoperti. I defibrillatori presenti sul mercato hanno date di scadenza molto variabili, e spesso non allineate tra loro, ad esempio la batteria può avere durata 2 anni, mentre gli elettrodi 3 anni. Le date di scadenza dei consumabili possono variare da 2 a 5 anni. Questo rende più complessa gestione e sostituzione dei consumabili, che si complica ulteriormente se i dispositivi sono di marche differenti, acquistati in periodi differiti, oppure quando andiamo a gestire più dispositivi. Emd112 fornisce per tutti i suoi clienti, un servizio gratuito di tracciabilità del DAE e la segnalazione preventiva della scadenza dei consumabili, inviando batteria/elettrodi sostitutivi prima della scadenza. Attenzione: in fase di acquisto è possibile che la batteria abbia già molti mesi di attività (in genere si verifica con i piccoli rivenditori che commercializzano pochi dispositivi all’anno).  Controllo remoto in modalità WiFi o WiFi+3G I DAE moderni offrono l’opportunità di verificare lo stato di operatività, la localizzazione, l’efficienza e scadenza dei consumabili anche da remoto I dispositivi più evoluti, consentono la verifica di impiego del dispositivo e la trasmissione dei dati quasi in real time, verso gli operatori del 118: attivazione del dispositivo, collegamento al paziente, analisi dei ritmi e relativi tracciati ECG, shock erogato, etc… Emd112xTe è un servizio che solleva il proprietario/gestore, da qualsiasi responsabilità contro malfunzionamenti del DAE. Un servizio di grande importanza, con un costo minimo di solo €60+iva/anno. Normativa per la manutenzione del defibrillatore In Italia abbiamo 2 leggi che regolamentano obbligo e/o impiego dei defibrillatori e una norma europea che definisce l’obbligo delle verifiche periodiche degli apparecchi elettromedicali: Norma CEI EN 62353 (CEI 62-148): “Verifiche periodiche e prove da effettuare dopo interventi di riparazione degli apparecchi elettromedicali”. La norma europea si applica sulle apparecchiature elettromedicali, conformi alle prescrizioni della norma internazionale CEI EN 60601-1, nonché delle rispettive modifiche. Ciò deve avvenire prima della loro messa in servizio, durante le operazioni di manutenzione, ispezione, assistenza e dopo la riparazione, oppure in occasione delle prove periodiche effettuate per valutare la sicurezza di tali apparecchi e sistemi o di loro parti. Nel caso di apparecchiature costruite non seguendo la Norma CEI EN 60601-1, le prescrizioni possono essere applicate tenendo conto delle norme di sicurezza per la progettazione e delle informazioni contenute nelle istruzioni per l’uso di tale apparecchiatura. La Norma CEI EN 62353 contiene inoltre tabelle che riportano i valori ammessi, relativi alle diverse edizioni della Norme CEI EN 60601-1. Ai fini della norma, l’applicazione dei metodi di misura è indipendente dall’edizione per la quale l’apparecchio EM o il sistema EM è stato progettato. La norma non indicata un intervallo fisso per le verifiche sull’apparecchio Elettromedicale rimandando tale compito al costruttore dell’apparecchio stesso, tramite il manuale di istruzioni che obbligatoriamente accompagna il dispositivo. Legge 8 novembre 2012, n. 189 (ex Decreto Balduzzi – DL 13 settembre 2012, n. 158) e successive. All’interno di uno dei decreti successivi, il Decreto del 26 giugno 2017, riguardante “Linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche.”, nell’Allegato E, viene riportato quanto segue: “Le società singole o associate possono demandare l’onere della dotazione e della manutenzione del defibrillatore al gestore dell’impianto sportivo attraverso un accordo che definisca le responsabilità in ordine all’uso e alla gestione dei defibrillatori. Le società che utilizzano permanentemente o temporaneamente un impianto sportivo devono assicurarsi della presenza e del regolare funzionamento del dispositivo.” Legge 4 agosto 2021, n. 116 Regolamenta la progressiva diffusione e l’utilizzazione dei defibrillatori nella Pubblica Amministrazione e trasporti, nello specifico: sedi delle pubbliche amministrazioni in cui siano impiegati almeno 15 dipendenti e che abbiano servizi aperti al pubblico, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti, a bordo dei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interna che effettuano tratte con percorrenza continuata senza possibilità di fermate intermedie della durata di almeno 2 ore e, comunque, presso i gestori di pubblici servizi e servizi di trasporto extraurbano in concessione. Vuoti normativi: La legge 116 regolamenta la progressiva diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori, ma non ne impone al momento l’obbligo, come avviene per società e associazioni sportive Sia per quanto concerne la Legge 116 sia per la Legge 8 (e successive), non vi è nessun riferimento alle pene e/o sanzioni per una errata o assente verifica e manutenzione, che ne comprometta l’efficacia in caso di necessità di impiego. E’ chiaro quanto una legge senza sanzione non porti alla responsabilizzazione dell’operatore. E’ come se al superamento dei limiti di velocità del codice della strada, al conducente non venisse commutata nessuna sanzione e pena (ammenda, decurtazioni punti patente, etc..). Sicuramente avremmo una situazione reale molto differente per le strade rispetto ai limiti di velocità definiti nella legge.   FONTI: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/07/20/13A06313/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/08/13/21G00126/sg https://www.ceinorme.it/it/news-en/comunicati-stampa/822-nuova-edizione-della-norma-cei-en-62353-cei-62-148.html     #### Massaggiatore meccanico automatico LUCAS® 3 Il massaggiatore meccanico automatico Stryker®  LUCAS® 3 rappresenta un’alternativa alle compressioni manuali di alta qualità in situazioni in cui realizzarle sia complicato, come ad esempio in un’ambulanza in movimento, in un elicottero in volo o in luoghi di difficile accesso dove risulta complicato “destreggiarsi” o dove potrebbe essere messa a rischio la sicurezza e la salute del soccorritore. Il massaggiatore LUCAS® 3 è un dispositivo utilissimo anche nei casi di prolungata Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) conseguenti a un arresto cardio circolatorio in ipotermia e in RCP effettuate durante particolari procedure cliniche. Il sistema di compressione toracica LUCAS® 3 è programmato per garantire una profondità di compressione di 53 mm, che comportino interruzioni lo stretto tempo necessario a eseguire manovre specifiche, incluse le interruzioni durante i tentativi di defibrillazione. Il massaggiatore meccanico automatico LUCAS® 3 può essere utilizzato senza interruzioni anche durante l’erogazione dello shock e, in abbinamento al defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK CR2®  (sia nella versione automatica, sia nella versione semiautomatica), anche durante le analisi del ritmo di un paziente (a sola esclusione della prima analisi) vittima di Arresto Cardio-Circolatorio. Ricordiamo che oggi l’azienda Physio-Control® fa parte del gruppo Stryker®.   Nel video di seguito Simone Madiai, CEO Emd112® , assieme a Simone Giovanelli, Training Manager Emd112®, presentano il massaggiatore LUCAS® 3 in una location speciale, il Ministero della Salute, ambiente cardioprotetto con i defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK CR2® e con i massaggiatori cardiaci Stryker® LUCAS® 3. L’utilizzo del massaggiatore LUCAS® 3 richiede una formazione specifica ma non comporta particolari complessità d’impiego. Le conoscenze di base in materia di BLS/BLSD, sono sufficienti per permettere l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità pratiche per il suo utilizzo, in totale sicurezza. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che il trattamento effettuato con il massaggiatore LUCAS® 3, rispetto alle compressioni toraciche manuali, garantisce un aumento significativo dell’ETCO2 (End Tidal Co2, ovvero la pressione parziale della Co2 a fine espirazione).   Uno studio pubblicato dall’European Society of Cardiology ha accertato che il sistema di compressioni toraciche LUCAS® 3 non causa danni significativamente più gravi rispetto a una normale RCP, garantendo allo stesso tempo, la massima qualità ed efficacia delle compressioni.   Se desideri ricevere maggiori informazioni in merito al massaggiatore meccanico automatico LUCAS® puoi contattarci tramite il form online oppure chiamando al numero verde 800 363525. #### Mauro Martelli conquista il 13° record mondiale di Indoor Rowing (remoergometro) a Livorno La manifestazione si è svolta presso i Bagni Lido di Livorno dalle ore 24.01 di venerdì 9 giugno alle, ed è conclusa domenica 11 giugno alle ore 21.00. Per 2 giorni e mezzo i 10 atleti della nazionale si sono alternati per spingere al massimo ed abbattere il record in carica. Mauro Martelli, testimonial EMD112 per la cardioprotezione, ed i compagni della nazionale italiana di Indoor Rowing, disciplina della Federazione Italiana Canottaggio, hanno stabilito il nuovo record mondiale sulla distanza dei 1.000 km registrando il tempo finale di 60h 58′ 52″. Con questo Mauro Martelli e la squadra di Indoor Rowing hanno ottenuto ben 13 record mondiali. Sulla distanza dei 1.000 km su remoergometro il team italiano ha abbassato sensibilmente il record precedente che apparteneva al team Usa under20 di  65h 37′. Poco meno di 5 ore di miglioramento sul precedente primato. Tutto il ricavato della manifestazione è stato devoluto all’Associazione Arco per la ricerca chemioterapica contro i tumori. Tra le varie personalità ed ospiti presenti, l’assessore allo sport di Livorno Andrea Morini, ha commentato “Aver realizzato questo record in meno di 61 ore penso che sia un qualcosa di straordinario. L’impresa è stata fatta prima con il cuore che con i muscoli. Martelli è un atleta da ammirare visto che fa sempre tutto per beneficenza quindi questo record ha anche un sapore sociale. Direi che si tratta di un bellissimo spot per la nostra candidatura e città europea dello sport 2019 ”. Gli atleti della nazionale italiana: Mauro Martelli (capitano), Andrei Nitu, Davide Barabino, Pier Mattia Basciano, Andrea Carbone, Maurizio Lupi, Mirko Fabozzi, Francesco Procaccianti, Roberto Rizzato, Carlo Vanni. Team manager: Silvano Paolotti. EMD112 si complimenta con Mauro e  la squadra di Indoor Rowing per la nuova conquista sportiva ed anche per il grande impegno sociale che da sempre contraddistinguono questo campione. Per approfondimenti: https://www.facebook.com/MauroMartelliOfficial/ https://www.facebook.com/ItaliaIndoorRowing/   #### MDR Medical Devices Regulation 745/2017: Regolamento Europeo per i dispositivi medici in vigore da Maggio 2020 La Medical Devices Regulation (MDR) – 745/2017, che sostituisce la Medical Devices Directive (MDD 93/42/EEC) e la Active Implantable Medical Devices Directive (AIMDD 90/385/EEC), introduce nuovi obblighi per tutte le aziende coinvolte nella catena di fornitura di dispositivi medicali, inclusi i distributori. Il testo finale del Regolamento Europeo per i dispositivi medici (European Medical Devices Regulation – MDR) è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Il regolamento è entrato in vigore il 25 Maggio 2017, giorno da cui ha avuto inizio il periodo di transizione per i produttori che commercializzano dispositivi medici in Europa. I produttori di dispositivi medicali hanno a disposizione un periodo di transizione di 3 anni per: aggiornare la propria documentazione tecnica, la valutazione della sicurezza e alle prestazioni del prodotto oggetto di requisiti rigorosi sulla valutazione clinica, tracciabilità completa dei dispositivi post vendita, processi per soddisfare i nuovi requisiti. MDD Medical Devices Directive e MDR Medical Devices Regulation, cosa cambia: MDD (Medical Devices Directive) 20 articoli 60 pagine 12 allegati Direttiva: Legislazione che fissa regole generali che sono poi recepite e trasformate in leggi dai singoli paesi   MDR (Medical Devices Regulation) 97 articoli 369 pagine 16 allegati Normativa: Legislazione applicata direttamente nei singoli paesi, senza lasciare spazio ad interpretazioni. L’implementazione della MDR porterà una struttura legislativa più robusta per assicurare una maggiore protezione della salute pubblica e della sicurezza dei pazienti, allineando i requisiti legali agli attuali sviluppi tecnologici e della sanità. La nuova normativa è sviluppata per aumentare la sorveglianza sul mercato e la tracciabilità dei prodotti attraverso la catena di fornitura, con maggiore trasparenza per il pubblico sui reali risultati clinici dei prodotti. In breve la nuova Normativa MDR assicurerà: Una struttura a supporto di alti livelli di protezione della salute e sicurezza dei cittadini europei nell’uso di dispositivi medici; Un percorso adattato ai significativi progressi tecnologici e scientifici avvenuti in questo settore negli ultimi 20 anni. Tra i maggiori cambiamenti ci saranno: Maggiori e più rigidi controlli sui dispositivi ad alto rischio attraverso un nuovo meccanismo di analisi precedente all’immissione sul mercato che coinvolgerà un gruppo di esperti a livello europeo; Nuovi criteri per la designazione e la continua valutazione degli Enti Notificati coinvolti nell’approvazione della documentazione tecnica del produttore; Maggiore trasparenza attraverso la creazione di un database europeo dei dispositivi medici e di un sistema per la tracciabilità basato su di un Numero di Identificazione Univoco del dispositivo; Il rafforzamento delle regolamentazioni sui test clinici, con l’inclusione di procedure per l’autorizzazione di test multicentrici a livello europeo; Il rafforzamento della sorveglianza post-vendita da parte del produttore; Il miglioramento del coordinamento tra Europa e singoli paesi nella vigilanza post-vendita; Ruoli e Responsabilità per gli Operatori Economici coinvolti nella distribuzione come importatori e distributori. Come verranno influenzati i Distributori dalla MDR? Sotto la MDR, i distributori giocheranno un ruolo fondamentale nella catena di fornitura e avranno molteplici responsabilità. Fallire nel rispettare queste responsabilità può impattare significativamente sulla distribuzione del prodotto, fino alla messa in quarantena nel magazzino del distributore o il divieto al distributore di distribuire dispositivi medici. La nuova Normativa definisce ruoli e responsabilità che saranno controllati dagli Enti Notificati locali: Verifica documentata del rispetto della MDR da parte del produttore: marchio CE, Dichiarazione di Conformità, identificazione di risorse dedicate e implementazione di un processo di verifica; Fornitura ai clienti finali delle informazioni sull’Importatore; Procedura documentata per la gestione delle non conformità e la relativa comunicazione al produttore, al rappresentante autorizzato e all’importatore. Perché scegliere EMD112 come partner Etica professionale, qualità dei prodotti commercializzati, competenze professionali, capacità di ascolto. Sono indubbiamente valori importanti sui quali basiamo la nostra azienda, tuttavia sarebbero solo parole che potrebbe dire chiunque, se non supportate da fatti concreti. EMD112 commercializza esclusivamente prodotti di eccellenza nel mercato globale. Per quanto concerne la cardioprotezione e i defibrillatori, il partner unico è il gruppo americano Stryker® Corporation, che comprende anche Physio-Control® e HeartSine®. Stryker®, fondata nel 1941, conta oltre 33.000 dipendenti distribuiti globalmente. I defibrillatori samaritan® e LIFEPAK® hanno ottenuto numerose certificazioni, come la restrittiva FDA americana (ma anche certificazione militare, CE, avinionica, etc..), hanno la garanzia più lunga del mercato di 8 anni, sono assicurati contro mal funzionamenti per circa 12 milioni di Euro. L’Ufficio Qualità di Stryker® sta da tempo implementando quanto richiesto dalla nuova Normativa e supporta costantemente tutte le realtà coinvolte nella catena di fornitura dei propri prodotti. Scegliere EMD112 significa scegliere la solidaità di un’azienda capace di offrire le garanzie richieste dal mercato e dalle sempre più restringenti normative. Link alla fonte della normativa sul sito “European Union Law”. #### Medico di 38 anni stroncato da un arresto cardiaco Fino a un paio di giorni prima aveva lavorato nel reparto di Medicina del lavoro del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. I suoi colleghi: “Forse ucciso dallo stress”. Si è spento a soli 38 anni Andrea Farioli, medico epidemiologico trovato senza vita giovedì 18 aprile all’interno della sua abitazione. Un malore improvviso, molto probabilmente un arresto cardiaco, se l’è portato via. “Aveva un cuore grande da ricercatore. È morto per il troppo lavoro” – ha dichiarato il papà. Andrea, difatti, aveva passato gli ultimi mesi a studiare incessantemente il coronavirus, accumulando una stanchezza che molto probabilmente ha contribuito a rendere il suo fisico più vulnerabile e a causarne la morte. Il giorno prima di morire ha avuto l’ultima conversazione con il padre: “L’ho sentito e mi ha detto che era più o meno tutto normale” – ha affermato l’uomo a Il Resto del Carlino. Poi ha continuato: “Era molto stressato perché in questo periodo lavorava in reparto dodici ore al giorno. Era impegnato sia come epidemiologo, sia come medico del lavoro. Era molto stanco, ha detto che non mi avrebbe richiamato e che ci saremmo sentiti il giorno dopo, perché sarebbe andato a dormire subito dopo aver mangiato qualcosa”. L’indomani mattina è stata la sorella a dare l’allarme alla Polizia dopo aver tentato di chiamarlo più volte senza ottenere risposta: il dottor Farioli è stato trovato privo di vita sul letto della sua abitazione, come se dormisse. Nato ad Assisi, era arrivato a Reggio Emilia con la famiglia quando aveva solo 15 anni. Il padre Tiziano, originario di Toano, consulente industriale, era infatti ritornato nella sua terra. Mentre lo zio Mirco Farioli, medico legale, ora in pensione, era stato medico di base a Cerredolo. Studente al liceo Spallanzani, Andrea Farioli aveva poi proseguito gli studi a Bologna laureandosi in Medicina, ottenendo il dottorato di ricerca. Una carriera brillante e rapidissima lo aveva portato agli impegni e alle ricerche all’Università di Bologna, oltre a permettergli di inanellare una ricca serie di pubblicazioni e avere costanti impegni all’Università di Harvard. Il lutto, quindi, ha colpito anche l’Università di Bologna. Farioli era ricercatore al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università e titolare dell’insegnamento di Medicina del Lavoro per il corso di Laurea in Tecniche Ortopediche. Collaborava alle attività della Medicina del Lavoro, a breve sarebbe stato avviato il processo di valutazione che lo avrebbe portato a diventare Professore associato del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Alma Mater. In pochi anni aveva collezionato un impressionante numero di pubblicazioni, che lo avevano messo in risalto a livello internazionale. Ricopriva anche un ruolo come perito di parte nelle vicende dell’Ilva di Taranto. “Negli ultimi giorni – ha ricordato il Consigliere Segretario dell’Ordine dei Medici di Bologna, Vittorio Lodi, suo collega – Andrea era stanco e l’avevamo più volte sollecitato a ridurre il tempo della sua presenza in servizio, cosa che lui aveva accettato solo parzialmente, perché riteneva essere suo dovere stare con noi ed essere di guida ai medici più giovani della nostra scuola. Non sappiamo quale sia il nostro destino e quindi non abbiamo certezze in merito. Non abbiamo certezze sulle vere cause della morte di Andrea. Credo però che la sua morte presenti, comunque, un legame stretto con la pandemia da coronavirus, non so se direttamente con il virus o con la sua partecipazione alla lotta alla pandemia. Sono, quindi, convinto che debba essere ricordato tra i medici caduti in questa battaglia”. Andrea ora riposa nel cimitero di Coviolo a fianco della mamma Patrizia Casagni, scomparsa 13 anni fa. Fonte articolo: https://www.lastampa.it/ #### Mercoledì 15 ottobre 2014: Giornata Europea della rianimazione cardio-polmonare (RCP). Su iniziativa del Parlamento Europeo oggi si festeggia la Giornata Europea della rianimazione cardio-polmonare. L’obiettivo è quello di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini per quanto riguarda le tecniche di rianimazione e l’utilizzo dei defibrillatori DAE. La giornata di sensibilizzazione, infatti, sarà incentrata sull’arresto cardiaco.Nell’occasione le associazioni del coordinamento nazionale “Mantieni il rimo del Cuore” hanno diffuso il testo di una petizione che sarà inviata, oltre che ai Presidenti della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, alle principali istituzioni italiane con l’obiettivo di liberalizzare l’uso dei defibrillatori DAE automatici o semiautomatici. Tra le firmatarie della proposta emendativa, promossa anche da “Sessantamilavitedasalvare” al fianco di “Progetto Vita Piacenza”, “Piemonte Cuore” e “Checcini Cuore”, c’è anche Federica Lisi, moglie dello sfortunato pallavolista Vigor Bovolenta deceduto nel 2012 a causa di un arresto cardiaco. Il caso Bovolenta, assieme a quello di Morosini, ha chiaramente evidenziato la necessità di segnalare la presenza di un dispositivo DAE all’interno di un locale o di un impianto sportivo mediante gli strumenti opportuni e ha dimostrato come, in caso di necessità, esso dovrebbe essere utilizzato senza alcuna paura di arrecare alcun danno. Un defibrillatore DAE semiautomatico, infatti, una volta che gli elettrodi sono stati applicati al torace del sofferente, riconosce autonomamente se il paziente è in stato di arresto cardiaco sollevando da ogni responsabilità civile o penale la persona che lo sta utilizzando. Il dispositivo non sarà in grado di erogare alcuna scarica elettrica fintantoché non avrà verificato tale condizione. “Limitare l’utilizzo di un apparecchio semplice e sicuro ai soli cittadini addestrati – ha commentato Mirco Jurinovich, presidente di “Sessantamilavitedasalvare” – significherebbe sottrarre possibilità di sopravvivenza alle migliaia di persone colpite ogni anno da questa terribile patologia“.   #### Messaggio di Simone Madiai, CEO Emd112 Viviamo un anno particolare che tuttavia nobilita il nostro impegno, la nostra volontà di agire in condivisione con le procedure ed i diktat ricevute dal nostro governo. Credo che, all’ormai prossimo giro di boa della fine dell’anno, possiamo affermare che stiamo affrontando al meglio questa complessa pandemia. Emd112 continua a garantire la sua presenza concreta e fattiva nella lotta contro l’ACI (Arresto Cardiaco Improvviso). Confidiamo, come Emd112, di interpretare al meglio il nostro ruolo in questa battaglia, creando e realizzando progetti di cardio protezione sostenibili, impegnandosi con forniture di attrezzature medicali utili agli operatori laici e non solo. Siamo orgogliosi di avere contribuito in modo incisivo sulla fornitura di ventilatori polmonari destinate alle terapie intensive nel corso dell’anno, fornendo sostengo al sistema sanitario nazionale, messo a dura prova dall’emergenza pandemica. Insomma, non ci siamo tirati indietro, anzi, siamo “passati all’Azione” come la nostra mission conferma. In sintesi, la salute, la prevenzione e la sicurezza di noi tutti, sono ritenute da Emd112 una priorità nell’assolvimento della nostra funzione. Desidero quindi complimentarmi con tutti, per riuscire sempre a cogliere il lato positivo di ciò che abbiamo realizzato. Continuiamo così, sono certo che quando arriveremo a riflettere sul cammino di questo 2020, riusciremo ad essere soddisfatti del nostro modo di operare, nonostante tutto. Auguro a tutti Voi e alle Vostre famiglie di trascorrere un Natale in armonia, nella certezza che questo anno, sicuramente diverso dagli altri, sia solo un momento passeggero della nostra vita, che ci rafforzerà per sostenere le sfide che il futuro ci proporrà. Simone Madiai #### Metro C di Roma: cantieri cardioprotetti da 5 defibrillatori samaritan® PAD Tramite il rivenditore di EMD112 Cardiosafe di Roma, è stata cardiprotetta la Linea C della Metropolitana. Difatti, Metro C ha scelto di installare 5 defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) samaritan® PAD ad uso dei dipendenti e delle società Affidatarie dei lavori di costruzione della Linea C ed ha predisposto la condivisione degli apparecchi installati aderendo all’Anagrafe Defibrillatori Semiautomatici della Regione Lazio, in modo da renderli disponibili agli operatori dell’Ares 118 o a persone in possesso dell’attestato BLS-D, qualora dovessero servire negli orari e nei giorni lavorativi del cantiere. Inoltre, la società ha provveduto a formare 18 addetti al BLS-D (Basic Life Support-Defibrillation) fra tutti i dipendenti. Per la formazione è stata scelta l’American Heart Association, una delle più importanti associazioni cardiologiche a livello mondiale, che organizza corsi per operatori BLS-D laici su tutto il territorio nazionale e si avvale di una rete di istruttori esperti addestrati e certificati. Il corso prevede il rilascio, a seguito del superamento delle prove pratiche, di un tesserino abilitante con validità nazionale e internazionale. Tramite il titolo conseguito la persona è riconosciuta dal 118 come esecutore abilitato all’uso del defibrillatore in sede extraospedaliera. Dotarsi di defibrillatori significa preoccuparsi della salute e della sicurezza di chi frequenta i propri spazi, per salvaguardare le persone che lavorano all’interno dei cantieri, i cittadini e i turisti delle aree interessate, per offrire loro una possibilità in più di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. I defibrillatori sono disponibili presso il Campo Base di Via dei Gordiani H24 e all’interno dei cantieri secondo i seguenti orari: Pozzo 3.3 – Via Sannio H24 Stazione Amba Aradam/Ipponio LUN/VEN dalle 7.00 alle 17.00 Pozzo 3.2 Celimontana H24 Stazione Fori Imperiali dalle LUN/VEN 7.00 alle 17.00 Articolo originale: http://metrocspa.it/metro-c-diventa-azienda-cardio-protetta/ #### Michele Pirro Testimonial EMD112 per la diffusione dei defibrillatori e la cardioprotezione Chi conosce EMD112 sa che l’azienda è molto vicina al mondo dei motori ed in particolare alle 2 ruote. Negli ultimi anni EMD112 ha avuto collaborazioni attive, parliamo di collaborazioni perché il termine sponsorizzazione sarebbe molto limitante, nel campionato del mondo Superbike, nel campionato del mondo MotoGP, nel campionato italiano CIV e in altri campionati minori e eventi. In questi anni abbiamo cardioprotetto il Angel Nieto Team, PATA Yamaha Official Team WSBK, etc.. donando 4 DAE ai Team e cardioproteggendo eventi di richiamo mondiale come il World Ducati Week. Tra i nostri Testimonial di eccezione troviamo: Alvaro Bautista, Karel Abraham. Non sono mancati eventi privati in azienda, eventi pubblici e altre occasioni nei weekend di gara, dove assieme a team, piloti e ospiti, abbiamo avuto modo di diffondere e promuovere la cultura della cardioprotezione. La vicinanza al mondo delle moto consente di raggiungere un pubblico molto disomogeneo, dalle generazioni di giovanissimi alle generazioni con qualche anno in più sulle spalle. Velocità, tecnologia, innovazione, prevenzione e sicurezza. Sono molte le caratteristiche in comune con i nostri defibrillatori. Lo scorso anno abbiamo conosciuto Michele Pirro nei weekend di gara nel CIV e in MotoGP. Siamo rimasti molti colpiti dalla sua sensibilità sull’argomento cardioprotezione e defibrillatori , comprendendone a fondo il valore ed importanza sociale Anche Michele è rimasto colpito dai nostri defibrillatori e dalla passione che mettiamo nel nostro lavoro, con approcci molto lontani dalle altre aziende che lavorano nel settore medicale/elettromedicale. Questa vicinanza di pensiero e di visione, ha portato ad una collaborazione attiva tra Michele e EMD112! Michele Pirro è stato Campione Europeo 125 GP nel 2004 e ben 7 volte Campione Italiano: nel 2007 e 2008 nella classe Stock 1000, nel 2009 nella classe Supersport 600, nel 2015, 2017, 2018 e 2019 nella classe Superbike. Dal 2013 Michele è anche il collaudatore Ducati delle MotoGP, wild-card in numerosi gran premi in MotoGP e talvolta anche sostituito di piloti infortunati del team Ducati ufficiale e dei team satellite. EMD112 ha partecipato alla cena di gala “Night of celebration 2019” che si è tenuta presso il Grand Hotel di Rimini sabato 7 dicembre 2020. Per l’occasione abbiamo cardioprotetto l’evento con 3 defibrillatori: n°1 HeartSine® samaritan® PAD 500P Gateway; n°2 Physio-Control® LIFEAPAK® CR2 Wi-Fi + GSM. Alla serata hanno preso parte anche Samuele Cavalieri, pilota CIV e Matteo Ferrari pilota Campione del Mondo MotoE 2019 con il Team Gresini. Presenti per la serata con Fausto Gresini (Team Manager Gresini Racing), Fabrizio Cecchini (capotecnico Gresini Racing) e altri membri del Team Gresini, Davide Tardozzi (Team Manager Ducati), Luca Marconi (ex pilota Moto3, Supersport600 e Superstock100.. e nostro grande amico!), Manuel Poggiali (Campione del Mondo 125 e 250), Alex De Angelis (ex pilota 125, Massimo Roccoli (6 volte campione italiano CIV Supersport600) e moltissimi altri rappresentanti del mondo delle corse, tra tecnici, sponsor, addetti ai lavori. Tra questi i rappresentati della Clinica Mobile (MotoGP e Superbike) e i medici che seguono e supportano tutte le gare dei campionati del mondo e CIV. Una serata tra amici, che ha tirato le somme di una stagione che ha visto Michele confermarsi a anche una volta campione italiano CIV Superbike e Matteo Campione del Mondo della neonata classe MotoE, non male! La serata è stata presentata e riprese dai giornalisti di Automoto TV, andata in seguito in onda sul canale 228 di Sky. EMD112 e Michele Pirro hanno donato 2 defibrillatori semiautomatici Stryker® samaritan® PAD 350P che Michele consegnerà personalmente al Grand Hotel di Rimini, che ha ospitato anche lo scorso anno l’evento. La cardioprotezione di un Hotel è sempre una buona notizia, visto l’afflusso continuo e le numerose persone in transito. Ricordiamo che per salvare una vita il tempo a disposizione è pochissimo, solo 5 minuti il tempo realmente utile per non avere conseguenze date dalla mancanza di ossigeno, fino a 10 minuti in totale. Tempi troppo brevi affinchè gli operatori del 118 possano raggiungere il soggetto e avviare le manovre di rianimazione cardiopolmonare e BLSD. Il defibrillatore deve essere già presente in loco a disposizione dei presenti. Michele Pirro sarà nostro testimonial e portavoce, nella campagna di sensibilizzazione sulla cardioprotezione! Noi seguiremo Michele, che è già alle prese con i test della Ducati Desmosedici GP20. Presto nuovi aggiornamenti, stay tuned! #### Milano: uomo di 57 anni salvato grazie a un defibrillatore Un passante è stato salvato dai vigili del fuoco alle 18.10 del 09/02/2016 in via dei Fiordalisi a Milano. L’uomo si era accasciato a terra colpito da un arresto cardiaco. Ieri sera, alle ore 18:10 circa, un uomo di 57 anni è stato salvato dai vigili del fuoco in via dei Fiordalisi a Milano. Rientrando da un intervento, i vigili hanno visto l’uomo cadere improvvisamente a terra, colpito da arresto cardiaco. Il 57-enne è stato tempestivamente soccorso e rianimato con un defibrillatore. A riferire l’accaduto sono stati i vigili del fuoco stessi. L’uomo, trasportato nell’ospedale più vicino e sottoposto agli opportuni controlli, non sarebbe in pericolo di vita. L’accaduto non fa che ricordare quanto sia importante avere un defibrillatore DAE a portata di mano in caso di arresto cardio-circolatorio. Per questo motivo ogni comune, ogni città, ogni impianto sportivo, ogni luogo di lavoro, ogni cinema, teatro, stadio, eccetera, dovrebbero essere provvisti di postazioni DAE raggiungibili a piedi in meno di 2 minuti. Perché anche il tempo d’intervento, in questi casi, diventa estremamente prezioso: dopo soli 5 minuti dall’accaduto, infatti, le probabilità di poter sopravvivere ad un arresto cardiaco sono già pari al 50% circa. E soltato un defibrillatore è in grado di ristabilire una frequenza cardiaca normale nel cuore del paziente. Null’altro! #### Montecchio Maggiore: convegno per la diffusione del defibrillatore Sport e salute. Se ne parlerà il 22 febbraio alle 10 a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, durante il convegno ‘Un assist alla vita’, una delle iniziative per la diffusione del defibrillatore nelle strutture sportive e scolastiche, che si accompagna al progetto promosso e patrocinato dall’Associazione Morosini. Una campagna provinciale pensata perché si comprenda il ruolo di strumento salvavita del defibrillatore, che, come ricorda l’Associazione Morosini nata nel ricordo dell’ex calciatore del Vicenza Piermario, morto  in campo per un arresto cardiaco, “è diventato uno strumento di vitale importanza”. In Italia infatti ogni anno oltre 60.000 persone vengono colpite da arresto cardiaco e solo l’uso tempestivo di un defibrillatore nei 2 minuti immediatamente successivi, può riavviare il cuore della persona colpita. “È un progetto – ha spiegato il vicesindaco e assessore allo sport, Gianluca Peripoli – che trova il pieno appoggio di questa amministrazione comunale. Lo dimostra il fatto che siamo stati i primi, in provincia di Vicenza, a dotare tutti gli impianti sportivi e scolastici dei defibrillatori, 16 in tutto, per una spesa di 23 mila euro. Con la collaborazione dell’Associazione Italiana Soccorritori di Montecchio abbiamo poi organizzato un corso sul loro utilizzo, che ha avuto un grande successo, visto che vi hanno partecipato oltre cento tra allenatori e dirigenti delle società sportive cittadine”. All’incontro saranno presenti Milena Cecchetto, sindaco di Montecchio Maggiore, Gianluca Peripoli, vicesindaco e assessore allo Sport, Pietro Mainente, vicepresidente sezione Vicenza della Federazione Medico-sportiva, Paola Bianco, istruttore Irc Comunità, Enzo Cortivo, istruttore Ais Montecchio Maggiore, Paolo Bastianello, presidente dell’Associazione Morosini, Mattia Scalabrin, portiere del Calcio Montecchio, Martina Meggiolaro del Volley club San Vitale, Tommaso Leoni, nazionale di snowboard cross, che ha partecipato alle olimpiadi invernali di Sochi, e un giocatore del Vicenza Calcio. #### Montecitorio: presentata proposta di legge per defibrillatori obbligatori nei luoghi pubblici Sessantamilavitedasalvare Onlus e ANAPIC a Montecitorio contro l’Arresto Cardiaco per la presentazione della proposta di legge per rendere obbligatori i defibrillatori in tutti i luoghi pubblici. La conferenza stampa dal titolo “Proteggiamo di più la nostra vita”, si è tenuta a Roma, presso il Palazzo Monecitorio, in cui ha sede la Camera dei deputati della Repubblica Italiana e il Parlamento italiano riunito in seduta comune, martedì 2 aprile 2019 alle ore 13:00. Defibrillatori in tutti i luoghi pubblici: è la proposta di legge di Fratelli d’Italia presentata alla Camera insieme a Mirco Jurinovich, Presidente dell’associazione “Sessantamilavitedasalvare Onlus” e Lucia Rizzi Presidente dell’ANAPIC, Associazione Nazionale Amministratori Professionisti Immobili e Condomini, per contrastare l’arresto cardiaco, che in Italia ogni hanno registra 1 morto ogni 1.000 abitanti. I defibrillatori sono gli unici apparecchi che possono salvare la vita in caso di arresto cardiaco. Sono dotati di piastre da applicare sul torace del soggetto colpito da arresto cariaco. Il loro utilizzo è estremamente semplice. Il defibrillatore emette semplici comandi vocali ed eroga la scossa necessaria a far ripartire il cuore solo se questo ne ha bisogno. “Questi strumenti salvavita devono essere presenti in tutti i luoghi pubblici” ossia nelle scuole, negli edifici pubblici e nei condomini . “Ogni anno, in Italia, l’arresto cardiaco improvviso causa oltre 60mila morti – ha commentato Mirco Jurinovich –, molte delle quali potrebbero essere evitate se solo si intervenisse tempestivamente con un defibrillatore. E’ dimostrato che dove questi apparecchi sono presenti, le possibilità di sopravvivenza di chi viene colto da arresto cardiaco si possono quadruplicare”. “Oltre a voler rendere obbligatori questi apparecchi in tutti i luoghi affollati – ha dichiarato il deputato di Fratello d’Italia Paola Frassinetti – vogliamo prevedere dei corsi che vanno dal primo soccorso all’utilizzo stesso dei defibrillatori. Vogliamo diffonderli il più capillarmente possibile così da poter avere la possibilità di salvare il maggior numero di vite”. Importante quindi dotare di defibrillatori anche strutture come  palazzi e condomini: “E’ questa una proposta di legge seguita con molta attenzione anche dagli amministratori di condominio – ha aggiunto Marco Osnato – riuscire ad avere uno di questi strumenti in ogni condominio sarebbe davvero un grande risultato”. Sulla stessa linea Rizzi: “E’ questa un’iniziativa di altissimo valore sociale e con un nobile scopo”. Infine il Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha aggiunto  “L’augurio è che la maggioranza e il Governo vogliano convergere su questa nostra proposta e contribuire così a far diminuire queste morti improvvise e ingiustificate che colpiscono tutte le età”. E il deputato Walter Rizzetto: “Questi apparecchi non hanno costi esosi, ognuno costa poco più di mille euro. E comunque in uno Stato civile è corretto trovare fondi e risorse per queste tematiche così importanti. La mia proposta l’ho presentata qualche anno fa, dopo la terribile notizia della morte, dopo arresto cardiaco, di Tania Zaninello: era una bimba di 12 anni che si era sentita male a scuola e, purtroppo, non ce l’ha fatta. E’ questo un piccolo passo verso una battaglia che dobbiamo vincere insieme”. Hanno preso parte alla conferenza stampa di Montecitorio: Paola Frassinetti (deputato, Fratelli d’Italia), Walter Rizzetto (deputato, Fratelli d’Italia), Mirco Jurinovich (presidente di Sessantamilavitedasalvare Altomilanese Onlus), Marco Osnato (deputato, Fratelli d’Italia), Lucia Rizzi (presidente dell’Associazione Nazionale Amministratori Professionisti Immobili e Condomini), Francesco Figliomeni (responsabile nazionale per le Politiche Sociali, Fratelli d’Italia), Fabio Rampelli (deputato, Fratelli d’Italia). La conferenza stampa è stata organizzata da Fratelli d’Italia. Tra gli argomenti discussi: Assistenza, Casa, Corte Dei Conti, Costi, Fratelli D’Italia, Malattia, Ospedali, Proposta Di Legge, Regioni, Salute, Sanità, Scuola, Spesa Pubblica, Sport, Stato, Tecnologia. Di seguito la registrazione video della conferenza stampa (durata 40 minuti). Aggiungiamo un’informazione utile per comprendere meglio il dato e le potenzialità salvavita del defibrillatore. Ogni anno in Italia le morti per incidenti stradali sono circa 3.400: le iniziative ed investimenti per la sicurezza stradale sono numerose ed onerose, ed anno portato negli anni a questo grande risultato, se paragonato ai decessi negli anni precedenti (tutti i dati sono sul sito Istat.it). Ogni anno in Italia le morti per incendi e/o esplosioni sono circa 120-150. Ogni anno in Italia le morti per arresto cardiaco sono 60.000, e ad oggi, l’unico obbligo è per le società ed associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche, regolamentato dal Decreto Balduzzi, che purtroppo, presenta ad oggi numerose lacune e vuoti legislativi. L’analisi del DL Balduzzi sarà argomento di esame e riflessioni nei prossimi articoli. Con l’augurio che la proposta di legge passi, è che la diffusione dei defibrillatori pubblici possano essere presenti in modo capillare nei luoghi affollati, contribuendo così in modo sostanziale a salvare vite. #### Monterosso, defibrillatore sparito: Idv chiede chiarezza Che fine ha fatto il defibrillatore donato da Confcommercio all’amministrazione comunale di Monterosso? Se lo chiedono ormai da tempo i cittadini del paese delle Cinque Terre, che ad oggi non hanno ancora notizie sul defibrillatore donato nel mese di agosto del 2012 e sparito praticamente nel nulla. A esigere chiarezza è questa volta Nicola Busco, referente per l’Italia dei Valori a Monterosso: “Ad incentivare questa voglia di chiarezza, un articolo apparso qualche giorno fa sui quotidiani locali, dove si fa nota che la stessa associazione di categoria, per mano del suo direttore Roberto Martini, ha donato ai volontari della Croce verde Pignonese, una apparecchiatura del tutto simile a quella regalata a Monterosso nel lontano 8 agosto 2012”.   “Possibile – continua Busco – che nonostante i miei tentativi di far chiarezza sulla vicenda, nessuno, si sia preso la briga di indagare e dire la verità? Una vicenda davvero assurda e che lascia l’amaro in bocca, e purtroppo presta il fianco a numerosissime illazioni: credo che sia venuto il momento di fare il possibile per esigere una risposta chiara e soddisfacente. Quel defibrillatore è una apparecchiatura importantissima per un paese distante chilometri dall’ospedale più vicino, cioè Levanto, e la sua naturale collocazione sarebbe nel centro del paese, ben visibile, come ad esempio quello installato dalla Pubblica assistenza di Lerici vicino alla Piazzetta di Tellaro. Colgo l’occasione, dopo questo amaro sfogo, per chiedere al direttore di Confcommercio, Martini, persona molto stimata nell’ambiente commerciale del paese, di fare chiarezza definitiva sulla questione”. #### Monza, anziano in arresto cardiaco salvato da una diciottenne Paola, appassionata di immersioni, aveva seguito un corso BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). Grazie alle nozioni acquisite al corso e alla possibilità di utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno, ha salvato la vita all’anziano signore. Paola Villa, 18 anni con la passione per le immersioni, ha salvato la vita ad un anziano colpito da arresto cardiaco. È successo ieri, mercoledì 27 luglio, a Monza, nel quartiere Cederna. Paola si trovava con alcuni amici in via Correggio quando ha notato una persona a terra circondata da altra gente. Avvicinandosi, ha capito immediatamente la gravità della situazione. Mentre una donna ha chiamato il 118, Paola ha scoperto il torace dell’uomo, iniziando le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare imparate ad un corso BLS-D a cui aveva partecipato tempo prima. Nel frattempo, ha incaricato un amico di portale il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) situato in Piazzale del Cimitero, a pochi minuti di distanza dal luogo dell’accaduto. Dopo circa 10 minuti di massaggio cardiaco alternato a respirazioni bocca a bocca eseguite dal nipote dell’uomo, finalmente è arrivato il defibrillatore. Paola ha applicato gli elettrodi sul torace dell’uomo, accendendo immediatamente il dispositivo salvavita. Dopo aver effettuato un elettrocardiogramma , il DAE ha confermato lo stato di arresto cardiaco del paziente. Dopo una prima scarica elettrica al cuore dell’anziano signore, Paola ha subito ripreso la rianimazione manuale, fino all’arrivo dei soccorsi. Giunti sul posto ambulanza e automedica, l’uomo è stato stabilizzato e trasportato d’urgenza all’ospedale San Gerardo. Al momento è ricoverato in rianimazione, ancora in pericolo di vita. I familiari dell’anziano signore e il medico del 118 hanno elogiato Paola, perché è stato solo grazie al suo intervento se il suo cuore è ripartito. #### Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) Per Morte Cardiaca Improvvisa (o Morte Improvvisa) si intende una morte naturale, preceduta da un’improvvisa perdita di conoscenza da parte del soggetto colpito, che si verifica entro un’ora dall’inizio dei sintomi o in assenza di sintomi, in persone con o senza cardiopatia nota preesistente. Quello che avviene è una improvvisa cessazione della funzione di pompa del cuore (Arresto Cardiaco). Tale condizione, se non trattata adeguatamente e tempestivamente con opportune manovre rianimatorie (manovre RCP e defibrillazione precoce), porta inesorabilmente alla morte del soggetto colpito. Nel soggetto colpito da arresto cardiaco, infatti, si verifica immediatamente un arresto circolatorio e una caduta della pressione sanguigna, con conseguente perdita della coscienza dopo appena 10-15 secondi. Dopo qualche istante, la mancata perfusione dei centri respiratori porta ad un arresto respiratorio e già dopo circa 4 minuti dall’evento le cellule del cervello entrano in sofferenza, iniziando a morire e provocando danni cerebrali irreversibili. La Morte Improvvisa può essere espressione di una sottostante cardiopatia clinicamente silente, di una ostruzione delle coronarie o di una o più anomalie congenite non sempre diagnosticate, colpendo anche persone (talvolta, purtroppo, molto giovani) in apparente stato di salute. Essa rappresenta circa il 70% di tutti i decessi per malattie cardiovascolari. Le vittime della Morte Cardiaca Improvvisa (abbreviata in MCI) sono, ogni anno, all’incirca 1 ogni 1000 abitanti: questo significa circa 350.000 decessi l’anno negli Stati Uniti d’America e circa 60.000 decessi l’anno in tutta Italia. Morte Cardiaca Improvvisa: condizioni patologiche associate La causa principale della Morte Cardiaca Improvvisa è rappresentata dalla cardiopatia ischemica (nell’80% dei casi circa), mentre le cardiomiopatie causano circa il 10-15% degli episodi. Nei casi restanti, la causa di MCI è rappresentata da patologie più rare come la stenosi valvolare aortica, alcune cardiopatie congenite e le cardiopatie aritmogene ereditarie. In alcuni casi, infine, non è stato possibile identificare la causa della Morte Cardiaca Improvvisa. Di seguito tratteremo nel dettaglio solamente le principali patologie associate a MCI. Cardiopatia ischemica Come accennato poc’anzi, la causa più importante della MCI è rappresentata dalla Cardiopatia ischemica, che, di frequente, è associata a una sindrome coronarica acuta, come l’infarto miocardico acuto (IMA) o l’angina instabile. Il meccanismo ultimo è in genere una Fibrillazione Ventricolare (FV), facilmente trattabile mediante defibrillazione precoce. Cardiomiopatie Le Cardiomiopatie sono malattie cardiache che derivano da un’anomalia primitiva del miocardio (il muscolo del nostro cuore). Sono sostanzialmente tre le principali cardiomiopatie che si associano a MCI: la Cardiomiopatia dilatativa, caratterizzata da una progressiva dilatazione delle camere cardiache con conseguente assottigliamento della parete, che compromette la funzione contrattile del cuore. La Morte Cardiaca Improvvisa è responsabile di circa il 50% dei decessi dei pazienti che presentano tale patologia. la Cardiomiopatia ipertrofica, caratterizzata da ipertrofia ventricolare e associata, tendenzialmente, ad ipertrofia asimmetrica del setto. Nel 70% dei casi ha un andamento famigliare. Questo tipo di cardiomiopatia presenta un elevato rischio di aritmie maligne e la MCI può essere la prima manifestazione della malattia: è infatti la prima causa di Morte Cardiaca Improvvisa negli atleti sotto i 35 anni di età. la Cardiomiopatia-Displasia aritmogena del ventricolo destro, caratterizzata dalla sostituzione fibro-adiposa del miocardio ventricolare. Generalmente interessa il ventricolo destro, ma può successivamente interessare anche il ventricolo sinistro. Nel 30-50% dei casi ha origine genetica. Questa patologia si associa ad un elevato rischio di aritmie ventricolari che possono portare a Morte Cardiaca Improvvisa, indotta, in particolare, dall’esercizio fisico. Anche questa patologia, quindi, è una delle principali cause di MCI nei giovani atleti. Fattori di Rischio Il principale fattore di rischio per la MCI è rappresentato da precedenti attacchi di cuore. Infatti, il 75% circa delle persone che hanno perso la vita a causa della Morte Cardiaca Improvvisa avevano una storia di attacchi di cuore. Oltre a ciò, rappresentano ulteriori fattori di rischio: la presenza di aritmie cardiache con cause sconosciute; la tachicardia, anche a riposo; una bassa frazione di eiezione ventricolare; episodi di svenimento per cause sconosciute; una storia famigliare di cardiopatie o di MCI. Altri fattori che probabilmente fanno aumentare il rischio di Morte Cardiaca Improvvisa sono l’utilizzo di alcuni tipi di farmaci, il diabete, il fumo, lo stress, l’abuso di alcol, l’aumento dei livelli di uno o più grassi nel sangue e il colesterolo alto. Incidenza sulla popolazione Come abbiamo già accennato nella parte introduttiva di questo articolo, nel nostro Paese la Morte Cardiaca Improvvisa è responsabile di circa 60.000 decessi all’anno. L’incidenza, quindi, è di circa 1/1.000 abitanti ogni anno. È stato stimato, inoltre, che la MCI è responsabile di circa il 70% di tutti i decessi dovuti a cause di origine cardiovascolare. Essa si manifesta in predominanza nel sesso maschile e in tutte le fasce d’età, ciò nondimeno, può verificarsi anche nelle donne, soprattutto se è presente un substrato cardiovascolare patologico. La Morte Cardiaca Improvvisa, purtroppo, può colpire anche i bambini, specialmente entro i primi 6-12 mesi di età. In questi casi si parla più precisamente di sindrome della morte in culla, anche nota con l’acronimo SIDS, dall’inglese Sudden Infant Death Syndrome. Sintomi Come dice il nome stesso, la Morte Cardiaca Improvvisa si manifesta in maniera improvvisa e inaspettata: di punto in bianco il soggetto crolla a terra, perdendo coscienza, apparentemente già privo di vita. Di quando in quando, però, prima di arrivare alla perdita di coscienza, i pazienti possono manifestare “segni premonitori” in grado di indicare l’imminente arresto cardiaco, che se non trattato adeguatamente e tempestivamente porta alla MCI. Tali sintomi sono: sudorazione fredda; dolore toracico, spesso simile a un mal di stomaco, che si irradia a braccia, dorso, gola e mandibola; dispnea, tosse e difficoltà respiratorie; agitazione; debolezza; nausea e vomito. Purtroppo, però, non sempre i suddetti segni premonitori si manifestano per tempo, rendendo praticamente impossibile riconoscere l’incombente arrivo della Morte Cardiaca Improvvisa. Morte Cardiaca Improvvisa: come intervenire In caso di Morte Cardiaca Improvvisa, l’unica possibilità di sopravvivenza del soggetto è rappresentata da un’esecuzione tempestiva della rianimazione cardiopolmonare (RCP) e dalla defibrillazione precoce (entro i primi 2-3 minuti) mediante un defibrillatore semiautomatico o automatico esterno, altrimenti detto defibrillatore DAE. Teniamo a precisare che i suddetti interventi di primo soccorso devono essere effettuati solamente se il paziente non è cosciente e non respira, o comunque respira in maniera difficoltosa e/o non normale. Una volta accertato quanto appena descritto, è necessario allertare i soccorsi chiamando immediatamente il 112 o il 118, e, solo a questo punto, si potrà procedere con le manovre RCP e l’utilizzo del defibrillatore. Casistiche famose Nelle cronache italiane non sono mancati episodi di Morte Cardiaca Improvvisa di atleti professionisti dichiarati idonei all’attività agonistica, con una dieta e regime di allenamento controllati dai medici dello sport, sani dal punto di vista generale e dei parametri vitali. Fra gli altri ricordiamo i calciatori Piermario Morosini, Davide Astori, Flavio Gagliardini, Marc-Vivien Foé, Miklós Fehér, Domingos Gomes, il pallavolista Vigor Bovolenta e il nuotatore norvegese Dale Oen. #### Morto un 52enne per un defibrillatore non funzionante e i ritardi dell’ambulanza Il pomeriggio del 4 giugno 2024, la comunità di Pazzano, nella vallata dello Stilaro, è stata scossa da una tragica notizia: Andrej, un uomo di 52 anni, è deceduto per un arresto cardiaco improvviso mentre si trovava al bar. Purtroppo, i tentativi di rianimazione sono stati ostacolati da un defibrillatore non funzionante e da un ritardo di quasi un’ora nell’arrivo dell’ambulanza. La morte di Andrej ha evidenziato una serie di carenze nel sistema di emergenza locale. Il defibrillatore in uso presso il comando dei vigili urbani non era operativo, e ciò ha costretto i soccorritori a fare affidamento esclusivamente sull’arrivo dell’ambulanza, che è giunta sul posto dopo quasi 1 ora. I cittadini di Pazzano sono indignati e si sentono abbandonati dalle istituzioni. “Non si può morire per strada aspettando un’ambulanza,” hanno dichiarato, sottolineando le promesse non mantenute di una postazione di pronto soccorso nella zona. Questo tragico evento mette in luce l’importanza cruciale della manutenzione regolare dei defibrillatori automatici e samiautomatici esterni (DAE), peraltro obbligatoria. Un defibrillatore non funzionante equivale a un paziente morto. La manutenzione periodica di questi dispositivi salvavita è fondamentale per garantire che siano sempre pronti all’uso in caso di emergenza. Vi invitiamo a leggere questo articolo sulla manutenzione dei defibrillatori. La maggior parte dei malfunzionamenti dei DAE sono imputabili a una carente o assente manutenzione, oltre che a un posizionamento scorretto degli stessi, all’impiego oltre il ciclo di vita indicato dal costruttore, al non corretto posizionamento o segnalazione che ne impedisce o ritarda l’individuazione ed il recupero e infine alla mancata sostituzione di batteria e/o elettrodi entro la data di scadenza. La normativa che regolamenta i defibrillatori (adozione, manutenzione, segnalazione e formazione del personale) è soggetta a 3 leggi: Norma Europea CEI EN 62353 (CEI 62-148): definisce le verifiche generali periodiche dei dispositivi, rimandando inoltre alle specifiche del produttore per ciascun dispositivo, poiché solo in quel contesto, è possibile avere un dettaglio ulteriore della manutenzione ottimale per ciascun DAE, e soprattutto il ciclo di vita del prodotto, che corrisponde alla garanzia. Questa legge definisce anche l’obbligo di una corretta manutenzione. Legge 8 novembre 2012, n. 189 rivolta alle società sportive: definisce la dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. Questa legge definisce anche l’obbligo di una corretta manutenzione. Legge 4 agosto 2021, n. 116 rivolta a PA e trasporti: definisce l’adozione da parte della Pubblica Amministrazione (uffici pubblici, scuola di ogni ordine e grado, luoghi pubblici), nei trasporti (mezzi e stazioni). Questa legge definisce anche l’obbligo di una corretta manutenzione. Oltre alla manutenzione dei defibrillatori, è essenziale riconoscere che non è possibile fare affidamento esclusivamente sui mezzi del 112/118. Le ambulanze, come dimostrato dal caso di Pazzano, possono incontrare ritardi significativi a causa di problemi di viabilità, eventi concomitanti o difficoltà nel raggiungere zone disagiate. La presenza di DAE funzionanti e facilmente accessibili può fare la differenza tra la vita e la morte nei primi cruciali minuti di un arresto cardiaco. Il sottotitolo dell’articolo poneva il quesito se la manutenzione ed il mantenimento dello stato di efficienza dei DAE si obbligatorio e preveda responsabilità, la risposta e SI. Non entriamo nel merito specifico di questo caso, qualora i vigili avessero adempiuto in modo corretto alla manutenzione del DAE come definito dalla legge europea (e alle indicazioni del costruttore, come definito nella legge stessa), dalla legge 116 rivolta alla PA, non vi saranno responsabilità. Anche per il mezzo del 118, se i motivi del ritardo sono tra quelli indicati sopra, non vi saranno responsabilità. È necessario tuttavia prendere questo evento come riferimento e comprendere che il DAE deve essere mantenuto in piena efficienza come la norma prevede. Tutti gli obblighi in materia di sicurezza e primo soccorso sono importanti. Ad oggi diamo molto più peso alla scadenza dell’estintore (obbligatorio nelle aziende, pubblica amministrazione, uffici, società sportive, ..) e alla scadenza dei singoli consumabili contenuti nelle cassette di primo soccorso (D.Lgs. n. 81/2008), ma non al defibrillatore. Tutti noi possiamo fare qualche cosa: verificate le scadenza di DAE e consumabili (al lavoro, nei ambienti sportivi che frequentate, nei luoghi pubblici e in particolare le scuole dei vostri figli), e segnalate eventuali problematiche ai responsabili (e nel caso non prendessero provvedimenti immediati segnalatelo alle autorità). Evitiamo di individuare delle responsabilità dopo, lavoriamo assieme per la prevenzione! #### Motta Montecorvino: il Comune dona un defibrillatore Nuova iniziativa volta a salvaguardare la vita e la sicurezza. Un defibrillatore semiautomatico è stato donato dal Comune di Motta Montecorvino (Provincia di Foggia) all’Associazione Volontari di Protezione Civile “Gli Angeli”. Il defibrillatore si andrà ad aggiungere  all’altro già in possesso dell’Associazione, ottenuto alla raccolta fondi “Dona un defibrillatore“. Come sottolineato dallo stesso coordinatore dell’Associazione, si tratta di un dono “molto importante”. A conti fatti solo in Europa le vittime di arresto cardiaco sono circa 400 mila al giorno. Le cause del decesso sono legate, nella maggior parte delle volte, ai lunghi tempi di attesa tra un arresto cardiaco e l’arrivo di un’autoambulanza. “Avere dispositivi adeguati non può far altro che migliorare il compito dell’associazione. Con gli ‘attrezzi del mestiere’ più giusti, assieme alla nostra volontà e alla nostra formazione, continueremo a portare avanti un lavoro proficuo, così come s’è mostrato essere fin’ora”. Parola di Ester Urbano, Presidente dell’Associazione. #### Muay Thai Combat Cagliari rivenditore dei defibrillatori DAE HeartSine Muay Thai Combat Cagliari, negozio di arti marziali in via Satta n. 52 a Cagliari, ha abbracciato la mission di emd112 e di Simona Buono diventando rivenditore ufficiale dei defibrillatori DAE HeartSine.   Muay Thai Combat Cagliari, negozio di arti marziali in via Satta n. 52 a Cagliari, nacque 2 anni fa grazie a Silvia Locci e Gabriele Iscaro. L’attività prese vita allo scopo di soddisfare qualsiasi necessità di tutti coloro che amano gli sport da ring e non solo. All’interno del negozio, infatti, è possibile trovare le ultime novità in materia di abbigliamento Muay Thai e MMA delle migliori marche thailandesi, brasiliane ed americane. Lo store di Cagliari, di oltre 100 metri quadrati di superficie, è diventato sin da subito il punto di incontro per gli amanti delle discipline degli sport da combattimento grazie, appunto, alla vasta gamma di prodotti di qualità messi a disposizione della propria clientela e alla cordialità, simpatia e gentilezza dei suoi proprietari. Inoltre, da pochi giorni Silvia e Gabriele, abbracciando la mission di emd112 e della sua referente per la Sardegna, Simona Buono, hanno deciso di diventare rivenditori ufficiali dei defibrillatori semiautomatici esterni della HeartSine, i DAE più resistenti disponibili sul mercato (indice di protezione IP56) e gli unici con garanzia di ben 10 anni. “Siamo orgogliosi di poter diffondere la filosofia e i prodotti della HeartSine all’interno del nostro ambiente di riferimento, offrendo un prodotto di alta qualità al giusto prezzo a tutti gli amanti del nostro settore” – hanno puntualizzato Silvia e Gabriele. “Siamo fermamente convinti che tutti coloro che facciano impresa abbiano la responsabilità di restituire alla società una parte di ciò che è stato concesso loro dalla comunità stessa attraverso un contributo che la possa rendere in qualche misura migliore di prima.” – hanno aggiunto. “Per questo motivo abbiamo deciso di promuovere la diffusione dei defibrillatori DAE HeartSine all’interno dei nostri canali, condividendo appieno la filosofia aziendale di emd118 e l’etica lavorativa di Simona Buono, referente per la Sardegna dei defibrillatori della casa madre irlandese. In loro abbiamo trovato la stessa attenzione alla qualità del servizio e all’informazione che da sempre ci impegniamo ad elargire ai nostri clienti.” Per chi ancora non lo sapesse, i defibrillatori semiautomatici esterni sono gli unici dispositivi in grado di salvare una persona colta da arresto cardiaco improvviso. Infatti, soltanto intervenendo tempestivamente e mediante l’utilizzo di un DAE è possibile ripristinare nel cuore del malcapitato una frequenza cardiaca normale. In italia, sono circa 70.000 le persone che muoiono a causa di un arresto cardiaco in un periodo di 12 mesi: una ogni 8 minuti circa. Diffondendo in maniera capillare i defibrillatori automatici (o semiautomatici) esterni su tutto il territorio nazionale si potrebbero salvare migliaia di vite ogni anno. #### Muore commerciante a Brallo (Pavia), defibrillatore scarico e soccorsi inutili Daniele Gatti, 51enne titolare titolare due negozi di abbigliamento sportivo a Brallo (Pavia) e Voghera, è stato stroncato da un malore domenica 19 novembre nel suo negozio di Brallo. Il defibrillatore che avrebbe potuto salvargli la vita non funzionava: lo dicono tutti i testimoni presenti. Fra loro il primo soccorritore, un operatore professionale di Piacenza che per mestiere insegna proprio come si usano i defibrillatori (istruttore BLSD), e Christos Chlapanidas, il sindaco-farmacista del Brallo. Lunedì mattina il defibrillatore semiautomatico ubicato a fianco dell’ingresso del municipio era ancora non funzionante. La procura non ha ancora autorizzato i funerali di Daniele Gatti e disposto l’autopsia. Lo scopo è stabilire con certezza le cause del decesso e quindi se il commerciante avrebbe potuto essere salvato da un intervento tempestivo col defibrillatore. Raffaele Bentivenga, il primo soccorritore ha tentato di tutto per salvare Gatti, ma non c’è stato niente da fare. Bentivenga ha 49 anni e abita a Piacenza. E’ un istruttore BLSD (Basic Life Support Defibrillation), ovvero forma le persone al corretto impiego delle manovre salvavita RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) con l’ausilio del defibrillatore. Raffaele Bentivenga lavora per “Progetto Vita”, che dal 1998 ha installato più di 1.000 defibrillatori nel Piacentino, oltre a tenere corsi di formazione per l’utilizzo. Entrato in negozio verso le ore 16.00 ha notato che Gatti stava male, lo ha fatto sdraiare per terra. Gatti rantolava, era in assenza circolo e respiro, i sintomi erano quelli di una fibrillazione. L’esperienza dice che nel 90% dei casi il cuore dopo qualche minuto di fibrillazione si ferma: quindi la tempestività dell’intervento col defibrillatore è decisiva. Il defibrillatore era a pochi metri ed è stato subito portato l soccorritore, ce una volta applicati gli elettrodi ha capito che qualche cosa non andava: il display diceva che la batteria era scarica. È stato fatto anche il tentativo di spegnimento e riaccensione del ma non è servito. Nell’attesa di un altro defibrillatore e dell’arrivo del 118 è stato praticata la rianimazione cardio polmonare con massaggio cardiaco, aiutato dalla moglie e da un’altra persona. Quando è arrivato un altro defibrillatore, erano passati più di 20 minuti. I defibrillatori moderni eseguono auto-diagnosi e segnalano il loro corretto funzionamento, nella maggioranza dei casi, con un segnale luminoso ad intermittenza. I defibrillatori hanno una scadenza di garanzia variabile tra i 5 ed i 10 anni, inoltre devono essere sostituiti regolarmente batterie ed elettrodi con tempistiche differenti da defibrillatore a defibrillatore. Dotarsi di un defibrillatore non è sufficiente. È necessario che sia correttamente posizionato e segnalato, e che se ne garantisca il corretto funzionamento. Sono necessari controlli regolari, anche solo visivi con i dispositivi con il led che indica lo stato di efficienza. Alcune aziende che commercializzano defibrillatori hanno attivi servizi di supporto, che consistono nell’informare tempestivamente gli acquirenti dei propri dispositivi della imminente scadenza di batterie, elettrodi ed anche il termine della garanzia, consentendo così un tempestiva sostituzione e mantenendo il DAE sempre in piena efficienza. Adesso la Procura della Repubblica stabilirà se l’uomo sarebbe potuto essere salvato con l’impiego di una DAE. Una grande responsabilità, ad oggi soprattutto sul piano civile, per le persone che gestivano l’apparecchio. In Italia le morti per incendio sono circa 200 l’anno, gli estintori (obbligatori in aziende, negozi, impianti sportivi, etc..) sono soggetti per legge a controlli periodici. Gli arresti cardiaci in Italia sono circa 60.000, l’obbligo del defibrillatore vice solo in ambito sportivo, ed i controlli non sono regolamentati, tuttavia le indicazioni sono di garantirne il corretto funzionamento. È necessario porre più attenzione e dare un peso maggiore peso in materia di cardioprotezione ed avvalersi di aziende che come EMD112 forniscono supporto gratuito ai propri clienti, contattandoli prima della scadenza dei consumabili e delle garanzie, evitando situazioni di non efficienza dei defibrillatori. Altro aspetto da non sottovalutare, i defibrillatori sono strumenti salvavita, non risparmiate proprio su questi dispositivi, scegliete solo i defibrillatori che offrono maggiori garanzie e sicurezza. #### Muore per arresto cardiaco perché i 2 defibrillatori individuati non hanno funzionato Canneto (Perugia), nei giorni scorsi un uomo di 70 anni ha perso la vita durante una cena di quartiere organizzata da alcuni esercenti del paese. Durante la cena l’uomo ha accusato un malore proprio a tavola e si è accasciato a terra privo di sensi. Un infermiere presente si è immediatamente accorto della situazione e ha prestato prontamente soccorso, avviando le manovre di primo soccorso e il massaggio cardiaco. Nel frattempo, alcuni tra i presenti hanno allertato il 112 e altri si sono attivati per individuare un defibrillatore. Il primo defibrillatore è stato prelevato dall’area di servizio di Cenerente, distante a poco meno di 100 metri. Ma una volta passato il dispositivo all’infermiere, l’amara sorpresa, il defibrillatore non era funzionante. In un secondo momento verrà accertato che la manutenzione fu effettuata per l’ultima volta a ottobre 2017, quasi 5 anni prima. Un altro dei presenti si è recato quindi a prendere un altro defibrillatore disponibile non lontano, a Colle Umberto. Ma anche in questo caso, il defibrillatore non ha funzionato. La “scadenza” (nell’articolo non è indicato se scadenza di batteria/elettrodi o del ciclo di vita del defibrillatore che coincide con gli anni di garanzia) riportata sopra il DAE indicava luglio 2022. L’infermiere ha proseguito con le manovre di rianimazione cardio-polmonare fino all’arrivo dell’autoambulanza del 112. Anche i sanitari hanno provato a lungo a rianimare l’uomo, anche con l’ausilio del defibrillatore, ma purtroppo per lui non c’è stato niente da fare. E’ comprensibile lo sgomento e la rabbia dei soccorritori, presenti e i familiare dell’uomo, arrivati sul posto poco dopo, dove sono stati raggiunti anche dai Carabinieri. I defibrillatori sono strumenti salvavita, devono essere sempre funzionanti in caso di necessità di impiego. E’ fondamentale che venga eseguita una corretta manutenzione del defibrillatore. E’ altrettanto importante anche il nostro approccio verso il dispositivo salvavita. Non si tratta di un soprammobile o di un qualsiasi articolo elettronico o elettromedicale. Il DAE è progettato con l’esclusivo compito di salvare, da morte certa, una vita da Arresto Cardiaco Improvviso (ACI). Quale sono le possibilità di salvataggio nel caso venga applicato prontamente entro pochi minuti dall’evento (quindi deve essere già presenti in loco, poiché i soccorsi raramente riesco a raggiungere la vittima nei tempi utili). Si potrebbero salvare il 70-80% delle persone colpite da arresto cardiaco. Questo però, può avvenire solo con dispositivi efficienti e applicati entro i primissimi minuti dall’insorgere dell’arresto cardiaco. In Italia ogni anno si registrano: 100 morti per incendi/esplosioni, ma i controlli degli estintori e sistemi antincendio sono rigorosi, anche per piccoli esercenti; 2.400 morti per incidenti stradali, ma i controlli di sicurezza stradale e le revisioni periodiche obbligatorie degli automezzi sono molto accurati e controllati; 60.000 morti per arresto cardiaco, tuttavia, in commercio sono presenti DAE con garanzia scaduta, con consumabili scaduti e non sostituiti, mal conservati (esposti a caldo, freddo, polveri, liquidi), non correttamente posizionati, oppure ancora non più presenti (rubati, spostati, ..). In Italia abbiamo un vuoto legislativo importante sulla normativa che definisce obblighi e responsabilità dei defibrillatori Abbiamo scritto un articolo in merito alla garanzia e ciclo di vita dei DAE che vi invitiamo a leggere: “Defibrillatori con garanzia scaduta, sono ancora efficaci? Quali sono le implicazioni se non funzionano al bisogno?” Riepiloghiamo per praticità anche di seguito le 3 normative di riferimento per i defibrillatori: Legge n. 189 (del 2012): definisce l’obbligo di dotazione dei defibrillatori per società e associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche. La legge indica anche: l’obbligo anche della formazione per il personale con corsi BLSD; la necessità di posizionare i DAE e la relativa segnaletica in modo corretto per una efficace identificazione; l’obbligo da parte delle società sportive nel mantenere i DAE in piena efficienza grazie a un corretto posizionamento (che ne possa compromettere il funzionamento nel tempo, es. esposto alla pioggia) e la corretta manutenzione necessaria per il mantenimento del dispositivo. Legge n. 116 (del 2021): definisce le disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori verso la Pubblica Amministrazioni (scuole, uffici, comuni, parchi, ..), mezzi di trasporto extra-urbano, aeroporti, stazioni, porti marittimi. In questo caso la legge non definisce l’obbligo, ma indicazioni non vincolanti per una “progressiva diffusione e utilizzazione” sul territorio nazionale, non entrando nel merito (come invece avviene per la legge 189) delle responsabilità di manutenzione e funzionamento dei dispositivi. Norma europea CEI EN 62353 (CEI 62-148): “Verifiche periodiche e prove da effettuare dopo interventi di riparazione degli apparecchi elettromedicali”. La norma non indicata un intervallo fisso per le verifiche sull’apparecchio Elettromedicale rimandando tale compito al costruttore dell’apparecchio stesso, tramite il manuale di istruzioni che obbligatoriamente accompagna il dispositivo. Nella maggior parte dei casi, i produttori dei DAE indicano le loro manuale di istruzioni molto chiaramente che una volta concluso il ciclo di vita del defibrillatore, che corrisponde alla garanzia, questo nono dovrebbe più essere utilizzato. La sua efficacia sarebbe compromessa e non garantita. Nonostante il vuoto normativo della Legge n. 116 sulla corretta manutenzione dei DAE e la responsabilità per garantire il corretto funzionamento, la Legge n. 189 specifica l’obbligo della corretta manutenzione e garanzia di efficacia del dispositivo per le società sportive, mentre la Norma europea CEI EN 62353 (CEI 62-148) che definisce le procedure di mantenimento dei dispositivi elettromedicali, riporta che è da rimandare al manuale del produttore la visione del ciclo di vita dei dispositivi (che coincide con il termine della garanzia). I defibrillatori devono essere sempre funzionanti, come gli estintori, come i freni delle auto. Fonti https://www.istat.it/it/archivio/259825 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/08/13/21G00126/sg https://corrieredellumbria.corr.it/news/umbria/32722053/perugia-morto-infarto-defibrillatori-non-funzionano.html #### Muore per un malore improvviso: “Mancava il defibrillatore” Era il 25 novembre. Enza Cerbone, 42 anni è deceduta alla stazione TAV di Afragola a causa di un arresto cardiaco improvviso. Nella stazione non era presente alcun defibrillatore. “Alla stazione di Afragola, mentre ero in attesa del treno per Firenze, una donna si è sentita male e si è accasciata a terra. Operai del cantiere e uomini della sicurezza si sono subito dati da fare per rianimarla. Arrivò anche un medico che fece tutto il possibile: dal massaggio cardiaco all’aiuto alla respirazione. Nell’agitazione abbiamo appreso che in una stazione ferroviaria ultramoderna come quella in cui eravamo non c’era il defibrillatore e personale addetto agli interventi in caso di emergenza.” – ha dichiarato l’eurodeputato Nicola Caputo. Sono due le comunità in lutto, quella di Acerra e quella di Afragola, per la morte della donna. “La notizia ci ha lasciati sgomenti: come si può morire così all’improvviso e così giovane?” – ha scritto un utente su Facebook. “Ciao Enza, ti ricorderemo sempre!” – ha aggiunto Lucia, ma sono stati molti altri i messaggi di cordoglio che sono arrivati alla famiglia della donna. Particolarmente commosso il ricordo di Michela, che ha pubblicato una foto di diversi anni fa: “Ed eccoti qua, mia cara Enza, nel pieno della nostra adolescenza. Ci siamo conosciute 30 anni fa grazie allo sport, siamo state rivali nelle competizioni ma sempre amiche. Quell’affetto sincero ci ha sempre accompagnato anche quando ci siamo ritrovate al lavoro, insieme per altri 15 anni durante i quali mi hai spronato al cambiamento, incoraggiata a migliorarmi, così come accadeva quando gareggiavamo! Tu sei riuscita a migliorarti. Con te se ne va una parte di me.” Enza Cerbone ha lasciato due figli piccoli e il marito Tony Testa. Fonte: https://www.direttanews.it/2017/11/25/muore-malore-enza-cerbone/ #### Muore sul lavoro, il defibrillatore non c’era È successo al Dipartimento di Chimica dell’Università di Pisa, giovedì 5 gennaio 2017. Marcello Marini, 41 anni, sposato e con due figli piccoli, tecnico addetto alla sicurezza, si trovava all’interno del Dipartimento quando è crollato improvvisamente a terra, privo di conoscenza. Stava lavorando. Ha fatto in tempo a dire che non si sentiva molto bene, poi più nulla. L’intervento tempestivo di un amico non è servito a niente. Il massaggio cardiaco a cui è stato sottoposto non lo ha fatto ritornare in vita. E nemmeno l’intervento dei sanitari accorsi con l’ambulanza del 118. “Sono attimi. Preziosi, quelli che separano la vita dalla morte” – ha raccontato il Dottor Maurizio Cecchini, fondatore della omonima onlus. “In caso di «morte improvvisa», è fondamentale intervenire subito con un defibrillatore. Ma non in tutte le strutture è possibile farlo, perché il DAE non sempre è presente” – ha continuato. Nel Dipartimento di Chimica dell’Università di Pisa, infatti, non sono presenti defibrillatori semiautomatici esterni. Così, Marcello se n’è andato in pochi attimi, probabilmente a causa di un arresto cardiaco (non è stata disposta l’autopsia e il giovane aveva alcuni problemi di salute). “Il problema, in generale, è che in caso di arresto cardiaco improvviso dopo soli tre minuti si va in acidosi metabolica e diventa poi vano ogni tentativo di rianimazione. È importantissimo, quindi, il tempo d’intervento. Gli studi, poi, hanno dimostrato che, in caso di arresto cardio-circolatorio, la sopravvivenza con il solo massaggio cardiaco è pari all’1%, mentre con il defibrillatore può salire oltre il 50%” – ha proseguito il Dottor Cecchini. Da qui la domanda che resterà soltanto tale: «Marcello Marini si sarebbe potuto salvare se all’interno del Dipartimento ci fosse stato un defibrillatore?» “Ci sono estintori ovunque perché è un obbligo di legge. Eppure ogni anno muoiono meno di 150 persone a causa di un incendio. Sono 70mila all’anno (una ogni 8 minuti), invece, le persone che perdono la vita a causa di un arresto cardiaco” – ha poi concluso. “Quando ho appreso la notizia sono rimasto sconvolto” – ha commentato il Rettore Paolo Mancarella. “È vero, a Chimica manca il defibrillatore. Mi sono insediato da soli due mesi, ma ho disposto da subito una ricognizione di tutte le strutture dell’ateneo, anche per tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza” – ha dichiarato. Intanto, su Pisa, con la campagna del Dottor Cecchini, i defibrillatori sono arrivati a quota 367. L’ultimo è stato donato dal Professor Mosca alla scuola superiore Sant’Anna, dove si è svolto il primo corso BLS-D gratuito. Fonte: http://www.lanazione.it/pisa/cronaca/morto-chimica-defibrillatore-1.2794995 #### Muscoli Col Cuore, raccolti 74.000 Euro destinati al Comune di Norcia per i terremotati Bilancio del convegno Muscoli Col Cuore, organizzato dal Dottore Massimo Spattini e Vitamincenter.it, che si è svolto sabato 21 Gennaio 2017 presso l’Auditorium dell’Hotel Parma & Congressi di Parma. Muscoli Col Cuore ha affrontato tematiche sull’alimentazione, attività fisica, stili di vita per il benessere e la salute, il tutto trattato da relatori altamente preparati e di spessore. Tutti i proventi del convegno verranno interamente devoluti direttamente al Comune di Norcia, in favore dei terremotati. La somma raccolta è di €74.000! Presente il vicesindaco di Norcia, Pietro Luigi Altavilla. EMD112, sponsor della manifestazione, ha consegnato ai partecipanti materiale informativo sui defibrillatori ed in generale sulla cardioprotezione, un pubblico  sensibile ed attento sui temi benessere e salute. Di seguito i relatori che hanno partecipato: •    Vincenzo Aloisantoni •    Francesco Balducci •    Elisabetta Bernardini •    Enrico Bevacqua •    Andrea Bisaschi •    Marco Tullio Cau •    Paolo Conforti •    Fabrizio D’Agostino •    Damiano Galimberti •    Giovanni Magnani •    Pasquale D’Autilia •    Marco Guidetti-Hoffman •    Filippo Massaroni •    Giovanni Occhionero •    Maurizio Salamone •    Luca Silvestrini •    Giorgio Terziani •    Cosimo Violante •    Patrizia Ziveri Ivan Zazzaroni ha condotto il Talk “Tavola Rotonda Coi Campioni” , il Talk con campioni dello sport: come mangiano i campioni Martina Barbaro, Ramona Broglia, Norberto De Angelis, Gianluca Mandras, Andrea Toscano . Grazie al Dottor Massimo Spattini (AFFWA  – Accademia Funzionale del Fitness-Wellness-Antiaging) e Vitamincenter.it, con il prezioso contributo di relatori e sponsor, per avere creato un evento altamente professionale, che hanno saputo unire all’impegno sociale e che ha consentito di raccogliere una somma rilevante a favore di Norcia e dei suoi terremotati. #### Nuova donazione in collaborazione con Davide Patron, prosegue la campagna di sensibilizzazione sull’uso del defibrillatore La cultura della cardioprotezione non si misura solo nei luoghi affollati. Si misura anche dove il tempo di soccorso non è garantito. È da questo principio che nasce la nuova donazione realizzata da EMD112 insieme a Davide Patron, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione dedicata all’uso del defibrillatore e divulgazione della cultura per la cardioprotezione. EMD112 ha messo a disposizione di Davide un defibrillatore semiautomatico Vivest® PowerBeat® X1P, che è stato donato a Fantiscritti Vela, cooperativa sociale di comunità attiva nel campo della vela sociale, dell’educazione e dell’inclusione. La donazione si è svolta a Marina di Carrara, alla presenza di Simone Madiai, CEO di EMD112, di Davide Patron e dei rappresentanti della cooperativa: Luca Pfeiffer, uno dei capitani di Magica, insieme a Francesca, Silvia e Simone. “Questa iniziativa dimostra come la cardioprotezione possa e debba entrare anche in nuovi contesti, su misura di persona e di scenari specifici. – Dichiara Simone Madiai, che aggiunge – Il valore di questo progetto sta anche nell’impegno con cui Davide sta portando avanti la campagna di sensibilizzazione: energia, continuità e dedizione che stanno contribuendo in modo concreto a diffondere una maggiore consapevolezza sull’uso del defibrillatore e sull’importanza di essere pronti ad agire.” Dopo una fase introduttiva e la presentazione delle procedure di sicurezza di bordo, l’equipaggio è uscito in mare aperto per circa un’ora, navigando nello specchio d’acqua antistante le Cinque Terre. Al rientro in porto si è svolta la cerimonia di consegna ufficiale del defibrillatore, che da ora sarà stabilmente presente a bordo dell’imbarcazione. Perché un defibrillatore in barca a vela? Quando si parla di cardioprotezione, l’immaginario collettivo si concentra su stadi, palestre, piazze e luoghi ad alta densità di persone. Contesti fondamentali, ma non gli unici. Esistono scenari opposti, caratterizzati da isolamento, mobilità e tempi di intervento prolungati, nei quali un arresto cardiaco improvviso lascia pochissime possibilità. Una barca in navigazione è uno di questi scenari. In mare aperto, lontano dalla costa e dai mezzi di soccorso, l’unica reale possibilità di sopravvivenza è avere un defibrillatore immediatamente disponibile e persone formate al suo utilizzo. In questi casi, il DAE non è un presidio accessorio, ma l’unico strumento salvavita in grado di fare la differenza tra la vita e la morte. Una scelta coerente con la missione di Fantiscritti Vela La donazione assume un valore ancora più profondo se inserita nel contesto di Fantiscritti Vela, realtà nata dall’eredità umana e professionale di Mario Telara, marinaio e maestro di vela, e dall’impegno di Nicoletta nel trasformare una barca in uno spazio di comunità. “A bordo di Magica accogliamo ogni anno molte persone, spesso coinvolte in progetti sociali ed educativi. – Commenta Luca Pfeiffer, che prosegue – Avere un defibrillatore a bordo non è un simbolo, ma una scelta concreta di cura e attenzione verso l’equipaggio e gli ospiti, soprattutto quando ci si trova lontani da qualsiasi possibilità di soccorso immediato.” A bordo di Magica, un Bavaria 46 piedi, la cooperativa realizza progetti di vela sociale, educazione non formale, inclusione di persone con disabilità, disagio sociale o fragilità psichica, oltre ad attività formative per scuole e percorsi di team building. Un luogo in cui la cura dell’altro è parte integrante dell’esperienza, e dove la presenza di un defibrillatore rappresenta una naturale estensione di questi valori. Il nostro invito è di prestare maggiormente attenzione ai luoghi e ai contesti cardioprotetti, che siano barche, taxi, hotel.. la presenza del DAE è una garanzia in più. Hai delle proposte per le prossime donazioni? Segnalale a Davide Patron sui suoi canali social Instagram, TikTok e Facebook! #### Nuova partnership EMD112 – Divisione Calcio a cinque Nei giorni scorsi è nata una nuova partnership tra EMD112, divisione medicale di Echoes Srl, e Divisione Calcio a cinque per la fornitura di defibrillatori semiautomatici esterni (o defibrillatori DAE). Dal 1° luglio 2017, infatti, è in vigore il Decreto Balduzzi, che obbliga tutte le associazioni sportive dilettantistiche a dotarsi di defibrillatori e di personale formato al loro utilizzo. Anche i club partecipanti ai campionati organizzati dalla Divisione Calcio a cinque devono, quindi, aderire alla suddetta normativa. Il calcio a 5 (o, in Italia, calcetto), per chi non lo sapesse, è uno sport di squadra che ha avuto origine in Uruguay, dove è tradizionalmente conosciuto come fútbol de salón. In tutto il mondo, invece, questo sport è conosciuto con il nome di futsal, parola latina che deriva dalla fusione di fútbol/futebol (“calcio”) e sala/salón/salão (“salone”, inteso come struttura sportiva coperta). Nel nostro Paese il primo campionato regolare di calcio a 5 venne disputato nel 1984 e venne organizzato dalla Divisione Calcio a cinque della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Tale torneo è diviso in tre serie nazionali (Serie A, A2 e B), una o due categorie regionali (Serie C1 ed eventualmente Serie C2) e infine una provinciale (Serie D). La nazionale italiana di calcio a 5, fra l’altro, negli ultimi anni ha svolto un ruolo di primaria importanza nei tornei internazionali, laureandosi campione d’Europa nel 2003 a Caserta e nel 2014 ad Anversa, e arrivando a disputare la finale del torneo mondiale nel 2004 a Taiwan, persa contro la Spagna. EMD112, invece, è il main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine®, azienda americana leader mondiale nella produzione di defibrillatori per utilizzo extra-ospedaliero che nel 1966 realizzò il primo defibrillatore portatile al mondo. Da allora, la mission aziendale è sempre stata quella di progettare i migliori defibrillatori possibili per rispondere alle esigenze specifiche del pubblico e del mercato non sanitario. Difatti, i samaritan® PAD 350P e 500P sono gli unici defibrillatori al mondo con indice di protezione IP56 da polvere e acqua e con garanzia di ben 10 anni, sinonimo, appunto, di grande qualità. “Oltre che un obbligo imposto dalla legge, la dotazione di un defibrillatore semiautomatico esterno all’interno della propria struttura sportiva risponde a un senso di forte responsabilità da parte delle società – ha dichiarato presidente della Divisione Calcio a cinque, Andrea Montemurro –. In caso di arresto cardiaco, avere un DAE a portata di mano fa aumentare sensibilmente le possibilità di sopravvivenza. Tengo tantissimo al tema della sicurezza negli impianti sportivi: la prevenzione della salute è un aspetto fondamentale di ogni disciplina, compreso il calcio a cinque. Sono orgoglioso di annunciare questa partnership con EMD112, che entra a far parte della famiglia del futsal italiano”. Anche Simone Madiai, CEO EMD112, è entusiasta della collaborazione: “Siamo molto orgogliosi della partnership con la Divisione Calcio a cinque. I nostri defibrillatori, i samaritan® PAD della HeartSine®, sono già presenti presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano e all’interno del Museo del calcio. Oggi, grazie a questo accordo, abbiamo l’opportunità di rafforzare ulteriormente il nostro legame nel settore calcio, che è lo sport nazionale”. #### Nuova sezione del sito web dedicata al programma “Forward Hearts”. Defibrillatori DAE HeartSine – Forward Hearts Da oggi, all’interno del sito web www.emd112.it è presente una nuova sezione dedicata al programma “Forward Hearts” della HeartSine. Tale iniziativa, che sta a dimostrare come la HeartSine si impegni fortemente in favore di una diffusione capillare di defibrillatori DAE ad accesso pubblico, permette ai superstiti di un arresto cardiaco improvviso di salvare potenzialmente altre vite. Infatti, nel caso si venga salvati da un arresto cardiaco improvviso mediante l’utilizzo di un defibrillatore DAE della HeartSine, è possibile ricevere dalla casa madre irlandese un dispositivo salvavita da donare ad un’associazione benefica o a qualsiasi altra organizzazione si desideri. Oltre a questo, il possessore del DAE utilizzato durante l’intervento di soccorso riceve dalla HeartSine una cartuccia Pad-Pak identica a quella adoperata nel corso dell’evento. Per ulteriori informazioni sul regolamento e sul funzionamento del programma “Forward Hearts” vi rimandiamo all’apposita sezione. #### Nuova testimonianza di una vita salvata: l’importanza di cardio-proteggere tutti i luoghi L’ultima testimonianza raccolta dal nostro staff in merito all’utilizzo di un defibrillatore HeartSine per salvare una vita ha ancora una volta un lieto fine. Ci dimostra l’importanza vitale di avere un DAE in loco, nei centri sportivi come nei luoghi pubblici: è un requisito fondamentale che permette di intervenire sulle persone colpite da arresto cardiaco entro pochissimi minuti, con alte probabilità di riuscire a salvare loro la vita. Così è successo in Irlanda, a Rathvilly, ad Anne Hanks. La donna si trovava in casa quando all’improvviso è caduta a terra, perdendo conoscenza. È stata immediatamente soccorsa da un famigliare e da un vicino di casa, che si sono accorti subito che non si era trattato di un semplice svenimento. Anne non respirava più e il suo cuore aveva smesso di battere. Per questo il suo genero e il suo vicino hanno iniziato subito le manovre di rianimazione cardio-polmonare. Nel frattempo la figlia di Anne è corsa in un centro sportivo che si trova accanto alla loro abitazione, e ha preso il defibrillatore samaritan PAD installato nel locale. In pochi minuti Anne è stata, quindi, soccorsa anche con un DAE, che ha erogato shock elettrici al cuore. Grazie al soccorso repentino dei famigliari e alla possibilità di utilizzare un defibrillatore entro pochi minuti dall’arresto cardiaco, il cuore di Anne ha ricominciato a battere. Ha ripreso conoscenza e la sua vita è stata salvata. La storia di Anne, soccorsa con un defibrillatore samaritan PAD di HeartSine, così come la storia di tantissime altre persone che hanno avuto salva la vita perché hanno avuto la fortuna di essere colpiti da un arresto cardiaco nelle vicinanze di un defibrillatore, deve farci riflettere. La possibilità di continuare a vivere, piuttosto che morire, non deve più essere lasciata al caso. Tutti, in qualsiasi posto si trovino, devono avere la possibilità di essere salvati e soccorsi grazie all’utilizzo immediato di un defibrillatore. La vita di una persona non può dipendere dal fatto fortuito di avere un DAE vicino oppure no. Tutti abbiamo lo stesso diretto di vivere. Per questo è importante che chiunque, semplice cittadino, associazione, centro sportivo, azienda, istituzione, faccia la sua parte informando l’opinione pubblica e sollecitando enti e persone preposte a dotare con defibrillatore strutture e luoghi pubblici. Un primo passo in Italia è stato fatto con il Decreto Balduzzi, che obbliga (la scadenza è il 24 ottobre 2015) le società sportive professionistiche e dilettantistiche a dotare di un defibrillatore i propri centri, nonché a formare il proprio personale al corretto utilizzo del dispositivo. Si stanno moltiplicando anche le iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e negli enti pubblici verso la cardio-protezione dei locali. Molte scuole, Comuni, aziende, associazioni si stanno dotando di un defibrillatore da poter utilizzare, all’occorrenza, entro pochi minuti dal malore. Ma non è abbastanza. Occorre che tutti facciano la loro parte, cercando, nel proprio piccolo, di diffondere l’importanza della cardio-protezione e il suo ruolo determinante nel salvare una vita. #### Obbligo di legge impiego defibrillatori impianti sportivi, contributi regione marche e convezione Federazioni Coni La cardio-protezione degli ambienti sportivi è un obbligo di legge. Il Decreto Balduzzi del 24 aprile 2013 rende obbligatoria, sia per le società sportive dilettantistiche sia per le società professionistiche, la presenza di defibrillatori semiautomatici all’interno dei centri sportivi. Il Decreto del Ministro della Salute Renato Balduzzi ha fissato per il 3 febbraio 2016 l’ultimo giorno disponibile per centri sportivi, fitness club e piscine per dotarsi di un DAE e per formare adeguatamente al suo utilizzo anche il proprio personale. L’obbligo di dotarsi di un defibrillatore è a carico delle società sportive stesse, così come l’obbligo di garantire la presenza di personale abilitato all’utilizzo. La Regione Marche ha emesso un bando che concede contributi, per un totale di 400mila euro, finalizzati a sostenere l’acquisto dei defibrillatori da parte di gestori o proprietari di impianti sportivi e delle società sportive dilettantistiche. Le richieste dovranno fare riferimento ad acquisti da effettuare entro il 2015, e dovranno essere presentate dal 1° settembre al 24 settembre 2015. La Divisione Medicale di Echoes Srl, EMD112, è il main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine, e si pone come partner per la fornitura dei defibrillatori,  degli accessori di posizionamenti e segnalazione annessi, e per la formazione degli operatori e per la consulenza necessaria per un impiego ottimale per le singole necessità ed ambiente. HeartSine è l’azienda  che progettò il primo defibrillatore extra-ospedaliero al mondo. I defibrillatori samaritan di HeartSine sono progettati per semplificare al massimo la facilità di impiego, dal supporto audio-visivo e dagli elettrodi già collegati. I defibrillatori samaritano sono gli unici al mondo ad offrire 10 anni di garanzia, protezione contro polveri ed acqua IP56 con possibilità di impiego più ampie rispetto agli altri defibrillatori presenti sul mercato, una tecnologia proprietaria di supporto alle manovre RCP che massimizza l’efficacia delle operazioni di soccorso. EMD118 ha stipulato importanti convenzioni in corso con varie federazioni del CONI, tra cui la FIT – Federazione Italiana Tennis, FIC – Federazione Italiana Canottaggio, FITeT – Federazione Italiana Tennistavolo, oltre a rapporti con altre federazioni. L’accordo stipulato tra EMD118 e le vari federazioni offre importanti vantaggi per tutti i centri sportivi e le associazioni affiliate.  A conferma dell’importanza di cardio-proteggere gli ambienti del tennis è sceso in campo anche Paolo Lorenzi, testimonial nazionale di EMD118 per la cardio-protezione. Richiedi senza impegno un contatto dei nostri tecnici, ti forniremo tutte le informazioni ed il supporto necessario per cardio-proteggere la tua struttura, per usufruire delle convenzioni con le varie federazioni sportive e per accedere ai fondi regionali: info@emd118.it oppure chiamando il NUMERO VERDE 800 363525 dalle ore 9:00 alle ore 13:00 – dalle ore 14:00 alle ore 18:00, da lunedì a venerdì. #### Offerta defibrillatore -40% + monopattino elettrico in omaggio Acquistando un defibrillatore semiautomatico Stryker® samaritan® PAD 350P al prezzo in offerta di €1.065 +iva riceverete in OMAGGIO anche il monopattino elettrico Lexgo R8 Lite! Hai capito bene! 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Siamo alla riccerca di agenti di commercio (Enasarco o procacciatore d’affari) specializzati nel settore ospedaliero e sanitario nell’area del Triveneto, per lo sviluppo delle linee di ventilatori polmonari, monitor defibrillatori, dae e articoli di emergenza/urgenza medica. Richiediamo ottime capacità organizzative e relazionali e disponibilità nell’effettuare trasferte sul territorio del Triveneto: Veneto, Trentino, Friuli-Venezia Giulia, Marche. I settori da presidiare sono: sanitario, ospedaliero, extra-ospedaliero, farmaceutico. Stai cercando un ambiente stimolante nel quale crescere professionalmente? Sei in linea con la nostra Mission e Vision? Allora leggi il profilo completo o applica la tua candidatura  tramite l’apposito form alla pagina https://www.emd112.it/lavoro/posizioni-aperte/ !   #### Oggi in Senato verrà trattato il ddl 1441 relativo alla diffusione e impiego dei defibrillatori Questo pomeriggio alle 15.00, all’interno del ciclo di convocazioni settimanali della 5° Commissione Programmazione economica, bilancio del Senato della Repubblica, verrà preso in esame anche il ddl 1441. Il Disegno Di Legge 1441 si riferisce al “Programma pluriennale per la diffusione e l’utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni”. La relatrice sarà Donatella Conzatti, segretaria della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica e della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. A questo indirizzo è possibile approfondire l’iter e le cause relative ai blocchi del ddl1441, praticamente già approvato all’unanimità ma non ancora entrato in vigore. Restiamo in attesa di aggiornamenti, seguiteci per restare aggiornati sull’argomento. #### Ogliastra, Associazione Sportiva SA STRUMPA cardio-protetta da un defibrillatore DAE HeartSine Mediante Muay Thai Combat Cagliari, rivenditore dei defibrillatori HeartSine per EMD112, l’ASD SA STRUMPA ha deciso di cardio-proteggere i propri atleti con un samaritan PAD 350P. Da qualche giorno l’Associazione Sportiva SA STRUMPA è cardio-protetta da un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) della HeartSine, il samaritan PAD 350P. Nata nel 1996 a Villagrande Strisaili (Ogliastra) con l’obiettivo di divulgare l’antica disciplina sarda denominata “sa strumpa” o “s’istrumpa”, l’associazione sportiva presieduta dal Sig. Luca Casari ha deciso di dotare il proprio impianto sportivo dell’unico defibrillatore DAE presente sul mercato con una garanzia di ben 10 anni. Mediante Muay Thai Combat Cagliari, infatti, il Presidente dell’Associazione Sportiva SA STRUMPA è venuto a conoscenza dei defibrillatori della casa madre irlandese, rimanendone subito colpito. “Dopo aver visionato diverse marche e diversi modelli di defibrillatori semiautomatici esterni, ci siamo imbattuti nei defibrillatori DAE HeartSine” – ha spiegato il Sig. Casari. “Abbiamo deciso di acquistare un samaritan PAD 350P soprattutto per i suoi 10 anni di garanzia, sinonimo di sicurezza ed elevata qualità. Inoltre, abbiamo apprezzato moltissimo il servizio di assistenza clienti offerto da EMD112 e dal suo rivenditore sardo Muay Thai Combat Cagliari” – ha precisato. Ma non è tutto. Per la sicurezza dei propri atleti, l’ASD SA STRUMPA ha deciso di acquistare il defibrillatore samaritan PAD 350P della HeartSine anche per il range di impedenza in cui tale dispositivo è in grado di operare: dai 25 ai 230 ohm,  il più ampio disponibile al momento sul mercato. Per chi non lo sapesse, i defibrillatori semiautomatici esterni misurano l’impedenza del paziente, ovvero la resistenza elettrica del suo torace, per capire se gli elettrodi gli sono stati posizionati in maniera corretta e per calcolare l’intensità dello shock elettrico a cui deve essere sottoposto. Pertanto, i defibrillatori con un range di impedenza più ampio sono in grado di trattare efficacemente un numero maggiore di casi, compresi quei pazienti con un torace dalle dimensioni importanti che spesso s’incontrano tra coloro che praticano attività sportive come la lotta. È “Tengo a precisare – ha concluso il Presidente – che, a parte l’obbligo di legge (prorogato al 30 novembre 2016, ndr), ciò che ci ha spinti a cardio-proteggere il nostro impianto sportivo con uno dei migliori defibrillatori presenti sul mercato è stato il desiderio di offrire la massima sicurezza possibile ai nostri atleti. La loro salute, infatti, viene prima di ogni altra cosa.” Silvia e Gabriele, titolari di Muay Thai Combat Cagliari, hanno aggiunto: “È stato facile entrare in sintonia con il Sig. Luca Casari e con i suoi collaboratori perché hanno subito carpito l’importanza delle eccellenze che contraddistinguono il marchio che abbiamo scelto di distribuire. Tutto il loro coaching staff, difatti, è stato coinvolto durante la scelta del DAE e ben 4 collaboratori del Sig. Casari sono stati formati per il suo utilizzo. Siamo certi, fra l’altro, che ognuno di loro saprà trasmettere ai propri atleti un corretto messaggio di prevenzione.” “Quando si guarda alla sostanza, e non al semplice adempimento legale, il lavoro portato avanti da noi, da Simona Buono e da tutti i rivenditori autorizzati della Sardegna ha raggiunto il proprio scopo” – hanno concluso. #### On line il video di HeartSine: defibrillatori samaritan PAD con supporto nella Rianimazione Cardio-Polmonare. È on line, sul canale You Tube di HeartSine, il video dedicato all’importanza della Rianimazione Cardio-Polmonare RCP (in inglese CPR, acronimo di cardiopulmonary resuscitation) nei casi di arresto cardiaco improvviso. Ogni anno circa 7 milioni di persone in tutto il mondo sono colpite da arresto cardiaco improvviso. Vittima può essere chiunque, a qualsiasi età, ovunque. Nell’84% dei casi di arresto cardiaco improvviso si tratta di eventi extraospedalieri. Purtroppo soltanto nel 5/10% di questi casi la vittima sopravvive. In alcune situazioni, basta la Rianimazione Cardio-Polmonare per soccorrere una persona e riattivare il battito cardiaco. In altre tipologie di arresto cardiaco è, invece, necessario abbinare alla RCP anche l’azione di un DAE, defibrillatore semiautomatico esterno. In entrambi i casi, un’efficace Rianimazione Cardio-Polmonare contribuisce ad aumentare la percentuale di sopravvivenza della vittima fino al 75%. Proprio questi dati, allarmanti da un lato ma confortanti dall’altro, hanno spinto HeartSine a progettare un sistema rivoluzionario e innovativo che consente di supportare il soccorritore nelle manovre salvavita. Si tratta dell’unico defibrillatore presente sul mercato a essere dotato di indicazioni audiovisive in grado di guidare in tempo reale il paziente nelle manovre di rianimazione. Il modello di DAE samaritan PAD 500P di HeartSine, leader sul mercato, è l’unico ad avere al suo interno l’RCP Advisor: linee guida audiovisive eccellenti sull’efficacia della Rianimazione Cardio-Polmonare, fondamentale, come detto, per trasferire il sangue ossigenato agli organi vitali del corpo. HeartSine, da sempre sinomino di alta qualità e affidabilità, il cui staff medico, lo ricordiamo, progettò il primo defibrillatore extra-ospedaliero al mondo, ha, quindi, brevettato un sistema innovativo, l’RCP Advisor, l’unico in grado di guidare il soccorritore nello svolgimento di una corretta RCP. Grazie alle linee guida a disposizione nel DAE e integrate nello stesso, è dimostrato come l’efficacia e la qualità della rianimazione risultino notevolmente migliorate. Come mostrato ampiamente nel video, il sistema RCP Advisor è, quindi, in grado di ottimizzare l’efficacia della Rianimazione Cardio-Polmonare, generando nel contempo maggiore fiducia nel soccorritore. Elemento, quest’ultimo, che contribuisce a migliorare ulteriormente le probabilità che le manovre siano eseguite correttamente, quindi che la vita del paziente sia salvata. Inoltre, essendo l’RCP Advisor integrato nel defibrillatore samaritan PAD, è possibile, in caso di necessità, attivare anche il DAE e rilasciare una scarica in modo immediato e veloce. Quando alla possibilità di utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno di HeartSine, è utile ricordare che si tratta di dispositivi salvavita progettati specificatamente per l’accesso pubblico. Sono, quindi, utilizzabili da chiunque con una minima formazione. #### OT23 2022/2023 – Come massimizzare lo sconto sul premio INAIL grazie al defibrillatore Modello OT23 Inail: cos’è?  Ogni anno ciascuna azienda è chiamata a versare ad Inail il premio assicurativo annuale. Il premio assicurativo si calcola considerando il livello di rischio dei lavoratori all’interno dell’azienda e il calcolo tiene conto di diversi fattori. Il procedimento consente di determinare e versare direttamente il premio infortuni e malattie professionali. Allo stesso tempo ogni anno INAIL concede uno sconto sul premio assicurativo, alle aziende che dimostreranno tramite  il Modello OT23  di aver effettivamente intrapreso determinati interventi di miglioramento facoltativi (previsti nel Modello OT23) per la salute e sicurezza dei propri dipendenti. Molte aziende non sono a conoscenza di questa opportunità oppure è considerata complessa o poco conveniente. Il motivo è che non si conoscono realmente la potenzialità dell’ OT23. Il risparmio infatti è concreto e lo sgravio è richiedibile senza troppo impegno. A quanto ammonta il risparmio per le aziende? La riduzione di tasso è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno del periodo, come segue: Fino a 10 lavoratori: sconto 28%; Da 11 a 50 lavoratori: sconto 18%; Da 51 a 200 lavoratori: sconto 10%; Oltre 200 lavoratori: sconto 5%. Come e dove si richiede la riduzione ? Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare un’apposita istanza (Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione), esclusivamente in modalità telematica, attraverso la sezione Servizi Online presente sul sito www.inail.it, entro il termine del 28 febbraio 2023, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto. Per aderire allo sconto è necessario il raggiungimento del punteggio di almeno 100 punti, ottenuti adottando le misure migliorative di prevenzione: Guida completa alla compilazione del modello OT23. Vediamo di seguito nel dettaglio come massimizzare il risparmio ogni anno per l’azienda e soprattutto cardio proteggere la propria azienda. Emd112® offre una soluzione ad hoc per le aziende, particolarmente vantaggiosa, con 2 interventi proposti: 40 Punti – Installazione di un defibrillatore in azienda e corso di formazione BLS-D della durata di 5 ore. Costo indicativo: €40/mese tramite noleggio operativo oppure €1.400+iva circa. Il 1° anno è possibile acquistare il defibrillatore ed effettuare il corso di formazione BLS-D. Dal 2° anno sarà sufficiente presentare la stessa fattura di acquisto del defibrillatore già acquistato , per poter ripresentare nuovamente la domanda abbattendo l’investimento del 80-90% e svolgere ogni 2 anni l’aggiornamento dei corsi di formazione BLS-D. Ogni anno in Italia le vittime per arresto cardiaco sono circa 60 mila, una ogni 8 minuti, costituendo l’8% della totalità dei decessi in tutto il mondo. Il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. Questo significa che oltre 70 lavoratori alla settimana, in Italia, sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro. Il tempestivo intervento di defibrillazione e rianimazione consente di salvare la vita. Infatti, la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco è del 2%, percentuale che si alza addirittura al 75% se le operazioni di defibrillazione avvengono in 4 minuti. Per questo motivo INAIL incentiva l’adozione nelle aziende dei defibrillatori, strumenti estremamente semplici da utilizzare dal grande potenziale salvavita. In questo video un esempio di utilizzo del defibrillatore:   60 Punti – Analisi termografica a una o più parti dell’impianto elettrico e attuazione eventuali azioni correttive. Costo indicativo: €450–1.000 in rapporto alle dimensioni dell’impianto elettrico dell’azienda. L’ispezione termografica è semplice e non invasiva. Eseguita con regolarità su apparati elettrici, permette di rilevare in tempo e con un alto grado di affidabilità quelle temperature anomale e dispersioni di energia che possono essere indicative di malfunzionamenti, prevenendo l’insorgere di un guasto, l’innesco di un incendio o un fermo macchine e riducendo così i costi di manutenzione e riparazione. Emd112® in collaborazione con tecnici termografi certificati ISO9712 si pone come partner delle aziende per la formazione e l’acquisto di defibrillatori e materiale per la cardioprotezione.   Di seguito un esempio pratico: Ipotesi per azienda da 25 lavoratori con tasso medio di rischio tariffa dell’ 80 x 1000 Retribuzioni effettive erogate anno 2022 €400.000 ‐ Tasso medio tariffa per voce 80 per mille -> Premio INAIL 2022 €32.000; Nessuna oscillazione per andamento infortunistico; Accoglimento istanza OT23 presentata nel 2023 relativa a interventi 2022; In base ai lavoratori riduzione OT23 concessa pari al 18%. Effetti nel 2023: Riduzione tasso medio tariffa 18%; Premio INAIL 2023= €26.240; La ditta pagherà un tasso del 65 per mille anziché 80, risparmiando ogni anno €5.760.   Chi siamo: Emd112® – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, nasce nel 2011 come rivenditore dei defibrillatori samaritan® PAD di HeartSine®, di cui diventa Main Importer a partire dal 2013. Ad oggi HeartSine® è parte del gruppo Stryker® insieme a Physio-Control®. Emd112® rimane il punto di riferimento nazionale della Divisione Public Access , divenendo dal 2019 Main Importer WorkPlace & Community anche per i defibrillatori a marchio Physio-Control®. Nel 2016 e 2017 vengono rispettivamente aggiunte le linee prodotto Prometheus dell’omonima azienda inglese ed Eve della tedesca Stephan GmbH. EMD112 è sempre alla ricerca di prodotti innovativi nell’ambito dell’emergenza sanitaria, rimanendo fedele alla sua Vision. Coniugando medicina d’urgenza e cardioprotezione, Emd112® si è posta l’ambizioso obiettivo di offrire una seconda chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco. Ma non solo. L’esperienza acquisita nel campo dell’emergenza-urgenza medica la rende oggi un importante punto di riferimento nel campo del primo soccorso, con una gamma di prodotti innovativi e ad alto valore aggiunto.   #### Otoscopi Luxamed: innovazione e qualità tedesca Da EMD112 è possibile acquistare gli otoscopi tascabili della Luxamed, dinamica realtà tedesca che produce questi innovativi otoscopi con tecnologia brevettata Led-Ring®. La fibra ottica e il bulbo alogeno, infatti, sono sistemi d’illuminazione già superati: la tecnologia a led degli otoscopi LuxaScope assicura elevate prestazioni con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Il LuxaScope Auris 2.5 V e il LuxaScope Auris 3.7 V sono dotati di un anello contenente 6 led posto nella parte terminale della testa degli otoscopi. Tale tecnologia permette un’illuminazione perfetta, senza alcuna restrizione di campo. La vita degli otoscopi tascabili della Luxamed, 100.000 ore, è notevolmente superiore a quella di qualsiasi altro otoscopio disponibile sul mercato. Inoltre, lo spegnimento automatico dopo 3 minuti e la presenza dei soli led come fonte luminosa permettono un grande risparmio delle batterie. Inoltre, il LuxaScope 3.7 V, grazie alla tecnologia USB di cui è dotato, può essere comodamente ricaricato tramite computer come qualsiasi smartphone. Tutte queste peculiarità rendono gli otoscopi LuxaScope unici nel loro genere. Sono adatti sia per i peditri che per i medici di base; per centri di assistenza audioprotesica; per otorini e otorinolaringoiatri. Per conoscere le caratteristiche complete degli otoscopi LuxaScope, è possibile visitare il nostro catalogo online o visitare la seguente pagina web: http://www.luxamed.it/. Salva #### Paolo Lorenzi dopo il Challenger di Pereira vince anche il Challenger di Medellin Solo una settimana fa il nostro testimonial Paolo Lorenzi aveva ottenuto il 15° successo in carriera al challenger ATP “Seguros Bolivar Open”, giocato sui campi in terra rossa di Pereira, che si è svolto dal 28 settembre al 4 ottobre 2015. Sabato Paolo ha vinto anche il Challenger Medellin, secondo titolo challenger in Colombia portando quindi a 16 i titoli ottenuti. Grazie a questi risultati il tennista senese si porta in classifica al 73-74° posto nel ranking mondiale (la classifica ufficiale verrà pubblicata a breve). Paolo è testimonial EMD118 per la cardio-protezione nel Tennis e nello Sport, l’obiettivo è sensibilizzare ed informare le persone su quanto possa essere utile, al di la degli obblighi di legge, essere preparati e formati per questo tipo di evenienze. Nel 70% di arresti cardiaci un defibrillatore può salvare la vita! Facciamo i nostri complimenti a Paolo per la 10° vittoria consecutiva e 2° torneo vinto  questo mese! #### Paride, salvato da un nostro defibrillatore 1 anno fa, dona il DAE del programma Forward Hearts alla comunità Paride Piancatelli è il responsabile della sicurezza e dell’ambiente presso l’azienda in cui lavora da vent’anni. Oltre a seguire attentamente le politiche di sicurezza dell’azienda, è stato lui stesso a formare la squadra per il primo soccorso e l’impiego del defibrillatore. Quella stessa squadra, formata da lui, lo avrebbe salvato poco dopo da un arresto cardiaco improvviso in azienda. Circa un anno fa, Paride ha subito un arresto cardiaco, ma grazie all’azione tempestiva della squadra di pronto soccorso interna, che avviato subito le manovre BLSD, erogando ben 4 scariche con il defibrillatore e 12 minuti di massaggio cardiaco, è riuscito a sopravvivere. Prezioso è stato anche il supporto della centralinista che ha mantenuto i contatti con i soccorsi esterni per quegli interminabili minuti. Oggi, dopo circa un anno dall’evento, ha ripreso i suoi allenamenti ciclistici. Come ben sanno coloro che ci seguono, Emd112® ha attivo un programma denominato “Forward Hearts”. Quando uno qualsiasi dei defibrillatori appartenenti al gruppo Stryker® (HeartSine® e Physio-Control®) viene utilizzato per salvare una vita, il distributore locale si impegna a contattare tutti i soggetti coinvolti (il sopravvissuto, la sede della società e la Stryker® stessa) per avviare il programma di donazione. Formalmente, Emd112® ha donato un defibrillatore (defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P) a Paride, che a sua volta lo ha donato a una realtà di sua scelta, in questo caso al Centro Fonti San Lorenzo di Recanati. Grazie a questo programma, ogni vita salvata raddoppia la possibilità di salvare altre vite da un arresto cardiaco. Sabato 10 Giugno, Paride Piancatelli e Simone Madiai, CEO Emd112, si sono recati assieme per donare il DAE al Centro Fonti San Lorenzo, contribuendo così, a rendere ancora di più sicura la comunità, che acquisisce ulteriore peso in una installazione presso un luogo pubblico ad alta affluenza, che ogni giorno vede transitare migliaia di persone. È stato un momento emozionante e di grande significato, rappresentativo di tutta la comunità che vive nei nostri spazi. Le foto, scattate da Tiziana Marinelli e Corinna Hertel, volontarie e membri del Direttivo dell’associazione, testimoniano questo momento speciale. Dietro ogni donazione di un DAE tramite il programma Forward Hearts c’è una vita salvata dai nostri defibrillatori – Commenta Simone Madiai, CEO Emd112, che prosegue – Per noi è un piacere poter incontrare queste persone, poterle conoscere e conoscere la loro storia. Queste sono occasioni che contribuiscono a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del defibrillatore e sulle sue capacità salvavita. #### Parte dalla città di Firenze il progetto Cardioproteggi il Tuo Condominio con Trenta Ore Per La Vita Lunedì 2 Dicembre 2019 si è tenuta presso il Comune di Firenze, la conferenza stampa per il lancio del progetto “Cardioproteggi il Tuo Condominio”. Firenze è una città molto attenta ad iniziative di carattere sociale e senza dubbio una città di cultura. E’ proprio di cultura che abbiamo bisogno per sensibilizzare e far comprendere quanto sia importante il defibrillatore come strumento salvavita, grazie al quale ogni anno potremmo salvare solo in Italia oltre 40.000 persone delle 60.000 colpite da arresto cardiaco. Un progetto sviluppato assieme a Trenta Ore Per La Vita, che ha l’ambizioso obiettivo di cardioproteggere le case degli italiani. Grazie alla dotazione dei condomini di defibrillatori con soluzioni di acquisto rateale, rendendo questi prodotti estremamente accessibili suddividendone il costo di acquisto tra tutti i condomini con possibilità di rateizzare fino a 5 anni. E’ nelle case che passiamo la maggior parte del nostro tempo, ed è proprio nelle nostre abitazioni che siamo vicini ai nostri familiari ed amici, è proprio uno dei luoghi dove dovremmo essere al sciuro. Per ogni defibrillatore installato, verranno donati dei fondi a sostegno del progetto Home di di Trenta Ore Per la Vita. Un grande ringraziamento anche al Dott. Marco Squcciarini, che assieme al suo Staff, supporta l’iniziativa per tutta la parte di formazione BLSD, che è compresa all’interno del progetto. Di seguito il comunicato stamp ufficiale.             TRENTA ORE PER LA VITA PRESENTA LA NUOVA CAMPAGNA RIVOLTA ALLE FAMIGLIE “CARDIOPROTEGGI IL TUO CONDOMINIO”   Un defibrillatore in ogni condominio per cardio-proteggere chi ci sta a cuore 2 dicembre 2019, Ore 12 Sala D’Arme – Palazzo Vecchio, Firenze Lunedì 2 dicembre alle ore 12 presso la Sala D’Arme in Palazzo Vecchio a Firenze, gentilmente concessa dall’Assessorato Welfare e Sanità del Comune di Firenze, si tiene la conferenza stampa dell’Associazione Trenta Ore per la Vita per presentare la nuova campagna di sensibilizzazione rivolta alle famiglie “Cardioproteggi il tuo Condominio”. La conferenza stampa è realizzata con il patrocinio del Comune di Firenze e grazie alla collaborazione del partner tecnico EMD112 e al prezioso contributo di Marco Squicciarini, medico esperto di manovre di rianimazione cardiopolmonare adulto/pediatrico. Apre i lavori Andrea Vannucci, Assessore Welfare e Sanità. A seguire gli interventi di Alessandro Giuliani, Presidente di Trenta Ore per la Vita, Silvio Testi, consigliere e delegato alla comunicazione di Trenta Ore per la Vita, Simone Madiai, CEO EMD112 e Marco Squicciarini, medico esperto di manovre di rianimazione cardiopolmonare adulto/pediatrico. “Firenze è lieta di ospitare la presentazione della nuova campagna di Trenta Ore per la Vita – dichiara l’assessore al Welfare e Sanità, Andrea Vannucci –, importante realtà no profit del nostro paese impegnata in numerosi progetti di sensibilizzazione e raccolta fondi a favore di cause di interesse umanitario e sociale”. “Trovo molto interessante la campagna ‘Cardioproteggi il tuo Condominio’ – continua l’assessore – che si rivolge alle famiglie con l’obiettivo di promuovere la cultura della cardioprotezione tra le mura domestiche, dove sappiamo che avviene la maggior parte degli arresti cardiaci. Firenze è una città sempre più cardioprotetta e l’attenzione per la cardioprotezione è alta: i defibrillatori sono stati installati in numerose palestre, ad alcune fermate della tramvia e in diversi esercizi commerciali e piazze. Sono convinto che questa campagna sia un ottimo strumento per contribuire a salvare vite umane”. In Italia ogni anno si registrano 60.000 decessi per arresto cardiaco, ovvero 168 al giorno, circa 7 ogni ora (1 decesso ogni 1000 abitanti) . Si tratta di un’incidenza molto più alta rispetto ai decessi per incidenti stradali o qualsiasi altro evento non legato a patologie. Trenta Ore per la Vita ha creduto nella possibilità di invertire questa tendenza. Infatti, oggi sappiamo che Il 70% delle persone colpite da arresto cardiaco potrebbe essere salvato con l’impiego tempestivo di un defibrillatore. Per 3 anni consecutivi, dal 2011 al 2013, Trenta Ore per la Vita ha portato avanti la prima campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema della cardioprotezione e dell’uso del defibrillatore. “La strada da noi scelta per portare a termine questo importante compito è stata quella di operare su due piani”, dichiara Silvio Testi, consigliere e delegato alla comunicazione di Trenta Ore per la Vita. “Da un lato, abbiamo avviato una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema con l’intento di favorire un cambiamento comportamentale da parte della popolazione; dall’altro, abbiamo promosso una campagna di raccolta fondi mirata, con l’obiettivo di rendere il nostro paese più sicuro, incrementando le postazioni salvavita con defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) presso scuole statali e impianti sportivi pubblici”. “Grazie a Trenta Ore per la Vita – aggiunge Alessandro Giuliani, Presidente dell’Associazione – sono state cardioprotette in Italia oltre 1000 strutture scolastiche e sportive. Sono state formate circa 7.000 persone con corsi BLSD in tutta Italia. Milioni di telespettatori hanno visto come intervenire in caso di arresto cardiaco”. Nonostante la sensibilizzazione in materia di defibrillatori sia aumentata molto rispetto a qualche anno fa, l’obbligo per questo dispositivo salvavita è presente solo per le società sportive, ed ancora oggi non è del tutto chiara al cittadino comune la distinzione tra infarto ed arresto cardiaco. Dalla necessità di continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della cardioprotezione e dell’utilizzo del defibrillatore, Trenta Ore per la Vita, grazie alla collaborazione del partner tecnico, EMD112 e del contributo del medico esperto in manovre di rianimazione cardiopolmonare, Marco Squicciarini, ha sentito la necessità di lanciare un nuovo progetto rivolto a tutte le famiglie italiane, “Cardioproteggi il Tuo Condominio”. In Italia sono circa 1 milione le residenze condominiali, nelle quali vivono 14 milioni di famiglie. Un report , risalente al 2010 pubblicato sul sito del Ministero della Salute, riportava che il 60% degli arresti cardiaci si verificavano in casa. Oggi questo valore è ulteriormente incrementato, si stima intorno al 70%, per due motivi principali: la popolazione è invecchiata rispetto a 10 anni fa e negli ultimi anni il lavoro da casa è aumentato. Ed è dimostrato che la maggior parte degli arresti cardiaci avviene, oltre che sul lavoro, a casa. Per questo è importante cardioproteggere i condomini con defibrillatori di ultima generazione. “Per noi di EMD112 è motivo di orgoglio sviluppare questo importante progetto assieme a Trenta Ore per la Vita – interviene Simone Madiai, CEO EMD112 –, che da sempre supporta iniziative dal grande impatto sociale in modo profondo e concreto. L’obiettivo è rendere ancora più fruibile questo strumento salvavita e aumentare le chance di salvataggio nel nostro paese, con obiettivi ambiziosi già nei prossimi 2 anni. Siamo molto legati alla città di Firenze, mia città di origine e provincia di residenza della nostra azienda, dove attualmente sono in corso vari progetti di cardioprotezione nei condomini. Se facciamo una proporzione con i dati nazionali, la città di Firenze registra circa 380 decessi per arresto cardiaco ogni anno, oltre 1 al giorno. Con l’impiego precoce del defibrillatore potremmo salvare tra le 266 e 304 persone, corrispondenti al 70/80%, ogni anno solo nella città di Firenze”. “Nella città di Seattle negli USA – conclude Marco Squicciarini, medico istruttore BLSD e esperto di manovre di rianimazione cardiopolmonare –  la mortalità ha un tasso bassissimo, perché negli anni ’80 è iniziato un progetto come questo: ogni condominio, ogni scuola, ogni ufficio pubblico, oltre all’obbligo dell’estintore, deve possedere anche un defibrillatore e persone formate. Un salto culturale che aiuta a proteggere le famiglie, la società, i nostri figli e le persone a noi care. Il principio è molto semplice: ogni persona può essere parte della catena del soccorso ed imparare a “fermare il tempo” con il massaggio cardiaco. Una vera e propria rivoluzione già sperimentata all’estero con risultati straordinari: persone più sane e famiglie protette davvero dai semplici concittadini, con un corso di sole 5 ore, come previsto per legge”. L’augurio è che questa campagna, oggetto di una preziosa collaborazione, possa promuovere sempre di più la cultura della cardioprotezione e contribuire a salvare vite umane.   