La cultura della cardioprotezione non si misura solo nei luoghi affollati. Si misura anche dove il tempo di soccorso non è garantito.
È da questo principio che nasce la nuova donazione realizzata da EMD112 insieme a Davide Patron, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione dedicata all’uso del defibrillatore e divulgazione della cultura per la cardioprotezione.
EMD112 ha messo a disposizione di Davide un defibrillatore semiautomatico Vivest® PowerBeat® X1P, che è stato donato a Fantiscritti Vela, cooperativa sociale di comunità attiva nel campo della vela sociale, dell’educazione e dell’inclusione.
La donazione si è svolta a Marina di Carrara, alla presenza di Simone Madiai, CEO di EMD112, di Davide Patron e dei rappresentanti della cooperativa: Luca Pfeiffer, uno dei capitani di Magica, insieme a Francesca, Silvia e Simone.
“Questa iniziativa dimostra come la cardioprotezione possa e debba entrare anche in nuovi contesti, su misura di persona e di scenari specifici. – Dichiara Simone Madiai, che aggiunge – Il valore di questo progetto sta anche nell’impegno con cui Davide sta portando avanti la campagna di sensibilizzazione: energia, continuità e dedizione che stanno contribuendo in modo concreto a diffondere una maggiore consapevolezza sull’uso del defibrillatore e sull’importanza di essere pronti ad agire.”
Dopo una fase introduttiva e la presentazione delle procedure di sicurezza di bordo, l’equipaggio è uscito in mare aperto per circa un’ora, navigando nello specchio d’acqua antistante le Cinque Terre. Al rientro in porto si è svolta la cerimonia di consegna ufficiale del defibrillatore, che da ora sarà stabilmente presente a bordo dell’imbarcazione.
Perché un defibrillatore in barca a vela?
Quando si parla di cardioprotezione, l’immaginario collettivo si concentra su stadi, palestre, piazze e luoghi ad alta densità di persone. Contesti fondamentali, ma non gli unici. Esistono scenari opposti, caratterizzati da isolamento, mobilità e tempi di intervento prolungati, nei quali un arresto cardiaco improvviso lascia pochissime possibilità.
Una barca in navigazione è uno di questi scenari. In mare aperto, lontano dalla costa e dai mezzi di soccorso, l’unica reale possibilità di sopravvivenza è avere un defibrillatore immediatamente disponibile e persone formate al suo utilizzo. In questi casi, il DAE non è un presidio accessorio, ma l’unico strumento salvavita in grado di fare la differenza tra la vita e la morte.
Una scelta coerente con la missione di Fantiscritti Vela
La donazione assume un valore ancora più profondo se inserita nel contesto di Fantiscritti Vela, realtà nata dall’eredità umana e professionale di Mario Telara, marinaio e maestro di vela, e dall’impegno di Nicoletta nel trasformare una barca in uno spazio di comunità.
“A bordo di Magica accogliamo ogni anno molte persone, spesso coinvolte in progetti sociali ed educativi. – Commenta Luca Pfeiffer, che prosegue – Avere un defibrillatore a bordo non è un simbolo, ma una scelta concreta di cura e attenzione verso l’equipaggio e gli ospiti, soprattutto quando ci si trova lontani da qualsiasi possibilità di soccorso immediato.”
A bordo di Magica, un Bavaria 46 piedi, la cooperativa realizza progetti di vela sociale, educazione non formale, inclusione di persone con disabilità, disagio sociale o fragilità psichica, oltre ad attività formative per scuole e percorsi di team building. Un luogo in cui la cura dell’altro è parte integrante dell’esperienza, e dove la presenza di un defibrillatore rappresenta una naturale estensione di questi valori.
Il nostro invito è di prestare maggiormente attenzione ai luoghi e ai contesti cardioprotetti, che siano barche, taxi, hotel.. la presenza del DAE è una garanzia in più.
Hai delle proposte per le prossime donazioni? Segnalale a Davide Patron sui suoi canali social Instagram, TikTok e Facebook!



























































