Quando si parla di sicurezza sul lavoro, il defibrillatore rappresenta una delle misure che possono contribuire concretamente a rendere un ambiente più preparato a gestire un’emergenza.
Ma qual è il rapporto tra defibrillatore e DVR? Il DAE deve essere obbligatoriamente previsto nel Documento di Valutazione dei Rischi? E quali sono gli obblighi per le aziende?
La risposta richiede una distinzione importante: la normativa italiana non prevede un obbligo generalizzato di dotare ogni luogo di lavoro di un defibrillatore.
Tuttavia, la valutazione dei rischi e l’organizzazione del primo soccorso possono portare un’azienda a individuare nel DAE una misura di prevenzione e protezione particolarmente utile, soprattutto quando le caratteristiche del luogo di lavoro rendono importante ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco.
Che cos’è il DVR e cosa deve contenere?
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è uno degli strumenti fondamentali previsti dalla normativa italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la valutazione dei rischi debba riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori connessi all’attività svolta, tenendo conto anche delle caratteristiche specifiche dell’organizzazione e delle persone potenzialmente esposte.
Il DVR non è quindi un semplice elenco dei pericoli presenti in azienda, ma costituisce uno strumento attraverso il quale vengono individuate e organizzate le misure di prevenzione e protezione necessarie.
Tra gli aspetti che possono essere considerati rientrano anche quelli relativi alla gestione delle emergenze e al primo soccorso.
È proprio in questo contesto che può inserirsi la valutazione dell’opportunità di installare un defibrillatore DAE.
Defibrillatore e DVR: il DAE è obbligatorio?
Questa è probabilmente la domanda più frequente quando si parla di defibrillatore in azienda.
La risposta è: no, il DAE non è obbligatorio in tutte le aziende.
La stessa INAIL, in una pubblicazione dedicata alla diffusione e all’utilizzo dei defibrillatori nei luoghi di lavoro, precisa che il defibrillatore non costituisce un presidio obbligatorio generalizzato nei luoghi di lavoro. La sua presenza è tuttavia raccomandata in determinati contesti e la normativa nazionale ne favorisce la progressiva diffusione.
Questo significa che non è corretto sostenere che ogni datore di lavoro debba necessariamente acquistare un DAE e inserirlo nel DVR.
Il ragionamento corretto è diverso:
il datore di lavoro deve valutare i rischi presenti e organizzare il primo soccorso in relazione alle caratteristiche dell’attività, dell’azienda e delle persone presenti; nell’ambito di questa organizzazione, il DAE può rappresentare una misura di sicurezza aggiuntiva e particolarmente efficace.
Cosa prevede il D.Lgs. 81/2008 sul primo soccorso?
Il punto di riferimento è l’articolo 45 del D.Lgs. 81/2008, dedicato al primo soccorso.
La norma stabilisce che il datore di lavoro, tenendo conto della natura dell’attività e delle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e sentito il medico competente quando previsto, debba adottare i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e assistenza medica di emergenza.
La valutazione deve considerare anche le eventuali altre persone presenti sul luogo di lavoro e i rapporti necessari con i servizi esterni di emergenza.
Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti degli addetti e la loro formazione sono disciplinati dal DM 15 luglio 2003, n. 388.
Il DAE si inserisce quindi in un sistema più ampio di gestione dell’emergenza e non deve essere considerato come uno strumento isolato.
Quando può essere opportuno prevedere un DAE in azienda?
Anche se non esiste un obbligo generalizzato, possono esserci situazioni nelle quali la presenza di un defibrillatore rappresenta una scelta particolarmente significativa sotto il profilo della sicurezza.
Ad esempio:
- aziende con un elevato numero di lavoratori;
- strutture con presenza contemporanea di molte persone;
- luoghi di lavoro isolati o difficilmente raggiungibili dai soccorsi;
- stabilimenti o sedi di grandi dimensioni;
- attività caratterizzate da particolari condizioni organizzative o ambientali;
- aziende nelle quali sono presenti lavoratori, visitatori, clienti o altri soggetti esterni;
- luoghi nei quali i tempi di arrivo dei soccorsi possono essere più lunghi.