Il defibrillatore Il defibrillatore è un dispositivo che invia una scarica elettrica al cuore per ripristinarne il regolare ritmo. Questo dispositivo è a prova di errore, non è possibile erogare scariche a soggetti che non ne hanno necessità, poiché è il dispositivo stesso a comprenderlo. La disponibilità dei defibrillatori ed il pronto impiego, associati ad attività informative e di sensibilizzazione in materia di primo soccorso, potrebbero salvare solo in Italia tra le 42.000 e le 48.000 vite ogni anno. L’utilizzo, entro pochissimi minuti, di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), utilizzabile anche da personale non sanitario, opportunamente formato, potrebbe salvare la vita alla persona colpita da arresto cardiaco nel 70%-80% dei casi. L’unico modo, quindi, per contrastare in maniera efficace l’arresto cardiaco è la presenza capillare sul territorio di defibrillatori: scuole, condomini, università, luoghi pubblici, società sportive, aziende, centri commerciali, mezzi di trasporto, etc.   Chi è Trenta Ore per la Vita L’Associazione Trenta Ore per la Vita Onlus svolge attività promozionali e organizzative a favore di cause di rilevante interesse umanitario e sociale, e in particolare opera per l’ideazione, la promozione e l’organizzazione di specifiche campagne di comunicazione sociale, di sensibilizzazione e di raccolta di mezzi e fondi destinati a favore di gruppi, organizzazioni, associazioni ed enti che operano nei settori della ricerca scientifica, della prevenzione e cura delle malattie più gravi ed invalidanti, dell’attività organizzativa e dell’assistenza volontaria per il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce di popolazione più indifese e disagiate. Chi è EMD112 EMD112 – Echoes Medical Division è la divisione medicale di Echoes Srl, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine e Physio-Control (oggi appartenenti al gruppo americano Stryker), e di altri importanti brand internazionali. Coniugando medicina d’urgenza e cardioprotezione, EMD112 si è posta l’ambizioso obiettivo di offrire una seconda chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco. Ma non solo. L’esperienza acquisita nel campo dell’emergenza-urgenza medica la rende oggi un importante punto di riferimento nel campo del primo soccorso, con una gamma di prodotti innovativi e ad alto valore aggiunto. Chi è Squicciarini Rescue Squicciarini Rescue è un International training Center dell’American Heart Association, con numero di Autorizzazione Internazionale ZZ21169, ed è autorizzata ad erogare certificati BLSD ( pediatrico-adulto) validi in quasi tutti i paesi del mondo ed accreditati al 118 regionale. La rete ha al suo interno oltre 300 istruttori distribuiti in quasi ogni regione. Gli Istruttori sono medici, infermieri ed operatori di 118 con comprovata esperienza e dotati di manichini digitali di nuova generazione collegati a PC ed in grado di effettuare corsi di qualità superiore con una forte base etica, ed è da sempre al fianco di Trenta Ore per la Vita, tramite il direttore sanitario nazionale Dott. Marco Squicciarini, medico e formatore di Istruttori BLSD, esperto di manovre di rianimazione cardiopolmonare.             #### Pelago (Firenze) è Comune cardioprotetto: defibrillatori presenti in ogni frazione Pelago diviene Comune cardio-protetto, grazie all’installazione di defibrillatori in ogni frazione. Pelago conta circa 7.700 abitanti, ed è un comune della città metropolitana di Firenze , oltre a far parte dell’Unione di Comuni Valdarno Valdisieve e della Comunità Montana “Montagna Fiorentina”. L’amministrazione comunale ha acquistato altri 4 defibrillatori samaritan® PAD, che si aggiungono ai DAE già presenti a Pelago, San Francesco, Carbonile e Consuma. I nuovi defibrillatori ad uso pubblico saranno destinati alle frazioni di Palaie, Paterno, Raggioli e Diacceto. Il Sindaco di Pelago, Nicola Povoleri, precisa che è in fase di pianificazione da parte dell’amministrazione comunale, un programma di formazione continua in materia di primo soccorso e BLSD a favore della popolazione con le associazioni del territorio, al fine di poter sfruttare al meglio il grande potenziale salvavita di questi dispositivi, così da essere maggiormente preparati e efficaci in caso di necessità. Come è ormai noto, l’arresto cardiaco richiede un trattamento immediato con il defibrillatore, entro i primi 5 minuti dall’evento. Una tempistica non utile per l’arrivo dei soccorsi avanzati del 118, diviene pertanto fondamentale che il defibrillatore sia già presente nelle immediate vicinanze e che le manovre di soccorso vengano avviate subito, prima dell’arrivo dei soccorritori. Complimenti all’amministrazione comunale e tutte le persone di Pelago, oggi Comune Cardio-protetto, che hanno reso possibile questo importante traguardo. #### Pesaro, 14enne colpito da arresto cardiaco all’interno della propria abitazione Giovedì 29 settembre un ragazzo di 14 anni è stato trovato privo di sensi dalla sorella, che ha immediatamente chiamato i soccorsi. È in fin di vita. Pesaro, 29 settembre 2016. Un ragazzo di soli 14 anni è stato colpito da un arresto cardiaco mentre si trovava all’interno della propria abitazione. Le sue condizioni di salute sono disperate. Il ragazzino è stato trovato a terra, privo di sensi, dalla sorella maggiore che ha immediatamente lanciato l’allarme. Sul luogo della tragedia, in via Cimarosa nei pressi del parco Miralfiore, sono intervenute tempestivamente due ambulanze del 118. Il personale medico e i soccorritori hanno cercato ripetutamente di rianimare il giovane, dopodiché lo hanno trasportato in codice rosso all’ospedale San Salvatore di Pesaro. Le sue condizioni di salute, al momento, sono molto gravi: il 14enne sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione in cui è stato ricoverato. Intervenire in tempo in caso di arresto cardiaco In caso di arresto cardiaco il tempo di intervento è di vitale importanza. Per ogni minuto che passa, infatti, la probabilità di sopravvivere diminuisce del 10% circa. In questi casi, pertanto, sarebbe importantissimo avere a portata di mano un defibrillatore automatico esterno, l’unico dispositivo in grado di ripristinare nel paziente una frequenza cardiaca normale. Per tale motivo sempre più persone si stanno muovendo per diffondere la cultura della cardio-protezione, come nel caso dell’ANACI Lombardia, l’associazione che si sta battendo per installare un DAE in ogni condominio della regione (leggi l’articolo). Nel nostro paese, difatti, sono circa 70.000 all’anno le persone che perdono la vita a causa di un arresto cardiaco: una ogni 8 minuti, circa. Se i defibrillatori automatici esterni fossero diffusi in maniera capillare su tutto il territorio nazionale, si potrebbero salvare centinaia e centinaia di vite. #### Physio-Control e HeartSine si uniscono dando vita ad uno dei maggiori produttori al mondo di defibrillatori I due prestigiosi produttori di defibrillatori si fondono per unire il loro know-how che permetterà di offrire una gamma di prodotti salvavita fra le più vaste e tecnologicamente avanzate del mondo. Le due società hanno annunciato domenica 13 settembre 2015, che Physio-Control ha sottoscritto un contratto con HeartSine Technologies per l’acquisizione del produttore di defibrillatori con sede  in Irlanda del Nord. “Ora che Physio-Control e HeartSine si sono unite per perseguire congiuntamente la nostra mission salvavita, potremo offrire una gamma straordinaria di soluzioni DAE ai nostri clienti e partner in tutto il mondo” ha dichiarato Brian Webster, direttore generale di Physio-Control. Physio-Control ed HeartSine condividono una forte attenzione scientifica e tecnica, spesso con importanti storie parallele. Il pioniere della defibrillazione a corrente continua, Physio-Control, ha collaborato con i principali sistemi di emergenza medica dal 1960 e commercializzato il primo DAE ad uso domestico, già nel 1986. Il fondatore di HeartSine, il Prof. John Anderson, ha lavorato con il pioniere nella  gestione coronarica extra-ospedaliera, il Dr. Frank Pantridge, a Belfast negli anni 60. Il Prof. Anderson faceva parte del team che ha sviluppato la prima unità coronarica mobile al mondo, era il 1966. “Questo acquisizione è estremamente positiva per HeartSine ed i nostri distributori. I nostri team condividono una forte competenza in ambito clinico, ed insieme abbiamo interessanti opportunità di sviluppo, tecniche, scientifiche e marketing”, ha detto il CEO HeartSine Declan O’Mahoney. “Ancora più importante, abbiamo entrambe una forte preparazione culturale e una mission comune nel prevenire le morti causate dall’arresto cardiaco improvviso.” I prodotti HeartSine comprendono la linea di defibrillatori samaritan® PAD, tecnologie proprietarie come CPR Advisor ™, che fornisce un feedback RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) in tempo reale. I defibrillatori Physio-Control includono i LIFEPAK® CR Plus e LIFEPAK 1000, distribuiti in 104 paesi nel mondo. I defibrillatori LIFEPAK sono progettati e realizzati a Redmond, Washington mentre i prodotti samaritan della HeartSine sono progettati e fabbricati in Belfast, Irlanda del Nord. Physio-Control, Inc. è stata fondata nel 1955 ed è il principale fornitore mondiale di soluzioni di medicina d’emergenza professionali. I prodotti della società comprendono il LIFEPAK® monitor/defibrillatore automatico esterno, il software LIFENET® System, HealthEMS® per analisi elettronica (ePCR) software, LUCAS® 2 Chest Compression System (sistema di compressione toracica), il dispositivo di training TrueCPR ™, McGRATH® MAC SME video laringoscopio ed implementazioni PulsePoint per applicazioni di risposta mobili. Physio-Control conto circa 1300 dipendenti, sedi in 20 paesi, ed una distribuzione dei propri prodotti in oltre 100 paesi nel mondo. Per saperne di più www.physio-control.com, o via http://www.facebook.com/physiocontrolinc, https://www.linkedin.com/company/physio-control-inc- https://twitter.com/physiocontrol HeartSine Technologies, leader mondiale nei defibrillatori portatili ad accesso pubblico, si è impegnata a progettare i migliori defibrillatori possibili per rispondere alle esigenze specifiche del pubblico e del mercato non sanitario. Il portafoglio di brevetti ottenuto da questi dispositivi salvavita convalida ogni aspetto della tecnologia innovativa dei dispositivi DAE. HeartSine si impegna da sempre a fornire soluzioni aggiornate, intelligenti e tecnologicamente avanzate per la valutazione e la prevenzione della Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). Progettati per l’impiego nelle aree pubbliche, la linea dei defibrillatori samaritan® PAD utilizza tecnologie proprietarie, come la tecnologia SCOPE ™, onda bifasica brevettata in grado di modulare l’energia erogata dal DAE in base all’impedenza del paziente. HeartSine è attiva in oltre 70 paesi nel mondo ed in un vasto contesto di ambienti di utilizzo. HeartSine ha sede a Belfast, Irlanda del Nord e Newtown, Pennsylvania. Per ulteriori informazioni su HeartSine, si prega di visitare www.emd112.it o https://www.facebook.com/emd112 e https://x.com/EMD112_it . “Questa acquisizione pone il gruppo, per copertura globale e dimensioni aziendali, come riferimento nella produzione e commercio di defibrillatori automatici e semiautomatici nel mondo, ma il valore più importante è la cultura di fondo che sta alla base delle due aziende, Physio-Control e HeartSine, hanno fatto la storia dei defibrillatori ed avviato campagne di cardio-protezione, con l’obiettivo comune di salvare vite umane con la massima efficacia”,  afferma Simone Madiai CEO di EMD118, divisione medicale di Echoes Srl, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine. Che prosegue “Unendo le competenze delle due aziende sarà possibile proseguire in maniera ancora più decisa con la ricerca e sviluppo, anticipando i tempi con prodotti innovativi in grado di fare la differenza, e nel caso di salvavita come i defibrillatori, è facile comprendere quanto questo sia fondamentale.” Per ulteriori informazioni sulla distribuzione di HeartSine in Italia https://www.emd112.it/ – https://www.emd112.it/shop/ o via social su https://www.facebook.com/emd112 , https://x.com/EMD112_it, https://www.linkedin.com/company/2797196 #### Piacenza, 74enne in arresto cardiaco salvato dai soccorritori 118 con il DAE L’episodio si è verificato Lunedì 22 marzo a Piacenza. Un uomo di 74 anni si era da poco seduto a tavola per la cena con i familiari, quando ha accusato un malore, fino a perdere conoscenza e cadere a terra. I familiari hanno allertato immediatamente il 118, che ha inviato subito un mezzo in “codice blu” (arresto cardio-circolatorio). I soccorritori ANPAS della Croce Bianca e l’auto medica del 118 sono giunti sul posto in pochi minuti, una volta constatato l’arresto cardiaco, hanno avviato prontamente le manovre di rianimazione cardio-polmonare e impiegato il DAE. Sono state necessarie più scariche, ma il cuore ha ripreso a battere. Poco dopo l’uomo ha riaperto gli occhi. Teniamo particolarmente alla condivisione di questo articolo per alcuni motivi. Come indichiamo spesso nei nostri articoli, in caso di arresto cardiaco si hanno a disposizione pochi minuti per intervenire: 10 minuti. Ogni minuto che passa le chance di salvataggio calano del 10%. Ma solamente intervenendo entro i primi 5 minuti dall’evento, è possibile scongiurare danni celebrali dati dall’ipossia per mancanza di circolo (il cuore non porta più ossigeno a organi e tessuti). Le capacità di salvataggio aumentano sensibilmente con la pratica immediata di manovre di rianimazione cardio-polmonare. Sono stati registrati interventi di primo soccorso in condizioni particolari, che hanno visto il protrarsi di tali manovre, che comprendo il massaggio cardiaco e la ventilazione polmonare, anche per alcune ore. Tuttavia per essere efficaci in condizioni così critiche, ovvero quando il DAE giunge solo in tempi molto lunghi, è necessario essere preparati. Non è sufficiente essere stati formati, ma è importante mantenere una condizione re-training periodica, al fine di comprimere alla corretta profondità del soggetto, con la giusta frequenza, facendo fronte a un crescente ed importante sforzo fisico. Per questi motivi spesso i mezzi di soccorso 118 o delle associazioni di volontariato di emergenza/urgenza sul territorio, non riescono a giungere nel tempo utile, nonostante l’impegno e la preparazione, con una spinta forse ancora maggiore quando sanno di uscire per un “codice blu”, dove i secondi sono preziosi. Quando ciò avviene, quando i soccorritori riescono a salvare una vita in emergenza a una persona colpita da arresto cardiaco, è un evento da valorizzare. Grazie ai sanitari del 118 e ai volontari di emergenza per quello che fanno quotidianamente, e lavoriamo tutti per rendere i DAE sempre più presenti e accessibili sul territorio, oltre ad avere cittadini sempre più preparati nella gestione delle manovre di primo soccorso. #### Piacenza, ottantenne salvato da defibrillatore condominiale È successo a Piacenza, in via Campagna, lunedì 29 agosto, nel pomeriggio. In una delle due palazzine cardio-protette di tutta la città un signore di ottant’anni è stato colpito da arresto cardiaco all’interno del suo appartamento. Fortunatamente, l’uomo non era solo. Il figlio, infatti, quando ha visto il padre accasciato a terra privo di sensi, è corso a recuperare il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) installato all’interno del condominio, in un’area ad accesso comune. Durante la corsa per raggiungere il dispositivo salvavita, l’uomo ha incrociato nel cortile un vicino di casa che stava rientrando dal lavoro. Assieme hanno prestato soccorso all’anziano signore, che è stato prontamente rianimato mediate l’utilizzo del defibrillatore. Una volta giunti sul posto i mezzi del 118, l’uomo è stato stabilizzato e trasportato d’urgenza all’Ospedale di Piacenza, dove è stato ricoverato in Unità coronarica. Anche in questo caso la presenza del defibrillatore semiautomatico esterno si è rivelata di fondamentale importanza. “Una delle grandi sfide che abbiamo davanti – ha commentato Daniela Aschieri, Responsabile medico di Progetto Vita – è rappresentata proprio dal posizionamento nel condomìni dei defibrillatori semiautomatici esterni, visto il numero elevato di persone che vivono e/o frequentano tali palazzine. A Piacenza, al momento, sono solamente due gli edifici dotati di DAE e, fortunatamente, in questo caso il malore è avvenuto all’interno di uno di essi”. Ricordiamo, per concludere, che Piacenza è la città più cardio-protetta di Italia. Nel 1998, infatti, è qui che nacque il Progetto Vita, il primo progetto europeo di defibrillazione precoce italiano realizzato per prevenire la Morte Cardiaca Improvvisa (MCI). Da quando sono stati installati i defibrillatori in città, sono state salvate più di 100 persone. E il numero è destinato a crescere. La speranza è che Piacenza possa fare da traino per tutte le altre città del nostro bel Paese. #### Piacenza, salvato con il defibrillatore in discoteca da 2 ragazze Il fatto si è verificato la sera di venerdì 25 ottobre in una discoteca di Piacenza, quando Giovanni Rota, 67 anni, colto da arresto cardiaco improvviso mentre stava ballando, si accascia a terra privo di sensi. All’interno della discoteca erano presenti 2 infermiere, che hanno da subito compreso la gravidata della situazione, intervenendo. Dopo avere verificato che si trattava di un arresto cardiaco, hanno avviato il massaggio cardiaco e le manovre di rianimazione cardio-polmonare (RCP). In quel frangente alcuni presenti avevano portato sul posto il defibrillatore semiautomatico presente nella discoteca, così lo hanno subito applicato avviando le manovre BLSD, che da li a poco ha visto l’erogazione della scarica che ha salvato la vita. Poco dopo sono arrivati i soccorritori del 118 e una volante della polizia. Giovanni adesso sta bene, nei giorni scorsi ha avuto modo di incontrare e ringraziare le sue soccorritrici, ponendo l’attenzione sul grande lavoro fatto da “Progetto Vita” nella città di Piacenza, che ha consentito che il defibrillatore fosse presente nel locale, dove non vige l’obbligo. Il Progetto Vita nasce nel 1998. L’associazione ha come scopo quello di diffondere e migliorare la conoscenza, tra il personale sanitario e la popolazione generale, delle malattie cardiovascolari, dei fattori di rischio e delle possibilità terapeutiche, allo scopo di ridurne l’incidenza e la mortalità. Questi alcuni numeri ad oggi: 877: i defibrillatori presenti a Piacenza 50.000: volontari addestrati 110: persone soccorse grazie al Progetto Vita 5: iniziative e progetti in corso Sul sito dell’associazione si possono leggere ulteriori messaggi che rafforzano ulteriormente l’impatto del loro impegno e contributo alla cardioprotezione sul territorio: A Piacenza il 93% degli sportivi si salva se viene defibrillato con un DAE presente sul posto A piacenza il 43% delle persone in arresto cardiaco si salvano quando interviene un DAE pubblico o una pattuglia delle forze dell’ordine A piacenza gli studenti imparano a usare il defibrillatore In Italia potremmo salvare circa 48.000 persone ogni anno delle 60.000 colpite da arresto cardiaco, con l’impiego tempestivo del defibrillatore. L’incidenza di morte da arresto cardiaco è decisamente superiore a quella per incidenti stradali (circa 3.300 nel 2018) o per incendi (circa 100), che però registrano una attenzione, obblighi e sanzioni (l’obbligo senza sanzione non è obbligo) ben più definite. Complimenti quindi alle tante associazione e persone che da anni lavorano per facilitare il raggiungimento di questo importante traguardo sociale, una cardioprotezione capillare, che sia in grado di salvare numerose vite ogni anno. #### Piacenza: defibrillatore salva la vita a anziano colpito da arresto cardiaco Defibrillatore salva vita! È proprio il caso di dirlo dopo l’ennesimo caso di una vittima di arresto cardiaco salvata grazie all’uso tempestivo del defibrillatore. È successo domenica  pomeriggio a Calendasco (Piacenza) intorno alle 17, dove un uomo, 88enne piacentino, si è accasciato al suolo dopo essere stato colto da un malore durante una partita a carte con amici e parenti. Provvidenziale l’intervento dei familiari stessi: dopo aver recuperato tempestivamente  il defibrillatore che si trovava nella piazza del paese, sono riusciti prontamente a usarlo sul malcapitato facendo ripartire il cuore dopo una prima scarica. All’arrivo dei primi mezzi di soccorso del 118 il paziente aveva ripreso a respirare ed era cosciente, anche se in stato confusionale. Trasportato in ospedale dove si trova tuttora ricoverato, è stato poi sottoposto a ulteriori accertamenti. L’ottantottenne del comune piacentino è solo l’ennesimo di una lunga serie di pazienti salvati grazie all’utilizzo di un defibrillatore entro i primi minuti dall’arresto cardiaco. In questi casi infatti, le possibilità di salvare la vittima diminuiscono del 10 per cento per ogni minuto trascorso. Dopo soltanto 5 minuti dall’attacco cardiaco, pertanto, le possibilità di salvezza sono scese al 50 per cento e ci sono già altissime probabilità della permanenza di danni celebrali dovuti al mancato afflusso di ossigeno al cervello. In Italia è calcolato che il tempo medio d´intervento di un’autoambulanza, dal momento della chiamata all’arrivo dal paziente da soccorrere, è di circa 13/15 minuti. È chiaro quindi che solo l´intervento immediato e una defibrillazione precoce- cioè la erogazione di uno shock elettrico il più presto possibile – possono offrire alla vittima delle possibilità di salvezza. #### Piermario Morosini: condannati i medici per non aver utilizzato il defibrillatore Il 14 aprile del 2012 perse la vita un giovane calciatore del Livorno: Piermario Morosini. A soli 25 anni, fu stroncato da un arresto cardiaco durante la 14ª giornata di ritorno del campionato di Serie B, Pescara – Livorno. Ieri, 13 settembre 2016, è arrivata la condanna per tutti e tre i medici coinvolti nel caso: Vito Molfese, medico del 118 della città di Pescara (1 anno di reclusione); Manilo Porcellini, medico sociale del Livorno (8 mesi di reclusione); Ernesto Sabatini, medico del Pescara (8 mesi di reclusione). I tre, imputati per omicidio colposo, sono stati anche condannati, insieme alla Asl di Pescara e alla Pescara Calcio, al pagamento di una provvisionale di 150mila euro. La sentenza è stata pronunciata da Laura D’Arcangelo, giudice del tribunale monocratico, nel processo di primo grado sulla morte del giovane calciatore del Livorno. La sentenza ha confermato la tesi sostenuta dalla Dott.ssa Cristina Basso, perito nominato dalla famiglia del calciatore, assieme al perito del Pubblico Ministero: qualunque medico presente nel soccorrere Morosini avrebbe dovuto usare il defibrillatore. Perché il defibrillatore, allo stadio Adriaco, quel giorno c’era. “Se c’è un incendio devi usare l’estintore, anche se poi l’incendio non lo fermi: ma siccome il defibrillatore è anche diagnostico, e non solo terapeutico, a maggior ragione un medico lo deve usare” – ha dichiarato la Dott.ssa Basso, docente di Anatomia patologica all’Università di Padova. Un ragionamento che fila perfettamente. Piermario Morisini Nato a Bergamo il 5 luglio del 1986, Piermario Morosini, amante del calcio e tifoso della Sampdoria, iniziò a muovere i suoi primi passi da calciatore presso la Polisportiva Monterosso, squadra di quartiere della sua città. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, con la quale riuscì a vincere uno scudetto Allievi, nel 2005, a soli 19 anni, già orfano di padre e madre e dopo aver perso anche un fratello disabile, passò in compartecipazione all’Udinese, giocando la sua prima stagione da professionista. Esordì in serie A il 23 ottobre 2005 durante la partita Udinese – Inter. L’allenatore di allora era Serse Cosmi. Nella sua carriera di calciatore giocò anche tre partite di Coppa Italia e una di Coppa UEFA, sempre nella stagione 2005-2006, con l’Udinese. L’anno successivo passò al Bologna, in Serie B, scendendo in campo in 16 occasioni. Nel luglio 2007, riscattato dall’Udinese, passò al Vicenza, sempre in Serie B. Con 34 presenze e un gol, diede un importante contributo per la salvezza della squadra veneta. Al termine della stagione, difatti, il Vicenza ne riscattò la metà del cartellino permettendogli di giocare atre 32 partite. Nell’estate del 2009 l’Udinese svincolò l’altra metà del cartellino per una somma pari a circa 1,5 milioni di euro. Il 31 agosto 2009, però, venne ceduto in prestito prima alla Reggina, poi, nel 2010, al Padova. Nel 2011 tornò di nuovo in prestito al Vicenza per poi finire, il 31 gennaio 2012 al Livorno. Come sappiamo, giocò la sua ultima partita proprio con la maglia amaranto, quel maledetto 14 aprile 2012. La prematura scomparsa Era il 31-esimo del primo tempo, le 15:31 di quel sabato pomeriggio. Piermario iniziò a barcollare. Tentò di rialzarsi un paio di volte, poi si accasciò a terra mentre la palla era lontana. Entrambe le panchine, avendo intuito la gravità della situazione, richiamarono l’attenzione dell’arbitro che immediatamente sospese la partita. Un gruppo di persone accerchiò il giocatore a terra. Alcuni compagni piangevano, altri giocatori si disperavano con le mani tra i capelli. Tutti noi sappiamo come andò a finire. Dopo alcuni minuti, bloccata da un’auto della Polizia municipale, entrò in campo anche l’ambulanza. Piermario fu trasportato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Pescara, dove, però, arrivò già privo di vita. Alle ore 17:00, il Dottor De Blasi rese noto che “il giocatore era morto a causa di un arresto cardiaco”. Aggiunse, inoltre, che arrivò in ospedale già morto. Il primario del reparto di Cardiologia, Leonardo Paloscia, volle precisare: “Abbiamo fatto tutto il possibile per rianimare il ragazzo. Ma purtroppo non ha mai ripreso conoscenza”. Il primo a soccorrerlo, quel giorno, fu Manilo Porcellini, medico sociale del Livorno, che ieri, prima della sentenza, ha reso una dichiarazione spontanea: “Non dimenticherò mai quello che è successo. Quando Morosini si sentì male, mi trovavo dietro la porta del Pescara perché stavo soccorrendo un altro calciatore, ma mi accorsi subito che si trattava di qualcosa di grave per il movimento innaturale compiuto dal giocatore. Mi precipitai in campo senza attendere che l’arbitro fermasse il gioco e intervenni sul ragazzo che era rivolto a faccia in giù, cominciando il massaggio cardiaco. Poi arrivarono anche il medico del Pescara e altre persone. Si sentivano tante voci, qualcuno mise una cannula nella bocca di Morosini e pensai fossero arrivati gli addetti al soccorso”. Ma la cosa grave è che accanto al ragazzo riverso a terra, dopo circa 30 secondi, qualcuno (Andrea Silvestre) posizionò un defibrillatore semiautomatico esterno, che nessuno, però, utilizzò. Il 2 maggio 2016, infatti, a tal proposito, è stato ascoltato Marco Di Francesco, infermiere del 118 in turno il 14 aprile 2012: “Quando arrivai in campo c’erano il medico del Pescara, il Dottor Ernesto Sabatini, e il medico del Livorno, il Dottor Manilo Porcellini. Un defibrillatore semiautomatico esterno era aperto all’altezza della testa di Morosini. Io lo segnalai per ben due volte, ma nessuno lo utilizzò e nessuno mi disse di farlo. Normalmente chi arriva per primo è colui che deve guidare le operazioni”. Poi ha aggiunto: “Non so chi fosse arrivato per primo quel giorno, ma Porcellini stava eseguendo un massaggio cardiaco a Piermario Morosini. Suppongo, quindi, che fosse lui in quel momento a coordinare l’intervento di soccorso. Molfese stava solo guardando, senza fare nulla. C’era una gran confusione e nessuno dava disposizioni”. Dopo Marco Di Francesco, il 2 maggio 2016 i giudici hanno sentito anche Andrea Silvestre, volontario della Croce Rossa che quel sabato pomeriggio si trovava a bordo campo. “Quando entrai in campo con la barella, mi accorsi subito che il giocatore non stava bene. Quindi, per precauzione, andai a prendere il defibrillatore e lo aprii vicino alla testa del giocatore, senza accenderlo”. Poi, rispondendo a una domanda precisa del giudice, ha aggiunto: “Non sentii nessuno dire che si doveva utilizzare il defibrillatore”. Circostanze confermate dall’infermiere del 118 Bruno Rossi e dalle volontarie della Croce Rossa Claudia Compagnoni e Alessia Consigli, tutti e tre in servizio quel giorno allo stadio Adriatico. Il defibrillatore, infatti, venne applicato sul torace del paziente soltanto al Pronto Soccorso di Pescara, ma per il calciatore, oramai, non c’era più nulla da fare. “Fa rabbia vedere le immagini con il defibrillatore in campo vicino a Piermario Morosini e nessuno che lo utilizza” – ha dichiarato ieri Edoardo Cesari, avvocato di parte civile che ha chiesto anche un risarcimento di 300.000 euro per la sorella disabile del calciatore. “Per Molfese sono emersi obblighi di responsabilità civile legati al mancato uso del defibrillatore e ai tempi di intervento, ma lo stesso grado di responsabilità va estesa anche agli altri due imputati, Porcellini e Sabatini” – ha continuato. “In questi casi, le linee guida internazionali prescrivono l’utilizzo del defibrillatore” – ha aggiunto il medico legale, Cristian D’Ovidio. “Il medico del 118, Vito Molfese, era la persona più qualificata ed esperta di tutti e pertanto avrebbe dovuto utilizzare il dispositivo salvavita presente al momento del malore” – ha poi concluso. “Se si mette in correlazione l’intervallo di tempo intercorso tra l’arresto cardiaco e il primo shock defibrillante, con le possibilità di sopravvivenza del paziente – hanno dichiarato i periti Cristian D’Ovidio, Giulia D’Amati e Simona Martello – è possibile affermare che, all’arrivo sul posto del medico del 118 le possibilità di sopravvivenza di Morosini erano pari a circa il 70%. Oltre alla presenza del defibrillatore, difatti, va considerata anche la disponibilità di quel giorno di tutti i presidi farmacologici e non necessari alla stabilizzazione del paziente”. Insomma, le condanne sono arrivate, giustizia è stata fatta (?), ma rimangono tanta rabbia e tanto dolore nel pensare che oggi, Piermario, avrebbe potuto essere ancora qui tra noi. #### Pietrasanta, turista in arresto cardiaco salvato grazie al defibrillatore pubblico È accaduto domenica 21 agosto, attorno alle 20:30. In via Versilia a Pietrasanta, provincia di Lucca, un uomo di quarant’anni è crollato a terra improvvisamente. Colpito da arresto cardiaco, l’uomo, è stato prontamente soccorso da due volontari, da un medico del 118 fuori servizio, e dal titolare di un bar (e volontario della Misericordia di Camaiore) posto nelle vicinanze del luogo delle accaduto. Essi hanno iniziato tempestivamente ad effettuare le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) sul paziente fino a quando non è stato recuperato il defibrillatore DAE posizionato in piazza XXIV maggio a Marina di Pietrasanta. Grazie alla vicinanza del dispositivo salvavita, e alla bravura dei soccorritori opportunamente formati al suo utilizzo, l’uomo è stato prontamente rianimato e il suo cuore ha ripreso a battere con una frequenza cardiaca normale. “È stata dimostrata l’importanza, l’utilità e la giustezza di un investimento per la tutela e la salute di cittadini e turisti che ha permesso di contribuire a salvare una vita – ha spiegato Giacomo Vannucci, consigliere comunale che ha coordinato la formazione dei volontari. “La presenza del defibrillatore è stata fondamentale così come è stata fondamentale l’azione dei soccorritori” – ha poi concluso. La colonnina contenente il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), collegato al servizio di pronto intervento del 118, era stata attivata alcuni mesi prima con l’obiettivo di assicurare una copertura ampissima in caso di emergenza, e così, fortunatamente, è stato. Anche il Sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, ha tenuto a ringraziare e a elogiare i soccorritori “per la prontezza, l’abilità e l’altruismo con cui sono intervenuti nel salvare una vita”. “Pietrasanta ha dimostrato, anche in questa occasione, di essere una città all’avanguardia, attenta e pronta ad affrontare ogni tipo di emergenza” – ha concluso. In tutta la città, attualmente sono tre le postazioni ad accesso pubblico installate sul territorio. Ad esse, però, si vanno ad aggiungere altri 12 defibrillatori dislocati all’interno di impianti sportivi, campi da calcio, centri civici e altre aree pubbliche/private. Il progetto di cardio-protezione, come noto, prevede anche la formazione dei cittadini che, in caso di bisogno, devono essere in grado di usare i defibrillatori semiautomatici esterni. A tal fine, sul sito del Comune di Pietrasanta è stata aperta una sezione con la mappa dei luoghi pubblici dotati di defibrillatore assieme a tutte le informazioni utili sulla normativa in materia (Decreto Balduzzi). Inoltre, per chi lo desiderasse, sempre sul portale dell’Ente, è possibile trovare tutte le informazioni necessarie per poter contribuire a sostenere l’acquisto di nuovi dispositivi salvavita. #### Playlist canzoni ritmo massaggio cardiaco 100bpm per Rianimazione Cardiopolmonare RCP La musica può tornare molto utile nel caso si renda necessaria la Rianimazione Cardiopolmonare (RCP), ovvero la manovra di Primo Soccorso utilizzata nei casi di Arresto Cardiaco. Per essere efficaci e ridurre il rischio di possibili sofferenze degli organi, è necessario intervenire rapidamente con un intervento RCP e BLSD, entro 3-5 minuti dall’evento, ogni minuto trascorso porta una diminuzione del 10% delle probabilità di salvataggio. Per effettuare una buona RCP è importante che le compressioni vengano eseguite correttamente. la pressione sul torace deve provocare un movimento di circa 5–6 cm per ciascuna compressione. Il ritmo di compressione corretto deve essere di almeno 100 compressioni al minuto ma non superiore a 120 compressioni al minuto, ovvero 3 ogni 2 secondi, che equivale a meno di 2 volte al secondo (1,66). Trovarsi un una situazione di emergenza e dover affrontare l’RCP potrebbe non essere semplice anche per i soccorritori, i quali potrebbero essere aiutati da un ritmo che corrisponda alla cadenza delle compressioni toraciche. Non stiamo parlando di avviare necessariamente la Playlist dal nostro telefono cellulare, è sufficiente tenere a mente la canzone o le canzoni preferite, ed all’avvio della manovra RCP sentirla mentalmente per allineare le compressioni con i ritmo della musica. Teniamo conto che anche molti soccorritori volontari delle associazioni ANPAS (CRI, SVS, Misericordia, Croce Verde, etc..), salvo quelli operativi in grandi centri abitati, possono non imbattersi spesso in interventi di codice rosso con arresto cardiaco, oppure anche gli operatori più preparati, possono trovarsi di fronte situazioni non facili da affrotnare, come ad esempio il soccorso di un bambino oppure di un conoscente. In questo può essere di estremo aiuto la musica, con canzoni con un tempo di 100 Bpm (Battiti Per Minuto). Uno degli ospedali di New York , il Presbyterian Hospital, ha pubblicato su Spotify una Playlist di canzoni in 100 Bpm per il supporto alle manovre RCP (CPR in inglese). Quali sono queste canzoni utili per le manovre di Rianimazione Cardiopolmonare – RCP? Ecco l’elenco di alcune delle canzoni più diffuse ed utilizzate: Staying Alive, Bee Gees Sweet Home Alabama, Lynyrd Skynyrd MMMBop, Hanson Another One Bites the Dust, Queen Cecilia, Simon and Garfunkel I Will Survive, Gloria Gaynor Dancing Queen, ABBA Achy Breaky Heart, Billy Ray Cyrus Girls Just Want To Have Fun, Cyndi Lauper Jenny from the Block, Jennifer Lopez  Shake Your Bon-Bon, Ricky Martin Quit Playing Games (With My Heart), Backstreet Boys Save Tonight, Eagle-Eye Cherry Justin Timberlake, Can’t stop the feeling! Everybody, Backstreet Boys Men In Black, Will Smith The Final Countdown, Europe Stronger, Britney Spears Big Girl (You Are Beautiful), MIKA Somebody To Love, Queen E molte altre.. Potete fare una ricerca su YouTube con parole chiave come: canzone queen massaggio cardiaco, canzone ritmo massaggio cardiaco, canzoni italiane 100 bpm, cpr songs, massaggio cardiaco frequenza, musica per rianimazione, Playlist canzoni ritmo massaggio cardiaco, rcp ritmo stayin alive, stayin alive bls, stayin alive massaggio cardiaco, etc.. etc… Alcune anteprime utili ..e divertenti: RCP con il ritmo di Stayin Alive degli Abba British Heart Foundation, con Vinnie Jones Heart Wars, RCP al ritmo di Star Wars E’ importante sapere che sono disponibili numerse APP per iOS e Android progettate (anche) come metronomi per le manovre RCP: CRP Tempo, CPR Helper, Resuscitate! CPR AED & Choking, Massage cardiaque ed DSA, etc.. etc… Cosa aspetti? Crea la tua raccolta di canzoni in 100Bpm! #### Poche ore alla partenza del progetto Patagonia Coast to Coast, in supporto a Dynamo Camp ed ai bambini malati Manca oramai poche ore alla partenza del progetto Patagonia Coast to Coast, fissata per domani 18 Novembre 2016. Il viaggio è stato pianificato nel dettaglio da mesi, ed ora i due cicloturisti Paolo Pagni ed Enrico Roberto Carrara sono prossimi ad intraprendere questa nuova avventura con grinta e determinazione attraverso la Patagonia. In questi mesi Paolo Pagni, titolare di Cicloturismo.com, e Enrico Roberto Carrara, si sono allenati duramente per poter sostenere questa estenuante prova fisica di endurance estrema, che ha come obiettivo la raccolta fondi destinati a Dynamo Camp per il sostegno dei bambini malati. Un viaggio in bicicletta di quasi 8.000 Km attraverso Brasile, Paraguay, Argentina e Cile. Punto di partenza della traversata saranno le Cascate dell’Iguazú, per arrivare ad Ushuaia, la città più a sud del mondo, attraversando la vasta pianura della Patagonia argentina. Il ritorno avverrà lungo la Cordigliera delle Ande Cilene da Punta Arenas a Santiago del Cile, dove terminerà il viaggio. Il progetto nasce all’interno di Cicloturismo.com, la community più grande d’Italia rivolta al cicloturismo. Paolo Pagni non è nuovo a questi iniziative benefiche, infatti negli anni passati sono stati raccolti fondi con attività similari, come il cammino di Santiago de Compostela o la Via Francigena, che hanno visto la raccolta fondi destinati all’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. L’obiettivo di Paolo ed Enrico è di contribuire al sostegno l’Associazione Dynamo Camp Onlus raccogliendo durante il percorso quanti più fondi possibile. L’intero viaggio sarà raccontato attraverso un “diario di bordo” che sarà pubblicato sul sito http://www.patagoniacoasttocoast.com   e nella community Facebook https://www.facebook.com/cicloturismo/ e su tutti gli altri social network collegati. EMD112 ha sposato fin fa subito il progetto, che ha visto nel mese di Marzo 2016 la donazione di un defibrillatore a favore di Dynamo Camp , un DAE HeartSine® samaritan® PAD 350P, ed un contributo economico per sostenere il progetto. Dynamo Camp è un camp è una struttura di terapia ricreativa  in cui vengono ospitati gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati di età compresa tra i 6 e 17 anni, in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Un ulteriore servizio di supporto è rivolto alle famiglie dei bambini malati, alleggerendo il loro impegno quotidiano nel supporto costante che i loro figli richiedono, permettendo così  un recupero sia fisico sia mentale. Ogni anno in Italia oltre 10mila bambini vengono colpiti da gravi patologie, spesso croniche, che rendono necessario l’avvio di terapie, talvolta invasive, che implicano spesso lunghe permanenze in ospedale. La condizione della malattia porta i bambini non solo ad affrontare stanchezza, paura e tutti gli effetti correlati alle terapie, ma condiziona pesantemente anche la socializzazione con i loro coetanei. Di conseguenza questi bambini rischiano fortemente di perdere la serenità, la spensieratezza e l’allegria proprie della fanciullezza. Il nostro invito è di seguire i canali ufficiali, condividere ed interagire con i diari giornalieri dei 2 protagonisti, un modo per diffondere con maggiore visibilità il progetto ed attirare sempre più l’attenzione dei media. Sostieni anche tu il progetto benefico a favore dei bambini malati ed al Dynamo Camp da questa pagina http://www.patagoniacoasttocoast.com/sostieni-dynamo-camp/ , inserendo come causale della donazione “Patagonia Coast To Coast”. #### Posturologia, stili di vita e BLSD a Tor Vergata: EMD112 al fianco degli studenti Mercoledì 18 dicembre 2024 e mercoledì 8 gennaio 2025, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha ospitato, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, il seminario “Posturologia, stili di vita e introduzione al BLSD”. L’iniziativa, promossa all’interno del corso di “Metodi e Tecniche delle Attività Motorie e Sportive Applicate I” del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport, ha esplorato l’importanza della postura, della prevenzione e delle buone abitudini per la salute sportiva, mettendo in luce anche il ruolo cruciale del Basic Life Support and Defibrillation (BLSD) nelle situazioni di emergenza. Moderatore dell’evento Osvaldo Bevilacqua, giornalista, autore e conduttore radiotelevisivo. EMD112 ha svolto il ruolo di sponsor tecnico, fornendo defibrillatori trainer e supportando le esercitazioni pratiche. Con uno speech dedicato, Simone Madiai, CEO di EMD112, ha sottolineato il valore della cardioprotezione: «Siamo orgogliosi di collaborare con l’Università di Tor Vergata e con i professionisti che ne condividono la missione. L’obiettivo è rendere l’uso del defibrillatore e le manovre salvavita parte integrante della formazione di chi opera in ambito sportivo e sanitario.» Tra i temi al centro dell’evento, grande risalto ha avuto la posturologia. Il Professor Ivo Pulcini ha spiegato come un corretto inquadramento delle cause posturali, paramorfismi e disturbi funzionali, possa prevenire infortuni e patologie. Un ulteriore approfondimento è stato dedicato a stili di vita, alimentazione, idratazione e doping, nell’ottica di diffondere consapevolezza e responsabilità fra chi pratica attività fisica a vari livelli. Il Dott. Marco Squicciarini, medico esperto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per i servizi di Cardioprotezione, ha invece presentato un’introduzione al corso certificativo BLSD-PBLSD internazionale American Heart Association, che si è svolto l’8 gennaio 2025. Studenti e partecipanti hanno potuto sperimentare le manovre di rianimazione cardiopolmonare su lattante, bambino e adulto, imparando l’uso corretto del defibrillatore e le manovre di disostruzione. Questo percorso, accreditato ARES118, ha posto un nuovo standard formativo: per la prima volta in Italia, un corso di Scienze e Tecniche dello Sport in un’università pubblica di alto profilo offre la certificazione BLSD all’interno del curriculum accademico. All’interno della presentazione della manovre salvavita, è stata effettuata anche una dimostrazione del massaggiatore cardiaco automatico LUCAS 3 di Stryker®. Presenti all’evento personalità di primo piano, fra cui il Magnifico Rettore Nathan Levialdi Ghiron, il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Stefano Marini, il Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport David Della Morte Canosci, il Senatore della Repubblica e Presidente S.S. Lazio Claudio Lotito e il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi. Con il loro sostegno, la giornata ha ribadito la centralità di una formazione trasversale, capace di unire teoria, pratica e tecnologie innovative nel segno della salute e della sicurezza. Il seminario ha tracciato un percorso chiaro: il futuro dello sport e della medicina passa attraverso la conoscenza della postura, la prevenzione del doping e la diffusione di competenze salvavita. EMD112, grazie ai defibrillatori e trainer di ultima generazione, prosegue il proprio impegno nel promuovere la cultura della cardioprotezione, affinché gli atleti di domani siano al contempo professionisti consapevoli e custodi della salute collettiva. #### Presentato Disegno di Legge per rendere obbligatori corsi di formazione RCP e DAE nelle scuole La Lega ha presentato un Disegno di Legge (Ddl) per istituire l’obbligo di corsi formativi di Rianimazione Cardiopolmonare e utilizzo del Defibrillatore nelle scuole italiane. Il senatore Massimiliano Romeo e altri firmatari hanno presentato questo Ddl con l’obiettivo di formare la popolazione, in particolare quella scolastica, sulle manovre di salvataggio in caso di arresto cardiaco improvviso o di ostruzione parziale o totale delle vie aeree. Il Ddl, composto da 7 articoli, è rivolto a modificare la legge 20 agosto 2019, n. 92, che riguarda l’introduzione dei corsi di primo soccorso e defibrillazione nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’obiettivo è di introdurre corsi di primo soccorso e di protezione civile nell’ambito dell’educazione civica, tenuti da medici, infermieri e soccorritori. In questo modo, gli studenti saranno in grado di apprendere le manovre di salvataggio in caso di emergenza, sia per i pazienti pediatrici, adulti e anziani. Di seguito i punti indicati nel Disegno Di Legge: Finalità del presente disegno di legge, introduce corsi di formazione di primo soccorso BLSD e della manovra di Heimlich, con l’obiettivo di elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale; Iintroduce la modifica all’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92, prevedendo che, nell’ambito dell’educazione civica, siano introdotti corsi di primo soccorso e di protezione civile tenuti da medici, infermieri e soccorritori; Contiene un ulteriore rafforzamento del primo soccorso, prevedendo attività formative anche per le famiglie degli studenti; Individua i programmi di insegnamento dei corsi suddetti; Prevede i criteri per l’accesso all’insegnamento di queste tecniche salvavita e i requisiti del personale incaricato; Stabilisce che le disposizioni della legge si applichino a decorrere dal- l’anno successivo a quello dell’entrata in vigore della legge medesima; Dispone la copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla legge. L’arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque, senza distinzione di genere, età ed anche senza nessuna patologia cardiaca. I fatti di cronaca purtroppo riportano numerosi eventi di arresti cardiaci registrati all’interno delle scuole, spesso proprio da parte di ragazzi. L’ambito scolastico si presta in modo particolare ad accrescere la consapevolezza e alla predisposizione a intervenire in casi di eventi di questa natura, che invece diviene più complessa su parte degli adulti, che in molti casi sono prevenuti per scarse o errate informazioni al riguardo. Essere preparati fin da bambini e ragazzini a prestare soccorso e utilizzare in modo naturale un defibrillatore, avviare le manovre RCP in modo altrettanto spontaneo, potrà elevare la capacità in futuro di poter incrementare la percentuale di viste salvate prima dell’arrivo dei soccorritori, che in eventi tempo-dipendenti come l’arresto cardiaco improvviso, spesso hanno esito negativo. Fonti: https://www.infermieristicamente.it/articolo/16703/infermieri-nelle-scuole-per-insegnare-il-bls-e-la-manovra-di-heimlich-cosa-prevede-il-ddl https://www.assocarenews.it/primo-piano/pazienti/ddl-per-istituire-obbligo-corsi-rianimazione-cardiopolmonare-nelle-scuole-da-parte-di-medici-infermieri-e-soccorritori   #### Primo giorno di fiera al REAS di Montichiari (BS), il Salone Internazionale dell’Emergenza Ogni anno il REAS richiama oltre 23.000 operatori specializzati e volontari del settore emergenza di protezione civile, primo soccorso e antincendio. La fiera è un momento di incontro al servizio di enti, associazioni e aziende che mettono il lavoro in sinergia al servizio della gestione dell’emergenza. L’edizione 2018 si svolge i giorni 05-06-07 ottobre, e come ogni anno vedrà la presenza di EMD112. Dal 2018 il Salone Internazionale dell’Emergenza, fiera leader in Italia per il settore emergenza di primo soccorso, protezione civile e antincendio ha ricevuto la qualifica di “fiera internazionale”.La certificazione è un riconoscimento che certifica il valore di REAS e la sua continua crescita negli anni. Grazie anche alla collaborazione tra Hannover Fairs International GmbH (la più importante fiera mondiale dell’emergenza) e Centro Fiera di Montichiari. Presso lo stand EMD112 saranno disponibili i defibrillatori Physio-Control® LIFEPAK® CR2, Physio-Control® LIFEPAK® CR Plus, HeartSine® samaritan® PAD 350P, HeartSine® samaritan® PAD 500P , i relativi defibrillatori trainer, ed i manichini da addestramento RCP/BLSD. Lo staff EMD112 potrà inoltre supportare i richiedenti per le altre attrezzature di emergenza medica commercializzate. Quest’anno al REAS sarà possibile usufruire del concorso organizzato da EMD112 dal nome “Energia Salvavita” : 50 premi in palio per un valore di 10.000 Euro tra defibrillatori semiautomatici, defibrillatori trainer, manichini da addestramento RCP BLSD. Per partecipare al concorso è necessario registrarsi su il sito https://www.energiasalvavita.it compilando un breve quiz di 5 domande sulla cadioprotezione, in fiera basterà recarsi allo stand EMD112 (stand 5, padiglione D6), per ricevere un Energy Drink con il codice del concorso da inserire nell’area riservata del sito. L’estrazione dei premi avverrà il 12 ottobre 2018. È possibile effettuare la procedura anche direttamente in fiera, ma è comunque preferibile la pre-registrazione sul sito. Per maggiori informazioni: https://www.energiasalvavita.it https://www.heartsinepad.it/news/concorso-energia-salvavita-per-tutti-i-partecipanti-al-reas-di-montichiari-oltre-50-premi-in-palio-tra-dae-trainer-manichini/ #### Primo Soccorso aziendale: quale cassetta di pronto soccorso scegliere? La seguente guida illustra come scegliere la cassetta di primo soccorso o il pacchetto di medicazione per adeguare la propria azienda al D.Lgs 81/2008, ovvero il testo unico sulla sicurezza recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale. Art. 45 del D.lgs 81/08 e Primo Soccorso. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione sono definiti in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio, individuati dal Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successivi Decreti Ministeriali di Adeguamento, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Le aziende con TRE O PIÙ LAVORATORI sono tenute a garantire la dotazione minima indicata nell’ALLEGATO 1 del D.Lgs n. 388 del 15/07/2003; le altre aziende sono tenute a garantire la dotazione minima prevista dall’ALLEGATO 2. Classificazione delle aziende AZIENDE GRUPPO A: (ALLEGATO 1) 1) Aziende o unità produttive con attività industriale, centrali termoelettriche, aziende estrattive, ecc. 2) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavoratori, riconducibili ai gruppi tariffari INAIL. 3) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavoratori del comparto dell’agricoltura. AZIENDE GRUPPO B: ( ALLEGATO 1) Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A. AZIENDE GRUPPO C: (ALLEGATO 2) Aziende o unità produttive con meno di 3 lavoratori che non rientrano nel gruppo A. 1- Nelle aziende o unità produttive di GRUPPO A e di GRUPPO B il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, contenente la dotazione minima indicata nell’ALLEGATO 1. 2- Nelle aziende o unità produttive di GRUPPO C il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) Kit pronto soccorso, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, contenente la dotazione minima indicata nell’ALLEGATO 2. 3-Nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva, il datore di lavoro è tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all’ALLEGATO 2. Acquista le cassette di pronto soccorso e i pacchi di reintegro per le cassette di pronto soccorso ” Allegato 1″ direttamente  sul nostro sito: [Cassette e armadietti di pronto soccorso]Esaurito [Cassette e armadietti di pronto soccorso]Esaurito [Cassette e armadietti di pronto soccorso]Esaurito Acquista le cassette di pronto soccorso e i pacchi di reintegro per le cassette di pronto soccorso ” Allegato 1″ direttamente  sul nostro sito: [Cassette e armadietti di pronto soccorso]Consegna in 3/4 giorni. [Cassette e armadietti di pronto soccorso]Disponibilità immediata [Cassette e armadietti di pronto soccorso]Esaurito Approfondimento: La cassetta di P.S. e il pacchetto di medicazione contengono una serie di dispositivi e di presidi il cui impiego potrebbe essere poco adatto, se non addirittura dannoso, in alcuni casi di Primo Soccorso. Per fare alcuni esempi parliamo di alcune dotazioni: N.1 Confezione di cotone idrofilo. La consistenza del cotone è del tutto inadeguata ad una azione di pulizia e disinfezione di ferite o di cute, anche non lesa. Talvolta vi è l’errata convinzione che applicare il cotone su una ferita sia la cosa giusta da fare, non pensando alle conseguenze dovute alla perdita dei filamenti che compongono il “batuffolo” e che, inevitabilmente, risulteranno dei corpi estranei con porterebbero a un maggior rischio di infezione. Il cotone potrebbe trovare un’applicazione se inglobato in una garza, anche non sterile, in esecuzione di un bendaggio compressivo in caso di emorragia. La “compressa” formata dal cotone avvolto nella garza potrebbe infatti agire come punto di pressione su una ferita grazie a una benda adeguatamente avvolta attorno all’arto colpito. N.3 Lacci emostatici. Questo punto meriterebbe un capitolo a parte. I 3 lacci emostatici (!) previsti dall’allegato integrativo al D.M. 388/03 sono a tutti gli effetti dispositivi emostatici venosi per prelievi ematici, prodotti in materiale a base di lattice. La forma, la consistenza e il materiale che ritroviamo nei lacci inseriti nelle cassette di P.S. non possono garantire una azione di emostasi o di controllo del sanguinamento in caso di emorragie massive. Un laccio che abbia la funzione di controllare una emorragia in emergenza deve avere una larghezza specifica, la possibilità di essere posizionato con facilità a monte della ferita e stretto in maniera decisa in modo da interrompere il sanguinamento. Caratteristiche che contraddistinguono il laccio emostatico tipo “tourniquet” del quale vi parleremo nei successivi articoli. N.1 Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro. Anche in questo caso, come per il cotone, è necessario conoscere correttamente il campo di applicazione dell’antisettico in dotazione alla cassetta di primo soccorso. L’errore in cui si incorre comunemente è ritenere che la sostanza contenuta nel falcone sia adatta alla disinfezione di una cute lesa. Se non espressamente indicato nella etichetta non è possibile utilizzare un antisettico a base di “polivinilpirrolidone iodio” al 10% su una ferita aperta. Se il “campo di impiego” riportato nel flacone indica “disinfezione della cute integra” – “delimitazione del campo operatorio” o frasi simili, non si deve intervenire direttamente sulla ferita ma, eventualmente, limitarsi a un tamponamento dell’area circostante. Per una corretta disinfezione di una ferita è infatti consigliabile utilizzare la soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) anch’essa contenuta nella cassetta di primo soccorso. #### Prof. Andrea Scapigliati, presidente IRC, promuovere la cardioprotezione: una necessità impellente Il 18 aprile 2024 il Prof. Andrea Scapigliati, presidente Italian Resuscitation Council (IRC), ha inviato una lettera al direttore di Quotidianosanità.it. Andrea Scapigliati, professore associato presso l’Istituto di Anestesia e Rianimazione dell’Università Cattolica di Roma e dirigente medico nell’Unità Operativa di Cardioanestesia e Terapia Intensiva Cardiochirurgica del Policlinico Gemelli, è stato recentemente nominato presidente dell’Italian Resuscitation Council (IRC). L’IRC è un gruppo italiano dedicato alla rianimazione cardiopolmonare, composto da medici di varie specialità e infermieri, tutti impegnati attivamente nella rianimazione cardiopolmonare sia in ambito ospedaliero che extra ospedaliero. Fondato nell’ottobre del 1994, l’Italian Resuscitation Council ha come missione principale la diffusione della cultura e delle pratiche organizzative della rianimazione cardiopolmonare in Italia. È evidente quanto sia autorevole e indicativa la testimonianza  del Prof. Scapigliati. Di seguito riportiamo il contenuto pubblicato, comprensivo di alcune nostre integrazioni. Per leggere il testo completo originale trovate il link a fine articolo. La recente e tragica morte di Mattia Giani, avvenuta il 14 aprile 2024 sul campo di calcio, ci costringe a riflettere profondamente sulla necessità di migliorare la risposta al soccorso in caso di arresto cardiaco. Questo evento doloroso, che segue di dodici anni quello di Piermario Morosini, sottolinea quanto sia cruciale sapere come agire in situazioni di emergenza cardiaca: riconoscere l’arresto cardiaco, chiamare il 112, iniziare le compressioni toraciche e utilizzare il defibrillatore automatico/semiautomatico esterno (DAE). Ogni anno, in Italia, circa 60.000 persone muoiono per arresto cardiaco improvviso, 1 ogni 1.000 abitanti, circa 7 ogni ora. Con una diffusione capillare dei DAE sul territorio, una maggiore consapevolezza, l’attivazione precoce di manovre di primo soccorso da parte dei “first responder” (prime persone a intervenire e prestare soccorso, prima dell’arrivo dei sanitari. Perlopiù utenti laici, ovvero cittadini senza preparazione specifica), potrebbe portare al salvataggio fino al 70% dei casi, che corrisponde a oltre 40.000 vite salvate ogni anno solo in Italia. Questi numeri evidenziano l’urgenza di una cultura diffusa del soccorso tra la popolazione. Nonostante i progressi normativi e le iniziative di sensibilizzazione, c’è ancora molto da fare per ridurre il numero di decessi evitabili. La legge 189 del 2012 ha imposto alle società sportive l’obbligo di dotarsi di DAE e di formare il personale. Nel 2021, la legge 116 ha rafforzato questi obblighi, estendendo la dotazione di DAE anche agli allenamenti e promuovendo una rete capillare di defibrillatori nei luoghi pubblici e di viaggio. La legge protegge inoltre il soccorritore da eventuali conseguenze legali, incoraggiando l’uso del DAE anche da parte di chi non è stato specificamente formato, grazie all’assistenza telefonica del 118. Ulteriori approfondimenti vi invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato sulla normativa che regolamenta obbligo e modalità di impiego dei DAE. Per prevenire morti evitabili, è fondamentale che la disponibilità dei DAE (automatici o semiautomatici non fa differenza sulla capacità salvavita dei dispositivi), sia accompagnata da una crescente cultura del soccorso. Sensibilizzare, informare e formare la popolazione sono passi essenziali. È necessario rassicurare sulle responsabilità del soccorritore, fornire informazioni chiare e corrette, facilitare la comunicazione con i servizi di emergenza e promuovere l’acquisizione di competenze pratiche e durature. Le scuole rappresentano un nodo cruciale per la diffusione di questa cultura. Coinvolgere le istituzioni sportive, i luoghi di lavoro e le comunità residenziali è altrettanto importante per creare un ambiente sicuro e preparato a intervenire in caso di emergenza cardiaca. La prevenzione primaria, attraverso visite mediche obbligatorie per chi pratica sport agonistico e fortemente consigliate per i dilettanti, è essenziale per identificare chi è a rischio aumentato di arresto cardiaco. Tuttavia, se l’arresto cardiaco si verifica, è vitale riconoscerlo e gestirlo immediatamente secondo le indicazioni mediche consolidate. Come sempre EMD112 intende dare il proprio contributo alla diffusione di messaggi rivolti alla cardioprotezione e sensibilizzazione verso i cittadini, come in questo caso. Solo con un impegno collettivo possiamo sperare di ridurre il numero di morti evitabili e rendere le nostre comunità più sicure. Fonte: https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=121634 #### Progetto “Cuore in Comune” Grazie al progetto della Armando Curcio Comuni d’Italia, il Palasport Amedeo Ruggi di Imola è stato dotato di un defibrillatore di ultima generazione Stryker LIFEPAK® CR2per la cardioprotezione di atleti e pubblico.Il progetto “Cuore in Comune” contribuisce a salvare vite umane, permette di agire tempestivamente nel momento dell’emergenza e promuovendo una cultura di salvaguardia della salute dei cittadini Il Palasport di Imola registra ogni giorno l’ingresso oltre 300 persone di età compresa fra 15 e 30 anni, mentre nel periodo delle manifestazioni si arriva anche a 2.000 persone dai 3 anni fino a 75 anni. La presenza di un defibrillatore oltre all’obbligo di legge del Decreto Balduzzi, è anche un impegno sociale e civile importante, per questo la scelta del defibrillatore è andata nella direzione della massima qualità e garanzie. Il Progetto “Cuore in Comune” ha coinvolto le aziende del territorio la cui adesione ha reso possibile questo importante traguardo. Il lavoro, infatti, prevede anche un’importante azione di sensibilizzazione dei cittadini dei rispettivi comuni, tramite la pubblicazione di un libro sul primo soccorso e sull’uso dei defibrillatori. Il libro contiene anche una mappa dei DAE già disponibili sul territorio comunale e sarà diffuso gratuitamente alle scuole e ai cittadini. Una APP con gli stessi contenuti da oggi può essere installata sul cellulare di tutti i cittadini e su tablet e computer. In questo modo si porta a compimento a Imola un percorso di formazione che, assieme agli strumenti già disponibili sul territorio, alimenta la cultura del primo soccorso e attiva la catena salvavita, aumentando il grado di sicurezza dei cittadini. Oggi può essere installata sul cellulare di tutti i cittadini e su tablet e computer. In questo modo si porta a compimento a Imola un percorso di formazione che, assieme agli strumenti già disponibili sul territorio, alimenta la cultura del primo soccorso e attiva la catena salvavita, aumentando il grado di sicurezza dei cittadini. #### Progetto “Cuor di Fere”, la Ternana Calcio acquista 3 defibrillatori samaritan portando a 5 i DAE Il settore giovanile della Ternana Calcio da il vita al progetto “Cuor di Fere”, presentato giovedì 12 novembre 2015  presso la sala stampa dello stadio Libero Liberati, ed  ha visto la partecipazione del responsabile del settore giovanile Luciano Nonni, Alberto Frattaroli referente organizzativo e il coordinatore dei fisioterapisti Daniela Mancini lo stadio Libero Liberati. La Ternana Calcio ha aumentato il numero di defibrillatori a disposizione da due a cinque, dislocati in varie parti e campi della città. La società calcistica, attiva da anni nella prevenzione e nella cardio-protezione, ha deciso di andare oltre gli obblighi di legge e rendere lo stadio quanto più sicuro possibile nella massima tutela dei tifosi e della collettività. Circa 60 mila persone l’anno  in Italia  muoiono per arresto cardiaco improvviso e tra gli sportivi l’incidenza è ancora maggiore, non tanto tra professionisti e agonisti, quanto tra gli atleti amatoriali. Per la persona colpita da arresto cardiaco, ogni minuto che passa è di vitale importanza: in soli 60 secondi, infatti, si abbassano del 10% le sue possibilità di restare in vita. Dopo soltanto 5 minuti di tempo, le possibilità di salvezza scendono al 50%. Se non viene erogato uno shock al cuore entro i primi 3-5 minuti, le probabilità che un individuo ha di sopravvivere si aggirano attorno al 5%. Per questo motivo, oltre il 70% delle vittime di arresto cardiaco muore prima di raggiungere l’ospedale. L´utilizzo immediato di un defibrillatore semi-automatico può offrire al paziente molte possibilità di salvezza, facendo salire il tasso di sopravvivenza sino all’ 75%. EMD118 ha fornito alla società Ternana Calcio 3 defibrillatori HeartSine samaritan PAD 350P che si aggiungono ai 2 DAE esistenti. I defibrillatori saranno posizionati nell’infermeria principale del settore giovanile al ‘Liberati, nel magazzino ubicato sotto la curva est-Viciani (utilizzato anche per trasferte in pulman), nell’impianto sportivo ‘Strinati’ di via Vulcano, nell’infermeria del campo di S. Antonio in viale Proietti Divi e nell’infermeria dell’Angel soccer’ di via Piemonte. I dispositivi salvavita samaritan sono a disposizione del personale autorizzato, 22 operatori opportunamente formati all’utilizzo dei defibrillatori. I defibrillatori samaritan sono all’avanguardia per leggerezza (solo 1,1Kg), resistenza all’umidità (IP56) e forniscono segnali acustici e visivi utili al personale che li utilizza semplici e chiari a supporto delle manovre salvavita. “Il progetto di cardio-protezione Cuor di Fere  – dichiara Andrea Ferro, Product Manager di EMD118 – dovrebbe essere di esempio per tutte le altre società sportive”. Il Dottor Mancini, con l’ausilio di un manichino trainer, ha simulato un intervento di RCP con BLS/D, mettendo in mostra i comandi vocali emessi dal defibrillatore, guida utile a supporto dell’operatore anche per verificare la correttezza dell’intensità della pressione nel massaggio cardiaco. Premi qui per vedere il video #### Progetto “Cuore in Comune”, consegnato a Imola un defibrillatore Stryker LIFEPAK® CR2 Grazie al progetto della Armando Curcio Comuni d’Italia, il Palasport Amedeo Ruggi di Imola è stato dotato di un defibrillatore di ultima generazione Stryker LIFEPAK® CR2 per la cardioprotezione di atleti e pubblico. Il progetto “Cuore in Comune” contribuisce a salvare vite umane, permette di agire tempestivamente nel momento dell’emergenza e promuovendo una cultura di salvaguardia della salute dei cittadini Il Palasport di Imola registra ogni giorno l’ingresso oltre 300 persone di età compresa fra 15 e 30 anni, mentre nel periodo delle manifestazioni si arriva anche a 2.000 persone dai 3 anni fino a 75 anni. La presenza di un defibrillatore oltre all’obbligo di legge del Decreto Balduzzi, è anche un impegno sociale e civile importante, per questo la scelta del defibrillatore è andata nella direzione della massima qualità e garanzie. Il Progetto “Cuore in Comune” ha coinvolto le aziende del territorio la cui adesione ha reso possibile questo importante traguardo. Il lavoro, infatti, prevede anche un’importante azione di sensibilizzazione dei cittadini dei rispettivi comuni, tramite la pubblicazione di un libro sul primo soccorso e sull’uso dei defibrillatori. Il libro contiene anche una mappa dei DAE già disponibili sul territorio comunale e sarà diffuso gratuitamente alle scuole e ai cittadini. Una APP con gli stessi contenuti da oggi può essere installata sul cellulare di tutti i cittadini e su tablet e computer. In questo modo si porta a compimento a Imola un percorso di formazione che, assieme agli strumenti già disponibili sul territorio, alimenta la cultura del primo soccorso e attiva la catena salvavita, aumentando il grado di sicurezza dei cittadini. “Cuore in Comune” si occupa dei cittadini, in particolar modo dei più deboli, informandoli e promuovendo iniziative in loro sostegno. Tramite la raccolta di adesioni a livello locale, tra le tante attività svolte, pro vvede alla raccolta fondi e donazione defibrillatori di ultima generazione a centri con grande affluenza come scuole, centri sportivi, parchi e luoghi pubblici, centri commerciali. Il direttore di Armando Curcio Comuni d’Italia è infatti il giornalista  Maurizio Costanzo. Siamo lieti di vedere sempre più attenzione alla ricerca e adozione di defibrillatori, ricercando caratteristiche qualitative e plus che possano fare differenza nel caso di strumenti salvavita. Per coloro che invece non prestano troppa attenzione a caratteristiche, garanzie e qualità, ricordiamo che in Italia ogni anno muoiono oltre 60.000 persone per arresto cardiaco, ovvero 164 al giorno, 7 ogni ora. L’arresto cardiaco può colpire chiunque, dal bambino alla persona anziana. Scegli il defibrillatore con la cura ed il pensiero che un giorno possa capitare di averne bisogno per una persona che ti sta davvero a cuore. #### Progetto “Io vivo a Luino”: il Rotary Laveno Luino – Alto Verbano ha donato un defibrillatore HeartSine Nella serata di venerdì 18 maggio si è svolto un incontro, organizzato dall’amministrazione comunale di Luino, durante il quale è stato presentato ai cittadini il progetto “Io vivo a Luino”. Davanti ad una sala consiliare gremita, sono stati donati al Comune i primi due defibrillatori semiautomatici esterni che verranno installati sul territorio entro il mese di luglio. I due dispositivi salvavita sono stati donati l’uno dagli “Amici dell’architetto Marco Lanella”, che è stato ricordato nel corso della conferenza, e l’altro, un samaritan PAD della HeartSine, dal Rotary Laveno Luino – Alto Verbano, rappresentato dal presidente Tullio Macchi. Il progetto “Io vivo a Luino”, fortemente voluto dal Comune, è partito, per l’appunto, da un gruppo di amici luinesi legati all’architetto Marco Lanella, scomparso nel dicembre del 2015 a causa di un arresto cardiaco. Costoro, dopo circa un anno dalla scomparsa di Marco, decisero di organizzare una cena in Agra per raccogliere i fondi necessari ad acquistare un DAE da posizionare nella strada in cui perse la vita il loro caro amico: via XXV Agosto. Oltre a questo dispositivo salvavita, poi, come è stato anticipato poc’anzi, è stato presentato anche il defibrillatore donato dal Rotary Laveno Luino – Alto Verbano. Durante la serata, il consigliere Laura Frulli, assieme alla collega Giovanna Ballinari, hanno spiegato come in questi mesi si siano adoperate per questo importantissimo progetto, che, nei prossimi anni, vedrà l’installazione di una ventina di defibrillatori ad accesso pubblico sparsi su tutto il territorio comunale. “Le parole d’ordine di questa serata sono ringraziamento e coinvolgimento. Un grazie a chi, dopo aver subito una così grande perdita, ha trasformato il proprio dolore in forza per far sì che una fine potesse diventare un inizio importante per tutta la popolazione. È stata un’iniziativa significativa, che ci ha permesso di lavorare su un progetto ancora più grande. Un ringraziamento particolare va anche al Rotary, che in questi anni si sta spendendo nell’acquisto di defibrillatori da destinare alla comunità del nostro territorio” – ha dichiarato la Frulli. A prendere la parola poi è stato il sindaco di Luino, Andrea Pellicini: “Un saluto di cuore a Giovanna Ballinari, che nelle scorse settimane ha avuto un grande lutto con la scomparsa del marito. Lentamente sta ripartendo, non è facile, e questo è un progetto che l’ha vista protagonista insieme a Laura. Il mio grazie va anche alla dottoressa Consolmagno, commissario della Polizia di Luino, presente in sala, e anche al presidente Pierfrancesco Buchi e alla Croce Rossa di Luino. Questo è un progetto che li riguarda da vicino”. Durante la serata, poi, è intervenuto anche il dottor Guido Garzena, responsabile AREU Lombardia, che ha mostrato ai presenti l’instancabile lavoro e le modalità di intervento che i volontari del 118 compiono quotidianamente per tutelare la salute dei cittadini. Dalla chiamata al primo soccorso, dall’intervento dell’ambulanza fino all’arrivo in ospedale. Questi i punti raccontati nel dettaglio dal dottor Garzena, che ha visto la platea ascoltare in modo interessato. Il suo discorso, infine, è terminato sottolineando l’importanza della presenza dei defibrillatori nei luoghi pubblici, ricordando come l’avvio del progetto in Lombardia è avvenuto a Maccagno, dove negli scorsi anni è stato installato un apparecchio nei pressi della farmacia. In seguito sono stati posizionati a Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Legnano. “Dove c’è un estintore, oggi ci deve essere anche un defibrillatore. Siamo soddisfatti dei risultati finora ottenuti: sono circa sei mila i defibrillatori presenti nelle città e nei paesi della Lombardia, seicento in provincia di Varese, dove sono state formate ben 15mila persona al primo soccorso” – ha concluso. “Mi trovo qui questa sera mio malgrado per due motivi” – ha proseguito Cesare Lanella, fratello di Marco. “Uno è oggettivo: se sono qui io oggi, significa che qualcuno manca. E il secondo motivo è una battuta, significa che questo qualcuno ora sarà da qualche parte a prendermi in giro. Ne sono certo. Non posso far altro che ringraziare veramente tanto gli amici che hanno promosso questa iniziativa, io sono solo un tramite. I veri motori di questa iniziativa, che noi abbiamo avallato come famiglia, sono gli amici di Marco, Claudio, Tato, Marco Panchetti, Davide, Gianni, Luca…e anche quelli che non vedo e che non sono presenti. Sono tutti amici che hanno permesso di organizzare questa cosa. Un grazie anche alla consigliera Laura Frulli e a Stefano Morassi: con loro abbiamo deciso di installare il defibrillatore in un luogo simbolico, cioè dirimpetto al luogo dove è capitata la sventura”. A chiudere, invece, è stato il presidente del Rotary Laveno Luino – Alto Verbano, Tullio Macchi: “In tredici anni di vita del Rotary questo è il quindicesimo defibrillatore che doniamo al territorio. Tutto è iniziato con il progetto “Cuore in Rete” e abbiamo sempre cercato di fare una donazione a qualche associazione. Quest’anno ne abbiamo donati tre nel mese di aprile, uno alla Polizia di Stato, uno ai Vigili del Fuoco e uno ad una società sportiva. Un grazie a tutte le persone che ci sostengono e che, venendo alle cene che organizziamo, ci permettono di raccogliere fondi da destinare all’acquisto di un ulteriore defibrillatore”. #### Progetto “Nel cuore dell’estetica”: Epil 12 Srl è il primo centro estetico cardioprotetto di tutta la Sardegna Il centro di bellezza Epil 12 Srl di Sassari è il primo studio estetico di tutta la Sardegna che ha scelto di cardioproteggere i propri clienti dotandosi di un defibrillatore DAE HeartSine samaritan PAD 500P. “Nel cuore dell’estetica” è un altro progetto di Simona Buono e Massimiliano Pastore di MaxMedical, già padri del progetto “La fisioterapia del cuore”. Pioniere del progetto “Nel cuore dell’estetica”, ideato da Simona Buono (rappresentante EMD118 dei defibrillatori HeartSine) e Massimiliano Pastore (titolare di MaxMedical, rivenditore dei defibrillatori DAE HeartSine per il nord della Sardegna), il centro di bellezza Epil 12 Srl di Sassari, situato in Via dei Mille n° 48, è il primo centro estetico di tutta l’isola dotato di un defibrillatore semi-automatico esterno. All’interno del centro estetico, infatti, è stato installato un samaritan PAD 500P della HeartSine, l’unico defibrillatore al mondo dotato di RCP Advisor, un algoritmo brevettato dalla HeartSine in grado di guidare il soccorritore durante le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP). Tale sistema, infatti, mediante un elettrocardiogramma ad impedenza, è in grado di misurare la reale efficacia delle compressioni toraciche eseguite sul paziente. Non è un caso che la scelta dei titolari della Epil 12 Srl sia ricaduta proprio sul PAD 500P: da sempre, infatti, il centro estetico di Sassari utilizza strumentazioni tecnologicamente avanzate per i trattamenti da offrire alla propria clientela. Pertanto, anche in materia di cardioprotezione, hanno deciso di acquistare un prodotto top di gamma. Via dei Mille, tra l’altro, è una zona molto trafficata della città di Sassari: nelle vicinanze del centro estetico, infatti, sono presenti numerose attività commerciali, alcuni grandi magazzini e la Palestra Silvio Pellico, che sorge proprio sulla stessa strada della Epil 12 Srl. Pertanto, il DAE posizionato all’interno del centro estetico potrebbe essere utilizzato anche per salvare la vita di un passante. Invero, non è raro che l’arresto cardiaco colpisca proprio per strada e, in questi casi, diviene di vitale importanza avere un DAE a portata di mano: il defibrillatore, infatti, è l’unico dispositivo salvavita in grado di ripristinare nel paziente una normale frequenza cardiaca, salvandolo da morte certa. L’augurio di Massimiliano, Simona e di EMD112 è quello che la cultura della cardioprotezione si diffonda sempre più per far sì che sempre più persone, ogni anno, possano sopravvivere ad un arresto cardiocircolatorio, spietato killer che ogni anno, solo in Italia, toglie la vita a circa 70.000 persone. #### Progetto “Un dono nel cuore”: acquistati due defibrillatori samaritan L’associazione di promozione sociale Castel Raniero, grazie alle offerte del pubblico che ha partecipato alla scorsa edizione dell’evento CASTEL RANIERO IN FESTA, ha potuto realizzare il progetto UN DONO NEL CUORE mediante il quale sono stati acquistati due defibrillatori semiautomatici esterni HeartSine samaritan PAD. Uno dei due defibrillatori è stato collocato nella sala Don Vittorio Berdondini, all’interno del circolo parrocchiale della chiesa di Sant’Apollinare. L’altro, invece, è stato donato al comitato della Croce Rossa Italiana di Faenza. La consegna è avvenuta giovedì 27 aprile in presenza di Monsignor Mariano Pignatelli Faccani e dell’Assessore del Comune di Faenza, Antonio Bandini. La Croce Rossa faentina, ricambiando il gesto, ha offerto un corso di formazione BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) a 15 persone dell’A.P.S.. Durante il corso di formazione verrà fornita la conoscenza teorica dei fattori che possono scatenare un arresto cardiaco e una dimostrazione pratica sulle manovre da compiere in caso di necessità. Infine, verranno mostrati i corretti protocolli da seguire nel caso si debba soccorrere un paziente colpito da cardio-circolatorio mediante l’uso di un defibrillatore semiautomatico esterno. La L.R. 17.07.2007 nr. 18, per chi non lo sapesse, promuove l’utilizzo dei defibrillatori DAE nella regione Emilia Romagna e il decreto Balduzzi, che dovrebbe entrare finalmente in vigore il 30 giugno 2017, ne ha imposto la dotazione ad alcuni enti e società sportive. Benché l’A.P.S., ad oggi, non rientri nelle predette categorie obbligate a dotarsi di questi dispositivi salvavita, si è voluto dimostrare come da una buona pratica di prevenzione possa nascere un gesto d’amore sia nei confronti dei soci e parrocchiani di tutte le età che partecipano alle iniziative delle quali l’associazione è promotrice, sia per i tantissimi faentini che quotidianamente scelgono come meta la località di Castel Raniero per passeggiate, corsa, escursioni, ciclismo, escursioni in mountain bike tra i campi. L’obiettivo del progetto è anche quello di richiamare l’attenzione e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conoscenza e sulla diffusione di questi punti salvavita all’interno della comunità, come peraltro avviene da tempo in altre realtà territoriali, con l’ambizione, in un prossimo futuro, che il maggior riconoscimento e il maturato rispetto dei defibrillatori possano permettere di posizionare il DAE all’esterno della struttura parrocchiale, quale costante punto salvavita nella frazione di Castel Raniero. Un ringraziamento sentito è stato fatto alla nostra ditta, la Echoes S.r.l. di Scarperia e San Piero (FI), che ha fornito i due defibrillatori  semiautomatici esterni all’associazione. Inoltre, comprendendo i nobili fini e la realtà non lucrativa dell’A.P.S., Echoes S.r.l. ha con grande attenzione riservato le migliori condizioni praticabili per l’acquisizione dei due DAE. #### Progetto di EMD112 e Emergenza Sordi: operazioni di soccorso con defibrillatori adatti alle persone sorde La comunità mondiale di sordi conta circa 83 milioni di persone. Nel 2013 le persone sorde in Italia erano circa 850.000, mentre più in generale, circa l’8% della popolazione in Italia ha problemi di udito, corrispondente a circa 5 milioni di persone. Quando si verificano eventi catastrofici o incidenti di origine naturale e/o artificiale, raramente si focalizza l’attenzione verso quella parte della popolazione che presenta disabilità, in particolar modo sui sordi, pur sapendo che corrono un maggiore rischio rispetto agli altri cittadini. Il terremoto di Amatrice avvenuto il 24 agosto 2016, ha messo in evidenza delle falle riguardo alla comunicazione specifica per la popolazione sorda e la mancanza di un database in cui fossero inserite le persone con disabilità, creando molte difficoltà nella ricerca delle loro abitazioni. In seguito a questo evento, Luca Rotondi assieme a Marta Zuddas hanno sviluppato il progetto Emergenza Sordi. A tal proposito è stata creata sul social network Facebook una pagina dal titolo “Emergenza Terremoto Sordi – Deaf Earthquake Safety Check”, in seguito rinominata “Emergenza Sordi a 360 gradi”, con lo scopo di creare un “ponte” di comunicazione tra i sordi, i loro familiari ed i soccorritori per avere informazioni sulla loro ubicazione e dirigere tempestivamente i soccorsi. Luca Rotondi è un biologo 4 quattro Master Universitari di cui uno di II livello in “Protezioni da Eventi CBRNe (Chimico Biologico Radio Nucleare Esplosivo)” e lavora come impiegato nel campo della comunicazione istituzionale di una pubblica amministrazione. Si occupa delle varie tipologie di emergenze riguardanti le persone sorde. Marta Zuddas è una biologa specializzata in Microbiologia e Virologia disoccupata, ed è vicepresidente della sezione provinciale ENS (Ente Nazionale Sordi) di Cagliari. Luca e Marta sono 2 biologi iscritti all’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB), Istruttori Nazionali BLSD e PBLSD, ed anche antincendio a rischio basso/medio/alto. Insegnano le manovre di disostruzione, la rianimazione cardiopolmonare RCP e l’impiego del defibrillatore sia ai sordi (anche tramite la Lingua dei Segni Italiana) che agli udenti. Le persone con disabilità, durante i disastri e le emergenze pubbliche, sono molto più vulnerabili rispetto alla popolazione generale. Le disfunzioni fisiche, sensoriali e cognitive possono causare maggiori difficoltà nella ricezione e nella comprensione delle informazioni di allarme e di emergenza rendendo difficile adottare le misure appropriate. Le persone sorde comunicano con la Lingua Dei Segni, che come per la lingua parlata corrisponde alla lingua di ciascuna nazione (quella italiana prende il nome di LIS), ed hanno a disposizione una Lingua Dei Segni Internazionale, detta anche Gestuno. La Lingua Dei Segni Internazionale, è una lingua dei segni sviluppata dalla fondazione del World Federation of the Deaf negli anni ’50 del ‘900. Partendo dalla considerazione che, durante i congressi organizzati dalla Federazione Mondiale dei Sordi a partire dal 1951, i partecipanti erano in grado di comunicare tra loro e condurre molte delle attività previste dal programma, pur provenendo da diversi Paesi, era stato deciso di compilare una lista di segni “internazionali”, che facilitasse il superamento delle barriere linguistiche. La Commissione Internazionale di esperti della Federazione Mondiale dei Sordi nel 1975 pubblicò il volume intitolato Gestuno. International Sign Language of the Deaf / Langage Gestuel International des Sourds, in cui erano stati selezionati i segni spontanei e più usati dai sordi di diversi Paesi, circa 1.500 segni. La comunicazione emergenziale volta ad un pubblico sordo deve essere mirata ed adattata alla sua condizione utilizzando la lingua dei segni, sottotitoli ed eventualmente anche l’audio. Queste comunicazioni devono essere largamente diffuse, in particolar modo attraverso i social network come Facebook, Twitter, Telegram e Whatsapp, in quanto rappresentano le piattaforme più usate dai sordi dato che i mass media (ed esempio la televisione) si rivolgono quasi totalmente a spettatori udenti. EMD112 e Emergenza Sordi hanno stipulato un protocollo di intesa con un obiettivo preciso: nelle operazioni di soccorso impiegare un defibrillatore adatto alle persone sorde. Ma non solo, tramite i nostri canali daremo visibilità alle attività di Emergenza Sordi, ampliando questo messaggio su tutto ciò che riguarda l’emergenza/urgenza anche al di fuori del defibrillatore. Siamo felici ed orgogliosi di partecipare a questo progetto, per aiutare a salvare vite umane. #### Progetto Taxicardia, altri 10 defibrillatori installati sui taxi di Torino Dal 30 aprile 2021 altri 10 taxi di Torino sono dotati di defibrillatore. I defibrillatori di ultima generazione HeartSine® samaritan® PAD 350P, sono stati donati dall’associazione Specchio Dei Tempi. La Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi è una Onlus sostenuta dalla solidarietà dei lettori del giornale La Stampa e dei cittadini torinesi, con 65 progetti di impatto sociale attivi, tra questi anche la prevenzione e la cardioprotezione del proprio territorio. Il progetto Taxicardia, sviluppato assieme alla Cooperativa Taxi Torino, prevede la formazione di primo soccorso dei tassisti e la presenza dei defibrillatori all’interno dei taxi, così da poter cardioproteggere i clienti trasportati, i passanti a vettura ferma in attesa, oppure nel transito per le strade cittadine se in servizio. Ad oggi sono 50 i tassisti formati con corsi BLSD, organizzati da AICR – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco”, che li abilitano all’uso del defibrillatore. Il progetto è di dotare di defibrillatore tutti i mezzi dei tessiti che hanno superato il corso BLSD. Nei prossimi mesi saranno dotati di defibrillatore anche tutti gli altri taxisti che hanno superato questo corso. Taxicardia fornisce un prezioso contributo alla cardioprotezione dei cittadini torinesi, poiché solo con un intervento immediato, entro i primissimi minuti dall’insorgere dell’arresto cardiaco improvviso, si hanno alte possibilità di salvare una vita senza conseguenze. Nella quasi totalità dei casi, i mezzi di soccorso del 118 riescono ad arrivare entro i primi 5 minuti dall’evento, considerando che solo tra il verificare del malessere, contattare la centrale operativa del 118, attivare l’ambulanza da parte della centrale, è un processo che richiede alcuni minuti. A queste tempistiche dobbiamo aggiungere l’arrivo sul target e l’avvio delle manovre RCP. E’ quindi fondamentale, avere i defibrillatori già presenti in loco, per un intervento immediato da parte dei presenti (First Responder) prima dell’arrivo dei soccorritori. #### Progetto UNIPAD, 5 defibrillatori automatici DAE all’Università di Ancona Progetto UNIPAD, 5 defibrillatori DAE all’Università di Ancona In questi giorni all’Università Politecnica delle Marche è stato presentato il nuovo progetto UNIPAD con la consegna ufficiale di 5 DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) da collocare presso le sedi dell’UNIVPM di Ancona. Con il termine PAD (Public Access Defibrillation) si definisce una nuova strategia di intervento con la quale realizzare un progetto di defibrillazione precoce sul territorio. L’obiettivo è quello di ridurre i tempi di intervento rianimatorio per limitare il più possibile il numero delle persone che ogni anno muoiono in conseguenza di un ACC (Arresto Cardio-Circolatorio). Con l’attivazione di questi progetti sull’intero territorio nazionale ci si propone di aumentare il tasso di sopravvivenza delle persone colpite da MIC. Ogni giorno, infatti, l’arresto cardiaco improvviso miete vittime di ogni età, sesso, condizioni di salute e stato sociale. E il tempo, in questo caso, rappresenta lo spartiacque tra la vita e la morte. La finalità del progetto è il trattamento immediato delle persone colpite da ACC: per ogni minuto che passa, infatti, senza la defibrillazione le percentuali di sopravvivenza dell’individuo offeso diminuiscono del 7-10% e se la vittima di arresto cardiaco non viene defibrillata entro 10 minuti, le sue possibilità di salvezza scendono a meno del 2%. In alcune città italiane che per prime hanno avviato programmi PAD, come ad esempio Piacenza, a distanza di un anno si è registrato un aumento della sopravvivenza dal 6/7% al 14,5%. Estendendo queste percentuali su tutto il territorio italiano significherebbe salvare circa 10000 persone che altrimenti sarebbero destinate a morire. A Rochester, nel Minnesota, con una più radicale distribuzione dei DAE ai poliziotti, la percentuale di sopravvivenza è salita al 45%. L’uso dei defibrillatori automatici, infatti, ha il notevole vantaggio di non richiedere particolari abilità da parte dei sui utilizzatori: sono progettati per essere utilizzati anche da soccorritori senza esperienza e nelle più svariate condizioni ambientali. Tanto è vero, che una volta riconosciuto l’arresto cardiaco, occorre solamente connettere adeguatamente l’apparecchio al paziente ed eseguire le istruzioni emesse dalla guida vocale del defibrillatore stesso. Da test clinici effettuati è emerso che un personale di soccorso che fa uso di DAE eroga lo shock mediamente un minuto prima del personale dotato di defibrillatore manuale; persino i bambini impiegano circa 90 secondi per capire come funziona un defibrillatore automatico e sono in grado di usarlo seguendo le istruzioni ricevute dallo stesso.   Se si considera che nella migliore delle ipotesi il tempo medio di arrivo di un’ambulanza varia tra gli 8 e i 12 minuti, ci si rende immediatamente conto dell’importanza di avere un DAE nelle vicinanze del luogo in cui avviene l’evento drammatico. Un defibrillatore automatico è in grado di analizzare autonomamente il ritmo cardiaco del paziente e riesce persino a valutare se è necessaria l’erogazione di uno shock. Per utilizzare un DAE non è fondamentale avere esperienza medica, ma è opportuno partecipare a quelle poche ore di addestramento necessarie per imparare a salvare una vita umana. A questo proposito, una legge dello Stato (D.Lgs. N. 69 del 15 Marzo 2004) ha stabilito che un defibrillatore semiautomatico può essere utilizzato  in sede intra ed extra-ospedaliera anche da personale sanitario non medico e da personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.     #### Progetto Vita: “Tra un anno 150 defibrillatori nei condomini” A Piacenza, la città più cardioprotetta d’Italia, è nato Progetto Vita Condomini, un progetto strutturato di cardioprotezione dedicato, per l’appunto, ai condomini e alle abitazioni. Si partirà da Viale Dante, quartiere che conta il maggior numero di arresti cardiaci della città. Al termine del percorso di cardioprotezione condominiale, che durerà circa un anno, a Piacenza ci saranno 150 defibrillatori “di quartiere”. Ad oggi sono soltanto due i condomini cardioprotetti della città e in uno di questi, in via Campagna, un uomo è stato salvato grazie all’uso tempestivo del dispositivo salvavita. Da questo fatto è partita la nuova sfida di Progetto Vita e lo scopo è quello di capire se la cardioprotezione di quartiere possa fare aumentare ulteriormente la sopravvivenza da arresto cardiaco. “L’80% dei casi di arresto cardiaco si verifica nei condomini – ha spiegato Daniela Aschieri, presidente di Progetto Vita – mentre la Legge italiana prevede l’obbligo dei defibrillatori solo nello sport, ma non è quello il mondo più colpito dall’arresto cardiaco. I numeri parlano chiaro e indicano che sono le nostre case, ancora di più nel caso dei condomini, sono i luoghi dove l’arresto cardiaco si verifica più di frequente e con esiti quasi sempre fatali. Nelle abitazioni, infatti, i tempi di soccorso sono ancora più lunghi del normale. Come abbiamo ripetuto più volte, se viene utilizzato un defibrillatore entro i primi tre minuti dall’arresto cardio-circolatorio, la percentuale di sopravvivenza sale al 75%. Per ogni minuto che passa tra il malore e la defibrillazione, le possibilità di tornare a vivere, con un’esistenza normale, si abbassano del 10%”. Domani, sabato 17 giugno 2017, alle ore 18:00, in occasione del Memorial Saltarelli, l’evento in cui Progetto Vita premia i salvati da un defibrillatore e i loro salvatori, l’associazione presieduta dall’Aschieri donerà i primi defibrillatori che verranno posizionati all’interno dei condomini piacentini. Fonte: http://www.piacenza24.eu/l80-degli-arresti-cardiaci-avviene-casa-progetto-vita-tra-un-anno-150-defibrillatori-nei-condomini/ #### Quali fattori incidono sul corretto calcolo della scarica elettrica del defibrillatore L’impedenza è la misura di quanto un circuito elettrico si oppone al passaggio della corrente alternata. Possiamo pensare all’impedenza come a una resistenza generale che un circuito oppone quando riceve energia elettrica che cambia continuamente direzione (come accade nella corrente alternata). Tecnicamente, l’impedenza (indicata con la lettera “Z” e misurata in Ohm, simbolo Ω) comprende: una parte reale, detta resistenza (R), che consuma energia sotto forma di calore; una parte immaginaria, detta reattanza (X), che immagazzina temporaneamente energia senza dissiparla. Matematicamente è rappresenta così: Z = R + jX Impedenza nei defibrillatori Nel contesto dei defibrillatori, l’impedenza assume un ruolo fondamentale durante l’erogazione della scarica elettrica salvavita. I defibrillatori di nuova generazione misurano automaticamente l’impedenza del corpo del paziente attraverso le piastre adesive. Questo valore varia generalmente tra 20 Ω e 200 Ω. Tale range di impedenza è influenzato da diversi fattori: Dimensioni e costituzione del corpo: persone di dimensioni maggiori o con più massa corporea tendono ad avere un’impedenza inferiore (resistenza minore), mentre persone minute, bambini o soggetti molto magri possono avere impedenze maggiori; Tipo e posizione degli elettrodi: una corretta adesione e posizione degli elettrodi riduce l’impedenza, permettendo una migliore conduzione della scarica; Umidità e peluria sulla pelle: sudore, peli o la presenza di creme o oli possono alterare l’impedenza aumentando la resistenza al passaggio della corrente. Perché l’impedenza è importante nei defibrillatori? La misurazione dell’impedenza permette al defibrillatore di regolare automaticamente l’intensità della scarica elettrica. Un’impedenza troppo alta potrebbe ridurre l’efficacia della scarica perché limita il passaggio della corrente necessaria a ripristinare il ritmo cardiaco. Al contrario, un’impedenza troppo bassa richiederebbe una minore energia per ottenere lo stesso risultato. La maggior parte dei defibrillatori automatici e semiautomatici oggi è progettata per erogare una scarica ottimale adattando automaticamente l’energia in base all’impedenza misurata, garantendo così la massima efficacia e sicurezza durante la rianimazione cardiopolmonare. #### Quali sono i sintomi dell’arresto cardiaco? L’Arresto Cardiaco (AC), viene comunemente chiamato anche Arresto Cardiaco Improvviso (ACI), proprio perché il sopravvento è repentino e segna segnali premonitori. L’arresto cardiaco può colpire chiunque, senza distinzione di genere ed età. Il primo segnale è quindi la perdita di conoscenza del soggetto. Come capire allora se si tratta di un arresto cardiaco oppure di una sincope? La sincope è comunemente chiamata svenimento ed è un disturbo molto comune che si caratterizza per la perdita improvvisa e di breve durata della coscienza, che può verificarsi rapidamente e colpire sia soggetti giovani che anziani, sani o malati. Comprendere i sintomi e la procedura per identificarli è quindi fondamentale per comprendere le differenze tra un evento di semplice risoluzione, ed un evento di emergenza tempo-dipendente, che richiede manovre di soccorso immediate. Ecco i sintomi dell’arresto cardiaco: Perdita di coscienza Assenza di respiro o respiro molto debole o irregolare Assenza di battito cardiaco o battito cardiaco molto debole o irregolare Labbra, viso o unghie bluastri o grigiastri, pelle pallida (cianosi) Contrazioni muscolari involontarie (convulsioni) L’arresto cardiaco è un’emergenza medica e richiede un trattamento immediato. Quali sono le procedure per identificare i sintomi dell’arresto cardiaco? I sintomi sono identificabili tramite le procedure di RCP, ovvero la rianimazione cardiopolmonare. Esistono delle linee guida internazionali per l’RCP. Quando siamo presenti ad un evento nel quale vediamo un soggetto perdere conoscenza, la procedura è la seguente (il testo è scritto in modo semplice per essere maggiormente comprensibile per soggetti che non hanno effettuato corsi RCP/BLSD): Chiama e scuoti delicatamente la vittima dalle spalle: “Signore, signore, mi sente?” Applica un piccolo stimolo doloroso, come un pizzico sul collo o sulla spalla. Nessuna reazione, nessuna risposta: È INCOSCIENTE Sistema la vittima a terra, a pancia in su con le braccia parallele al corpo, slaccia i suoi abiti e scoprile il torace: Inginocchiati di fianco al soggetto. Controlla la respirazione: estendi molto all’indietro il suo capo, chinati sul suo viso, presta attenzione ai movimenti del suo torace per 10 secondi (scoperto da abiti) e allo stesso tempo controlla con la tua guancia, se è percettibile un flusso di aria in uscita dal suo naso e dalla sua bocca. Respira? Sì, RESPIRA Metti la persona interessata in posizione laterale di sicurezza, con la testa estesa molto all’indietro. Richiedi a uno dei presenti di chiamare il 112 o 118 richiedendo soccorsi, indicando che una persona è incosciente ma con segni vitali (risponde a stimoli dolorosi, si vede l’espansione toracica data dal respiro); se sei solo devi procedere in autonomia. Osserva costantemente la persona, fino all’arrivo dei soccorsi. NO, NON RESPIRA Richiedi a uno dei presenti di chiamare il 112 o 118 richiedendo soccorsi, indicando che una persona è incosciente e in arresto cardiaco; se sei solo devi procedere in autonomia. Avvia la manovra di rianimazione cardio-plomonare con le compressioni toraciche: posiziona le mani sovrapponendole, al centro dello sterno, ed esercita delle compressioni energiche al centro del torace con una profondità di 4-5 centimetri, poi rilascia. Prosegui in questo modo, con un ritmo di circa 100-120 compressioni al minuto, finché arrivano i soccorsi.Non devi avere paura di fare male al soggetto. Le compressioni hanno lo scopo di comprimere il cuore sulla colonna vertebrale in modo da creare un effetto meccanico di pompa, in grado di effettuare un ricircolo di sangue, e quindi di ossigeno. Una compressione troppo leggera sarebbe inefficacie. Una volta sopraggiunto il personale sanitario del 112/118, verificato lo stato di AC, proseguire le manovre di rianimazione con l’ausilio del defibrillatore. Note di approfondimento. Chi scrive le linee guida RCP e BLSD? Le linee guida vengono definite da ILCOR, International Liaison Committee on Resuscitation, fondato nel 1992 per fornire un hub di collegamento tra le principali organizzazioni di rianimazione in tutto il mondo. Fanno parte dell’excecutive board di ILCOR membri delle principali associazioni mondiali di rianimazione cardiopolmonare: ERC/IRC, AHA, ANZCOR. Ciascuna associazione ha la libertà di apportare alcune modifiche minori nei processi di soccorso e soprattutto nella modalità di erogazione dei corsi RCP/BLSD verso operatori e istruttori, laici e sanitari. Per approfondire questo argomento vi invitiamo a leggere l’articolo sulle linee guida aggiornate RCP e BLSD. Arresto cardiaco e infarto Molto frequentemente i termini arresto cardiaco e infarto vengono utilizzati imporpriamente. Si tratta di due scenari differenti tra loro. L’infarto ha segni premonitori, anche da giorni prima, mentre l’arresto cardiaco no. L’infarto può portare a un arresto cardiaco, ma è difficilmente diagnosticabile se non siamo a conoscenza di alcuni dei segni premonitori caratteristici avuti dal soggetto. Quindi se ci troviamo davanti a un soggetto incosciente e senza circolo, parleremo di arresto cardiaco, non di infarto, che eventualmente potrebbe essere accertato in seguito, da parte dei sanitari. Per approfondire questo argomento vi invitiamo a leggere l’articolo sulla differenza tra arresto cardiaco e infarto. #### Quando preparazione e professionalità fanno la differenza Segnaliamo questo episodio non solo perchè è bello comunicare che una vita è stata salvata , ma anche perchè il fatto è accaduto nella terra che ospita la nostra azienda EMD112: il Mugello Rapidità e professionalità sono state le chiavi di volta di un intervento operato nella giornata di lunedì dalle equipe mediche del circuito del Mugello intervenute su un pilota che, a quanto pare, aveva avuto un malore mentre si trovava in pista con la sua moto come partecipante ad una delle numerose giornate dedicate dal calendario del circuito toscano alle prove libere motociclistiche. Le equipe di rianimatori, presenti lungo la pista, hanno infatti constatato un arresto cardio respiratorio e per oltre trenta minuti hanno operato in pista in loco per ripristinare le funzioni vitali al centauro. Poi l’uomo è stato portato al Centro medico interno del circuito: qui gli sono stati stabilizzati i parametri vitali permettendo il suo sucessivo trasferimento con eliambulanza all’ospedale di Careggi a Firenze. L’eccellenza Ferrari dell’organizzazione del circuito del Mugello si respira in ogni cosa che viene realizzata all’interno di questo impianto fra i più belli e sicuri al mondo. Un brand che non lascia niente al caso riguardo la qualità sotto tutti gli aspetti e sopratutto riguardo l’attenzione alla persona. In questo impianto sono state anche eliminate tutte le barriere architettoniche per permettere alle persone diversamente abili, di spostarsi in ogni parte dell’impianto. Un grazie particolare all’amico Riccardo Benvenuti, responsabile dell’ufficio stampa dell’autodromo del Mugello.   #### Quando un defibrillatore ti salva la vita Da oggi sciare a Limone Piemonte in provincia di Cuneo diventa più sicuro. Il motivo? La donazione in comodato d’uso di due defibrillatori da parte del Comune di Robilante al Distaccamento Sciatori Sicurezza in Montagna della Polizia di Stato. I due dispositivi di sicurezza saranno utilizzati dal personale medico impegnato a prestare servizio di primo intervento su tutto il territorio. Un’iniziativa in linea con la sempre maggiore sensibilizzazione all’uso dei defibrillatori ovunque e per chiunque perché una defibrillazione precoce può davvero salvare la vita. E averlo in dotazione rappresenta una sicurezza in più per gli sciatori e il personale medico di zona che potrà agire in modo tempestivo. “Ringraziamo per la donazione il Comune di Robilante – annuncia l’Ispettore capo Paolo Romero, responsabile del distaccamento sciatori di Limone Piemonte – perché in questo modo ha reso il soccorso sulle piste della Polizia di Stato ancora più efficace e nello stesso momento tranquillizza lo sciatore che, in caso di bisogno, può contare su una équipe preparata, che opera sul posto utilizzando i migliori mezzi salvavita, in attesa dell’elisoccorso o dell’ambulanza a valle”. #### Quando un defibrillatore ti salva la vita… Albergo, provincia di Arezzo. Un uomo di 85 anni cade a terra mentre stava potando un olivo e va in arresto cardiaco. Grazie all’utilizzo di un defibrillatore, gli operatori del 118 gli salvano la vita. Colto da un malore mentre stava potando un olivo, un uomo di 85 anni è caduto a terra privo di sensi. È successo ad Albergo, frazione del Comune di Civitella in Val di Chiana, provincia di Arezzo. Era il 14 aprile. L’uomo, nel pomeriggio, stava curando e potando alcune piante di olivo. Per eseguire l’operazione aveva utilizzato una scala in modo da raggiungere facilmente tutti i rami delle piante. Da un momento all’altro inizia a non sentirsi bene e crolla improvvisamente a terra. Alcune persone presenti sul luogo avvisano immediatamente i soccorsi. Fortunatamente l’uomo è stato raggiunto dal 118 in pochissimi minuti e gli operatori sanitari aretini, trovandolo privo di coscienza in stato di arresto cardiaco, l’hanno prontamente defibrillato, riportandolo in vita. Grazie all’utilizzo del defibrillatore, quindi, il cuore dell’ottantacinquenne a ricominciato a battere. Una volta stabilizzate le condizioni dell’uomo, è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Careggi. Questi episodi dovrebbero far riflettere sull’importanza di avere un DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) sempre a portata di mano. In questo caso, infatti, è stata salvata la vita di un uomo proprio grazie al TEMPESTIVO intervento dei soccorritori mediante l’utilizzo di un defibrillatore. In caso di arresto cardiaco, infatti, diventa di vitale importanza defibrillare il cuore del paziente quanto prima: per ogni minuto che passa dal momento del malore, per l’appunto, le possibilità di sopravvivenza diminuiscono del 10% circa. Dopo soli 5 minuti, pertanto, la probabilità di vivere è più o meno uguale a quella di morire… #### Quanto costa un defibrillatore DAE? I defibrillatori DAE sono dispositivi salvavita di fondamentale importanza che possono fare la differenza in caso di arresto cardiaco improvviso. Ma quanto costa dotarsi di un DAE? Questa guida ti fornirà una panoramica completa dei costi d’acquisto e di manutenzione, dei consumabili, delle opzioni d’acquisto disponibili e dei fattori che influenzano il prezzo di un defibrillatore DAE. Quanto costa acquistare un DAE? Il prezzo di acquisto di un defibrillatore DAE è generalmente compreso tra i 700€ e i 3.000€. Esso può variare notevolmente in base a diversi fattori: marca e modello del dispositivo: i modelli di fascia alta con funzionalità avanzate costano di più rispetto ai modelli base; il prezzo varia anche a seconda che il DAE sia semiautomatico o completamente automatico; presenza o meno di funzionalità aggiuntive: alcune funzionalità come la connettività Bluetooth o Wi-Fi, la registrazione dell’ECG, il feedback RCP o il telecontrollo possono aumentare il prezzo dei defibrillatori DAE; robustezza e resistenza del dispositivo: l’indice di protezione IP contro l’ingresso di polveri e liquidi influisce sui costi d’acquisto del defibrillatore; certificazioni e standard di qualità: i DAE che rispettano standard più elevati e hanno certificazioni aggiuntive possono essere più costosi; accessori inclusi nel prezzo: alcuni DAE vengono venduti con accessori inclusi nel prezzo che possono influire sul costo totale del dispositivo; durata della garanzia: la durata e l’estensione della garanzia possono influire sul prezzo iniziale del dispositivo, ma possono offrire un risparmio nel lungo periodo. Quali sono i costi di manutenzione di un DAE? I defibrillatori DAE richiedono una manutenzione periodica per garantire il loro corretto funzionamento nel tempo, compresa la sostituzione dei consumabili (elettrodi e batterie). È fondamentale, quindi, avere un piano di assistenza programmata che può includere: la sostituzione degli elettrodi: gli elettrodi hanno una durata limitata nel tempo e devono essere sostituiti periodicamente (in genere ogni 1-3 anni); il costo medio di una coppia di elettrodi per adulti può variare dai 40€ ai 150€, mentre per i modelli pediatrici il prezzo può essere leggermente inferiore; la sostituzione della batteria: la batteria dei DAE ha una durata limitata del tempo e deve essere sostituita periodicamente (in genere ogni 2-7 anni); il costo medio di una batteria per DAE varia tra i 150€ e i 550€; controlli e verifiche periodiche: alcuni fornitori offrono servizi di controllo e verifica periodica dei DAE per assicurarsi che siano sempre pronti all’uso. Non è raro che i defibrillatori con un prezzo d’acquisto più basso abbiano costi di manutenzione superiori alla media. Altri costi legati ai DAE Oltre agli elettrodi e alla batteria, è necessario tenere in considerazione anche altri costi legati all’acquisto dei DAE, come: kit di pronto soccorso, contenenti guanti, forbici, rasoio, salviettine disinfettanti, eccetera; segnaletica DAE (obbligatoria per legge), per indicare la presenza del DAE; accessori di posizionamento dei DAE, teche, piantane con armadietti, totem per defibrillatori, eccetera; corso di formazione sull’utilizzo dei DAE (obbligatorio per legge), fondamentale per garantire un intervento efficace in caso di emergenza. Alcuni fornitori includono la formazione nel prezzo del dispositivo, mentre altri la offrono come servizio aggiuntivo. Opzioni d’acquisto di un defibrillatore DAE Se il costo di acquisto di un DAE dovesse essere troppo elevato, esiste l’opzione del noleggio operativo (di uno o più dispositivi salvavita). I costi di noleggio variano a seconda della durata del contratto, del modello di defibrillatore che si intende noleggiare e ai servizi aggiuntivi inclusi (come la manutenzione, l’assistenza remota o la formazione BLSD). In media, il noleggio di un DAE può costare dai 30-35€ al mese in su. Questa soluzione può essere conveniente per aziende o enti che necessitano di un DAE solo per un periodo limitato di tempo o per le aziende che non vogliono sostenere un investimento iniziale elevato. Infine, diverse aziende e rivenditori offrono l’opzione dell’acquisto di un DAE a rate per venire incontro alle esigenze di chi preferisce dilazionare il pagamento nel tempo. Ecco alcune modalità di acquisto a rate: finanziamenti tramite società finanziarie: molte aziende che vendono DAE collaborano con società finanziarie per offrire soluzioni di pagamento rateale personalizzate; acquisto a rate direttamente dal rivenditore: alcuni rivenditori propongono piani di pagamento rateale direttamente ai propri clienti, senza coinvolgere società finanziarie esterne; piattaforme di pagamento online: alcune piattaforme di pagamento online, come PayPal o Scalapay, offrono la possibilità di rateizzare gli acquisti, anche per i DAE. In conclusione, dotarsi di un defibrillatore DAE è un investimento importante per la sicurezza di tutti perché può fare la differenza tra la vita e la morte. Scegliere un DAE di qualità, con un adeguato piano di manutenzione e formazione, significa essere veramente pronti ad affrontare un’emergenza cardiaca. Il nostro consiglio, quindi, è quello di valutare attentamente i costi, ma di non sacrificare la qualità e l’affidabilità di un defibrillatore per un risparmio a breve termine. Post correlati: https://www.emd112.it/blog/news/costo-defibrillatori-3-fattori-costituiscono-prezzo-reale/ https://www.emd112.it/blog/news/come-scegliere-un-defibrillatore-semiautomatico-costo-qualita-efficacia-garanzie-normativa/ https://www.emd112.it/blog/news/qual-e-il-costo-di-un-defibrillatore/ Qui puoi trovare i consumabili per i DAE! Ottieni subito un preventivo gratuito per uno dei nostri defibrillatori DAE: https://www.emd112.it/configuratore/ #### Quanto è resistente un defibrillatore? Stress Test sul defibrillatore HeartSine® samaritan® con prove di caduta, liquidi, polveri, compressione Quanto è resistente un defibrillatore? Abbiamo effettuato uno Stress Test sul nostro defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD 500P: Caduta da 3mt; Esposizione a getti d’acqua intensi; Esposizione a polveri: Compressione (automobile). Scegliere un buon defibrillatore è importante, garantire il funzionamento di un dispositivo salvavita è una priorità. I defibrillatori samaritan®: Sono gli unici al mondo con 10 anni di Garanzia, nessun altro defibrillatore ha garanzie superiori a 8 anni Sono gli unici al mondo con indice di protezione contro polveri e liquidi IP56 Alcune delle principali certificazioni ottenute: – Certificazione FDA – Certificazione CE – Certificazione militare – Certificazione avionica – Certificazione contro cadute da 1 metro Sono gli unici al mondo con copertura assicurativa contro malfunzionamenti (con una copertura di circa 13 milioni di Euro) Oltre a questi plus, sono molti altri i requisiti tecnici che rendono i defibrillatori samaritan® ai massimi vertici per qualità e capacità salvavita. 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RCP: cos’è e quando è efficace La RCP è un insieme di manovre salvavita che combina il massaggio cardiaco esterno con la ventilazione artificiale, con l’obiettivo di mantenere l’ossigenazione degli organi vitali fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. Nei primi 5 minuti dall’arresto cardiaco, le probabilità di successo sono più alte, specialmente se viene utilizzato un defibrillatore semiautomatico (DAE). Casi reali: massaggio cardiaco oltre ogni limite Sebbene la finestra temporale per evitare danni neurologici sia molto stretta, esistono casi eccezionali di rianimazione prolungata con esito positivo: 5 ore di RCP per salvare un bambino di 8 anni, con oltre 30.000 compressioni toraciche, effettuate da un’équipe medica cinese (fonte: NurseTimes). 5 ore e mezza di massaggio cardiaco per Jeremiah Kliesing, un paziente sottoposto poi a impianto di cuore artificiale a Houston (fonte: Wikipedia). 6 ore di arresto cardiaco ipotermico superate da Audrey Mash, una donna britannica salvata dai medici spagnoli (fonte: Fanpage.it). In tutti questi casi si parla di interventi ALS (Advanced Life Support) eseguiti da professionisti con accesso a farmaci, ventilazione meccanica e monitoraggio continuo. Durata media della RCP in contesti non ospedalieri Anche al di fuori del contesto ospedaliero, sono stati documentati numerosi casi di rianimazione cardio-polmonare efficace, con una durata che ha superato spesso i trenta, e in alcuni casi persino i novanta minuti. A rendere possibile un esito positivo in queste situazioni sono stati soprattutto tre fattori: l’intervento tempestivo con un defibrillatore automatico esterno (DAE), l’esecuzione corretta delle manovre di base del supporto vitale (BLS) da parte di persone formate, e la continuità del massaggio cardiaco fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. La combinazione di questi elementi si è rivelata determinante per mantenere la circolazione sanguigna e garantire un flusso minimo di ossigeno agli organi vitali, aumentando così le possibilità di sopravvivenza del paziente anche in condizioni estremamente critiche. Ecco alcuni esempi: 35 minuti di RCP salvano la vita a un uomo (La Stampa) 45 minuti di massaggio cardiaco riportano in vita un giovane di Ciampino (Il Giornale) Il ruolo fondamentale della formazione BLSD Molti interventi riusciti sono stati effettuati da operatori laici formati in BLSD, come volontari, operatori sportivi o lavoratori aziendali. Questo dimostra che anche chi non è medico può essere determinante, purché formato: Un corso BLSD della durata di circa 4 ore può fare la differenza tra la vita e la morte. Ogni minuto guadagnato equivale a maggiori possibilità di sopravvivenza. Quando il massaggio cardiaco funziona davvero Il massaggio cardiaco funziona davvero quando viene eseguito tempestivamente, idealmente nei primissimi minuti successivi all’arresto cardiaco. È fondamentale che le compressioni toraciche siano continue e non subiscano interruzioni, in modo da mantenere il flusso di sangue ossigenato verso gli organi vitali fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. L’efficacia della manovra aumenta ulteriormente se viene affiancata dall’uso immediato di un defibrillatore DAE, disponibile nelle vicinanze. Infine, un elemento determinante per la buona riuscita dell’intervento è la preparazione di chi presta soccorso: chi ha ricevuto una formazione specifica attraverso un corso BLSD è in grado di riconoscere tempestivamente l’arresto cardiaco, attivare correttamente la catena del soccorso e applicare le manovre salvavita con maggiore efficacia e sicurezza.   In definitiva, quindi, l’arresto cardiaco è una condizione che richiede un intervento immediato e determinato. Sebbene il tempo utile per evitare danni cerebrali sia estremamente limitato, numerosi casi dimostrano che, in presenza di operatori preparati e di un intervento strutturato, la durata del massaggio cardiaco può prolungarsi ben oltre i limiti comunemente indicati, con esiti positivi sorprendenti. Proprio per questo motivo diventa sempre più evidente quanto sia importante favorire una maggiore diffusione dei defibrillatori ad accesso pubblico, promuovere la formazione BLSD tra cittadini, operatori e dipendenti aziendali, e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del primo soccorso. Ogni secondo guadagnato prima dell’arrivo dei soccorsi avanzati può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Investire in formazione e accessibilità agli strumenti salvavita non è solo una scelta responsabile, ma un atto di impegno concreto verso la sicurezza della comunità. Ultimo aggiornamento: 16/06/2025 #### Quanto siamo cardioprotetti? Ogni anno in Italia migliaia di persone vengono colpite da un arresto cardiaco improvviso. Può accadere ovunque: sul posto di lavoro, in una palestra, durante una partita di calcio, in un centro commerciale, a scuola o semplicemente mentre si passeggia per strada. Nella maggior parte dei casi, l’evento si verifica lontano da un ospedale e la possibilità di sopravvivere dipende da ciò che accade nei primissimi minuti. Negli ultimi anni la cultura della cardioprotezione ha compiuto passi importanti. La diffusione dei defibrillatori (DAE), l’introduzione di nuove normative e la crescente attenzione verso la formazione BLSD hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza dell’importanza del primo soccorso. Ma una domanda rimane aperta: L’Italia è davvero un Paese cardioprotetto? La risposta non è semplice. Se da un lato il numero dei defibrillatori installati è aumentato e la normativa ha introdotto importanti novità, dall’altro permangono criticità che possono fare la differenza tra la vita e la morte: dispositivi non censiti, DAE non accessibili nelle ore notturne, formazione ancora insufficiente della popolazione e una distribuzione non uniforme sul territorio. In questo articolo analizzeremo lo stato della cardioprotezione in Italia attraverso dati, normativa e buone pratiche, cercando di capire quali progressi sono stati compiuti e quali sfide devono ancora essere affrontate per rendere ogni comunità realmente preparata a rispondere a un arresto cardiaco.   Perché parlare di cardioprotezione oggi? Negli ultimi anni il tema della cardioprotezione è uscito dagli ospedali ed è diventato una responsabilità condivisa. Sempre più aziende, scuole, associazioni sportive e amministrazioni pubbliche hanno compreso che installare un defibrillatore non rappresenta soltanto un obbligo normativo in alcune situazioni, ma un investimento concreto nella sicurezza delle persone. Questa maggiore sensibilità è stata favorita anche dalla diffusione di casi di cronaca che hanno coinvolto sportivi, lavoratori e cittadini colpiti da arresto cardiaco improvviso in luoghi pubblici. Episodi che hanno mostrato come un intervento tempestivo, effettuato da persone comuni con il supporto di un DAE, possa trasformare una tragedia in una storia a lieto fine. Allo stesso tempo, l’evoluzione tecnologica ha reso i defibrillatori sempre più intuitivi e sicuri. I moderni DAE guidano il soccorritore con istruzioni vocali passo dopo passo, analizzano automaticamente il ritmo cardiaco ed erogano lo shock solo quando realmente necessario, riducendo al minimo il rischio di errore. Tuttavia, la presenza di un defibrillatore da sola non basta. Perché un territorio possa definirsi realmente cardioprotetto è necessario che il dispositivo sia facilmente accessibile, correttamente manutenuto, registrato presso le piattaforme dedicate e che vi siano persone pronte a intervenire senza esitazione.   