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DAN Europe soccorso alle Maldive: competenze, search & recovery e sicurezza subacquea nelle operazioni ad alta complessità

Un nuovo richiamo alla sicurezza subacquea

Il recente incidente avvenuto nelle acque di Dhekunu Kandu, nell’atollo di Vaavu alle Maldive, ha riportato l’attenzione internazionale sul tema della sicurezza subacquea e sulla complessità delle operazioni di search & recovery in ambienti estremi.

Nel corso delle attività di ricerca dei subacquei dispersi, le autorità locali hanno richiesto il supporto di specialisti internazionali altamente qualificati. A intervenire è stata DAN Europe, organizzazione di riferimento mondiale nella sicurezza subacquea, nella gestione delle emergenze e nel supporto operativo internazionale.

L’operazione, caratterizzata da elevata complessità tecnica e da condizioni operative particolarmente critiche, ha richiesto l’impiego di subacquei tecnici specializzati in immersioni profonde, speleosubacquee e interventi in ambienti ostruiti e confinati.

Più che soffermarsi sull’evento di cronaca, è importante comprendere cosa rappresenti oggi DAN Europe nel panorama internazionale della sicurezza subacquea, quali competenze vengano messe in campo in scenari di questo livello e perché organizzazioni di questo tipo siano fondamentali per la gestione del rischio in mare.

DAN Europe: riferimento internazionale per la sicurezza subacquea

DAN Europe è una delle principali organizzazioni internazionali dedicate alla sicurezza subacquea, all’assistenza medica, alla ricerca scientifica e alla gestione delle emergenze legate alle immersioni.

Attiva da decenni a supporto della comunità subacquea mondiale, DAN Europe opera attraverso una rete internazionale di medici, ricercatori, istruttori, specialisti del soccorso e professionisti dell’emergenza.

Le sue attività comprendono:

  • assistenza medica d’urgenza per incidenti subacquei;
  • coordinamento internazionale delle emergenze;
  • ricerca scientifica in medicina subacquea e iperbarica;
  • formazione tecnica e sanitaria;
  • sviluppo di protocolli di sicurezza;
  • supporto operativo in scenari complessi;
  • raccolta e analisi dati sugli incidenti subacquei.

Nel tempo, DAN Europe ha gestito centinaia di interventi internazionali, diventando un punto di riferimento sia per i subacquei ricreativi sia per quelli tecnici e professionali.

Le operazioni alle Maldive: profondità, grotte sommerse e ambiente ostile

Secondo quanto comunicato ufficialmente da DAN Europe, il sito dell’incidente presentava caratteristiche operative estremamente complesse.

L’accesso alla cavità sommersa si trovava a una profondità compresa tra i 55 e i 60 metri, mentre il sistema di grotte si sviluppava per centinaia di metri attraverso camere interne, passaggi stretti e ambienti ostruiti.

Le autorità maldiviane hanno definito l’intervento “ad alto rischio”, sia per la profondità sia per la conformazione dell’ambiente.

In scenari di questo tipo, le criticità aumentano in modo esponenziale:

  • gestione dei gas respiratori;
  • orientamento in ambienti privi di visibilità;
  • rischio di disorientamento;
  • decompressioni prolungate;
  • difficoltà di recupero;
  • ridondanza delle attrezzature;
  • pianificazione avanzata dell’immersione;
  • limitate possibilità di intervento immediato in caso di emergenza.

A rendere ancora più drammatico il contesto è stata anche la morte di un ufficiale della Marina maldiviana impegnato nelle operazioni di soccorso, elemento che evidenzia ulteriormente il livello di rischio operativo affrontato dai soccorritori.

Il team internazionale DAN impiegato nelle operazioni

Per supportare le attività di search & recovery, DAN Europe ha mobilitato una task force internazionale composta dagli specialisti finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist.

Si tratta di professionisti con una lunga esperienza internazionale in immersioni tecniche, speleosubacquee e missioni operative in ambienti estremi.

Gli operatori coinvolti sono qualificati per immersioni profonde fino a circa 100 metri e vantano esperienze maturate in alcune delle operazioni più complesse degli ultimi anni.

Tra queste viene ricordato anche il supporto internazionale alle attività di salvataggio nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, nel 2018, quando dodici giovani calciatori e il loro allenatore rimasero intrappolati in una grotta allagata.

La missione alle Maldive è stata pianificata in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force, il Ministero degli Affari Esteri italiano, l’Ambasciata italiana competente e il Consolato italiano a Malé.

Tecnologie e attrezzature impiegate nelle immersioni di search & recovery

Le immersioni operative effettuate durante la missione hanno richiesto l’utilizzo di sistemi avanzati normalmente impiegati nel technical diving e nelle operazioni speciali.

Tra le principali tecnologie utilizzate:

  • rebreather a circuito chiuso;
  • DPV (Diver Propulsion Vehicles o scooter subacquei);
  • miscele Trimix;
  • attrezzature ridondanti;
  • sistemi avanzati di pianificazione e gestione decompressione.

Il rebreather rappresenta uno degli strumenti più evoluti nel panorama delle immersioni tecniche.

A differenza dei sistemi tradizionali a circuito aperto, il rebreather ricicla il gas espirato dal subacqueo, rimuove l’anidride carbonica tramite filtri assorbenti e reintegra automaticamente l’ossigeno consumato.

Questo consente:

  • maggiore autonomia;
  • ridotto consumo di gas;
  • minore produzione di bolle;
  • controllo più preciso della miscela respiratoria;
  • maggiore efficienza nelle immersioni profonde e prolungate.