In questi contesti, la disponibilità immediata di un DAE può contribuire a ridurre il tempo che intercorre tra l’arresto cardiaco e la prima defibrillazione.
Ed è proprio il fattore tempo a rendere la cardioprotezione un tema strettamente collegato alla sicurezza.
Perché il fattore tempo è così importante nell’arresto cardiaco?
L’arresto cardiaco improvviso è un’emergenza tempo-dipendente.
Quando il cuore smette di pompare efficacemente il sangue, il cervello e gli altri organi non ricevono più ossigeno in quantità sufficiente.
In questi casi, l’intervento dei presenti può fare la differenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
La sequenza fondamentale è quella della catena della sopravvivenza:
- riconoscere rapidamente l’arresto cardiaco;
- chiamare il 112/118;
- iniziare la rianimazione cardiopolmonare (RCP);
- utilizzare il DAE il prima possibile;
- proseguire l’assistenza fino all’arrivo dei soccorsi avanzati.
La normativa italiana ha inoltre previsto un protocollo con le istruzioni da seguire, in attesa dei soccorsi, per la RCP di base e l’utilizzo del DAE.
Per questo motivo, avere un DAE in azienda non significa semplicemente “possedere un defibrillatore”: significa costruire le condizioni affinché possa essere raggiunto e utilizzato rapidamente quando serve.
DAE in azienda: non basta acquistare il defibrillatore
Una strategia di cardioprotezione efficace non si esaurisce con l’acquisto del dispositivo.
Un’azienda che decide di dotarsi di un DAE dovrebbe considerare diversi aspetti organizzativi:
- Posizionamento
Il defibrillatore deve essere collocato in un punto facilmente individuabile e raggiungibile.
La normativa prevede criteri specifici per l’installazione dei DAE e stabilisce che siano opportunamente indicati attraverso apposita segnaletica. Il DM 16 marzo 2023 ha definito proprio i criteri e le modalità per l’installazione dei defibrillatori automatici e semiautomatici esterni.
- Accessibilità
In un’emergenza, perdere tempo per cercare le chiavi di un armadio, attraversare l’intero stabilimento o chiedersi chi abbia accesso al dispositivo può compromettere la tempestività dell’intervento.
Per questo è importante progettare il posizionamento del DAE considerando concretamente la struttura dell’azienda e i percorsi che una persona dovrebbe compiere per raggiungerlo.
- Formazione
La disponibilità del dispositivo dovrebbe essere accompagnata da una vera cultura del primo soccorso.
La formazione BLSD permette di acquisire le competenze necessarie per riconoscere un arresto cardiaco, iniziare le compressioni toraciche, utilizzare il defibrillatore e coordinare le prime fasi dell’emergenza.
La legge sulla diffusione dei DAE promuove infatti non solo la disponibilità dei dispositivi, ma anche una maggiore diffusione della cultura del primo soccorso.
- Manutenzione
Un DAE deve essere pronto all’uso quando si verifica un’emergenza.
È quindi necessario prevedere controlli e attività di manutenzione secondo le indicazioni del produttore, verificando anche lo stato degli accessori e delle componenti soggette a scadenza.
Il principio è coerente con quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 per i dispositivi di sicurezza: le attrezzature e i dispositivi destinati alla sicurezza devono essere sottoposti a regolare manutenzione e controllo del funzionamento.
Il DAE può essere considerato una misura di prevenzione nel DVR?
Qui è importante evitare una semplificazione.
Non esiste una disposizione generale che imponga di inserire il DAE nel DVR di ogni azienda.
Tuttavia, se dalla valutazione effettuata dall’azienda emerge l’opportunità di adottare un programma di cardioprotezione, la presenza del DAE e le relative modalità organizzative possono essere integrate nella documentazione e nelle procedure aziendali dedicate alla gestione delle emergenze.
In altre parole, il DVR può rappresentare il punto di partenza per una riflessione più ampia:
quali sono i rischi presenti? Come è organizzato il primo soccorso? Quanto è rapidamente raggiungibile il luogo di lavoro dai soccorsi? Quante persone sono presenti? Dove può essere collocato il DAE? Chi sa utilizzarlo? Come viene garantita la sua disponibilità?