Ogni anno migliaia di persone vengono colpite da arresto cardiaco L’arresto cardiaco improvviso rappresenta una delle principali emergenze sanitarie tempo-dipendenti. Si verifica quando il cuore smette improvvisamente di pompare sangue in modo efficace, interrompendo l’ossigenazione di cervello e organi vitali. Secondo le stime disponibili, in Italia si verificano circa 60.000 arresti cardiaci extraospedalieri ogni anno, con una percentuale media di sopravvivenza di circa il 6,5%. Si tratta di un dato che evidenzia quanto questo evento sia tutt’altro che raro. La maggior parte degli episodi avviene al di fuori delle strutture sanitarie, spesso in abitazioni private o in luoghi pubblici, dove l’intervento immediato dei presenti diventa determinante. Il dato italiano risulta inoltre inferiore rispetto a quello registrato in altri Paesi europei. A livello europeo, infatti, la sopravvivenza media dopo un arresto cardiaco extraospedaliero si attesta intorno al 7,5%, mentre in Paesi come Norvegia raggiunge circa il 14% e in Danimarca e Paesi Bassi arriva a sfiorare il 15%. Queste differenze non sono casuali e non dipendono esclusivamente dall’efficienza del sistema sanitario. Sono il risultato di una cultura della cardioprotezione costruita negli anni attraverso investimenti nella formazione della popolazione, nella diffusione dei defibrillatori e nell’organizzazione della risposta all’emergenza. In molti di questi Paesi, ad esempio, le manovre di rianimazione cardiopolmonare vengono insegnate già durante il percorso scolastico, i defibrillatori sono spesso installati in teche esterne accessibili 24 ore su 24, sono presenti reti capillari di first responder pronti a intervenire e applicazioni dedicate consentono di allertare rapidamente i soccorritori più vicini e di individuare il DAE disponibile nel minor tempo possibile. Questi elementi contribuiscono a ridurre il tempo che intercorre tra l’arresto cardiaco e l’inizio delle manovre salvavita, aumentando in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. In assenza di un soccorso tempestivo, infatti, le probabilità di sopravvivenza diminuiscono rapidamente con il passare dei minuti. Per questo motivo l’arresto cardiaco viene definito una patologia tempo-dipendente: ogni minuto di ritardo nella rianimazione cardiopolmonare e nella defibrillazione riduce sensibilmente le possibilità di sopravvivenza e aumenta il rischio di danni neurologici permanenti. È importante ricordare che arresto cardiaco e infarto non sono la stessa cosa. L’infarto miocardico è causato dall’ostruzione di un’arteria coronaria che interrompe l’afflusso di sangue al muscolo cardiaco. L’arresto cardiaco, invece, è un problema elettrico che impedisce al cuore di pompare efficacemente il sangue. Sebbene un infarto possa provocare un arresto cardiaco, le due condizioni richiedono un approccio differente e non devono essere confuse. Comprendere questa differenza rappresenta il primo passo per riconoscere l’emergenza e attivare rapidamente i soccorsi.   La sopravvivenza dipende dai primi minuti Quando si verifica un arresto cardiaco, il tempo diventa il fattore più importante. Ogni secondo trascorso senza rianimazione riduce le probabilità di sopravvivenza e aumenta il rischio di danni cerebrali irreversibili. Per questo motivo le principali linee guida internazionali pongono al centro il concetto della Catena della Sopravvivenza, ovvero una sequenza di azioni che devono essere eseguite nel minor tempo possibile: riconoscere rapidamente l’arresto cardiaco; allertare immediatamente il Numero Unico di Emergenza; iniziare una rianimazione cardiopolmonare (RCP) di qualità; utilizzare un DAE non appena disponibile; garantire cure avanzate e assistenza post-arresto cardiaco. Questi passaggi sono strettamente collegati tra loro. La mancanza anche di un solo anello può compromettere l’intera catena e ridurre drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato che la defibrillazione precoce, associata a una RCP di qualità, rappresenta uno degli interventi più efficaci per aumentare la sopravvivenza nei pazienti con ritmi defibrillabili. Tuttavia, affinché ciò sia possibile, il DAE deve essere disponibile in tempi compatibili con l’emergenza. Ed è proprio qui che nasce la domanda centrale di questo articolo.   L’Italia è davvero un Paese cardioprotetto? Osservando l’evoluzione della normativa e il crescente numero di iniziative dedicate alla diffusione dei defibrillatori, si potrebbe pensare che la cardioprotezione nel nostro Paese abbia ormai raggiunto un buon livello di maturità. La realtà è però più complessa. Negli ultimi anni sono aumentati i DAE installati in impianti sportivi, aziende, scuole, enti pubblici e attività commerciali. Parallelamente, migliaia di cittadini hanno partecipato a corsi BLSD, contribuendo a diffondere la cultura del primo soccorso. Nonostante questi importanti progressi, esistono ancora diverse criticità: molti defibrillatori non sono facilmente accessibili al pubblico, soprattutto nelle ore serali e notturne; non tutti i dispositivi risultano censiti nelle piattaforme dedicate, rendendo più difficile individuarli durante un’emergenza; la distribuzione dei DAE sul territorio nazionale è ancora disomogenea, con differenze significative tra aree urbane e rurali; la percentuale di cittadini formati alla rianimazione cardiopolmonare rimane limitata rispetto ad altri Paesi europei; la cultura dell’intervento è ancora frenata dalla paura di sbagliare e dalla scarsa conoscenza del ruolo del DAE. In altre parole, la cardioprotezione non può essere misurata semplicemente contando quanti defibrillatori sono stati installati. Un territorio è realmente cardioprotetto quando i dispositivi sono accessibili, funzionanti, registrati, mantenuti correttamente e quando le persone presenti sanno riconoscere un arresto cardiaco e intervenire senza perdere tempo. È proprio da questa consapevolezza che nasce la necessità di analizzare più nel dettaglio lo stato della cardioprotezione nel nostro Paese. Quanti defibrillatori sono realmente presenti in Italia? Dove sono installati? E soprattutto, sono sufficienti a garantire un intervento tempestivo quando ogni minuto può fare la differenza?   Quanti defibrillatori ci sono davvero in Italia? Questa è probabilmente la domanda più semplice da porre, ma anche una delle più difficili a cui rispondere. Negli ultimi anni la diffusione dei defibrillatori (DAE) è cresciuta in modo significativo grazie all’introduzione di specifici obblighi normativi, alla maggiore sensibilità verso il tema della cardioprotezione e all’impegno di aziende, enti pubblici, associazioni sportive e organizzazioni di volontariato. Tuttavia, stabilire con precisione quanti DAE siano realmente presenti e disponibili sul territorio nazionale non è semplice. Il motivo è duplice. Da un lato, molti dispositivi sono installati in strutture private o acquistati da aziende senza che venga data adeguata comunicazione alle centrali operative del sistema di emergenza. Dall’altro, non tutti i defibrillatori risultano correttamente censiti nelle piattaforme dedicate, rendendo difficile avere una fotografia completa della rete di cardioprotezione italiana. Questa situazione rappresenta una criticità importante. Un DAE non registrato è, di fatto, un dispositivo che potrebbe non essere individuato durante un’emergenza. Anche se perfettamente funzionante e installato a pochi metri dalla vittima, rischia di rimanere inutilizzato semplicemente perché nessuno sa che esiste. Per questo motivo la normativa italiana ha previsto la realizzazione della Piattaforma Nazionale DAE, uno strumento pensato per raccogliere e geolocalizzare i defibrillatori presenti sul territorio nazionale, favorendone l’individuazione da parte delle centrali operative e delle applicazioni dedicate al primo soccorso. L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: fare in modo che, in caso di arresto cardiaco, il DAE più vicino possa essere individuato e raggiunto nel minor tempo possibile. Ma la presenza di una piattaforma nazionale, da sola, non basta. Affinché il sistema sia realmente efficace è necessario che ogni nuovo dispositivo venga censito e che le informazioni siano mantenute costantemente aggiornate.   Installare un DAE non significa essere cardioprotetti L’aumento dei DAE non racconta tutta la storia. La vera domanda non è “quanti DAE ci sono?”, bensì: Quanti sono realmente utilizzabili quando servono? Un defibrillatore può essere perfettamente funzionante e, allo stesso tempo, risultare praticamente inutilizzabile. Succede, ad esempio, quando il dispositivo: è custodito in un ufficio chiuso durante la sera o nei fine settimana; si trova all’interno di un edificio accessibile solo al personale autorizzato; non è segnalato adeguatamente; non è censito nelle piattaforme dedicate; presenta batterie o elettrodi scaduti; non è inserito all’interno di un piano di emergenza. In tutte queste situazioni il DAE esiste, ma la sua capacità di salvare una vita si riduce drasticamente. La cardioprotezione, infatti, non dipende soltanto dalla presenza del dispositivo, ma dalla possibilità di renderlo disponibile nei primi minuti, quelli che possono fare la differenza tra la sopravvivenza e un esito fatale. Per questo motivo oggi si parla sempre più spesso di rete di cardioprotezione, un sistema in cui il defibrillatore rappresenta solo uno degli elementi indispensabili insieme alla formazione, alla manutenzione, alla geolocalizzazione e all’organizzazione dei soccorsi.   Dove il DAE è obbligatorio in Italia Negli ultimi anni il legislatore ha progressivamente ampliato gli ambiti in cui la presenza di un defibrillatore è obbligatoria, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza nei luoghi caratterizzati da una maggiore affluenza di persone o da un rischio potenzialmente più elevato. Tra i principali contesti in cui la normativa prevede la disponibilità di un DAE rientrano: impianti e strutture sportive, sia agonistiche sia dilettantistiche, secondo quanto previsto dalla normativa vigente; società e associazioni sportive durante lo svolgimento delle attività; mezzi di soccorso sanitario; alcuni luoghi pubblici interessati da specifiche disposizioni regionali o da progetti di cardioprotezione. Negli ultimi anni, inoltre, la cosiddetta Legge 116/2021 ha rappresentato un passo importante verso una maggiore diffusione dei defibrillatori, promuovendone l’installazione anche in numerosi luoghi pubblici caratterizzati da un’elevata presenza di persone. L’obiettivo della normativa è chiaro: ridurre il tempo necessario per raggiungere un DAE e aumentare le probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Tuttavia, la legge rappresenta soltanto un punto di partenza. Esistono infatti moltissimi luoghi in cui il defibrillatore non è formalmente obbligatorio, ma la sua presenza potrebbe risultare determinante.   Dove il DAE dovrebbe essere presente anche se non è obbligatorio Se l’obiettivo è salvare vite, limitarsi ai soli obblighi normativi rischia di essere una visione troppo riduttiva. L’arresto cardiaco non sceglie dove verificarsi. Può colpire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Per questo motivo esistono numerosi contesti nei quali, pur in assenza di uno specifico obbligo di legge, installare un DAE rappresenta una scelta di responsabilità sociale e di tutela delle persone. Tra questi troviamo: Aziende Ogni giorno milioni di lavoratori trascorrono gran parte della giornata sul luogo di lavoro. Un arresto cardiaco può interessare dipendenti, clienti, fornitori o visitatori. Integrare un DAE nel piano di emergenza aziendale significa aumentare il livello di sicurezza dell’intera organizzazione. Hotel e strutture ricettive Alberghi, resort, campeggi e villaggi turistici ospitano ogni anno persone di tutte le età, spesso provenienti da Paesi diversi e con condizioni di salute non note. Disporre di un defibrillatore può fare la differenza mentre si attende l’arrivo dei soccorsi. Centri commerciali e supermercati Sono luoghi caratterizzati da un’elevata affluenza quotidiana. Ogni minuto risparmiato nell’intervento può tradursi in una maggiore probabilità di sopravvivenza. Scuole e università Studenti, docenti, personale scolastico, famiglie e visitatori frequentano quotidianamente gli edifici scolastici. La presenza di un DAE rappresenta un’importante misura di prevenzione e sicurezza. Condomini Sempre più complessi residenziali scelgono di installare un defibrillatore nelle aree comuni, soprattutto quando ospitano numerosi nuclei familiari o una popolazione anziana. RSA e strutture socioassistenziali In questi contesti vivono persone particolarmente fragili, per le quali un intervento tempestivo può risultare decisivo. Luoghi turistici e culturali Musei, teatri, biblioteche, siti archeologici, piazze e aree ad alta frequentazione rappresentano ambienti nei quali la presenza di un DAE dovrebbe diventare sempre più diffusa.   La distribuzione dei DAE è davvero uniforme? La risposta è no. Negli ultimi anni molte Regioni hanno investito in programmi di cardioprotezione, ma il livello di diffusione dei defibrillatori continua a variare sensibilmente da territorio a territorio. Le grandi città dispongono generalmente di una rete più capillare, favorita dalla presenza di enti pubblici, aziende, associazioni e progetti dedicati. Nelle aree rurali, montane o meno densamente popolate, invece, il tempo necessario per raggiungere un DAE o attendere i soccorsi può essere significativamente più lungo. Questa differenza evidenzia un principio fondamentale: la cardioprotezione non può essere valutata solo in termini numerici, ma deve essere analizzata anche in funzione dell’accessibilità, della distribuzione territoriale e della rapidità con cui il dispositivo può essere raggiunto e utilizzato. È proprio qui che si misura l’efficacia di una rete di cardioprotezione: non nel numero totale dei defibrillatori installati, ma nella capacità del sistema di renderli realmente disponibili quando una persona ne ha bisogno.   Quante persone sanno davvero intervenire in caso di arresto cardiaco? Quando si parla di cardioprotezione, l’attenzione si concentra spesso sul numero di defibrillatori installati. È un dato importante, ma racconta solo una parte della storia. La vera domanda dovrebbe essere un’altra: Quante persone saprebbero riconoscere un arresto cardiaco e iniziare immediatamente le manovre salvavita? Ogni anno migliaia di cittadini partecipano a corsi BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), organizzati da centri di formazione, associazioni, aziende sanitarie e realtà specializzate. Si tratta di un risultato positivo, ma ancora insufficiente se confrontato con il numero complessivo della popolazione italiana. In molti Paesi europei la formazione alle manovre di rianimazione cardiopolmonare è parte integrante del percorso scolastico o viene promossa attraverso campagne nazionali periodiche. In Italia, invece, la diffusione della cultura del primo soccorso è ancora fortemente disomogenea e dipende spesso dall’iniziativa dei singoli territori, delle aziende o delle associazioni. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, le prime persone presenti sulla scena di un arresto cardiaco potrebbero non sapere come intervenire o, peggio ancora, scegliere di non farlo per paura di commettere errori. Eppure, la letteratura scientifica è chiara: iniziare tempestivamente una RCP di qualità e utilizzare un DAE nei primi minuti può aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. La differenza, molto spesso, non la fa il soccorritore professionista, ma il cittadino che decide di agire.   Il più grande ostacolo non è la mancanza di DAE, ma la paura di intervenire Negli anni, EMD112 ha contribuito a diffondere la cultura della cardioprotezione attraverso la formazione, la consulenza e la sensibilizzazione di aziende, enti pubblici e cittadini. L’esperienza sul campo mostra una realtà ricorrente: nella maggior parte dei casi il problema non è rappresentato dalla tecnologia, bensì dal fattore umano. Molte persone credono di poter peggiorare la situazione. Altre temono conseguenze legali. Altre ancora pensano che sia necessario essere medici o infermieri per utilizzare un defibrillatore. Sono convinzioni comprensibili, ma non corrispondono alla realtà. I moderni DAE sono progettati proprio per essere utilizzati anche da personale non sanitario. Analizzano autonomamente il ritmo cardiaco e autorizzano l’erogazione dello shock solo quando necessario. Se lo shock non è indicato, il dispositivo non lo permette. In altre parole, il DAE guida il soccorritore passo dopo passo e riduce drasticamente il rischio di errore. Per questo motivo la formazione BLSD non serve soltanto a insegnare una tecnica, ma soprattutto a dare sicurezza, consapevolezza e capacità decisionale in una situazione ad alta intensità emotiva. Una comunità cardioprotetta è una comunità che non ha paura di intervenire.   Quando possiamo dire che un luogo è davvero cardioprotetto? Molto spesso si tende ad associare la cardioprotezione alla semplice presenza di un defibrillatore. In realtà, un edificio può essere dotato di un DAE e non essere affatto cardioprotetto. Per comprendere questo concetto è utile porsi alcune domande: Il defibrillatore è facilmente raggiungibile? È disponibile anche nelle ore serali e nei giorni festivi? È stato registrato e geolocalizzato? Batterie ed elettrodi sono controllati regolarmente? Le persone presenti sanno come utilizzarlo? Esiste una procedura di emergenza condivisa? Se anche una sola di queste domande riceve una risposta negativa, l’efficacia dell’intero sistema può ridursi in modo significativo. La cardioprotezione, quindi, non è un prodotto da acquistare, ma un processo da costruire e mantenere nel tempo.   Quanto siamo cardioprotetti? La risposta Dopo aver analizzato normativa, diffusione dei DAE, formazione e organizzazione del sistema, emerge un quadro con luci e ombre. Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto passi avanti importanti: è cresciuta la diffusione dei defibrillatori; la normativa ha favorito una maggiore attenzione verso la cardioprotezione; sempre più aziende e organizzazioni investono nella formazione BLSD; la sensibilità dell’opinione pubblica è aumentata. Allo stesso tempo, rimangono sfide significative: non tutti i DAE sono censiti e geolocalizzati; molti dispositivi non sono accessibili 24 ore su 24; la distribuzione sul territorio è ancora disomogenea; la formazione dei cittadini è lontana dall’essere capillare; la paura di intervenire continua a rappresentare un ostacolo concreto. La conclusione è quindi chiara: l’Italia è oggi più cardioprotetta rispetto a dieci anni fa, ma non ancora quanto potrebbe e dovrebbe essere. Esiste ancora un ampio margine di miglioramento e la responsabilità non riguarda esclusivamente le istituzioni o il sistema sanitario. Aziende, scuole, enti pubblici, associazioni sportive, amministrazioni locali e singoli cittadini possono contribuire, ciascuno nel proprio ambito, a costruire una rete di cardioprotezione più efficace.   La cardioprotezione è una responsabilità condivisa Ogni arresto cardiaco ricorda una verità tanto semplice quanto decisiva: il tempo è la risorsa più preziosa. Nei primi minuti non sono ancora arrivati i soccorritori, non è disponibile un’équipe ospedaliera e non esistono tecnologie avanzate in grado di sostituire chi si trova sul posto. Ci sono soltanto una persona che ha bisogno di aiuto e qualcuno che può scegliere di intervenire. Per questo motivo la cardioprotezione non può essere ridotta all’acquisto di un defibrillatore o all’adempimento di un obbligo normativo. Significa costruire una cultura della prevenzione, della formazione e della responsabilità. Significa installare DAE dove possono fare davvero la differenza, mantenerli sempre efficienti, renderli accessibili e fare in modo che sempre più persone abbiano il coraggio e le competenze per utilizzarli. Perché un defibrillatore può salvare una vita. Ma solo se qualcuno sa dove si trova. Sa come usarlo. E decide di non voltarsi dall’altra parte.   La domanda da cui siamo partiti era semplice: quanto siamo cardioprotetti? La risposta non può essere racchiusa in un numero. Non basta contare i defibrillatori installati, né verificare se un edificio rispetta gli obblighi di legge. La vera cardioprotezione si misura nella capacità di una comunità di reagire rapidamente a un arresto cardiaco, mettendo insieme tecnologia, organizzazione, formazione e senso di responsabilità. Ogni nuovo DAE installato rappresenta un’opportunità in più. Ogni persona formata al BLSD aumenta le possibilità di sopravvivenza di chi le sta accanto. Ogni amministrazione, azienda o associazione che investe nella cardioprotezione contribuisce a costruire un territorio più sicuro. La sfida, oggi, non è soltanto avere più defibrillatori. È fare in modo che siano accessibili, mantenuti in perfetta efficienza e inseriti in una rete di persone preparate ad agire senza esitazione. Perché la differenza tra una tragedia e una vita salvata può dipendere da una scelta compiuta nei primi minuti.   Fonti: https://www.salute.gov.it/new/ https://www.erc.edu/ https://www.ircouncil.it/ #### Quarantenne in arresto cardiaco: salvo grazie al defibrillatore È successo mercoledì 22 agosto, verso le dieci di sera, nella piazzetta panoramica di San Lucido, provincia di Cosenza. Un quarantenne, dopo una passeggiata assieme al fratello e ad un altro parente, è crollato improvvisamente a terra colpito da un arresto cardiaco. L’allerta alla centrale operativa del 118 è giunta alle 21:56 di mercoledì scorso e sono subito state attivate le ambulanze disponibili: la Nuova Croce Azzurra (non medicalizzata, ma più vicina al luogo dell’evento) ubicata come postazione nel periodo estivo a Torremezzo di Falconara, e la postazione medicalizzata di Amantea. Nel frattempo, il fratello del quarantenne, essendo fra l’altro medico, ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. L’altro parente presente, l’ex sindaco di San Lucido, Antonio Staffa, si è invece precipitato a recuperare il defibrillatore semiautomatico esterno installato in piazzetta. Il medico, una volta venuto in possesso del DAE, non ha esitato un istante a defibrillare il fratello. Una volta giunta sul posto l’ambulanza della Nuova Croce Azzurra, con lo stesso defibrillatore sono stati erogati al cuore del paziente altre due scariche elettriche, riuscendo a ripristinare un ritmo cardiaco nella norma. Il quarantenne, poi, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Paola e, successivamente, presso l’emodinamica di Cosenza. Oggi il paziente, anche se ancora ricoverato, sta bene e sa che se è ancora in vita è stato grazie alla tempestività dei soccorsi e soprattutto all’importanza di aver avuto a portata di mano un defibrillatore DAE. Il dispositivo è stato fortemente voluto e in parte finanziato da Sandro Ganzino, infermiere HEMS in servizio presso le basi di Elisoccorso della Regione Calabria, da poco protagonista della maxi-emergenza nelle gole del Raganello. Sandro non è riuscito a trattenere la propria soddisfazione: “È il primo caso di arresto cardiaco accaduto dalla data dell’installazione e dell’inaugurazione della postazione salvavita in piazza a San Lucido. I miei complimenti vanno al medico intervenuto, agli operatori sanitari della Nuova Croce Azzurra e all’ex Sindaco, Antonio Staffa, per la tenacia con cui si è battuto per installare in piazzetta un defibrillatore semiautomatico esterno.” Ganzino ha poi aggiunto che il progetto deve continuare ad andare avanti e per tale motivo ha già parlato con l’attuale Sindaco di San Lucido, Leverino Bruno, il quale si è reso disponibile per l’acquisto di un secondo defibrillatore da collocare tra il Comune e la scuola elementare. Fonte: https://www.quicosenza.it/news/provincia-cosenza/234596-quarantenne-in-arresto-cardiaco-mentre-e-in-piazzetta-salvo-grazie-al-defibrillatore #### Questo stetoscopio wireless elettronico può aiutare i medici a non contagiarsi. Uno dei problemi che i medici nei reparti infettivi stanno riscontrando durante l’ emergenza da Coronavirus, riguarda la difficoltà e talvolta l’ impossibilità di utilizzare i classici stetoscopi per auscultare i pazienti e monitorare i cambiamenti nello stato di un paziente. Lo stetoscopio classico richiede il posizionamento degli uditori su entrambi gli orecchie ma a causa di tute protettive, caschi e altri dispositivi di protezione , l’ impiego dello stetoscopio classico risulta spesso molto difficoltoso. Inoltre, l’utilizzo di questo strumento su molteplici pazienti altamente infettivi rappresenta un ulteriore problema. Per superare queste difficoltà, molti medici si stanno affidando a dispositivi tecnologici di nuova generazione, ovvero stetoscopi elettronici, come ekuore pro, uno stetofonendoscopio Wireless e Bluetooth che consente di auscultare il paziente , trasmettere il segnale digitalizzato ad un secondo medico o ad una cassa bluetooth,  tramite un’ APP su smartphone o tablet. Tutto questo in tempo reale e con la possibilità di poter amplificare il segnale fino a 10 db ed eventualmente registrarlo, per poterlo successivamente riascoltare o condividere in formato audio.   ESEMPI DI CASI DI UTILIZZO Esistono quattro diversi principali modi di utilizzo remoto, anche senza contatto. È la caratteristica più importante nella lotta contro il coronavirus, poiché previene nuove infezioni, in particolare tra gli operatori sanitari. 1- AUSCULTAZIONE BLUETOOTH eKuore Pro consente l’ascolto wireless, senza fili, direttamente dall’ APP o tramite un modulo Bluetooth aggiuntivo.  Entrambe le configurazioni permettono di inviare l’audio dell’auscultazione direttamente a cuffie Bluetooth, o a altoparlanti esterni.  2- AUSCULTAZIONE REMOTA In assenza di un cavo che richiede di mantenere una distanza ravvicinata con il paziente infetto, il medico può ascoltare l’auscultazione anche da una stanza isolata e senza la necessità di indossare una tuta speciale per evitare infezioni. In questo caso il fonocardiogramma viene trasmesso direttamente tramite Wi-fi, collegando eKuore allo smartphone/tablet attraverso l’APP dedicata. 3 – AUTO AUSCULTAZIONE DEL PAZIENTE Nei casi in cui il paziente è isolato, l’operatore sanitario può auscultare e il medico può ascoltare in remoto. Questa applicazione è anche molto utile per i medici che hanno necessità di monitorare i pazienti  da remoto, per evitare visite non necessarie in ospedale o in ambulatorio.   4 – AUSCULTAZIONE TRADIZIONALE È la forma più semplice di auscultazione, proprio come si farebbe con uno stetoscopio tradizionale, utilizzando le cuffie collegate direttamente allo stetoscopio eKuore Pro. Anche questa soluzione permette di operare in tutta sicurezza. Contattaci per ricevere maggiori informazioni o acquista eKuore direttamente sul nostro shop Online. Prodotto non disponibile e non più in produzione.   #### Ragazzo di 13 anni muore per arresto cardiaco dopo una partita di calcio, non era presente il defibrillatore Ragazzo di 13 anni muore colto da arresto cardiaco dopo una partita di calcio. Pio Molinaro, ragazzo di 13 anni, di Trinitapoli, comune italiano in provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia, è morto negli spogliatoi accanto alle docce. Nel campo di calcio comunale dato in gestione ad un privato non era presente un defibrillatore. La prima ambulanza è arrivata sul posto dopo 30 minuti, ma non non era presente un defibrillatore e non era medicalizzata. Pio ha vomitato e ripreso un pò conoscenza ma poi si è sentito male di nuovo. In seguito è sopraggiunta una seconda ambulanza, questa volta con il defibrillatore e con il medico a bordo, ma ormai non c’è stato più niente da fare. In Italia muoiono ogni giorno quasi 200 persone per arresto cardiaco, il 70% di queste se con ritmi defibrillabili ed un impiego di defibrillatori entro i primi 3-5 minuti dall’evento possono essere salvate. Le proroghe possono andare bene per il canone televisivo ed imposte, non per l’adozione di un dispositivo salvavita come il defibrillatore. È evidente quanto grosse siano le lacune normative e scarsa comprensione in materia da parte delle istituzioni, già questo un grosso problema. La situazione si complica se consideriamo il fatto che molte società sportive (e non solo) attendono l’ultimo istante per dotarsi di un defibrillatore (spesso si va oltre ai limiti consentiti). Mancano 5 mesi all’entrata in vigore definitiva del 20 Luglio 2016, circa 150 giorni.  Con una media di 200 decessi al giorno per arresto cardiaco, in buona parte risolvibili con un defibrillatore. Stiamo parlando di 30.000 decessi per arresto cardiaco in 5 mesi, un numero enorme. Una parte importante di persone con arresto cardiaco possono essere salvate con un defibrillatore se utilizzato entro i primi 3-5 minuti dall’evento. Dopo soli 10 minuti le possibilità di riuscita delle manovre di soccorso sono quasi nulle. Per intervenire in tempi così rapidi, è necessaria la presenza di un defibrillatore nelle immediate vicinanze. Molte realtà sono cardioprotette senza nessun obbligo di legge. In genere i progetti partono da familiari che hanno perso un loro caro oppure da persone con un forte senso civico e sociale, che hanno compreso quanto questi apparecchi possano fare la differenza e salvare delle vite. Per le strutture sportive, soggette ad obblighi di legge, è stata concessa più volte una proroga per dotarsi dei defibrillatori, ed il termine ultimo attuale è il 20 Luglio 2016 ( Decreto Balduzzi). Questo tipo di notizie ed articoli dovrebbero essere uno stimolo per sottolineare anche gli obblighi morali, civici e sociali. Non è questione di denaro ma di mentalità. I defibrillatori oggi si possono acquistare con prezzi indicativi attorno ai mille euro. Sono disponibilità economiche che molte società già anno, oppure sarebbe facile sostenere con il contributo di collette interne alla società e/o esterno (le collette sono già molto comuni in ambito scolastico), oppure con l’utilizzo di piattaforme per la raccolta fondi, o ancora sfruttando servizi di noleggio dei defibrillatori con canoni mensili estremamente contenuti. 30.000 decessi stimati nei prossimi 5 mesi per arreso cardiaco da oggi al 20 Luglio 2016, circa 200 al giorno, di cui la maggior parte fuori casa, TU puoi contribuire a salvare delle vite se doti ADESSO la tua struttura di un DEFIBRILLATORE. #### Ragazzo di 15 anni in arresto cardiaco durante l’allenamento di atletica, salvato con il defibrillatore Treviso, durante un allenamento di atletica, praticamente concluso, Leonardo, ragazzo di 15 anni, sente le gambe stanche, poco dopo si accascia a terra primo di sensi. Le persone attorno soccorrono, tra questi l’allenatore Andrea Sanutz, che chiama subito il presidente della società di atletica Rolando Zuccon, soccorritore professionale, che comprende la gravità della situazione e inizia a pratica prima il massaggio cardiaco, ed in seguito all’arrivo del defibrillatore (obbligatorio per le società sportive, Decreto Bladuzzi) avvia le manovre BLSD. E’ stata sufficiente una sola scarica elettrica per fare ripartire il cuore di Leonardo. Tutti i presenti hanno fatto la loro parte, comprendendo prima la gravità della situazione, allertando i soccorsi, praticando le manovre di primo soccorso, reperendo il defibrillatore e praticando le manovre BLSD. Tempestività, preparazione e defibrillatore a disposizione, hanno salvato la vita del 15enne. Leonardo è stato trasferito in seguito dagli operatori del 118 all’Ospedale di Treviso, presso l’unità coronarica per accertamenti e controlli di routine dopo questi eventi. Dove sono presenti, dove questa presenza prende maggior peso dall’obbligo di dotazione, i defibrillatori salvano vite umane. Lavoriamo assieme per aumentare il numero di persone formate BLSD, estendere l’obbligo dei DAE (pubbliche amministrazioni, mezzi di trasporto, aziende, scuole,..) ,  favorendo una diffusione sempre più capilare sul territorio. #### Ragazzo di 16 anni colpito da arresto cardiaco Crolla da cavallo come se l’animale si fosse improvvisamente imbizzarrito. Ragazzo di 16 anni colpito da arresto cardiaco improvviso. È accaduto ad un ragazzo di 16 anni durante una gara di equitazione ad Arezzo oggi, 7 gennaio 2022. Il giovane cavaliere non è aretino ma tra i concorrenti arrivati da fuori città. Prontamente è intervento in aiuto il medico fisso messo a disposizione in tutte le gare dal centro sportivo, ed è partito l’allarme ai soccorsi. Il medico arrivato sul posto ha immediatamente praticato il massaggio cardiaco al ragazzo, stabilizzandolo. A ridosso della pista è atterrato l’elisoccorso, che ha trasportato il ragazzo all’ospedale delle Scotte di Siena. Paura e sgomento tra gli altri cavalieri e tra il pubblico che assisteva alla gara: una grande paura che si è poi sciolta davanti alla risoluzione, momentaneamente positiva, della vicenda.   #### Ragazzo di 19 anni salvato con il defibrillatore durante la gara di atletica in provincia di Belluno Nella mattinata di domenica 21 maggio, a Vigo di Cadore, più precisamente nella frazione di Pelos, un ragazzo di 19 anni è stato salvato con il defibrillatore. Vigo di Cadore è un comune italiano di 1.340 abitanti della provincia di Belluno in Veneto. Durante la 4° tappa del Criterium Cadorino, un circuito podistico organizzato dal CSI (Centro Sportivo Italiano) di Belluno, Massimiliano Colli, un ragazzo di 19 anni, è stato colto da arresto cardiaco impreovviso (ACI). Durante la corsa campestre, il giovane atleta è collassato a terra, perdendo immediatamente conoscenza. Tempestivo l’intervento del personale di soccorso presente lungo il percorso. Un medico ha infatti avviato le manovre di rianimazione cardiopolmonare e impiegato un defibrillatore, salvando così la vita al giovane ragazzo. Successivamente, un elicottero del SUEM ha trasportato Massimiliano Colli presso l’Ospedale San Martino di Belluno (ULSS 1 Dolomiti). Il SUEM (Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica), rappresenta l’ente responsabile del pronto intervento medico d’urgenza per l’intera area della regione Veneto. Questa struttura, che opera attraverso 7 centrali operative provinciali, si occupa di fornire assistenza sanitaria immediata alla popolazione. Il presidente del CSI si bellunese, Ilario Tancon, ha confermato che il ragazzo è stato stabilizzato ed è fuori pericolo. A causa dell’incidente, alcune gare maschili della quarta tappa del Criterium Cadorino sono state annullate. Complessivamente, erano presenti circa 200 atleti iscritti all’evento, ed un folto numero di spettatori. Il Centro Sportivo Italiano ha rilasciato una nota in cui ringrazia il personale sanitario per l’intervento tempestivo ed esprime un grande abbraccio a Massimiliano e alla sua famiglia, augurando loro una pronta guarigione. Per noi è sempre un gran piacere leggere notizie come questa, perchè il defibrillatore è l’unico strumento in grado di dare una seconda chance di vita a coloro che vengono copliti da un arresto cardiaco improvviso, che ricordiamo, può colpire chiunque, senza distinzione di età. Fonti https://www.ilgazzettino.it/nordest/belluno/massimiliano_colli_malore_improvviso_corsa_pelos_vigo_cadore-7415710.html http://www.csibelluno.it #### RCP Rianimazione CardioPolmonare L’acronimo RCP significa Rianimazione Cardio Polmonare, un insieme di manovre (massaggio cardiaco e ventilazioni) necessarie per mantenere ossigenati gli organi e i tessuti del nostro corpo quando il cuore non è più in grado di contrarsi in maniera efficace e, quindi, di convogliare il sangue attraverso i vasi sanguigni. Queste manovre, se eseguite tempestivamente e in maniera corretta, possono salvare la vita a migliaia di persone. Mediante le manovre RCP, infatti, il soccorritore, supportando artificialmente la respirazione e la circolazione, può ritardare la morte biologica del paziente in attesa del soccorso avanzato o dell’arrivo di un defibrillatore. L’esecuzione della RCP, quindi, non garantisce il salvataggio del soggetto, ma ne incrementa la probabilità di sopravvivenza e, in caso di ripresa, la probabilità che il paziente non riporti danni cerebrali permanenti. La RCP da sola, infatti, non è sufficiente a risolvere situazioni come, ad esempio, l’arresto cardiaco, per il quale è necessario un defibrillatore. Come si esegue la RCP? La Rianimazione Cardio Polmonare appartiene all’insieme di manovre del cosiddetto supporto delle funzioni vitali di base, meglio noto con l’acronimo BLS, derivante dall’inglese Basic Life Support. La definizione BLS-D, invece, si riferisce al protocollo BLS con l’aggiunta della procedura di defibrillazione (Basic Life Support and Defibrillation). Queste manovre possono essere eseguite: su persone che presentano una ostruzione delle vie aeree dovuta da corpi estranei; su persone prive di coscienza e di respirazione efficace; su persone in arresto cardiaco. L’ILCOR (International Liaison Committee on Resuscitation) riunisce le principali organizzazioni scientifiche che sviluppano i protocolli della RCP/BLSD. Tra i principali appaertenenti al comitato ILCOR ci sono l’European Resuscitation Council (ERC) e l’American Heart Association (AHA) che, assieme ad altre associazioni, hanno schematizzato la cosiddetta “Catena della Sopravvivenza” che descrive la sequenza di azioni, tra loro strettamente collegate come gli anelli di una catena, ed internazionalmente rappresentata da 4 principali anelli interdipendenti. L’ordine cronologico delle azioni sintetizza i passaggi fondamentali per soccorrere una persona in arresto cardiocircolatorio o che si trova in una delle condizioni sopraelencate. Il primo anello della catena, cioè il primo passaggio da svolgere, è costituito dal riconoscimento e dall’allertamento precoce del Sistema di Soccorsi di Urgenza ed Emergenza (112 o 118). Nel secondo anello è previsto effettuare una RCP precoce (compressioni toraciche esterne + respirazione artificiale). Il terzo anello è rappresentato dalla defibrillazione precoce. Queste prime tre azioni possono essere svolte anche da personale laico. Il quarto anello rappresenta le prime cure avanzate da parte dei sanitari territoriali allertati 118/112 (questi ultimi possono somministrare farmaci ed adottare manovre di pertinenza esclusiva al personale medico o infermieristico). La Catena della Sopravvivenza include un quinto anello che precede i 4 appena citati: la Prevenzione e la Sorveglianza, elementi chiave soprattutto nei bambini e infine un sesto e ultimo anello relativo al Supporto Vitale e all’Assistenza Post Arresto Avanzati (terapia e cura). Le manovre RCP cambiano in funzione di 3 tipologie di soggetti: Adulti; Bambini; Lattanti. RCP sugli adulti La RCP può essere eseguita da uno o più soccorritori che si alternano nelle due posizioni di intervento. Valutata la sicurezza dello scenario e del soccorritore, in presenza di vittima incosciente che non risponde agli stimoli esterni, occorre: 1. Posizionare il paziente supino su un piano rigido. 2. Liberare le vie aeree dell’individuo estendendo il capo all’indietro e rimuovendo da esse, ove possibile e se affioranti, eventuali corpi estranei (protesi, residui di cibo, ecc.). Attenzione: è importante evitare esplorazioni del cavo orale alla cieca! 3. Valutare il respiro del paziente mediante lo schema G.A.S. per non più di 10 secondi: Guardare se il torace dell’individuo si alza e si abbassa; Ascoltare eventuali rumori respiratori; Sentire se fuoriesce aria dalla bocca del paziente. SE LA VITTIMA NON RESPIRA, CHIAMARE O FAR CHIAMARE I SOCCORSI E PROCEDERE IMMEDIATAMENTE CON LE MANOVRE DI RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE. Tali manovre devono essere eseguite a determinati intervalli di tempo e seguendo un algoritmo ben preciso. Più nel dettaglio, è necessario alternare 30 compressioni toraciche a 2 ventilazioni artificiali (rapporto 30:2). 4. Posizionarsi a lato del paziente. 5. Sovrapporre le mani nel centro del suo torace e, mantenendo tese le braccia, effettuare 30 compressioni toraciche con una profondità di 5 centimetri (non oltre i 6 cm), avendo cura di ritornare completamente nella posizione iniziale per far sì che il torace dell’individuo si espanda nuovamente fra una compressione e l’altra. 6. Dopo aver eseguito 30 compressioni toraciche, effettuare 2 ventilazioni appoggiando la propria bocca sulla mascherina (se la manovra avviene con maschera oro-nasale) o direttamente sulla bocca della persona (respirazione bocca-bocca), chiudendo le narici dell’individuo con due dita e soffiando costantemente per circa 1 secondo, controllando che il torace del paziente si sollevi. 7. Dopo aver effettuato le due ventilazioni, eseguire altre 30 compressioni toraciche e ripetere il ciclo compressioni-ventilazioni fino all’arrivo dei soccorsi o, eventualmente, fino all’arrivo di un defibrillatore semiautomatico o automatico esterno (DAE). Il massaggio cardiaco deve essere effettuato con una frequenza di 100-120 compressioni al minuto (30 compressioni in circa 15/18 secondi). RCP pediatrica (bambino e lattante) Poiché le caratteristiche fisiche dei bambini sono differenti da quelle di un adulto, le manovre di Rianimazione Cardio Polmonare da eseguire su di essi sono leggermente differenti da quelle sopra riportate. Come per l’adulto, valutata la sicurezza dello scenario e del soccorritore, in presenza di un bambino/lattante incosciente che non risponde agli stimoli esterni, occorre: Chiamare Aiuto; Aprire le vie aeree e valutare con la manovra GAS la presenza di un respiro efficace. La pervietà delle vie aeree deve essere effettuata con più delicatezza rispetto all’adulto, e, per i lattanti, mantenendo la testa in posizione neutra. Se il lattante/bambino non respira, si può procedere con le seguenti manovre: 1. Effettuare 5 ventilazioni di soccorso. Nei bambini con volto piccolo e nei lattanti è possibile modificare le insufflazioni rispetto all’adulto appoggiando la propria bocca sulla bocca e sul naso del paziente. Le insufflazioni devono essere costanti e della durata di 1 secondo. Ad ogni insufflazione controllare che il torace si sollevi come in un normale atto respiratorio. Staccare la propria bocca dal bambino e verificare che il torace torni ad abbassarsi completamente. Inspirare e ripetere per altre quattro volte la manovra. 2. Dopo aver effettuato le 5 insufflazioni verificare la presenza dei segni di circolo per non più di 10 secondi eseguendo lo schema MO-TO-RE: • MOvimento; • TOsse; • REspiro. SE IL BAMBINO/LATTANTE DÀ SEGNI DI VITA, CONTINUARE CON LE VENTILAZIONI SE NECESSARIO, CON UNA FREQUENZA DI 12 – 20 ATTI AL MINUTO. SE NON SONO PRESENTI SEGNI DI VITA, PROCEDERE CON LA RCP. In questo caso, il rapporto compressioni/ventilazioni è di 15:2 (15 compressioni toraciche e 2 ventilazioni). Per personale non addestrato è consigliabile procedere con il rapporto 30:2. 3. Eseguire le compressioni toraciche: Lattanti: appoggiare due dita di una mano sulla metà inferiore dello sterno e comprimere il torace di circa 4 centimetri (1/3 del diametro del torace), poi rilasciare completamente. Bambini sopra l’anno d’età: appoggiare il palmo di una sola mano sulla metà inferiore dello sterno dell’individuo tenendo le dita sollevate e allineando spalla e gomito. Comprimere il torace con una profondità di 5 centimetri mantenendo una frequenza di 100-120 compressioni al minuto, avendo cura di rilasciarlo completamente dopo ogni compressione. In caso di bambini grandi e/o nel caso in cui il soccorritore sia particolarmente esile, è possibile procedere come se si dovesse effettuare il massaggio cardiaco esterno su un adulto. Quindi, si prosegue alternando 30 compressioni toraciche a 2 ventilazioni. Nei bambini/lattanti, in presenza di un solo soccorritore, prima di allontanarsi per chiedere aiuto, è necessario procedere con un minuto di RCP (circa 5 cicli). È possibile trasportare il piccolo mentre si va chiedere aiuto per ridurre al minimo le interruzioni della RCP. Quando si esegue la RCP? La Rianimazione Cardio Polmonare deve essere effettuata solo se il paziente NON è cosciente, NON respira o comunque non respira normalmente.   Quando interrompere la RCP? La Rianimazione Cardio Polmonare deve essere interrotta qualora si verifichi una delle seguenti condizioni: il bambino/lattante ricomincia a respirare in autonomia; appena si ha a disposizione un defibrillatore automatico o semiautomatico esterno (DAE) da non utilizzare su bambini sotto l’anno di vita; la RCP può essere eseguita da personale qualificato; il soccorritore è esausto al punto di non essere più in grado di continuare nelle manovre. Articoli correlati: https://www.emd112.it/blog/news/playlist-canzoni-ritmo-massaggio-cardiaco-100bpm-per-rianimazione-cardiopolmonare-rcp/   #### RCP-Feedback dei defibrillatori: cos’è e come funziona Un numero sempre crescente di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), viene dotato di sistemi di RCP-Feedback, ma cosa significa? E come funzionano? L’RCP, o Rianimazione Cardio-Polmonare, è l’insieme delle manovre di massaggio cardiaco e respirazione artificiale che ogni soccorritore, laico o no, dovrebbe eseguire, in attesa dell’arrivo dei servizi sanitari d’emergenza, alle persone prive di coscienza, prive di respirazione naturale ed in assenza di battito cardiaco. Tali manovre hanno lo scopo di mantenere attiva la circolazione sanguigna e la conseguente ossigenazione degli organi vitali, in concomitanza, ove possibile, dell’utilizzo di un DAE. Gli RCP-Feedback sono quindi dei sistemi che forniscono un feedback sulla RCP che si sta eseguendo. Questo significa che in qualche modo riescono a valutare il massaggio cardiaco eseguito dal soccorritore e che sono altresì in grado di fornire istruzioni correttive, se necessarie. Ovviamente, non sono tutti questi sistemi sono uguali: la loro validità e affidabilità è molto varia. La maggior parte dei sistemi di RCP-Feedback in commercio usa un elemento aggiuntivo agli elettrodi, cioè un sensore che viene posto o sul torace, nel punto in cui si applica la pressione per eseguire il massaggio cardiaco, oppure sul dorso della mano del soccorritore. Alcuni di questi elementi sono completamente meccanici e sono semplicemente dotati di una molla che produce un “click” quando si raggiunge la “giusta” pressione. La “giusta” pressione è definita in accordo a studi scientifici statistici il cui scopo è definire dei valori medi di riferimento, appunto con scopi statistici, ma non sono stati pensati, né dovrebbero essere intesi, come tentativi di definire un valore corretto in assoluto. Esistono poi altri sistemi elettronici che misurano di quanti centimetri si scende durante le compressioni toraciche: sono i cosiddetti accelerometri. Anche tali sistemi si basano su studi scientifici che riportano come universalmente corrette le compressioni toraciche tra i 4 e i 6 centimetri. Sebbene questi valori siano più accurati dell’utilizzo di un unico valore di “pressione” da applicare, anche la misura generica tra 4 e 6 centimetri non è corretta in quanto non tiene conto del singolo paziente, e in particolare della sua corporatura, per cui ci si potrebbe trovare ad spingere per 4 cm su un uomo molto robusto o 6 cm su una ragazza dalla corporatura esile, con il risultato di ottenere un massaggio potenzialmente inefficace (o non completamente efficace) nel primo caso e una pressione eccessiva (quindi potenzialmente dannosa) nel secondo. In entrambi i casi, un defibrillatore DAE che adottasse tale sistema per l’RCP-Feedback valuterebbe l’RCP come corretta anche se non lo è. Inoltre questo tipo di RCP-Feedback non è in grado di tener conto della superfice su cui è poggiato il paziente, per esempio, su superfici morbide come la sabbia: il cedimento del terreno durante le compressioni toraciche comporterebbe degli ulteriori errori nella valutazione da parte del sistema. I sistemi basati su accelerometro presentano ulteriori svantaggi dovuti alla maggiore difficoltà nel posizionare il sensore nel punto giusto ed eventualmente nel doverlo connettere al DAE. Oltre a ciò, il dover eseguire il massaggio cardiaco non direttamente sul torace del paziente, ma su un oggetto interposto tra le mani del soccorritore e il paziente stesso, diminuisce la naturalezza del gesto, e ciò potrebbe provocare danni sia alle mani del soccorritore che alla pelle del paziente. Quest’ultimo aspetto è stato sottolineato anche da studi scientifici pubblicati a livello internazionale, di cui un esempio è la lettera aperta inviata dal Dr. G.C. Cho, Department of Emergency Medicine, Institute of Hallym University, Medical Center, Seoul, Republic of Korea e pubblicata sulla rivista Resuscitation 80 (2009) 600, che mostra le seguenti immagini: Ultimo difetto degli accelerometri è che non forniscono una valutazione efficace del ritmo delle compressioni, che è anch’esso fissato nelle linea guida dell’AHA. Pertanto gli RCP-Feedback dei DAE che si basano sugli su questo sistema risultano in generale inaccurati e addirittura potenzialmente dannosi. Per risolvere tutti questi inconvenienti, HeartSine ha sviluppato una tecnologia innovativa unica al mondo, registrata con il nome “CPR Advisor”, dove CPR è l’inglese di RCP. Il funzionamento del CPR Advisor, o RCP Advisor, all’italiana, viene spiegato molto chiaramente in questo video disponibile sul nostro canale YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=D1cDHSFnSgk. L’algoritmo brevettato da HeartSine non utilizza nessun sensore esterno e quindi risulta estremamente facile e naturale. Infattti, l’RCP Advisor utilizza gli stessi elettrodi del DAE per effettuare la misura dell’ICG (Cardio Gramma ad Impedenza) mentre il soccorritore esegue il massaggio cardiaco, e, basandosi sui dati raccolti e pubblicati a livello internazionale, è in grado di valutare se la profondità e la frequenza delle compressioni sono corrette e congrue rispetto alla corporatura del paziente. L’RCP Advisor è una tecnologia brevettata in dotazione solamente al defibrillatore samaritan PAD 500P della HeartSine, che risulta, di fatto, l’unico DAE al mondo con un accurato sistema di guida e supporto durante l’esecuzione delle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Eseguire un buon massaggio cardiaco, oltre ad aumentare le possibilità di sopravvivenza in seguito ad un arresto cardiaco, è utile anche in altri casi come ictus, forti attacchi d’asma, o qualunque altra patologia che riduca il paziente in uno stato di incoscienza e nell’incapacità di respirare naturalmente. I protocolli di primo soccorso, infatti, richiedono di utilizzare un DAE e di eseguire la RCP in tutti i casi in cui si ha di fronte una persona priva di coscienza e che non respiri. Un defibrillatore DAE dimostra la sua efficacia solo se la persona è stata colta da arresto cardiaco ed ha un ritmo “defibrillabile”, ma in TUTTI i casi, la RCP va comunque eseguita fino all’arrivo dei soccorsi. #### RE.A.C.T.: anche il Trentino punta sulle app per salvare vite in caso di arresto cardiaco Quando si verifica un arresto cardiaco, il tempo che trascorre tra l’evento e l’inizio delle manovre di rianimazione può essere determinante. Per questo, accanto alla diffusione dei defibrillatori e alla formazione BLSD, anche la tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più importante nella costruzione di una rete di cardioprotezione capace di intervenire nei primi minuti dell’emergenza. Dopo le esperienze già avviate in diverse aree italiane, anche il Trentino si dota di un sistema per allertare i cittadini disponibili a intervenire in caso di arresto cardiaco. Si tratta di RE.A.C.T. – Responder Arresto Cardiaco Trentino, il servizio promosso da ASUIT e Trentino Emergenza che permette di geolocalizzare i responder presenti nelle vicinanze di un sospetto arresto cardiaco e di indicare loro la posizione dell’evento e del DAE più vicino. Il sistema è stato presentato pubblicamente nell’agosto 2026. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso un modello di cardioprotezione nel quale cittadini formati, DAE, sistemi di allerta e centrale operativa lavorano insieme per ridurre il tempo di intervento.   Che cos’è RE.A.C.T. e come funziona RE.A.C.T. è un’applicazione mobile geolocalizzata sviluppata per supportare la risposta all’arresto cardiaco extraospedaliero. Il principio è semplice: quando la Centrale operativa di Trentino Emergenza riceve una chiamata relativa a un sospetto arresto cardiaco, oltre ad attivare i mezzi di soccorso e fornire al chiamante le istruzioni necessarie per iniziare la rianimazione cardiopolmonare, il sistema può individuare i responder presenti nelle vicinanze. Ai cittadini disponibili viene quindi inviata una notifica con: la posizione dell’emergenza; la posizione del DAE più vicino; le indicazioni per raggiungere il luogo dell’evento e il defibrillatore. Il responder che accetta l’intervento può raggiungere la persona colpita da arresto cardiaco, iniziare o supportare le manovre di rianimazione e, quando necessario, recuperare il DAE indicato dall’app. Un elemento particolarmente importante è il supporto telefonico della Centrale operativa di Trentino Emergenza, che accompagna il responder durante l’intervento. L’obiettivo è ridurre il cosiddetto “no-flow”, cioè l’intervallo di tempo durante il quale il cuore non garantisce una circolazione efficace e non vengono ancora avviate le manovre di rianimazione.   Perché una app può essere importante durante un arresto cardiaco L’arresto cardiaco è un’emergenza tempo-dipendente. Quando il cuore si arresta, la circolazione sanguigna viene interrotta e cervello e altri organi non ricevono più ossigeno. Per questo è fondamentale riconoscere rapidamente l’emergenza, chiamare il 112, iniziare la RCP e utilizzare un DAE quando disponibile e indicato. L’European Resuscitation Council considera la RCP precoce e la defibrillazione due elementi fondamentali della catena della sopravvivenza. Il problema è che l’ambulanza non può essere sempre la prima risorsa a raggiungere la persona. Un cittadino che si trova a poche centinaia di metri dall’evento potrebbe infatti essere in grado di iniziare le compressioni toraciche o recuperare un defibrillatore prima dell’arrivo dei soccorritori professionisti. È proprio in questo spazio temporale che si inseriscono i sistemi di allerta per i First Responder. Le linee guida ERC hanno sottolineato l’importanza dei sistemi di risposta precoce e dell’accesso pubblico alla defibrillazione: quando possibile, la defibrillazione nei primi 3-5 minuti dall’arresto può consentire percentuali di sopravvivenza molto più elevate nei ritmi defibrillabili. RE.A.C.T. nasce quindi con una finalità precisa: avvicinare una persona in grado di intervenire e un DAE alla vittima nel minor tempo possibile.   Chi può diventare responder con RE.A.C.T.? Uno degli aspetti più interessanti del sistema trentino riguarda i requisiti di partecipazione. RE.A.C.T. è rivolto ai cittadini maggiorenni, residenti o presenti in Trentino, che desiderano rendersi disponibili a intervenire in caso di emergenza. Secondo le informazioni pubblicate da ASUIT, non è obbligatorio possedere una certificazione BLSD, anche se la formazione viene indicata come auspicabile. L’adesione è volontaria e non prevede costi per l’utente. Per utilizzare il sistema sono necessari: uno smartphone o tablet; una connessione dati; il GPS; l’app RE.A.C.T. installata e configurata; la geolocalizzazione e le notifiche abilitate. Durante la registrazione vengono inseriti i dati personali e le aree nelle quali si desidera ricevere gli allertamenti. Chi possiede una certificazione BLSD può inoltre indicare nell’app le informazioni relative alla propria formazione. L’applicazione è disponibile gratuitamente sugli store digitali; sull’App Store risulta sviluppata dall’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino.   Cosa succede quando viene segnalato un arresto cardiaco? Il funzionamento di RE.A.C.T. si integra con quello della Centrale operativa e non sostituisce in alcun modo il sistema di emergenza. La sequenza prevista è particolarmente significativa: La chiamata arriva alla Centrale operativa Quando viene segnalato un sospetto arresto cardiaco, la Centrale di Trentino Emergenza attiva immediatamente i mezzi di soccorso. Il chiamante viene guidato nella RCP L’operatore fornisce le indicazioni necessarie per iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare in attesa dei soccorsi. RE.A.C.T. individua i responder nelle vicinanze Il sistema geolocalizza i cittadini che hanno scelto di rendersi disponibili e che si trovano nell’area dell’emergenza. Il responder riceve l’allerta La notifica contiene la posizione dell’evento e quella del DAE più vicino. Il responder accetta l’intervento Chi decide di intervenire riceve supporto telefonico dalla Centrale operativa. Inizia l’intervento sul posto Il responder può contribuire alla RCP, supportare gli altri presenti e, quando necessario, recuperare e utilizzare il DAE in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Questa organizzazione permette di creare un collegamento diretto tra centrale operativa, cittadini, DAE e soccorso sanitario.   RE.A.C.T. e DAE: perché la geolocalizzazione è fondamentale Una delle funzioni più importanti dell’applicazione è la possibilità di individuare il defibrillatore più vicino. La presenza di un DAE, infatti, è realmente efficace se il dispositivo può essere raggiunto rapidamente, è accessibile e viene utilizzato tempestivamente quando indicato. Per questo la mappatura dei defibrillatori rappresenta una componente essenziale dei sistemi di cardioprotezione. In Trentino esiste un’apposita Anagrafe provinciale dei DAE, attraverso la quale vengono raccolte informazioni come posizione del dispositivo, caratteristiche, marca e modello e orari di accessibilità. Questi dati consentono alla centrale operativa di individuare il DAE più vicino in caso di emergenza. RE.A.C.T. porta questo principio direttamente sullo smartphone del responder: non è sufficiente sapere che esiste un defibrillatore sul territorio; in un’emergenza bisogna sapere rapidamente dove trovarlo e come raggiungerlo.   Il Trentino entra in una rete italiana sempre più ampia L’introduzione di RE.A.C.T. non rappresenta un caso isolato. Come abbiamo già approfondito in un precedente articolo dedicato alle applicazioni per arresto cardiaco e DAE, negli ultimi anni diverse realtà italiane hanno sviluppato sistemi digitali per mettere in comunicazione centrali operative, responder e defibrillatori. Tra gli esempi rientrano DAE RespondER in Emilia-Romagna, DAE Marche, DAE FVG e ValDAE in Valle d’Aosta, oltre ad altre piattaforme con caratteristiche differenti. RE.A.C.T. si inserisce quindi in un percorso più ampio: quello della trasformazione digitale della risposta all’arresto cardiaco. Un dato interessante è che la stessa ASUIT indica nei propri materiali che il software alla base di RE.A.C.T. è stato messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, già dotata del sistema DAE RespondER. Il modello che sta emergendo è quindi quello di una rete nella quale la tecnologia non sostituisce il soccorso sanitario, ma accorcia la distanza tra l’emergenza e le prime persone in grado di intervenire.   Una app non sostituisce la formazione BLSD L’arrivo di sistemi come RE.A.C.T. non significa che la tecnologia possa sostituire la formazione. Al contrario, una rete di responder realmente efficace ha bisogno di persone che sappiano riconoscere un arresto cardiaco, allertare correttamente il sistema di emergenza, eseguire una RCP e utilizzare un DAE. Il fatto che per RE.A.C.T. non sia obbligatorio possedere una certificazione BLSD amplia il numero di cittadini che possono rendersi disponibili, ma la formazione pratica rimane uno degli strumenti più importanti per aumentare sicurezza e capacità di intervento. Sapere cosa fare nei primi minuti permette infatti di trasformare una notifica sullo smartphone in un intervento concreto. È questo il punto centrale della cardioprotezione: non basta avere un defibrillatore disponibile. È necessario costruire un sistema nel quale DAE, persone formate, sistemi di allerta e soccorso sanitario siano collegati tra loro.   Dalla tecnologia alla cardioprotezione: una rete che può salvare vite L’introduzione di RE.A.C.T. in Trentino rappresenta un ulteriore segnale di come la gestione dell’arresto cardiaco stia evolvendo. Il DAE non è più soltanto un dispositivo collocato in una palestra, in un’azienda, in una scuola o in un luogo pubblico e la formazione BLSD non è più un elemento isolato. Inoltre, le centrali operative possono oggi utilizzare strumenti digitali per individuare più rapidamente le risorse presenti sul territorio. La vera innovazione nasce dall’integrazione di tutti questi elementi. Una persona chiama il 112. Un operatore riconosce il possibile arresto cardiaco. I soccorsi vengono attivati. Un responder nelle vicinanze riceve una notifica. L’app indica dove si trova il DAE. La RCP può iniziare prima dell’arrivo dell’ambulanza. Ogni anello contribuisce a ridurre il tempo necessario per intervenire. Ed è proprio questo il valore dei sistemi di allerta per i First Responder: portare la catena della sopravvivenza il più vicino possibile alla persona colpita dall’arresto cardiaco. #### Regione Campania: in arrivo 28 defibrillatori e corsi di formazione Defibrillatori e pubblica amministrazione. Il connubio è di quelli destinati a diventare sempre più solido, come dimostra l’avvio ai corsi di formazione per l’utilizzo di defibrillatori all’interno degli uffici amministrativi della Regione Campania. 140 sono i funzionari che hanno manifestato la loro disponibilità ad essere formati. Un progetto nato in collaborazione con il Policlinico Federico II, tramite il responsabile scientifico aziendale della formazione all’uso dei macchinari e alle manovre cardio – rianimatorie Maurizio Santomauro. “Sono compiaciuto per questa iniziativa – ha commentato il vicepresidente della Regione Campania con delega all’Università Guido Trombetti – e per la collaborazione offerta dall’Università Federico II a realizzare il percorso di formazione. Attuiamo così, in coerenza con quanto già previsto dal legislatore, il Programma Unico Regionale per la diffusione dei defibrillatori semi automatici esterni approvato dalla Giunta Caldoro”. I defibrillatori, collegati al servizio sanitario di urgenza ed emergenza medica 118 e acquistati dalla Regione Campania, sono 28 e saranno distribuiti nelle sedi di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, e Napoli. “L’impegno profuso dal datore di lavoro – ha concluso l’assessore alle Risorse Umane Pasquale Sommese – e la disponibilità offerta dai funzionari a seguire gratuitamente i corsi di formazione sono risposte significative di condivisione di un percorso che la Giunta ha voluto realizzare. Un percorso che punta ad incrementare la protezione dei lavoratori e del pubblico che accede agli uffici”. #### Regione Piemonte dona defibrillatore al Comune di Barge Anche Barge avrà il suo defibrillatore. Dalla Regione Piemonte arriva infatti la disposizione per l’assegnazione di un defibrillatore, che sarà a disposizione dell’intera comunità, per il piccolo comune del cunense. Un’ iniziativa promossa dalla Regione nell’ambito del ‘Programma per la determinazione dei criteri e delle modalità di diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni’, con un unico obiettivo: diffondere in maniera sempre più capillare l’uso dei defibrillatori tra i non addetti ai lavori. Perché l’arresto cardiaco può verificarsi ovunque e non sempre in presenza di personale esperto: in Italia sarebbero circa 60.000 le persone ogni anno colpite da arresto cardiaco improvviso e solo delle manovre salvavita ben eseguite o la defibrillazione precoce possono riavviare il cuore dei pazienti colpiti. Il progetto promosso dalla Regione Piemonte prevede inoltre l’acquisto di defibrillatori da distribuire sul territorio secondo precisi criteri di priorità, gli stessi per cui anche Comune di Barge è risultato assegnatario di un defibrillatore. Previsti inoltre specifici corsi formativi per il corretto utilizzo del defibrillatore che, fornita di teca, verrà collocata in un punto strategico del territorio comunale. #### Regione Veneto, contributi per l’acquisto di defibrillatori e lotta a violenza e razzismo. Regione Veneto, contributi per l’acquisto di defibrillatori e lotta a violenza e razzismo. La giunta della Regione Veneto, su proposta del vicepresidente e assessore allo sport Marino Zorzato, ha approvato un bando per l’accesso ai contributi relativi agli interventi a favore della promozione e lo sviluppo della pratica sportiva. Anche per l’acquisto da parte delle società sportive di beni strumentali di modesto valore, come i defibrillatori – diventati obbligo statale per la sicurezza – potrà esserci la partecipazione della Regione alla spesa. Inoltre saranno sostenute iniziative di informazione e ricerca in materia sportiva che riguardino le tematiche dei valori dello sport, dell’antidoping, della lotta alla violenza, all’intolleranza ed al razzismo nello sport. Il bando 2014 assegna una disponibilità di circa 450 mila euro per la promozione dell’organizzazione di manifestazioni sportive e il concorso al sostegno di quelle di natura promozionale, agonistica e spettacolare; altri 30 mila euro sono a disposizione per l’effettuazione di studi e ricerche, convegni e seminari, in materia di sport, divulgandone cultura e valori. È di 75 mila euro la quota riservata invece per l’assegnazione di incentivi alle scuole del territorio che propongono nell’offerta formativa curricolare per l’anno scolastico 2014/2015 corsi di preparazione atletica finalizzata all’agonismo. Potranno presentare domanda di contributo le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e le IPAB; il CONI, le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, le loro rappresentanze regionali e provinciali, i comitati organizzatori promossi dagli stessi; le associazioni sportive dilettantistiche senza fine di lucro (non costituite sotto forma di società di capitali) aventi sede legale nella regione ed operanti da almeno un biennio, le università e gli istituti superiori di educazione fisica. Le domande dovranno pervenire entro il 21 luglio utilizzando l’apposita modulistica. In Veneto ci sono circa 12 arresti cardiaci extra-ospedalieri al giorno e il numero di morti improvvise per anno è stimato essere di 4380. Il trattamento extra-ospedaliero dell’arresto cardiaco presuppone l’esistenza di un sistema di pronto intervento sul territorio e di trattamento delle emergenze basato sul concetto della “Catena della sopravvivenza”, composta dai seguenti “anelli”: Allarme precoce al sistema di emergenza (118 SUEM) Rianimazione cardiopolmonare precoce Defibrillazione precoce Terapia avanzata precoce L’efficienza di un sistema di emergenza sanitaria territoriale dipende dalla stretta interconnessione di questi quattro anelli. E la defibrillazione precoce per le persone colpite da arresto cardiaco extra-ospedaliero spesso rappresenta l’unica terapia risolutiva. Nasce da qui la necessità di incentivare anche nella Regione Veneto un sistema di trattamento delle emergenze che preveda una rete di defibrillatori semi-automatici (DAE) collocati in siti ritenuti strategici (aeroporti, centri commerciali, impianti sportivi, scuole, stazioni ferroviarie, …) al fine di eseguire la defibrillazione precoce con tali apparecchi anche da parte di personale sanitario non medico. #### Reperibilità Ventilatori Polmonari per terapia intensiva e sub-intensiva in Italia L’emergenza medica causata dalla diffusione del Coronavirus ha sollevato la necessità urgente di allestire nuove postazioni di terapia intensiva e sub-intensiva negli ospedali, per far fronte al grande volume di pazienti, sempre più in aumento, che necessitano di cure avanzate specifiche. In data 6 marzo 2020, la CONSIP ha indetto un bando di gara per la fornitura di ventilatori polmonari, tra gli elettromedicali di più difficile reperimento in tempi rapidi e fondamentali per la cura del Covid-19. Il bando si è chiuso solo 3 giorni dopo, il 9 marzo 2020, dove sono stati definiti gli aggiudicatari per le forniture. Consip è una società per azioni, partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si occupa degli acquisti per la Pubblica Amministrazione. Il bando prevedeva 7 differenti lotti, in funzione delle categorie dei dispositivi. I lotti n°1 e n°2 sono relativi alla fornitura di ventilatori polmonari e sono così suddivisi: Lotto n°1: 1.800 Ventilatori polmonari ad alta complessità per terapia intensiva (aria compressa); Lotto n°2: 3.200 Ventilatori polmonari per terapia sub-intensiva (turbina). EMD112 (Echoes Srl), ha partecipato al bando per il lotto n°2, arrivando 3° su 9 fornitori. Dei 3.200 Ventilatori polmonari per terapia sub-intensiva, sono stati aggiudicati 1.654 ventilatori. Dei 1.800 Ventilatori polmonari per terapia intensiva, sono stati aggiudicati 2.264 ventilatori. Questo dato ci dice che: su 5.000 ventilatori meccanici totali, sono stati aggiudicati 3.918 (per poter rispettare la stringente data di consegna dei dispositivi), quindi pur sommando tuttii i produttori non si è raggiunta la quota richiesta nei tempi di consegna; è stato accettato un numero superiore di ventilatori artificiali per terapia intensiva, poiché non si è raggiunto il numero, elevato, dei ventilatori per terapia sub-intensiva. In seguito alla scadenza del bando, CONSIP ha chiesto ai fornitori, la disponibilità per consegnare, oltre il termine del bando, eventuali altri ventilatori, cercando di capire le capacità produttive e tempistiche di consegna. E’ quindi prevista una ulteriore fornitura per fare fronte alle richieste. Le aziende che producono ventilatori polmonari non sono molte, e in queste settimane lavorano giorno e notte per far fronte alle richieste internazionali di questi dispositivi fondamentali per trattare il Coronavirus nelle situazioni più gravi. Il problema non è il costo dei dispositivi, che varia mediamente da 12.000 Euro a 25.000 Euro, ma dalla capacità produttiva delle poche aziende che sviluppano questi prodotti, che devono far fronte a richieste importanti provenienti da numerosi paesi. Talvolta sentiamo parlare anche di ventilatori con costi decisamente più contenuti rispetto a quelli sopra indicati, è verosimile che vengano erroneamente scambiati da persone non esperte in materia, da altri tipi di ventilatori meccanici con scopi differenti, come ad esempio i ventilatori CPAP o similari (nCPAP, nP-CPAP, nM-CPAP, APAP, VPAP, BPAP, xPAP ST). La il ventilatore artificiale a pressione positiva continua CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) è un metodo di ventilazione respiratoria meccanica utilizzato principalmente nel trattamento delle apnee del sonno. La ventilazione in modalità PAP viene comunemente impiegata per pazienti con grave insufficienza respiratoria. In questi soggetti la ventilazione PAP può prevenire la necessità di intubazione endotracheale oppure può permettere di rimuovere l’intubazione più prontamente. EMD112 ha ordini per alcune centinaia di ventilatori polmonari, molti dei quali sono già in utilizzo nei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva di alcuni ospedali italiani. Nei prossimi giorni forniremo il dettaglio sulla distribuzione e impiego. Ad oggi il margine di ottimizzazione delle capacità produttive è minimo, anche perché l’emergenza sta aumentando esponenzialmente in alcuni paesi che generano nuovi ordini. I tempi di consegna dei nostri ventilatori polmonari EVE, sono di circa 50gg. Lo scenario futuro potrebbe portare questi tempi di fornitura ad aumentare, come per tutti gli altri produttori e loro distributori. Quello che possiamo fare è ridurre al minimo i tempi di ricerca fornitori, valutazione dei ventilatori, sottoscrizione dell’ordine. Sono sufficienti 2-3 giorni per queste fasi. Maggiori informazioni sui ventilatori polmonari EVE sono disponibili in queste pagine: EVE IN: ventilatore polmonare meccanico per impiego ospedaliero in terapia intensiva e sub-intensiva EVE TR: ventilatore polmonare meccanico trasportabile per emergenza/urgenza medica EVEneo: ventilatore polmonare meccanico neonatale per impiego ospedaliero di terapia intensiva (presto pubblicheremo i dettagli di questo articolo) Per informazioni sui ventilatori polmonari potete contattarci ai riferimenti presenti in questa pagina. #### Resoconto 1° Heart Experiences – MotoGP di Misano, Pull&Bear Aspar Team cardioprotetto con i defibrillatori samaritan Si è da poco concluso il 1° dei 3 eventi Heart Experiences in occasione del Gran Premio MotoGP della Repubblica si San Marino a Misano, presso il circuito Misano World Circuit. Tre giorni intensi e ricchi di emozioni, che hanno visto la presenza come di alcuni tra i migliori partner di EMD112. In questi 3 giorni è stato possibile per 15 ospiti di EMD112, vivere il Gran Premio dal cuore pulsante dei paddock. Fianco a fianco con piloti, team, addetti ai lavori ed anche qualche “VIP”. Colazione, pranzo e soggiorno presso l’hospitality Pull&Bear Aspar Team, visita di tutte le sessioni (FP1, FP2, FP3, FP4, Qualifiche, Warm-Up e Gara!) dai Box del team, hanno reso unica questi 3 giorni. Una hospitality importante quella di ASPAR, che vede la presenza di vincitori di 5 campionati del mondo, 4 di Jorge Martinez, proprietario del team ed 1 di Alvaro Bautista. Un ambiente familiare, ed un team fantastico gestito dal General Manager, Jose Maria Ibanez. Non sono mancate le sessioni formative sul defibrillatore ed il suo impiego, al fine di sensibilizzare i presenti in merito all’efficacia di questo dispositivo salvavita e sulla sua semplicità di utilizzo. Durante il weekend 1 defibrillatore samaritan® ha cardioprotetto l’hospitality, che vede la presenza di circa 200 persone al giorno, e 2 defibrillatori samaritan® all’interno del Box. I loghi EMD112 erano presenti sulle Ducati MotoGP di Alvaro Bautista e Karel Abraham, ed anche sulla Mahindra Moto3 di Lorenzo Dalla Porta. Materiale informativo è stato posizionato dentro e fuori dall’hospitality ASPAR. Ottime le qualifiche che hanno visto entrambe i piloti accedere alla Q2, conquistando entrambe la 4° fila, Alvaro Bautista in 10° posizione e Karel Abraham in 12° posizione. Un weekend complesso avviato con il sole del venerdì e sabato, che ha visto la pioggia durante la gara la domenica. Queste condizioni particolari hanno “mescolato le carte” e moltissimi piloti sono stati autori di cadute, complice l’asfalto bagnato ed il poco grip che contraddistingue il circuito di Misano. La gara si è conclusa con la vittoria di Maverick Vinales, seguito da Danilo Petrucci ed Andrea Dovizioso. Alvaro Bautista ha chiuso in 12° posizione e  Karel Abraham in 17° posizione. In Moto3, Lorenzo Dalla Porta si è qualificato in 16° posizione, chiudendo la gara in 15° posizione conquistando 1 punto mondiale, mentre il compagno di squadra Albert Arenas ha conquistato la miglior posizione stagionale chiudendo all’8° posto. Molti i “VIP” presenti durante i weekend, che non è stato difficile incontrare, ad esempio Keanu Reeves, Luca Argentero, Giuseppe Giacobazzi, Francesco Totti, Barry Weiss, etc… EMD112 ringrazia tutto il Team ASPAR, Jorge Martinez, Jose Maria Ibanez, Gino Borsoi, María José Botella, Vicente Villa e tutto il resto del Team per il bellissimo tempo trascorso assieme e per aver dato spazio alle richieste di EMD112 per promuovere la cultura della cardioprotezione in questo ambiente. Un ringraziamento anche agli Ospiti EMD112, Roberto, Paolo, Fabrizio, Anna, Giampaolo, Andrea, Daniele, etc… ,  che ogni giorno condividono il nostro stesso impegno e passione, per la promozione di prodotti di massima qualità e garanzie… e nel caso di dispositivi salvavita può fare la differenza.. Il prossimo appuntamento della Heart Experiences 2017 sarà il 29 settembre a Marzaglia (Modena), in pista con una Ferrari 458 EVO Challange da 570CV! Vuoi partecipare anche tu alle attività Heart Experiences di EMD112? Diventa nostro partner! #### Resoconto delle 6 settimane di Patagonia Coast To Coast – 8000 Km in bici per Dynamo Camp Patagonia Coast to Coast è un viaggio in bicicletta di ben 8.192 km nato dall’iniziativa di Paolo Pagni ed Enrico Roberto Carrara, due appassionati cicloturisti con molta esperienza alle spalle. Paolo ha percorso per sette volte il Cammino di Santiago, mentre Enrico ha pedalato dall’Italia a Capo Nord. Lo scopo del viaggio è raccogliere fondi per l’Associazione Dynamo Camp Onlus, primo camp di terapia ricreativa in Italia dedicato a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni che soffrono di malattie gravi e croniche. Il camp ospita i bambini e le loro famiglie gratuitamente per periodi di svago e divertimento spensierato sull’Appennino Tosco-Emiliano, a Limestre Paolo ed Enrico sono volati in Brasile il 18 Novembre scorso ed una volta atterrati hanno subito cominciato a pedalare verso sud in direzione di Paraguay ed Argentina, la loro prima meta è infatti Ushuaia: la città più a sud del mondo, nella mitica Terra del Fuoco. EMD112 è partner dell’iniziativa benefica di crowdfunding, ed ha visto nel mese di Marzo 2016 la donazione di un defibrillatore a favore di Dynamo Camp , un DAE HeartSine® samaritan® PAD 350P, ed un contributo economico per sostenere il progetto. Una volta raggiunta, i due vorrebbero tornare verso nord pedalando sulla Cordigliera delle Ande fino a Santiago del Cile. Un’impresa che li impegnerà per almeno 100 giorni: una sfida sia fisica che mentale necessaria per affrontare giorni e giorni in bicicletta in un territorio sconosciuto. A Gennaio 2017, Paolo ed Enrico sono già a metà strada! Hanno attraversato le porte di Ushuaia poco prima di Natale e vi sono rimasti qualche giorno per festeggiare il traguardo raggiunto. Pedalare attraverso la Patagonia non è stato affatto facile. Il più grande antagonista dei nostri due cicloturisti è stato il vento: il forte vento patagonico che soffia implacabile ogni giorno con raffiche che superano di gran lunga i 50 km/h. Nella sterminata pianura della Patagonia priva di alcun tipo di riparo, per trovare scampo dal vento, Paolo ed Enrico sono stati costretti a procedere per qualche km a bordo di autobus. Diario di Viaggio, resoconto delle 6 settimane di viaggio attraverso la Patagonia: 1° settimana di viaggio La “Garganta del Diablo”: un inizio spettacolare per un viaggio altrettanto spettacolare. Solo una settimana fa, Paolo ed Enrico ammiravano affascinati le impressionati Cascate dell’Iguazú ed ora dopo 7 giorni si trovano già 640 km più a sud ad Uruguaiana, Brasile. Lungo la strada, sotto il caldo sole estivo, la fatica si fa sentire tutti i giorni, ma scatta un sorriso ogni volta che incontrano altri viaggiatori che, zaino in spalla e pollice alzato, cercano un passaggio per il sud. Per ora la minaccia più grande è rappresentata dai mezzi pensati: filano veloci senza curarsi dei nostri due cicloturisti costretti a pedalare al limite della carreggiata per rischiare la vita. Al 4° giorno, Posadas è la prima grande città che incontrano. Vengono accolti da uno skyline di grattacieli e tante luci, una sorta di New York dell’appendice di terra argentina di Missines, stretta fra Brasile e Paraguay. Paolo ed Enrico hanno trascorso la serata in maniera tranquilla visitando la città ed il giorno dopo sono ripartiti verso Santo Tomè. Da qui con una bella scorta d’acqua hanno raggiunto La Cruz per poi riattraversare la frontiera tra Argentina e Brasile e fermarsi ad Uruguaiana. Ma ecco che in bici non è permesso attraversare il ponte che fa da confine, per fortuna Paolo ed Enrico sono riusciti a trovare un passaggio. Hanno caricato i loro mezzi sul pick up di Perego, gentile campione di kart conosciuto alla frontiera! Pedalare fino a Uruguaiana è stato propedeutico per i due cicloturisti: un rettilineo perfetto lungo circa 100 km nel nulla assoluto. Una volta raggiunta la Patagonia, è infatti questo lo scenario che li aspetta… e allora meglio cominciare a fare pratica. 2° settimana di viaggio Nella seconda settimana di viaggio Paolo ed Enrico hanno raggiunto e superato il traguardo dei 1.000 km. Tanta fatica è stata ripagata da mille volti, mille sorrisi, mille paesaggi che hanno fatto compagnia ai nostri cicloturisti lungo la strada ed hanno incoraggiato il loro spirito di avventura. Un risultato assolutamente da festeggiare che ha dato nuovo slancio ai nostri due cicloturisti per continuare a pedalare! La settimana è iniziata sotto la pioggia, non certo una situazione estrema, ma che diventa difficile da gestire quando ti trovi così lontano da casa e dalle tue comodità. La strada poi non ha aiutato: un lungo rettilineo caratterizzato da continui “mangia e bevi” privo di ombra e di punti di ristoro, da percorrere con temperature prossime ai 40°C. In queste condizioni, ancor prima di quello fisico, il corpo richiede uno sforzo mentale enorme che Paolo ed Enrico hanno saputo affrontare con coraggio. Dopo tanti km ci voleva un po’ di riposo. La settimana si è conclusa a Buenos Aires, metropoli argentina dal fascino unico dove il 70% degli abitanti ha origini italiane. Aria di casa quindi per Paolo ed Enrico che prima di ripartire hanno passato due giorni di relax in città visitando alcuni dei luoghi più famosi: Plaza de Mayo, lo stadio del Boca Juniors, la fiera di Sant’Elmo, il Cafè Tortoni, la Casa Rosada. 3° settimana di viaggio Con Buenos Aires alle spalle, Paolo ed Enrico si stanno addentrando sempre di più nella pianura patagonica argentina, una terra spazzata dal vento punteggiata di piccoli paesini distanti circa 100 km tra loro. La terza settimana è stata difficile da affrontare poiché per abituarsi a paesaggi completamente nuovi, sia per il fisico che per la mente, ci vuole tempo. Il viaggio si sta facendo sempre più duro: con il vento fortissimo che soffia imperterrito per tutto il giorno, ogni pedalata si trasforma in una sfida con se stessi per non mollare tutto. La strada dritta e pianeggiante che Paolo ed il compagno stanno percorrendo sembra piuttosto una ripida salita che non finisce mai. Il vento riduce la velocità dei nostri due cicloturisti da 30 km/h a circa 11 km/h e presto si fa chiaro che non riusciranno a raggiungere il paese più vicino in tempo per la notte. Con queste condizioni hanno dovuto fare uno strappo alla regola e chiedere un passaggio a due patagoni. Elvio ed Hugo si sono resi disponibili a caricare le bici sul loro pick-up ed accompagnare Paolo ed Enrico per un lungo tratto di strada: 5 ore in tutto, abbastanza per fare amicizia e scambiarsi sinceri auguri di “buena suerte”. Il viaggio continua verso sud, nell’emisfero australe, i nostri due cicloturisti puntano dritto su Ushuaia, la città più a sud del mondo, ma mancano ancora molti km: giorni e giorni di pedalate nella pianura della Patagonia. In lontananza si cominciano ad avvistare le prime montagne e questo nuovo orizzonte è ciò che aspetta Paolo ed Enrico nelle prossime settimane. 4° settimana di viaggio In Patagonia la vita va vissuta giorno per giorno: una lezione che Paolo ed Enrico hanno ormai imparato bene. Ed allora, ogni mattina, guardano dalla finestra e decidono se iniziare a pedalare o meno. Devono essere saggi perché il tempo può cambiare in fretta ed il vento costante è sempre il maggior ostacolo. Quando va bene entra frontale da sud, quando va male gira laterale e impedisce definitivamente la pedalata. Il viaggio si fa sempre più complicato: le lunghissime distanze tra un punto di ristoro e l’altro (tra i 100 ed 130 km) e le difficili condizioni meteo impediscono la regolare programmazione delle tappe. Tuttavia, se vogliono rispettare i tempi, Paolo ed Enrico non possono fermarsi troppo a lungo per cui hanno scelto di fare qualche km in autobus. Facendo di necessità virtù, hanno approfittato dell’impossibilità di procedere anche per visitare la Pinguinera di Punta Tombo, un parco naturale che nel periodo tra Settembre ed Aprile accoglie la più grande colonia continentale di Pinguini di Magellano. Ogni anno mezzo milione di pinguini si ritirano nel parco per riprodursi. Realizzano nidi tra gli arbusti e vi restano per qualche tempo anche dopo la nascita dei piccoli. Alla fine della 4° settimana di viaggio Paolo ed Enrico sono comunque riusciti a raggiungere la “Tierra del Fuego”: la Fine del Mondo. Dopo un breve tragitto in traghetto, sono sbarcati su Isla Grande, territorio cileno, nel paesino di Cerro Sombrero. Adesso si trovano a poco più di 400 km da Ushuaia, meta finale della prima parte del viaggio. 5° settimana di viaggio Una settimana piena di emozioni per Paolo ed Enrico: finalmente hanno raggiunto Ushuaia, la fine del mondo! Meta finale della prima parte del loro viaggio, sognata per giorni durante le faticose pedalate nella pianura patagonica ed ora concreta e reale davanti ai loro occhi. Isla Grande de Tierra del Fuego è divisa quasi a metà tra Cile ed Argentina. Quando sono sbarcati sull’isola, Paolo ed il suo compagno di viaggio si trovavano nella parte cilena, ma nella tappa successiva hanno subito riattraversato la dogana puntando verso la città di Rio Grande. Lungo la strada, per la prima volta dopo 4.500 km, i nostri due cicloturisti hanno incontrato ben due viaggiatori in bicicletta che pedalavano in direzione opposta: Eliabe, brasiliano di ritorno a casa, e Gill, svizzero partito dall’Alaska! Una sosta per scambiarsi qualche utile consiglio, il tempo di una foto ricordo e via di nuovo. Dopo aver superato Rio Grande, l’ultima cittadina attraversata da Paolo ed Enrico prima dell’arrivo ad Ushuaia è stata Tolhuin. Piccola, ma sorprendentemente piena di gente che se ne sta raccolta nei ristoranti, nelle piazze ed in particolare nella Panederia. Aperta dalle 6 del mattino alle 2 di notte, la panetteria di Tolhuin offre paste, dolci, biscotti, panini e persino un rifugio gratuito per i cicloturisti di passaggio. Il giorno successivo il sogno di Paolo ed Enrico si è avverato, hanno percorso gli ultimi 100 km sotto pioggia e neve, sole e vento, un clima da fine del mondo, ma una volta superate le porte di Ushuaia la felicità è stata incontenibile per entrambi. Una vittoria importante che va festeggiata con qualche giorno di riposo. 6° settimana di viaggio Arrivare ad Ushuaia il 23 Dicembre ha riservato qualche sorpresa ai nostri due cicloturisti. Avevano previsto un trasferimento in pullman fino a Punta Arenas, cittadina cilena a qualche km di distanza, per poi proseguire lungo la Cordigliera delle Ande fino a Santiago. Ma dato il periodo di festa, i pullman sono fermi per 10 giorni: unica soluzione un autobus per El Calafate, nei pressi del Perito Moreno, il ghiacciaio visitato all’andata. Una volta arrivati, Paolo ed Enrico sono subito ripartiti in bicicletta lungo la ruta 40, la strada argentina che costeggia il confine con il Cile attraversando tutto il paese parallelamente alle Ande. Tra le più importanti arterie stradali argentine: selvaggia, sorprendente e costantemente battuta dal vento. Raffiche che superano i 50 km/h, ma che i locali definiscono “vento flaco” ossia debole. L’avventura continua quindi sulla ruta 40, decisamente inadatta a due viaggiatori in bicicletta: è necessario schivare camion ed auto e pedalare anche per centinaia di km controvento prima di poter riposare. La strada corre infatti in mezzo al nulla e i pochi semplici villaggi presenti sono molto distanti l’uno dall’altro. Tuttavia Paolo ed Enrico non si arrendono, sono determinati a raggiungere Santiago del Cile entro la metà di Febbraio. Nel mentre hanno festeggiato Natale, Capodanno ed anche il compleanno di Paolo che certo quest’anno sono stati memorabili. Nonostante tutte le difficoltà, Paolo ed Enrico sono determinati a raggiungere Santiago del Cile entro la metà di Febbraio. La volontà di raccogliere fondi per il Dynamo Camp è il motore che muove le loro gambe e che non li abbandona mai. E’ possibile seguire i progressi di Paolo ed Enrico sulla pagina Facebook e fare una donazione al Dynamo Camp sul sito www.patagoniacoasttocoast.com. #### Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR): noi ci crediamo Per Responsabilità Sociale d’Impresa (o Corporate Social Responsibility, CSR) si intende l’integrazione di preoccupazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa: è una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività. (Wikipedia) EMD112, distributore unico per l’Italia dei defibrillatori HeartSine, ha scelto fino dall’inizio questo cammino nel campo della cardioprotezione. Per l’impresa la responsabilità sociale è diventata un asset importante, in alcuni casi è strategica. La CSR è diventata per noi una forma di investimento tangibile e rilevante nella comunicazione con tutti gli stakeolders, dai consumatori ai lavoratori, ma anche agli investitori. EMD112, oltre al business vuole anche  accompagnare le persone, le aziende, le associazioni, alla piena consapevolezza che la scelta dell’installazione di un defibrillatore e la conseguente formazione, sono necessari a salvaguardia della vita umana e se non si acquisisce questa consapevolezza, si installa un apparecchio solo perché lo prevede la norma e non perché lo si ritiene fondamentale per la propria e altrui vita. Se non fosse così, i defibrillatori rimarrebbero chiusi in un armadio o in un magazzino; come purtroppo è accaduto. Prima dell’installazione, vengono proposti dei, seminari di approfondimento che hanno come obiettivo quello di rendere tangibile “il perché” è necessario dotarsi di un apparecchio mirando, alla “coscientizzazione” del cliente finale. EMD112, accompagna il portatore d’interesse attraverso varie forme di aiuto: grafica, pubblicità, visibilità in rete, fornitura gadget, tutti strumenti che possono essere usati, sopratutto dalle associazioni, per le loro raccolte fondi. Per le associazioni è stato strutturato un apposito ufficio fundraising che fornisce la consulenza adeguata a questo tipo di iniziative. Abbiamo percorso questa strada perché crediamo che la CSR è l’applicazione di diversi principi a noi cari: sostenibilità: come capacità di valorizzare le risorse umane e un contributo specifico alla valorizzazione delle comunità locali dove l’azienda opera volontarietà: delle azioni oltre agli obblighi di legge trasparenza: ascolto e dialogo con i vari portatori di interesse diretti e indiretti dell’impresa qualità: in termini di prodotti e processi produttivi integrazione: visione e azione coordinata delle varie attività di ogni direzione e reparto, a livello orizzontale e verticale, su obiettivi e valori condivisi. Un ulteriore contributo verso una sempre più marcata responsabilità sociale d’impresa è la creazione della Lista del Cuore  un sistema di incentivazione ideato allo scopo di favorire la realizzazione di progetti di cardioprotezione in ambito privato e pubblico. Ma di questa iniziativa ne parleremo prossimamente con un apposito post. Quindi continuate a seguirci! #### Rete Emergenze ODV: Corso BLS-D 19 giugno e PBLS-D 20 giugno – Roma Rete Emergenze ODV è attiva nella diffusione NO PROFIT delle manovre salvavita extra-ospedaliere attraverso forum, corsi, convegni, tavole rotonde, e-learning. Nel mese di giugno 2021 Rete Emergenze ODV organizza 2 corsi di formazione: CORSO BLSD – Roma SABATO 19 GIUGNO  2021, CORSO BLS-D  con nuove Linee Guida “anti COVID-19” Il corso è valido e aperto a tutti. Programma del corso BLS-D: Corso predisposto secondo norme e protocolli “anti covid-19” (2020) con distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc.; Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso; Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei Defibrillatori secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2021, e “anti COVID-19” (2020); Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400 – 00151; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso.   Corso PBLS-D- Roma DOMENICA 20 GIUGNO 2021 a Roma è in programma il corso PBLS-D (Pediatric Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, con Linee Guida “anti Covid-19” (2020), comprensivo di disostruzione delle vie aeree su bambini e neonati, valido, utile e aperto a tutti i sanitari e soccorritori Programma del corso PBLSD: Partecipanti: numero chiuso (fino al raggiungimento dei posti limite); Corso abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) su vittime in età pediatrica, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2021 e “anti COVID-19” (2020); Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400 – 00151; Orario: dalle 9,00 alle 18,00 con pausa pranzo (una sola giornata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, RETE EMERGENZE ODV; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore PBLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di PBLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e dae trainer, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. I corsi di primo soccorso sono autorizzati allo svolgimento, anche durante pandemia Covid-19, dal Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Nota n° 0021859-23/06/2020-DGPRE-MDS-P. Per ulteriori informazioni e iscrizioni, scrivere a rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data). #### Rete Emergenze organizza il corso BLS-D per laici e operatori sanitari il 28 novembre a Roma Rete Emergenze Associazione Onlus è un gruppo interdisciplinare di diffusione delle manovre salvavita extra-ospedaliere, con l’obiettivo di diffondere la cultura del soccorso, dell’aiuto al prossimo, del senso civico e  vivere la società responsabilmente. Rete Emergenze organizza numerosi eventi formativi di primo soccorso, BLS, BLS/D. Tra i prossimi corsi organizzati, sabato 28 novembre 2015 alle ore 09.00 è in programma un Corso di BLS-D Certificato I.R.C. (Italian Resuscitation Council), in programma per che si svolgerà presso la sede operativa del MoVi Lazio (Movimento Volontariato) di Via Canaletto N°400 a Roma. Il Corso di BLS-D ha una durata di circa 6 ore per i laici, e circa 8 ore per i sanitari. EMD11s fornirà il materiale didattico quali manichini per le manovre RCP, trainer DAE HeartSine (defibrillatori per la formazione del personale) ed altro materiale funzionale al corso. Siamo lieti di poter supportare Rete Emergenze nella loro importante attività sociale di sensibilizzazione e formazione nelle manovre di soccorso extra-ospedaliere. Il Corso BLS-D, inizia alle ore 09,00, ma è necessario essere sul posto alle ore 08,30, così da potersi registrare e prendere posto. Il termine del Corso è previsto per le ore 14,00 circa. Il Corso BLS-D, è tenuto volontariamente e gratuitamente da docenti/istruttori qualificati IRC, riconosciuti, e sono sanitari, tutti soci operatori di Rete Emergenze Associazione Onlus, con un curriculum e doti pedagogiche straordinarie ed uniche. E’ richiesto un piccolo contributo spese per il corso più il costo del Manuale di BLS-D che verrà rilasciato al termine della formazione. Il numero di posti disponibili è limitato. Per ulteriori informazioni e iscrizioni: rete.emergenze@gmail.com #### Rete Emergenze organizza: Corso BLSD 16/11 e Corso PBLSD 17/11 – Roma Nel mese di novembre 2019, Rete Emergenze Associazione Onlus organizza 2 corsi di formazione: BLSD e BBLSD.   Corso di BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) – SABATO 16 NOVEMBRE 2019 a Roma Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 Il corso BLSD comprende ladisostruzione delle vie aeree su adulti, valido, utile e aperto a tutti (istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, e comuni cittadini, direttori e addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc.. Dettagli e programma Aule/locations, separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9.00 alle ore 14.00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; . Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLSD, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Perr ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data) (NON E’ UN CORSO GRATUITO DI PRIMO SOCCORSO – BLS) Link sito web: https://www.retemergenze.org/sabato-16-novembre-2019-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ P.S. (questo post, NON E’ pubblicitario. Serve SOLO per PROMUOVERE la salute delle persone, sensibilizzare il lettore al senso civico dell’aiuto, diffondendo la cultura delle corrette manovre salvavita extraospedaliere, attraverso un Corso specifico, utilissimo per imparare tali manovre)     Corso di PBLSD (Pediatric Basic Life Support & Defibrillation) – DOMENICA 17 NOVEMBRE 2019 a Roma Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118 Corso PBLSD compreso di disostruzione delle vie aeree su bambini e neonati, valido, utile e aperto a tutti i sanitari e soccorritori. Dettagli e programma: Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 8 (otto) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) su vittime in età pediatrica, secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9.00 alle ore 17.00 (una sola giornata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore PBLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso; Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data). (NON E’ UN CORSO GRATUITO DI PRIMO SOCCORSO – PBLS) Link sito web: https://www.retemergenze.org/domenica-17-novembre-2019-a-roma-corso-di-pbls-d-pediatric-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ P.S. (questo post, NON E’ pubblicitario. Serve SOLO per PROMUOVERE la salute delle persone, sensibilizzare il lettore al senso civico dell’aiuto, diffondendo la cultura delle corrette manovre salvavita extraospedaliere, attraverso un Corso specifico, utilissimo per imparare tali manovre) L’aumento di personale formato nelle manovre di primo soccorso, BLSD e PBLSD, assieme ad una diffusione capillare sul territorio di defibrillatori, porteranno ad una significativa diminuzione delle morti per arresto cardiaco che si registrano ogni anno, in Italia circa 60.000, di cui circa l’80% potrebbero essere evitate. #### Rianimazione cardiopolmonare di alta qualità: cosa significa davvero e perché può fare la differenza tra la vita e la morte Ogni minuto che passa dopo un arresto cardiaco improvviso riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza della persona colpita. Per questo motivo si parla spesso dell’importanza di iniziare subito la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e di utilizzare il defibrillatore (DAE) il prima possibile. Esiste però un aspetto meno conosciuto, ma altrettanto determinante: non tutte le rianimazioni cardiopolmonari sono uguali. Le linee guida internazionali parlano infatti di RCP di alta qualità, un insieme di caratteristiche tecniche che consentono alle compressioni toraciche di mantenere una minima circolazione sanguigna verso cervello e cuore fino al ripristino del ritmo cardiaco o all’arrivo dei soccorsi avanzati. Una rianimazione eseguita correttamente può aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza e ridurre il rischio di danni neurologici permanenti.   Cos’è la rianimazione cardiopolmonare La rianimazione cardiopolmonare (RCP) è una procedura salvavita che permette di sostituire temporaneamente la funzione di pompa del cuore attraverso compressioni toraciche e, quando previsto, ventilazioni. L’obiettivo non è “far ripartire il cuore”, ma mantenere il flusso di sangue ossigenato verso gli organi vitali fino a quando il cuore potrà riprendere la propria attività spontanea grazie alla defibrillazione o alle cure avanzate. Per essere realmente efficace, la RCP deve rispettare precisi parametri definiti dalle linee guida internazionali dell’European Resuscitation Council (ERC) e dell’American Heart Association (AHA). Quando questi parametri vengono rispettati si parla di rianimazione cardiopolmonare di alta qualità.   Le caratteristiche di una RCP efficace Una RCP di alta qualità si basa su diversi elementi che devono essere eseguiti contemporaneamente.   Compressioni toraciche profonde Ogni compressione deve deprimere lo sterno di circa 5-6 centimetri nell’adulto. Compressioni troppo superficiali generano una pressione insufficiente per garantire un adeguato flusso sanguigno, mentre compressioni eccessivamente profonde possono aumentare il rischio di lesioni senza migliorare l’efficacia della rianimazione.   Frequenza corretta La frequenza ideale è compresa tra 100 e 120 compressioni al minuto. Una velocità inferiore riduce la perfusione degli organi vitali; una frequenza troppo elevata, invece, porta spesso a compressioni meno profonde e quindi meno efficaci.   Rilasciamento completo del torace Dopo ogni compressione il torace deve poter tornare completamente alla posizione iniziale. Questo permette al cuore di riempirsi nuovamente di sangue prima della compressione successiva. Un errore molto comune consiste nel mantenere costantemente parte del peso sul torace, riducendo sensibilmente l’efficacia della RCP.   Interruzioni minime Ogni pausa interrompe completamente la circolazione artificiale. Per questo motivo le linee guida raccomandano di limitare al minimo le interruzioni durante: analisi del ritmo; utilizzo del DAE; ventilazioni; cambio dell’operatore. Idealmente le pause dovrebbero essere inferiori a 10 secondi.   Ventilazioni efficaci Quando previste, le ventilazioni devono essere sufficienti a sollevare il torace senza provocare un’eccessiva insufflazione. Una ventilazione troppo energica può aumentare la pressione intratoracica e ridurre il ritorno venoso al cuore, diminuendo ulteriormente la circolazione.   Perché la qualità della RCP è così importante? Durante un arresto cardiaco il cuore smette improvvisamente di pompare sangue. Senza interventi, il cervello inizia a subire danni irreversibili già dopo pochi minuti. Le compressioni toraciche riescono a generare solamente una piccola percentuale della normale gittata cardiaca, generalmente inferiore al 30%. Questo significa che ogni errore tecnico riduce ulteriormente una circolazione già estremamente limitata. Una RCP eseguita in modo corretto consente invece di: mantenere l’ossigenazione cerebrale; preservare la funzione degli organi vitali; aumentare le probabilità che la defibrillazione abbia successo; migliorare gli esiti neurologici nei pazienti sopravvissuti. Per questo motivo oggi non si valuta solamente se una RCP venga eseguita, ma soprattutto come viene eseguita.   Il ruolo fondamentale del defibrillatore Anche la migliore rianimazione cardiopolmonare non sostituisce la defibrillazione quando questa è indicata. Molti arresti cardiaci improvvisi sono causati da aritmie come la fibrillazione ventricolare, che possono essere interrotte solamente mediante una scarica elettrica. Il compito della RCP è quindi quello di mantenere in vita il cervello e il cuore fino al momento della scarica del DAE. Per questo motivo le due procedure devono sempre procedere insieme: iniziare immediatamente le compressioni toraciche; recuperare il DAE nel minor tempo possibile; seguire le istruzioni vocali del dispositivo; riprendere immediatamente le compressioni dopo l’eventuale scarica.   La formazione fa davvero la differenza Le ricerche dimostrano che anche chi ha frequentato un corso tende a perdere precisione nella tecnica dopo alcuni mesi. Per questo motivo le organizzazioni scientifiche raccomandano un addestramento periodico, che consenta di mantenere elevate le competenze pratiche. Durante un corso BLSD moderno non si impara solamente la sequenza delle manovre. Si apprendono anche aspetti fondamentali come: la profondità corretta delle compressioni; il ritmo ottimale; la riduzione delle pause; l’utilizzo corretto del DAE; la gestione dell’emergenza in squadra. L’addestramento pratico su manichini con sistemi di feedback rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per migliorare la qualità della RCP.   Tecnologia e feedback: come migliorare la qualità delle compressioni Negli ultimi anni la tecnologia ha assunto un ruolo sempre più importante nella formazione e nella pratica clinica. Molti manichini professionali utilizzati durante i corsi BLSD sono dotati di sistemi elettronici che forniscono un riscontro immediato sulla qualità delle compressioni. Anche alcuni defibrillatori di ultima generazione integrano sensori capaci di indicare in tempo reale se: la profondità è adeguata; la frequenza è corretta; il rilasciamento del torace è completo. Questi strumenti aiutano soccorritori e operatori sanitari a mantenere costantemente elevata la qualità della rianimazione, riducendo gli errori più frequenti.   La qualità della RCP migliora anche la sopravvivenza neurologica L’obiettivo della rianimazione non è solamente salvare una vita. È permettere alla persona di tornare a vivere con la migliore qualità possibile. Una perfusione cerebrale mantenuta durante tutto il periodo dell’arresto cardiaco riduce infatti il rischio di danni neurologici permanenti e aumenta le probabilità di recupero funzionale. Per questo motivo oggi tutta la catena della sopravvivenza pone grande attenzione non soltanto alla rapidità dell’intervento, ma anche alla qualità di ogni singola manovra eseguita.   La qualità della rianimazione inizia prima dell’emergenza La rianimazione cardiopolmonare di alta qualità non dipende soltanto dal momento dell’emergenza. È il risultato di formazione, addestramento continuo, presenza di defibrillatori accessibili e diffusione della cultura della cardioprotezione. Sapere cosa fare è importante. Saperlo fare nel modo corretto può fare la differenza tra una vita salvata e un’opportunità perduta. Investire nella formazione BLSD, aggiornare periodicamente le competenze e rendere disponibili dispositivi DAE sul territorio significa aumentare concretamente le possibilità di sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco improvviso.   Ogni arresto cardiaco rappresenta una corsa contro il tempo. Tuttavia, la rapidità dell’intervento da sola non basta: è la qualità delle manovre a determinare l’efficacia della rianimazione. Eseguire compressioni corrette, ridurre al minimo le interruzioni e utilizzare tempestivamente il DAE significa offrire alla persona colpita le migliori possibilità di sopravvivenza e di recupero neurologico. In EMD112 promuoviamo la cultura della cardioprotezione attraverso formazione certificata, consulenza specialistica e soluzioni per la diffusione dei defibrillatori sul territorio. Perché una comunità realmente cardioprotetta non è solo quella che dispone dei giusti strumenti, ma quella in cui le persone sono preparate a utilizzarli con competenza, sicurezza e tempestività. #### Riduzione del tasso medio INAIL per prevenzione (OT23) Di seguito riportiamo il testo integrale relativo alla guida relativa alla riduzione del tasso medio INAIL per prevenzione (OT23): Le aziende che realizzano interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli obbligatori per legge, possono ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione, prevista dall’articolo 23 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe dei premi, approvate con il decreto interministeriale 27.2.2019. La riduzione consiste in una percentuale predefinita dal citato articolo 23 che si applica al tasso medio di tariffa delle voci di tariffa in cui risultano assicurate le lavorazioni aziendali. La riduzione per prevenzione si aggiunge all’eventuale riduzione del tasso medio di tariffa per andamento infortunistico favorevole (oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico dopo i primi due anni di attività di cui agli articoli 19 e 20 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe dei premi). Per fruire della riduzione, l’azienda, anche tramite un suo intermediario, deve presentare la domanda con il servizio online Riduzione per prevenzione, entro il 28 febbraio (29 febbraio in caso di anno bisestile). Per ogni intervento deve essere trasmessa insieme alla domanda la relativa documentazione a supporto (documentazione “probante”).   1. Interventi per la prevenzione e la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Ogni anno l’Inail pubblica il modello OT23 aggiornato che contiene gli interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che, se realizzati, consentono all’azienda di fruire della riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione. Nella domanda (OT23) l’azienda deve indicare gli interventi che ha attuato nell’anno precedente quello di presentazione della stessa domanda (ad esempio, per la domanda OT23 presentata per l’anno 2025, gli interventi devono essere stati realizzati nell’anno 2024). Gli interventi sono raggruppati in 6 sezioni: SEZIONE A: Prevenzione degli infortuni mortali (non stradali); SEZIONE B: Prevenzione del rischio stradale; SEZIONE C: Prevenzione delle malattie professionali; SEZIONE D: Formazione, addestramento, informazione; SEZIONE E: Gestione della salute e sicurezza: misure organizzative; SEZIONE F: Gestione delle emergenze e DPI. Gli interventi sono classificati nelle due tipologie A e B in ragione della maggiore o minore valenza prevenzionale; per fruire della riduzione l’azienda deve aver realizzato 1 intervento di tipo A oppure 2 interventi di tipo B. Gli interventi migliorativi possono essere realizzati su una o più PAT (posizione assicurativa territoriale) dell’azienda, tranne gli interventi della sezione E relativi alle misure organizzative per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro e l’intervento F5 relativo al piano per la gestione dell’emergenza in caso di incendio, che devono essere stati realizzati su tutte le PAT. Per alcuni interventi, nel modello OT23 è presente il campo “Note” in cui sono riportate precisazioni sulle modalità di attuazione e sulla specifica finalità prevenzionale. Gli interventi contrassegnati dalla lettera P (pluriennale) possono essere riproposti per più anni (due o tre anni a seconda dell’intervento, come specificato nel campo “Note”), fermo restando l’obbligo di presentare il modello in ciascuna annualità (ad esempio, l’intervento A3.2 “l’azienda ha sostituito una o più macchine immesse sul mercato anteriormente al 21.9.1996 con macchine di analogo tipo conformi alla direttiva 2006/42/CE, recepita in Italia dal d.lgs 17/2010” può essere selezionato per tre anni. L’intervento selezionato nell’anno 2025 può avere come documentazione le fatture di acquisto o i contratti di leasing delle macchine sostitutive datate nell’anno 2024 o nei due anni precedenti, ossia 2023 e 2022). 2. Documentazione probante Per ogni intervento è indicata la documentazione ritenuta probante, cioè la documentazione idonea a dimostrare la realizzazione dell’intervento, da trasmettere unitamente alla domanda, utilizzando l’apposita funzionalità disponibile nel servizio online. L’azienda può fornire anche ulteriore documentazione idonea a dimostrare la realizzazione dell’intervento. La sede Inail può in ogni caso richiedere altra documentazione e chiarimenti, se quella trasmessa non risulta sufficiente. 3. Requisiti per il riconoscimento della riduzione per prevenzione Il datore di lavoro deve essere in regola con gli adempimenti contributivi e assicurativi. La verifica è effettuata tramite il DURC online (decreto interministeriale 30 gennaio 2015 in attuazione dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 20 marzo 2014, n.34, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014, n.78) e deve comprendere i premi di autoliquidazione dell’anno in corso alla data di presentazione della domanda. Il datore di lavoro deve essere in regola con le vigenti disposizioni in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. La verifica, in attesa di una banca dati disponibile, è effettuata presso gli organi ai quali è attribuita la vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (servizi competenti delle ASL, delle Direzioni territoriali del Lavoro, dei Vigili del Fuoco, indicati all’articolo 13 del d.lgs. 81/2008). I due suddetti requisiti sono verificati dalla sede Inail competente. Se dalle verifiche risulta che il datore di lavoro non è in possesso dei requisiti di regolarità contributiva o non è in regola con le vigenti disposizioni in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro o non ha realizzato gli interventi indicati nella domanda di riduzione, la sede Inail non applica la riduzione o, in caso di domanda accolta, la revoca. In questo secondo caso sono richiesti i premi dovuti con applicazione delle relative sanzioni civili. 4. Applicazione della riduzione Il provvedimento di accoglimento o di rigetto è comunicato, tramite PEC, al datore di lavoro entro 120 giorni dalla scadenza del termine di presentazione della domanda (28 febbraio). Il provvedimento di accoglimento indica la percentuale di riduzione da applicarsi, in misura uguale, ai tassi medi di tariffa delle voci presenti nella PAT. Successivamente, nelle basi di calcolo dell’autoliquidazione è indicato il tasso applicato già ridotto della percentuale di cui sopra. In caso di accoglimento della domanda, la riduzione si applica al premio di regolazione dovuto per l’anno di presentazione della domanda, relativo alla PAT su cui è stato realizzato l’intervento (ad esempio, per la domanda OT23 presentata per l’anno 2025 la riduzione si applica al premio di regolazione relativo all’anno 2025, in sede di autoliquidazione 2025/2026). Nei primi due anni dalla data di inizio attività della PAT, la riduzione è applicata nella misura fissa dell’otto per cento. Dopo il primo biennio di attività della PAT, la percentuale di riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione del tasso medio di tariffa è determinata in relazione al numero dei lavoratori-anno del triennio della medesima PAT, secondo il seguente prospetto.   Aggiornamenti rilevanti rispetto alle indicazioni precedenti (2024) Punteggi eliminati: Dal modello OT23 2025 (aprile 2024), non esistono più i punteggi numerici (es. 40 o 60 punti): ora ogni intervento è classificato come di Tipo A (interventi di maggiore rilevanza) o Tipo B (interventi di minore rilevanza). Ai fini dell’ottenimento della riduzione del tasso, è necessario: realizzare almeno 1 intervento Tipo A oppure 2 interventi Tipo B. Intervento su DAE e BLSD confermato come valido: L’installazione di un defibrillatore automatico con relativa formazione BLSD rimane intervento ammesso al modello OT23 2025, come riportato nella Guida ufficiale INAIL (Allegato 2 modello OT23 2025). L’intervento rientra nella Sezione F – Gestione delle emergenze e DPI, identificato come intervento Tipo B, valido per la richiesta della riduzione del tasso. Durata validità intervento (pluriennale): Se l’azienda ha acquistato il defibrillatore e lo ha documentato in un anno precedente, può continuare a beneficiare dell’intervento per massimo 3 anni consecutivi, presentando ogni anno la stessa documentazione (fattura di acquisto, foto installazione, certificati) — purché venga ripresentato il modello OT23. Tuttavia, la formazione BLSD ha validità di 2 anni, trascorsi i quali è necessario l’aggiornamento del corso per riproporre l’intervento come “attivo”. Nuovi requisiti di documentazione: Con gli aggiornamenti del modello OT23 2025 (novembre 2024), la documentazione probante deve includere in modo chiaro: certificato di formazione BLSD rilasciato da ente accreditato, registro presenze dei corsi con firma dei partecipanti, fattura di acquisto o contratto di noleggio DAE, foto del DAE installato in azienda con segnaletica di legge visibile. Riduzioni confermate: Le percentuali di sconto sul premio INAIL non sono cambiate: fino a 10 dipendenti → 28% 11-50 → 18% 51-200 → 10% oltre 200 → 5% Tuttavia, le linee guida aggiornate specificano con maggior chiarezza che il requisito minimo è 1 intervento A o 2 interventi B, indipendentemente dal “punteggio”. Link ufficiale al modello OT23 sul sito INAIL. Ti invitiamo inoltre a visionare il link di approfondimento sul sito INAIL relativo ai vantaggi nella cadioprtezione delle aziende.   