Nel primo pomeriggio del giorno di Natale, a Roma, una catena di soccorso tempestiva e coordinata ha permesso di salvare la vita a un uomo di 35 anni colpito da arresto cardiaco mentre si trovava alla guida della propria auto.
Un episodio che, per dinamica e contesto, dimostra in modo concreto quanto la disponibilità immediata di un defibrillatore possa fare la differenza tra la vita e la morte.
I fatti si sono svolti intorno alle 13:00 in viale Parioli. Una pattuglia del II Gruppo Parioli della Polizia Locale di Roma Capitale è stata avvicinata da una donna in evidente stato di agitazione: il marito, improvvisamente colpito da un grave malore, era privo di sensi al volante.
Gli agenti hanno immediatamente allertato il 118 e avviato le prime procedure di emergenza, comprendendo fin da subito la criticità della situazione.
Nel frattempo, richiamati dalle richieste di aiuto, alcuni passanti si sono fermati. Tra questi, due medici che si sono qualificati e hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. A pochi istanti di distanza è giunta una seconda pattuglia della Polizia Locale, dotata di un defibrillatore semiautomatico esterno.
L’intervento combinato delle competenze mediche e del dispositivo salvavita ha consentito di ripristinare un ritmo cardiaco efficace prima dell’arrivo dei sanitari.
L’uomo è stato quindi stabilizzato dal personale del 118 e trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove è stato ricoverato per le cure necessarie.
All’interno dell’auto si trovava anche la figlia neonata della coppia.
Con il consenso della madre, gli agenti si sono presi cura della bambina, accompagnandola presso la sede del gruppo di zona e garantendole assistenza e protezione fino al ricongiungimento con la famiglia.
Un DAE del progetto di cardioprotezione per il Giubileo 2025
Il defibrillatore utilizzato durante il soccorso è uno dei dispositivi forniti da EMD112 nell’ambito del più ampio progetto di cardioprotezione attivato in vista del Giubileo 2025 per la città di Roma. Si tratta di un DAE LIFEPAK CR2, modello connesso e di ultima generazione, progettato per guidare il soccorritore passo dopo passo e per essere immediatamente operativo anche in contesti complessi e ad alta affluenza.

L’episodio di Natale rappresenta una delle prime evidenze concrete dell’impatto reale di questo piano: dispositivi accessibili, visibili e pronti all’uso, affiancati da operatori e cittadini in grado di intervenire senza esitazioni nei minuti decisivi di un arresto cardiaco.
In merito all’accaduto, l’Ing. Domizia Martelli, Sales & Technical Manager di EMD112, ha dichiarato in prima persona: “Quando parliamo di cardioprotezione non ci riferiamo a un concetto astratto, ma a situazioni reali, come quella vissuta il giorno di Natale ai Parioli. Sapere che uno dei defibrillatori installati all’interno del progetto per il Giubileo 2025 è stato determinante nel salvare una vita conferma il valore di ogni singola scelta fatta, dalla tecnologia utilizzata alla diffusione capillare dei DAE sul territorio.”
Dal salvataggio alla prevenzione, il programma Forward Hearts
A questo episodio si lega anche l’attivazione del programma Forward Hearts promosso da Stryker, produttore del defibrillatore utilizzato. Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare un evento salvavita in un’ulteriore opportunità di prevenzione: ogni volta che un defibrillatore LIFEPAK o samaritan viene impiegato con successo per salvare una persona, prende avvio un percorso che porta alla donazione di un nuovo defibrillatore.
Nei prossimi giorni, attraverso il coordinamento tra il distributore locale, il sopravvissuto e l’azienda produttrice, verrà quindi avviata la procedura per la donazione di un nuovo DAE.
Il dispositivo sarà destinato a un ente, un’associazione o una realtà scelta dal sopravvissuto stesso, anche in forma riservata, contribuendo ad ampliare ulteriormente la rete di cardioprotezione sul territorio.
Il salvataggio avvenuto a Natale non è solo una storia di cronaca a lieto fine, ma un esempio concreto di come investimenti strutturati, tecnologia affidabile e prontezza umana possano convergere in un unico risultato, dare a una persona una seconda possibilità di vita e, allo stesso tempo, rafforzare la cultura della prevenzione e del primo soccorso nelle nostre città!















