La risposta a queste domande permette di trasformare la presenza del defibrillatore da semplice dotazione a sistema organizzato di cardioprotezione.
Defibrillatore e sicurezza sul lavoro: il ruolo del datore di lavoro
Il datore di lavoro ha un ruolo centrale nella costruzione del sistema di sicurezza aziendale.
Il D.Lgs. 81/2008 richiede che la valutazione dei rischi consideri tutti i rischi per la salute e la sicurezza connessi all’attività lavorativa e che siano individuate le misure necessarie per la loro prevenzione e protezione.
Anche l’informazione dei lavoratori è parte integrante di questo sistema: l’articolo 36 prevede che i lavoratori siano informati, tra gli altri aspetti, sulle procedure di primo soccorso e sulle misure di protezione e prevenzione adottate.
Questo rende evidente un concetto importante: la sicurezza non consiste soltanto nel prevenire gli incidenti, ma anche nell’essere preparati a intervenire quando si verifica un’emergenza.
DAE e BLSD: perché devono viaggiare insieme
Un defibrillatore disponibile ma sconosciuto al personale rischia di essere sottoutilizzato.
Allo stesso modo, persone formate al BLSD ma prive di un DAE facilmente raggiungibile si trovano a dover affrontare un’emergenza con uno strumento fondamentale a distanza.
Per questo DAE e formazione BLSD dovrebbero essere considerati come elementi complementari di un progetto di cardioprotezione.
Il DAE è progettato per guidare l’utilizzatore durante la procedura e analizzare il ritmo cardiaco, ma la capacità di riconoscere rapidamente l’arresto cardiaco e iniziare la rianimazione cardiopolmonare rimane fondamentale.
La cardioprotezione aziendale, quindi, può essere costruita su tre pilastri:
dispositivo + formazione + organizzazione.
La presenza del DAE protegge solo i lavoratori?
No.
Uno degli aspetti più interessanti della cardioprotezione negli ambienti di lavoro è che il DAE può essere utile non soltanto per i dipendenti.
In un’azienda possono essere presenti contemporaneamente:
- lavoratori;
- collaboratori;
- fornitori;
- clienti;
- visitatori;
- personale esterno;
- utenti e altre persone che accedono alla struttura.
La stessa normativa sul primo soccorso richiede di considerare le eventuali altre persone presenti nei luoghi di lavoro.
Questo significa che una scelta di cardioprotezione può avere un impatto che va oltre la tutela del singolo lavoratore e contribuire alla sicurezza dell’intera comunità che frequenta un determinato luogo.
La Legge 116/2021 e la diffusione dei DAE
Un passaggio importante nel percorso italiano verso una maggiore diffusione della cardioprotezione è rappresentato dalla Legge 4 agosto 2021, n. 116.
La norma ha l’obiettivo di favorire la progressiva diffusione e utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni e individua specifici contesti nei quali promuoverne la presenza, tra cui determinate sedi della pubblica amministrazione, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e mezzi di trasporto.
La legge non trasforma quindi il DAE in un dispositivo obbligatorio per ogni azienda, ma inserisce la sua diffusione all’interno di una più ampia strategia nazionale di prevenzione della morte cardiaca improvvisa e promozione della cultura del primo soccorso.
Successivamente, il DM 16 marzo 2023 ha definito criteri e modalità per l’installazione dei DAE, compresa la segnaletica da utilizzare per renderne riconoscibile la presenza.
Cosa dovrebbe valutare un’azienda che vuole diventare cardioprotetta?
Prima di acquistare un DAE, è utile affrontare il progetto in modo strutturato.
Alcune domande fondamentali sono:
- Il DAE è raggiungibile rapidamente dalle principali aree dell’azienda?
- Il dispositivo è chiaramente segnalato?
- Gli addetti al primo soccorso conoscono le procedure di emergenza?
- È presente personale formato al BLSD?
- Il numero di persone formate è sufficiente rispetto alle dimensioni e all’organizzazione della struttura?
- Il personale sa dove si trova il DAE?
- Sono previste procedure per chiamare rapidamente il 112/118?
- Il dispositivo è sottoposto a controlli e manutenzione?