Ultimo aggiornamento: 03/07/25 – ore 14.20 #### Ritmi defibrillabili e non defibrillabili La defibrillazione è un trattamento salvavita utilizzato per ristabilire il ritmo cardiaco normale in situazioni di emergenza come la fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare senza polso. Tuttavia, non tutti i ritmi cardiaci sono “defibrillabili”. Questo articolo esplora i ritmi che sono defibrillabili, la fisiologia che li sottende, e le linee guida per la defibrillazione. Prima di affrontare i ritmi defibrillabili e i ritmi non defibrillabili, è utile sapere quale è il ritmo cardiaco normale. Il ritmo sinusale Il ritmo sinusale è il ritmo cardiaco normale e fisiologico generato dal nodo del seno, anche conosciuto come nodo senoatriale (NSA), situato nell’atrio destro del cuore. Questo nodo funge da pacemaker naturale del cuore ed è responsabile per l’iniziazione degli impulsi elettrici che portano alla contrazione cardiaca. Un ritmo sinusale è caratterizzato da: Frequenza Cardiaca: 60-100 battiti al minuto negli adulti. Ritmo Regolare: Gli intervalli tra gli impulsi sono costanti. Onda P: Ogni battito è preceduto da un’onda P normale, che rappresenta la depolarizzazione atriale. Rapporto P:QRS: Ogni onda P è seguita da un complesso QRS, che rappresenta la depolarizzazione ventricolare. Nel nodo del seno, le cellule specializzate generano spontaneamente impulsi elettrici. Questi impulsi viaggiano attraverso le vie di conduzione atriali fino ai ventricoli, portando alla contrazione sequenziale degli atri e dei ventricoli. Questo meccanismo assicura un riempimento e uno svuotamento efficienti dei ventricoli, e quindi una circolazione efficace del sangue nell’organismo. Il ritmo sinusale è quindi il ritmo “di base” contro cui altre aritmie vengono diagnosticate. La presenza di un ritmo sinusale è generalmente un segno di un sistema di conduzione cardiaco funzionante in modo appropriato. Tuttavia, un ritmo sinusale può essere alterato in varie condizioni patologiche, incluse: Tachicardia sinusale: Frequenza cardiaca superiore a 100 battiti al minuto. Bradicardia sinusale: Frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto. Che cosa sono i ritmi defibrillabili? I ritmi defibrillabili sono specifici tipi di aritmie cardiache che rispondono positivamente all’applicazione di uno shock elettrico attraverso il defibrillatore. Le aritmie più comunemente defibrillabili sono: Fibrillazione ventricolare (FV) Tachicardia ventricolare senza polso (TV) Fibrillazione ventricolare La fibrillazione ventricolare è una condizione in cui il ventricolo si contrae in modo disorganizzato, rendendo il cuore incapace di pompare il sangue in modo efficace. La FV è il ritmo defibrillabile più comune ed è spesso fatale se non trattata immediatamente con defibrillazione. Fisiologia della fibrillazione ventiricolare In condizioni di fibrillazione ventricolare, l’attività elettrica del ventricolo è caotica. Non c’è una contrazione coordinata, e quindi il cuore non può pompare sangue. Questo stato è generalmente irreversibile senza intervento esterno come la defibrillazione. Tachicardia ventricolare senza polso La tachicardia ventricolare (TV) è un’altra forma di aritmia che può essere defibrillabile se non accompagna un polso efficace. In questa condizione, il ventricolo batte molto rapidamente ma in modo coordinato, il che può anche portare a un’inadeguata perfusione del sangue. Fisiologia della TV Nella TV, un punto focale nel ventricolo inizia a scaricare impulsi a una velocità estremamente elevata. Anche se le cellule del miocardio sono eccitate in un modo più organizzato rispetto alla FV, la frequenza elevata compromette la capacità del cuore di riempirsi e svuotarsi adeguatamente. Defibrillazione Il processo di defibrillazione implica l’uso di uno shock elettrico per interrompere l’aritmia e consentire al pacemaker naturale del cuore di ripristinare un ritmo normale. Il successo della defibrillazione è più alto quando applicato il prima possibile dopo l’insorgenza dell’aritmia. Linee Guida per la Defibrillazione: Valutazione rapida del paziente e conferma del ritmo defibrillabile tramite ECG. Uso immediato di un defibrillatore per somministrare uno shock elettrico. Follow-up con farmaci antiaritmici e ulteriori cure mediche. La comprensione dei ritmi defibrillabili è fondamentale per gli operatori sanitari e il personale di emergenza. La fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare senza polso sono le due principali aritmie che richiedono un intervento defibrillatorio immediato per prevenire la morte cardiaca improvvisa. Ogni secondo conta quando si tratta di defibrillazione, quindi è imperativo agire rapidamente e in modo efficace per salvare vite umane. #### Robecchetto con Induno (Milano), defibrillatore samaritan salva uomo di 57 anni durante una partita di calcio Domenica 13 dicembre 2015 a Robecchetto con Induno (Milano), durante una partita di calcio fra amici, un uomo di 57 anni è stato colpito da arresto cardiaco. Prontamente sono accorsi alcuni spettatori che, grazie ad una formazione BLS/D,  hanno prontamente utilizzato il defibrillatore in dotazione al centro sportivo, un samaritan PAD 350P di HeartSine. I soccorritori hanno praticato le manovre RCP ed erogato 2 scariche con il defibrillatore samaritan, ed il cuore ha ripreso a battere. Poco dopo sono arrivate sul posto l’ambulanza della Croce Azzurra di Buscate e l’elicottero dell’elisoccorso di Como. L’uomo è stato trasferito cosciente all’ospedale di Legnano per essere sottoposto ai dovuti accertamenti. Le sue condizioni sono risultate buone,  ed il paziente avrebbe chiesto di essere dimesso. Il defibrillatore samaritan era presente nella struttura sportiva solo da alcuni giorni! La presenza di un defibrillatore e del personale formato all’utilizzo ha evitato una tragedia. Da sempre HeartSine lavora per rendere il defibrillatore più semplice possibile nel suo utilizzo, grazie ad una grafica studiata nei minimi particolari, ed anche per accorgimenti tecnici, come ad esempio gli elettrodi già collegati al DAE. Questi fattori semplificano le cose per i soccorritori che hanno fatto formazione su altri dispositivi oppure che non hanno avuto un rapporto diretto con dispositivi DAE di recente. Per le persone colpite da arresto cardiaco ogni minuto è di vitale importanza. In soli 60 secondi si abbassano del 10% le sue possibilità di restare in vita. Dopo soltanto 5 minuti di tempo le possibilità di salvezza scendono al 50%. Per questo motivo oltre il 70% delle vittime di arresto cardiaco muore prima di raggiungere l’ospedale. Solo l´utilizzo immediato di un defibrillatore semi-automatico può offrire al paziente molte possibilità di salvezza, con un tasso di sopravvivenza sino all’85%. Inoltre, grazie all’impegno sociale di HeartSine, attraverso il programma “Forward Heart”,  HertSine donerà un defibrillatore “al salvato” che lo potrà donare ad ente o associazione a sua scelta. #### Roma, Corso BLSD 27 Marzo e Corso PBLSD 28 Marzo di RETE EMERGENZE ODV RETE EMERGENZE ODV organizza due nuovi corsi di formazione in primo soccorso e impiego del DAE, nello specifico: SABATO 27 MARZO 2021 ore 09.00 – 14.00 a Roma, Corso BLSD, con nuove Linee Guida “anti COVID-19”; DOMENICA 28 MARZO 2021 a Roma, Corso PBLSD Certificato IRC e Accreditato ARES 118, con nuove Linee Guida “anti Covid-19”. Emntrambe i corsi si svolgeranno presso la sede in Via del Casaletto n° 400 a Roma. I corsi comprendono le manovre di disostruzione delle vie aeree su adulti (BLSD) e su bambini (PBLSD) , ed è aperto a chiunque. Programma dei corsi e informazioni utili: Corso predisposto secondo norme e protocolli anti covid-19 (2020) con distanziamento sociale, sanificazioni, DPI, etc.; Aule/locations, separate per comuni cittadini (non sanitari) e sanitari; Partecipanti: numero chiuso; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015, e “anti COVID-19” (2020); Orario: Corso BLSD dalle 9.00 alle ore 14.00, Corso PBLSD dalle 9.00 alle ore 18.00 Ente erogatore IRC accreditato ARES 118 Lazio per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Richiesto contributo per attività formativa/associativa, anziché l’importo intero del Corso; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti di importanza nazionale, soci volontari di RETE EMERGENZE ODV; Materiale didattico e defibrillatori trainers da addestramento forniti da EMD112, SIMCPR e ACT+FAST; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info e iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data) RETE EMERGENZE ODV ha come obiettivo la promozione della cultura della cardio-protezione e la diffusione del defibrillatore. E’ richiesto solo un piccolo contributo come quota associativa a copertura dei costi sostenuti. Scheda corso BLSD sul sito RETE EMERGENZE ODV:  https://www.retemergenze.org/sabato-27-marzo-2021-ore-900-1400-a-roma-corso-bls-d-basic-life-support-defibrillation-con-nuove-linee-guida-anti-covid-19/ Scheda corso PBLSD sul sito RETE EMERGENZE ODV: https://www.retemergenze.org/domenica-28-marzo-2021-a-roma-corso-pbls-d-pediatric-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118-con-nuove-linee-guida-anti-covid-19/ #### Roma, donato il defibrillatore a FISE per il collega salvato da arresto cardiaco, che lo ha destinato alla cardioprotezione del suo condominio Pochi giorni fa abbiamo pubblicato le lieta notizia che un nostro DAE donato alla FISE – Federazione Italiana Sport Equestri, ha salvato la vita di un impiegato presso la sede romana della federazione sportiva. Nella giornata di ieri, mercoledì 20 Febbraio 2019, EMD112 ha donato un nuovo defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P, che FISE ha consegnato “al salvato” Emanuele Accarpio, che a sua volta lo ha consegnato a Marco, rappresentate del suo condominio. Erano presenti alla cerimonia Simone Madiai – CEO EMD112, Marco Di Paola – Presidente FISE, Emanuele Accarpio e Marco. Il programma Forward Heart® attivo sui defibrillatori del gruppo Stryker® (HeartSine® e Physio-Control®), consiste infatti nel donare un defibrillatore alla persona che viene salvata da Arresto Cardiaco, che a sua volta potrà donarlo ad un ente o associazione di propria scelta. Emanuele ha toccato con mano il valore del defibrillatore e l’elevata capacità salvavita, ed ha deciso di installarlo presso il proprio condominio, cardiproteggendo i propri familiari, i propri cari e tutto il vicinato. Siamo doppiamente orgogliosi, sia per l’esito della storia che ci ha visti coinvolti direttamente, sia per avere donato un nuovo DAE, aumentando la cardioprotezione e la capacità di salvare altre vite.   #### Roma: arresto cardiaco al Forum Sport Center. Uomo salvato dal defibrillatore Si accascia al suolo colpito da arresto cardiaco e lo salva un volontario della Croce Rossa prontamente intervenuto con un defibrillatore. È successo ieri mattina alle 11.00 al Forum Sport Center di Roma ad un 47enne che si allenava sul tapis roulant. Decisivo anche in questo caso, come la cronaca recente ci ha più volte dimostrato,  l’uso di un defibrillatore e la prontezza di un volontario della Croce Rossa, in servizio nel centro per garantire il salvataggio in acqua durante una competizione. “Un altro episodio, fortunatamente a lieto fine – ha spiega la Croce Rossa – che rimarca però la necessità di promuovere la cultura del primo soccorso tra la popolazione, istruendo la popolazione alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’uso del defibrillatore semiautomatico nei centri sportivi e nei luoghi pubblici. La CRI è impegnata quotidianamente nei corsi di formazione sul primo soccorso rivolti alla popolazione e alle aziende, perché la conoscenza dei gesti salvavita può fare la differenza in attesa dei soccorsi avanzati”. Il volontario, autorizzato all’uso del DAE, ha immediatamente praticato insieme al medico di gara la rianimazione cardiopolmonare con il defibrillatore in dotazione alla CRI, consentendo così al paziente di riprendere coscienza in attesa dell’arrivo del  118.   #### Roma: passante sul marciapiede in arresto cardiaco, salvato da abitante dell’appartamento del piano superiore dotato di defibrillatore in casa Il fatto risale ad alcuni giorni fa a Fiumicino (Roma), quando un passante è stato colto da arresto cardiaco su un marciapiede della città. Il malore è avvenuto proprio sotto casa di Stefano Lucci, istruttore istruttore American Heart Association (AHA) e titolare di OTJ – On The Job, azienda che si occupa di consulenza e formazione anti-incendio, ECM e formazione medica, medical training, sicurezza sui luoghi di lavoro, etc.. Così Stefano Lucci, dotato di un  defibrillatore semiautomatico HeartSine® samartian® PAD , è corso in strada , soccorrendo prontamente il passante con manovre RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) e BLSD (Basic Life Support and Defibrillation). Il soccorso ha dato esito positivo, riuscendo a salvare il passante. Visione, consapevolezza, buon senso ed altre logiche (non parliamo di fortuna..) . Il defibrillatore era stato venduto dal rivenditore HeartSine® di Roma Cardiosafe a Stefano Lucci, che teneva il defibrillatore in casa. Cardiosafe nasce dall’impegno e dalla passione di un gruppo di professionisti operanti nel settore del primo soccorso e delle tecnologie per l’emergenza cardiologica. HeartSine® crede così fortemente nella necessità di diffondere defibrillatori pubblici , che ha deciso di dare vita al progetto Forward Heart. Il programma Forward Heart prevede che quando un defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD viene utilizzato per salvare una vita, il distributore locale si impegna a contattare tutti i soggetti coinvolti –(il sopravvissuto, la sede della società e la HeartSine® stessa) per avviare il programma di donazione. Il sopravvissuto può scegliere di effettuare la sua donazione in maniera anonima e riservata oppure attraverso un annuncio pubblico, quindi una comunicazione ufficiale. La foto risale a Giovedì 26 gennaio 2017 e  si riferisce appunto alla consegna del defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD alla persona salvata, con a destra l’Ing. Adrea Ferro (EMD112) ed alla sinistra Stefano Lucci (OTJ – On The Job). Il defibrillatore donato da EMD112 tramite il programma Forware Heart, verrà destinato all’associazione “We Love Simone di più di più di più”, che lo installerà in un parco pubblico davanti ad una scuola elementare di Fiumicino. “We Love Simone di più di più di più”, è un’Associazione No-Profit, che si prefigge, a NOME e per  conto di Simone Costa, di impegnarsi nel sociale e di raggiungere obbiettivi che portino beneficio alle attuali e future giovani generazioni. EMD112 vuole ringraziare Cardiosafe, distributore locale HeartSine®, che sviluppa e personalizza progetti di cardioprotezione per aziende, enti pubblici, scuole e centri sportivi con grande impegno e professionalità, che ha venduto il defibrillatore samaritan® ed ovviamente a Stefano Lucci per il pronto intervento ed il salvataggio effettuato! Alcuni imprevisti possono esser prontamente affrontati con successo se siamo preparati, ed allora prepariamoci! #prevenzione #sicurezza #etica #cardioprotezione #### Rotary Firenze: Insieme Per la Salute, visite mediche gratuite ai cittadini Sabato 8 Aprile 2017 Piazza Indipendenza Il Rotary Club Firenze, con il patrocinio del Comune di Firenze, la giornata di prevenzione  e controllo dal nome “Insieme Per la Salute” . La giornata prevede visite mediche gratuite per i cittadini presenti. Sabato 8 Aprile 2017 in Piazza Indipendenza, dalle ore 10:00 alle ore 18:00, il Rotary Club Firenze, con il patrocinio del Comune di Firenze, organizza un’intera giornata dedicata alla salute ed alla precenzione: “Insieme Per la Salute” . Medici soci del Rotary, del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e volontari (CISOM), saranno a disposizione per effettuare controlli gratuiti a tutti i cittadini che lo richederanno. Partner dell’iniziativa Rotary Club Firenze, Rotaract Firenze, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Sponsor dell’evento EMD112 prodotti e formazione salvavita, CSO strumenti oftalmici. #### RTL 102.5 si cardioprotegge con 2 defibrillatori HeartSine samaritan PAD RTL 102.5 sarà la prima emittente radio cardioprotetta d’Italia: negli studi di Cologno Monzese, infatti, sono stati installati due defibrillatori HeartSine samaritan PAD 350P.   Oltre a poter vantare ascolti record con circa 7 milioni di contatti giornalieri, RTL 102.5 sarà presto la prima emittente radiofonica i cui studi saranno cardioprotetti da due defibrillatori semiautomatici esterni: i samaritan PAD 350P della HeartSine. Tali dispositivi sono talmente tanto semplici da adoperare, intuitivi e sicuri da poter essere presentati utilizzando il famoso slogan dell’emittente radiofonica italiana stessa: “Very normal people”. I defibrillatori samaritan PAD della Heartsine, infatti, sono dotati sia di istruzioni visive, collocate sulla superficie del dispositivo stesso, che di comandi vocali in grado di guidare qualunque soccorritore, anche privo di esperienza in materia, durante l’intero processo di soccorso. I defibrillatori HeartSine, fra l’altro, sono dotati di 2 pulsanti soltato, on/off e scarica, che funzionano unicamente in determinate condizioni. Infatti, il pulsante di erogazione della scarica elettrica viene “attivato” dal dispositivo stesso solo nel caso in cui il paziente si trovi realmente nello stato di arresto cardiaco. Se non necessario, per l’appunto, il soccorritore non potrà in alcun modo defibrillare il paziente, nemmeno premendo ripetutamente l’apposito pulsante. Allo stesso modo, per prevenire inutili perdite di tempo, qualora il defibrillatore ritenga necessaria l’erogazione della scarica elettrica, il dispositivo stesso “disabiliterà” il pulsante di accensione/spegnimento per impedire al soccorritore, magari preso dal panico, di spegnere inutilmente il dispositivo salvavita. Oltre ad acquistare i due defibrillatori semiautomatici esterni, la RTL 102.5 ha accolto negli studi di Cologno Monzese i volontari dell’associazione “Sessantamilavitedasalvare Altomilanese” che hanno tenuto un corso di formazioni sull’utilizzo dei DAE agli addetti interni alla sicurezza e al primo soccorso. Una volta terminata l’installazione dei defibrillatori, i cuori dei conduttori radiofonici le cui voci accompagnano la giornata di milioni di italiani potranno finalmente sentirsi al sicuro. In caso di arresto cardiaco, infatti, l’unica terapia efficace e risolutiva è la defibrillazione precoce, eventualmente supportata dalle opportune manovre di rianimazione cardiopolmare. Ha collaborato all’installazione dei defibrillatori samaritan PAD anche l’azienda RCP Planet di Borgo San Lorenzo, provincia di Firenze. #### Run4Safety: l’impresa dell’Ing. Stigliano cardioprotetta da un defibrillatore samaritan È iniziata il 23 aprile l’avventura dell’Ing. Mario Stigliano: mille chilometri in solitaria, da Ginosa a Milano, in occasione della Settimana mondiale della salute e sicurezza sul lavoro e del Roadshow di Italia Loves Sicurezza. Un numero, mille, come le persone che ogni anno perdono la vita sul posto di lavoro. Sei giorni, sei tappe, sedici città. Ad accoglierlo, prima della partenza, i bambini dell’Istituto Comprensivo “G. Deledda – S. G. Bosco” e varie autorità. “Stanotte non ho dormito” – ha spiegato emozionato il protagonista della Run4Safety. “Ma la carica che ho ricevuto da questi ragazzi e dal Sindaco Vito Parisi mi hanno dato quell’energia aggiuntiva che mi serviva per affrontare questa avventura.” Poi ha aggiunto: “Ho risposto a tutti gli ‘imbocca al lupo’ che mi hanno inviato i miei amici che preferisco che non crepi il lupo, perché noi non vogliamo che muoia nessuno.” “Questa corsa la dedico a tutte le persone e a tutte le famiglie che hanno subito queste tragedie: un morto sul lavoro è un dolore incolmabile per tutti” – ha poi concluso. La Prof.ssa Maria Carmela Bonelli ha aggiunto: “Credo che questa sia un’iniziativa che susciterà molto interesse perché il problema è un problema reale, drammatico, che riguarda i grandi valori della nostra cultura. Persino Papa Francesco ha affrontato questo tema quando è stato a Cagliari ed ha incontrato il mondo del lavoro. Il suo fu un discorso fatto a braccio, ma quello scritto è stato pubblicato: per il Pontefice una delle cause di questa problematica sarebbe proprio la crisi, che abbruttisce l’uomo, che porta a sfruttarlo con tutti i pericoli che ne derivano.” La maratona è terminata sabato 28 aprile a Milano. L’intero ricavato è stato destinato all’Associazione art4sport Onlus, che crede nello sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei bambini e dei ragazzi portatori di protesi di arto. EMD112, sempre sensibile alle tematiche inerenti alla salute e alla sicurezza delle persone, ha cardioprotetto l’evento donando a Mario Stigliano un defibrillatore semiautomatico esterno HeartSine® samaritan® PAD 350P. I defibrillatori DAE, infatti, obbligatori per tutte le associazioni sportive dilettantistiche dal 1° luglio 2017, sono l’unico strumento efficace in caso di arresto cardio-circolatorio che ogni anno, in Italia, causa approssimativamente 70.000 vittime. “Siamo orgogliosi di aver cardioprotetto questo importante evento” – ha dichiarato Simone Madiai, CEO EMD112. “In Italia 1 persona ogni circa 8 minuti muore a causa di un arresto cardiaco, anche nei luoghi di lavoro. Con un defibrillatore a portata di mano, ogni anno si potrebbero salvare migliaia di vite! È fondamentale, quindi, che questi preziosissimi dispositivi salvavita si diffondano in maniera capillare su tutto il territorio nazionale e che le masse vengano a conoscenza di questi spaventosi dati statistici, ancora appannaggio di pochi.” Poi ha concluso: “Per assicurare una qualità della vita molto simile alla precedente, in caso di arresto cardiaco è fondamentale intervenire entro pochissimi minuti: 5 al massimo. Per raggiungere questo obiettivo, oltre a poter disporre di un DAE nell’immediato, è fondamentale che esso sia certificato e di ottima qualità: solo così ognuno di noi, anche le persone non esperte, avranno la possibilità di salvare una vita in totale sicurezza.” Fonti articolo: https://www.youtube.com/watch?v=V1v14BzXuzQ https://www.youtube.com/watch?v=D1ELCrihhj0 #### Sabato 27 Agosto 2016 a Roma si terrà il Corso di BLS-D organizzato da Rete Emergenze Sabato 27 Agosto 2016 Rete Emergenze Associazione Onlus organizza un nuovo corso di BLS-D (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C., Il corso di BLS-D è comprensivo di disostruzione delle vie aeree ed è rivolto a ciunque: comuni cittadini, istruttori sportivi, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, etc…   Informazioni aggiuntive Aule/locations: separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Durata: Corso della durata di 5 (cinque) ore, abilitante all’uso dei DAE (defibrillatori automatici/semiautomatici esterni) secondo Legge; Linee Guida: Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00 (una sola mattinata); Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN  accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016); Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); Materiale didattico: Defibrillatori Didattici e Manichini per Rianimazione forniti da EMD118; Crediti ECM: non sono previsti  crediti ECM per sanitari; Attestati: Rilascio Attestato di Esecutore BLS-D Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation  Council; Contributo economico: richiesto contributo per attività associativa di euro 70,00; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai sedici anni in poi; Docenti: docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Termine iscrizioni: 72 ore prima dell’inizio del Corso; Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com #### SABATO 27 APRILE 2019 a Roma Corso BLSD Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, organizzato da Rete Emergenze SABATO 27 APRILE 2019 a Roma si svolgerà il Corso BLSD (Basic Life Support & Defibrillation) Certificato I.R.C. e Accreditato ARES 118, organizzato da Rete Emergenze. Per l’iscrizione è richiesto un piccolo contributo per attività associativa. RETE EMERGENZE Associazione Onlus non commercializza corsi di formazione, bensì ha come unico obiettivo la diffusione capillare delle corrette manovre salvavita extraospedaliere, ovvero salvare vite umane e mettere in condizione di salvarle, attraverso lezioni uniche nel genere, materiale didattico interattivo, istruttori e docenti di importanza nazionale, feedback continuo. Il corso BLSD comprende disostruzione delle vie aeree su adulti, ed è aperto a tutti: istruttori sportivi, infermieri, medici, fisioterapisti, tecnici di radiologia e laboratorio, comuni cittadini, addetti alle palestre e alle attività ludico-sportive, volontari del soccorso, volontari di protezione civile, soccorritori, insegnanti scolastici, addetti al volontariato, assistenti bagnanti od aspiranti, OSS, vigilanza, hostess, aspiranti forze armate e forze dell’ordine, etc… Dettagli corso BLSD e programma: Aule/locations: separate per laici e sanitari; Partecipanti: numero chiuso (ulteriori posti riservati per Enti ed Associazioni nostri partners); Corso della durata di 5 ore, abilitante all’uso dei defibrillatori secondo Legge; Linee Guida internazionali ERC/IRC – ILCOR 2015; Sede del Corso: Roma, Via del Casaletto 400; Orario: dalle 9,00 alle ore 14,00; Ente organizzatore: RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Ente erogatore: Centro di Formazione IRC, ROM EUR/ACOSFIN; Ente erogatore IRC, accreditato ARES 118 Lazio (delibera n° 122 del 21/03/2016) per cui si rilascia anche Attestato ARES 118; Tipologia di Corso: parte teorica, attraverso proiezione slides, interattiva; parte pratica, con materiale e prove su manichini (tutto, secondo programma IRC); ECM: non sono previsti crediti ECM per sanitari; Rilascio Attestato di Esecutore BLSD Certificato IRC, direttamente da Italian Resuscitation Council; Si offre gratuitamente anche: cartella congressuale, manuale di BLS-D, coffee break, gadget salvavita; Numero minimo di partecipanti: 6 (sei) allievi, di età dai 16 anni in poi; Docenti di importanza nazionale, volontari di RETE EMERGENZE Associazione Onlus; Materiale didattico e trainers, di altissima qualità tecnologica, forniti da EMD112; Termine iscrizioni: al raggiungimento del numero massimo di iscritti, ma comunque 72 ore prima dell’inizio del Corso. Per ulteriori info ed iscrizione, richiedere la scheda di iscrizione a: rete.emergenze@gmail.com (specificare il tipo di Corso e la data) Link sito web: https://www.retemergenze.org/sabato-27-aprile-2019-a-roma-corso-di-bls-d-basic-life-support-defibrillation-certificato-i-r-c-e-accreditato-ares-118/ #### Salvata a scuola con il defibrillatore samaritan PAD arrivato da pochi giorni prima Una studentessa di 16 anni è stata colta da arresto cardiaco improvviso mentre si trovava a scuola. Il fatto è accaduto a Parma venerdì 23 aprile 2021. Ancora non sono stati resi noti i dettagli dell’evento, che contiamo di illustrarvi nei prossimi giorni. Quello che sappiamo è che l’istituto scolastico, aveva da poco ricevuto uno dei nostri defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD 350P, giunto appena pochi giorni prima, ottenuto a gratuitamente grazie al fondo di 10 milioni di Euro messo a disposizione dal MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il MIUR offre la possibilità a 10.000 istituti scolastici di dotarsi gratuitamente del defibrillatore, prima che il DDL 1441 divenga legge e ne imponga l’obbligo a tutta la Pubblica Amministrazione, scuole comprese. Quando la ragazza è stata colta da arresto cardiaco, i soccorritori hanno impiegato il defibrillatore, arrivato appunto solo pochi giorni prima, ripristinando il regolare battito cardiaco alla prima scarica! La ragazza è stata in seguito trasportata presso l’ospedale locale per accertamenti. Non è la prima volta che registriamo situazioni analoghe. Qualche hanno fa sui campi da tennis del nord Italia, un giocatore colto da arresto cardiaco è stato salvato con nostro defibrillatore, arrivato il giorno precedente e ancora imballato. E’ un motivo di grande soddisfazione per noi di Emd112® poter raccontare episodi come questo. L’augurio è di non dover mai impiegare il defibrillatore, ma in caso di bisogno dobbiamo averlo a disposizione, intervenire rapidamente, e le chance di dare una nuova possibilità di vita divengono elevate. Il finanziamento del MIUR è una azione importante, che a meno di 1 mese dalla sua attivazione ha già salvato 1 vita. E’ fondamentale prendere atto di quanto questi strumenti, estremamente semplici da usare, siano oggi fondamentali per la tutela della salute di tutti i cittadini. A breve nuovi aggiornamenti, stay tuned!   #### Salvato da un arresto cardiaco al ristorante con il defibrillatore Nel pomeriggio di domenica 8 marzo nella frazione di Chiavenna Rocchetta a Lugagnano, un pranzo fuori si è trasformato in momento di grande tensione quando un uomo di 47 anni è stato colpito da un arresto cardiaco improvviso mentre si trovava all’interno del ristorante La Torretta. La situazione, gravissima e potenzialmente fatale, ha preso una piega positiva grazie all’intervento tempestivo di chi si trovava sul posto e alla presenza di un defibrillatore nel locale. Un medico presente tra i clienti, l’ex primario di rianimazione Massimo Nolli, ha immediatamente utilizzato il DAE posizionato all’ingresso del locale: questo gesto ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Dopo l’applicazione del dispositivo e l’arrivo dei soccorsi sanitari del 118, l’uomo è stato rianimato e trasportato in elicottero all’ospedale di Parma, dove è arrivato cosciente grazie alla prontezza di chi ha saputo intervenire. Questo episodio, fortunatamente con esito positivo, è una testimonianza concreta dell’importanza di strumenti salvavita come i defibrillatori nei luoghi pubblici. Si stima che in Italia oltre 60.000 persone ogni anno siano colpite da arresto cardiaco improvviso, e quando il soccorso arriva in ritardo o senza strumenti adeguati la probabilità di sopravvivenza è purtroppo molto bassa.   Il ruolo di un DAE in situazioni di emergenza non può essere sottovalutato: un defibrillatore accessibile può consentire di intervenire nei minuti critici prima dell’arrivo dei servizi di emergenza, aumentando drasticamente le possibilità di salvataggio. Anche se la normativa italiana non sempre impone l’obbligo di installare defibrillatori in ristoranti o altri esercizi di ristorazione, sebbene settori come sport e scuole siano già regolamentati in tal senso, esperienze come quella di Chiavenna Rocchetta dimostrano che la disponibilità di un dispositivo cardioprotettivo può fare la differenza tra la vita e la morte.   Oltre alla presenza dei dispositivi, è fondamentale che la comunità e i gestori dei luoghi pubblici comprendano l’importanza di promuovere cultura e formazione al primo soccorso e all’utilizzo del DAE. Rendere il pubblico consapevole di cosa fare in caso di emergenza e dove trovare un defibrillatore può salvare vite umane, poiché ogni secondo conta e la possibilità di intervenire tempestivamente è un vantaggio che nessun luogo ad alta affluenza dovrebbe sottovalutare.   In un paese in cui sempre più città e comunità stanno adottando politiche per aumentare la cardioprotezione pubblica, questa vicenda è un invito concreto a riflettere sull’importanza di dotarsi di strumenti salvavita e di diffondere competenze che possono fare la differenza nel momento più critico. #### Salvato da un arresto cardiaco, ha ricevuto in dono un defibrillatore HeartSine Sabato 9 settembre è stata una serata particolare e ricca di emozioni. Presso la baita degli Alpini di Legnano, in via Colombes, si è tenuta la tradizionale Festa dell’uva organizzata ogni anno dalle “penne nere” legnanesi. Fin qui tutto nella norma. A rendere speciale l’atmosfera, però, nonostante la pioggia e il repentino abbassamento della temperatura, è stata la solidarietà e la grande partecipazione degli abitanti della comunità che hanno voluto assistere a tutti i costi allo straordinario evento. Al 49enne sangiorgese Giorgio Meraviglia, infatti, durante la festa, è stato consegnato un defibrillatore samaritan PAD messo a disposizione dalla EMD112 di Scarperia (FI), nell’ambito del progetto etico “Forward Hearts” che prevede la donazione di un nuovo defibrillatore per ogni vita salvata. Giorgio fu colpito da un arresto cardiaco nel maggio scorso, mentre si allenava lungo i vialetti interni del Parco Castello, e venne salvato grazie al tempestivo intervento di un volontario della Croce Rossa che utilizzò il defibrillatore HeartSine donato dagli Alpini e posizionato nei pressi del chiosco-bar dall’associazione 60milavitedasalvare, nell’ambito del Progetto Vita Altomilanese. Alla serata hanno partecipato, oltre al presidente degli Alpini, Alessandro Loaldi, Mirco Jurinovich e Luca Cantarella di 60milavitedasalvare (accompagnati dai volontari dell’associazione), anche il Sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, che ha avuto parole di elogio per il suo predecessore, Alberto Centinaio, anch’egli presente in sala, per “la lungimiranza nell’intuire l’importanza del progetto che la nuova amministrazione continuerà a sostenere”. Tra gli invitati era presente anche il Sindaco di San Giorgio su Legnano, Walter Cecchin, che, nel ricordare “l’importanza di questa iniziativa, la cui effettiva validità viene testimoniata questa sera”, ha comunicato che il defibrillatore donato, affidato al comitato sangiorgese “Vivi col cuore”, verrà presto installato presso la piazza del mercato. Al termine della serata la EMD112 ha donato all’associazione 60milavitedasalvare un secondo defibrillatore, quale riconoscimento all’impegno nella diffusione della cultura della defibrillazione precoce. #### Salvato da un defibrillatore ne ha donato 1 al comune di Mondavio, in provincia di Pesaro e Urbino Giovanni Gasparini, 74enne di Orciano di Pesaro, , in provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche, a novembre 2018 è stato salvato dall’intervento dei soccorritori grazie all’impiego tempestivo del defibrillatore. L’uomo si trovava con il nipote a San Michele al Fiume, nel campo da tennis coperto, quando improvvisamente è stato colto da un malore e si è accasciato a terra, perdendo i sensi. Immediatamente sono allertati i soccorsi del 112. Una infermiera, Francesca Petrucci, che si trovava a poca distanza, compresa la situazione, ha avviato il massaggio cardiaco e richiesto un defibrillatore. Un defibrillatore semiautomatico Styker®  perfettamente funzionante, fornito da Bmm Instruments di Massignano, era presente nella struttura sportiva. Sono state necessarie 3 scariche del defibrillatore, ma Giovanni ha ripreso conoscenza ed è stato trasportato in eliambulanza a Torrette di Ancona, per accertamenti. Le manovre RCP e BLSD sono state eseguite con successo dal figlio Roberto e dall’infermiera prima dell’arrivo del mezzo di soccorso avanzato. Il programma Forward Hearts, permette a chi è sopravvissuto ad un arresto cardiaco improvviso, grazie ad un defibrillatore automatico o semiautomatico del gruppo Styker®, che comprende i Brand Physio-Control® e HeartSine®, di salvare un’altra vita, donando un defibrillatore per accesso pubblico ad un ente, società o organizzazione a propria scelta. Gasparini ha deciso di donare il defibrillatore all’amministrazione comunale che a sua volta l’ha messo a disposizione dell’ASD Pianaccio, nel comune di Mondavio, che gestisce il campo da tennis. “Raccontiamo una storia positiva – ha commentato il sindaco Mirco Zenobi – grazie a una rete sociale funzionante. Un grande ringraziamento va ai responsabili dell’ASD Pianaccio Limongelli e Brescini, che gestiscono in maniera impeccabile le strutture, a tutte le persone che si prodigano in queste situazioni di emergenza e al signor Gasparini che ha deciso di donarci questo defibrillatore: lo utilizzeremo al meglio”. Gasparini ha poi aggiunto: “Mi è sembrato il minimo donare questo defibrillatore a coloro che hanno contribuito a salvarmi la vita, che ringrazio di cuore”. Fondamentale, è stato ricordato durante l’incontro, la formazione del personale per l’uso dei defibrillatori mediante corsi BLSD. L’Asd Pianaccio la affida la formazione BLSD all’associazione Formiamoci di Fano, impegnata da anni a divulgare le tecniche di rianimazione cardiopolmonare (RCP). #### Salvato dall’arresto cardiaco in palestra La vita può cambiare in pochi secondi. È quello che è successo a un uomo di 54 anni colto da arresto cardiaco mentre si allenava in palestra nel centro commerciale Parco Levante a Livorno. Una situazione che poteva avere un esito tragico si è trasformata in una storia di speranza grazie alla prontezza dei presenti e all’uso di un defibrillatore DAE. Un arresto cardiaco improvviso mentre si allenava Era circa le 18 di un pomeriggio di febbraio 2026 quando il 54enne, intento alla sua routine di allenamento sul tapis roulant, si è sentito improvvisamente male. Senza respirare e senza battito, l’uomo ha subito un arresto cardiaco improvviso, una condizione in cui il cuore smette di pompare sangue e che richiede un intervento immediato per evitare danni cerebrali o decesso. La pronta reazione dello staff della palestra e di alcune persone presenti si è rivelata determinante.   Quando una persona va in arresto cardiaco, ogni secondo conta. Il cosiddetto “fattore tempo” è fondamentale: intervenire nei primi minuti può aumentare drasticamente le probabilità di sopravvivenza. E qui la catena del soccorso ha funzionato a dovere. Valentina, una delle istruttrici, ha subito chiamato il 118, attivando tempestivamente i soccorsi, mentre Francesca, un’altra istruttrice, ha iniziato immediatamente il massaggio cardiaco. Nel frattempo, Andrea Luci, ex capitano del Livorno e co‑titolare della palestra, è corso a prendere il defibrillatore presente nella struttura. Le manovre sono proseguite come in un vero team di soccorso: dopo una prima fase di massaggio, l’apparecchio ha richiesto e applicato la scarica elettrica. Il cuore dell’uomo ha ripreso a battere e la sua coscienza è lentamente tornata. Perché il defibrillatore è fondamentale Un DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) non è solo un dispositivo tecnologico: è uno strumento salvavita progettato per essere usato anche da non professionisti, grazie alle istruzioni vocali e automatizzate. In caso di arresto cardiaco, il DAE è in grado di analizzare il ritmo del cuore e, se necessario, erogare una scarica elettrica per ripristinare un battito regolare. Secondo le linee guida aggiornate, intervenire con massaggio cardiaco e defibrillazione nei primi minuti può aumentare le probabilità di sopravvivenza fino al 50‑70%. Andrea Luci ha raccontato l’accaduto sottolineando l’importanza di essere preparati: “Avrebbe potuto capitargli in qualunque momento. È stato fortunato a trovarsi in un luogo dove c’erano persone formate e un defibrillatore pronto all’uso”. Lo staff della palestra segue regolarmente corsi di aggiornamento su tecniche di primo soccorso e uso dei dispositivi salvavita, un impegno che ha davvero fatto la differenza.   Dopo aver ripreso conoscenza, il 54enne è stato stabilizzato e trasportato in ospedale dal personale del 118 per ulteriori accertamenti: gli esami successivi hanno evidenziato coronaropatie ostruite, motivo per cui sono stati programmati interventi specifici e monitoraggio cardiologico intensivo. Questa vicenda è un promemoria concreto: la combinazione tra formazione, prontezza e disponibilità di un defibrillatore può davvero salvare una vita. Investire nella cardioprotezione, aumentando l’accessibilità pubblica dei defibrillatori e promuovendo corsi BLSD per cittadini, dipendenti e operatori sportivi, non è più una scelta secondaria: è una priorità per la sicurezza di tutti. In casi come questo, dove il tempo è l’alleato più prezioso, un DAE può trasformare un possibile tragico epilogo in una seconda possibilità di vita. #### Salvato in azienda grazie al defibrillatore, l’amministratore lancia un appello agli altri imprenditori per cardioproteggere le loro imprese Nel contesto lavorativo moderno, la sicurezza dei dipendenti assume un ruolo centrale, sottolineando l’importanza di un ambiente di lavoro cardioprotetto. Con i lavoratori full-time che dedicano circa 160 ore al mese in azienda, l’adozione di misure preventive diventa cruciale. Un recente episodio presso l’azienda Saib di Fossadello ha messo in luce l’efficacia di tali misure, quando un defibrillatore è diventato lo strumento salvavita per un dipendente di 42 anni, padre di famiglia, colpito da arresto cardiaco. Questo evento non solo ha evidenziato l’importanza vitale della disponibilità di defibrillatori nelle sedi lavorative ma ha anche lanciato un messaggio forte sull’importanza di avere personale adeguatamente formato. La prontezza e l’efficacia dell’intervento dei colleghi-soccorritori, supportati da strumenti adeguati, hanno sottolineato l’imprescindibilità di corsi di sicurezza e retraining periodici per i dipendenti, che vanno oltre gli obblighi normativi verso i responsabili aziendali come RSPP, ASP, e HSE. L’episodio rafforza l’argomento relativi agli incentivi rivolti alle aziende, come gli sgravi fiscali INAIL attraverso il Modello OT23, che premiano le aziende per l’implementazione di misure di sicurezza volontarie, migliorando così la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro. Questi incentivi fungono da catalizzatore per un maggiore investimento nelle pratiche di sicurezza aziendale, inclusa la cardioprotezione, trasformando i luoghi di lavoro in ambienti più sicuri per tutti. L’incidente è servito come un promemoria della responsabilità che le aziende hanno verso i loro dipendenti, stimolando una riflessione sull’essenzialità di creare un ambiente di lavoro cardioprotetto. L’amministratore delegato di Saib, insieme ai dipendenti-soccorritori, ha condiviso la loro esperienza, trasformandola in un appello agli altri imprenditori sull’importanza di dotare ogni azienda di strumenti salvavita come i defibrillatori. Questo gesto non solo salva vite ma dimostra un impegno tangibile verso il benessere dei dipendenti, rafforzando il concetto di comunità e famiglia aziendale. L’evento accaduto a Fossadello sottolinea una verità fondamentale: l’importanza di un ambiente di lavoro sicuro e protetto non può essere sopravvalutata. Le aziende che adottano misure proattive, come la cardioprotezione e la formazione continua sulla sicurezza, non solo migliorano la salute e il benessere dei loro dipendenti ma stabiliscono anche un modello di cura e responsabilità che riflette positivamente sull’intero settore. #### Salvato sul lavoro dal defibrillatore samaritan donato alla Federazione Italiana Sport Equestri Da Agosto 2017 EMD112 è partner FISE , Federazione Italiana Sport Equestri per la fornitura di defibrillatori samaritan® ai centri ippici affiliati a condizioni dedicate in convenzione. La FISE si è aggiunta alle altre Federazioni ed Enti Sportivi che hanno già scelto la qualità e le garanzie dei defibrillatori samaritan®, come ad esempio CONI, FIT – Federazione Italiana Tennis, FITeT – Federazione Italiana Tennis Tavolo, FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, AIA – Associazione Italiana Arbitri, e molte altre. EMD112 ha cardioprotetto e sponsorizzato numerosi eventi organizzati dalla FISE; come ad esempio le Ponyadi e Fieracavalli. Altro punto cardioprotetto, è la sede romana della federazione. La sede della Federazione Italiana Sport Equestri di Viale Tiziano 74 a Roma, è stata cardioprotetta con un defibrillatore semiautomatico HeartSine samaritan® PAD 350P. Il 24 ottobre 2018, il defibrillatore è stato utilizzato perché un dipendente è andato in arresto cardio-circolatorio! Emanuele Accarpio, impiegato dell’ufficio amministrazione della Federazione, è svenuto. La collega Anna Baroni, del dipartimento dressage e paradressage, chiede aiuto. In ufficio si erano trattenuti Marco Bergomi assistente capo della Polizia di Stato e referente dell’attività sportiva del salto ostacoli e il Direttore sportivo delle discipline olimpiche Francesco Girardi che, assistiti da alcuni colleghi intenti a ultimare le ultime pratiche della giornata, sono subito intervenuti. Verificata l’assenza di respirazione e di battito cardiaco Marco Bergomi ha subito praticato il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. Nel frattempo gli altri colleghi hanno allertato i soccorsi chiamando il 112, si sono poi precipitati alla teca dove è conservato il defibrillatore samaritan®. Ad utilizzarlo è stata Giorgia Valente del Dipartimento pony (abilitata da corso Croce Rossa-Asi), alternandosi con Marco Bergomi che ha continuato a praticare il massaggio cardiaco. Il cuore di Emanuele ha ripreso a battere. Poco dopo, con l’arrivo dei soccorritori, Emanuele è stato trasportato in autoambulanza presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. A distanza di poco più di un mese di cure e riposo, Emanuele Accarpio è tornato in ufficio accolto calorosamente dai colleghi. Nota della federazione: “Ai sensi di legge la Federazione non è obbligata a tenere un defibrillatore presso i propri uffici, ma Emd112 in virtù dell’accordo di supporter della FISE ne aveva donato uno, che è sempre stato a disposizione nella sede di Viale Tiziano. Se si è riusciti a salvare una vita umana, una parte del merito è certamente anche di Emd112. Per questo la Federazione intende rivolgere un sentito ringraziamento all’azienda che ormai da tempo sposa le iniziative federali, a Marco Bergomi, Francesco Girardi, Giorgia Valente e tutti i colleghi protagonisti di questa storia”. E’ stata sufficiente 1 sola scarica del defibrillatore samaritan® per riportare il cuore alla sua normale funzionalità. Questo fa capire anche che non è importante il numero di scariche che può fare un DAE, ma la qualità della scarica (corretta analisi e scarica su misura del soggetto colpito da AC). Il defibrillatore deve ripristinare il cuore possibilmente alla prima scarica, sia come fattore tempo sia per evitare danni da molteplici scariche. Link all’articolo pubblicato sul sito FISE: https://www.fise.it/federazione/news-la-federazione/archivio-news-la-federazione/13335-il-defibrillatore-serve-a-salvare-vite-umane%E2%80%A6.html Nei prossimi giorni si svolgerà la cerimononia di donazione di un defibrillatore samaritan® a Emanuele, che potrà donarlo a sua volta a enti ed associazioni di sua scelta, per cardioproteggere i propri cari e la propria comunità. Il programma Forward Heart infatti, prevede che ogni volta che i defibrillatori Stryker (che comprendo i DAE HeartSine e Physio-Control) salvano una vita, venga donato una defibrillatore al salvato, raddoppiando ogni volta la capacità di cardioprotezione.   #### samaritan® PAD 500P: il defibrillatore che salva vite anche in condizioni estreme Il defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 500P è un dispositivo innovativo progettato per garantire la massima efficacia durante le operazioni di soccorso in caso di arresto cardiaco improvviso. A differenza dei modelli 350P e il 360P, il 500P è dotato di un metronomo integrato che fornisce un supporto audiovisivo in tempo reale, guidando il soccorritore nella corretta esecuzione delle compressioni toraciche. Questa caratteristica lo rende particolarmente utile in contesti dove l’accesso tempestivo ai servizi di emergenza può essere difficile. Il HeartSine® samaritan® PAD 500P è il defibrillatore più piccolo e leggero sul mercato, con un peso di soli 1,1 kg. Il suo design compatto e l’indice di protezione IP56 lo rendono adatto a qualsiasi ambiente, proteggendolo da polvere e forti getti d’acqua. Dotato di soli due pulsanti (On/Off e Scarica) e comandi vocali e visivi chiari,  è estremamente facile da usare, anche in situazioni di emergenza dove il soccorritore può essere inesperto o agitato. Utilizzo in zone distanziate dai presidi sanitari: piccoli comuni e aree montane In molte aree rurali e montane, l’accesso ai presidi sanitari e ospedalieri può richiedere tempi ben superiori ai 5-10 minuti critici dall’insorgenza di un arresto cardiaco. In questi contesti, la presenza di un defibrillatore come il samaritan® PAD 500P può fare la differenza tra la vita e la morte. Grazie al suo RCP Advisor, che utilizza un algoritmo di analisi basato sulla cardiografia ad impedenza (ICG), il dispositivo monitora in tempo reale l’efficacia delle compressioni toraciche e fornisce indicazioni su come correggerle e migliorarle. Questo permette anche ai soccorritori non professionisti di eseguire una RCP efficace fino all’arrivo dei soccorsi specializzati.   Utilizzo in zone senza volontariato di emergenza: comunità senza formazione BLSD In molte comunità, soprattutto quelle lontane dalle grandi città, non vi sono associazioni di volontariato per l’emergenza o persone con formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation). Il samaritan® PAD 500P è ideale per questi contesti poiché fornisce feedback in tempo reale sulla qualità delle compressioni toraciche, rassicurando e guidando il soccorritore durante l’intervento. Il dispositivo indica chiaramente quando le compressioni sono efficaci o necessitano di correzione, aumentando significativamente le probabilità di successo della rianimazione. Funzionalità avanzate e benefici: rcp advisor e metronomo integrato Il samaritan® PAD 500P è l’unico defibrillatore al mondo dotato di RCP Advisor, un sistema che misura le variazioni del flusso sanguigno all’interno del torace del paziente e fornisce feedback diretto sulla qualità delle compressioni. Il metronomo integrato scandisce la frequenza delle compressioni, assicurando che vengano eseguite al ritmo corretto. La versione HeartSine® samaritan® PAD 500P Connected include la connettività Wi-Fi, che permette di monitorare e gestire il dispositivo tramite il LIFELINKcentral AED Program Manager. Questa piattaforma offre numerosi vantaggi: Monitoraggio remoto dello stato di funzionamento: consente di controllare la disponibilità e le scadenze dei componenti come la batteria e gli elettrodi. Mappe di stato visivo: indicano lo stato di ogni DAE, facilitando i controlli di manutenzione. Ricezione di avvisi tempestivi: per variazioni nello stato della batteria o necessità di sostituzione degli elettrodi. Gestione centralizzata: permette di controllare più dispositivi, anche di produttori diversi, semplificando la manutenzione e aumentando l’operatività. Quanto valore ha la capacità di supportare il soccorritore inesperto o lontano dai presidi ospedalieri? Circa 17% in più rispetto al costo del defibrillatore senza metronomo. Il prezzo in offerta è di €1.349,00 +IVA (€1645,78 al pubblico). E’ anche possibile noleggiare il DAE con un costo di circa €30/mese. Inoltre, è disponibile il servizio EMD112 x TE è il nuovo programma di assistenza e controllo Wi-Fi per defibrillatori HeartSine® e Physio-Control®. Questo servizio è particolarmente indicato nei contesti in cui il samaritan® PAD 500P è più adatto, come le zone distanti dai presidi sanitari e le aree senza volontariato di emergenza, poiché solleva l’acquirente da ogni responsabilità di malfunzionamento e manutenzione, che è a carico di EMD112. Contattaci senza impegno per maggiori informazioni. #### Sammy Basso e Giusy Versace: rendiamo effettiva la legge sul defibrillatore obbligatorio Sammy Basso e Giusy Versace, insieme in questo video, per sensibilizzare riguardo al primo soccorso e defibrillazione, con l’obiettivo di contribuire a sbloccare la legge che ne definisce l’obbligo.. approvata ma non ancora in vigore! EMD112 ha donato nel 2018 un defibrillatore a AIProSaB – Associazione Italiana Progeria Sammy Basso Onlus, mentre i due istruttori BLSD Simone Giovanelli (Master Trainer EMD112) e Andrea Damian hanno provveduto alla formazione BLSD di Sammy e degli altri membri dell’associazione. Giusy Versace ricopre numerosi ruoli, politica, manager nel campo della moda, atleta paralimpica, scrittrice e conduttrice televisiva, e sempre impegnata in ambito sociale. La proposta di legge infatti è stata approvata all’unanimità da maggioranza e minoranza, e definisce che il defibrillatore sia obbligatorio per la pubblica amministrazione e in tutti i luoghi pubblici: scuole, asili, università, parchi, uffici pubblici, mezzi di trasporto, stazioni ferroviarie/aeree/marittime, etc.. Cosa manca quindi? Manca solo che venga calendarizzata, ovvero che sia applicata e resa effettiva. Ogni anno in Italia muoiono 60.000 persone per arresto cardiaco improvviso, 168 ogni giorno, circa 7 ogni ora. Ogni ritardo nell’applicazione di questa legge ha conseguenze pesanti. Con l’impiego immediato del defibrillatore, potrebbero essere salvate l’80% circa di queste persone, circa 40.000 persone ogni anno potrebbero avere una 2° chance di vita. I mezzi di soccorso molto raramente riescono a raggiungere il soggetto entro i primissimi minuti dal sopraggiungere dell’arresto cardiaco. In questi casi le possibilità di salvataggio diminuiscono del 10% ogni minuto. E’ importante condividere e diffondere questo video, per tenere alta l’attenzione su questo importante argomento l’opinione pubblica e i media, incentivando e velocizzando l’entrata in vigore. Un grande ringraziamento al nostro amico Sammy Basso e a Giusy Versace per il loro prezioso contributo e sostegno per una #cardioprotezionesubito , l’hashtag che hanno lanciato !! #### Sammy Basso, una luce che continuerà a brillare Oggi, il mondo perde un grande esempio di umanità e determinazione: Sammy Basso, scienziato, attivista e divulgatore, è venuto a mancare a meno di 2 mesi dal compiere 29 anni. Malato di progeria, una sindrome rarissima che provoca un invecchiamento precoce, Sammy ha vissuto ogni giorno con il sorriso e una forza che ha toccato i cuori di chiunque lo abbia incontrato. La sua passione per la vita e la scienza non ha mai conosciuto limiti, così come il suo impegno nel promuovere la ricerca sulla progeria attraverso l’Associazione Italiana Progeria (A.I.Pro.Sa.B.), da lui fondata nel 2005. Nel 2018, EMD112 ha avuto il privilegio di incontrare Sammy, creando da subito un legame speciale. In quell’occasione, abbiamo donato un defibrillatore alla sua associazione e formato lui e i membri del suo team sulle tecniche di primo soccorso. Sammy, con la sua innata curiosità, ha subito compreso l’importanza della cardioprotezione, diventando a sua volta un promotore instancabile della causa. Sammy era un ragazzo straordinario, dotato di una cultura immensa. La sua passione per la vita, la scienza e la divulgazione era contagiosa. Perdiamo una luce che continuerà però a brillare attraverso il suo lascito e i tanti cuori che ha toccato. La sua campagna per la cardioprotezione, insieme a Giusy Versace, è stato un tassello importante per sensibilizzare media e politica, che ha preceduto l’approvazione della legge 116, che oggi impone l’obbligo di defibrillatori in molti spazi pubblici. Il suo contributo in questo campo rimarrà indelebile, così come il suo sorriso e la sua voglia di cambiare il mondo. Grazie, Sammy. La tua luce continuerà a illuminare le nostre strade. #### San Marino RTV, installati 3 defibrillatori semiautomatici All’interno dell’emittente radiotelevisiva di Stato della Repubblica di San Marino, presso la sede di San Marino RTV sono stati installati 3 defibrillatori semiautomatici. Un cartello posizionato sopra il defibrillatore riporta la frase “Qui il tuo cuore è al sicuro”. È importante disporre di defibrillatori tecnologicamente avanzati ma allo stesso tempo semplici da usare, ed il dispositivo scelto il defibrillatore HeartSine® samaritan PAD 350P. Le installazioni dei DAE contribuiscono a rafforzare il progetto “Repubblica cardio-protetta”. San Marino RTV ha inoltre provveduto alla formazione con corsi BLSD di 10 dipendenti, effettuata da Simone Giovanelli, Master Trainer Emd112® e Rsm111. Presente per l’occasione anche il CEO Emd112® e Rsm111 Simone Madiai, molto soddisfatto per la grande attenzione che la comunità dedica con azioni concrete per la prevenzione e per la salute dei propri cittadini. Promuovere la cultura della cardioprotezione e conoscere le manovre di primo soccorso in caso di emergenza sono attività estremamente importanti per la Repubblica di San Marino, che ha l’obiettivo di dare accrescere in modo importante la capacità di salare vite in caso di arresto cardiaco, grazie alla diffusione capillare dei defibrillatori e alla conoscenza delle manovre di primo soccorso da parte di tutti i cittadini.   #### San Marino, la gara podistica Giro Del Monte cardioprotetta con i defibrillatori samaritan® e CR2 Il GIRO DEL MONTE di San Marino è una gara podistica che si svolge ogni anno attorno al Monte Titano, Patrimonio Unesco, con partenza e arrivo alla Porta San Francesco di San Marino. L’edizione 2020 si è svolta sabato 5 settembre. Un percorso di 7 Km e tre differenti formule di partecipazione sono 3: podistica competitiva, Corporate Run e camminata. Il tracciato attraversa le strade dei centri storici di San Marino città e Borgo Maggiore, con in mezzo il verde della strada Sottomontana. La manifestazione sportiva ha avuto come contorno stand con street food a km0 e tanta musica e spettacolo con gli artisti dello SMIAF – San Marino International Arts Festival nelle piazze e contrade del centro storico di San Marino. San Marino è da sempre molto attenta alla salute dei propri cittadini e dei numerosi turisti che ogni anno la visitano. Infatti l’obiettivo è di cardioproteggere totalmente la Repubblica Di San Marino con una diffusione capillare dei defibrillatori, ed anche con azioni di sensibilizzazione di questi strumenti salvavita e delle manovre di primo soccorso. EMD112 ha cardioprotetto l’evento con defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD e Physio-Control® LIFEPAK ® CR2, una manifestazione che ha visto oltre 100 atleti prendere il via, ed un numeroso pubblico accorso per l’occasione. In prossimità della partenza/arrivo, molti avranno notato anche i nuovi gonfiabili (al loro primo impiego!) che rappresentano i DAE samaritan® e CR2. E’ bene sapere riconoscere ed avere familiarità con i DAE, anche di differenti marche, colori e forme. Sicuramente questi “DAE gonfiabili” di quasi 2mt x 2 si sono fatti notare! Di seguito la classifica con i primi 10 classificati: 25 RICCIARDI LUIS MATTEO – ita, ATLETICA IMOLA – A 1 0:22:06 3 SCURO VINCENZO – ita, GP SOLVAY – B 2 0:23:22 2 BUGLI LORENZO – ita, G.P.A SAN MARINO – A 3 0:23:23 8 VALANDRO FEDERICO – ita, ASSINDUSTRIA SPORT PADOVA 1 – A 4 0:23:30 1 AGOSTINI MICHELE – ita, G.P.A SAN MARINO 2 – A 5 0:23:47 18 BOINEGA LUCA – ita, POLISPORTIVA TIFERNUM V / FIDAL 3 – A 6 0:23:49 26 TAMASSIA RICCARDO – ita, MODENA RUNNERS CLUB UISP 4 – A 7 0:23:52 17 BOINEGA LORENZO – ita, POLISPORTIVA TIFERNUM V / FIDAL 5 – A 8 0:24:08 89 PELLEGRINI ANDREA – ita, OLIMPIA NUOVA RUNNING 1 – C 9 0:24:12 4 ERCOLI FABIO – ita, G.S. GABBI 6 – A 10 0:24:25   #### San Marino: 56enne va in arresto cardiaco. Salvato dal defibrillatore Una vita salvata dal defibrillatore. Succede a Montegiardino (San Marino), dove ieri pomeriggio un uomo di 56 anni è stato colpito da arresto cardiaco durante la partecipazione ad una gara di tiro con l’arco. Solo l’uso tempestivo del defibrillatore da parte di uno dei membri del gruppo Lunghi Archi che è anche istruttore del ‘Progetto Cuore’, ha permesso di riavviare il cuore. “Il paziente – fa sapere il responsabile medico ‘Progetto Cuore’ Liano Marinelli – è attualmente in ottime condizioni e con completo recupero grazie alla tempestività ed alla qualità dell’intervento. Senza defibrillatore sul posto e senza una persona preparata al corretto utilizzo il 56enne non sarebbe stato assistito efficacemente dal 118, perché ad un’ambulanza occorrono oltre 10 minuti per raggiungere Montegiardino. E 10 minuti, in caso di arresto cardiaco, sono troppi”. Solo la defibrillazione precoce può infatti salvare la vita di un paziente colpito da arresto cardiaco. Dopo il ‘crollo apparente’ di una persona è possibile salvarle la vita negli immediati sei minuti successivi, per ogni minuto di ritardo prima che venga erogato lo shock elettrico con il un defibrillatore si riduce la possibilità di sopravvivenza del 7-10%. #### San Prisco: un defibrillatore per le scuole Si moltiplicano le iniziative per rendere i luoghi pubblici sempre più sicuri con la donazione di postazioni DAE. Come nel caso dell’Associazione Bridgeway del comune di San Prisco in Campania che inizia il 2014 con un un progetto di raccolta fondi per donare un defibrillatore alle scuole della città. Dopo aver stanziato un proprio budget infatti per l’acquisto di almeno un defibrillatore, l’associazione si impegnerà a chiedere ai cittadini e alle altre associazioni della zona di unirsi a loro in questa iniziativa con piccole donazioni. Perché a volte un defibrilaltore può salvarti la vita. In Italia le vittime di arresto cardiaco sono oltre 73.000 ogni anno e oltre l’80% dei decessi avviene lontano dagli ospedali: a casa, negli uffici pubblici, nelle strade, sul lavoro. L’arresto cardiaco non dà segni premonitori e colpisce chiunque e dovunque. Il cuore smette di compiere la sua normale funzione di pompa, spesso a causa di una sopraggiunta aritmia chiamata fibrillazione ventricolare, la persona cade a terra esanime e se non si interviene entro i primi 4 minuti dall’arresto somministrando una scarica elettrica con un defibrillatore, in grado di ripristinare la normale attività cardiaca del paziente, le possibilità di salvezza per la persona colpita sono praticamente nulle. Nessun servizio d’emergenza è in grado di intervenire in tempo utile! L’unica possibilità di salvezza in caso di attacco cardiaco è avere subito disponibile un defibrillatore, accenderlo, ed utilizzarlo sul paziente seguendo le istruzioni che la macchina stessa offre al soccorritore. #### Sanluri, due defibrillatori HeartSine cardio-proteggeranno la Pasticceria Artigianale Contis Il Maestro Leonildo Contis, mediante Simona Buono, referente per la Sardegna di EMD118, ha scelto di cardio-proteggere la propria azienda e i propri clienti acquistando due defibrillatori HeartSine samaritan PAD 500P. La Pasticceria Artigianale Contis, operante dal 1924 a Sanluri, provincia del Medio Campidano, verrà cardio-protetta da due defibrillatori HeartSine. Il Maestro Leonildo Contis, infatti, mediante Simona Buono, referente per la Sardegna di EMD112, ha deciso dotare la propria azienda di due samaritan PAD 500P, gli unici defibrillatori al mondo con 10 anni di garanzia e provvisti di un algoritmo speciale (l’RCP Advisor) in grado di misurare la reale efficacia delle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) che si stanno effettuando sul paziente. Ciò che lo ha spinto a compiere questo gesto importantissimo è stata una riflessione molto semplice: “Con un investimento ragionevole ho la possibilità di salvaguardare la mia salute, quella dei miei dipendenti e la salute di tutti i miei clienti. Quindi, perché non farlo?” L’arresto cardiaco, infatti, può colpire chiunque e in qualunque momento: adulti, anziani e, purtroppo, anche  giovani e bambini. In Italia, sono circa 70.000 le persone che ogni anno ne rimangono vittima. Nella maggior parte dei casi, l’insorgenza di un arresto cardiaco è dovuta ad una fibrillazione ventricolare, un’aritmia rapidissima e caotica che provoca contrazioni non coordinate del muscolo cardiaco. L’unica maniera con cui è possibile trattare tale aritmia è mediante l’erogazione tempestiva di una scarica elettrica al cuore. “Credo che prevenire sia sempre meglio che curare. Per questo motivo ho deciso di posizionare un defibrillatore all’interno del nostro laboratorio, mentre l’altro, invece, verrà utilizzato per cardio-proteggere tutti i catering che d’ora in poi mi verranno affidati” – ha spiegato il Maestro Contis. La Pasticceria Artigianale Contis, difatti, mette a disposizione della propria clientela anche un servizio di banqueting raffinato per festeggiare eventi speciali, come matrimoni, inaugurazioni e pranzi di lavoro, a cui arrivano a partecipare anche centinaia di persone. Tra i numerosi partecipanti ai Catering del Maestro Contis, dunque, è assai probabile imbattersi in parte di quei 15 milioni di italiani che, a causa delle patologie di cui soffrono, come l’ipertensione, l’obesità e il diabete, sono maggiormente esposti al rischio di essere colpiti da arresto cardiaco. Per far fronte a qualunque tipo di emergenza, quindi, sia il Maestro Contis che tutti i suoi 12 collaboratori hanno partecipato a un corso di formazione in cui, oltre alle azioni di supporto di base alle funzioni vitali e alla rianimazione cardiopolmonare, hanno imparato ad utilizzare i defibrillatori DAE. “Voglio ringraziare Simona Buono per la disponibilità dimostrata e per la caparbietà con cui ogni giorno si batte per far comprendere a più persone possibile quanto sia importante avere un DAE a portata di mano in caso di arresto cardiaco.” – ha concluso il Maestro. Ricordiamo, per concludere, che tutte quelle aziende che, senza alcun obbligo legislativo, decidono di munirsi di un defibrillatore DAE hanno diritto ad uno sconto sul premio INAIL che può raggiungere i 30 punti percentuali. #### Scandicci, vigili a scuola di defibrillazione Vigili a lezione di defibrillazione precoce. Succede a Scandicci dove 30 vigili urbani sono stati i primi studenti del corso per la formazione all’uso del defibrillatore, l’unica apparecchiatura che in caso di arresto cardiaco può riavviare il cuore. I corsi, iniziati il 17 febbraio scorso a cura dei volontari dell’Humanitas, entrano così a far parte di un piano di prevenzione partito nel 2008 e che fa di  Scandicci  “uno dei primi comuni della cintura metropolitana fiorentina a dotarsi di un piano specifico per essere una città a prova di attacco cardiaco”. Una città cardioprotetta grazie alla dislocazione dei defibrillatori automatici nei luoghi più frequentati: 15 per la precisione sistemati in diversi punti come scuole, oratori e impianti sportivi. Defibrillatori anche all’Istituto superiore Russell Newton, nella sede della polizia municipale e nei campi sportivi di San Giusto, Sporting Arno, Bartolozzi, Casellina e Vingone. Azioni queste sempre più importanti, se si considera che ogni anno, in Italia, circa 60mila persone muoiono per  arresto cardiaco improvviso; secondo le casistiche prese in esame e gli studi condotti l’intervento tempestivo con defibrillazione precoce entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco, può garantire la sopravvivenza nell’ 80% dei casi. I defibrillatori automatici di ultima generazione, possono essere utilizzati sia su persone adulte che su bambini. #### Sciatore colto da arresto cardiaco salvato dal defibrillatore a Champoluc, Valle d’Aosta Uno sciatore è stato salvato dal tempestivo intervento di una guida alpina, 2 poliziotti e dei pisteurs del Monterosa Ski dopo aver avuto un arresto cardiaco sulle piste da sci. È accaduto ieri a Champoluc, una frazione di Ayas, nell’alta val d’Ayas, in Valle d’Aosta Uno sciatore italiano di circa 60 anni, che ha avuto un malore mentre scendeva a valle. È stato notato da una guida alpina che lo ha soccorso ed ha dato l’allarme, iniziando a praticare le le manovre di Rianimazione Cardio Polmonare (RCP). Sul posto sono arrivati i pisteurs e 2 poliziotti in servizio sulle piste da sci con il defibrillatore e sono state praticate le manovre BLSD. Poco dopo è arrivato sul posto l’elisoccorso che lo ha condotto ad Aosta dove è stato operato. Il perfetto funzionamento della catena dei soccorsi e l’impiego tempestivo del defibrillatore, anno consentito di salvare ancora una vita. Con i moderni defibrillatori, l’85% delle persone potrebbe essere salvato da arresto cardiaco, questo significa salvare solo in Italia 51.000 vite ogni anno! #### Sconto Inail alle imprese che si dotano di defibrillatore Dal 2014, tra gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro ritenuti idonei per ottenere lo sconto per prevenzione dell’Inail tramite il modello OT/24, è stata inclusa l’adozione, da parte delle aziende, dei defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE, e l’organizzazione di corsi BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation) per insegnare ai dipendenti le manovre da compiere in caso di arresto cardiaco. Oscillazione del tasso di prevenzione OT/24 L’Inail premia, con uno sconto denominato “oscillazione per prevenzione” (OT/24), le aziende operative da almeno un biennio che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (d.l. 81/2008 e s.m.i.). L’oscillazione per prevenzione riduce il tasso di premio applicabile all’azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto all’Inail. In base al decreto ministeriale 3 marzo 2015 che ha riscritto il testo dell’articolo 24 del decreto ministeriale del 12 dicembre 2000, come successivamente modificato dal decreto ministeriale 3 dicembre 2010, la riduzione del tasso di premio è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno del periodo, come indicato di seguito: Sconto Inail OT/24: chi può usufruirne Possono presentare domanda tutte le aziende in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa ed in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro. La regolarità in materia di prevenzione infortuni ed igiene del lavoro deve essere rispettata con riferimento alla situazione presente alla data del 31 dicembre dell’anno precedente, cioè quello cui si riferisce la domanda. L’azienda, inoltre, nell’anno precedente a quello in cui chiede la riduzione, deve aver effettuato un numero sufficiente di interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro. La riduzione è concessa solo dopo l’accertamento dei requisiti di regolarità contributiva del datore di lavoro richiedente, secondo i criteri e le modalità previste dal decreto interministeriale 30 gennaio 2015, in attuazione del comma 2, dell’articolo 4 del decreto legge 34/2014, come precisati nella circolare Inail n. 61 del 26 giugno 2015. La riduzione riconosciuta dall’Inail opera solo per l’anno nel quale è stata presentata la domanda ed è applicata dall’azienda stessa, in sede di regolazione del premio assicurativo dovuto per lo stesso anno. Come ottenere lo sconto per prevenzione dell’Inail La domanda deve essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica attraverso i Servizi online del portale Inail, entro il 28 febbraio (29 febbraio in caso di anno bisestile) dell’anno per il quale la riduzione è richiesta. Il fac-simile del modello di domanda, che deve essere compilata solo online, è disponibile nella sezione Modulistica insieme alle relative Istruzioni per la compilazione. L’Istituto individua per ogni intervento la documentazione che ritiene probante l’attuazione dell’intervento dichiarato. A pena di inammissibilità, la documentazione probante deve essere presentata unitamente alla domanda, entro il termine di scadenza della stessa. L’Inail, entro i 120 giorni successivi al ricevimento della domanda, comunica all’azienda il provvedimento adottato adeguatamente motivato. L’impresa, inoltre, deve essere in possesso della ricevuta di acquisto dei defibrillatori DAE, dell’elenco dei partecipanti al corso BLS-D riferito all’anno solare precedente quello di presentazione della domanda, con la copia degli attestati rilasciati, e della documentazione che attesta l’aggiornamento annuale del personale formato e la procedura di controllo dell’efficienza e delle tecniche di intervento per l’uso del defibrillatore. #### Segnaletica DAE: ecco le soluzioni disponibili Di seguito andremo ad elencare alcune possibili soluzioni per segnalare l’ubicazione dei defibrillatori DAE. Tutte le soluzioni che andremo a proporre sono a norma di legge e indicano la presenza di un defibrillatore in ogni tipo di collocazione, privata o pubblica, in ambienti interni o esterni. Dal semplice ai pannelli murali riportanti l’algoritmo completo d’intervento in caso di emergenza, questi prodotti rendono ogni DAE installato facilmente individuabile, in modo da poter essere raggiunto agevolmente qualora ce ne fosse bisogno. Adesivo di segnalazione defibrillatori DAE – Dimensioni: 20cm x 20cm Si tratta di un semplice adesivo di forma quadrata (lato di 20 centimetri), di colore verde, da applicare su pannelli o bacheche preesistenti. Serve per segnalare la presenza dei defibrillatori DAE secondo lo standard ILCOR (International Liaison Committee On Resuscitation). Il prezzo è di 5,00€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Cartelli direzionali in forex per la segnalazione dei defibrillatori DAE – Varie direzioni Si tratta di cartelli direzionali in forex (destra, sinistra, sopra, sotto), di colore verde, con spessore di 3 millimetri e dimensioni 30cm x 10cm. Il prezzo è di 7,00€ + IVA cadauno. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Cartelli in forex per la segnalazione dei defibrillatori DAE – Varie dimensioni Sono cartelli in forex quadrati, di colore verde, con spessore di 3 millimetri. Disponibili in due diverse dimensioni: 15cm x 15 cm e 20cmx20cm. Il prezzo del cartello più piccolo è di 7,00€ + IVA. Il cartello con lato di 20 centimetri costa, invece, 10,00€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Cartello bifacciale per postazioni di defibrillazione DAE Consiste in un cartello bifacciale di alluminio verniciato di bianco con stampe di colore verde. Questo cartello per la segnalazione dei DAE viene venduto pre-forato, in modo da poterlo attaccare velocemente a qualsiasi parete. Il prezzo è di 25,00€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Cartello in alluminio per la segnalazione dei DAE – Dimensione 34cm x 36 cm Si tratta di un cartello in alluminio verniciato (bianco con stampa in verde) per segnalare la presenza di un defibrillatore DAE. Il prodotto è pre-forato, in modo da poterlo attaccare in maniera rapida a qualsiasi parete. Il prezzo è pari a 10,00€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Set di 5 cartelli in forex per segnalare la presenza di un DAE Questo kit di prodotti contiene tutte e 5 le tipologie di cartelli in forex (quadrato senza frecce, freccia a destra, freccia a sinistra, freccia in alto e freccia in basso), con spessore di 3 millimetri, per la collocazione dei defibrillatori DAE. Le dimensioni del pannello quadrato sono 15cm x 15cm; quelle dei cartelli direzionali (frecce) sono di 30cm x 10cm. Il prezzo del kit è di 25,00€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Targa in forex con algoritmo di intervento Consiste in una targa murale in forex (spessore 3 millimetri), di forma quadrata con lato di 42 centimetri, con algoritmo di intervento. Nella parte inferiore del cartello, inoltre, è disponibile un’area vuota che è possibile personalizzare a piacere. Quest’ultimo servizio è compreso nel prezzo: 45,00€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. Pannello murale in forex per defibrillatori DAE Quest’ultimo prodotto comprende un supporto di sostegno in lamiera zincata (sia per uso interno che esterno) per pannello in forex EMD-TOT002, e il pannello in forex stesso (personalizzabile) con algoritmo di intervento. Il prezzo è di 150,00€ + IVA. A questo link è possibile acquistare il prodotto. #### Sei CAPACE di utilizzare il defibrillatore? DAE e defibrillazione precoce, la cura per l’Arresto Cardiaco Improvviso. Sei anche tu CAPACE? Scopri cosa significa essere CAPACE: Chiama aiuto  al 112 Quando soccorri una persona verifica che l’ambiente sia sicuro, accertati che coscienza e respiro siano presenti, in caso contrario chiama aiuto. Se puoi, incarica qualcun altro a farlo, non abbandonare la vittima e inizia le compressioni. Attenzione: In alcune regioni è ancora attivo il 118 Accendi il DAE Appena il DAE è a tua disposizione appoggialo vicino alla testa della vittima, accendilo o solleva il coperchio se presente. Fai in modo che per te sia comodo utilizzarlo. Placche attaccate Posiziona le placche sul torace nudo del paziente guardando i pittogrammi presenti sulla parte non adesiva delle piastre. Prenditi il tempo necessario per fissarle correttamente premendole con il palmo della mano. Ascolta i comandi vocali Dopo averlo acceso, il DAE ti accompagnerà in ogni passaggio e ti guiderà per tutto il tempo in cui sarai impegnato nel soccorso. Non distrarti e non fermarti finché la vittima non si riprende, fino all’arrivo dei soccorsi avanzati o fino a quando non sei esausto. Controlla la sicurezza Il DAE effettuerà l’analisi del ritmo autonomamente ogni 2 minuti. Quando lo fa ti chiederà di non toccare il paziente. Solo se rileva un ritmo defibrillabile (FV-FVSP) autorizzerà l’erogazione dello shock. Premi il tasto lampeggiante controllando che nessuno, te compreso, tocchi il paziente. Chiedi a tutti di “allontanarsi” e muovendo un braccio da destra a sinistra ripeti “via io… via voi… via tutti…” Ricorda: che un DAE completamente automatico eroga la scarica in autonomia dopo alcuni secondi di preavviso Eroga la scarica Premi il pulsante di shock appena il DAE sarà pronto. Dopo aver premuto il tasto riprendi immediatamente le compressioni toraciche senza inutili interruzioni. Continua ad ascoltare i comandi vocali del defibrillatore: ti guideranno in modo semplice e rassicurante.   Chiama aiuto – 112 Accendi il DAE Placche attaccate Ascolta i comandi vocali Controlla la sicurezza Eroga la scarica Adesso anche tu sai cosa significa essere CAPACE, impara le manovre salvavita e come utilizzare il Defibrillatore. CHIUNQUE PUÒ ESSERE CAPACE, utilizzare il DAE è facile e sicuro. Puoi scaricare anche la guida pdf! #### Sei defibrillatori DAE HeartSine a San Vittore Olona L’Amministrazione Comunale di San Vittore Olona ha investito 8.000,00 euro per cardioproteggere la propria comunità. È stato, infatti, deliberato l’acquisto di sei defibrillatori DAE samaritan PAD della HeartSine assieme a due teche da esterni dotate di sistema d’allarme. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di mettere a disposizione di tutta la cittadinanza questi dispositivi salvavita cercando di cardioproteggere la maggior parte del territorio comunale. I defibrillatori, infatti, verranno installati all’esterno del Centro sportivo Malerba, all’esterno del Campo di via Roma, nei campetti di calcio di via Alfieri, nella Sala Polivalente e nella Scuola Elementare di Villa Adele. Non è stato necessario cardioproteggere la Scuola Media della città poiché le sezioni Atletica e Basket dell’U.S. San Vittore Olona avevano già provveduto a posizionare un defibrillatore all’interno della palestra annessa alla scuola. L’Amministrazione comunale confida nella correttezza di tutti i cittadini affinché, una volta installati i defibrillatori, non vengano manomessi o sottratti all’importantissimo utilizzo che hanno, quello di poter salvare da morte certa persone colpite da arresto cardiaco. Inoltre, ha informato l’Amministrazione, verranno acquistate anche le rimanenti 4 teche da esterni da installare nei quattro edifici che in un primo momento ne rimarranno privi. Infine, l’Amministrazione comunale ha già organizzato per i prossimi mesi un corso di formazione aperto a tutta la cittadinanza per apprendere l’utilizzo di tali dispositivi salvavita. Difatti, benché i defibrillatori DAE della HeartSine siano estremamente semplici da utilizzare, è obbligatorio per legge formare adeguatamente coloro che dovranno utilizzarli in caso di emergenza. Ma poiché è di vitale importanza intervenire entro 5 minuti dall’arresto cardiocircolatorio, sarebbe opportuno formare più persone possibili. L’arresto cardiaco, infatti, può colpire ovunque e in qualunque momento e molto spesso colpisce per strada. Chiunque si trovi lì potrebbe salvare una vita. In Italia, in media, muoiono per arresto cardiaco circa 70.000 persone all’anno e la maggior parte di essere potrebbero salvarsi se sottoposte immediatamente a Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) e a defibrillazione cardiaca. Allo stato attuale delle cose, nel nostro paese sopravvivono ad un arresto cardiaco solo il 2% delle persone colpite. È stato dimostrato che se si intervenisse adeguatamente e in maniera tempestiva, la percentuale di vite salvate potrebbe salire sino al 40%; ciò significherebbe salvare più di 28.000 persone ogni anno! #### Servizi di consulenza per la progettazione di aree cardioprotette ed impiego di defibrillatori Vendere un defibrillatore non è sufficiente, è necessario comprendere l’esigenza del cliente ed il contesto di utilizzo, per poter elaborare un progetto di installazione efficace in quello specifico contesto, che comprenda anche gli accessori di utilizzo e posizionamento dei DAE. EMD112 si pone come partner nella cardio-protezione e urgenza medica a 360°. Offriamo servizi pre e post vendita, con l’obiettivo di soddisfare appieno le singole esigenze e rendere il luogo cardio-protetto in maniera efficace. Il nostro staff tecnico è in grado di effettuare sopralluoghi per valutare ampiezza degli spazi, tempi di percorrenza, fattori ambientali, livello di affollamento degli ambienti e molti altri fattori, al fine di valutare: • N° di defibrillatori da installare, loro ubicazione e distanza; • Tipologia di defibrillatori da impiegare; • Organizzare corsi BLS-D rivolti al personale addetto all’utilizzo dei defibrillatori, anche direttamente presso il cliente; • Individuare gli accessori del defibrillatore, ad esempio la batteria pediatrica (PAD-Pak pediatrico); • Individuare gli accessori di posizionamento, ovvero la segnaletica distribuita sul territorio che indica il preciso posizionamento dei defibrillatori (che deve essere chiaro ed immediato in caso di emergenza), e la struttura che fisicamente contiene il defibrillatore (totem, forex a muro, teche, etc..); • Accessori particolari in funzione del tipo di utilizzo ed ambiente, ad esempio teche riscaldate per ambienti freddi, teche con allarme per defibrillatori pubblici, etc… EMD112 segue inoltre i propri clienti fornendo informazioni aggiornate sugli obblighi di legge, normativa, nuovi prodotti, etc.. ed il supporto per la manutenzione ordinaria dei defibrillatori (sostituzione batterie ed elettrodi, aggiornamento software, etc..) . Spesso chi acquista un defibrillatore non conosce i costi che dovrà sostenere nella manutenzione ordinaria per la sostituzione di batterie ed elettrodi. Capita molto spesso che quanto si è risparmiato sul DAE venga abbondantemente superato dai costi di manutenzione ordinaria. I costi di manutenzione dei defibrillatori HeartSine sono i più bassi del mercato. Questo è possibile anche grazie alle batterie ed elettrodi che sono uniti, facilitando anche l’utilizzo da parte degli operatori. EMD112 ha scelto i defibrillatori samaritan di HeartSine perché sono unici, tecnologicamente avanzati ed innovativi, con brevetti proprietari che rendono i DAE samaritan estremamente efficaci.   HeartSine ha una lunga competenza in materia, infatti ha brevettato il primo defibrillatore extra-ospedaliero. HeartSine è l’unica azienda produttrice di defibrillatori ad offrire 10 anni di garanzia, un indici di protezione contro polvere e liquidi IP56, supporto sonoro e visuale nelle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) utilizzando il Cardio-Gramma ad Impedenza (CGI), e molto altro che puoi scoprire qua . Contattaci senza impegno per maggiori informazioni: dalle ore 9:00 alle ore 13:00 – dalle ore 14:00 alle ore 18:00, da lunedì a venerdì. Oppure è possibile contattarci all’indirizzo email info@emd118.it. #### Servizio di Striscia la Notizia: Defibrillatori con iva al 4%? Parlamentari sensibilizzati, in corso un approfondimento in merito Sabato 6 ottobre 2018 Striscia la Notizia ha mandato in onda un servizio sulla cardioprotezione. Il servizio ha presentato e trattato i seguenti argomenti: Prof. Maurizio Cecchini Dati statistici arresti cardiaci in italia Impiego pratico del defibrillatore Obbligo e diffusione Proposta di legge per ridurre l’iva al 4% Andiamo in ordine.   Prof. Maurizio Cecchini L’esperto intervistato in questo servizio è il Prof. Maurizio Cecchini. Cardiologo presso l’Università di Pisa, dal Dicembre 2007 ha personalmente installato circa 468 defibrillatori automatici pubblici, prevalentemente nella provincia di Pisa. Dal Dicembre 2007 ha tenuto piu’ di 400 corsi di formazione RCP BLSD gratuiti nelle scuole, fabbriche, palestre ed in generale ai cittadini, formando oltre 10.000 persone. Ha fondato la prima Scuola Italiana gratuita di Defibrillazione Precoce a Ospedaletto (Pisa) E’ ideatore e amministratore del sito di Medicina di Urgenza www.cecchinicuore.org. E’ Presidente della CecchiniCuore ONLUS, nata nel Dicembre 2013.   Dati statistici arresti cardiaci in Italia Ogni anno si registrano 60.000 Arresti Cardiaci, 164 al giorno, 6,8 ogni ora. L’arresto cardiaco può colpire chiunque (per questo viene chiamato anche “Arresto Cardiaco Improvviso” o “Morte Cardiaca Improvvisa”) senza distinzione di genere, età, professione, e piò colpire in qualsiasi luogo.   Impiego del defibrillatore Il defibrillatore moderno è un oggetto estremamente semplice, progettato per facilitarne comprensione ed impiego proprio da parte di coloro che non lo hanno mai visto ed utilizzato, e quindi, aspetto molto importante, senza nessuna formazione specifica. Il defibrillatore può essere utilizzato da chiunque. Nel caso di Arresto Cardiaco parliamo di vita o di morte. Sono a disposizione solo 10 minuti per poter salvare il soggetto colpito da arresto, circa 5 minuti per effettuare una riuscita ottimale senza nessuna conseguenza neurologica. L’immediatezza di impiego è l’unica soluzione. Il defibrillatore deve trovarsi nelle immediate vicinanze del soggetto ed essere impiegato subito. Non è possibile erogare una scarica per errore, i defibrillatori attuali analizzano il ritmo cardiaco e stabiliscono di erogare la scarica solo se necessario.   Obbligo e diffusione de defibrillatori Un punto estremamente debole della situazione in Italia, è la mancanza di regolamentazioni ed obbligatorietà di questo strumento salvavita. In Italia infatti, il Decreto Balduzzi, ne sancisce l’obbligo per le società ed associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche. Non vi è obbligo in nessun altro settore. I defibrillatori NON sono obbligatori: nelle scuole, centri commerciali, edifici pubblici, parchi, aerei, treni, etc.. etc.. Eppure, l’unico modo efficace per salvare una persona colta da arresto cardiaco, è l’impiego precoce del defibrillatore. L’anomalia è che per altri aspetti con incidenza mortale inferiore, obblighi regolamentazioni sono molto più restrittive. Ad esempio, i morti per incendi ed esplosioni in Italia sono meno di 200 all’anno. Tuttavia gli estintori ed altri apparati sono appunto obbligatori, molto diffusi e regolamentati nel dettaglio (n° dispositivi, distanza, tipologia di sostanza in funzione dei materiali limitrofi, manutenzione e controlli, etc..). Negli anni l’impegno nel settore automobilistico delle case madri produttrici di auto e le leggi in materia di guida, hanno fatto calare drasticamente il numero di morti per incidenti stradali Nel 2017 sono state registrate circa 2.300 vittime in Italia a causa di incidenti stradali (fonte ISTAT). L’arresto cardiaco conta 60.000 vittime, contro le 2.300 per incidenti stradali e 200 per incendi/esplosioni, eppure… siamo ancora lontani da una visione e gestione ottimale di questa situazione   Proposta di legge per ridurre l’iva al 4% per i defibrillatori Questo aspetto è il cuore del servizio. La giornalista ed inviata di Striscia la Notizia, ha intervistato alcuni parlamentari, chiedendo le loro impressioni sul fatto che uno strumento salvavita come il defibrillatore sia venduto con iva al 22%, alla pari di qualsiasi elettrodomestico, anziché usufruire dell’agevolazione IVA al 4%. L’impressione degli intervistati  On. Dario Franceschini (PD), On. Cristian Romaniello e On- Giovanni Ciurro (Movimento 5 Stelle), On. Patrizia Prestipino (PD), sono apparsi favorevoli ad una diminuzione dell’iva per i defibrillatori, ed hanno affermato di voler approfondire questo tema. L’impegno dell’inviata di Striscia la Notizia e dei parlamentari, è quindi di tornare presto su questo tema con qualche “Good News”.   Striscia la Notizia, attivo su Canale 5 dal lontano 1989, registra una media di 4,7 milioni di spettatori a puntata, quindi è sicuramente una vetrina importante per raggiungere una vasto pubblico. Link al Video. Ci auguriamo che questa visibilità e la campagna di sensibilizzazione intrapresa da Striscia la Notizia e Chiara Squaglia porti presto ad un risultato concreto! #### SIB Sindacato Italiano Balneari ed EMD112 partner per la cardioprotezione degli stabilimenti balneari in Sardegna Il Sindacato Italiano Balneari (SIB) ed EMD112 hanno raggiunto un accordo per cardioproteggere gli stabilimenti balneari della Sardegna. Grazie alla convenzione stipulata, gli stabilimenti balneari potranno dotarsi dei defibrillatori semiautomatici samaritan di EMD112 con una scontistica esclusiva. Inoltre, SIB provvederà a coprire il costo di formazione necessario per gli operatori. “Gli stabilimenti balneari sono il 1° presidio sanitario sulla spiaggia – commenta il Dott. Alberto Bertolotti, Presidente Regionale Confcommercio Sardegna  e Vice Presidente Nazionale del Sindacato Italiano Balneari – La dotazione dello stabilimento balneare di defibrillatori e la formazione BLSD del personale è fondamentale nel caso in cui si presentino situazioni risolvibili sono con il tempestivo impiego del defibrillatore.” L’accordo raggiunto è frutto della volontà ed impegno di Simona Buono, referente EMD112 per la Sardegna, che nei mesi passati ha lavorato in modo congiunto con SIB e Confcommercio per sensibilizzare gli associati sul delicato argomento della cardioprotezione. Argomento che è stato ben recepito durante i confronti sui  principali adempimenti in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro e HACCP per la sicurezza balneare. In occasione degli incontri hanno preso parte anche alcuni  dirigenti della capitaneria di porto di Cagliari. “La scelta del defibrillatore samaritan è la più naturale per le caratteristiche uniche del defibrillare. Una delle tante caratteristiche esclusive dei defibrillatori HeartSine samaritan PAD è la resistenza, sono infatti i defibrillatori più resistenti al mondo, con un indice di protezione contro liquidi e polveri IP56 – commenta Simona Buono – Questa caratteristiche è fondamentale per una collocazione in uno stabilimento balneare, in prossimità di acqua e sabbia.” SIB sta lavorando alacremente per espandere oltre il territorio sardo l’impiego del defibrillatore all’interno degli stabilimenti balneari,  auspicando una stagione balneare 2016 cardioprotetta e sicura.   Salva Salva Salva #### Sicurezza: defibrillatori sul lavoro nello sconto INAIL Defibrillatori anche sul luogo di lavoro. La novità arriva dal nuovo modello OT24, che include tra gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro –  in aggiunta rispetto a quelli minimi previsti per legge per ottenere lo sconto per prevenzione dell’Inail – l’adozione da parte delle aziende di defibrillatori semiautomatici (DAE) e l’organizzazione di corsi Blsd (Basic life support defribillation) per insegnare ai dipendenti le manovre salvavita necessarie nei casi di arresto cardiaco. Per ottenere quindi la riduzione del tasso di premio Inail sarà sufficiente presentare telematicamente un’autocertificazione che attesti che l’azienda non rientra tra quelle per cui l’adozione del defibrillatore è obbligatoria per legge. L’impresa, inoltre, deve essere in possesso della ricevuta di acquisto dei DAE, dell’elenco dei partecipanti al corso Blsd riferito all’anno solare precedente quello di presentazione della domanda, con la copia degli attestati rilasciati, e della documentazione che attesta l’aggiornamento annuale del personale formato e la procedura di controllo dell’efficienza e delle tecniche di intervento per l’uso del defibrillatore. Non è l’unica iniziativa prevista per diffondere la cultura dell’emergenza e del primo soccorso nei luoghi di lavoro: è recente infatti un accordo tra il dipartimento di Medicina del lavoro dell’Inail e l’Irc Comunità (associazione che si occupa di diffondere le manovre di rianimazione cardiopolmonare nella popolazione) per la promozione della formazione sia delle figure sanitarie coinvolte nell’organizzazione dell’emergenza nei luoghi di lavoro, sia delle figure non sanitarie che devono gestirla, e la raccolta di buone prassi realizzate in ambito nazionale e internazionale. #### Simone Giovanelli, Master Trainer Emd112®, relatore al congresso nazionale IRC Oggi 27 marzo 2021, in occasione del Congresso Nazionale IRC – Italian Resuscitation Council, saranno presentate in anteprima online con un webinar le nuove Linee Guida per la Rianimazione Cardiopolmonare ERC, che verranno pubblicate nei giorni 25-26 marzo 2021. Simone Giovanelli, Master Trainer Emd112®, sarà uno dei relatori al congresso nazionale IRC, un vero piacere e pregio per un evento di tale spessore. Simone tratterà 2 interventi, uno al mattino e uno al pomeriggio: Il primo webinar di 15 minuti inizierà alle ore 11:15, tema “Connettività e gestione remota dei defibrillatori in ambiente pre-ospedaliero – Telecontrollo”; Il secondo webinar di 20 minuti è programmato alle ore 16:10, tema “La tecnologia dei DAE Stryker® a supporto del Soccorritore – Cpr Advisor e CPR Insight”. Programma Le nuove linee guida della rianimazione cardiopolmonare 9.45-10.00: Introduzione nuove Linee Guida 2020 (revisione dell’evidenza ILCOR) 10.00-10.30: BLSD 10.30-11.00: Sessione Industry – Accuarate 11.15-11.30: Sessione Industry – Emd112® – “Connettività e gestione remota dei defibrillatori in ambiente pre-ospedaliero – Telecontrollo” 11.30-12.00: PLS 12.00-12.30: Post-Rianimazione 12.30-13.00: Etica 13.00-15.00: Pausa pranzo 15.00-15.40: Circostanze speciali 15.40-16.10: Education 16.10-16.30: Sessione Industry – Emd112® – “La tecnologia dei DAE Stryker a supporto del Soccorritore – Cpr Advisor e CPR Insight 16.30-17.00: Primo Soccorso 17.00-17.30: NLS 17.30-18.00: Un sistema per salvare vite 18.10-18.15: Chiusura e arrivederci a dicembre per IRC 2021 #### Sindrome post arresto cardiaco: fisiopatologia, gestione e implicazioni cliniche Il ritorno della circolazione spontanea (ROSC) dopo un arresto cardiaco rappresenta un momento cruciale della catena della sopravvivenza, ma non coincide con la risoluzione dell’emergenza clinica. In questa fase prende forma una condizione complessa e potenzialmente evolutiva: la sindrome post arresto cardiaco. Le evidenze internazionali, incluse le linee guida dell’European Resuscitation Council (ERC), descrivono questa sindrome come un insieme di alterazioni sistemiche che coinvolgono cervello, cuore e microcircolo, determinando un elevato rischio di mortalità e di esiti neurologici sfavorevoli. Comprendere questa condizione è fondamentale per ridurre il danno secondario e migliorare la prognosi dei pazienti rianimati. Definizione e significato clinico della sindrome post arresto cardiaco La sindrome post arresto cardiaco (Post Cardiac Arrest Syndrome, PCAS) non è una singola patologia, ma una risposta fisiopatologica complessa all’ischemia globale seguita dalla riperfusione. Durante l’arresto cardiaco si verifica una sospensione completa della perfusione tissutale. Con il ripristino del circolo, il rientro dell’ossigeno nei tessuti non determina solo un recupero, ma attiva una cascata infiammatoria e ossidativa che può amplificare il danno cellulare. Questo fenomeno, noto come danno da ischemia-riperfusione, è alla base della PCAS. Fisiopatologia della sindrome post arresto cardiaco La PCAS è il risultato dell’interazione di diversi meccanismi biologici che si attivano simultaneamente dopo il ROSC. Il cervello è l’organo più sensibile all’ipossia: la riduzione dell’ossigeno induce depolarizzazione neuronale, rilascio di glutammato, ingresso massivo di calcio intracellulare e attivazione di processi citotossici. Questo porta a edema cerebrale, disfunzione mitocondriale e morte neuronale progressiva, che può continuare anche dopo il ripristino della circolazione. Il cuore, invece, può andare incontro a una disfunzione transitoria definita stunning miocardico post-arresto. Si tratta di una riduzione reversibile della contrattilità che contribuisce all’instabilità emodinamica nelle prime ore dopo la rianimazione. A livello sistemico si sviluppa una risposta infiammatoria generalizzata simile a quella della sepsi, caratterizzata da attivazione endoteliale, rilascio di citochine e disfunzione microcircolatoria. Questo può evolvere in una condizione di insufficienza multiorgano anche in assenza di nuove cause scatenanti. In parallelo, un elemento clinicamente decisivo è la persistenza della causa dell’arresto cardiaco. Le condizioni più frequenti includono sindrome coronarica acuta, aritmie ventricolari maligne, embolia polmonare e cause respiratorie o metaboliche. La mancata correzione di questi fattori può determinare un peggioramento rapido del quadro clinico. Gestione in terapia intensiva La gestione della sindrome post arresto cardiaco richiede un approccio strutturato, continuo e multidisciplinare, con l’obiettivo di limitare il danno secondario e stabilizzare le funzioni vitali. In fase iniziale, il controllo respiratorio ed emodinamico è prioritario. L’ossigenazione deve essere attentamente bilanciata per evitare sia ipossia sia iperossia, entrambe associate a peggioramento del danno neurologico. Analogamente, la ventilazione deve mantenere livelli adeguati di CO₂, evitando estremi che possano alterare la perfusione cerebrale. La gestione emodinamica si concentra sul mantenimento di una pressione arteriosa media adeguata alla perfusione cerebrale e coronarica. La disfunzione miocardica post-arresto può rendere necessario l’uso di farmaci vasoattivi o inotropi. Il Targeted Temperature Management (ipotermia terapeutica o TTM) rappresenta uno dei pilastri della neuroprotezione post-arresto. Il controllo della temperatura riduce il consumo metabolico cerebrale e modula la risposta infiammatoria sistemica. Approccio clinico integrato nella fase post-ROSC La gestione del paziente rianimato non si limita alla stabilizzazione iniziale, ma richiede una valutazione continua e stratificata del rischio. In questo contesto, gli obiettivi clinici principali includono: stabilizzazione emodinamica e respiratoria identificazione e trattamento della causa dell’arresto prevenzione del danno neurologico secondario La coronarografia urgente è indicata nei casi sospetti di origine ischemica, mentre altre cause come embolia polmonare o disturbi elettrolitici devono essere escluse rapidamente attraverso un approccio diagnostico mirato. Valutazione neurologica e prognosi La prognosi neurologica dopo arresto cardiaco è una delle aree più delicate della medicina intensiva. Le linee guida raccomandano di evitare decisioni prognostiche precoci, poiché molte alterazioni neurologiche sono transitorie nelle prime fasi post-ROSC. La valutazione deve essere multimodale e includere: esame neurologico clinico differito elettroencefalogramma (EEG) imaging cerebrale (TC o RM) biomarcatori neuronali come la NSE L’integrazione di questi strumenti consente una stratificazione prognostica più accurata e riduce il rischio di errori decisionali irreversibili. Esiti a lungo termine e riabilitazione La sopravvivenza all’arresto cardiaco non coincide necessariamente con il recupero funzionale completo. Una quota significativa di pazienti sviluppa deficit cognitivi anche in presenza di un apparente recupero neurologico. Tra le conseguenze più rilevanti si osservano disturbi della memoria, riduzione delle capacità attentive, rallentamento delle funzioni esecutive e alterazioni emotive. Questi deficit possono influenzare in modo significativo la qualità della vita e la reintegrazione sociale e lavorativa. Per questo motivo la riabilitazione deve essere precoce, multidisciplinare e integrata tra ambito cardiologico, neurologico e psicologico. Catena della sopravvivenza e impatto sulla PCAS L’evoluzione della sindrome post arresto cardiaco è strettamente influenzata dalla qualità della catena della sopravvivenza. Ogni fase contribuisce a determinare l’entità del danno ischemico e la probabilità di recupero neurologico. Le principali fasi includono il riconoscimento precoce dell’arresto, la rianimazione cardiopolmonare immediata, la defibrillazione precoce e la gestione avanzata post-rianimazione in ambiente ospedaliero. La sindrome post arresto cardiaco rappresenta una fase critica e dinamica del percorso del paziente rianimato. Non è semplicemente la conseguenza dell’arresto, ma una condizione fisiopatologica attiva che richiede competenze avanzate e un approccio sistemico. La prognosi dipende non solo dalla rapidità dell’intervento iniziale, ma soprattutto dalla qualità della gestione nelle ore e nei giorni successivi al ROSC. L’evoluzione delle strategie di terapia intensiva e l’integrazione tra emergenza territoriale e ospedaliera stanno progressivamente migliorando gli outcome, ma la PCAS resta una delle sfide più complesse della medicina moderna. Fonti: Giornale italiano di cardiologia IRC #### Sis 118, lettera alle Ferrovie dello Stato per l’installazione di defibrillatori sui treni e formazione del personale E’ di pochi giorni fa la notizia della lettera del Presidente del Sis 118 Mario Balzanelli al Presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Gianluigi Vittorio Castelli per chiedere subito un sistema di soccorso sui treni italiani. Il SIS118, Società Italiana Sistema 118, rappresenta l’istituto previsto dal Servizio Sanitario Nazionale finalizzato a garantire al cittadino utente la migliore risposta possibile di soccorso sanitario in tutti i casi di emergenza e di urgenza, ossia di evidente o potenziale pericolo di vita . “Ogni giorno 5 milioni di persone prendono il treno, chiedo di assicurare ai cittadini, con carattere uniforme su tutto il territorio nazionale, di standard adeguati di cardioprotezione con la collocazione sui treni, di defibrillatori semiautomatici (DAE) e di personale formato”. Il Presidente del Sis 118 spiega l’importanza sui convogli di personale addestrato alle competenze della Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) e l’impiego precoce del defibrillatore con manovre Basic Life Support Defibrillator ( BLSD). “In caso di arresto cardiaco improvviso, evento che può colpire chiunque anche senza la comparsa di sintomi premonitori, in qualsiasi fascia d’età, tra i milioni di persone che ogni giorno viaggiano sui treni, il soccorso immediato entro e non oltre i primi 3 minuti fa la differenza tra la vita e la morte. In questi casi, la tempestività e l’appropriatezza del soccorso sono fondamentali, poichè l’intervento di soccorso dell’ambulanza del 118 territoriale trova in questi casi, come oggi accade di norma, condizioni cliniche del paziente caratterizzate da bassissime possibilità di recupero alla vita”. Diamo voce alla preoccupante segnalazione inviata da Balzanelli a Castelli, aggiungendo che tale mancanza comprende in modo altrettanto preoccupante ambienti quali: scuola, aziende, centri commerciali, luoghi pubblici, mezzi di trasporto e stazioni, chiese, negozi.. In pratica, l’obbligo in Italia è solo per le società ed associazioni sportive professionistiche e dilettantistiche. Il defibrillatore è l’unico strumento efficace contro l’arresto cardiaco, che in Italia colpisce 164 persone ogni giorno, circa 7 ogni ora. La Divisione Passeggeri (Long Haul) che effettua il trasporto passeggeri sia nazionale che internazionale, compresa l’Alta Velocità, ogni giorno, circa 400 treni trasportando circa 180.000 persone, per un totale di 60 milioni di viaggiatori l’anno. A questi, vanno aggiunti i numeri dei treni regionali… Purtroppo oggi non si ha ancora una piena consapevolezza di cardioprotezione, delle caratteristiche dei defibrillatori in commercio, e dei punti chiave per l’acquisto di defibrillatori. Alcune delle caratteristiche dei defibrillatori da tenere in considerazioni: Costo di manutenzione negli anni: molti DAE in commercio hanno prezzi di acquisto leggermente più bassi di altri dispositivi con caratteristiche superiori, ma se teniamo conto dei consumabili (batteria ed elettrodi) in un periodo di 8-10 anni, risultano essere più cari! Quando acquistato defibrillatori, è necessario sapere il costo dei consumabili ed ogni quanto essi vanno sostituiti, facendo una proiezione di costi in 8-10 anni. Solo in questo modo si ha il costo finale reale de defibrillatore Connettività WiFi (garanzia funzionamento e collegamento con 112/118): la connettività dei defibrillatori consente di poterne verificare la posizione, il corretto funzionamento, lo stato dei consumabili. Servizi di assistenza dedicati possono sollevare da tutte le responsabilità gli acquirenti, spostando tale importante peso sulla società che gestisce il servizio di verifica dei dispositivi con connettività Wireless e/o GSM. Garanzie: alcuni defibrillatori hanno garanzie contro il mal funzionamento. I DAE samaritan® hanno una garanzia. Ad esempio i defibrillatori samaritan® hanno una assicurazione di circa 14 milioni di Euro contro malfunzionamenti. Specifiche tecniche: indice di protezione IP contro liquidi e polveri, gamma di impedenza, possibilità di effettuare il massaggio cardiaco anche durante la fase di analisi del DAE, connettività WiFi e GSM con i soccorritori e per verifica stato e manutenzione, peso (fondamentali in mezzi come aeromobili), etc.. etc.. Quando scegliete un dispositivo salvavita, fatelo in modo consapevole, valutando tutti i parametri necessari. Contattaci per informazioni sulla nostra gamma di defibrillatori, la più ampia del mercato, per i servizi di manutenzione a distanza con soluzioni WiFi, per grandi progetti di cardioprotezione PAD, per qualsiasi altra necessità di cardioprotezione dei più disparati ambienti. #### Sistema di compressione toracica LUCAS 3, tecnologia e innovazione che aiutano a salvare vite umane Il Dott. Marco Squicciarini illustra il sistema di compressione toracica LUCAS 3, con un approccio pensato per operatori laici, quindi non professionisti. Uno studio ha evidenziato che in una situazione di emergenza, nel caso di arresto cardiaco, solo il 28% delle compressioni vengano eseguite in modo ottimale, con la giusta velocità e compressione. Il sistema di compressione toracica LUCAS® apporta vantaggi in caso di pazienti con arresto cardiaco (AC), fornendo compressioni toraciche di alta qualità in accordo con le linee guida anche in presenza di condizioni difficili e per periodi di tempo prolungati. Il dispositivo consente all’operatore e al proprio team di lavorare in modo più efficiente senza dover scendere a compromessi quando si tratta della propria sicurezza. Le versioni precedente del LUCAS® venivano prodotte e commercializzate a marchio Physio-Control®. Oggi, dopo l’acquisizione da parte della multinazionale Stryker® Corporation, il LUCAS® viene prodotto e commercializzato a marchio Stryker®. Di seguito il video che mostra il funzionamento del sistema di compressione toracica LUCAS® 3 illustrato dal Dott. Squicciarini:   Descrizione sistema di compressione toracica LUCAS 3 Con oltre 15 anni di esperienza clinica alle spalle, il dispositivo LUCAS® giunge alla terza generazione, realizzato sull’eredità di LUCAS. Il sistema di compressione toracica LUCAS® 3 v3.1 presenta funzionalità migliorate per facilitare la manutenzione e la gestione. Consente inoltre di acquisire maggiori informazioni grazie ad un accesso facile, in modalità wireless, ai dati del dispositivo. La piattaforma LUCAS è sottoposta a innovazione continua grazie alla connessione Wi-Fi® al sistema LIFENET® e all’integrazione nel software per revisione dati CODE-STAT™. Il nuovo LUCAS 3 v3.1 offre frequenze di compressione personalizzate conformi ai protocolli, avvisi configurati per migliorare la conformità, resoconti post-evento nella propria casella di posta e notifiche di disponibilità via e-mail. Prima di utilizzare il sistema di compressione toracica LUCAS, tutti gli operatori devono leggere le istruzioni per l’uso complete per conoscere a fondo le informazioni riguardo l’uso, le indicazioni, le controindicazioni, gli avvisi, le precauzioni e i potenziali eventi avversi. “Seguire sempre le linee guida locali e/o internazionali per la rianimazione cardiopolmonare (RCP) quando si utilizza il sistema di compressione toracica LUCAS.” Impiego LUCAS® 3 Il sistema di compressione toracica LUCAS deve essere utilizzato per effettuare compressioni cardiache esterne su pazienti adulti colpiti da arresto circolatorio improvviso, definito come assenza di respirazione e di battiti spontanei e perdita di conoscenza. Il dispositivo LUCAS® deve essere utilizzato solo nei casi in cui la compressione toracica può aiutare il paziente. NON utilizzare il sistema di compressione toracica LUCAS nei casi seguenti: se non è possibile posizionare correttamente o in sicurezza il dispositivo LUCAS® sul torace del paziente; il paziente è di taglia troppo piccola: se il dispositivo LUCAS® emette 3 rapidi segnali di allarme quando viene abbassata la ventosa e non è possibile azionare la modalità PAUSA o ATTIVO. il paziente è di taglia troppo grande: se non si riesce ad agganciare la parte superiore del dispositivo LUCAS® alla piastra di appoggio senza comprimere il torace del paziente. Si raccomanda di seguire sempre le linee guida locali e/o internazionali per la RCP (rianimazione cardiopolmonare) quando si utilizza il sistema di compressione toracica LUCAS®.   RCP manuale e LUCAS® Arrivo presso il paziente Iniziare immediatamente le compressioni toraciche manuali. La maggior parte dei sopravvissuti viene salvata da una defibrillazione tempestiva. È importante ricordarsi di analizzare il ritmo ECG al più presto e tra ogni ciclo di RCP, defibrillando quando indicato. La RCP di alta qualità e senza interruzioni è correlata a esiti migliori per i pazienti. È opportuno lavorare in squadra per minimizzare le interruzioni della RCP manuale prima e durante l’applicazione di LUCAS®. Squadre formate adeguatamente hanno mostrato che è possibile passare a LUCAS® con interruzioni mediane della RCP manuale di 7 secondi nell’uso clinico. Quando è stato confermato un arresto cardiaco, iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP) manuale. Ridurre al minimo le interruzioni alle compressioni toraciche manuali durante la preparazione e l’applicazione del sistema di compressione toracica LUCAS®.” Informazioni generali sul dispositivo Prima di utilizzare il sistema di compressione toracica LUCAS®, tutti gli operatori devono leggere le istruzioni per l’uso complete per conoscere a fondo le informazioni riguardo l’uso, le indicazioni, le controindicazioni, gli avvisi, le precauzioni e i potenziali eventi avversi. Seguire sempre le linee guida locali e/o internazionali per la rianimazione cardiopolmonare (RCP) quando si utilizza il sistema di compressione toracica LUCAS®. Jolife AB raccomanda che il sistema di compressione toracica LUCAS venga usato solo da persone con competenze mediche, quali: personale di primo soccorso non professionale, personale di servizio sulle ambulanze, infermieri, medici o personale medico con i seguenti requisiti: partecipazione ad un corso di rianimazione cardiopolmonare in conformità alle linee guida dell’American Heart Association, dell’European Council of Resuscitation o di ente equivalente, e fruizione di adeguato addestramento sulle modalità d’uso del dispositivo LUCAS®. Il sisetma di compressione toracica LUCAS® ha un’affidabilità operativa comprovata molto elevata in oltre il 99% dei casi di applicazione nell’uso clinico. LUCAS® 3, la tecnologia e l’innovazione che aiuta a salvare vite umane. #### Snowboarder 52enne salvato grazie al defibrillatore Qualche giorno fa, sulla pista “Ortesino” di Folgaria, i Carabinieri impegnati sulle piste del comprensorio hanno soccorso e salvato uno snowboarder 52enne colpito da un arresto cardiaco. La chiamata di soccorso è arrivata agli uffici dei Carabinieri via radio dagli operatori dell’associazione “Soccorso pista Fissa”. Solo alcuni giorni prima era stato annunciato ai cittadini che i Carabinieri di Folgaria erano stati dotati di una nuova motoslitta provvista di tutto l’occorrente, compreso un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), indispensabile per il primo soccorso: una barella, una barella a pettine, un pallone auto espandibile per la rianimazione delle persone, ed altro materiale utile. Con un motore da 600 centimetri cubici e 120 cavalli che consentono una velocità di circa 100 km/h, la suddetta motoslitta ha permesso ai due Carabinieri in servizio di raggiungere il paziente, distante circa 3 chilometri dalle Base Operativa dei militi a “Fondo Grande”, in poco più di 3 minuti, con tutta l’attrezzatura necessaria all’intervento. Grazie ad una divisione dei compiti e ad una perfetta simbiosi tra gli operatori di soccorso è stato possibile ridurre i tempi di intervento aumentando, così, le probabilità di successo. E così è accaduto anche in questo caso: mentre un militare era impegnato con gli altri soccorritori presenti in pista, il secondo ha predisposto l’area per l’atterraggio dell’elicottero che era già stato allertato dal 118. Si tratta di una procedura molto complessa perché in pochi istanti occorre individuare una zona idonea all’atterraggio e chiudere al pubblico il tratto di pista interessato per poter eseguire in totale sicurezza le operazioni di soccorso. Sempre in contatto con gli operatori a bordo dell’elicottero, il militare si è quindi posto con le spalle al vento per indicare al pilota il luogo ove atterrare e ha fornito le indicazioni necessarie per farsi individuare ponendo le braccia ad “Y”, classico segnale di OK per l’atterraggio. L’altro militare, nel frattempo, assieme ad altri soccorritori, ha provveduto al soccorso del malcapitato. L’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) è stato, anche in questo caso, determinante: mediante l’erogazione di due scariche elettriche al cuore, infatti, sono state immediatamente ripristinate le normali attività vitali del paziente. Al resto ci hanno pensato i sanitari del 118 che, giunti immediatamente in loco, hanno imbracato il paziente e lo hanno trasportato al nosocomio di Trento. La soddisfazione per il buon esito dell’intervento è stata tanta ed è giunta anche dagli istruttori del Centro addestramento Alpino dei Carabinieri dove, per l’appunto, vengono addestrati tutti i Carabinieri addetti al Soccorso sulle montagne di tutta la Regione. Fonte notizia e immagine: http://www.lavocedeltrentino.it/2018/02/05/folgaria-cuore-si-ferma-due-volte-carabinieri-salvano-un-snowboarder-52-enne/ #### Soccorso aziendale: quale cassetta di pronto soccorso scegliere? Normativa sul pronto soccorso aziendale La seguente guida illustra come scegliere la cassetta di pronto soccorso per adeguare la propria azienda al D.Lgs 81/2008, ovvero il testo unico sulla sicurezza recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale. Tale normativa prevede una netta e chiara distinzione tra aziende con 3 o più lavoratori e aziende con meno di 3 lavoratori. Le aziende con TRE O PIÙ LAVORATORI sono tenute a garantire la dotazione minima indicata nell’ALLEGATO 1 del D.Lgs n.388 del 15/07/2003; le altre aziende sono tenute a garantire la dotazione minima prevista dall’ALLEGATO 2. Classificazione delle aziende AZIENDE GRUPPO A: 1) Aziende o unità produttive con attività industriale, centrali termoelettriche, aziende estrattive, eccetera. 2) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavoratori, riconducibili ai gruppi tariffari INAIL. 3) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavorator del comparto dell’agricoltura. AZIENDE GRUPPO B: Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A. AZIENDE GRUPPO C: Aziende o unità produttive con meno di 3 lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Nelle aziende o unità produttive di GRUPPO A e di GRUPPO B il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, contenente la dotazione minima indicata nell’ALLEGATO 1.   Nelle aziende o unità produttive di GRUPPO C il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) Kit pronto soccorso, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, contenente la dotazione minima indicata nell’ALLEGATO 2.   Nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva, il datore di lavoro è tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all’ALLEGATO 2. #### Soccorso in ambiente impervio: emd112 partecipa all’evento SAI Toscana con il DAE ViVest Pocket P3 Il soccorso sanitario in ambiente impervio rappresenta una delle sfide più complesse per operatori e volontari: condizioni difficili, tempi di intervento ridotti e necessità di attrezzature affidabili e facilmente trasportabili possono fare la differenza tra la vita e la morte. È proprio in questo contesto che si inserisce l’importante evento organizzato dal Soccorso Alpino e Speleologico Toscano (SAI Toscana), un appuntamento dedicato alla formazione, all’addestramento e all’innovazione nel campo del primo soccorso in scenari complessi. In qualità di sponsor ufficiale, emd112 sarà presente con uno stand dedicato, portando soluzioni concrete e all’avanguardia per la gestione delle emergenze, tra cui un dispositivo destinato a cambiare il modo di intervenire sul campo: il defibrillatore semiautomatico ViVest Pocket P3. Un evento dedicato al soccorso reale, in condizioni reali L’evento SAI Toscana si terrà a Serravezza (Lucca) dal 16 al 19 aprile 2026, si distingue per il suo approccio pratico: non solo teoria, ma anche simulazioni ed esercitazioni in scenari realistici, dove i soccorritori si confrontano con situazioni tipiche degli ambienti impervi, come: zone montane difficilmente accessibili, condizioni meteorologiche variabili, trasporto di attrezzature su lunghe distanze e interventi con tempi critici. In questo contesto, ogni grammo conta e ogni secondo conta. Ogni strumento deve essere progettato per funzionare senza compromessi.   