In operazioni di search & recovery in grotta, questi elementi possono diventare determinanti.

Anche l’utilizzo di DPV risulta fondamentale per consentire lunghi spostamenti in ambienti sommersi complessi riducendo il consumo energetico del subacqueo.

Medicina subacquea, emergenza e trattamento iperbarico

Uno degli aspetti meno conosciuti ma più importanti di organizzazioni come DAN Europe riguarda la gestione medica delle emergenze subacquee.

In scenari complessi, soprattutto in contesti remoti o insulari, la componente sanitaria può diventare estremamente critica.

Secondo quanto dichiarato dalla direttrice medica DAN Europe, la Dott.ssa Chiara Ferri, in operazioni di questo tipo è essenziale predisporre:

  • supporto intensivistico avanzato;
  • coordinamento sanitario specialistico;
  • disponibilità di trattamento iperbarico urgente;
  • pianificazione clinica preventiva;
  • gestione delle emergenze correlate alle immersioni profonde.

Le patologie da immersione possono infatti includere:

  • malattia da decompressione;
  • embolia gassosa arteriosa;
  • tossicità da ossigeno;
  • narcosi da azoto;
  • ipotermia;
  • traumi da pressione.

La rapidità di gestione può fare la differenza tra recupero, danni neurologici permanenti o esiti fatali.

Search & recovery subacqueo: una delle attività più complesse nel soccorso

Le operazioni di search & recovery in ambiente subacqueo rappresentano uno degli ambiti più difficili e specialistici del soccorso tecnico.

A differenza delle immersioni ricreative o operative standard, questi interventi vengono effettuati in scenari spesso caratterizzati da:

  • profondità elevate;
  • visibilità nulla;
  • ambienti confinati;
  • elevato stress operativo;
  • tempi prolungati di decompressione;
  • impossibilità di risalita diretta;
  • condizioni psicologiche particolarmente impegnative.

Per questo motivo, il personale impiegato necessita di:

  • formazione altamente specialistica;
  • esperienza internazionale;
  • addestramento continuo;
  • standard operativi rigorosi;
  • capacità di gestione dell’emergenza avanzata.

Inoltre, ogni missione richiede una pianificazione estremamente accurata che coinvolge aspetti tecnici, logistici, medici e psicologici.

Formazione, prevenzione e cultura della sicurezza

Uno degli aspetti più importanti dell’attività di DAN Europe riguarda la diffusione della cultura della sicurezza subacquea.

La prevenzione resta infatti il principale strumento per ridurre incidenti e situazioni critiche.

Negli anni, DAN Europe ha sviluppato programmi formativi, linee guida, protocolli e attività di ricerca orientate a:

  • migliorare la sicurezza dei subacquei;
  • aumentare la consapevolezza del rischio;
  • promuovere una corretta pianificazione delle immersioni;
  • diffondere procedure di emergenza;
  • formare operatori sanitari e professionisti del soccorso;
  • sviluppare standard condivisi.

Nel mondo delle immersioni moderne, soprattutto tecniche e profonde, la preparazione non può essere improvvisata.

Attrezzature evolute, pianificazione avanzata, gestione dei gas, ridondanza dei sistemi, capacità di problem solving e addestramento continuo sono elementi imprescindibili.

Un messaggio alla comunità subacquea

La tragedia delle Maldive ricorda ancora una volta quanto il mare possa essere affascinante quanto severo.

Le immersioni subacquee, soprattutto in ambienti profondi o tecnici, richiedono preparazione, prudenza, addestramento continuo e piena consapevolezza dei propri limiti.

Ogni immersione dovrebbe essere affrontata con:

  • adeguata pianificazione;
  • attrezzatura idonea;
  • formazione aggiornata;
  • rispetto delle procedure;
  • valutazione delle condizioni ambientali;
  • attenzione costante alla sicurezza.

 

Attenzione: molto spesso sentiamo nei fatti di cronaca che sono proprio professionisti esperti coloro che perdono la vita. Questo dipende da diversi fattori, troppo spesso sottovalutati:

  1. fatalità e situazioni non controllabili: non tutto è controllabile. Un cambio repentino di vento, corrente, temperatura, attrezzatura o strumentazione difettosa, etc…;
  2. sottovalutazione fattore di rischio: l’esperienza ci porta a immedesimarsi in situazioni analoghe già affrontate, accorciando i tempi di riflessione e valutazione, ma come abbiamo detto nel punto precedente, basta poco per modificare uno scenario apparentemente analogo;
  3. team: la guida deve essere chiaramente capace e leder indiscusso. Il meno preparato del team deve avere ampiamente le capacità di affrontare l’evento. Il fattore di non avere chiari alcuni di questi aspetti dovrebbe far scattare l’alert nei 2 punti precedenti

È importante precisare e sottolineare che non stiamo valutando gli avvenimenti accaduti alle Maldive. L’intento è argomentare il fattore sicurezza e sensibilizzare tutti, esperti e non esperti, ad adottare le massime precauzioni, tenendo in conto anche, nei limiti del possibile, degli imprevisti.

Allo stesso tempo, è doveroso esprimere un profondo ringraziamento agli specialisti DAN Europe impegnati nelle operazioni alle Maldive e, più in generale, a tutti i soccorritori che ogni giorno operano in condizioni difficili e ad alto rischio, in mare, in montagna, in aria e su strada.

Professionisti e volontari che, spesso lontano dai riflettori, mettono competenze, esperienza e coraggio al servizio degli altri.

Un pensiero va alle vittime dell’incidente e alle loro famiglie.

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