- Gli accessori soggetti a scadenza vengono verificati periodicamente?
- Le procedure aziendali vengono aggiornate quando cambiano organizzazione, sede o condizioni operative?
Questi elementi permettono di passare da una semplice dotazione tecnologica a un vero progetto di sicurezza.
Perché parlare di cardioprotezione anche quando non esiste un obbligo?
La sicurezza sul lavoro non dovrebbe essere interpretata esclusivamente come rispetto degli adempimenti minimi previsti dalla legge.
La finalità più importante è creare ambienti nei quali sia possibile prevenire i rischi e intervenire rapidamente quando si verifica un’emergenza.
L’arresto cardiaco può verificarsi senza preavviso e non riguarda esclusivamente persone con una storia nota di problemi cardiaci. Per questo la presenza di un DAE in un ambiente frequentato da molte persone può rappresentare una scelta di responsabilità, soprattutto quando viene inserita all’interno di un sistema organizzato di primo soccorso.
INAIL ha sottolineato proprio questo valore nella pubblicazione del 2025 dedicata ai defibrillatori nei luoghi di lavoro, evidenziando la crescita della diffusione dei DAE nelle aziende e l’importanza di associare alla disponibilità del dispositivo una formazione adeguata.
Defibrillatore e DVR: dalla conformità alla cultura della sicurezza
Il rapporto tra defibrillatore e DVR non dovrebbe essere affrontato soltanto in termini di obbligo o non obbligo.
Il punto centrale è capire come costruire un ambiente di lavoro capace di rispondere anche alle emergenze tempo-dipendenti.
Il DAE non sostituisce il DVR, non sostituisce l’organizzazione del primo soccorso e non sostituisce la formazione. È uno degli strumenti che, se correttamente integrato in un sistema di RCP, BLSD, chiamata ai soccorsi e gestione dell’emergenza, può contribuire a ridurre il tempo che separa l’arresto cardiaco dall’intervento salvavita.
Per un’azienda, scegliere di dotarsi di un defibrillatore significa quindi fare un passo ulteriore: non limitarsi a rispettare gli obblighi di sicurezza, ma investire concretamente nella tutela delle persone.
Perché in caso di arresto cardiaco, ogni minuto conta. E avere un DAE a disposizione, sapere dove trovarlo e sapere come intervenire può fare la differenza.
Il defibrillatore è obbligatorio in tutte le aziende?
No. Non esiste un obbligo generalizzato che imponga a tutte le aziende di dotarsi di un DAE. La sua presenza può però essere particolarmente opportuna in funzione delle caratteristiche del luogo di lavoro e dell’organizzazione dell’emergenza.
Il DAE deve essere inserito nel DVR?
Non esiste un obbligo generale di inserire il DAE nel DVR. La valutazione dei rischi deve però considerare le misure di prevenzione e protezione e l’organizzazione del primo soccorso. Se l’azienda adotta un progetto di cardioprotezione, le relative misure e procedure possono essere integrate nella documentazione e nell’organizzazione della sicurezza aziendale.
Chi può utilizzare un defibrillatore?
Il DAE è progettato per poter essere utilizzato anche in ambito extraospedaliero. In caso di emergenza, le istruzioni dell’operatore della centrale di emergenza e quelle del dispositivo guidano l’intervento. La formazione BLSD rimane fondamentale per sviluppare competenze pratiche nella gestione dell’arresto cardiaco.
È necessario fare un corso BLSD per avere un DAE?
La disponibilità di un DAE e la formazione BLSD sono due aspetti distinti. Anche se la presenza del dispositivo non significa automaticamente che tutti i lavoratori debbano essere formati, creare una rete di persone in grado di riconoscere l’arresto cardiaco e intervenire con RCP e DAE rafforza concretamente il sistema di cardioprotezione.
Dove deve essere posizionato il DAE?
Il DAE dovrebbe essere collocato in un punto facilmente accessibile, riconoscibile e raggiungibile rapidamente. Il DM 16 marzo 2023 disciplina i criteri e le modalità di installazione e prevede un’apposita segnaletica.















