La presenza di emd112 all’evento non è solo simbolica: rappresenta un contributo concreto alla diffusione della cultura della sicurezza e dell’efficienza operativa. Presso lo stand, i partecipanti potranno vedere da vicino dispositivi salvavita e confrontarsi con esperti del settore. Ma soprattutto, potranno scoprire perché oggi il concetto di defibrillatore si sta evolvendo. Vivest Pocket P3: il DAE progettato per muoversi con te Il protagonista assoluto sarà il ViVest Pocket P3, un defibrillatore semiautomatico che rompe gli schemi tradizionali grazie a un approccio completamente orientato alla portabilità e alla resistenza. Ultra compatto e leggero, con un peso di poco superiore ai 600 grammi, il defibrillatore ViVest Pocket P3 è tra i DAE più leggeri disponibili sul mercato. Questo significa una cosa molto semplice: può essere trasportato ovunque, anche negli scenari più difficili, senza rallentare l’operatore. In contesti come il soccorso alpino o in ambienti impervi, dove ogni chilogrammo incide sulla rapidità e sull’efficacia dell’intervento, questa caratteristica diventa un vantaggio operativo decisivo. Un’altra caratteristica del dispositivo è la presenza dello switch pediatrico, che consente di passare rapidamente dalla modalità adulto a quella pediatrica. Senza bisogno di cambiare elettrodi e senza perdere tempo. Un dettaglio che, in emergenza, può fare la differenza. Il ViVest Pocket P3 è progettato per funzionare anche negli ambienti più difficili: Certificazione IP65: protezione contro polvere e liquidi. Resistenza a cadute fino a 1,5 metri: affidabilità anche in situazioni dinamiche. Queste caratteristiche lo rendono perfettamente adatto a scenari come interventi in montagna, soccorsi in ambienti boschivi e operazioni su terreni accidentati dove un dispositivo tradizionale potrebbe risultare ingombrante o vulnerabile. A differenza dei defibrillatori standard, spesso più pesanti e voluminosi, il ViVest Pocket P3 nasce con una filosofia diversa: essere sempre disponibile, ovunque serva! In un evento come quello del SAI Toscana, dove la simulazione riproduce condizioni reali di intervento, questo DAE rappresenta una soluzione perfettamente coerente con le esigenze operative. Oltre alla presenza con il defibrillatore, emd112 contribuisce attivamente alle esercitazioni fornendo materiali fondamentali per la gestione del trauma: cerotto per perforazione toracica cintura pelvica stabilizzante garza per stop emorragico Pneumofix tourniquet Si tratta di strumenti essenziali nelle situazioni di emergenza, soprattutto quando si opera lontano da strutture sanitarie e con tempi di intervento prolungati. La partecipazione a eventi come questo rafforza la missione di emd112: rendere il primo soccorso e la cardioprotezione più accessibili, efficaci e adattabili a ogni contesto. Durante l’evento SAI Toscana, lo stand emd112 sarà un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono approfondire il tema del soccorso in ambiente impervio e conoscere da vicino le tecnologie più avanzate. Un’occasione per vedere, toccare e comprendere come un dispositivo compatto possa avere un impatto enorme nella gestione delle emergenze. Nel soccorso, non esistono dettagli trascurabili. La scelta dell’attrezzatura giusta può determinare l’esito di un intervento. Con il defibrillatore ViVest Pocket P3, emd112 dimostra che innovazione, praticità e sicurezza possono convivere in un unico dispositivo, offrendo ai soccorritori uno strumento realmente pensato per affrontare le sfide del mondo reale. #### Solo 10 minuti per salvarsi da un arresto cardiaco Pochi giorni fa, il quotidiano La Nazione ha pubblicato un’interessante intervista al Dottor Alessio Lubrani, direttore del 118 di Empoli. Argomento: l’arresto cardiaco. Nulla di nuovo. Concetti che, oramai, sono noti a molti, ma ripeterli non fa mai male. Innanzitutto, è stato spiegato come il tempo, in questi casi, sia sinonimo di vita. E come il soccorso e, prima ancora, l’autosoccorso diventino gli unici strumenti efficaci per l’implacabile conto alla rovescia verso la morte. “Se si dovesse verificare un arresto cardiaco, per ogni minuto che passa si perde il 10% di chance di sopravvivenza del paziente” – ha spiegato Lubrani. Poi ha continuato, incalzato dalla giornalista Samanta Panelli: “L’arresto cardiaco è la principale causa di morte nell’adulto. Si parla di una vittima ogni 1000 abitanti l’anno: numeri spaventosi”. “Può colpire chiunque e in maniera improvvisa, anche se ci sono dei fattori clinici che possono rendere un soggetto più a rischio di un altro. In ogni caso, nessuno ne è immune”. Al Dottor Lubrani, poi, è stato chiesto quali siano i sintomi premonitori. “Non sempre si presentano, ma il campanello d’allarme più probabile è il dolore toracico. Come un masso che preme sul torace. Bisogna sempre chiamare il 118” – ha spiegato. In caso di arresto cardiaco, infatti, “cuore e cervello non ricevono né sangue né ossigeno”. Pertanto, “è necessario intervenire entro pochissimi minuti. Determinanti, in queste circostanze, sono il massaggio cardiaco e la defibrillazione precoce. Si tratta di manovre che possono essere effettuate da chiunque abbia seguito un corso di formazione BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). Perché per intercettare l’arresto cardiaco, la giusta strategia è potenziare l’autosoccorso, facendo formazione”. Poi ha aggiunto: “L’attività di formazione sul primo soccorso e sull’utilizzo del defibrillatore non si interrompe mai. Nell’area del 118 di Empoli, ad esempio, abbiamo un rapporto di una persona formata ogni cento abitanti”. “Per formata intendo, per l’appunto, una persona abilitata a utilizzare un DAE (Defibrillatore Automatico Esterno). Sul nostro territorio sono presenti più di 60 dispositivi salvavita di proprietà del 118 a cui si aggiungono quelli delle altre realtà, a partire dalle associazioni sportive. Tutti censiti. I defibrillatori hanno un ruolo chiave nell’autosoccorso, al fianco del 118 e del volontariato”. Il Dottor Lubrani, infine, ha concluso spiegando che nel caso ci si trovi di fronte ad una persona che accusa dolore al petto o perdita di coscienza è necessario chiamare immediatamente il 118, rispondere alle domande dell’operatore e lasciarsi guidare da lui. L’ennesima testimonianza, insomma, sull’importanza dei defibrillatori e del tempo d’intervento in caso di arresto cardiaco. Per leggere l’intervista completa: http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/solo-10-minuti-per-salvarsi-da-un-arresto-cardiaco-1.3685140 #### Sonny Colbrelli volata e secondo posto Giro di Catalogna, subito dopo il traguardo l’arresto cardiaco Sonny Colbrelli, superata la linea del traguardo alla fine della prima tappa del Giro di Catalogna a Sant Felie de Guixols (Spagna) ha avuto un malore, con perdita di conoscenza e convulsioni, che hanno portato a un arresto cardiocircolatorio. La volata finale ha visto la vittoria di Michael Matthews e il secondo posto di Colbrelli. Il corridore è stato subito assistito dai paramedici che hanno praticato le manovre di rianimazione cardio-polmonare e impiegato prontamente il defibrillatore, salvando così la vita. Il ciclista si è quindi stabilizzato ed è stato portato in ambulanza all’Hospital Universitari de Girona per ulteriori accertamenti sulle sue condizioni. Sonny Colbrelli, vincitore lo scorso ottobre della Parigi-Roubaix, è un ciclista su strada italiano che corre per il team Bahrain Victorious. Di seguito, un video in lingua inglese, che meglio illustra i momenti in cui è sopraggiunto il malore e il soccorso prestato: A inizio Marzo Colbrelli aveva avuto una bronchite, motivo che lo aveva portato al ritiro dalla Parigi-Nizza e a saltare la Milano-Sanremo. Gli ultimi comunicati indicano che il corridore sia  cosciente, anche se ancora sotto osservazione. Ancora una vita salvata da morte certa, quella dovuta all’arresto cardiaco improvviso. Gli elementi comuni sono sempre gli stessi: Tempestività di reazione dei presenti e soccorritori Preparazione e attivazione immediata delle manovre di primo soccorso Presenza del defibrillatore nelle immediate vicinanze e relativo impiego precoce In Europa si registrano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci, di cui 60.000 solo in Italia. L’arresto cardiaco può colpire chiunque in qualsiasi momento, ma attivandoci con i 3 punti indicati sopra, le chance di salvare una vita salgono a oltre il 70%. Un grande in bocca al lupo a Sonny Colbrelli per una pronta ripresa, per rivederlo presto sui campi di gara a dare spettacolo! #### Specchio dei Tempi dona 20 defibrillatori semiautomatici HeartSine® samaritan® PAD destinati a 20 scuole di Cuneo La Fondazione Onlus Specchio dei Tempi dona 20 defibrillatori semiautomatici HeartSine® samaritan® PAD destinati a 20 scuole del capoluogo e della provincia di Cuneo, per fornire maggiore sicurezza e rprevenzione a bambini e ragazzi. Specchio dei Tempi promuove iniziative di alto valore sociale e fornisce assistenza a persone, famiglie, comunità, popolazioni colpite da sciagure individuali o calamità collettive. Assieme a “Piemonte Cuore” sono stat installati oltre 250 defibrillatori in scuole, impianti sportivi e stazioni della metropolitana. Giovedì 13 dicembre 2018 a Cuneo si è svolta la cerimonia di consegna dei defibrilaltori Alle ore 11.00, presso la sede del Provveditorato agli Studi, i rappresentanti della Fondazione sostenuta dai lettori de «La Stampa» sono sati ospiti della dirigente Maria Teresa Furci, per presentare il progetto «Cuneo cardioprotetta». #### Spiaggia “Il Poetto”, Cagliari: nasce un progetto speciale di cardioprotezione pubblica dei bagnanti Grazie all’intervento dell’American Heart Association assieme a Simona Buono, referente per la Sardegna di EMD112, e grazie alla collaborazione della Tourist Service di Gianluca Naitana e Valentino Loi, 12 campioni della Polisportiva Olimpia Onlus, diretta dal Sig. Carlo Mascia, cardioproteggeranno i bagnanti della spiaggia “Il Poetto”. La donazione di un defibrillatore DAE samaritan PAD 350P alla Polisportiva Olimpia Onlus di Carbonia, effettuato dall’American Heart Association (AHA) e da EMD112 mediante la sua referente per la Sardegna, Simona Buono, promotrice di numerosi progetti di cardioprotezione attivati nel territorio Sardo, ha innescato un progetto speciale di cardioprotezione pubblica dei bagnanti. La Polisportiva Olimpia Onlus, infatti, è un’associazione di volontariato, nonché associazione sportiva dilettantistica, che organizza attività sportive per persone con disabilità intellettive di tutte le età. Carlo Mascia, Presidente dell’associazione, ha sempre visto lo sport come strumento primario per l’integrazione sociale ed elemento di apprendimento nella vita. Dalla sua volontà nacque, negli anni novanta, la Polisportiva Olimpia Onlus che iniziò l’attività del nuoto con quattro atleti, dando inizio alla prima attività sportiva per disabili mentali nel territorio. “La Polisportiva Olimpia Onlus” – ha spiegato il Sig. Carlo – “ha elaborato negli anni un proprio metodo e un proprio programma didattico frutto della lunga esperienza maturata in questo settore che la distingue da qualsiasi altra associazione presente sul territorio della Sardegna.” “In particolare, la nostra associazione ha portato in Sardegna i princìpi della Sig.ra Eunhnice Mary Shriver, fondatrice nel 1962 del Camp Shriver, evolutosi poi, nel 1968, nel movimento Special Olympics di cui siamo stati dall’anno 2000 il primo Team Regionale e di cui il sottoscritto è stato Referente Regionale sino al 2013. Dal 2014 la Polisportiva Olimpia Onlus, pur continuando a perseguire l’ideologia del movimento statunitense, ha intrapreso un nuovo percorso volto alla vera inclusione del disabile intellettivo nel tessuto sociale che lo circonda.” – ha concluso. Oltre al defibrillatore, EMD112, main importer per l’Italia dei defibrillatori HeartSine, e l’American Heart Association, organizzazione statunitense non a scopo di lucro che si occupa di ridurre le morti causate da problemi cardiaci e ictus, hanno offerto un corso BLS-D (Basic Life Support and early Defibrillation) a 12 atleti della Polisportiva che si svolgerà sabato 12 marzo presso la Tourist Service (Cagliari) di Gianluca Naitana e Valentino Loi, istruttori AHA e IAMAS (Istruttore delle Arti Marinaresche per il Salvataggio). Questi ragazzi, muniti di una divisa di EMD112 ed accompagnati da un responsabile medico, offriranno assistenza sanitaria ai bagnanti della spiaggia “Il Poetto”, la principale spiaggia di Cagliari che si estende per circa otto chilometri, dalla Sella del Diavolo sino al litorale di Quartu Sant’Elena. Difatti, mediante l’utilizzo di un carretto, che conterrà, oltre al defibrillatore, farmaci e altro materiale utile per eseguire medicazioni di primo intervento, i 12 campioni della Polisportiva Olimpia Onlus sorveglieranno e cardioproteggeranno i bagnanti della famosissima e sempre affollatissima spiaggia cagliaritana. I defibrillatori samaritan PAD della HeartSine, infatti, possono benissimo essere utilizzati anche sulla battigia delle spiagge grazie al loro indice di protezione IP56 contro l’ingresso di polveri ed acqua, il più alto tra tutti i dispositivi salvavita disponibili in commercio. L’idea di utilizzare un carretto per svolgere assistenza sanitaria sulla spiaggia è nata dal Sig. Carlo ricordando come essi vengano generalmente utilizzati nei lidiper distribuire granite o bevande. Sempre dal Presidente e fondatore della Polisportiva Olimpia Onlus è scaturita l’idea di creare un nuovo marchio, “Uniti per la vita”, che unisse la mission dell’associazione stessa a quella di EMD118: offrire nuove opportunità di integrazione sociale a persone affette da disabilità mentali attraverso lo sport e donare unaseconda chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco mediante l’utilizzo dei DAE. Il nuovo logo di “Uniti per la vita” sarà presente sulle divise dei ragazzi dell’associazione sportiva che presteranno assistenza sanitaria nella spiaggia “Il Poetto”. Ha dichiarato con orgoglio il Presidente della Polisportiva Olimpia Onlus: “Fino a questo momento, nei progetti di rete inclusiva siamo sempre stati coinvolti in maniera trasversale rispetto ai diversi Enti che collaborano alla diffusione della pratica sportiva unificata quale strumento di inclusione sociale e crescita del territorio. In questo progetto, invece, parteciperemo in prima linea, con azioni concrete e culturalmente all’avanguardia, all’integrazione delle persone disabili all’interno non solo del mondo dello sport, ma anche in maniera importante nel sociale.” “In particolare, la sperimentazione effettuata in questi anni nelle Provincie di Cagliari, Sassari e Carbonia-Iglesias ci ha spinti a fare uno studio operativo sulla fattibilità della nostra idea che si è potuta concretizzare grazie al supporto di Simona Buono che ha creduto in un progetto pilota attraverso il quale, secondo noi, la Sardegna potrebbe diventare una zona sperimentale in cui sviluppare metodologie sportive innovative volte all’inclusione sociale dei disabili e alla valorizzazione della prevenzione cardiopatica in tutto il territorio sardo. Un progetto dove i nostri Atleti, oltre a partecipare alle diverse attività sportive, potrebbero divenire, in ambito Europeo ed Internazionale, promotori di un contesto sociale, ideologico, culturale, turistico ed innovativo mirato alla salvaguardia della salute delle persone.” “Altri obiettivi del nostro progetto, sono quello di stimolare la sensibilità delle persone riguardo ai fini educativi delle nostre proposte innovative e quello di proporre un modello relazionale che faccia della cooperazione una chiave metodologica efficiente per costruire una cultura territoriale e internazionale comune che ponga la Sardegna e le sue peculiarità al centro del progetto.” Ha concluso il Presidente: “Queste sono le spinte emotive che ci hanno fatto arrivare a formulare un vero Progetto di Rete sul territorio sardo. Sottoscrivendo un partenariato importante con EMD118 siamo certi di poter portare avanti in maniera più incisiva la nostra idea che l’handicap può fermare tutto tranne la voglia di vivere.” “Incontrai i ragazzi della Olimpia Onlus durante una conferenza organizzata dal Centro Democratico Sardo, fortemente voluta dal suo capogruppo, On.le Roberto Desini, e dalla collega Avv.to On.le Anna Maria Busia, e alla quale presenziò anche il Presidente del Consiglio Regionale On.le Gianfranco Ganau.” – ha dichiarato Simona Buono – “La conferenza era incentrata sulle realtà sportive sarde e sulle loro richieste inerenti al Decreto Balduzzi. Appena vidi quei ragazzi speciali, mi presero il cuore. Promisi a me stessa che mi sarei impegnata per supportare il progetto della Polisportiva Olimpia Onlus assieme al Dott. Simone Madiai di EMD112, anch’egli presente quel giorno. Con questo mio progetto, vorrei lanciare il messaggio che TUTTI possiamo contribuire a salvare una vita!”   Link: Polisportiva Olimpia Onlus; blog di Simona Buono. #### Sport – dramma sfiorato a Torino   Che sia fondamentale la presenza di un defibrillatore in un impianto sportivo, sia privato che pubblico, è ormai assodato. Sta a noi adesso pretenderne l’installazione. Non possiamo assistere più a situazioni senza soluzione o fare sospiri di sollievo per un dramma sfiorato come in questo caso. Campionati Regionali Master di nuoto nella piscina di via Filadelfia a Torino. Francesco Damiani si è sentito male ed è svenuto. Erano le 8,45 e lo sfortunato quarantaseienne umbro era appena uscito dalla vasca di riscaldamento per salutare alcuni amici e, proprio mentre conversava con loro, di colpo la luce si è spenta facendolo crollare a terra. Immediato il primo soccorso del medico della competizione e degli addetti alla gara, soprattutto di Loredana De Grandis e Cristina Cavallaro, entrambe volontarie in Croce Rossa, che hanno praticato il massaggio cardiaco a Damiani. Come troppo spesso succede negli impianti sportivi, infatti, l’ambulanza di servizio non aveva in dotazione un defibrillatore. Soltanto con l’arrivo di una seconda ambulanza, venticinque minuti dopo la chiamata, si è riusciti a stabilizzare le condizioni del paziente e, una volta intubato, a trasportarlo all’ospedale Mauriziano dove è stato operato: un’occlusione coronarica risolta con l’applicazione di due stent. Eppure una legge ben precisa esiste ma che purtroppo ha dato troppo tempo a disposizione per potersi mettere in regola. Il Presidente Federnuoto Marco Sublimi che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi ad affermare che «tutte le procedure di soccorso in una situazione di improvvisa emergenza si sono svolte nel migliore dei modi dal primo intervento sul posto al lavoro svolto dall’équipe chirurgica in sala operatoria». Fraancamente come operatorio del settore cardioprotezione e soprattutto da cittadini responsabili, siamo stanchi di queste affermazioni di prassi Damiani, grande appassionato di nuoto al punto da prendere parte anche ai Mondiali Master di Riccione di due anni fa, avrebbe dovuto gareggiare nei 200 misti e 400 stile libero. Invece, le tutte competizioni sono state sospese e rinviate come voluto dalle società interpellate dalla Federazione una volta terminate le operazioni di soccorso. Fonte La Stampa   #### Sport e cardioprotezione: 35enne salvato dal defibrillatore Durante una normalissima partita di calcetto tra amici, un 35enne si è accasciato improvvisamente a terra. È stato salvato senza la necessità dell’intervento dell’ambulanza grazie al defibrillatore DAE installato all’interno dell’impianto sportivo. È successo a Padova, pochi giorni fa. Un 35enne è stato colpito da un arresto cardiaco mentre stata giocando a calcetto con alcuni amici. L’uomo, senza alcuna malattia cardiaca conclamata e che aveva sempre sostenuto le visite medico-sportive di prassi, è crollato improvvisamente a terra, colpito da un malore. I compagni di squadra e gli avversari hanno interrotto immediatamente la partita, intuendo la gravità della situazione. Qualcuno ha avvisato immediatamente il 118, altri amici hanno iniziato ad eseguire tempestivamente le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) che avevano appreso durante un corso BLS-D. Grazie a un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), acquistato poco tempo prima dalla compagnia di appassionati di calcetto, il paziente ha ripreso conoscenza e a respirare autonomamente dopo pochissimi minuti. La preparazione e il senso civico degli amici, assieme alla colletta che aveva permesso di installare il DAE a bordo campo, hanno fatto sì che questo apparente miracolo sia potuto accadere. “Apparente” perché di miracoloso, in questo caso, non c’è stato proprio nulla: per salvare una persona dalla cosiddetta Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) bastano poche ore di formazione e un defibrillatore a portata di mano. I sanitari del SUEM di Padova, una volta giunti sul posto, hanno deciso comunque di trasportare in ospedale il 35enne, dove è stato tenuto sotto osservazione per tutto il giorno e ha risposto bene alle cure. Il paziente è stato dimesso senza particolari indicazioni, segno che l’episodio di arresto cardiaco era stato superato senza problematiche. Senza il DAE, dunque, l’uomo sarebbe morto o avrebbe subito gravissimi danni cerebrali da anossia. L’accaduto ha spinto ulteriormente l’associazione «Padova fa battere il cuore» a raggiungere un accordo con il Comune per installare il maggior numero possibile di defibrillatori nelle strade e nei luoghi pubblici. Speriamo che questi dispositivi salvavita si diffondano velocemente su tutto il territorio italiano. Fonte: http://www.emergency-live.com/it/news/sport-e-defibrillatore-ancora-una-volta-il-dae-entra-in-campo/ #### SS Lazio: al Centro Sportivo di Formello, il corso sulle manovre primo soccorso e abilitazione uso del defibrillatore La scorsa settimana si è svolto presso Centro Sportivo di Formello, un corso relativo alle manovre di primo soccorso e abilitazione all’uso del defibrillatore, rivolto ai giocatori, dirigenti e tecnici  S.S. Lazio calcio e della Lazio Woman. Il corso di formazione è stato tenuto dal Dott. Ivo Pulcini, dalla Onlus “Un Cuore per tutti, tutti per un cuore” e dalla Squicciarini Rescue Srl del Dott. Marco Squicciarini. Il centro sportivo di Formello è il centro sportivo e sede sociale della Società Sportiva Lazio, situato nel comune di Formello, nell’area metropolitana di Roma. La S.S. Lazio ha promosso questo percorso di formazione alle manovre di primo soccorso perché ne riconosce il grande valore e impatto sociale, ed ha la volontà di adoperarsi alla diffusione della cultura della cardioprotezione, prevenzione ed uno stile di vita sano. L’evento di abilitazione alle manovre BLSD è stato realizzato grazie a Istruttori medici, infermieri e operatori del 112. L’obiettivo è che attraverso anche i tesserati, potremo contare sempre più su persone formate e pronte alle emergenze in grado di prestare un rapido soccorso, fondamentale nel caso di arresto cardiaco improvviso. Il Presidente della Lazio Claudio Lotito è intervenuto dichiarando: “È importante svolgere questo tipo di iniziative perché può capitare di trovarsi in situazioni difficili. Se una persona è preparata può aiutare sé stesso e anche chi ha bisogno. Così facendo abbiamo dato seguito a un percorso, attuato tramite una serie di iniziative, teso al miglioramento e alla specializzazione della nostra società. Era importante organizzare questo evento affinché si potesse costruire una preparazione utile ad affrontare situazioni simili. Siamo il primo club in Italia a dare inizio a quest’iniziativa”. Durante la giornata formativa Francesco Acerbi e Senad Lulic hanno dichiarato ai giornalisti di Lazio Style Channel: Francesco Acerbi: “È un corso importante perché ciò che si apprende in queste occasioni potrebbe rivelarsi utile in qualsiasi giorno. È fondamentale poter salvare una vita, c’è bisogno di poco tempo per apprendere queste tecniche e può rappresentare un contributo importante per il prossimo”. Senad Lulic: “Al giorno d’oggi è fondamentale saper salvare una vita, un evento come questo rappresenta un aiuto per tutti noi. È molto importante sapere come comportarsi in casi di emergenza”. EMD112, in qualità di partner tecnico, ha fornito il materiale didattico impiegato per le manovre di primo soccorso RCP/BLSD/PBLS: defibrillatori trainer da addestramento didattico (Stryker samaritan PAD 350P, Stryker samaritan PAD 500P, Stryker LIFEPAK CR2, il sistema di compressione toracica LUCAS 3, i manichini didattici adulto e bambino. #### Stephan® EVE TR ventilatore polmonare trasportabile per emergenza/urgenza medica EMD112 commercializza i Ventilatori Polmonari EVE di Stephan®, prodotti con i massimi standard qualitativi in Germania. Fritz Stephan® Gmbh è un’azienda tedesca leader da oltre 50 anni nel settore medicale mondiale, concentrata sullo sviluppo di soluzioni tecniche specializzate in ventilazione, anestesiologia e fornitura di ossigeno Fritz Stephan® è un nuovo punto di riferimento nell’area della ventilazione intensiva e d’emergenza. La gamma di ventilatori polmonari EVE comprende 3 prodotti: Stephan EVE TR: ventilatore polmonare trasportabile per emergenza/urgenza medica Stephan EVE IN: ventilatore polmonare per impiego ospedaliero di terapia intensiva Stephan EVEneo: ventilatore polmonare neonatale per impiego ospedaliero di terapia intensiva In questo articolo parleremo del ventilatore polmonare trasportabile per emergenza/urgenza medica Stephan EVE TR. Caratteristiche principali: Operatività immediata: accensione in 70s con ventilazione immediata e parametri preselezionati; Selezione dello scenario tramite pulsanti ad avvio rapido (adulto/pediatrico/neonatale); Tecnologia a turbina; Compatibilità con concentratori di ossigeno; Batteria ricaricabile con 8h di autonomia; Facilmente trasportabile con ampia varietà di supporti: allestimento per elicotteri e mezzi d’emergenza; Compatto e robusto Display touchscreen 8,4’’ ad alta definizione Interfaccia intuitiva e utilizzo semplificato grazie al touchscreen e alla manopola; Peso: 6,3 kg; Facilità di connessione dei circuiti con sistemi di bloccaggio; Personalizzazione grafica: visualizzazione fino a 3 curve e loop, e fino a 15 parametri; Ventilazione invasiva e non invasiva: sono possibili tutte le modalità di ventilazione indipendentemente dal peso del paziente; Integrazione della tecnologia MASIMO rainbow SET® (opzionale); Integrazione di un innovativo sistema di misurazione della SpCO2   Ventilazione sicura, disponibilità rapida: durante la scena di un incidente e durante il trasporto in ospedale In situazioni di soccorso, ogni secondo conta: ecco perché abbiamo progettato EVE per scopi di trasporto – EVE TR – in modo che la ventilazione PEEP, ad esempio, possa essere attivata premendo un pulsante in pochissimo tempo. Sia per neonati prematuri che neonati, bambini più grandi e pazienti adulti. Piccolo ma potente, questo vale in particolare per EVE TR. È compatto, facile da usare e attrezzato per funzionare autonomamente. L’aria per la ventilazione del paziente viene prodotta dal ventilatore stesso. Nelle ambulanze e negli elicotteri, EVE TR può essere fissato in modo sicuro e affidabile grazie a numerose staffe di montaggio. Quando si passa da EVE TR a EVE IN per uso intra-clinico dopo che il paziente è arrivato nell’unità di terapia intensiva, è sufficiente ricollegare il sistema di tubi.   Ventilatore di emergenza EVE TR: i vostri vantaggi Pronto per l’impiego Con la semplice pressione di un pulsante Sulla scena di un incidente, devono essere prese rapidamente le misure appropriate. Questo è facile con EVE TR. Perché è possibile regolare la ventilazione in base alle esigenze individuali di ciascun paziente in pochissimo tempo.Immediatamente pronto per l’uso: selezionare lo scenario di ventilazione appropriato premendo un pulsante. Funzionamento intuitivo: impostare semplicemente tutti i parametri individualmente. Il sistema di tubi, i sensori, ecc. Possono essere trasferiti dal ventilatore di emergenza EVE TR a EVE IN. Ventilazione mobile durante il trasporto Sulla scena di un incidente e durante il trasportoEVE TR è robusto e dotato di una serie di dettagli per facilitare l’uso mobile. Diverse staffe di montaggio e una lunga durata della batteria assicurano una gestione semplice in modo che i pazienti possano essere ventilati in modo rapido e sicuro durante il trasporto.Robusto e compatto: EVE TR è relativamente piccolo, pesa solo sei chili e può facilmente subire piccoli impatti. Varie staffe di montaggio diverse: EVE TR può essere fissato in ogni veicolo di ambulanza o elicottero in modo rapido e sicuro. Praticamente indipendente da gas e alimentatori: turbina interna, durata della batteria fino a sei ore e misurazione dell’ossigeno senza consumo. Cambio configurazione rapidoDal respiratore di emergenza a EVE INNon appena il paziente raggiunge l’unità di terapia intensiva dopo il trasporto dal luogo dell’incidente, è tempo di cambiare il sistema, da EVE TR a EVE IN. Questo viene fatto in modo da non influire sulle cure del paziente. Ciò è ottenuto da componenti di sistema uniformi.Componenti identici: sistemi di tubi, sensori, ecc. Possono essere trasferiti. Brevi tempi di installazione: quando si passa da un dispositivo all’altro, è necessario ricollegare solo il sistema di tubi del respiratore.   Progettato appositamente per le emergenze e per l’uso mobile, il ventilatore polmonare EVE TR convince con un concetto operativo intuitivo, una tecnologia delle turbine all’avanguardia e una maneggevolezza semplice. Per maggiori informazioni in merito al ventilatore polmonare EVE TR contattaci. #### Stetoscopio elettronico WiFi eKuore PRO Amplificato Lo stetoscopio elettronico eKuore PRO Amplificato è stato progettato per utilizzatori con problemi di udito o medici con perdite uditive. Lo stetoscopio è il primo ad essere stato progettato  in modo specifico per professionisti sanitari e ipoudenti. Il dispositivo può collegarsi tramite Bluetooth direttamente  agli apparecchi acustici o in alternativa essendo dotato di uscita jack audio, si possono collegare allo stetoscopio direttamente le cuffie. Lo stetoscopio amplificato gestisce 5 livelli di volume, che consentono di migliorare di 10dB l’auscultazione. La versione amplificata, differisce dallo stetoscopio elettronico digitale eKuore Pro, per la sola amplificazione del segnale/volume, mantenendo invariate tutte le altre caratteristiche e funzionalità.   Aumento del volume dell’auscultazione e della qualità del suono 5 livelli di volume per migliorare la tua auscultazione e 10dB (30x in più rispetto a uno stetoscopio non amplificato). Collegamento apparecchio acustico con stetoscopio amplificato E’ possibile connettere l’apparecchio acustico o le cuffie esterne direttamente Bluetooth o alle cuffie con un normale connettore jack via cavo.   Registra e condividi con il tuo stetoscopio amplificato eKuore Registra l’audio ed il fonogramma sul tuo dispositivo smart, memorizzalo nel file di anamnesi del paziente e condividi le registrazioni per una seconda opinione. Lo stetoscopio amplificato include filtri cardiaci e polmonari Con 3 diverse modalità di filtro (cuore, polmoni) per aiutare la diagnosi, migliorando la tua esperienza di auscultazione.   Lo stetoscopio digitale amplificato eKuore si collega in modalità wireless al tuo apparecchio acustico fornendo un isolamento totale per gli operatori sanitari durante la pandemia COVID-10. Usa le cuffie o un ricevitore di interfaccia collegato direttamente allo stetoscopio eKuore Pro proprio come faresti con uno stetoscopio tradizionale. Auscultazione wireless o remota. Tramite il nostro modulo Bluetooth per inviare i suoni dell’auscultazione direttamente al tuo apparecchio acustico. Lo stetoscopio amplificato eKuore Pro fornisce soluzioni per presbiacusia, ipoacusia conduttiva / neurosensoriale e ipoacusia neurosensoriale. La nostra soluzione per ipoacusia lieve e progressiva, per amplificare il suono 10 dB in più rispetto al nostro normale stetoscopio Lo stetoscopio amplificato eKuore Pro fornisce soluzioni per la perdita dell’udito conduttivo Perdita dell’udito conduttiva / neurosensoriale Lo stetoscopio amplificato si collega direttamente al tuo apparecchio acustico, permettendoti di ascoltare l’auscultazione senza interruzioni Lo stetoscopio amplificato eKuore Pro fornisce soluzioni per la perdita dell’udito neurosensoriale Ipoacusia neurosensoriale (SNHL). Lo stetoscopio amplificato si collega in modalità wireless al tuo impianto cocleare permettendoti di auscultare di nuovo senza problemi   Puoi acquistare gli stetoscopi elettronici digitali eKuore PRO e eKuore PRO Amplificato sul nostro shop.   Prodotto non disponibile e non più in produzione. #### Studente muore mentre fa educazione fisica a scuola, tra vuoti legislativi e defibrillatori non obbligatori Uno studente di 14 anni muore a scuola durante l’ora di ginnastica in un istituto tecnico superiore di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. L’adolescente ha accusato un malore e si è accasciato a terra privo di sensi. Inutili i soccorsi immediati da parte degli insegnanti prima e dei sanitari del SUEM 118 (Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza) che hanno tentato di rianimarlo sul campo. Il ragazzino, affetto da una patologia collegata ad una forma di epilessia, è stato trasportato in autoambulanza all’ospedale, senza interrompere le manovre di rianimazione, ma vi è giunto morto a casusa di un arresto cardiaco. Il Decreto Balduzzi, impone l’obbligo per le società sportive professionistiche nella dotazione del defibrillatore dal 20 luglio 2013, mentre per società ed associazioni sportive dilettantistiche, dopo ben 4 proroghe, l’obbligo è entrato in vigore solo a partire dal 30 giugno 2017. Le scuole non hanno l’obbligo di dotarsi di defibrillatori, i singoli istituti provvedono in autonomia all’acquisto e alla formazione del personale con corsi BSLD. Esiste evidentemente un vuoto legislativo importante: molte scuole e università hanno al proprio interno strutture sportive dove viene svolta attività fisica.   Non si tratta di società o associazioni sportive, ma di scuole, dove tuttavia vengono svolte le stesse attività delle società/associazioni sportive dove invece di defibrillatori sono obbligatori! Nelle scuole, però, i defibrillatori non sono sempre presenti: si trovano solo laddove l’istituto provvede in autonomia ad acquistarlo, vi siano delle donazioni oppure si fornisca l’istituto attraverso dei progetti. Ogni anno in Italia muoiono tra i 50 e i 100 giovani mentre fanno attività sportiva, soprattutto tra i calciatori e ciclisti. Circa l’80% potrebbe essere salvato con l’impiego tempestivo del defibrillatore. Mancati obblighi, vuoti legislativi, proroghe, mancante sanzioni dove vi sono gli obblighi. Invertendo questi aspetti, ogni anno potremmo salvare circa 48.000 persone solo in Italia delle 60.000 colpite da arresto cardiaco improvviso. #### Studentessa salva una vita sul bus: perché la formazione BLSD può fare davvero la differenza Un gesto tempestivo, nato dall’attenzione e dalla preparazione, ha trasformato una situazione critica in una storia a lieto fine. A Milano, precisamente a Sesto San Giovanni, la giovane studentessa Elena Grassi, iscritta al corso per tecnico di radiologia presso l’Università Politecnica delle Marche, è intervenuta salvando la vita a una donna di 65 anni colpita da arresto cardiaco, dimostrando quanto la formazione nelle manovre salvavita possa incidere concretamente sull’esito di un’emergenza. Elena non si trovava a bordo del mezzo ma ha notato un autobus fermo con tutte le porte aperte e l’autista che stava chiedendo aiuto, segnale evidente che qualcosa di grave stava accadendo. Avvicinandosi ha compreso che una donna era priva di conoscenza e ha riconosciuto i segni compatibili con un arresto cardiaco. Senza esitazione, ha iniziato il massaggio cardiaco insieme ad un altro ragazzo presente sul posto, mantenendolo con continuità fino all’arrivo dei soccorsi. Quando si verifica un arresto cardiaco, il tempo diventa il fattore più critico. L’assenza di circolazione sanguigna comporta una riduzione immediata dell’ossigenazione dei tessuti, in particolare del cervello, con conseguenze che possono diventare irreversibili in pochi minuti. L’intervento precoce con il massaggio cardiaco consente di mantenere una minima circolazione, aumentando significativamente le probabilità di sopravvivenza fino all’arrivo dei soccorsi avanzati. È proprio in questa finestra temporale che si gioca la differenza tra un esito positivo e uno sfavorevole. Il gesto della studentessa si inserisce esattamente in questo momento cruciale, dimostrando quanto sia determinante la presenza di una persona preparata. La rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore non sono competenze riservate esclusivamente ai professionisti sanitari. Sempre più evidenze dimostrano che la diffusione capillare della formazione BLSD nella popolazione generale è uno degli strumenti più efficaci per aumentare la sopravvivenza agli arresti cardiaci extra-ospedalieri. Sapere come riconoscere un arresto cardiaco e iniziare immediatamente le manovre può fare la differenza anche prima dell’arrivo dei soccorsi. In molti casi, sono proprio i presenti a rappresentare il primo anello della catena della sopravvivenza. La vicenda di Milano offre uno spunto di riflessione concreto. Se in quella situazione non ci fosse stata una persona in grado di intervenire, il tempo necessario all’arrivo dei soccorsi avrebbe potuto compromettere l’esito. Ampliare la platea di cittadini formati significa aumentare la probabilità che, in ogni emergenza, ci sia qualcuno in grado di agire immediatamente. Non si tratta di un’ipotesi teorica, ma di un dato osservato nei contesti in cui la formazione è più diffusa, dove i tassi di sopravvivenza risultano sensibilmente più elevati. Anche il Professor Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ha commentato l’episodio sottolineandone il valore esemplare. Ha evidenziato come questo gesto rappresenti un modello di responsabilità civica e quanto sia fondamentale investire nella formazione diffusa delle manovre salvavita. Il suo intervento rafforza un messaggio condiviso dalla comunità scientifica: rendere sempre più persone capaci di intervenire significa aumentare concretamente le possibilità di salvare vite. Questa non è solo una notizia positiva, ma un caso reale che dimostra l’impatto della formazione. L’arresto cardiaco può verificarsi in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, e spesso sono proprio i cittadini presenti a poter intervenire per primi. Essere preparati significa trasformarsi, nel momento del bisogno, da spettatori a protagonisti. La storia della studentessa che ha salvato una vita partendo da un semplice gesto di attenzione ricorda che la differenza, in situazioni critiche, la fanno le competenze. Diffondere la cultura del BLSD non è solo un obiettivo formativo, ma una vera e propria strategia di salute pubblica. Aumentare il numero di persone in grado di intervenire significa aumentare le possibilità che, in ogni emergenza, qualcuno possa fare la cosa giusta al momento giusto. #### Studio comparativo utilizzo defibrillatore: Stryker LIFEPAK® CR2 risultato il più semplice L’Arresto Cardiaco Improvviso (ACI) può colpire chiunque, ovunque. L’intervento immediato è vitale e per questo che i defibrillatori pubblici sono così importanti. Per lo stesso motivo quando c’è un’emergenza, non dovresti avere che il meglio a disposizione. Il defibrillatore LIFEPAK® CR2 ti guiderà per tutto l’intervento. E’ il Defibrillatore semi-Automatico Esterno (DAE) votato come il più facile da usare, anche da persone con minimo addestramento. In uno studio comparativo, i partecipanti che hanno usato il defibrillatore LIFEPAK® CR2 sono stati in grado di erogare lo shock quasi 24 secondi prima di quelli che hanno usato il Philips HS1 e 35 secondi prima di quelli che hanno usato lo Zoll AED Plus. Il LIFEPAK CR2 ti aiuta ad agire più velocemente e con più sicurezza mentre sei impegnato a salvare una vita. Testato e misurato come il più facile da usare Abbiamo testato il DAE LIFEPAK® CR2 di Stryker contro i modelli concorrenti più affermati della Zoll e della Philips in questo scenario realistico: i partecipanti entravano in una stanza con un manichino da addestramento sul pavimento e venivano istruiti di “trattare” il paziente nella maniera più veloce ed efficace possibile con il DAE a disposizione e le manovre RCP, senza ricevere ulteriori istruzioni. Gli utenti del defibrillatore LIFEPAK® CR2 sono stati i più veloci a: Posizionare entrambi gli elettrodi (in meno di 55 secondi) Erogare il primo shock (78 secondi, quasi 24 secondi in meno rispetto al Phlips HS1 e 35 secondi in meno dello Zoll AED Plus) Iniziare la RCP dopo il primo shock (87 secondi, 45 secondi in meno del Ph lips HS1 e 31 secondi in meno dello Zoll AED Plus) Inoltre il LIFEPAK CR2 è stato votato in media come il più facile da utilizzare. Aiutaci a salvare più vite In una situazione di stress, istruzioni chiare e semplici possono fare la differenza. Con il suo design minimale e le tecnologie CPRInsight e CPR coaching, il LIFEPAK® CR2 aiuta anche gli utenti con minima formazione ad erogare le manovre di supporto vitale in maniera veloce e con sicurezza. Inoltre, la connettività wireless fornisce aggiornamenti sull’effettiva prontezza dei dispositivi tramite la piattaforma LIFELINKcentral®, permettendo alle organizzazioni una più semplice gestione dei loro defibrillatori. Quando si tratta di un dispositivo salvavita, è importante entrare nel merito e comparare i prodotti su tutti gli aspetti importanti: Aspetti tecnici: tempi di carica ed erogazione dello shock, range di impedenza, scarica proporzionata al soggetto, temperature di esercizio e protezione contro liquidi e polveri, … Usabilità: ergonomia e interfaccia, realizzata grazie a studi e comparazioni su larga scala Gestione e manutenzione: connessione WiFi e GSM con possibilità di controllo remoto funzionamento, stato dispositivo e consumabili, geolocalizzazione Costi: costo acquisto, costo cambio consumabili (batterie e elettrodi) calcolando la frequenza di sostituzione e il loro costo Garanzie: certificazioni possedute dal dispositivo, indice di protezione IP, assicurazioni contro mal-funzionamenti Aspetti sociali: eventuali programma ad impatto sociale rivolti alla comunità (es. Forward Hearts) Perché scegliere altro? #### Studio e correlazioni sull’arresto cardiaco improvviso condotto dal Cedars-Sinai Medical Center Da oltre dieci anni si è convinti che il lunedì sia la giornata in cui si muore di più per arresti cardiaci. In un articolo del 2006 pubblicato sul sito sul sito dell’Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri, Giuseppe Remuzzi,  direttore dell’Istituto, che prova a spiegarne appunto le cause, come lo stress da ritorno al lavoro e gli eccessi del week-end, che portano ad accrescere il numero di morti per MCI il lunedì con una incidenza vino a 20 volte superiore degli altri giorni della settimana. Il nuovo studio condotto dal Cedars-Sinai Medical Center, ospedale situato a West Hollywood a Los Angeles, California (USA) mostra che i periodi di punta sono scomparsi e ora, gli arresti cardiaci improvvisi hanno più probabilità di verificarsi in qualsiasi giorno e in qualsiasi momento. Il gruppo di ricercatori di Sumeet Chugh, direttore del Smidt Heart Institute al Cedars-Sinai, ha analizzato i dati dello studio di morte improvvisa in Oregon tra il 2004 e il 2014. Tutti i casi riportati erano basati su rapporti di servizio medico di emergenza contenenti informazioni dettagliate sulla causa dell’arresto cardiaco. I risultati chiave includono: Dei 1.535 pazienti deceduti per arresto cardiaco improvviso, solo il 13,9% moriva nelle prime ore del mattino tra le 6.00 e le 10.00 del mattino. Non ci sono prove che siano avvenuti più arresti cardiaci improvvisi il lunedì. Oltre allo stress, altri fattori che contribuiscono possono essere un cambiamento nel modo in cui i pazienti ad alto rischio vengono trattati, nonché inadeguatezze nel modo in cui gli studi precedenti hanno misurato il tempo di morte causato da arresto cardiaco improvviso. Sebbene “arresto cardiaco improvviso” e “infarto” vengano spesso usati in modo intercambiabile, i termini non sono sinonimi. A differenza degli infarti cardiaci (infarti miocardici), che sono tipicamente causati da arterie coronarie ostruite che riducono il flusso sanguigno al muscolo cardiaco, l’arresto cardiaco improvviso è il risultato di un’attività elettrica difettosa del cuore. I pazienti possono avere poco o nessun avvertimento e il disturbo di solito causa la morte istantanea. Gli arresti cardiaci improvvisi registrano circa 300.000 morti ogni anno negli Stati Uniti. Lo studio sulle morti per arresto cardiaco effettuato dal Cedars-Sinai è una valutazione completa di 16 ospedali, condotto in una zona metropolitana con oltre 1 milione di abitanti (Portland, Oregon). L’arresto cardiaco in Europa registra 400.000 vittime ogni anno, in Italia oltre 60.000, di cui 9.000 soltanto in Lombardia. Lo studio fornisce ai ricercatori informazioni uniche per aiutare a determinare le cause di un arresto cardiaco improvviso. “Poiché l’arresto cardiaco improvviso è di solito fatale, dobbiamo prevenirlo prima che colpisca”, ha dichiaratoSumeet Chugh, professore di Pauline e Harold Price di Cardiac Electrophysiology Research. “Questo è solo un altro tassello del puzzle: i nostri prossimi passi sono determinare in modo definitivo le ragioni sottostanti a questo cambiamento, quindi identificare le implicazioni per la salute pubblica come risultato”. Acronimi inerenti l’arresto cardiaco: AC: Arresto Cardiaco ACI: Arresto Cardiaco Improvviso MCI: Morte Cardiaca Improvvisa SCA: Sudden Cardiac Arrest Fonti: https://www.sciencedaily.com/releases/2018/10/181002144829.htm https://www.cedars-sinai.org http://www.marionegri.it/Infarto_+i+rischi+del+luned%C3%AC_+si+muore+20+volte+di+pi%C3%B9/17083,Comunicati.html   #### Studio italiano dimostra una relazione tra inquinamento e arresto cardiaco Uno studio effettuato in Italia ha accertato una correlazione tra la concentrazione di inquinanti e l’incidenza di arresto cardiaco extra-ospedaliero. La ricerca è presentata al ESC Congress 2021, congresso organizzato dall’European Society of Cardiology, importante associazione professionale senza scopo di lucro che facilita il miglioramento e l’armonizzazione degli standard di diagnosi e cura delle malattie cardiovascolari. In Italia si registrano circa 60.000 decessi per arresto cardiaco ogni anno. Si stima che nel periodo della pandemia da Coronavirus tra il 2020 ed il 2021, l’incidenza si di oltre 100.000 decessi. Lo studio ha preso in esame i 7 elementi inquinanti comuni, dimostrando che all’aumentare della concentrazione di ciascuno, il rischio di arresto cardiaco aumenta. L’autrice dello studio, la Dott.ssa Francesca R. Gentile della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, indica che i risultati suggeriscono che la qualità dell’aria dovrebbe essere incorporata in modelli predittivi, per assistere i sistemi sanitari nella pianificazione dei requisiti dei servizi. Lo studio è stato effettuato nel 2019 in alcune province della Lombardia. In questo periodo sono stati registrati 1.582 arresti cardiaci extra-ospedalieri. Le concentrazioni di PM10, PM2,5, biossido di azoto, monossido di carbonio, benzene e anidride solforosa erano significativamente più elevate nei giorni con un’incidenza di arresto cardiaco superiore alla media, rispetto ai giorni in cui l’incidenza era inferiore alla media. Il risultato dell’analisi mostra una relazione dose-risposta per tutti gli inquinanti testati, incluso l’ozono, dove un aumento della concentrazione era associato a una maggiore probabilità di arresto cardiaco. È inoltre stata trovata una relazione inversa per la temperatura, con la probabilità di arresto cardiaco in aumento al diminuire della temperatura. Alcuni approfondimenti e guide utili sull’arresto cardiaco che ti invitiamo a leggere: Arresto cardiaco: cosa fare e come riconoscerlo Differenza tra arresto cardiaco e infarto   Fonti: https://www.escardio.org https://www.repubblica.it/salute/2021/08/27/news/con_aria_inquinata_piu_arresti_cardiaci_lo_studio_italiano-315511105/ https://www.saluteh24.com/il_weblog_di_antonio/2021/08/lo-smog-aumenta-i-casi-di-arresto-cardiaco-studio-italiano-esccongress-esc2021.html #### Studio scientifico: il risultato ottenuto con l’impiego dell’APP DAE RespondER in Emilia-Romagna Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica “Resuscitation” promuove l’uso dell’app DAE RespondER per l’accesso pubblico alla defibrillazione. L’app DAE RespondER è stata sviluppata dal Sistema 118 e ha vinto il premio innovazione digitale in sanità del Politecnico di Milano nel 2018. Attualmente, quasi 15mila volontari in tutta l’Emilia-Romagna che hanno scaricato l’app e sono pronti ad intervenire in caso di arresto cardiaco improvviso. Questi volontari aiutano a rendere più veloci i soccorsi, il che può fare la differenza nella sopravvivenza delle persone colpite da un evento tempo-dipendente. Secondo le linee guida ERC – European Resuscitation Council pubblicate nel 2021, defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto cardiaco può aumentare le possibilità di sopravvivenza dal 50% al 70%. L’app DAE RespondER fornisce una mappatura regionale dei defibrillatori sul territorio e, quando la Centrale Operativa del 118 identifica un sospetto caso di arresto cardiaco, avvisa i volontari più vicini e indica la posizione del DAE più vicino. Lo studio condotto da “Resuscitation” sul DAE RespondER ha avuto come obiettivo principale l’individuazione dei fattori che influenzano la probabilità che i primi soccorritori occasionali (First Responder) raggiungano la scena prima dei servizi di emergenza medica. I ricercatori hanno esaminato 1.074 casi in cui almeno un primo soccorritore occasionale si è reso disponibile ad intervenire. È stato riscontrato che nel 13,4% dei casi i primi soccorritori sono riusciti ad arrivare prima dei servizi di emergenza medica, iniziando le manovre di rianimazione cardiopolmonare in 67 occasioni. Nel 4% dei casi, i soccorritori, oltre ad essere arrivati prima delle ambulanze o delle auto mediche, avevano anche un DAE e sono riusciti ad analizzare il ritmo cardiaco. Questo dato è particolarmente positivo, in quanto superiore alla media mondiale, che è inferiore al 3%. Nello 0,9% dei casi, i primi soccorritori occasionali sono stati in grado di erogare la scarica elettrica salvavita per ripristinare il normale ritmo cardiaco. Questo significate che nelle situazioni dove era presente un defibrillatore, 1 persona su 4 è stata savalta dai volontari presenti prima dell’arrivo dei soccorritori. I ricercatori hanno identificato due fattori principali associati a maggiori probabilità per i primi soccorritori di arrivare prima dei servizi di emergenza medica: Il primo fattore è la distanza dall’evento. I primi soccorritori occasionali che hanno preceduto le ambulanze o le auto mediche si trovavano ad una distanza media dalla scena minore di un chilometro e sono stati competitivi con i mezzi di soccorso fino ad una distanza di circa 4 chilometri. Il secondo fattore decisivo è stato quello di avere già con sé un defibrillatore o un facile accesso a questo al momento della chiamata. L’analisi ha rivelato che alcune particolari categorie di lavoratori, come i tassisti e le forze dell’ordine, hanno maggiori probabilità di arrivare sul luogo dell’evento prima dei servizi di emergenza medica. Gli autori suggeriscono di investire maggiormente su queste categorie per migliorare l’efficacia dei programmi di primo soccorso occasionale. La ricerca sottolinea come coinvolgere i cittadini si sia dimostrata un’efficiente strategia per diminuire i tempi di inizio delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e della defibrillazione, aumentando le possibilità di sopravvivenza in buone condizioni neurologiche. Le aree rurali, più difficili da raggiungere dai servizi di emergenza medica, sono quelle che possono maggiormente beneficiare della diffusione dei programmi di primo soccorso occasionale. Cogliamo l’occasione per invitare i cittadini dell’Emilia-Romagna a scaricare l’app DAE RespondER, aumentando così le possibilità di sopravvivenza da arresto cardiaco! Fonte: https://salute.regione.emilia-romagna.it/notizie/regione/2023/marzo/uno-studio-della-rivista-resuscitation-promuove-a-pieni-voti-l2019app-dae-responder-per-l2019accesso-pubblico-alla-defibrillazione #### Studio sull’aumento di SADS e di decessi per arresto cardiaco improvviso Nel mondo, tra marzo 2021 e marzo 2022 almeno 769 atleti hanno subito un arresto cardiaco o altro malore che ha portato alla morte sul campo da gioco. Tra gli atleti della FIFA dell’Unione Europea, la morte cardiaca improvvisa è aumentata del 420% nel 2021. La media dei decessi annui sui campi da gioco negli anni precedenti era di 5 calciatori. Tra i mesi di gennaio e metà novembre 2021, sono 21 i calciatori deceduti per morte improvvisa. Le morti improvvise tra i giovani atleti (ma non solo) sono aumentate significativamente negli ultimi mesi. Il problema è diventato grave a tal punto da costringere le autorità a dover giustificare in qualche modo queste scomparse premature. La Fondazione SADS con sede negli Stati Uniti dichiara che sono 4.000 le morti annuali per SADS di bambini, adolescenti o giovani adulti in tutto il mondo. I media di tutto il mondo hanno iniziato nelle ultime settimane ad interessarsi ai casi di SADS, Sudden Adult Death Syndrome (Sindrome della Morte Improvvisa degli Adulti), argomento che sarà certamente seguito nei mesi a venire. I fattori scatenanti la SADS includono miocarditi non diagnosticate, condizioni infiammatorie e altre patologie improvvise che causano irregolarità nel sistema elettrico del cuore, innescando così l’arresto cardiaco. Un fenomeno in aumento quindi, oggetto di studi da parte di vari istituti ed enti a livello globale. Cosa possiamo fare di concreto oggi per tutelare gli atleti? Alzare il livello di consapevolezza. Avere un defibrillatore non è sinonimo di cardioprotezione ottimale. Vediamo i punti che impattano sulle capacità di salvare delle vite sui campi da gioco in caso di arresto cardiaco improvviso: Posizionamento corretto e dimensionato: All’interno delle strutture sportive il defibrillatore dovrebbe essere ben segnalato, quindi identificabile e raggiungibile in tempi brevi. Se la struttura ha una superficie ampia, saranno necessari più defibrillatori distribuiti in modo corretto per soddisfare i requisiti indicati sopra. Scelta di DAE e Teche in funzione dell’ambiente: I defibrillatori devono essere installati tenendo conto dell’ambiente. Range di temperature ai quali sono sottoposti, presenza di polveri e liquidi, esposizione ai furti, etc.. Sarà quindi necessario identificare il defibrillatore più adatto con caratteristiche compatibili con l’ambiente di ubicazione, e prevedere l’alloggiamento in teche altrettanto adatte (riscaldate, allarmate, etc..). Staff formato con corsi BLSD: E’ importante avere un ampio staff formato per il primo soccorso BLSD. Maggiore è il numero di persone preparato e pronto a intervenire, maggiori saranno le potenzialità di svolgere l’intervento in modo efficacie. Il defibrillatore deve essere correttamente mantenuto con verifica costante della presenza del DAE (se fosse stato rubato giorni prima sarebbe una brutta sorpresa scoprirlo in caso di necessità), sostituzione di batteria e elettrodi prima della scadenza, verifica dell’autotest a indicare che non sono presenti anomalie, sostituzione con DAE “muletto” in caso di malfunzionamenti (così da non lasciare la postazione scoperta. Purtroppo ad oggi ci imbattiamo ancora in DAE con garanzia scaduta sia del dispositivo sia dei consumabili ubicati in strutture sportive, con un potenziale di funzionamento molto compromesso. Qualità e scelta consapevole dei dispositivi: Infine è importante acquisire consapevolezza che non tutti i DAE sono uguali, per qualità, resistenza, specifiche tecniche, garanzie e di conseguenza per la loro capacità di salvare delle vite. Fino a quando gli studi relativi alle SADS non daranno indicazioni su come prevenire e contrastare tale fenomeno dal punto di vista clinico, possiamo migliorare la cardioprotezione dei nostri ambienti, in ambito sportivo e non. Fonti e canali di approfondimento (ENG): https://www.news.com.au/lifestyle/health/health-problems/what-is-sads-healthy-young-people-dying-from-sudden-adult-death-syndrome/news-story/97a476dd99caaf638cd1c15baabbc5d4 https://en.wikipedia.org/wiki/Sudden_arrhythmic_death_syndrome #### Successo per il corso gratuito di Disostruzione Pediatrica del Dott. Squicciarini a Palazzo Vecchio, Firenze. Grande successo per il corso che si è svolto ieri all’interno della splendida cornice del Salone Dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, Firenze. Si tratta del più grande corso gratuito di manovre di disostruzione pediatrica e taglio degli alimenti in sicurezza per tutti mai svolto. EMD112 ha avuto il piacere di essere main sponsor di questa importante iniziativa, totalmente gratuita, che ha visto la presenza di 500 genitori, che hanno avuto modo di apprendere le manovre di disostruzione pediatriche, conoscere gli alimenti più pericolosi per i bambini, il taglio degli alimenti per bambini in sicurezza e informazioni sulla cardioprotezione ed impiego tempestivo del defibrillatore, provando loro stessi le manovre di disostruzione pediatriche con Istruttori BLSD certificati. Il corso si è svolto in 2 sessioni, 1 al mattino e 1 al pomeriggio, per dare modo di far partecipare i moltissimi iscritti. Il Salone Dei Cinquecento è rimasto, seppure in modo ridotto per numero ed area, aperto ai turisti, che hanno potuto visitarlo in concomitanza del corso. Come sempre un grande Dott. Marco Squicciarini (medico, istruttore BLSD/PBLSD, esperto in tecniche di rianimazione pediatriche), ha coinvolto tutto il pubblico presente, rendendolo entusiasta di tale professionalità, empatia, coinvolgimento e non per ultimo, per il grande valore di ciò che è stato appreso e del risvolto che potrebbe avere in caso di necessità. Durante la giornata è stato mostrato un video di Leonardo Pieraccioni, che nel 2014 ha vissuto in prima persona questa esperienza, assieme a Laura Torrisi, attrice, compagna di Leonardo Pieraccioni e mamma della piccola Martina. Un Incidente domestico svoltosi mentre la coppia era a cena, la piccola ha ingerito un pezzetto di carne troppo grosso e stava quasi per soffocare. Immediato l’intervento della mamma Laura che, forte di un corso di pronto intervento, ha applicato le manovre di disostruzione riuscendo a salvare la figlia Martina. Sono inoltre interventi nel corso delle 2 sessioni, la Vice-Sindaco di Firenze Cristina Giachi, e Simone Madiai, CEO EMD112. Giachi ha ragguagliato in merito agli importanti provvedimenti salvabimbi in corso per il Comune di Firenze, infatti saranno in arrivo nei prossimi giorni capitolati dei refettori scolastici aggiornati alle nuove disposizioni del Ministero della Salute pubblicate nel 2017. Simone Madiai ha avuto modo di illustrare la tematica della cardioprotezione, il funzionamento ed impiego del defibrillatore, manovre BLSD/PLSD. Un grazie a tutti gli Istruttori BLSD American Heart Association del nostro International training Center, che hanno donato a Firenze il corso gratuito di manovre salvabimbi, un grazie al Dott. Marco Squicciarini per il la professionalità e un’altra iniziativa (una delle tante) di grande impegno sociale, impegno che persegue con grande passione e personalità, un grazie all’amministrazione comunale, ed un ringraziamento a tutte le mamme e genitori presenti! #### Successo per l’evento “Insieme Per la Salute” visite mediche gratuite, organizzato da Rotary Firenze Successo per l’evento “Insieme Per la Salute”, organizzato dal Rotary Club di Firenze. L’evento, svoltosi ieri Sabato 8 Aprile 2017 in Piazza Indipendenza, aveva come obiettivo l’erogazione di visite mediche gratuite ai cittadini. le visite gratuite sono state svolte da medici soci del Rotary, del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM) e volontari. L’evento è stato patrocinato dal del Comune di Firenze ed ha visto come partner dell’iniziativa il Rotary Club Firenze, Rotaract Firenze, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Sponsor dell’evento EMD112 prodotti e formazione salvavita, CSO strumenti oftalmici. EMD112 ha partecipato con uno stand dedicato alla cardioprotezione, offrendo ai cittadini supporto e materiale informativo in merito ai defibrillatori ed al loro impiego. La manifestazione ha visto un buon afflusso di cittadini, che hanno usufruito di visite specialistiche ed analsi : cardiologia, mineralometria ossea computerizzata (MOC), oculistica, odontoiatria, test glicemia, e mobbing familiare. #### Teca DAE con telecontrollo Rotaid 24/7 Rotaid 24/7 è una teca per DAE con telecontrollo in 4G, compatibile con i defibrillatori più diffusi sul mercato. La teca Rotaid 24/7 ha una forma rotonda, un sistema di apertura a con una piccola rotazione (indicata da frecce in rilievo), un coperchio trasparente che consente di vedere all’interno, è dotata di sistema di riscaldamento (che consente di aumentare l’operatività dei DAE anche a basse temperature), è dotata di una illuminazione led ad alta visibilità per favorirne l’individuazione e riconoscibilità anche da lontano, ed un sistema di allarme. La teca è adatta per ambienti interni o esterni. La teca è connessa alla rete mobile 4G tramite scheda SIM, ed è in grado di monitorare lo stato della maggior parte dei defibrillatori DAE in commercio grazie ai segnali acustici che i DAE emettono, indicandone lo stato di funzionamento. La teca segnalerà quindi via e-mail e sms agli operatori indicati durante la fase di setup, eventuali allarmi dal defibrillatore e/o l’apertura della teca. Tramite il portale web dedicato, gli utenti avranno accesso diretto alla propria rete di DAE e al sistema salvavita. Il costo della teca è di € 865,00 +iva Per usufruire dei servizi di connettività l’acquisto di ogni teca deve essere abbinato al relativo abbonamento di licenza software: ROT-1ANNO LICENZA SOFTWARE 1 ANNO PER ROTAID 24/7  € 99+iva ROT-3ANNI LICENZA SOFTWARE 3 ANNI PER ROTAID 24/7  € 249 +iva ROT-5ANNI LICENZA SOFTWARE 5 ANNI PER ROTAID 24/7  € 299 +iva Grazie a questa tecnologia, sarà possibile monitorare i defibrillatori con un sistema di telecontrollo, anche per i dispositivi senza connettività, avendo indicazioni sullo stato di efficacia real-time. Infatti, per i DAE non connessi, la procedura più comune è di avvalersi di servizi esterni di manutenzione periodica, che possono variare molto, da controlli mensili a controlli ogni 2-3-4 mesi. Anche nella migliore delle ipotesi, con controlli fisici mensili (quindi onerosi in termini di costo/servizio), esiste la possibilità che il DAE smetta di funzionare i giorni dopo il controllo e seppur mantenuto con appositi servizi, risulti comunque inefficacie in caso di necessità. Queste possibilità non sono remote, abbiamo pubblicato nel nostro blog varie notizie di cronaca relative a defibrillatori che non sono risultati funzionanti in caso di necessità di impiego. I defibrillatori Physio-Control® e HeartSine®, comprendono modelli con connettività in 3G e WiFi + 3G. Per alcuni modelli HeartSine® esiste un componente aggiuntivo che rende i dispositivi non connessi nativamente, connessi in 3G. Per gli altri modelli, è possibile avvalersi di soluzioni esterne come la teca Rotaid 24/7. Emd112® ha un servizio dedicato per la manutenzione remota dei defibrillatori, Emd112 x TE, che garantisce la piena funzionalità del defibrillatore con controlli, manutenzione, cambio consumabili, controllo scadenze, sollevandoti da qualsisi responsabilità di malfunzionamento.   Di seguito riportiamo la lista con marca e modello dei defibrillatori compatibili con la teca connessa 4G Rotaid 24/7: Cardiac Science Powerheart G5 CU Medical Systems I-Pad CU-SP1 I-Pad NF1200 Defibtech Lifeline Lifeline Pro Lifeline View HeartSine® samaritan® PAD 350P samaritan® PAD 360P samaritan® PAD 450P Mediana A10 A15 Mindray BeneHeart D1 BeneHeart D1 Pro Nihon Kohden Cardiolife AED-2150 Cardiolife AED-3100 Philips Heartstart FR3 Heartstart FRx Heartstart OnSite/HS1 Physio-Control® LIFEPAK® CR2 LIFEPAK® 1000 LIFEPAK® CR Plus LIFEPAK® Express Primedic Heartsave AED Heartsave AS Heartsave One Heartsave Pad Progetti Rescue Sam Rescue Sam Pro Radian HR-501 HR-503 HR-503A Schiller Fred Easy Fred Easy Life Fred Easyport Fred PA-1 Zoll AED 3 AED Plus Altre caratteristiche della teca Rotaid 24/7 con telecontrollo 4G: Protezione contro polveri e liquidi: IP56 Protezione dagli impatti: IK10 Temperatura operativa minima: -20° Celsius Doppia protezione UV Protezione dalla nebbia salina Funzionamento sicuro a 24 Volt Conforme al GDPR Conforme a MDR #### Teche allarmate per DAE: sicurezza e funzionalità per la cardioprotezione In un periodo in cui il numero di furti di defibrillatori automatici/semiautomatici esterni (DAE) è in aumento, è fondamentale comprendere l’importanza di proteggere questi dispositivi salvavita. La scelta della teca allarmata per defibrillatore, infatti, non dovrebbe basarsi solo sul prezzo, ma su una serie di dotazioni e caratteristiche che variano a seconda del luogo di installazione e delle esigenze specifiche. In questo articolo, esploreremo le diverse opzioni disponibili sul mercato, analizzando le dotazioni e le caratteristiche principali delle teche DAE con allarme. Teche DAE per interni ed esterni: differenze principali Le teche allarmate per defibrillatori possono essere classificate in 2 categorie principali: Teca DAE con allarme da interno Teca DAE con allarme da esterno La distinzione tra queste due tipologie è fondamentale, poiché determina le caratteristiche necessarie per garantire la protezione e la funzionalità ottimale del DAE in diverse condizioni ambientali: Teche DAE con allarme da interno: Queste teche sono progettate per ambienti chiusi e protetti, come uffici, centri commerciali, scuole e altri edifici pubblici. Sono generalmente dotate di un allarme che si attiva in caso di apertura non autorizzata, un deterrente efficace contro i furti. Le teche da interno tendono a essere meno costose rispetto a quelle da esterno, con prezzi che partono da circa 150 euro per modelli standard. Teche DAE con allarme da esterno: Progettate per resistere agli agenti atmosferici e a condizioni ambientali variabili, queste teche sono essenziali per la protezione dei defibrillatori installati in spazi aperti, come piazze, stazioni ferroviarie, e parchi. Le teche per esterni sono realizzate con materiali più robusti e spesso includono funzioni avanzate come riscaldamento, raffreddamento e telecontrollo per garantire il funzionamento ottimale del DAE in qualsiasi condizione climatica. I prezzi per le teche da esterno partono da circa €500 ma possono raggiungere i 1.800 euro, a seconda delle dotazioni e delle caratteristiche specifiche. Le teche sono acquistabili anche con soluzione rateale mensile che le rendono particolarmente accessibili. E’ da tenere presente che le teche devono proteggere i defibrillatori, che hanno un costo medio variabile tra €800 e €2.500, in un ciclo di vita medio compreso tra 4 e 8 anni (nel caso dei DAE Physio-Control® e HeartSine® la garanzia è di 8 anni). Diviene quindi importante garantire il funzionamento del dispositivo negli anni del ciclo di vita e limitare le possibilità di furto. Dotazioni e caratteristiche delle teche allarmate Oltre alla distinzione tra interno ed esterno, le teche con allarme per defibrillatori possono essere equipaggiate con una serie di dotazioni e avere caratteristiche tecniche che ne migliorano la funzionalità e la protezione: Allarme: Presente in quasi tutte le teche, l’allarme serve come deterrente contro i furti. È particolarmente importante in aree a rischio, dove il DAE potrebbe essere un bersaglio per i vandali. Illuminazione: La presenza di un sistema di illuminazione è essenziale per rendere il DAE visibile e accessibile anche in condizioni di scarsa luminosità, facilitando un rapido intervento in caso di emergenza. Condizionamento (riscaldamento/raffreddamento): Queste funzioni sono cruciali per le teche installate all’esterno. Il riscaldamento impedisce che il defibrillatore si danneggi a causa di temperature troppo basse, mentre il raffreddamento è utile in climi caldi per evitare il surriscaldamento del dispositivo. Telecontrollo: Permette di monitorare a distanza lo stato della teca e del DAE, assicurando che tutto sia in ordine e che il dispositivo sia pronto all’uso in qualsiasi momento. Indice di protezione (IP): Indica il livello di protezione della teca contro polvere e acqua. Per le teche da esterno, un alto indice IP è fondamentale per garantire che il defibrillatore rimanga asciutto e protetto anche in caso di pioggia intensa o in ambienti polverosi. Robustezza dei materiali: Le teche per esterni sono generalmente costruite con materiali più robusti come policarbonato e ABS, che offrono resistenza contro gli agenti atmosferici e gli impatti fisici. Accessori: ad esempio, alcuni modelli sono dotati di un telecomando, che consento l’attivazione/disattivazione dell’allarme anche a distanza. Scegliere la teca giusta: consigli pratici Quando si sceglie una teca per defibrillatore, è importante considerare: Luogo di installazione: corretta identificazione a distanza, nessun impedimento visivo o di apertura della teca. Condizioni ambientali: range di temperatura, possibile presenza di polvere, sabbia, umidità, pioggia, esposizione diretta o indiretta ai raggi del sole. Sicurezza: valutazione del rischio di furto (l’installazione all’interno di un museo sarà molto più sicura rispetto all’installazione presso una fermata della metropolitana) e caratteristiche del DAE da proteggere (ad esempio, nel caso di un posizionamento in esterno, se il DAE avesse un indice IP basso, sarà necessario che la teca abbia un indice IP elevato). Tra le teche per defibrillatore con allarme abbiamo disponibili a catalogo (in pronta consegna): Teche DAE con allarme da interno: ARKY INSIDE – €157 (con possibilità di acquisto rateale fino a €39/mese circa) Teca con allarme e telecomando – €158 (con possibilità di acquisto rateale fino a €39/mese circa) Teche DAE con allarme da esterno: ARKY WARM – €784 (con possibilità di acquisto rateale fino a €196/mese circa) ARKY RUGGED – €522 (con possibilità di acquisto rateale fino a €130/mese circa) Box AIVIA serie 230 – €1.820 (con possibilità di acquisto rateale fino a €457/mese circa) Scegliere la teca giusta per il proprio defibrillatore significa garantire non solo la sicurezza del dispositivo, ma anche la sua pronta disponibilità in caso di emergenza. Gli operatori di EMD112 sono pronti a fornire tutto il supporto necessario per effettuare una scelta consapevole e mirata, assicurando che ogni DAE sia adeguatamente protetto e sempre operativo. Investire in una teca di qualità è un passo fondamentale per la cardioprotezione della comunità, perché in situazioni di emergenza, ogni secondo conta. #### Teramo, 49enne in arresto cardiaco salvato grazie al defibrillatore Tortoreto, provincia di Teramo, 15 maggio 2016. – Alle 11:00 di mattina, in via XX settembre, un uomo di 49 anni è stato colto da arresto cardiaco. L’uomo, a terra e privo di conoscenza, è stato immediatamente soccorso da un’infermiera dell’ospedale Sant’Omero che si trovava nei paraggi. Nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi, la donna ha praticato sul paziente le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) per tenere ossigenati il più possibile gli organi vitali del malcapitato. Giunte sul posto l’ambulanza e l’auto medica, l’uomo è stato rianimato mediante l’utilizzo di un defibrillatore. Dopo tre scariche elettriche, l’uomo ha finalmente ripreso conoscenza e il suo cuore ha ripreso a battere normalmente. Una volta stabilizzato, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Giulianova. Al momento il 49enne sta bene ed è fuori pericolo. Deve la sua vita al tempestivo intervento di soccorso a cui è stato sottoposto ma, soprattutto, allo strumento che gli ha permesso di ritornare in vita: il defibrillatore. #### Tesi su Piermario Morosini e muore anche lui per arresto cardiaco MESTRE (VENEZIA) – Angelo Marco Giordano aveva 32 anni. Amante del calcio, si era laureato in Scienze motorie con una tesi su Piermario Morosini, il giocatore del Livorno morto il 14 aprile 2012 stroncato da un arresto cardiaco durante la partita Pescara – Livorno. E proprio come Piermario Morosini, giovedì 16 febbraio, poco prima delle 23:00, Angelo è stato colpito da un arresto cardiaco mentre stava giocando la sua squadra di calcio, la M.U.C. di Mestre. Era seduto sui gradoni della palestra incitando i suoi compagni di squadra quando, improvvisamente, ha smesso di parlare e si è accasciato su un fianco. Accortisi immediatamente del malore, alcuni amici gli hanno sollevato le gambe per aria pensando ad un calo di pressione. Poco dopo, però, si sono accorti che Angelo faticava a respirare, così lo hanno steso a terra e due suoi compagni di squadra gli hanno praticato il massaggio cardiaco. Invano. Quando è giunta sul posto l’ambulanza del 118, circa 10 minuti più tardi, era già troppo tardi: per Angelo non c’è più stato nulla da fare. I sanitari hanno tentato disperatamente di rianimarlo, il medico ha provato anche con l’adrenalina. Niente. Poco dopo è stato dichiarato il decesso. Gli amici hanno contattato i genitori e il fratello Federico, poi la fidanzata Valeria. “Mio fratello era un super sportivo, un vero malato di calcio: se il suo destino era lasciare ciò che amava a 32 anni, l’unica consolazione è che è successo mentre giocava a pallone, mentre faceva la cosa che amava più di tutte” – ha dichiarato Federico. “Quando ho saputo quanto era accaduto, mi è subito venuto in mente Piermario Morosini, perché aveva discusso la sua tesi di laurea proprio su di lui, sull’utilizzo dei defibrillatori a bordo campo” – ha concluso. Il suo allenatore ha subito aggiunto: “So che nei campionati amatoriali il defibrillatore non è obbligatorio, ma chissà che, adesso, qualcosa si muova. Se dovesse ripetersi una simile disgrazia, occorrerà agire per tempo”. Già, perché dal giorno della morte di Piermario Morosini, il 14 aprile 2012, appunto, non è ancora entrato in vigore il Decreto Balduzzi, la legge che impone la presenza dei DAE anche alle ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche). Il termine ultimo per dotarsi di un defibrillatore DAE viene continuamente rimandato, ma l’arresto cardiaco continua a mietere vittime. L’ultima scadenza è stata fissata al 20 luglio 2017: speriamo che sia la volta buona!! Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/si-laurea-su-piermario-morosini-e-muore-come-lui-arresto-cardiaco-in-campo-2640306/ #### The Black Sheep Team sul gradino più alto del Podio con Luca Marconi e Marco Muzio alla gara di Endurance 200 Miglia del Mugello Sabato 4 e domenica 5 novembre 2017 si è svolta la 200 Miglia del Mugello, gara motociclistica di Endurance per le categorie 600cc e 1000cc. La gara ha visto la vittoria del The Black Sheep Team e della coppia di piloti Luca Marconi e Marco Muzio, quest’ultimo vincitore anche dell’edizione 2016. Marconi non è nuovo ad esperienze Endurance, avendo partecipato negli ultimi anni ad alcune gare del Campionato Del Mondo Endurance EWC , classificandosi 3° nella categoria Superstock 1000 al prestigioso Bol D’Or nel 2016. EMD112 è sponsor di Luca Marconi dal 2016 all’interno del campionato Europeo Superstock1000 (ex Campionato del Mondo Superstock1000 e nelle gare Endurance). Una collaborazione che ha permsso di portare la cultura della cardioprotezione e dei defibrillatori all’interno del motomondiale, un ambiente giovane ma che al tempo stesso vede la presenza di tante generazioni, sensibile alle tematiche sulla prevenzione e sicurezza e capace di riconoscere apparati tecnologicamente innovativvi come i defibrillatori samaritan®. La 200 Miglia del Mugello, organizzato da Promo Racing, è l’unico evento di Endurance per moto moderne in Italia, con la classica partenza in stile Le Mans: corsa iniziale dei piloti verso le moto e poi via a tutto gas. I team al via possono avere equipaggi con un minimo di due e un massimo di tre piloti, con la possibilità di correre una moto per equipaggio oppure una per pilota. Una gara lunga, 62 giri del tracciato toscano, che ogni anno hanno regalato sorprese mettendo a confronto team e piloti blasonati, contro equipaggi outsider che alla fine hanno potuto dire la loro. Nata nel 2015 ha subito trovato il riscontro dei piloti che possono correre da soli, oppure in coppia. Anche nella EGP obbligatorio effettuare almeno una sosta, dunque importante anche in questa gara fare tesoro della costanza di rendimento e tattica. Cronaca della gara: il weekend è iniziato bene, conquistando la P2 nelle qualifiche il sabato. Al via della gara grande partenza del The Black Sheep Team con Marco Muzio che per 20 giri ha messo alle spalle Saltarelli. I due hanno corso con gran ritmo e consegnato le moto ai compagni di squadra, rispettivamente, Luca Marconi e Kevin Calia. Al terzo posto, fino allo pit stop, si è insediato Poggi. Iniziata la girandola di pit stop i sono cambiate diverse posizioni a ridosso del podio, mentre per la prima posizione c’è stato il cambio al vertice con CM Racing che uscito Saltarelli ha messo nella mischia Calia. E Kevin è stato bravo a passare al comando e distanziare Marconi, entrato al posto di Muzio. Con il passare dei giri sono ripassati al comando i piloti del The Black Sheep Team, Muzio- Marconi, che hanno mantenuto il comando fino alla bandiera a scacchi concludendo nel migliore dei modi una gara perfetta. Seconda piazza per il team CM, degno rivale dei vincitori, con la coppia Saltarelli- Calia. Terzo posto assoluto per la coppia Poggi- Sorrentino, anch’essi protagonisti di una gara al vertice. Bella prestazione anche per Camisir Racing e Villa Racing, arrivati quarti e quinti. Out l’equipaggio Marchetti- Bono- Poggiali. La gara che si corre sulla distanza di 23 giri è stata accorciata a 16 tornate a causa del violento temporale che ha ritardato la partenza. L’asfalto bagnato e la pioggia hanno regalato colpi di scena e reso la gara spettacolare fino al traguardo. Fuori per scivolata Tibaldo, autore della pole position, le redini della Gp sono state prese da Pellizzoni e Chiesura che si sono dati battaglia fino al traguardo. Finiti nell’ordine i due contendenti, hanno preceduto la coppia Altomonte- Lavatelli terzi assoluti e primi della classe 600. Una bella gara la loro, grazie a un ottimo recupero dalle retrovie. Fuori invece Vigilucci dopo essere stato il migliore della 600 fino al cambio pilota. Out anche altri protagonisti che lottavano per il podio: Poncini, Speedy Bike, con Curinga e Tomio, e Moseriti. Il podio della classe 1000 è stato composto da FG Racing, Diego Pellizzoni, Sbk Gomme1, Chiesura, e Osler, terzo. Nella 600 affermazione per Russo Racing, Altomonte- Lavatelli, che hanno preceduto Fast Bike, Desci- Noli, e terzo posto per Arduini, alla terza gara della sua carriera. Nella 600 affermazione per il team 2F con Fada e Frusconi che ha preceduto Speedy Bike (Calacagno- Varanese- Moncigoli) e Renzo Pasolini (Ticini- Orsini). Con la 200 Miglia del Mugello si conclude la stagione di gare, l’appuntamento è dunque per il 2018. Nell’albo d’oro della manifestazione il pilota che vanta più successi è Dario Marchetti e Marco Muzio, con tre vittorie, mentre, Luca Bono e Ilario Dionisi sono a quota due. Una vittoria, nel 2015 con Marchetti- Bono, per Manuel Poggiali e per Iannuzzo, vincitore nel 2013 in coppia con il padre e Sessa. #### Torino, gli ingegneri promuovono la defibrillazione precoce. Torino, gli ingegneri promuovono la defibrillazione precoce. Assieme a “Piemonte Cuore Onlus” hanno firmato un protocollo di intesa per promuovere la prevenzione della salute nei luoghi di lavoro. In una teca negli uffici dell’Ordine degli Ingegneri in via Giolitti n° 1 a Torino è stato ufficialmente installato un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) che potrà essere utilizzato, in caso di necessità, dal personale dell’ente. Inoltre, l’Ordine degli Ingegneri e Piemonte Cuore Onlus hanno firmato il protocollo di intesa per promuovere la prevenzione della salute nei luoghi di lavoro attraverso, appunto, la diffusione della defibrillazione precoce. I dati relativi alle morti cardiache improvvise nel nostro Paese sono ancora notevoli: 60.000 ogni anno, il 30% delle quali avvengono sul luogo di lavoro e, principalmente, sono dovute alla fibrillazione ventricolare, una grave aritmia cardiaca risolvibile solo applicando tempestivamente una scarica elettrica al cuore per mezzo di un DAE. Grazie alla cooperazione con Piemonte Cuore Onlus, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino è il primo ente pubblico professionale piemontese la cui sede è luogo cardio-protetto, nonché il primo Ordine del territorio ad aver sostenuto un impegno concreto per la prevenzione della salute attraverso la promozione della defibrillazione precoce. Tale promessa si concretizzerà, a breve, in un articolato programma informativo e formativo destinato agli iscritti dell’ente e, successivamente, attraverso ulteriori iniziative rivolte all’intera categoria. #### Toscana: defibrillatori sui traghetti per mari più sicuri L’Asl Toscana sud est ha consegnato 5 defibrillatori samaritan PAD ai traghetti che percorrono la direttrice dalla costa e all’Isola del Giglio. A farlo sapere è stata l’azienda sanitaria stessa mediante una nota ufficiale. «I dispositivi, posizionati su alcune delle imbarcazioni che trasportano i turisti e i cittadini sull’Isola del Giglio – ha spiegato la Asl – sono stati presentati stamattina sul traghetto Revenge della compagnia MareGiglio, alla presenza di direttore sanitario Asl, Simona Dei, coordinatore medico 118 zona Grosseto, Robusto Biagioni, coordinatore infermieristico 118 zona Grosseto, Vanni Pastorelli, sindaco di Isola del Giglio, Sergio Ortelli e assessore alla sanità del Comune di Monte Argentario, Vincenzo Erasmo Quondam». «Il defibrillatore in mano a persone formate – ha affermato la dottoressa Dei – all’interno della Rete dell’Emergenza-Urgenza, può salvare la vita, soprattutto se collocato in un luogo, come questo traghetto, dal quale i tempi di arrivo a un presidio sanitario sono per forza di cose lunghi. In caso di arresto cardiaco l’unico intervento che può salvare la vita è la defibrillazione precoce, cioè l’erogazione di uno shock elettrico al cuore in modo che possa riprendere a battere seguendo il normale ritmo cardiaco. Una speranza che ha possibilità di successo solo se si interviene entro pochi minuti dal malore, evitando che durante un arresto cardio-circolatorio prolungato il cervello venga danneggiato dalla mancanza di sangue e quindi di ossigeno. Un altro passo importante per la salute dei cittadini e dei turisti, per vivere in serenità sulle nostre coste e da oggi anche in mare aperto, nel pieno rispetto del diritto alla salute e un ulteriore traguardo nel progetto territorio cardio-protetto». Nelle prime settimane di luglio gli operatori sanitari del 118 hanno tenuto corsi di formazione a 14 membri del personale che lavora sui traghetti insegnando loro l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni in caso di emergenza. «I DAE – ha puntualizzato il dottor Robusto Biagioni, coordinatore medico 118 zona Grosseto – sono defibrillatori semi-automatici portatili in grado di compiere da soli l’analisi del ritmo cardiaco e di indicare la necessità o meno di erogazione di una scarica elettrica. Sono capaci, cioè, di coniugare soluzioni tecnologiche avanzate a una grande immediatezza e semplicità d’uso, rendendo sicuro ed efficace l’intervento di emergenza, anche da parte di personale non medico. Inoltre, sono progettati per essere funzionanti in ogni condizione ambientale, come, ad esempio, in mare aperto, dove pochi minuti possono sembrare infiniti. Il vantaggio reale di un DAE, quindi, è l’immediatezza all’utilizzo, è l’essere “a portata di mano” anche laddove l’eventuale intervento di un medico potrebbe rivelarsi non risolutivo senza questo strumento salvavita». Fonte articolo: https://www.ilgiunco.net/2018/07/16/defibrillatori-sui-traghetti-mare-piu-sicuro-grazie-allo-strumento-salvavita/ #### Totem per defibrillatore da esterno Il totem per defibrillatore da esterno è un supporto appositamente progettato per ospitare un dispositivo in ambiente esterno, quindi soggetto a condizioni particolari: ampi range di temperature, umidità, polveri, luce solare. Oltre a mantenere l’efficacia in funzione delle condizioni ambientali, il totem ha lo scopo di aumentare la visibilità del dispositivo, facilitandone l’identificazione a distanza in caso di necessità, ed infine per motivi di sicurezza. I totem per defibrillatore da esterno possono infatti essere dotati di un sistema di allarme, che viene attivato quando il defibrillatore viene rimosso dal supporto oppure viene aperto lo sportello. In questo modo, le persone vicine alla zona possono essere allertate dell’emergenza in corso e aiutare il paziente in difficoltà, oppure possono essere identificati più facilmente azioni vandaliche e furti. Questi totem sono solitamente posti in luoghi pubblici come parchi, spiagge, stazioni di polizia, stazioni di soccorso e in altri luoghi dove il pubblico può accedervi facilmente. I totem per defibrillatore da esterno possono essere dotati di luci a LED che si attivano in caso di emergenza. Queste luci aiutano a individuare il totem anche in condizioni di scarsa visibilità. Si tratta di un dispositivo essenziale per garantire la sicurezza pubblica. Grazie a questo supporto, il DAE esterno diventa facilmente accessibile al pubblico e può essere utilizzato per salvare vite umane. Con la sua robusta costruzione e i dispositivi di allarme integrati, il totem per defibrillatore da esterno è una soluzione completa per rendere i defibrillatori pubblici o comunque impiegati in ambienti facilmente accessibili e disponibili.   Emd112 offre varie soluzioni di Totem da esterno, ad esempio: Totem per defibrillatore da esterni completo di teca “Rotaid Solid Plus” impermeabile con allarme Totem da terra realizzato in lamiera zincata e verniciata, completo di base smontabile, per uso esterno. Ideale per luoghi pubblici, piazze, parcheggi ecc. Il totem viene fornito in abbinamento con la teca Rotaid Solid Plus e adesivi (personalizzabili su richiesta). Prezzo IVA inclusa: €1.019,92 Totem per defibrillatore con teca riscaldata, ventilata e illuminata Teca per contenimento defibrillatore da esterno e interno realizzata in lamiera di acciaio al carbonio elettro zincato, verniciatura a polvere di poliestere alta resistenza agli agenti atmosferici spigoli arrotondati 1 anta a battente con chiusura a maniglia e accessorio per sigillo plastico o metallico con foro ridotto al fine di evitare l’inserimento di lucchetti e impedire il prelievo del defibrillatore in situazione di emergenza. Prezzo IVA inclusa: €729,56 Totem per defibrillatore con teca da esterno impermeabile Teca da esterno impermeabile inclusa dotata di resistenza agli agenti atmosferici spigoli arrotondati 1 anta a battente con chiusura a maniglia e accessorio per sigillo plastico o metallico con foro ridotto al fine di evitare l’inserimento di lucchetti e impedire il prelievo del defibrillatore in situazione di emergenza. Dotato di vetro in plexiglass Guarnizione in gomma su battuta Due robuste cerniere in zama verniciata Adesivo di identificazione DAE (incluso) Prezzo IVA inclusa: €339,16 #### Tre defibrillatori samaritan PAD donati alla Costa dei Trabocchi Sabato 9 giugno, alle ore 11, sul trabocco Turchino, a San Vito Chietino, l’associazione Gli Amici di Marcello ha consegnato tre defibrillatori samaritan PAD 350P della HeartSine acquistati con i fondi delle attività di volontariato ad altrettanti Comuni della Costa Teatina. Hanno partecipato all’evento Vittorio Di Meco, padre di Marcello, Ivan Geniola, Presidente dell’associazione Gli Amici di Marcello, Emiliano Bozzelli, Enrico Di Giuseppantonio e Silvana Priori, rispettivamente sindaci di San Vito Chietino, Fossacesia e Torino di Sangro. Come già fatto negli anni passati, l’associazione di volontariato lancianese ha raccolto fondi per dotare diversi spazi pubblici di defibrillatori semiautomatici esterni, i cosiddetti DAE. Quest’anno, la scelta è caduta sulla splendida Costa dei Trabocchi, dove i defibrillatori HeartSine saranno installati per garantire una stagione balneare sicura per turisti e residenti. Dopo essere riusciti a donare ben 10 defibrillatori da destinare a luoghi pubblici, scuole e impianti sportivi, i volontari de Gli Amici di Marcello continuano le proprie attività. Attualmente è in corso #TShirtForLife, l’asta benefica di cimeli dei campioni sportivi su Charity Stars. Nel corso dell’estate, ci saranno i tradizionali tornei di calcetto e beach volley. Tutti i fondi raccolti vengono investiti nell’acquisto di defibrillatori, da donare a luoghi simbolo del comprensorio frentano, in linea con la mission dell’associazione. #### Trenta Ore Per La Vita dal 2011 promuove la cultura del defibrillatore, con 1000 installazioni DAE e 7000 corsi BLSD all’attivo Il recente articolo pubblicato all’interno del sito Associazione Trenta Ore per la Vita Onlus affronta in modo dettagliato l’esigenza di avere sempre un defibrillatore nelle immediate vicinanze. In questo modo, solo in Italia, potremmo salvare più 40.000 persone ogni anno! Per EMD112 è un piacere ed un onore collaborare con l’Associazione Trenta Ore per la Vita Onlus e promuovere assieme la cultura della cardioprotezione. Le attività svolte in questo ambito dall’Associazione dal 2011 a oggi, hanno portato all’installazione di 1.000 defibrillatori in strutture scolastiche e sportive, ed alla formazione di 7.000 persone con corsi BLSD. In caso di arresto cardiaco lo strumento che aumenta le probabilità di sopravvivenza fino all’80% se impiegato precocemente è il defibrillatore (automatico o semiautomatico). Il tempo veramente utile di intervento è di soli 5 minuti, per non avere conseguenze più o meno gravi data dalla mancanza di ossigenazione a organi e tessuti. Dobbiamo chiederci quanto tempo può passare dal verificarsi di un evento di arresto cardiaco all’impiego del defibrillatore. Se l’evento avviene sotto gli occhi più esperti di medici, infermieri, volontari 112 (ANPAS, CRI, Misericordia,…), o altre figure che hanno effettuato corsi BLSD (polizia, PA, ..), una persona laica senza nessuna competenza in materia provvederà a: Soccorrere la persona colta da malore Una volta compresa la gravità della situazione contatterà il 112 I soccorritori del 112 con poche domande mirate comprenderanno subito la situazione, chiedendo al soccorritore di far cercare da altri presenti o in alternativa lui stesso, un defibrillatore disponibile nelle vicinanze, allertando in contemporanea un mezzo di soccorso avanzato, che difficilmente potrà arrivare prima di 10 minuti Si capisce chiaramente quanto questi 300 secondi utili passino veramente in fretta. Si comprende altrettanto chiaramente, quanto possa fare la differenza, avere già delle competenze di base, magari grazie a un corso BLSD della durata di 3-4 ore.  In questo caso si possono risparmiare secondi preziosi (aumentando le chance salvavita), chiedendo ai presenti di reperire il defibrillatore durante la valutazione del soggetto e la chiamata al 112. Quante vite potremmo salvare? Ogni anno potremmo salvare più vite di quante non ne vengano perse in incidenti stradali in 17 anni! La cultura del defibrillatore e la formazione BLSD salva delle vite. La presenza capillare dei defibrillatori sempre disponibili salva delle vite. Grazie al continuo impegno di Trenta Ore per la Vita, le possibilità di informare i cittadini e cardioproteggere il nostro paese aumentano, salvando delle vite. #### Trenta Ore Per la Vita e EMD112 assieme per l’ambizioso obiettivo di cardioproteggere le case degli italiani E’ con grande orgoglio che presentiamo ufficialmente la collaborazione con l’Associazione Trenta Ore Per La Vita Onlus, per l’avvio di un progetto importante ed ambizioso: cardioproteggere le case degli italiani. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello mondiale. Nel 2016 poco meno di 18 milioni di persone sono morte a causa di malattie cardiovascolari, circa 31% di tutti i decessi a livello mondiale. In Europa ogni anno si registrano 400.000 decessi per arresto cardiaco, di cui 60.000 solo in Italia. L’80% delle persone colpite da arresto cardiaco potrebbe salvarsi con l’impiego tempestivo di un defibrillatore. Trenta Ore per la Vita ha creduto nelle capacità di questo strumento salvavita e nella necessità di fare cultura al riguardo, da molti anni, prima ancora del richiamo mediatico iniziato con l’introduzione obbligatoria in ambito sportivo. Infatti, dal 2011 al 2013, ha portato avanti una campagna di raccolta fondi dedicata all’acquisto di defibrillatori in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, cardioprotegendo 1.000 strutture scolastiche e sportive, oltre a formare 7.000 persone con corsi BLSD. Si stima che circa il 70% degli arresti cardiaci avvenga nelle proprie abitazioni. In Italia 14 milioni di famiglie vivono in 1 milione di condomini. Dalla reciproca consapevolezza sul ruolo del defibrillatore come strumento salvavita, Trenta Ore per la Vita insieme a EMD112 lanciano la campagna rivolta alle famiglie “Cardioproteggi il Tuo Condominio”. Il progetto “Cardioproteggi il Tuo Condominio” consiste nell’agevolare l’acquisto dei defibrillatori, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista di supporto ai cittadini, indirizzandoli verso defibrillatori di ultima generazione con caratteristiche che li pongono al vertice per innovazione e garanzie, per cardioproteggere le proprie abitazioni. I condomini potranno scegliere tra 3 differenti configurazioni, così da adattarsi alle specifiche necessità, oltre alla possibilità di acquistare ratealmente il defibrillatore con soluzioni fino a 5 anni. Il costo potrà essere suddiviso mensilmente tra tutti i condomini, portando il prezzo finale ad un importo veramente irrisorio. La scelta dei defibrillatori samaritan® è stata oggetto di una accurata selezione e valutazione. Sono stati esaminati i requisisti tecnici e le relative capacità salvavita, costi di manutenzione e garanzie. Questo scenario rende i defibrillatori samaritan®, nonostante si trovi al vertice tecnologico, i defibrillatori maggiormente convenienti anche sotto il profilo del prezzo complessivo acquisto/manuntezione/copertura garanzia. Per ogni defibrillatore installato una quota sarà destinata a sostegno del progetto “Home di Trenta Ore per la Vita”, per garantire una casa gratuita vicino all’ospedale per i bambini malati di tumore e alle loro famiglie. I pacchetti comprendono anche la formazione BLSD per i condomini. Su questo punto rassicuriamo su 2 punti importanti: 1. I moderni defibrillatori erogano lo shock solo in caso di necessità. Non vi sono responsabilità per i soccorritori 2. In caso di necessità possono essere contattati i referenti che hanno effettuato la formazione, ma chiunque dei presenti potrà essere supportato dagli operatori del 118 nell’impiego. L’augurio di tutti noi è non dovere mai usare un defibrillatore, questo però non deve limitare il nostro giudizio e la capacità di prevenzione. I soccorritori solo in casi eccezionali riescono a giungere sul posto ed impiegare il defibrillatore entro i primi 3-5 minuti davvero utili per risolvere la situazione senza conseguenze. E’ assolutamente necessario che il dispositivo sia già presente nelle immediate vicinanze. L’invito è a contattare Trenta Ore tramite l’apposito form presente sul suo sito, al fine di chiarire tutti i dubbi. Salvaguarda chi ti sta a cuore, cardioproteggi la tua casa. #### Trentenne stroncato da un arresto cardiaco nella sua abitazione Questa mattina la salma di Yuri Armellino, classe 1989, è stata accompagnata al Tempio crematorio L’ennesima tragedia, avvenuta nella notte fra sabato 14 e domenica 15 marzo, è quella che ha colpito Yuri Armellino e la sua famiglia: stroncato da un arresto cardiaco a soli trent’anni. Il giovane di Cengio, provincia di Savona, è deceduto all’interno della sua abitazione sita in Via Gramsci. Di recente il ragazzo aveva lavorato in un’azienda di Carcare (SV) ed era molto conosciuto sia a Cengio che nel resto della Val Bormida, come testimoniano i numerosi messaggi di cordoglio scritti sui social. Yuri ha lascia i genitori, Paola e Mauro, i nonni Olga e Giuseppe, gli zii Eliana e Ugo e i cugini Danilo, Andrea e Fabrizio. Questa mattina la salma del ragazzo è stata accompagnata al Tempio crematorio di Magliano Alpi, nel cuneese. “Nonostante l’intervento dei soccorsi, per il ragazzo non c’è stato nulla da fare” – è stato scritto. Una frase che, di per sé, non spiega nulla. Dopo quanto tempo l’ambulanza ha raggiunto l’abitazione del ragazzo? Yuri è stato soccorso con manovre RCP e defibrillazione precoce prima dell’arrivo del personale specializzato? Perché le cose cambiano, anche di molto. Perché in caso di arresto cardiaco, l’abbiamo detto molte volte, il tempo d’intervento può fare la differenza tra la vita e la morte. È stato calcolato che la probabilità di sopravvivenza diminuisce di circa il 10% per ogni minuto che passa dall’evento: è chiaro, quindi, che nel giro di 10 minuti la possibilità di farcela è pressoché nulla. Inoltre, se il paziente in arresto cardiaco viene defibrillato nel giro di 2-3 minuti la probabilità che sopravviva arriva anche oltre l’85%. Quindi speriamo che per Yuri non ci sia stato davvero nulla da fare, perché se la sua morte si sarebbe potuta evitare sarebbe una tragedia doppia. Siamo vicini a tutti i suoi cari. Fonte: https://www.ivg.it/2020/03/cengio-trentenne-stroncato-da-un-infarto-nella-sua-abitazione/ #### Trofeo Old Firenze Rugby 1931, 2° memorial Leonardo Scarpa Ieri 18 maggio, si è tenuto presso la sala Ennio Macconi di Palazzo Vecchio a Firenze, la conferenza stampa di presentazione del “Trofeo Old Firenze Rugby 1931, 2° memorial Leonardo Scarpa”. Presente all’evento anche Simone Madiai, CEO Emd112®. Il torneo si terrà domani 20 maggio presso lo stadio Mario Lodigiani. Leonardo Scarpellini, conosciuto dagli amici come “Scarpa”, è scomparso il 12 febbraio 2022 a soli 50 anni. Era un vigile del fuoco in servizio a Firenze e un personaggio di spicco del rugby fiorentino. Leonardo ha iniziato da giovane con la squadra Rugby Firenze 81, fino ad arrivare alla Nazionale Under 19 come pilone, per poi continuare la sua carriera con la maglia del Cus, dove ha anche svolto attività di educatore per i giovani. Scarpa era anche un appassionato biker e veniva molto apprezzato dai colleghi vigili del fuoco e dagli amici, che ne ricordano il grandissimo cuore. Nonostante avesse affrontato momenti difficili per problemi di salute, è sempre stato un gigante buono e generoso. A Firenze, Scarpa ha conquistato il cuore di tutti come giocatore e allenatore di rugby nelle squadre del Cus Firenze, Florentia e Valdisieve. Inoltre, era un confratello attivo alla Misericordia di Firenze, presidente del chapter motociclistico Red Knights MC Italy 1 e molto noto nel suo ruolo di spugnaiolo del Calcio Storico fiorentino. Leonardo ha sempre dimostrato un forte impegno nel sociale. Il suo lavoro di vigile del fuoco non è stato solo una professione, ma una passione che lo ha spinto a diventare anche soccorritore della Misericordia di Firenze. Questo interesse è stato nutrito anche dai principi di rispetto e fratellanza che ha appreso nel mondo del rugby, dove ha giocato a lungo come pilone e ha raggiunto la Nazionale, prima di diventare un allenatore che ha trasmesso questi stessi valori ai bambini. Leonardo ha avuto molte occasioni di insegnamento alle nuove generazioni nella sua veste di vigile del fuoco, come ad esempio con il progetto “Scuole sicure” che si occupa della sicurezza sia nell’ambito scolastico che nella vita quotidiana. Per ricordarlo con lo stile che lo ha contraddistinto da sempre, le associazioni di cui Leonardo ha fatto parte hanno organizzato il Torneo OLD di Rugby presso lo stadio Mario Lodigiani, nell’area Campo di Marte di fianco allo Stadio Artemio Franchi. Dopo la riuscita prima edizione non competitiva del Memorial Scarpa e su iniziativa di Lorenzo Scarpellini, fratello di Leonardo, il Firenze Rugby 1931 e la sua squadra OLD i Ribolliti hanno deciso di far crescere questa manifestazione old portandola ad un torneo a 6 squadre con un trofeo in palio che va a rappresentare il primo torneo old organizzato dal club gigliato. Il Trofeo Old Firenze Rugby 1931 Memorial Scarpa prevede in premio alla squadra vincitrice una realizzazione artistica a forma di giglio di Firenze che sarà custodita dalla squadra stessa rimessa in palio nell’edizione successiva. Nel pomeriggio il via al torneo a gironi a 6 squadre inizierà con il corteo di apertura che vedrà rappresentati attraverso i suoi amici gli ambiti in cui lo “Scarpa” era da sempre attivo come soccorritore e sportivo. Dal Calcio Storico, dove Leonardo era uno “spugnaiolo” di riferimento, che sfilerà con una rappresentanza del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e delle Vecchie Glorie, ai Bandierai degli Uffizi per passare alle sue passioni più grandi: i Pompieri, la Misericordia, il rugby. Per la consegna del pallone al calcio d’inizio protagonista anche il mondo delle moto dove Leonardo era presidente dei Red Knights Italy 1, il più grande gruppo motociclistico di soccorritori, nato in America e principalmente formato da pompieri. Prima della finale del torneo avrà luogo una partita di rugby integrato con la partecipazione della rappresentativa Brancaleone, una squadra costituita da atleti adulti e adolescenti, aperta a tutte le abilità e nata per dare continuità ai percorsi di inclusione della disabilità svolti nelle squadre giovanili federali. Il gruppo fa parte della polisportiva Valdisieve, una delle squadre dove lo “Scarpa” ha allenato. In contemporanea si volgerò una partita di rugby touch over 60 per i veterani del CUS Firenze Rugby. Dopo la finale del torneo old l’evento si concluderà con la premiazione della vincitrice del torneo. A seguire terzo tempo durante il quale si svolgerà anche la consegna dei premi MVP per ogni squadra deciso dai rispettivi capitani e i riconoscimenti del Premio Mario Lodigiani, alla sua prima edizione, dedicato a personalità che si sono distinte nel mondo del rugby. Il ricavato dell’evento sarà devoluto all’associazione ONULUS UN PETALO PER MARGHERITA. L’Associazione Margherita è solo un nome di fantasia, è una ragazzina di 16 anni alla quale nel 2012 è stata diagnosticata una malattia rara degenerativa “L’Atassia di Fredreich”, malattia invalidante, che colpisce una persona ogni 50.000, soprattutto in età infantile, anche se si registrano casi in età adulta. L’associazione si propone di operare a favore dei malati affetti dalla rara e degenerativa sia attraverso idonei aiuti economici per le famiglie, sia promovendo ogni iniziativa idonea a sensibilizzare l’opinione pubblica e le competenti autorità sui loro problemi specifici all’interno del contesto territoriale in cui si insedia, ma anche in rete con altri soggetti cittadini, tutelarli e assisterli in tutto quanto riguardi la loro particolare situazione. Emd112®, da sempre attenta e partecipe ad iniziative sociali, è lieta di prendere parte all’evento e di dare il proprio supporto in qualità di main sponros, in questa occasione proprio nella città di Firenze, non distante dalla propria sede di Vicchio (FI), fornendo un contributo economico e donando un defibrillatore semiautomatico HeartSine® samaritan® PAD 350P, lieta di partecipare a un’altra bella iniziativa di grande impatto civico e sociale. Per maggiori informazioni: https://www.firenzerugby1931.it . #### Turista Fiorentino colpito da arresto cardiaco durante la visita alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, salvato dal defibrillatore La mattina di Sabato 15 Dicembre, un turista 70enne è stato colto da un arresto cardiaco mentre si trovava all’interno delle Gallerie degli Uffizi , il noto complesso museale a Firenze, comprendente la Galleria delle Statue e delle Pitture, il Corridoio Vasariano e le collezioni di Palazzo Pitti. Le 3 gallerie costituiscono per quantità e qualità delle opere raccolte uno dei più importanti musei del mondo. Il malore ha colpito un turista della provincia fiorentina, giunto al museo con un gruppo di cui facevano parte anche alcuni familiari. L’uomo sii èaccasciato di fronte alla Venere di Botticelli, noto dipinto a tempera su tela di lino di Sandro Botticelli, mentre visitava la galleria degli Uffizi, colpito da un arresto cardiaco improvviso (ACI o MCI). Il pensionato è stato salvato grazie al tempestivo intervento di quattro medici romani anche loro in visita nella galleria, che hanno potuto utilizzare il defibrillatore presente nella zona. Risolta la crisi e assistito fino all’arrivo dei soccorritori del 118, il turista è stato trasferito all’ospedale di Careggi, il più grande ospedale policlinico di Firenze . “Non rientra nelle mie competenze effettuare diagnosi mediche – ha commentato il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, che prosegue – certo è però che in questi ultimi anni abbiamo avuto svariati casi di malore di fronte ad alcuni dei ‘pesi massimi’ della nostra galleria: non solo nella sala del Botticelli, ma anche di fronte alla Medusa del Caravaggio”. #### Un altro sport sceglie la cardio-protezione sicura di HeartSine: EMD112 sigla la convenzione con la FITET – Federazione Italiana Tennis Tavolo È stata siglata in questi giorni la convenzione tra la Divisione medicale di Echoes srl e la FITET, con l’obiettivo di incrementare la sensibilizzazione sull’importanza di cardio-proteggere con i defibrillatori anche questo ambiente sportivo e ridurre in questo modo la percentuale di decessi causati da arresto cardiaco. I defibrillatori del resto sono gli unici in grado di salvare il maggior numero di vite. Come detto, la sottoscrizione dell’accordo tra EMD112 e FITET, la Federazione Italiana Tennis Tavolo, è prima di tutto una valida campagna di sensibilizzazione sul corretto comportamento da tenere in caso una persona sia colpita da arresto cardiaco. La convenzione garantisce diversi servizi nell’ambito della cardio-protezione sia alla Federazione nazionale sia ai suoi affiliati. Tra i servizi troviamo la consulenza in merito alla fornitura di DAE e alla formazione del personale. La convezione, a carattere esclusivo, prevede, inoltre, per tutte le associazioni affiliate la possibilità di acquistare un DAE a prezzi convenzionati. Fino alla fine di febbraio 2015, inoltre, Echoes srl manterrà attiva una promozione: ogni 6 persone che frequenteranno il corso BLS-D, due avranno la possibilità di seguirlo gratuitamente. Ma non è tutto. Con la convenzione, EMD112 sarà al fianco della Federazione Italiana Tennis Tavolo come sponsor durante tantissimi eventi sportivi, come i campionati giovanili e senior in programma nel 2015. Sarà un’occasione importante per fare capire ad atleti e sportivi l’importanza di avere un defibrillatore in loco da poter utilizzare in caso di arresto cardiaco. L’accordo tra Echoes e FITET garantirà, inoltre, spazio ai defibrillatori samaritan HeartSine anche sul sito della FITET e sulle riviste della Federazione che saranno pubblicate nel 2015: un altro modo per incrementare la sensibilizzazione verso la cardio-protezione degli ambienti sportivi. La convenzione tra EMD112 e FITET risponde anche alle recenti disposizioni di legge in materia di cardio-protezione. Per cercare di abbattere il numero di decessi dovuti ad arresti cardiaci, il Governo italiano sta regolamentando la dotazione di defibrillatori da parte dei centri sportivi. Il Decreto Balduzzi del 2013 stabilisce l’obbligo per i centri sportivi, anche non agonistici (questi ultimi avranno tempo fino al 1° settembre 2015 per adeguarsi alla normativa), di munirsi di defibrillatori e di formare al loro utilizzo il proprio personale. Secondo le statistiche riguardanti i casi di arresto cardiaco in Italia, il 75% delle persone colpite avrebbe salva la vita se si intervenisse tempestivamente con un defibrillatore. Un dato significativo, considerando che i decessi per arresto cardiaco registrati in un anno in Italia sono circa 70 mila. Il primo passo per ridurre questi dati è l’aumento dell’informazione sul ruolo salvavita di un defibrillatore: la presenza di un DAE nelle vicinanze di una persona colpita da arresto cardiaco permette di ridurre sensibilmente i tempi di intervento. Il tempo utile per evitare decesso e danni al paziente non dovrebbe superare i 5 minuti. Oggi il tempo di intervento è di 10-15 minuti, con un tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco di appena 2%. I dispositivi salvavita DAE sono peraltro strumenti facili da utilizzare e alla portata di tutti. Tutti i defibrillatori samaritan PAD forniti da Echoes srl, main partner per l’Italia dei defibrillatori HeartSine, l’azienda europea leader al mondo nella produzione di dispostivi salvavita, sono dotati di semplici e intuitivi comandi vocali e visivi in grado di guidare il soccorritore nello svolgimento corretto del massaggio cardiaco. Salva #### Un anno importante per EMD112, ricco di cambiamenti, traguardi raggiunti e nuovi obiettivi Il 2016 è un anno importante per la nostra azienda. Echoes Srl ha cambiato sede, ha cambiato il nome della divisione elettromedicale in EMD112 e lancia il ventilatore d’emergenza EVE di Stephan. Venerdì 30 Settembre 2016 si è svolta l’inaugurazione della nuova sede EMD112, occasione per visitarla e vedere i prodotti commercializzati da vicino, ma è stato anche un momento di condivisione del nostro percorso di crescita, dei traguardi raggiunti e dei nuovi ambiziosi ma perseguibili obiettivi. La serata ha visto la presenza di numerosi ospiti, tra cui il Sindaco di Scarperia e San Piero e Presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello, Federico Ignesti, la stampa locale nelle persone di Saverio Zeni (OK Mugello) e Elissa Spedalieri (Il Galletto), Fabrizio Papponetti di Defibrillatori Italia, distributore HeartSine per l’Abruzzo, OttoPharma, Il Sole 24 Ore, l’agenzia di comunicazione e digital strategies About Solution – Zaki, Luca Marconi, pilota del campionato mondiale FIM CUP SuperStock1000 e mondiale FIM EWC – Endurance World Championship (che il giorno seguente ha ottenuto la Pole Position nel vicino circuito del Mugello all’interno della Coppa Italia – CIV), l’azienda campana Medifer, i sigg. Zito e Rizzo di FarExpress, nostri nuovi partner con i quali abbiamo significativi programmi di sviluppo, e molti altri. Il 2016 ha visto il trasferimento di Echoes nella nuova sede di Scarperia e San Piero (Firenze), più grande ed adatta alla realtà che siamo divenuti oggi. Oltre 640mq di spazio tra uffici, magazzino ed area espositiva. La fotogallery completa dell’evento è disponibile alla pagina https://www.facebook.com/emd112/photos/?tab=album&album_id=1483331998349774 . In concomitanza con questo importante avvenimento, anche il nome della Divisione Medicale (Echoes Medical Division) cambia nome, da EMD118 a EMD112, per adeguarsi al nuovo numero unico di emergenza europeo 112 (NUE), ad oggi già parzialmente attivo, a breve sostituirà tutti gli altri numeri di emergenza in Italia. Inoltre, perseguendo la propria Mission di individuazione di prodotti di altissima qualità dal mercato globale alla gestione e distribuzione per il mercato italiano, EMD112 lancia sul mercato italiano EVE, un ventilatore d’emergenza per respirazione intensiva, portatile e leggero. Un nuovo concetto di ventilazione in mobilità per l’Emergenza e l’Intensive Care, prodotto dall’azienda tedesca Stephan, che da oltre 50 anni ricopre un ruolo di leadership nel mercato medicale mondiale. Il 2016 è ricco numerose altre ulteriori iniziative ed attività, come ad esempio l’impiego, per la prima volta nel settore medicale-sanitario, della realtà aumentata per favorire il processo informativo con un nuovo modo di comunicare, interattivo e multimediale, in grado di abbattere alcune barriere comunicative e favorire il processo di divulgazione in merito alla cultura della cardioprotezione. In questi 12 anni, dalla fondazione di Echoes nel 2004 ad oggi, abbiamo raggiunto importanti traguardi, registrando una forte crescita da quando l’azienda è diventata Master Distributor per l’Italia dei defibrillatori HeartSine 3 anni fa. EMD112 ringrazia tutti coloro che si sono uniti a noi in questa giornata, ed anche chi purtroppo non è riuscito ad essere presente ma che comunque ha testimoniato il proprio sostegno ed apprezzamento e che con noi condivide etica, professionalità ed impegno. Un grazie in particolare a tutto il personale EMD112, ai familiari ed amici presenti, a tutti i collaboratori esterni, distributori, agenti e partner, per il loro prezioso contributo. L’augurio è di proseguire con energia ed entusiasmo, portando innovazione ed alzando gli standard di qualità nel nostro settore, che, trattandosi di articoli di emergenza medica, possono fare una differenza fondamentale. #### Un bambino si salva in volo, ma l’emergenza rivela una criticità importante Un bambino di appena 13 mesi smette improvvisamente di respirare durante un volo internazionale decollato dall’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio e diretto a Marrakech. A migliaia di metri di quota, lontano da ospedali, pronto soccorso e soccorsi avanzati, ogni secondo può fare la differenza. Quella che poteva trasformarsi in una tragedia si è conclusa con un lieto fine grazie alla presenza a bordo di due infermieri italiani dell’ULSS 8 Berica di Vicenza, Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, che hanno risposto alla richiesta di aiuto dell’equipaggio intervenendo immediatamente per soccorrere il piccolo. La vicenda ha rapidamente attirato l’attenzione dei media nazionali, non solo per il salvataggio del bambino, ma anche per alcune criticità emerse durante l’emergenza. Criticità che sollevano una domanda importante: siamo davvero preparati ad affrontare un’emergenza quando ogni secondo conta?   Una situazione estrema gestita con professionalità e competenza Secondo quanto riportato dalle cronache, il bambino ha manifestato una grave emergenza respiratoria durante il volo, perdendo conoscenza e smettendo di respirare. I due infermieri presenti tra i passeggeri sono intervenuti immediatamente, mettendo in pratica le competenze maturate nella loro attività professionale e iniziando le manovre necessarie per mantenere in vita il piccolo. Operare in un ambiente come quello di un aereo non è semplice. Gli spazi sono ridotti, le risorse disponibili sono limitate e non esiste la possibilità di trasferire rapidamente il paziente in una struttura sanitaria. In queste situazioni, la preparazione dei soccorritori e la disponibilità di dispositivi adeguati diventano elementi determinanti. Ed è proprio su questo aspetto che la vicenda offre importanti spunti di riflessione.   Quando i dispositivi disponibili non sono adatti all’emergenza Durante il soccorso, infatti, i professionisti hanno riscontrato alcune difficoltà legate ai presidi sanitari disponibili a bordo. Tra gli aspetti maggiormente evidenziati vi è l’impossibilità di utilizzare il DAE presente sul velivolo su un paziente pediatrico, poiché il dispositivo non disponeva della configurazione necessaria per il trattamento di un bambino. Anche altri presidi medici disponibili si sono rivelati non completamente adeguati alle necessità di un paziente così piccolo, costringendo i soccorritori ad adattare le procedure e a fare affidamento soprattutto sulle proprie competenze cliniche. Il bambino si è salvato grazie all’esperienza e alla preparazione dei due infermieri. Ma la domanda che questa storia ci pone è inevitabile: cosa sarebbe successo se a bordo non ci fossero stati due professionisti sanitari?   Il vero tema non è il defibrillatore. È la cardioprotezione Quando si parla di arresto cardiaco o di emergenze tempo-dipendenti, si tende spesso a concentrare l’attenzione sulla presenza o meno di un defibrillatore. In realtà il concetto di cardioprotezione è molto più ampio. Un ambiente può definirsi realmente cardioprotetto solo quando dispone di: dispositivi adeguati alle possibili emergenze; personale formato; procedure di intervento efficaci; manutenzione e controllo costante delle attrezzature. La presenza di un defibrillatore è fondamentale, ma da sola non basta. Per essere realmente efficace, il dispositivo deve poter essere utilizzato anche nei diversi scenari che potrebbero verificarsi. Compresi quelli che coinvolgono bambini.   DAE pediatrici: una funzione spesso sottovalutata Non tutti sanno che molti defibrillatori automatici esterni possono essere utilizzati anche in età pediatrica. Per farlo, però, il dispositivo deve essere predisposto per questo utilizzo. Alcuni DAE sono dotati di uno switch pediatrico integrato che permette di passare rapidamente dalla modalità adulto alla modalità bambino semplicemente premendo un pulsante. Una volta attivata la modalità pediatrica, il defibrillatore adatta automaticamente il protocollo di trattamento e l’energia erogata alle caratteristiche del piccolo paziente. Esistono poi dispositivi che non prevedono uno switch dedicato ma riconoscono automaticamente il tipo di cartuccia installata. In questi casi, l’inserimento della cartuccia pediatrica consente al DAE di identificare il paziente come bambino e di erogare il trattamento appropriato. Si tratta di soluzioni diverse, ma accomunate dallo stesso obiettivo: garantire una defibrillazione sicura ed efficace anche nei pazienti pediatrici.   Le emergenze pediatriche esistono. E vanno considerate Nell’immaginario collettivo l’arresto cardiaco viene spesso associato a persone adulte o anziane. La realtà è diversa. Anche neonati e bambini possono essere colpiti da gravi emergenze respiratorie e cardiocircolatorie che richiedono un intervento immediato. Pur essendo meno frequenti rispetto agli eventi che coinvolgono la popolazione adulta, queste situazioni richiedono dispositivi adeguati e competenze specifiche. Per questo motivo la possibilità di intervenire anche su un paziente pediatrico dovrebbe essere presa in considerazione ogni volta che si pianifica un progetto di cardioprotezione. Scuole, centri sportivi, strutture ricettive, aziende, mezzi di trasporto, luoghi pubblici e ambienti ad alta frequentazione dovrebbero valutare attentamente questo aspetto nella scelta dei dispositivi da installare.   La differenza tra avere un DAE e avere il DAE giusto La diffusione dei defibrillatori automatici esterni negli ultimi anni ha rappresentato un passo avanti fondamentale nella lotta all’arresto cardiaco improvviso. Oggi, però, la sfida non è soltanto aumentare il numero di dispositivi presenti sul territorio. La vera sfida è garantire che quei dispositivi siano realmente pronti a rispondere alle emergenze che potrebbero verificarsi. Quando si valuta un programma di cardioprotezione è importante considerare: la possibilità di utilizzo in età pediatrica; la semplicità di attivazione della modalità bambino; la disponibilità di elettrodi o cartucce pediatriche; la manutenzione periodica; la formazione dei soccorritori; l’integrazione con un piano di emergenza efficace. Perché un dispositivo inutilizzabile nel momento del bisogno rischia di trasformarsi in un’opportunità mancata. Questa vicenda dimostra ancora una volta che la differenza tra un lieto fine e una tragedia può dipendere da una catena di fattori: formazione, tempestività, competenze e strumenti adeguati.   La storia del bambino salvato in volo è prima di tutto una storia di professionalità, preparazione e coraggio. È il racconto di due infermieri che, trovandosi nel posto giusto al momento giusto, hanno saputo fare la differenza. Ma è anche una storia che ci invita a riflettere. Le emergenze non avvisano. Possono verificarsi ovunque: in viaggio, sul posto di lavoro, a scuola, durante una manifestazione sportiva o nella vita di tutti i giorni. Per questo la cardioprotezione non dovrebbe mai essere considerata un semplice adempimento normativo o la mera presenza di un dispositivo. Dovrebbe essere vista come un sistema completo, capace di garantire la migliore risposta possibile a chiunque abbia bisogno di aiuto. Perché quando ogni secondo conta, essere preparati può fare la differenza tra perdere una vita e riuscire a salvarla. #### Un cuore salvato, un dono per il futuro: la storia di Marcello e Alessandro Nel luglio 2023, Marcello Amadori, 52 anni e tre figli, è stato colpito da un arresto cardiaco e salvato grazie all’intervento tempestivo di Alessandro Dioni, un ragazzo di 16 anni che, mentre era insieme a degli amici ha capito subito cosa stava accadendo; Alessandro conosceva solo qualche nozione imparata a scuola ma non aveva mai usato un DAE prima, nonostante questo ha prontamente utilizzato il defibrillatore riuscendo a rianimare Marcello. È importante sapere che, anche se non abbiamo una formazione specifica, in presenza di un arresto cardiaco qualora non fossero presenti i soccorsi dobbiamo sempre intervenire, il DAE oppure il 118 fornirà le indicazioni necessarie sui passaggi da seguire. Circa un anno dopo, Amadori ha deciso di esprimere la sua gratitudine donando un DAE all’Associazione Pronto Donna di Arezzo, un’associazione di volontariato contro la violenza sulle donne con sede in Piazza delle Logge del Grano n.15, un gesto che potrebbe salvare altre vite in futuro. Sono felice di aver donato a un’associazione che si batte contro la violenza sulle donne. La mia esperienza insegna che più DAE ci sono sul territorio più possibilità ci sono di salvare vite. afferma Marcello. Questa donazione rientra nel programma “Forward Hearts“, un’iniziativa che consente a chi sopravvive ad un arresto cardiaco improvviso di “restituire” il dono della vita, donando a loro volta un defibrillatore a un’organizzazione a piacere. Il proprietario del defibrillatore, invece, riceverà una cartuccia PAD/Pak identica a quella utilizzata durante l’intervento. Lo scopo del programma è quello di diffondere la presenza di DAE nelle comunità, aumentando le possibilità di intervento tempestivo in caso di emergenze cardiache. Con questa iniziativa non solo si celebra la vita salvata, ma si contribuisce anche a diffondere la cultura della cardioprotezione, aumentando la presenza di DAE sul territorio e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza di una risposta rapida in caso di emergenze cardiache. La donazione di Amadori all’Associazione Pronto Donna di Arezzo rappresenta un esempio concreto di come un’esperienza personale possa trasformarsi in un’opportunità per proteggere e salvare altre vite. Ciò dimostra ulteriormente quanto siano importanti la presenza di DAE accessibili in luoghi pubblici e la promozione e formazione sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) tra i cittadini. In Italia, la presenza dei DAE e la formazione al loro utilizzo stanno crescendo, grazie anche a programmi come “Forward Hearts” e all’impegno di associazioni e istituzioni locali. Tuttavia, è fondamentale continuare a promuovere la cultura della cardioprotezione, affinché sempre più persone possano intervenire efficacemente in situazioni di emergenza e sempre più persone possano sopravvivere ad un arresto cardiaco improvviso. Il nostro ultimo articolo tratta proprio del programma ‘Forward Hearts’ e invita chi possiede già un DAE a verificare se rientra nel programma. Chi invece deve acquistarne uno, può scegliere un modello aderente all’iniziativa, contribuendo così a sostenere al meglio la cardioprotezione. La storia di Marcello Amadori e Alessandro Dioni ci ricorda che la prontezza nell’intervenire e la disponibilità di strumenti salvavita come i DAE possono fare la differenza tra la vita e la morte. Investire nella diffusione dei defibrillatori e nella formazione della popolazione rappresenta un passo cruciale verso comunità più sicure e preparate ad affrontare le emergenze cardiache. #### Un DAE samaritan donato da Emd112 a gennaio ha salvato una vita presso il TH Roma Carpegna Palace Il 14 gennaio 2023 Emd112® ha partecipato all’iniziativa benefica organizzata da “Un cuore per Tutti….Tutti per un Cuore” Onlus, presieduta dal Prof. Ivo Pulcini, donando 5 DAE HertSine® samaritan® PAD 350P . La raccolta fondi è stata destinata a favore dei bambini più bisognosi in Argentina e in Tibet, e per salvare la vita ai bambini cardiopatici. Uno dei DAE donati, è stato installato presso l’hotel che ha ospitato l’evento, il TH Roma – Carpegna Palace. Il TH Roma – Carpegna Palace Hotel costituisce un’imponente struttura dall’ispirazione rinascimentale, impreziosita da un giardino privato con accesso esclusivo al magnifico parco di Villa Carpegna. La struttura è situata a soli 2 km dalla celebre Piazza San Pietro, a pochi passi dalla stazione della metropolitana Cornelia, ed è dotata di 203 camere, 2 ristoranti, 1 bar con area esterna, una chiesa privata, una cappella, 6 sale meeting, una sala cinema, una palestra attrezzata e un centro benessere. Domenica 12 marzo, a distanza di 2 mesi dalla donazione, un uomo di circa 60 anni, è stato colto da un malore mentre si trovava in hotel. A prestare soccorso, un medico presente in hotel, che ha prontamente identificato l’arresto cardiaco e applicato il DAE samaritan® disponibile nella struttura, salvando così la vita all’uomo. Come ben sanno i nostri clienti e soprattutto le numerose persone che ogni anno vengono salvate dai nostri DAE, Stryker® crede così fortemente nella cardioprotezione, tanto da essere l’unica azienda al mondo a donare un nuovo DAE per ogni vita salvata. Il programma prende il nome di Forward Hearts. Emd112® entrerà in contatto con l’uomo salvato, che potrà destinare il DAE a un ente, associazione sportiva, luogo pubblico o azienda di propria scelta. #### Un DAE samaritan rianima un dodicenne in vacanza, la cardioprotezione che fa davvero la differenza Giovedì, nel cuore della pineta di Torrenuova a San Vincenzo (Livorno), un bambino olandese di 12 anni ha accusato un malore e successivo arresto cardiaco mentre nuotava nella piscina del Park Albatros Village. In pochi istanti bagnini, animatori e alcuni ospiti lo hanno estratto dall’acqua e hanno iniziato le manovre BLS-D; ancora una volta, sa salvare una vita è stato un DAE samaritan®,distribuito in Italia da EMD112, ha analizzato il ritmo in meno di otto secondi, erogando lo shock che ha riavviato il cuore del piccolo prima dell’arrivo dei professionisti sanitari. I DAE samaritan® sono tra i più veloci presenti sul mercato globale, richiedono un tempo massimo di 6 secondi per eseguire la diagnosi del ritmo cardiaco e impiegano meno di 8 secondi per caricare la scarica. Contemporaneamente la centrale NUE 112 ha inviato l’ambulanza della Croce Rossa di Venturina con infermiere del 118 e quella della Croce Rossa di Piombino con il medico del 118. Il team ha proseguito le cure fino ai primi segni di ripresa, quindi, ha affidato il paziente all’elisoccorso Pegaso per il trasferimento d’urgenza all’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dove ora è monitorato in prognosi riservata. Se il lieto fine di San Vincenzo colpisce per la prontezza dei soccorsi, pone però l’accento su un tema spesso sottovalutato:non tutti i defibrillatori hanno le stesse capacità salvavita. Il DAE samaritan® abbina involucro IP56 resistente a polvere e liquidi, cartuccia “Pad Pak” con batteria ed elettrodi a scadenza quadriennale, autodiagnosi quotidiana, garanzia base di otto anni estendibile a dieci, onda bifasica SCOPE® (in grado di modulare l’energia erogata in base all’impedenza del paziente), e molto altro. Ogni dettaglio riduce tempi morti e margine d’errore, in un contesto in cui un ritardo di sessanta secondi può far crollare del 10 % la probabilità di sopravvivenza. Perché un DAE fa la differenza? Affidabilità clinica certificata con studi indipendenti e database internazionali di salvataggio, che costituiscono le basi dell’algoritmo di analisi. Maggiore è il database di casi analizzati, maggiore è l’affinamento dell’algoritmo e delle relative capacità di gestire nel migliore dei modi analisi e defibrillazione. Rapidità di analisi e ricarica che accorcia il “no flow time”, ogni secondo è fondamentale in un arresto cardiaco; Scarica personalizzata sulla base dell’impedenza del soggetto (dipendente dalla sua corporatura). Persone con strutture differenti, necessitano di scariche specifiche. I DAE samaritan® sono in grado di valutare range molto ampi, fornendo scariche estremamente puntuali; Robustezza meccanica e grado di protezione elevato (IP56) per ambienti impegnativi come piscine o stabilimenti balneari e spiagge; Autonomia dei consumabili e costi di gestione sostenibili; Copertura di garanzia estesa e formazione continua offerta dal distributore. Se desideri maggiori informazioni per effettuare un acquisto consapevole su DAE dalle massime capacità salvavita, ti invitiamo a leggere la guida all’acquisto del defibrillatore. EMD112 accompagna enti pubblici, scuole, strutture ricettive e aziende con audit gratuiti di cardioprotezione, installazione di teche intelligenti, programmi di manutenzione programmata, corsi BLS-D periodici, servizi di telecontrollo, sostituzione immediata del dispositivo dopo l’uso: un ecosistema integrato che trasforma la semplice presenza di un DAE in una vera rete salvavita. L’estate è alle porte e i flussi turistici verso le località balneari cresceranno esponenzialmente. EMD112 sta collaborando con amministrazioni ed operatori del settore hospitality per colmare eventuali “zone d’ombra” nell’accesso rapido al defibrillatore e nella cardioprotezione (anche) degli stabilimenti balneari. Chi desidera  ricevere una consulenza personalizzata puoi contattarci e contribuire a fare della prossima stagione la più cardioprotetta di sempre, perché la sicurezza non è un lusso, ma un diritto che inizia da scelte consapevoli. #### Un defibrillatore LIFEPAK CR2 ad ogni fermata della tramvia di Firenze per un totale di 36 DAE pubblici Ad ogni fermata delle 3 linee della Tramvia di Firenze sarà installato un defibrillatore per un tortale di 36 apparecchi. Le fermate saranno anche dotate di altrettante telecamere di videosorveglianza. Questo è quanto definito dalla giunta comunale nella seduta di martedì 9 aprile 2019, approvando una delibera presentata dal Sindaco di Firenze Dario Nardella. Il Sindaco Nardella ha effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo alla fermata del tram in piazza dell’Unità italiana, una delle fermate dove nelle prossime settimane sarà installato uno di questi DAE. Con lui erano presenti l’assessore al Welfare Sara Funaro, il consigliere speciale del sindaco per la promozione di stili di vita corretti ed educazione alla salute Nicola Armentano, il presidente dell’Associazione 0-0 Italia onlus Paolo Dandi e Simone Gianassi, Chief Financial Officer di Tram di Firenze SpA. “Va avanti il nostro piano per la tutela della salute dei cittadini – ha commentato il sindaco di Firenze Nardella – In Italia ogni ora 7 persone vengono colpite da arresto cardiaco e il fattore tempo è fondamentale: 1 minuto guadagnato nei soccorsi si traduce nel 10% in più di persone salvate. Per questo abbiamo varato un piano ambizioso per installare i defibrillatori in tutti gli spazi pubblici della città. Siamo partiti con i centri commerciali, le scuole, gli impianti sportivi e adesso è il turno delle tramvie. Ad ogni fermata sarà collocato un apparecchio, grazie all’Associazione 0-0 Italia e al progetto di volontariato in collegamento con il 112, le strutture sanitarie del Comune e della Regione Toscana”. “Ancora un tassello del nostro piano di cardioprotezione della città – ha dichiarato l’assessore Funaro – che può contare anche sulla collaborazione di tante associazioni e realtà cittadine. Ringrazio 0-0 Italia per la loro iniziativa che ci consentirà di ampliare in modo significativo la rete delle postazioni di defibrillatori in città”. Il consigliere Armentano ha sottolineato la scelta strategica di collocare i defibrillatori pubblici nei luoghi più frequentati e di maggior interesse della città di Firenze: “L’obiettivo è far scattare nei cittadini una sorta di automatismo mentale, ovvero che in caso di malore nelle zone più frequentate, lungo le tramvie, nei centri commerciali e via dicendo possono trovare un defibrillatore nelle vicinanze perché il tempo, anche secondi, in situazioni di arresto cardiaco può fare la differenza tra la vita e la morte”. I defibrillatori saranno installati a ogni fermata, ad eccezione di quelle dove ci sono già, a cura e a spese di 0-0 Italia Onlus, che ha manifestato l’intenzione di finanziarlo anche mediante proprie ed autonome iniziative di raccolta fondi. Si tratta di dispositivi di semplice impiego, studiati per il mondo laico, quindi per l’impiego senza nessuna competenza professionale, di ultima generazione, dotati anche di audio con le istruzioni per l’uso. Saranno installati alle fermate corredati da un pannello informativo e guida all’intervento. In base all’accordo approvato dalla giunta tra Comune, Tram di Firenze SpA, Gest SpA e 0-0 Italia Onlus, quest’ultima si farà carico anche della sostituzione degli apparecchi che non funzionanti entro 3 giorni dal rilevamento del malfunzionamento. L’intento del Comune è quello di installare i defibrillatori in tutti gli spazi pubblici della città. Le fermate del tram sono inserite in un contesto urbano e pubblico e, in questo caso, i defibrillatori sono da intendersi per la città e per i cittadini e non al solo servizio di chi prende il tram. I defibrillatori sono stati selezionati con cura, e la scelta è stata per il defibrillatore Physio-Control LIFEPAK® CR2, azienda parte del gruppo Stryker Corporation. Si tratta di uno dei defibrillatori più avanzati presenti sul mercato globale, prodotto e commercializzato dall’azienda che ha il catalogo più ampio, completo presente in commercio, al vertice per qualità e garanzie. Oltre alla visione ed approccio di impiego e diffusione strategica di questi strumenti salvavita sul territorio, la qualità dei defibrillatori scelti è un ulteriore valore messo a disposizione dei cittadini fiorentini e della comunità. #### Un defibrillatore per la sicurezza dei più piccoli Un gesto concreto a tutela della salute dei bambini e della comunità che ha permesso all’asilo comunale “I bambini di Beslan” di Civitavecchia di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico Vivest PowerBeat X1P, grazie alla donazione effettuata da EMD112 in collaborazione con Squicciarini Rescue Srl e il Dott. Marco Squicciarini. La consegna del dispositivo è avvenuta a seguito dell’evento formativo del 7 febbraio scorso, organizzato dalla Asl Roma 4 e da Squicciarini Rescue all’interno del progetto “La vita è un viaggio, rendilo sicuro”. L’iniziativa, tenutasi presso l’Aula Consiliare Pucci del Comune di Civitavecchia, ha coinvolto studenti delle scuole superiori, cittadini e personale sanitario in un corso gratuito di manovre salvavita pediatriche, con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e dell’intervento tempestivo in caso di emergenza. La donazione rappresenta un nuovo tassello del percorso promosso dal Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma 4 nell’ambito dei Piani Regionali della Prevenzione (PRP), in particolare attraverso i programmi PP05 “Sicurezza negli ambienti di vita” e PP01 “Scuole che Promuovono Salute (SPS)”. La dotazione del DAE trasforma l’asilo “I bambini di Beslan” in un vero e proprio luogo cardio-protetto, con personale formato alle manovre BLSD e al primo soccorso, dove la prontezza nell’uso del defibrillatore può fare la differenza tra la vita e la morte. «Ringraziamo la EMD112, società che ha generosamente donato il defibrillatore – ha commentato la Dott.ssa Laura Leggio, istruttrice e referente Squicciarini Rescue – Un gesto importante che dimostra quanto la collaborazione tra enti pubblici, privati e realtà del territorio possa produrre risultati concreti e duraturi». La donazione assume un significato ancora più profondo considerato il nome dell’asilo, “I bambini di Beslan”, che ricorda una delle più gravi tragedie scolastiche a livello internazionale. Da Civitavecchia arriva oggi un messaggio diverso, quello di una comunità che si forma, si organizza e non si volta dall’altra parte di fronte alle emergenze, promuovendo una cultura della sicurezza fin dall’infanzia. «Con attività mirate e la collaborazione tra istituzioni, scuola e sanità – ha aggiunto il Dott. Luca Casagni, Referente Aziendale del programma SPS – si può davvero fare la differenza. La consegna del DAE rappresenta un investimento in salute, ma soprattutto in civiltà». Il defibrillatore Vivest PowerBeat X1P (A1), modello donato all’asilo, si distingue per la sua elevata affidabilità e facilità d’uso. Un peso di appena 1,4 kg e un tempo di erogazione dello shock entro 7 secondi dall’analisi, è tra i dispositivi più rapidi e intuitivi sul mercato. Dotato di istruzioni audio e visive chiare, switch pediatrico, registrazione dell’ECG fino a 8 ore, protezione IP55 e autotest quotidiani, il DAE è progettato per garantire la massima prontezza in ogni situazione. «Siamo orgogliosi di aver contribuito, insieme al Dott. Marco Squicciarini e alla sua squadra, a rendere più sicuro un ambiente frequentato ogni giorno da bambini e insegnanti – dichiara l’Ing. Domizia Martelli, Sales & Technical Manager di EMD112 – La cardioprotezione nelle scuole è un segnale concreto di attenzione verso la comunità e la vita. Vedere sempre più strutture dotate di DAE e personale formato è la testimonianza di una sensibilità crescente verso la prevenzione delle morti cardiache improvvise». La cerimonia di consegna si è svolta alla presenza della vicesindaca di Civitavecchia, Dott.ssa Stefania Tinti, dei referenti della ASL Roma 4 e di numerosi cittadini, rafforzando il messaggio che solo la sinergia tra istituzioni, associazioni e privati può trasformare la cultura della sicurezza in un patrimonio collettivo. #### Un defibrillatore per ogni scuola e impianto sportivo di Firenze Sono 80 i defibrillatori HeartSine, modello samaritan PAD 350P, installati in questi giorni nelle palestre scolastiche comunali e negli impianti sportivi in gestione diretta del Comune di Firenze. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Firenze, in collaborazione con EMD118, e permetterà di garantire un intervento repentino in caso una persona sia colpita da un arresto cardiaco improvviso. Gli 80 defibrillatori di HeartSine cardio-proteggono da oggi le palestre scolastiche comunali, di pertinenza della Città Metropolitana di Firenze, e gli impianti sportivi in gestione diretta. In particolare 59 palestre scolastiche di scuole primarie e scuole medie inferiori; 12 palestre di scuole medie superiori; 9 impianti sportivi in gestione diretta (Piscina Paolo Costoli, Campo scuola Sorgane, Palestra specialistica Sorgane, Palestra specialistica Montagnola, Ciclodromo G. Cenni, Impianto sportivo Polivalente Soffiano, Campo atletica B. Betti, Palamattioli, Palavalenti). Il progetto di cardio-protezione di palestre scolastiche e impianti sportivi è stato voluto dall’Amministrazione comunale di Firenze, che ha indetto un bando per l’installazione dei defibrillatori negli edifici scolastici e sportivi, vinto appunto da EMD118. Simone Madiai, amministratore delegato di EMD118, spiega: «Con questo intervento non andremo soltanto a installare 80 defibrillatori, cardio-proteggendo sportivi, alunni, studenti, docenti, personale scolastico. Il nostro obiettivo è di offrire un servizio per avvicinare bambini, ragazzi e adulti alla cardio-protezione. Per questo oltre ai defibrillatori installeremo negli edifici anche pannelli informativi dedicati all’utilizzo del defibrillatore e alla catena della sopravvivenza. L’obiettivo è di rendere le persone, a cominciare dai più piccoli, sempre più consapevoli sul significato di cardio-protezione, e sul bisogno di intervenire prontamente in caso qualcuno vicino a noi sia colpito da arresto cardiaco». Cristina Giachi, vicesindaco e assessore all’educazione del Comune di Firenze, dichiara: «Era urgente dotare i luoghi maggiormente frequentati di questi apparecchi che in pochi e preziosi istanti consentono di rianimare un cuore che è impazzito o si è fermato. I defibrillatori sono gli unici a poter salvare la vita a persone che subiscono un’improvvisa aritmia cardiaca. Ogni minuto che passa vale il 10% di possibilità di sopravvivere. Salute e sicurezza sono le due direttrici lungo le quali viaggia un’iniziativa di questo tipo». Andrea Vannucci, assessore allo sport del Comune di Firenze, aggiunge: «Firenze è stato il primo comune ad anticipare gli obblighi normativi sui defibrillatori. Già da due anni abbiamo firmato un accordo con le società sportive per rendere economicamente accessibile l’acquisto dei defibrillatori e sostenere i percorsi formativi. Rimaneva il grande tema delle palestre scolastiche, in cui migliaia di ragazze e ragazzi fanno sport tutti i giorni. Un tema finora lasciato scoperto dalla normativa regionale, che non definiva le competenze per l’installazione. Per questo, non solo abbiamo fatto la nostra parte ma siamo andati oltre con un piano integrato che porterà un defibrillatore in ogni palestra». #### Un passante e dei soccorritori salvano un uomo colto da arresto cardiaco in un bar di Genova Bastano pochi secondi per cambiare una vita: un uomo di 66 anni è stato colto da un arresto cardiaco all’interno di un bar in via di Porta Soprana, nel cuore di Genova. Una situazione che poteva avere un esito tragico si è trasformata in una storia di speranza grazie alla prontezza di un passante e alla professionalità dei soccorritori. L’intervento tempestivo che ha salvato una vita Era circa le 20:15 quando al 112 è arrivata la chiamata per una perdita di coscienza. In pochi minuti, il distaccamento Carignano della Croce Bianca Genovese è intervenuto, inizialmente in codice giallo. Tuttavia, all’arrivo dei soccorritori, l’uomo era già in arresto cardiaco. Proprio in quei cruciali minuti, un passante ha iniziato le compressioni toraciche, mantenendo attivo il minimo circolo necessario per guadagnare tempo prezioso. L’intervento della Croce Bianca e dell’automedica Golf 1 ha proseguito con la rianimazione cardiopolmonare, integrando l’uso del defibrillatore. Grazie a questa catena di soccorso efficiente, il ritmo cardiaco dell’uomo è stato ripristinato e, dopo circa mezz’ora di manovre, è stato stabilizzato e trasportato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Galliera. L’importanza della formazione e dei defibrillatori Questa vicenda evidenzia quanto conti il primo minuto: intervenire tempestivamente può fare la differenza tra la vita e la morte. La presenza di persone formate in primo soccorso e l’accesso a un defibrillatore può trasformare un possibile tragico epilogo in un lieto fine. Investire nella cardioprotezione, con corsi BLSD per cittadini e operatori e aumentando la disponibilità di defibrillatori, non è più una scelta secondaria, ma una priorità per la sicurezza di tutti. #### Un podcast Spotify con il racconto degli atleti sopravvissuti a un Arresto Cardiaco Nei giorni scorsi è stato pubblicato un interessante articolo su OMAR- Osservatorio Malattie Rate, incentrato sull’incidenza dell’Arresto Cardiaco Improvviso (ACI oppure MCI – Morte Cardiaca Improvvisa). Con la diffusione dei media e la presenza sempre maggiore a eventi sportivi, anche minori, ma anche per una capillare distribuzione dei telefoni cellulari, molto spesso connessi a profili social, gli eventi di malori sul campo da gioco durante una partita o gara, porta sempre più frequentemente a riprendere e diffondere questi eventi, consentendo a un largo pubblico di venirne a conoscenza. Molti si chiedono se sia o meno lo sport a innescare negli atleti aritmie pericolose. Questo nonostante gli atleti siano soggetti a controlli medici accurati, soprattutto in ambito agonistico. Il racconto degli atleti sopravvissuti a arresto cardiaco sono state raccolte su Controtempo, un podcast disponibile su molte piattaforme. Lo sport può innescare le aritmie pericolose negli atleti? “L’arresto cardiaco improvviso negli atleti è uno dei più grandi enigmi della medicina, perché ancora oggi è difficile da prevedere – commenta Cinzia Pozzi, giornalista scientifica e autrice del podcast, che prosegue – Questo, però, non significa che non si continui a fare dei passi avanti per tentare di ridurne l’incidenza nella popolazione, sia in termini di ricerca scientifica che dalla società.” Richiamando i primi casi che fecero clamore sulla stampa italiana, quelli del pallavolista Vigor Bovolenta e del calciatore Piermario Morosini, entrambi scomparsi per AC nella primavera del 2012, sotto gli sguardi del pubblico prsente e dei telespettatori collegati. Il podcast ripercorre gli avvenimenti fondamentali rivolti al contrasto alla morte per arresto cardiaco negli ultimi 10 anni, dalla scoperta che cicatrici sul tessuto cardiaco possono alterare la conduzione elettrica nel cuore, al riconoscimento dell’importanza dell’ECG nella visita medico-sportiva per individuare precocemente gli atleti più a rischio di aritmie pericolose e potenzialmente mortali. Si conta meno di un caso ogni 100.000/anno, ma nonostante sia un evento poco frequente, l’arresto cardiaco colpisce maggiormente chi fa sport ad alti livelli rispetto a chi è più sedentario. L’esercizio fisico, infatti, agisce da “trigger”, ovvero da attivatore di un disturbo cardiaco sottostante che potrebbe altrimenti rimanere silenzioso oppure manifestarsi con sintomi più lievi, come nel caso di Caterina, ex-nuotatrice e protagonista del terzo episodio del podcast insieme a suo babbo Alberto. Caterina e Alberto sono entrambi affetti da cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, la patologia più frequentemente diagnosticata nei giovani atleti, solo la ragazza ha finora manifestato delle artimie ventricolari, quelle più temute e che hanno reso necessario l’impianto di un defibrillatore cardiaco, proprio perché è l’unica in famiglia ad aver praticato sport a livello agonistico. Se una malattia coronarica è la principale causa di arresto cardiaco negli over 35, nei più giovani le aritmie pericolose sono innescate per lo più dalle canalopatie cardiache, malattie rare e congenite come la sindrome di Brugada, la sindrome del QT lungo, la sindrome del QT corto e la tachicardia ventricolare polimorfa catecolaminergica (CPVT). “Si tende spesso a considerare un arresto cardiaco come una tragedia isolata, scampata la quale la vita torna quella di prima, e in parte può essere così – illustra Cinzia Pozzi, affetta da CPVT – Però, la vita dopo un evento del genere o, più in generale, delle persone diagnosticate ad alto rischio di aritmie pericolose, è anche accompagnata da molta incertezza per il futuro. È il riflesso di conoscenze mediche in continua evoluzione ma che oggi non riescono, ad esempio, a predire con esattezza se e quando un nuovo episodio possa capitare, oppure a spiegare ogni caso con la genetica, dal momento che solo pochi geni difettosi sono stati finora individuati. Attraverso queste storie, ho voluto offrire uno sguardo diverso sul tema, che vada oltre il singolo caso di cronaca per ricordarci che, dietro a uno sportivo che cade sul campo da gioco o in una gara, ci sono intere famiglie per cui l’arresto cardiaco rappresenta un momento spartiacque.” Tra i temi affrontati nel podcast, vi è anche quello dell’importanza delle manovre di Primo Soccorso RCP e BLSD, della defibrillazione precoce (ovvero immediata, poco dopo il verificarsi dell’evento), e di come stia evolvendo lo scenario normativo in Italia. La norme di riferimento infatti,  sono la (recente)  legge 4 agosto 2021, n. 116  “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici. (21G00126)”, che prevede e supporta un piano per la diffusione capillare di DAE (automatici e semiautomatici) nei luoghi pubblici, mezzi di trasporto e stazioni ed in tutta la pubblica amministrazione e la Legge 8 novembre 2012, n. 189  e successive modifiche (impostata sulla base dal Decreto Balduzzi), che definisce l’obbligo di dotazione, manutenzione e impiego del defibrillatore per le società sportive. Puoi ascolare il podcast a questo indirizzo: https://open.spotify.com/show/1p2dmGdm8F6PcFoxwpbffb?si=e344b56717ab4c83&nd=1   Fonte: https://www.osservatoriomalattierare.it/news/attualita/18650-arresto-cardiaco-improvviso-negli-atleti-in-un-podcast-le-voci-di-chi-e-sopravvissuto   #### Un unico battito per salvare vite: EMD112 e Davide Patron donano il primo DAE Sabato 15 marzo 2025 si è svolto un evento che resterà nei cuori di chi crede davvero nell’importanza di salvaguardare la vita umana: grazie a una speciale collaborazione tra EMD112 e l’influencer e insegnante di inglese Davide Patron, è stato donato alla Protezione Civile di Legnano il primo di una serie di defibrillatori destinati a potenziare la rete di cardioprotezione in Italia. L’incontro, organizzato da Mirco Jurinovich – cuore pulsante dell’associazione “Sessantamilavitedasalvare” – ha avuto luogo nell’affascinante cornice del Castello Visconteo di Legnano, all’interno della Sala Previati. In questa occasione, il defibrillatore donato da EMD112 a Davide Patron, che a sua volta, grazie alla preziosa regia di Jurinovich, lo ha destinato ai volontari della Protezione Civile locale, nella persona del presidente Giuliano Prandoni. La collaborazione con Davide Patron La storia di Davide Patron è nota per la sua potenza emotiva: nel maggio 2024, durante un viaggio in treno fermo alla stazione di Londra, ha subìto un arresto cardiaco improvviso. A salvarlo sono stati il tempestivo intervento di un passante, che ha iniziato subito le manovre di rianimazione, e la presenza di un defibrillatore, prontamente utilizzato. Quest’esperienza ha reso Davide ancora più consapevole di quanto la cardioprotezione e la conoscenza delle manovre salvavita possano fare la differenza tra la vita e la morte. EMD112 ha intravisto in Davide un ambasciatore ideale per sensibilizzare all’uso dei defibrillatori. Nasce così una collaborazione dal valore sociale unico, presentata ufficialmente a fine ottobre 2024, quando Patron ha comunicato ai suoi follower l’intento di lanciare una rubrica video dedicata alla cardioprotezione. A questo impegno formativo si affianca un concreto programma di donazioni: ogni mese (o quasi.. per motivi logistici e di impegni dei numerosi soggetti da coinvolgere non sempre sarà possibile effettuare donazioni con cadenza regolare!) EMD112 e Davide Patron metteranno a disposizione un defibrillatore per enti, associazioni o aziende con reale necessità, individuati anche grazie a persone autorevoli nel panorama nazionale della cardioprotezione. Il sostegno di Mirco Jurinovich per la donazione del 1° defibrillatore Determinante l’apporto di Mirco Jurinovich, presidente dell’associazione “Sessantamilavitedasalvare”: è stato lui a coordinare le attività per la consegna del primo defibrillatore alla Protezione Civile di Legnano, valorizzando le esigenze del territorio. La passione di Jurinovich, già impegnato nella lotta per una più ampia diffusione dei DAE, ha trasformato l’evento del 15 marzo in una celebrazione della solidarietà e dell’impegno civico. In occasione dell’evento, è stata presentata un’ulteriore iniziativa ideata dall’associazione Sessantamilavitedasalvare per potenziare la rete di cardioprotezione e la sicurezza nei Comuni dell’Alto Milanese. I soccorritori volontari dell’associazione sono stati dotati di 17 defibrillatori portatili pronti all’impiego che vanno a incrementare il numerodei DAE installati sul territorio. Grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, – ha detto Mirco jurinovich – abbiamo concretizzato l’idea di dotare i nostri volontari soccorritori di un defibrillatore sempre pronto all’uso da tenere in macchina per poter intervenire celermente. Il messaggio di Simone Madiai, CEO di EMD112 All’evento non ha potuto presenziare fisicamente Simone Madiai, CEO di EMD112, che tuttavia ha inviato un messaggio letto durante la cerimonia, che riportiamo in forma integrale: Buongiorno a tutti, è con grande rammarico che oggi non posso essere fisicamente presente con voi per condividere questo momento così speciale. Desidero però inviare un caloroso saluto e un sincero ringraziamento a tutte le persone riunite in questa occasione. Oggi celebriamo la donazione di un defibrillatore che, grazie al prezioso supporto di Mirco Jurinovich, presidente di “Sessantamilavitedasarvare”, viene consegnato alla Protezione Civile di Legnano. Mirco, con la sua straordinaria passione e instancabile entusiasmo, ha saputo cogliere l’opportunità di mettere in atto un gesto concreto per rafforzare la sicurezza della comunità. A lui va tutta la nostra gratitudine: è attraverso l’impegno di persone come lui che l’idea di “cardioprotezione” assume un significato ancora più profondo. Un sentito grazie anche a Davide Patron, la cui esperienza di vita ci ha toccato tutti nel profondo e ci ricorda quanto sia fondamentale diffondere la conoscenza delle manovre salvavita. Per questa occasione, Davide ha voluto farci sentire la sua vicinanza con un videomessaggio dedicato, confermando ancora una volta quanto sia importante far circolare informazioni utili a salvare vite umane. La nostra collaborazione con Davide nasce dalla comune volontà di promuovere una cultura della cardioprotezione, che possa fare la differenza tra la vita e la morte. Noi di EMD112 crediamo fermamente in questi valori e, con la donazione di un DAE, vogliamo confermare il nostro impegno concreto per salvare vite e accrescere la consapevolezza sull’importanza di interventi tempestivi in caso di emergenza cardiaca. Ancora grazie a ciascuno di voi per essere qui oggi. Il vostro entusiasmo e la vostra presenza ci incoraggiano a proseguire in questa missione condivisa. Siamo certi che, unendo forze e competenze, potremo continuare a regalare nuove speranze e a costruire, giorno dopo giorno, una rete di solidarietà sempre più estesa. Un caro saluto e un grande abbraccio a tutti, Simone Madiai CEO di EMD112 Le parole di Madiai hanno sottolineato la rilevanza di una “rete di solidarietà” che coinvolga tanto le istituzioni quanto i cittadini, con l’obiettivo di potenziare la sicurezza collettiva. Il videomessaggio di Davide Patron dall’Inghilterra Anche Davide Patron ha voluto far sentire la sua voce con un videomessaggio inviato dall’Inghilterra, in cui ha espresso rammarico per non poter essere presente di persona a un momento così significativo. Davide  ringraziato tutti i partecipanti, in particolare Mirco Jurinovich, ribadendo l’importanza di diffondere su larga scala una cultura della cardioprotezione e definendo questa donazione come la prima tappa di un progetto ambizioso per l’intero Paese. Per Patron, questo gesto – che simbolicamente “riaccende” la speranza di chiunque possa ritrovarsi in situazioni di emergenza – rappresenta il punto di partenza di un programma nazionale volto a creare una rete capillare di defibrillatori e soccorritori qualificati. L’obiettivo condiviso è salvare vite e ricordare a tutti che, in caso di arresto cardiaco, l’intervento immediato e adeguato può davvero fare la differenza. EMD112 da anni si impegna a sensibilizzare sull’uso dei DAE e sulla formazione alle manovre di primo soccorso. Ogni anno, l’azienda dona oltre 20 defibrillatori ad associazioni che dimostrano un autentico bisogno. La donazione alla Protezione Civile di Legnano testimonia la volontà di creare un movimento virtuoso, in cui ogni defibrillatore diventa parte di una rete sempre più diffusa sul territorio. L’incontro del 15 marzo, reso speciale dalla collaborazione con Davide Patron, ha raccontato la forza di un’idea: unendo competenze, sensibilità e risorse, è possibile rendere la cardioprotezione accessibile a tutti. Chiunque desideri saperne di più su questo progetto e sulle future tappe può seguire i canali ufficiali di EMD112 e di Davide Patron. Le prossime donazioni di DAE verranno annunciate passo dopo passo, coinvolgendo altre comunità e creando una rete di volontari e dispositivi sempre più capillare. Se avete suggerimenti su realtà o associazioni che potrebbero beneficiare di un defibrillatore, siete invitati a far pervenire le vostre proposte: saranno valutate con attenzione, perché ogni idea può contribuire a salvare nuove vite! #### Un uomo di 35 anni salvato la notte di Natale a Roma grazie a un defibrillatore del progetto di cardioprotezione per il Giubileo 2025 Nel primo pomeriggio del giorno di Natale, a Roma, una catena di soccorso tempestiva e coordinata ha permesso di salvare la vita a un uomo di 35 anni colpito da arresto cardiaco mentre si trovava alla guida della propria auto. Un episodio che, per dinamica e contesto, dimostra in modo concreto quanto la disponibilità immediata di un defibrillatore possa fare la differenza tra la vita e la morte. I fatti si sono svolti intorno alle 13:00 in viale Parioli. Una pattuglia del II Gruppo Parioli della Polizia Locale di Roma Capitale è stata avvicinata da una donna in evidente stato di agitazione: il marito, improvvisamente colpito da un grave malore, era privo di sensi al volante. Gli agenti hanno immediatamente allertato il 118 e avviato le prime procedure di emergenza, comprendendo fin da subito la criticità della situazione. Nel frattempo, richiamati dalle richieste di aiuto, alcuni passanti si sono fermati. Tra questi, due medici che si sono qualificati e hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. A pochi istanti di distanza è giunta una seconda pattuglia della Polizia Locale, dotata di un defibrillatore semiautomatico esterno. L’intervento combinato delle competenze mediche e del dispositivo salvavita ha consentito di ripristinare un ritmo cardiaco efficace prima dell’arrivo dei sanitari. L’uomo è stato quindi stabilizzato dal personale del 118 e trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove è stato ricoverato per le cure necessarie. All’interno dell’auto si trovava anche la figlia neonata della coppia. Con il consenso della madre, gli agenti si sono presi cura della bambina, accompagnandola presso la sede del gruppo di zona e garantendole assistenza e protezione fino al ricongiungimento con la famiglia. Un DAE del progetto di cardioprotezione per il Giubileo 2025 Il defibrillatore utilizzato durante il soccorso è uno dei dispositivi forniti da EMD112 nell’ambito del più ampio progetto di cardioprotezione attivato in vista del Giubileo 2025 per la città di Roma. Si tratta di un DAE LIFEPAK CR2, modello connesso e di ultima generazione, progettato per guidare il soccorritore passo dopo passo e per essere immediatamente operativo anche in contesti complessi e ad alta affluenza. L’episodio di Natale rappresenta una delle prime evidenze concrete dell’impatto reale di questo piano: dispositivi accessibili, visibili e pronti all’uso, affiancati da operatori e cittadini in grado di intervenire senza esitazioni nei minuti decisivi di un arresto cardiaco. In merito all’accaduto, l’Ing. Domizia Martelli, Sales & Technical Manager di EMD112, ha dichiarato in prima persona: “Quando parliamo di cardioprotezione non ci riferiamo a un concetto astratto, ma a situazioni reali, come quella vissuta il giorno di Natale ai Parioli. Sapere che uno dei defibrillatori installati all’interno del progetto per il Giubileo 2025 è stato determinante nel salvare una vita conferma il valore di ogni singola scelta fatta, dalla tecnologia utilizzata alla diffusione capillare dei DAE sul territorio.” Dal salvataggio alla prevenzione, il programma Forward Hearts A questo episodio si lega anche l’attivazione del programma Forward Hearts promosso da Stryker, produttore del defibrillatore utilizzato. Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare un evento salvavita in un’ulteriore opportunità di prevenzione: ogni volta che un defibrillatore LIFEPAK o samaritan viene impiegato con successo per salvare una persona, prende avvio un percorso che porta alla donazione di un nuovo defibrillatore. Nei prossimi giorni, attraverso il coordinamento tra il distributore locale, il sopravvissuto e l’azienda produttrice, verrà quindi avviata la procedura per la donazione di un nuovo DAE. Il dispositivo sarà destinato a un ente, un’associazione o una realtà scelta dal sopravvissuto stesso, anche in forma riservata, contribuendo ad ampliare ulteriormente la rete di cardioprotezione sul territorio. Il salvataggio avvenuto a Natale non è solo una storia di cronaca a lieto fine, ma un esempio concreto di come investimenti strutturati, tecnologia affidabile e prontezza umana possano convergere in un unico risultato, dare a una persona una seconda possibilità di vita e, allo stesso tempo, rafforzare la cultura della prevenzione e del primo soccorso nelle nostre città! #### Unione di forze per un futuro sostenibile: Emd112 e VAIA In Emd112 siamo felici di annunciare la nostra collaborazione con VAIA, un’organizzazione che incarna la resilienza e l’innovazione nel rispetto dell’ambiente. La nostra partnership è simboleggiata da VAIA Cube, un prodotto che rappresenta la perfetta armonia tra tecnologia, sostenibilità e design!   La Nascita di VAIA e il VAIA Cube VAIA è nata dalla visione di Federico, che, colpito dagli effetti devastanti della tempesta Vaia del 2018, decise di trasformare una tragedia in un’opportunità di rinascita e sensibilizzazione. Con 42 milioni di alberi abbattuti, la tempesta non era solo una calamità naturale, ma un campanello d’allarme sui cambiamenti climatici. Il VAIA Cube, realizzato dal legno di questi alberi caduti, è più di un semplice oggetto. È un simbolo di rinascita e un promemoria della nostra missione di salvaguardare la salute delle persone e dell’ambiente. Ogni VAIA Cube acquistato contribuisce al progetto di riforestazione nelle Dolomiti, simboleggiando non solo un albero piantato, ma anche la nostra speranza collettiva per un futuro più verde.   Impatto e obiettivi Attraverso questa collaborazione, Emd112 e VAIA condividono l’obiettivo di creare un impatto significativo. Fino ad ora, VAIA ha piantato 80.000 alberi, mirando a raggiungere l’ambizioso traguardo di 100.000. Questo sforzo non è solo un gesto di ripristino ambientale, ma anche un atto di rispetto e valorizzazione delle comunità locali e delle loro tradizioni.   VAIA e Emd112, due vision allineate per la social responsibility La collaborazione tra le due realtà è nata grazie anche a un allineamento delle vision aziendali, palbabile fin dai primi confronti, che vedono da centrali le attività di social responsibility. Emd112 è da sempre molto impegnata in iniziative sociali: effettua mediamente 4-6 donazioni di defibrillatori verso la comunità ogni anno, supporta squadre e associazioni sportive promovendo tra i giovani la cultura dello sport e della forma fisica, supporta numerosi progetti con contributi economici e sponsorizzazioni tecniche, è attiva in varie iniziative rivolte alla sostenibilità ambientale. Argomento quest’ultimo, molto vicino a VAIA e all’impegno sociale che la vede coinvolta.   Un viaggio condiviso verso un futuro sostenibile Il contributo di Emd112 sarà rivolto alla piantumazione di un’area dedicata delle Dolomiti! Inoltre, oltre all’apporto concreto dell’azienda, estenderemo alla nostra community, l’invito a unirsi a noi in questo viaggio, nel quale sarà possibile dare il proprio contributo un mondo più sostenibile e consapevole. Seguiteci per scoprire di più sull’iniziativa di riforestazione Emd112 per il 2024! Insieme, possiamo fare la differenza, piantando non solo alberi, ma anche speranza per le generazioni future! #### Uso Defibrillatori: l’Italia spende poco Quanti defibrillatori acquistano le regioni del Bel Paese? Stando agli ultimi dati diffusi davvero pochi: pare infatti che degli 8 milioni stanziati nel 2011 dal Ministero della Salute destinati a tutte le regioni per supportare la diffusione dei defibrillatori automatici, ne sarebbero stati spesi solo uno e mezzo. Il resto? Bloccato chissà dove e chissà come. E il tutto nonostante le 70 mila vittime che ogni anno risultano colpite da arresto cardiaco improvviso, in Italia; in barba a quanto ormai stabilito da precise normative – oltre che dalla realtà dei fatti – secondo le quali l’uso del defibrillatore aumenta le chance di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. La defibrillazione precoce è infatti l’unica manovra salvavita in grado di riavviare il cuore attraverso l’erogazione di uno shock elettrico. Come ad esempio non sarebbe stato fatto su Piermario Morosini , il calciatore del Livorno morto sul campo da gioco per arresto cardiaco quasi due anni fa: sotto accusa sono finiti i dai tre medici intervenuti che secondo i periti non avrebbero utilizzato il defibrillatore, disponibile ma lasciato nella sua teca. Morosini è solo l’ultimo di una lunga sequela di casi, spesso passati in sordina: dall’ uomo stroncato sul Frecciarossa a fine 2012 al dodicenne morto un mese fa in una scuola di Torino. In entrambe le situazioni il DAE non c’era, quando con ogni probabilità avrebbe potuto cambiare il finale di queste vicende. #### Ventilatore polmonare o meccanico o artificiale: cos’è e come funziona La ventilazione polmonare o ventilazione artificiale o ventilazione meccanica, sostituisce o supporta l’attività dei muscoli inspiratori assicurando un adeguato volume di gas ai polmoni. Si tratta di un processo meccanico, automatico e ritmico, regolato dai centri superiori mediante i quali, per effetto della contrazione e del rilasciamento dei muscoli scheletrici del diaframma, dell’addome e della gabbia toracica, viene promosso il ricambio dell’aria negli alveoli. Durante l’inspirazione la pressione endo-alveolare diventa lievemente negativa rispetto alla pressione atmosferica (-1mmHg) e ciò provoca un flusso di aria verso linterno, lungo le vie respiratorie. Durante la normale espirazione, invece, la pressione endo-alveolare si innalza sino a circa +1mmHg, provocando un flusso di aria verso l’esterno. Il dispositivo che svolge questo compito prende il nome di ventilatore polmonare o ventilatore meccanico o ventilatore artificiale. Il ventilatore polmonare si sostituisce, totalmente o parzialmente, alle funzioni meccaniche del sistema respiratorio, quando questo diviene incapace di assolvere da solo al proprio compito, a causa di malattie, traumi, difetti congeniti o farmaci (per esempio anestetici durante interventi chirurgici). Il ventilatore è capace di insufflare una determinata miscela di gas nei polmoni e successivamente ne consente l’espirazione, con frequenza nota e con appropriate pressioni. Al fine di erogare al paziente la quantità necessaria di ossigeno e rimuovere l’anidride carbonica prodotta, il ventilatore deve consentire di: insufflare nei polmoni quantità controllate di aria o di miscele gassose; arrestare l’insufflazione; lasciare espirare i gas espirati; ripetere l’operazione in modo continuativo. Contrariamente a quanto avviene durante la ventilazione naturale, nella ventilazione artificiale mediante ventilatore polmonare la pressione risulta positiva non solo a livello delle vie aeree superiori ma anche a livello intratoracico. Il ventilatore per dilatare i polmoni e la gabbia toracica deve mandare aria a pressione: i polmoni stanno sempre a pressione atmosferica anche quando il flusso è nullo. La ventilazione meccanica, essendo a pressione positiva, comporta un potenziamento degli scambi respiratori, con la riapertura alla ventilazione di aree scarsamente ventilate, ma può allo stesso tempo determinare lesioni all’apparato respiratorio (barotraumi). La ventilazione meccanica è impiegata in caso di: malattie polmonari severe acute; apnea associata ad arresto respiratorio (anche da intossicazione); asma severa e acuta; acidosi respiratoria acuta o cronica; ipossiemia moderata/grave; eccessivo lavoro respiratorio; paralisi del diaframma da sindrome di Guillain-Barré, Miastenia Gravis, crisi acute di distrofia muscolare o sclerosi laterale amiotrofica, lesione del midollo spinale, oppure effetto di anestetici o farmaci miorilassanti; aumento del lavoro dei muscoli respiratori, evidenziato da eccessiva tachipnea, rientramenti sovraclaveari e intercostali e ampi movimenti della parete addominale; ipotensione e shock, come nello scompenso cardiaco congestizio o in corso di sepsi. Tipolologie di ventialtori polmonari Esistono differenti tipologie di ventilatori meccanici: ventilatore meccanico a pressione negativa ventilatore meccanico a pressione positiva ventilatore meccanico per terapia intensiva o sub-intensiva (o per trasporto in emergenza/urgenza medica) ventilatore meccanico per terapia intensiva o sub-intensiva noenatale (o per trasporto in emergenza/urgenza medica) Inoltre, i ventilatori meccanici si distinguono in: Ventilazione Invasiva Ventilazione Non Invasiva Ventilatore meccanico/artificiale a pressione negativa La ventilazione meccanica a pressione negativa rappresenta la prima generazione di ventilatori polmonari meccanici, chiamati anche polmoni d’acciaio. Il polmone d’acciaio, fu realizzato per la prima volta nel lontano 1929 e fu una delle prime macchine a pressione negativa per la ventilazione artificiale a lungo termine. Negli anni il polmone d’acciaio a pressione negativa è stato perfezionato e evoluto. All’apparenza poteva sembrare una sorta di cisterna, nella quale il paziente veniva rinchiuso fino al collo, attraverso una guaina di gomma sporgeva la testa, e le vie aeree vengono messe in diretto contatto con l’aria dell’ambiente. Mediante un mantice viene generata una depressione all’interno della cisterna, la cassa toracica si espande e si determina una depressione all’interno delle vie aeree del paziente e l’aria ambiente, per differenza di pressione, entra nelle vie aeree e nei polmoni. L’interruzione della funzione del mantice con il ritorno alla posizione di partenza permette lo svuotamento passivo del polmone. Il polmone d’acciaio, quindi, non fa altro che riprodurre la meccanica respiratoria, che si osserva in condizioni normali e che una miopatia o una neuropatia rendono impossibile per l’insufficiente funzione dei muscoli della gabbia toracica. Uno dei grossi problemi e rappresentato dal fatto che anche l’addome si trova nella cisterna e che di conseguenza anch’esso si espande durante l’azione del mantice e crea un sequestro di sangue riducendo il ritorno venoso verso il cuore di destra, situazione particolarmente pericolosa nei pazienti in ipovolemia in cui si può verificare un significativo calo della pressione arteriosa. Al giorno d’oggi, i sistemi a pressione negativa sono ancora in uso, e per lo più su pazienti con insufficienza della muscolatura della gabbia toracica, come nella poliomielite. La macchina in uso è nota come corazza respiratoria, nel caso questa sia composta da una corazza metallica, mentre prende il nome di Polmone a Poncho nel caso sia costituito da materiali più leggeri e la tenuta stagna è garantita da una giacca esterna. In entrambi i casi viene coinvolta solo la zona toracica, con interessamento delle braccia e delle gambe, lasciando la possibilità di movimento al paziente.   Ventilatore meccanico/artificiale a pressione positiva (non invasiva) Questi strumenti sono concepiti per la ventilazione non invasiva, anche a domicilio come per il trattamento delle apnee ostruttive. I moderni ventilatori polmonari a pressione positiva derivano da dispositivi utilizzati nella 2° guerra mondiale per assistere la ventilazione in quota dei piloti di aeromobili militari. Il ventilatore lavora insufflando miscele di gas (normalmente aria e ossigeno) a pressione positiva nelle vie aeree del paziente.rmessa dal ritorno della pressione del ventilatore al livello della pressione atmosferica e dal ritorno elastico dei polmoni e della gabbia toracica. Ventilatori domiciliari (fonte di energia elettromeccanica) A pistone o pompa alternata: Raccoglie i gas anche a bassa pressione, li miscela e li spinge nel circuito esterno durante la fase inspiratoria Meno efficaci nel compensare le perdite A turbina: aspira i gas, li comprime e li invia al pz tramite una valvola inspiratoria unidirezionale. Sono in grado di controllare la pressione mediante erogazione di flusso e di volume Ventilatori domiciliari (turbina con sistema di alimentazione del gas a bassa pressione): CPAP e autoCPAP Bi-level Pressovolumetrici 1. CPAP e autoCPAP (non modalità di ventilazione ma tipo di ventilatore) si utilizzano per il trattamento dei disturbi del sonno; la CPAP fornisce un predeterminato livello di pressione positiva uguale in entrambe le fasi del respiro che impedisce il collasso delle vie aeree; l’auto CPAP eroga una pressione positiva in entrambe le fasi del respiro a secondo le esigenze del paziente in quel determinato momento (si imposta una forchetta di pressione). 2. Bi-level macchina di ventilazione non invasiva che offre due livelli di pressione: IPAP (pressione positiva in fase inspiratoria) e EPAP (pressione positiva in fase espiratoria); non consentono il monitoraggio dei parametri ventilatori; si utilizzano per il trattamento dei disturbi del sonno; quando la CPAP non corregge le apnee e/o per forme severe o con associata ipossiemia. 3. Ventilatori pressuvolumetrici Permettono di utilizzare modalità pressumetriche o volumetriche di ventilazione. Si distinguono in base al circuito utilizzato. Ventilatori da terapia intensiva (fonte di energia pneumatica) Possono funzionare sia in modalità di ventilazione invasiva sia non invasiva, alcune caratteristiche principali sono: Funzionano con gas compressi ad alta pressione (4 BAR) Garantiscono stabilità di FiO2 Garantiscono erogazione di volume anche in caso di impedenza elevata (paziente obeso) La FiO2 è la frazione inspirata di O2. E’ una sigla utilizzata in ambito medico che indica la % di ossigeno (O2) inspirata da un paziente. FiO2 è espresso come numero compreso tra 0 ed 1 o come percentuale. La FiO2 in aria atmosferica è 0,21 (21%). Il ventilatore polmonare è costituito dai seguenti blocchi funzionali fondamentali: un generatore di una pressione positiva capace di creare un gradiente di pressione tra ambiente esterno a pressione atmosferica e alveoli, determinando l’entità del flusso di gas che deve essere insufflato al paziente. Questa funzione viene realizzata o generando una forza che viene applicata su un mantice contenente la miscela di gas da insufflare oppure riducendo la pressione cui si trovano i gas provenienti dall’impianto fisso, attraverso una serie di valvole in cascata; un sistema di dosaggio del volume corrente (VT); una serie di dispositivi di temporizzazione del ciclo respiratorio che aprendo e chiudendo opportunamente le valvole che controllano i flussi inspiratori ed espiratori, consentono il passaggio da inspirazione ad espirazione e viceversa; un circuito paziente, comprendente tutte le parti che connettono il ventilatore con il sistema respiratorio del paziente. Si possono avere circuiti aperti (senza ri-respirazione), che ad ogni espirazione scaricano i gas espirati all’esterno, oppure circuiti chiusi con assorbitori di CO2 per mezzo dei quali l’espirato del paziente viene recuperato dopo che ne è stata assorbita la CO2; elementi resistivi comprendenti tutti i condotti interposti tra generatore di pressione positiva e sistema respiratorio del paziente che producono una resistenza all’avanzamento in essi del gas. Modalità di funzionamento I ventilatori polmonari offrono diverse modalità di funzionamento da adottare secondo le esigenze specifiche del malato. Il criterio fondamentale su cui il personale medico basa la scelta del modello di ventilazione da utilizzare risiede nella capacità del paziente di respirare autonomamente. La modalità controllata viene utilizzata quando il paziente è privo di attività respiratoria spontanea e prevede la regolazione da parte del medico sul pannello di comando del ventilatore polmonare dei tempi di funzionamento (durata inspirazione, durata espirazione, durata pausa, frequenza inspiratoria). Esistono due possibilità di ventilazione controllata: la ventilazione a flusso costante e quella a pressione costante, in funzione della grandezza scelta (flusso o pressione) come parametro di controllo per il sistema di ventilazione. La modalità assistita viene impiegata per quei malati che, pur avendo difficoltà respiratorie, sono comunque in grado di iniziare la fase inspiratoria. Il ventilatore polmonare deve accorgersi del tentativo di inspirazione del paziente e favorirne la messa in atto. La modalità sincronizzata, infine, consiste in una prima fase in cui il paziente viene ventilato inviando nei polmoni un determinato volume di aria entro un prefissato intervallo di tempo, in modalità controllata a flusso costante; segue poi un periodo di respirazione spontanea se il paziente ha recuperato la funzionalità del proprio sistema respiratorio, oppure in un periodo di ventilazione assistita in caso di persistente difficoltà.   Sistemi di controllo I sistemi di controllo determinano la modalità e i parametri di ventilazione. Per realizzare una modalità di ventilazione, molti dei seguenti parametri possono essere impostati indipendentemente: durata della fase inspiratoria o espiratoria; rapporto tra durata dell’inspirazione e dell’espirazione (rapporto I/E); frequenza respiratoria; forma d’onda; tidal volume (volume erogato per ogni atto respiratorio); volume minuto; flusso inspiratorio di picco; pressione di picco. In particolare, almeno tre parametri devono essere impostati indipendentemente per realizzare una particolare modalità di ventilazione. Per esempio, una volta impostati il tidal volume, la frequenza respiratoria e la durata dell’inspiratoria, sono determinati il volume minuto, il flusso, la durata dell’espirazione e il rapporto I/E. Molti ventilatori richiedono di impostare almeno il tidal volume, la frequenza e il flusso inspiratorio di picco. Alcuni sensori, posti nel ventilatore o nel circuito di respirazione, possono fornire il controllo per regolare automaticamente l’uscita. Alcuni ventilatori hanno la possibilità di erogare dei sospiri (singolo atto respiratorio caratterizzato da un elevato tidal volume, ad esempio pari al 150% del tidal volume nominale) ad intervalli regolari. Indicatori e allarmi Allo scopo di sorvegliare le condizioni del paziente e l’attività del dispositivo, il ventilatore è dotato di vari indicatori e allarmi. I valori di pressione delle vie aeree e di volume, acquisiti per mezzo di sensori posti nel ventilatore o nel circuito di respirazione, sono i parametri fondamentali per il controllo delle condizioni di funzionamento. La pressione delle vie aeree è misurata alla connessione del paziente nel circuito di respirazione, dove si possono ottenere misure più attendibili. Essa non deve superare la soglia di pressione massima stabilita, in modo tale da proteggere i polmoni; in caso contrario, il ventilatore dovrebbe essere in grado di ridurre la pressione delle vie aeree al valore di pressione ambientale. L’erogazione di un volume di gas eccessivamente elevato o un’occlusione del ramo espiratorio del circuito di respirazione può portare ad una eccessiva pressione negli alveoli e provocare un barotrauma polmonare. Le informazioni fornite dai sensori aiutano l’operatore a modificare i parametri controllati per fornire una ventilazione corretta. Molti ventilatori forniscono anche una rappresentazione grafica delle forme d’onda di ventilazione e l’andamento dei dati, calcolando i parametri della meccanica del sistema respiratorio. Inoltre, questi dispositivi forniscono allarmi acustici e visivi facilmente identificabili e non disattivabili che si attivano in caso di: disconnessione o una perdita nel circuito di respirazione; diminuzione della capacità nel paziente, occlusione del circuito respiratorio o aumento della resistenza delle vie aeree (dovuto per esempio ad un aumento delle secrezioni); interruzione dell’alimentazione; perdita nel sistema di immissione dei gas. L’indicatore dell’ossigeno è necessario per controllare la proporzione ossigeno/aria (FiO2) fornita dal miscelatore. Un indicatore di volume espirato, che può essere connesso alla valvola di espirazione, è usato per verificare il volume-minuto e avvisare in caso di sconnessione o perdite. Benchè un rapporto I/E inverso sia talvolta usato nelle applicazioni neonatali, generalmente non È utilizzato e molti ventilatori segnalano tale condizione. Il ventilatore polmonare viene impiegato nei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva degli ospedali, dove sono ricoverati pazienti in gravi condizioni di salute, che necessitano di trattamenti, monitoraggio e supporto continui, allo scopo di mantenere nella norma le loro funzioni vitali. Il personale medico che si occupa della gestione di questi strumenti sono prevalentemente: Anestesista Rianimatore Pneumologo EMD112 commercializza i Ventilatori Polmonari EVE di Fritz Stephan® Gmbh prodotti con i massimi standard qualitativi in Germania, azienda leader da oltre 50 anni nel settore medicale mondiale, concentrata sullo sviluppo di soluzioni tecniche specializzate in ventilazione, anestesiologia e fornitura di ossigeno Maggiori informazioni sui ventilatori polmonari EVE sono disponibili in queste pagine: 1. Ventilatori EVE IN: ventilatore polmonare meccanico per impiego ospedaliero in terapia intensiva e sub-intensiva 2. Ventilatori EVE TR: ventilatore polmonare meccanico trasportabile per emergenza/urgenza medica 3. Differenze tra i ventilatori EVE TR e EVE IN: specifiche tecniche e differenze tra il ventilatore polmonare meccanico trasportabile per emergenza/urgenza medica EVE TR e il ventilatore polmonare meccanico per impiego ospedaliero in terapia intensiva e sub-intensiva EVE IN   Per informazioni sui ventilatori polmonare EVE contattaci. Fonti esterne: https://www.stephan-gmbh.com http://old.iss.it/binary/publ/cont/09_15.pdf https://www.sigg.it/assets/congressi/63-congresso-nazionale-sigg/slide/07_Chiara%20Rivera.pdf https://it.wikipedia.org/wiki/Ventilazione_artificiale #### Ventilatore Polmonare Stephan ® EVE IN per terapia intensiva e trasporto intra-ospedaliero Nel post precedente abbiamo presentato il Ventilatore Polmonare da trasporto per emergenza/urgenza medica, EVE TR. In questo articoli presentiamo il Ventilatore Polmonare EVE IN, specifico per impiego ospedaliero presso le unità di terapia intensiva e trasporto intra-ospedaliero. Garantire che i pazienti, giovani e anziani, siano curati in modo sicuro e affidabile in unità di terapia intensiva e durante i trasporti intra-ospedalieri. Il Ventilatore Polmonare EVE IN è progettato e attrezzato per funzionare autonomamente, è facile da usare e versatile. Utilizzando la tecnologia con una turbina all’avanguardia, EVE IN produce aria per la ventilazione del paziente in modo indipendente. Questo lo rende il respiratore ideale per il trasporto all’interno della clinica. Grazie alla staffa di montaggio multifunzione, può essere fissato in modo semplice e sicuro ai letti dei pazienti e ai carrelli di trasporto. Nella stessa unità di terapia intensiva, il ventilatore artificiale EVE IN può essere facilmente integrato nell’intera infrastruttura di cura del paziente tramite una docking station.   Ventilatore meccanico EVE IN: i vostri vantaggi Uso flessibile: fisso e mobile Respiratore per terapia intensiva e trasporto – EVE IN è in un unico dispositivo. Garantisce sempre una ventilazione ottimale per i pazienti. Funziona utilizzando la tecnologia delle turbine all’avanguardia, quindi è indipendente dalla generazione di aria esterna. Nessun dispositivo aggiuntivo richiesto per il trasporto intra-ospedaliero. Una speciale docking station trasforma EVE IN , in un respiratore versatile per terapia intensiva nell’unità di terapia intensiva.   Uso flessibile – Tutte le forme di ventilazione di base, opzionalmente combinabili con opzioni aggiuntive La ventilazione meccanica ottimale varia da paziente a paziente. EVE IN è pronto per questa sfida: opera in modalità sia a pressione che a volume. È possibile aggiungere facilmente opzioni aggiuntive come PRVC, PSV e compensazione del tubo. La giusta forma di ventilazione con la semplice pressione di un pulsante, inclusa una serie di diverse manovre di respirazione. È possibile attivare ulteriori opzioni.   Tutto a colpo d’occhio – Monitoraggio e diagnostica semplificati Il display ad alta risoluzione di EVE IN offre in ogni momento una panoramica delle condizioni del paziente e consente di eseguire un’ampia varietà di valutazioni. Puoi farlo in modo semplice e conveniente utilizzando il touchscreen e una manopola. In altre parole, EVE IN non solo garantisce una ventilazione ottimale, ma supporta anche la diagnostica e monitora in modo affidabile i pazienti. Diagnostica polmonare precisa e completa grazie alla misurazione espiratoria della CO2 e ai loop. Sempre la vista ottimale: tre display di curve liberamente configurabili. Situazione attuale e tendenze sempre disponibili: visualizzazione di tutti i parametri di ventilazione comuni e visualizzazione delle tendenze.   Perfetto per il trattamento fisso – Grazie a una docking station personalizzata Non appena il paziente e il ventilatore arrivano nell’unità di terapia intensiva, EVE IN si trasforma nel respiratore per terapia intensiva perfetto. È collegato direttamente all’alimentazione tramite una docking station e presenta tutti i componenti importanti per una terapia intensiva ottimale. Docking station con tutti gli extra: alimentatore, portabombola, sistema di gestione dati paziente e chiamata infermiere. È possibile collegare monitor esterni aggiuntivi. Ventilazione paziente affidabile e sicura durante il trasporto intra-ospedaliero. Facilità di montaggio: staffa di montaggio multifunzionale, compatibile con i letti dei pazienti, carrelli di trasporto e guide standard. Il sistema di tubi, i sensori, ecc. Possono essere trasferiti dal respiratore di emergenza EVE TR a EVE IN.   Dotato delle ultime tecnologie e progettato per un uso flessibile, EVE IN è un respiratore facile da usare, potente e assolutamente affidabile sia per i trasporti intra-clinici che per le unità di terapia intensiva. Ulteriori informazioni sulle caratteristiche e funzioni più importanti: Specifiche del Ventilatore Polmonare EVE IN Aree di applicazione Gruppi di pazienti: Neonati e neonati prematuri Bambini Adulti Aree cliniche: Unità di terapia intensiva interdisciplinare o specifiche della materia Unità di terapia intensiva specifiche per la neonatologia e la pediatria Trasporto tra stazioni, dipartimenti o cliniche Alimentazione elettrica Alimentazione di rete Batteria (circa 6 ore) Fornitura di gas Turbina integrata Modalità operativa Ventilazione invasiva e non invasiva Moduli di ventilazione Tutte le forme di ventilazione convenzionali, controllate a pressione e volume Terapia O2 ad alto flusso Selezione della forma di ventilazione tramite un menu chiaramente strutturato: semplice e veloce Volume di ventilazione garantito con PRVC opzionale Tasti di scelta rapida Newborn and premature infants, Children, Adults Visualizzazione del valore misurato – Funzioni speciali Loops Parametri MASIMO Rainbow ® (opzionale) 28 Tendenze selezionabili, durata: 1, 6, 12, 24 o 72 ore Centralina Display: touchscreen a colori da 8,4″ Comandi: pulsanti, touch screen e manopola Accessori Sistemi di tubi paziente Sensori di flusso e accessori Nebulizzatore per farmaci Maschere e accessori Supporti mobili e staffe di montaggio Kit di manutenzione Tubi di collegamento Sistemi nCPAP EasyFlow Spacesuit   Accessori Monouso Ventilatore Polmonare EVE IN Circuito respiratorio Adulti Emergenza Circuito respiratorio, adulto, emergenza, Lunghezza 180 cm, Cod. Art. 1 070 61 120 Lunghezza 240 cm, N. art. 1 070 61 140 Lunghezza 300 cm, Art.-Nr. 1 070 61 141 Lunghezza 440 cm, N. art. 1 070 61 142 Circuito respiratorio Adulti Intensivo Circuito respiratorio, adulto, intensivo, Art.-Nr. 1 070 61 125 Circuito respiratorio pediatrico Circuito respiratorio pediatrico, con sensore di flusso integrato, Art.-Nr. 1 070 61 124 Circuito respiratorio EVE NEO Circuito respiratorio EVE NEO incl. valvola di espirazione (distale), lunghezza 180 cm, Cod. art. 1 070 61 189 Sensore di flusso per adulti Sensore di flusso adulto, spazio morto 11 ml, intervallo di portata> = 20 l / min, Lunghezza 200 cm, Cod. Art. 1 070 61 127 Lunghezza 260 cm, Art.-Nr. 1 070 61 144 Lunghezza 320 cm, Art.-Nr. 1 070 61 145 Lunghezza 460 cm, Art.-Nr. 1 070 61 146 Pediatria con sensore di flusso Sensore di flusso pediatrico, spazio morto 2.7 ml, intervallo di portata <20 l / min, Cod. Art. 1 070 61 128 Sensore di respirazione Sensore di respirazione (capsula Graseby) per controllo trigger esterno, EVE NEO, Lunghezza 150 cm, Cod. Art. 1 035 60 103 Lunghezza 200 cm, Cod. Art. 1 035 60 203 Valvola di espirazione Valvola di espirazione (distale), Art.-Nr. 1 070 61 07225 Adattatore misura pressione Adattatore misura pressione NCPAP, Art.-Nr. 1 070 61 137 Tubo duplex Tubo duplex con adattatore PNT, Lunghezza 200 cm, Cod. Art. 1 070 61 138 Accessori riutilizzabili Ventilatore Polmonare EVE IN PNT-B PNT-B, sensore di flusso neonatale, da 0 a +/- 12 l / min, lunghezza 200 cm, Art.-Nr. 1 070 61 129   EMD112 è in grado di far fronte anche a grandi ordini e configurazioni specifiche. Per maggiori informazioni sul Ventilatore Polmonare EVE IN o sugli altri modelli disponibili, e per indicazioni sui tempi di consegna, potete contattarci tramite i riferimenti e-mail e telefonici presenti nella pagina contatti. #### Ventilatori Polmonari EVE per terapia intensiva e trasportabili per emergenza/urgenza EMD112 importa e distribuisce per l’Italia i Ventilatori Polmonari EVE, prodotti da Fritz Stephan® Gmbh, azienda tedesca leader da oltre 50 anni nel settore medicale mondiale, concentrata sullo sviluppo di soluzioni tecniche specializzate in ventilazione, anestesiologia e fornitura di ossigeno.   I Stephan® è un punto di riferimento nell’area della ventilazione artificiale intensiva e d’emergenza.   La gamma di ventilatori polmonari EVE comprende 3 linee prodotto: 1. EVE IN: ventilatore polmonare per impiego ospedaliero di terapia intensiva 2. EVE TR: ventilatore polmonare trasportabile per emergenza/urgenza medica 3. EVEneo: ventilatore polmonare neonatale per impiego ospedaliero di terapia intensiva EVE permette di erogare ventilazioni di base in maniera veloce ed efficace, per minimizzare i tempi di avvio della terapia ventilatoria, grazie ai pulsanti rapidi “neonato”, “bambino”, “adulto”, permettendo poi all’operatore di regolare finemente tutti i parametri della ventilazione, una volta che il paziente è stabilizzato.   Ciascun ventilatore dispone di molteplici configurazioni e accessori. Lo schema seguente mostra le caratteristiche tecniche e le differenze tra i ventilatori polmonari EVE: Dato il contesto in cui ci troviamo, relativo alla pandemia da Coronavirus, i tempi di consegna sono fi circa 50 giorni. Per far fronte alle richieste sempre più urgenti del nostro paese, è importante accorciare al massimo i tempi la dove è possibile, poiché oggi, la produzione è già al massimo regime possibile. Le fasi che possono essere ridotte sono quelle di individuazione del fornitore, esame del ventilatore in tutte le sue caratteristiche e garanzie, sottoscrizione dell’ordine. EMD112 ed il suo staff di Ingegneri Biomedici ed altre figure professionali altamente specializzate, è a piena disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie. Potete contattarci tramite i riferimenti presenti nella pagina contatti. #### Viaggiatore in arresto cardiaco su treno Italo, salvato dal defibrillatore a bordo Lunedì 6 Giugno, a bordo di un treno Italo, un viaggiatore è stato colpito da arresto cardiaco improvviso. Il treno a lunga percorrenza, partito alle 12.15, da Roma Tiburtina e in viaggio verso Firenze S.M.N, rientra in una delle categorie dei mezzi di trasporto che in base alla legge 116 entrata in vigore il 28/08/21, deve essere provvista di un DAE. L’uomo è stato raggiunto e soccorso dagli altri passeggeri che si trovavano nelle immediate vicinanze, che hanno provveduto subito a effettuare il massaggio cardiaco, che andrà avanti ininterrottamente per 15 minuti. Poco dopo, il personale di bordo ha prelevato 1 dei 2 defibrillatori presenti sul treno dalla carrozza 5, utilizzandolo precocemente sull’uomo, in quel momento raggiunto anche da un medico, che ha quindi diretto le operazioni di soccorso a bordo. Alla terza scarica del DAE l’uomo ha ripreso conoscenza. I 4 soccorritori, 2 viaggiatori stranieri, 1 medico e 1 persona dello staff di bordo, hanno così potuto salvare l’uomo durante quegli interminabili 15 minuti, sotto la visione della moglie Elena e di tutti i presenti. In seguito il treno si è fermato a Monterotondo per permettere ai soccorsi del 112 di prelevare l’uomo e portarlo al centro medico più vicino per accertamenti. L’uomo è sceso dal treno parlando con gli astanti. A bordo dei treni Italo sono disponibili n°2 defibrillatori semiautomatici Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi +3G (bilingue) , posizionati in modo da essere facilmente individuati e prelevati: 1 posizionato nella carrozza n°3 e 1 posizionato nella carrozza n°5. E’ bene sottolineare il fatto che i defibrillatori impiegati a bordo dei treni Italo, sono stati accuratamente selezionati tra i tanti disponibili in commercio, valutandone a fondo caratteristiche, garanzie e capacità salvavita. Il defibrillatore LIFEPAK® CR2 rappresenta infatti la massima evoluzione di questi dispositivi salvavita. Un’altra storia a lieto fine grazie all’avvio immediato delle manovre di primo soccorso e all’impiego tempestivo del defibrillatore. #### Viareggio, salvato da arresto cardiaco sul marciapiede dai passanti grazie a RCP e defibrillatore Lunedì 28 ottobre, a Viareggio (Lucca), in Via Fratti, un uomo 51 anni che passeggiava con moglie e figlia, accusa un giramento di testa ed immediatamente cade a terra colto da un malore improvviso, che in seguito è stato accertato essere un arresto cardiaco. L’uomo viene soccorso un dipendente fuori servizio della CRI – Croce Rossa Italiana, al quale si è aggiunto un secondo volontario che casualmente si trovava in zona. I due volontari hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco e le manovre di rianimazione cardio-polmonare, chiedendo ai presenti di allertare i soccorsi e reperire un defibrillatore. Per caso, ha assistito alla scena anche il medico dentista, passato dallo studio sopra alla gelateria, che non doveva essere presente quel giorno. Lo studio del medico era dotato di defibrillatore semiautomatico, come indicato dalla normativa della Regione Toscana che ne definisce la dotazione per gli studi medici appunto. Così il dentista si reca in studio, prende il defibrillatore e lo porta ai soccorritori che lo applicano ed impiegano. L’alternativa sarebbe stata di reperire il defibrillatore più vicino, che si trovava nella farmacia di Via Marco Polo, oppure attendere automedica e ambulanza del 118. Dopo l’arrivo dei mezzi e personale del 118, l’uomo portato d’urgenza in codice rosso all’OPA (Ospedale Pediatrico Apuano) di Massa, riprendendo gradualmente conoscenza. Posso essere fatte differenti considerazioni sull’evento: L’uomo è stato salvato grazie a persone preparate e al pronto impiego del defibrillatore, tuttavia con grande impatto di incidenze fortuite: soccorritore professionista che capisce subito la situazione ed avvia le manovre salvavita, il volontario che passa anch’egli casualmente e lo supporta nelle manovre (essere in almeno 2 operatori durante le manovre RCP è un grande aiuto), il dentista con studio vicino all’evento dotato di DAE che casualmente passava di la quando non avrebbe dovuto esserci.. Il defibrillatore del dentista, non era mai stato usato. Quando è stato necessario, nel giro di pochi minuti ha salvato una vita. All’interno dello studio. La dotazione era imposta dalla Regione Toscana, ma dove non vi è l’obbligo (come ad esempio per gli estintori, presenti in tutti i locali professionali e aziende)? Il personale, in questo caso sia professionista, sia volontario, sia personale addestrato al BLSD, è stato prezioso. Quindi grande merito a colore che per lavoro, passione o altro, sono oggi preparati ed in grado di poter prestare in modo efficace soccorso a coloro che lo necessitano. Nota importante, in molti casi di arresto cardiaco, persone che non hanno mai visto un defibrillatore o assistito a manovre di primo soccorso, sono state in grado di salvare vite umane grazie al pronto impiego del defibrillatore ed il supporto telefonico degli operatori del 118. Quanto sarebbe prezioso avere defibrillatori dislocati su tutto il territorio? Molto. Ogni anno in Italia potremmo salvare circa l’80% delle persone colpite da arresto cardiaco improvviso, ovvero 48.000 persone delle 60.000 totali. #### Vigile del Fuoco e 2 medici salvano una donna durante un Volo con Ryanair, compagnia cardioprotetta con i defibrillatori samaritan® Il 2 settembre 2018 durante un volo dal Portogallo in Inghilterra a bordo di un velivolo Ryanair, una donna al rientro dalle vacanze assieme alla famiglia, è stata colta da arresto cardiaco. Situazione molto delicata a 32.000 piedi di quota (circa 9.750mt). Immediato l’intervento di 2 medici e di 1 vigile del fuoco, che hanno da subito compreso la situazione e si sono attivati con le manovre RCP di Rianimazione Cardio Polmonare, somministrato ossigeno ed impiegato il defibrillatore semiautomatico samaritan®, di cui la compagnia Ryanair ha dotato tutti i suoi velivoli. Daniel, il un vigile del fuoco, è di base a Burwash nell’East Sussex (Inghilterra), mentre i due Dottori sono Sue e Fiona; non sono stati resi noti i cognomi dei soccorritori su loro richiesta. “Abbiamo controllato le sue pulsazioni, controllato la reazione della pupilla – Ha dichiarato il Vigile del Fuoco – applicato il defibrillatore e somministrato l’ossigeno. Il defibrillatore ha effettuato l’analisi paziente ed ha indicato che non era necessario erogare lo shock, poiché il massaggio cardiaco e la somministrazione di ossigeno avevano portato al normale ritmo cardiaco, a questo punto ci siamo resi conto che aveva un polso molto debole. Durante gli ultimi 10 minuti del volo la donna si è messa a sedere, sembrava stare molto meglio ed era molto più reattiva”. Dopo l’atterraggio all’aeroporto di Luton la donna è stata trasferita in ospedale per accertamenti. Daniel ha anche elogiato lo staff di Ryanair aggiungendo “Erano lì e pronti ad aiutare”. Purtroppo ancora oggi, molte compagnie aere non sono dotate di defibrillatori, ma da Febbraio 2016 la compagnia aerea Ryanair ha cardioprotetto il proprio staff e le migliaia di passeggeri che giornalmente si imbarcano sui propri velivoli, dotando tutti gli aerei di defibrillatori samaritan® per fronteggiare emergenze cardiache, come l’arresto cardiaco improvviso (SCA). Il defibrillatore samaritan® è stato attentamente selezionato per le sue specifiche e plus: IP56, 10 anni di garanzia, assicurazione, gamma di impedenza, etc.. Tutti plus contenuti nel defibrillatore più leggero del mercato, con solo 1,1Kg di peso. Questa volta il defibrillatore non ha erogato lo shock, ma ha supportato i soccorritori e dato loro indicazioni sulle condizioni del paziente, e pronto a procedere con la scarica. In un soggetto colto da arresto cardiaco è necessario intervenire e ripristinare le funzioni vitali entro 10 minuti, preferibilmente entro 3-5 minuti per non avere danni neurologici dati dall’ipossia (mancanza di ossigeno nell’organismo). #### Vinci: anziana colpita da malore salva grazie al defibrillatore Il defibrillatore ti salva la vita. Lo dimostra l’ennesimo caso di arresto cardiaco risolto con un lieto fine grazie al tempestivo  ricorso alla defibrillazione precoce. Erano le 17.00 del 31 marzo quando un’anziana signora si è accasciata priva di sensi colpita da arresto cardiaco in piazza della Libertà nel piccolo centro di Vinci, in provincia di Firenze. Il cuore della malcapitata 85enne è stato riavviato grazie all’intervento di una volontaria, un’infermiera del 118 di Empoli, che ha subito eseguito le manovre salvavita con un defibrillatore. Una volta rianimata, la paziente è stata trasferita su un’automedica dell’Asl 11 all’ospedale San Giuseppe di Empoli per tutti gli accertamenti del caso. Ogni anno, come dimostrano studi recenti, le vittime di arresto cardiaco superano di gran lunga quelle causate dagli incidenti stradali e dall’aids; le morti improvvise cardiache nella popolazione sopra i 35 anni sarebbero 1 ogni 1000 abitanti per anno. Circa 50.000 per anno nel nostro paese considerando l´intera popolazione. Infatti, anche se più rare, non risparmiano neanche la popolazione più giovane. Si stima inoltre che la morte improvvisa cardiaca costituisca il 15% delle morti totali, ed il 50% delle morti dei pazienti riconosciuti cardiopatici. Il 70% delle morti cardiache improvvise si verifica fuori ospedale, elemento non trascurabile che rende sempre più necessaria la presenza di postazioni DAE nei luoghi pubblici perché la Morte Improvvisa può colpire chiunque e dovunque. #### Vita Day 2016 ad Arenzano (Genova): prevenzione e immersioni cardioprotette con i defibrillatori samaritan Venerdì 2 e sabato 3 settembre 2016 presso il Porto di Arenzano (Genova) si sono tenute 2 giornate dedicate alla prevenzione, alla salute, alle immersioni e alla ricerca scientifica di DAN Europe. DAN è l’acronimo di Divers Alert Network, ed è una fondazione senza scopo di lucro che assiste i subacquei in difficoltà tramite una rete internazionale di centrali d’allarme e di soccorso e conduce ricerche scientifiche relative all’attività subacquea. L’evento è stato organizzato da TechDive di Arenzano e Piemonte Cuore Onlus con la collaborazione di DAN Europe, DAN Research e Associazione Italiana Cuore e Rianimazione. All’evento erano presenti i professionisti del DAN Dsl (Diving Safety Lab), che assieme al personale sanitario dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Onlus, hanno effettuato test pre/post immersione ed invitato i subacquei a donare anche i profili di immersione, un modo semplice ed efficace per contribuire in prima persona alla ricerca sulla sicurezza in immersione. Oltre ai corsi e alle simulazioni di soccorso in mare, il DAN (la più grande organizzazione al mondo che si occupa della sicurezza in immersione) attraverso la partecipazione attiva dei subacquei, ha approfondito le tematiche relativa alle patologie ed ai meccanismi legati all’immersione. Di seguito riportiamo il programma svoltosi durante la giornata: “PROGETTO HAVEN CARDIOPROTETTA” – Porto di Arenzano Venerdì 2 settembre Ore 10:30 – SIMULAZIONE SOCCORSO IN MARE Subacqueo in arresto cardiaco Ore 11:30 –  Inaugurazione al pontile imbarco di 2 defibrillatori per i gommoni del diving center TechDive di Arenzano (Ge) Dalle ore 10 alle ore 18 –  DAN DSL DIVING SAFETY LAB Ricerca Scientifica attraverso i profili di immersione Dalle ore 14 alle ore 19 –  Presso il divingTechDive si svolgeranno Corsi Provider DAN di First Aid, Uso Ossigeno, BLSD e PBLSD (Rianimazione Cardiopolmonare e uso defibrillatore) Sabato 3 Settembre Ore 10:30 SIMULAZIONE SOCCORSO IN MARE Subacqueo disperso Dalle ore 10 alle ore 18 DAN DSL DIVING SAFETY LAB Ricerca Scientifica attraverso i profili di immersione Dalle ore 14 alle ore 19 Presso il Diving TechDive si svolgeranno Corsi Provider DAN di First Aid, Uso Ossigeno, BLSD e PBLSD (Rianimazione Cardiopolmonare e uso defibrillatore con impiego su adulto e pediatrico) Inoltre, sono stati installati a bordo delle due imbarcazioni del TechDive N°2  defibrillatori semiautomatici esterni HeartSine samaritan PAD350P, al fine di fornire una maggiore sicurezza ai subacquei che si immergono nel circondario di Arenzano. Piemonte Cuore Onlus, associazione no-profit impegnata nella diffusione della defibrillazione precoce ed ente accreditato anche presso la Regione Liguria, ha realizzato i corsi di primo soccorso, sulla RCP  (rianimazione cardiopolmonare) e sull’impiego del defibrillatore semiautomatico. Era presente anche EMD112, rappresentata dall’Ing. Andrea Ferro, che commenta così l’evento : “È sempre un piacere presenziare ad eventi informativi e formativi del genere e vedere nuove realtà cardiorpotette. Il lavoro svolto da Piemonte Cuore Onlus, DAN e da tutti gli altri enti e società coinvolte è stato veramente ben svolto, ed è frutto della passione e del forte senso civico e sociale degli operatori interessati. I defibrillatori samaritan hanno un indice di protezione contro liquidi e polveri IP56, il più elevato in assoluto applicato ai defibrillatori, che quindi li rende i più resistenti in commercio; questo fatto è fondamentale per un utilizzo efficiente in un ambiente ostico come quello marino”. #### Viverone (Biella): Flavio Poli ha donato un samaritan PAD 350P alla Lega Navale Era il 13 aprile 2016 quando Flavio Poli, a Torino, fu colpito da un arresto cardiaco improvviso. Intervistato un anno dopo l’evento, dichiarò: “Da sei anni sono un volontario del Cottolengo. Quel giorno stato spingendo una carrozzina all’interno della Chiesa Grande, in occasione del Giubileo del Malato, quando ho avuto un mancamento: mi si era fermato il cuore a causa di una fibrillazione ventricolare, un movimento disordinato di vibrazione dei ventricoli che rende il cuore una pompa inefficace e incapace di fornire ossigeno all’intero sistema. Immediatamente venni soccorso da suor Elisa e suor Alessandra e sono stato salvato da un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) che Specchio dei tempi aveva donato alla scuola del Cottolengo e che era stato sistemato nell’androne prospicente il cortile, a due passi dalla Chiesa”. Per far riprendere il battito cardiaco furono necessarie due scariche elettriche: la prima appena 19 secondi dopo l’accensione del defibrillatore; la seconda dopo circa 3 minuti. Prima e fra le due scariche venne effettuato un continuo massaggio cardiaco. “Io non ero cosciente, ma dopo la seconda scarica e la ripresa del battito cardiaco sono rapidamente migliorato. Ci sono volute tre settimane di degenza al Maria Vittoria per indagare le cause di quell’arresto cardio-circolatorio, ma oggi posso dire di aver ripreso un’esistenza praticamente normale. Credo sia giusto ringraziare i lettori de La Stampa e la fondazione Specchio dei tempi che hanno finanziato l’acquisto e la donazione di quello strumento, a cui oggi devo la mia vita”. Sabato 2 giugno 2018, dalle ore 10 alle ore 18, la Lega Navale Italiana Sezione di Torino ha aperto le porte della propria Base Nautica di Viverone agli appassionati del lago ed ai futuri velisti. Una giornata, organizzata a livello nazionale dalla F.I.V. (Federazione Italiana Vela), per promuovere la cultura del mare e lo sport della vela. Nel corso dell’evento, Flavio Poli, Presidente della Lega Navale di Torino, ha donato, assieme all’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus, un samaritan PAD 350P dell’HeartSine alla Base Nautica di Viverone per ringraziare di essere stato salvato da un arresto cardiaco proprio grazie alla presenza di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) simile a questo. Infine, gli Istruttori dell’Associazione Piemonte Cuore Onlus e dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus hanno insegnato ai presenti le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) da effettuare in caso di emergenza e hanno illustrato, in maniera semplice ed esaustiva, come si utilizza un defibrillatore in caso di arresto cardiaco. #### Vivest® Pocket: il defibrillatore tascabile che rivoluziona la cardioprotezione Una rivoluzione nella cardioprotezione: dal portatile al tascabile L’evoluzione tecnologica nella defibrillazione esterna compie oggi un passo decisivo con l’arrivo del defibrillatore Vivest® Pocket, presentato da EMD112 al REAS 2025, il Salone Internazionale dell’Emergenza di Montichiari (Brescia). Questo dispositivo non è soltanto un nuovo modello di defibrillatore semiautomatico esterno (DAE): è la concretizzazione di un concetto nuovo, quello di defibrillatore tascabile, capace di trasformare la cardioprotezione in qualcosa di personale, immediato e quotidiano. Con un peso di soli 700 grammi e dimensioni di 8,6 x 15 x 5,3 cm, il Vivest® Pocket è grande quanto uno smartphone, ma racchiude la stessa efficacia dei defibrillatori tradizionali. È progettato per essere sempre a portata di mano e disponibile in ogni contesto, anche dove un DAE tradizionale non può arrivare. Dall’emergenza alla quotidianità: la nuova era del DAE personale Purtroppo, il 70% dei defibrillatori pubblici non è accessibile 24 ore su 24. Molti dispositivi sono collocati in luoghi chiusi, inaccessibili di notte o non segnalati in modo efficace. In altri casi, la distanza dal dispositivo riduce drasticamente le possibilità di intervento tempestivo. Un normale defibrillatore portatile ha un peso variabile da 2 Kg a oltre 3 Kg. I modelli di DAE più compatti e leggeri pesi variabili da circa 1Kg e 2 Kg. Avere questo peso con se non è comodo, soprattutto se dobbiamo averlo con noi molte ore di seguito, e frequentemente. Il risultato è che il DAE rimane nel mezzo di trasporto o nella sua postazione fissa. È qui che il Vivest® Pocket ridefinisce la cardioprotezione: non più un dispositivo “in un luogo”, ma un dispositivo con la persona. La sua tascabilità consente di averlo sempre con sé, in viaggio, durante lo sport, sul lavoro, in barca o in montagna, eliminando le barriere logistiche e culturali che ancora limitano la diffusione dei DAE. Da qui nasce il concetto di defibrillatore indossabile, temi che verranno approfonditi nei prossimi articoli verticali dedicati. Design compatto, tecnologia avanzata La forza del Vivest® Pocket non è solo nelle dimensioni ridotte, ma nella perfetta sintesi tra miniaturizzazione e prestazioni professionali. Grazie alla tecnologia Tiny Combine®, il dispositivo mantiene tutta la potenza e l’affidabilità di un DAE tradizionale, con un tempo di shock inferiore a 8 secondi dall’analisi del ritmo cardiaco. È disponibile in due versioni principali: DAE semiautomatico Vivest® Pocket P1, adulto con funzione di riduzione o eliminazione audio; DAE semiautomatico Vivest® Pocket P3, adulto/pediatrico con switch integrato per l’uso immediato anche su bambini. Entrambi i modelli sono personalizzabili con modulo 4G per telecontrollo remoto, batteria ricaricabile e caricabatteria dedicato. Il tutto con certificazione IP65, che ne garantisce la resistenza a polvere, acqua e urti, rendendolo idoneo a qualsiasi ambiente, da un evento sportivo all’uso in alta montagna o in mare aperto. Caratteristiche principali del Vivest® Pocket Per comprendere la portata dell’innovazione, ecco alcuni dati chiave che definiscono la nuova serie Vivest® Pocket: Peso: solo 700 g (circa un terzo rispetto ai DAE tradizionali); Dimensioni: 8,6 x 15 x 5,3 cm (simili a uno smartphone); Energia erogata: 150J (adulto) / 50J (pediatrico); Tempo di shock: < 8 secondi; Durata elettrodi: 5 anni; Protezione IP65: resistenza avanzata a pioggia, polvere; Autotest automatici: giornalieri, con indicatori LED intuitivi; Funzione RCP guidata: con istruzioni vocali e metronomo; Registrazione ECG fino a 24 ore e possibilità di trasmissione 4G; Garanzia: 8 anni. Tutti i componenti sono ottimizzati per assicurare prestazioni elevate e semplicità d’uso, anche da parte di soccorritori non esperti. Miniaturizzazione e progresso tecnologico Il Vivest® Pocket rappresenta per la cardioprotezione ciò che il primo smartphone ha rappresentato per la comunicazione: un salto evolutivo. Proprio come il telefono cellulare è passato dai grandi e pesanti modelli degli anni ’90 ai dispositivi ultrasottili di oggi, anche il DAE ha seguito un percorso di miniaturizzazione che ne ha moltiplicato le possibilità d’uso. Ridurre peso e dimensioni senza compromettere l’efficacia significa rendere la tecnologia più democratica, più diffusa e più umana. Un defibrillatore miniaturizzato come il Vivest® Pocket apre la strada a una cardioprotezione “di prossimità”: sempre disponibile, accessibile e integrata nella vita quotidiana. Portabilità, portabilità, indossabilità: le nuove frontiere del DAE Il termine “portatile” ha accompagnato per anni l’evoluzione dei defibrillatori, indicando dispositivi facilmente trasportabili in uno zaino o in una valigetta. Oggi però il Vivest® Pocket introduce due nuovi concetti chiave: portabilità personale e indossabilità. Grazie alla custodia con passanti per cintura, il DAE può essere indossato al fianco, come una bodycam o un kit di primo soccorso. Questo rende possibile un accesso immediato anche in ambienti dinamici — pensiamo a soccorritori in movimento, operatori sportivi, volontari, forze dell’ordine o guide alpine. La differenza terminologica tra “portabile” e “portatile”, apparentemente sottile, segna in realtà due epoche diverse della cardioprotezione, che verranno analizzate nel relativo approfondimento. Evoluzione del defibrillatore nel tempo: una storia di innovazione Dai primi defibrillatori mobili degli anni ’60, nati dal lavoro del Professor John Anderson e del Dr. Frank Pantridge al Royal Victoria Hospital di Belfast, fino ai modelli automatici di oggi, la storia della defibrillazione è un racconto di innovazione e coraggio. Il Vivest® Pocket rappresenta la più recente tappa di questo percorso, l’unione tra tecnologia avanzata, miniaturizzazione e accessibilità universale. Una nuova cultura della cardioprotezione Con il Vivest® Pocket, EMD112 non lancia solo un nuovo dispositivo, ma promuove una nuova visione culturale, la cardioprotezione non è più un concetto collettivo, ma personale. Portare un DAE tascabile non è un gesto tecnico, ma un atto di responsabilità civile e di consapevolezza. Significa abbattere le barriere fisiche e mentali che spesso separano la tecnologia salvavita dalle persone. L’obiettivo di EMD112 è chiaro, rendere la cardioprotezione accessibile, diffusa e personale, portando la sicurezza cardiaca ovunque, dal luogo di lavoro alla vita all’aperto, dal mare alla montagna, dalle città ai piccoli comuni. Disponibilità, versioni e promozioni Il Vivest® Pocket sarà disponibile in Italia da gennaio-febbraio 2026, ma chi desidera assicurarselo in anteprima può già approfittare della promozione di lancio con 10% di sconto fino al 31 ottobre 2025. #### Volontario CRI a Rimini vede la notifica sull’APP Dae RespondER e salva un uomo in arresto cardiaco L’evento si è verificato ieri, giovedì 20 Luglio 2023 a Viserba (RI), comune di circa 8.500 abitanti a circa 3-4 Km a nord di Rimini. Lorenzo Lunadei, 22 anni, era appena rientrato in casa, quando alle 15.21 sul suo smartphone si è attivato l’alert dell’applicazione DAE RespondER che ha segnalato la presenza di una persona colpita da arresto cardiaco a meno di quattro minuti di distanza. Lorenzo, volontario della Croce Rossa Italiana di Rimini, si è attivato subito, recuperando prima il defibrillatore nella farmacia più vicina (segnalato dall’APP), recandosi subito dopo nella posizione segnalata dall’APP, ovvero la zona industriale di Viserba, dove in quel momento un camionista si trovava il camionista privo di conoscenza mentre si trovava sul suo furgone. L’uomo era andato in arresto cardiaco. Il defibrillatore ha segnalato di procedere con l’erogazione della scarica, in seguito alla quale ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco. Sul posto è quindi arrivato anche l’equipaggio di Romagna Soccorso. I sanitari hanno intubato il paziente, il quale nel frattempo aveva ripreso a respirare pur rimanendo incosciente. Inoltre è stata somministrata la terapia farmacologica e in seguito è stato trasportato d’urgenza in pronto soccorso. L’uomo è stato operato e al momento risulta essere fuori pericolo. Un sistema che funziona, da prendere come riferimento e estendere in tutte le regioni, province e comuni. Abbiamo già parlato dell’APP DAE RespondER, in 2 occasioni, a dicembre 2017 poco dopo il suo lancio (quando contava circa 300 utilizzatori), e  recentemente, a marzo 2023 (con 15.000 utilizzatori). Sappiamo che i mezzi di soccorso del 118 e delle associazioni di volontariato (CRI, ANPAS, Misericordia, ..) difficilmente riesco a raggiungere il soggetto entro i 10 minuti dall’insorgere dell’arresto cardiaco (che richiede prima l’attivazione dei primi soccorritori e la chiamata alla centrale del 118, che a sua volta attiverà i mezzi del 118 e i mezzi dei volontari). Sappiamo inoltre che senza un massaggio cardiaco e in generale un RCP non particolarmente efficacie, il tempo utile per salvare una vita senza nessuna conseguenza data dall’ipossia celebrale, è di soli 4-5 minuti. Diviene quindi fondamentale che: Si attivino soccorritori sul posto appena verificatosi l’evento, prima dell’arrivo dei sanitari e dei volontari Vi sia un defibrillatore disponibile nelle immediate vicinanze (e la possibilità di individuarlo e reperirlo facilmente) Un plus sicuramente è trovare first responder preparato. Il primo soccorritore qualora abbia familiarità con le manovre di primo soccorso, rcp, blsd, saprà sicuramente accorciare i tempi di reazione e essere maggiormente efficace. E’ bene precisare comunque, che chiunque può salvare una vita, anche senza competenze, con il solo ausilio del defibrillatore e delle indicazioni telefoniche della centrale del 118. L’APP è sicuramente un grosso valore aggiunto per facilitare questo processo che deve essere gestito in tempi rapidissimi: Segnala la presenza di una persona in arresto cardiaco nelle vicinanze, la geolocalizza e ne indica il tempo per raggiungere Segnala il defibrillatore più vicino A loro volta i soccorritori sanno che si è attivato un first responder E’ un grandissimo piacere poter raccontare fatti come questi, che testimoniano i grandi passi avanti che stiamo facendo nel nostro paese in tema di cardioprotezione! #### Webinar gratuito: defibrillatori in azienda e sul territorio, vantaggi e sgravi fiscali In Italia si registrano 168 morti per arresto cardiaco ogni giorno. Per poter contrastare questo fenomeno, il fattore di successo principale è la presenza capillare del defibrillatore sul territorio: aziende, luoghi pubblici, scuole, abitazioni, mezzi di trasporto, etc. Oggi il prezzo di un defibrillatore è molto accessibile, paragonabile a quello di un telefono cellulare, che trova ulteriori vantaggi con le modalità di noleggio operativo o acquisto rateale, in media al costo di 2 pizze al mese. Tuttavia esistono ulteriori agevolazioni. Alcune di queste possono essere saltuarie, come ad esempio il contributo del Ministero dell’Istruzione del 2021 rivolto alle scuole, ha consentito a 10.000 istituti scolastici di dotarsi di defibrillatori gratuiti grazie al finanziamento di 1.000 Euro ciascuno. Per quanto concerne le aziende, esiste una agevolazione continuativa, che grazie alla riduzione del tasso medio INAIL, consente l’acquisto gratuito del defibrillatore. In Italia il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. Questo significa che circa 250 lavoratori al mese, sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro. In questo webinar, realizzato da Rescue Press in collaborazione con Emd112®,  verranno affrontati temi su come donazioni, deduzioni fiscali, sconti INAIL per le aziende, cardioprotezione del territorio, ruolo delle associazioni sanitarie e di emergenza nella cardioprotezione, e molto altro. Relatori: Dott. Antonio Mainardi, commercialista dello studio Moiso, Torino Dott. Riccardo Friede, fondatore Fundrising KMzero Dott. Massimo Mandò, direttore del 118 Toscana sud-est Dott.ssa Donatella del Giudice, DAE RespondER Dott. Simone Madiai, CEO di Emd112® Dott. Tommaso Scquizzato, ricercatore presso Centro Cardiologico S. Raffaele, Milano Dott. Fabrizio Pregliasco, Presidente Nazionale ANPAS   Perchè: E’ necessario rafforzare e sviluppare in modo strutturato la collaborazione dei differenti soggetti che hanno un ruolo all’interno dei processi di cardioprotezione del territorio, mettendo maggiormente in comunicazione il mondo sanitario, quello del volontariato, la pubblica amministrazione, aziende e cittadini. Spesso i comuni o le associazioni locali, coinvolgono sanitari o volontari di emergenza/urgenza, al fine di supportarli nell’acquisto del defibrillatore o nello processo di cardioprotezione del territorio. E’ importante quindi acquisire tutte le competenze necessarie per essere efficaci: agevolazioni per l’acquisto, costo del dispositivo nel ciclo di vita (compresa la sostituzione dei consumabili), qualità e garanzie del prodotto (i DAE non sono tutti uguali, e per un prodotto salvavita le differenze sono importanti..), tipologie di dispositivi presenti in commercio e loro perculiarità, defibrillatori connessi con il sistema 118, e molto altro.   A chi è rivolto il webinar: professionisti sanitari, Volontari associazioni di Emergenza/Urgenza (CRI, ANPAS, Misericordia, ..), responsabili sicurezza in azienda (RSPP, ASPP, HSE, ..), Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Pubblica Amministrazione, istruttori e operatori BLSD e primo soccorso, ed in generale tutti coloro interessati alla cardioprotezione e alla prevenzione.   Quando: Giovedì 26 Maggio 2022 dalle ore 18.30 alle ore 20.30 circa, tramite la piattaforma ZOOM.   Link di registrazione al Webinar: https://us06web.zoom.us/webinar/register/9416523446472/WN_VnmVRHXFRgWJXyEp3S4CMA       #### World Heart Day Il 29 settembre è la giornata mondiale per il cuore. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte sul pianeta. Le cause sono molteplici: fumo, diabete e pressione sanguigna elevata, obesità, inquinamento atmosferico, sono molto diffuse e interessano un’ampia gamma di fasce di età e aree geografiche; inoltre, cause meno diffuse sono la malattia di Chagas e Kawasaki o perfino patologie rare quali l’amiloidosi cardiaca. Al tempo del COVID-19, i pazienti con malattie cardiovascolari devono affrontare una minaccia a doppio taglio. Non solo sono più a rischio di sviluppare forme gravi del virus, ma hanno anche difficoltà ad effettuare i controlli di routine, e sono vissuti in isolamento rispetto a famigliari ed amici. Tuttavia, a prescindere dalla causa, siamo convinti che ogni battito cardiaco è importante. A Torino, Piacenza, Roma e Catania si terranno alcuni eventi di sensibilizzazione per la cardio protezione. A sottolineare la fondamentale importanza di questa data sono arrivati anche i patrocini della presidenza del consiglio dei ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, e anche la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana. Emd112® sarà presente a Torino insieme all’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco O.n.l.u.s. organizzatrice e promotrice di questa giornata. Ecco il programma della giornata di Torino, Piazza San Carlo e via Roma – Dalle 8,30 alle 18,00. A CURA DI ASL CITTÀ DI TORINO Lezioni Prevenzione rischio Cardiovascolare Elettrocardiogrammi per maggiorenni Lezioni su dipendenze alcool e fumo (alcool test monouso – discoteca bianca “La Birba”) Promozione della salute ed Esercizio fisico Nutrizione Lezione con gioco Prevenzione Cardiovascolare a tavola Prevenzione Rischio infettivo con test corretta igiene delle mani Lezioni Emozioni e Coerenza Cardiaca A CURA DI “ASSOCIAZIONE ITALIANA CUORE E RIANIMAZIONE LORENZO GRECO ONLUS” Lezioni aperte di rianimazione cardiopolmonare e uso defibrillatore A CURA DI “CROCE VERDE TORINO E CROCE ROSSA TORINO” Lezioni come Diventare Volontario del Soccorso, il trasporto e soccorso infermi, il sistema emergenza e urgenza 118 Lezioni di Primo Soccorso Adulto e pediatrico A CURA DI “AVIS COMUNALE TORINO SANDRO FISSO” Donazione Sangue per maggiorenni. Lezioni Importanza Donazione Sangue, Il Sangue sue componenti, Il plasma iperimmune, I Gruppi Sanguigni, requisiti e modalità donazione Sangue A CURA DI “OPI ORDINE INFERMIERI E CONSULTA GIOVANI INFERMIERI TORINO” Misurazione Parametri Vitali – Educazione Sanitaria – Ruolo dell’Infermiere A CURA DI “AO ORDINE MAURIZIANO TORINO CARDIOLOGIA” Lezioni di prevenzione cardiovascolare A CURA DI “VIVI TORINO DI CORSA” Camminata del Cuore alle ore 11 e alle ore 16,30 con partenza da Piazza San Carlo A CURA DI “SAFATLETICA TORINO” 10.30-11.30 / 15.30-18.00 Atletica leggera 11.30-13.00 / 14.00-15.30 Roller Per il programma delle altre citta visitare il link   #### World Restart a Heart Day 2019 e iniziativa Stryker in tutte le sedi del mondo Mercoledì 16 ottobre 2019, sarà celebrata ancora una volta l’iniziativa World Restart a Heart (WRAH) con eventi in tutto il mondo. Tutti e sette i consigli costituenti di ILCOR (International Liaison Committee on Resuscitation) stanno sostenendo questa importante iniziativa di portata globale per aumentare la consapevolezza dell’importanza delle manovre di primo soccorso (RCP, BLS, BLSD, disostruzione vie aeree), al fine di impattare in modo rilevante su molte morti evitabili grazie ad un rapido soccorso ed un minimo di formazione. I 7 consigli costituenti sono: American Heart Association (AHA) European Resuscitation Council (ERC) Heart and Stroke Foundation of Canada (HSFC) Australian and New Zealand Committee on Resuscitation (ANZCOR) Resuscitation Councils of Southern Africa (RCSA) Inter American Heart Foundation (IAHF) Resuscitation Council of Asia (RCA) Nel 2019, i consigli membri World Restart a Heart, stanno organizzando eventi in luoghi iconici in tutto il mondo.   Questi sono i principi generali di ILCOR WRAH: 1) WRAH Day si svolgerà ogni anno il 16 ottobre, a partire dal 2018. 2) ILCOR condividerà le risorse, entusiasmerà e motiverà i consigli regionali di rianimazione. Il coinvolgimento con WRAH sarà volontario per i consigli nazionali di rianimazione (NRC) e saranno incoraggiati a sviluppare le proprie strategie che si adattano ai loro paesi. 3) Non è essenziale che tutte le attività debbano svolgersi in un determinato giorno (cioè il 16 ottobre), ma che vengano svolte il più vicino possibile a quel giorno. È importante che un giorno specifico venga mantenuto per la maggior parte delle attività – e speriamo che la maggior parte delle persone si alleni in questo giorno – in particolare per l’attività dei media. 4) Non limiteremo l’attività di WRAH ai bambini in età scolare, anche se questi sono il target primario. 5) WRAH promuovere all’interno dei propri canali l’iniziativa con campagne dedicate e materiale multimediale a supporto per diffondere globalmente l’evento. Anche Stryker®, azienda capogruppo anche di Physio-Control® e HeartSine®, ha in programma un evento collegato alla giornata World Restart a Heart 2019. Styker Corporation, vanta 78 anni di storia, 6.560 brevetti internazionali, quasi 1 miliardo di dollari investiti in ricerca e sviluppo, 36 sedi, 33.000 dipendenti dislocati in ogni parte del mondo. Una giornata dedicata alla formazione e alla sensibilizzazione dei dipendenti Stryker® sulle procedure di Primo Soccorso e Defibrillazione precoce nei casi di Arresto Cardiaco Improvviso pre-ospedaliero, che si svolgerà in contemporanea in tutte le sedi del mondo. Con l’augurio che il World Restart a Heart 2019 accresca consapevolezza e operatori di primo soccorso, incidendo ogni anno ad accrescere il numero di persone che possono intervenire in caso di bisogno, contribuendo a salvare sempre più vite. ### Pagine #### A chi ci rivolgiamo URL: https://www.emd112.it/defibrillatori-e-cardioprotezione/a-chi-ci-rivolgiamo/defibrillatori-in-azienda/ #### Accessori consumabili e di posizionamento URL: https://www.emd112.it/defibrillatori-e-cardioprotezione/accessori-consumabili-e-di-posizionamento/teche/ #### Account URL: https://www.emd112.it/mio-account/ #### Aggiornamento software I defibrillatori e i dispositivi Stryker®  a seconda dei modelli si collegano a qualunque PC tramite tramite interfaccia USB, o Wi-Fi, con l’ausilio di un cavi dedicati a seconda del modello. Questo sistema permette all’utilizzatore del DAE di accedere immediatamente ai dati raccolti dal defibrillatore durante un intervento e di gestire in completa autonomia le operazioni di aggiornamento previste in caso di variazione delle Linee Guida Internazionali sulla Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) o di azioni di richiamo da parte del produttore. Contattando il nostro servizio di assistenza tecnica verranno forniti i dettagli per scaricare i programmi software adatti ad ogni modello di defibrillatore e il supporto necessario per le operazioni di aggiornamento, download dei dati di intervento e tutte le altre funzionalità disponibili. #### Ambiente Lavoro 2021 Ho letto e accetto la Privacy Policy di emd112.it Desidero iscrivermi alla Newsletter Iscrivimi alla newsletter! #### Approfondimenti Benvenuti nella sezione “Approfondimenti” di EMD112, il vostro punto di riferimento per una conoscenza completa e aggiornata sui defibrillatori automatici esterni (DAE). Qui troverete tutto ciò che occorre per comprendere appieno il funzionamento di questi dispositivi salvavita, utilizzarli con sicurezza ed efficacia e rimanere al passo con le ultime normative vigenti. Perché i DAE sono importanti? I DAE sono strumenti salvavita in grado di fare la differenza in caso di arresto cardiaco improvviso, un’emergenza medica che colpisce migliaia di persone ogni anno. L’utilizzo tempestivo di un DAE può aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza di chi ne viene colpito. Cosa troverete in questa sezione La sezione “Approfondimenti” è suddivisa in due sottosezioni principali: FAQ: una raccolta completa di domande e risposte frequenti sui DAE, che copre una vasta gamma di argomenti, dal funzionamento di base all’utilizzo in specifiche situazioni. Normative sui DAE: una panoramica aggiornata delle normative vigenti che regolano l’utilizzo dei DAE in Italia, con informazioni chiare e dettagliate su obblighi, responsabilità e procedure. Il nostro obiettivo è quello di fornirvi le informazioni e le risorse necessarie per acquisire una conoscenza approfondita sui DAE e sentirvi preparati ad affrontare un’emergenza con prontezza e sicurezza. Crediamo che la diffusione della conoscenza e della formazione in materia di DAE sia un tassello fondamentale per salvare vite umane. Vi invitiamo ad esplorare le sottosezioni FAQ e Normative sui DAE per scoprire tutto ciò che c’è da sapere su questi dispositivi salvavita. In caso di ulteriori domande o dubbi, non esitate a contattarci. Siamo a vostra disposizione per fornirvi assistenza e supporto. #### Archivio testimonianze [PAGINA DI APPOGGIO, NON ELIMINARE] #### Area download Seleziona la categoria d’interesse per visionare i file scaricabili: #### Articoli medicali, emergenza, urgenza URL: https://www.emd112.it/articoli-medicali-emergenza-urgenza/rcp/ #### Assistenza gratuita SERVIZI GRATUITI INLCUSI CON L’ACQUISTO DEL DEFIBRILLATORE  Ogni defibrillatore HeartSine® samaritan PAD e LIFEPAK  venduto da EMD112 viene fornito con un pacchetto di servizi gratuiti a valore aggiunto che testimoniano l’attenzione e la cura di EMD112l verso ogni cliente. Le caratteristiche di questo programma di assistenza sono le seguenti: Supporto telefonico disponibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; Servizio reminder di monitoraggio delle date di scadenza dei consumabili; Servizio reminder di monitoraggio delle necessità di aggiornamento software del DAE; Software gestione dati e aggiornamenti gratuito Assistenza tecnica gratuita per sostituzioni e garanzia e supporto compilazione modulo tracciabilità ULTERIORI SERVIZI A PAGAMENTO: PROGRAMMA  “EMD112 x TE” EMD112 offre la possibilità di attivare una serie di servizi in grado di garantire continuità di funzionamento delle postazioni DAE per tutto il ciclo di vita previsto ( 8 anni) Grazie al Programma Emd112 x TE sarà possibile attivare i seguenti servizi: Servizio di telecontrollo su piattaforma in Cloud  LIFELINKcentral di uno o più defibrillatori connessi in rete tramite Wi-Fi o 3G. Invio programmato di elettrodi e batterie prima della scadenza Fornitura di un defibrillatore muletto (samaritan® PAD 350P) in caso di indisponibilità del defibrillatore in proprio possesso in caso di guasto grave o requisizione da parte delle forze dell’ordine Assistenza telefonica 24/7 tramite numero dedicato Ritiro annuale del defibrillatore per test funzionali, eventuale sostituzione batterie modulo samaritan Gateway, con rilascio di relativo certificato e fornitura di un defibrillatore muletto (samaritan PAD 350P) per il periodo necessario all’erogazione del servizio (7 giorni solari).         #### Batterie ed Elettrodi   Batterie ed elettrodi – Defibrillatori Samaritan PAD 300P, 350P, 360P, 500P. [Batterie ed elettrodi defibrillatori]Esaurito [Batterie ed elettrodi defibrillatori]Esaurito     Batterie ed elettrodi – Defibrillatori LIFEPAK CR PLUS E LIFEPAK EXPRESS [Batterie ed elettrodi defibrillatori]Disponibilità immediata Elettrodi validi almeno 2 anni [Batterie ed elettrodi defibrillatori]Esaurito   Batterie ed elettrodi – Defibrillatori LIFEPAK 1000 [Physio Control]Disponibilità immediata [Batterie ed elettrodi defibrillatori]Contattaci prima di ordinare per conoscere i tempi di consegna #### Bonifico bancario Puoi pagare i tuoi ordini effettuando un bonifico bancario sul nostro conto corrente, indicando nella causale la merce ordinata o il numero d´ordine che riceverai dal sistema alla conclusione dei tuoi acquisti sul sito. Pagando con bonifico bancario, i prodotti da te ordinati verranno prenotati e tenuti impegnati per un tempo massimo di 5 giorni lavorativi. Trascorso tale termine, procederemo all´annullamento dell´ordine e allo svincolo della merce prenotata che tornerà disponibile e acquistabile da altri clienti. Ti consigliamo, pertanto, di anticiparci la contabile del bonifico effettuato tramite fax allo 055/7471198 oppure via mail a info@heartsinepad.it. Ricevuta la tua attestazione di pagamento, potremo già procedere all´evasione dell´ordine. Le coordinate bancarie necessarie per effettuare il pagamento ti saranno comunicate direttamente nella pagina di riepilogo ordine a conclusione della procedura d´acquisto, oppure le troverai indicate sul modulo d´ordine via fax. #### Candidati istruttore BLSD EMD112 nel pieno rispetto della missione del produttore Stryker valuta la formazione BLS-D degli addetti all’utilizzo del defibrillatore una componente fondamentale nella lotta alla morte cardiaca improvvisa: solo l’utilizzo immediato del defibrillatore DAE congiunto all’esecuzione di corrette manovre di rianimazione cardio-polmonare, infatti, può offrire fino al 75% di possibilità di salvezza a chi è vittima di un arresto cardiaco. Valutiamo istruttori certificati PBLSD:BLSD con i vari enti: American Heart Association (AHA), Italian Resuscitation Council (IRC), DAN Europe, Emergency First Response Instructor (EFR),… EMD112 collabora con i principali centri di formazione nazionali ed è alla continua ricerca di centri di formazione e istruttori BLS-D interessati a supportare la commercializzazione dei nostri defibrillatori, erogando corsi di formazione BLS-D, regolarmente certificati, sia presso le sedi dei centri di formazione stessi che presso le sedi dei clienti. Inviaci la tua richiesta indicando i tuoi riferimenti o quelli del centro di formazione che rappresenti: i responsabili del nostro network formativo nazionale ti contatteranno per fornirti ogni informazione in merito all’opportunità di avviare una collaborazione con la nostra rete formativa e diventare erogatore dei servizi formativi alla nostra clientela. File da allegare (facolativo): Ho letto e accetto la Privacy Policy di emd112.it Iscrivimi alla newsletter! #### Candidatura libera Se stai cercando lavoro e se vuoi entrare a far parte di una realtà come la nostra, in cui crescere professionalmente e umanamente, puoi spedirci il tuo curriculum attraverso il form seguente. Il tuo curriculum verrà inserito nel nostro database aziendale e verrai ricontattato non appena si apriranno posizioni in linea con il tuo profilo. Si ricorda di autorizzare il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs 196/2003. File da allegare (facolativo): Ho letto e accetto la Privacy Policy di emd112.it Iscrivimi alla newsletter! #### Carrello URL: https://www.emd112.it/carrello/ #### Carriera La Medicina d’Emergenza ha continuo bisogno di evolversi per garantire le più altre probabilità di sopravvivenza di chi è vittima di un incidente. Per quanto si possa ottimizzarne i risultati, però, i Servizi Medici d’Emergenza avranno sempre dei limiti intrinsechi dovuti al tempo impiegato per arrivare sul luogo di un incidente. Bisogna pertanto diffondere la cultura dell’intervento e del soccorso da parte dei “laici”, nei limiti di quello che possono ragionevolmente fare. Scegli di promuovere la cultura della vita: Entra nella nostra Squadra! Il DL 2011 e successive modifiche (andrà aggiornato appena verrà approvata la nuova legge) prevede e promuove la diffusione capillare di defibrillatori ad accesso pubblico in ambito extra-ospedaliero. Questi sono solo alcuni dei contesti individuati dal Decreto Legislativo: Strutture turistiche e ricettive (alberghi, ristoranti, piscine, spa) Mezzi di trasporto privati e pubblici (taxi, autobus, metropolitana, aerei, treni) Impianti sportivi e palestre Parchi di divertimento Uffici Pubblica Amministrazione (PA) Esercizi commerciali ed aziende Studi medici e odontoiatrici Il defibrillatore semiautomatico o automatico, è l’unico strumento in grado di intervenire efficacemente in presenza di un arresto cardiaco improvviso. E’ per questo che anche le istituzioni, attraverso i Decreti Ministeriali e le Delibere Regionali, ne obbligano la presenza e ne incentivano la diffusione in ogni ambiente ad alta frequentazione. Entrare nella Squadra EMD112 quindi, non significa semplicemente essere in grado di evadere la richiesta sempre crescente di dispositivi innovativi ed efficaci per la gestione delle emergenze, ma anche e soprattutto impegnarsi nella diffusione della cultura della defibrillazione precoce, del rapido controllo delle emorragie e nel promuovere incessantemente l’importanza della presenza di defibrillatori ad accesso pubblico e dei kit di controllo remoto Wireless/GSM in ogni ambito della quotidianità. Ti insegneremo a non vendere prodotti ma efficaci soluzioni salvavita! Non è la presenza di un defibrillatore a rendere un ambiente cardio-protetto: solo attraverso un’attenta analisi delle esigenze di collocazione si può essere in grado di predisporre un’offerta di fornitura realmente efficace che comprenda il numero corretto di defibrillatori da installare, i relativi accessori di contenimento e segnalazione previsti dalle normative vigenti, un programma di manutenzione dedicato e una proposta formativa finalizzata ad abilitare all’utilizzo dei defibrillatori un adeguato numero di soccorritori. EMD112 fornisce tutta la preparazione necessaria ad operare autonomamente sul mercato, sempre coadiuvato dai nostri referenti. Per chi fosse interessato a ricevere maggiori informazioni su come entrare a far parte della nostra rete sarà sufficiente visitare le pagine di interesse di seguito e inviare le informazioni richieste. I nostri referenti provvederanno a ricontattarlo nel più breve tempo possibile. #### Carta di credito Puoi pagare i tuoi acquisti effettuati sul nostro shop anche con carta di credito. Per pagare con carta di credito o con carta prepagata, puoi utilizzare la piattaforma di PayPal. Ti permette di effettuare pagamenti semplicemente utilizzando il tuo indirizzo di posta elettronica (già collegato al tuo conto PayPal), senza necessità di condividere con il venditore altre informazioni. #### Certificazioni di qualità I defibrillatori HeartSine® samaritan® PAD 350P e 500P sono gli unici dispositivi al mondo ad essere certificati con indice di protezione IP56. Questo li rende i più adatti ad essere utilizzati in presenza di polvere e/o acqua come ad esempio sulle imbarcazioni, sulla spiaggia, a bordo piscina, sotto la pioggia battente, in presenza di neve o nel deserto. Qui di seguito riportiamo la definizione tecnica e la spiegazione della Classe di Protezione IP (International Protection). L’International Protection è un codice che indica il livello di protezione di un’apparecchiatura elettrica dal contatto con oggetti, polvere, e acqua. La codifica, istituita dalla norma EN60529 recepita dalla norma del Comitato Elettrotecnico Italiano CEI70-1, è la seguente: IPXX dove al termine fisso IP seguono due cifre. La prima cifra indica la protezione contro l’accesso di corpi solidi e contatto con parti pericolose: IP0X: Nessuna protezione IP1X: Protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a 50mm^3 IP2X: Protetto contro corpi solidi di diametro superiore a 12mm IP3X: Protetto contro corpi solidi di diametro superiore a 2.5mm IP4X: Protetto contro corpi solidi di diametro superiore a 1mm IP5X: Protetto contro la polvere: ingresso limitato (Nessun Deposito Pericoloso) IP6X: Totalmente protetto contro la polvere   La seconda cifra indica la protezione contro l’accesso di liquidi: IPX0: Non protetto IPX1: Protetto da caduta verticale di gocce d’acqua IPX2: Protetto da caduta di gocce d’acqua con inclinazione massima 15° IPX3: Protetto da caduta di gocce d’acqua con inclinazione massima 60° IPX4: Protetto da spruzzi da tutte le direzioni: Permesso ingresso limitato IPX5: Protetto da getti d’acqua a bassa pressione da tutte le direzioni: Permesso ingresso limitato IPX6: Protetto da forti getti d’acqua da tutte le direzioni: Permesso Ingresso Limitato (i.e. il ponte di una nave) IPX7: Protetto da immersione temporanea tra i 15cm e 1m di profondità IPX8: Protetto da immersione continua sotto pressione IPX9: Protetto da getti d’acqua ad altra pressione e temperatura da molteplici direzioni. Da quanto sopra riportato e considerando l’uso specifico a cui sono destinati i defibrillatori, si capisce che la classe IP56 è la più alta possibile per questi prodotti, che, in nessun caso vanno utilizzati in immersione, onde evitare la folgorazione dei soggetti coinvolti. #### Checkout URL: https://www.emd112.it/checkout/ #### Chi siamo EMD112 – Echoes Medical Division, divisione medicale di Echoes Srl, nasce nel 2011 come rivenditore dei defibrillatori samaritan® PAD di HeartSine®, di cui diventa Main Importer a partire dal 2013. Ad oggi HeartSine® è parte del gruppo Stryker® insieme a Physio-Control®. EMD112 rimane il punto di riferimento nazionale della Divisione Public Access , divenendo dal 2019 Main Importer WorkPlace & Community anche per i defibrillatori a marchio Physio-Control. Nel 2016 e 2017 vengono rispettivamente aggiunte le linee prodotto Prometheus dell’omonima azienda inglese ed Eve della tedesca Stephan GmbH. EMD112 è sempre alla ricerca di prodotti innovativi nell’ambito dell’emergenza sanitaria, rimanendo fedele alla sua Vision. Coniugando medicina d’urgenza e cardioprotezione, EMD112 si è posta l’ambizioso obiettivo di offrire una seconda chance di vita alle persone colpite da arresto cardiaco. Ma non solo. L’esperienza acquisita nel campo dell’emergenza-urgenza medica la rende oggi un importante punto di riferimento nel campo del primo soccorso, con una gamma di prodotti innovativi e ad alto valore aggiunto. HeartSine® è l’azienda inglese che nel ’66 ha inventato il primo defibrillatore portatile e negli anni ’80 il primo defibrillatore per uso laico al mondo, e unica azienda produttrice di defibrillatori ad essersi sempre e solo concentrata sull’uso di questi dispositivi da parte di personale laico. Physio-Control® d’altro canto è uno dei pionieri del mondo della defibrillazione, con origini che risalgono a metà anni ’50, e particolarmente radicata nel mondo del 118 oltre ad aver sviluppato DAE dalle eccellenti prestazioni. Stryker® è invece una multinazionale leader nel mondo delle protesi ortopediche che, acquisendo HeartSine® e Physio-Control® è diventata leader mondiale per tecnologia, gamma di prodotti e vendite. Questa operazione è stata fatta però con intelligenza, creando la divisione Public Access, che si occupa solo ed esclusivamente della diffusione dei DAE a livello globale, con risorse dedicate a tutti i livelli. La nostra gamma è composta da 11 modelli di DAE, tutti di qualità eccellente e certificata FDA, dal modello più “basilare” a quelli con tecnologia integrata WiFi e 3G, semi-automatici e completamente automatici. Prometheus Ltd è un’azienda inglese formata da ex medici militari che hanno sviluppato e rivisto in chiave “civile” alcuni prodotti altamente performanti sul campo di battaglia, soprattutto orientati al controllo di emorragie massive e al trattamento rapido dello pneumotorace. Stephan GmbH è un’azienda tedesca che dagli anni ’50 sviluppa macchine per Anestesia, Ventilatori per Terapia Intensiva e Trasporto e Concentratori d’Ossigeno. #### Condizioni di vendita 1) Informazioni Generali – Tutti i prezzi si intendono IVA esclusa salvo dove esplicitamente indicato. – Tutti i prodotti sono corredati di relativa garanzia della casa produttrice come indicato nelle singole schede prodotto. – La vendita è tutelata da tutti i diritti che regolano le transazioni per corrispondenza e per via telematica. 2) Modalità di acquisto Gli acquisti possono essere fatti telefonicamente chiamando il numero verde 800.363525 dal telefono fisso (055.0511249 da cellulare) o se preferite via FAX (al numero 055.8459885) compilando l’apposito modulo che riceverete via mail, oppure via mail all’indirizzo commerciale@emd112.it. È possibile, inoltre, effettuare direttamente online i propri acquisti usufruendo del nostro sistema e-commerce attestato sul dominio www.emd112.it. 3) Modalità di pagamento – PayPal: sia come utenti registrati che con Carta di Credito. – Contrassegno: in contanti alla consegna (o assegno circolare a noi intestato). Il pagamento in contrassegno prevede l’aggiunta al totale dell’ordine di un diritto di contrassegno pari a 6 euro. – Bonifico Bancario anticipato, intestato a: Echoes Srl IBAN: IT92T0867302804049000490066 Presso: CHIANTIBANCA – Credito Cooperativo. – Noleggio operativo e finanziamenti rateali possono essere richiesti in sede di preventivo oppure direttamente online tramite il sistema e-commerce, mentre per modalità di pagamento posticipato per enti pubblici si dovrà procedere ad apposita istruttoria da parte della nostra amministrazione. 4) Modalità di spedizione in Italia – Le spese di spedizione vengono calcolate in funzione del peso volumetrico dell’imballo spedito. – Le spedizioni vengono effettuate a nostra insindacabile scelta tra i vettori disponibili. In generale verrà utilizzato BRT che consegna tra le 24 e le 72 ore a seconda della località di destinazione. – In funzione della disponibilità dei prodotti ordinati, i tempi di evasione potranno variare da 3 a 30 giorni lavorativi. 5) Garanzia – Modalità La garanzia di 24 mesi si applica, ai sensi del DL 24/02, al prodotto che presenti un difetto di conformità, purché il prodotto stesso sia stato utilizzato correttamente, nel rispetto della sua destinazione d’uso e di quanto previsto nella documentazione tecnica allegata. Il periodo di garanzia di 24 mesi è riservato esclusivamente al consumatore privato (persona fisica che acquista la merce per scopi non riferibili alla propria attività professionale, ovvero effettua l’acquisto senza indicare nel modulo d’ordine un riferimento di Partita IVA). Nel caso venga indicata una Partita IVA durante la compilazione dei moduli ordine (scopi riferibili ad attività professionali) la garanzia è di 12 mesi e si applica al prodotto che presenti un difetto di conformità, purché il prodotto stesso sia stato utilizzato correttamente, nel rispetto della sua destinazione d’uso e di quanto previsto nella documentazione tecnica allegata. In caso di difetto di conformità, Echoes Srl provvederà al ripristino della conformità del prodotto mediante riparazione/sostituzione nel tempo più breve possibile compatibilmente con i tempi di rientro e spedizione del prodotto o dei prodotti. Il cliente deve far pervenire il prodotto presso la sede Echoes Srl – Via della Fangosa, 20/22 – 50032 Borgo San Lorenzo (Firenze). Echoes Srl, nel caso in cui per qualsiasi ragione non sia in grado di rendere al proprio cliente un prodotto in garanzia (ripristinato o sostituito), potrà procedere a propria insindacabile discrezione alla restituzione dell’intero importo pagato oppure alla sostituzione con un prodotto con caratteristiche pari o superiori. Non potranno in ogni evenienza essere richiesti danni diretti o indiretti per il mancato utilizzo dell’apparecchiatura per tutto il periodo di cessata operatività del bene per guasto o difformità, intendendosi il prodotto non indispensabile all’attività del cliente, né è possibile riferirsi a qualsivoglia danno indiretto patito per il mancato funzionamento del bene stesso . È responsabilità del cliente la consultazione delle modalità di assistenza in vigore al momento del ricorso all’Assistenza in Garanzia. La garanzia copre pertanto solo ed esclusivamente i difetti di fabbrica e la non conformità del prodotto. Ad eccezione della sostituzione dei prodotti difettosi e non conformi, la società fornitrice non si assume alcuna responsabilità per danni diretti e indiretti che dovessero derivare dall’uso anche improprio del prodotto da parte del destinatario. Echoes Srl garantisce l’integrità e la validità dei prodotti proposti sul catalogo sulla base di controlli qualitativi effettuati dalle case madri o da Echoes Srl stessa. Se non diversamente indicato sulla confezione, sono sempre esclusi dalla garanzia materiali soggetti a usura per utilizzo o esaurimento e comunque ogni componente che sia soggetto a naturale usura per utilizzo. La sede per la presentazione dei reclami è esclusivamente la seguente: Echoes Srl Via della Resistenza, 8 50039 Vicchio (FIRENZE) Tel.: 055/0511249 – Servizio Clienti: 800 363525 Fax: 055/8459885 P.IVA: 05432960481 Orario: da lunedì a venerdì 9:00-13:00 e 14:00-18:00 Il prodotto verrà riparato o, nel caso la riparazione non sia possibile, sostituito con uno uguale, equivalente o superiore secondo il giudizio di Echoes Srl, entro 30 giorni successivi all’arrivo in sede del prodotto (salvo ritardi dovuti alle procedure richieste dalla casa madre). In caso di difficoltà di reperimento del prodotto, Echoes Srl ha facoltà di adempiere le condizioni di garanzia mediante nota di credito e rimborso all’acquirente del corrente prezzo di mercato del prodotto stesso, tenuto in debito conto lo stato di utilizzo. Le spese di spedizione verso e da Echoes Srl sono a totale carico del cliente. Saranno respinte al mittente, con spese a suo carico, tutte le spedizioni di prodotti: – pervenuti alla nostra sede in contrassegno delle spese di spedizione, che non vengono accettate secondo il testo di garanzia; – non comprendenti imballi, accessori e manualistiche originali; – ricevuti con imballo esterno non idoneo o inadeguato e quindi danneggiati durante il trasporto; – la garanzia non copre i danni dovuti al non utilizzo degli imballi originali e di adeguato imballo protettivo esterno di sicurezza non autorizzati da Echoes Srl. La garanzia del prodotto rimane del tutto invariata a partire dalla data di acquisto del prodotto, e anche in caso di sostituzione di parti del prodotto, ripristino del funzionamento con altro prodotto, la garanzia rimane quella originale e non può essere né rinnovata né posposta a date diverse dalla data di acquisto. È escluso ogni diritto del cliente a un risarcimento danni o indennizzi nonché ogni responsabilità contrattuale o extracontrattuale per danni diretti o indiretti a persone e/o cose. Nel caso di modifiche alle condizioni di garanzia, Echoes Srl applicherà le condizioni presenti sulla garanzia per prodotti in vigore al momento dell’acquisto del cliente. Competenza: per ogni controversia è competente il Foro di Firenze o di residenza dell’acquirente nel caso di soggetti privati. 6) Diritto di recesso Le vendite di prodotti via internet sono disciplinate dal codice del consumo – D.lgs.206/2005 – che regola la materia dei contratti a distanza, cioè effettuati al di fuori dei locali commerciali. Tale normativa sancisce il diritto di recesso, ovvero la possibilità per il consumatore di restituire il prodotto acquistato e di ottenere il rimborso della spesa sostenuta. Echoes Srl garantisce il diritto di recedere per qualsiasi motivo dal contratto d’acquisto. Questo diritto è riservato esclusivamente alle persone fisiche (consumatori), quindi non può essere esercitato dalle persone giuridiche e dalle persone fisiche che agiscono per scopi riferibili all’attività professionale eventualmente svolta. Per esercitare il diritto di recesso è necessario inviare entro 14 giorni dal ricevimento della merce una comunicazione nella quale viene manifestata la volontà di recedere dal contratto. Se non diversamente indicato sulla confezione, sono sempre esclusi dalla garanzia materiali soggetti a usura per utilizzo o esaurimento, e comunque ogni componente che sia soggetto a naturale usura per utilizzo. #### Consegna della merce Prima di evadere ogni ordine, viene richiesta al cliente una conferma dell’invio, sia mediante e-mail inviata al cliente, sia mediate un sms al numero di telefono fornitoci dal cliente stesso. Per quanto riguarda la consegna tramite corriere Bartolini, il servizio offre anche la possibilità di seguire direttamente il tracciamento della propria spedizione all’indirizzo http://as777.brt.it/vas/sped_numspe_par.htm. Il servizio di consegna on site prevede, invece, la consegna da parte di un nostro incaricato del defibrillatore e degli eventuali accessori acquistati, direttamente presso la sede dell’acquirente. Il servizio prevede la consegna dei defibrillatori e degli accessori, la compilazione del modulo di tracciamento dei dispositivi medici, la messa in opera del defibrillatore, la compilazione della cartolina di garanzia e l’illustrazione della funzionalità del defibrillatore. Il servizio non include il corso di formazione BLS-D, né il montaggio di teche e cartelli segnaletici che dovrà essere effettuato a cura del cliente. Per quanto riguarda la consegna on site, vi invitiamo a contattarci preventivamente per verificare le zone dove il servizio è disponibile. #### Contattaci Echoes Srl ha la propria sede operativa in provincia di Firenze, a Vicchio a pochi chilometri dall’Autodromo del Mugello e a circa 30 chilometri dal casello autostradale dell’A1 di Barberino del Mugello. L’edificio ospita sia il magazzino che gli uffici commerciali; inoltre è disponibile un’aula didattica per la formazione BLS-D e un’area show-room di esposizione dei nostri defibrillatori, delle postazioni di defibrillazione e degli altri prodotti da noi commercializzati. Siamo aperti tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Si invitano tutti coloro che fossero interessati a prendere visione dei nostri defibrillatori o ricevere una consulenza in merito alle soluzioni di cardioprotezione più idonee alle proprie esigenze, di prenotare un appuntamento presso la nostra sede scrivendo a info@emd112.it oppure telefonando al numero 055/0511249. Per chiamate da telefono fisso è inoltre disponibile il numero verde gratuito 800-363525. Echoes Srl SEDE OPERATIVA: Via della Resistenza, 8 50039 Vicchio (FIRENZE) SEDE LEGALE: Via Savoia, 78 00198 ROMA P. IVA 05432960481 Uno staff di consulenti è al tuo servizio per rispondere in modo professionale e qualificato ad ogni tua domanda. Invia subito la tua richiesta all’ufficio di competenza utilizzando i recapiti indicati. #### Contrassegno Con il pagamento in contrassegno potrai pagare la merce ordinata direttamente al corriere al momento della consegna. Il corriere accetta solo pagamenti in contanti, e non può effettuare resti. Dovrai pertanto avere la premura di preparare in anticipo l’esatto importo dell´ordine da consegnare al corriere per non correre il rischio di dover riprogrammare la consegna per il giorno successivo. Eventuali forme di pagamento con assegno circolare o bancario dovranno essere preventivamente concordate con i nostri uffici amministrativi. Ti informiamo, inoltre, che il pagamento in contrassegno comporta dei costi di gestione da parte del corriere che ammontano a 6 euro a consegna. Questo supplemento ti verrà calcolato e inserito nel totale ordine direttamente in fase d’acquisto. Accettiamo pagamenti in contrassegno solo per importi d’ordine inferiori a 500 euro. #### Convenzioni di Fornitura Emd112 effettua forniture  di defibrillatori e attrezzature mediche e ospedaliere anche tramite la definizione di convenzioni e accordi quadro con aziende, istituzioni, associazioni ed onlus, enti privati e Pubblica Amministrazione. Gli ordini possono essere effettuati con richieste specifiche al bisogno, oppure essere definite con un accordo formale tra le parti, in funzione delle richieste e necessità. I grandi ordini o le convenzioni danno diritto ad uno sconto ulteriore sul costo di acquisto e altri vantaggio esclusivi. Qualora nel nostro catalogo non siano presenti prodotti di vostro interesse, è possibile effettuare degli ampliamenti mirati del catalogo, consentendovi di acquistare tutti gli articoli da un solo fornitore, semplificando logistica, gestione e riducendo i costi. Se stai cercando un fornitore di articoli medicali e sanitari affidabile e con articoli di qualità, contattaci tramite l’apposito form.     #### Corsi BLSD I nostri corsi sempre conformi alle linee guida ERC – ILCOR più recenti Oltre 4.000 discenti certificati ogni anno organizzati con defibrillatori da addestramento realistici di nuova generazione Attestato di partecipazione valido accreditato in ambito Regionale e con validità Nazionale Supporto organizzativo da parte di personale qualificato Ecco 2 pacchetti su misura per le tue esigenze: *Possibilità di pagamento rateizzato a tasso zero con PAYPAL o ALMAPAY   Grazie ai Corsi BLSD di EMD112 per te con 25€ al mese (300€ annue senza rinnovo automatico). Corsi accreditati dai più importanti enti di formazione: Se la tua attività prevede protocolli o spazi particolari, possiamo proporre corsi di formazione con scenari realistici. Contattaci per ricevere un preventivo.   #### Corsi PBLSD/BLSD certificati I corsi BLSD/PBLSD (Basic Life Support Defibrillation / Pediatric Basic Life Support Defibrillation) rappresentano l’addestramento utile per formare le persone alle manovre di supporto di base alla vita, chiamate appunto “Basic Life Support” (BLS), assieme alle tecniche di impiego del defibrillatore (automatico e semiautomatico) esterno (DAE). Il corso prepara a prestare primo soccorso a lattanti, bambini e adulti, in attesa dell’arrivo dei soccorritori del 112/118. Alla fine del corso BLSD/PBLSD i partecipanti al corso saranno in grado di: Avere nozioni utili di Anatomia e Fisiologia di base; Conoscere gli anelli della “catena di sopravvivenza”; Conoscere le manovre e gli scopi del “Basic Life Support – BLS”; Valutare i pericoli ambientali e dello scenario di soccorso; Tutelarsi tramite DPI e manovre corrette all’esposizione di infezioni; Descrivere la funzione di compressioni cardiache e ventilazioni; Verificare lo stato di coscienza di un soggetto; Come approcciare psicologicamente al soggetto; Disostruire le vie aeree; Controllare il respiro; Attivare il SME; Riconoscere i segni premonitori di arresto cardiaco; Eseguire compressioni cardiache e ventilazione (RCP); Eseguire il Basic Life Support mentre si prepara il defibrillatore; Utilizzare il defibrillatore (automatico, semiautomatico, vari modelli); Come gestire un defibrillatore affinchè sia operativo e sempre pronto all’impiego; Elencare i vantaggi di uno schermo facciale e di una maschera per rianimazione; Spiegare i vantaggi dell’ossigeno durante la rianimazione; Spiegare l’importanza della defibrillazione; Enunciare le più comuni cause di soffocamento; Descrivere le differenze tra ostruzione grave e lieve delle vie aeree; Prestare soccorso per il soffocamento; Spiegare perché una vittima non cosciente e che respira deve essere posta nella posizione di sicurezza; Porre una persona non cosciente e che respira nella posizione di sicurezza; Descrivere la funzione del sangue; Prestare soccorso per l’emorragia esterna; Spiegare cos’è lo shock; Prestare soccorso a persone infortunate in stato di shock. Contattaci per maggiori informazioni sui nostri corsi BLSD/PBLSD. #### Costo di trasporto Le spese di spedizione vengono calcolate in funzione del peso dell’imballo spedito e del prezzo totale dell’ordine. Effettuiamo spedizioni gratuite per ordini superiori a 500 Euro IVA esclusa. Per ordini inferiori a 500 euro IVA esclusa, le spese di spedizione sono di 7 euro IVA esclusa, se il peso della merce è inferire a 5 chili; 10 euro IVA esclusa per peso maggiore di 5 chili. L’assicurazione della merce è inclusa nei costi di spedizione a totale copertura del valore dei prodotti spediti. Per maggiori informazioni potete contattarci telefonicamente al numero verde 800363525 oppure via mail all´indirizzo info@emd112.it. #### DAE Zero Responsabilità – EMD112 x Te URL: https://www.emd112.it/servizi/emd112-x-te/ #### Decreto del 16 marzo 2023 Il Decreto del 16 marzo 2023 stabilisce norme dettagliate per l’installazione e la manutenzione di defibrillatori automatici esterni (DAE), in risposta alla Legge 4 agosto 2021, n. 116. Il decreto enfatizza l’importanza di una rete capillare di DAE per garantire interventi rapidi in caso di arresto cardiaco, delineando specifiche su come i dispositivi debbano essere posizionati e segnalati efficacemente. Include criteri per l’installazione strategica dei DAE in luoghi accessibili, istruzioni per la segnaletica visibile e requisiti per la manutenzione regolare, assicurando che i DAE siano pronti all’uso. Punti chiave del Decreto del 16 marzo 2023 Installazione strategica Il decreto stabilisce che i DAE devono essere posizionati strategicamente per assicurare l’accesso entro 4-5 minuti dall’arresto cardiaco. Questo significa che devono essere collocati in punti nevralgici all’interno delle strutture pubbliche, aree di grande affluenza e mezzi di trasporto di lunga percorrenza. L’obiettivo è creare una rete che massimizzi la probabilità di un intervento tempestivo e efficace, riducendo i tempi di reazione in situazioni critiche. Segnaletica e accessibilità Per garantire che i DAE siano facilmente identificabili e accessibili, il decreto richiede installazioni visibili e segnalazioni adeguate. Deve essere installata segnaletica chiara all’ingresso delle strutture e vicino ai dispositivi stessi. I DAE dovrebbero essere collocati in punti facilmente raggiungibili, evitando posti nascosti o difficilmente accessibili, per assicurare che ogni individuo possa raggiungerli senza ostacoli. Manutenzione e monitoraggio La manutenzione regolare è cruciale per garantire che i DAE siano sempre operativi. Il decreto impone la tenuta di un registro delle verifiche periodiche, con controlli almeno settimanali dello stato dei defibrillatori, delle batterie e delle piastre. Inoltre, si raccomanda l’uso di DAE con connettività integrata per un monitoraggio remoto che faciliti la gestione degli apparecchi e l’alert immediato in caso di malfunzionamenti o necessità di manutenzione. Integrazione con il sistema di emergenza 118 I DAE devono essere integrati con il sistema di emergenza 118 per permettere un monitoraggio in tempo reale delle condizioni operative dei dispositivi. Questo collegamento consente agli operatori del 118 di verificare lo stato dei DAE e di intervenire prontamente per sostituire componenti deteriorati o risolvere guasti, garantendo così una reattività ottimale in caso di emergenze. Queste normative mirano a massimizzare l’efficacia dei DAE nel salvare vite, assicurando che ogni dispositivo sia funzionante e prontamente disponibile quando necessario. Post correlati: https://www.emd112.it/blog/dae-e-cardioprotezione/decreto-16-marzo-2023-relativo-alla-legge-4-agosto-2021-n-116/ #### Decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2013 Il Decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2013 ha stabilito norme precise per la diffusione e l’utilizzo dei Defibrillatori Automatici Esterni (DAE) in Italia, specialmente nei contesti sportivi e di aggregazione pubblica. Il decreto mira a migliorare la risposta alle emergenze cardiache e aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Di seguito, i punti salienti del decreto relativi all’utilizzo dei DAE. 1. Dotazione obbligatoria di DAE Le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, sono obbligate a dotarsi di DAE. Questa disposizione si estende a tutti i luoghi dove si svolge attività sportiva, comprese strutture come palestre, piscine e arene sportive, con l’obiettivo di garantire una rapida risposta in caso di emergenze cardiache. 2. Formazione per l’utilizzo dei DAE Il decreto impone che il personale non sanitario riceva una formazione adeguata per l’utilizzo dei DAE. Questi corsi devono essere certificati e riconosciuti dal sistema sanitario nazionale, assicurando che gli operatori siano in grado di intervenire efficacemente e sicuramente durante un’emergenza cardiaca. 3. Manutenzione e verifica dei DAE Le società sportive devono anche garantire la corretta manutenzione dei dispositivi, verificando periodicamente che i DAE siano in stato funzionale e pronti all’uso. Questo include la verifica delle batterie e degli elettrodi dei defibrillatori, oltre alla formazione periodica del personale sulla loro manutenzione. 4. Comunicazione e informazione sull’accessibilità dei DAE È richiesto che le società sportive informino attivamente utenti e visitatori sulla disponibilità e la localizzazione dei DAE. I defibrillatori devono essere chiaramente segnalati e facilmente accessibili, e deve essere fornita formazione regolare su come utilizzarli correttamente. 5. Integrazione con i servizi di emergenza L’utilizzo dei DAE deve essere integrato con i servizi di emergenza locali. Le strutture dotate di DAE devono assicurarsi che il personale che abbia ricevuto apposita formazione possa coordinarsi efficacemente con i servizi di emergenza, per garantire un intervento tempestivo e coordinato. Queste disposizioni del Decreto Balduzzi hanno l’obiettivo di rafforzare la catena di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco e migliorare significativamente le probabilità di recupero delle vittime. L’enfasi è posta sull’importanza di una preparazione adeguata, della manutenzione e della facile accessibilità dei DAE, assicurando che più persone possibile possano rispondere in modo efficace in momenti critici. Allegati: https://www.emd112.it/wp-content/uploads/2024/04/All.-3-D.M.-24-aprile-2013.pdf #### Decreto Ministeriale del 26 giugno 2017 Il Decreto Ministeriale del 26 giugno 2017 fornisce linee guida aggiornate e dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. Questo decreto sottolinea l’importanza della prontezza nelle emergenze cardiache e cerca di chiarire alcuni dubbi interpretativi emersi in seguito all’emanazione del Decreto del 24 aprile 2013. Di seguito, una panoramica dettagliata e formale del decreto. Premessa e contesto normativo Il decreto si colloca nell’ambito delle disposizioni del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, che richiedeva normative specifiche per garantire la sicurezza sanitaria nell’ambito dello sport dilettantistico e non agonistico. Il Decreto del 26 giugno 2017, pertanto, si propone di integrare e specificare ulteriormente le norme relative all’equipaggiamento di defibrillatori semiautomatici. Obbligo di dotazione e impiego dei defibrillatori Dotazione nelle strutture sportive: il decreto stabilisce che tutte le associazioni e società sportive dilettantistiche devono essere dotate di defibrillatori semiautomatici. Questo obbligo è considerato assolto se le strutture sportive permanenti utilizzate sono già equipaggiate con tali dispositivi. Formazione e presenza durante le gare: durante le competizioni e le attività sportive organizzate, deve essere garantita la presenza di almeno una persona formata sull’uso del defibrillatore. Questo requisito si estende anche a eventi organizzati al di fuori degli impianti sportivi permanenti. Verifica e manutenzione Le società sportive hanno il dovere di verificare la presenza e il funzionamento del defibrillatore prima dell’inizio di ogni evento sportivo. È loro responsabilità assicurare che il dispositivo sia regolarmente mantenuto e pronto all’uso, conformemente alle linee guida stabilite. Sanzioni per inadempimento Il mancato rispetto dell’obbligo di dotazione di un defibrillatore comporta l’impossibilità di svolgere le attività sportive. Questo implica che, in assenza di un defibrillatore funzionante e della persona formata per usarlo, non possono essere tenute competizioni o allenamenti. Eccezioni Le disposizioni del decreto non si applicano alle attività sportive che comportano un ridotto impegno cardiocircolatorio o quelle svolte al di fuori degli impianti sportivi definiti, secondo criteri specificati nell’allegato A del decreto. Pubblicazione ed entrata in vigore Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e le sue disposizioni sono diventate efficaci immediatamente, delineando un quadro normativo chiaro e preciso per la sicurezza in ambito sportivo dilettantistico. Questo decreto riflette l’impegno continuo del Ministero della Salute e del Ministero per lo Sport nel garantire che le attività sportive, specialmente a livello dilettantistico, siano condotte in un ambiente sicuro e controllato, con la massima priorità data alla prevenzione delle emergenze cardiache. #### Defibrillatori ai volontari/operatori del 118 L’utilizzo dei defibrillatori DAE semiautomatici esterni HeartSine® e Physio-Control®, 2 brand parte oggi del gruppo Stryker®, è estremamente semplice, ma spesso le persone del settore, già pratiche delle tecniche di primo soccorso, sanno dimostrare in maniera migliore il corretto utilizzo dei DAE. È il caso degli operatori del 118 e delle associazioni di volontariato; queste ultime, in particolare, di frequente hanno al proprio interno formatori sanitari altamente qualificati in grado di insegnare, in maniera chiara ed esaustiva, come si praticano le manovre di rianimazione cardio-polmonare e come si utilizzano i Defibrillatori semi-Automatici Esterni (DAE). Il più delle volte, infatti, queste associazioni, in maniera spontanea, organizzano e gestiscono corsi di formazione per la rianimazione cardio-polmonare di base e per l’uso in sicurezza del defibrillatore DAE semiautomatico esterno. Solitamente i corsi, indirizzati ai laici, hanno una durata di cinque ore comprensive della parte pratica e di quella abilitativa (valutazione) e sono condotti mediante l’utilizzo di un manichino per le prove pratiche da effettuare. Grazie ai numerosi volontari e operatori del 118 presenti in ogni paese e città italiane è possibile organizzare eventi di formazione di massa per l’abilitazione alla defibrillazione in linea con gli standard nazionali e internazionali. Gli operatori del 118, infatti, sono tecnici abilitati ad istruire i soccorritori non sanitari ad eseguire in maniera corretta ed efficace le manovre di primo soccorso (BLS-D Basic Life Support Defibrillation) necessarie a ridurre il tasso di mortalità della popolazione. I partecipanti, sottoposti alla valutazione del personale istruttore del 118, se giudicati positivamente, riceveranno un attestato di idoneità. Si cerca in questo modo di garantire e aumentare l’efficacia e la tempestività della catena di sopravvivenza, in particolare degli ultimi tre anelli: riconoscimento immediato dell’arresto cardiaco; Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP); defibrillazione precoce. Seguendo tali disposizioni, la probabilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco potrebbero superare il 70%; pertanto, ogni anno, potrebbero essere salvate migliaia di vite solamente nel nostro Paese. #### Defibrillatori alle forze dell’ordine Le forze dell’ordine potrebbero rivestire un ruolo fondamentale nell’aiutare chiunque venga colpito da arresto cardiaco. Se avessero a disposizione un defibrillatore DAE semiautomatico esterno a bordo dei loro mezzi di trasporto, magari anche provvisto di supporto alla RCP come il samaritan® PAD 500P della HeartSine®, potrebbero partecipare attivamente al soccorso di una persona colpita da arresto cardio-circolatorio. In caso di arresto cardiaco, infatti, è di vitale importanza intervenire entro i primi 5 minuti dall’evento infausto, poiché, per ogni minuto che passa, le probabilità di sopravvivenza del paziente diminuiscono del 10%. Nelle città in cui sono stati avviati importanti progetti di cardio-protezione e in cui le forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia municipale, Polizia ferroviaria, Vigili del fuoco, etc…) sono state dotate di defibrillatori DAE semiautomatici esterni è stato possibile aumentare il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardio-circolatorio di circa tre volte, dall’11,6% fino al 29,7%. Soprattutto in caso di incendio o di tragici eventi di questo tipo, se i Vigili del fuoco, che vengono addestrati per recarsi sul luogo dell’accaduto nel minor tempo possibile, avessero a disposizione un defibrillatore DAE semiautomatico esterno potrebbero contribuire a salvare numerose vite. In questo tipo di situazioni, infatti, è frequente il caso in cui alcune persone, a causa dello spavento, vengano colte da arresto cardiaco, senza preavviso. I Vigili del fuoco, grazie al loro addestramento e alle loro capacità fisiche, potrebbero intervenire rapidamente e in maniera tempestiva. #### Defibrillatori DAE I defibrillatori DAE (Defibrillatori Automatici Esterni) sono dispositivi salvavita fondamentali in caso di arresto cardiaco. Disponibili nelle versioni automatiche e semiautomatiche, i DAE possono essere utilizzati anche da personale non sanitario grazie a comandi vocali intuitivi. In questa pagina trovi una selezione professionale di defibrillatori certificati, ideali per aziende, enti pubblici, palestre, scuole e contesti sportivi. Scopri i modelli disponibili, confronta le caratteristiche e acquista online il DAE più adatto alle tue esigenze. 👉 Non sai quale defibrillatore scegliere? Richiedi una consulenza gratuita! Defibrillatori semi-automatici Il più venduto garanzia 8 anni [Defibrillatori DAE]Esaurito Correzione RCP avanzata Garanzia di 8 anni [Defibrillatori DAE]Esaurito [defibrillatori con telecontrollo]Esaurito [defibrillatori con telecontrollo]Esaurito [defibrillatori con telecontrollo]Disponibilità immediata [Defibrillatori DAE]Disponibilità immediata [defibrillatori con telecontrollo]Disponibilità immediata Defibrillatori completamente automatici [Defibrillatori automatici]Esaurito [Defibrillatori automatici]Esaurito [Defibrillatori automatici]Esaurito [Defibrillatori automatici]Disponibile su ordinazione [Defibrillatori automatici]Esaurito Che cos’è un DAE e come funziona Un DAE rileva automaticamente l’arresto cardiaco improvviso e, se necessario, eroga una scarica elettrica per ripristinare il ritmo. È progettato per essere utilizzato anche da chi non ha formazione sanitaria, seguendo istruzioni vocali passo passo. Tipologie di defibrillatori: automatici e semiautomatici DAE semiautomatici: analizzano il ritmo cardiaco e richiedono all’operatore di premere il pulsante per l’erogazione. Sono ideali per personale formato (es. BLSD). DAE automatici: effettuano tutto il processo in autonomia, inclusa la scarica. Sono consigliati per ambienti pubblici o dove l’operatore può essere inesperto. Normative e obblighi in Italia Dal 2021, la legge italiana impone l’adozione di DAE in molte strutture pubbliche e private. Sono obbligatori in: impianti sportivi; aziende con alta affluenza di pubblico; mezzi pubblici, scuole, enti locali. 💡 EMD112 fornisce defibrillatori certificati CE, completi di accessori, pronti all’uso e conformi alle normative. Come scegliere il defibrillatore giusto Punti chiave: Ambiente di installazione (interno, esterno, mobile). Utilizzatori previsti (esperti o laici). Connettività e telecontrollo (Wi-Fi, 4G). Garanzia e manutenzione. Certificazioni e supporto. 🛠 Tutti i nostri DAE sono supportati da assistenza tecnica, formazione e ricambi originali. I vantaggi dei DAE EMD112 ✅ Tecnologia avanzata: connettività Wi-Fi, aggiornamenti software.✅ Garanzia fino a 8 anni.✅ Telecontrollo incluso nei modelli selezionati.✅ Assistenza post-vendita in tutta Italia.✅ Dispositivi pronti all’uso e conformi.   #### Defibrillatori e Cardioprotezione EMD112 – Echoes Medical Division,  la divisione medicale di Echoes Srl, ha intrapreso il suo percorso di distributore di articoli medicali, cercando e individuando un contesto dove sarebbe stato possibile incidere in modo rilevante sulla possibilità di salvare vite umane, fatto questo, che rappresenta la mission aziendale. Questa ricerca è stata identificata nel defibrillatore, uno strumento salvavita per eccellenza. Oggi il defibrillatore, se impiegato tempestivamente in caso di arresto cardiaco improvviso, è in grado di salvare circa l’80% delle persone colpite. In Italia sono 60.000 le persone che muoiono ogni anno. Con una copertura diffusa su tutto il territorio nazionale di defibrillatori, una corretta informazione e una preparazione di primo soccorso, potrebbe salvare ogni anno 48.000 persone. Per questo motivo EMD112 si è fatta promotrice della cultura di cardioprotezione e la difussione del defibrillatore, ed ha indentificato in un contesto globale, i migliori defibrillatori al mondo per: garanzie, certificazioni, durata, capacità salvavita, tecnologia, innovazione, connettività, assicurazione, e molto altro. La scelta è stata individuata verso due aziende, che oggi fanno parte di un unico grande gruppo: Strkyer®. Stryker® infatti, comprende le aziende HeartSine® e Physio-Control®, ed oggi rappresenta il gruppo con il più ampio catalogo di defibrillatori, tutti ai vertici del mercato per qualità e performance.   #### Defibrillatori in azienda Il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. Questo significa che oltre 70 lavoratori alla settimana, in Italia, sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro. L’attuale normativa relativa alla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (Legge 81/08) non prevede la dotazione di defibrillatori semi-automatici da parte delle aziende, ma l’obbligo di formazione del personale al primo soccorso; la Legge 120 del 2001, invece, conferma l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato e di dispositivi idonei a tutelare al meglio la salute dei lavoratori. Anche la recente disposizione INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) che prevede una riduzione del premio INAIL per le aziende che adottano il defibrillatore e provvedono alla formazione del personale al BLS-D (Basic Life Support – Defibrillator), conferma l’importanza della presenza del DAE come strumento principale di prevenzione delle morti bianche. Maggiori dettagli sul sito INAIL. Invitiamo gli imprenditori ed i responsabili della sicurezza aziendale a fare delle importanti valutazioni, considerando il defibrillatore alla stregua di un sistema antincendio o di un estintore, ossia un dispositivo di vitale importanza in presenza di una situazione critica all’interno dell’azienda. In azienda ci sono condizioni ambientali operative critiche? Quanti dipendenti hanno un’età superiore a 45 anni? Quali difficoltà potrebbe comportare la perdita di un dipendente con un alto livello di esperienza e professionalità? In che modo potrebbe essere percepita la perdita di un dipendente a causa di un arresto cardiaco, sapendo che con un dispositivo dal costo equivalente a quello di un elettrodomestico si sarebbe potuto salvare? Purtroppo i defibrillatori sono spesso presenti solo in quelle aziende nelle quali si è già verificato un evento tragico causato da un arresto cardiaco improvviso. Nel nostro paese la cultura della prevenzione non è così diffusa come negli altri paesi europei e la nostra valutazione del valore delle cose e del rischio si basa esclusivamente sull’esperienza personale e non su quella collettiva. Un arresto cardiaco improvviso può realmente verificarsi sul luogo di lavoro? Un arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque – uomo, donna, giovane o anziano – ovunque, in qualsiasi momento e spesso senza preavviso. Infatti oltre il 13% delle morti che si verificano sui luoghi di lavoro sono causate da arresto cardiaco improvviso. E le percentuali sono ancora maggiori in tutte quelle aziende che hanno uffici ad accesso pubblico e reparti commerciali dove ricevono i propri clienti e i propri collaboratori. Ci sono molti fattori che possono aumentare la probabilità di essere colpiti da arresto cardiaco improvviso o limitare la fornitura immediata della defibrillazione: una forza lavoro che invecchia, in particolare nelle imprese industriali; siti di lavoro con apparecchiature ad alta tensione; luoghi urbani difficilmente raggiungibili dai soccorritori a causa della presenza di traffico, scale, ascensori, scale mobili o una folla di persone; aree industriali che possono avere i dispositivi di protezione ad accesso limitato o più impianti dislocati sul territorio; sedi di lavoro collocate in zone montane o lontane dai centri abitati e quindi difficilmente raggiungibili dai servizi di emergenza. La presenza in azienda di un defibrillatore DAE facilmente accessibile, posizionato come un comune estintore, permetterebbe di assistere efficacemente il lavoratore colpito da arresto cardiaco improvviso, facendo passare le probabilità di sopravvivenza da meno del 5% a oltre il 50%. Attivando un progetto di cardio-protezione per la tua azienda, Echoes Srl è in grado di offrirti: i migliori defibrillatori sul mercato per utilizzo extra-ospedaliero: pratici, resistenti, privi di necessità di manutenzione e dai più bassi costi di gestione sul mercato; corsi di formazione BLS-D e Legge 81/08 con integrazione BLS-D direttamente presso la tua azienda; vasta scelta di teche e cartellonistica di segnalazione per un perfetto posizionamento della postazione di defibrillazione; programmi personalizzati di assistenza tecnica e manutenzione on site; consulenza fiscale, campagne marketing e piani di noleggio operativo delle postazioni di defibrillazione; pacchetti DAE + formazione all-inclusive a tariffe estremamente vantaggiose. La fornitura dei dispositivi di defibrillazione DAE e la fornitura dei corsi di formazione BLS-D per i dipendenti dell’azienda potranno essere comunicati ad INAIL per ottenere lo sconto sul premio INAIL riservato alle aziende che investono per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori. Scopri la scontistica prevista da INAIL e le modalità di presentazione della richiesta. Per ulteriori informazioni o chiarimenti, puoi contattarci utilizzando l’apposito form oppure telefonando al numero verde 800 36 35 25. I nostri consulenti saranno lieti di valutare le esigenze di cardio-protezione della tua azienda e fornirti ogni informazione a riguardo.   #### Defibrillatori negli impianti sportivi La Morte Cardiaca improvvisa (MCI) è scientificamente definita come morte inaspettata da cause naturali cardiache che si verifica, in un lasso di tempo molto breve e con sintomi premonitori assenti o molto scarsi/generici, in un soggetto in apparente stato di buona salute o comunque in condizioni di salute tali da non far presagire il rischio di morte [1]. Essa è più frequente in corso di cardiopatie – genetiche o acquisite – anche se non avviene esclusivamente su cuore malato. L’impatto dell’esercizio fisico sul rischio di morte cardiaca improvvisa è controverso: se è pur vero che l’esercizio fisico vigoroso ne aumenta l’incidenza, è altrettanto vero che l’attività fisica moderata ne riduce il rischio. Negli atleti più giovani, la morte cardiaca improvvisa di solito avviene per una cardiomiopatia ipertrofica, mentre nei più anziani è correlata alla malattia coronarica [2]. In Italia, si registrano tassi preoccupanti della displasia aritmogena del ventricolo destro [3], una malattia genetica difficilmente sospettabile ai controlli medici standard. Negli sport di contatto, anche la commotio cordis conseguente a trauma non penetrante del torace anteriore può scatenare un’aritmia fatale [4]. Impulso Cardiaco ed Esercizio Fisico Durante l’esercizio fisico, anche nel cuore sano si verificano cambiamenti che alterano il modo in cui il cuore stesso genera e conduce l’impulso. Questo meccanismo si capisce bene se si paragona il cuore ad un condensatore: quando si assiste ad uno squilibrio degli ioni che ne fanno parte, la “batteria” del nostro cuore non funziona più a dovere, anche in assenza di danno al muscolo cardiaco. Sono principalmente le modificazioni del potassio ad avere un impatto sulla fisiologia cardiaca. Esse hanno andamento bifasico, aumentando in corso di esercizio fisico (iperpotassiemia) e diminuendo alla fine dello stesso (ipopotassiemia). Entrambe queste condizioni predispongono all’insorgenza di disturbi del ritmo cardiaco noti come aritmie, che possono poi scatenare un arresto cardiaco improvviso. All’arresto cardiaco esistono solo due rimedi: il massaggio cardiaco, che mantiene il cuore responsivo al successivo intervento dei sanitari d’emergenza, e la defibrillazione precoce, che è in grado di ripristinare un ritmo cardiaco efficace. Questi due presidi devono essere somministrati sequenzialmente, secondo tempistiche e protocolli spiegati nei corsi BLS-D. Impianti Sportivi e Defibrillazione Precoce L’importanza della presenza di un defibrillatore negli impianti sportivi dove si pratica attività professionistica è stata recentemente sottolineata dalla Legge 189 del 2012, conversione dell’ormai noto Decreto Balduzzi, nonché da alcune delibere regionali. La Delibera della Regione Lombardia del 23 Gennaio sancisce l’obbligo, da parte delle società sportive di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno e di formare al suo uso il personale operante in esse in qualità di dirigente, allenatore, accompagnatore sportivo ed istruttore di discipline sportive, poiché ogni attività sportiva, per potersi svolgere, necessita di almeno una persona formata a gestire quest’emergenza. La Regione Toscana, con la Legge Regionale dell’8 Maggio 2013, ha invece sancito l’obbligo, per tutti impianti sportivi censiti, di dotarsi di defibrillatore semiautomatico esterno e di formare il relativo personale alla gestione della fibrillazione ventricolare. Gli impianti oggetto d’obbligo sono sia pubblici che privati, che erogano attività sia sportive (amatoriali ed agonistiche) che motorio-ricreative. La responsabilità di assolvere l’obbligo è messa in carico ai gestori degli impianti, che hanno facoltà di provvedervi anche congiuntamente; essi, inoltre, devono identificare i soggetti incaricati all’uso del dispositivo e provvedere alla loro formazione, assicurandone la presenza in corso delle attività svolte dalla struttura. L’inosservanza di questi obblighi comporta la chiusura dell’impianto finché non cessa l’inadempienza, a partire dal 1° Gennaio 2015. Il Decreto del 24/04/2013 del Ministero della Salute, all’Allegato E, specifica inoltre che, all’interno degli impianti, il defibrillatore DAE semiautomatico esterno deve essere “disponibile, accessibile e funzionante“ nonché allocato in modo tale che la “distanza da ogni punto dell’impianto percorribile in un tempo utile per garantire l’efficacia dell’intervento” sia appropriata. Infine, essa specifica che ogni persona che si trovi all’interno dell’impianto debba essere informata della “presenza dei DAE e del loro posizionamento mediante opuscoli e cartelloni illustrativi o qualsiasi altra modalità“.   [1] Myerburg RJ, Castellanos A,. Cardiac arrest and sudden cardiac death. In: Braunwald E, ed., Heart disease: a textbook of cardiovascular medicine. New York: WB Saunders Publishing Co, 1997: 742–79. [2] Maron BJ, Shirani J, Poliac LC, Mathenge R, Roberts WC, Mueller FO. Sudden death in young competitive athletes: clinical, demographic, and pathological profiles. JAMA. 1996;276:199–204. [3] Corrado D, Basso C, Schiavon M, Thiene G. Screening for hypertrophic cardiomyopathy in young athletes. N Engl J Med. 1998;339:364–369. [4] Link MS, Wang PJ, Pandian NG, Bharati S, Udelson JE, Lee M, Vecchiotti MA, Vander Brink BA, Mirra G, Maron BJ, Estes NAM. An experimental model of sudden death due to low-energy chest-wall impact (commotio cordis). N Engl J Med. 1998;338:1805–1811. #### Defibrillatori negli stabilimenti balneari Nel periodo estivo, gli stabilimenti balneari accolgono un numero cospicuo di persone dalle più svariate età e patologie che trascorrono la gran parte del tempo in spiaggia. Ciò, di per sé, comporta una maggiore probabilità che un arresto cardiaco possa verificarsi in questi luoghi. Inoltre, gli avventori di queste strutture spesso sono impegnati in qualche attività fisica che comporta sforzo fisico variamente associato a sudorazione. Gli stabilimenti balneari vengono scelti dai bagnanti in base alla presenza o meno di certe attrezzature, in base alla comodità delle sdraio o dei lettini e in base alla presenza di aree dedicate ai cuccioli e ai bambini. Il tutto per cercare il più possibile di rilassarsi e di godersi la vacanza in tutta tranquillità. In quest’ottica, un cliente informato o afflitto da problemi cardiaci sarebbe molto più sollevato nel sapere che nello stabilimento balneare in cui intende trascorrere un periodo di vacanza sono presenti diverse postazioni dotate di defibrillatori DAE semiautomatici esterni. Il defibrillatore all’interno degli stabilimenti balneari ha un’importanza tale per cui la regione Emilia Romagna, tramite l’ordinanza Balneare n. 1/2014, ne ha sancito l’obbligo nelle proprie spiagge a partire dall’inizio della stagione balneare 2014. A prescindere dall’obbligo di legge, però, dotare il vostro stabilimento balneare di una postazione di defibrillazione ad accesso pubblico significherebbe in ogni caso rivolgere un’attenzione maggiore alla propria clientela, considerando, soprattutto, che le malattie cardio-vascolari sono la principale causa di morte nel nostro Paese. Per esplicare il proprio ruolo al meglio, un defibrillatore in uno stabilimento balneare deve essere piccolo da riporre, leggero da trasportare, facile da usare e resistente contro l’ingresso di sabbia e getti d’acqua. I defibrillatori samaritan® PAD 350P, 360P e 500P della HeartSine® sono gli unici dispositivi sul mercato che hanno tutte queste caratteristiche: sono i più piccoli e i più leggeri sul mercato, sono facili da usare e sono gli unici ad avere indice di protezione IP56. Sono inoltre in possesso di numerose certificazioni industriali, militari ed aeronautiche che ne attestano la capacità di resistere a vibrazioni, urti e cadute. Il defibrillatore DAE samaritan® PAD 500P, inoltre, è provvisto di un algoritmo unico al mondo in grado di assistere e supportare il soccorritore durante l’esecuzione del massaggio cardiaco, il cosiddetto RCP Advisor. Questo software brevettato, infatti, attraverso la misurazione dei parametri vitali del paziente, è in grado di stabilire se le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare (RCP) a cui viene sottoposto sono realmente efficaci. Grazie alle sue eccezionali caratteristiche, il samaritan® PAD 500P della HeartSine® è stato approvato per il soccorso durante la pratica del surf dall’associazione Surf Life Saving Australia. Nel caso foste interessati a dotarvi di un defibrillatore in grado di funzionare al meglio anche in condizioni estreme, come appunto in uno stabilimento balneare, Echoes Srl è in grado di realizzare postazioni complete e personalizzate comprensive di: teca a tenuta stagna, per proteggere il DAE dal salmastro, pioggia, sabbia; pilastro, per poter installare il tutto sulla battigia o a metà del percorso tra la strada ed il mare; tettuccio con faretto, per permettere alla teca di non essere esposta al sole e per localizzarla rapidamente durante le ore notturne; pannello di segnalazione, per identificare subito il posizionamento del DAE e per spiegare come intervenire in caso di arresto cardiaco. Puoi richiedere ulteriori informazioni attraverso l’apposito form della sezione “Contatti” oppure telefonando al nostro numero verde 800 36 35 25. I nostri consulenti sapranno pianificare al meglio l’avvio di una campagna di cardio-protezione per i tuoi dipendenti e per i tuoi clienti. Inviando la tua richiesta e comunicandoci un indirizzo di spedizione, potrai ricevere tramite servizio postale il nostro kit informativo, totalmente gratuito, contenente il nostro catalogo cartaceo, le nostre brochure istituzionali, i nostri listini e molto altro materiale informativo che ti permetteranno di valutare comodamente la serietà della nostra azienda e la qualità dei nostri prodotti e servizi. #### Defibrillatori nei luoghi pubblici Le provincie di Piacenza, Pisa, Orvieto, Monza e Brianza e Sanremo sono soltanto alcune delle realtà italiane dove sono stati avviati importanti progetti finalizzati alla collocazione sul territorio di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico (PAD). A seguito della diffusione della defibrillazione precoce sul territorio e la formazione di un numero sempre maggiore di cittadini alle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare RCP), il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco è passato da poco meno del 5% a oltre il 50%: questo significa aver ridotto di molte migliaia il numero dei decessi all’anno causati da arresto cardiaco sull’intero territorio italiano. C’è ancora molto da fare, però, per diffondere sul territorio italiano la cultura della defibrillazione precoce e per informare adeguatamente i cittadini sull’importanza della conoscenza delle manovre di rianimazione cardio-polmonare. Recentemente, le principali associazioni italiane impegnate nella lotta alla morte cardiaca improvvisa si sono riunite a Sanremo, durante la settimana dedicata al Festival, per consolidare le proprie iniziative e per coordinare le proprie attività in ambito laico con quelle svolte dai servizi d’emergenza in ambito sanitario. La dura realtà è che in Italia le vittime di arresto cardiaco sono oltre 70.000 ogni anno e oltre l’80% dei decessi avviene lontano da ospedali e strutture sanitarie: a casa, negli uffici pubblici, nelle strade, sul lavoro. L’arresto cardiaco non dà segni premonitori e colpisce chiunque e dovunque. Il cuore smette di compiere la sua normale funzione di pompa, spesso a causa di una sopraggiunta aritmia chiamata fibrillazione ventricolare, e la persona cade a terra priva di vita. Se non si interviene entro i primi 5 minuti dall’arresto cardio-circolatorio somministrando una scarica elettrica al cuore attraverso l’utilizzo di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno, le possibilità di salvezza per la persona colpita sono praticamente nulle. È importante sottolineare che nessun servizio d’emergenza è in grado di intervenire in tempo utile. L’unica possibilità di salvezza in caso di arresto cardiaco è quella di avere subito a disposizione un defibrillatore DAE, accenderlo ed utilizzarlo sul paziente seguendo le istruzioni che l’apparecchio stesso offre al soccorritore. Un progetto di defibrillazione pubblica prevede la collocazione di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico sul territorio, sia in versione per interni che per esterni. Le postazioni per interni saranno composte dal dispositivo DAE, dalla teca di contenimento e dalla relativa segnaletica murale di segnalazione della postazione. Quelle per esterni, saranno personalizzate in funzione delle singole esigenze di collocazione, con armadietti ad apertura e temperatura controllata, pensiline e basi di supporto, sistemi automatici di chiamata e segnalazione ai servizi d’emergenza. Attraverso la mappatura informatizzata delle postazioni e la registrazione dei cittadini addestrati alle manovre di rianimazione cardio-polmonare è possibile creare una rete di soccorso efficace e perfettamente integrata con i servizi d’emergenza già presenti sul territorio ed offrire la miglior terapia salvavita a chiunque venga colpito da un arresto cardiaco improvviso. Attiva subito il tuo progetto di cardio-protezione per la tua città. Possiamo offrirti: i migliori defibrillatori DAE sul mercato per utilizzo extra-ospedaliero; corsi di Formazione BLS-D per la cittadinanza; la gamma più completa di soluzioni di collocamento DAE per interni ed esterni; programmi personalizzati di assistenza tecnica e manutenzione on site; consulenza fiscale, campagne di visibilità e di sensibilizzazione, organizzazione e gestione di iniziative di raccolta fondi e di sponsorizzazione; pacchetti DAE + formazione all-inclusive a tariffe estremamente vantaggiose; segnalazione gratuita delle postazioni DAE della tua città sul sito di mappatura europea DAE www.aedregister.eu. Puoi richiedere ulteriori informazioni attraverso l’apposito form della sezione “Contatti” oppure telefonando al nostro numero verde 800 36 35 25. I nostri consulenti sapranno pianificare al meglio l’avvio di una campagna di cardio-protezione per i tuoi dipendenti e per i tuoi clienti. Inviando la tua richiesta e comunicandoci un indirizzo di spedizione, potrai ricevere tramite servizio postale il nostro kit informativo, totalmente gratuito, contenente il nostro catalogo cartaceo, le nostre brochure istituzionali, i nostri listini e molto altro materiale informativo che ti permetteranno di valutare comodamente la serietà della nostra azienda e la qualità dei nostri prodotti e servizi. #### Defibrillatori nei mezzi di trasporto Ogni giorno migliaia di persone si muovono utilizzando mezzi di trasporto pubblici e privati. Viaggiano in aereo, su un treno, in metropolitana o in nave e chi viene colpito da arresto cardiaco non ha la minima possibilità di salvezza, a meno che il mezzo di trasporto utilizzato non sia dotato di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno e di personale addestrato alle manovre di Rianimazione Cardio- Polmonare (RCP). Nel 1997, negli Stati Uniti, American Airlines è stata la prima compagnia aerea ad equipaggiare di defibrillatori DAE i propri velivoli e a formare tutti i propri 18.000 dipendenti. Da allora, il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco sulle linee aeree American Airlines è passato da meno del 5% al oltre il 63%. Anche se la legge n.120 del 2001 raccomandava la presenza di defibrillatori DAE sui mezzi di trasporto pubblici e privati, sono ancora molti quelli che non ne sono dotati e persino nelle stazioni e negli aeroporti la presenza di defibrillatori ad accesso pubblico è spesso carente o sottodimensionata rispetto alle reali necessità di cardio-protezione del flusso quotidiano di viaggiatori. I taxi, gli autobus e i veicoli privati con i quali ci spostiamo quotidianamente si trovano spesso coinvolti dal traffico cittadino: in queste condizioni, nessun servizio di emergenza sarebbe in grado di raggiungere in meno di 10 minuti la vittima di arresto cardiaco. Pertanto, la presenza a bordo dei mezzi di trasporto di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno non si rivelerebbe di vitale importanza solamente per chi venisse colpito da arresto cardiaco all’interno del mezzo di trasporto, ma anche per chi venisse colto da malore nelle immediate vicinanze. Il mezzo di trasporto utilizzato, in poche parole, potrebbe trasformarsi in una “postazione avanzata di defibrillazione”. Se sei un’azienda di trasporti pubblica o privata o sei un semplice cittadino che vuole dotare il proprio mezzo di trasporto di un defibrillatore DAE, non esitare a contattarci. Possiamo offrirti: i migliori defibrillatori sul mercato per utilizzo extra-ospedaliero; DAE certificati secondo i più rigidi standard militari ed aeronautici: l’Air Force One e le linee aeree Lufthansa testimoniano l’affidabilità dei nostri dispositivi; corsi di formazione BLS-D e L.81/08 con integrazione BLS-D per tutti i tuoi dipendenti; una vasta scelta di teche e supporti per un perfetto posizionamento della postazione di defibrillazione anche su mezzi in movimento; programmi personalizzati di assistenza tecnica e manutenzione on site; consulenza fiscale, campagne marketing e piani di noleggio operativo di dispositivi di defibrillazione e relativi accessori; pacchetti DAE + formazione all-inclusive a tariffe estremamente vantaggiose; segnalazione gratuita della tua azienda di trasporti sul sito di mappatura europea DAE . Puoi richiedere ulteriori informazioni attraverso l’apposito form della sezione “Contatti” oppure telefonando al nostro numero verde 800 36 35 25. I nostri consulenti sapranno pianificare al meglio l’avvio di una campagna di cardio-protezione per i tuoi dipendenti e per i tuoi clienti. Inviando la tua richiesta e comunicandoci un indirizzo di spedizione, potrai ricevere tramite servizio postale il nostro kit informativo, totalmente gratuito, contenente il nostro catalogo cartaceo, le nostre brochure istituzionali, i nostri listini e molto altro materiale informativo che ti permetteranno di valutare comodamente la serietà della nostra azienda e la qualità dei nostri prodotti e servizi. Entro il 31 dicembre 2025 i defibrillatori saranno obbligatori su tutti i mezzi di trasporto, stazioni marittime, ferroviarie e aeroportuali. Leggi l’articolo di approdondimento sui DAE obbligatori sui mezzi di trasporto. #### Defibrillatori nelle banche Gli istituti di credito possono avere un ruolo fondamentale nella lotta alla morte cardiaca improvvisa che, solo in Italia, uccide più di 70.000 persone ogni anno. Un istituto di credito, infatti, non è soltanto un’azienda che ha il dovere di tutelare al meglio la sicurezza dei propri dipendenti (a tal proposito vi invitiamo a consultare i nostri progetti di defibrillazione per i luoghi di lavoro). La diffusione delle filiali bancarie sul territorio e la capillare presenza di sportelli Bancomat videosorvegliati ed accessibili H24 da parte dei cittadini fa dell’istituto di credito il partner ideale per la realizzazione di iniziative volte alla collocazione di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico (PAD) sul territorio. È importante valutare con attenzione quanto segue. Quanti sono i dipendenti che lavorano nella sede e nelle filiali dell’Istituto di Credito? Quanti sono i clienti che ogni giorno frequentano gli sportelli bancari? Quanti accedono quotidianamente agli sportelli automatici? Quante di queste persone sono soggetti con età superiore ai 45 anni? Quante di queste persone sono cardiopatiche, fumatrici, ipertese, diabetiche, sovrappeso? Se consideriamo che in Italia una persona ogni 9 minuti muore a causa di un arresto cardiaco e che su base annuale 1 persona ogni 1000 abitanti è vittima di arresto cardio-circolatorio, è facile comprendere come le filiali di un istituto di credito possano da un lato essere considerate come luoghi ad alto rischio sia per la tipologia che per l’afflusso di visitatori, ma dall’altro anche rivelarsi delle location eccezionali per la fornitura di trattamenti di defibrillazione precoce a disposizione dei propri clienti e dell’intera comunità. Una postazione di defibrillazione può essere posizionata all’interno di una filiale bancaria per la tutela dei suoi clienti e quella dei suoi dipendenti. Ma è possibile, soprattutto, valutare di posizionare un defibrillatore DEA semiautomatico esterno anche in prossimità dello sportello automatico Bancomat. L’Istituto di Credito, inoltre, può farsi promotore della cultura della defibrillazione precoce proponendo e promuovendo ai propri clienti piani di finanziamento finalizzati alla dotazione di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno da posizionare all’interno della propria abitazione, all’interno della propria azienda, in una struttura sportiva, in una palestra o in un campo da gioco. Attraverso la stipula di una semplice convenzione con la nostra azienda, l’Istituto di Credito potrà essere inoltre autorizzato a promuovere l’accesso all’acquisto a tariffe agevolate dei defibrillatori e dei corsi di formazione BLS-D (Basic Life Support with Defibrillator) tramite i propri sportelli della filiale. Attiva subito con noi il progetto di cardio-protezione per Istituto di Credito. Possiamo offrirti: i migliori defibrillatori sul mercato per utilizzo extra-ospedaliero: pratici, resistenti, privi di necessità di manutenzione e dai più bassi costi di gestione sul mercato; corsi di Formazione BLS-D e L.81/08 con integrazione BLS-D direttamente presso la sede e le filiali dell’Istituto; vasta scelta di teche e cartellonistica di segnalazione per un perfetto posizionamento della postazione di defibrillazione; programmi personalizzati di assistenza tecnica e manutenzione on site; consulenza operativa, campagne marketing e piani di noleggio operativo delle postazioni di defibrillazione; realizzazione grafica di brochure, poster e tutto il materiale promozionale in grado di dare la massima visibilità all’iniziativa di cardio-protezione; pacchetti DAE + formazione all-inclusive a tariffe estremamente vantaggiose; convenzioni per l’accesso a tariffe agevolate ai nostri prodotti e servizi da parte dei clienti dell’Istituto di Credito; segnalazione gratuita dei siti di collocazione dei defibrillatori DAE sul sito di mappatura europea www.aedregister.eu. Puoi richiedere ulteriori informazioni attraverso l’apposito form della sezione “Contatti” oppure telefonando al nostro numero verde 800 36 35 25. I nostri consulenti sapranno pianificare al meglio l’avvio di una campagna di cardio-protezione per i tuoi dipendenti e per i tuoi clienti. Inviando la tua richiesta e comunicandoci un indirizzo di spedizione, potrai ricevere tramite servizio postale il nostro kit informativo, totalmente gratuito, contenente il nostro catalogo cartaceo, le nostre brochure istituzionali, i nostri listini e molto altro materiale informativo che ti permetteranno di valutare comodamente la serietà della nostra azienda e la qualità dei nostri prodotti e servizi. #### Defibrillatori nelle case di riposo Le case di riposo, senza ombra di dubbio, sono luoghi che possono trarre beneficio dall’installazione di defibrillatori DAE semiautomatici esterni. Soprattutto per garantire un certo livello di sicurezza ai propri ospiti. In queste strutture, infatti, generalmente dimorano persone anziane ed è noto come gli arresti cardio-circolatori siano maggiormente frequenti in età avanzata, sia per gli uomini che per le donne. La Usl di Feltre, infatti, provincia di Belluno, già nel 2013 aveva stanziato quasi settemila euro per formare infermieri e operatori sociosanitari delle case di riposo alle manovre di primo soccorso e all’utilizzo dei DAE (corsi di formazione BLS-D). L’obiettivo dell’azienda feltrina, che rifinanzia i corsi anno per anno, è quello di diffondere conoscenze e competenze sulle tecniche di soccorso a partire dal personale ospedaliero. Secondo l’ente, infatti, tutti gli operatori, i medici e gli infermieri dovrebbero essere addestrati all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno e alle manovre di rianimazione cardio-polmonare, le uniche terapie veramente efficaci in caso di arresto cardiaco. #### Defibrillatori nelle case e nei condomini Oltre l’80% dei decessi per Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) si verificano in ambito extra-ospedaliero: a casa, sul lavoro, per strada, nel tempo libero. In Italia sono circa 70.000 all’anno le vittime di arresto cardio-circolatorio, più di una ogni 1000 abitanti. L’ipertensione, alti livelli di colesterolo, il diabete, l’obesità, la scarsa attività fisica, il fumo, avere un’età superiore ai 45 anni e soffrire di una patologia coronarica sono fattori di rischio che incrementano notevolmente le probabilità di essere colpiti da un arresto cardiaco. Si stima che circa il 70% degli arresti cardiaci avvenga nelle proprie abitazioni. L’ambiente domestico dovrebbe essere uno dei primi luoghi da cardio-proteggere, specialmente in presenza di persone maggiormente a rischio, come sopra indicato. Purtroppo, però, spesso è proprio l’arresto cardio-circolatorio il primo sintomo della presenza di problemi cardiaci: colpisce senza preavviso, non ha preferenze, può succedere in qualunque momento ed in qualsiasi luogo. Scegliere di dotare la propria abitazione o il proprio condominio di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno, quindi, è la miglior polizza sulla vita che si possa stipulare per se stessi e per i propri cari. Con la sola grande differenza che con la polizza sulla vita si provvede a tutelare i propri cari nel caso in cui l’intestatario venga colpito da un tragico evento, mentre con un defibrillatore è possibile garantire la sopravvivenza sia del proprietario del defibrillatore che dei suoi cari in caso di arresto cardiaco. Puoi richiedere ulteriori informazioni attraverso l’apposito form della sezione “Contatti” oppure telefonando al nostro numero verde 800 36 35 25. I nostri consulenti sapranno pianificare al meglio l’avvio di una campagna di cardio-protezione per i tuoi dipendenti e per i tuoi clienti. Inviando la tua richiesta e comunicandoci un indirizzo di spedizione, potrai ricevere tramite servizio postale il nostro kit informativo, totalmente gratuito, contenente il nostro catalogo cartaceo, le nostre brochure istituzionali, i nostri listini e molto altro materiale informativo che ti permetteranno di valutare comodamente la serietà della nostra azienda e la qualità dei nostri prodotti e servizi. In Italia 14 milioni di famiglie vivono in 1 milione di condomini. Nel 2019 EMD112 ha avviato una collaborazione con Trenta Ore Per La Vita Associazione Onlus, che ha dato vita al progetto “Cardioproteggi il Tuo Condominio” . Il progetto consiste nell’agevolare l’acquisto dei defibrillatori, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista di supporto ai cittadini, indirizzandoli verso defibrillatori di ultima generazione con caratteristiche che li pongono al vertice per innovazione e garanzie, per cardioproteggere le proprie abitazioni. I condomini potranno scegliere tra 3 differenti configurazioni, così da adattarsi alle specifiche necessità, oltre alla possibilità di acquistare ratealmente il defibrillatore con soluzioni fino a 5 anni. Il costo potrà essere suddiviso mensilmente tra tutti i condomini, portando il prezzo finale ad un importo veramente irrisorio. La scelta dei defibrillatori samaritan® è stata oggetto di una accurata selezione e valutazione. Sono stati esaminati i requisisti tecnici e le relative capacità salvavita, costi di manutenzione e garanzie. Questo scenario rende i defibrillatori samaritan®, nonostante si trovi al vertice tecnologico, i defibrillatori maggiormente convenienti anche sotto il profilo del prezzo complessivo acquisto/manuntezione/copertura garanzia. Per ogni defibrillatore installato una quota sarà destinata a sostegno del progetto “Home di Trenta Ore per la Vita”, per garantire una casa gratuita vicino all’ospedale per i bambini malati di tumore e alle loro famiglie. I pacchetti comprendono anche la formazione BLSD per i condomini. Su questo punto rassicuriamo su 2 punti importanti: 1. I moderni defibrillatori erogano lo shock solo in caso di necessità. Non vi sono responsabilità per i soccorritori 2. In caso di necessità possono essere contattati i referenti che hanno effettuato la formazione, ma chiunque dei presenti potrà essere supportato dagli operatori del 118 nell’impiego. La cardioprotezione si sta estendendo ogni anno, dallo sport, alla pubblica amministrazione, alle aziende. Il luogo maggiormente scoperto è proprio il luogo dove passiamo la maggior parte del nostro tempo assieme alla propria famiglie e persone care. Per questo motivo è importante prendere coscienza della situazione, delle possibilità che si possono verificare tra le mura domestiche, e quanto potrebbe essere decisivo avere un defibrillatore nella propria casa o condominio. #### Defibrillatori nelle farmacie Un decreto del 18 marzo 2011, con la finalità di promuovere la realizzazione di programmi regionali per la diffusione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici esterni, indica i criteri per l’individuazione dei luoghi, degli eventi, delle strutture e dei mezzi di trasporto dove deve essere garantita la disponibilità dei defibrillatori semiautomatici esterni, nonché le modalità della formazione degli operatori addetti. All’interno del testo (Allegato A), si legge: “La diffusione graduale ma capillare dei defibrillatori semiautomatici esterni deve avvenire mediante una distribuzione strategica in modo tale da costituire una rete di defibrillatori in grado di favorire la defibrillazione entro quattro/cinque minuti dall’arresto cardiaco, se necessario prima dell’intervento dei mezzi di soccorso sanitari. La collocazione ottimale dei defibrillatori deve essere determinata in modo che gli stessi siano equidistanti da un punto di vista temporale rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare, sono da collocare in luoghi di aggregazione cittadina e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, in strutture dove si registra un grande afflusso di pubblico e, in genere, ove sia più attesa l’incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto comunque della distanza dalle sedi del sistema di emergenza. Va pertanto valutata, sulla base dell’afflusso di utenti e di dati epidemiologici ed in base a specifici progetti, l’opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture: […] le farmacie, per l’alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio.” Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, infatti, hanno predisposto piani di comunicazione per sensibilizzare la popolazione alle potenzialità e all’uso dei defibrillatori semiautomatici esterni anche avvalendosi della rete delle farmacie come centri di educazione sanitaria. Tant’è vero che, oltre al 118, spesso è possibile rivolgere una richiesta di soccorso immediato al personale in servizio nella farmacia più vicina, che in molte comunità, per l’appunto, è un sicuro riferimento per il cittadino. Il farmacista, quindi, potrebbe offrire un contributo significativo alla collettività dotandosi di defibrillatori DAE semiautomatici esterni cosicché, in caso di arresto cardiaco, possa praticare la defibrillazione precoce sul paziente colpito da ACC, regalandogli una concreta speranza di vita. #### Defibrillatori nelle scuole La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) colpisce individui di qualsiasi età e, per definizione, in condizioni di apparente buono stato di salute. Di essi, il 7% ha meno di 30 anni. Solitamente, i bambini vengono considerati dalla maggior parte delle persone come vittime poco probabili di arresto cardiaco, sebbene il 3,5% dei deceduti per arresto cardiaco abbia meno di 8 anni. Ciò è imputabile a colpi toracici (commotio cordis) o a condizioni difficilmente diagnosticabili (come la sindrome del QT lungo e la cardiomiopatia ipertrofica) che possono affliggere fino ad un bambino su 500. In seguito ad arresto cardio-circolatorio, il trattamento deve essere instaurato entro 3-5 minuti: in assenza di una pronta ripresa del ritmo cardiaco, infatti, alla cessazione della circolazione sanguigna consegue inevitabilmente il danno cerebrale. Poiché la finestra temporale disponibile è ben più ristretta dei tempi medi di arrivo dei soccorsi (che in Italia sono di 12-15 minuti) e che molti istituti scolastici contano più di 2500 studenti, dotare ogni scuola di un defibrillatore DAE semiautomatico esterno è l’unico modo efficace per assicurarsi che i bambini colpiti da questa patologia ricevano un trattamento adeguato in un tempo congruo a determinarne l’esito fausto. La presenza, all’interno delle scuole per l’infanzia, di dispositivi di defibrillazione precoce, assieme a personale adeguatamente formato, riveste pertanto un ruolo fondamentale nell’assicurare un intervento pronto nei confronti dell’arresto cardiaco improvviso. Gli stessi genitori, sempre molto attenti alla salute dei propri figli, saranno più inclini ad affidarli ad una scuola dotata di tali dispositivi salvavita. Avviare un progetto di defibrillazione precoce all’interno di una scuola è di fondamentale importanza anche dal punto di vista culturale: infatti, le strutture scolastiche si rivelano particolarmente adatte allo svolgimento di iniziative atte alla diffusione capillare della cultura della cardio-protezione, con possibilità concreta di coinvolgere cittadinanza ed istituzioni in progetti radicati sul territorio. In questo contesto, il reperimento dei fondi non è un problema: bastano infatti pochi ero ad alunno per finanziare la protezione di un complesso scolastico di un migliaio di studenti. Inoltre, le nostre soluzioni di sponsorizzazione supportano l’amministrazione scolastica nel reperimento di sponsor e donatori locali disposti a finanziare i dispositivi, legando i propri nomi alle iniziative di defibrillazione. Attivando con noi il tuo progetto di cardio-protezione, possiamo offrirti: i migliori defibrillatori DAE semiautomatici esterni disponibili sul mercato; corsi di formazione BLS-D e L.81/08 con integrazione BLS-D direttamente presso la struttura scolastica; meeting gratuiti di presentazione dei progetti alla popolazione scolastica ed alla cittadinanza; vasta scelta di teche e cartellonistica di segnalazione per un perfetto posizionamento della postazione di defibrillazione; programmi personalizzati di assistenza tecnica e manutenzione on site; consulenza fiscale, campagne di raccolta fondi e sponsorizzazioni, piani di noleggio operativo delle postazioni di defibrillazione; pacchetti DAE + formazione all-inclusive a tariffe estremamente vantaggiose. Puoi richiedere ulteriori informazioni attraverso l’apposito form della sezione “Contatti” oppure telefonando al nostro numero verde 800 36 35 25. I nostri consulenti sapranno pianificare al meglio l’avvio di una campagna di cardio-protezione per i tuoi dipendenti e per i tuoi clienti. Inviando la tua richiesta e comunicandoci un indirizzo di spedizione, potrai ricevere tramite servizio postale il nostro kit informativo, totalmente gratuito, contenente il nostro catalogo cartaceo, le nostre brochure istituzionali, i nostri listini e molto altro materiale informativo che ti permetteranno di valutare comodamente la serietà della nostra azienda e la qualità dei nostri prodotti e servizi. #### Diritto di reso del prodotto Il D.lgs.206/2005 disciplina la vendita dei prodotti a distanza, quindi via internet, e stabilisce il diritto di recesso del prodotto acquistato, ossia il diritto per il consumatore di restituire la merce, ottenendo il rimborso della spesa sostenuta per l’acquisto. Il diritto di recesso è riservato esclusivamente ai consumatori, e non può essere esercitato dalle persone giuridiche e dalle persone fisiche che agiscono per scopi riferibili all’attività professionale svolta. Per poter esercitare il diritto di recesso occorre contattare l’azienda entro 14 giorni dal ricevimento della merce, manifestando la volontà di recedere dal contratto. In base all’art.5 comma 2 del D.Lgs n. 185 del 22/05/1999 le uniche spese richieste al cliente sono quelle di rispedizione del prodotto. Il diritto di recesso decade totalmente qualora il prodotto restituito non sia integro, ovvero: – mancanza dell’imballo originale; – assenza di elementi integranti del prodotto (accessori, cavi, manuali d’istruzione, ecc.); – danneggiamento del prodotto per cause diverse dal trasporto. Il diritto di recesso non si applica ai prodotti software audiovisivi e informatici sigillati aperti dal consumatore. Sono esclusi dal diritto anche i contratti stipulati per la fornitura di beni o la prestazione di servizi per importi inferiori a 26 euro. Di seguito sono elencate le procedure per l’esercizio del diritto di recesso, nel caso di acquisti sul nostro sito. a) Inviare a Echoes Srl entro 14 giorni lavorativi dal ricevimento della merce, una comunicazione via mail a info@emd112.it o via fax al numero 055/8459885 indicando la propria volontà di recedere citando numero di fattura e numero d’ordine rilasciato al momento della conferma dello stesso. b) Entro il giorno lavorativo successivo alla sua comunicazione lei riceverà comunicazione dell’autorizzazione al reso della merce. c) Provvedere entro 3 giorni lavorativi, utilizzando un corriere a propria scelta, alla spedizione del prodotto accuratamente imballato nella confezione originale e completo di ogni accessorio, dei manuali di istruzione e di tutto quanto in origine contenuto. Soltanto gli articoli restituiti entro i termini, in perfetto stato e nel loro imballaggio originale saranno oggetto di un rimborso. L’indirizzo di destinazione è: Echoes Srl – Via della Resistenza, 8 – 50039 Vicchio (FIRENZE) Attenzione: si consiglia di utilizzare per la spedizione un corriere o altro mezzo idoneo a permettere la rintracciabilità della spedizione. Resta inteso che Echoes Srl non procederà al rimborso della merce oggetto del recesso, qualora non riceva la relativa consegna. Assicurare contro il furto e i danni da trasporto la spedizione e farsi carico delle relative spese. Qualora il prodotto reso non sia stato assicurato per il valore indicato in fattura, in caso di danni o smarrimenti avvenuti durante il trasporto, Echoes Srl si riserva il diritto di addebitare eventuali danni subiti trattenendoli dalle somme da rimborsare. Echoes Srl procederà, tramite bonifico bancario, al rimborso entro i 14 giorni lavorativi successivi alla spedizione della merce da parte sua e comunque non prima della ricezione dei beni. La invitiamo a indicare le sue coordinate bancarie direttamente su ciascuna delle comunicazioni di recesso che lei ci inoltrerà. #### Disabili IVA 4% IVA AGEVOLATA AL 4% PER DISABILI Echoes Srl applica l’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di alcuni sussidi medicali e ortopedici con IVA al 22% da parte dei clienti diversamente abili, nel rispetto della legge n.104/92. Per procedere con l’agevolazione è necessario registrare i dati di fatturazione della persona disabile sul sito www.emd112.it,  procedere con l’ordine inserendo la modalità di pagamento indicando nelle note “Richiesta IVA agevolata al 4%” e concludere l’ordine. Per applicare l’iva agevolata il Cliente dovrà inviare la seguente documentazione a Echoes Srl (via email o via fax) relativa alla persona disabile: 1) Modulo di autocertificazione compilato/firmato – 2) Copia Documento Identità leggibile e in corso di validità 3) Copia Tessera Sanitaria leggibile e in corso di validità Una volta ricevuti e convaldati i documenti necessari, potremo procedere con l’evasione dell’ordine.   #### Diventa agente EMD112 è un punto di riferimento in Italia per la commercializzazione di defibrillatori e articoli di emergenza/urgenza medica. Ci avvaliamo di una rete di agenti e distributori, che supportiamo con percorsi di formazione e materiale tecnico, marketing e commerciale, oltre ad una piena disponibilità. Collaborare con EMD112 significa aver modo di lavorare con una azienda in forte e costante crescita, in grado di valorizzare e sviluppare i talenti personali. Se vuoi metterti alla prova e collaborare con noi, contattaci tramite il form sottostante. File da allegare (facolativo): Ho letto e accetto la Privacy Policy di emd112.it Iscrivimi alla newsletter! #### Diventa distributore Vuoi proporre i nostri prodotti nel tuo esercizio commerciale, sul tuo e-commerce o nel tuo negozio e-Bay/Amazon? Se sei il titolare di un esercizio commerciale, di un e-commerce o di un negozio e-Bay/Amazon, puoi proporre i nostri prodotti sui tuoi canali di vendita. EMD112 fornisce ai propri rivenditori tutto il supporto necessario: formazione tecnica sui prodotti, logistica, supporto marketing e supporto commerciale. Attraverso una semplice procedura automatica, infatti, siamo in grado di fornirti il nostro listino completo pronto per essere importato sui tuoi canali di vendita. Contattaci per ottenere ulteriori informazioni. File da allegare (facolativo): Ho letto e accetto la Privacy Policy di emd112.it Iscrivimi alla newsletter! #### Easyflow NCPAP – Circuito ventilazione neonatale non invasivo Circuito ventilazione neonatale non invasivo Easyflow NCPAP  specifico per la neonatologia. Fritz Stephan GmbH ha sviluppato il sistema EasyFlow nCPAP appositamente per i neonati. Questo accessorio di NCPAP monouso è già impiegato nell’ 80% degli ospedali in Germania ed è disponibile in varie versioni che gli permettono di adattarsi all’anatomia dei bambini neonati e prematuri. IVA 5% – Articolo 124 del “decreto rilancio” #### EMD112 x Te EMD112 x TE, il nuovo programma di assistenza e controllo wi-fi che rende il tuo defibrillatore HeartSine® e Physio-Control® ancora più intelligente. Emd112 x TE, che garantisce la piena funzionalità del defibrillatore con controlli, manutenzione, cambio consumabili, controllo scadenze, sollevandoti da qualsisi responsabilità di malfunzionamento. Da oggi con il nuovo programma Emd112 x TE non dovrai più preoccuparti di scadenze o eventuali guasti che potrebbero mettere a repentaglio il funzionamento dei tuoi DAE e quindi la vita di qualcuno, oltre alla tua responsabilità civile o penale.   Meno pensieri, più sicurezza e zero responsabilità per te che devi gestire uno o più defibrillatori.   È possibile attivare il servizio utilizzano i defibrillatori samaritan®  di HeartSine® oppure i defibrillatori LIFEPAK® di Physio-Control®:   EMD112 x TE, con defibrillatore HeartSine® samaritan® PAD (per le versioni: 350P Gateway, 360PGateway, 500PGateway) Sottoscrivendo il Programma Emd112 x TE il tuo defibrillatore samaritan® PAD entra nel futuro della connettività wireless. Infatti, grazie al modulo originale samaritan Gateway, incluso nel programma, i responsabili dei DAE potranno gestire una flotta di dispositivi installati in uno o più siti ottenendo da remoto informazioni sullo stato di ciascuno di essi. Quando integrato in un samaritan® PAD 350P, 360P o 500P, samaritan Gateway comunica, tramite Wi-Fi, con la piattaforma LIFELINKcentral (unica piattaforma DAE al mondo attualmente certificata come Dispositivo Medico di Classe 2A), aggiornando il risultato dell’autotest giornaliero, incluso lo stato della batteria e delle piastre e relativa scadenza. Meno pensieri, più sicurezza e zero responsabilità per te che devi gestire uno o più defibrillatori. Da oggi con Emd112 x TE non dovrai più preoccuparti di scadenze o eventuali guasti che potrebbero mettere a repentaglio il funzionamento dei tuoi DAE e quindi la vita di qualcuno. Il programma, tramite il modulo samaritan Gateway incluso, permette al defibrillatore di dialogare autonomamente con il centro assistenza, tramite Wi-Fi, monitorando i suoi componenti 24h su 24, avvertendo in caso di malfunzionamento e, se necessario, attivando una segnalazione di assistenza. Cosa comprende il pacchetto? Attivazione programma Emd112 x TE. Modulo HeartSine® Gateway. 8 ANNI di servizio di telecontrollo 24/7 garantito da Emd112. Altri servizi applicabili: Invio programmato gratuito del Pad-Pak prima della scadenza. Invio programmato gratuito di Pad-Pak + Pediatric-Pak prima della scadenza. Fornitura di un defibrillatore muletto (samaritan® PAD 350P) in caso di indisponibilità del defibrillatore in proprio possesso per guasto o requisizione da parte delle forze dell’ordine. Assistenza telefonica 24/7 tramite numero dedicato. Ritiro annuale del defibrillatore per test funzionali, eventuale sostituzione batterie HeartSine® Gateway, con rilascio di relativo certificato e fornitura di un defibrillatore muletto (samaritan® PAD 350P) per il periodo necessario all’erogazione del servizio. (7 giorni solari). Contattaci per maggiori informazioni in merito al servizio   EMD112 x TE, con defibrillatore Physio-Control® LIFEPAK® CR2 (per le versioni: semiautomatico Wi-Fi ITALIANO, semiautomatico WiFi bilingue, semiautomatico bilingue Wi-Fi + 3G ITALIANO, semiautomatico bilingue Wi-Fi + 3G bilingue, automatico Wi-Fi ITALIANO, automatico Wi-Fi bilingue, automatico Wi-Fi + 3G ITALIANO, automatico WiFi + 3G bilingue) Pronto all’uso con semplicità: Comunica tramite Wi-Fi o 3G con la piattaforma certificata in classe 2A LIFELINKcentral e consente di gestire più DAE anche se installati su più siti nel mondo. LIFELINKcentral monitora lo stato dei DAE, la scadenza di batterie, elettrodi e dei corsi BLS-D dei soccorritori. Automonitoraggio del proprio stato, mandando alert e-mail quando la batteria sta per scaricarsi, la memoria è piena, in caso di guasto o se la temperatura è troppo bassa o alta. Retrocompatibile: con samaritan PAD 350P, 360P e 500P prodotti a partire dal 2013. Facile da attivare: configurazione wireless lineare tramite lo strumento di configurazione Stryker Configuration Tool. Altri servizi attivabili: Invio programmato gratuito della batteria ed elettrodi, prima della scadenza. Fornitura di un defibrillatore muletto (samaritan PAD 350P) in caso di indisponibilità del defibrillatore in proprio possesso in caso di guasto grave o requisizione da parte delle forze dell’ordine Assistenza telefonica 24/7 tramite numero dedicato. Ritiro annuale del defibrillatore per test funzionali, eventuale sostituzione batterie, con rilascio di relativo certificato e fornitura di un defibrillatore muletto per il periodo necessario all’erogazione del servizio. (7 giorni solari). Grazie alla connessione WiFi e 3G, già presenti nel LIFEPAK®CR2, il defibrillatore dialoga autonomamente con il centro assistenza e permettendo di monitorare i suoi componenti 24h su 24, avvertendo in caso di malfunzionamento e, se necessario, attivando una segnalazione di assistenza. EMD112 x TE è il nuovo programma di assistenza e controllo wi-fi che rende il tuo LIFEPAK® CR2 ancora più intelligente. Cosa comprende il pacchetto? Attivazione programma Emd112 x TE. 8 ANNI di servizio di telecontrollo 24/7 garantito da Emd112. Entra nel futuro della CARDIOPROTEZIONE con il nuovo programma #### F.A.Q. URL: https://www.emd112.it/approfondimenti/f-a-q/ #### Finanziamenti e Agevolazioni URL: https://www.emd112.it/defibrillatori-e-cardioprotezione/finanziamenti-e-agevolazioni/noleggio-operativo/ #### Formazione [PAGINA REDIREZIONATA ALLA MACROSEZIONE FORMAZIONE] #### Formazione EMD112 eroga corsi di formazione professionali in ambito primo soccorso. I corsi erogati comprendo: Corso BLSD/PBLSD per laici Corso BLSD/PBLSD per operatori sanitari Corso Istruttori BLSD/PBLSD Corso massaggiatore cardiaco Physio-Control® LUCAS® 3 (per operatori sanitari e volontari soccorso emergenza/urgenza) Corso disostruzione vie aeree bambino, lattante, adulto Corso antincendio per aziende (corsi rischio basso, corso rischio medio, corso rischio alto) I corsi sono rivolti al personale laico, a operatori professionali sanitari, ai volontari delle associazioni di emergenza, alle aziende, a tutti i cittadini. Per informazioni sui corsi contattaci. #### Garanzia I defibrillatori samaritan PAD di HeartSine non richiedono alcun tipo di manutenzione periodica: questa caratteristica li rende dei prodotti unici sul mercato e ne riduce drasticamente i costi di gestione. – Defibrillatori: la garanzia dei defibrillatori samaritan PAD di HeartSine® è 10 anni, la più lunga attualmente sul mercato. Durante tutto questo periodo di vita del defibrillatore, non è richiesto alcun intervento di manutenzione. L’apparecchiatura, infatti, si presenta come un monoblocco privo di parti esterne meccaniche o accessibili all´intervento umano. Per la verifica del corretto funzionamento dei dispositivi, pertanto, è sufficiente osservare quotidianamente il led di stato lampeggiante presente sul lato frontale dell´apparecchio. I defibrillatori, infatti, eseguono un auto-test quotidiano e un self-test più approfondito alla mezzanotte di tutte le domeniche. Se il led di stato emette una luce lampeggiante di colore verde, il dispositivo è in perfetta efficienza. Nel caso in cui la luce non dovesse lampeggiare oppure dovesse accendersi di colore rosso, è sufficiente premere il tasto d´accensione e il defibrillatore indicherà velocemente il tipo di malfunzionamento. Nella maggior parte dei casi, le segnalazioni sono dovute alla memoria interna piena oppure allo scarso livello di autonomia della batteria: le funzionalità sono ripristinabili con dei semplicissimi interventi che il nostro centro assistenza è in grado di risolvere da remoto con la collaborazione di un addetto alla sorveglianza del defibrillatore. Nel caso di anomalia più grave, per tutta la durata della garanzia, sarà nostra cura provvedere con un nostro corriere convenzionato al ritiro del defibrillatore guasto e all’invio nel nostro centro assistenza per ripristinare pienamente le funzionalità dell’apparecchiatura. – PAD/PAK Elettrodi-Batteria: la cartuccia contenente elettrodi e batteria è l´unico componente esterno del defibrillatore che non viene verificato dai check test quotidiani e settimanali. Il vantaggio di racchiudere elettrodi e batteria in un´unica cartuccia monouso permette a HeartSine® di espandere la garanzia sul prodotto fino a ben 4 anni dalla data di produzione. Normalmente gli altri tipi di elettrodi in commercio non hanno validità superiore a 2 anni. È sufficiente verificare la data di scadenza della cartuccia, indicata chiaramente nella parte posteriore del defibrillatore, e sostituire la cartuccia in caso di utilizzo del defibrillatore o per sopravvenuta scadenza, per mantenere in perfetta efficienza il dispositivo di defibrillazione Heartsine. – Assistenza prodotti e gestione scadenze: al momento della vendita di un defibrillatore o della fornitura di un lotto di cartucce, Echoes Srl provvede a registrare i seriali e le date di scadenza di tutti i prodotti consegnati, per gestire correttamente i periodi di validità di tutti i prodotti e degli accessori forniti. Echoes Srl provvede, inoltre, alla compilazione di una cartolina di garanzia contenente sia i seriali sia i lotti di defibrillatori e cartucce fornite. All’acquirente spetta semplicemente il compito di compilare la cartolina con i propri dati fiscali e inviarla a Heartsine per l’inserimento nella banca-dati di gestione dei dispositivi: aggiornamenti software, statistiche, ecc. La nostra assistenza provvederà a informare con tempestività gli acquirenti della sopraggiunta scadenza del periodo di validità delle cartucce, per permettere loro di procedere al riordino delle nuove con la dovuta tempestività. Echoes Srl assisterà, sia telefonicamente sia via mail, gli addetti alla supervisione dei dispositivi in caso di malfunzionamento risolvibile da remoto. – Assistenza plus: con un piccolo canone annuale, è possibile sottoscrivere un contratto di assistenza plus per la gestione completa dei defibrillatori. L´assistenza prevede il ritiro periodico annuale del defibrillatore tramite corriere e l´invio presso il nostro centro di assistenza, dove i nostri tecnici provvederanno ad aggiornare il defibrillatore all´ultima release software esistente, effettueranno l´eventuale scarico della memoria interna e provvederanno, se necessario alla sostituzione della cartuccia elettrodi/batteria. Questo servizio offre una copertura all-inclusive per la salvaguardia completa delle funzionalità del vostro defibrillatore fino al termine del periodo di garanzia previsto. Il nostro servizio clienti è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18.00 ed è contattabile al numero verde 800 363525, oppure da cellulare al numero 055/0511249 – 203, oppure via mail a info@emd112.it. #### Grandi ordini e convenzioni Echoes Srl effettua convenzioni e accordi quadro con aziende, istituzioni, associazioni ed onlus, enti privati e Pubblica Amministrazione. Le convezioni consentono di accedere ad un listino prezzi e scontistiche dedicate, particolarmente vantaggiose. La sottoscrizione di una convezione può includere la fornitura ciclica e continuativa di forniture medicali e elettromedicali dei prodotti presenti a catalogo, senza necessità di effettuare fisicamente gli acquisti in modo ripetitivo online,  telefonicamente o via email, etc.. Il materiale ordinato verrà spedito, con costi agevolati presso la vostra sede anche in modalità programamta e automatica.   #### Grazie! Abbiamo ricevuto la tua richiesta Un nostro consulente ti ricontatterà al più presto. Il team EMD112 #### Guida all’acquisto del defibrillatore Aspetti da considerare al momento dell’acquisto del defibrillatore Costo finale del defibrillatore Un basso costo del defibrillatore può a volte trarre in inganno perché potrebbe nascondere una bassa qualità, una garanzia di pochi anni, o un alto costo dei consumabili. È fondamentale considerare il costo delle parti consumabili nell’arco di tutta la durata della garanzia, insieme al costo del defibrillatore, per valutarne effettivamente il costo.   Durata della garanzia Un prodotto in garanzia consente al suo proprietario o utilizzatore di rivalersi sul produttore in caso di guasti e malfunzionamenti. Trattandosi il defibrillatore di un prodotto salva-vita che viene quindi utilizzato in situazioni di vita o di morte (con possibili conseguenze penali), è fondamentale poter stare tranquilli ed essere sicuri che in caso di problemi tecnici ci sia il produttore a farsi carico di qualsiasi problema. Attualmente i defibrillatori con la garanzia più lunga sono garantiti per 8 anni, diffidate da prodotti con garanzie inferiori. Qualità del prodotto Un aspetto fondamentale da valutare al momento dell’acquisto è che il DAE sia provvisto della certificazione CE, secondo la direttiva 93/42. Da maggio 2020 i requisiti per ottenere tale certificazione sono diventati molto più stringenti (maggiori test e un numero elevato di documentazione clinica da produrre), per cui non tutti i produttori saranno in grado di ottemperare alle nuove richieste. Pertanto, acquistare i prodotti di un’azienda affidabile e con un consistente background in ricerca e sviluppo, permette al cliente di dotarsi di dispositivi altamente performanti e senza rischio di obsolescenza. I DAE che possiedono anche ulteriori certificazioni si posizionano nel mercato come prodotti ulteriormente affidabili. Tutti i DAE della linea Stryker® possiedono anche la certificazione americana FDA, che assicura un elevato standard qualitativo in tutta la filiera produttiva. Costo e durata dei consumabili Attenzione a non farti trarre in inganno da un prezzo basso dei consumabili e tieni in considerazione anche la durata. Consumabili di basso costo potrebbero essere compatibili e non originali, fattore che secondo le normative sui dispositivi medici, qualora il componente compatibile non sia riportato ufficialmente e autorizzato dal produttore, inficia automaticamente la garanzia, oppure potrebbero non funzionare correttamente o avere una durata inferiore. Ecco un esempio: Se una coppia di elettrodi costa 40€ e dura 2 anni e una batteria costa 170€ e dura 4 anni, in 4 anni la spesa totale è di 250€, mentre un dispositivo che offre batteria ed elettrodi integrati e della durata di 4 anni a 125€ è sicuramente più conveniente. È consigliabile quindi comprare defibrillatori con consumabili a lunga scadenza e possibilmente integrati, in modo da avere una sola scadenza.I samaritan® PAD grazie al loro brevetto Pad-Pak™, integrano batteria ed elettrodi con una durata unica di 4 anni e offrendo il costo di manutenzione più basso di tutti gli altri defibrillatori in commercio. Utilizzo pediatrico In caso di utilizzo su bambini, è consigliabile usare un defibrillatore in modalità pediatrica. Tale modalità, a seconda del modello di defibrillatore, potrebbe essere non disponibile o attivabile collegando degli appositi elettrodi pediatrici o utilizzando un “interruttore pediatrico”. La scelta più comoda è quella di un defibrillatore con “interruttore pediatrico” come il LIFEPAK® CR2. Autotest giornaliero Alcuni defibrillatori eseguono un autotest, cioè un test automatico che verifica il dispositivo e lo mantiene pronto all’uso. In caso di malfunzionamento, il dispositivo lo segnala mediante una spia luminosa e sonora. Tutti i defibrillatori samaritan® PAD e LIFEPAK® CR2 eseguono autotest periodici per garantire il corretto funzionamento, eliminando la necessità di controlli periodici eseguiti di persona. Controlli periodici Gli unici controlli necessari sono: Controlla che sia sempre attiva la spia luminosa verde che indica che il defibrillatore è funzionante e in standby Sostituisci eventuali accessori usati, danneggiati o scaduti Controlla che l’esterno del defibrillatore non presenti danni Telecontrollo È sempre più frequente la possibilità di attivare dei servizi di telecontrollo per i defibrillatori, che permettono di tenere sotto controllo le scadenze (anche dei corsi), lo stato di funzionamento, la posizione e l’utilizzo, con alert automatici via mail. I samaritan® PAD e i LIFEPAK® CR2 sogno gli unici defibrillatori in commercio che offrono questa possibilità in modo integrato (nel CR2) o tramite un accessorio originale (samaritan® PAD), appoggiandosi in entrambi i casi alla piattaforma LIFELINK central di Stryker®, già usata da decenni per monitorare apparecchiature per ambulanze ed elicotteri da soccorso, ed unica piattaforma per defibrillatori al momento certificata in classe 2A, come se fosse essa stessa un dispositivo medico. Aggiornamenti Software In caso di modifica delle Linee Guida Internazionali sull’utilizzo dei defibrillatori, il defibrillatore potrà essere aggiornato. A seconda dell’azienda produttrice e del relativo rivenditore l’aggiornamento potrebbe essere offerto a pagamento e/o con intervento di un tecnico. Certificazioni di qualità Leggi tutto sulle certificazioni di qualità Tecnologie brevettate Leggi tutto sulle tecnologie brevettate   Quale marca scegliere Affidabilità dell’Azienda Per qualsiasi problema legato al funzionamento o al non funzionamento del defibrillatore ci si deve rivolgere all’azienda produttrice o ai suoi rappresentanti autorizzati. Ecco alcune considerazioni in proposito: Marchio Solido Assicuratevi di scegliere un’azienda che sia un marchio di garanzia. Avere la sicurezza di avere alle spalle una struttura su cui fare affidamento per ogni evenienza rappresenta uno dei valori aggiunti più preziosi in ogni momento: da quando si hanno delle perplessità a quando si notano delle anomalie o si è appena usato il defibrillatore. Stryker® è una Public Company che opera nel settore medicale dal 1941 e dispone di una divisione specifica, la “Public Access”, che si occupa solo di defibrillatori, con risorse dedicate a tutti i livelli e rendendo disponibili i suoi prodotti in 32 lingue e oltre 170 nazioni. È attualmente leader di mercato nel settore dei defibrillatori per numero di prodotti a disposizione, brevetti tecnologici e vendita a livello mondiale, con oltre 1 milione di dispositivi venduti. Sede in Italia In un’epoca di globalizzazione e liberalizzazione dei prodotti e dei servizi, potrebbe sembrare superfluo assicurarsi che l’azienda di cui si sta acquistando un prodotto abbia sede anche in Italia. Niente di più sbagliato: se l’azienda non ha una sede in Italia potrebbe non riuscire a dare il giusto supporto, non solo per difficoltà logistiche, ma anche per differenze legislative. È sempre meglio affidarsi ad un’azienda che comprenda i bisogni del cliente permettendogli di esprimersi al meglio nella propria lingua. Stryker® ha ben due sedi in Italia, una a Milano e una a Roma, oltre ad una serie di partner autorizzati su tutto il territorio, di cui emd112 è il riferimento principale per la divisione Public Access. #### Home URL: https://www.emd112.it/ #### I nostri plus Alcuni degli elementi che ci contraddistinguono sono senz’altro i prodotti commercializzati, le competenze del personale, referenze e collaborazioni, quest’ultime a testimonianza che aziende e associazioni molto conosciute e notoriamente orientate a individuare prodotti e partner della massima qualità e professionalità, ma anche con valori condivisi, hanno riconosciuto in noi tutto questo. Nello specifico: Prodotti EMD112 ha l’obiettivo di salvare vite umane fornendo articoli medicali e elettromedicali innovativi, tecnologicamente avanzati, con le migliori performance e garanzie disponibili sul mercato globale. Tutti i brand e prodotti commercializzati sono oggetto di un’attenta analisi e benchmarking rispetto ad altre soluzioni analoghe, per garantire la massima qualità e affidabilità. Non ci limitiamo alla vendita: instauriamo con le case produttrici un reale rapporto di partnership, che consente una piena conoscenza dei prodotti, dei trend di mercato e un supporto efficace per il cliente finale. Tra i principali brand commercializzati, per i quali EMD112 è importatore esclusivo o main importer in Italia, si annoverano: Stryker®, Physio-Control®, HeartSine®, Stephan GmbH, Prometheus Ltd. e Vivest®. Tra i DAE Vivest distribuiti da EMD112 figura anche il tascabile Vivest Pocket, progettato per garantire portabilità e interventi rapidi in ogni contesto. Grazie a questa gamma completa e all’expertise tecnica maturata, EMD112 è in grado di offrire soluzioni affidabili e innovative per aziende, scuole, comunità e ambienti pubblici, con l’obiettivo di rendere ogni luogo più sicuro e cardio-protetto. Competenze Lo staff interno è composto da professionisti nel settore medicale e biomedicale. Tutto il personale è soggetto ad una crescita formativa continua. I nostri clienti trovano in noi un partner preparato per contesti anche molto complessi. Questo consente ai clienti di non trovare solo un fornitore, ma un partner in grado di contribuire a qualsiasi fornitura e progetto, portando sempre valore aggiunto. Referenze Sono numerose le referenze di brand affermati che hanno scelto i prodotti e i servizi di EMD112: Ministero della salute Italiano, Commisione Europea, Centro tecnico nazionale Italiana di Calcio, CONI,VR46 appareal, ANAV, Protezione Civile, Marina Militare, Comune e città metropolitana di Firenze, Ternana Calcio, RTL 102.5, Fondazione Piaggio, Ferrari, Amazon, Aereporti di Malpensa, Linate e Pisa, Federazione Italiana Tennis (FIT), Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), Aruba, De Agostini Editore, Outlet, Valdichiana Outlet Village. Collaborazioni EMD112 vanta preziose collaborazioni con realtà con le quali condivide etica e valori, come Trenta Ore Per La Vita Associazione Onlus, AICR – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco Onlus”, Squicciarini Rescue del Dott. Marco Squicciarini, e molte altre. #### Know-how e tecnologia Nel  settembre 2015, che Physio-Control® ha acquisito HeartSine®, dando vita alla più grande produttre di defibrillatori al mondo. Oggi Physio-Control® e HeartSine® fanno parte del gruppo multinazionale Stryker®, leader mondiale nella produzione di articoli medicali e elettromedicali. Le tecnologie che le due aziende hanno sviluppato negli anni, a partire dal lontano 1966 a oggi, hanno portato a sviluppare defibrillatori ad alto contenuto tecnolgico e innovativo, dalle grandi perofmance, aspetto questo, che diviene di estrema impotanza per prodotto salvavita. Alcune delle principali tecnologie proprietarie brevettate sono:   RCP Advisor (o CPR Avdvisor) – tecnologia HeartSine® impiegata sui defibrillatori samaritan® PAD 500P L’RCP Advisor è un sistema che fornisce un feedback sulla qualità e efficacia della RCP (Rianimazione Cardio Polmonare) al soccorritore. La maggior parte dei sistemi di feedback RCP in commercio utilizzano un sensore che viene posto o sul torace oppure sul dorso della mano del soccorritore. i raggiunge la “giusta” pressione. La “giusta” pressione è definita in accordo a studi scientifici statistici il cui scopo è definire dei valori medi di riferimento, appunto con scopi statistici, ma non sono stati pensati, né dovrebbero essere intesi, come tentativi di definire un valore corretto in assoluto. Esistono poi altri sistemi elettronici che misurano di quanti centimetri si scende durante le compressioni toraciche: sono i cosiddetti accelerometri. Anche tali sistemi si basano su studi scientifici che riportano come universalmente corrette le compressioni toraciche tra i 4 e i 6 centimetri. Sebbene questi valori siano più accurati dell’utilizzo di un unico valore di “pressione” da applicare, anche la misura generica tra 4 e 6 centimetri non è corretta in quanto non tiene conto del singolo paziente, e in particolare della sua corporatura, per cui ci si potrebbe trovare ad spingere per 4 cm su un uomo molto robusto o 6 cm su una ragazza dalla corporatura esile, con il risultato di ottenere un massaggio potenzialmente inefficace (o non completamente efficace) nel primo caso e una pressione eccessiva (quindi potenzialmente dannosa) nel secondo. In entrambi i casi, un defibrillatore DAE che adottasse tale sistema per l’RCP-Feedback valuterebbe l’RCP come corretta anche se non lo è. Inoltre questo tipo di RCP-Feedback non è in grado di tener conto della superfice su cui è poggiato il paziente, per esempio, su superfici morbide come la sabbia: il cedimento del terreno durante le compressioni toraciche comporterebbe degli ulteriori errori nella valutazione da parte del sistema. I sistemi basati su accelerometro presentano ulteriori svantaggi dovuti alla maggiore difficoltà nel posizionare il sensore nel punto giusto ed eventualmente nel doverlo connettere al DAE. Oltre a ciò, il dover eseguire il massaggio cardiaco non direttamente sul torace del paziente, ma su un oggetto interposto tra le mani del soccorritore e il paziente stesso, diminuisce la naturalezza del gesto, e ciò potrebbe provocare danni sia alle mani del soccorritore che alla pelle del paziente. Altro difetto degli accelerometri è che non forniscono una valutazione efficace del ritmo delle compressioni, che è anch’esso fissato nelle linea guida dell’AHA. Pertanto gli RCP-Feedback dei DAE che si basano sugli su questo sistema risultano in generale inaccurati e addirittura potenzialmente dannosi. Per risolvere tutti questi inconvenienti, HeartSine® ha sviluppato una tecnologia innovativa unica al mondo, registrata con il nome “CPR Advisor”, dove CPR è l’inglese di RCP. Il funzionamento dell’RCP Advisor  viene spiegato molto chiaramente in questo video disponibile sul nostro canale YouTube. Maggiori informazioni sull’RCP Avisor sono disponibili in questo articolo di approfondimento.     cprlNSIGHT™  – tecnologia Physio-Contro® impiegata sui defibrillatori LIFEPAK® CR2 Il defibrillatore Physio-Control LIFEPAK® CR2 integra la tecnologia di analisi cprlNSIGHT™. Una volta iniziata la RCP, la tecnologia cprlNSIGHT analizza e rileva l’eventuale necessità di una scarica. Ciò riduce in maniera significativa le pause nelle compressioni toraciche, eliminando addirittura le pause nel caso in cui si determini che il ritmo non è defibrillabile. Un tempo maggiore dedicato alla RCP comporta un miglioramento della circolazione sanguigna e maggiori probabilità di sopravvivenza. Questa tecnolgia, consente ai DAE Physio-Control LIFEPAK® CR2 di effettuare il massaggio cardiaco durante l’analisi del ritmo cardiaco, unico defibrillatore al mondo in grado di effettuare tale operazione, che può risultare determinante per poter salvare una vita da arresto cardiaco.   Sistema LIFENET® Il Sistema LIFENET® è una piattaforma completa basata su cloud che aiuta i team di soccorso a lavorare in modo più efficiente. Aiuta a condividere i dati critici sul paziente per aiutare i team di cura a ridurre i tempi nel trattamento per i pazienti colpiti da STEMI. Permette di richiedere un consulto cardiologico a distanza attraverso l’App dedicata LIFENET® Consult. Distribuisce rapidamente i dati di revisione post-evento ai team di soccorso subito dopo un codice di arresto cardiaco. Gestisce per tutto il parco macchine di soccorso, da un unico sito Web, il software e la configurazione del dispositivo LIFEPAK®. Il Sistema LIFENET® offre strumenti innovativi per aiutare i team di soccorso a lavorare nel modo più efficiente possibile. #### Lavoro [PAGINA DI APPOGGIO, NON ELIMINARE] #### Legge 116 del 4 agosto 2021 La Legge 116 del 4 agosto 2021, promulgata dal Parlamento italiano, rappresenta un importante passo avanti nel campo della salute pubblica e della sicurezza civile, concentrando specificamente la sua attenzione sull’ampliamento dell’utilizzo e della disponibilità dei defibrillatori semiautomatici ed automatici esterni (DAE) in Italia. Questo provvedimento legislativo mira a migliorare le capacità di intervento rapido in situazioni di arresto cardiaco improvviso, aumentando così le probabilità di sopravvivenza e riducendo i tempi di reazione in momenti critici. Dettagli e implicazioni della Legge 116 del 4 agosto 2021 Finalità e ambito di applicazione Il fulcro della Legge 116/2021 è facilitare e regolamentare la diffusione dei defibrillatori in ambienti pubblici e privati. Si prefigge di installare dispositivi DAE in luoghi strategici come uffici pubblici, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, e a bordo di mezzi di trasporto che effettuano tratte prolungate. L’obiettivo è assicurare che i defibrillatori siano facilmente accessibili in caso di necessità, a beneficio della comunità. Programmazione pluriennale e supporto finanziario La legge stabilisce che un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dovrà delineare un programma pluriennale per promuovere attivamente l’installazione di DAE. Questo programma è sostenuto da un finanziamento annuale di 2 milioni di euro, destinato a coprire il periodo 2021-2026. Tale iniziativa è prioritariamente rivolta alle istituzioni educative, dagli asili alle università, garantendo che i luoghi di formazione siano dotati per rispondere efficacemente alle emergenze cardiache. Norme per l’installazione e l’accessibilità dei DAE Il Ministero della Salute è incaricato di formulare criteri dettagliati per l’installazione dei DAE, assicurando che questi dispositivi siano non solo ben segnalati ma anche accessibili pubblicamente 24 ore su 24. Questa disposizione mira a massimizzare l’efficacia dei DAE, facilitando il loro uso immediato da parte di persone formate e non. Formazione e sensibilizzazione La legge enfatizza l’importanza della formazione sull’uso dei DAE, estendendo i programmi educativi alle scuole di ogni grado per insegnare le tecniche di rianimazione cardiopolmonare e l’uso corretto dei defibrillatori. Inoltre, prevede campagne di informazione e sensibilizzazione, affidate al Ministero della Salute, per migliorare la conoscenza generale sulle pratiche di primo soccorso e sul funzionamento dei DAE. Integrazione con il sistema di emergenza 118 Un aspetto fondamentale della legge è l’integrazione dei DAE con il sistema di emergenza sanitaria 118, che permetterà di coordinare più efficacemente le risposte in caso di arresti cardiaci. Ciò include l’implementazione di sistemi informatici per la registrazione e la segnalazione dello stato dei DAE, assicurando che ogni dispositivo sia funzionante e pronto all’uso quando necessario. Disposizioni legislative complementari La Legge 116/2021 modifica anche alcune normative preesistenti per facilitare l’uso esteso dei DAE, inclusa la revisione delle leggi che regolano la certificazione delle attività sportive e la dotazione di dispositivi salvavita. Queste modifiche rafforzano l’obbligo delle società sportive di dotarsi di DAE, estendendo l’uso di questi dispositivi anche in contesti non strettamente medici. In conclusione, la Legge 116 del 4 agosto 2021 segna un avanzamento significativo nella legislazione italiana riguardante la salute pubblica e la sicurezza. Con la sua attuazione, si prevede un aumento significativo nella disponibilità e nell’utilizzo di DAE, contribuendo a salvare più vite e a rendere la società italiana più resiliente e preparata di fronte a emergenze mediche critiche. #### Legge n. 189 del 08/11/2012 La Legge n. 189 del 8 novembre 2012 segna un passo fondamentale nella legislazione italiana riguardante la salute pubblica, mirando a rafforzare il sistema sanitario nazionale attraverso l’introduzione di misure innovative e migliorative. Questa legge, che rappresenta la conversione del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, è stata progettata con l’obiettivo di elevare la qualità dell’assistenza sanitaria e di rispondere più efficacemente alle emergenze sanitarie. Un aspetto rilevante di questa legge è l’introduzione di normative specifiche riguardanti l’obbligo di dotazione dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) nelle società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche. Con questa misura, il legislatore italiano ha inteso non solo migliorare la gestione delle emergenze mediche in ambito sportivo, ma anche promuovere una cultura della prevenzione e della prontezza nell’intervento, riconoscendo il ruolo vitale che i DAE possono giocare nel salvare vite umane in caso di arresto cardiaco improvviso. Questa normativa evidenzia quindi un’attenzione particolare alla sicurezza nelle attività sportive, integrando le pratiche di sicurezza con tecnologie avanzate per una tutela efficace della salute degli atleti e dei cittadini. Obiettivi della Legge Gli obiettivi della Legge n. 189/2012 sono molteplici e si articolano intorno all’idea di un rafforzamento complessivo delle capacità del sistema sanitario nazionale. Alcuni dei principali obiettivi includono: Miglioramento dell’accesso alle cure: la legge punta a una migliore organizzazione dei servizi sanitari territoriali, promuovendo l’integrazione tra l’assistenza sanitaria e quella sociale, con un particolare focus sull’assistenza domiciliare e sui servizi ospedalieri. Efficienza e innovazione nel servizio sanitario: introduce nuove modalità organizzative come le unità complesse di cure primarie, che mirano a migliorare l’efficienza del servizio attraverso un’ottimizzazione delle risorse e una maggiore coordinazione delle professionalità sanitarie. Promozione della salute e prevenzione: la legge enfatizza l’importanza della prevenzione, cercando di instaurare un sistema sanitario che non si limiti alla cura delle patologie ma che promuova attivamente la salute e il benessere dei cittadini. Sicurezza nelle pratiche sportive: uno degli aspetti più innovativi della legge è la regolamentazione sull’obbligatorietà dei defibrillatori DAE nelle società sportive, per garantire la sicurezza durante le attività fisiche e prevenire incidenti fatali. Focus sui defibrillatori DAE La Legge n. 189 del 8 novembre 2012 segna un punto di svolta nella gestione delle emergenze sanitarie legate a incidenti cardiaci in Italia, soprattutto nel contesto sportivo. Ecco un’analisi dettagliata dell’approccio legislativo nei confronti dei defibrillatori DAE. Importanza dei defibrillatori DAE I defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) sono dispositivi medici progettati per intervenire in casi di arresto cardiaco causato da fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso. La loro capacità di analizzare il ritmo cardiaco e, se necessario, erogare una scarica elettrica per ripristinare un ritmo cardiaco efficace, li rende essenziali nei primi minuti successivi all’arresto cardiaco. Normativa specifica La legge stabilisce che tutte le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, devono essere dotate di defibrillatori DAE. Questo requisito si estende anche alle attività sportive non agonistiche e mira a coprire ogni scenario in cui la condizione fisica intensa potrebbe portare a gravi complicanze cardiache. Formazione Un altro aspetto chiave è l’obbligo di formazione adeguata per il personale che utilizza il DAE. Le società sportive sono tenute a garantire che personale qualificato sia sempre presente e in grado di utilizzare il dispositivo. Questa disposizione assicura non solo la disponibilità del DAE, ma anche la sua efficacia operativa grazie alla preparazione di chi lo gestisce. In conclusione, la Legge n. 189 del 8 novembre 2012, attraverso la sua comprensiva regolamentazione e il focus sui defibrillatori DAE, illustra l’approccio proattivo dell’Italia nella promozione della salute e sicurezza pubblica, evidenziando l’importanza dell’innovazione medica e della formazione nel salvare vite umane. #### legge-116 URL: https://www.emd112.it/legge-116/ #### LUCAS – Sistema per Compressioni Toraciche Sistema per Compressioni Toraciche LUCAS®, un ottimo aiuto in caso di arresto cardio-circolatorio. Il Sistema per Compressioni Toraciche LUCAS® nasce per aiutare i soccorritori in caso di arresto cardiaco. Il dispositivo di Physio-Control, infatti, esegue un minimo di 100 compressioni al minuto ad una profondità di 53 ±2 mm ed è estremamente facile da utilizzare. #### Manutenzione ridotta Grazie alla loro robustezza e agli elevati standard produttivi, i defibrillatori Stryker® (che comprendono Physio-Control® e HeartSine®) possiedono una garanzia del produttore stesso di ben 8 anni. Ciò non fa altro che renderli eccellenti anche dal punto di vista dell’assistenza e della manutenzione. I prodotti Stryker® fanno risparmiare chi li acquista. MINIMA MANUTENZIONE ORDINARIA E CONSUMABILI GRATIS IN CASO DI UTILIZZO. I defibrillatori samaritan prevedono i costi di manutenzione in assoluto più bassi della categoria: la manutenzione ordinaria viene effettuata UNA SOLA VOLTA OGNI 8 ANNI. Ogni cartuccia PAD/Pak (tecnologia brevettata e dispositivo originale) comprende batteria ed elettrodi e dunque prevede una data di scadenza singola. Questo permette di eliminare la necessità d’inventario e di scadenzario di due elementi separati con una conseguente riduzione dei costi di manutenzione. Infatti, un PAD/Pak che dura 4 anni, ha costi inferiori rispetto a quei dispositivi che hanno bisogno di sostituire gli elettrodi ogni 22/30 mesi e la batteria ogni 4 o 5 anni. La lunga durata del PAD/Pak e della garanzia standard dei defibrillatori DAE samaritan® significano pertanto minimizzazione dei costi durante la vita operativa del dispositivo. Inoltre, la manutenzione straordinaria è totalmente gratuita: se il DAE viene utilizzato in un reale caso di arresto cardiaco, la sostituzione dei consumabili PAD/PAK è completamente gratuita. Il nostro servizio di assistenza tecnica provvede a gestire la rapida spedizione del nuovo PAD/PAK e tutta la pratica che ne deriva. DEFIBRILLATORI LIFEPAK CR2: MANUTENZIONE PRATICA ED ECONOMICA CON ELETTRODI UNICI ADULTO/PEDIATRICO E CONSUMABILI GRATIS IN CASO DI UTILIZZO. Anche per i defibrillatori LIFEPAK CR2 la manutenzione ordinaria viene effettuata UNA SOLA VOLTA OGNI 8 ANNI. I defibrillatori LIFEPAK CR2 sono caratterizzati da avere un’unica data di scadenza per batteria ed elettrodi (adulto/pediatrico). Inoltre, grazie al semplice pulsante che permette lo switch del paziente adulto e pediatrico, gli elettrodi con durata 4 anni, sono unici per paziente adulto e pediatrico, riducendo così ulteriori problemi di gestione dei consumabili. Anche in questo caso se un DAE viene utilizzato in un reale caso di arresto cardiaco, la sostituzione degli elettrodi avviene gratuitamente. DAE STRYKER CON MANUTENZIONE INCLUSA EMD112 propone per tutta la gamma di DAE STRYKER, la possibilità di un acquisto “CHIAVI IN MANO”.  Se desideri una gestione completa del/dei tuoi DAE, EMD112 ti offre una soluzione che comprende anche l’invio dei consumabili alla scadenza: non dovrai più occuparti della gestione e della calendarizzazione della manutenzione, ma pensa a tutto EMD112! Polizza di indennizzo Stryker® difende e indennizza qualsiasi persona fisica o giuridica che acquisti, affitti, utilizzi o distribuisca i propri Defibrillatori Automatici Esterni (DAE). Risarcisce, inoltre, i propri distributori autorizzati nei confronti di qualsiasi contestazione, danno, responsabilità o azione rivolta da terzi derivanti da lesioni personali causate da qualsiasi defibrillatore Stryker® se e nella misura in cui il reclamo si basi su: il fallimento di un DAE nel funzionamento o nel rispetto delle sue specifiche di funzionamento; difetti di progettazione, del materiale o difetti di produzione del DAE. Il fatto che Stryker® fornisca tali coperture a tutti i soccorritori che usino il dispositivo conformemente alla sua destinazione d’uso, è un’ulteriore conferma della qualità dei loro prodotti e della serietà della casa madre stessa. Non a caso, tale indennizzo viene spesso ignorato dagli altri produttori di defibrillatori DAE.   #### Mass Training BLSD I Mass Training BLSD sono eventi di formazione di massa, che consentono a più persone contemporaneamente di ricevere una preparazione in ambito delle manovre di primo soccorso e dell’impiego del defibrillatore. I Mass Training possono essere svolti sia all’aperto sia all’interno di strutture al coperto. I Mass Training hanno un doppio obiettivo: da un lato formare nuovi operatori all’impiego del DAE e alle manovre BLSD, aspetto fondamentale per aumentare il tasso di salvataggio da arresto cardiaco; da un lato utilizzare questo particolare contesto, per avere un richiamo mediatico, contribuendo a sensibilizzare altre persone sull’utilità di acquisizione di queste manovre salvavita, come esperienza e competenza che porteranno sempre con loro. Grazie alla propria rete di istruttori BLSD (oltre ad altre in altre aree di salute, soccorso e prevenzione), che EMD112 dispone su tutto il territorio nazionale, e a una struttura in grado di poter gestire l’organizzazione e promozione di tali eventi, la possibilità di organizzare Mass Training BLSD oggi è possibile. #### Mission e vision La nostra mission è quella di salvare più vite possibili. EMD112 – Echoes Medical Division si adopera da sempre per offrire soluzioni mediche tecnologicamente avanzate ed innovative nel ramo dell’emergenza medica. La vision aziendale, che assieme alla mission, costituisce i valori fondamentali di EMD112, è orientata verso due aree: Persone e Innovazione. Persone: Le persone sono al centro di qualsiasi progetto e attività. Dal personale interno, oggetto di percorsi formativi e di crescita professionale, ai clienti, partner e utilizzatori finali. Innovazione: EMD112 propone prodotti di emergenza/urgenza medica e primo soccorso  innovativi e a grande valore aggiunto. Proporre soluzioni evolute e innovative in un contesto di medicina d’urgenza, consente il raggiungimento di nuove performance, traguardi nelle manovre di soccorso e capacità di salvare vite. I valori fondamentali che EMD112 trasmette e sviluppa sono: responsabilità, integrità, consapevolezza, crescita continua.   #### Monitor/Defibrillatori Emergenza ALS URL: https://www.emd112.it/defibrillatori-e-cardioprotezione/monitor-defibrillatori-emergenza-als/stryker-lifepak-15/ #### Multimedia e download [PAGINA DI APPOGGIO, NON ELIMINARE] #### Network & community EMD112, che da sempre si è contraddistinta per la profonda divulgazione della cultura della cardioprotezione, poter raggiungere in modo puntuale e con un orientamento al futuro, diviene fondamentale per poter raggiungere i propri interlocutori, compresi i più giovani, che dovranno avere dimestichezza nei prossimi anni con termini come defibrillatore, arresto cardiaco, BLSD, rianimazione cardiopolmonare. Per questo motivo EMD112 è attiva su molti di questi canali social, con una community che conta ad oggi oltre 13.000 Followers. L’invito è a seguirci sui nostri canali social: Facebook https://www.facebook.com/DefibrillatoriHeartsine https://www.facebook.com/emd112/ LinkedIn https://www.linkedin.com/company/2797196 Instagram https://www.instagram.com/emd112.it/ YouTube https://www.youtube.com/channel/UClXoizvOEs7R72tsQaRHeAw Twitter https://twitter.com/EMD112_it Pinterest https://www.pinterest.it/EMD112_it/ #### Noleggio Operativo Il noleggio di un defibrillatore e/o dei relativi accessori e servizi è la soluzione ideale per chi si vuole cardio-proteggere senza investire il capitale necessario all’acquisto in un’unica soluzione. Con l’apertura di una pratica di noleggio operativo, si può accedere rapidamente ai fondi necessari alla fornitura di un defibrillatore, pagando trimestralmente una rata di noleggio dei dispositivi. All’interno della stessa pratica di noleggio, è possibile inserire accessori per il posizionamento (armadietti, segnaletica, pannelli personalizzati), servizio di telecontrollo, manutenzione e corsi di formazione BLSD. Non solo DAE: il nostro servizio di noleggio è disponibile anche sul materiale per la formazione come manichini, defibrillatori trainer e soluzioni combinate. La durata è variabile dai 24 ai 60 mesi e gli importi finanziabili vanno dai 500 ai 100.000 €. Per avere subito una simulazione di noleggio, contatta un nostro commerciale. Quali sono gli altri vantaggi per il cliente? Nessuna immobilizzazione di capitali: possibilità di utilizzare i capitali nello sviluppo del proprio business, senza intaccare le proprie linee di credito; Gestione amministrativa semplificata: l’onerosa gestione derivante dalla proprietà dei beni (manutenzione, smaltimento, piano di ammortamento ecc.) viene demandata ad un operatore esterno; Deducibilità totale ai fini IRAP nessuna incidenza sullo stato patrimoniale: il bene non va iscritto tra le attività nel prospetto di bilancio; Copertura assicurativa full risk: l’assicurazione contro furto, incendio, atti vandalici, danni accidentali ed eventi atmosferici protegge tutti i beni noleggiati. Chi può accedere al noleggio operativo? Aziende; Liberi professionisti con partita IVA; Associazioni (sportive, onlus, cooperative) anche con codice fiscale. Non fai parte di queste categorie, ma desideri un pagamento a rate? Nessun problema, ottieni una rateizzazione con la carta di credito con SmallPay Rateizzazione a breve termine con SmallPay Per i clienti che desiderano dilazionare il pagamento in poche rate mensili, offriamo la possibilità di suddividere l’importo in rate mensili appoggiate direttamente sulla propria Carta di Credito. Vantaggi per il cliente: NESSUN COSTO AGGIUNTIVO; TASSO D’INTERESSE 0%; Semplicità: serve soltanto la Carta di credito e una connessione internet. Il nostro staff guida e assiste il cliente durante l’acquisto. Rapidità: l’operazione di rateizzazione viene effettuata una sola volta, in soli 5 minuti. Sicurezza e trasparenza: il portale per il pagamento è sicuro SMALLPAY e utilizza il sistema NEXI. Al termine dell’operazione è possibile scaricare il contratto di acquisto, con il dettaglio delle rate. Esempio pratico: PREVENTIVO: 1.500,00€ Pagamento rateizzato con Carta di Credito: Anticipo 450,00€ + 5 RATE da 210,00 €/mese Per avere subito una simulazione di rateizzazione, contatta un nostro commerciale. #### Normative DAE Le leggi riguardanti l’obbligo dei defibrillatori in Italia comprendono diverse disposizioni normative e decreti ministeriali che enunciamo di seguito in ordine cronologico. Da notare, però, che l’utilizzo del DAE è attualmente regolato dalla Legge 116 del 2021. Legge n. 189 del 08/11/2012: “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e dell’assistenza sanitaria nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” Questa legge rappresenta la conversione, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, noto come decreto Balduzzi. Ha introdotto misure urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese attraverso un più alto livello di tutela della salute. Include regolamenti per l’uso dei farmaci, l’edilizia ospedaliera, e l’assistenza sanitaria per i marittimi e il personale dell’aviazione civile. Questa legge ha introdotto anche importanti regolamenti per l’organizzazione delle cure mediche e per la sicurezza in ambito sportivo, stabilendo obblighi specifici per la disponibilità di defibrillatori DAE. Decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2013 (Decreto Balduzzi) Questo decreto ha seguito e implementato le disposizioni della legge n. 189/2012, includendo dettagli ulteriori per il miglioramento dell’accesso e dell’efficacia dei servizi sanitari e farmaceutici forniti dal sistema sanitario nazionale. Il Decreto Balduzzi, emanato dal Ministero della Salute il 24 aprile 2013, introduce l’obbligo di defibrillatori semiautomatici per le società sportive professionistiche e dilettantistiche, stabilendo le caratteristiche tecniche dei DAE e i requisiti di formazione per il personale. Decreto 26 giugno 2017: “Disposizioni urgenti in materia di defibrillatori semiautomatici e di altri dispositivi salvavita” Il Decreto del 26 giugno 2017 chiarisce alcuni aspetti attuativi del Decreto Balduzzi, specificando che l’obbligo di defibrillatore e di personale formato al primo soccorso vale anche per le gare e gli allenamenti, escludendo però alcune società sportive. Legge 116 del 4 agosto 2021: “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici” La Legge 116 del 4 agosto 2021 favorisce la diffusione dei DAE nei luoghi pubblici, imponendo la loro installazione in diverse sedi, tra cui le pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti, istituti scolastici di ogni ordine e grado, aeroporti, stazioni ferroviarie e altri mezzi di trasporto. Decreto del 16 marzo 2023: “Attuazione della legge 4 agosto 2021, n. 116, recante disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici” Il Decreto del 16 marzo 2023 disciplina l’installazione dei DAE nei luoghi pubblici, stabilendo le caratteristiche tecniche dei dispositivi e i requisiti di formazione per il personale. #### Partner EMD112 è il partner ideale per le realtà che cercano prodotti di eccellenza in ambito medicale, dai defibrillatori, a altri strumenti salvavita, ma allo stesso tempo richiedono ai propri partner etica professionale, oltre a mission e vision condivise. Per questo motivo ci hanno scelto importanti realtà come Trenta Ore Per La Vita Associazione Onlus, AICR – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco Onlus” (conosciuta anche come Piemonte Cuore), Pavia Nel Cuore, ed altre importanti realtà nazionali. #### PayPal La modalità di pagamento di PayPal è la più sicura, accettata e diffusa forma di pagamento in rete, protetta da un’assicurazione totale sui tuoi acquisti, che ti permette di effettuare pagamenti semplicemente utilizzando il tuo indirizzo di posta elettronica, senza necessità di condividere con il venditore altre informazioni. Il tuo indirizzo di posta dovrà soltanto essere collegato al tuo conto PayPal. Puoi inviarci direttamente il tuo pagamento da Paypal, indicando il nostro conto pagamenti@echoessas.com come destinatario del pagamento. #### Perché sceglierci EMD112 è una realtà solida specializzata nella fornitura di articoli medicali per il primo soccorso e emergenza/urgenza medica, con una forte specializzazione nella cardioprotezione. Alcuni dei motivi principali, che pongono EMD112 come partner e fornitore sono: Brand Commercializzati: un pilastro aziendale, è l’individuazione di apparecchiature di emergenza/urgenza e primo soccorso nel mercato globale, con le migliori caratteristiche tecnologiche, di efficacia e garanzie. Solo i prodotti che rispecchiano i più alti standard e performance vengono commercializzati, spesso come importatore unico o main importer. Certificazioni: le certificazioni sono un elemento importante per la scelta dei prodotti commercializzati. Alcune delle certificazioni che hanno i nostri prodotti: Premarket PAM – FDA, avionica – eTSO Authorisation – PAD-PAK-07, B2B Compliance, Direttiva 93/42/EEC ( Certificazione CE), ISO 13485:2003, ISO 14001:2004, ISO 9001:2008, militare MIL-STD 810F (include anche i test di resistenza alle cadute da 1 metro), IEC 60601_PAD-IP56_PDU-IP44, RTCA/DO-160G Test Report Confirmation Verticalizzazione: siamo specializzati in articoli medicali e elettromedicali per emergenza e urgenza medica e di primo soccorso. Questa verticalizzazione porta a una profonda conoscenza dei prodotti e dei contesti di impiego, valore aggiunto importante, in particolare quando si tratta di articoli salvavita. Competenze tecniche: background accademico, esperienza e formazione continua sono alla base delle skills dei nostri collaboratori, contraddistinti da una profonda competenze sui prodotti commercializzati e sugli scenari di utilizzo. Referenze: sono numerose le referenze di aziende, enti, società sportive e associazioni Partner: annoveriamo collaborazioni con Trenta Ore Per La Vita Associazione Onlus, AICR – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco Onlus, Pavia nel Cuore, e numerose altre importanti realtà, che condividono con noi i valori aziendali. #### Posizioni aperte EMD112 è sempre alla ricerca di nuovi collaboratori per arricchire il proprio staff professionale con persone competenti, dinamiche e volenterose.   #### Premi/Riconoscimenti Management Team Awards 2014: Northern Ireland mid-market management team of the Year award; Northern Ireland International Impact management team of the year award; Belfast Telegraphs N.I. Business Awards 2011: Excellence in Technology Award Aisling Awards 2010: Belfast’s Best Business Award The sixth annual Belfast Business Top 50: Belfast Ambassador Award Australian Design Awards 2005: Cobalt Niche Design Award for samaritan® PAD World Police & Fire Games 2013 Belfast N.I. TechTour European Tech Tour Association UK & Ireland Tech Tour 2010   #### Programma “Forward Hearts” Stryker® dimostra il suo costante impegno aziendale nel salvare vite umane anche attraverso il programma “Forward Hearts”, regalando un DAE a coloro che sono stati salvati da un defibrillatore della casa madre. Questa iniziativa permette ai superstiti di un arresto cardiaco improvviso di salvare potenzialmente altre vite. Stryker® infatti, per celebrare l’evento salvavita, regala un defibrillatore DAE semiautomatico esterno al sopravvissuto che potrà scegliere di donarlo in beneficenza o ad un’organizzazione a sua scelta. Stryker® crede così fortemente nella tecnologia di defibrillazione e alla necessità di DAE prontamente disponibili nei luoghi pubblici (PAD, Public Access Defibrillation) che ha deciso di dare vita a questo importantissimo progetto. Fra l’altro, è l’unica azienda al mondo a proporre un’iniziativa di questa natura. Come funziona il programma Quando un defibrillatore samaritan® PAD o LIFEPAK® di Stryker® viene utilizzato per salvare una vita, il distributore locale si impegna a contattare tutti i soggetti coinvolti – il sopravvissuto, la sede della società e la Stryker® stessa – per avviare il programma di donazione. Il sopravvissuto può scegliere di effettuare la sua donazione in maniera anonima e riservata oppure attraverso un annuncio pubblico, quindi una comunicazione ufficiale. Stryker® e il distributore locale coordineranno la donazione e la presentazione all’associazione benefica. Per celebrare l’evento di salvataggio, la donazione verrà fatta a nome del sopravvissuto, della Stryker® e in nome del distributore locale.   Programma PAD/Pak GRATUITO Il programma PAD/Pak GRATUITO fa parte anch’esso del “Forward Hearts”. Tale iniziativa nasce dalla Stryker® al fine di ottenere quante più informazioni cliniche possibili con i dati dell’evento accaduto in modo tale da poter migliorare e rendere ancora più efficaci i propri dispositivi salvavita. Inviando tali informazioni immediatamente dopo l’utilizzo di un DAE durante un arresto cardiaco improvviso puoi fornire un prezioso contributo alla Stryker® e, al tempo stesso, riceverai in regalo una cartuccia PAD/Pak identica a quella utilizzata durante il soccorso.   Regole del programma PAD/Pak GRATUITO In caso di utilizzo di un defibrillatore DAE del gruppo Stryker® su una vittima di arresto cardiaco, occorre scaricare i dati dell’evento seguendo le istruzioni riportate nel manuale Saver EVO ed inviarli alla casa madre entro 72 ore. Una volta ricevuti tali informazioni, la Stryker® regalerà al proprietario del dispositivo salvavita una cartuccia PAD/Pak identica a quella utilizzata durante l’intervento di soccorso. In conclusione, non solo i defibrillatori samaritan® PAD e LIFEPAK® di Stryker® hanno un costo di manutenzione inferiore rispetto a quelli della concorrenza, ma grazie al programma “Forward Hearts” è possibile avvalersi di due ulteriori vantaggi: il sopravvissuto all’evento infausto avrà la possibilità di salvare ulteriori vite ricevendo in dono un defibrillatore semiautomatico samaritan PAD 350P; il proprietario del dispositivo salvavita, invece, verrà ricompensato con una nuova cartuccia PAD/Pak identica a quella utilizzata durante l’emergenza. #### Programma Save The Beat Il programma Save The Beat permette a chi è sopravvissuto ad un arresto cardiaco improvviso grazie a un defibrillatore ViVest® di salvare un’altra vita, donando un defibrillatore ViVest A1® ad un’organizzazione a propria scelta. Per celebrare l’evento salvavita, la donazione viene effettuata a nome del sopravvissuto (nel caso in cui non desideri mantenere l’anonimato). EMD112® crede così fortemente nella tecnologia di defibrillazione e alla necessità di DAE prontamente disponibili nei luoghi pubblici, che ha creato questo programma per dimostrare il costante impegno dell’azienda a salvare vite umane. Come funziona il Programma Quando un dispositivo DAE di ViVest® è utilizzato per salvare una vita,i soggetti coinvolti nel soccorso si devono adoperare a contattare EMD112® e avviare il programma di donazione. Il sopravvissuto può scegliere di effettuare la propria donazione destinata alla comunità oppure a favore di un’organizzazione a sua scelta, a proprio nome o in forma anonima e riservata. Il Programma si attiva inviando il tracciato ECG registrato dal DAE: Entro 5 giorni dall’evento, è necessario contattare il supporto tecnico di EMD112® per ricevere le istruzioni su come recuperare i dati e trasmetterli. Termini e Condizioni Il programma Save The Beat è riservato al mondo laico. Sono escluse le categorie professionali sanitarie e para-sanitarie quali: Ospedali, Ambulanze, Associazioni di Soccorso, Vigili del Fuoco, Esercito, Militari, Forze dell’Ordine. Per attivare il Programma, il soggetto colto da arresto cardiaco deve essere stato dimesso dall’Ospedale. #### Promo DAE: non perdere le nostro offerte a tempo! Non perdere l’occasione unica: fino al 31 Marzo, scopri il defibrillatore perfetto per il tuo spazio lavorativo a condizioni vantaggiose! Affrettati a garantirti la sicurezza al miglior prezzo. EMD112® è l’azienda italiana leader nella distribuzione di defibrillatori DAE e realizzazione di progetti di cardioprotezione. In 10 anni abbiamo installato oltre 10.000 defibrillatori e abbiamo contribuito a salvare decine di vite. Che tu sia un privato, il referente di una società sportiva, un’azienda o un ente pubblico, saremo in grado di fornirti la soluzione adatta, completa di defibrillatori, accessori di posizionamento, servizi di manutenzione e formazione al primo soccorso, su tutto il territorio nazionale. Parlaci delle tue necessità e ricevi un preventivo personalizzato. Tipologia Azienda *Stabilimento balnearePalestra/Circolo sportivoScuolaAbitazione/CondominioPiazza/Luogo pubblicoUfficioNegozioAltro Dimensioni dell'ambiente da cardioproteggere in mq * Ambiente * Distribuito su più pianiPiano unico InternoEsternoMisto UmidoSeccoVicino all'acquaCon presenza di polveri/sabbia Temperature * Sempre sopra lo zeroSempre sotto lo zeroAnche sotto zero Formazione necessaria * SìNo Segnaletica necessaria * SìNo Note Ho letto e accetto la Privacy Policy di emd112.it * Iscrivimi alla newsletter! Perché sceglierci? Vicini al cliente EMD112®, distributore Ufficiale di Styker®, è un’ azienda al 100% italiana con sede a Firenze. Stryker®, multinazionale Americana ha sede a Roma e Milano. Inoltre la nostra rete vendita e di consulenti e formatori è presente in ogni regione d’Italia. Ai vertici per innovazione, tecnologia e garanzie. Il produttore di defibrillatori Stryker®, fondata nel 1941, comprende al suo interno le due aziende leader mondiali e pioniere con l’invenzione del primo defibrillatore, Physio-Control® e HeartSine®. Il gruppo dispone del catalogo di defibrillatori più ampio al mondo, del maggior numero di brevetti tecnologici e può vantare quasi 2 milioni di defibrillatori venduti in tutto il mondo. 8 anni di garanzia Su tutti i defibrillatori Tecnologie proprietarie innovative che ne massimizzano l’efficacia. Massaggio cardiaco ininterrotto durante l’analisi ECG, tempi di analisi-carica-shock più bassi del mercato, sistema di feedback ai soccorritori sull’efficacia del massaggio cardiaco, elettrodi in argento che minimizzano i tempi di recuperano dopo lo shock e la velocità dell’analisi. Soluzioni di pagamento o noleggio con dilazione fino a 60 mesi. Costi di elettrodi e batteria più bassi. A partire da € 15 +IVA l’anno tutto incluso. Manutenzione ridotta Grazie ad autotest automatici e sostituzione di elettrodi e batterie ogni 4 anni programmata la gestione del defibrillatore non prevede nessun costo aggiuntivo. Defibrillatori connessi sempre pronti grazie al programma di gestione DAE LIFELINK CENTRAL LIFELINKcentral controlla ciascun defibrillatore collegato ad una rete Wi-Fi o cellulare ed avverte in caso si verifichi un qualsiasi evento che potrebbe alterare lo stato di disponibilità del dispositivo – tutto in maniera automatica. La connettività è la base per un trattamento migliore. La connettività può fornire agli operatori del soccorso un quadro completo di ciascun evento di ACI. Di conseguenza, gli operatori sono preparati ancor prima di arrivare poiché conoscono i dettagli delle scariche somministrate, vedono l’effettivo ECG del paziente e altro ancora. Aggiornamenti gratuiti Ripristino gratuito di elettrodi e/o batteria in caso di utilizzo Forward Hearts Per ogni vita salvata con un defibrillatore EMD112® dona un secondo defibrillatore al sopravvissuto, che potrà scegliere di destinarlo in beneficenza in favore di un’organizzazione a sua scelta. Capacità avanzate nella EMD112® di importanti progetti PAD Fra i clienti che hanno scelto emd112 per cardioproteggere i propri ambienti e formare il proprio personale possiamo citare il Ministero della salute italiano, gli aereoporti di Malpensa e Linate, oltre 300 comuni e più di 5000 società sportive. Siamo infatti partner ufficiale delle federazioni FIT, FISE, FiTET, FJJLKAM e FIGC calcio a 5. #### Promozioni URL: https://www.emd112.it/promozioni/ #### RCP URL: https://www.emd112.it/articoli-medicali-emergenza-urgenza/rcp/lucas-sistema-per-compressioni-toraciche/ #### Referenze Ogni giorno i nostri clienti hanno la possibilità di salvare una vita. Sono preparati e addestrati ad usare i nostri defibrillatori DAE nel caso in cui succeda l’impensabile. L’arresto cardiaco, infatti, può colpire chiunque: bambini, giovani, anziani, uomini e donne in apparente buono stato di salute. Inoltre, in circa l’84% dei casi, l’arresto cardiaco si verifica lontano da strutture medico-sanitarie. Pertanto, sarebbe opportuno cardio-proteggere il più possibile luoghi pubblici, abitazioni, condomini, impianti sportivi, aziende ed esercizi commerciali. Siamo orgogliosi di fornire i nostri  ad alcune delle aziende e delle organizzazioni più famose e di successo che hanno deciso di cardio-proteggere la propria struttura o la propria azienda. #### Registrazione DAE Ai fini della Garanzia fa fede la data sulla fattura emessa da EMD112, quello che invece è importante comunicare, sono i dati per ottemperare all’obbligo di tracciabilità dei Dispositivi Medici. Ogni produttore di Dispositivi Medici e ogni relativo distributore autorizzato, è infatti tenuto ad essere in grado di rintracciare in ogni momento tutti i prodotti che ha venduto nei propri mercati di riferimento. Questo per poter garantire la possibilità di aggiornare i prodotti in caso di aggiornamenti da parte del produttore stesso, di cambiamenti nelle linee guida o delle normative, o nel malaugurato caso si presentino dei difetti intrinsechi nei prodotti o in lotti specifici di produzione. E’ pertanto nell’interesse del Cliente stesso inviare questi dati in modo da poter usufruire del miglior servizio possibile e che gli spetta di diritto. Rimandaci quindi compilato il form che hai trovato all’interno della confezione, alla mail presente sul form stesso, oppure compilalo qui di seguito e poi clicca su “Invia”. I defibrillatori DAE Stryker® samaritan® PAD e LIFEPAK® vengono forniti con una garanzia di ben 8 anni, la più alta disponibile sul mercato. Conoscete dei prodotti analoghi con un affidabilità superiore? Registrare il tuo dispositivo Stryker®, HeartSine®, Physio-Control® è molto importante e facile da fare. Per assicurarsi che la tua garanzia venga attivata, è sufficiente inviare compilato il form che hai trovato all’interno della confezione, alla mail presente sul form stesso, oppure compilalo qui di seguito e poi clicca su “Invia”. Per favore, scopri subito tutti i dettagli della nostra polizza indennizzo per l’utilizzatore. Per ogni ulteriore informazione sulle condizioni ed i termini di garanzia, ti preghiamo di riferirti all’apposito certificato ricevuto assieme al tuo dispositivo, oppure contattaci. Dati personali/societari Dati del dispositivo Ho letto e accetto la Privacy Policy di emd112.it #### Richiedi presentazione Se hai necessità di conoscere meglio la nostra azienda e/o i prodotti commercializzati, è possibile richiedere il materiale informativo dedicato. Se preferisci programmare una visita in azienda presso la sede di Vicchio (FIRENZE), contattaci. Inoltre la nostra vendita, presente su tutto il territorio Italiano è disponibile per incontri direttamente presso la tua sede.  #### Rottamazione DAE EMD112 è l’unica azienda che offre ai propri clienti la possibilità di rottamare un vecchio DAE Se sei in possesso di un defibrillatore con la garanzia ormai giunta al termine, o semplicemente vuoi sostituire uno o più defibrillatori in tuo possesso, consegnandoci il tuo vecchio DAE potrai acquistare un nuovo defibrillatore samaritan® PAD o LIFEPAK, ottenendo uno sconto incondizionato di ben 300 euro+iva. I vecchi defibrillatori in tuo possesso saranno ritirati e smaltiti nel rispetto delle normative vigenti e senza nessun costo aggiuntivo. Contattaci subito per usufruire della nostra offerta. Potrai farlo attraverso la sezione contatti del nostro sito web oppure telefonando al nostro numero verde 800 36 35 25. #### Servizi URL: https://www.emd112.it/servizi/emd112-x-te/ #### Shop URL: https://www.emd112.it/shop/ #### Stryker® LIFEPAK® 1000 Il defibrillatore semiautomatico Stryker® LIFEPAK® 1000 – Base dispone della funzione override che consente il passaggio da modalità per soccorritori BLSD alla modalità manuale per soccorritori professionali. Defibrillatore automatico esterno (DAE) concepito per l’utilizzo di soccorritori BLSD con formazione minima e sufficientemente adattabile a soccorritori professionali, dotato di caratteristiche avanzate che aiutano a migliorare i risultati in termini di vite salvate e velocizzano la scelta del più appropriato trattamento per ogni paziente. Un primo soccorritore sulla scena dell’emergenza. Una squadra BLS sul campo o in sala d’attesa in ospedale. Un team ALS che prende in mano la situazione. Non importa l’utilizzatore o la circostanza da affrontare, con il defibrillatore LIFEPAK® 1000 si può sempre contare sul dispositivo giusto. Ideale per: Aziende con infermieria, Mezzi di emergenza, Strutture sanitarie, Ambulatori, Cliniche #### Stryker® LIFEPAK® 15 Il monitor/defibrillatore LIFEPAK® 15 rappresenta lo standard nei dispositivi di emergenza ALS, all’avanguardia nell’innovazione clinica, nell’operatività e nelle caratteristiche di robustezza (marchio LIFEPAK® TOUGH™). Nella gestione delle emergenze, è importante avere al proprio fianco il monitor/defibrillatore più avanzato, che stabilisce i nuovi standard di innovazione, praticità d’uso e robustezza. Il monitor/defibrillatore LIFEPAK® 15 è nato per l’emergenza. #### Stryker® LIFEPAK® 20e Defibrillatore/monitor Physio-Control® LIFEPAK® 20e (adesso parte del gruppo Stryker®) Clinicamente all’avanguardia e molto potente, il defibrillatore/monitor LIFEPAK® 20e offre ai soccorritori un impiego particolarmente intuitivo e combina in maniera intelligente la modalità DAE e la modalità manuale per consentire al team di soccorso avanzato ACLS di somministrare rapidamente e con semplicità funzioni terapeutiche avanzate. Includendo il modulo opzionale CodeManagement Module™ è anche dotato delle funzioni di capnografia della forma d’onda e di connettività wireless per l’invio dati e consentire di gestire in modo più efficace le operazioni di rianimazione, dalla prontezza operativa fino al riesame finale. DEFIBRILLATORE/MONITOR LIFEPAK® 20e BASE: Defibrillatore esterno manuale e semi-automatico con energia bifasica “Adaptiv” fino a 360J, conforme alle Linee Guida AHA/ERC con monitor LCD a colori, alimentatore 220V integrato, batteria interna ricaricabile agli ioni di Litio, cardioversione sincronizzata, monitoraggio ECG di 3,7 e 12 derivazioni non contemporanee, memoria interna, stampante integrata da 50mm . #### Stryker® LIFEPAK® CR2 Trainer URL: https://www.emd112.it/defibrillatori-e-cardioprotezione/defibrillatori-dae/stryker-lifepak-cr2-trainer/ #### Stryker® LIFEPAK® CR2 USB Il defibrillatore LIFEPAK CR2 USB è un defibrillatore semplice ed intuitivo, con una scarica fino a 360J, dotato di elettrodi unici per paziente adulto e pediatrico. Il  LIFEPAK CR2  rappresenta una e vera e propria novità nel mondo dei defibrillatori e dispone di funzioni esclusive come la possibilità di erogare la prima scarica in 0 secondi grazie ai condensatori pre-caricati all’accensione. #### Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi Il defibrillatore semiautomatico Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi è un DAE di nuova generazione con connessione Wi-Fi integrata, concepito per l’accesso pubblico e ideale per la creazione di progetti PAD che prevedono l’installazione di una rete di defibrillatori interconnessi. Unico defibrillatore che consente un collegamento diretto con i soccorritori del 118/112, potendo fornire loro indicazioni sullo stato del dispositivo (stato di carica, stato di batteria e elettrodi, ubicazione) ma anche da quanto tempo è in uso, quant scariche sono state erogate e con quale esito. Ideale per: Progetti PAD (progetti di cardioprotezione a accesso pubblico), Aziende, Pubblica Amministrazione. Codice Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi: 99512-000106 #### Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi+3G Il defibrillatore semiautomatico Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi+3G è un DAE di nuova generazione con connessione Wi-Fi e scheda SIM integrata, concepito per l’accesso pubblico e ideale per la creazione di progetti PAD che prevedono l’installazione di una rete di defibrillatori interconnessi. Unico defibrillatore che consente un collegamento diretto con i soccorritori del 118/112, potendo fornire loro indicazioni sullo stato del dispositivo (stato di carica, stato di batteria e elettrodi, ubicazione) ma anche da quanto tempo è in uso, quante scariche sono state erogate e con quale esito. Ideale per: Progetti PAD (progetti di cardioprotezione a accesso pubblico), Aziende, Pubblica Amministrazione. Codice Stryker® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi+3G: 99512-000485 #### Stryker® samaritan® PAD 350P Il defibrillatore semiautomatico Stryker® samaritan® PAD 350P è il modello base della tecnologia PAD: clinicamente avanzato ma facile da trasportare ed usare, esso è progettato in modo che chiunque, dal soccorritore formato al professionista dell’emergenza, possa salvare una vita, in qualsiasi luogo e condizione. Il defibrillatore samaritan PAD 350P ha come caratteristica una estrema portabilità e semplicità di utilizzo, grazie ad un supporto audio e visivo progettato per utilizzatori laici, senza competenze in DAE e primo soccorso. Consigliato per: Aziende, Impianti sportivi, bambini, postazioni pubbliche. #### Stryker® samaritan® PAD 360P Il defibrillatore automatico Stryker® samaritan® PAD 360P è la versione automatica del modello 350P. Si tratta di un defibrillatore automatico esterno (DAE), necessita solamente di essere collegato al paziente e di essere acceso. A differenza dei defibrillatori semiautomatici esterni, infatti, una volta riconosciuto lo stato di arresto cardiaco del soggetto, procede in autonomia all’erogazione dello shock al cuore del paziente, preceduto da alert sonori e visivi con indicazione di allontanarsi e non toccare il paziente. Progettato in modo che chiunque, dal professionista dell’emergenza al soccorritore munito di formazione minima, possa salvare una persona colpita da arresto cardiaco. Consigliato per: Luighi Pubblici, Aziende, Centri Sportivi, Studi Medici. #### Stryker® samaritan® PAD 360P Trainer Defibrillatore trainer automatico Stryker® samaritan® PAD 360P con telecomando. Il defibrillatore didattico per formazione BLSD nella versione automatica Stryker® samaritan® PAD 360P dispone di diversi scenari realistici. Ideale per: Centri di formazione BLSD, corsi BLSD e primo soccoro. #### Stryker® samaritan® PAD 500P Il defibrillatore semiautomatico Stryker® samaritan® PAD 500P è il primo e l’unico defibrillatore al mondo che ti guida nella corretta esecuzione della RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare). Infatti, defibrillare subito è importante, ma può non essere sufficiente se non si esegue correttamente il massaggio cardiaco. Il defibrillatore samaritan® PAD 500P è l’unico dispositivo al mondo in grado di valutare in tempo reale l’efficacia delle manovre di rianimazione cardiopolmonare eseguite sul paziente indicando al soccorritore come correggere, se necessario, le proprie manovre di soccorso. Consigliato per: Aziende, Bambini, Abitazioni, Impianti sportivi, Ospedali, Scuole.   #### Supporto pre-vendita E’ possibile chiedere supporto pre-vendita allo staff EMD112. Il supporto è orientato, in caso di necessità, a supportare gli utenti con informazioni di dettaglio relative ai prodotti commercializzati, alle modalità di pagamento e spedizione, grandi ordini e convenzioni, acquisti per onlus e associazioni senza fini di lucro, e molto altro. Per qualsiasi necessità è possibile contattarci dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, tramite il numero verde gratuito 800-363525 oppure via email scrivendo a info@emd112.it. #### Team Il Team è composto da professionisti accomunati da forte preparazione accademica e professionale, passione ed entusiasmo, orientamento alla crescita personale e miglioramento continuo. Queste caratteristiche ci consentono di condurre con i nostri clienti progetti complessi, in tempi rapidi e fortemente orientati alle performance. #### Teche Per un corretto posizionamento del vostro DAE, può essere utile, oppure strettamente necessario, in funzione del contesto di installazione del defibrillatore, di provvedere all’adozione di teche. La teca per defibrillatore ha lo scopo di: Contenere il defibrillatore; Ripararlo dagli agenti esterni (polvere, umidità, acqua, caldo, freddo, colpi accidentali, etc..); Rendere ulteriormente visibile il dispositivo a distanza per una facile riconoscimento; Per motivi di sicurezza. Le teche possono essere dotate anche di allarme sonoro; Per garantirne il funzionamento all’aperto in condizioni climatiche particolari (le teche possono essere dotate di riscaldamento); Per motivi di design, al fine di installare il dispositivo anche in ambienti curati nell’aspetto. Alcune delle soluzioni di teche per defibrillatori proposte da EMD112 sono: TECHE  E SUPPORTI PER AMBIENTI INTERNI [Teche defibrillatore da interni]Disponibilità immediata [Teche defibrillatore da interni]Disponibilità immediata [Teche defibrillatore da interni]Esaurito [Teche defibrillatore da interni]Esaurito [Teche defibrillatore da interni]Disponibilità immediata TECHE  E SUPPORTI PER AMBIENTI ESTERNI CON TEMPERATURE SEMPRE SOPRA LO ZERO. [Teche defibrillatore da esterno]Esaurito [Teche defibrillatore da esterno]Disponibilità immediata TECHE  E SUPPORTI PER AMBIENTI ESTERNI CON TEMPERATURE ANCHE SOTTO ZERO. [Teche defibrillatore da esterno]Esaurito [Teche defibrillatore da esterno]Disponibilità immediata [Totem e piantane DAE da esterno]Disponibilità immediata Puoi acquistare la teca direttamente sul nostro shop, oppure contattaci, ti supporteremo nella scelta in funzione della ubicazione del tuo DAE e del contesto di utilizzo. #### Tempi di consegna In funzione della disponibilità dei prodotti ordinati, i tempi di evasione potranno variare da 3 a 30 giorni lavorativi. Normalmente i tempi di consegna stimati per le regioni dell’Italia, a esclusione delle isole, variano da 24 a 48 ore. Per le consegna in Sicilia, Sardegna, isole minori, oltre che in Calabria, i tempi indicati dal corriere Bartolini sono di 48/72 ore, calcolati dalla presa della merce presso i nostri magazzini. Per prodotti che necessitano di personalizzazione, come portachiavi, mascherine o forniture che richiedono la diretta ordinazione al produttore, i tempi di evasione variano dalle 2 alle 3 settimane. Per ulteriori dettagli, contattate il numero verde 800363525 oppure l’indirizzo mail info@emd112.it. #### Tracciabilità e aggiornamento DAE [PAGINA DI APPOGGIO, NON ELIMINARE] #### Ventilatore Polmonare neonatale Stephan EVE NEO Ventilatore Polmonare per pazienti pediatrici/prematuri Compatto, Flessibile, Portatile. Adatto per la  cura del paziente pediatrico dal T-piece, al trasporto in incubatrice fino alla terapia intensiva. Con la sua turbina interna silenziosissima e la sua batteria ricaricabile con durata fino a otto ore, EVE NEO è virtualmente indipendente dalla rete energetica. Il suo design robusto e compatto e la sua leggerezza (circa 6 kg) fanno di EVE NEO lo strumento ideale per la mobilità durante l’emergenza. Nello sviluppo di EVENEO, è stata data la priorità all’immediata prontezza operativa. Dopo un breve autotest, EVENEO è immediatamente operativo. La ventilazione ideale viene selezionata premendo semplicemente un tasto. Grazie alla sua intuitiva interfaccia grafica, è facilmente programmabile per tutti i bisogni del paziente pediatrico NIV/ACV+: ventilazione sicura e delicata con EVE NEO  Interfaccia intuitiva e user-friendly;  Ventilazione Non-Invasiva Sincronizzata con Trigger Esterno;  Turbina Integrata Estremamente Silenziosa;  Volume corrente a partire da 2 ml. #### Ventilatori polmonari Stephan   Ventilatori polmonari pazienti adulti [Emergenza e urgenza]Disponibilità immediata [Emergenza e urgenza]Disponibilità immediata Ventilatori polmonari pazienti neonati/prematuri [Ventilatori polmonari]Disponibile su richiesta ### Prodotti #### Adesivo di segnalazione defibrillatore DAE – Dimensioni: 20cm x 20cm Adesivo 20×20 cm per segnalazione defibrillatori. #### Ago da decompressione pneumotorace – Russel Pneumofix 11 Ago sterile da decompressione toracica per il trattamento del pneumotorace tensivo, del pneumotorace semplice e dell’effusione pleurica. #### Ago da decompressione pneumotorace – Russel Pneumofix 8 L’uso previsto di Russel PneumoFix™ 8 è il trattamento di pneumotorace tensivo, pneumotorace semplice e versamento pleurico. Il Russell PneumoFix™ 8 è un ago di decompressione sterile composto da un ago con punta di Veress inserito attraverso un catetere da 8 cm, con una valvola di rilascio a bassa pressione. La punta e l’indicatore di Veress facilitano l’inserimento sicuro con un rischio minimo di lesione del polmone sottostante, mentre la valvola di rilascio a bassa pressione consente il rilascio del pneumotorace iperteso con un potenziale minimo di successivo rientro dell’aria. Il catetere contiene solfato di bario (20%) che consente al catetere di essere visibile durante i raggi X. #### Ago per decompressione pneumotorace – TPAK Il TPAK è un ago da 2 mm per 8,3 cm e un catetere da utilizzare nella gestione delle vittime di traumi che presentano i segni e i sintomi di uno pneumotorace tensivo. La custodia resistente agli urti assicura che l’ago/catetere sia sicuro al momento del rilascio e la camera flash senza cappuccio fornisce una conferma immediata del posizionamento dell’ago nella toracostomia con ago pre-ospedaliero. TPAK viene fornito in una custodia robusta, con un cappuccio esagonale strutturato e facile da aprire. L’ago e il catetere sono protetti da piegature o danni e condizioni ambientali difficili mentre si trovano nel kit da una custodia in plastica rigida. #### Ago rigido per decompressione pneumotorace – PneumoDart L’ago di decompressione PneumoDart fornisce una soluzione sicura per il trattamento del pneumotorace tensivo. Lo sviluppo è stato suggerito dal comitato Tactical Combat Casualty Care (TCCC) e condotto in collaborazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il PneumoDart è stato ampiamente testato e valutato. A differenza del Pneumofix e TPAK, l’ago di decompressione PneumoDart è un ago rigido che non può piegarsi. Il meccanismo di sicurezza impedisce la perforazione degli organi. La punta di sicurezza all’estremità dell’ago viene premuta nell’ago da una molla mentre passa attraverso la parete toracica. Non appena l’ago entra nella cavità toracica, la punta di sicurezza viene espulsa con un “clic” udibile. L’indicatore blu mostra all’assistente se l’ago è inserito correttamente. L’ago di sicurezza impedisce la perforazione di organi vitali. Diametro interno di 14 Gauge (1,63mm)  lungo 8,6 cm. Il cappuccio è anche un connettore luer per consentire la rapida rimozione dell’aria utilizzando un dispositivo di aspirazione manuale (ad es. una siringa) o l’eliminazione dei fluidi dall’ago (non raccomandato per l’uso con un emotorace). Il Pneumodart è stato progettato per superare le carenze del catetere flessibile. #### Alimentatore 220V PER LUCAS 3.1 ALIMENTATORE/CARICABATTERIE EUROPEO PER LUCAS: Alimentatore esterno a 220V per LUCAS con cavo di alimentazione europeo (spina tipo shuko). #### Alimentatore sostitutivo per defibrillatore Trainer samaritan PAD 350P/360P/500P Alimentatore sostitutivo per defibrillatori Trainer samaritan PAD 350P, samaritan PAD 360P e samaritan PAD 500P. #### Amoul E6 – Massaggiatore Cardiaco Automatico Il massaggiatore cardiaco automatico Amoul® E6 rappresenta una nuova generazione di dispositivi salvavita per la rianimazione cardiopolmonare (RCP). Sviluppato per garantire compressioni toraciche continue, efficaci e standardizzate, supera i limiti del massaggio manuale e dei dispositivi di vecchia concezione, assicurando prestazioni costanti anche nei contesti di soccorso più complessi. Grazie al posizionamento automatico della piastra, alle tre modalità operative e alla doppia batteria intercambiabile, E6 garantisce una RCP di qualità in ogni fase dell’intervento, riducendo i tempi di inattività (“hands-off”) e massimizzando le probabilità di ROSC (Return of Spontaneous Circulation). Certificato secondo gli standard internazionali CE Classe IIB, è un supporto indispensabile per ospedali, ambulanze, centri di emergenza, protezione civile, forze armate e grandi aziende che desiderano integrare la cardioprotezione avanzata nei propri protocolli di intervento. #### ARKY INSIDE – Teca per defibrillatori DAE con allarme a batteria Teca per defibrillatori DAE con allarme a batteria. #### ARKY PLEX – Supporto da parete in plexiglass per defibrillatori DAE Supporto da parete in plexiglass per defibrillatori automatici esterni (DAE) #### ARKY RUGGED – Armadietto impermeabile per defibrillatori con allarme a batteria Armadietto impermeabile per defibrillatori DAE con allarme a batteria. #### ARKY WARM – Armadietto per defibrillatori con allarme, riscaldamento e alimentazione a bassa tensione Armadietto per defibrillatori DAE con allarme, riscaldamento e alimentazione a bassa tensione. #### Aspiratore muco adulti manuale Aspiratore muco tracheale manuale a pistola #### Aspiratore muco elettrico – Laerdal LSU L’ Aspiratore di muco elettrico e secreti (LSU) Laerdal Suction Unit è caratterizzato da: autodiagnostica innovativa, batteria sostituibile senza l’ausilio di attrezzi, caricabatteria incorporato e manopola che integra le funzioni di accensione e di regolazione del vuoto. Il tutto contenuto in un design molto silenzioso, antiurto e antispruzzo Prodotto iva 5% –  “decreto rilancio”  (art. 124 del D.L. n. 34/2020) #### Aspiratore muco tracheale portatile 300ml – Spencer Jet Compact Aspiratore di muco tracheale elettrico professionale SPENCER JET COMPACT 300D. Estremamente compatto ( 1,6 KG) e portatile dotato di batteria. Questo aspiratore è ideale per essere utilizzato nelle emergenze, durante il trasporto o negli ospedali. Resterete sorpresi dalla sua versatilità compatta e leggera. Il sistema, che non richiede alcuna particolare manutenzione Assicura un flusso di 32 L/min a -550 mm Hg. Prodotto iva 5% –  “decreto rilancio” (art. 124 del D.L. n. 34/2020) #### Barella a cucchiaio atraumatica in plastica Barella a cucchiaio  realizzata in resistente plastica compatibile con raggi X, fornita con set di 3 cinghie di sicurezza. #### Barella a cucchiaio in alluminio 205×43,2×10 cm Barella a cucchiaio atraumatica portaferiti indispensabile nei casi in cui sia necessario assicurare l’immobilità dell’infortunato per evitare traumi ulteriori. #### Barella basket divisbile Barella basket divisibile in 2 pezzi in plastica e alluminio con materasso e 3 cinture. #### Barella basket intera Barella basket in plastica e alluminio con materesso e 3 cinture. #### Barella da recupero spazi confinati – Team 8 Stretcher La barella Barella da recupero  Team-8® Stretcher di Safeguard è destinata ad essere utilizzata per estrarre (o evacuare) gli infortunati nel modo più rapido e sicuro possibile in una situazione di emergenza o pericolosa. Costruita in polietilene leggero, ma molto resistente, la Team-8® è una delle barelle più portatili, ma efficaci del suo genere. Progettata per essere utilizzata in ambienti pericolosi, la Team-8® è ampiamente utilizzata nelle operazioni di emergenza medica, militare e di polizia.   #### Batteria agli Ioni di Litio da 5.7 Ah per LIFEPAK 15 URL: https://www.emd112.it/prodotto/batteria-agli-ioni-di-litio-da-5-7-ah-per-lifepak-15/ #### Batteria Lifepak 1000 di Physio Control – Non ricaricabile Batteria Lifepak 1000 originale –  durata 5 anni – di Physio Control – non ricaribile al litio. #### Batteria non ricaricabile al litio per LIFEPAK 1000 Batteria al litio (LiMnO2) non ricaricabile a lunga durata per defibrillatore LIFEPAK 1000 di Physiocontrol.       #### Batteria per defibrillatore Lifepak 500 di Physio Control Batteria Lifepak 500 originale durata 5 anni di Physio Control – non ricaribile al litio. #### Batteria per LIFEPAK CR2 Batteria per defibrillatori Physioncontrol LIFEPAK CR2. #### Batteria Philips Heartstart FR2 Philips Heartstart Fr2 batteria originale #### Batteria Philips Heartstart FR3 Philips Heartstart Fr3 Batteria  al litio originale #### Batteria Philips Heartstart HS1 e FRx Batteria originale per defibrillatori Philips Heartstart Frx  e  Heartstart HS1 #### Batteria ricaricabile al litio per LIFEPAK 1000 Batteria di ricambio ricaricabile per LIFEPAK 1000     #### Batteria ViVest X1P-X3P – ViVest A1-A3 Batteria per defibrillatore semiautomatico ViVest® PowerBeat® X1P, ViVest® PowerBeat® X3P, ViVest A1, ViVest A3. #### Benda Israeliana – 4″ – Emergency Bandage – Persys Medical – Bianca Bendaggio di emergenza ( Benda Israeliana originale ) -Il bendaggio numero Uno e lo standard nelle forze armate di tutto il mondo. Il bendaggio d’emergenza® da 4″ offre tutto il necessario per affrontare ferite e amputazioni di piccole e medie dimensioni in un unico pacchetto compatto. Questa versatile benda è uno strumento efficace per il trattamento di gravi emorragie, la copertura di ferite, la steccatura, l’imbracatura e la fasciatura della testa. Approvata dalla FDA come laccio emostatico non pneumatico, la benda di emergenza da 4″ è facile da usare e intuitiva sia per i soccorritori addestrati che per quelli non addestrati. Dispositivo Medico Classe I sterile CND: 143766   #### Benda Israeliana – 6″ – Emergency Bandage – Persys Medical – Bianca Bendaggio di emergenza ( Benda Israeliana originale ) -Il bendaggio numero Uno e lo standard nelle forze armate di tutto il mondo. Il bendaggio d’emergenza® da 6″ offre tutto il necessario per affrontare ferite e amputazioni di piccole e medie dimensioni in un unico pacchetto compatto. Questa versatile benda è uno strumento efficace per il trattamento di gravi emorragie, la copertura di ferite, la steccatura, l’imbracatura e la fasciatura della testa. Approvata dalla FDA come laccio emostatico non pneumatico, la benda di emergenza da 4″ è facile da usare e intuitiva sia per i soccorritori addestrati che per quelli non addestrati. Dispositivo Medico Classe I sterile CND: 143766   #### Bendaggio di emergenza elastico con tampone antiaderente – Blast® Bandage Bendaggio per il trattamento di amputazioni traumatiche, ustioni e ferite di grandi dimensioni. La benda emorragica Blast® Bandage fornisce un’area di trattamento di 50 cm x 50 cm, ma si compatta all’incirca delle dimensioni di una benda da 10 cm. Il grande cuscinetto per ferite non aderente può essere facilmente avvolto attorno agli arti e fissato con la fascia elastica allegata. Fornisce una grande copertura protettiva sterile per ferite da schegge o ustioni. Il Blast® Bandage offre anche uno strato occlusivo rimovibile che coprirà un’area di 48 cm x 48 cm o può essere utilizzato per coprire il contenuto addominale riducendo al minimo la perdita di calore e umidità. Le strisce di “controllo” in Velcro® impediscono che il rotolo elastico si srotoli accidentalmente e fissano la benda durante il processo di applicazione. Fornendo più punti di adesione, i freni impediscono lo slittamento dell’elastico durante il processo di avvolgimento. Questo crea una fasciatura più sicura ed efficace e diminuisce la possibilità che la ferita venga esposta durante il movimento. #### Bendaggio per traumi e ferite modulare – OLAES® Modular Bandage Il bendaggio modulare Olaes® rappresenta l’ultima generazione di bendaggi per traumi ed è vantaggioso per tutti i livelli di assistenza. Dotato di tappo a pressione trasparente che concentra la pressione sul sito della ferita e consente l’ispezione visiva dell’emorragia. Progettato con il contributo diretto di alcuni dei medici di combattimento più esperti al mondo, nessun dettaglio è stato lasciato al caso. Dagli adesivi “freni” sulla fascia elastica che impedisce lo srotolamento accidentale, alla garza imballata piegata a z, questa è la fascia più ricca di funzionalità disponibile. Nessun altro bendaggio offre tanta versatilità in un pacchetto così piccolo. Coprire le ferite minori, applicare medicazioni con pressioni veramente efficaci, applicare medicazioni occlusive e avere la capacità di tamponare ferite gravi con una benda. Senza latex 3 metri di garza sterile a 4 strati   #### Borsa da trasporto per LIFEPAK 1000 Trainer Borsa morbida per alloggiare il Trainer 1000 e gli accessori. #### Borsa da trasporto per ViVest A1 e A3 Borsa da trasporto termoformata per defibrillatore ViVest A1 e A3. Compatibile anche con i modelli ViVest POWERBEAT X1 e X3. La bora è dotata di una tasca interna nella quale possono essere collocati gli elettrodi e il sistema Cardilink (opzionale). Materiale antigraffio. Tracolla staccabile inclusa. #### Borsa da trasporto per ViVest POCKET (P1 e P3) Borsa da trasporto per defibrillatore ViVest POCKET. La borsa è dotata di tracolla staccabile, clip per aggancio rapido a cintura. Materiale antigraffio. Compatibile con i modelli ViVest POCKET P1 e P3. #### Borsa da trasporto VERDE per ViVest POCKET (P1 e P3) Borsa da trasporto per defibrillatore ViVest POCKET. La borsa è dotata di tracolla staccabile, clip per aggancio rapido a cintura. Materiale antigraffio. Compatibile con i modelli ViVest POCKET P1 e P3. #### Borsa di trasporto per 4 manichini didattici mezzobusto Practi-MAN (RCP-DOLL4) Borsa di trasporto per 4 manichini mezzobusto Practi-MAN. #### Borsa di trasporto per manichino mezzobusto Practi-MAN (RCP-DOLL1) Borsa di trasporto per manichino mezzobusto Practi-MAN. #### Borsa medica sportiva completa Borsa medica sportiva per pronto soccorso Medical SPORT BAG – Piena. #### Borsa per defibrillatore LIFEPAK CR2 Trainer Questa borsa a tracolla con cerniera comprende una maniglia per il trasporto gommata, tasche esterne ed interne. #### Borsa per LIFEPAK 1000 Borsa originale Physiocontrol per defibrillatore LIFPAK 1000 #### Box AIVIA serie 230 con allarme, condizionamento, chiusura con codice numerico e chiamata di emergenza Box AIVIA serie 230 con allarme, condizionamento, chiusura con codice numerico e chiamata di emergenza. #### Buste da 25 compresse garza idrofila sterile 10×10 cm Buste da 25 compresse garza idrofila sterile (10×10 cm). #### Caricabatteria per batteria ricaricabile al lito LIFEPAK 1000 Comprende la stazione di ricarica della batteria, alimentatore CA e cavo di connessione di rete CA. Batteria ricaricabile venduta separatamente.   #### Caricabatterie da tavolo – LIFEPAK 15 URL: https://www.emd112.it/prodotto/caricabatterie-da-tavolo-lifepak-15/ #### Cartelli direzionali in forex per segnalazione defibrillatori DAE – Varie direzioni Cartelli direzionali in forex per segnalazione postazioni DAE. #### Cartelli in forex per segnalazione defibrillatori DAE – Varie dimensioni Cartelli in forex 3mm per segnalazione defibrillatori e  postazioni DAE. #### Cartello bifacciale per postazioni di defibrillazione DAE Cartello bifacciale in alluminio per postazioni di defibrillazione DAE. #### Cartello defibrillatore per teche Rotaid – 70×120 cm – Forex – Bianco con scritte blu Pannello murale in forex per teche Rotaid con algoritmo di intervento. Armadietto Rotaid  per la custodia del defibrillatore DAE non incluso. #### Cartello defibrillatore per teche Rotaid – 70×120 cm – Forex – Bianco con scritte verdi Pannello murale in forex per teche Rotaid con algoritmo di intervento. Armadietto Rotaid  per la custodia del defibrillatore DAE non incluso. #### Cartello defibrillatore per teche Rotaid – 70×120 cm – Forex – Blu con scritte bianche Pannello murale in forex per teche Rotaid con algoritmo di intervento. Armadietto Rotaid  per la custodia del defibrillatore DAE non incluso. #### Cartello defibrillatore per teche Rotaid – 70×120 cm – Forex – Verde con scritte bianche Pannello murale in forex per teche Rotaid con algoritmo di intervento. Armadietto Rotaid  per la custodia del defibrillatore DAE non incluso. #### Cartello per defibrillatore con algoritmo di intervento – 38×38 cm – Forex – Bianco con scritte blu Targa per postazioni DAE con algoritmo di intervento. Materiale: Forex Spessore: 3mm Fissabile su tutte le superfici tramite materiale biadesivo, colla oppure forabile per posamento a paretetramite tasselli o distanziali. #### Cartello per defibrillatore con algoritmo di intervento – 38×38 cm – Forex – Bianco con scritte verdi Targa per postazioni DAE con algoritmo di intervento. Materiale: Forex Spessore: 3mm Fissabile su tutte le superfici tramite materiale biadesivo, colla oppure forabile per posamento a paretetramite tasselli o distanziali. #### Cartello per defibrillatore con algoritmo di intervento – 38×38 cm – Forex – Blu con scritte bianche Targa per postazioni DAE con algoritmo di intervento. Materiale: Forex Spessore: 3mm Fissabile su tutte le superfici tramite materiale biadesivo, colla oppure forabile per posamento a paretetramite tasselli o distanziali. #### Cartello per defibrillatore con algoritmo di intervento – 38×38 cm – Forex – Verde con scritte bianche Targa per postazioni DAE con algoritmo di intervento. Materiale: Forex Spessore: 3mm Fissabile su tutte le superfici tramite materiale biadesivo, colla oppure forabile per posamento a paretetramite tasselli o distanziali. #### Cartello segnalazione defibrillatore DAE in alluminio Cartello in alluminio verniciato per segnalare la presenza di un defibrillatore DAE. Dimensioni 34×36 cm #### Cartuccia Pad-Pak per adulti Cartuccia Pad-Pak per adulti (batteria + elettrodi) per tutti i defibrillatori samaritan PAD #### Cartuccia Ped-Pak pediatrica Cartuccia Ped-Pak pediatrica per defibrillatori Heartsine® samaritan PAD. #### Cassetta pronto soccorso Allegato 1 base per 3 o più dipendenti – Con sfigmomanometro Cassetta pronto soccorso allegato 1, aziende con 3 o più dipendenti gruppo A,B. CON SFIGMOMANOMETRO. #### Cassetta pronto soccorso allegato 2 – Fino a 2 lavoratori Cassetta pronto soccorso allegato 2 in metallo, aziende gruppo C. #### Cassetta pronto soccorso allegato 2 maggiorata – Fino a 2 lavoratori Cassetta in metallo verniciata con polvere epossidica bianca, serratura con chiave. #### Cavo dati USB per defibrillatori HeartSine samaritan PAD Cavo dati USB per defibrillatori DAE HeartSine. #### Cavo ECG 12 derivazioni per Lifepak 15 e Lifepak 12 – 2,4m con derivazioni periferiche Cavo ECG 12 derivazioni per Lifepak 15 e Lifepak 12 – 2,4m con derivazioni periferiche #### Cavo ECG 3 derivazioni per LIFEPAK 15, LIFEPAK 12 E LIFEPAK 20/20e Cavo ECG tre derivazioni per defibrillatori LIFEPAK 15, LIFEPAK 12 E LIFEPAK 20/20e con connettore ad angolo retto #### Cavo ECG 3 fili per LIFEPAK 1000 Cavo ECG a 3 derivazioni per defibrillatore PHYSIOCONTROL LIFEAPK 1000. #### Cavo ECG 5 derivazioni per LIFEPAK 15, LIFEPAK 12 E LIFEPAK 20/20e Cavo ECG 5 fili per defibrillatori LIFEPAK 15, LIFEPAK 12 E LIFEPAK 20/20e, Connettore ad angolo retto, 4-derivazioni periferiche più 1 filo per derivazione. precordiale, etichettato come “V1” sui rapporti del monitor LIFE PAK 15. #### Cerotto per pneumotorace esterno – Russell Chest Seal® Cerotto per il trattamento del  pneumotorace esterno con sistema di 4 valvole ad una via. Innovativo cerotto medicale a base di idrogel progettato per coprire le ferite penetranti del torace ( pneumotorace esterno) e consentire all’aria di uscire dalla cavità pleurica senza essere aspirata all’interno. Marca: Prometheus Medical   #### Cintura pelvica stabilizzante – Tactical Pelvic Splint Cintura pelvica progettata per la gestione d’emergenza di sospette fratture pelviche. Versione tattica per uso in ambiente militare. Facilmente regolabile da una sola persona. Il materiale morbido, senza cuciture interne, minimizza i punti di pressione e riduce il rischio di necrosi da pressione. Dispositivo professionale in neoprene elastico per la stabilizzazione e la riduzione della frattura del bacino. Utilizzabile dal paziente pediatrico fino a quello bariatrico. Applicazione veloce ed efficace.   #### Cintura pelvica stabilizzante per bacino- Pelvic Splint Cintura pelvica professionale in neoprene elastico per la stabilizzazione e la riduzione della frattura del bacino. Utilizzabile dal paziente pediatrico fino a quello bariatrico. Applicazione veloce ed efficace. #### Collare cervicale modellabile Necklite – Giallo Collare cervicale semirigido per emergenza modellabile, in alluminio conformabile rivestito in PU ad alta densità. Quando il collare Necklite viene applicato al paziente, diventa rigido e il collo risulta saldamente immobilizzato. Flessibile e di dimensioni il collare cervicale Necklite può essere chiuso su sé stesso e arrotolarlo per essere inserito in borse, zaini,  tasche di pantaloni, ecc. Radiotrasparente #### Collare cervicale modellabile Necklite – Nero Collare cervicale semirigido per emergenza modellabile, in alluminio conformabile rivestito in PU ad alta densità. Quando il collare Necklite viene applicato al paziente, diventa rigido e il collo risulta saldamente immobilizzato. Flessibile e di dimensioni il collare cervicale Necklite può essere chiuso su sé stesso e arrotolarlo per essere inserito in borse, zaini,  tasche di pantaloni, ecc. Radiotrasparente #### Confezione da 10 pezzi di elettrodi per defibrillatori Trainer samaritan PAD 350P, 500P e 360P 5 coppie di elettrodi per defibrillatori Trainer samaritan PAD 350P, 500P e 360P #### Confezione da 25 pezzi di elettrodi per defibrillatori Trainer samaritan PAD 350P/500P e 360P Elettrodi per defibrillatori Trainer samaritan PAD 350P/500P e 360P. #### Coperta antifiamma 150×100 cm Coperta antifiamma 150X100 CM in fibra di vetro, adatta per soffocare piccoli incendi. #### Coperta antifiamma 150×180 cm Coperta antifiamma 150X180 CM in fibra di vetro, adatta per soffocare piccoli incendi. #### Coperta isotermica oro/argento Coperta isotermica per le emergenze in poliestere con copertura in alluminio. In film poliestere con copertura in alluminio/alluminio dorato. #### Corso BLSD fino a 6 persone Corso BLSD per utilizzo defibrillatore fino a 6 persone. Organizzato presso la sede del cliente ( in tutta Italia ). Prima di acquistare il corso è consigliato contattare EMD112 per ricevere maggiori informazioni.   #### Cuscino per barella Cuscino per barella in spugna. rivestimento esterno in pvc termosaldato su tutto il perimetro, impermeabile, lavabile e disinfettabile. #### Defibrillatore automatico Connected Heartsine® samaritan® PAD 360P. Defibrillatore automatico con connettività Wi-Fi® integrata  servizi di telecontrollo. Il defibrillatore samaritan PAD® 360P della HeartSine® è un defibrillatore completamente automatico esterno (DAE), necessita solamente di essere collegato al paziente e di essere acceso. A differenza dei defibrillatori semiautomatici esterni, infatti, una volta riconosciuto lo stato di arresto cardiaco, procede in autonomia all’erogazione dello shock al cuore del paziente. Progettato in modo che chiunque, dal professionista dell’emergenza al soccorritore munito di formazione minima, possa salvare una persona colpita da arresto cardiaco. Studiato per essere semplice, il defibrillatore HeartSine® connected samaritan® PAD 350P di Stryker®  offrre funzioni chiave che contribuiscono a garantire la disponibilità: Monitoraggio semplificato della disponibilità Connettività Wi-Fi integrata Gestione da remoto del DAE Basso costo di proprietà Nessuna ispezione richiesta   #### Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 USB Il  LIFEPAK CR2 USB è prodotto in USA e rappresenta una e vera e propria novità nel mondo della cardioprotezione. Prodotto da Physio Control now part of Stryker, multinazionale americana leader nel settore medicale a livello globale, il defibrillatore LIFEPAK CR2 USB è un defibrillatore semplice ed intuitivo, con una scarica fino a 360J, modalità pediatrica inclusa. In grado di erogare la prima scarica in 0 secondi. #### Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi Il CR2 Wi-Fi versione completamente automatica è un defibrillatore di nuova generazione con connessione Wi-Fi integrata , concepito per l’accesso pubblico e  ideale per la creazione di progetti PAD che prevedono l’installazione di una rete di defibrillatori interconnessi. Unico DAE a creare una connessione diretta con i soccorritori del 118.   #### Defibrillatore automatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi +4G Il CR2 è un defibrillatore di nuova generazione con connessione integrata, concepito per l’accesso pubblico e  ideale per la creazione di progetti PAD che prevedono l’installazione di una rete di defibrillatori interconnessi. Unico DAE a creare una connessione diretta con i soccorritori del 118 #### Defibrillatore completamente automatico Heartsine® samaritan® PAD 360P Il defibrillatore samaritan PAD® 360P della HeartSine® è un defibrillatore completamente automatico esterno (DAE), necessita solamente di essere collegato al paziente e di essere acceso. A differenza dei defibrillatori semiautomatici esterni, infatti, una volta riconosciuto lo stato di arresto cardiaco, procede in autonomia all’erogazione dello shock al cuore del paziente. Progettato in modo che chiunque, dal professionista dell’emergenza al soccorritore munito di formazione minima, possa salvare una persona colpita da arresto cardiaco.   #### Defibrillatore semiatuomatico Physio-Control® LIFEPAK® 1000 – Base LIFEPAK 1000  versione base senza visualizzazione ECG con funzione override per il passaggio da modalità DAE per soccorritori BLS-D a modalità manuale per soccorritori professionali. Defibrillatore automatico esterno (DAE)  concepito per l’utilizzo di soccorritori BLS-D con formazione minima e sufficientemente adattabile a soccorritori professionali, dotato di caratteristiche avanzate che aiutano a migliorare i risultati in termini di vite salvate e velocizzano la scelta del più appropriato trattamento per ogni paziente. Un primo soccorritore sulla scena dell’emergenza. Una squadra BLS sul campo o in sala d’attesa in ospedale. Un team ALS che prende in mano la situazione. Non importa l’utilizzatore o la circostanza da affrontare, con il defibrillatore LIFEPAK 1000 si può sempre contare sul dispositivo giusto. #### Defibrillatore semiatuomatico Physio-Control® LIFEPAK® 1000 – Versione ECG LIFEPAK 1000 ECG –  versione con visualizzazione ECG e funzione override per il passaggio da modalità DAE per soccorritori BLS-D a modalità manuale per soccorritori professionali. Defibrillatore automatico esterno (DAE)  concepito per l’utilizzo di soccorritori BLS-D con formazione minima e sufficientemente adattabile a soccorritori professionali, dotato di caratteristiche avanzate che aiutano a migliorare i risultati in termini di vite salvate e velocizzano la scelta del più appropriato trattamento per ogni paziente. Un primo soccorritore sulla scena dell’emergenza. Una squadra BLS sul campo o in sala d’attesa in ospedale. Un team ALS che prende in mano la situazione. Non importa l’utilizzatore o la circostanza da affrontare, con il defibrillatore LIFEPAK 1000 si può sempre contare sul dispositivo giusto. #### Defibrillatore semiautomatico Heartsine® samaritan® PAD 500P Il defibrillatore Heartsine® samaritan® PAD 500P di Stryker® è il primo e l’unico defibrillatore al mondo che ti guida nella corretta esecuzione della RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare). #### Defibrillatore semiautomatico Heartsine® connected samaritan® PAD 350P Defibrillatore ad accesso pubblico semiautomatico con connettività Wi-Fi® integrata. Studiato per essere semplice, il defibrillatore HeartSine® connected samaritan® PAD 350P di Stryker®  offre funzioni chiave che contribuiscono a garantire la disponibilità: Monitoraggio semplificato della disponibilità Connettività Wi-Fi integrata Gestione da remoto del DAE Basso costo di proprietà Nessuna ispezione richiesta #### Defibrillatore semiautomatico Heartsine® connected samaritan® PAD 500P Defibrillatore ad accesso pubblico semiautomatico con connettività Wi-Fi® integrata e feedback in tempo reale sulla qualità del massaggio cardiaco. Il defibrillatore Heartsine® connected samaritan® PAD 500P di Stryker® grazie alla tecnolgia CPR Advisor™ è il primo e l’unico defibrillatore al mondo che ti guida nella corretta esecuzione della RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare). Fornisce un feedback visivo e verbale in tempo reale fornito al soccorritore sull’ intensità e sulla frequenza delle compressioni toraciche praticate durante una manovra CPR in caso di rianimazione per arresto cardiaco improvviso. Studiato per essere semplice, il defibrillatore HeartSine® connected samaritan® PAD 500P di Stryker®  offrre funzioni chiave che contribuiscono a garantire la disponibilità: -Monitoraggio semplificato della disponibilità da remoto -Connettività Wi-Fi integrata -Gestione da remoto del DAE -Basso costo di proprietà -Nessuna ispezione richiesta #### Defibrillatore semiautomatico Heartsine® samaritan PAD® 350P Il defibrillatore samaritan PAD® 350P della HeartSine® è un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) clinicamente avanzato e molto semplice da utilizzare. È stato progettato in modo che chiunque, dal professionista dell’emergenza al soccorritore formato, possa salvare una persona colpita da arresto cardiaco. #### Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 USB Il  LIFEPAK CR2 USB è prodotto in USA e rappresenta una e vera e propria novità nel mondo della cardioprotezione. Prodotto da Physio Control now part of Stryker, multinazionale americana leader nel settore medicale a livello globale, il defibrillatore LIFEPAK CR2 USB è un defibrillatore semplice ed intuitivo, con una scarica fino a 360J, modalità pediatrica inclusa. In grado di erogare la prima scarica in 0 secondi. #### Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi Il CR2 Wi-Fi è un defibrillatore di nuova generazione con connessione Wi-Fi integrata , concepito per l’accesso pubblico e  ideale per la creazione di progetti PAD che prevedono l’installazione di una rete di defibrillatori interconnessi. Unico DAE a creare una connessione diretta con i soccorritori del 118.   #### Defibrillatore semiautomatico Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Wi-Fi +4G Il CR2 è un defibrillatore di nuova generazione con connessione integrata, concepito per l’accesso pubblico e  ideale per la creazione di progetti PAD che prevedono l’installazione di una rete di defibrillatori interconnessi. Unico DAE a creare una connessione diretta con i soccorritori del 118 #### Defibrillatore semiautomatico ViVest® Pocket P3 Il ViVest Pocket P3 è l’innovativo defibrillatore semiautomatico (DAE). Il nome “Pocket” ne esprime l’essenza: un DAE tascabile, compatto e ultraleggero (poco più di 600g), progettato con la tecnologia Tiny Combine® per garantire la massima portabilità senza compromessi in termini di sicurezza ed efficacia. Pensato per l’uso sia adulto che pediatrico grazie allo switch integrato, il ViVest Pocket P3 assicura interventi rapidi (shock <8 secondi) e affidabili in ogni contesto. La sua robustezza è garantita dalla protezione IP65 contro polvere e liquidi e dalla resistenza a cadute da 1,5 m. Con una guida vocale e metronomo RCP chiari, facilita il soccorso anche per personale non esperto, confermandosi come l’evoluzione naturale per la gestione dell’emergenza cardiaca.   #### Defibrillatore semiautomatico ViVest® Pocket® P1 Il Vivest Pocket P1 è il nuovo defibrillatore semiautomatico (DAE) tascabile che rivoluziona la gestione dell’emergenza cardiaca. Questo DAE porta il concetto di portabilità a un nuovo livello: grazie alla tecnologia Tiny Combine, è estremamente compatto e incredibilmente leggero (solo circa 650 g), ideale per l’uso in spazi ristretti o in movimento. Il Pocket P1 assicura interventi rapidi (shock <8 secondi) e affidabili in ogni contesto, dai luoghi pubblici agli ambienti professionali. La sua eccezionale robustezza è garantita dalla protezione IP65 contro polvere e liquidi e dalla resistenza a cadute fino a 1,5 m. Dotato di autotest giornaliero e di una guida vocale (disattivabile) e metronomo RCP chiari, facilita il soccorso anche per personale non esperto. Coperto da una garanzia di 8 anni, il DAE Vivest Pocket P1 è la soluzione ideale per la cardioprotezione. #### Defibrillatore semiautomatico Vivest® PowerBeat® A1 Il defibrillatore semiautomatico Vivest® PowerBeat® A1 con la sua linea snella e leggera può entrare nella maggior parte delle borse ed essere trasportato in vari luoghi. E’ disponibile anche la versione senza switch pediatrico nel modello Vivest® PowerBeat® A1. #### Defibrillatore semiautomatico Vivest® PowerBeat® A3 Il defibrillatore semiautomatico Vivest® PowerBeat® A3 è dotato di uno schermo a colori LCD da 5 pollici che fornisce le istruzioni visive all’utente mentre la guida vocale fornisce condizioni preliminari rapide, efficaci e sicure per le misure di emergenza pre-ospedaliere. Il dae Vivest® PowerBeat® A3 è estremamente utile anche per gli utenti ipovedenti e non udenti. #### Defibrillatore Trainer – Prestan AED Trainer PLUS adulti e pediatrico Defibrillatore didattico DAE Trainer adulti e pediatrico Prestan, in lingua italiana adatto per tutti i manichini. Elettrodi adesivi di lunga durata, con sensori di posizionamento sul manichino. Linee guida aggiornate alle più recenti indicazioni AHA e ERC. #### Defibrillatore trainer – Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico Gli speciali elettrodi  PAD SENSING SYSTEM sono dotati di sensori di posizionamento sul manichino. L’AED UltraTrainer è un simulatore  AED trainer FULL OPTIONAL compatto e leggero dotato di opzioni di personalizzazione complete che si adattano a qualsiasi scenario di formazione. Questo trainer AED simula un’esperienza di addestramento dal vivo tra le più complete e realistiche in commercio, con tutta la qualità, la convenienza e la durata che ci si aspetta da PRESTAN. Defibrillatore DAE Trainer adulti e pediatrico Prestan in lingua italiana adatto per tutti i manichini. Elettrodi adesivi di lunga durata – Fino a 100 applicazioni Lingua: Italiano/Inglese Linee guida aggiornate alle più recenti indicazioni AHA e ERC. #### Defibrillatore trainer – Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico – Kit da 4 KIT composto da 4 Defibrillatori trainer per addestramento BLS-D- Prestan AED UltraTrainer adulti e pediatrico. L’AED UltraTrainer è un simulatore  AED trainer FULL OPTIONAL compatto e leggero dotato di opzioni di personalizzazione complete che si adattano a qualsiasi scenario di formazione. Questo trainer AED simula un’esperienza di addestramento dal vivo tra le più complete e realistiche in commercio, con tutta la qualità, la convenienza e la durata che ci si aspetta da PRESTAN. Dotato di elettrodi  PAD SENSING SYSTEM con sensori di posizionamento sul manichino per addestramento ultra realistico. Defibrillatore DAE Trainer adulti e pediatrico Prestan in lingua italiana adatto per tutti i manichini. Elettrodi adesivi di lunga durata – Fino a 100 applicazioni Lingua: Italiano/Inglese Linee guida aggiornate alle più recenti indicazioni AHA e ERC. #### Defibrillatore Trainer Physio-Control® LIFEPAK® 1000 Defibrillatore didattico da addestramento, caratterizzato dalla stessa forma e avente le stesse funzioni del defibrillatore LIFEPAK 1000 #### Defibrillatore Trainer Physio-Control® LIFEPAK® CR2 Sistema di addestramento DAE LIFEPAK CR2 con forma e funzioni identiche al vero DAE. Simula il funzionamento sia del modello automatico che semiautomatico. In conformità alle più recenti linee guida ERC/AHA.     #### Defibrillatore Trainer samaritan PAD 350P/500P con telecomando Defibrillatore Trainer Heartsine samaritan PAD 350P/500P con telecomando. #### Defibrillatore Trainer samaritan PAD 360P Defibrillatore Trainer Heartsine samaritan PAD 360P con telecomando. #### Defibrillatore trainer Vivest® PowerBeat® X1P – A1 Dispositivo per addestramento Vivest® PowerBeat® X1P – a1 con struttura e funzionalità uguali al vero DAE. Riproduce fedelmente il funzionamento reale del defibrillatore, guida l’utente con comandi vocali, indicatori led e un pannello grafico. Dotato di borsa per il trasporto. #### Defibrillatore trainer Vivest® PowerBeat® X3P – A3 Dispositivo per addestramento Vivest® PowerBeat® X3P – A3 con struttura e funzionalità uguali al vero DAE e dotato di schermo a colori LCD da 5 pollici. Riproduce fedelmente il funzionamento reale del defibrillatore, guida l’utente con comandi vocali, indicatori led e un display LCD a colori. Dotato di borsa per il trasporto. Il Vivest® PowerBeat® 3 è dotato di vari scenari di addestramento per consentire una simulazione realistica di situazioni di emergenza. Dotato di telecomando. #### Defibrillatore/monitor LIFEPAK 20e Clinicamente all’avanguardia e molto potente, il defibrillatore/monitor LIFEPAK® 20e offre ai soccorritori un impiego particolarmente intuitivo e combina in maniera intelligente la modalità DAE e la modalità manuale per consentire al team di soccorso avanzato ACLS di somministrare rapidamente e con semplicità funzioni terapeutiche avanzate. Includendo il modulo opzionale  CodeManagement Module™ è anche dotato delle funzioni di capnografia della forma d’onda e di connettività wireless per l’invio dati e consentire di gestire in modo più efficace le operazioni di rianimazione, dalla prontezza operativa fino al riesame finale. #### EASY-FILL – Sistema di riempimento gel ecografico con quattro sacche da 5 litri di gel e 5 flaconi EASY-FILL è un sistema innovativo e brevettato per il riempimento del gel ecografico, progettato per studi medici ed ecografisti che vogliono ridurre costi e impatto ambientale. Il kit include quattro sacche da 5 litri di gel e cinque flaconi riutilizzabili, garantendo praticità, igiene e risparmio nel lavoro quotidiano. Grazie al bocchettone universale compatibile con le principali sacche di gel, EASY-FILL consente di ricaricare i flaconi in modo rapido e pulito, eliminando sprechi e ottimizzando la gestione del magazzino. Riduce fino al 75% il consumo di plastica rispetto ai flaconi monouso, offrendo una soluzione ecologica e conveniente. #### ECG 12 canali 12 derivazioni interpretativo. Con stampante e batteria. ECG Biocare iE12A Elettrocardiografo 12 canali 12 derivazioni, interpretativo con display a colori da 8.9″ touch screen . Stampa su carta termica da 210 mm. Dotato di batteria ricaricabile  per 3 ore di utilizzo in continuo. Garanzia 2 anni   #### Elettrocardiografo 12 derivazioni 3 canali interpretativo – Biocare iE 300 ECG Biocare iE-300 Elettrocardiografo 3 canali 12 derivazioni, interpretativo con display a colori da 5″. Stampa su carta termica da 80 mm. Dotato di batteria ricaricabile. Garanzia 2 anni   #### Elettrocardiografo portatile 1 canale 12 derivazioni – Contec100G Elettrocardiografo portatile 12 derivazioni 1 canale con stampante e schermo LCD a colori. Batteria ricaricabile (più di 50 esami per ricarica) #### Elettrocardiografo portatile 3 canali 12 derivazioni – Contec 300G Elettrocardiografo portatile 12 derivazioni 3 canali con stampante e schermo LCD a colori. Batteria ricaricabile che consente più di 150 esami per ricarica #### Elettrodi Defibrillatore PHILIPS Heartsart FRX – Adulto e Pediatrico Elettrodi per defibrillatore Philips HeartStart FRx – Smart II Gli elettrodi sono per adulti e pazienti pediatrici ( se abbinati alla chiave pediatrica) Classificazione Nazionale dei Dispositivi medici (CND): C020401 Repertorio dei dispositivi medici (RDM): 173766 #### Elettrodi CLIP-ON per trainer LIFEPAK 1000 Kit piastre monouso  PER TRAINING PER TRAINER 1000 #### Elettrodi defibrillatore Philips Heartstart FR2 – Adulto Piastre per defibrillatore Philips Heartstart FR2 Classificazione Nazionale dei Dispositivi medici (CND): C020401  Repertorio dei dispositivi medici (RDM): 173766 #### Elettrodi defibrillatore Philips Heartstart FR3 – Adulto e Pediatriche Piastre elettrodi per defibrillatore Philips Heartstart FR3 –  Smart pads III – Adulto e Pediatriche Queste placche sono utilizzabili anche per l’uso pediatrico se combinate alla chiave pediatrica. Classificazione Nazionale dei Dispositivi medici (CND): C020401  Repertorio dei dispositivi medici (RDM): 173766 #### Elettrodi defibrillatore Philips HS1 – Adulti Cartuccia elettrodi originale  ricambio adulto per defibrillatore Philips HS1 per pazienti adulti (di età superiore agli 8 anni, oppure di peso corporeo superiore a 25Kg.). Durata: Circa 2 anni Classificazione Nazionale dei Dispositivi medici (CND): C020401  Repertorio dei dispositivi medici (RDM): 173766 #### Elettrodi di ricambio LIFEPAK trainer – 5 coppie Confezione da n. 5 coppie di piastre adesive pediatriche per Trainer. Kit elettrodi pediatrici trainer per defibrillatori LIFEPAK® CR PLUS Trainer , LIFEPAK 500 Trainer, e  LIFEPAK 1000 Trainer.     #### Elettrodi di ricambio per AED Ultra Trainer Prestan – 1 coppia 1 coppia di PAD adesivi per addestramento originali per AED Ultra Trainer Prestan con sensori di posizionamento su torace  Sensing System. Per adulto e bambino #### Elettrodi di ricambio per Prestan AED Trainer PLUS – 1 coppia 1 coppia di elettrodi  adesivi per addestramento originali per Prestan AED Trainer PLUS con sensori di posizionamento su torace  Sensing System. Per adulto e bambino #### Elettrodi di ricambio per Trainer LIFEPAK CR2 Elettrodi sostitutivi  di addestramento mancanti o danneggiati per il sistema di addestramento LIFEPAK® CR2. Il set è composto da cinque (5) coppie di elettrodi adesivi per l’addestramento del DAE riutilizzabili. Gli elettrodi adesivi in plastica non conducono alcuna energia. #### Elettrodi e batteria defibrillatori Physio Control Lifepak CR Plus / Express (Charge Pak + Quik Pak) Kit batteria/elettrodi defibrillatori Lifepak Cr Plus /Express di Physio Control. Scadenza dei consumabili: 22/12/2025 #### Elettrodi ECG a francobollo – 34x13mm – Neonatale – Radiotrasparente – connessione a linguetta – FIAB F3001NECG Elettrodo monouso, 23×34 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a linguetta, per pazienti pediatrici e neonatali, gel solido, radiotrasparente – Idonei per il collegamento a cavetti con terminale a coccodrillo. Confezionamento: BOX da 1040 pz Scadenza: 36 mesi dalla data di produzione   #### Elettrodi ECG a francobollo – 34x23mm – Radiotrasparente – connessione a linguetta – FIAB F3002ECG Elettrodi ECG monouso, 23×34 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a linguetta, per adulti e bambini gel solido, radiotrasparente Confezionamento: 500 elettrodi ( 5 buste da 100 elettrodi) #### Elettrodi ECG Fiab – F9089/100 – 36×45 mm Elettrodi ECG monouso, 36×45 mm (ovale), sensore in Ag/AgCl, connessione a clip, supporto in FOAM, gel solido, per adulti Confezionamento: BOX da 2000 elettrodi (20 buste da 100 pezzi)   #### Elettrodi ECG monouso adulto/pediatrico – 28×44 mm, gel liquido, femmina 4 mm – F9047/4FL Elettrodo monouso, universale adulto/pediatrico 28×44 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione femmina 4 mm, supporto in FOAM Confezionamento: BOX da 1000 elettrodi #### Elettrodi ECG Monouso in Gel liquido- 36×40 mm – FIAB Elettrodi ECG monouso per elettrocardiografi in FOAM GEL liquido con sensore in Ag/AgCL (Argento/Argento Cloruro) e clip in acciaio inox. Paziente: Adulto #### Elettrodi ECG Monouso in Gel solido – 28×44 mm – FIAB Elettrodi ECG monouso per elettrocardiogramma in GEL solido con sensore in Ag/AgCL (Argento/Argento Cloruro) e clip in acciaio. Paziente: Adulto e pediatrico #### Elettrodi ECG monouso in TNT – Ø 55mm – FIAB F2080 Elettrodo monouso, Ø 55 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip, supporto in TNT, gel solido, per adulti Confezionamento: BOX da 1200 pezzi (24 buste da 50 pezzi) #### Elettrodi ECG monouso ovali a clip – 48×50 mm – FIAB F9067 Elettrodo monouso, 48×50 mm (ovale), sensore in Ag/AgCl, connessione a clip, supporto in FOAM, gel liquido, per adulti, gel liquido Confezionamento: BOX da 1200 elettrodi ( 24 buste da 50 elettrodi) #### Elettrodi ECG monouso pediatrici in TNT – Ø 40 mm – Connessione a CLIP – Gel Solido – FIAB F2080P Elettrodi ECG  monouso, Ø 40 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip, supporto in TNT, gel solido, pediatrico Confezionamento: BOX da 1200 elettrodi (24 buste da 50 pezzi) #### Elettrodi ECG monouso, 28×44 mm, Adulto/Pediatrico sensore Ag/AgCl, – Fiab F9047/4F Elettrodi ECG, 28×44 mm, Adulto e pediatrico sensore in Ag/AgCl, connessione femmina 4 mm, supporto in FOAM, gel solido. Confezionamento:  BOX da 1000 elettrodi (20 buste da 50 pezzi) #### Elettrodi ECG monouso, 48×50 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip, in FOAM, gel solido, per adulti. Elettrodi ECG FIAB in GEL solido con sensore in Ag/AgCl (Argento/Argento Cloruro) e clip in acciaio inox. Gli elettrodi monouso per ECG FIAB sono adatti alla registrazione di elettrocardiogramma a riposo o durante prove da sforzo e per Holter, applicandoli direttamente sulla superficie della pelle. Il sensore in Ag/AgCl fornisce un tracciato ECG stabile e affidabile. Confezionamento: BOX da 1200 elettrodi (24 buste da 50 pezzi) #### Elettrodi ECG pediatrici – Connessione a CLIP- Ø 40 mm – FIAB F9060P Elettrodi ECG  pediatrici monouso, Ø 40 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip, supporto in FOAM, gel solido, pediatrico Confezionamento: BOX da 1200 elettrodi (24 buste da 50 pezzi) #### Elettrodi ECG pediatrici 26x26mm in FOAM – FIAB PG10C Elettrodo pediatrico e neonatale per ECG ed elettrostimolazione Elettrodo tondo monouso con gel solido e captatore Ag/AgC Confezioni: Box da 600 elettrodi Collegamento a Clip Diametro: 26mm Compatibile con tutti gli apparecchi in commercio dotati di cavetteria con connessione a snap. #### Elettrodi ECG Pediatrici, FIAB – F2017P – Ø 42 mm – Clip decentrata Elettrodo monouso, Ø 50 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip decentrata, supporto in FOAM, gel liquido, per adulti. Confezionamento: BOX da 1000 pezzi (20 buste da 50 pezzi) #### Elettrodi ECG radiotrasparenti adulti – FIAB F9069RM – 42mm x 45mm Elettrodo monouso radiotrasparente e amagnetico, adatto per TAC RMN e procedure radiologiche, con gel ad elevata conduttività, elemento sensibile in Ag/AgCI, con buona tenuta anche su cute non preparata. Connessione a clip/bottone. Supporto in Foam di grado medicale idrorepellente ad alta adesività. Box da 1200 elettrodi ( 24 buste ) -Collegamento a Clip in carbonio radiotrasparente -Dimensione: 42mm x 45mm #### Elettrodi ECG, FIAB – F2017 – Ø 50 mm, per adulti Elettrodo monouso, Ø 50 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip decentrata, supporto in FOAM, gel liquido, per adulti. Confezionamento: BOX da 1000 elettrodi (20 buste da 50 pezzi)   #### Elettrodi pediatrici defibrillatore Philips HS1 Cartuccia con coppia di elettrodi per bambini originale per defibrillatore Philips HS1 Per pazienti pediatrici (di età < 8 anni, oppure di peso < 25Kg.). Durata: 2 anni Classificazione Nazionale dei Dispositivi medici (CND): C020401  Repertorio dei dispositivi medici (RDM): 173766 #### Elettrodi pediatrici EDGE System RTS con connettore QUIK-COMBO Elettrodi pediatrici Physio-Control per defibrillatori Esclusivamente per l’utilizzo con monitor/defibrillatori in modalità manuale; LIFPAK 12, LIFEPAK 15, LIFEPAK 20     #### Elettrodi per defibrillatore semiautomatico Vivest® PowerBeat® X1P e X3P – A1 e A3 Elettrodi per dae Vivest® PowerBeat® X1P e X3P – A1 e A3 #### Elettrodi per LIFEPAK CR2 Vassoio con elettrodi QUIK STEP di ricambio per defibrillatore Physiocontrol LIFEPAK CR2 di Stryker   #### Elettrodi per trainer DAE Vivest® PowerBeat® X1P – X3P – ViVest A1-A3 Elettrodi riutilizzabili per trainer Vivest® PowerBeat® X1P e X3P – ViVest A1 – A3 Adulto e pediatrico. #### Elettrodo monouso, Ø 60 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip decentrata, supporto in FOAM, gel liquido, per adulti – 30 Pezzi Elettrodi ECG monouso, Ø 60 mm, sensore in Ag/AgCl, connessione a clip decentrata, supporto in FOAM, gel liquido, per adulti Confezionamento: Box da 1200 elettrodi #### Face Shield per manichino addestrativo Practi-MAN – Confezione da 50 pezzi Face Shield per manichino addestrativo Practi-MAN. #### Fascia per trazione femore e arti – Traction Splint Il Traction Splint è progettato per essere utilizzato su quei pazienti con una sospetta frattura dell’arto. Un uso corretto può ridurre il dolore e i danni causati dalla frattura Questo tutore per trazione trazione può essere usato per trattare gravi fratture del tronco centrale del femore ma anche fratture di altri arti.   #### Fermacapo universale per barelle e tavola spinale Fermacapo universale per barelle e tavola spinale. Materiale: Schiuma ad alta densità con rivestimento idrorepellente #### Garza emostatica – Chito Gauze® XR Pro Garza emostatica progettata per controllare emorragie da moderate a molto gravi impregnata di chitosano piegata a soffietto. La medicazione presenta una striscia radioopaca che ne facilita l’identificazione durante l’indagine a raggi X. Il chitosano è un polisaccaride biocompatibile presente in natura le cui proprietà emostatiche potenziano la capacità della garza medica di controllare il sanguinamento. Il consistente strato di chitosano, applicato in modo uniforme sulla garza consente un’interazione ottimale con la ferita per il controllo efficace del sanguinamento. Il chitosano riduce ulteriormente le emorragie aiutando il cerotto ad adattarsi al sito della ferita fornendo nel contempo una barriera fisica che impedisce il sanguinamento. Questo meccanismo d’azione supporta la coagulazione localizzata all’interno della garza e su di essa per fermare il sanguinamento in modo rapido e indipendentemente dalla cascata della coagulazione. Il cerotto si adatta subito alle superfici della ferita con geometrie complesse per consentire un efficace tamponamento del sanguinamento. #### Garza per ustioni 10×10 cm BURNFREE sterile 1 Garza per ustioni 10x10cm – Non si attacca alla pelle. #### Gel igienizzante mani base alcolica: 70% – 500 ml 500ml gel igienizzante mani base idro-alcolica.  Alcool: 70% – Flacone con erogatore. IVA 5% -Articolo 124 del “decreto rilancio” #### Gel per ustioni Burnshield – 10 bustine Gel in bustina per ustioni, bruciature, scottature ed ustioni solari. conf. 10 pezzi. #### Heartsine Gateway Wi-Fi – Modulo per telecontrollo defibrillatori samaritan PAD HeartSine Gateway™  è un dispositivo compatibile con tutti i defibrillatori samaritan PAD che permette  grazie alla connesione Wi-Fi di comunicare con la piattaforma di monitoraggio DAE  LIFELINKcentral™ e di gestire uno o molteplici defibrillatori samaritan PAD installati in uno o più siti, ricevendo informazioni da remoto sullo stato di ogni singolo DAE.     #### Imbracatura sollevamento per barella basket Imbracatura utilizzabile per il sollevamento ed il trasporto della barella Basket BAR018 e BAR019 Lunghezza minima 1116 mm – Lunghezza massima 1670 mm – Resistenza massima dell’imbracatura 1700 kg Portata massima complessiva 278 kg #### Imbragatura a ragno per tavola spinale Imbragatura a ragno per il bloccaggio dell’infortunato sulla tavola spinale. Ci sono 10 punti di fissaggio in nylon con chiusure con velcro. Fornita con custodia. #### Kit apprendimento BLSD con APP gratuita – samaritan PAD V trainer URL: https://www.emd112.it/prodotto/kit-apprendimento-blsd-con-app-gratuita-samaritan-pad-v-trainer/ #### Kit completo per intervento con defibrillatore Kit completo per intervento con defibrillatore. #### Kit completo per la rianimazione cardiopolmonare RCP Kit completo per la rianimazione cardiopolmonare RCP. #### Kit da 4 Manichini RCP adulti – Prestan Ultralite con Feedback RCP Kit da 4 Manichini RCP per addestramento alla rianimazione cardio polmonare forniti con pratica borsa da trasporto multi manichino. Prestan Ultralite è un Manichino compatto, leggero e portatile. Ideale per l’addestramento virtuale, in viaggio o corsi di formazione con molti partecipanti. Manichini dotati di sistema di Feedback RCP tramite LED luminoso multi-colore. Questo manichino durevole offre una soluzione conveniente per l’addestramento RCP, con tutta la qualità e il realismo che ti aspetti da PRESTAN. #### Kit defibrillatore completo di accessori – Io sono connesso Kit completo per una postazione di defibrillazione DAE ideale per cardio proteggere ambienti come uffici, società sportive, aziende, hotel e tutti quei luoghi dove il defibrillatore non è esposto ad agenti atmosferici e temperature sotto gli 0° C. Il Kit comprende: Un defibrillatore semiautomatico samaritan PAD  350P –  versione connessa  Un armadietto murale da interni Arky Inside bianca Una targa con algoritmo di intervento – 38×38 cm – Forex Un set di 5 cartelli di segnalazione presenza DAE  Kit completo per intervento con defibrillatore #### Kit defibrillatore completo di accessori – Io sono samaritan Kit completo per una postazione di defibrillazione DAE ideale per cardio proteggere ambienti come uffici, società sportive, aziende, hotel e tutti quei luoghi dove il defibrillatore non è esposto ad agenti atmosferici e temperature sotto gli 0° C. Il Kit comprende: Un defibrillatore semiautomatico samaritan PAD  350P Un armadietto murale da interni Arky Inside bianca Una targa con algoritmo di intervento – 38×38 cm – Forex Un set di 5 cartelli di segnalazione presenza DAE  Kit completo per intervento con defibrillatore #### Kit didattico per centri di formazione BLS-D/RCP – 4 postazioni Kit didattico per centri di formazione BLS-D/RCP – 4 postazioni. #### Kit famiglia di manichini RCP – Prestan professional con Feedback RCP KIT di manichini  Prestan professional comprende: un manichino Prestan professional adulto con Feedback RCP elettronico LED, un manichino Prestan professional bambino con Feedback RCP elettronico LED un manichino Prestan professional neonato con Feedback RCP elettronico LED #### kit per il trattamento di pneumotorace Iperteso e aperto – Promo Bundle Kit progettato per il trattamento del pneumotorace iperteso,  del pneumotorace aperto e la prevenzione del pneumotorace tensivo causato da colpi d’arma da fuoco, ferite da taglio o altri traumi toracici penetranti. Il KIT è composto da: 1 Ago da decompressione pneumotorace – Russel Pneumofix 11 1 Cerotto per pneumotorace esterno – Russell Chest Seal® #### kit per il trattamento di pneumotorace Iperteso e aperto – Promo Bundle 2 Kit progettato per il trattamento del pneumotorace iperteso,  del pneumotorace aperto e la prevenzione del pneumotorace tensivo causato da colpi d’arma da fuoco, ferite da taglio o altri traumi toracici penetranti. Il KIT è composto da: 1 Ago da decompressione pneumotorace – Russel Pneumofix 11 1 Cerotto per pneumotorace esterno – Russell Chest Seal® 1 Ago per decompressione pneumotorace – TPAK #### kit per il trattamento di pneumotorace Iperteso e aperto – Promo Bundle 3 Kit progettato per il trattamento del pneumotorace iperteso,  del pneumotorace aperto e la prevenzione del pneumotorace tensivo causato da colpi d’arma da fuoco, ferite da taglio o altri traumi toracici penetranti. Il KIT è composto da: 1 Cerotto per pneumotorace esterno – RUSSELL CHEST SEAL 1 Ago per decompressione pneumotorace – TPAK #### Kit piastre pediatriche defibrillatori trainer LIFEPAK – Kit completo Kit elettrodi pediatrici trainer per defibrillatori LIFEPAK® CR PLUS Trainer , LIFEPAK 500 Trainer, e  LIFEPAK 1000 Trainer.     #### Kit piastre per trainer LIFEPAK CR Plus / EXPRESS Confezione da 5 coppie di piastre riutilizzabili QUIK-PAK per adulti per defibrillatori LIFPAK Trainer.       #### Kit piastre per trainer LIFEPAK CR Plus / EXPRESS – Versione con cavo e custodia KIT Piastre QUIK-PAK per adulti per LPCR Trainer riutilizzabili. Confezione composta da cavo, 5 coppie di piastre adesive e custodia in alluminio riutilizzabile. Le piastre da training possono essere riutilizzate per circa 30 applicazioni. – Quantità: 5 coppie #### Kit pronto soccorso allegato 2 base Kit pronto soccorso con borsa in nylon 600D, imbottita, colore rosso con maniglia e tracolla, chiusura con cerniera, stampa in bianco “pronto soccorso” in 6 lingue. Contenuto a norma del DM 388 del 15/07/2003 allegato 2 e D.L. 81 del 09/04/08 art.45. Per aziende o unità  produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A. L’art.2 punto 5 del DM 388 del 15.7.2003 prevede che il contenuto di cui all’allegato 2 deve essere fornito ai lavoratori che operano in luoghi diversi dalla sede aziendale o unità produttiva. #### Kit ustioni con valigetta Cassetta pronto soccorso ustioni per aziende, mezzi di trasporto, ristoranti, cucine, e dove esista il rischio di ustioni. Contiene l’occorrente per una prima medicazione d’emergenza. Fornito in valigetta colore bianco realizzata in polipropilene antiurto con maniglia per trasporto, chiusura con 2 clips.   #### Laccio emostatico – SWAT-T™ Tourniquet Il laccio emostatico SWAT-T™ Tourniquet (Stretch, Wrap and Tuck Tourniquet) è un dispositivo medico di emergenza multiuso che può essere utilizzato con un addestramento minimo come laccio emostatico, medicazione a pressione o fascia elastica. La sua facilità di applicazione è uno dei suoi maggiori vantaggi; gli individui possono applicare efficacemente lo SWAT-T™ in pochi secondi con poco o nessun addestramento precedente. E a un terzo del costo e del peso di altri lacci emostatici da combattimento, lo SWAT-T™ è una fornitura medica essenziale per qualsiasi kit di pronto soccorso. È stato progettato specificamente per le squadre di armi e tattiche speciali militari e civili. Sono trasportati da EMS, agenti delle forze dell’ordine, nonché all’estero da appaltatori, personale medico e non medico delle operazioni federali, convenzionali e speciali. #### LIFEPAK® 1000 TRAINER – 5 coppie di piastre monouso. Confezione 5 coppie di elettrodi monouso adulti di ricambio per defibrillatore trainer Physiocontrol Lifepak 1000 di Stryker.   #### LIFEPAK® 1000/500 TRAINER – 5 coppie di piastre e cavo Piastre per adulti per training riutilizzabili. Confezione composta da cavo e 5 coppie di piastre adesive. Le piastre da training possono essere riutilizzate per circa 30 applicazioni. Compatibili con tutti i dispositivi LIFEPAK dotati di connessione QUIK-COMBO. – Misura: 5 coppie   #### LUCAS 3 – Sistema di compressione toracica Il Sistema per Compressioni Toraciche LUCAS® nasce per aiutare i soccorritori in caso di arresto cardiaco. Il massaggiatore meccanico automatico LUCAS® è un dispositivo che, una volta posizionato correttamente sul torace della persona colpita da Arresto Cardiaco Improvviso, esegue il massaggio cardiaco in maniera meccanica automatica e soprattutto, a regola d’arte.     #### Manichino BLS lattante – Practy-Baby Manichino pediatrico lattante pbls rcp neonato miglior prezzo completo di accessori e borsa. #### Manichino BLS Lattante con Feedback CPR – Prestan Professional MANICHINO PRESTAN NEONATALE PER TRAINING BLS-D con Feedback delle compressioni Manichino pediatrico per addestramento PBLS PBLS-D leggero e di qualità Include borsa da trasporto utilizzabile come tappetino per le ginocchia. Spie luminose per il controllo della frequenza Clicker acustico per il controllo della profondità Grazie al design del torace con apertura a conchiglia, è possibile sostituire facilmente e rapidamente le vie aeree. 3 Anni di Garanzia   #### Manichino RCP adulti – Prestan series 2000 con App Bluetooth Manichino RCP dotato di sistema di Feedback Bluetooth tramite APP gratuita per smartphone “PRESTAN CPR Feedback” In combinazione con il tradizionale sistema di luci di feedback CPR di PRESTAN, il Prestan Series 2000 offre una soluzione di formazione unica e dual-purpose che offre agli istruttori la possibilità di eseguire l’addestramento con feedback RCP di base o avanzato. Il manichino è dotato di sensori in grado di monitorare monitorare  compression rate, profondità, contraccolpo, le ventilazioni e tempo di rilascio (hands-off.) L’APP consente agli istruttori di fornire una formazione completa sulla RCP monitorando le prestazioni della RCP per un massimo di sei (6) studenti alla volta. Questa app è inoltre dotata di una funzione di reporting che consente di scaricare i risultati dell’allenamento RCP direttamente dall’ APP.   #### Manichino RCP adulti – Prestan Ultralite con Feedback Monitor Manichino RCP per addestramento BLS e BLSD alla rianimazione cardio polmonare compatto, leggero e portatile. Ideale per l’addestramento per corsi di formazione con molti partecipanti. Dotato di Feedback RCP tramite LED luminoso multi-colore conforme alle più recenti linee guida AHA e ERC. Questo manichino durevole offre una soluzione conveniente per l’addestramento RCP, con tutta la qualità e il realismo che ti aspetti da PRESTAN.     #### Manichino RCP adulto – Prestan Professional con Feedback Monitor/Clicker Manichino professionale per addestramento RCP realistico alla vista e al tatto con Feedback delle compressioni tramite monitor LED e Click Progettati per fornire a ogni studente un’esperienza di formazione reale insieme al tasso di compressione immediata e al feedback di profondità, i manichini PRESTAN aiutano gli istruttori a costruire la fiducia nei loro studenti quando insegnano abilità di RCP di alta qualità.   #### Manichino RCP gonfiabile BLSD BLS – Laerdal Mini Anne Manichino didattico per  RCP BLSD BLS – Laerdal Mini Anne – Adatto a scuole e grandi gruppi di persone. #### Manichino RCP pediatrico – Prestan Professional con Feedback Monitor/Clicker Il manichino PRESTAN Professional pediatrico è progettato per assomigliare a un bambino rispetto a un adulto, con strutture corporee meno prominenti e tratti facciali più morbidi e infantili. È più piccolo e più sottile del manichino professionale per adulti PRESTAN, ma è comunque realistico alla vista e al tatto, con le stesse funzioni di feedback della RCP del manichino professionale per adulti. Progettati per fornire a ogni studente un’esperienza di formazione reale insieme al tasso di compressione immediata e al feedback di profondità, i manichini PRESTAN aiutano gli istruttori a costruire la fiducia nei loro studenti quando insegnano la rianimazione.   #### Maschera di ventilazione con custodia rigida Maschera di ventilazione con custodia rigida. #### Maschera orononasale in silicone cal. 0 Maschera ambu  orononasale riutilizzabile in silicone autoclavabile. Cal.0. #### Maschera orononasale in silicone cal. 1 Maschera ambu  orononasale riutilizzabile in silicone autoclavabile. Cal.1. #### Maschera orononasale in silicone cal. 2 Maschera ambu  orononasale riutilizzabile in silicone autoclavabile. Cal.2. #### Maschera orononasale in silicone cal. 3 Maschera ambu  orononasale riutilizzabile in silicone autoclavabile. Cal.3. #### Maschera orononasale in silicone cal. 4 Maschera ambu  orononasale riutilizzabile in silicone autoclavabile. Cal.4. #### Maschera orononasale in silicone cal. 5 Maschera ambu  orononasale riutilizzabile in silicone autoclavabile. Cal.5. #### Maschera orononasale pvc cal. 0 Maschera ambu orononasale in pvc. Cal. 0. #### Maschera orononasale pvc cal. 1 Maschera ambu orononasale in pvc. Cal. 1. #### Maschera orononasale pvc cal. 2 Maschera ambu orononasale in pvc. Cal. 2. #### Maschera orononasale pvc cal. 3 Maschera ambu orononasale in pvc. Cal. 3. #### Maschera orononasale pvc cal. 4 Maschera ambu orononasale in pvc. Cal. 4. #### Maschera orononasale pvc cal. 5 Maschera ambu orononasale in pvc. Cal. 5. #### Maschera ossigeno con reservoir – Adulti Maschera ossigeno morbida ad alta concentrazione completa di sacchetto e tubo di collegamento antischiacciamento, per adulti. Vendute imbustate singolarmente o in BOX da 100 imbustate singolarmente. #### Maschera ossigeno media concetrazione con tubo 2,1 M Maschera ossigenoterapia morbida a media concentrazione completa di tubo di collegamento anti schiacciamento, per adulti Vendute imbustate singolarmente o in BOX da 100 imbustate singolarmente. #### Monitor/Defibrillatore LIFEPAK 15 – v4 Il Monitor/defibrillatore LIFEPAK® 15 rappresenta lo standard nei dispositivi di emergenza ALS (Advanced Life Support) da oltre 60 anni, all’avanguardia nell’innovazione clinica, nell’operatività e nelle caratteristiche di robustezza. Il LIFEPAK 15 è il monitor/defibrillatore Physio-Control più all’ avanguardia per la risposta all’ emergenza e combina le più sofisticate tecnologie con una estrema facilità d’uso. Evolvendosi dalla sua piattaforma originale, il 15 si arricchisce di nuove funzionalità. Il 15 offre tecnologie cliniche all’avanguardia con un’ampia gamma di funzioni, disponibile in 30 diverse configurazioni. #### NCPAP – Easyflow. Sistema di ventilazione non invasiva per la neonatologia Sistema di ventilazione non invasiva per la neonatologia – Easyflow NCPAP Fritz Stephan GmbH ha sviluppato il sistema EasyFlow nCPAP appositamente per i neonati. Questo accessorio di NCPAP monouso è già impiegato nell’ 80% degli ospedali in Germania ed è disponibile in varie versioni che gli permettono di adattarsi all’anatomia dei bambini neonati e prematuri. IVA 5% – Articolo 124 del “decreto rilancio” #### Otoscopio ricaricabile LUXASCOPE LED 3.7 V Innovativo otoscopio tascabile progettato e realizzato interamente in Germania, con avanzata tecnologia a LED che assicura una durata di 100mila ore di funzionamento continuativo. #### Pacco di reintegro allegato 2 base per cassette pronto soccorso Reintegro cassetta pronto soccorso allegato 2 maggiorato, aziende con massimo 2 dipendenti gruppo C. #### Pacco di reintegro base allegato 1 per cassette pronto soccorso – Con sfigmomanometro Reintegro cassetta pronto soccorso allegato 1, aziende con 3 o più dipendenti gruppo A,B. CON SFIGMOMANOMETRO. #### Pacco di reintegro base allegato 1 per cassette pronto soccorso – Senza sfigmomanometro Reintegro cassetta pronto soccorso allegato 1, aziende con 3 o più dipendenti gruppo A,B. SENZA SFIGMOMANOMETRO. #### Pacco di reintegro maggiorato allegato 1 per cassette pronto soccorso – Senza sfigmomanometro Reintegro cassetta pronto soccorso allegato 1 maggiorato, aziende con 3 o più dipendenti gruppo A,B. SENZA SFIGMOMANOMETRO. Per aziende del gruppo A e B e comunque con tre e più lavoratori. Per rispettare il DM 388 è necessario integrare il contenuto con lo sfigmomanometro che in questo pacco non è compreso.  #### Pad-Pak didattico per defibrillatore Trainer samaritan PAD 350P/500P e 360P Cartuccia Pad-Pak didattico per defibrillatori Trainer con sistema di riavvolgimento filo elettrodi. #### Pallone AMBU di rianimazione in PVC per adulti Pallone AMBU di rianimazione in PVC per adulti, 1600ml. Sterilizzabile. Questo prodotto è stato sostitito dal pallone AMBU codice: EMD-PRM065 #### Pallone ambu in silicone per adulti, sterilizzabile Pallone ambu in silicone per adulti riutilizzabile. 1600ml, completo. #### Pallone ambu in silicone per bambini, sterilizzabile Pallone ambu in silicone per bambini riutilizzabile. 1600ml, completo. #### Pallone rianimazione Ambu adulti con maschera, reservoire e tubo ossigeno Pallone Ambu adulti monouso con maschera, reservoire, tubo ossigeno. #### Pallone rianimazione Ambu pediatrico con maschera, reservoire e tubo ossigeno Pallone Ambu pediatrico  PVC con maschera, sacca reservoire, tubo ossigeno. #### Pannello defibrillatore per teche a muro- 70×100 cm – Forex Pannello murale in forex per defibrillatori DAE. Armadietto per la custodia del defibrillatore DAE non incluso. #### Piantana con armadietto per defibrillatori DAE Piantana con teca per defibrillatori EMD-BOX040. #### Piastre adulto per defibrillatori Physio- Control, Bexen Cardio, Mindray, Cardioline, Comen. Elettrodi defibrillatore adulto  modello compatibile equivalente certificato Marca: FIAB. Elettrodi compatibili con defibrillatori Physio- Control, Bexen Cardio, Mindray, Cardioline, Comen. Lista completa compatibilità nella scheda ” Caratteristiche ” sottostante #### Piastre adulto Quik Combo Redi-Pak per defibrillatori Lifepak Physiocontrol Piastre adulto Lifepak. QUIK-COMBO REDI-PAK- Originali. Compatibilità Likepak 12 – Lifepak 15 – Lifepak 20 – Lifepak 20e – Lifepak  500 – Lifepak  1000. #### Piastre pediatriche per defibrillatori Lifepak CR Plus / Express / 1000 / 500 Elttrodi pediatrici Infant/child per defibrillatori Physiocontrol LIFEPAK Elettrodi per defibrillazione neonatale/pediatrici con riduttore di energia. #### Piastre pediatriche per defibrillatori Lifepak CR Plus / Express / 1000 / 500 – Versione compatibile Fiab F7952WPL Elettrodi pediatrici Infant/child per defibrillatori Physiocontrol LIFEPAK – Modello compatibile equivalente certificato Marca: FIAB. Codice Physio-Control: 11101-000016 Elettrodi per defibrillazione neonatale/pediatrici con riduttore di energia – Preconnettibili Pazienti <8 Kg <25Kg peso Compatibilità modelli defibrillatori:  Lifepak CR PLUS – Lifepak Express -Lifepak  500 – Lifepak  1000. #### Piastre rigide defibrillatore LIFEPAK 15 – 11130-000065 Piastre rigide standard per LIFEPAK 15 Numero Repertorio: 211939/R – Codice CND: C02040   #### Polmoncino monouso per manichino mezzobusto Practi-MAN – Confezione da 24 pezzi Polmone monouso per manichino didattico mezzobusto Practi-MAN. #### Polmoni di ricambio per manichino Prestan Professional adulto – Confezione da 10 pezzi Polmoni di ricambio per manichino Prestan Professional adulto – Confezione da 10 pezzi #### Polmoni di ricambio per manichino Prestan Professional Bambino – Confezione da 10 pezzi Polmoni di ricambio per manichino Prestan Professional bambino – Confezione da 10 pezzi #### Polmoni di ricambio per manichino Prestan Professional neonato – Confezione da 10 pezzi Polmoni di ricambio per manichino Prestan Professional neonato – Confezione da 10 pezzi #### Pulsiossimetro/Saturimetro per adulti e pediatrico Pulsiossimetro/Saturimetro per adulti e pediatrico. #### Resusci Anne First Aid QCPR – Manichino didattico con Trolley Laerdal Resusci Anne QCPR – Manichino didattico corpo intero RCP – BLS – BLSD – Con Trolley. #### Resusci Anne QCPR – Testa intubabile corpo intero Manichino intubabile Laerdal Resusci Anne QCPR –  Addestramento alla RCP ad alte prestazioni per i primi soccorritori professionisti RCP – BLS – BLSD – Advanced Life Support (ALS)       #### Rivestimento del tronco per manichino mezzobusto Practi-MAN – Confezione da 4 pezzi Rivestimento del tronco sostitutivo per manichino mezzobusto Practi-MAN. #### Rivestimento del viso per manichino mezzobusto Practi-MAN – Confezione da 8 pezzi Rivestimento viso per manichino mezzobusto Practi-MAN. #### Sacchetto monouso Serres per aspiratore laerdal SACCHETTO MONOUSO SERRES REPERTORIO 107557 – CND R0599. Codice articolo: 57151. #### Sarter Kit di piastre pediatriche per LIFEPAk CR Plus / EXPRESS, LIFEPAK 500 E LIFEPAK 1000 PIASTRE PEDIATRICHE PER DEFIBRILLATORI LIFEPAK Kit composto da piastre pediatriche monouso con riduttore di energia incorporato per il monitoraggio e la defibrillazione (confezione da 1 coppia di elettrodi), custodia riutilizzabile e schede illustrative. #### Sedia portantina – Evacuation Chair Sedia portantina scendi scale per evacuazione disabili – Stryker Portata massima 227 Kg   #### Set di 5 cartelli in forex per segnalazione presenza defibrillatori DAE Set di 5 cartelli direzionali per segnalare la collocazione dei defibrillatori DAE.   #### Staffa per supporto defibrillatore da parate Staffa murale in acciaio verniciato di bianco per defibrillatori dotati di maniglia. Staffa dotata di simbolo defibrillatore adesivo.   #### Stecca per fratture arti in alluminio modellabile – Prometheus Omni Splint™ – L’Omni Splint è una stecca in schiuma a cellule chiuse malleabile con un telaio in alluminio progettata per essere utilizzata per aiutare a sostenere e immobilizzare l’arto o gli arti del paziente. Una volta che la stecca è posizionata correttamente, può essere fissata utilizzando vari meccanismi di fissaggio, compresi i nastri adesivi. Questa stecca leggera e flessibile non è realizzata con lattice di gomma naturale. Versione: Arrotolata o piegata. #### Supporto da muro per defibrillatori HeartSine Supporto da muro per defibrillatori DAE HeartSine. #### Tasca cavo ECG per borsa LIFEPAK 1000 Tasca per cavo ECG da collegare alla tracolla della borsa del LP1000 #### Tavola spinale – ZOE Tavola spinale  in politene con test per certificazione EN 1865. Compatibile con tutti i fermacapo e i sistemi di cinghie di immobilizzazione. Colore standard arancione, 100% radiotrasparente. Portata: 150 kg Dimensioni (L x P x H): 184x44x6,5 cm Peso: 7,8 kg #### Teca con telecontrollo defibrillatore – Rotaid 24/7 Teca Rotaid 24/7 con coperchio trasparente verde dotato di  sistema di riscaldamento, illuminazione led ad alta visibilità e allarme, adatta per ambienti interni o esterni. La teca è connessa alla rete mobile  3G tramite scheda sim ed è in grado di monitorare lo stato della maggior parte dei defibrillatori DAE in commercio, comunicando tramite alert e-mail ed sms ogniqualvolta viene emesso un allarme dal defibrillatore o la teca viene aperta. Tramite il suo portale web, hai accesso diretto alla tua rete di DAE e al sistema salvavita. puoi gestire e modificare il tuo sistema 24 ore su 24, 7 giorni su 7 Per usufruire dei servizi di connettività l’acquisto di ogni teca deve essere abbinato al relativo abbonamento di licenza software: ROT-1ANNO LICENZA SOFTWARE 1 ANNO PER ROTAID 24/7 115€ +iva ROT-3ANNI LICENZA SOFTWARE 3 ANNI PER ROTAID 24/7 295 +iva ROT-5ANNI LICENZA SOFTWARE 5 ANNI PER ROTAID 24/7 349 +iva #### Teca defibrillatore riscaldata e illuminata “Rotaid Solid Plus Heat” – Trasparente verde Teca per defibrillatore da esterno  riscaldata, con illuminazione a LED e allarme all’apertura. Rotaid Solid Plus Heat Led. Funzionante  a temperature fino a -20°C. #### Teca per defibrillatore da esterni/interni impermeabile “Rotaid Solid Plus” – Trasparente Verde Teca per defibrillatore impermeabile per ambienti interni ed esterni dove le temperature non scendono sotto gli 0 C°, dotata  di allarme all’apertura. Certificata IP56 #### Teca per defibrillatore da esterni/interni impermeabile “Rotaid Solid Plus” – Verde e gialla Teca per defibrillatore impermeabile per ambienti interni ed esterni dove le temperature non scendono sotto gli 0 C°, dotata  di allarme all’apertura. Certificata IP56. #### Teca per defibrillatore da interni impermeabile “Rotaid Solid Plus” – Verde e frecce rosse Teca per defibrillatore impermeabile per ambienti interni ed esterni dove le temperature non scendono sotto gli 0 C°, dotata  di allarme all’apertura. Certificata IP56 #### Teca per defibrillatore DAE – Disponibile anche con allarme a batteria e telecomando Teca per defibrillatore per utilizzo interno, disponibile anche con allarme a batteria e telecomando. #### Teca per defibrillatore riscaldata e illuminata “Rotaid Solid Plus Heat” – Verde e gialla Teca per defibrillatore da esterno  riscaldata, con illuminazione a LED e allarme all’apertura. Rotaid Solid Plus Heat Led. Funzionante  a temperature fino a -20°C. #### Teca VIVA per defibrallore Teca VIVA dotata di allarme per defibrillatori automatici e semiautomatici. Realizzata in ABS ad alta resistenza, ha un design funzionale e compatto, ottimale per proteggere il DAE ed i suoi accessori mantenendoli facilmente accessibili in caso di emergenza. #### Telecomando sostitutivo per defibrillatori Trainer samaritan PAD 350P/500P/360P Telecomando sostitutivo per defibrillatori Trainer samaritan PAD 350P e 500P della HeartSine. #### Telecomando Trainer Lifepak 1000 Telecomando di ricambio per Lifepak 1000, completo di relativo cavo. #### Telo portaferiti 190 x 75 cm portata 150kg Telo portaferiti per trasporto paziente Dimensioni 1900×750 mm portata 150 kg. #### TMT Tourniquet – Laccio emostatico tattico meccanico Il TMT™ Tourniquet (laccio emostatico tattico meccanico) è un dispositivo di controllo dell’emorragia specificamente progettato per il controllo dell’emorragia massiva degli arti. Utilizzando le lezioni apprese dal campo di battaglia, il TMT è progettato per garantire facilità di applicazione e avere un’occlusione definitiva. E’ stato pensato per poter essere anche auto-applicato, e richiede una formazione minima per trattare istantaneamente un’emorragia pericolosa. Inoltre, il TMT elimina le carenze riscontrate in altri lacci emostatici. (Possibilità di poter allentare o restringere il flusso). #### Totem per defibrillatore con teca da esterno impermeabile Totem per defibrillatore con teca da esterno per applicazione interna e esterna completa di fori di fissaggio a pavimento. Teca da esterno impermeabile inclusa dotata di resistenza agli agenti atmosferici spigoli arrotondati 1 anta a battente con chiusura a maniglia e accessorio per sigillo plastico o metallico con foro ridotto al fine di evitare l’inserimento di lucchetti e impedire il prelievo del defibrillatore in situazione di emergenza. Dotato di vetro in plexiglass Guarnizione in gomma su battuta Due robuste cerniere in zama verniciata Adesivo di identificazione DAE (incluso) Possibilità di applicazione di applicazione lucchetto. Ripiano interno teca regolabile in varie altezze. Grado protezione IP44   #### Totem per defibrillatore con teca riscaldata, ventilata e illuminata. Totem per defibrillatore da esterno completo di teca per defibrillatori DAE adatta per applicazione interna e esterna completa di fori di fissaggio a pavimento e coperchio posteriore per passaggio cavi. La teca inclusa è dotata di riscaldamento, allarme e illuminazione interna con sensore crepuscolare. Termoregolatore e ventola per estrazione aria. Attivazione automatica resistenza riscaldante con range 5-20 gradi C°. Attivazione automatica della ventola di estrazione e ricircolo a superamento di 40 gradi C°. Lampeggiamento LED rossi quando la temperatura interna è fuori dal range 5-40 gradi C°. Alimentazione 24 volt   #### Totem per defibrillatori con teca da esterno impermeabile Totem da terra di forma monolitica realizzato in lamiera zincata a doppio guscio per uso interno/esterno. Non include il defibrillatore. #### Totem per defibrillatori con teca da esterno riscaldata e illuminata Totem per defibrillatori da esterno comprensivo di teca riscaldata e illuminata. #### Totem per defibrillatori con teca da esterno Rotaid 24 7 Totem da terra di forma monolitica realizzato in lamiera zincata a doppio guscio per uso interno/esterno abbinato a Teca con telecontrollo defibrillatore – Rotaid 24/7 Teca con telecontrollo defibrillatore – Rotaid 24/7 Per usufruire dei servizi di connettività l’acquisto di ogni teca deve essere abbinato al relativo abbonamento di licenza software: ROT-1ANNO LICENZA SOFTWARE 1 ANNO PER ROTAID 24/7 115 € +iva ROT-3ANNI LICENZA SOFTWARE 3 ANNI PER ROTAID 24/7 295 € +iva ROT-5ANNI LICENZA SOFTWARE 5 ANNI PER ROTAID 24/7 349 € +iva Non include il defibrillatore. #### Totem per defibrillatori con teca da interni Totem per defibrillatori con teca da interni allarmata. #### Tourniquet – Laccio emostatico FullStop® Laccio emostatico tipo hook and loop che applica pressione incrementale a ogni rotazione. Come un’efficace medicazione compressiva, FullStop® funziona aumentando la pressione circonferenziale a ogni avvolgimento. Il materiale deve essere tirato con forza (se possibile al limite della sua elasticità) e, una volta applicato, è possibile annotare l’ora di applicazione sull’estremità del dispositivo.   #### Tourniquet – Laccio emostatico Militare arancione Laccio emostatico Tourniquet militare per emorragie degli arti superiori ed inferiori. Auto applicabile con una sola mano. Realizzato in tessuto sintetico con fibbia in materiale termoplastico e argano sicuro. Dimensioni: 95 x 4 cm. #### Trauma bag – Borsa di pronto soccorso Borsa pronto soccorso professionale completa – Trauma Bag. #### Valigetta pronto soccorso allegato 1 contenuto base – Per 3 o più lavoratori Kit di pronto soccorso trasportabile per aziende o unità produttive per 3 o più lavoratori o dipendenti che operano in luoghi diversi dalla sede aziendale o unità produttiva. #### Valigetta pronto soccorso allegato 2 contenuto base – Fino a 2 lavoratori Valigetta pronto soccorso fino a 2 lavoratori  per aziende del GRUPPO C.   #### Valigetta rigida per LIFEPAK 1000 Valigetta impermeabile per defibrillatore DAE LIFEPAK 1000 di Physiocontrol   #### Valvola di non ritorno aria per manichino mezzobusto Practi-MAN – Confezione da 8 pezzi Valvola di non ritorno aria per collegare il polmone alla testa su manichino mezzobusto Practi-MAN. #### Ventilatore polmonare EVE IN – Stephan Ventilatore polmonare per terapia intensiva di ultima generazione prodotto da Stephan® Fritz Stephan® Gmbh è un’azienda tedesca leader da oltre 50 anni nel settore medicale mondiale, concentrata sullo sviluppo di soluzioni tecniche specializzate in ventilazione, anestesiologia e fornitura di ossigeno EVE IN è utilizzato per la ventilazione invasiva e non invasiva ed è adatto anche per la ventilazione a lungo termine. EVE IN funge da respiratore per terapia intensiva e può essere utilizzato per il trasporto intra-ospedaliero. EVE IN è adatto per la ventilazione di neonati prematuri / neonati, bambini e adulti con un peso corporeo fino a 200 kg. IVA 5% – Articolo 124 del “decreto rilancio” #### Ventilatore polmonare EVE TR- Stephan Ventilatore polmonare per terapia intensiva di ultima generazione prodotto da Stephan® Fritz Stephan® Gmbh è un’azienda tedesca leader da oltre 50 anni nel settore medicale mondiale, concentrata sullo sviluppo di soluzioni tecniche specializzate in ventilazione, anestesiologia e fornitura di ossigeno Respiratore di emergenza con turbina integrata per la ventilazione dineonati, bambini e adulti con un volume di 20 – 2000 ml. (2-300 ml con modalità NEO). Unità principale con schermo touch da 8,4″ e tasti di selezione rapida per ventilazione sicura e veloce. IVA 5% – Articolo 124 del “decreto rilancio”   #### Ventilatore Polmonare neonatale EVEneo – Stephan Ventilatore polmonare trasportabile per neonati, prematuri e bambini fino a 40KG EVENEO – è indicato per l’assistenza primaria via T-piece, durante il trasporto in incubatrice trasporto o all’interno dell’unità di terapia intensiva. Supporta tutte le forme di ventilazione: pressione e volume garantiti, applicazione invasiva e non invasiva Opzioni aggiuntive come PRVC, PSV e compensazione del tubo sono facilmente attivabili Diverse manovre respiratorie possibili, inclusa la terapia ad alto flusso Cure primarie tramite T-Piece Monitoraggio costante di tutti i dati importanti: facile recupero dei parametri Rainbow basati sulla tecnologia MASIMO® come richiesto #### Zainetto contenitivo originale per defibrillatori samaritan PAD 350P/500P Zainetto contenitivo per defibrillatori samaritan PAD 350P/500P/360P. #### Zaino di primo soccorso Sherpa completo Zaino per ambulanza per soccorritori. Zaino di soccorso emergenza professionale da utilizzare in caso di interventi  in ambulanza 118, elisoccorso, pronto soccorso e ospedali. #### Zaino per defibrillatori HeartSine® samaritan PAD Zaino per attività sportive originale HeartSine® progettato per i defibrillatori samaritan PAD 350P e 500P.